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Posts Tagged ‘acqua’

Bollette acqua e recupero delle cosiddette “partite pregresse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

A fine giugno la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17959/2021, ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse”, ovvero i conguagli tariffari previsti dalla delibera ARERA n. 643/2013. Tale disposizione aveva dato il via a una pioggia di richieste di conguagli da parte dei gestori, che vantavano nei confronti degli utenti il recupero di somme relative ai consumi precedenti al 2011.La delibera ARERA, in quanto provvedimento amministrativo, non può porsi in contrasto con la legge e nello specifico con l’art. 11 delle Preleggi, che dispone il principio di irretroattività della legge. La recente sentenza smentisce tale orientamento, aprendo le porte alla richiesta di rimborso per chi ha già pagato tali conguagli ritenuti illegittimi.Anche per coloro che hanno contenziosi aperti con i gestori si aprono spiragli positivi: questa pronuncia, infatti, influirà sull’esito del giudizio consolidando le posizioni degli utenti che avevano contestato i pagamenti.La contestazione delle partite pregresse sulle bollette dell’acqua è una battaglia che Federconsumatori porta avanti da molto tempo: questa importante pronuncia dà ancora più forza alle nostre rivendicazioni e consentirà a molti utenti di ottenere giustizia.Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere assistenza nelle richieste di rimborso. Federconsumatori aprirà confronti sul tema con le Associazioni d’impresa rappresentative del settore, con gli ATO territoriali e le autorità competenti a livello regionale.

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L’acqua non va solo risparmiata ma usata al meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

“Il primo risparmio idrico in agricoltura è l’efficientamento della rete idraulica, per il quale non solo abbiamo presentato un piano di 858 interventi definitivi da inserire nel P.N.R.R., ma quotidianamente siamo impegnati attraverso la ricerca nel centro sperimentale Acqua Campus del Consorzio C.E.R., nel bolognese. La sola drastica riduzione degli apporti irrigui comporterebbe, infatti, maggiori conseguenze nella produzione di cibo come dimostra l’esperienza olandese, dove -30% nell’apporto d’acqua ha significato -40% nel raccolto”: ad evidenziarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), intervenuto al meeting internazionale “Water in agriculture: a better use for a better world”, organizzato dall’Accademia dei Georgofili a Firenze nell’ambito del G20 agricolo. “Sul futuro delle risorse idriche – prosegue il Presidente di ANBI – serve una strategia complessa, incentrata anche sulla realizzazione di nuovi invasi multifunzionali per la raccolta delle acque di pioggia, perché non si può dimenticare che l’Italia ha finora ricevuto ben 4 infrazioni comunitarie per la qualità delle acque reflue.” “Di fronte non più ad un cambiamento, bensì ad una conclamata crisi climatica – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – la sfida è individuare elementi determinanti per incrementare la resilienza dei territori e, per questo, è importante, pur nel disinteresse della politica, il tema del riuso delle acque reflue, che devono però garantire assoluta salubrità e qualità a tutela dell’ eccellenza agricola italiana e della salute delle comunità. La questione idrica è un tema di interesse generale, ma lo è in particolare per la filiera agroalimentare, che segna +81% nell’export e che, per l’economia del Paese, vale 450 miliardi di euro, l’80% dei quali dipendenti dalla disponibilità d’acqua.”

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Concorso fotografico “Obiettivo Acqua”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2021

Con l’arrivo di Settembre riprende vigore la caccia all’immagine per la terza edizione del concorso fotografico “Obiettivo Acqua”, organizzato da Coldiretti, ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), Fondazione Univerde: le iscrizioni, infatti, sono aperte fino al prossimo 26 Ottobre sul sito http://www.obiettivoacqua.it, dove è consultabile il regolamento completo del concorso.Soggetti deputati del contest sono l’acqua dolce ed i suoi vettori: fiumi, laghi, corsi d’acqua minori, zone paludose, delta, estuari, risorgive e tutti gli ambienti ricchi di biodiversità, dove l’uomo è impegnato da secoli a gestire delicati equilibri idraulici.Oltre ai premi per le tre opere vincitrici sono previste 4 menzioni legate alle sottosezioni (“Acqua è…lavoro”; “Acqua è…paesaggio”; “Acqua è…città”; “Cambiamenti climatici: difendere l’acqua – difendersi dall’acqua”) più 2 menzioni speciali (“A due ruote lungo l’argine”, dedicata al connubio tra bicicletta e corsi d’acqua, che sarà tema anche dell’ormai prossima Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione; ”Il cibo è irriguo” incentrata sul binomio acqua-agricoltura per la produzione del “made in Italy” agroalimentare).La partecipazione al contest è gratuita, riservata a cittadini maggiorenni, italiani e stranieri, residenti o domiciliati nel nostro Paese; le fotografie devono essere scattate in Italia.E’ prevista una prima selezione delle fotografie da parte dell’organizzazione, cui seguiranno le scelte finali ad opera di una giuria tecnica.Compatibilmente con l’evolversi della situazione pandemica sono previste una cerimonia finale di premiazione e l’esposizione delle opere più meritevoli.Il concorso gode quest’anno anche di un’ulteriore menzione istituita da ANBI Liguria: “Acqua e canali: il senso di una vita e di un’epoca”; lo scopo è quello di raccontare la storia della regione attraverso immagini dei percorsi segnati dall’ acqua, sia nella bonifica che nell’irrigazione, per la salvaguardia idrogeologica del territorio, la tutela dell’ambiente, il sostegno all’economia.“Ciò che vogliamo rappresentare grazie alle fotografie – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è il potere evocativo dell’acqua, attraverso la sintesi di ingegno, innovazione tecnologica ed aspetti paesaggistici.”“La questione idrica in Italia è soprattutto un problema di cultura – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Per questo “Obiettivo Acqua” è parte di una strategia divulgativa, che vede un altro importante appuntamento nella Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che si terrà dal 25 Settembre al 3 Ottobre prossimi; auspichiamo inoltre che il completo ritorno alle attività didattiche in presenza permetta anche la piena ripresa delle molteplici iniziative scolastiche, svolte dai Consorzi di bonifica ed irrigazione per avvicinare i più giovani alla conoscenza del territorio attraverso la gestione delle acque, che lo attraversano.”

