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Magistratura popolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Magistratura Popolare è un’Associazione di liberi cittadini ideata e voluta dal Partito delle Aziende. Ad essa aderiscono cittadini, intellettuali, ex magistrati provenienti da qualunque ordine e grado della Magistratura Italiana, ex appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati, esperti di diritto provenienti anche da altri Paesi, titolari dei diritti politici, anche non iscritti al Partito delle Aziende, che siano determinati a contribuire alla rigenerazione dello Stato di diritto in Italia.Attualmente l’Italia è assestata in una condizione di non-Stato. La pletora delle fonti normative, regolamentari e interpretative di leggi, norme, regolamenti e usi (Parlamento, Governo, Presidenza della Repubblica, ministeri, Regioni, Autonomie Locali di vario ordine e grado, a partire dalle Regioni fino alle Circoscrizioni, Enti Statali, Enti di prossimità, Agenzie, Autorità) ha privato la Nazione del proprio ruolo sovrano. Il cittadino o qualsiasi altro soggetto, anche sociale e plurale dotato di personalità giuridica è sottoposto a un numero elevato di centri di potere che sono sormontanti la libertà di fatto e sottratti al potere di controllo esercitabile attraverso l’espressione del voto politico.Per maggior danno, tale contesto, unitamente alle condizioni di cronica insufficienza strutturale e organizzativa in cui è trattenuta imprigionata la Magistratura Italiana, rende di fatto inefficiente, quando non del tutto assente, l’esercizio del controllo di legalità assegnato dalla Costituzione della Repubblica all’ordine sovrano giudiziario, contribuendo all’attuale stato di fatto, in cui una pletora di norme e assimilabili opprime gli individui e le loro opere, rende incerto il presente, impastoia e soffoca il diritto di esprimere in libertà e nel rispetto della Legge ogni progetto di vita, costituisce l’habitat ideale per furbi e parassiti, stabilmente annidati nel non-Stato, a un tempo virtualmente e sostanzialmente irresponsabili dei propri atti. In questo contesto, come inevitabile in qualsiasi soggetto plurale e collettivo, anche all’interno della Magistratura possono manifestarsi comportamenti impropri, talora illeciti, come sancito da sentenze passate in giudizio, possono germogliare interessi obliqui, essere rese inefficienti le risorse di autogoverno. Per maggior danno, la debolezza della politica contemporanea genera vuoti che sospingono la magistratura a ruoli vicari della politica, che le sono impropri e contrari alla separazione dei poteri sancita dalla Costituzione nonché affatto nocivi alla credibilità della magistratura stessa come soggetto terzo delle contese.Magistratura Popolare nasce per interferire con l’esistente e contribuire al processo rivoluzionario pacifico che dovrà condurre dal non-Stato a un rinnovato Stato di diritto. In primo luogo essa vigilerà affinché la Costituzione della Repubblica sia rispettata e attuata in ogni sua declinazione. Articolandosi parallelamente all’organizzazione attuale della giustizia, eserciterà un potere indiretto di controllo, attraverso lo sviluppo di ogni forma possibile di dibattito pubblico e di pubblicistica scritta, monitorando e denunciando quando necessario le condizioni materiali in cui avviene l’esercizio della magistratura, l’assetto organizzativo e il rispetto dei piani di lavoro di ogni Tribunale della Repubblica o di qualsiasi Corte o istanza di giudizio, per ogni ordine dell’attività giudiziaria, da quello civile a quello penale, dalla giustizia amministrativa a quella contabile e fiscale, monitorerà il carico di lavoro dei magistrati, ivi compreso quello extragiudiziale, denuncerà qualsiasi situazione in cui la norma permetta di sostituire una giustizia formale a quella sostanziale, si farà promotrice di “class actions” per il risarcimento di qualsiasi danno derivi alla comunità nazionale dall’esercizio improprio della attività giudicante e/o funzionariale, per qualsiasi livello di organizzazione del non-Stato, svilupperà il dialogo con qualsiasi organizzazione sindacale collettiva rappresentativa nel mondo giudiziario che ne manifesti la volontà.Tutto quanto sopra nella luce del seguente principio ispiratore: l’esercizio della democrazia, dei suoi diritti e doveri, è la forza inarrestabile che può portare luce anche dove il buio abbia potuto insinuarsi. E dal momento che il controllo di legalità è condizione non negoziabile per un effettivo esercizio delle libertà democratiche, Magistratura Popolare nasce come strumento a fianco e a disposizione dei giudici che, non avendo sopito il proprio senso civico nella degradazione del non-Stato, sono determinati ancora e sempre a servire la libertà di ognuno attraverso il rispetto e l’attuazione della Legge.

