Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘acqua’

Acqua minerale. Salubrità, costi, qualità. E’ ora di rendere migliore il mercato

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

Al bar o al ristorante, quando si chiede acqua, quasi sempre ci viene offerta quella minerale, in bottiglia o in bicchiere, di un tipo scelto dall’esercente. Per il consumo immediato sono molto rari gli esercizi commerciali con una “carta delle acque”, o anche solo la scelta tra due/tre marche. Così come sono rari i ristoranti che ti portano una bottiglia di acqua cosiddetta pubblica, magari refrigerata e in bella bottiglia, facendoti pagare solo il servizio e talvolta neanche quello. Quasi tutti i bar e ristoranti, inoltre, usano l’acqua in bottiglie di plastica che, i meno raffinati, ti portano anche su una tavola imbandita con stoffa. Ci sono poi (ristoranti) che, facendotela pagare un occhio della testa, ti portano l’acqua in bottiglie eleganti che sembrano vetro e, raramente, vetro stesso. Questo accade nonostante tutti i gestori presumibilmente sanno che l’acqua (e anche le bevande) si conservino meglio nel vetro per gasatura e sapidità. Motivi economici e ignoranza. L’acqua e la bevanda in vetro, quando sono disponibili, costano molto di più. Il gestore a cui nel caso dovessi chiedere un prodotto in vetro (soprattutto se acqua) ti guarda come marziano “… ma è acqua…”. Nei ristoranti, dove quasi tutti hanno carte di vini e bevande, se si chiede altrettanta carta dell’acqua, con un sorrisetto di commiserazione da parte dei più gentili, si riceve un rifiuto. Eppure la presenza di varie acque e, soprattutto, in vetro, non potrebbero che ingentilire l’offerta. Ma siamo alla cosiddetta età della pietra.Oltre alla qualità dell’acqua, migliore se in vetro, senza quel saporino di sottofondo di plastica che tutte le acque in altrettante confezioni hanno, oggi registriamo un “allarme” sanitario grazie ad una ricerca francese che ha individuato la presenza di microplastiche nel 78% del campione. Non solo gusto, quindi, ma anche salute.Non siamo a livelli di allarme e, comunque, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sugli effetti sulla salute delle microplastiche (contenute anche nell’aria che respiriamo) non ci sono ancora dati certi.Qualcuno, giustamente, potrebbe far notare che se dovessimo anche pagare di più (talvolta anche più del doppio) l’acqua minerale, non si finirebbe più di svuotare il portafoglio. E’ vero. Ma nel nostro caso sarebbe bene considerare due aspetti: – qualità e salubrità, anche e soprattutto nelle cose meno costose, non hanno prezzo; – nell’odierno prevalente mercato, l’offerta fa la domanda. Ma il mercato è anche, viceversa, domanda che fa offerta. Se il consumatore domanda e non trova, consuma e fa esaurire le poche offerte a disposizione (anche e soprattutto nei supermercati), ne parla con gli esercenti così come in bar e ristoranti si parla di caffè e qualità del cibo… potrebbe farsi largo l’idea, il business e il trend che l’acqua non sia solo sciacquarsi la bocca e la gola ma – al pari di altre bevande – gusto, qualità, salubrità, curiosità e cultura gastronomica. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Acqua non solo siccità

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2022

Il ministro per la Transizione ecologica Cingolani ha riconosciuto che la scarsità d’acqua non è legata solo al clima di questa torrida estate, ma anche alla mancata manutenzione della rete idrica e a un sistema di gestione troppo complicato – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Mentre l’attenzione generale si concentra sulle scarse precipitazioni, è bene non perdere di vista gli errori dei decenni passati e gli interventi che permetterebbero di portare sollievo immediato al Paese e alla sua agricoltura.Una voce del Governo ha finalmente affermato che serve un intervento molto forte a livello sia emergenziale che infrastrutturale – continua Tiso. Oltre alle perdite record di acqua, un altro grande problema è il numero eccessivo di enti competenti in materia di risorse idriche. Per rinnovare in tempi rapidi le nostre infrastrutture e assicurare la loro manutenzione è indispensabile un sistema di gestione più snello ed efficiente, che consenta di prendere decisioni giuste in tempi adeguati.Il piano annunciato da Cingolani si sviluppa su diversi livelli: non ci sono solo i fondi del Pnrr per un ammontare complessivo di 4,4 miliardi di euro, ma anche un sistema di monitoraggio della rete idrica, nuove regole per l’utilizzo delle acque reflue depurate e la realizzazione di nuove opere. L’acqua è una risorsa di cui siamo storicamente ricchi e per la cui gestione siamo stati in passato maestri. Sarà necessario assicurare la massima trasparenza e un controllo efficace dei nuovi investimenti per far sì che torni a scorrere abbondante e a beneficio di tutti.

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In Italia si disperde 42% acqua

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2022

Salvatore Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana): “Fondi del PNRR vengano utilizzati anche per la riduzione della dispersione idrica. Non possiamo continuare a permetterci di perdere, in Italia, ben il 42% di acqua ogni anno!”. “Dobbiamo affrontare in modo costante il tema della qualità delle condutture idriche. I guasti sono abbastanza frequenti anche nel nostro paese ed inoltre bisognerebbe limitare, almeno limitare, la dispersione idrica. In Italia, ogni anno si disperdono in rete, ben 156 litri al giorno per ogni singolo abitante. Il volume annuale di acqua che si perde perché c’è una rete idrica vecchia, è pari alle esigenze di ben 44 milioni di cittadini. Noi dovremmo ripartire da questo. L’acqua è una risorsa preziosa e lo è per i prodotti della terra, per la qualità della vita di tutti e per i nostri valori sociali e culturali. Una rete idrica colabrodo che perde circa il 42% dell’acqua. Nella provincia napoletana la dispersione oscilla tra il 30-34% e dunque sotto la media nazionale ma dobbiamo porci il tema acqua e cercare di prevenire fenomeni di eventuale siccità. Speriamo che fenomeni di siccità non si verifichino anche da noi e che non ci sia carenza d’acqua anche da noi, ma penso che sia importante la strada della prevenzione. Ad esempio gli esperti ci dicono che alcuni sistemi consentono il trattenimento delle acque piovane. Dunque credo che in ottica PNRR si debba mettere in campo un progetto, una pianificazione che almeno inizi a realizzare metro dopo metro un nuovo sistema idrico”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano.