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Quando l’acqua racconta la storia di un territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

Due fiumi, quattro laghi, altrettanti canali e un’infinità di torrenti. La Via Francisca del Lucomagno è interamente accompagnata dall’acqua nei suoi 135 km che da Lavena Ponte Tresa al confine con la Svizzera portano a Pavia, sulla tomba di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Ed è dedicata all’acqua l’esperienza che un gruppo di pellegrini provenienti dal Veneto e dalla Lombardia sta facendo. Partiti domenica 4 luglio dalle rive del lago Ceresio, arriveranno al Ticino, al ponte coperto di Pavia, domenica 11 luglio. Nel mezzo le otto tappe del cammino, dove l’acqua è sempre protagonista e testimone della storia e dello sviluppo di un territorio. Acqua che ha alimentato l’insediamento di popoli antichissimi e nel tempo ha dato impulso allo sviluppo industriale, ma che è stata spesso maltrattata e adesso sta tornando a essere pulita grazie agli sforzi di Alfa, la società che gestisce il Servizio idrico integrato in provincia di Varese.La Via Francisca si apre sullo specchio d’acqua che si insinua tra Italia e Svizzera e che assume il nome di Ceresio o Lugano a seconda del lato da cui lo si guarda. Prosegue a Cadegliano Viconago nel parco dell’Argentera, dove il torrente Dovrana ha dato vita a un sistema di mulini che secoli fa permetteva di produrre la farina di castagne. Oggi questi mulini sono affrescati all’esterno e rappresentano un elemento di grande suggestione. Passa dai piccoli laghi di Ghirla (balneabile) e di Ganna con la sua torbiera. Quindi costeggia le sorgenti del fiume Olona per approdare a Varese dove l’omonimo lago ospita il più antico sito palafitticolo dell’arco alpino. Si immerge nella Valle Olona, dove la presenza di molte industrie per anni ha inquinato il fiume, passando dall’approdo dei Calimali, un luogo incantato gestito dall’omonima associazione che sorge tra l’Olona e gli stagni didattici.Ancora acqua, passando sopra il canale Villoresi, opera idraulica che collega il Ticino all’Adda e che fu costruito più di 130 anni fa per portare acqua ai campi della provincia milanese. L’ultimo tratto della Via Francisca del Lucomagno si snoda dapprima lungo il Naviglio Grande, opera che porta acqua alla Darsena di Milano e rappresenta il canale più importante del sistema navigli reso navigabile da Leonardo da Vinci; quindi passa lungo il Canale Ticinetto, costruito nel XII secolo con scopi difensivi, e il Naviglio di Bereguardo. Sono opere che consentirono non solo di alimentare una fitta rete di irrigazione, ma anche di collegare commercialmente Milano con il Po. L’ultimo passaggio è il Ticino, il secondo fiume italiano per portata d’acqua, che viene costeggiato nell’ottava tappa fino al ponte coperto di Pavia.

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Rischio raccolti: meno acqua nelle risaie e nell’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

Tutto come previsto e ripetutamente denunciato: nell’area a cavallo tra Piemonte e Lombardia, la progressiva riduzione della semina tradizionale in sommersione (nel comprensorio dell’Associazione Irrigazione Est Sesia solo il 15% della superficie a riso è ancora coltivata con tale tecnica), non sta consentendo la ricarica della falda, con la conseguente, ridotta riattivazione dei fontanili a valle; il patrimonio agricolo ed ambientale novarese, vercellese e lomellino è minacciato dalla crescente diffusione della nuova tecnica della semina del riso a file interrate, la cosiddetta “semina in asciutta”.“Chiediamo una presa di coscienza ed adeguati interventi, affinchè sconsiderate scelte agronomiche e miopi tesi ambientaliste non pregiudichino un territorio, candidato ad essere patrimonio Unesco” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue). In questi giorni, infatti, nonostante le portate dei canali (ad iniziare dal “Cavour” e dal “Regina Elena”) siano a pieno regime, si evidenziano gravi ed estese situazioni di carenza idrica, localizzate soprattutto nella parte Sud del comprensorio a causa dei mancati apporti di falda, conseguenza delle ridotte sommersioni delle risaie a monte e che apportavano circa il 30% del fabbisogno irriguo.“Lo diciamo da tempo: è riduttivo considerare il riso solo come una coltivazione idroesigente; le risaie sono un delicato elemento equilibratore dell’assetto idraulico. Non a caso sono considerate delle dighe in orizzontale, giacché trattengono l’acqua, permettendo il ravvenamento delle falde, ma sono anche un esempio di sostenibilità circolare, perché la stessa risorsa viene utilizzata più volte nel suo scorrere verso valle” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI. Attualmente, per compensare la situazione aggravatasi in pochi giorni con l’incremento delle richieste, si è resa necessaria l’adozione di forti riduzioni nelle forniture irrigue (-35%). I problemi inoltre sono destinati ad aumentare, in assenza di precipitazioni, allorché la sommersione delle risaie seminate “in asciutta” coinciderà con la prima bagnatura del mais; questa concomitanza determinerà inevitabili criticità negli approvvigionamenti d’acqua, causando danni che possono arrivare, in alcuni casi, alla perdita dei raccolti come non avveniva dagli anni ’70 del secolo scorso.

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Roma al Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

I romani costruirono numerosi acquedotti per portare l’acqua da sorgenti lontane alle loro città, fornendo terme, latrine, fontane e abitazioni private. Le acque reflue sono state eliminate con sistemi fognari complessi e scaricate nei corsi d’acqua vicini, mantenendo le città pulite e prive di effluenti. Alcuni acquedotti fornivano acqua per le operazioni di estrazione o per la macinazione del grano. Gli acquedotti spostavano l’acqua solo per gravità, essendo costruiti con una leggera pendenza verso il basso all’interno di condotti di pietra, mattoni o cemento. La maggior parte erano sottoterra, o alcune volte erano tunnel. Dunque i romani sono stati artefici di grandi opere di valorizzazione della risorsa acqua. Dove c’erano valli o pianure, il condotto era sostenuto da opere ad arco, o il suo contenuto era pressurizzato in tubi di piombo, ceramica o pietra. La maggior parte dei sistemi acquedottistici includevano serbatoi di sedimentazione, cancelli e serbatoi di distribuzione per regolare l’approvvigionamento come necessario”. Lo ha annunciato poco fa Endro Martini, geologo, Presidente di Italy Water Forum 2024. L’annuncio arriva proprio nelle stesse ore in cui il mondo ricorda la Giornata Mondiale dell’Ambiente! “Nel III secolo d.C., la città aveva undici acquedotti, che sostenevano una popolazione di oltre un milione di persone. Un sistema di acquedotti che in pratica riusciva a coprire l’intera città ed anche i bagni pubblici. A Roma all’epoca c’erano anche i bagni pubblici. Il modello fu esportato nelle città di tutto l’Impero Romano e la realizzazione di tali sistemi venne finanziata come opere di pubblico interesse e orgoglio civico. Opere costose ma necessarie alle quali tutti potevano e dovevano aspirare. La maggior parte degli acquedotti romani ha dimostrato di essere affidabile e durevole, alcuni sono sopravvissuti fino all’inizio età moderna e alcuni lo sono ancora parzialmente in uso. Qualora l’Italia dovesse essere sede del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua – ha continuato Martini – gli acquedotti di Roma, le fontane di cui la città è ricca, i modelli innovativi introdotti dai romani ma tutta la Roma Antica ed anche quella di oggi saranno parte del Forum, l’evento più importante sul Pianeta. Sarà un Forum inclusivo, aperto alle posizioni e al dialogo con i rappresentanti del Contro – Forum perché la risorsa acqua non deve dividere ma deve unire. Avremo i rappresentanti di tutte le religioni del Mondo che per la prima volta si siederanno intorno ad un tavolo con Capi di Stato, Ministri dell’Ambiente, delegazioni di associazioni, per arrivare alla carta del “Rinascimento dell’Acqua”. E’ un evento senza precedenti, un forum di rottura, in ottica di Recovery Fund”. I sistemi inventanti dai romani, la manutenzione, le belle fontane: Roma è parte del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua – Italy Water Forum 2024! “La manutenzione metodi di costruzione del gli acquedotti sono indicati da Vitruvio. nella sua opera De architectura (I secolo a.C.). Le fontane di Roma dimostrano come i romani abbiano sempre avuto una grande passione per le acque pubbliche, dagli acquedotti alle terme e come, dopo i secoli di decadenza, questa passione si esprimeva nella costruzione dei numerosi fontane (oltre 2.000) che decorano ancora oggi strade e piazze romane. I problemi di igiene, poi, non sembravano preoccupare nessuno, se l’acqua del fiume (decantato in apposite cisterne) era ritenuto così buono che il i papi lo prendevano anche in viaggio. Le fontane erano, per i romani, quasi una naturale conseguenza della conformazione geologica del terreno su cui è stata edificata la città: il vulcanico terreno in collina – ha concluso Martini.

