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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘acido ialuronico’

Acido ialuronico di ultima generazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

Abano Terme. abano termeIl Center for Devices and Radiological Health (CDRH) dell’FDA ha approvato la domanda di commercializzazione per Hymovis di Fidia Farmaceutici, per la terapia intra-articolare dell’artrosi a base di acido ialuronico, ingegnerizzato in funzione della maggiore permanenza in articolazione. Lo rende noto l’azienda, che è leader a livello mondiale nella ricerca, sviluppo e produzione di prodotti a base di acido ialuronico.Il via libera dell’ente regolatorio statunitense consentirà a Fidia Farmaceutici di acquisire un’ulteriore quota nel più importante e innovativo mercato farmaceutico mondiale, che conta un giro d’affari di circa 1 miliardo e duecento mila dollari nel settore della viscosupplementazione, pari al 68% di quello globale (che ammonta a circa 1,7 miliardi).“L’approvazione FDA di Hymovis rappresenta per noi un grande successo non solo in termini di ampliamento e consolidamento della presenza del Gruppo negli Stati Uniti, dove operiamo con Fidia Pharma USA, ma soprattutto come riconoscimento a livello internazionale della qualità della ricerca e dei prodotti ‘made in Italy’ a marchio Fidia” afferma Giorgio Foresti, CEO dell’azienda basata ad Abano Terme (Padova). “In vista della crescente internazionalizzazione di Fidia Farmaceutici – prosegue Foresti – esistono tutte le premesse per nuovi progetti di business anche oltreoceano, che ci consentiranno di ‘esportare’ in tutto il mondo ricerca e know-how tecnologico e biotecnologico proprie della nostra holding P&R, affermando al contempo, a livello internazionale, l’eccellenza Italiana di Fidia nel campo dell’acido ialuronico e dei trattamenti in ambito osteoarticolare”.
La terapia intra-articolare dell’artrosi con acido ialuronico, Hymovis, nato con il solo scopo di diminuire la sintomatologia dolorosa, si è poi dimostrato efficace sia a livello terapeutico sia a livello preventivo grazie alle sue spiccate proprietà viscoelastiche espresse in una particolare struttura chimica a reticolo mobile che sfrutta la tecnologia MO.RE.® sviluppata da Fidia Farmaceutici. Grazie a questa tecnologia la molecola recupera la sua struttura originaria anche dopo ripetuti stress meccanici permanendo nell’articolazione fino a 28 giorni.

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I distretti difficili, una sfida per la medicina estetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

