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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘accordo’

Scuola: Accordo sul precariato, una farsa all’italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

A poche ore dalla sottoscrizione dell’intesa raggiunta dall’amministrazione con gli altri sindacati, che ha avviato i Pas abilitanti per chi ha almeno tre annualità d’insegnamento e il concorso riservato per chi ha fatto supplenze negli istituti statali, emergono i tanti lati negativi: la lunga tempistica di attuazione, la mancanza di soluzioni per limitare il record nazionale di supplenze della prossima estate e forse di quella successiva; l’ostinazione del Miur a far cassa sulla pelle dei supplenti; l’inevitabile incremento del contenzioso, dovuto all’approvazione di norme tutt’altro che risolutive e discriminanti.Marcello Pacifico (Anief): “Invece di riaprire le GaE e affidarsi al doppio canale di reclutamento, attingendo per le stabilizzazioni in ultima istanza anche alla seconda fascia delle graduatorie d’istituto, individuando così tutti i docenti abilitati per abbattere quello scomodo record dei 200 mila supplenti della scuola che il ministro Marco Bussetti si appresta a conseguire, si è preferito puntare su una macchina lenta e selettiva. Come se la scuola si trovasse nelle condizioni oggettive per permettersi di attendere la conclusione di procedure concorsuali lunghe e per tradizione italica costellate da stop and go. Senza dimenticare, infine, che l’impianto normativo sottoscritto l’11 giugno dovrà passare sotto la lente del Parlamento”.È durata pochissime ore l’euforia per l’accordo raggiunto tra Miur e sindacati maggiori sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola, con l’avvio dei Pas abiitanti e dell’ennesimo concorso riservato, le cui linee generali erano state fissate nell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi: “i primi vincitori dei due concorsi non saliranno in cattedra prima di settembre 2020, mentre dopo l’estate ci sarà un nuovo record di supplenti”, sintetizza con estrema lucidità Il Corriera della Sera. Il primo quotidiano nazionale, inoltre, pubblica un’ipotesi tutt’altro che peregrina, ovvero “che l’accordo siglato ieri con grande soddisfazione dai sindacati in realtà non faccia ancor più comodo al Governo che invece di coprire i posti che si svuoteranno con dei docenti assunti a tempo indeterminato, in questo modo ancora per qualche anno potrà evitare di pagare le ferie estive a decine di migliaia di supplenti”.

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Brexit senza accordo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Data l’incertezza che nel Regno Unito continua a circondare la ratifica dell’accordo di recesso concordato con il governo del paese a novembre 2018 e in considerazione della situazione politica generale in cui versa il paese sul piano nazionale, l’ipotesi di uscita senza accordo il 1º novembre 2019 resta indubbiamente un esito possibile, seppur non auspicabile.Dal dicembre 2017 la Commissione europea si prepara ad un’uscita senza accordo. Ad oggi la Commissione ha presentato 19 proposte legislative: 18 sono state adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, mentre un accordo politico è stato raggiunto sulla diciannovesima (il regolamento di emergenza sul bilancio dell’UE per il 2019) la cui adozione formale è attesa nel corso di questo mese. La Commissione ha inoltre adottato 63 atti non legislativi e pubblicato 93 avvisi sui preparativi alla Brexit. Data la proroga del termine di cui all’articolo 50, la Commissione ha esaminato tutte queste misure per verificare che continuassero a raggiungere gli scopi voluti, giungendo alla conclusione che restano idonee, e che quindi non serve modificarle nella sostanza né prevedere nuove misure prima della nuova data di recesso.La Commissione ricorda che spetta ai singoli portatori di interessi prepararsi ad ogni evenienza. Poiché l’uscita senza accordo resta uno degli esiti possibili, la Commissione raccomanda vivamente a tutti loro di approfittare dei tempi della proroga per fare il necessario per prepararsi al recesso del Regno Unito dall’UE. La comunicazione odierna passa in rassegna gli ampi preparativi effettuati nell’UE a 27 in settori quali i diritti dei cittadini in materia di soggiorno e di sicurezza sociale, le dogane e la fiscalità, i trasporti, la pesca, i servizi finanziari e i medicinali, dispositivi medici e sostanze chimiche.In caso di uscita senza accordo il Regno Unito diventerà un paese terzo senza che intervenga un regime transitorio. Dal momento dell’uscita tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso: le perturbazioni per cittadini e imprese sarebbero ovviamente considerevoli e le conseguenze economiche gravi, con un impatto – fatte le debite proporzioni – di gran lunga superiore nel Regno Unito che negli Stati membri dell’UE a 27.Come indicato dal Presidente Juncker dinanzi al Parlamento europeo il 3 aprile 2019, in caso di uscita senza accordo il Regno Unito dovrebbe obbligatoriamente affrontare le tre questioni principali riguardanti la separazione prima che l’UE prenda in considerazione l’avvio di discussioni sulle future relazioni. Le questioni vertono sulla necessità di: 1) tutelare e difendere i diritti dei cittadini che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione prima della Brexit, 2) onorare gli obblighi finanziari assunti dal Regno Unito in qualità di Stato membro, 3) mantenere la lettera e lo spirito dell’accordo del Venerdì santo e la pace nell’isola d’Irlanda, nonché l’integrità del mercato interno.Preparativi e misure di emergenza dell’UE per un’uscita senza accordo: mantenere alta l’attenzione in determinati settoriPrepararsi al recesso del Regno Unito è un impegno comune delle amministrazioni pubbliche e degli operatori economici. La Commissione ha tenuto approfondite discussioni tecniche con gli Stati membri dell’UE a 27 sia su questioni generali per quanto concerne i preparativi e le misure di emergenza che su specifiche questioni settoriali, giuridiche e amministrative. Ha anche visitato tutte le capitali degli Stati membri dell’UE a 27, constatando ovunque un elevato grado di preparazione degli Stati membri a tutti gli scenari possibili.

