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Posts Tagged ‘accordo’

SACE e SIMEST in prima linea con AEFI per l’internazionalizzazione delle Fiere italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

accordoSACE e SIMEST, che insieme costituiscono il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, hanno siglato un protocollo di intesa con AEFI- Associazione Esposizione e Fiere Italiane, finalizzato a identificare delle aree di comune intervento per promuovere e favorire il processo di internazionalizzazione delle Fiere e delle imprese italiane.
L’accordo è stato presentato oggi presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Sono intervenuti Benedetto Della Vedova, Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Ettore Riello, Presidente AEFI-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, Beniamino Quintieri, Presidente SACE, Salvatore Rebecchini, Presidente SIMEST e Pietro Piccinetti, Coordinatore Commissione Internazionalizzazione AEFI.“In uno scenario come quello attuale, ricco di rischi ma anche di opportunità, è necessario che le aziende elaborino un piano strategico per incrementare la propria visibilità e awareness. In questa pianificazione, uno degli strumenti più efficaci – ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di SACE – è l’attività fieristica che, nonostante l’era digitale che stiamo vivendo, rimane un asset strategico imprescindibile, tanto per le grandi aziendi che per le PMI. L’accordo di oggi conferma la capacità di SACE di rispondere concretamente alle esigenze di chi, come AEFI, ogni giorno valorizza e supporta il Made in Italy e di tutte quelle imprese che sono pronte a mostrare l’eccellenza italiana in tutto il Mondo”.“SIMEST già da tempo ha riconosciuto nel sistema fieristico un elemento qualificante di politica industriale italiana per supportare la proiezione estera ed il radicamento territoriale delle PMI italiane – ha dichiarato Salvatore Rebecchini Presidente SIMEST – Supportare le Fiere italiane nel loro processo di internazionalizzazione è un target che SIMEST persegue da anni partecipando come socio di minoranza qualificata alle j.v. realizzate dalle Fiere italiane all’estero, facilitando a condizioni competitive il rafforzamento patrimoniale delle Fiere stesse. L’accordo di oggi ci permetterà anche di pensare alla possibilità di nuovi strumenti dedicati che possano ancora meglio adattarsi alle esigenze del settore”.L’accordo – che avrà durata annuale e rinnovabile – lancerà diverse attività dedicate agli associati AEFI, tra cui l’avvio di un tavolo di confronto strumentale a porre in essere iniziative volte a supportare e aumentare l’internazionalità delle fiere italiane. Nel dettaglio, verranno organizzati workshop e webinar di in-formazione per presentare alle aziende le soluzioni SACE e SIMEST per crescere sui mercati globali. Inoltre, l’accordo prevede la realizzazione di sinergie fra AEFI, SACE e SIMEST per sostenere il settore fieristico e per affiancare le eccellenze italiane che vi partecipano. (foto: accordo)

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Accordo di Programma per la riqualificazione dello scalo ferroviario Farini a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

porta nuova milanoMilano. Savills Investment Management SGR, società di gestione del fondo di investimento Olimpia Investment Fund – detenuto da Kennedy Wilson Europe Real Estate Plc – società immobiliare quotata alla Borsa di Londra – annuncia la sottoscrizione di un Accordo di Programma (AdP) per la riqualificazione dello scalo ferroviario Farini a Milano, che include la porzione prospicente Via Valtellina di circa 60 mila mq, di proprietà del fondo Olimpia, come punto focale di un importante progetto di sviluppo a destinazione d’uso sia commerciale che residenziale.L’AdP sottoscritto tra Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato con Rete Ferroviaria Italiana, FS Sistemi Urbani e Olimpia Investment Fund e ratificato il 13 luglio 2017, include, oltre allo scalo Farini, altri 6 scali ferroviari dismessi nell’area urbana del capoluogo lombardo, e rientra in un progetto di riqualificazione che comprende una superficie di oltre 1,25 milioni di mq, di cui circa 200 mila rimarranno adibiti a funzione ferroviaria, mentre oltre 675 mila saranno destinati ad aree verdi e spazi pubblici.Il fondo Olimpia Investment Fund intende proseguire con il programma di pianificazione urbanistica per la destinazione d’uso sia commerciale che residenziale dell’area, per il quale sta portando avanti le trattative con il Comune di Milano e Ferrovie dello Stato Italiane, la società statale che gestisce le infrastrutture e i servizi della rete ferroviaria italiana.Mary Ricks, Presidente e CEO di Kennedy Wilson Europe, ha commentato: “Questo accordo rappresenta una pietra miliare nella riqualificazione dell’area di Via Valtellina in quanto punto strategico di accesso al più ampio progetto di riqualificazione dello scalo ferroviario Farini. Con la creazione di spazi a destinazione d’uso sia commerciale che residenziale in Via Valtellina si schiuderà un enorme potenziale per questa area urbana nel centro di Milano, anche in considerazione della sua immediata vicinanza al quartiere di Porta Nuova”.Giuseppe Oriani, Amministratore Delegato di Savills Investment Management SGR, ha inoltre commentato: “Siamo estremamente orgogliosi e soddisfatti di aver partecipato ad uno dei più significativi progetti di riqualificazione urbana del panorama immobiliare italiano, consolidando le relazioni con uno dei principali investitori internazionali, a riprova della crescente fiducia degli operatori internazionali nel mercato immobiliare italiano”.
Hanno partecipato all’operazione, in qualità di consulenti del fondo Olimpia Investment Fund, DLA Piper, Perelli Consulting, e Caputo Partnership.

