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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘acque’

Istanza per rinnovo concessione derivazione acque sorgenti del Peschiera per Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2018

Roma. Presso il Consiglio superiore dei Lavori pubblici è stata attivata la cabina di regia per la messa in sicurezza dell’approvvigionamento idrico di Roma attraverso l’acquedotto del Peschiera. Il tavolo è stato possibile grazie al lavoro svolto dai diversi soggetti coinvolti tra cui Ministero delle Infrastrutture, Roma Capitale, Regione Lazio, Acea, Acea Ato 2 e lo stesso Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. La prima cittadina ha depositato in questa occasione l’istanza alla Regione Lazio per il rinnovo della concessione di derivazione delle acque delle sorgenti del Peschiera–Le Capore. Nell’istanza si sottolinea come il soggetto affidatario pro-tempore della gestione del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Territoriale Ottimale 2–Lazio Centrale debba essere Acea Ato2. “Dopo 22 anni di stallo, è stato finalmente avviato l’iter per il rinnovo della concessione a Roma Capitale delle sorgenti del Peschiera. Un risultato positivo raggiunto grazie al lavoro svolto con Mit, Regione Lazio e Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e che punta a salvaguardare l’approvvigionamento idrico di Roma per i prossimi anni. Il 70% dell’acqua consumata dai cittadini di Roma, infatti, proviene dall’acquedotto del Peschiera. Abbiamo richiesto alla Regione il rinnovo della concessione che era scaduta il 26 ottobre del lontano 1996. Il nuovo contratto sarà valido fino al 2031. Si tratta di un fatto storico e di un ulteriore passo per garantire che le risorse idriche restino saldamente in mano pubblica. Finalmente si fa chiarezza sulla titolarità delle concessioni. Questo passo consentirà ad Acea Ato 2 di far partire tutte le attività propedeutiche per il raddoppio del troncone superiore dell’Acquedotto del Peschiera, un’opera di rilevante impatto, sotto il profilo ingegneristico e della realizzazione che richiederà alcuni anni e che metterà in sicurezza l’approvvigionamento idrico della città”, afferma la Sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Produrre energia dalla depurazione delle acque

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

torinoTorino 24 settembre 2015, ore 13.30 Sala dello Zodiaco, Castello del Valentino.Verrà presentato alla stampa in occasione dell’open workshop di avvio il progetto europeo DEMOSOFC, che permetterà la realizzazione ed installazione del primo esempio in Europa di impianto cogenerativo ad alta efficienza con un sistema SOFC (che, cioè produce energia sfruttando la tecnologia delle celle a combustibile ad ossidi solidi) di taglia industriale alimentato a biogas.Il progetto è coordinato dal professor Massimo Santarelli del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino e prevede un partenariato di 5 istituti di ricerca e aziende europei: Politecnico di Torino e Gruppo SMAT per l’Italia, l’azienda finlandese Convion Oy, produttrice di sistemi SOFC, il centro di ricerca finlandese VTT ed infine l’Imperial College of Science, Technology and Medicine (Londra). La ricerca è finanziata nell’ambito del programma Horizon 2020, piattaforma FCH-J (Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking).L’impianto DEMOSOFC sarà installato nell’impianto di trattamento acque reflue di SMAT Collegno (Torino). Agenda lavori:
2:00 – 2:15 pm Greetings from the Head of Politecnico di Torino, Prof. Marco Gilli
2:15 – 2:30 pm DEMOSOFC project presentation, Prof. Massimo Santarelli (project coordinator) –Politecnico di Torino, Energy Department
2:30 – 2:45 pm SMAT strategy for innovation, Dr. Armando Quazzo, Development manager, SMAT
2:45 – 3:45 pm INTERNATIONAL KEYNOTE SPEAKERS: Kim Seung-Goo, manager of SOFC development at Posco energy, Korea Mirela Atanasiu, Project Manager at Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking of the European Commission
4:00 – 4:30 pm Jan van Herle, Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, Switzerland
4:30 – 6:00 pm NATIONAL KEYNOTE SPEAKERS AND AUTHORITY:
Angelo Moreno, manager of “Hydrogen and fuel cell” in ENEA
Representative of Ministero dello Sviluppo Economico (to be confirmed)
Representative of Regione Piemonte
Representative of Città Metropolitana di Torino

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Ambiente: La Ue bacchetta l’Italia sulle acque

