Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘accordo’

Accordo Immobiliare.it e Intrum Italy

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

Intrum Italy, società partecipata da Intesa Sanpaolo (49%) e Intrum Group (51%), e Immobiliare.it annunciano un accordo strutturato, primo nel suo genere. La partnership permetterà ad Intrum Italy di assicurarsi una visibilità privilegiata sul mercato, grazie alla pubblicazione degli annunci sulla piattaforma immobiliare più utilizzata nel nostro Paese. Grazie all’accordo, Immobiliare.it fornirà ad Intrum Italy anche un importante supporto alle operations per facilitare e velocizzare i processi di vendita. Il portale infatti metterà in contatto la domanda degli utenti con il network di agenti che collaborano con Intrum Italy su tutto il territorio nazionale. A questo si aggiungono una serie di servizi legati all’analisi dei dati di traffico, che mettono a disposizione di Intrum Italy insight di mercato unici a supporto dei processi decisionali interni.

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Bilancio a lungo termine: meglio nessun accordo che un cattivo accordo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

La proposta fallimentare sul tavolo del Consiglio avrebbe reso l’UE “irrilevante”. I deputati deplorano che gli Stati membri non siano pronti a fornire all’UE le risorse necessarie per affrontare le sfide dell’Unione europea.Nel valutare la conclusione del recente Consiglio europeo, con gli Stati membri non ancora in grado di concordare una posizione comune sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP 2021-2027), i deputati hanno affermato come sia “meglio nessun accordo che un cattivo accordo”.Hanno poi esortato la Commissione a presentare un piano di emergenza, in vista del ritardo che l’approvazione del prossimo bilancio a lungo termine dovrà inevitabilmente affrontare, per proteggere i beneficiari dei fondi UE, quali agricoltori, città, regioni, studenti, ricercatori, imprese e ONG.Dopo che il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha riconosciuto in Plenaria il fallimento del Vertice sul bilancio del 20-21 febbraio, i deputati hanno criticato la proposta messa sul tavolo dagli Stati membri, poiché avrebbe reso l’UE “irrilevante”.
Hanno definito la proposta “scandalosa”, soprattutto alla luce dell’attuale crisi al confine greco e dell’emergenza COVID-19, in quanto Michel aveva proposto, tra l’altro, dei tagli ai programmi di migrazione e di ricerca.

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Accordo quadro per la fornitura di 3.500 robot

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Saranno inseriti nelle nuove linee di produzione e impianti del player con sede a Monaco di Baviera. I robot FANUC saranno utilizzati nella produzione delle generazioni attuali e future di modelli BMW. I primi robot sono stati già installati alla fine del 2019 e nei prossimi anni ne verranno utilizzati ulteriori nei siti di produzione tedeschi e internazionali del Gruppo BMW.“Siamo particolarmente orgogliosi dell’accordo raggiunto”, Marco Ghirardello, Managing Director di FANUC Italia. “Per FANUC questo successo ha una duplice valenza: significa, da un lato, qualificarsi come partner strategico del Gruppo BMW, dall’altro vedere pienamente riconosciuti i propri investimenti in ricerca e sviluppo, nonché l’ampliamento della nostra rete di assistenza per supportare i clienti in tutto il mondo”.Prossimamente il Gruppo BMW utilizzerà diversi modelli di robot FANUC, compresi quelli di nuova concezione che sono stati adattati alle esigenze individuali del cliente. I robot saranno utilizzati principalmente nella costruzione di carrozzerie e per la produzione di porte e cofani. FANUC, in collaborazione con i produttori di imballaggi per tubi flessibili e assi di movimento, sta completando la gamma di forniture al Gruppo BMW con particolare riferimento ai componenti periferici.Con oltre 110 modelli di robot disponibili nel proprio portfolio, FANUC offre la più ampia gamma di robot per applicazioni industriali in tutto il mondo. Questi includono modelli particolarmente potenti come l’M-2000, in grado di trasportare in sicurezza carichi fino a 2,3 tonnellate e spostarli in modo flessibile attraverso i suoi sei assi. Oltre al settore automobilistico, l’azienda ha gia installato a livello globale oltre 600.000 robot FANUC in molteplici settori industriali.“Il mondo dell’automotive si trova oggi in un momento di svolta epocale, tra la conversione ai modelli elettrici e la ricerca sulle auto a guida autonoma, fino alla necessità di ridurre sempre più l’impatto ambientale della produzione. Un insieme di sfide che devono essere intese come opportunità per un rinnovamento tecnologico non più procrastinabile, e che passa da un’automazione sempre più smart, in cui i robot collaborativi, l’Intelligenza Artificiale e l’Internet of Things giocano un ruolo fondamentale”, conclude Ghirardello.