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L’UE e il Giappone si accordano in linea di massima sull’accordo di partenariato economico

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

giapponeBruxelles. L’Unione europea e il Giappone hanno raggiunto oggi un accordo di massima sugli elementi principali di un accordo di partenariato economico. Questo sarà il più importante accordo commerciale bilaterale mai concluso dall’UE e in quanto tale prevederà per la prima volta un impegno specifico relativo all’accordo sul clima di Parigi.
Per l’UE e i suoi Stati membri, l’accordo di partenariato economico eliminerà la maggior parte dei dazi pagati dalle imprese dell’UE, pari a 1 miliardo di EUR l’anno, aprirà il mercato giapponese alle principali esportazioni agricole dell’UE e aumenterà le opportunità in vari settori. Stabilisce standard di altissimo livello in termini di lavoro, sicurezza e tutela dell’ambiente e dei consumatori, salvaguarda pienamente i servizi pubblici e contiene un capitolo specifico sullo sviluppo sostenibile. L’accordo riprende inoltre e rafforza gli standard elevati per la protezione dei dati personali che l’UE e il Giappone hanno recentemente consolidato nelle loro leggi in materia di protezione dei dati. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il primo ministro del Giappone Shinzo Abe hanno comunicato la conclusione dell’accordo di massima durante il vertice UE-Giappone.
L’accordo di partenariato economico consentirà di aumentare le esportazioni dell’UE e di creare nuove opportunità per le imprese europee, grandi e piccole, i loro dipendenti e i consumatori. Il valore delle esportazioni dall’UE potrebbe aumentare di ben 20 miliardi di EUR, e questo significa maggiori opportunità e occupazione in numerosi settori dell’UE, quali agricoltura e prodotti alimentari, cuoio, abbigliamento e calzature, prodotti farmaceutici, dispositivi medici e altro. Per quanto riguarda le esportazioni agricole dell’UE, l’accordo:
– elimina i dazi su molti formaggi come il Gouda e il Cheddar (attualmente pari a 29,8 %) e le esportazioni di vino (attualmente pari a 15 % in media);
– consentirà all’UE di aumentare in modo consistente le esportazioni di carni bovine verso il Giappone, mentre per quanto riguarda le carni suine, sarà esente da dazi il commercio di carni trasformate e quasi esente da dazi il commercio di carni fresche;
– garantisce la protezione in Giappone di oltre 200 prodotti agricoli europei di elevata qualità, le cosiddette indicazioni geografiche.
Inoltre l’accordo:
– apre i mercati dei servizi, in particolare i servizi finanziari, delle telecomunicazioni e dei trasporti;
– garantisce alle imprese dell’UE l’accesso ai grandi mercati degli appalti del Giappone in 48 grandi città, ed elimina su scala nazionale gli ostacoli agli appalti in un settore economicamente importante come quello ferroviario;
– protegge i settori economici sensibili dell’UE, ad esempio il settore automobilistico, prevedendo un periodo di transizione prima dell’apertura dei mercati.
L’accordo consentirà inoltre di rafforzare la leadership dell’Europa nel plasmare la globalizzazione e le regole del commercio mondiale in base ai suoi valori fondamentali e di tutelare gli interessi e le sensibilità dell’UE. In tal modo esso contribuisce ad affrontare alcuni dei problemi individuati nel documento di riflessione sulla Gestione della globalizzazione presentato dalla Commissione nell’ambito del processo del Libro bianco.
L’accordo di massima odierno copre numerosi aspetti dell’accordo di partenariato economico. In determinati capitoli occorre ancora perfezionare vari dettagli tecnici; alcuni capitoli non sono inoltre compresi nell’accordo di massima. Ad esempio, per quanto riguarda la protezione degli investimenti, l’UE ha proposto il suo sistema giurisdizionale per gli investimenti riformato e inviterà tutti i suoi partner, compreso il Giappone, a collaborare per l’istituzione di una Corte multilaterale per gli investimenti. Tra gli altri settori che richiedono ulteriore lavoro figurano la cooperazione in ambito normativo e i capitoli generali e istituzionali.
Sulla base dell’odierno accordo di massima, i negoziatori di entrambe le parti continueranno a lavorare per risolvere tutte le questioni tecniche in sospeso e per giungere al testo definitivo dell’accordo entro la fine dell’anno. La Commissione procederà in seguito alla verifica giuridica e alla traduzione dell’accordo in tutte le lingue ufficiali dell’UE, e successivamente lo sottoporrà all’approvazione degli Stati membri dell’UE e del Parlamento europeo.

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SACE (Gruppo CDP) e Boeing: accordo da 1,25 miliardi di dollari a sostegno di forniture italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

boeingSACE (Gruppo CDP) e Boeing annunciano un importante accordo destinato a supportare l’export italiano del settore aeronautico e l’ampio indotto di imprese nazionali che operano nel comparto. Con questa intesa, che crea una piattaforma di condivisione per facilitare il finanziamento di operazioni di mutuo interesse, SACE si impegna a
garantire fino a 1,25 miliardi di dollari di linee di credito per la vendita di aerei Boeing, a fronte di contratti di fornitura e subfornitura assegnati ad aziende italiane specializzate nellacomponentistica di precisione per l’aeronautica. Un impegno che potrà essere incrementato di anno in anno in base alle forniture che Boeing assegnerà a imprese italiane. “L’accordo che annunciamo oggi rafforza la collaborazione con un colosso internazionale del settore aerospaziale che ha fatto dell’Italia uno dei suoi principali partner. L’aeronautica è da sempre un comparto strategico per la nostra economia in cui possiamo essere ancora più incisivi, guadagnando sempre maggiore competitività nei mercati internazionali – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE –. Questo accordo rappresenta per noi un impegno per dare impulso a nuove opportunità di export per le eccellenze italiane del settore, con impatti positivi su crescita e occupazione per l’ampio indotto di PMI subfornitrici”. Solo nel biennio 2015-2016, Boeing ha acquistato 2,5 miliardi di dollari di forniture da aziende italiane e, grazie a un solido legame con il tessuto imprenditoriale nazionale, negli anni ha contribuito a generare 12 mila posti di lavoro lungo tutta la filiera. Cuore del business di Boeing in Italia è il programma 787 Dreamliner, l’innovativo aereo in fibra di carbonio di cui la Divisione Aerostrutture di Leonardo costruisce il 14%. L’impianto di produzione di Leonardo appositamente costruito a Grottaglie (nei pressi di Taranto) si occupa della costruzione delle sezioni centrale e posteriore della fusoliera, mentre lo stabilizzatore orizzontale è costruito a Foggia. Boeing in Italia ha circa 150 dipendenti diretti – dislocati tra Roma, Napoli, Foggia, Grottaglie (Taranto), Viterbo, Milano e Sigonella (Siracusa) – che lavorano nella gestione dei rapporti con partner e fornitori, nei servizi operativi, nelle attività commerciali, nel marketing e nella comunicazione. La collaborazione si realizzerà, inoltre, attraverso l’organizzazione di eventi commerciali destinati ad allargare la platea di potenziali fornitori italiani interessati alle opportunità offerte da Boeing. (foto: boeing)

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Siglato l’accordo Cedacri – Deutsche Bank