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

L’Italia non si è conformata alla legislazione dell’Unione europea sulla protezione delle acque. Per questo la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato. Qualora l’Italia non risponda entro due mesi, o la risposta sia considerata insoddisfacente, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell’Unione europea. L’Italia non ha recepito correttamente una serie di articoli della direttiva quadro sulle acque, tra cui quelli relativi alla necessità di adottare una serie di misure per conseguire un “buono stato” dei bacini idrografici entro i termini previsti e conformarsi all’obbligo di mantenere un registro aggiornato delle aree protette (1). Alla scadenza del termine di recepimento della direttiva (dicembre 2003!!!), l’Italia non aveva ancora adottato le leggi per conformarsi ai requisiti della stessa. Benché nel frattempo l’Italia abbia recepito la direttiva, un controllo di conformità effettuato dalla Commissione nel 2009 ha evidenziato diverse lacune e problemi di non conformità e ha indotto la stessa Commissione a inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora nel maggio 2010. Poiché le risposte fornite dall’Italia, e i successivi emendamenti apportati alla legislazione nazionale, non hanno posto rimedio a tutti i problemi sollevati dalla Commissione, quest’ultima ha deciso di inviare all’Italia un parere motivato. Il passo successivo e’, come detto, il deferimento alla Corte di Giustizia europea e le successive sanzioni. Dovremmo essere il Paese che pone prioritariamente l’obiettivo della salvaguardia dell’ambiente, visto che siamo anche a forte vocazione turistica. Ma tant’e’! Eppoi ci si lamenta che i turisti scelgono altre mete.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Le acque degli antichi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Chianciano Terme venerdì 22 luglio, presso la Sala Fellinidei Parchi Acqua Santa. Un evento di respiro nazionale, organizzato dall’AMAT – Associazione Musei Archeologici della Toscana in collaborazione con la Regione Toscana nell’ambito delle Notti dell’Archeologia 2011 e di ArcheoFest, il primo festival nazionale dedicato all’archeologia e in corso fino ad ottobre. ArcheoFest è una produzione Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali, con il coordinamento scientifico di Fondazione Musei Senesi in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Università degli Studi di Siena, Regione Toscana, Provincia di Siena e Comune di Chianciano Terme, 24 ORE Cultura, Il Sole 24 ORE e la partecipazione dei Comuni di Cetona, Chiusi, Montepulciano, Sarteano, dell’Unione dei Comuni della Val di Chiana Senese e della Camera di Commercio di Siena, delle Terme di Chianciano Spa nata con l’obiettivo di valorizzare e promuovere le ricchezze del prezioso patrimonio archeologico e culturale della Val di Chiana e dell’intera provincia di Siena e di fare di Chianciano Terme un punto di riferimento nazionale sui temi dell’archeologia.
La giornata di studi alla quale parteciperanno ricercatori e studiosi, comincerà alle 9,30 con i saluti istituzionali di: Gabriella Ferranti, Sindaco di Chianciano Terme, Sirio Bussolotti, Presidente della Fondazione delle Terme, Gianni Resti, Presidente della Fondazione Musei Senesi, Ambra Giorgi, Presidente dell’AMAT, Mariarosaria Barbera, Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana e di Giulio Paolucci, Direttore del Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme.
Alle 10,30, si darà spazio all’intervento introduttivo del professor Adriano Maggiani sul tema del convegno “Le acque degli antichi”. La prima sezione dedicata al rapporto tra acqua e territorio si aprirà poi con la relazione di Mariagrazia Celuzza su “Insediamento e idrografia lungo le coste della Toscana meridionale” a cui seguirà quella di Andrea Vanni Desideri dal titolo “Tra i fiumi e la palude. Modi di vita tra il Valdarno e il Padule di Fucecchio”. La seconda sezione che si svolgerà nel pomeriggio, sarà dedicata al tema dei rapporti commerciali e scambi culturali con l’intervento di Simona Rafanelli su “Navi di bronzo: dai santuari nuragici ai tumuli etruschi di Vetulonia”. La terza sezione sul tema delle strutture termali, lo stato attuale delle ricerche sul territorio dell’antica Etruria ospiterà invece gli interventi di Annamaria Esposito su “Le terme del Sasso Pisano” e Vincent Jolivet su “Le terme di Musarna”. Dalle 16.30 in poi spazio agli interventi della quarta sezione che ruoterà intorno al tema delle strutture idrauliche con le relazioni di Alessandro Furiesi su “Strutture idrauliche del territorio volterrane” eLuca Attenni su Acquedotti e impianti idrici nel territorio latino ed ernico: i casi di Lanuvium e di Aletrium.Chiude la giornata la quinta sezione dedicata all’affascinante tema del culto delle acque on l’intervento di Margherita Scarpellini “Nullus enimfons non sacer: alcuni culti idrici del’aretino”.
La rassegna ArcheoFest, proseguirà poi con l’inaugurazione della mostra “Disegnare l’archeologia. La preistoria nelle illustrazioni di Mauro Cutrona” a cura di Maria Teresa Cuda, in programma sabato 23 luglio alle 18.00 presso il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona. La mostra che resterà aperta fino al 9 ottobre 2011 propone un suggestivo percorso nella preistoria attraverso i disegni di Mauro Cutrona, illustratore di fama internazionale, provenienti da vari musei archeologici italiani e dalla collezione privata dell’artista. Le tavole acquerellate o tratteggiate a sanguigna rappresentano personaggi, animali mitici e suggestive scene di vita quotidiana e creano un sottile dialogo sia con i preziosi reperti conservati in museo sia con la straordinaria ricostruzione di un villaggio dell’età del Bronzo del vicino Archeodromo. Un avventuroso e vivido racconto del nostro passato più remoto.