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Accordo tra Fondazione Italia Cina e Host Consulting

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 maggio 2019

Dopo la proficua collaborazione con la Scuola di Formazione Permanente dello scorso anno, Host Consulting e Fondazione Italia Cina hanno siglato nel mese di marzo un accordo di durata annuale per rilanciare la presenza online della Fondazione e migliorare le performance della stessa.HOST CONSULTING, società di consulenza nel campo del marketing e della comunicazione, specializzata in Education Marketing, è ora socio sostenitore della Fondazione, in un’ottica di condivisione massima degli obiettivi. La Società si occuperà di intraprendere attività di marketing, di formulare strategie di comunicazione online orientate agli stakeholder della Fondazione e della formazione del personale interno su argomenti afferenti ai canali digitali di comunicazione.“L’ampiezza delle competenze e l’esperienza maturata sul campo negli anni permettono a Host Consulting di fornire consulenza strategica a realtà formative di qualsiasi dimensione, private o pubbliche, istituzioni con una lunga storia alle spalle o start-up in fase di lancio” – si legge nel comunicato diffuso dalla Fondazione.Host Consulting è felice di lavorare ancora una volta al fianco di una realtà di tale rilevanza e di poter collaborare con i Responsabili di ciascuna delle Unit che compongono la Fondazione: per i servizi alle imprese, Marco Bettin; per la formazione e la Scuola Permanente, Francesco Boggio Ferraris; per il Centro Studi e la divulgazione scientifica, Filippo Fasulo; per la Comunicazione, Silvia Cravotta. Porge, inoltre, un ringraziamento speciale a Vincenzo Petrone, Direttore Generale della Fondazione.Nell’ambito della collaborazione, Host Consulting avrà l’opportunità di interfacciarsi, inoltre, con aziende del calibro di Alibaba, Huawei e WeChat.

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Presentazione al Senato dell’accordo Italia-Cina sulla Via della Seta senza dimenticare il bombardamento di Belgrado e le sanzioni all’Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Brandi (fonte: jure LT) Mittente: brandienzo via ComitatoNoNato. Venerdì 10 maggio presso un’aula del Senato è stato presentato l’accordo Italia-Cina che dovrebbe portare al potenziamento di alcuni porti italiani quali terminali europei del grande asse commerciale ed economico tra Cina-Asia Meridionale- Medio Oriente- Africa Settentrionale ed Europa. Il progetto, cui hanno già aderito numerosi paesi delle aree interessate, dovrebbe apportare grandi vantaggi economici e favorire il commercio tra i paesi aderenti.L’ambasciatore cinese ed un professore della più famosa università cinese hanno sottolineato gli aspetti anche culturali dell’accordo che crea legami più stretti tra paesi di antichissima civiltà in relazione tra loro già ai tempi dell’Impero Romano, per non parlare di Marco Polo e del gesuita Ricci, italiani alla corte di Pechino. Hanno detto che l’accordo è un esempio di un sistema internazionale di relazioni multilaterali su un piano di parità in assenza di tentazioni egemoniche, e che segnerà un nuovo “Rinascimento” per i paesi aderenti, sull’esempio del Rinascimento italiano di 500 anni fa.La Ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi (5Stelle) ha dichiarato che l’accordo porterà al rilancio non solo dei porti di Trieste, Genova e Vado Ligure, ma anche dei porti dell’Italia Meridionale (Taranto, Gioia Tauro, Palermo ….), ricordando la visita a Palermo del Presidente cinese Xi Jin Ping. Ha ricordato che alcuni tipici prodotti italiani, come le arance siciliane, sono molto richiesti in Cina e che l’accordo favorirà l’esportazione di questi prodotti.La moderatrice Maria Novella Rossi (giornalista RAI che si è dimostrata ben informata su argomenti di storia e politica internazionale) ha ricordato che la Cina non è mai stata un paese con pulsioni colonialiste e che sta solo riprendendo il ruolo che le compete sul piano internazionale in collaborazione paritaria con i paesi che accettano di sfruttare un’enorme occasione di rilancio dell’economia internazionale dopo la grande stagnazione degli ultimi 10 anni, la più grave dalla fina della Seconda Guerra Mondiale.L’economista Vladimiro Giacchè ha mostrato con una puntuale analisi economica come i miglioramenti infrastrutturali previsti assicureranno vantaggi economici consistenti a tutti i paesi che aderiranno all’accordo.Il dirigente italiano Donati della terza compagnia di trasporti marittimi del mondo, la cinese COSCO, ha ricordato che i porti italiani non sono attrezzati per ricevere le grandi navi di trasporto di ultima generazione e che i miglioramenti che saranno apportati nel settore favoriranno il commercio nei due sensi ( cioè non solo per l’importazione di prodotti cinesi, ma anche per l’esportazione verso la Cina e paesi terzi).
Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (5Stelle) ha sottolineato – con un intervento moderato nella forma, ma incisivo nella sostanza – come questo accordo, criticato ed osteggiato dagli USA, da vari paesi europei e dall’opposizione interna italiana, è una manifestazione di indipendenza e spirito di iniziativa da parte del Governo italiano. Ha ironizzato sul fatto che vari paesi hanno criticato l’Italia per aver preso questa iniziativa, mentre in realtà stavano studiando in segreto il modo per aderire all’accordo, rimanendo indispettiti per essere stati preceduti dall’Itala.
Particolarmente incisivo, fino ad assumere toni polemici difficili da registrare in una sede così paludata, è stato l’intervento del giornalista Alberto Negri. Ha affermato che per capire ciò che succede, e l’importanza dello scontro in atto, è necessario partire da 20 anni fa quando l’aviazione americana bombardò l’ambasciata cinese di Belgrado. A questo sanguinoso “avvertimento” nei confronti della Cina (rea di sostenere il Governo di Belgrado diretto da Milosevic) seguì la beffa delle spudorate dichiarazioni del capo della CIA Tenet secondo cui i morti cinesi sotto le bombe erano dovuti al fatto che i servizi di informazione USA “non avevano mappe aggiornate”. Negri ha ricordato anche il servilismo dimostrato da vari Governi italiani, non solo nel caso del bombardamento della Jugoslavia, cui l’Italia ha attivamente partecipato, ma anche in molti altri casi successivi. Secondo Negri il caso più grave è stata la partecipazione dell’Italia nel 2011 all’attacco della NATO contro la Libia, che ha comportato il tradimento aperto verso il Governo alleato di Gheddafi ed alla fine è risultato il più grave scacco di politica internazionale subita dall’Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, viste le attuali condizioni della Libia. Il giornalista ha anche denunciato il servilismo dimostrato dall’Italia aderendo, contro i suoi interessi, alle sanzioni contro l’Iran. Ha ricordato che l’ENI non ha nemmeno sfruttato la moratoria di 6 mesi concessa dagli USA per per permettere all’Italia l’acquisto di petrolio iraniano, tagliando subito le relazioni economiche con l’Iran. Ha concluso affermando che le sanzioni all’Iran, che potrebbero a breve trasformarsi in un’aggressione militare condotta di comune accordo dagli alleati Stati Uniti – Israele – Arabia Saudita, sono anche e soprattutto un attacco alla Cina mediante il blocco della Belt&Road di cui l’iran è un nodo essenziale (insieme alla Siria).
Infine il Senatore Vito Petrocelli (5Stelle), concludendo i lavori, ha ribadito, con toni moderati, ma con chiarezza, concetti già espressi dal sotto-segretario Di Stefano. In definitiva una manifestazione dai contenuti più positivi di quanto ci si potesse aspettare.
(a cura di Vincenzo Brandi)