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Sofferenza idrica dei corsi d’acqua

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

Permane in Emilia Romagna e Toscana. E’ il fiume Po ad evidenziare una marcata criticità, arrivando a superare il dimezzamento della portata soprattutto verso la foce: ad evidenziarlo è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica come esemplare, è il rilevamento di Isola S.Antonio, dove all’attuale flusso di circa 145 metri cubi al secondo corrispondono i mc/sec. 547 dell’anno scorso ed i mc/sec. 588 del 2019.E’ allarme ormai anche in Piemonte, dove la stagione irrigua è finora caratterizzata da una contrazione delle disponibilità delle principali fonti idriche (oltre al Po: Dora Baltea, Tanaro, Sesia) con grande preoccupazione per i mesi più caldi; nei territori del vercellese e del novarese, l’80% delle risaie non è ancora stata sommersa. La situazione di criticità è conseguenza di tre fattori: in primis, la mancanza di piogge; quindi, l’irrigidimento del clima, che ha comportato una riduzione nello scioglimento della neve; infine, le operazioni di invaso soprattutto nei serbatoi in montagna, determinando vistose diminuzioni nelle già scarse portate defluenti.A risentirne è anche il lago Maggiore, repentinamente in discesa verso il livello minimo del periodo; fra i grandi bacini lacustri solo il Garda risulta sopra la media.Risultano in crescita i fiumi valdostani (il livello della Dora Baltea è l’unico con il segno positivo in Piemonte) e l’Adda in Lombardia, che però è al minimo del recente quinquennio.Anche i fiumi veneti segnalano le prime difficoltà con l’Adige, che registra uno dei dati peggiori dal 2014 e le portate del Livenza crollate al minimo dal 2017 (fonte: A.R.P.A.V.). Rimangono largamente deficitari i flussi dei fiumi emiliano-romagnoli con il Secchia e l’Enza al di sotto del minimo storico d’Aprile (fonte: A.R.P.A.E.); restano insufficienti gli apporti pluviometrici sui territori rivieraschi.Non va meglio in Toscana, dove i principali fiumi (Ombrone, Serchio, Sieve) sono sotto media mensile e la portata dell’Arno è calata di altri 25 metri cubi al secondo in una settimana (fonte: Centro Funzionale Regione Toscana).Nelle Marche solo il Nera ed il Sentino risultano in crescita, mentre gli invasi, che trattengono complessivamente 45,83 milioni di metri cubi d’acqua, segnano la peggiore performance dello scorso quinquennio (circa 22 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2018).Se nel Lazio i fiumi (Tevere, Liri-Garigliano, Sacco) risultano in decrescita, godono invece di buona salute i laghi con il bacino di Bracciano al top dall’Agosto 2016.In Campania, il fiume Sele si presenta in aumento, calano Sarno e Garigliano, mentre il Volturno appare nel complesso stazionario. Lieve calo per il lago di Conza della Campania mentre gli invasi del Cilento si segnalano in leggero aumento.Per una sorta di “legge del contrappasso idrico”, è infine felice la situazione delle disponibilità idriche in Basilicata e Puglia, colpite l’anno scorso dalla siccità (fonte: Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Merdionale): i bacini lucani sono cresciuti, in una settimana, di oltre 16 milioni di metri cubi (invaso di monte Cotugno: + 9 milioni), segnando oltre 113 milioni di metri cubi in più rispetto al 2020; le dighe pugliesi indicano maggiori riserve sia sul 2020 (+118,58 milioni di metri cubi) che sul 2019 (+9 milioni).

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Scarico nell’Oceano Pacifico di acqua radioattiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

Tokyo. Greenpeace Giappone condanna con forza la decisione del governo guidato dal Primo ministro Suga di disporre lo scarico nell’Oceano Pacifico di oltre 1,23 milioni di tonnellate di acqua reflua radioattiva stoccata in cisterne della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. Questa decisione ignora completamente i diritti umani e gli interessi della gente di Fukushima e in generale del Giappone e della parte di Asia che si affaccia sul Pacifico.La Tokyo Electric Power Company (TEPCO) può dunque avviare lo scarico di rifiuti radioattivi dalla sua centrale nucleare in mare. Secondo quanto è stato anticipato, ci vorranno due anni per preparare lo scarico.«Il governo giapponese ha ancora una volta deluso i cittadini di Fukushima», dichiara Kazue Suzuki della campagna clima ed energia di Greenpeace Giappone. «Il governo ha preso la decisione del tutto ingiustificata di contaminare deliberatamente l’Oceano Pacifico con acqua radioattiva. Ha ignorato sia i rischi legati all’esposizione alle radiazioni che l’evidenza della sufficiente disponibilità di stoccaggio dell’acqua contaminata nel sito nucleare e nei distretti circostanti. Invece di usare la migliore tecnologia esistente per minimizzare i rischi di esposizione a radiazioni immagazzinando l’acqua a lungo termine e trattandola adeguatamente per ridurre la contaminazione, si è deciso di optare per l’opzione più economica, scaricando l’acqua nell’Oceano Pacifico. Quanto deciso dal governo non proteggerà di certo l’ambiente e trascura l’opposizione su larga scala e le preoccupazioni di cittadini e cittadine di Fukushima, al pari di chi abita in tutto il Giappone. Greenpeace è al fianco della gente di Fukushima, comprese le comunità di pescatori, nei loro sforzi per fermare questi piani. Secondo sondaggi effettuati da Greenpeace Giappone, la maggioranza dei residenti di Fukushima e in generale del Giappone si oppone allo scarico di queste acque reflue radioattive nel Pacifico. Inoltre, la federazione nazionale delle cooperative di pesca del Giappone ha continuato a esprimere la sua completa opposizione a questa operazione.I relatori speciali delle Nazioni Unite per i diritti umani – sia nel giugno 2020 che a marzo 2021 – hanno avvertito il governo giapponese che lo scarico dell’acqua nell’ambiente viola i diritti dei cittadini giapponesi e dei suoi vicini, compresa la Corea. Hanno chiesto al governo giapponese di ritardare qualsiasi decisione sullo scarico in mare dell’acqua contaminata fino a quando non sarà finita la crisi del COVID-19 e non si terranno opportune consultazioni internazionali.Sin dal 2012 Greenpeace ha condotto una campagna contro i piani di scarico dell’acqua contaminata di Fukushima, presentando analisi tecniche alle agenzie delle Nazioni Unite, tenendo seminari con i residenti locali di Fukushima insieme ad altre ONG. E avviando petizioni contro gli scarichi sottoposte agli organi competenti del governo giapponese.

