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Posts Tagged ‘acne’

Un retinoide topico per l’acne del tronco

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Galderma ha annunciato la disponibilità in Italia di trifarotene 50 µg/g crema, il primo retinoide topico studiato specificamente per l’acne moderata sia del tronco (spalle, torace e dorso) che del volto, in pazienti a partire dai 12 anni di età.L’acne è una malattia cronica della pelle che colpisce in Europa circa 70 milioni di persone. L’acne non è assolutamente una cosa da ragazzi. Anzi, spesso e volentieri persiste anche oltre l’età adolescenziale, tanto che oltre 19 milioni di adulti, esattamente la metà degli italiani di età compresa tra i 15 e i 64 anni, sono potenzialmente a rischio; inoltre il 50% dei pazienti con acne del volto presenta anche lesioni al tronco. I più comuni effetti a lungo termine dell’acne sono la pigmentazione post-infiammatoria e le cicatrici, presenti in oltre il 40% dei pazienti. Trifarotene 50 µg/g crema è l’unico retinoide topico che si rivolge specificamente al recettore gamma dell’acido retinoico (RAR-Ƴ), il RAR più comune sulla cute, per contrastare i meccanismi che causano l’acne: agisce sulla cheratinizzazione dei follicoli, limita l’infiammazione e riduce la formazione di microcomedoni, i precursori delle lesioni dell’acne.

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Dermatologia – Cicatrici da acne: prevenire si può

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Secondo i dati dell’indagine conoscitiva sulle abitudini e sugli stili di vita degli adolescenti “Adolescenti e Stili di Vita” realizzata nell’anno scolastico 2018-19 dall’Associazione Laboratorio Adolescenza e dall’Istituto di ricerca IARD, su un campione nazionale rappresentativo di 2019 studenti frequentati la classe terza della scuola secondaria di primo grado (1027 maschi e 992 femmine), l’82,4% delle femmine e il 63,2% dei maschi afferma di avere problemi estetici legati ai “brufoli”. I brufoli, così viene chiamata l’acne dai ragazzi, rappresentano il più fastidioso problema estetico per la maggior parte dei ragazzi ma, nonostante ciò, viene poco curata a causa della persistenza del problema che spesso necessita di lunghi trattamenti per essere risolta.Ciò che purtroppo viene spesso trascurato è che l’acne grave, ma anche quella lieve se non opportunamente curata, può generare cicatrici permanenti che possono lasciare sulla pelle: depressioni crateriformi (cicatrici atrofiche) di variabile profondità e, soprattutto sul tronco, rilievi (cicatrici ipertrofiche) di diversa forma e dimensione. Curare l’acne e prevenire la comparsa di cicatrici è possibile, questo è il messaggio di un’iniziativa di sensibilizzazione Galderma “Hai mai pensato che l’acne possa lasciare il segno?” I ragazzi, spesso così parchi di parole, comunicano attraverso il corpo, in primis la faccia, il loro stato. E’ comprensibile quindi che una cicatrice sul volto possa diventare un vero disagio: se ogni altro corredo (trucco, tattoo, piercing ecc.…) è un atto volontario e libero, un’espressione creativa o un simbolo di appartenenza, la cicatrice, al contrario, è un segno “subito”, è ciò che resta di una ferita, una traccia del passato che non si può cancellare, al pari di una sofferenza o di un cattivo ricordo, rimasti impressi, nostro malgrado, nella memoria della pelle. Se poi la cicatrice è il residuo dell’acne, problema cutaneo già vissuto come deturpante e punitivo, va da sé che il disagio che porta si potenzia”. La comparsa delle cicatrici da acne è un fenomeno diffuso, come dimostrato dallo studio “Prevalence and Risk Factors of Acne Scarring Among Patients Consulting Dermatologists in the Unites States”, pubblicato nel 2017 su Journal of Drugs in Dermatology, che prevedeva la somministrazione di una survey a circa 2.000 pazienti negli studi di 120 dermatologi, che ne ha analizzato frequenza e gravità. Il 43% dei partecipanti presentava cicatrici atrofiche da acne, tra cui le cosiddette “cicatrici a colpi di punteruolo”. Secondo i dati raccolti, le persone con acne grave avevano una maggiore probabilità di sviluppare cicatrici, tanto che sono state riscontrate nel 77% dei casi di acne grave, confermando una forte correlazione tra la gravità dell’acne e la comparsa delle cicatrici. Le cicatrici da acne sono state però rilevate anche nel 51% dei casi di acne moderata e nel 28% di acne lieve o molto lieve.“L’acne viene spesso considerata come un transitorio e trascurabile problema estetico sia dai medici ma soprattutto dalle persone, che, come rilevato anche in questo studio, non ricorrono in maniera tempestiva a trattamenti efficaci, probabilmente in parte per l’ampia disponibilità di prodotti coadiuvanti dermocosmetici, ma anche per la credenza diffusa che l’acne sia una fase normale dell’età della crescita” continua Monfrecola. “Al contrario si tratta di una malattia molto complessa dal punto di vista patogenetico, che va assolutamente curata in ogni sua forma perché impatta marcatamente sulla tenuta psicologica di chi ne è affetto. Il primo motivo è che l’acne “si vede”, dato che colpisce con papule, pustole, noduli arrossati viso/scollatura e spalle di persone in fase adolescenziale/giovanile. Ma l’acne può interessare anche il tronco, sia petto che schiena, localizzazioni spesso trascurate dal medico dove i segni cicatriziali sono molto frequenti e marcati. L’acne deve essere curata con costanza e pazienza per lunghi anni tuttavia, anche sotto trattamento, tende ad avere recrudescenze che provocano frustrazione e scarsa aderenza ai consigli terapeutici. Infine, anche in fase di remissione le macchie rossastre o brune delle precedenti lesioni risultano ancora visibili. Solo trattamenti adatti e validati scientificamente, precoci e costanti possono evitare o limitare l’insorgenza di cicatrici deturpanti di viso e tronco”. ( fonte: https://jddonline.com/articles/dermatology/S1545961617P0097X/)

