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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘acqueforti’

Donati disegni e acqueforti rare alla galleria degli Uffizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

Firenze. Donato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi un inestimabile insieme di disegni antichi e acqueforti, riunito con passione nell’arco di 40 anni da Carlo Pineider, collezionista ed erede della famiglia che lanciò lo storico marchio fiorentino di articoli di lusso di cancelleria e pelletteria. La collezione, da oggi parte delle Gallerie, è composta da 82 disegni databili tra gli inizi del Cinquecento e gli ultimi anni del Settecento, attribuiti in prevalenza ad artisti toscani ma anche veneti, emiliani e romani. Ad essi si aggiungono 25 acqueforti di uno degli autori più amati di Carlo Pineider, il marchigiano Simone Cantarini (Pesaro 1612 – Verona 1648), allievo di Guido Reni. Per quanto riguarda i disegni si tratta, prevalentemente, di schizzi o primi pensieri preparatori per opere pittoriche, ma non mancano i disegni finiti e quelli di studio o autonomi, ossia non destinati alla produzione di dipinti o di altre opere d’arte. Molti fogli provengono da collezioni famose o da raccolte di celebri studiosi, fra le quali vi sono quelle di J. Fitchett Marsh, Vallardi, Luigi Grassi, Amédée-Paul-Emile Gasc, C. König di Vienna, Émile Maurice Marignane, Hubert Marignane, Ludwig Zatzka, Jan Pietersz Zoomer, Francis Abott, Sir Robert Witt.
La donazione Pineider consiste per la maggior parte di opere di artisti importanti e ben noti. Altre sono attribuite ad artisti meno conosciuti, la produzione grafica dei quali è piuttosto rara e particolarmente ricercata dagli intenditori: tra questi, il friulano Francesco Zamolo (fine XVII secolo-post 1741), presente nella raccolta con uno dei rarissimi fogli firmati; Giovanni Mauro della Rovere detto il Fiamminghino (1575 ca.-1640), con due fogli; il bolognese Giuseppe Marchesi detto Sansone (1699-1771), il veneziano Giovanni Carboncino (ca. 1638-1703) – di cui si conoscono solo nove fogli, e che finora era assente nella collezione del Gabinetto Disegni e Stampe; e infine ben quattro disegni di Giovanni Battista Tempesti (1729-1804).Tra gli esemplari databili al XVI secolo ve ne sono alcuni di grande pregio: tra questi emerge per importanza lo studio di Battista Franco (1510 ca.-1561) per la Natività della Vergine, preparatorio per gli affreschi – progettati attorno al 1545 e mai eseguiti – dell’abside del Duomo di Urbino. Il disegno è perciò una delle rare attestazioni di questo ciclo pittorico. Di notevole interesse scientifico anche due disegni attribuiti a Domenico Campagnola (1500-1564) raffiguranti rispettivamente Mosè riceve le tavole della legge e uno Studio di paesaggio che reca sul verso Studi di figure (quest’ultimo già nella collezione di Luigi Grassi).La parte più cospicua della donazione è costituita da disegni del Seicento, che coprono un ventaglio piuttosto ampio di tipologie (schizzi, disegni finiti, modelli) e di tecniche grafiche.
Il nucleo più ricco è quello degli autori del Seicento fiorentino: si segnalano in particolare Baldassarre Franceschini detto il Volterrano (1611-1690), con ben sei fogli, tra i quali quello raffigurante uno Studio per la figura di san Giovanni Battista (recto) e uno Studio per una Sibilla (verso). Sempre del Franceschini sono da annoverare lo Studio per il santo Stefano protomartire affrescato nella cupola della Tribuna della Santissima Annunziata di Firenze, che si aggiunge ad altri studi preparatori per il medesimo progetto già presenti agli Uffizi, e il foglio col Martirio delle sante Attinia e Greciniana, databile agli anni Ottanta del Seicento. È da ricordare che appena alcune settimane fa anche i Friends of the Uffizi Galleries, il braccio americano degli Amici degli Uffizi, avevano acquistato per il museo due disegni dello stesso maestro. Tra i disegni veneti è inclusa l’Adorazione dei Magi attribuita a Marcantonio Bassetti (1586-1630), una prova giovanile derivata dalla pala di Federico Zuccari in San Francesco della Vigna a Venezia (1564); tra quelli emiliani è da segnalare la Scena allegorica a sanguigna di Giuseppe Maria Mitelli (1634-1718). Il Settecento è rappresentato, tra l’altro, da disegni di Giovanni Domenico Ferretti (1692-1768), che vanno ad arricchire la vasta raccolta di fogli dell’artista nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe.