botulinoIl distretto difficile per eccellenza è la regione peri-orbitaria, cioè l’area intorno all’occhio la zona delle occhiaie, la zona del margine dell’occhio e della palpebra, la zona del sopracciglio. Il sopracciglio è una zona molto mobile, che può essere aiutata sicuramente dalla tossina botulinica; quando questa non è più sufficiente è necessario però intervenire con i filler di sospensione, i filler di acido ialuronico o di idrossiapatite di calcio. Infine è possibile ricorrere anche alla correzione chirurgica.Per quello che riguarda le occhiaie, queste sono sempre state un challenge per il medico estetico perché quest’area non è facile da trattare, ma anche perché è una zona che si edemizza molto facilmente. Di conseguenza, se non si usa un prodotto adatto, è facile che si sviluppi facilmente un edema (primo tra tutti con l’acido ialuronico). Le sostanze che abbiamo a disposizione per correggere questa regione non sono moltissime: acido ialuronico, idrossiapatite di calcio, policaprolattone, carbossimetilcellulosa. Adesso sta tornando di moda anche l’agarosio, una sostanza uscita qualche anno fa. Il successo della correzione, in particolare in quest’area, è molto una questione di tecnica e soprattutto di corrette indicazioni. La soluzione per le occhiaie va ritagliata su misura in base alle caratteristiche del paziente e sarà naturalmente diversa per chi ha le occhiaie con la pelle sottile, quelle con la pelle spessa, le occhiaie con gli occhi gonfi e le borse. Quindi, come sempre in medicina estetica, prima di fare un trattamento, è necessario studiare bene il paziente, porre una corretta diagnosi. Perché le occhiaie possono essere dovute a numerosi fattori: un legamento orbitario troppo corto, o dalle borse che iniziano ad essere preminenti, o dalla cute scura, dalla pelle molto sottile che lascia vedere in trasparenza un vaso, o da una pelle spessa con un legamento molto tirato. Le cause delle occhiaie sono quindi moltissime e, a seconda del fattore preponderante, si andrà a scegliere il prodotto e la tecnica più giusta. E’ fondamentale un’approfondita conoscenza del distretto da un punto di vista anatomico.La regione delle tempie, veniva trascurata fino a qualche tempo fa. Ma oggi non più. Una tempia incavata conferisce infatti un aspetto ‘vecchieggiante’. Anche in questo caso, non esiste un’unica tecnica di correzione o il prodotto migliore; la chiave del successo è solo lo studio approfondito del soggetto in rapporto all’origine dell’inestetismo.
Sono diverse le possibilità di trattamento. Si può riempire in profondità, tra osso e muscolo temporale, o tra muscolo temporale e la pelle. Se oltre a questa depressione ci sono delle vene evidenti, se la pelle è sottile bisogna stare attenti, ma se la pelle non è sottile si può tranquillamente riempire in superficie in modo che si scolli un po’ la pelle dal vaso e il vaso si mimetizzi un po’. Linea mandibolare (i cosiddetti ‘bargigli’). Anche questa è una zona difficile. In genere sono due gli errori che fanno spesso a questo livello. Il primo è di tentare di correggere i bargigli con il filler, che non sono indicati in questa regione perché il bargiglio non è una depressione, non è una ruga, ma una zona in cui il tessuto si accumula perché qui c’è un legamento, al di sotto del quale il tessuto non ‘scivola’, si blocca, altrimenti il mento comincerebbe pian piano ad allungarsi. Il riempimento quindi rappresenta una sorta di camouflage, più che una correzione vera e propria. Ma oltre un certo livello questo camuffamento non funziona più, quindi è inutile continuare a riempire quando il bargiglio è troppo grande. E’ necessario semmai rimodulare tutto il bordo mandibolare e tra l’altro deve essere fatto in associazione ad un rimodellamento della zona zigomatica è prezigomatica, cioè tra il naso e lo zigomo. Ma questo non significa, come pensano alcuni, riuscire a tirare su il bargiglio riempendo gli zigomi. A volte i pazienti che lo chiedono; ma bisogna essere bravi a dire no. Altrimenti si cade nell’eccesso e nel conseguente inestetismo di alcuni famosi personaggi del mondo dello spettacolo o della televisione.La correzione medica del collo, continua ad essere un problema. Le tecniche chirurgiche sono certamente molto efficaci ma, grazie a nuove metodologie che continuano a dare conferme sia sulla bontà dei prodotti sia sull’affinamento delle metodiche di utilizzo, si cominciano ad ottenere discreti risultati, anche in ambito di medicina estetica.
Certo il collo va trattato tempestivamente, senza aspettare che diventi cadente. E’ necessario sottoporlo ad una buona manutenzione, alla base della quale c’è sicuramente una buona idratazione della cute. Questo implica il ricorso alla biostimolazione, all’acido ialuronico, al plasma arricchito in piastrine (PRP) che, analogamente alle cellule staminali del tessuto adiposo, rappresenta la più grossa novità in medicina estetica ormai da qualche anno a questa parte. E quest’anno in particolare al congresso della SIME saranno presentati dei risultati decisamente importanti sia sul viso che sul collo. Dopo essere riusciti a garantire e mantenere un buon il trofismo cutaneo a livello del collo, si può passare al trattamento con i fili (il cosiddetto soft lift), sia quelli di sospensione, che di biostimolazione, quali quelli in polidiossanone (PDO). Questi fili provocano produzione di collagene tale da ridare un po’ di spessore alla pelle; vengono usati in particolare quando la pelle è molto sottile. Con i fili di sospensione si riescono ad ottenere dei risultati discreti che durano circa 6 mesi – un anno. Anche i costi sono contenuti e nel range di quelli della medicina estetica. I fili costano infatti 200-300 euro l’uno e per il collo se ne usano 2-3 per il collo.

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Acido ialuronico in dermatologia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2015