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

Deutsche bankCollecchio (Parma),Il Gruppo Cedacri e Deutsche Bank SpA annunciano di aver siglato l’accordo che vede Cedacri come nuovo partner della Banca per la fornitura del Sistema Informativo. Le attività che porteranno al processo di migrazione dei sistemi informatici della Banca sulla piattaforma Cedacri hanno avuto inizio nel mese di maggio 2017. Il contratto firmato il 23 maggio 2017 prevede, in particolare, che Cedacri metta a disposizione di Deutsche Bank i sistemi per la gestione di alcuni servizi bancari retail, come ad esempio: i pagamenti, la gestione conti correnti e i prodotti di investimento.
Il Gruppo Cedacri, focalizzato sullo sviluppo di soluzioni di outsourcing, occupa una posizione di leadership nel mercato garantita da più di 150 clienti tra istituzioni finanziarie, assicurazioni e società di servizi alle quali è in grado di fornire una gamma completa e integrata di soluzioni: full outsourcing, facility management, soluzioni software e system integration, business process outsourcing. Con 50 milioni di transazioni gestite giornalmente, 33.000 utenti utilizzatori del sistema, 46.000 Mips di potenza elaborativa mainframe e 7.500 server, i data center di Cedacri si collocano ai primi posti tra i data center italiani. Il fatturato consolidato 2016 si è attestato sui 274 Mln di euro. Cedacri è certificata ISO 9001: 2008, ISO/IEC 27001: 2014, ISO/IEC 20001-1: 2011, ISAE 3402 Type Two e ISAE 3000. http://www.cedacri.it
Deutsche Bank offre servizi e prodotti di banca commerciale, banca d’investimento, transaction banking, asset e wealth management (risparmio gestito e gestione dei grandi patrimoni) ad aziende, governi ed enti pubblici, investitori istituzionali, piccole e medie imprese, famiglie e privati. Deutsche Bank è la banca leader in Germania, con un forte posizionamento in Europa e una presenza significativa nelle Americhe e nell’area Asia Pacifico. L’Italia rappresenta il suo primo mercato europeo (dopo la Germania). Con circa 4 mila dipendenti, 620 punti vendita sul territorio nazionale e 1.500 consulenti finanziari, l’Istituto è tra i più importanti gruppi internazionali presenti in Italia.

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Accordo per il recupero dei crediti all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

cassa depositi e prestitiBanco BPM e SACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) annunciano la conclusione di un nuovo importante accordo di collaborazione per facilitare le imprese nel recupero dei propri crediti commerciali per operazioni con l’estero. Con questa intesa, le PMI clienti della banca potranno accedere a condizioni vantaggiose ai servizi di recupero e ristrutturazione crediti messi a disposizione da SACE attraverso la società operativa SACE SRV, e gestire al meglio le criticità connesse all’attuale congiuntura, segnata da un peggioramento del profilo di solvibilità delle controparti. Nell’ambito della partnership, inoltre, SACE e Banco BPM, si impegnano ad organizzare incontri informativi e formativi periodici con le imprese che si dimostreranno interessate ai servizi di recupero dei crediti.
Grazie all’accordo, le PMI creditrici potranno affidarsi agli specialisti di SACE che gestiranno le diverse fasi dell’attività stragiudiziale e giudiziale per il recupero dei crediti, sino alla negoziazione di accordi di ristrutturazione dell’esposizione finanziaria di corporate e banche, repossession e remarketing di forniture garantite all’estero. “Questo accordo conferma una scelta di discontinuità rispetto al recente passato che porta ad una rinnovata attenzione di Banco BPM nei confronti delle aziende presenti anche all’estero” – spiega Fabio De Rosa, Responsabile Estero e Trade Finance di Banco BPM – “La nostra banca sta già programmando per i prossimi mesi una serie di iniziative che siano di maggiore sostegno per tutti quegli imprenditori nostri clienti che hanno scelto di lavorare anche oltre i confini nazionali”.“SACE vanta un’esperienza di oltre 40 anni nei più complessi mercati emergenti extraeuropei, dove regolamentazioni speciali che compromettono il trasferimento di fondi e normative incerte, spesso a favore del debitore, rendono ancora più difficile il recupero dei crediti – ha dichiarato Valerio Ranciaro, Direttore Generale di SACE SRV, società di SACE specializzata in servizi di recupero crediti e patrimonio informativo –. Solo affidandosi a un operatore specializzato come SACE, in grado di intervenire a livello globale con rapidità ed efficienza grazie a una vasta rete di uffici e partner locali, si riesce a ottenere un risultato anche nelle situazioni più complicate”.
Banco BPM ha recentemente rivolto le sue attenzioni verso un’ulteriore internazionalizzazione, dotandosi di utili strumenti informatici – rivolti ai suoi clienti – quali il portale informativo YouWorld e il portale dispositivo YouTrade Finance, che rappresentano un esempio di come l’istituto intenda raggiungere un più alto livello di innovazione digitale del comparto estero a sostegno delle aziende.
Con questa iniziativa si rafforza ulteriormente la gamma di soluzioni offerte da SACE e SIMEST, unite nel Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, pensata per rispondere alle diverse esigenze delle imprese che puntano sui mercati esteri per crescere.

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Nuovo accordo di distribuzione con Banca Generali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

londonLondra. Legg Mason Global Asset Management, una delle principali società di gestione globale con un patrimonio gestito di 722.9 miliardi di dollari, ha siglato in Italia un accordo di distribuzione con Banca Generali per il collocamento della gamma di fondi di diritto irlandese autorizzata e distribuita in Italia. L’accordo di distribuzione integra l’offerta Legg Mason che era già disponibili all’interno delle soluzioni contenitore di Banca Generali: BG Stile Libero e BG Solution.Grazie a questo nuovo accordo, Legg Mason mette a disposizione della rete di consulenti finanziari e private banker di Banca Generali non solo le proprie soluzioni di investimento nell’azionario Usa e nei mercati obbligazionari globali, dove la società vanta una lunga esperienza nella gestione dei fondi specializzati, ma anche i fondi obbligazionari flessibili e unconstrained, che hanno registrato un crescente interesse presso la clientela italiana.
Marco Negri, Head of Southern Europe di Legg Mason, ha dichiarato: “Siamo molto lieti dell’ampliamento della collaborazione con Banca Generali. Questo nuovo accordo con uno dei principali player della distribuzione ci permette di proseguire e potenziare il nostro percorso di crescita sul mercato italiano. Nel corso degli ultimi anni l’offerta di Legg Mason ha continuato ad arricchirsi di nuove soluzioni di investimento per rispondere alle esigenze degli investitori nell’attuale quadro macroeconomico. Sia in ambito azionario che obbligazionario, abbiamo lanciato nuove strategie con uno stile di gestione flessibile per catturare le opportunità offerte dal mercato in un contesto di crescente incertezza e volatilità.”
Legg Mason è una società di gestione patrimoniale che opera su scala globale, con attivi in gestione (AUM) pari a 722,9 mld USD al 28 febbraio 2017. Legg Mason offre soluzioni di gestione attiva degli asset presso numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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Brexit: i deputati fissano le condizioni per l’accordo di uscita del Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