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Scuola: 17 maggio uno sciopero contro un accordo che non risolve i problemi della scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 maggio 2019

Il giovane sindacato risponde all’appello dei Cobas Scuola per una mobilitazione unitaria. Troppi annunci e poca concretezza nell’intesa fra governo e sindacati. Appuntamento davanti a Montecitorio. Pacifico, presidente Anief: “Chi crede nel nostro lavoro, non vuole la regionalizzazione, chiede stipendi adeguati e risposte diverse su carriera, reclutamento, mobilità stia al nostro fianco giorno 17”Scioperare contro un accordo inutile. Scioperare per riaprire il tavolo a soluzioni diverse da quelle prospettate dal governo e accettate dai sindacati. Scioperare per una scuola giusta. Anief risponde all’appello dei Cobas Scuola sulla necessità di una manifestazione unitaria e invita tutte le RSU di scuola e università a non sospendere lo stato di agitazione per rispondere all’intesa per nulla concreta tra governo e parti sociali.
Molteplice il senso della mobilitazione e della protesta in programma a Roma, davanti a Montecitorio, del prossimo 17 maggio, perché non c’è chiarezza e non c’è spazio per novità migliorative nei propositi emersi dall’incontro tra Governo e sindacati svoltosi a Palazzo Chigi nella notte tra il 23 e il 24 aprile; un appuntamento da cui Anief, ormai sindacato rappresentativo, è stato ingiustamente escluso.
I passi indietro annunciati sulla regionalizzazione, ad esempio, confliggono su quanto portato avanti dal governo, specie dalla sua componente leghista, sull’autonomia differenziata. E non si specifica da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto, si accenna vagamente a un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico.
Il giovane sindacato autonomo esprime anche perplessità sugli annunciati aumenti degli stipendi (a tre cifre, cioè di almeno 100 euro), un provvedimento che andrebbe in rotta di collisione con il Documento di economia e finanza, in cui si indica chiaramente una riduzione, uniforme e durevole nel tempo, della spesa per il comparto Scuola di circa 8 punti percentuali, addirittura fino al 2045, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, comunque non applicata in modo completo.
Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Poi il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, continua a indicare il concorso come unica via per il reclutamento, ma serve ben altro. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato. Non va meglio agli Ata, per i cui diritti ci sono solo impegni generici.

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Scuola: Accordo sul precariato inutile se non si riaprono le GaE

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Nel corso della trasmissione radiofonica di stamani Radio 1 “Tutti in classe”, è intervenuto il presidente del giovane sindacato Marcello Pacifico, che si è espresso su stipendi e Graduatorie a esaurimento. Tra gli ospiti anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. Marcello Pacifico (Anief): Intanto ci piacerebbe partecipare ai tavoli, visto che siamo stati dichiarati rappresentativi dall’Aran, in seguito alle elezioni Rsu svoltisi un anno fa. Noi continuiamo a portare avanti le nostre proteste.Il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, ai microfoni di Radio 1, si è espresso sulla riapertura delle Graduatorie a esaurimento affermando la necessità che ciò avvenga. “Siccome lo Stato italiano chiama ogni anno più di 100mila supplenti per insegnare ai nostri ragazzi, bisogna adeguare l’organico di fatto a quello di diritto. È necessario far in modo che ogni volta che si chiama un supplente, e per più di un anno, il posto che ricopre sia dato in ruolo. Il Miur purtroppo continua a ignorare questa necessità, anche per questioni economiche, poiché, come è noto, un insegnate precario costa meno di uno di ruolo”. “Certamente i concorsi non bastano: verranno chiamati sempre dei supplenti, lo stesso. Ecco il paradosso tutto italiano: migliaia di cattedre andate deserte, come è accaduto l’estate scorsa, e migliaia di supplenti che rimangono precari”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Brexit: Il Regno Unito uscità senza accordo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

