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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Natale, consigli per il dopo acquisti: Garanzia e diritto di recesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Può accadere che un regalo di Natale non funzioni bene oppure sia della misura sbagliata. Ma il venditore rifiuta di sostituirli o di restituire quanto pagato (non si cambia nulla, manda il telefonino a riparare al centro assistenza, ecc.).
Allora, vediamo quali sono i diritti del consumatore per quanto riguarda la garanzia (nel caso in cui il prodotto non funzioni come dovrebbe) ed il diritto di recesso (cosiddetto diritto di ripensamento).Se un bene è guasto o non corrisponde a ciò che è descritto sulla confezione, ci si potrà avvalere di una di queste forme di garanzia:
1. Garanzia legale a carico del venditore (1). Il venditore, a sua scelta, dovra’ riparare o sostituire il bene entro “tempi congrui”, da pattuire insieme al consumatore. Se la riparazione o la sostituzione non fossero possibili, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Questa garanzia e’ valida 2 anni, ma il difetto deve essere segnalato al venditore entro 2 mesi dalla scoperta.
2. Garanzia del produttore. Questa è una garanzia contrattuale, e per sapere cio’ che ci e’ dovuto dal produttore e quindi dai suoi centri di assistenza, si dovra’ leggere attentamente il contratto di garanzia acquistato insieme al bene (di solito, lo si trova all’interno della confezione).Se invece si vuole esercitare il diritto di recesso (o ripensamento), la legge distingue tra i seguenti casi:
1. Per gli acquisti fatti in negozio, la legge non prevede alcun diritto di recesso. In altre parole, una volta acquistato il bene, non si può pretendere che il venditore lo cambi, a meno che non fosse stato pattuito al momento dell’acquisto (alcuni negozi, ad esempio, espongono cartelli in cui danno la possibilità di essere rimborsati entro alcuni giorni se non si è soddisfatti).
2. Per gli acquisti fatti a distanza (via Internet, telefono, ecc.) o fuori dai locali commerciali (per posta, a domicilio, negli alberghi, ecc.) (2), la legge dà diritto al recesso entro 14 giorni dall’acquisto oppure dal giorno in cui si riceve il bene. Solitamente, le modalità di recesso sono previste nel contratto di acquisto. Per sicurezza, è comunque consigliabile esercitare il recesso con una lettera raccomandata a/r o PEC, o qualche altro mezzo scritto con conferma di ricevimento, ed eventualmente rispedire il bene tramite assicurata entro i 14 giorni successivi.Se il produttore o il venditore non rispetta questi diritti, è necessario intimare il dovuto tramite una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora (3) e fare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (4). Eventualmente, si dovrà ricorrere al giudice di pace (5) per ottenere il dovuto, senza bisogno di avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro. (fonte: Ufficio stampa Aduc)

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Robot domestici: Crescono gli acquisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