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Accordo politico di Juba

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Juba. Sant’Egidio presente in questi giorni, con una sua delegazione, in Sud Sudan – si rallegra per l’intesa tra il presidente, Salva Kiir Mayardit, e il leader dell’opposizione, Riek Machar, che apre la strada alla formazione di un governo di unità nazionale, lungamente atteso, e lo ritiene un incoraggiamento a proseguire con ancora più convinzione il ruolo di mediatore, portato avanti ormai da tempo dalla Comunità per giungere alla pace in questo Paese, dopo dolorosi anni di guerra civile. “Si tratta – spiega Paolo Impagliazzo di un importante tassello per sostenere il cammino verso la pace e la definitiva cessazione delle ostilità, deciso da tutte le parti in lotta lo scorso gennaio a Roma”. Proprio a Sant’Egidio infatti, grazie alla mediazione della Comunità, è stata firmata il 13 gennaio scorso la “Dichiarazione di Roma”, alla hanno aderito anche i gruppi dell’opposizione che erano rimasti fuori dagli accordi di Addis Abeba del 2017 riunendo per la prima volta tutte le parti politiche del paese. Il documento, risultato di un lungo lavoro di mediazione tra le parti, si basa su tre i cardini: l’impegno alla cessazione delle ostilità; l’impegno a discutere e a valutare insieme – a Sant’Egidio – meccanismi per risolvere le divergenze; la garanzia per le organizzazioni umanitarie di poter operare nel paese a sostegno della popolazione civile. La Dichiarazione è stata firmata dai membri della delegazione del governo centrale del Sud Sudan, dai rappresentanti dei Movimenti di opposizione sud sudanesi che non hanno aderito all’accordo di pace rivitalizzato del 2018 ad Addis Abeba (Ssoma) e da quelli delle opposizioni firmatarie dell’accordo. Nella dichiarazione finale si era espressa anche gratitudine per quanto aveva fatto Papa Francesco con il suo appello a lasciare da parte le differenze e a cercare ciò che unisce, inginocchiandosi davanti ai leader del Paese per implorare la pace. Successivamente, a metà febbraio, si è tenuto, sempre a Sant’Egidio, il primo round negoziale a seguito della Dichiarazione di Roma. Alle trattative hanno partecipato una cinquantina di delegati in rappresentanza del governo del Paese africano, di tutte le forze politiche dell’opposizione (SSOMA, SPLM/IO, NDM, OPP, FDS) e di alcuni osservatori internazionali, tra cui l’IGAD, le Nazioni Unite e l’Unione Europea. L’incontro, svoltosi grazie alla mediazione di Sant’Egidio, ha sancito l’ingresso del SSOMA, sigla che riunisce tutti i movimenti di opposizione che non hanno aderito all’accordo di pace di Addis Abeba del settembre 2018, nel meccanismo di verifica e monitoraggio del cessate il fuoco. Il negoziato proseguirà nelle prossime settimane sulla governance e le cause principali del conflitto; il prossimo round sarà dedicato all’incontro tra i capi militari che dovranno rendere operative le decisioni prese in merito al cessate il fuoco e si svolgerà nel mese di marzo. Proprio per favorire i prossimi incontri tra le parti – che si svolgeranno sempre a Roma – una delegazione della Comunità di Sant’Egidio è presente in questi giorni a Juba.

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Retex annuncia l’accordo dell’integrazione di Venistar

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Retex SpA e Venistar SpA annunciano la definizione dell’accordo che porterà all’integrazione di Venistar all’interno del Gruppo Retex. L’operazione mira a rafforzare la posizione di Retex e Venistar nel mercato fashion e luxury, tramite l’integrazione delle reciproche competenze e soluzioni per l’omnicanalità, a supporto dell’innovazione in ambito digitale. Fondata a Milano nel 2010, Retex promuove l’innovazione tecnologica e organizzativa del retail “whenever it happens”. L’azienda, attiva sul mercato italiano e internazionale, e particolarmente sul mercato cinese, ha chiuso l’esercizio 2019 con ricavi per 28,4 milioni di euro.Venistar, con sede a Pianiga (VE), è un’azienda ICT che opera da 15 anni nella fornitura di soluzioni specialistiche per il settore della moda e del lusso. Sono più di 70 i brand del settore interessati dalle sue attività, e oltre 30.000 gli utenti della piattaforma omnichannel Venistar CX. L’esercizio 2019 si è chiuso con ricavi per 9 milioni di euro.Con questa operazione, Gruppo Retex conferma e consolida il proprio ruolo di prima grandezza nel mercato italiano dei servizi al retail. Nel 2020, il gruppo milanese impegnerà oltre 300 professionisti e consoliderà un volume di affari prossimo ai 40 milioni di euro.

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Sassoli: “Parlamento europeo unito sul QFP, non accetteremo un accordo qualsiasi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Durante il suo discorso alla riunione straordinaria del Consiglio europeo sul nuovo bilancio a lungo termine dell’UE, il Presidente, David Sassoli, ha sottolineato che il Parlamento europeo è pronto a respingere qualsiasi accordo che non garantisca all’UE i mezzi necessari per affrontare le sfide che abbiamo davanti.In apertura del suo discorso, il Presidente ha espresso solidarietà alle vittime e alle famiglie delle vittime coinvolte nell’attacco razzista della scorsa notte ad Hanau, in Germania. Sul prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, il Presidente Sassoli ha dichiarato:
“Abbiamo grande rispetto per il ruolo del Consiglio e attendiamo con interesse la proposta che formulerà per poter negoziare sulla base di un testo che tenga conto delle indicazioni del Parlamento europeo. A tal proposito sento il dovere di affermare davanti a voi che il Parlamento non accetterà un accordo qualsiasi. Esiste una larghissima maggioranza pronta a rigettare qualsiasi proposta che non tenga in debito conto delle sue posizioni.” “Si tratta di un calcolo fondato sulle esigenze dell’Unione, sugli impegni assunti dalla nuova Commissione e dall’agenda strategica del Consiglio. Senza budget aggiuntivo, il Green Deal, la transizione digitale e l’Europa geopolitica rimarranno una scatola vuota.”
“Dobbiamo dotare l’Unione di tutti i mezzi necessari per le sfide che abbiamo deciso di affrontare. La prima e la più urgente riguarda ovviamente i cambiamenti climatici. Il Green Deal offre un percorso ambizioso affinché l’Europa possa diventare nel 2050 il primo continente a zero emissioni di gas serra. Sarà ovviamente necessario un grande sforzo finanziario per raggiungere questo obiettivo. Servono risorse per la crescita e lo sviluppo, e per accompagnare paesi, imprese, e cittadini in questa transizione. Vogliamo risorse perché l’Europa sia sempre all’avanguardia, in materia di ricerca e non si riduca a importare nuove tecnologie al cui sviluppo non avrà contribuito.” “Per il Parlamento europeo, i tagli proposti su agricoltura e coesione sono inaccettabili. Come potremo accorciare le distanze tra centro e periferia, se riduciamo i fondi per la coesione, oppure come potremo sviluppare un’Europa verde se non investiamo nell’agricoltura?””È interesse di tutti rompere la dicotomia artificiale tra contribuenti e beneficiari: tutti gli Stati membri, senza eccezioni, traggono vantaggi dall’UE. Tutti hanno grandi benefici dal bilancio europeo e ancora di più dal mercato unico, di cui il bilancio è una componente fondamentale.””Il Parlamento richiama la necessità di porre in essere un nuovo meccanismo di condizionalità in grado di proteggere il bilancio dell’Unione quando le regole dello Stato di diritto non sono rispettate e si verifica una violazione sistematica del quadro dei valori europei”.”Ringrazio il Presidente Michel per l’attenzione al tema delle risorse proprie per il bilancio dell’UE. Per la prima volta in più di 40 anni potrebbero finalmente essere introdotte nuove categorie di entrate. Il paniere proposto deve essere ampliato ed è essenziale fissare un calendario ragionevole per la sua attuazione ma almeno vediamo un passo nella direzione che il Parlamento europeo ha sempre auspicato”.