A seguito della richiesta del primo ministro Theresa May, giovedì 21 marzo il Consiglio europeo (articolo 50) ha concordato di prorogare la data dell’uscita del Regno Unito al 22 maggio 2019, a condizione che l’accordo di recesso sia approvato dalla Camera dei comuni entro il 29 marzo 2019. In caso di mancata approvazione entro questa data, il Consiglio europeo ha accettato una proroga fino al 12 aprile 2019. In questo scenario, il Regno Unito dovrebbe indicare la via da seguire prima di tale data.
In caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un paese terzo senza regime transitorio. Da quel momento tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso, il che ovviamente causerà notevoli disagi ai cittadini e alle imprese.
In questo scenario, le relazioni del Regno Unito con l’UE saranno disciplinate dal diritto pubblico internazionale generale, che comprende le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’UE sarà tenuta ad applicare immediatamente la propria normativa e le proprie tariffe alle frontiere con il Regno Unito, inclusi i controlli e le verifiche del rispetto delle norme doganali, sanitarie e fitosanitarie e la verifica di conformità alle norme dell’UE. Nonostante i notevoli preparativi delle autorità doganali degli Stati membri, i controlli potrebbero causare importanti ritardi alla frontiera. Inoltre, i soggetti del Regno Unito non potranno più essere ammessi a beneficiare delle sovvenzioni dell’UE e a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti dell’UE secondo le attuali modalità. Analogamente, i cittadini britannici non saranno più cittadini dell’Unione europea, e saranno sottoposti a controlli supplementari quando attraversano le frontiere nell’UE. Anche in questo ambito gli Stati membri hanno effettuato importanti preparativi nei porti e negli aeroporti per garantire la maggiore efficienza possibile dei controlli, ma potranno comunque verificarsi dei ritardi.
Ad oggi la Commissione ha presentato 19 proposte legislative: 17 proposte sono state adottate o approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio. È attualmente in corso l’adozione formale di tutti gli atti da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Due proposte saranno finalizzate dai due colegislatori a tempo debito.

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Siglato accordo di collaborazione tra INGV e ENAC

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Il Presidente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), Nicola Zaccheo, e il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Carlo Doglioni, hanno sottoscritto un Accordo quadro tra i due Enti.Al fine di definire le modalità di gestione dell’intesa e le attività di comune interesse, tale Accordo prevede l’istituzione di un Comitato di Cooperazione cui parteciperanno il Direttore Generale INGV Maria Siclari e tre rappresentanti dell’Istituto e, per ENAC, altrettanti rappresentanti con il Vice Direttore Generale Alessandro Cardi. Oggetto dell’Accordo, lo scambio di conoscenze tecniche e scientifiche e la collaborazione nei settori strategici delle ceneri vulcaniche dello Space Weather e dell’utilizzo sperimentale di droni per gli scopi di ricerca e monitoraggio sismico, vulcanico e ambientale.
Viene così formalizzata la collaborazione istituzionale tra i due Enti già posta in essere fin dal 2006, finalizzata al mantenimento e al miglioramento degli standard di sicurezza della navigazione aerea nazionale ed internazionale attraverso il costante monitoraggio dell’attività dei vulcani italiani, la puntuale informazione per gli stakeholders aeronautici e l’applicazione delle procedure di contingenza per l’erogazione dei servizi di navigazione aerea sugli aeroporti italiani prossimali ai vulcani attivi, in aderenza a quanto previsto dagli standard normativi nazionali ed internazionali.In particolare sarà assicurato il supporto dell’INGV, con i suoi due Osservatori vulcanologici nazionali accreditati presso l’Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale (ICAO – International Civil Aviation Organization), per le attività di competenza dell’ENAC relative alle esercitazioni ICAO VOLCEX. Tali esercitazioni riguardano l’osservazione e la previsione della dispersione delle nubi di cenere vulcanica, per l’applicazione delle procedure previste dall’EUR NAT Volcanic Ash Contingency Plan.Inoltre, in linea con le recenti determinazioni ICAO sull’obbligo di fornire i prodotti e i servizi di Space Weather per l’assistenza alla navigazione aerea internazionale, l’Accordo comprende le attività svolte dall’INGV, anche nell’ambito del Consorzio Europeo PECASUS, per l’osservazione dei fenomeni che avvengono nella ionosfera e nella magnetosfera e la previsione dei fenomeni di Space Weather.

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Latte: trovato l’accordo, per 74 centesimi al litro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Sul prezzo del latte si è trovato l’accordo a 74 centesimi al litro.”Ottima notizia. Siamo sempre favorevoli ad un libero accordo tra le controparti, in questo caso tra rappresentanti dei pastori e aziende di trasformazione, così come è un bene che il Governo ed il Prefetto abbiano svolto un ruolo di mediazione tra le parti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Sarebbe stato invece inaccettabile l’imposizione di un prezzo politico ad 1 euro come si voleva fare inizialmente. Un ricarico del 66,6% che sarebbe stato traslato sui consumatori finali” prosegue Dona.”Resta da capire come mai il libero mercato non funzionasse e per questo attendiamo un pronunciamento dell’Antitrust” conclude Dona.

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Libia. Urso (FdI): aprire riflessione dopo accordo al Serraj-Haftar

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

“Sulla situazione libica e sul ruolo dell’Italia al riguardo, in particolar modo dopo l’accordo raggiunto ad Abu Dhabi tra il presidente del Governo di accordo nazionale Fayez al Serraj e il maresciallo Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico, è necessario aprire una riflessione. Questo perchè l’accordo riscrive l’architettura internazionale libica e pone una data, se verrà rispettata, per potenziali elezioni generali. La nostra politica nazionale dovrebbe utilizzare un solo linguaggio, volto a tutelare i nostri interessi, ma purtroppo finora tutto ciò non c’è stato. Lo conferma l’incontro di queste ore a Roma del vicepremier Salvini con il suo omologo libico, per cercare disperatamente di rimediare ad una difficile situazione di isolamento determinata proprio dal Governo con le sue posizioni arroganti. A questo si aggiunge una carenza complessiva di considerazione di quello che è l’interesse nazionale e dei prioritari interessi strategici di politica estera, militare ed economica su cui dislocare le forze che noi abbiamo. E purtroppo, giorno dopo giorno, questa maggioranza non ha idea di quelli che sono gli interessi della nostra Nazione e come essi vadano declinati”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, nel corso del convegno “Francia vs Italia: addio Libia”.