ECOVACS ROBOTICS, società leader nel settore dei robot domestici, ha registrato un periodo pre-natalizio di grande successo: grazie al Black Friday, le vendite online sono aumentate rapidamente in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, Cina e Giappone, ECOVACS ROBOTICS si è classificata prima in tutte le classifiche di vendita.In aggiunta agli ottimi risultati raggiunti su scala globale, ECOVACS ROBOTICS sta percorrendo la strada giusta anche a livello europeo: i consumatori di Germania, Spagna, Italia, Francia e Regno Unito hanno mostrato particolare interesse per il DEEBOT OZMO 930 – grazie alla tecnologia di mappatura avanzata, la potente capacità di aspirazione e pulizia, il dispositivo ha fatto battere i cuori agli amanti della tecnologia del centro e del sud Europa. L’annuncio del nuovissimo ECOVACS KI “AIVI” (Artificial Intelligence and Visual Interpretation) all’IFA di Berlino dello scorso settembre ha acceso ulteriormente l’interesse dei clienti. “ECOVACS ROBOTICS ha ottenuto risultati eccezionali nelle vendite durante il Black Friday in oltre dieci paesi”, ha affermato David Qian, CEO di ECOVACS ROBOTICS. “La qualità della nostra azienda è stata riconosciuta in tutto il mondo. Siamo molto soddisfatti della nostra tecnologia che fa la differenza nella vita delle persone aiutandole a risparmiare tempo e permettendo loro di fare ciò che più amano”.
Negli Stati Uniti, ECOVACS sta collaborando con i principali rivenditori specializzati del paese per rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato ed aumentare le vendite. Durante il Black Friday, ECOVACS ha ottenuto un grande successo nella vendita omnicanale e ha registrato una crescita del 100% del fatturato. All’inizio di maggio ECOVACS ha lanciato l’hub di vendita e marketing APAC a Hong Kong, facendosi largo in un mercato locale altamente competitivo.
Soprattutto in Cina la stagione delle vendite è iniziata l’11 novembre, circa due settimane prima del Black Friday. ECOVACS ha raggiunto un record di vendite di circa 700 milioni di CNY ed è stato classificato come il marchio numero uno nella categoria degli aspirapolvere robot. Nel frattempo, ECOVACS si è classificato tra le prime dieci società di elettrodomestici. Secondo la tradizione, il Black Friday è il primo venerdì dopo il giorno del Ringraziamento, che, insieme alla successiva Cyber ​​Week, inaugura la stagione delle offerte a buon mercato non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. La festività cinese “Singles Day” è diventato altrettanto popolare nella nazione per i rivenditori online: l’11 novembre, in Cina, i giovani si ritrovano per stringere nuove amicizie o fare nuovi incontri e ormai il “Singles Day” è diventato il giorno con il più alto fatturato per i commercianti online di tutto il mondo.

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Occhiali da sole: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Con la bella stagione e la maggiore incidenza dei raggi solari diventa frequente l’uso di occhiali da sole, il cui scopo, e’ bene ricordarlo, e’ quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella e’ forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge, possono causare danni alla vista, cioe’ cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Spesso gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle, per strada o sulle spiagge da improvvisati venditori. Come scegliere dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati:
* il fabbricante o mandatario;
* il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro);
* i limiti di impiego;
* le istruzioni d’uso;
* la marchiatura CE (conformita’ europea).
Certo tutto questo non basta, perche’ la nota informativa puo’ essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli. Allora? Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia ricordando che, a parita’ di prestazioni, spesso e’ la marca che fa lievitare il prezzo. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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In Italia costi di acquisto degli immobili tra i più bassi d’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Torino. In Italia i costi correlati all’acquisto della prima casa sono tra i più bassi d’Europa. Lo evince uno studio nato per valutare i costi correlati all’acquisto di una prima casa realizzato da Homstate.it, piattaforma per la vendita immobiliare online senza commissioni.
Ad esclusione delle commissioni d’agenzia che non sono state oggetto di analisi perché stanno variando molto con l’ingresso sul mercato di operatori online come Homstate.it, che puntano ad industrializzare il processo di commercializzazione con tariffe fisse low cost, sono stati analizzati i costi accessori per l’acquisto di un immobile come l’onorario notarile, le imposte di registro e le altre tasse e diritti correlati.Oggi un compratore che intende acquistare una prima casa usata deve calcolare mediamente spese accessorie nell’ordine del 3% del valore dell’immobile per far fronte a imposta di registro,
tassa d’archivio, imposta ipotecaria, imposta catastale, onorario notarile, contributo Cassa Nazionale Notariato, C.N.N., tassa consigliare e visure.L’onorario notarile viene calcolato sulla base del prezzo di vendita e definito in base a degli scaglioni indicati dal Notariato. Mediamente per un compravendita da 200.000€ l’onorario notarile è compreso tra lo 0,75% e l’1,10% ossia una parcella media di 1.650€, un range che consente ai notai di avere un minimo di discrezionalità in fase di proposta di preventivo.Come emerge dalla ricerca disponibile alla pagina https://www.homstate.it/blog/mercato/505/costi-notaio.html per un immobile adibito a prima casa con un prezzo di 200.000€, senza usufruire del credito d’imposta e senza un mutuo, le spese accessorie sono mediamente di 5.750€.
Ma cosa succede negli altri Paesi d’Europa?La ricerca di Homstate.it si è focalizzata sulla comparazione con altri stati Europei, con una serie di limiti dovuti ai diversi meccanismi di calcolo della base imponibile su cui viene richiesta l’imposta di registro.
Sono stati messi a confronto 9 Paesi dove le normative sulla proprietà sono simili. Per l’Italia le imposte di registro sono state calcolate sul prezzo di vendita, ma essendo la base imponibile, la rendita catastale rivalutata, quasi sempre più bassa del prezzo di vendita questo dato è sopravalutato.Primo classificato in Europa è il Lussemburgo che ha notai con costi di stipula bassi e una tassazione agevolata per la abitazione principale da far invidia a tutti.
Grazie al Bëllegen Akt un acquirente ha diritto ad un credito d’imposta di 20.000€ che diventa di 40.000€ se a comprare è una coppia: quando è possibile applicare il Bëllegen Akt l’imposta di registro ha un importo fisso di 100€.Dallo studio emerge anche che gli onorari notarili italiani sono tra i più bassi d’Europa, che pone l’Italia come terzo paese più conveniente dopo Spagna e Portogallo.Da notare che per quanto concerne il Regno Unito l’onorario notarile è stato sostituito con la prestazione professionale dell’avvocato che stipula il contratto.Dallo studio emerge infine che anche sul fronte dell’imposta di registro (tenendo conto che è calcolata sulla rendita rivalutata e del credito d’imposta) è vantaggioso acquistare la prima casa in Italia rispetto al resto d’Europa.Tra i Paesi con i costi più elevati emergono infine Grecia, Francia e Spagna.Secondo Ivan Laffranchi, ceo di Homstate che ha realizzato lo studio, “Ad esclusione del Lussemburgo, che conferma anche nel settore immobiliare tutti i suoi vantaggi fiscali, l’Italia è un Paese dove i costi per l’acquisto della prima casa sono interessanti, con tariffe notarili tra le più basse d’Europa, ma con un elevato livello di sicurezza sulle transazioni immobiliari”.