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Accordo quadro per lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Bernoni Grant Thornton – member firm italiana di Grant Thornton International Ltd, uno dei principali network a livello mondiale che fornisce servizi di consulenza tributaria, societaria, advisory, IT e outsourcing – e CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, il maggior Ente pubblico di ricerca italiano a vocazione spiccatamente multidisciplinare, hanno siglato un accordo quadro a livello nazionale della durata di tre anni per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane.L’accordo prevede che le due parti, ognuna per i propri ambiti di competenza, collaborino da oggi per ideare e sviluppare iniziative, eventi e progetti di ricerca, formazione, innovazione tecnologica, presso start up e PMI innovative, istituti finanziari, società di venture capital e business angel.La collaborazione delle due parti, da definire di volta in volta a seconda delle diverse iniziative e progetti, è orientata allo sviluppo delle start up e pmi innovative su tutto il territorio nazionale e potrà anche prevedere il coinvolgimento ed il supporto di altri soggetti pubblici (come Ministeri, Regioni ed altri enti interessati) e/o privati e, a titolo di esempio, potrà riguardare le seguenti linee di attività:diffusione delle agevolazioni per attività di ricerca e innovazione (rivolte in particolare alle PMI Innovative);
formazione congiunta alle imprese sui seguenti temi: ricerca, innovazione tecnologica e valorizzazione dei propri asset (per favorire il loro sviluppo e quello del Paese);definizione di proposte strategiche per il miglioramento di realtà imprenditoriali già consolidate (orientate a sbloccare il potenziale di crescita);analisi e sperimentazione di servizi innovativi per il finanziamento e la crescita degli spin off del CNR, delle start up e delle PMI innovative.Concretamente l’accordo prevede poi l’istituzione di un Comitato di indirizzo strategico (composto da quattro membri, due in rappresentanza di Bernoni Grant Thornton e due del CNR) con il compito di sviluppare e integrare le linee di attività, di valutare i temi strategici di intervento e di approvare i progetti di ricerca da sviluppare attraverso specifiche convenzioni operative.Ogni anno il Comitato predisporrà una relazione sullo stato di attuazione dell’accordo. Per ogni specifico progetto approvato, le parti provvederanno alla stesura di una convenzione operativa che verrà sottoscritta dai soggetti partecipanti. Obiettivo comune sarà quello di integrare pubblico e privato per dare vita ad una collaborazione incentrata sulla promozione della formazione come driver di sviluppo per i progetti con ampio potenziale di crescita.

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Accordo di investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

SEC Newgate (sigla AIM: SECG), Gruppo internazionale di comunicazione, advocacy e ricerca ha annunciato oggi la firma di un accordo di investimento del valore di 2 milioni e mezzo di euro con Inveready, società di asset management spagnola specializzata nei nuovi mercati. L’accordo è finalizzato all’emissione di obbligazioni convertibili con un prezzo di riferimento di £0.55 per azione. L’emissione delle obbligazioni, per un totale di 2,5 milioni di €, dovrebbe essere effettuata – dopo lo svolgimento di tutte le formalità di approvazione previste – agli inizi di marzo 2020.SEC Newgate, che il 4 settembre 2019 ha completato la fusione col Gruppo inglese Porta Communications plc, è impegnata pienamente nel realizzare l’obiettivo di diventare uno dei Gruppi leader a livello globale nel settore della comunicazione e dell’advocacy. Già attualmente, infatti, l’allargamento delle attività post fusione dei due Gruppi colloca SEC Newgate fra le prime 30 realtà del settore, secondo la classifica Top 30 edita da the Holmes Report nel 2019. Il Gruppo offre ai suoi clienti la sua consulenza in diverse aree del mondo, che includono il Regno Unito (il primo mercato per il Gruppo) Europa, Medio Oriente, Asia, Australia, America Latina e Africa. L’emissione di obbligazioni convertibili fornirà risorse finanziare aggiuntive per finanziarie I piani di crescita globale dell’azienda, così come sono stati definiti nel Piano Strategico 2020-2023.