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Scuola: Accordo Bussetti-Grillo per promuovere la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Anief lo ritiene un bene certamente per gli studenti, ma bisogna affrontare anche il tema per gli insegnanti, il cui lavoro ancora non è stato definito come usurante, nonostante i dati certificati dall’ISTAT. Marcello Pacifico: Speriamo che l’intesa raggiunta dal Ministro dell’Istruzione e dal Ministro della Salute che impegna i due dicasteri a diffondere sani stili di vita tra gli studenti e a inserire nel loro percorso di studi la promozione della salute non rimanga lettera morta. Sempre sul tema della salute, Anief ribadisce il suo sì all’approvazione del ddl AS 770 che abroga gli obblighi vaccinali introdotti dalla Legge Lorenzin e rimodula tutto in un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni, nel rispetto della Cedu. Il caso di questi giorni del bambino vittima della leucemia che non potrà frequentare la scuola a Roma è assurdo. Occorre poi collocare la professione dell’insegnante tra quelle usuranti, in modo da prevenire tante malattie che insorgono a seguito del burnout, che nella scuola continua a non essere riconosciuto
Costruiamo i presupposti che ci portino “verso una Scuola che promuove salute”: è questo il titolo e l’intento da perseguire a seguito della sottoscrizione del documento presentato nei giorni scorsi dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, e dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, che impegna i due dicasteri a diffondere l’educazione a corretti e sani stili di vita tra gli studenti e a inserire nel loro percorso di studi la promozione della salute come proposta educativa continuativa e integrata, a partire dalla scuola dell’infanzia e fino alla secondaria di secondo grado. L’obiettivo è rendere la promozione della salute trasversale nel percorso formativo dei giovani. Nel rispetto dell’autonomia, ogni scuola potrà strutturare percorsi per il benessere psicofisico dei bambini e dei ragazzi, lavorare al miglioramento della qualità dei luoghi di studio, promuovere corretti stili di vita come, ad esempio, mangiare sano e fare attività fisica. Aprendosi anche al territorio e rafforzando la collaborazione con il servizio sanitario e le comunità locali.
Anief ribadisce il suo sì all’iniziativa come all’approvazione del disegno di legge AS 770 che abroga gli obblighi vaccinali rigidamente introdotti dalla Legge Lorenzin e rimodula tutto nella promozione di un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni, nel rispetto della Cedu”.

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Accordo sulle nuove regole UE sul copyright nell’era digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Creativi e editori avranno più forza per negoziare con i giganti del web la giusta remunerazione del diritto d’autore, grazie a un accordo raggiunto mercoledì notte.
L’accordo raggiunto tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio mira a garantire che i diritti e gli obblighi derivati dal copyright si applichino anche a Internet. YouTube, Facebook e Google News sono tra le aziende più direttamente interessate da questa legislazione.I co-legislatori si sono inoltre impegnati a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. I frammenti degli articoli di cronaca potranno così continuare ad essere condivisi senza violare il diritto d’autore, così come le GIF e i meme.I giganti del web dovranno condividere i ricavi con artisti e giornalisti. L’accordo mira a rafforzare la posizione dei titolari dei diritti d’autore, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché gli editori di notizie, al fine di negoziare accordi migliori per la retribuzione per l’uso delle loro opere sulle piattaforme online.
Come regola generale, la condivisione di frammenti di articoli non sarà soggetta al diritto d’autore. Tuttavia, l’accordo contiene anche misure per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa concessione. Il cosiddetto “snippet” potrà quindi continuare ad apparire nel newsfeed di Google News, ad esempio, o ad essere condiviso su Facebook, a condizione che il testo sia “molto breve”.Il caricamento di opere protette a scopo di citazione, critica, recensione, caricatura o parodia è protetto, assicurando che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.
Il testo specifica inoltre che il caricamento di opere su enciclopedie online a scopi non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dalle nuove regole. Le piattaforme start-up saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.
Gli autori e gli artisti, interpreti o esecutori, potranno chiedere al distributore una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti, quando la remunerazione originariamente concordata è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne deriva per il distributore.
Attualmente, le società di internet sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono soltanto obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti su richiesta degli autori. Tuttavia, ciò è oneroso per gli autori e non garantisce loro un reddito equo. L’introduzione della responsabilità per le società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, con una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.
L’accordo deve ora essere approvato dai rappresentanti del Consiglio, dalla commissione parlamentare per gli affari giuridici e dalla plenaria del Parlamento.

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Nuovo accordo di Partnership tra Europcar e Scandinavian Airlines

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Europcar – brand di Europcar Mobility Group e N ° 1 in Europa nel rent a car – ha lanciato una nuova partnership con Scandinavian Airlines, compagnia di bandiera di Norvegia, Svezia e Danimarca, ottava compagnia aerea in Europa nonché membro di Star Alliance, che collega più di 123 destinazioni in Europa, Stati Uniti e Asia.Ovunque viaggino, i passeggeri SAS potranno contare sulla qualità dei servizi Europcar grazie ad un vastissimo network di ufficio di noleggio in tutto il mondo.
Quando prenotano il volo, i passeggeri SAS possono accedere alla offerte Europcar e prenotare facilmente anche il proprio noleggio auto.Siham El Haïl, Head of International Partnerships, ha dichiarato: “Siamo lieti di collaborare con Scandinavian Airlines per offrire servizi di mobilità ai nostri comuni Clienti. Europcar e SAS condividono lo stesso approccio e la stesso orientamento al Cliente; siamo certi che la nostra capacità di accompagnare i passeggeri dal primo all’ultimo miglio del loro viaggio con un’offerta tailor made rappresenti un importante valore aggiunto”.