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Acqua, Meleo (M5s): “Riduzione sprechi grazie a nostra gestione, Virginia Raggi motore del cambiamento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

Roma. “Una diminuzione delle perdite d’acqua dal 43,2 per cento del 2017 al 28,6 per cento del 2021 raggiunta durante il mandato di Virginia Raggi su suo preciso imput. Un risultato prezioso tanto più alla luce della crisi idrica attuale. Ci spiace constatare che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ammette genericamente i lavori fatti sulla rete – non potrebbe fare altrimenti vista l’utilità del miglioramento per affrontare la difficile situazione della siccità – ma, ancora una volta, omette di riconoscere il merito all’ex sindaca della Capitale. Per il bene dei cittadini, ci auguriamo che, sotto la nuova Amministrazione dem, l’efficientamento del sistema distributivo continui, e che Acea possa proseguire il percorso fatto nella passata consiliatura. Non guasterebbe anche maggiore lealtà istituzionale e generosità nell’attribuire all’ex sindaca obiettivi allora impensabili, vista l’eredità disastrosa ricevuta. Quando abbiamo preso in mano la città di Roma abbiamo dovuto fare i conti con tubature colabrodo. Abbiamo dovuto prendere atto che chi ci aveva preceduto non aveva preso a cuore il problema, e siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo. Questo è stato possibile anche grazie al lavoro dei dipendenti dell’azienda, di cui il Comune è socio di maggioranza. Abbiamo così avviato e realizzato un programma di investimenti senza precedenti nella manutenzione e innovazione tecnologica delle infrastrutture. Il risparmio di 100 milioni di metri cubi di acqua, cui oggi Zingaretti accenna e si avvantaggia, ha un nome, Virginia, che l’ha perseguito”. Così in una nota Linda Meleo, capogruppo capitolino M5s.

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Anbi: Emergenza acqua in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Se al Nord compaiono le prima autobotti per la distribuzione potabile, l’emergenza acqua sta rapidamente estendendosi al Centro Italia: è questo l’ulteriore dato di preoccupazione, che emerge dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche nella prima stagione, in cui si evidenziano in maniera massiva le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla Penisola. Esemplare è la situazione di quello, che “era” il secondo fiume della Toscana (il primo, l’Arno, ha flussi dimezzati rispetto alla media mensile e, in particolare, quasi 50.000 litri al secondo in meno rispetto al Giugno 2020) ridotto ormai ad uno stato torrentizio dopo mesi di sofferenza idrica: l’Ombrone registra attualmente una portata di 890 litri al secondo, quando il minimo per garantire la vita in alveo è indicato in l/s 2000! Nelle Marche, il fiume Sentino tocca già il minimo storico (-37 centimetri), registrato nell’Agosto 2021, anno considerato idricamente critico per la regione; anche Esino e Nera sono ai livelli più bassi del recente quinquennio, mentre gli invasi ancora trattengono volumi idrici superiori a quelli di 12 mesi fa.In Umbria, le scarse precipitazioni di Maggio trascinano livelli bassi nei corpi idrici della regione (gli invasi del lago Trasimeno e della diga Maroggia sono praticamente dimezzati rispetto agli anni scorsi), ma non solo: il fiume Tevere, nel suo tratto iniziale, registra il livello più basso (cm. 35) dal 1996.L’andamento deficitario del corso d’acqua tiberino prosegue nel Lazio, dove più grave, però, è la situazione dell’Aniene, ridotto ad una portata di circa 3.000 litri al secondo contro una media di oltre l/s 8.000; crolla anche la portata del Sacco, così come in calo sono i livelli dei laghi romani (Nemi scende a cm. 47 contro m.1,66 del Giugno 2021 e Bracciano ha un livello inferiore di 25 centimetri all’anno scorso).Al Nord “capitola” il delta del Po, “conquistato” ormai per 30 chilometri dalla risalita del cuneo salino, registrata a Goro con l’alta marea mentre, lungo tutta l’asta, il più importante fiume italiano è al di sotto dei minimi storici, registrando una “magra” epocale. In rapida decrescita sono anche i grandi laghi del Nord Italia (ad eccezione del Benaco), il cui bilancio idrico è deficitario: in una settimana, il Maggiore si è abbassato di 20 centimetri, il Lario di oltre 30 e l’Iseo di cm. 7; il lago Maggiore trattiene il 23,2% di acqua e con cm. -7,5 segna il record minimo dal 1946, mentre la portata erogata dal lago di Como nel fiume Adda ha toccato punte doppie rispetto agli afflussi da monte ed il riempimento del bacino è sceso in una settimana dal 54,7% al 30,6%. Restando in Lombardia, sono ormai completamente esaurite, con 2 mesi d’anticipo, le riserve di neve: quest’anno, per altro, la quantità nivale, normalmente presente in quota agli inizi di Giugno (738 milioni di metri cubi), non è mai stata raggiunta, toccando un picco massimo di soli 640 milioni di metri cubi. E’ questa la grande differenza con l’estate 2021 che, pur avendo presentato lunghi periodi con assenza di precipitazioni, poteva contare su una riserva di neve, che ad inizio Giugno era doppia rispetto alla media. Anche gli invasi idroelettrici sono ai minimi storici.In Valle d’Aosta, dove sono in leggero rialzo le portate della Dora Baltea e del torrente Lys, uno studio della Società Meteorologica ha certificato la grave condizione, in cui versano i ghiacciai del Grand Etrét (Valsavarenche) e Ciardoney (Val Soana): nel primo, l’accumulo di neve medio è di 127 centimetri, vale a dire il livello più basso finora registrato ed inferiore di circa il 62% rispetto alla media del periodo 2000-2021 (cm. 331) e dell’11% per quanto riguarda la normale densità; anche sul ghiacciaio Ciardoney, le misure di accumulo confermano la situazione di scarsità estrema con spessori di neve, che vanno da cm. 165 nel punto più elevato ad appena 25 centimetri nel settore mediano, cioè il 25% dei livelli generalmente rilevati, segnandoo il record negativo in tempi recenti.Stessa situazione (niente più neve sui monti e falde a secco) si registra in Veneto, dove il fiume Adige si mantiene su livelli minimi rispetto al passato così come gli altri corsi d’acqua della regione.Scendendo a Sud, a fare da cuscinetto con la grave situazione idrica, che si registra nell’Italia centro-settentrionale, è la Campania, dove permane il rischio di siccità nel bacino idrografico del Liri-Garigliano e Volturno, ma salgono i livelli idrometrici dei principali fiumi, anche se si segnalano in deciso calo i volumi dei bacini del Cilento.In Puglia, i bacini trattengono volumi d’acqua in linea con quelli del positivo 2021.Si differenzia altresì la vicina Basilicata, il cui volume di risorsa stoccata cala di oltre 16 milioni di metri cubi in 12 giorni, confermando la tendenza a consumare maggiori quantità d’acqua rispetto al 2021 (+ 5 milioni di metri cubi) a causa delle alte temperature.Infine, in questa annata idricamente straordinaria, la Sicilia è sorprendentemente al riparo dai rischi di un’estate “assetata”, grazie ai buoni livelli registrati nei bacini nel mese di maggio (+20% rispetto all’anno scorso).