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Rivoluzione nel trattamento delle lesioni vascolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Acne rosacea, couperose, angioma piano, emangioma, teleangiectasie: si tratta di vere e proprie ferite, lesioni vascolari in grado di togliere il piacere di guardarsi allo specchio, costringendo all’utilizzo continuo di prodotto cosmetici a volte dannosi.A soffrire di rosacea – manifestazione cutanea che provoca rossore cronico – sono ben 45 milioni di persone nel mondo, di cui 3 solo in Italia, di norma con pelle sensibile e colori chiari; i sintomi compaiono intorno ai 30 anni ma l’età più comune si aggira intorno ai 50.I capillari e gli angiomi, lesioni benigne causate da una eccessiva dilatazione dei vasi localizzati nella parte superficiale della pelle, colpiscono il 2-3% dei nati a termine e sino al 22% dei prematuri.“La laserterapia – sottolinea il prof. Giuseppe Scarcella, specialista dermatologo a Verona, Responsabile Nazionale Dipartimento High Tech I.S.P.L.A.D. (International Society of Plastic – Regenerative and Oncologic Dermatology) – è considerata il trattamento di prima scelta nelle malformazioni capillari pure, efficace nelle localizzazioni sul viso e sul corpo; andrebbe preferibilmente iniziata nella prima infanzia per una migliore risposta terapeutica della cute trattata e per un vantaggio di tipo psicosociale sulla qualità di vita del paziente se precocemente trattato. Questo Laser vascolare, considerato il Gold Standard nel suo settore, è anche indicato nel trattamento di Eritrosi, Couperose, Rosacea e capillari dilatati delle gambe: patologie molto diffuse e fastidiose”.Queste anomalie vascolari possono ora essere trattate grazie a un nuovo tipo di laser a colorante pulsato (PDL) reso più potente di quelli utilizzati finora grazie a due lunghezze d’onda che consentono un’ampia gamma di terapie e a due opzioni brevettate di raffreddamento capaci di garantire una protezione dell’epidermide praticamente totale. La nuova tecnologia è stata recentemente presentata in conferenza stampa a Roma in occasione della International Conference on Vascular Anomalies.Il trattamento è possibile grazie a Vbeam® Prima, “piattaforma vascolare” contenente due laser, progettata dal Centro Ricerche Syneron Candela, leader internazionale in questo delicatissimo campo della medicina estetica. Per potenziare il risultato e combinare efficacia e sicurezza sono state aumentate le dimensioni dello spot (diametro fino a 15 mm) e la quantità massima di energia erogata, 50% in più di potenza rispetto al modello precedente; mentre la gestione del colorante è stata resa molto più performante come anche la taratura del sistema; infatti la calibrazione viene effettuata una sola volta al giorno per maggiore praticità. In aggiunta agli spot più grandi, 8 distinti microimpulsi mimano un impulso continuo in modo da consentire la coagulazione dei vasi sanguigni senza porpora.
Il manipolo zoom adattabile e versatile (l’applicatore tratta le zone del corpo con incrementi di spot di 0,5 mm e 3 calibri distanziatori) e la connettività WiFi consentono, infine, una diagnostica da remoto rapida e precisa, resa ancora più funzionale da una interfaccia utente guidata tramite software.
Con questa apparecchiatura sarà possibile trattare ogni tipo di patologia vascolare benigna come: angiomi, capillari del viso e degli arti inferiori, lago Venoso, smagliature rosse, acne attiva, verruche, cicatrici ipertrofiche, cheloidi, eritrosi, rosacea, couperose.Il laser, inoltre, consente di curare anche alcune lesioni pigmentate benigne come lentigo solari e macchie senili.Il laser a colorante pulsato si è dimostrato efficace nel trattamento dell’acne rosacea e dei sintomi associati: durante valutazioni in cieco, i medici hanno riscontrato un miglioramento significativo dei sintomi nel 79% dei pazienti.Per il trattamento dell’angioma piano in 49 bambini di =6 mesi è stata rilevata una riduzione media dell’88,6% dopo un anno di trattamento. Pazienti con fototipo compreso tra II e IV sulla scala di Fitzpatrick con teleangectasia emorragica ereditaria hanno riscontrato una riduzione tra il 75% e il 100% dopo una media di 2,6 trattamenti. Il laser a colorante pulsato 595 nm ha determinato un moderato miglioramento delle rughe del viso in pazienti con fototipo IV e V sulla scala di Fitzpatrick, senza effetti collaterali significativi.In un altro studio clinico, il laser a colorante pulsato Vbeam ha fornito risultati ottimali a livello della componente vascolare del tessuto cicatriziale; tutte le cicatrici (100%) trattate hanno mostrato un miglioramento cosmetico significativo.