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Onu: Gli Stati raggiungono un accordo storico sui rifugiati

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

New York. In una decisione storica, gli Stati membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite hanno concordato oggi un nuovo quadro internazionale – noto come Patto Globale sui Rifugiati (“Global Compact on Refugees”) – che trasformerà il modo in cui il mondo risponde agli esodi e alle crisi dei rifugiati, a vantaggio sia degli stessi rifugiati che delle comunità che li ospitano.”Nessun paese dovrebbe essere lasciato da solo di fronte a massicci arrivi di rifugiati”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. “Le crisi dei rifugiati richiedono una condivisione globale delle responsabilità, e il patto è una potente espressione di come possiamo lavorare insieme nel frammentato mondo di oggi”.
Il Patto Globale sui Rifugiati è stato approvato come parte della risoluzione annuale di quest’anno sull’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Ha le sue fondamenta nell’attuale sistema normativo internazionale sui rifugiati, sui diritti umani e il diritto umanitario, in particolare la Convenzione sui rifugiati del 1951. È uno strumento operativo non vincolante con lo scopo di rafforzare la cooperazione.Dopo due anni di ampie consultazioni condotte dall’UNHCR con gli Stati membri, le organizzazioni internazionali, i rifugiati, la società civile, il settore privato ed esperti del settore, questo nuovo accordo globale fornirà un sostegno più solido ai paesi che ospitano la maggior parte dei rifugiati. Rafforzerà inoltre la condivisione della responsabiltà nel fornire aiuto a coloro che sono costretti a fuggire da conflitti o persecuzioni.”Il patto traduce l’idea della condivisione delle responsabilità in misure pratiche e concrete, per garantire che i rifugiati non siano tenuti in ostaggio dai capricci della politica”, ha affermato Grandi. “Fornisce il riconoscimento, atteso da tempo, che i paesi che ospitano un gran numero di rifugiati offrono un enorme servizio a tutta l’umanità e stabilisce in che modo il resto del mondo può contribuire a condividere il peso di questa responsabilità”.Questo accordo giunge in un momento in cui è urgente affrontare esodi che hanno raggiunto cifre record – oltre 68,5 milioni di persone sono state costrette a fuggire in tutto il mondo, tra cui oltre 25,4 milioni persone hanno attraversato confini internazionali per diventare rifugiati.Nove su 10 rifugiati vivono in paesi in via di sviluppo, dove i servizi di base come l’assistenza sanitaria o l’istruzione sono già sotto pressione. Il Patto punta ad affrontare questo problema puntano maggiormente sugli investimenti – sia dai governi che dal settore privato – per rafforzare ulteriormente le infrastrutture e i servizi a beneficio sia dei rifugiati che delle comunità ospitanti. Invita anche a politiche e misure che consentano ai rifugiati di accedere all’istruzione e condurre una vita produttiva durante il periodo in cui sono in esilio. Il Patto mira ad affrontare l’impatto ambientale dell’accoglienza delle popolazioni di rifugiati e include la promozione dell’uso di energie alternative.
L’accordo prevede anche maggiori opportunità di reinsediamento – ad esempio attraverso il ricongiungimento familiare, borse di studio o visti umanitari – che permettono ai rifugiati di viaggiare in sicurezza. Rileva inoltre che il ritorno volontario dei rifugiati in condizioni di sicurezza e dignità resti la soluzione preferita nella maggior parte delle situazioni.Il nuovo accordo monitorerà i progressi attraverso la creazione di sistemi di follow-up, compreso un Forum Globale sui Rifugiati in cui ogni quattro anni i governi riferiranno i risultati e si impegneranno in una serie di misure: finanziamenti, politica, modifiche legislative, quote di reinsediamento, ecc. L’adozione del Patto sui rifugiati da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite arriva pochi giorni dopo l’adozione da parte di una conferenza intergovernativa a Marrakech del Patto Globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, che verrà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite alla fine di questa settimana.

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Il Parlamento approva un importante accordo di libero scambio tra UE e Giappone

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Stop alla maggior parte dei dazi sulle merci UE esportate in Giappone. Produttori di vino e alcolici, carni, latticini, tessili, commercianti di pelletteria, appalti ferroviari e PMI tra i beneficiari I deputati mercoledì hanno dato il loro consenso all’accordo commerciale UE-Giappone, il più grande accordo commerciale bilaterale mai negoziato dall’UE. L’accordo di partenariato economico tra l’UE e il Giappone, approvato con 474 voti in favore, 152 contrari e 40 astensioni, eliminerà quasi tutti i dazi doganali sulle merci esportate, per un totale di 1 miliardo di euro all’anno in favore delle imprese dell’UE. Tale accordo rappresenta, secondo i deputati, una presa di posizione a sostegno di un commercio libero, equo e regolamentato “in un momento di gravi sfide protezionistiche”.
Mentre i settori più sensibili dell’UE, come la produzione di riso, sono tutelati, gli esportatori UE di vino, formaggio, carni bovine e suine, pasta, cioccolato e biscotti potranno avvantaggiarsi dell’assenza di dazi immediatamente o dopo un periodo di transizione.Saranno protetti 205 prodotti a indicazione geografica europea per aiutare le piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano il 78% degli esportatori verso il Giappone. Il Parlamento esorta la Commissione a creare punti di contatto per le PMI, in modo che queste possano beneficiare rapidamente dell’accordo.Il Giappone apre alla concorrenza europea il suo mercato degli appalti ferroviari e degli appalti pubblici nelle sue principali città. Saranno liberalizzati anche il commercio elettronico, i trasporti marittimi internazionali e i servizi postali.Il Parlamento ha accolto con favore l’elevato livello di protezione dell’ambiente e del lavoro, così come l’impegno nei confronti dell’accordo di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico. In questo senso, i deputati incoraggiano entrambe le parti a combattere il disboscamento illegale. Il Parlamento ha tuttavia sottolineato che il Giappone deve ratificare tutti i codici del lavoro pertinenti stabiliti dall’Organizzazione internazionale del lavoro.Inoltre, il Parlamento ha approvato oggi con 535 voti in favore, 84 voti contrari e 45 astensioni anche l’accordo di partenariato strategico, che estende la cooperazione a settori quali l’energia, l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo, la lotta al cambiamento climatico e al terrorismo.