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Allarme acqua in Italia: Rischio razionamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

Mentre in Lombardia si va verso lo stato di crisi idrica regionale, l’incubo del razionamento dell’acqua potabile torna ad aleggiare sul Lazio, dove la quasi assenza di precipitazioni sta diventando allarmante: calano significativamente i livelli dei fiumi Tevere e Liri, ma anche dei laghi di Bracciano e di Nemi. A segnalarlo è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Una delle zone maggiormente interessate dalla scarsità d’acqua sono i Colli Albani dove, per evitare interruzioni di fornitura idrica, il gestore Acea Ato2 si è rivolto alla Regione per chiedere un incremento del prelievo dalla sorgente del Pertuso, una delle fonti del fiume Aniene, la cui condizione già critica (-60% sulla media 1953-1974) non potrà che ulteriormente aggravarsi. Grave è anche la situazione dei fiumi toscani, dove l’ormai “torrente Arno” ha una portata pari al 27% della media e l’Ombrone è in grande sofferenza, trasportando solo 1,56 metri cubi al secondo. Piove troppo poco anche in Abruzzo dove, nei mesi scorsi si sono toccati deficit superiori al 90% (Penne: -93,3%).Nonostante le piogge, cadute però con intensità diversa da zona a zona, i fiumi delle Marche stanno tornando ai livelli del 2021 con improvvisa discesa anche dei volumi idrici trattenuti nei bacini ed ora superiori solo a quelli, scarsi, dello scorso anno.In Campania, il fiume Garigliano rimane sui livelli più bassi in anni recenti, così come si segnalano in calo i volumi dei bacini del Cilento e del lago di Conza: pertanto, il rischio siccità resta presente.Gli invasi di Basilicata e Puglia, complici le alte temperature, registrano una vistosa decrescita nei volumi trattenuti, calati rispettivamente di oltre 7 milioni e di quasi 8 milioni di metri cubi.Preoccupanti anche i dati praticamente dimezzati nell’invaso alla diga S. Anna di Isola Capo Rizzuto, in Calabria: oggi trattiene 5,98 milioni di metri cubi contro una media pari a Mmc. 11,23 negli scorsi 6 anni.In Sardegna, dove sono previste temperature fino a 40 gradi, nei giorni scorsi è piovuto abbondantemente solo nell’estremo Sud (una cinquantina di millimetri), mentre al Centro-Nord dell’Isola sta aggravandosi la scarsità di risorsa idrica.In calo è il livello dei grandi bacini del Nord (solo il Lario è stabile) con il lago Maggiore, che è prossimo a sfiorare nuovamente il minimo storico dal 1946.Diminuiscono le portate dei fiumi valdostani e del Po, che a Cremona è in condizioni di criticità rossa ed a Pontelagoscuro registra livelli pari a quelli dei giorni più difficili della siccitosissima estate 2017.I fiumi piemontesi decrescono visibilmente ad eccezione di Pesio e Sesia; nelle dighe della Baraggia (Ravasanella, Ostola, Ingagna) mancano circa 4 milioni di metri cubi d’acqua rispetto alla media, contenendo oggi il 63,24% del volume invasabile.In Lombardia, nonostante le piogge cadute soprattutto sul Nord della regione (registrati fino a 70 millimetri), le riserve idriche restano largamente deficitarie (-51,4% sulla media e -60% sul 2021), così come quelle nivali (-77% sulla media); il fiume Adda, pur in leggera ripresa, si conferma ai livelli più bassi del recente decennio.Situazione analoga si registra in Emilia Romagna, dove piogge disomogenee hanno portato leggero ristoro agli esangui corsi d’acqua, ma non hanno impedito che il bilancio idroclimatico di alcune zone scendesse al di sotto dei minimi storici: nei bacini montani dal Parma al Trebbia, dove anche le precipitazioni sono inferiori al record negativo; nei bacini di pianura dal Parma al Tidone; nei bacini di pianura a Nord della foce del fiume Reno, dove la pioggia caduta a Maggio è stata la metà di quella di un già difficile 2021 (mm.36 contro i 70 millimetri di 12 mesi fa). Largamente deficitaria è anche la situazione alle dighe piacentine (Molato e Mignano), i cui bacini, con poco più di 10 milioni di metri cubi complessivamente invasati, registrano la peggiore performance del quinquennio (oltre 7 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso).In Veneto, infine, come tutti grandi fiumi del Nord continua a calare il livello dell’Adige, confermandosi ai minimi del recente decennio; in calo anche il Piave, mentre migliorano leggermente la condizioni idriche di Livenza, Bacchiglione e Brenta. (n.r. Da anni abbiamo segnalato il rischio che le forniture d’acqua per usi domestici e agricoli possano assottigliarsi rendendo critica la situazione in gran parte del territorio nazionale e sostenuto la necessità di aumentare gli invasi e riutilizzare le acque reflue depuralizzandole. Possibile che dobbiamo attendere il peggio per cercare di correre ai ripari?)

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L’acqua è l’elemento fondamentale per favorire la regolare funzione intestinale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

E aiutare a prevenire la sensazione di pesantezza, gonfiore, bruciore e fitte allo stomaco o difficoltà di digestione, sintomi molto comuni che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita. I livelli di stress, il ritmo di vita frenetico e la disattenzione alimentare portano spesso ad avere problemi legati alla digestione che possono comunque essere facilmente curati o mitigati con una corretta idratazione.È confermato da molti studi che l’acqua è fondamentale per l’assorbimento dei nutrienti e per l’eliminazione di scorie indigeribili, ed è altresì necessaria per attivare i meccanismi metabolici che ci aiutano nella regolazione del peso corporeo. È dunque l’elemento essenziale anche e soprattutto per i normali processi fisiologici della digestione e un utile mezzo di prevenzione e cura di molte patologie dell’apparato digerente.Tra le acque minerali ne esistono alcune che hanno caratteristiche organolettiche in grado di favorire la digestione. Sono particolarmente indicate quelle ricche di bicarbonato, che contrastano l’acidità di stomaco e determinano tempi di permanenza del cibo nello stomaco più ridotti, e quelle ricche di solfato, in grado di stimolare la secrezione di enzimi digestivi da parte di fegato e pancreas.