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L’Italia verso il Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

D’Angelis: “In Italia ben 7494 corsi d’acqua e non li ha nessuno in Europa. Di questi 1242 sono fiumi a regime torrentizio. L’83% del nostro territorio è un territorio coperto da bacini fluviali. Abbiamo 347 laghi, 14 naturali con una superfice maggiore di 10 chilometri quadrati, 183 artificiali, abbiamo 532 dighe e 16.000 piccolissimi invasi regionali e di questi 4000 sono alpini. Abbiamo anche 1053 falde sotterranee. Ma abbiamo ancora luoghi non serviti. Noi siamo italiani che riescono a portare l’acqua agli astronauti, siamo italiani che oggi stanno tentando di produrre idrogeno dalle acque di fognatura e che cercano di produrre calore dalle acque di fognatura”.“Siamo dinanzi ad una grandissima avventura, ad una grande opportunità. La candidatura italiana è forte, figlia di Leonardo da Vinci e di “Sorella Acqua” di San Francesco. Dai loro pensieri, realizzazioni, opere, arrivano quelle suggestioni note nel mondo e che emergeranno con forza durante l’evento anche come monito a non sprecare la risorsa acqua ma a tutelarla ovunque. La nostra memoria collettiva ha perso la memoria di un Paese costruito nell’acqua, noi siamo non soltanto nati dall’acqua ma noi siamo un pontile lanciato nel Mediterraneo, siamo circondati di acqua, abbiamo una cultura incredibile che ha fatto dell’acqua metafora, mitologia, filosofia, simbolo, emozioni. Gli italiani fin dall’inizio dell’avventura umana hanno dovuto strappare le terre all’acqua. Noi siamo il Paese europeo più ricco di acqua e sicuramente tra i paesi più ricchi di acqua del Mondo. La nostra mappa di tutti gli aspetti relativi all’idrogeologia: piogge, evaporizzazioni, deflussi superficiali, deflussi sotterranei, serbatoi di acqua, ci carica di responsabilità e ci dice anche che è un Paese che ha il record delle piogge. Ogni anno piovono più di 300 miliardi di metri cubi di acqua, una dotazione stellare circa 5-6000 metri cubi di acqua per ogni abitante. Una famiglia media in Italia consuma 160 metri cubi di acqua all’anno, dunque dotazioni importanti. Siamo custodi di un patrimonio idrogeologico incredibile. Abbiamo 7494 corsi d’acqua e non li ha nessuno in Europa. Di questi 1242 sono fiumi a regime torrentizio. L’83% del nostro territorio è un territorio coperto da bacini fluviali, abbiamo 131 fiumi che hanno dei bacini molto vasti e coprono l’83% della superfice nazionale. Pensiamo alla Pianura Veneta, quella laziale, tante realtà dove in questo momento sono in azione le idrovore, pensiamo alla Pianura Padana per regimare l’acqua. Abbiamo 347 laghi, 14 naturali con una superfice maggiore di 10 chilometri quadrati, 183 artificiali, abbiamo 532 dighe e 16.000 piccolissimi invasi regionali e di questi 4000 sono alpini. Abbiamo anche 1053 falde sotterranee, grandi serbatoi di acqua purissima come quella che dal Peschiera arriva ai rubinetti di Roma”. Lo ha affermato Erasmo D’Angelis, Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale. Quella dell’Italia è una storia viva, intensa, emozionante, tra paesaggi, bellezze, limiti, realtà controverse di questioni aperte in materia di gestione ma anche di eccellenze.

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Giornata Mondiale dell’Acqua, 22 marzo 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2021

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2021, il prossimo 22 marzo, Finish ha pertanto scelto di scendere nuovamente in campo, proseguendo l’impegno iniziato nel 2020 con il progetto “Acqua nelle nostre mani”: un percorso di profonda attenzione verso il bene acqua, attraverso il quale diffondere maggiore consapevolezza circa nuovi modelli di comportamento e nuove abitudini di consumo che siano volte alla sua tutela e salvaguardia.Obiettivo 2021 quello di migliorare e aumentare questa consapevolezza stimolando, attraverso specifiche attività, nuovi pensieri, dibattiti e soluzioni utili a sviluppare una nuova e sempre più efficace gestione della risorsa, coinvolgendo in prima battuta i più giovani – i leader di domani – e agendo poi, concretamente, in specifici settori della nostra quotidianità.Sono stati compiuti alcuni passi in avanti: ad esempio, tra i possessori di lavastoviglie (16.7 milioni di italiani[ il numero di coloro che non sciacquano i piatti a mano prima di riporli nella macchina è aumentato del 4% in un solo anno, passando dal 26% del 2020 al 30% del 2021. Ciò si concretizza in un incremento di circa 700.000 famiglie che hanno smesso di sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie (da 4.3 milioni a 5 milioni di famiglie). Un cambiamento significativo, che determina un risparmio d’acqua di ben 38 litri ad ogni lavaggio[3] che, se calcolato sulla media di utilizzo della macchina in una settimana (4,56 volte), porta ad un risparmio aggiuntivo di oltre 6 miliardi di litri d’acqua in un anno, e corrisponde all’incredibile dato di circa 2.500 piscine olimpiche.Dalla ricerca Ipsos per Finish, però, emergono anche degli aspetti negativi, con particolare riferimento, ad esempio, alla scarsa percezione della realtà che ancora oggi governa i pensieri e i comportamenti degli italiani sul tema. Il 93% degli intervistati si considera sì molto attento all’ambiente, con percentuali in significativo aumento, a differenza di quello che si potrebbe pensare, con il trascorrere dell’età (59% nella fascia 18-34, 60% in quella 35-44, 68% tra i 45-54 e ben il 77% se guardiamo alla fascia 55-65), ma anche nel 2021 solo 2 italiani su 10 ritengono che la scarsità d’acqua sia un problema generalizzato (il 70% ritiene addirittura sia solo di competenza di specifiche aree del paese in determinati periodi dell’anno). Inoltre, riguardo alle tematiche ambientali che preoccupano maggiormente gli italiani, solo il 12% si è definito preoccupato dalla tematica acqua nel presente, contro il 51% per la presenza di plastica nei mari, il 49% per l’inquinamento atmosferico e il 44% per la gestione dei rifiuti.Gli italiani dimostrano poi di avere scarsa consapevolezza anche rispetto al proprio consumo d’acqua. Addirittura, il 48% degli intervistati si è detto convinto che il consumo personale sia uguale o inferiore a quello dei concittadini europei, quando in realtà i dati dimostrano come quello italiano sia il più alto in Europa, con un dato medio pro-capite di circa 220 litri d’acqua al giorno, contrariamente alla media europea di 165 litri.
Ciò che emerge dalla ricerca Ipsos per Finish è che tutti devono dare il loro contributo: il 68% degli intervistati, infatti, è convinto che il ruolo principale lo debbano avere i cittadini, riducendo o comunque migliorando i propri consumi, il 58% affida un ruolo importate ad enti pubblici che si occupano della manutenzione delle tubature, il 54% ai governi, che dovrebbero punire coloro che non adottano comportamenti corretti, mentre infine, il 50%, alle aziende, che devono impegnarsi a migliorare i processi produttivi.
Nella ricerca realizzata da Ipsos per Finish, ampio spazio è stato dedicato anche ai giovani tra i 14 e i 17 anni. A questo proposito, contrariamente a ciò che si crede, emerge una minore consapevolezza dei giovani sulle tematiche ambientali (86%, contro il 93% degli adulti), ma soprattutto un minor attivismo nella quotidianità: 77% si impegna nel corretto riciclo dei rifiuti (adulti 84%), 69% cerca di non sprecare il cibo (adulti 83%), 66% prova a ridurre lo spreco d’acqua (adulti 77%) e il 60% limita il personale utilizzo di plastica (adulti 67%).