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Buone nuove da Bruxelles per tutti i consumatori che acquistano online

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

I deputati del Parlamento Europeo hanno infatti approvato (30 voti a favore, 5 contro, 1 astenuto) un mandato per iniziare nuove trattative con il Consiglio UE a tema normativo. Obiettivo dichiarato fare sì che i cittadini che acquistano online abbiano diritto agli stessi risarcimenti di cui godono coloro che comprano in maniera tradizionale.La richiesta degli eurodeputati è che i prodotti difettosi vengano sostituiti o rimborsati anche nei negozi online, esattamente come avviene in quelli “fisici”. L’obiettivo di questa proposta direttiva sulla vendita di beni materiali è l’abbattimento delle barriere che derivano dai contratti di legge nazionali che rischierebbero di ostacolare il commercio internazionale.Nuove norme potrebbero infatti armonizzare diversi diritti contrattuali quale il risarcimento garantito al consumatore nel caso in cui il prodotto sia difettoso, magari indicando le varie situazioni in cui i clienti possono beneficiare di questo tipo di compenso.A tal proposito sono molto chiare le parole dell’europarlamentare Pascal Arimont del Partito Popolare Europeo, ovvero il diretto responsabile del provvedimento: “Un consumatore dovrebbe essere tutelato dalle stesse leggi ogni qual volta compra un prodotto, indipendentemente da parte d’Europa egli si trovi”. Secondo Arimont la proposta di cui sopra finirà per favorire anche le piccole imprese “permettendo loro di avere una possibilità di un’equa condivisione dell’e-commerce andando a competere contro giganti come Amazon”.A tal proposito noi di CODICI ci teniamo a ricordare ai cittadini che hanno diversi modi per tutelarsi dal punto di vista degli acquisti online. Uno di questi è controllare se l’azienda da cui intendono acquistare è dotata o meno del marchio di Netcomm: un consorzio che si monitora diversi operatori online e lega il proprio sigillo esclusivamente a coloro che si comportano in maniera corretta e non ingannano il consumatore. Detto ciò, qualora riteniate di avere subito un comportamento scorretto, potete rivolgerci direttamente a noi di CODICI: abbiamo recentemente firmato un protocollo di conciliazione paritetica proprio con il consorzio Netcomm ed il nostro sportello legale può assistervi in eventuali controversie. Il nostro numero di telefono è 065571996.