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La cultura dell’acqua in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

“Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non c’è un ecoschema dedicato alle risorse idriche: è questa la palese testimonianza di quanto la cultura dell’acqua sia ancora marginale in un Paese come l’Italia, il cui futuro non può che essere legato ad un modello di sviluppo con il territorio al centro ”: ad evidenziarlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, intervenuto ad un simposio sul tema dei “Nuovi spazi per l’acqua”, svoltosi a Padova in collaborazione con ANBI Veneto ed Università. I corsi d’acqua, ad esempio, non vanno più visti in una sola dimensione. “Ad obbiettivi fondamentali come la riduzione del rischio idraulico e la fornitura d’acqua per l’agricoltura si aggiungono nuovi criteri gestionali, improntati alla tutela della biodiversità ed alla fornitura di servizi ecosistemici, in una parola alla multifunzionalità” spiega Alberto Barausse, docente dell’Università degli Studi di Padova. Una visione d’insieme, che ispira anche la proposta del Consorzio di bonifica Bacchiglione per la realizzazione di bacini d’invaso nel bacino dei Colli Euganei: dalla sicurezza idraulica del territorio all’accumulo delle acque per l’irrigazione, dalla funzione turistico-ricreativa al valore ecologico-naturalistico, fino alla riserva idrica antincendio.A fargli eco da Bologna è Valentina Borghi, Presidente del Consorzio di bonifica Renana: “Occorre che le Istituzioni rispondano positivamente all’esigenza di riqualificare le infrastrutture idrauliche ed irrigue per un futuro sicuro, vivibile e sostenibile.” “A 100 anni dal Congresso, che a San Donà di Piave disegnò la moderna Bonifica, non solo i cambiamenti climatici, ma anche le sfide della transizione energetica rappresentano per le nostre realtà un’altra boa da superare” aggiunge Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI, intervenuto all’inaugurazione delle Officine Nord del centro idrovoro consorziale di Saiarino, nodo idraulico ferrarese, in cui convergono tutte le acque di superficie del bacino del fiume Reno.Al proposito, una concreta esperienza d’innovazione arriva anche dalla Toscana, dove la transizione ecologica del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord, che ha sede a Viareggio, coinvolge anche il lavoro quotidiano degli operai, che da alcuni giorni hanno a disposizione nuovi decespugliatori, soffiatori e motoseghe, alimentati con batterie, che si ricaricano, grazie all’energia verde di pannelli fotovoltaici; così, non si usano più carburanti fossili e quindi non si espellono gas di scarico. In questo modo, l’inquinamento è azzerato ed il lavoro è più salubre e piacevole: i nuovi macchinari, tutti in regola con le normative per la sicurezza, sono infatti anche più leggeri, maneggevoli e silenziosi. Questa scelta rispettosa dell’ambiente è stata avanzata da dipendenti dell’ente consortile, che con questa proposta hanno vinto un concorso di idee, in cui erano stati invitati a suggerire all’amministrazione attività innovative e migliorative da applicare al lavoro. Le batterie degli strumenti, alimentate con energia ricavata da pannelli solari, sono indossabili con un semplice zainetto e hanno un’autonomia paragonabile a quella degli attrezzi a motore a scoppio. I nuovi mezzi sono ora in prova alle squadre operative, che stanno prendendo confidenza con la tecnologia “verde”.

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Acqua per un corretto funzionamento delle articolazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

Con l’avvicinarsi della bella stagione, caratterizzata da temperature più calde e piacevoli, aumenta in tutti noi la voglia di passeggiate all’aperto e di fare più attività fisica. In questo periodo di cambiamento, l’assunzione di una giusta quantità di acqua può essere di aiuto alle nostre articolazioni che potrebbero essere soggette a pressioni e dolori dovuti all’incremento dell’attività motoria. Quando il corpo è disidratato anche le articolazioni ne possono risentire in forma grave perché sono il punto di congiunzione di due ossa e devono essere adeguatamente idratate per mantenere la propria funzionalità. “Assumere la giusta quantità di acqua aiuta l’organismo a produrre il liquido sinoviale, un sottile strato fluido che ammortizza la frizione tra le ossa e fornisce nutrimento alle articolazioni. Quando il livello di liquidi nel corpo è basso si potrebbero presentare delle difficoltà nel produrre questa sostanza, causando più attrito e dolore nello sfregamento tra le articolazioni e le ossa, soprattutto con l’avanzare dell’età. La disidratazione, inoltre, contribuisce alla degenerazione articolare perché provoca la perdita di volume del sangue, innescando una reazione a catena di declino della funzione”, spiega la Dottoressa Elisabetta Bernardi, biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino.Bere adeguatamente, non solo può contribuire a stimolare la produzione di liquido sinoviale, ma può anche aiutare la rigenerazione della cartilagine e la sua lubrificazione, riducendo l’infiammazione articolare. La cartilagine è un tessuto forte e flessibile che copre le estremità delle ossa e consente loro di scivolare l’una sull’altra con poco attrito, aiutando la persona a muoversi più liberamente e senza avvertire dolore. Inoltre, consente di ammortizzare gli urti e i colpi quando si cammina, corre o si salta. Poiché la cartilagine è composta per lo più da acqua, è essenziale mantenersi correttamente idratati per stimolare il suo corretto funzionamento, evitando possibili seri danni all’organismo.“Si consiglia di optare per acque ad alto contenuto di calcio e magnesio, e di aumentare la frequenza di assunzione evitando, quindi, di bere solamente quando si avverte la sensazione di sete, un classico e chiaro segnale che si sta già incorrendo in uno stato di leggera disidratazione.” Conclude la Dottoressa Bernardi.

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L’acqua è un elemento essenziale per la vita

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2022

Ed è fondamentale per tutte le funzioni del corpo umano, composto per la maggior parte proprio da liquidi. È necessario quindi imparare a mantenersi adeguatamente idratati durante la crescita per favorire il corretto sviluppo delle capacità fisiche e mentali evitando di incorrere in uno stato di disidratazione. Questa condizione, specialmente negli adolescenti, è in grado di compromettere le normali funzioni vitali e il loro processo di crescita. Sappiamo che il fabbisogno di liquidi che garantisce un’idratazione adeguata varia a seconda dell’età delle persone, ma è soprattutto durante la crescita che una giusta assunzione di acqua può facilitare lo sviluppo dei processi fisici e neurologici dell’individuo. I livelli di assunzione quotidiana di liquidi raccomandati dall’EFSA sono di 1.900 ml al giorno per le ragazze e 2.100 ml al giorno per i ragazzi di età compresa tra 9 e 13 anni. Tuttavia, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, solo il 15% dei giovani in questa fascia d’età consuma il corretto quantitativo di acqua ogni giorno. Questo dato è stato confermato anche da studi condotti in Europa.Numerosi studi dimostrano che la disidratazione può compromettere le capacità fisiche e mentali degli adolescenti. Un deficit di acqua pari all’1-2% può causare un calo nelle prestazioni sportive. Inoltre, è dimostrato che bere adeguatamente, può portare a un miglioramento significativo delle capacità di resistenza nell’esercizio fisico non solo durante la giovinezza ma, se si mantengono queste buone abitudini, anche in età adulta.Per favorire un livello di idratazione corporea equilibrato non basta solo bere tanto, ma è necessario anche seguire una corretta alimentazione. Cibi ad alto contenuto di acqua come frutta e ortaggi possono ottimizzare l’idratazione corporea. Bere sufficienti quantità di acqua e assumere questo tipo di alimenti con costanza può aiutare ad evitare il presentarsi di problematiche legate alla disidratazione, ad esempio, alla salute renale e metabolica, o al verificarsi di disturbi cognitivi e dell’umore, sia nel presente che nel futuro. Giovani che non bevono abbastanza diventano adulti che non bevono abbastanza: è quindi fondamentale il contributo educativo da parte di persone che appartengono non solo al contesto familiare ma anche a quello scolastico, dove l’acqua può aiutare nelle attività di apprendimento, e in quello sportivo, ambito in cui questo elemento è di primaria importanza.