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Guido Colucci: Firenze ricordata

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

Firenze fino al 30/7/2010 via Sant’Antonino, 11 Saci Gallery La mostra presenta cimeli famigliari e 18 acqueforti, stampate usando le lastre originali, dell’artista toscano Guido Colucci (1877-1949). I soggetti raffigurati descrivono la vita e l’architettura di Firenze durante la prima metà del XX secolo. Saranno presenti la famiglia e gli amici dell’artista, oltre a numerosi collezionisti e agli autori del catalogo monografico pubblicato specificamente per la mostra.  La Firenze del primo Novecento raccontata attraverso le memorie di Guido Colucci. Incisore, allievo di Giovanni Fattori, Colucci illustra con le sue -acqueforti- una Firenze in parte smarrita e in parte, a distanza di quasi cento anni, uguale a se stessa, immobile ed eterna.  Il carro di buoi in riva al fiume, il pescatore, il ponte sospeso sono l’immagine di una città che non c’e’ piu’. Ma il Ponte Vecchio, il campanile di Santa Croce, le case di Borgo San Jacopo che si specchiano nell’acqua, sono i simboli della Firenze amata nel mondo. La scuola d’arte americana SACI con questa mostra celebra il talento, forse dimenticato, di Colucci, il cui patrimonio di incisioni, complessivamente oltre cento, e’ stato donato alla stessa scuola dal nipote, Peter Colucci Sutro e da sua moglie Marina, che vivono negli Stati Uniti ma non hanno mai dimenticato l’amore di Colucci per Firenze e la Toscana.
Guido Colucci (1877-1949) e’ stato un maestro stampatore, designer e pittore formatosi sotto Giovanni Fattori, il celebre artista della corrente dei Macchiaioli. (colucci)

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Rassegna: “Giugno, mese della grafica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

Roma, dal 19 giugno al 24 luglio 2010, presso la Galleria Edarcom Europa in via Macedonia n. 16 si terrà la quinta edizione della rassegna “Giugno, mese della grafica”, divenuto ormai un appuntamento fisso per gli appassionati collezionisti ed anche per i curiosi che desiderano comprendere la magia di tecniche artigianali antiche di secoli applicate all’arte contemporanea. La Edarcom Europa si occupa da sempre dell’edizione di opere grafiche in collaborazione diretta con alcuni tra i più importanti artisti contemporanei. L’intento della mostra è quello di sensibilizzare i visitatori alla conoscenza delle tecniche di incisione e di stampa d’arte attraverso l’esposizione di litografie, serigrafie, acqueforti ed acquetinte di alcune delle migliori firme dell’arte contemporanea.
Artisti: Ugo Attardi, Enrico Benaglia, Franz Borghese, Ennio Calabria, Michele Cascella, Tommaso Cascella, Giuseppe Cesetti, Angelo Colagrossi, Roberta Correnti, Marta Czok, Mario Ferrante, Salvatore Fiume, Franco Gentilini, Emilio Greco, Renato Guttuso, Franco Marzilli, Maurizio Massi, Francesco Messina, Norberto, Sigfrido Oliva, Ernesto Piccolo, Domenico Purificato, Carlo Roselli, Aligi Sassu, Cynthia Segato, Orfeo Tamburi, Renzo Vespignani.

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Tra arazzi e pittura

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2009

ungaroMilano fino al 21/11/2009 Via Manzoni 37 Galleria Illulian Giovanni Fattori, William Hogarth, Angiolo Volpe A cura di Roberto Ungaro  Due arti a confronto, quella dei tappeti e degli arazzi, di cui si ha testimonianza già dal V sec. a.C. nella forma a noi conosciuta, e quella della pittura, che della prima e’ stata sicuramente ispiratrice.  Curata da Roberto Ungaro la mostra gioca sui rapporti cromatici delle acqueforti di Giovanni Fattori accostate alla lirica paesistica del contemporaneo livornese Angiolo Volpe e messe a confronto con lo spaccato storico del XVIII secolo immortalato nelle acqueforti di William Hogarth.  Ad alternare questo particolare intreccio negli spazi della Galleria Illulian di via Manzoni 37, storica ambientazione milanese, diverse fra le piu’ belle e raffinate creazioni dell’arte antica del tappeto e dell’arazzo provenienti da tutto il mondo – Cina, Tibet, India, Europa, Caucaso, Persia – ma anche le piu’ eccezionali prove del settore contemporaneo dal grande fascino cromatico e dall’eccellente manifattura, tanto che alcune di queste creazioni sono state inserite nelle sale del Paul Getty Museum di Los Angeles, come arte contemporanea, eredità culturale universale.  Roberto Ungaro ha voluto avvicinare le emozioni che suscitano tappeti e arazzi, espressione dell’animo umano votate a rappresentare la bellezza,  a quelle delle opere di artisti che sugli accostamenti cromatici e sulla forza delle tematiche hanno sempre cercato di raccontare la loro storia. Il mistero della storia dai significati a volte indefinibili racchiusi negli intrecci del telaio e nelle pennellate di artisti come Giovanni Fattori o William Hogarth. (ungaro)

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