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Accordo sul bilancio dell’UE per il 2020: lotta ai cambiamenti climatici e realizzazione delle priorità dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Le tre istituzioni dell’UE hanno raggiunto oggi un accordo sul bilancio dell’UE per il 2020, che consentirà all’Unione di concentrare le sue risorse sulle priorità che contano per i cittadini: cambiamenti climatici, occupazione, giovani, sicurezza e solidarietà nell’UE. Il bilancio per l’anno a venire, che sarà il settimo ed ultimo esercizio nel quadro dell’attuale ciclo di bilancio a lungo termine per il periodo 2014-2020, preparerà inoltre la transizione verso il prossimo ciclo di bilancio. Il bilancio dell’UE per il 2020 prevede 168,69 miliardi di € in stanziamenti di impegno (ovvero i finanziamenti che possono essere stabiliti nei contratti in un determinato anno) e 153,57 miliardi di € in stanziamenti di pagamento (ovvero i finanziamenti che saranno erogati). Tra gli elementi principali del bilancio figurano i seguenti:il 21% del bilancio complessivo sarà destinato a misure volte ad affrontare i cambiamenti climatici. Il programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, ad esempio, riceverà 589,6 milioni di € (+5,6% rispetto al 2019). Orizzonte 2020, che tradizionalmente apporta un contributo sostanziale al conseguimento degli obiettivi climatici, otterrà un importo pari a 13,46 miliardi di € (+8,8% rispetto al 2019). Alla componente Energia del meccanismo per collegare l’Europa, che investe nella diffusione su vasta scala delle fonti rinnovabili, nel potenziamento delle infrastrutture esistenti per la trasmissione dell’energia e nello sviluppo di nuove infrastrutture, saranno assegnati 1,28 miliardi di € (+35% rispetto al 2019). La componente Trasporti del meccanismo per collegare l’Europa riceverà un sostegno pari a 2,58 miliardi di €; quasi la metà dei fondi – 83,93 miliardi di € in stanziamenti di impegno (+4,1% rispetto al 2019) – contribuirà a rendere la nostra economia maggiormente competitiva. Di tali fondi, 58,65 miliardi di € (+2,5% rispetto al 2019) saranno destinati a ridurre il divario economico negli Stati membri e tra di essi, a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro e a promuovere la convergenza attraverso i Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE); il sistema globale di navigazione satellitare europeo Galileo beneficerà di un sostegno pari a 1,2 miliardi di € (+74,7% rispetto al 2019) per aumentare la sua diffusione sul mercato a livello mondiale fino a raggiungere 1,2 miliardi di utenti entro la fine del 2020; un importo di 255 milioni di € offrirà incentivi alle imprese europee affinché collaborino per sviluppare prodotti e tecnologie della difesa nel quadro del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa; i giovani beneficeranno di una serie di programmi: 2,89 miliardi di € saranno destinati all’istruzione tramite Erasmus+ (+3,6% rispetto al 2019), mentre il Corpo europeo di solidarietà offrirà opportunità di volontariato o lavoro nell’ambito di progetti nel proprio paese o all’estero grazie a uno stanziamento di 166,1 milioni di € (+15,9% rispetto al 2019); gli agricoltori europei beneficeranno di 58,12 miliardi di €; La sicurezza e la gestione della migrazione continueranno a ricevere un sostegno. Ad esempio, 2,36 miliardi di € confluiranno nel Fondo Asilo, migrazione e integrazione, nel Fondo sicurezza interna e nelle agenzie che operano in questo settore [Europol, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), EASO, eu-LISA].

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Relazioni sindacali: In Aran tutte le confederazioni firmano l’accordo quadro a eccezione della CGIL e della CISL

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Per la certificazione della rappresentatività per il triennio 2019/2019. Nella scuola, entra l’Anief che si dichiara pronta a partecipare ai tavoli per il rinnovo della parte giuridica del nuovo contratto e a trattare sulla parte economica. Marcello Pacifico, presidente nazionale: Bene, ora l’amministrazione ci convochi. Da 18 mesi aspettavamo questo momento. Siamo passati da associazione di tendenza a sindacato istituzionale. Sentiamo la responsabilità di fare entrare il diritto nelle nostre scuole e in tutte le sedi dell’amministrazione centrale e periferica. Nel nuovo anno, in programmazione mille assemblee sindacali per informare e discutere con i lavoratori sulle proposte per rinnovare il Ccnl e Ccni e sui diritti lesi, dall’abuso dei contratti a termine. Nel prossimi giorni saranno nominati i delegati sindacali nelle ottomila istituzioni scolastiche, presso Miur, regioni, Aran, Usr.

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Accordo quadro del 17 luglio sulle prerogative sindacali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Scuola – Sindacato, il CdM autorizza il ministro della Funzione Pubblica al parere favorevole sull’ipotesi di Accordo quadro del 17 luglio sulle prerogative sindacali
Si attende a giorni la sottoscrizione definitiva, dopo il parere degli organi di controllo, sull’lpotesi di contratto collettivo nazionale quadro di ripartizione delle prerogative sindacali nel triennio 2019-2021. Marcello Pacifico (Anief): Bene, aspettiamo con ansia questo momento per poterci organizzare in maniera più incisiva, partecipare ufficialmente ai tavoli di contrattazione riguardanti i lavoratori del comparto istruzione e ricerca per orientare le scelte dell’amministrazione, a partire dalla risoluzione del problema del precariato, dal rinnovo del contratto (scaduto da quasi un anno) e da una capillare e corretta informazione in ogni scuola sui diritti e doveri sanciti dallo stesso contratto e dalla legge.