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L’acqua rappresenta una vera e propria alleata delle persone nella vita di tutti i giorni

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2021

non solo da un punto di vista fisico ma anche psicologico. È stata, infatti, dimostrata la correlazione fra una corretta idratazione e lo stato del proprio umore, dovuta, in primis, al fatto che il nostro tessuto cerebrale è costituito per circa l’85% da acqua. Sono numerose le analisi, condotte a livello internazionale, che hanno contribuito ad avvalorare questa tesi. Ad esempio, è stato realizzato uno studio, pubblicato nel 2015 sulla rivista internazionale Appetite, in cui sono state coinvolte 120 donne in buone condizioni di salute, per valutare l’effetto dell’assunzione giornaliera di acqua sullo stato d’animo. Dopo un periodo di indagine di 5 giorni, è risultato che coloro le quali bevevano più acqua mostravano un atteggiamento e un umore più positivi rispetto alle partecipanti allo studio che ne assumevano di meno.for Water, l’acqua può influenzare il livello di scambi elettrolitici nelle varie aree del cervello, compresa quella che influenza l’umore.” Secondo il professor Solimene, le acque che contribuiscono ad un miglioramento dello stato psico-emotivo sono quelle che contengono un maggior quantitativo di magnesio. Una corretta idratazione aiuta a migliorare il proprio approccio verso le piccole sfide che si presentano ogni giorno. Questo meccanismo di causa-effetto si dimostra particolarmente efficace in ambito sportivo: uno studio dell’Università di Bath ha preso in esame una tipica sessione di esercizi ricreativi in adulti sani (52) per verificare il modo in cui i soggetti affrontavano questi sforzi in base al livello di idratazione. Durante l’analisi sono stati in primis analizzati i campioni di urina dei partecipanti – per verificarne il livello di densità, andando quindi a rilevare i livelli iniziali di idratazione individuale – e sono state effettuate delle valutazioni psicologiche iniziali. Il 37% dei soggetti ha mostrato una densità urinaria superiore a 900mOsmol/kg (-1), quindi un livello di idratazione basso, che ha portato ad affrontare gli esercizi proposti con un approccio più pessimista e negativo, rispetto a coloro che si sono presentati con livelli di idratazione più alti.

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L’Italia ha bisogno d’acqua

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2021

“Per rispondere all’ormai conclamata emergenza climatica, che aumenta il bisogno di regolari apporti idrici per un’agricoltura compressa fra bombe d’acqua e siccità, bisogna innanzitutto provvedere alla manutenzione ed al completamento dei bacini esistenti, nonché contestualmente avviare un Piano Nazionale Invasi multifunzionali medio-piccoli, perché il sentiment delle comunità locali tuttora non accetta dighe, nonostante la internazionalmente riconosciuta capacità ingegneristica degli italiani”: a ribadirlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) , intervenuto ad un convegno organizzato su questi temi da ITCOLD.Il Piano ANBI di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese (il 70% delle infrastrutture ha più di 30 anni) prevede la pulizia straordinaria di 90 invasi, la cui capacità complessiva è ridotta di circa il 10% a causa del progressivo interrimento, dovuto al depositarsi di sedime sul fondale; si prevede di asportare oltre 72 milioni di metri cubi di materiale per un costo di 290 milioni di euro, capaci però di attivare più di 1450 posti di lavoro. Oltre a ciò, si propone di completare 16 bacini tuttora non in esercizio e di realizzarne altri 23, aumentando la capacità complessiva italiana di circa 360 milioni di metri cubi, concorrendo così ad incrementare la percentuale di acque meteoriche, trattenuta al suolo ed oggi ferma all’11%. A ciò si affianca il “Progetto laghetti”, presentato con Coldiretti: 6.000 invasi aziendali e 4.000 consortili da realizzare entro il 2030. “In gioco – conclude il DG di ANBI – c’è il futuro di un settore che, nel 2020, ha rappresentato 56 miliardi di euro del Prodotto Interno Lordo.”

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Progetto fotografico Al di là dell’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Campo Santo Stefano 2828a, Venezia 4 dicembre 2021 – 9 gennaio 2022 inaugurazione sabato 4 dicembre 2021 ore 18,30 (Orari lunedì – domenica 11.00 – 18.00 Ingresso libero), Massimiliano Camellini presenta a Venezia, nei suggestivi ambienti di SPARC* Spazio Arte Contemporanea, il suo progetto fotografico Al di là dell’acqua. La mostra, include una serie di oltre 20 scatti in bianco e nero, tutti rigorosamente calibrati nell’aspetto contenutistico e formale, com’è proprio del lavoro dell’artista.Massimiliano Camellini sceglie di esplorare il tema del viaggio come desiderio sconfinato di scoperta. La chiave metaforica di un percorso, che è prima di tutto esistenziale, porta l’artista all’interno delle navi cargo dove si focalizza sulla vita che si svolge a bordo, guardando al di là della superficie del mare o dell’oceano, visibile attraverso l’oblò e in direzione di una meta che non è solo geografica. Il fascino da cui lui stesso è ammaliato oscilla tra il senso di libertà e l’esorcizzazione della paura per l’ignoto, ricollegandosi all’opera Novecento di Alessandro Baricco, che Giuseppe Tornatore trasformerà nel film La leggenda del pianista sull’oceano, dove il protagonista preferisce la nave alla terraferma in quanto proiettata – sempre e comunque – verso il sogno infinito della scoperta. La stretta relazione che lega i soggetti ai luoghi e agli spazi architettonici, tanto fisici quanto mentali, è sottolineata dalle immagini di oggetti di uso comune: il binocolo, l’orologio nel corridoio, la lavatrice, gli attrezzi per gli esercizi ginnici, il timone, il quadro comandi, gli apparecchi elettronici. Oggetti da cui trapelano storie vissute all’interno della nave, intesa come città-stato: uno spazio architettonico progettato per adattarsi a una nuova organizzazione ma anche uno spazio universale che contiene i simboli di tante appartenenze culturali ed etniche che condividono lo stesso viaggio, rappresentate in particolare dalla fotografia che inquadra tanti passaporti diversi su una stessa scrivania.Lo spazio espositivo veneziano che ospita la mostra rappresenta la cornice perfetta per questo progetto: *SPARC nasce da un’antica abitazione privata lagunare, che mantiene la suddivisione per stanze propria dell’intimità domestica con un affaccio panoramico sui canali e sulla storia di navigazione dell’antica repubblica marinara. In omaggio alla storia del luogo e della città, Massimiliano Camellini ha realizzato una piccola serie d’immagini all’interno dello stesso spazio espositivo che ritraggono le tracce di arredo propriamente “navale” di cui è portatore, e che saranno esposte in una sorta di ‘mostra nella mostra’.Il progetto espositivo Al di là dell’acqua è accompagnato dal catalogo italiano/inglese edito da Greta’s Books (2017) con testi di Andrea Tinterri (critico fotografico), Fabio Dei (antropologo) e Donatello Bellomo (scrittore), realizzato con il patrocinio del Comune di Venezia, Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Capitolo Italiano della Royal Photographic Society, Laboratorio di Storia Marittima e Navale – DAFIST (Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia) dell’Università di Genova, e in collaborazione con Mu.MA – Musei del Mare e delle Migrazioni (Genova), l’Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione, e il Doc SAI – Archivio Fotografico del Comune di Genova.