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Direttiva europea sulle acque

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

<L’agricoltura, più di altri settori, ha razionalizzato l’uso della risorsa idrica, il cui fabbisogno annuo è sceso da 28 miliardi di metri cubi a 21, pur essendo aumentata la superficie irrigata. Ciò è dovuto sia al sistema di gestione degli impianti, affidato agli utenti attraverso i consorzi di bonifica in adesione al principio di sussidiarietà, sia all’applicazione di tecnologie innovative per l’utilizzo delle acque, come Irrinet. Va comunque ribadito il fondamentale beneficio che l’irrigazione apporta all’ambiente, grazie al rimpinguamento delle falde.> E’ quanto afferma Anna Maria Martuccelli, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, intervenendo nel dibattito sul futuro della gestione idrica nel nostro Paese. <Uno dei problemi di fondo – prosegue – riguarda l’ applicazione della Direttiva Europea sulle Acque in tutti i suoi contenuti, il più complesso dei quali è l’analisi economica, che deve essere effettuata nei Piani di Gestione delle Acque da coordinare con le normative italiane. La Direttiva Europea impone per i piani di gestione il riferimento al Distretto Idrografico. I problemi vanno quindi esaminati con riguardo ad un ambito territoriale costituito dai distretti idrografici. Per quanto concerne l’analisi economica, la Direttiva detta, fra l’altro, il principio “chi inquina paga” per cui di tale elemento occorre tener conto nell’individuare i soggetti chiamati a concorrere nel costo del servizio.>
Con riferimento alla situazione italiana del patrimonio idrico, Martuccelli precisa che occorre tener presente la disponibilità delle risorse idriche secondo gli usi. Ad esempio, a causa della variabilità climatica, per il settore agricolo l’acqua non è sempre disponibile per le coltivazioni, al momento in cui le piante ne hanno bisogno. L’irrigazione per l’Italia è una dominante esigenza strutturale; occorre quindi provvedere alla raccolta di tutte le acque disponibili. E’ un errore, infatti, non programmare un “Piano di Invasi”, così come preoccupano i ritardi nel riavvio del Piano Irriguo Nazionale, mentre si registra scarsa sensibilità per un Piano di manutenzione straordinaria degli impianti, indispensabile per l’efficienza dei sistemi idrici.  <Non a caso – conclude il Direttore Generale A.N.B.I. – già Cattaneo affermava che la civiltà di un popolo si misura da come vengono mantenute le opere pubbliche.>

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Saturnia: le acque della salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

Da domenica 8 a mercoledì 18 agosto 2010 Un progetto all’insegna della salute e del benessere. Cammineremo per i sentieri nella campagna attorno a Saturnia fra le cascate di acqua termale e i vapori leggeri, accompagnati da Anna Primavera counselor relazionale con formazione bioenergetica e Voice Dialogue, insegnante della Robert Moss’s Active Dreaming School, che ci accompagnerà nel mondo del sogno e facilitatrice del Gioco della Trasformazione di Findorn. Con Graziella impareremo a sperimentare i benefici dell’acqua e come trasformare una semplice acqua in acqua di guarigione, con le tecniche del grande maestro giapponese  Masaru Emoto. Potremo vivere e assaporare lo splendore della Maremma, uno degli angoli più suggestivi della Toscana, dove le colline disegnano l’orizzonte e ogni sasso, ogni foglia, ogni albero racconta una storia lunga tremila anni.  Durante il soggiorno alterneremo momenti di relax e di bagni nelle cascate libere di Saturnia, con spazi dedicati ad un viaggio “interiore” in cui andremo alla scoperta di noi stessi.