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Pubblicate su Jama le nuove linee guida sulla gestione dell’acne

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

acneLe nuove linee guida sulla gestione dell’acne vulgaris sono state prodotte da un gruppo di lavoro dell’American Academy of Dermatology (Aad), che ha condotto una revisione sistematica della letteratura corrente sviluppando una serie di raccomandazioni cliniche sulla base delle evidenze o, in caso di evidenze non disponibili, non coerenti o limitate, sulla base dell’opinione degli esperti. «Il successo nella gestione dell’acne dipende dalla valutazione accurata della sua morfologia e gravità e dallo sviluppo di un adeguato regime di trattamento» spiega Carly Roman, della University of Chicago e prima autrice dell’articolo pubblicato su Jama, elencando le principali raccomandazioni dell’Aad. I retinoidi topici, la componente fondamentale della terapia topica per l’acne, sono raccomandati in monoterapia per l’acne comedonica o in combinazione con antimicrobici per uso topico o orale in pazienti con acne mista o prevalentemente infiammatoria (livello di evidenza I). Il perossido di benzoile è un efficace trattamento topico dell’acne (livello di evidenza I). La terapia antibiotica topica (clindamicina o eritromicina) è consigliata solo in combinazione con il perossido di benzoile (livello di evidenza I). La terapia antibiotica sistemica è raccomandata per la gestione di acne infiammatoria moderata e grave e resistente ai trattamenti topici (livello di evidenza I). L’uso di antibiotici sistemici dovrebbe essere limitato al minor tempo possibile, in genere 3 mesi. La terapia topica concomitante e costante con perossido di benzoile o un retinoide topico è consigliata per il mantenimento (livello di evidenza I). I contraccettivi orali combinati sono efficaci nel trattamento dell’acne infiammatoria nelle ragazze e nelle donne (livello di evidenza I). L’isotretinoina orale è raccomandata per il trattamento dell’acne nodulare grave, dell’acne moderata recalcitrante, o dell’acne che produce cicatrici o disagio psico-sociale (livello di evidenza I). (foto: acne) (fonte: doctornews33)