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Massimiliano Camellini: Al di là dell’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

A partire dal 4 dicembre 2021, Massimiliano Camellini presenta a Venezia, nei suggestivi ambienti di SPARC* Spazio Arte Contemporanea, il suo progetto fotografico Al di là dell’acqua. La mostra, include una serie di oltre 20 scatti in bianco e nero, tutti rigorosamente calibrati nell’aspetto contenutistico e formale, com’è proprio del lavoro dell’artista.Massimiliano Camellini sceglie di esplorare il tema del viaggio come desiderio sconfinato di scoperta. La chiave metaforica di un percorso, che è prima di tutto esistenziale, porta l’artista all’interno delle navi cargo dove si focalizza sulla vita che si svolge a bordo, guardando al di là della superficie del mare o dell’oceano, visibile attraverso l’oblò e in direzione di una meta che non è solo geografica.Il fascino da cui lui stesso è ammaliato oscilla tra il senso di libertà e l’esorcizzazione della paura per l’ignoto, ricollegandosi all’opera Novecento di Alessandro Baricco, che Giuseppe Tornatore trasformerà nel film La leggenda del pianista sull’oceano, dove il protagonista preferisce la nave alla terraferma in quanto proiettata – sempre e comunque – verso il sogno infinito della scoperta. La stretta relazione che lega i soggetti ai luoghi e agli spazi architettonici, tanto fisici quanto mentali, è sottolineata dalle immagini di oggetti di uso comune: il binocolo, l’orologio nel corridoio, la lavatrice, gli attrezzi per gli esercizi ginnici, il timone, il quadro comandi, gli apparecchi elettronici. Oggetti da cui trapelano storie vissute all’interno della nave, intesa come città-stato: uno spazio architettonico progettato per adattarsi a una nuova organizzazione ma anche uno spazio universale che contiene i simboli di tante appartenenze culturali ed etniche che condividono lo stesso viaggio, rappresentate in particolare dalla fotografia che inquadra tanti passaporti diversi su una stessa scrivania.Lo spazio espositivo veneziano che ospita la mostra rappresenta la cornice perfetta per questo progetto: *SPARC nasce da un’antica abitazione privata lagunare, che mantiene la suddivisione per stanze propria dell’intimità domestica con un affaccio panoramico sui canali e sulla storia di navigazione dell’antica repubblica marinara. In omaggio alla storia del luogo e della città, Massimiliano Camellini ha realizzato una piccola serie d’immagini all’interno dello stesso spazio espositivo che ritraggono le tracce di arredo propriamente “navale” di cui è portatore, e che saranno esposte in una sorta di ‘mostra nella mostra’.Il progetto espositivo Al di là dell’acqua è accompagnato dal catalogo italiano/inglese edito da Greta’s Books (2017) con testi di Andrea Tinterri (critico fotografico), Fabio Dei (antropologo) e Donatello Bellomo (scrittore), realizzato con il patrocinio del Comune di Venezia, Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Capitolo Italiano della Royal Photographic Society, Laboratorio di Storia Marittima e Navale – DAFIST (Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia) dell’Università di Genova, e in collaborazione con Mu.MA – Musei del Mare e delle Migrazioni (Genova), l’Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione, e il Doc SAI – Archivio Fotografico del Comune di Genova.

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Bollette acqua e recupero delle cosiddette “partite pregresse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

A fine giugno la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17959/2021, ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse”, ovvero i conguagli tariffari previsti dalla delibera ARERA n. 643/2013. Tale disposizione aveva dato il via a una pioggia di richieste di conguagli da parte dei gestori, che vantavano nei confronti degli utenti il recupero di somme relative ai consumi precedenti al 2011.La delibera ARERA, in quanto provvedimento amministrativo, non può porsi in contrasto con la legge e nello specifico con l’art. 11 delle Preleggi, che dispone il principio di irretroattività della legge. La recente sentenza smentisce tale orientamento, aprendo le porte alla richiesta di rimborso per chi ha già pagato tali conguagli ritenuti illegittimi.Anche per coloro che hanno contenziosi aperti con i gestori si aprono spiragli positivi: questa pronuncia, infatti, influirà sull’esito del giudizio consolidando le posizioni degli utenti che avevano contestato i pagamenti.La contestazione delle partite pregresse sulle bollette dell’acqua è una battaglia che Federconsumatori porta avanti da molto tempo: questa importante pronuncia dà ancora più forza alle nostre rivendicazioni e consentirà a molti utenti di ottenere giustizia.Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere assistenza nelle richieste di rimborso. Federconsumatori aprirà confronti sul tema con le Associazioni d’impresa rappresentative del settore, con gli ATO territoriali e le autorità competenti a livello regionale.