Cacido-ialuronico-funzionaon oltre 50 anni di storia alle spalle l’acido ialuronico resta ancora oggi una molecola innovativa che, per le sue caratteristiche di biocompatibiltà, biodegradabilità ed elevato profilo di sicurezza si presta a molteplici usi, dal trattamento di ferite gravi come ulcere, piaghe, piede diabetico, alla dermatologia clinica e, per finire, alle enormi potenzialità rigenerative e riempitive in ambito estetico. L’acido ialuronico sarà proprio al centro del dibattito del workshop organizzato da Fidia Farmaceutici, dal titolo “Dalla ruga alla piaga: attualità e trasversalità di utilizzo dell’acido ialuronico”, in occasione della prima edizione del Congresso Dermocosm Vita Cutis, promosso da Cosmofarma Exhibition 2015 al via da oggi a Bologna, cui prenderanno parte in veste di relatori la Dottoressa Adele Sparavigna, dermatologa, e il dottor Stefano Gasperini, medico e chirurgo.Il processo di invecchiamento della cute dipende da una serie di modificazioni strutturali che hanno origine prevalentemente nel derma, ove si assiste ad una progressiva riduzione di collagene ed elastina e ad una contrazione significativa del tessuto connettivo, costituito principalmente da acido ialuronico (HA). Ciò contribuisce alla comparsa di fragilità ed inestetismi cutanei ma, se all’invecchiamento si associano patologie concomitanti come diabete e obesità, sale la probabilità di sviluppare lesioni e ferite difficili ad elevato rischio di infezione, come piaghe da decubito, ulcere, piede diabetico, che richiedono un approccio terapeutico ad hoc. La scarsa tendenza alla guarigione – parlando di ulcere, il 20% resta aperta dopo 2 anni e l’1,8% delle stesse non risultano guarite dopo 5 anni – e l’alto tasso di recidive (oltre il 60%), determinano un ulteriore aggravamento del problema per le impli­cazioni sia cliniche che sociali.Ne deriva che l’impegno diagnostico e terapeutico richiesto per la gestione di tali patologie risulta piuttosto gravoso, senza contare il considerevole impatto sulla qualità della vita dei pazienti provocato da dolore, ridotta mobilità e produttività, nonché dal dispendio economico.“Oggi però esistono opzioni terapeutiche risolutive a base di acido ialuronico che agiscono sulle lesioni cutanee croniche poiché stimolano la riparazione e la ristrutturazione cutanea e favoriscono la rimarginazione di lesioni, non solo di quelle superficiali. In particolare, le formule topiche a basso peso molecolare (HA 200 kDa), svolgono un ruolo ulteriore di difesa poiché contribuiscono alla proliferazione della defensina, un antimicotico naturale che permette di aumentare le difese endogene[1]. Se inoltre questa formulazione dell’acido ialuronico viene associata a sulfadiazina argentica, i tempi di guarigione si riducono ulteriormente rispetto al solo utilizzo di quest’ultima” – spiega Adele Sparavigna, DermIng, Istituto di Ricerche Cliniche e Bio-Ingegneria – “Considerando le molteplici indicazioni d’uso dell’HA, che a seconda del peso molecolare si lega a recettori specifici svolgendo un ruolo chiave in numerosi processi della fisiologia cutanea, il ruolo del farmacista si rivela fondamentale nel guidare la scelta del paziente verso il prodotto più appropriato e, eventualmente, indirizzandolo ad una visita specialistica qualora non si sia reso conto dell’effettiva gravità delle lesioni o del rischio di infezione che ne può seguire.”Per quanto attiene al processo riparativo, sia che si tratti di “correggere” una ruga, sia che si tratti di guarire una piaga, l’ambiente umido nella riparazione tessutale ricopre un ruolo chiave, come spiega il Dottor Stefano Gasperini: “Quale ‘idroregolatore’ per eccellenza, oggi riconosciamo l’assoluta indispensabilità dell’acido ialuronico verso la guarigione. Le cellule fondamentali cutanee, i cheratinociti, ne sono totalmente contornati. Ma in presenza di una lesione, sia lieve che grave, il cheratinocita migra poiché non correttamente idratato. Se lui “non funziona”, il processo riparativo non avviene, ed è qui che agisce l’acido ialuronico, in tutte le sue molteplici formulazioni”.In qualità di azienda italiana leader a livello mondiale nella ricerca, sviluppo e produzione di prodotti a base di acido ialuronico, Fidia Farmaceutici non poteva mancare a questo importante appuntamento.
“L’acido ialuronico è una molecola dalle proprietà eccellenti, ma è importante sottolineare che il suo impiego non può e non deve essere limitato al settore dermocosmetico. Si tratta di un prodotto altamente versatile in grado di riparare anche i tessuti gravemente danneggiati a causa di lesioni o patologie croniche anche debilitanti. In oltre 50 anni dal lancio del primo prodotto in assoluto a base di acido ialuronico frutto della ricerca di Fidia Farmaceutici, l’Azienda ha sviluppato un expertise di eccellenza che le ha permesso di realizzare prodotti a base di acido ialuronico specifici, efficaci e di qualità, che l’hanno portata ad essere riconosciuta in Italia come all’estero azienda leader nel settore” conclude Giorgio Foresti, Amministratore delegato di Fidia a margine del congresso Dermocosm Vita Cutis.