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Acque inquinate: L’Italia inadempiente

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Mag 2010

In questi giorni di crisi dell’euro è passata praticamente inosservata la notizia che la Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Ue per violazione della direttiva del 1991 (19 anni fa!!!) sul trattamento delle acque reflue (inquinate) urbane: in base alla direttiva 91/271/CEE  il nostro Paese avrebbe dovuto, infatti, predisporre entro il 31 dicembre 2000 (10 anni fa!!!) sistemi adeguati per il convogliamento e il trattamento delle acque nei centri urbani con oltre 15mila abitanti. Poichè dalle informazioni disponibili risultava che un numero elevato di città e centri urbani non era in regola con la normativa, nel 2004 l’Italia ha ricevuto una prima lettera di diffida. Una seconda e ultima lettera e’ stata spedita all’Italia nel febbraio 2009. Da una successiva valutazione e’ risultato che circa 178 citta’ e centri urbani italiani (tra cui Reggio Calabria, Lamezia Terme, Caserta, Capri, Ischia, Messina, Palermo, San Remo, Albenga e Vicenza) non si erano ancora conformati alla direttiva. Le acque reflue non trattate possono essere contaminate da batteri e virus dannosi e rappresentano pertanto un rischio per la sanita’ pubblica. Inoltre, esse contengono nutrienti come l’azoto e il fosforo che possono danneggiare le acque dolci e l’ambiente marino favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita (eutrofizzazione). Tra le citta’ sotto accusa le “perle” del Mediterraneo, Capri e Ischia, la notissima San Remo, culla dell’italiota manifestazione canora, Albenga definita “scrigno da aprire” e Vicenza che e’ stata proclamata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanita’. Per amor di Patria non parliamo delle altre citta’. Sarebbe interessante sapere dal governo i motivi di questo incredibile ritardo e, soprattutto, vorremmo sapere dalla ministra dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, quali provvedimenti intende adottare per risolvere il problema ed evitare la condanna da parte della Corte di giustizia della Ue.

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Canone depurazione acqua

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

La vicenda e’ tipica del nostro sistema amministrativo e politico fondato sul furto legalizzato: norme assurde e arroganti che per anni consento di rubare soldi agli utenti del servizio idrico, riconosciute incostituzionali, eluse oltre ogni limite ragionevole e stabilito, fatte rientrare dalla finestra appesantendo la burocrazia amministrativa, rendendola di fatto inutilizzabile e rubando sempre legalmente agli utenti/sudditi. I particolari:  fino ad ottobre 2008 gli utenti del servizio idrico pagavano per la depurazione dell’acqua anche se la stessa non c’era. La legge 36/1994, all’art.14 era esplicita: si paga anche se gli impianti non ci sono o gli stessi sono inattivi.  L’8 ottobre 2008, la Corte Costituzionale, con sentenza 335/2008, asseriva: questo pagamento per la depurazione è un corrispettivo di prestazione contrattuale e non un tributo, quindi e’ irragionevole che sia dovuto in assenza del servizio.  Una nuova legge (13/2009) fa carta straccia della sentenza della Corte Costituzionale e stabilisce: non si paga se non ci sono gli impianti, ma se c’e’ un progetto si deve pagare;  i rimborsi, entro il termine di cinque anni, a decorrere dal 1 ottobre 2009, sono dovuti ma dopo aver dedotto gli oneri derivanti dalle attivita’ di progettazione, di realizzazione o di completamento delle opere avviate;  un decreto del ministero dell’Ambiente dovra’ indicare parametri e criteri entro il 30/04/2009 (con successive applicazioni sul territorio delle singoli Autorita’ idriche, Aato).  Il Ministero dell’Ambiente emana il decreto con cinque mesi di ritardo (30/09/2009 n. 43569) e lo pubblica in Gazzetta Ufficiale con dieci mesi di ritardo (08/02/2010). A questo punto ogni gestore idrico deve pubblicare sul proprio sito Internet i dati da cui si potra’ dedurre se uno specifico utente ha diritto o meno al rimborso, deducendo da questo gli oneri non rimborsabili perche’ facenti parte di progetti di depurazione. Le procedure sono stabilite dalle autorita’ di ambito (AATO) o, per le utenze gestite direttamente dai Comuni, sono questi ultimi che vi provvedono. Ma la beffa continua. Ci arriva tutto in bolletta o con un assegno a casa? NO!! Ogni singolo utente dovra’ agire per conto proprio inviando una richiesta scritta motivata per il rimborso e, nonostante la legge parli di cinque anni di prescrizione, non e’ da escludere che gli anni possano essere dieci…Gli AATO ci risulta che si stiano cominciando a muovere per stabilire queste procedure e indicare alle aziende cosa e come pubblicare sui loro siti Internet. Su costi fissi (bolli, etc.), quindi, non si ancora nulla, ma si sa -perchè lo dice il decreto- che le AATO potranno decidere di aumentare le tariffe del servizio per far fronte a questi nuovi costi!

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