bruxelles-1Bruxelles. La Conferenza dei Presidenti ha adottato una mozione di risoluzione, proposta dai leader di quattro gruppi politici e dalla commissione per gli affari costituzionali, nella quale sono esposte le condizioni per l’approvazione finale da parte del Parlamento europeo di qualsiasi accordo di uscita con il Regno Unito. Il progetto di risoluzione sarà discusso e votato dal Parlamento mercoledì prossimo in Plenaria.Nella mozione si riserva grande importanza al trattamento equo dei cittadini dell’Unione e si sottolinea la necessità che non ci sia discriminazione tra i cittadini britannici che vivono nell’UE e i cittadini UE che vivono nel Regno Unito.
Il Regno Unito deve continuare a godere di tutti i suoi diritti e a rispettare tutti gli obblighi coperti dai Trattati UE finché non lascerà l’UE, inclusi gli impegni finanziari a lungo termine dell’attuale bilancio UE, e anche qualora quest’ultimi proseguissero oltre la data di uscita.
Il Regno Unito dovrà inoltre continuare, finché non lascerà l’UE, ad accettare le quattro libertà dell’UE (libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali), la giurisdizione della Corte europea di Giustizia, i contributi generali al bilancio e l’adesione alla politica commerciale comune dell’UE. I deputati insistono poi sull’importanza di affrontare la questione del confine tra l’Irlanda (Eire) e l’Irlanda del Nord.“Un’uscita ordinata è requisito assoluto e precondizione per qualsiasi partnership futura tra l’UE e il Regno Unito. Ciò non è negoziabile. Con il privilegio di appartenere all’Unione si assumono delle responsabilità e assumersi tali responsabilità significa garantire le quattro libertà. Le quattro libertà sono il collante di tutto e sono indivisibili”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.
Secondo i gruppi politici e la commissione per gli affari costituzionali, l’avvio da parte del Regno Unito di accordi commerciali con Paesi terzi prima dell’uscita dall’UE sarebbe contro le regole. Si aspettano inoltre una sincera collaborazione del Regno Unito nei negoziati delle politiche dell’UE finché non lascerà l’Unione. Infine, avvisano che gli accordi bilaterali tra il Regno Unito e uno o più Paesi UE, per esempio riguardanti le istituzioni finanziare con sede nel Regno Unito, costituirebbero delle violazioni ai Trattati UE.“Per noi, è una priorità assoluta definire i diritti dei cittadini il più presto possibile. Deve essere la prima questione da affrontare nei negoziati. I cittadini non devono diventare merce di scambio”, ha sottolineato Guy Verhofstadt, coordinatore sulla Brexit per il Parlamento europeo.
I deputati sono fermamente convinti che i vantaggi di essere un membro dell’UE non possano essere gli stessi di un Paese che lascia. Secondo la mozione redatta da Manfred Weber (PPE), Gianni Pittella (S&D), Guy Verhofstadt (ALDE), Philippe Lamberts e Ska Keller (Verdi) e dal Presidente della commissione per gli affari costituzionali, Danuta Hübner, la relazione futura tra l’UE e il Regno Unito potrebbe essere un accordo di associazione. Tale accordo richiederebbe il rispetto costante, da parte del Regno Unito, degli standard europei in materia di ambiente, cambiamenti climatici, lotta all’evasione e elusione fiscale, concorrenza leale, commercio e politica sociale.
I deputati concordano sul fatto che i colloqui sulle eventuali disposizioni transitorie possano iniziare sulla base di piani per il futuro rapporto tra l’UE e il Regno Unito, tuttavia solo nel caso in cui siano stati compiuti buoni progressi per la procedura d’uscita. Un futuro accordo di relazione può essere concluso solamente quando il Regno Unito avrà effettivamente lasciato l’UE; un accordo transitorio non può durare più di tre anni.

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Italia-Georgia: accordo tra SACE (Gruppo CDP) e il Fondo georgiano d’investimento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Beniamino QuintieriIn occasione del Business Forum Italia-Georgia, SACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) e il fondo d’investimento georgiano Partnership Fund, hanno annunciato la firma di un nuovo accordo di collaborazione destinato ad ampliare le opportunità di business tra i due Paesi. Nell’ambito dell’intesa, le due società si impegnano a promuovere export e investimenti tra Italia e Georgia attraverso l’individuazione di progetti di comune interesse, lo scambio di informazioni e la condivisione di best practices, inclusa la possibilità di avvalersi di servizi innovativi di advisory e assistenza tecnica per supportare le aziende – principalmente PMI – nello sviluppo di progetti in settori chiave per la crescita delle due economie L’accordo – firmato dal Presidente di SACE Beniamino Quintieri e dal CEO del Partnership Fund David Saganelidze – completa e si aggiunge alla collaborazione già avviata nel 2015 quando SACE si è aggiudicata un contratto di advisory per la costituzione e l’avvio delle attività della nuova agenzia di export credit georgiana, controllata dal Partnership Fund, cui ha fornito servizi di consulenza e un programma di formazione tecnica con l’obiettivo di trasferire gli strumenti e il know-how necessari a sostenere le imprese georgiane nello sviluppo di attività di export.“Con questa iniziativa aggiungiamo un nuovo tassello alla preziosa partnership con il Fondo georgiano e ci impegniamo a supportare attivamente i rapporti economico-commerciali tra Italia e Georgia, per contribuire all’identificazione di nuove opportunità cross-border a tutto vantaggio delle nostre imprese” – ha dichiarato Beniamino Quintieri.
David Saganelidze ha accolto con entusiasmo il nuovo accordo dicendo che “rafforzerà la cooperazione iniziata due anni fa, quando abbiamo incaricato SACE come advisor per la creazione dell’agenzia di export credit georgiana attraverso cui oggi siamo in grado di supportare concretamente i percorsi di internazionalizzazione delle nostre imprese”.
In controtendenza rispetto al complesso quadro regionale, la Georgia è oggi una delle economie più dinamiche del Caucaso con un tasso di crescita del Pil che si avvicina al 3% e un business climate in costante miglioramento grazie alle riforme promosse dal governo volte ad una maggiore differenziazione dell’economia. Non a caso, l’export italiano nel Paese cresce a ritmi sostenuti (+37% nei primi dieci mesi del 2016) e si profilano interessanti opportunità per le imprese italiane soprattutto nei settori dell’energia, dell’agro-business, della trasformazione alimentare, della gomma e plastica e del packaging.