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L’Italia è candidata ad ospitare il “Decimo Forum Mondiale sull’Acqua”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Per sostenere la Candidatura di Firenze e di Assisi ad ospitare il “Decimo Forum Mondiale dell’ Acqua” nel 2024 si è costituita un’ Associazione Temporanea di Scopo, composta dal Comune di Firenze, dal Comune di Assisi, dalla Custodia del Sacro Convento di Assisi, dal Consiglio Nazionale Geologi, dall’ Associazione Nazionale delle Bonifiche e Irrigazioni, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, Meteo Giuliacci, Skpoìa s.r.l., Cae spa, Agronomist World Academy Foundation, Iat s.r.l , dal Water Right and Energy Foundation con ALTA SCUOLA appunto come capofila della candidatura. Il dossier di candidatura, con il sostegno del Ministero degli Esteri, del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, di Ispra e di tanti altri soggetti pubblici e privati è al vaglio del World Water Council di Marsiglia che organizza un FORUM mondiale ogni tre anni: l’ultimo a Brasilia nel 2018 ha visto 172 Nazioni rappresentate, 12 Capi di Stato, 56 ministri titolari del governo delle acque con più di 100 delegazioni, oltre centodiecimila visitatori e quasi centomila metri quadrati di spazi espositivi. In Italia, per la prima volta oltre ai Capi di Stato, arriverebbero anche tutti i Rappresentanti delle religioni mondiali. Chiediamo il pieno appoggio del Presidente del Consiglio, Mario Draghi”. Lo ha affermato Endro Martini, geologo, Presidente del Centro Alta Scuola dell’Umbria, capofila della candidatura italiana.L’appello a Draghi a sostenere la candidatura presentata a Marsiglia. La decisione World Water Council di Marsiglia che organizza un FORUM mondiale ogni tre anni sta per arrivare.

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I prodotti alimentari che acquistiamo e l’acqua potabile sono sicuri?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

A differenza dei virus gastrointestinali come il norovirus e l’epatite A, che possono trasmettersi attraverso alimenti contaminati, i virus dotati di envelope o pericapside quali i coronavirus, alla cui famiglia appartiene il SARS-CoV-2, sono molto meno stabili nell’ambiente. Sono in corso studi per valutare il tempo di sopravvivenza del SARS-CoV-2 sulle superfici dei cibi in diverse condizioni di temperatura. Le prove fatte su vari ceppi di coronavirus mostrano comunque che l’igiene alimentare e le buone pratiche di sicurezza alimentare sono sufficienti ad impedire la trasmissione del virus attraverso il cibo. In particolare, i coronavirus sono termolabili, il che significa che sono inattivati alle normali temperature di cottura (70° C). Rimane quindi fondamentale, per evitare rischi e prevenire malattie di origine alimentare, seguire i 4 passaggi chiave della sicurezza alimentare: pulire, separare, cucinare, raffreddare.Ad oggi non sono state rilevate tracce di SARS-CoV-2 nell’acqua potabile. Gli abituali trattamenti adottati negli acquedotti, ed in particolar modo la clorazione e l’irraggiamento con raggi ultravioletti, hanno dimostrato di essere efficaci contro i coronavirus umani, quindi dovrebbero inattivare anche il SARS-CoV-2. (fonte: Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” – I.R.C.C.S.)

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Nuove regole per migliorare la qualità dell’acqua del rubinetto e ridurre i rifiuti di plastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Bruxelles Martedì, il Parlamento ha approvato l’accordo con i Paesi UE sulla nuova direttiva sull’acqua potabile. Il testo legislativo è stato adottato in seconda lettura, senza emendamenti. Le nuove regole, che mirano a offrire acqua di rubinetto di alta qualità in tutta l’UE, sono la risposta alle richieste di oltre 1,8 milioni di europei che hanno firmato la prima Iniziativa europea dei cittadini di successo, “Right2Water”, a sostegno del miglioramento dell’accesso all’acqua potabile sicura. Gli Stati membri dovranno garantire la fornitura gratuita di acqua negli edifici pubblici e dovrebbero incoraggiare ristoranti, mense e servizi di catering a fornire l’acqua ai clienti gratuitamente o a basso costo. I Paesi UE dovranno inoltre adottare delle misure per migliorare l’accesso all’acqua per i gruppi vulnerabili, come i rifugiati, le comunità nomadi, i senzatetto e le culture minoritarie come i Rom.Per consentire e incoraggiare le persone a bere l’acqua del rubinetto piuttosto che l’acqua in bottiglia, la qualità dell’acqua sarà migliorata imponendo limiti più severi per alcuni inquinanti, tra cui il piombo. Entro l’inizio del 2022, la Commissione redigerà e monitorerà un elenco di sostanze o composti. Tra queste vi saranno i prodotti farmaceutici, i composti che alterano il sistema endocrino e le microplastiche. La Commissione stilerà inoltre un elenco UE dove saranno indicate le sostanze autorizzate a venire a contatto con l’acqua potabile.

