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L’acquacoltura Biologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Bari 7 maggio 2010 ore 9,00,  Sala Convegni Camera Commercio.  L’iniziativa si inserisce nella serie di incontri organizzati da Bridge€conomies sul biologico.  <<Un convegno sull’acquacoltura biologica, con la partecipazione del MIPAAF, dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e con il supporto di una manifestazione internazionale come BIOLFISH – spiega il presidente di Unioncamere Puglia, Luigi Farace – risponde tempestivamente alle richieste informative degli imprenditori del comparto che in Puglia vanta aziende leader>>. L’acquacoltura può essere considerata come una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita a livello mondiale. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla FAO, la produzione mondiale della pesca, stimata in circa 90 milioni di tonnellate, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni. La produzione dell’acquacoltura, stimata intorno a 65 milioni di tonnellate, non ha invece mai smesso di crescere sin dai primi anni ‘50, ed è ragionevole ipotizzare che raggiungerà i livelli di produzione della pesca nel prossimo decennio. Considerando l’acquacoltura mediterranea, le produzioni più significative sono rappresentate da spigole ed orate, con circa 250 mila tonnellate e ampi margini di crescita. In Italia il “sistema acquacoltura” conta circa 800 allevamenti e 15mila addetti, compreso l’indotto; il consumo pro capite di prodotti della pesca e acquacoltura è pari a 25,5 kg/anno. La produzione di spigole e orate biologiche, nel Mediterraneo, ha ampissimi margini di crescita: dalle attuali 160 tonnellate fino si stima una domanda potenziale di più di 10mila tonnellate nei prossimi 5-6 anni. Tale crescita sarà certamente supportata dal nuovo ed regolamento.

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Fermo pesca

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Scatta da lunedì il calendario del fermo pesca (di seguito  le date per litorali) che interesserà da principio le marinerie adriatiche. Ma anche se i grandi pescherecci dello strascico e delle volanti rimarranno in porto, per attuare questo indispensabile strumento di tutela eco-biologica, il fermo biologico non frenerà la ripresa dei consumi ittici stimata dal Centro Studi di Lega Pesca per il periodo estivo, per una spesa di 1.032 milioni di euro e 150 mila tonnellate di prodotto, per oltre il 50% provenienza estera, che finiranno sulle tavole del belpaese. Per scongiurare ogni rischio di contraffazioni o scarsa qualità del prodotto di importazione (vedi operazione “pesce giallo” della Guardia costiera) via libera alla scoperta delle specie locali meno conosciute, come boghe, sciabole, zerri, sugarelli, alacce, argentine, pesci poco noti ma gustosi e oltretutto venduti a prezzi abbordabili (prezzo medio al kg di 5/6 euro).  Il calo della domanda negli scorsi mesi ( – 10% nel primo semestre, come attestato dall’ISTAT) ha di fatto congelato i prezzi al consumo rispetto al 2008: si va dai 6/7 euro di alici e sgombri ai 14/16 per calamari e gamberi, ai 10/12 per spigole ed orate, fino ai 23 euro per il pesce spada. Per i molluschi, dai 6,50/8,00  euro per le vongole veraci nostrane, ai 2/3 euro per le Cozze Italia, fino ai 3,50 per i raffinati “moscioli” del Conero in vendita diretta a  Portonovo, Numana e Ancona.  Di questa tenuta dei prezzi beneficiano i consumatori, ma non i produttori, ricorda lega Pesca, che non manca l’occasione per sottolineare che il ricarico effettuato nei diversi passaggi della filiera fa lievitare oltremodo  il prezzo pagato ai pescatori, mentre non supera il 20%  se il pesce è comprato direttamente in banchina, grazie alla vendita diretta gestita dalle cooperative di pesca.     Le date del fermo:  adriatico  (30 giorni dal 3 agosto al 1 settembre da Trieste a Bari Deroga terremoto abbruzzo dal 15 agosto al 13 settembre, TIRRENO: dal 31 agosto al 29 settembre da Brindisi da Imperia SICILIA dal 1° settembre ed il 30 ottobre per 30 giorni consecutivi ad eccezione delle imprese di pesca iscritte nel Compartimento Marittimo di Mazara del Vallo che si fermeranno tra il 1° agosto ed il 27 settembre per 30 giorni consecutivi) Sardegna 45 giorni consecutivi dal 1 settembre Specie di stagione (luglio, agosto e settembre) Pesci: Aguglia, alaccia, cefalo, dentice, sarago, sugherello, sardina, alice, sogliola, lampuga, scorfano, sgombro, latterino, orata, pesce spada, ricciola, gallinella, alalunga, ombrina. Molluschi: calamaro, cannolicchio, fasolaro, vongola, moscardino. Crostacei: astice, scampo, aragosta.  Consigli per non abboccare –  Rivolgersi ad un venditore di fiducia; leggere l’etichetta; se d’allevamento, preferire prodotto italiano, maggiormente controllato e certificato; per l’acquisto in tranci, preferire banchi vendita in cui è esposta anche la testa; per essere assolutamente sicuri che il pesce sia selvatico, scegliere specie non allevate, ad esempio il palombo. Al di là dell’etichetta, che potrebbe essere contraffatta,  valgono sempre i consigli della nonna: occhio vispo, carni sode, odore di mare.Pesca e acquacoltura in cifre: La produzione nazionale è di 538 mila tonnellate nel 2006, per un valore di 2.142 milioni di euro. La pesca marittima, con 296.523 tonnellate di catture, per un valore di 1.513 milioni di euro. Le produzioni d’acquacoltura ammontano a circa 241 mila tonnellate pari a 629 milioni di euro in valore. L’Italia, dopo Francia e Spagna, è tra i principali Paesi produttori in Europa. I pescatori imbarcati sono, nel 2007, 30.349, operanti su una flotta di 13.955 imbarcazioni, concentrata in Sicilia e Puglia (36% dei battelli). 4300 gli addetti dell’acquacoltura.

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