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L’accordo sul decreto salva-precari non piace solo all’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

Non piace anche ad altre organizzazioni del settore scolastico. Come quelle che difendono gli operatori e i discenti delle scuole paritarie, ora uscite allo scoperto: “A non fare esattamente i salti di gioia – riporta Tuttoscuola – sono la FIDAE, la CdO Opere Educative, la CNOS Scuola, la CIOFS scuola, la FAES che fanno presente in un comunicato unitario che “a differenza di quanto previsto nell’analoga intesa stipulata l’11 giugno scorso, il nuovo accordo esclude i docenti ‘precari’ che insegnano nelle paritarie dalla partecipazione alle procedure riservate di abilitazione”. “È una esclusione particolarmente grave – commentano congiuntamente -, dato che l’esigenza è stata esplicitamente posta più volte e non se ne comprendono le ragioni. Siccome il sistema ordinario (“concorso pubblico” con valore anche abilitante previsto dalla legge 145/2018) non viene avviato, perché le OOSS vogliono che parta prima la procedura riservata ai precari, chiediamo che a tale procedura possano partecipare anche i docenti non abilitati che insegnano nelle paritarie”. Eppure, fanno notare le associazioni, “la norma vigente (legge 62/2000) obbliga le scuole paritarie ad utilizzare docenti abilitati, ma lo Stato, cui spetta il dovere/diritto di abilitare i docenti, non avvia i percorsi che possano permettere ai giovani laureati di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria”. “Chiediamo pertanto che il Miur attivi al più presto i percorsi abilitanti ordinari e che Governo e Parlamento, nell’approvare le regole dei percorsi riservati (visto che occorre un Decreto Legge e che per la Costituzione lo stesso deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri e convertito dal Parlamento), prevedano l’accesso alle medesime anche ai docenti che lavorano nelle 2.200 scuole secondarie paritarie”, concludono le associazioni. Anief ritiene legittime le richieste delle associazioni che difendono i diritti di chi opera nel settore scolastico. Prima di tutto perché se per legge, dal 2000, il sistema nazionale pubblico statale comprende anche la scuola paritaria, il servizio svolto all’interno di questi istituti non può essere da meno rispetto a quello portato avanti nelle scuole di Stato. Il riferimento normativo è la Legge n. 26, del 10 marzo 2000, dalla quale si evince che il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. Ma anche i percorsi IEPF previsti dalle Regioni e finanziati dallo Stato sono inseriti nel sistema integrato nazionale di istruzione, come ricorda l’ultimo decreto legislativo sugli istituti professionali. In secondo luogo, continua il sindacato, i docenti delle scuole paritarie svolgono lo stesso lavoro dei colleghi che operano negli istituti statali: producendo anche titoli di studio analoghi, qual è la logica che nega l’equiparazione in toto dell’insegnamento svolto nelle due tipologie di scuole? Inoltre, vale la pena ricordare che il servizio svolto dalle scuole paritarie, a partire dalla scuola dell’infanzia, permette allo Stato di “alleggerirsi” di un carico formativo importante: poiché i docenti che vi operano, pur non accedendo da concorso, devono comunque essere in possesso di titoli di studio adeguati e necessariamente portare avanti l’insegnamento come avviene nelle statali, quale giudice potrebbe rimanere indifferente alla decisione di considerare diverso il servizio lavorativo svolto in quegli istituti e quindi di impedire ai docenti precari di partecipare ai corsi abilitanti e ai concorsi riservati? “Ai tavoli del Ministero dell’Istruzione – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – sembra che nessuno si curi di questo problema. Ma sarebbe bene tornare sui propri passi. Perché se quanto trapela dall’accordo siglato il 1° ottobre al Miur con i sindacati maggiori dovesse corrispondere al vero, con eliminazione dai corsi e dai concorsi straordinari dei docenti delle paritarie e dei percorsi IePF, è chiaro che si innescherà un contenzioso non poco indifferente. Speriamo che il Governo ci ascolti per non dare sempre l’ultima parola alla magistratura”.

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Scuola, su precari e concorso accordo mortificante tra Cgil, Cisl, Uil e Miur

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno sbraitato per mesi che la soluzione al problema del precariato era vicina e sicura: come dimenticare le dirette video su Facebook, stile guerra del Golfo, per raccontarci minuto per minuto l’andamento delle trattative? Abbiamo ancora negli occhi le assemblee organizzate in tutta Italia dai sindacati collaborazionisti, in cui si promettevano azioni forti per difendere i diritti dei precari, si gridava all’affronto e allo scandalo, veniva indetto uno sciopero per poi ritirarlo. Questo lo spettacolo, una vera farsa, che si è chiuso ieri con un accordo vergognoso tra sindacati gialli e Miur, che possiamo sintetizzare in pochi semplici punti:
1) niente PAS e, quindi, niente abilitazione per accedere alla seconda fascia delle graduatorie d’istituto nel 2020;
2) concorso riservato selettivo in ingresso ed uscita per un numero di posti ridicolo (24000) ed altrettante briciole (24000) per il concorso ordinario quando le nostre scuole hanno bisogno di almeno 200.000 “precari fissi” ogni anno;
3) nessuna soluzione per i docenti vincitori di concorso ed idonei di infanzia, primaria, secondaria, che potranno solo scegliere nel 2020 di andarsene in una provincia del Nord, con un meccanismo simile a quello della 107, per non tornare mai più a casa e andare a rimpolpare le fila degli esiliati.
Ancora una volta i lavoratori possono vedere con i propri occhi a cosa porta la tanto decantata concertazione: un accordo a perdere che umilia i lavoratori precari – che da anni consentono il funzionamento della scuola pubblica statale – e prevede miseri 24000 posti per un concorso ordinario che vedrà la partecipazione di migliaia di aspiranti, mentre 200.000 supplenti stanno entrando anche quest’anno nelle scuole.
Nessun riferimento nell’accordo alla trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, che da solo libererebbe più di 100.000 posti comuni e almeno 50.000 di sostegno, utilizzabili per le immissioni in ruolo dal 1 settembre 2020, garantendo anche i precari GaE infanzia e primaria, men che meno ci sono passaggi sull’aumento del tempo pieno al Sud ed interventi strutturali per garantire la continuità didattica e il ritorno dei docenti esiliati al Nord.Una Caporetto del sindacalismo giallo spacciato per grande accordo sindacale, il solito risultato che rivela l’assenza di un cambio di passo vero da parte del nuovo Ministro.Crediamo che per chi lavora nella scuola sia arrivato il momento di ritornare ad un vero protagonismo. Bisogna aprire una stagione di lotte per ottenere investimenti nella scuola e finalmente cambiare passo rispetto ai governi e alle politiche di smantellamento della scuola pubblica statale degli ultimi vent’anni.