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“In Salina, tra panorami di acqua e cielo”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Cervia. E’ la mostra allestita a MUSA che racconta la Salina attraverso scatti dei fotografi Roberto Arlotti, Florio Badocchi, Fabiana Succi e Roberto Suprani. La mostra fotografica curata da Atlantide e promossa da MUSA, dalGruppo Culturale “Civiltà Salinara”, dal Centro Visite Salina di Cervia e dal Comune di Cervia continua fino al 13 dicembre. Un’esposizione fotografica per raccontare la Salina attraverso le sue suggestioni e le emozioni che si possono vivere visitandola a piedi, in bici, in barca elettrica e in trenino. Non solo gli abitanti della Salina, tra cui fenicotteri e altre specie dell’avifauna che rendono quest’area del Parco del Delta del Po conosciuta tra birdwatcher e appassionati, ma anche la possibilità di vivere qualche ora indimenticabile, circondati da un panorama di acqua e cielo. Riserva Naturale di popolamento animale e area umida riconosciuta a livello internazionale dalla convenzione di Ramsar, la Salina di Cervia è un’oasi a due passi dalla spiaggia, dove la natura è la vera protagonista. La mostra è visitabile a MUSA sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 19.00 compresa nel biglietto di ingresso al Museo di € 2.

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“Dai acqua al futuro dei bambini del Kenya”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Pozzi e sistemi di irrigazione per garantire acqua sicura nelle zone più fragili del Kenya. ActionAid Italia lancia l’iniziativa “Dai acqua al futuro dei bambini del Kenya” per sostenere le famiglie dei territori più vulnerabili del Paese e, in particolare, della contea di Isiolo, messa in ginocchio dalle conseguenze del cambiamento climatico e dal drammatico impatto sulla salute e sull’economia dell’emergenza Covid-19. «Oltre il 40% delle persone in Kenya non ha accesso all’acqua potabile e sono i bambini, i più fragili, a subire le conseguenze peggiori di questa mancanza. Senza acqua pulita per tutti e fonti disponibili per l’agricoltura e il bestiame si entra nella spirale della fame e della malnutrizione da cui diventa sempre più difficile uscire», sottolinea Raffaella Lebano, vicesegretaria generale di ActionAid Italia.Nelle zone aride e semiaride del Kenya, tra cui la contea di Isiolo, l’emergenza sanitaria si è inserita in un contesto socioeconomico già fortemente critico, anche a causa dei devastanti effetti del cambiamento climatico. In Kenya sono oltre 1milione i bambini e le donne che necessitano di cure per la malnutrizione acuta, di cui circa 135mila per malnutrizione acuta grave. Nel Paese le conseguenze socioeconomiche della crisi climatica e dell’epidemia Covid-19, uniti alle infestazioni di locuste, hanno aumentato ulteriormente i livelli di insicurezza alimentare e povertà, soprattutto per chi vive di attività agro-pastorali o svolge piccoli lavori di fortuna, ovvero circa l’80% della popolazione. Ma non solo, in Kenya le misure di contenimento Covid-19 hanno avuto conseguenze drammatiche anche a livello sociale, causando la perdita di 1,7 milioni di posti di lavoro, l’interruzione della scuola, da marzo 2020, per oltre 15 milioni di bambini (circa il 42% di ragazze).Con la campagna solidale “Dai acqua al futuro dei bambini del Kenya”, grazie a sms e chiamate da rete fissa al numero solidale 45511, tutti potranno dare un contributo per sostenere il progetto di ActionAid e garantire acqua, salute e possibilità di crescita ai bambini e alle famiglie delle zone più vulnerabili del Kenya. L’iniziativa solidale è attiva fino al 15 novembre e i fondi raccolti sosterranno interventi di miglioramento dei sistemi idrici e dei sistemi di raccolta dell’acqua. Alla campagna danno il loro supporto i testimonial di ActionAid, tra questi, l’attore e doppiatore Luca Ward che ha dato voce allo spot, il gruppo creativo The Jackal, la nota chef Cristina Bowerman e l’attrice Amanda Sandrelli.

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L’agricoltura italiana ha bisogno d’acqua

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

“I cambiamenti climatici pongono l’Italia come front office del pericolo di desertificazione nell’area del Mediterraneo; l’agricoltura italiana ha crescente bisogno di acqua, cui non si può rispondere, incrementando i prelievi dalla falda attraverso i pozzi, perché ciò comporta pericolose conseguenze sull’equilibrio idrogeologico di terreni già fragili; per questo, chiediamo alla politica precise scelte di investimento in favore dell’irrigazione collettiva come quella gestita dai Consorzi irrigui e di bonifica, esempio internazionale di innovazione. L’acqua è una risorsa di tutti e come tale va gestita nel segno della sussidiarietà, contrastando scelte individuali, che possano pregiudicare l’assetto del territorio. E’ una scelta di sostenibilità, indispensabile per confrontarsi con scelte comunitarie che, come il Deflusso Ecologico, penalizzerebbero il settore primario italiano, privilegiando impostazioni oscurantiste. Senza acqua non può esserci agricoltura e l’agricoltura è cibo per tutti. ” A tornare ad evidenziare i pericoli della “deregulation dei pozzi” e la necessità di una forte attenzione in Europa è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto ad un convegno sul futuro dell’irrigazione, organizzato ad Arezzo dal Consorzio di bonifica Alto Valdarno; nell’occasione, il neo Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha voluto siglare, tra i primi atti, il Patto per l’Acqua, impegnandosi a creare nuove infrastrutture irrigue, superando la logica dell’approvvigionamento autonomo, che danneggia l’ambiente, non ha margini di innovazione, ha costi importanti per le imprese agricole riducendone i redditi ed incide negativamente sulla competitività delle produzioni sui mercati.In quest’ottica ed in previsione degli impegni per il Recovery Fund, i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno presentato al Governo 858 progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per l’efficientamento della rete idraulica nazionale; potrebbero garantire oltre 21.000 posti di lavoro, grazie ad un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro.“E’ un contributo concreto per un Paese, che è agli ultimi posti nella capacità di utilizzo delle risorse europee – conclude Gargano – Dopo di noi, solo Croazia, Romania e Spagna.”

