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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘accorpamento’

Forestali: accorpamento con i carabinieri presenta profili incostituzionalità?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

corpo-forestale“La pronuncia del Tar Abruzzo conferma tutto quanto denunciamo da mesi a proposito di quella parte della Riforma Madia con cui è stato previsto l’accorpamento dei Forestali nell’Arma dei Carabinieri. Una militarizzazione forzata che ha segnato un salto all’indietro verso un anacronistico e insostenibile obbligo di assumere uno status che può e deve essere solo voluto con la massima convinzione, come scelta di vita, come modo di essere. Proprio con la medesima devozione con cui si sceglie, piuttosto, di appartenere a Corpi Civili che ai nostri tempi rappresentano ormai la realtà di tutti i Paesi democratici. Sciogliere il Corpo Forestale dello Stato è stato un errore clamoroso che ha spazzato via con un colpo di spugna decenni di faticose conquiste dei lavoratori che ci hanno preceduto e di cui abbiamo raccolto il testimone orgogliosamente. Oggi un Tribunale dello Stato sugella in via giudiziaria la fondatezza di tutto quanto abbiamo denunciato e lamentato, in ogni sede, in og
ni modo, fino ad arrivare in piazza, davanti a Montecitorio, dove abbiamo urlato il nostro dissenso con altre migliaia di colleghi. Allora c’è stato chi si è girato dall’altra parte – ciò che noi e solo noi non potremo mai fare -, e queste sono le conseguenze. Mortificare le grandi professionalità del personale e i compiti vitali e delicatissimi del Corpo Forestale non è un esempio di razionalizzazione nella Pubblica Amministrazione. E soprattutto non è accettabile lo sfregio intollerabile nei confronti dei diritti di migliaia di lavoratori che sono stati costretti con la forza ad assumere uno status che ne ha stravolto la vita e il lavoro”.
Questo il commento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la notizia che i giudici del Tar dell’Abruzzo hanno rilevato profili di incostituzionalità nel provvedimento con cui è stato previsto l’assorbimento dei Forestali nell’Arma dei Carabinieri, ed hanno quindi sospeso il proprio giudizio e inviato gli atti alla Corte Costituzionale per la relativa decisione, proprio in merito alla forzata militarizzazione del personale transitato nell’Arma.

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Ipotesi di accorpamento delle forze di polizia

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

polizia“Farsi una ragione delle decisioni assunte dalle Autorità competenti, perché abbiamo giurato di obbedire e difendere le Istituzioni. Ecco il messaggio del nostro Capo, che condividiamo e comprendiamo, anche perché segue il suo pur chiaro tentativo di far comprendere l’errore che si cela dietro al progetto dell’accorpamento della Forestale nell’Arma dei Carabinieri. E però impossibile tacere tutto il nostro sdegno ed il nostro sconforto, perché è dura farsi una ragione di una cosa che produrrà danni alle persone: ai cittadini, perché il servizio reso loro peggiorerà; alla stessa struttura del sistema sicurezza, perché sconvolgerà un equilibrio e depaupererà un patrimonio che ci deriva storicamente proprio dalla diversità delle Forze in campo; a chi serve lo Stato tanto nella Forestale che nell’Arma dei Carabinieri, a causa di una assurda ed impossibile mescolanza che deriverà dall’obbligo di arruolamento per personale civile fra i militari. Un delirio, un’intollerabile compromissione dei diritti acquisiti dopo anni di lotte per una democratizzazione che non po’ tollerare marce indietro. Ecco perché quel ‘farsi una ragione’ suona francamente insostenibile”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna sul progetto di accorpamento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, a seguito dell’audizione del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, sul dlgs Forestali nelle Commissioni riunite Affari costituzionali e Difesa alla Camera. “Se il governo decide per l’accorpamento della Forestale ai Carabinieri ce ne facciamo una ragione ma ribadisco l’accorpamento alla Polizia di Stato che qualcuno avrebbe preferito avrebbe comportato criticità ancora maggiori” ha detto Gabrielli. E ancora: “Se fosse dipeso da me non l’avrei accorpato…”, e poi: “La scelta tra assetto monistico e pluralistico ricorre ciclicamente. E costantemente il dilemma è stato sciolto in favore della seconda opzione. Il pluralismo ha rappresentato una ricchezza del nostro sistema… Il tema oggi dunque non è quello di accorpare ma di coordinare al meglio le varie forze di polizia”.“Sarebbe assurdo ed impensabile non tenere nel giusto conto il punto di vista della maggiore Autorità del Paese in tema di sicurezza – insiste Maccari -, e tirare avanti infischiandosene del parere del Capo della Polizia smaschererebbe il bluff di una democrazia di carta pronta ad essere spazzata via al primo colpo di vento da un autoritarismo odioso e anacronistico. E comunque, in aggiunta e, anzi, al di là delle scelte che rispondono a criteri ‘di ragioneria’ – conclude Maccari -,dobbiamo ribadire a gran voce che qui in ballo ci sono i diritti di persone che hanno un nome ed un cognome, e non possono essere rappresentati con dei meri numeretti come nella peggiore delle immagini che la nostra storia ci ha lasciato impresse nella memoria”.