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Malattie rare: nasce l’accordo OMaR – CompuGroup Medical

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 settembre 2019

Fornire contenuti scientifici di valore al medico attraverso i nuovi software che già potenziano e semplificano il suo lavoro quotidiano, intercettando la domanda di un’informazione accurata, immediata e mirata non solo alla sua professionalità, ma anche alle esigenze dei pazienti. Questo è quanto si realizza con l’alleanza avviata in questi giorni sull’esteso e complesso terreno delle patologie rare: protagonisti, l’Osservatorio Malattie Rare (OMaR), la prima agenzia giornalistica italiana in materia, e Fablab, business unit di CGM, leader globale della Medical Information Technology.
Il potenziale, per il professionista della salute, si realizza nell’odierno cambio epocale del suo modo di documentarsi, che tra l’altro esorta tutti gli attori dell’Healthcare, inclusi i produttori di farmaci, a rivedere i loro paradigmi e canali prioritari di comunicazione. Secondo un’indagine della rete europea Accross Health, oggi il medico dedica mediamente tre minuti al giorno a ricevere informatori farmaceutici e a partecipare a convegni scientifici; riserva invece un tempo dieci volte maggiore ad aggiornarsi sul web. Un canale, quest’ultimo, che offre grandi opportunità ma che può anche nascondere insidie e disagi per lo studioso, che rischia di perdersi nel mare magnum della rete, zeppa anche di inesattezze, inaccuratezze e fake news.
L’Osservatorio Malattie Rare (OMaR) Sede Legale: Via Varese, 46 Roma Direttore Responsabile: Ilaria Ciancaleoni Bartoli è la prima e unica agenzia giornalistica italiana ed europea specificamente dedicata alle malattie rare e ai tumori rari. Fondata nel 2010, la testata mira ad “aumentare la sensibilità dell’opinione pubblica”, in forza di una “comunicazione chiara e scientificamente corretta su ricerca, sperimentazioni, legislazione, progresso medico-diagnostico”. Al contempo l’agenzia è divenuta l’interlocutore-chiave di tutti i soggetti coinvolti, dal mondo medico-scientifico ai produttori farmaceutici, dai decisori istituzionali nazionali e comunitari a, naturalmente, i pazienti.

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Scuola: In alto mare l’accordo di Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Svelato il grande inganno che fece fallire lo sciopero generale proclamato a ridosso delle elezioni europee. Ora alcuni sindacati maggiori corrono ai ripari e propongono una inutile detassazione dei futuri aumenti, in assenza di risorse aggiuntive inserite nel DEF e nella manovra di assestamento all’esame del Parlamento. Sono passati 100 giorni dall’accordo del 24 aprile siglato dal premier Conte, dal ministro Bussetti e dai segretari dei sindacati rappresentativi della scuola immortalati in una storica foto, quando si brindava ad aumenti a tre cifre, si apriva ai concorsi riservati per i precari, si rassicurava sulla regionalizzazione e ci si volgeva a stipendi europei. Anief, peraltro non invitata perché non chiamata rappresentativa, denunciò subito l’inganno. Ora dopo tre mesi la verità: non ci sono soldi, né aumenti e i concorsi sono bloccati. Marcello Pacifico (Anief): Lunedì chiederemo al Presidente del Consiglio di onorare i suoi impegni. Bisogna stabilizzare tutti i precari con 36 mesi, riaprire le GaE, assumere tutti gli idonei dei concorsi, utilizzare i fondi dei tagli per dare 200 euro di aumento mensili e chiudere ogni ipotesi di passaggio del personale dallo Stato alle Regioni per salvare l’autonomia delle scuole. In questo lasso di tempo, nessun punto dell’accordo primaverile sembra rispettato. Il bando dell’ennesimo concorso straordinario è bloccato dal Mef, la Commissione Ue ci ha inviato una lettera di reclamo che si trasformerà in pochi mesi in una procedura d’infrazione, di aumenti non c’è traccia nei documenti di finanza, per l’autonomia i Governatori della Lega sono sulle barricate con il loro leader Salvini in prima fila. E ora i sindacati maggiori fanno nuove proposte difficili da praticare. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Anziché percorrere strade impervie e soggette a vincoli, nella scuola basterebbe introdurre nella voce tabellare degli stipendi tutti i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera degli insegnanti. In questo modo, si potrebbero garantire almeno 200 euro di aumento. Allora sì che si valorizzerebbe al massimo il ruolo professionale del docente, predisponendo pure il passaggio di livello funzionale degli Ata, previsto per legge ma mai adottato. Sono tutte questioni che presto porremmo all’attenzione dell’amministrazione scolastica, nel corso della contrattazione nazionale dopo che finalmente l’Aran, qualche giorno fa, ha stabilito che il nostro sindacato ha pieno diritto a sedersi a quei tavoli”.