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L’acqua non va solo risparmiata ma usata al meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

“Il primo risparmio idrico in agricoltura è l’efficientamento della rete idraulica, per il quale non solo abbiamo presentato un piano di 858 interventi definitivi da inserire nel P.N.R.R., ma quotidianamente siamo impegnati attraverso la ricerca nel centro sperimentale Acqua Campus del Consorzio C.E.R., nel bolognese. La sola drastica riduzione degli apporti irrigui comporterebbe, infatti, maggiori conseguenze nella produzione di cibo come dimostra l’esperienza olandese, dove -30% nell’apporto d’acqua ha significato -40% nel raccolto”: ad evidenziarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), intervenuto al meeting internazionale “Water in agriculture: a better use for a better world”, organizzato dall’Accademia dei Georgofili a Firenze nell’ambito del G20 agricolo. “Sul futuro delle risorse idriche – prosegue il Presidente di ANBI – serve una strategia complessa, incentrata anche sulla realizzazione di nuovi invasi multifunzionali per la raccolta delle acque di pioggia, perché non si può dimenticare che l’Italia ha finora ricevuto ben 4 infrazioni comunitarie per la qualità delle acque reflue.” “Di fronte non più ad un cambiamento, bensì ad una conclamata crisi climatica – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – la sfida è individuare elementi determinanti per incrementare la resilienza dei territori e, per questo, è importante, pur nel disinteresse della politica, il tema del riuso delle acque reflue, che devono però garantire assoluta salubrità e qualità a tutela dell’ eccellenza agricola italiana e della salute delle comunità. La questione idrica è un tema di interesse generale, ma lo è in particolare per la filiera agroalimentare, che segna +81% nell’export e che, per l’economia del Paese, vale 450 miliardi di euro, l’80% dei quali dipendenti dalla disponibilità d’acqua.”

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Concorso fotografico “Obiettivo Acqua”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2021

Con l’arrivo di Settembre riprende vigore la caccia all’immagine per la terza edizione del concorso fotografico “Obiettivo Acqua”, organizzato da Coldiretti, ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), Fondazione Univerde: le iscrizioni, infatti, sono aperte fino al prossimo 26 Ottobre sul sito http://www.obiettivoacqua.it, dove è consultabile il regolamento completo del concorso.Soggetti deputati del contest sono l’acqua dolce ed i suoi vettori: fiumi, laghi, corsi d’acqua minori, zone paludose, delta, estuari, risorgive e tutti gli ambienti ricchi di biodiversità, dove l’uomo è impegnato da secoli a gestire delicati equilibri idraulici.Oltre ai premi per le tre opere vincitrici sono previste 4 menzioni legate alle sottosezioni (“Acqua è…lavoro”; “Acqua è…paesaggio”; “Acqua è…città”; “Cambiamenti climatici: difendere l’acqua – difendersi dall’acqua”) più 2 menzioni speciali (“A due ruote lungo l’argine”, dedicata al connubio tra bicicletta e corsi d’acqua, che sarà tema anche dell’ormai prossima Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione; ”Il cibo è irriguo” incentrata sul binomio acqua-agricoltura per la produzione del “made in Italy” agroalimentare).La partecipazione al contest è gratuita, riservata a cittadini maggiorenni, italiani e stranieri, residenti o domiciliati nel nostro Paese; le fotografie devono essere scattate in Italia.E’ prevista una prima selezione delle fotografie da parte dell’organizzazione, cui seguiranno le scelte finali ad opera di una giuria tecnica.Compatibilmente con l’evolversi della situazione pandemica sono previste una cerimonia finale di premiazione e l’esposizione delle opere più meritevoli.Il concorso gode quest’anno anche di un’ulteriore menzione istituita da ANBI Liguria: “Acqua e canali: il senso di una vita e di un’epoca”; lo scopo è quello di raccontare la storia della regione attraverso immagini dei percorsi segnati dall’ acqua, sia nella bonifica che nell’irrigazione, per la salvaguardia idrogeologica del territorio, la tutela dell’ambiente, il sostegno all’economia.“Ciò che vogliamo rappresentare grazie alle fotografie – dichiara Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è il potere evocativo dell’acqua, attraverso la sintesi di ingegno, innovazione tecnologica ed aspetti paesaggistici.”“La questione idrica in Italia è soprattutto un problema di cultura – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Per questo “Obiettivo Acqua” è parte di una strategia divulgativa, che vede un altro importante appuntamento nella Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che si terrà dal 25 Settembre al 3 Ottobre prossimi; auspichiamo inoltre che il completo ritorno alle attività didattiche in presenza permetta anche la piena ripresa delle molteplici iniziative scolastiche, svolte dai Consorzi di bonifica ed irrigazione per avvicinare i più giovani alla conoscenza del territorio attraverso la gestione delle acque, che lo attraversano.”

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Quando l’acqua racconta la storia di un territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

Due fiumi, quattro laghi, altrettanti canali e un’infinità di torrenti. La Via Francisca del Lucomagno è interamente accompagnata dall’acqua nei suoi 135 km che da Lavena Ponte Tresa al confine con la Svizzera portano a Pavia, sulla tomba di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Ed è dedicata all’acqua l’esperienza che un gruppo di pellegrini provenienti dal Veneto e dalla Lombardia sta facendo. Partiti domenica 4 luglio dalle rive del lago Ceresio, arriveranno al Ticino, al ponte coperto di Pavia, domenica 11 luglio. Nel mezzo le otto tappe del cammino, dove l’acqua è sempre protagonista e testimone della storia e dello sviluppo di un territorio. Acqua che ha alimentato l’insediamento di popoli antichissimi e nel tempo ha dato impulso allo sviluppo industriale, ma che è stata spesso maltrattata e adesso sta tornando a essere pulita grazie agli sforzi di Alfa, la società che gestisce il Servizio idrico integrato in provincia di Varese.La Via Francisca si apre sullo specchio d’acqua che si insinua tra Italia e Svizzera e che assume il nome di Ceresio o Lugano a seconda del lato da cui lo si guarda. Prosegue a Cadegliano Viconago nel parco dell’Argentera, dove il torrente Dovrana ha dato vita a un sistema di mulini che secoli fa permetteva di produrre la farina di castagne. Oggi questi mulini sono affrescati all’esterno e rappresentano un elemento di grande suggestione. Passa dai piccoli laghi di Ghirla (balneabile) e di Ganna con la sua torbiera. Quindi costeggia le sorgenti del fiume Olona per approdare a Varese dove l’omonimo lago ospita il più antico sito palafitticolo dell’arco alpino. Si immerge nella Valle Olona, dove la presenza di molte industrie per anni ha inquinato il fiume, passando dall’approdo dei Calimali, un luogo incantato gestito dall’omonima associazione che sorge tra l’Olona e gli stagni didattici.Ancora acqua, passando sopra il canale Villoresi, opera idraulica che collega il Ticino all’Adda e che fu costruito più di 130 anni fa per portare acqua ai campi della provincia milanese. L’ultimo tratto della Via Francisca del Lucomagno si snoda dapprima lungo il Naviglio Grande, opera che porta acqua alla Darsena di Milano e rappresenta il canale più importante del sistema navigli reso navigabile da Leonardo da Vinci; quindi passa lungo il Canale Ticinetto, costruito nel XII secolo con scopi difensivi, e il Naviglio di Bereguardo. Sono opere che consentirono non solo di alimentare una fitta rete di irrigazione, ma anche di collegare commercialmente Milano con il Po. L’ultimo passaggio è il Ticino, il secondo fiume italiano per portata d’acqua, che viene costeggiato nell’ottava tappa fino al ponte coperto di Pavia.