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Accordo Sace-TurkEximbank per progetti italo-turchi in area Med, Africa e Medioriente

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

turchiaSACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) e TÜRK EXIMBANK, l’agenzia di export credit turca, annunciano la firma di un importante accordo di co-assicurazione finalizzato a promuovere le relazioni commerciali tra imprese italiane e turche. L’accordo è stato firmato da Alessandro Decio, Amministratore delegato di SACE e Adnan Yıldırım, Direttore generale di TÜRK EXIMBANK, durante il primo Joint Economic and Trade Commission (JETCO) italo-turco, di fronte al Ministro dello Sviluppo Economico italiano Carlo Calenda e il Ministro dell’Economia turco Nihat Zeybekci.L’intesa ha lo scopo di creare una piattaforma di condivisione dei rischi e un legal framework tra le due società di export credit al fine di promuovere nuove operazioni in una vasta gamma di settori e progetti in Paesi terzi in cui siano coinvolte sia grandi sia piccole e medie imprese italiane e turche. “Con questa iniziativa ci aspettiamo di generare nuove transazioni in settori strategici per la crescita italiana e turca – ha dichiarato Alessandro Decio –. E siamo lieti di condividere la nostra esperienza e la nostra capacità di assunzione dei rischi con un attore chiave come TÜRK EXIM che rappresenta un partner fondamentale non solo nel Paese, ma in tutta la regione mediterranea e nei mercati limitrofi più promettenti”.
La Turchia rappresenta un partner commerciale strategico per l’Italia, con export e investimenti che ammontavano rispettivamente a 9,6 e 4,1 miliardi di euro lo scorso anno. Un legame solido che ben si riflette sull’operatività di SACE: il Paese è il terzo mercato straniero in portafoglio con un’esposizione totale pari a 2,4 miliardi di euro. In prospettiva, le migliori opportunità per le imprese italiane e turche verranno dai progetti allo studio nella regione mediterranea e nei mercati limitrofi alla Turchia, in particolare nei settori dalla meccanica strumentale, delle energie rinnovabili, dell’acciaio, delle infrastrutture e dei trasporti.

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Ceta, Tancredi (Ap): “Accordo è a tutela parti deboli, alternativa è isolamento”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

“L’approvazione del Ceta, dell’accordo commerciale Ue-Canada, è una buona notizia. La creazione di un mercato unico del blocco occidentale attraverso i trattati di libero scambio è inevitabile. Per questo, al fine di evitare di rimanere schiacciati e travolti dalla globalizzazione, è bene che l’Europa si attivi per creare un competitor forte nel mercato globale, in risposta anche alle economie dei paesi emergenti e allo spostamento sul Pacifico del commercio mondiale. Un simile scenario sarebbe nefasto per la nostra ricchezza e il nostro benessere”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della commissione politiche Ue alla Camera, Paolo Tancredi, di Area popolare.
“E’ chiaro che ci sono rischi e sono ben comprensibili le perplessità di una parte del mondo imprenditoriale e dei consumatori, ma faccio presente che l’accordo è fatto proprio per tutelale le parti deboli. L’assenza di regole determina infatti monopoli, speculazioni e posizioni dominanti. Tra l’altro, gli scambi commerciali continuerebbero anche in mancanza di qualsiasi intesa, fermo restando che l’accordo garantisce alti livelli sul piano sanitario, ambientale e lavorativo. L’alternativa a tutto ciò sarebbe rinchiudersi in se stessi e fermarsi”.

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Approvazione dell’accordo commerciale e dell’accordo di partenariato strategico con il Canada

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

parlamento europeoIl Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha accolto con favore l’esito della votazione odierna in Aula sull’accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA) e sull’accordo di partenariato strategico con il Canada. La votazione si è conclusa con una chiara maggioranza dopo una discussione ampia e approfondita.Il Presidente Tajani ha dichiarato: “Si tratta di un buon accordo per i nostri cittadini. Permetterà di creare nuovi posti di lavoro e di stimolare la crescita portando vantaggi a imprese e consumatori e tenendo conto delle loro preoccupazioni. L’accordo garantisce standard UE elevati di protezione della salute, dell’ambiente e del lavoro.Gli imprenditori europei sono leader dell’eccellenza e della qualità. Molte delle nostre PMI esportano nei mercati globali. L’Unione europea ha un forte interesse a promuovere una politica commerciale intelligente che punti all’apertura dei mercati nel rispetto delle regole e a parità di condizioni.Grazie all’eliminazione delle tariffe e degli ostacoli normativi e amministrativi, oltre che all’apertura degli appalti pubblici, questo accordo crea opportunità di crescita – in particolare per le PMI – e le rende più concorrenziali. L’intera economia reale, inclusi gli investimenti, la manifattura, i servizi, il commercio elettronico, l’agricoltura o la pesca, trarrà importanti vantaggi dall’accordo.La nostra amicizia di lunga data con il Canada va ben al di là del commercio: si fonda su radici culturali comuni e valori condivisi, su una società aperta, diritti umani, Stato di diritto e sviluppo sostenibile, che sono alla base dell’accordo di partenariato strategico.Abbiamo dato ai nostri cittadini quello che chiedevano: un’Unione europea forte che affronta con successo le sfide globali, attraverso regole comuni e un solido partenariato in grado di offrire soluzioni efficaci.Affinché l’Europa possa beneficiare pienamente del CETA, invito gli Stati membri a ratificarlo al più presto. Nel commercio, così come nella cooperazione politica, uniti siamo più forti.”

