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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘acquacoltura’

In aumento la produzione di mangimi per avicoli e bovini. Giù l’acquacoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Con un incremento della produzione superiore a quello complessivo del totale mangimistico, l’avicoltura si conferma un segmento essenziale per la mangimistica italiana. Numeri positivi anche per i bovini, mentre risulta stabile la produzione di mangimi per la suinicoltura. Male, invece, dopo anni di incrementi continui, la fornitura di alimenti per l’acquacoltura con un marcato calo di output. È questo, in estrema sintesi, il quadro della produzione di mangimi per i diversi comparti zootecnici nel 2019 delineato nel corso dell’assemblea annuale di ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, che si è svolta in videoconferenza il 24 giugno.
A fronte di un incremento dei livelli produttivi per l’intera industria mangimistica dell’1,3%, il comparto dei volatili ha fatto segnare un incremento dell’1,8% rispetto al 2018. L’avicoltura, che intercetta oltre il 40% della produzione totale, ha visto salire l’output da 5.870.000 a 5.975.000 tonnellate, recuperando abbondantemente la leggera flessione dell’anno precedente (in cui aveva accusato un calo del -0,8%). Tra le diverse specie i numeri migliori li hanno fatti registrare le galline ovaiole (+2,7%) ma anche i tacchini (+2%) e i polli da carne (+1,2%). Unico segno meno per gli altri volatili (-1,8%). Stabile il secondo comparto per quota parte sul totale della produzione, ovvero la suinicoltura, a cui è destinato il 25,5% del totale di mangimi prodotti. Tra il 2018 e il 2019 l’incremento è stato contenuto nel +0,4%, da 3.731.000 a 3.745.000 tonnellate.Molto meglio è andato il settore bovino, che tallona la suinicoltura con il 23,7% della produzione totale di mangimi. Anche per questi allevamenti il progresso produttivo è stato maggiore di quello generale, con un aumento del 2% (da 3.399.000 a 3.467.000 tonnellate). Superiore al valore medio il dato delle vacche da latte (+2,4%) mentre per i bovini da carne il rialzo è stato più contenuto, pari all’1,5%. Meno bene i bufali che, dopo il trend positivo degli ultimi anni, hanno accusato un decremento del 3%.Tra gli altri animali, i numeri peggiori in assoluto sono quelli dell’acquacoltura e del settore equino con, rispettivamente, una flessione di ben il 7,2% e il 7,6% della produzione di mangimi. Ottima invece la performance degli ovini (+4,4%) e delle altre specie (+8,5%). Sotto l’1%, infine, l’aumento della produzione di alimenti per gli animali da compagnia.