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Forestale, il Coisp ancora contro l’accorpamento nell’Arma dei Carabinieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2016

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“Certamente diciamo sì all’efficienza, sì al taglio degli sprechi. Ma mai e poi mai diremo sì al sacrificio dell’eredità di professionalità e competenze che gli uomini e le donne dei vari Corpi che operano nello Stato hanno messo insieme con anni e anni di sacrifici. E meno che mai potremo acconsentire che si calpestino le libertà ed i diritti conquistati in un tempo ancor più lungo e sofferto, fra i quali la smilitarizzazione rappresenta il diamante più prezioso. Ci battiamo da mesi per dire che il risultato contabile non si può in alcun caso raggiungere con operazioni che rappresentano un gravissimo abuso sui lavoratori. Sappiamo che non siamo i soli a pensarla così, ma oggi è sempre più raro sentire qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno senza badare all’opportunità politica di assumere determinate posizioni, anche se si tratta di posizioni in difesa dell’identità, dell’integrità e della professionalità dei più fedeli Servitori dello Stato. Franco Gabrielli lo ha fatto, con ciò confermando ulteriormente l’immagine di assoluta affidabilità che ci ha dato fin da subito. E lo ha fatto su un argomento spinoso quanto fondamentale:l’ipotesi dell’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri, che di fatto concretizza una pericolosissima deriva militarista nell’epoca in cui il mondo intero viaggia nella direzione opposta”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, torna a intervenire contro il progetto di accorpare il Corpo Forestale dello Stato con l’Arma dei Carabinieri, e ribadisce i concetti sostenuti in ogni modo da mesi dal Sindacato Indipendente di Polizia esprimendo, inoltre, il massimo apprezzamento per le affermazioni del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che a proposito della norma della legge Madia che prevede l’accorpamento ha commentato: “Credo che non sia stata una scelta felice, la rispettiamo, ma credo che la forza del nostro sistema sia nella diversità che si fa sintesi, non nelle acritiche, ragionieristiche operazioni di fusione. Quando ero giovane anche io pensavo che fosse economicamente più redditizio fare semplificazioni, ragionieristicamente è perfetto, ma si perde di vista che dietro ogni organizzazione, ogni storia, ci sono dei vissuti e dei saperi. Nel nostro paese la pluralità delle forze di polizia non è un elemento di inciampo, una sottrazione di risorse o un appesantimento del sistema, ma semplicemente una risorsa”. “Quasi un anno fa – insiste Maccari – abbiamo protestato che tornare all’obbligo di arruolamento militare di personale civile con un salto indietro nel tempo di 100 anni è un colpo di mano che attenta, con concreta durezza, ad un processo di democratizzazione conquistato con il sacrificio e la volontà di uomini e donne che ci hanno preceduto ed hanno avuto la forza di ottenere ciò che davvero la collettività voleva. Imporre oggi nuovamente una volontà di pochi calata dall’alto e diametralmente opposta a quella dei cittadini che si dovrebbero governare nel loro stesso nome rasenta, anzi rappresenta un tradimento gravissimo della funzione di chi svolge ruoli che dovrebbero essere di pubblico servizio. Oggi ripetiamo queste parole con ancora maggiore convinzione, consci come siamo che non è concepibile imporre lo stile di vita personale e professionale di tipo militare a chi militare non è e non vuole essere. Non si può radere al suolo un Corpo come la Forestale e rimescolarne le macerie in un altro Corpo che ha struttura ed organizzazione e modalità operative diverse, perché ciò significherebbe, nei fatti, depauperare un patrimonio di professionalità e competenze di cui un Paese come l’Italia con la sua conformazione e le sue tradizioni non può fare a meno da una parte, ed incidere fortemente anche sulla struttura della stessa Arma dall’altra parte. Imporre la coesistenza fra militari e non militari non farà che creare enormi problemi ad entrambi, con relative enormi problematiche di gestione dello personale. E’ clamorosamente evidente che, ancora una volta, di fronte alle necessità economiche, ai problemi ed alle inefficienze createsi nel tempo a causa soprattutto dell’incompetenza e delle scelte sbagliate della politica, si vogliono applicare soluzioni ancor più sbagliate il cui prezzo ricadrà sulla qualità e sul livello di tutela che si garantiscono ai cittadini, e oltre tutto con l’ennesimo grave abuso su migliaia di onesti e leali lavoratori dello Stato”.
“Ci sembra quasi impossibile, perché non ci siamo più abituati da troppo tempo – conclude Maccari -, che il Capo della Polizia abbia avuto l’onestà intellettuale di chiarire pubblicamente la propria contrarietà a questo folle progetto contrariando l’attuale squadra di Governo che pretende solo posizioni perfettamente allineate. Quella di Gabrielli è una posizione motivata, fondata e massimamente autorevole. Ma siamo certi che anche chi non gode della sua altissima preparazione in materia possa arrivare a comprendere con una certa facilità quanto inopportuno possa essere pensare di imporre a migliaia di lavoratori civili di diventare magicamente militari, e come sia prevedibile che la maggior parte di loro, per non dire tutti, non ci staranno senza colpo ferire”.