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Tartufi: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tartufo neroPrezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, “profumo” intenso. Sono queste le caratteristiche dei tartufo, un fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi (es. quercia) e che può essere individuato grazie all’utilizzo di cani addestrati. Anticamente gli venivano attribuite proprieta’ afrodisiache, tant’è che era stato dedicato a Venere. Quello piu’ pregiato e’ quello bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varietà meno costose (es. nero di Norcia – Perugia). Il prezzo elevato, anche 3.000 euro al kilo, induce i disonesti a truffare i consumatori. Ci sono tartufi provenienti dall’Asia senza alcuna particolare qualità organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese. Difficile, per i profani, distinguere l’uno dall’altro anche perche’, furbescamente, si uniscono a quelli
italiani per farne assumere l’odore. A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo piu’ grande e’ piu’ costoso) o si mescolano specie piu’ e meno pregiate. Insomma, attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; individuare un venditore di fiducia ci pare cosa utile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Stranieri che vogliono comprare casa in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 luglio 2017

casaSi tratta soprattutto di tedeschi (15,86% delle richieste in arrivo), statunitensi (14,5%) e britannici (14,18%), seguiti dai francesi (6,21%) e acquirenti esteri che inviano richieste dal territorio italiano (5,98%). Chiudono questa top ten delle nazionalità olandesi (5,33%), belgi (4,8%), svizzeri (4,4%), svedesi (3,51%) e canadesi (3,19%).
“È interessante soffermarsi sulla situazione delle richieste che arrivano dal Regno Unito – annota Simone Rossi – perché nonostante i timori legati alla Brexit e alla svalutazione della sterlina rispetto all’euro, le richieste inglesi stanno aumentando rispetto all’anno passato con un incremento del 25,38%. Stanno rimontando la classifica e gli scarti rispetto agli americani sono davvero minimi. Inoltre il valore medio in euro degli immobili da loro ricercati è rimasto pressoché invariato nonostante il minore potere di acquisto della valuta inglese: ciò dimostra una propensione ad investire somme maggiori per comprare casa in Italia.
Anche se le case indipendenti sono preferite ad appartamenti, tre richieste su quattro sono per questa tipologia di immobili, il trend sembra in fase di cambiamento: gli appartamenti crescono di quasi il 38% rispetto allo scorso anno offrendo molte più opportunità a coloro che hanno appartamenti da vendere e ora possono puntare in maniera decisa sulla domanda estera. Oltre il 65% delle richieste riguarda abitazioni completamente ristrutturate o già abitabili, mentre sono quasi il 25% quelle per case da ristrutturare in toto o in parte. Il nuovo rappresenta una fetta pari a quasi il 10% delle richieste in arrivo su Gate-away.com. Per quanto riguarda dotazioni e caratteristiche aggiuntive, piscina, giardino o terreno non sono indispensabili per attirare l’interesse dei compratori stranieri ma sicuramente rappresentano un elemento sempre apprezzato.
Nel primo semestre del 2017 i dati rivelano un aumento della propensione all’investimento. Crescono le richieste per immobili che hanno un prezzo superiore ai 250mila euro e cresce anche il settore del lusso dai 500mila euro, intercettando quasi il 15% delle richieste totali.In particolare, la fascia di prezzo fra i 500mila e il milione di euro vede un incremento maggiore. Questo sviluppo è confermato dal valore medio degli immobili richiesti rispetto al totale delle istanze, pari a 647mila euro.
La regina delle preferenze regionali rimane sempre la Toscana, che nella classifica delle regioni preferite mantiene il primo posto con il 14,68% delle richieste. Exploit della Lombardia che si aggiudica il secondo posto (13,30% delle richieste) con un trend di crescita notevole di quasi il 75%. La Liguria si attesta al terzo posto (12,11%) seguita da Puglia (10,79%) e Abruzzo (6,68%). Sardegna (6,68%), Sicilia (6,06%), Piemonte (5,53%), Umbria (4,32%) e Marche (4,06%) chiudono la top ten delle regioni preferite. Da notare che nonostante le vicende legate al terremoto che ha portato una diminuzione temporanea delle richieste, Marche e Umbria restano nella classifica delle prime dieci regioni.
Analizzando invece le province, al primo posto troviamo la provincia di Como. Nelle quattro posizioni successive si piazzano le province di Imperia, Brindisi, Chieti, e Siracusa. Per quanto riguarda la lista delle città preferite, Ostuni e Carovigno si confermano le più richieste, seguite da Siracusa, Scalea e Menaggio. “La lista delle zone preferite è un’altra delle novità di questo report – aggiunge Simone Rossi – e la nuova lista riguarda aree di interesse che possono comprendere province o regioni diverse, un parametro che l’utente straniero può eventualmente inserire nella sua ricerca sul nostro portale. La zona è un elemento che può fornire informazioni aggiuntive rispetto alle preferenze territoriali e paesaggistiche, considerando laghi, riviere, montagna o zone collinari più conosciute”. La lista delle aree preferite vede in prima posizione il Lago di Como, seguito dal Salento e la Valle d’Itria. Lunigiana, Chianti e Lago d’Iseo sono le altre zone più richieste insieme con le Cinque Terre, la Maremma, le Langhe e il Lago Trasimeno.
Gate-away.com è la web company italiana che ha creato il portale immobiliare in Italia dedicato esclusivamente ad acquirenti internazionali che desiderano comprare un immobile nel nostro Paese. La società nasce nel 2007 ed è una realtà unica in Italia.