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Class-action: show annullato a teatro

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

Roma. “L’azione di classe va sperimentata anche per piccoli gruppi di danneggiati”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando l’iniziativa a tutela di alcune centinaia di persone vittime di un disservizio “teatrale”. “In molti -spiega Dona- si sono ritrovati, sabato 20 marzo, davanti al Teatro Olimpico di Roma inaspettatamente chiuso. Un cartello avvertiva che lo spettacolo in programma (“Hello Kitty the show, Musical di una favola moderna”, per la regia di Toto Vivinetto) era stato ‘annullato’. Gli addetti al teatro davano notizia che la compagnia aveva deciso di non andare in scena perché erano stati venduti pochi tagliandi. Grande stupore e molte proteste tra i presenti, alcuni dei quali avevano acquistato i biglietti con largo anticipo”. “La circostanza -prosegue Dona- è ancora più grave considerando che il sito web del Teatro (www.teatroolimpico.it ) non ha fornito ai consumatori alcuna informazione circa l’annullamento e tuttora trascura di spiegare le motivazioni dell’inadempimento”. Non sono chiare, al momento, le modalità di rimborso, ma quel che è certo è che il teatro dovrà risarcire anche il danno derivante dal disagio arrecato ai malcapitati spettatori. L’Unione Nazionale Consumatori ha già preannunciato, in caso di mancato rimborso, il ricorso ad una class-action alla quale potranno aderire i possessori di biglietti per la serata di sabato 20 marzo 2010. A coloro che fossero interessati ad aderire all’azione si consiglia di conservare una copia del biglietto e di raccogliere la prove di ulteriori spese addebitabili all’annullamento.

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Io ho insegnato religione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, io sono stata docente di religione cattolica prima nelle scuole medie inferiori e poi in quelle superiori. Ma affermare che ho insegnato per davvero religione nelle ultime non risponde a verità. I ragazzi sceglievano di fare religione, ma non volevano fare religione. E così si parlava di qualsiasi problema d’ordine morale, di attualità, si vedevano film e documentari,  ed ovviamente io esponevo il punto di vista cattolico sull’argomento. Ma ero io l’eccezione, oppure la maggior parte dei docenti di religione non insegna realmente la disciplina? Qualche giornalista potrebbe verificare facilmente. Basta fare qualche domanda semplicissima a qualche studente delle scuole superiori. Ad esempio  se ha il libro di testo e, se per caso lo ha acquistato, quale argomento ha studiato per ultimo. Oppure gli si può chiedere che cosa è la Messa, oppure il significato di un sacramento, e via di seguito. Devo anche dire che molto raramente il docente di religione dà un voto inferiore alla sufficienza, e questo va vantaggio degli alunni che scelgono di “studiare” questa materia. (Elisa Merlo) (n.r. la lettera della prof. Merlo ci offre lo spunto per una riflessione: non crediamo che la religione non interessi i giovani, semmai è il modo di rappresentarla che non è accettato. Riteniamo che sarebbe stato più opportuno trattare la storia delle religioni, quale influenza abbia esercitato nella cultura dei popoli e le sue devianze, ecc.)

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