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Accorpamento Municipi capitolini

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

Prenestino e Alessandrino. Garbatella e Eur. Parioli e piazza Bologna. Centro e Prati. Questi saranno i nuovi Municipi che verranno fuori dall’accorpamento di quelli noti, secondo rumors trapelati dal Campidoglio. “La Commissione Comunale preposta ci faccia sapere quale obiettivo si vuole raggiungere e gli interessi che ci sono dietro – tuona Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori – Spero che questa scelta vada incontro alle esigenze della cittadinanza e non la mortifichi, come purtroppo temo, in quanto unire Municipi senza criterio, né dare la priorità all’accorpamento di quelli che si trovano sulle direttrici commerciali, possa avere effetti deleteri.” L’esponente laziale del partito presieduto da Antonio Di Pietro non nasconde un suo sospetto: “Visto che questo accorpamento sta avvenendo nel silenzio totale, ho il timore che tale opera nasconda interessi dell’amministrazione poco chiari e non del tutto leciti”.

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Lombardia, si risparmia sui malati rari

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2010

In questi  giorni viene confermata dalla  Direzione Generale dell’Ospedale  Salvini di Garbagnate  Milanese l’inglobamento del reparto di chirurgia vascolare all’interno dei locali di ortopedia. Questo comporterà un significativo ridimensionamento del reparto Below, diretto dal Prof. Raoul Mattassi, dipartimento di eccellenza in Italia e nel mondo per il trattamento dell’angiodisplasia, malattia rara grave ed invalidante.  Ogni anno il reparto Below prende in cura centinaia di malati provenienti da tutta Italia e dall’estero, per sottoporli ad interventi di chirurgia vascolare altamente specializzati. Il reparto, fondato nel 1992 grazie al pregevole apporto di specialisti internazionali, ha  consolidato tecniche e conoscenze rinomate a livello mondiale. L’accorpamento nel reparto ortopedico provocherà disagi che porteranno all’annullamento del lavoro svolto negli ultimi dieci anni: i letti saranno ridotti ad un totale di 15, i bagni saranno promiscui tra uomini e donne e le barriere architettoniche esistenti non consentiranno il passaggio delle carrozzine.  Il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato: <<Sembra impossibile che l’Assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, per risparmiare sullo stipendio di poche unità di infermieri, faccia morire un’area di rilevanza sovranazionale e di importanza fondamentale per numerosi pazienti quale il Below di Garbagnate Milanese. Dopo le rassicurazioni di Roberto Formigoni,  che in una lettera inviata il 22 aprile 2010  ad alcuni malati di angiodispasia  affermava che – non è previsto alcun ridimensionamento del reparto, bensì una sua  riorganizzazione logistica- , ora le indicazioni sono di tutt’altro tenore. Ci auguriamo che il tanto decantato modello sanitario Lombardia  non vada a colpire e penalizzare i malati rari, ridimensionando uno dei centri di eccellenza  che in Italia è all’avanguardia per il trattamento della  angiodisplasia>>.