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Le misure del FEAMP per far ripartire pesca e acquacoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Dal 24 aprile sono in vigore le misure addizionali dell’UE per la mitigazione degli impatti socioeconomici del coronavirus nei settori della pesca e acquacoltura. L’UE coprirà il 75% dei mancati guadagni dovuti alla riduzione o sospensione delle attività e della produzione a causa della pandemia. Le misure avranno efficacia retroattiva dal 1° febbraio 2020 e saranno valide fino al 31 dicembre 2020. Sono questi alcuni ambiti di intervento a cui si rivolgono le misure straordinarie del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (PO FEAMP 2014-2020) – approvate con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2020/560 del 23 aprile che modifica i regolamenti (UE) n. 508/2014 e (UE) n. 1379/2013 – per contenere l’impatto dell’epidemia nei settori della pesca e dell’acquacoltura. In particolare, si prevede l’eliminazione dei vincoli relativi all’attribuzione delle risorse UE tre le priorità del Programma relative allo sviluppo sostenibile della pesca, dell’acquacoltura e delle zone di pesca, a misure relative alla commercializzazione e alla trasformazione e all’assistenza tecnica, per gli aiuti al magazzinaggio, consentendo agli Stati membri di stanziarle in funzione delle loro esigenze (art. 1, par. 1 del Reg. (UE) 2020/560).
I pescatori – anche in acque interne – saranno supportati con una compensazione straordinaria per l’arresto temporaneo delle attività di pesca di cui l’UE coprirà, dall’attuale 50%, il 75% dell’importo. Inoltre, il limite massimo di concessione del sostegno, pari a sei mesi nel corso del periodo dal 2014 al 2020, non si applica nel caso di arresto temporaneo causato dall’epidemia COVID-19 (art. 1, par. 5 del Reg (UE) 2020/560 e art. 1, par. 6 del Reg (UE) 2020/560).
Per gli acquacoltori l’art. 1, par. 7 del Reg (UE) 2020/560 prevede la concessione di capitale circolante e compensazione per la sospensione temporanea o la riduzione della produzione e delle vendite o per le spese supplementari di magazzinaggio verificatesi tra il 1° febbraio e il 31 dicembre 2020 – se causata dalla pandemia – che saranno calcolate sulla base del mancato guadagno di cui l’UE coprirà fino al 75% dell’importo.
Per favorire una maggiore stabilità del mercato la Commissione ha deciso poi di supportare le organizzazioni di produttori con un incremento dal 3 al 12% del valore medio annuo della produzione commercializzata e, per le organizzazioni di produttori riconosciute recentemente, del valore medio annuo della produzione dei relativi membri, quale importo limite per la concessione del sostegno (art. 1, par. 8 del Reg (UE) 2020/560).Per ridurre il rischio di perdita di prodotti destinati al consumo umano viene reso operativo l’aiuto al magazzinaggio e l’ammasso temporaneo dei prodotti di pesca e di acquacoltura per le Organizzazioni di Produttori e le Associazioni di Organizzazioni di produttori (Art. 1, par. 9 del Reg. (UE) 2020/560).Si tratta di misure di straordinaria eccezionalità, giustificate dalla situazione causata dalla pandemia. Per ulteriori informazioni si rimanda alla nota tecnica del Mipaaf pubblicata sul sito web del FEAMP al seguente indirizzo https://pofeamp.politicheagricole.it/it/notizie/covid-19-ecco-le-nuove-misure-europee-il-sostegno-pesca-e-acquacoltura/

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L’acquacoltura Biologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Bari 7 maggio 2010 ore 9,00,  Sala Convegni Camera Commercio.  L’iniziativa si inserisce nella serie di incontri organizzati da Bridge€conomies sul biologico.  <<Un convegno sull’acquacoltura biologica, con la partecipazione del MIPAAF, dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e con il supporto di una manifestazione internazionale come BIOLFISH – spiega il presidente di Unioncamere Puglia, Luigi Farace – risponde tempestivamente alle richieste informative degli imprenditori del comparto che in Puglia vanta aziende leader>>. L’acquacoltura può essere considerata come una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita a livello mondiale. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla FAO, la produzione mondiale della pesca, stimata in circa 90 milioni di tonnellate, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni. La produzione dell’acquacoltura, stimata intorno a 65 milioni di tonnellate, non ha invece mai smesso di crescere sin dai primi anni ‘50, ed è ragionevole ipotizzare che raggiungerà i livelli di produzione della pesca nel prossimo decennio. Considerando l’acquacoltura mediterranea, le produzioni più significative sono rappresentate da spigole ed orate, con circa 250 mila tonnellate e ampi margini di crescita. In Italia il “sistema acquacoltura” conta circa 800 allevamenti e 15mila addetti, compreso l’indotto; il consumo pro capite di prodotti della pesca e acquacoltura è pari a 25,5 kg/anno. La produzione di spigole e orate biologiche, nel Mediterraneo, ha ampissimi margini di crescita: dalle attuali 160 tonnellate fino si stima una domanda potenziale di più di 10mila tonnellate nei prossimi 5-6 anni. Tale crescita sarà certamente supportata dal nuovo ed regolamento.