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Accordo SACE-Banca Akros: € 150 mln per l’internazionalizzazione delle aziende agroalimentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

cassa depositi e prestitiSACE (Gruppo Cassa depositi e prestiti) e Banca Akros (Gruppo Banco BPM) annunciano un importante accordo di collaborazione per sostenere la crescita internazionale delle eccellenze italiane del settore agroalimentare, mettendo a disposizione 150 milioni di euro di nuove linee di credito per l’internazionalizzazione e un pacchetto di soluzioni assicurativo-finanziarie dedicate.Grazie all’accordo – rivolto in particolare alle aziende di media dimensione (Mid-Cap) ed estendibile anche ad altri comparti di punta del Made in Italy (come quelli dei gioielli, delle pelli, del legno, della farmaceutica e della chimica) – le imprese interessate potranno accedere a condizioni vantaggiose a finanziamenti anche consortili, organizzati da Banca Akros e garantiti da SACE, per supportare investimenti per la crescita internazionale ed esigenze di capitale circolante; potranno inoltre beneficiare degli strumenti assicurativo-finanziari sviluppati da SACE a protezione del business come le coperture contro i rischi di mancato pagamento dei crediti commerciali, i rischi tecnologici e di deterioramento del magazzino. La prima operazione realizzata nell’ambito dell’accordo riguarda una realtà d’eccellenza del settore lattiero-caseario: Ambrosi Spa, azienda bresciana leader in Italia e all’estero nel segmento premium del mercato dei formaggi tradizionali italiani (tra cui Grana Padano DOP e Parmigiano Reggiano DOP), ha ottenuto, grazie alla collaborazione tra Banca Akros e SACE, un finanziamento in pool da 13 milioni di euro per crescere ulteriormente nei mercati esteri, in particolare Francia e Stati Uniti.

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Digital Magics: accordo con Innogest e i soci di Withfounders, che entreranno nel capitale dell’incubatore

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoDigital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), ha sottoscritto nella serata di ieri un accordo industriale con Innogest, uno dei più importanti fondi italiani di venture capital, specializzato in investimenti early stage, guidato da Claudio Giuliano e con gli altri soci di Withfounders, acceleratore seed fondato, insieme a cinque business angel e imprenditori seriali italiani, da Giulio Valiante (già coinvolto in operazioni di successo come Buongiorno-Vitaminic, SaldiPrivati, Jobrapido, Glamoo e Volagratis).A seguito dell’accordo, Digital Magics diventa il primo socio di Withfounders, con una quota del 35% del capitale della società. La partnership strategica siglata con i soci di Withfounders contribuirà pertanto anche alla crescita del valore del portfolio delle partecipate di Digital Magics, che si arricchisce, indirettamente, delle 13 startup in cui Withfounders ha già investito, insieme a società di venture capital e business angel, e che hanno registrato nel 2015 un fatturato aggregato superiore ai 15 milioni di Euro. L’accordo, inoltre, consoliderà e accelererà maggiormente il rapporto di collaborazione, già avviato, fra l’incubatore e Innogest, potenziando ulteriormente le attività di finanziamento e di sviluppo delle startup innovative di Digital Magics. L’ampliamento della compagine sociale di Digital Magics con l’ingresso di Innogest e di alcuni soci di Withfounders, consolida definitivamente la leadership del più importante incubatore italiano con la vocazione al “Digital Made in Italy”. L’accordo prevede la proposta all’Assemblea di Digital Magics (31 gennaio 2017) di un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione, riservato a Innogest e ai soci di Withfounders, da sottoscriversi in parte in natura con il conferimento del 35% di Withfounders (di cui il 28,8% da parte di Innogest) e in parte in denaro per circa Euro 600.000 (di cui Euro 500.000 da parte di Innogest)

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I deputati approvano l’accordo UE-USA sulla protezione dei dati per attività di contrasto alla criminalità

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

european parliamentBruxelles Parlamento europeo. L’accordo UE-USA per la protezione dei dati personali scambiati a fini di contrasto alla criminalità è stato approvato giovedì da un’ampia maggioranza dei deputati. L’accordo garantirà standard alti e vincolanti per la protezione dei dati personali scambiati dalle autorità giudiziarie e di polizia sulle due sponde dell’Atlantico.Tale accordo, detto “Umbrella Agreement” è applicabile al trasferimento di tutti i dati personali, quali nomi, indirizzi o precedenti penali, scambiati tra l’Unione europea e gli Stati Uniti a scopi di prevenzione, individuazione, indagine e perseguimento di reati, compreso il terrorismo.”Il cammino per la protezione dei dati transatlantici sta diventando chiaro”, ha dichiarato il relatore Jan Philipp Albrecht (Verdi, DE). “In futuro ci saranno finalmente norme vincolanti di qualità e diritti chiari per i cittadini di entrambe le sponde dell’Atlantico quando i dati saranno scambiati tra la polizia e le autorità preposte all’applicazione della legge. Dopo sei anni di negoziati, stiamo aumentando la protezione dei dati con gli Stati Uniti a un nuovo livello. I diritti fondamentali dei cittadini saranno meglio protetti rispetto al basso standard attuale di mero reciproco riconoscimento delle norme “. “L’accordo non rappresenta una base giuridica per il trasferimento dei dati, ma protegge i dati che sono già scambiati legalmente. Le autorità per la protezione dei dati possono verificare il rispetto in qualsiasi momento”, ha aggiunto.L’accordo farà in modo che i cittadini di entrambe le sponde dell’Atlantico avranno diritto a:
– essere informati in caso di violazioni della sicurezza dei dati,
– poter correggere le informazioni inesatte
– chiedere il risarcimento dei danni.
Stabilisce, inoltre, i limiti per trasferimenti di dati successivi e del periodo di conservazione degli stessi.Le proposte del gruppo ALDE e del gruppo GUE per chiedere il parere della Corte di giustizia sull’accordo in merito alla sua compatibilità con i trattati UE non sono state approvate.Con voti 481 voti in favore, 75 voti contrari e 88 astensioni, il Parlamento ha quindi dato il suo consenso e spianato la strada al Consiglio per approvare la decisione finale che conclude il percorso di approvazione dell’accordo.