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Riduciamo il numero delle Province

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

“L’approvazione nel Consiglio dei Ministri del Codice delle Autonomie finalizzato al taglio degli enti inutili e allo sradicamento di oltre 45mila poltrone è senza dubbio positiva. Ora bisogna proseguire il lavoro almeno riducendo il numero delle province”. Così dichiara il Sen. Mario Mantovani, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture con delega all’edilizia abitativa e statale.  “In Italia 26 province hanno meno abitanti della sola città di Trieste. La città di Bologna supera ben 57 province sempre per numero di abitanti. Il Sindaco di Palermo amministra più cittadini dei presidenti di 87 province. Numeri che impongono – continua Mantovani – la necessità di procedere, seppur per gradi, ad una razionalizzazione e ad un progressivo accorpamento delle province minori se non proprio alla cancellazione. Non è tollerabile per esempio che ci siano realtà provinciali più piccole del Comune di Sesto San Giovanni”.  “Tale processo non annullerebbe le identità locali: sono i Comuni i veri presidi della storia e delle tradizioni della nostra gente. Piuttosto –prosegue Mantovani- si avvierebbe un poderoso abbattimento delle spese: con il solo accorpamento delle province minori si otterrebbe un risparmio calcolabile intorno ai 10 miliardi di euro. Per esempio, la costituzione di ogni ente provinciale porta con sé anche l’istituzione del Comando dei Carabinieri e quello dei Vigili del Fuoco, della polizia e della guardia forestale, l’ufficio delle entrate e quello del registro, la Prefettura, la Questura, il Provveditorato agli studi, le sovrintendenze e così via, realtà che verrebbero invece razionalizzate, con un notevole risparmio per le casse dello Stato”.  “Gli Italiani ci chiedono di ridurre la macchina burocratica a favore di uno Stato moderno e produttivo e per questo –conclude Mantovani- occorre procedere senza indugi verso la strada della semplificazione, del risparmio e dell’efficienza”.

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La Salute avrà di nuovo un ministero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso maggio, prevede dunque l’istituzione del ministero della Salute scorporandolo dal super-dicastero del Welfare, che diventa ministero del Lavoro e della politiche sociali. Modificando la legge del 2008 che aveva previsto l’accorpamento, il Ddl all’inizio dell’iter parlamentare fissa a 13 il numero dei ministri e a non più di 63 il totale dei componenti del Governo, compresi ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari di Stato. Tre nuovi componenti dovrebbero fare l’ingresso nell’esecutivo rispetto agli attuali 60. Questo comporterà una spesa complessiva annua di 920 mila euro circa, per gli stipendi dei membri aggiuntivi del Governo.  Al nuovo ministero della Salute saranno ovviamente trasferite le funzioni, con le relative risorse finanziarie, strumentali e di personale, ora attribuite al Welfare. Considerando che i due dicasteri erano stati accorpati per ‘snellire’ il Governo e realizzare risparmi, il Ddl prevede che, entro due mesi dall’entrata in vigore, un decreto del ministro del Lavoro di concerto con il collega dell’Economia individui “gli ambiti e i modelli organizzativi volti a realizzare sinergie e conseguire risparmi”. Si ritiene inoltre necessario, pur nelle specificità organizzative, “il coordinamento e l’integrazione di alcune aree”. Da queste sinergie si stima di ottenere risparmi per 100 milioni di euro nel triennio 2010-2012. Sul provvedimento esprimerà il parere la Commissione Sanità di Palazzo Madama, che comincerà l’esame martedì.

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Una sola forza di polizia. Chi non la vuole?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

In merito alle dichiarazioni del Ministro della difesa Ignazio LA RUSSA su clandestini, ronde e forze di polizia, Carmine Abagnale,  consigliere comunale di Milano e responsabile del dipartimento sicurezza del PDL in Lombardia, mentre concorda con la necessità di avere un atteggiamento più duro nei confronti dei clandestini e sulla possibilità della istituzione regolamentata delle “ronde”,  invita il Ministro della difesa a  meglio valutare l’ipotesi di un accorpamento delle Forze di Polizia.  Infatti – afferma Abagnale – la unificazione delle maggiori forze di polizia, innegabilmente consentirebbe un recupero di uomini, mezzi, strutture e denaro che, soprattutto in questo momento, servirebbe da ossigeno all’economia italiana ed a tutti i progetti tesi a garantire maggiore sicurezza ai cittadini.  Si pensi al risparmio sugli affitti delle strutture, continua Abagnale. Si pensi al recupero degli uomini  dei corpi di guardia. Si pensi alle squadre operative che diventerebbero delle vere e proprie task force. Si pensi ad una sola gestione della polizia scientifica. Si pensi a tutti i contratti di casermaggio e di tante altre cose che, in caso di unica forza, farebbero ridurre le spese all’osso.  E’da tempo che svolgo  una indagine conoscitiva sul progetto e sono in grado, anche perché ho oltre 35 anni di esperienza di polizia,  di affermare che, oltre al risparmio in termini di enormi quantità di denaro ( si pensi al costo di una intera finanziaria) vi sarebbe – ed è questa la novità – uno spirito di operatività maggiore  perché l’unificazione viene vista nel migliore dei modi dalla base di tutte le forze di Polizia.  E’ necessario – continua  Abagnale –  che il ministro LA RUSSA valuti bene certe affermazioni e sul problema si possa aprire una serena discussione dove ognuno dia il proprio disinteressato contributo. E’comprensibile che, come Ministro della Difesa, debba necessariamente prendere le parti dei Carabinieri. Ma è altrettanto vero che nessuno vuole l’abolizione dell’Arma dei Carabinieri che, almeno una parte, troverebbe idonea collocazione proprio all’interno delle Forze Armate.   Il volere mantenere a tutti i costi – conclude Abagnale – la presenza di cinque e piu’ polizie, oltre ai costi esorbitanti, potrebbe far pensare soltanto a motivazioni che nulla hanno a che vedere con la efficienza dell’apparato sicurezza. E’ chiaro ed evidente che  il Ministro della Difesa ha paura che tra le  varie forze di polizia ci possa essere qualcuna debole e mal messa che possa trascinare anche le altre nel vortice di una unificazione. Ma cosi’ non è perché basta poco  per garantire una maggiore efficienza e funzionalità. E, tra l’altro, l’unificazione consentirebbe anche di chiarire definitivamente la funzione di Prefetto e Questore, garantendo  solo a quest’ultimo la qualifica di Autorità di Provinciale di pubblica sicurezza in modo che si possa dar luogo alla riduzione delle Prefetture sul territorio cosi’ come vuole una Legge dello Stato.