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Allerta sull’acido ialuronico contraffatto

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 dicembre 2014

acido-ialuronico-funzionaL’allerta arriva direttamente dal Ministero della Salute: sul mercato italiano potrebbe essere stato immesso un filler riassorbibile a base di acido ialuronico contraffatto, proveniente dalla Cina. «Si tratta di una contraffazione del prodotto originale Juvederm Ultra 4, marcato CE a nome della ditta Allergan Industrie Sas – dice Pierfrancesco Cirillo, segretario dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) -. Per verificare se il prodotto è o meno quello contraffatto, il Ministero invita a controllare il numero di lotto (quello sospetto è il #S30LA30262) e la dicitura sulla confezione esterna, dove è riportato “Science of Erjuvenation” al posto dell’originale “Science of Rejuvenation”. L’importatore dovrebbe essere la Qufu Hantang Biological Co. Ltd, con sede in Cina. L’invito, per chiunque riconosca il prodotto contraffatto, è di non utilizzarlo o di sospendere immediatamente l’utilizzo».I filler riassorbibili, utilizzati per attenuare i segni di invecchiamento del volto o per correggere lievi inestetismi del corpo, risultano i trattamenti di medicina estetica più praticati in Italia. L’acido ialuronico poi è il più praticato in assoluto, con 290mila trattamenti eseguiti nel 2013, circa 800 al giorno, secondo l’indagine condotta da Aicpe.«Purtroppo anche in questo settore i prodotti contraffatti costituiscono una realtà ed è necessario che sia i medici, sia i pazienti prestino la massima attenzione» afferma Emanuele Bartoletti, consigliere Aicpe e segretario della Società Italiana Medicina Estetica (Sime). Le raccomandazioni per il paziente di medicina estetica sono, anzitutto, di rivolgersi a un medico che abbia competenza in materia: «Le cosidette “punturine”, di solito di acido ialuronico o botulino, si possono eseguire in ambulatorio e non richiedono un periodo di convalescenza – spiega Bartoletti -. Spesso si pensa che, trattandosi di interventi che si eseguono in ambulatorio ed i materiali iniettati sono riassorbibili, ossia con una durata limitata nel tempo, non possano provocare danni troppo seri: niente di più sbagliato. I danni da medicina estetica, se praticati da mani inesperte e con prodotti di scarsa qualità, possono essere molto seri, comparire anche a distanza di mesi e in molti casi sono irreversibili. Importante è verificare che il medico a cui ci si rivolge abbia una competenza in medicina estetica e che sia un professionista serio. Attenzione alle offerte low cost e ai “prendi due paga uno”: se il prezzo è troppo basso a rimetterci è quasi sicuramente la sicurezza del paziente. Inoltre bisogna sempre chiedere al medico il tagli andino del prodotto che è stato iniettato, dove sono riportati numero di serie, lotto, data, sede di produzione e data di scadenza».
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi e di tutela.

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Tumori: nano particelle intelligenti

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Mercogliano ( AV) Martedì 19 Luglio – ore 11 e 30 Centro di Ricerche Oncologiche in conferenza stampa sarà illustrato il nuovo brevetto facendo vedere dal vivo le nano particelle intelligenti con estratti di uva, in grado di colpire direttamente il tumore senza danneggiare gli organi vitali. Queste nanoparticelle sono in sostanza un piccolo gomitolo di Acido Ialuronico con dei bracci che servono per iniettare il farmaco con precisione chirurgica e senza danneggiare la parte sana del corpo. Due le novità: la veicolazione e l’uso del resveratrolo estratto delle bucce di uva” . Lo ha affermato il professore Rosario Vincenzo Iaffaioli, Vice-presidente ASMO e primario di oncologia presso l’Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori G. Pascale di Napoli che ha progettato e brevettato con il suo team la straordinaria invenzione. “Queste nanoparticelle deputate alla veicolazione di chemioterapici e sostanze naturali antiossidanti ad azione chemiopreventiva ed antitumorale – ha affermato Iaffaioli – sono dei vettori non virali, non tossici per l’organismo, biodegradabili e dotati di intelligenza : come dimostrato da studi preliminari in vitro e su modelli animali, le nanoparticelle cariche di farmaco si accumulano in maniera massiva nel tumore risparmiando altri organi vitali come il cuore, i polmoni, il midollo osseo che sono, invece, targets collaterali dei più comuni farmaci utilizzati routinariamente in clinica”. L’obiettivo è salvaguardare la qualità della vita dei malati ma non solo.