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Roma: “Waidy, l’app amica dell’acqua e dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

La Sindaca di Roma Virginia Raggi e l’Amministratore Delegato di ACEA Giuseppe Gola, nel corso dell’evento “Roma e l’acqua, una grande storia d’amore”, hanno presentato “Waidy, l’app amica dell’acqua e dell’ambiente”. Il progetto è nato nel luglio del 2019 dall’idea di alcuni dipendenti del Gruppo ACEA nell’ambito di un programma di imprenditorialità interno sui temi dell’innovazione. Alla serata, svoltasi nei pressi della Fontana del Gianicolo, erano presenti anche il Direttore Operativo di ACEA Giovanni Papaleo, il Soprintendente speciale di Roma Daniela Porro, e in rappresentanza della Federazione Italiana Nuoto, Stefano Battistelli, prima medaglia olimpica maschile del nuoto italiano a Seul nel 1988. Hanno partecipato l’Orchestra Italiana del Cinema e la Banda della Polizia Locale di Roma Capitale.Waidy, completamente sviluppata dal team interno al Gruppo, è una piattaforma semplice, pratica e divertente che, grazie alla digitalizzazione di circa 6000 punti di erogazione di acqua potabile attivi nei territori serviti dalle società idriche del Gruppo ACEA e alla loro geolocalizzazione, rende possibile individuare quelli più vicini, conoscerne la storia e la qualità dell’acqua erogata. Il tutto con uno sguardo attento alla sostenibilità: Waidy infatti incentiva l’utilizzo dei contenitori refill e contribuisce alla riduzione della plastica monouso, oltre a invitare ad un uso responsabile della risorsa idrica. Inoltre l’app, mettendo in rete tutti i punti di erogazione, attraverso un sistema intelligente e interattivo detto smart water grid, consente di rilevare eventuali malfunzionamenti delle singole fontane, dando anche la possibilità di segnalare eventuali guasti e richiedere, in tempo reale, i parametri quali-quantitativi dell’acqua erogata (grazie a un link diretto al portale MyAcea).Roma, regina aquarum, è il cuore pulsante di questo progetto: scaricando Waidy, cittadini, sportivi e turisti vengono guidati alla scoperta dei circa 3000 punti di distribuzione idrica della Capitale, tra nasoni, fontane, case dell’acqua. Dall’app vengono fornite anche informazioni storiche e artistiche, sui luoghi di interesse ed eventi in programma nelle prossimità dei punti di erogazione. Non mancano poi un aspetto salutistico, visto che con l’app si può facilmente tener traccia del proprio consumo idrico giornaliero ottimale, e un aspetto social. Infatti iscrivendosi a Waidy si entra a far parte di una grande water community, un nuovo canale di comunicazione interattivo tra i fruitori dell’app e il Gruppo ACEA, in ottica smart water city, che dà a tutti la possibilità di contribuire per raggiungere insieme obiettivi di sostenibilità importanti. Sono previste anche attività di gaming con la possibilità di partecipare a divertenti contest che premiano i comportamenti più virtuosi nell’utilizzo dell’acqua, di proporre un nome per un nasone oppure, a breve, di prender parte a una gara tra quartieri per premiare quello più eco-friendly.L’app “Waidy, l’acqua diventa smart” è già scaricabile da tutti gli App store (Apple e Android) oppure inquadrando il QR code apposto sui punti di erogazione idrica che rimanda direttamente al download.

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Le forme dell’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Legami idrogenoUn nuovo studio numerico, risultato di una collaborazione tra la Sapienza Università di Roma e la Princeton University, ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di due diverse forme di acqua, ovvero di due distinte fasi liquide che a bassissime temperature si separano, galleggiando l’una sull’altra. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Science, apre nuove strade alla comprensione dei misteri legati al liquido della vita. Ogni liquido assume la forma del contenitore che lo accoglie. Sappiamo che è così perché riusciamo a osservarlo direttamente con i nostri occhi. Eppure questa affermazione vale solo a livello macroscopico. A livello molecolare infatti ogni liquido ha una forma propria determinata dalla posizione spaziale in cui si dispongono le molecole che lo compongono. L’acqua, il liquido della vita, potrebbe invece essere differente e avere, non una, ma bensì due forme molecolari diverse: una forma in cui localmente ogni molecola è circondata da quattro altre molecole disposte con una geometria tetraedrica (ordinata) e con le quali forma dei legami particolarmente intensi (i legami idrogeno), e una in cui la struttura tetraedrica invece è significativamente distorta, ovvero una configurazione più disordinata, in cui alcune molecole formano solo tre o cinque legami idrogeno.La competizione tra queste due strutture spiegherebbe le anomalie dell’elemento più prezioso e abbondante della Terra: l’acqua infatti ha un comportamento che differisce da quello di tutti gli altri liquidi esistenti in natura. Per esempio come solido ha una densità inferiore che come liquido (si spiega così il galleggiamento del ghiaccio), ha un calore specifico molto alto (è in assoluto il liquido che impiega più tempo per riscaldarsi), ha una tensione superficiale elevata (le gocce d’acqua rimangono integre su molte superfici, come sulle foglie delle piante, e non si espandono come gli altri liquidi).Nonostante i molteplici lavori, teorici e sperimentali condotti negli ultimi venti anni, non sono state prodotte prove definitive del ruolo giocato da queste due strutture all’interno dell’acqua. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science fornisce una prova inequivocabile, basata sui più accurati modelli oggi disponibili, che l’unicità dell’acqua dipenda proprio dalla non univocità della sua forma. Il lavoro, frutto della collaborazione scientifica fra Francesco Sciortino del Dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma e il team di Pablo Debenedetti della Princeton University (USA), ha dimostrato per la prima volta che a temperature bassissime la “competizione” tra le due strutture genera due fasi liquide ben distinte, con diversa densità e che il passaggio tra le due “acque” costituisce una vera e propria transizione di fase, esattamente come avviene, ad esempio, da una fase solida a una gassosa. In particolare, i ricercatori hanno visto che al di sotto della temperatura di circa -180 gradi Kelvin, l’equivalente di -90 gradi Celsius, dove l’acqua è metastabile rispetto al ghiaccio, la densità del liquido comincia a oscillare fra due valori: liquido a bassa densità e liquido ad alta densità. “Come il ghiaccio che galleggia sull’acqua – spiega Francesco Sciortino – sotto i 180 gradi Kelvin, l’acqua di bassa densità galleggia sopra l’acqua di alta densità. Abbiamo dimostrato, con modelli alquanto accurati, un punto critico per la transizione liquido-liquido: la prova teorica che serviva per convincere la comunità scientifica che è possibile avere un sistema puro (una sola componente) con più di una fase liquida”.
Per raggiungere questi risultati sono state necessarie simulazioni estremamente lunghe di sistemi particolarmente grandi, un vero tour-de-force numerico che ha richiesto una enorme quantità di risorse di calcolo, sia a Roma che a Princeton. Gli autori infatti hanno risolto le equazioni del moto che descrivono l’evoluzione del liquido per ben 100 miliardi di volte di seguito coprendo così un intervallo temporale di circa 100 microsecondi, per osservare la transizione tra i due liquidi che avviene sulla scala di decine di microsecondi, prima che l’acqua cristallizzi. “Grazie a questo lavoro – conclude Sciortino – disponiamo di un modello e di dati numerici accurati che ci consentiranno in futuro di osservare la struttura molecolare su scala subnanometrica, per dimostrare sperimentalmente questa transizione di fase e per scartare scenari termodinamici rivelatisi inadeguati a coglierne l’esistenza”. (foto: Legami idrogeno copyright uniroma)