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Farmaci: l’accordo Roche – Novartis per le vendite di Avastin e Lucentis

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo: “Nel 2014 come Federconsumatori abbiamo seguito da vicino la vicenda dei farmaci per la maculopatia Avastin e Lucentis, invocando il reinserimento di Avastin nell’elenco dei farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale per permettere a tutti i pazienti di accedere alle cure per una grave malattia. E’ stata una battaglia che ha dato i suoi frutti e dopo la nostra richiesta il medicinale è stato appunto incluso tra quelli a carico del SSN. L’argomento è tornato alla ribalta in questi giorni, poiché il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza confermando la multa Antitrust alle case farmaceutiche produttrici, Roche e Novartis, per aver sostanzialmente “fatto cartello” al fine di indurre l’Agenzia italiana del farmaco a scegliere il costosissimo Lucentis (oltre 500 euro a puntura!) a scapito appunto di Avastin, in cui prezzo è compreso tra i 20 e i 30 euro. Si tratta, è evidente, di una condotta che non solo ha provocato enormi conseguenze economiche per la sanità pubblica ma che ha anche impedito a molti pazienti di accedere alle terapie di cui avevano bisogno: esprimiamo quindi soddisfazione per il pronunciamento del Consiglio di Stato.Vale la pena inoltre sottolineare come proprio Novartis abbia recentemente ottenuto l’autorizzazione a commercializzare negli USA (non ancora in Europa) il farmaco più caro al mondo: oltre 2 milioni di euro per il medicinale Zolgensma, necessario per curare l’atrofia muscolare spinale.La vicenda ci offre lo spunto per richiamare di nuovo l’attenzione su annose e gravi problematiche che affliggono il settore farmaceutico nel nostro Paese, in primis il costo di molte tipologie di farmaci, la scarsa concorrenza sul mercato e gli accordi “di cartello” tra le case farmaceutiche, che di fatto finiscono per ledere l’inviolabile diritto alla salute e alle cure dei cittadini.

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Maticmind con Trivoli & Associati sigla l’accordo sul Patent box

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Maticmind S.p.A., system integrator italiano operante nel settore ICT e leader nella progettazione, integrazione e gestione di soluzioni tecnologiche innovative, annuncia di aver sottoscritto con l’Agenzia delle Entrate l’accordo di Patent box per la definizione dei metodi e dei criteri di calcolo del contributo economico alla produzione del reddito di impresa dei beni immateriali aziendali. L’accordo, che riguarda i periodi di imposta dal 2016 al 2020, ha ad oggetto le competenze tecnologiche specialistiche di cui la Società dispone e che le consentono di presentarsi sul mercato come uno dei principali player a livello nazionale.La disciplina del patent box, introdotta in Italia con la Legge di Stabilità 2015, prevede l’esclusione dalla formazione della base imponibile IRES e IRAP di una quota del reddito derivante dall’utilizzo di software protetto da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli nonché da processi, formule e informazioni relative ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. L’entità dell’agevolazione è quantificata escludendo dal reddito imponibile di ogni periodo di imposta una quota di reddito attribuibile all’utilizzo dei beni immateriali moltiplicata per uno specifico rapporto (c.d. nexus ratio) che tiene conto dell’entità e natura delle spese di ricerca sostenute in relazione ai beni immateriali. L’ammontare così ottenuto è escluso dalla formazione della base imponibile IRES/IRAP per il 40% per l’esercizio 2016 e per il 50% per gli anni successivi.La Società è stata assistita dallo studio di consulenza fiscale e legale Trivoli & Associati (www.studiotrivoli.it) ed in particolare dal socio Alessandro Trivoli e dall’associato Marco Botti. L’assistenza dello Studio ha riguardato l’intera procedura di patent box, dall’esercizio dell’opzione e la predisposizione della relativa istanza, passando per la predisposizione dello studio di transfer pricing, fino al contraddittorio con la Direzione Regionale della Lombardia.

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Editoria: firmato l’accordo per l’Italia ospite d’onore al Salone del Libro di Parigi 2021