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Plasma nella cura delle occhiaie

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

via Flickr”]wrinkled smoky face

Le occhiaie corrispondono ad una patologia mista della regione sub-orbitale in relazione con la delicatezza e l’irregolarità della superficie della pelle a questo livello, con bavelle venose rilevanti, depositi di emosiderina e un eccesso di melanina. Il loro trattamento è difficile e raramente ottimale. Ipeelings TCA e Amelan si associano spesso ad un fenomeno di «rebound» dopo uno schiarimento transitorio; i laser frazionati hanno un migliore risultato sulle piccole rughe, piuttosto che sulle occhiaie. Quanto all’acido ialuronico, la sua utilizzazione raggiunge di rado l’effetto sperato, sia per l’edema locale o l’effetto di Tyndal, che può provocare se è del tipo reticolato, sia per la breve durata della sua efficacia, quando é del tipo non reticolato. In occasione di un recente studio sull’effetto del Plasma Ricco di Piastrine (PRP), nel trattamento delle spiegazzate e delle piccole rughe sotto-orbitali, abbiamo potuto constatare dei risultati globalmente medi. Di contro, la maggior parte dei pazienti che presentavano in più delle rughette, delle occhiaie scure, hanno notato la loro attenuazione o scomparsa. Questa constatazione é ancora più interessante per il fatto che i risultati persistono oltre i sei mesi dall’intervento. Le piastrine iniettate riversano nella zona immediatamente circostante una trentina di fattori di crescita differenti, alcuni dei quali aventi un effetto chimio-tattico sulle cellule circolanti. L’effetto di questi fattori sullo schiarimento della pelle resta ipotetico, ma i risultati dimostrano chiaramente che esiste in questa procedura un fenomeno capace di modulare il colore della pelle. Nella nostra relazione descriviamo il protocollo terapeutico e lo illustreremo con alcuni esempi di casi trattati. (Dott. Luigi L. Polla, Dott. Michael Franz, Forever Laser Institut, Ginevra)

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Acido ialuronico per orecchie senza età

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2009

Anche il lobo vuole la sua parte. Inutile, o quasi, darsi da fare con lifting e biorivitalizzazioni del volto, se poi si trascura il lobo, pronto a rivelare impietosamente l’età dell’interessata. Ma anche in questo caso i medici estetici hanno pronta la soluzione. “Il lobo dell’orecchio – spiega il dottor Giuseppe Sito, Docente Scuola Internazionale di Medicina Estetica-Fondazione Internazionale Fatebenefratelli e Professore a Contratto II Università degli Studi di Napoli – è una plica cutanea, priva di scheletro cartilagineo, che si trova nella parte inferiore del padiglione auricolare. Nel lobo, il tessuto adiposo è particolarmente abbondante ma, con l’invecchiamento, va incontro ad atrofia, diventa più sottile e si allunga parzialmente dando un aspetto svuotato e marcatamente segnato di rughe a questa regione”. Il problema del lobo ‘avvizzito’ riguarda soprattutto le donne e, in particolare quelle che utilizzano da anni gli orecchini.  “Ringiovanire il lobo auricolare – spiega il dottor Sito – è possibile con l’utilizzo di acido ialuronico iniettabile; questo filler è infatti in grado di espandere il volume e distendere il lobo, donandogli così un aspetto più giovane”.    A livello del lobo inoltre, l’acido ialuronico ha una durata maggiore rispetto ad altre aree del volto, forse per la mancanza di movimenti muscolari in questa regione. L’acido ialuronico utilizzato per questi trattamenti si avvale dell’innovativa tecnologia CIS (Core In Shell), che ha permesso di sviluppare un gel bifasico con una parte centrale di acido ialuronico cross-linkato ed un “guscio” di ialuronico puro. In questo modo si è ottenuto un prodotto più facilmente iniettabile, più viscoso, dotato di ottima capacità volumizzante, a maggior durata e in grado di conferire un risultato più naturale e più omogeneo.  “Questa tecnica rappresenta una “chicca” nell’approccio medico estetico al ringiovanimento del volto – sostiene il Segretario generale della SIME Emanuele Bartoletti – – perchè rispetta, con la sua azione discreta ma efficace, i principi attuali della nostra disciplina che prevedono azioni soft che diano un risultato naturale e soprattutto completo su un volto che non deve più dimostrare anni in meno, ma esclusivamente portare bene la propria età”

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