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Accordo chiuso con l’Agenzia delle Entrate grazie alla consulenza di Warrant Hub

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 dicembre 2018

Correggio (RE) Warrant Hub (Tinexta Group), società leader nella consulenza alle imprese per operazioni di finanza agevolata, ha supportato ILLVA Saronno S.p.A., celebre per la produzione e commercializzazione di bevande alcoliche con marchi quali Disaronno, Tia Maria, Artic, Zucca, Isolabella, nell’iter per la sottoscrizione dell’accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate sulle modalità di calcolo del reddito agevolabile ai fini della normativa Patent Box.Tale accordo ha avuto come oggetto i marchi Disaronno e Tia Maria.
Warrant Hub ha assistito ILLVA Saronno tramite Warrant Innovation Lab, società che offre, tra gli altri, servizi in ambito di Intellectual Property Management, inclusa la valutazione e la valorizzazione degli asset.La consulenza ha riguardato tutte le fasi della procedura: dalla presentazione dell’istanza di ruling per l’accesso al regime Patent Box, al contradittorio con i funzionari dell’Ufficio Accordi Preventivi e Controversie Internazionali in merito alle modalità di determinazione del reddito ascrivibile ai due marchi, fino alla sottoscrizione dell’accordo di ruling.Le opzioni per entrambi i marchi sono state esercitate entro il 31 dicembre 2016, termine ultimo di validità, ai sensi del Decreto Legge 24 aprile 2017, per quanto riguarda l’accesso di tale categoria di beni intangibili ai benefici del Patent Box.ILLVA Saronno, pertanto, potrà godere della tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’uso dei marchi Disaronno e Tia Maria nel quinquennio 2015-2019, al termine del quale potrà usufruire nuovamente del Patent Box con i beni intangibili ancora ammessi dalla normativa (brevetti, disegni e modelli, know-how e software coperti da copyright). Anche in questo caso, Warrant Innovation Lab affiancherà ILLVA Saronno nella valorizzazione degli asset e della proprietà intellettuale per il periodo di agevolazione.A partire dal 2015, anno di entrata in vigore del Patent Box, sono già 15 le procedure di accordo con l’Agenzia delle Entrate che Warrant Innovation Lab ha gestito con successo assistendo aziende di ogni settore.

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Accordo tra SACE SIMEST (Gruppo CDP) e Crédit Agricole Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Il Gruppo Crédit Agricole e SACE Fct, società prodotto del Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP specializzata nei servizi di factoring, hanno finalizzato un accordo di collaborazione per consentire alle imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione (PA) un accesso più semplice all’ampia gamma di servizi dedicati allo smobilizzo dei crediti. Grazie all’accordo le imprese clienti delle banche del Gruppo Crédit Agricole potranno rivolgersi alle oltre 1100 filiali presenti in tutta Italia per conoscere i servizi offerti da SACE Fct.“Questo accordo conferma il nostro impegno a raggiungere un numero sempre maggiore di imprese sul territorio con l’obiettivo di offrire agli imprenditori tutti gli strumenti necessari per gestire al meglio i flussi di cassa della propria azienda – ha dichiarato Paolo Alfieri, Direttore Generale di SACE Fct –. Collaborare con Crédit Agricole, un grande Gruppo Bancario dal respiro internazionale, ci permette di fare un ulteriore passo avanti in questa strategia”.“La collaborazione con SACE Fct – ha dichiarato Alessio Foletti, Responsabile della Direzione Banca d’Impresa di Crédit Agricole – conferma l’importanza per il Gruppo Crédit Agricole di supportare le Imprese Italiane nel loro percorso di sviluppo e crescita sostenibile. L’accordo consente infatti di rispondere al bisogno di liquidità, esigenza fortemente sentita nel mondo imprenditoriale italiano, contribuendo a mantenere o ripristinare l’equilibrio finanziario dell’impresa”.Le soluzioni offerte da SACE Fct – che nel 2017 ha smobilizzato 4,6 miliardi di euro di crediti – permettono alle imprese di generare liquidità attraverso la cessione pro solvendo o pro soluto dei crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione e di controparti corporate. L’offerta di prodotti del Gruppo Crédit Agricole si arricchisce di un nuovo importante tassello che si aggiunge ad un panel di strumenti di finanziamento già ricco ed apprezzato dalla clientela. Nel 2018 abbiamo risposto al fabbisogno finanziario delle Imprese (+2,7% lo sviluppo dei crediti rispetto a fine anno, di cui +5,2% alle Aziende servite dalla Direzione Banca d’Impresa) con crescite più sostenute della media di sistema (+1,9% verso fine anno, fonte Campione ABI).L’intesa è stata firmata da Alessio Foletti, Responsabile della Direzione Banca d’Impresa di Crédit Agricole Italia e Paolo Alfieri, Direttore Generale di SACE Fct.

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Accordo SACE – Etihad Credit Insurance

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

In occasione del secondo Business Forum Italo-Arabo, SACE, l’agenzia di credito all’esportazione del Gruppo CDP, ed Ethiad Credit Insurance (ECI) hanno firmato un accordo di collaborazione finalizzato a rafforzare le opportunità di business tra i due Paesi.
La seconda edizione del Forum, che vede gli Emirati Arabi Uniti arrivare a Roma come Paese ospite, ha riunito rappresentati del Governo e Dirigenti di alto livello di entrambi i Paesi per trattare temi di interesse comune, incoraggiare potenziali partnership e facilitare lo scambio di informazioni e le opportunità di business tra Italia ed Emirati Arabi Uniti.
La firma dell’accordo è avvenuta presso la sede del Ministero dello sviluppo economico, alla presenza del Ministro Luigi Di Maio, il Sultano bin Saeed Al Mansoori, Ministro dell’Economia degli EAU e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di ECI, e di Saed Al Awadhi, Amministratore Delegato del Dubai Export and Development Corporation e Presidente del Comitato Esecutivo di ECI. Grazie a questo accordo, firmato da Alessandro Decio e Massimo Falcioni, Amministratori Delegati rispettivamente di SACE ed ECI, le due agenzie di credito all’esportazione si impegnano a rafforzare il rapporto di collaborazione tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti, attraverso la condivisione reciproca di competenze e il sostegno alle opportunità di business tra i due Paesi.Uno degli scopi principali dell’intesa è quello di intensificare gli scambi commerciali tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti, focalizzandosi sull’Industria Halal attraverso soluzioni assicurativo-finanziarie coerenti con i principi della finanza islamica (Shariah-compliant).Inoltre, SACE ed ECI creeranno una Task Force dedicata, collaborando su sette diversi filoni di attività: assicurazioni, riassicurazioni e recupero crediti; condivisione di competenze; programmi di formazione tecnica; soluzioni assicurativo-finanziarie coerenti con la finanza islamica; promozione degli scambi (attraverso eventi, workshop, B2B); programmi di investimenti e di internazionalizzazione; sostegno alle PMI.
Il volume degli scambi tra i due Paesi ha superato i 6 miliardi di euro nel 2017. È cresciuto l’import di prodotti dall’EAU verso l’Italia, e gli Emirati Arabi Uniti sono stati i primi nell’area MENA per l’export italiano dei settori agricolo e alimentari e bevande. Altri settori ad alto potenziale per attività di business includono alluminio e acciaio, ceramica, energie rinnovabili, meccanica, trattamento dei rifiuti, tecnologie industriali, infrastrutture e costruzioni, industria alberghiera, moda e gioielli, agroalimentare e bevande.