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Curiamo l’acne

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 luglio 2014

abano termeAbano Terme (PD), Esposizione al sole, ricorso alle lampade abbronzanti e sospensione delle cure dermatologiche durante il periodo estivo, sono tutti fattori che determinano nei pazienti acneici un peggioramento della malattia al rientro dalle vacanze.Ciò si deve al falso mito che l’acne, patologia comune che insorge soprattutto nell’età adolescenziale, ma che non risparmia gli over 30, possa migliorare, se non addirittura sparire, esponendo la pelle al sole. In Italia si stima che l’acne di gravità intermedia colpisca il 30-40% della popolazione tra i 15 e i 20 anni; nei trentenni la percentuale scende all’1% negli uomini e al 5% nelle donne. “Se all’apparenza vediamo la pelle meno unta e con meno imperfezioni, non vuol dire che stiamo guarendo perché i raggi solari, in realtà, accentuano il processo infiammatorio alla base dell’acne, provocando un ispessimento dello strato più superficiale dell’epidermide (strato corneo) che causa la formazione dei comedoni, cioè i punti neri. L’apparente miglioramento si deve anche all’abbronzatura che, donando uniformità al colore della pelle, tende a nascondere le imperfezioni” – afferma il Professor Stefano Veraldi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Università degli Studi di Milano – “Alla falsa credenza che il sole guarisca l’acne, si aggiunge un altro comportamento diffuso e dannoso per la pelle: la tendenza a sospendere il trattamento in ragione del fatto che diversi farmaci per l’acne possono rendere la pelle più sensibile ai raggi UV. Si tratta dei cosiddetti farmaci fototossici o fotosensibilizzanti, che possono causare danni e macchie alla pelle in seguito all’esposizione al sole, come nel caso delle tetracicline orali”. Se è vero che alcuni farmaci non possono essere impiegati sotto il sole, è ancor più vero che vi sono altri farmaci antiacne che possono essere utilizzati anche nel periodo estivo. “Si tratta dei retinoidi topici e di alcuni antisettici, che devono essere applicati sulla pelle alla sera e accuratamente sciacquati prima di esporsi al sole. Senza dimenticare le protezioni solari indicate per la pelle acneica – da evitare quelle occlusive perché sono comedogeniche (causano la formazione dei punti neri) -, i detergenti e le creme idratanti. E’ quindi importante non interrompere i trattamenti durante il periodo estivo perché si rischia che il rientro a settembre porti con sé una riacutizzazione della malattia” afferma il dermatologo. “Vi sono, poi, prodotti per il trattamento delle lesioni acneiche lievi e intermedie che possono essere impiegati anche sotto il sole in quanto non presentano fenomeni di fototossicità. – aggiunge il Prof. Veraldi – E’ il caso, tra gli altri, di un gel a base di perossido di idrogeno e acido ialuronico. Il perossido di idrogeno, con le sue proprietà antisettiche, contrasta un batterio coinvolto nella patogenesi dell’acne, Propionibacterium acnes. Inoltre, è ben tollerato dai pazienti”.Questo gel (Ialect gel) è trasparente e fluido, non unge, non colora e non macchia, al contrario di molti altri trattamenti. Distribuito sulla parte interessata, forma una pellicola protettiva che impedisce l’aggressione degli agenti esterni e previene le infezioni batteriche. La cute apparirà più asciutta e diminuiranno imperfezioni e lesioni, a tutto vantaggio della vita sociale del paziente.
L’acne è una malattia molto comune che può determinare risvolti negativi anche dal punto di vista psicologico, soprattutto negli adolescenti: proprio perché la parte maggiormente interessata è il viso, quindi una zona visibile, il soggetto può vivere una condizione di disagio e insicurezza nella vita di relazione con gli altri. E’ quindi essenziale rivolgersi a un dermatologo per affrontarla e curarla precocemente.

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La pillola e la sessualità

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2010

L’Aja La pillola giova alla donna e alla coppia: l’80% delle italiane è convinta che grazie a questo contraccettivo la sua vita sessuale sia migliorata. Ed è d’accordo anche la larga maggioranza di chi non l’ha mai utilizzata nel passato per paura degli ormoni (31%), perché il partner era contrario (27%) o per motivi religiosi (19%). Oggi una su due è pentita di questa scelta e l’81% è convinta che le nuove formulazioni siano sicure, da consigliare alle figlie. I dati dimostrano che sempre più donne le scelgono anche per risolvere fastidiosi problemi femminili. Fra le giovanissime si registra in Italia, come già negli USA, un boom di Yaz, efficace nel contrastare acne e cellulite e nel curare la sindrome premestruale. Molto amata pure la bio-pillola Klaira, usata a tutte le età e addirittura per un 2% dalle donne dopo i 50. La pillola è dunque considerata un prezioso alleato della salute fisica e sessuale, rispettivamente dal 78% e dal 57% di utilizzatrici e non. Sono i risultati del sondaggio condotto nella prima metà di maggio 2010 dal progetto “Scegli tu” della Società Italiana di Ginecologia e Ostericia (SIGO), presentati al Congresso Europeo della Contraccezione dell’Aja. All’Aja si celebrano i 50 anni della pillola, sbarcata negli USA il 9 maggio 1960, ma in Italia si è dovuto attendere il 1971 per poterla utilizzare liberamente: prima la contraccezione era proibita dall’art. 553 del Codice Penale. I dati presentati dagli oltre 3.000 esperti internazionali riuniti all’Aja dimostrano che in larga parte del mondo la contraccezione resta però un bisogno negletto: 80 milioni di donne subiscono gravidanze indesiderate ogni anno, 20 milioni rischiano l’aborto e 68.000 muoiono a causa delle complicazioni di questo intervento. Il ricorso alla pillola è estremamente diversificato anche nel Vecchio Continente e va dai livelli record dell’Olanda (circa il 50% delle donne la usa) al nostro “misero” 16,3%. “In compenso siamo al sesto posto in Europa per consumo di contraccezione di emergenza – afferma la Graziottin – 381.000 confezioni utilizzate nel 2008, con una prima inversione di tendenza nel 2009. Una situazione grave, da affrontare con decisione.

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