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

È stato firmato l’accordo tra l’Associazione Italiana Editori (AIE) e Reed Expositions France alla presenza dell’Associazione degli editori francesi (Syndicat national de l’édition – SNE) per la partecipazione dell’Italia come Paese Ospite d’Onore nel 2021 al Salone del Libro di Parigi, una fiera dello SNE e realizzata da Reed.La cerimonia della firma si è svolta a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia a Roma, alla presenza dell’ambasciatore francese, Christian Masset, e dei rappresentanti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il consigliere diplomatico del ministro Bonisoli, Marco Ricci, e la direttrice generale per le Biblioteche e gli Istituti Centrali, Paola Passarelli, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il direttore Roberto Vellano dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il direttore Roberto Luongo.“È un grande risultato per il libro italiano di cui siamo molto fieri”, ha detto il presidente AIE Ricardo Franco Levi. “Torniamo a Parigi dopo quasi 20 anni”. “L’appuntamento francese – ha aggiunto Levi – insieme alla quello che ci aspetta alla Buchmesse di Francoforte nel 2023 dimostrano il prestigio e la crescente diffusione del libro e della cultura italiana sul piano internazionale”.La presenza italiana a Parigi dal 19 al 22 marzo 2021 occuperà un padiglione di circa 600 mq con un’area b2b, un’area libreria per la vendita di titoli italiani, sia in italiano sia in francese, e un programma culturale con una forte delegazione di autori italiani.“Siamo molto felici di dare il benvenuto all’Italia a Livre Paris nel 2021 per il 40esimo anniversario del Salone e rafforzare così i già forti legami tra autori italiani e lettori francesi”, hanno detto Antoine Gallimard, vice presidente dello SNE (Syndicat national de l’édition) e Sebastien Fresneau, direttore di Livre Paris.
“Gli scambi editoriali tra Francia e Italia sono molto dinamici”, ha detto l’ambasciatore Masset. “L’Italia è il secondo mercato per la traduzione di libri francesi e l’italiano è sempre più tradotto in Francia, segno di una grandissima curiosità per la lingua e la cultura italiana. Salutiamo pertanto quest’invito dell’Italia come una splendida iniziativa che rafforzerà ancora il dialogo culturale tra Italia e Francia.”

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Scuola – Personale Ata: disatteso l’accordo del 24 aprile con il premier Conte

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 giugno 2019

Negando quanto sottoscritto meno di due mesi fa a Palazzo Chigi, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, l’amministrazione scolastica continua a negare l’introduzione dei profili AS e C, ovvero il coordinatore dei collaboratori scolastici e il coordinatore degli assistenti tecnici e amministrativi, previsti peraltro dal contratto collettivo nazionale da ben 25 anni. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ciò significa avere preso in giro due volte i tanti collaboratori scolastici, amministrativi e tecnici che speravano nella ratifica del ruolo superiore, che tra l’altro in molti casi già ricoprono andando a svolgere, in cambio di compensi minimi e variabili ogni anni, delle mansioni organizzative e di pianificazione della categoria. La scuola è il comparto pubblico con più difficoltà per passare su un profilo professionale superiore. Ma è solo un problema di volontà, che manca nel momento in cui all’amministrazione conviene lasciare il personale su posti che garantiscono stipendi più bassi. Eppure, quello stesso personale assume ruoli e si prende responsabilità superiori a quelle per cui viene pagato. In questi giorni, è diventato pubblico il problema dei tanti assistenti amministrativi facenti funzione come Dsga a cui il Miur ha chiuso la porta in faccia, negando loro una sessione concorsuale riservata per l’immissione in ruolo diretta come ci chiede l’Ue da tempo, dopo che per vent’anni si sono presi l’incarico superiore in cambio di cifre ridicole (decisione contro la quale Anief ha deciso di ricorrere in tribunale). Quell’accordo, sul quale Anief ha sempre espresso molte perplessità, ha illuso però anche altre categorie di personale: sempre tra gli Ata, ad esempio, non si comprende come mai l’amministrazione scolastica continui a fare finta di nulla nell’introdurre i profili AS e C, ovvero il coordinatore dei collaboratori scolastici e il coordinatore degli assistenti tecnici e amministrativi, prevista dal contratto collettivo nazionale. Secondo Anief è ora di dire basta.

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Scuola: Accordo sul precariato, una farsa all’italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

A poche ore dalla sottoscrizione dell’intesa raggiunta dall’amministrazione con gli altri sindacati, che ha avviato i Pas abilitanti per chi ha almeno tre annualità d’insegnamento e il concorso riservato per chi ha fatto supplenze negli istituti statali, emergono i tanti lati negativi: la lunga tempistica di attuazione, la mancanza di soluzioni per limitare il record nazionale di supplenze della prossima estate e forse di quella successiva; l’ostinazione del Miur a far cassa sulla pelle dei supplenti; l’inevitabile incremento del contenzioso, dovuto all’approvazione di norme tutt’altro che risolutive e discriminanti.Marcello Pacifico (Anief): “Invece di riaprire le GaE e affidarsi al doppio canale di reclutamento, attingendo per le stabilizzazioni in ultima istanza anche alla seconda fascia delle graduatorie d’istituto, individuando così tutti i docenti abilitati per abbattere quello scomodo record dei 200 mila supplenti della scuola che il ministro Marco Bussetti si appresta a conseguire, si è preferito puntare su una macchina lenta e selettiva. Come se la scuola si trovasse nelle condizioni oggettive per permettersi di attendere la conclusione di procedure concorsuali lunghe e per tradizione italica costellate da stop and go. Senza dimenticare, infine, che l’impianto normativo sottoscritto l’11 giugno dovrà passare sotto la lente del Parlamento”.È durata pochissime ore l’euforia per l’accordo raggiunto tra Miur e sindacati maggiori sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola, con l’avvio dei Pas abiitanti e dell’ennesimo concorso riservato, le cui linee generali erano state fissate nell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi: “i primi vincitori dei due concorsi non saliranno in cattedra prima di settembre 2020, mentre dopo l’estate ci sarà un nuovo record di supplenti”, sintetizza con estrema lucidità Il Corriera della Sera. Il primo quotidiano nazionale, inoltre, pubblica un’ipotesi tutt’altro che peregrina, ovvero “che l’accordo siglato ieri con grande soddisfazione dai sindacati in realtà non faccia ancor più comodo al Governo che invece di coprire i posti che si svuoteranno con dei docenti assunti a tempo indeterminato, in questo modo ancora per qualche anno potrà evitare di pagare le ferie estive a decine di migliaia di supplenti”.

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