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Dimezzato il consumo di acqua, utilizzata solo cellulosa certificata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Così Fedrigoni produce carte speciali sostenibili. Il 47% in meno di consumo di acqua fresca nel comparto delle etichette autoadesive negli ultimi sei anni, a parità di produzione, e il 15% in meno di acque di processo in quello di carta e sicurezza, dove anche l’uso di energia termica è diminuito del 13% (-9% quello dell’energia elettrica) grazie a notevoli investimenti per installare impianti di cogenerazione a turbina, alimentati a gas metano, nei principali stabilimenti. Dal 2014 tutte le cellulose impiegate sono esclusivamente del tipo certificato FSC®, provenienti da impianti forestali tutelati da norme internazionali che garantiscono la loro sostenibilità sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Sono alcuni numeri che testimoniano l’impegno costante di Fedrigoni, gruppo italiano leader in Europa nelle carte speciali per packaging, etichette autoadesive, stampa e sicurezza, per efficientare i processi produttivi, ridurre i consumi e migliorare gli impatti ambientali in un’ottica di sostenibilità. Cifre importanti di per sé, ma ancor più significative se le si inquadra nel percorso di miglioramento continuo che l’azienda ha intrapreso più di 25 anni fa per favorire la qualità, l’ambiente, la sicurezza e la salute. I dati sono contenuti nel Report ambiente e sicurezza 2019, quest’anno pubblicato insieme al Bilancio. Nella produzione di etichette ed elementi autoadesivi (Pressure sensitive labels), dove si applica un processo di siliconatura a base acquosa senza impiego di solventi organici, anche le emissioni di CO2 sono calate del 20% dal 2014, il ricorso all’ossigeno chimico è diminuito del 23% e la produzione di rifiuti è scesa del 14% (del 10% nel comparto carta e sicurezza). Inoltre, l’azienda aderisce a etichette e marchi di natura volontaria che confermino specifiche attribuzioni ecologiche e di sicurezza dei prodotti. Ma per Fedrigoni sostenibilità significa anche attenzione ai dipendenti e ai clienti, a cui vengono assicurati luoghi di lavoro salubri e prodotti sicuri attraverso continui investimenti: infatti, rispetto all’anno precedente, nel 2019 è diminuita del 7,5% la durata media degli infortuni sul lavoro nei diversi stabilimenti e gli indici di frequenza e di gravità degli incidenti sono calati rispettivamente del 37% e del 42%, anche grazie a specifiche attività organizzative, gestionali, formative e d’informazione.
“Da anni ci impegniamo a essere socialmente responsabili, sempre, comunque e verso chiunque – commenta Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Fedrigoni – e questo impegno sarà ulteriormente rafforzato e accelerato attraverso un importante piano pluriennale di interventi e investimenti rilevanti che mira a raggiungere obiettivi precisi: ridurre il nostro impatto sull’ambiente, sviluppare prodotti realmente alternativi alla plastica, sensibilizzare le persone sui temi della sostenibilità e diffondere una cultura che metta sempre l’individuo al centro”.
“Nei processi di produzione e valorizzazione di tutte le nostre carte utilizziamo solo materie prime e ausiliarie sicure – continua il manager -, non impattanti e provenienti da origini controllate e tracciate, così come applichiamo le migliori economie di scala per ridurre e ottimizzare il consumo delle risorse energetiche e idriche e la gestione dei rifiuti e diamo la preferenza a fornitori che adottano le stesse politiche. I nostri sforzi sono orientati a favorire un’economia circolare e una crescita sostenibilie, attraverso prodotti il più possibile eco-compatibili e sicuri lungo tutto il loro ciclo di vita. Nè va dimenticata la nostra attenzione per l’arte e la cultura, che promuoviamo anche con le attività della Fondazione Fedrigoni Fabriano”.
Proprio in questa direzione va il lancio della nuova gamma di carte riciclate Symbol Card ECO, disponibile in due versioni con il 50% e il 100% di contenuto di fibra di riciclo, frutto di un percorso di innovazione di prodotto sostenibile. La superficie di Symbol Card ECO è caratterizzata da una patinatura a doppia lama su un solo lato, che gli attribuisce una finitura Satin, e da un lato non patinato che permette di raggiungere buoni risultati anche con stampa di fondi pieni, adattandosi a diverse tipologie di stampa e nobilitazione. Realizzate in diverse grammature, entrambe le versioni sono prodotte sia in fibra che in controfibra, caratteristica che le rende perfette per la realizzazione di copertine, cartoline e inviti, ma anche per creare packaging come astucci, box e hangtags.
Tra le attività di responsabilità sociale del Gruppo Fedrigoni figura anche l’impegno a fare formazione e informazione alla business community sui temi del riciclo e dell’economia circolare. E’ questo l’obiettivo di “Recycled Tool”, una breve guida chiara e sintetica di approfondimento sulle carte con contenuto di riciclo e sulle loro performance: dai processi e le materie prime con cui si ottengono alla loro resa grafica, dalle numerose applicazioni ai vantaggi che rappresentano per l’ambiente.

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Bere ogni giorno la giusta quantità di acqua è essenziale per tutti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Ma lo è in particolare per i bambini: si tratta di un gesto semplice ma fondamentale acquisire fin da piccoli per mantenere in salute l’organismo e le capacità cognitive. A maggior ragione in questo periodo in cui la normale routine, sia degli adulti che dei bambini, è venuta meno non bisogna abbandonare le buone abitudini a partire da quella di bere ogni giorno la giusta quantità di acqua in modo da mantenere l’organismo correttamente idratato.Grazie alla maggiore presenza e supervisione dei genitori, questi giorni possono essere utili per insegnare e rafforzare nei bambini la buona abitudine di bere acqua.Come recentemente confermato da uno studio pubblicato su The Journal of Nutrition[1] bere la giusta quantità di acqua può influenzare alcuni aspetti delle prestazioni cognitive dei bambini. Un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha effettuato degli esperimenti su due gruppi di bambini tra i 9 e gli 11 anni di età: al primo era stata limitata l’assunzione di acqua, invece al secondo era stato fatto assumere il giusto quantitativo. I risultati hanno mostrato che i bambini con maggiore idratazione hanno ottenuto risultati migliori sulle attività e i test effettuati ed hanno riscontrato una maggiore flessibilità cognitiva.“L’acqua supporta molte funzioni essenziali nella vita quotidiana di tutti, ma nei bambini, in particolar modo, esistono specificità fisiologiche che necessitano di un giusto equilibrio idrico, come ad esempio la progressiva maturazione della funzione renale che si protrae fino a circa 2 anni di età.– spiega la dottoressa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino – In più i bambini avendo un più alto rapporto di superficie epiteliale rispetto alla massa corporea hanno una maggiore sudorazione e quindi una maggiore perdita d’acqua attraverso la pelle che va quindi reitegrata”.
Ecco quindi perché è fondamentale acquisire e mantenere abitudini sane fin dall’infanzia in modo che si possano poi protrarre fino nell’età adulta: i bambini che bevono poca acqua diventano adulti che bevono poca acqua con potenziali conseguenze per la salute a 360 gradi.

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