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Accordo tra Federsanità ANCI e Assobiomedica per la gestione proattiva della cronicità

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

malattie respiratorieAssistenza territoriale strutturata e organizzata per gestire in modo appropriato e sostenibile l’oltre 80% della spesa sanitaria, imputabile a malattie croniche come diabete, asma, artrosi e artriti, malattie allergiche, emicranie, ansia e depressione. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato tra Federsanità ANCI e Assobiomedica, che prevede l’avvio di un progetto pilota di sviluppo di reti cliniche integrate in 10 Asl sul territorio nazionale. L’iniziativa, lanciata oggi in occasione dell’XI Forum Risk Management di Firenze, mira a ottimizzare le risorse economiche, qualificare l’esperienza dei medici di medicina generale, ridurre le complicanze e diminuire l’uso dei servizi ospedalieri, strutturando una maggiore condivisione delle informazioni sul paziente tra medici e specialisti. Con l’ausilio di strumenti che snelliscano i processi di erogazione dei servizi e valutino il grado di aderenza del paziente ai percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali, vengono infatti individuati, all’interno di ciascuna Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) dei medici di medicina generale, esperti in una data patologia cronica che interagiscono sia con i singoli medici di medicina generale che con gli specialisti.
“Gli attuali sistemi di welfare – ha dichiarato Angelo Lino Del Favero, Presidente di Federsanità ANCI – sono caratterizzati da una crisi ‘comunicazionale’ tra i macro-sistemi, ovvero le organizzazioni e le micro-individualità, cioè i cittadini, oltre che da una certa tendenza all’autoreferenzialità. Ciò si traduce in una evidente difficoltà di risposta ai bisogni di tipo sociale e sanitario. Le politiche sanitarie dei governi europei stanno pianificando le loro mission su tre versanti (ospedale – territorio – domicilio), ma affinché i progetti di integrazione possano garantire risultati efficaci, è necessario che tutti i protagonisti si incontrino ed interagiscano con i nodi della Rete organizzativa, professionale e umana. La sfida presente è dunque quella di potenziare le ‘trame’ dei servizi socio-sanitari per sviluppare un’assistenza integrata, incentrata sulle reti di patologia, sulla famiglia e sulla comunità. L’accordo con Assobiomedica va in questa direzione e in perfetta sintonia con il recente ‘Piano Nazionale della Cronicità’, che solo qualche giorno fa il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha trasmesso in Conferenza Stato-Regioni. Con Assobiomedica – ha concluso Del Favero – lavoreremo per integrare l’assistenza primaria, centrata sul medico di medicina generale, e le cure specialistiche anche attraverso l’uso di tecnologie innovative di ‘tecnoassistenza’ senza dimenticare lo sviluppo di modelli assistenziali centrati sui bisogni ‘globali’, non solo clinici, del paziente”. “La riqualificazione della rete assistenziale territoriale e la sua integrazione con le reti ospedaliere – ha dichiarato il Vicepresidente di Assobiomedica, Fabio Faltoni – rappresenta la via maestra da seguire per coniugare risparmi e qualità, evitando tagli lineari e misure inappropriate che non contribuiscono a un miglioramento del nostro SSN. Le imprese del settore dei dispositivi medici sono in grado di contribuire in modo fondamentale a questo processo sia mettendo a disposizione beni e servizi essenziali di telemonitoraggio e teleassistenza sia sviluppando una serie di prodotti ideali per un utilizzo in ambito ambulatoriale e domiciliare. Il progetto che avviamo oggi con Federsanità-ANCI guarda in questa direzione e siamo convinti che una reingegnerizzazione del processo di erogazione dei servizi possa contribuire a migliorare la gestione del paziente cronico, potenziando anche le funzionalità del fascicolo sanitario elettronico”.

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Contratto pubblico impiego: accordo al ribasso

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

sindacato“Il ministro Madia annuncia che oggi, in pompa magna, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil firmeranno un accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici, prevedendo un aumento di 85 euro medi lordi, che andranno regime non prima del 2018, dopo 9 anni di blocco dei contratti”, dichiara Luigi Romagnoli, dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego. “Una cifra del tutto insufficiente a risarcire, anche solo parzialmente, quanto non erogato ai lavoratori e alle lavoratici nei passati 7 anni, ed inadeguata a coprire anche la sola inflazione”. Prosegue Romagnoli: “La Ministra annuncia anche di voler andare avanti ad oltranza per mettere a punto l’accordo, in modo da poter portare a casa, a fini elettorali, un risultato politico ottenuto con il solito sostegno delle organizzazioni sindacali complici, che non lesinano gli assist al governo a pochi giorni dal referendum costituzionale”. Sottolinea il dirigente USB: “Dunque, ci indigna profondamente, ma certo non ci stupisce, che si sia fatto di tutto, anche attraverso uno spropositato spiegamento di forze dell’ordine, per impedire all’USB di entrare al Ministero ed esercitare il proprio diritto di rappresentanza dei lavoratori”. “Siamo convinti che le lavoratrici ed i lavoratori pubblici non si faranno ingannare da questo accordo truffa e che il 4 dicembre si recheranno in massa ai seggi per votare NO alla controriforma costituzionale”, conclude Romagnoli.

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Raggiunto l’accordo UE sui conflict minerals