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Saldi, budget medio di 250 euro per famiglia, 1 su 4 compra online

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

saldiNon più di 250 euro per famiglia, pari a circa il 10% del reddito mensile disponibile. Questa è la somma destinata, in media, all’acquisto di capi a saldo, secondo le previsioni dell’Adoc. Spesa in leggera crescita rispetto allo scorso anno, anche se sempre contenuta.
“La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 250 euro, secondo le nostre previsioni – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – purtroppo la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Anche perché i saldi arrivano, come sempre, dopo le festività natalizie, una circostanza che limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno infatti nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%. E’ importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime, circa il 25% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo online. Un dato che non sorprende, vista la crescita esponenziale dell’e-commerce. Che, ricordiamo, è un settore che riesce a fare affari tutto l’anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%. Questo è uno dei motivi per cui la spesa per i saldi è sempre più contenuta: i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l’anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo. Crediamo sia opportuno che anche i negozi fisici possano adottare questa soluzione, offrirebbe un vantaggio sia per i consumatori che per i commercianti.”
Per Adoc anche quest’anno i piccoli esercizi continueranno a soffrire gli effetti della crisi. “I saldi sono un momento favorevole per le grandi catene commerciali, che spesso operano in franchising, ma per i piccoli esercizi, soprattutto se dislocati nelle periferie, i guadagni non sono alti – continua Tascini – ad ogni modo, dobbiamo sottolineare che continuano le “storture” di mercato. Circa il 20% degli esercizi, come di consueto, cerca di essere più furbo degli altri e “anticipa” il periodo dei saldi, lanciando promozioni dirette, via sms o email, ai propri clienti o camuffando gli sconti con liquidazioni e svendite. Questi “trucchetti” minano pesantemente la fiducia dei consumatori verso i commercianti e penalizzano fortemente gli esercenti onesti, che puntano sulla qualità dei prodotti e sulla bontà delle offerte”.