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Accordo di collaborazione istituzionale con l’Università del Cile

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

Camerino Il Rettore Unicam prof. Claudio Pettinari ed il Rettore dell’Università del Cile prof. Ennio Vivaldi Véjar hanno firmato un accordo di collaborazione istituzionale con l’obiettivo di promuovere lo scambio e la cooperazione tra le due Università, di attuare azioni volte a sviluppare congiuntamente progetti di natura accademica, scientifica e culturale di reciproca utilità, nell’adempimento dei rispettivi scopi istituzionali, nella convinzione che l’istituzione di tali progetti permetterà di aumentare la qualità della ricerca e della didattica.L’accordo, coordinato dal prof. Emanuele Tondi per Unicam e dal prof. Eduardo Vera Sobrino per Uchile, prevede la possibilità per studenti Unicam di lavorare e sviluppare tematiche di ricerca insieme a docenti di fama mondiale, sia nel campo della geologia che dell’ingegneria e dell’architettura, come G. Rodolfo Saragoni Huerta e Daniela Andrea Diaz Fuentes. L’accordo sarà rivolto alla gestione sostenibile delle risorse naturali e alla riduzione dei rischi naturali, in collaborazione con il Programma per la riduzione dei rischi e dei disastri socio-naturali dell’Università del Cile (CITRID – https://citrid.uchile.cl), con sede a Santiago e diretto dal prof. Jaime Campos.La collaborazione tra i due Paesi, iniziata a Camerino con un incontro al quale ha partecipato il Secondo Segretario dell’Ambasciata del Cile con delega alle relazioni internazionali dott. Rodrigo Waghorn Gallegos, è proseguita con la visita del prof. Emanuele Tondi presso il Dipartimento di Geofisica dell’Università di Santiago del Cile, dove ha tenuto un corso relativo alla sequenza sismica in Italia centrale del 2016-2017, nel quadro della tettonica attiva e sismicità dell’Appennino centro-meridionale.La conoscenza diretta e approfondita delle due realtà geologiche così come il confronto degli strumenti che i due Paesi utilizzano per la riduzione dei rischi naturali rappresenterà sicuramente un passo in avanti per la loro mitigazione. Gli incontri scientifici che verranno organizzati nell’ambito dell’accordo saranno integrati con escursioni sul campo a cui sono invitati colleghi e studenti delle due Università in modo da stabilire una collaborazione attiva tra le due realtà scientifiche, anche mediante tesi di laurea e di dottorato da svolgere in collaborazione e nei due Paesi.

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Sudan del Sud: le parti in conflitto si accordano per la divisione del potere

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha reagito con molto scetticismo alla firma del nuovo accordo di pace per il Sudan del Sud. Dopo il fallimento dell’accordo di pace del 2015, lo scorso 5 agosto il presidente del Sudan del Sud Salva Kiir e il leader dell’opposizione nonché ex-vicepresidente Riek Machar si sono incontrati della capitale sudanese Khartoum per firmare alla presenza di diversi capi di stato africani un nuovo accordo di pace che dovrebbe mettere fine a cinque anni di sanguinosa guerra civile. L’accordo, che regola la suddivisione del potere nella giovane nazione africana, prevede che l’attuale presidente Salva Kiir mantenga la sua carica presidenziale mentre il leader dei ribelli Riek Machar venga reintegrato nel governo di unità nazionale come primo vicepresidente.La suddivisione del potere stabilita con la nuova intesa ripropone quindi le stesse persone che già prima della guerra ricoprivano quelle stesse cariche e la cui lotta per il potere ha di fatto trascinato il paese in una guerra civile in cui sono morte oltre 50.000 persone e, oltre ad aver raso al suolo il paese, ha messo in fuga 2 milioni di abitanti su una popolazione di 12 milioni.Secondo l’APM, le basi su cui dovrebbe poggiare l’augurabile pace duratura nel paese sono quindi molto deboli. Non solo perché il paese continuerà ad essere governato da coloro che per la propria brama di potere hanno scatenato la guerra ma anche perché il governo dei vicini Kenya, Uganda e Egitto sembrano poco interessati a porre fine alle violenze e a impegnarsi per una vera pace in Sudan del Sud, e, in ultimo, perché la suddivisione di potere fissata dalla nuova intesa lascia poco spazio al perseguimento giuridico dei crimini commessi. Entrambe le parti in causa sono infatti accusate di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità. Reinsediati nelle loro posizioni di potere è difficile pensare che i due leader permetteranno indagini serie, è invece più probabile che ognuno tenterà di bloccare le indagini sui crimini commessi dal proprio schieramento. Senza una reale giustizia per tutte le vittime del conflitto, a qualunque schieramento appartenessero, è difficile pensare che le violenze nel paese possano cessare definitivamente.Con gli accordi di pace del 2015, poi falliti, l’Unione Africana (UA) era stata incaricata di istituire una corte penale mista che indagasse sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi da entrambi gli schieramenti. Finora nulla è stato fatto e ad una precisa domanda in tal senso dell’ambasciatore statunitense in Sudan del Sud, il ministro per la giustizia sudsudanese ha laconicamente risposto che il governo “ne sta conversando con l’UA”.

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