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

parlamento europeoL’Unione Europea ha compiuto un timido, ma positivo passo verso una maggiore trasparenza del commercio europeo dei minerali. I parlamentari europei hanno concluso, dopo mesi, i negoziati sulla nuova legge sui cosiddetti “conflict minerals”, un Regolamento che ha lo scopo di garantire che i minerali che entrano nell’Unione Europea non vengano estratti in situazioni di conflitti o violazioni di diritti umani. Alcune imprese europee coinvolte nel commercio dei minerali saranno, per la prima volta, obbligate ad adottare misure per evitare che la propria filiera produttiva sia collegata ai conflict minerals; tuttavia, una serie di concessioni e scappatoie dell’ultimo minuto potrebbero minare l’impatto del Regolamento, permettendo di esonerare un gran numero di imprese dalla normativa.
La coalizione europea delle organizzazioni della società civile impegnate nella Campagna sui conflict minerals, tra cui FOCSIV e CIDSE, chiedono all’Unione Europea e agli Stati membri di agire responsabilmente affinché queste esenzioni non compromettano gli obiettivi dichiarati dal documento approvato. “Questo Regolamento è un passo in avanti” ha dichiarato Michael Gibb di Global Witness “Tuttavia mentre l’Unione Europea ha inviato un segnale forte ad un ristretto gruppo di imprese, in definitiva si fida che molte altre continueranno a regolarsi da sé. Spetta ora a queste imprese dimostrare che questa fiducia è ben spesa e ben meritata; e ci aspettiamo che i nostri legislatori agiscano di conseguenza qualora si verificasse il contrario.”L’Unione Europea è, oggi, uno dei principali mercati di destinazione per i minerali, sia in forma grezza che lavorata utilizzata per prodotti finiti e semifiniti come computer e telefoni cellulari. Il Regolamento, che non entrerà in vigore immediatamente, ma solo dopo un periodo di transizione di tre anni, riguarderà le importazioni europee di stagno, tungsteno, tantalio e oro provenienti da tutti i paesi del mondo.È la prima legge vincolante di questo tipo ad essere veramente globale nel suo campo di applicazione. Tuttavia, mentre gli standard globali sul commercio dei minerali richiedono a tutte le imprese di controllare le proprie catene di approvvigionamento per verificare l’esistenza di conflitti o violazioni di diritti umani, le disposizioni vincolanti dell’Unione Europea riguarderanno solo una piccola parte della filiera. Al termine dei negoziati gli Stati membri dell’Unione Europea hanno anche ottenuto con successo l’inserimento di una serie di soglie di importazione che ridurranno ulteriormente il numero di soggetti economici coinvolti: un ammontare di minerali pari a milioni di euro potrebbe entrare in Europa senza controllo relativo ai conflict minerals.
Anche alle imprese tenute ad assumere un comportamento dettato dal Regolamento sono state offerte delle scorciatoie con il coinvolgimento in piani industriali accreditati che permettono di esternalizzare i propri obblighi di due diligence. In vista delle ultime negoziazioni del Trilogo FOCSIV ha inviato una lettera ad alcuni Parlamentari Europei, sottolineando le lacune del Regolamento che ne inficiano l’efficacia, chiedendo loro di mantenere una posizione responsabile in fase di negoziati non scendendo a compromessi che potrebbero minare il carattere ambizioso della normativa. “Con la previsione dei tre anni di transizione ed i compromessi al ribasso l’Europa volta le spalle a tutte quelle persone che oggi vivono nella Repubblica Democratica del Congo e in molti altri Paesi che non vedranno cambiamenti significativi nelle condizioni di sfruttamento e violazioni di diritti umani in cui versano” ha dichiarato Gianfranco Cattai Presidente FOCSIV “Naturalmente speriamo ci sia piena responsabilità e diligenza da parte di tutti gli attori nell’applicazione del regolamento; anche FOCSIV e altre organizzazioni della società civile ci saranno, ben consapevoli del nostro ruolo fondamentale nel monitoraggio e nel rafforzamento concreto sul campo della normativa.”

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Meridiana: Qatar rinvia ingresso al 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2016

vertenza meridiana1

Dalle ultime notizie stampa, sembra ormai confermata la notizia dello slittamento al 2017 dell’accordo definitivo per l’ingresso di Qatar Airways nel capitale del Gruppo MeridianaFly, motivando tale ritardo a causa di non ben precisati “intoppi burocratici”, così almeno si legge sulle note stampa.Questo conferma – purtroppo – la nostra valutazione sulla frettolosità e sulla mala gestione complessiva di quella trattativa paradossale che ha portato alla sottoscrizione dell’accordo quadro del giugno 2017, con centinaia di licenziamenti e tagli pesantissimi ai salari quali condizione dettate da Qatar – commenta Francesco Staccioli di USB Lavoro Privato.Inoltre, le stesse parole del CEO di Qatar Airways – Al Baker – riportate dalla testata Prealpina “Non siamo un’organizzazione benefica e non siamo qui per creare posti di lavoro. Le persone devono guadagnarselo”, gettano ulteriori ombre sui tempi e sui modi di questa operazione, non lasciando intravedere nulla di buono. Se tali dichiarazioni fossero confermate, non si comprenderebbe quale sia l’intento della compagnia dato che il lavoro del personale MeridianaFly è stato già distrutto da una gestione folle dell’attuale management. Deve essere invece chiaro che se non ci saranno investimenti e il rilancio di una Compagnia ridotta al lumicino e divisa addirittura pretestuosamente in due aziende, è davvero difficile persino immaginare un futuro, altro che guadagnarselo! – continua Staccioli.Emerge sempre di più come era precisa responsabilità del Governo e del Sindacato non concludere in fretta e furia uno dei peggiori accordi della storia repubblicana, con tagli di posti di lavoro unito alla pesante deroga al CCN, senza aver nemmeno avuto certezza e garanzia dei tempi d’ingresso e, soprattutto, del piano industriale. Questo è ancora più grave alla luce del fatto che l’Accordo Quadro ha lasciato irrisolto l’enorme nodo legato alla gestione dualistica della Compagnia e ha addirittura creato altri nuovi contenziosi attraverso il taglio di diritti acquisiti ai propri dipendenti – insiste il sindacalista USB.Preso atto di questo ulteriore slittamento dei tempi, come già preannunciato nella stessa sede di accordo, USB è ormai in procinto di depositare i ricorsi rispetto tutti gli aspetti dell’Accordo che ritiene illegittimi e lesivi per i lavoratori coinvolti. Noi rimaniamo convinti che esistono soluzioni che potevano e tuttora possono affrontare la crisi di Meridiana nell’interesse di tutti e senza scatenare la mattanza a cui abbiamo assistito dal 28 giugno scorso, ma occorre coraggio e occorre che ognuno faccia la sua parte nell’interesse di chi e di cosa rappresenta, cosa del tutto mancata in particolare da parte del Governo in quel disastro di trattativa – conclude Staccioli.

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Accordo Unione europea-Canada

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2016

ottawa-panorama1Commentando l’annuncio del raggiungimento di un compromesso sul CETA, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, Federica Ferrario, responsabile Progetti Speciali di Greenpeace Italia, dichiara: «È deludente constatare come il dibattito pubblico sul CETA venga soffocato nonostante ce ne sia un gran bisogno. Difficilmente le modifiche concordate nelle ultime ore potranno affrontare tutti i gravi problemi legati a questo accordo. Esamineremo il testo concordato dal Belgio, per verificare la reale portata e il peso legale in caso di approvazione da parte degli altri Paesi membri e del Canada. In Europa sono milioni i cittadini che protestano contro accordi come CETA e TTIP, l’Italia e l’Ue hanno dunque l’obbligo morale di fissare standard commerciali elevati, in grado di tutelare le persone e l’ambiente», conclude Ferrario.

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