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Prodotti illegali. Acquisti in crescita. Irrimediabile? Come creare legalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

confcommercio consumiLa Confcommercio ci fa sapere che gli acquisti di prodotti illegali sono in crescita nel nostro Paese, soprattutto abbigliamento, audiovisivi, videogiochi e musica. Non solo non ci stupiamo, ma ci meravigliamo che le percentuali di crescita siano cosi’ contenute. Quando manca armonia -e in alcuni casi c’e’ un vero e proprio contrasto- tra domanda e offerta, questi sono i risultati: cresce l’illegalita’. E soprattutto, dato piu’ preoccupante in democrazia: cresce l’accettazione e la giustificazione da parte degli attori principali, i consumatori. Mentre dall’altra parte -commercianti e produttori illegali- si e’ sempre pronti e organizzati a far fronte alla domanda. Lo e’, ovunque, per un prodotto super vietato e super richiesto come le droghe, non si capisce perche’ non dovrebbe essere altrettanto per un capo d’abbigliamento, per un brano musicale o per un film o videogioco.
La domanda che il legislatore e chi ci governa si deve porre -e le conseguenti azioni- sono determinanti per cercare di invertire questa tendenza: dov’e’ l’errore?Gli elementi sono tanti, ma viste le percentuali in crescita, e’ evidente che sono tutti poco considerati.
Ci sono gli elementi piu’ facili da affrontare: le mancate o finte liberalizzazioni (dove la presenza delle pubbliche amministrazioni in regime di monopolio di fatto o reale, e’ determinante); le imposte e la burocrazia per produttori, commercianti e consumatori. Piu’ facili perche’ si tratterebbe “solo” di mettere in pratica quelle che sono le leggi che gia’ ci sono, o di farne migliori rispetto agli impegni presi in sede comunitaria.Ci sono gli elementi piu’ difficili da affrontare: gli accordi internazionali che favoriscano circolazione delle merci con abbattimento degli alti dazi doganali ancora in vigore (tipo il Ceta tra Ue e Canada o l’attualmente immobile TTIP con gli Usa). E, di conseguenza, il miglioramento e rafforzamento di quelle istituzioni che aiutano in tal senso, come -essenzialmente- l’Unione europea.
Insomma, e’ questione di volonta’ politica. Quella politica che fa della legalita’ e della trasparenza il suo punto base. Poi, ovviamente, ci sono anche coloro che credono che un po’ di illegalita’ e’ bene che ci sia, come valvola di sfogo per contesti in cui lo Stato non si puo’ permettere di metterci il naso e le mani piu’ di tanto, che’ altrimenti si scontenterebbero alcune corporazioni e alcune imprese (multinazionali o meno che siano) che -allo stato e come contropartita- consentono di mantenere quelli equilibri di potere che interessano per conservare lo stesso. Ma e’ proprio qui il problema. Abbiamo bisogno di segnali e di dati. Nel primo caso -segnali- sembra che ce ne siano… ma per l’appunto “sembra”, perche’ -invece- sono smentiti da queste percentuali in crescita sul gradimento dei consumatori per l’illegalita’. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Tartufi: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

tartufo neroPrezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, “profumo” intenso. Sono queste le caratteristiche dei tartufo, un fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi (es. quercia) e che puo’ essere individuato grazie all’utilizzo di cani addestrati. Anticamente gli venivano attribuite proprieta’ afrodisiache, tant’e’ che era stato dedicato a Venere. Quello piu’ pregiato e’ quello bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varieta’ meno costose (es. nero di Norcia – Perugia). Il prezzo elevato, anche 3.000 euro al kilo, induce i disonesti a truffare i consumatori. Ci sono tartufi provenienti dall’Asia senza alcuna particolare qualita’ organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese. Difficile, per i profani, distinguere l’uno dall’altro anche perche’, furbescamente, si uniscono a quelli italiani per farne assumere l’odore. A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo piu’ grande e’ piu’ costoso) o si mescolano specie piu’ e meno pregiate. Insomma, attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; individuare un venditore di fiducia ci pare cosa utile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Milkman decidi tu a che ora ricevere i tuoi acquisti online, senza inquinare