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Rischio raccolti: meno acqua nelle risaie e nell’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

Tutto come previsto e ripetutamente denunciato: nell’area a cavallo tra Piemonte e Lombardia, la progressiva riduzione della semina tradizionale in sommersione (nel comprensorio dell’Associazione Irrigazione Est Sesia solo il 15% della superficie a riso è ancora coltivata con tale tecnica), non sta consentendo la ricarica della falda, con la conseguente, ridotta riattivazione dei fontanili a valle; il patrimonio agricolo ed ambientale novarese, vercellese e lomellino è minacciato dalla crescente diffusione della nuova tecnica della semina del riso a file interrate, la cosiddetta “semina in asciutta”.“Chiediamo una presa di coscienza ed adeguati interventi, affinchè sconsiderate scelte agronomiche e miopi tesi ambientaliste non pregiudichino un territorio, candidato ad essere patrimonio Unesco” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue). In questi giorni, infatti, nonostante le portate dei canali (ad iniziare dal “Cavour” e dal “Regina Elena”) siano a pieno regime, si evidenziano gravi ed estese situazioni di carenza idrica, localizzate soprattutto nella parte Sud del comprensorio a causa dei mancati apporti di falda, conseguenza delle ridotte sommersioni delle risaie a monte e che apportavano circa il 30% del fabbisogno irriguo.“Lo diciamo da tempo: è riduttivo considerare il riso solo come una coltivazione idroesigente; le risaie sono un delicato elemento equilibratore dell’assetto idraulico. Non a caso sono considerate delle dighe in orizzontale, giacché trattengono l’acqua, permettendo il ravvenamento delle falde, ma sono anche un esempio di sostenibilità circolare, perché la stessa risorsa viene utilizzata più volte nel suo scorrere verso valle” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI. Attualmente, per compensare la situazione aggravatasi in pochi giorni con l’incremento delle richieste, si è resa necessaria l’adozione di forti riduzioni nelle forniture irrigue (-35%). I problemi inoltre sono destinati ad aumentare, in assenza di precipitazioni, allorché la sommersione delle risaie seminate “in asciutta” coinciderà con la prima bagnatura del mais; questa concomitanza determinerà inevitabili criticità negli approvvigionamenti d’acqua, causando danni che possono arrivare, in alcuni casi, alla perdita dei raccolti come non avveniva dagli anni ’70 del secolo scorso.

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Roma al Decimo Forum Mondiale dell’Acqua 2024

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

I romani costruirono numerosi acquedotti per portare l’acqua da sorgenti lontane alle loro città, fornendo terme, latrine, fontane e abitazioni private. Le acque reflue sono state eliminate con sistemi fognari complessi e scaricate nei corsi d’acqua vicini, mantenendo le città pulite e prive di effluenti. Alcuni acquedotti fornivano acqua per le operazioni di estrazione o per la macinazione del grano. Gli acquedotti spostavano l’acqua solo per gravità, essendo costruiti con una leggera pendenza verso il basso all’interno di condotti di pietra, mattoni o cemento. La maggior parte erano sottoterra, o alcune volte erano tunnel. Dunque i romani sono stati artefici di grandi opere di valorizzazione della risorsa acqua. Dove c’erano valli o pianure, il condotto era sostenuto da opere ad arco, o il suo contenuto era pressurizzato in tubi di piombo, ceramica o pietra. La maggior parte dei sistemi acquedottistici includevano serbatoi di sedimentazione, cancelli e serbatoi di distribuzione per regolare l’approvvigionamento come necessario”. Lo ha annunciato poco fa Endro Martini, geologo, Presidente di Italy Water Forum 2024. L’annuncio arriva proprio nelle stesse ore in cui il mondo ricorda la Giornata Mondiale dell’Ambiente! “Nel III secolo d.C., la città aveva undici acquedotti, che sostenevano una popolazione di oltre un milione di persone. Un sistema di acquedotti che in pratica riusciva a coprire l’intera città ed anche i bagni pubblici. A Roma all’epoca c’erano anche i bagni pubblici. Il modello fu esportato nelle città di tutto l’Impero Romano e la realizzazione di tali sistemi venne finanziata come opere di pubblico interesse e orgoglio civico. Opere costose ma necessarie alle quali tutti potevano e dovevano aspirare. La maggior parte degli acquedotti romani ha dimostrato di essere affidabile e durevole, alcuni sono sopravvissuti fino all’inizio età moderna e alcuni lo sono ancora parzialmente in uso. Qualora l’Italia dovesse essere sede del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua – ha continuato Martini – gli acquedotti di Roma, le fontane di cui la città è ricca, i modelli innovativi introdotti dai romani ma tutta la Roma Antica ed anche quella di oggi saranno parte del Forum, l’evento più importante sul Pianeta. Sarà un Forum inclusivo, aperto alle posizioni e al dialogo con i rappresentanti del Contro – Forum perché la risorsa acqua non deve dividere ma deve unire. Avremo i rappresentanti di tutte le religioni del Mondo che per la prima volta si siederanno intorno ad un tavolo con Capi di Stato, Ministri dell’Ambiente, delegazioni di associazioni, per arrivare alla carta del “Rinascimento dell’Acqua”. E’ un evento senza precedenti, un forum di rottura, in ottica di Recovery Fund”. I sistemi inventanti dai romani, la manutenzione, le belle fontane: Roma è parte del Decimo Forum Mondiale dell’Acqua – Italy Water Forum 2024! “La manutenzione metodi di costruzione del gli acquedotti sono indicati da Vitruvio. nella sua opera De architectura (I secolo a.C.). Le fontane di Roma dimostrano come i romani abbiano sempre avuto una grande passione per le acque pubbliche, dagli acquedotti alle terme e come, dopo i secoli di decadenza, questa passione si esprimeva nella costruzione dei numerosi fontane (oltre 2.000) che decorano ancora oggi strade e piazze romane. I problemi di igiene, poi, non sembravano preoccupare nessuno, se l’acqua del fiume (decantato in apposite cisterne) era ritenuto così buono che il i papi lo prendevano anche in viaggio. Le fontane erano, per i romani, quasi una naturale conseguenza della conformazione geologica del terreno su cui è stata edificata la città: il vulcanico terreno in collina – ha concluso Martini.

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