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Referendum elettorale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2009

Il Partito Pensionati ritiene profondamente sbagliato non accorpare il referendum elettorale con le elezioni amministrative ed europee e spendere oltre 400 milioni di euro in questo momento è veramente grave, oltre che inopportuno. – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo FATUZZO – Milioni di pensionati vivono di stenti, tantissimi cittadini hanno perso il lavoro, i Comuni non ce la fanno più a far fronte alle richieste di aiuto di singoli e famiglie e diventa veramente difficile comprendere le ragioni e le giustificazioni per le quali non si attua l’election day. La democrazia è il rispetto soprattutto dei cittadini e, credo – ha concluso FATUZZO – che spendere una somma colossale in un momento di grave crisi indispettisca milioni di italiani ed è un’offesa a chi deve rinunciare non solo al superfluo ma anche al necessario.

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Referendum : Porfidia, Vergognoso il ricatto della Lega

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

“Considero un grave danno per il paese il mancato accorpamento della data del referendum con le elezioni europee” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia che aggiunge “Indipendentemente dalla cifra esatta che alla fine verrà a costare lo slittamento del referendum, registriamo che il Governo è per ammissione del suo stesso leader sotto ricatto politico della Lega. Tenendo conto della particolare situazione economica in cui versa il paese e la richiesta di fondi che proviene dal cuore ferito dell’Italia il ricatto della Lega, che costerà agli italiani diverse centinaia di milioni di euro è un atto grave e vergognoso da condannare senza appello. Chiediamo dunque al Governo – conclude Porfidia – se ritiene giusto e onorevole che per aver ceduto ad un ricatto politico vengano meno dei soldi che sarebbero serviti per la ricostruzione dell’Abruzzo e per aiutare le famiglie a basso reddito ad affrontare la difficile contingenza economica“

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Fatuzzo: accorpiamo il referendum

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2009

La crisi economica si sta aggravando sempre di più – ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati , Carlo FATUZZO – e la chiusura di industrie, attività produttive in genere, esercizi commerciali ecc.ecc. è oramai cronaca quotidiana   e la conseguenza è la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.  Sono sempre più gli italiani che hanno gravi difficoltà economiche e tanti  sono in condizioni di povertà estrema. Mentre non si riesce varare una forte politica di sostegno alle famiglie – ha sottolineato il segretario del Partito Pensionati – mentre le pensioni diventano sempre più da fame , indire il referendum sulla legge elettorale il 14 giugno, con una spesa di oltre 400 milioni di euro, una settimana dopo le elezioni amministrative e politiche , è veramente uno  spreco ed uno schiaffo alla miseria e tale costo, rappresenta circa il doppio della somma  stanziata per la “social card” .  A giudizio del Partito Pensionati – ha concluso FATUZZO –  una somma così ingente, può essere  facilmente risparmiata  , attuando “l’election day”, accorpando il referendum con le  elezioni europee ed amministrative ed i soldi risparmiati potrebbero essere destinati  ad abbattere le rette delle case di riposo  o ad aumentare gli importi previsti per i detentori di “social card”.

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