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Fermo pesca

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Scatta da lunedì il calendario del fermo pesca (di seguito  le date per litorali) che interesserà da principio le marinerie adriatiche. Ma anche se i grandi pescherecci dello strascico e delle volanti rimarranno in porto, per attuare questo indispensabile strumento di tutela eco-biologica, il fermo biologico non frenerà la ripresa dei consumi ittici stimata dal Centro Studi di Lega Pesca per il periodo estivo, per una spesa di 1.032 milioni di euro e 150 mila tonnellate di prodotto, per oltre il 50% provenienza estera, che finiranno sulle tavole del belpaese. Per scongiurare ogni rischio di contraffazioni o scarsa qualità del prodotto di importazione (vedi operazione “pesce giallo” della Guardia costiera) via libera alla scoperta delle specie locali meno conosciute, come boghe, sciabole, zerri, sugarelli, alacce, argentine, pesci poco noti ma gustosi e oltretutto venduti a prezzi abbordabili (prezzo medio al kg di 5/6 euro).  Il calo della domanda negli scorsi mesi ( – 10% nel primo semestre, come attestato dall’ISTAT) ha di fatto congelato i prezzi al consumo rispetto al 2008: si va dai 6/7 euro di alici e sgombri ai 14/16 per calamari e gamberi, ai 10/12 per spigole ed orate, fino ai 23 euro per il pesce spada. Per i molluschi, dai 6,50/8,00  euro per le vongole veraci nostrane, ai 2/3 euro per le Cozze Italia, fino ai 3,50 per i raffinati “moscioli” del Conero in vendita diretta a  Portonovo, Numana e Ancona.  Di questa tenuta dei prezzi beneficiano i consumatori, ma non i produttori, ricorda lega Pesca, che non manca l’occasione per sottolineare che il ricarico effettuato nei diversi passaggi della filiera fa lievitare oltremodo  il prezzo pagato ai pescatori, mentre non supera il 20%  se il pesce è comprato direttamente in banchina, grazie alla vendita diretta gestita dalle cooperative di pesca.     Le date del fermo:  adriatico  (30 giorni dal 3 agosto al 1 settembre da Trieste a Bari Deroga terremoto abbruzzo dal 15 agosto al 13 settembre, TIRRENO: dal 31 agosto al 29 settembre da Brindisi da Imperia SICILIA dal 1° settembre ed il 30 ottobre per 30 giorni consecutivi ad eccezione delle imprese di pesca iscritte nel Compartimento Marittimo di Mazara del Vallo che si fermeranno tra il 1° agosto ed il 27 settembre per 30 giorni consecutivi) Sardegna 45 giorni consecutivi dal 1 settembre Specie di stagione (luglio, agosto e settembre) Pesci: Aguglia, alaccia, cefalo, dentice, sarago, sugherello, sardina, alice, sogliola, lampuga, scorfano, sgombro, latterino, orata, pesce spada, ricciola, gallinella, alalunga, ombrina. Molluschi: calamaro, cannolicchio, fasolaro, vongola, moscardino. Crostacei: astice, scampo, aragosta.  Consigli per non abboccare –  Rivolgersi ad un venditore di fiducia; leggere l’etichetta; se d’allevamento, preferire prodotto italiano, maggiormente controllato e certificato; per l’acquisto in tranci, preferire banchi vendita in cui è esposta anche la testa; per essere assolutamente sicuri che il pesce sia selvatico, scegliere specie non allevate, ad esempio il palombo. Al di là dell’etichetta, che potrebbe essere contraffatta,  valgono sempre i consigli della nonna: occhio vispo, carni sode, odore di mare.Pesca e acquacoltura in cifre: La produzione nazionale è di 538 mila tonnellate nel 2006, per un valore di 2.142 milioni di euro. La pesca marittima, con 296.523 tonnellate di catture, per un valore di 1.513 milioni di euro. Le produzioni d’acquacoltura ammontano a circa 241 mila tonnellate pari a 629 milioni di euro in valore. L’Italia, dopo Francia e Spagna, è tra i principali Paesi produttori in Europa. I pescatori imbarcati sono, nel 2007, 30.349, operanti su una flotta di 13.955 imbarcazioni, concentrata in Sicilia e Puglia (36% dei battelli). 4300 gli addetti dell’acquacoltura.

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