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

MilkmanMilano. Milkman, la startup italiana che permette agli e-shopper di decidere giorno ed ora nei quali ricevere le proprie spedizioni, tramite l’omonima App (gratuita per iOS e Android), promuove la logistica “verde”.E-commerce e shopping online rappresentano uno dei più significativi cambi di abitudini degli ultimi anni: 120 milioni i pacchi consegnati in Italia, solo nel 2015 con una tendenza al raddoppio dei volumi di anno in anno.Due le soluzioni adottate da Milkman per abbassare l’impatto di questo inarrestabile trend sull’ambiente: la prima è una flotta di veicoli elettrici, riconoscibili grazie al colore verde anice e al logo del “lattaio che corre”, già operativa sulle strade di Milano: prima città in cui il servizio è disponibile.La seconda è la possibilità di consolidare le proprie consegne. Non tutti i pacchi, infatti, sono così urgenti Milkman1da dover essere consegnati uno per uno. La App Milkman, tra le sue diverse funzionalità, permette all’utente di aspettare che tutti gli acquisti online siano arrivati in giacenza presso il magazzino della startup, per poi programmarne la consegna in un’unica soluzione, allo stesso prezzo, evitando che decine di furgoni entrino in città, spesso col vano di carico semi-vuoto.Milkman nasce per rispondere alle esigenze di chi non dispone di una portineria, non può o non vuole ricevere pacchi sul posto di lavoro o si scontra troppo spesso con gli sgradevoli avvisi di consegna mancata. Lo fa raccogliendo in una sorta di “nuvola” fisica gli acquisti e consegnandoli a qualsiasi ora: in giornata o la sera, in fasce orarie scelte dall’utente, fino a 60 minuti.Basta registrarsi per creare un indirizzo Milkman e indicarlo sempre come indirizzo di consegna al momento del check-out dalla sessione di shopping online. Non appena Milkman riceve la merce ordinata, invia una notifica al cliente sullo smartphone. La app comunica inoltre, attraverso notifica “push” con accuratezza crescente, l’esatto momento in cui avverrà la consegna. A partire da euro 1,90. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì (presto anche il sabato) fino alle 22:00. (foto: Milkman)

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Italia in deflazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2016

istatSecondo i dati definitivi resi noti oggi dall’Istat, a marzo l’Italia continua ad essere in deflazione, registrando una diminuzione dei prezzi dello 0,2% su base annua. In particolare, i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, nei dodici mesi, calano dell’1,1%, dal -0,8% del mese precedente. Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, la discesa dell’1,1% dei prezzi dei beni acquistati più frequentemente, consente di risparmiare, in termini di minor del costo della vita, per una tradizionale famiglia, una coppia con 2 figli, 172 euro su base annua. Una coppia con 1 figlio spenderà, invece, 159 euro in meno nei dodici mesi, un pensionato con più di 65 anni sborserà 86 euro in meno, -93 euro un single con meno di 35 anni, -127 euro una coppia senza figli con meno di 35 anni. L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica dei capoluoghi di regione dove, grazie alla deflazione, si risparmia di più. Sui 20 capoluoghi delle regioni e delle province autonome per i quali sono calcolati gli indici generali, ben 14 sono ancora in deflazione. La palma del risparmio spetta a Bari, dove l’abbassamento dei prezzi dell’1% consente ad una famiglia di 4 persone di risparmiare 353 euro su base annua, in termini di riduzione del costo della vita. Al secondo posto Potenza, con una deflazione sempre dell’1% ed una minor spesa di 325 euro. Semaforo verde anche per Perugia, dove una famiglia di 4 persone risparmierà 240 euro e Roma, dove si potranno accantonare 222 euro.
La città più cara d’Italia è Aosta, che scalza il primato di Bolzano e dove l’inflazione dello 0,5% si traduce in un aggravio di spesa, sempre per una famiglia di 4 persone, pari a 224 euro su base annua. Seguono, come capoluoghi di regione, sempre in termini di aumento del costo della vita, Trento, dove l’inflazione dello 0,4% si traduce in un aumento del costo della vita pari a 186 euro e Bolzano (inflazione +0,3%, + 167 euro). Tra la città più cara, Aosta, e quella meno cara, Bari, si determina una differenza, in termini di spesa, pari a 577 euro (353+ 224).

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40 milioni di euro a favore della turca Yapi Kredi Leasing per l’acquisto di beni italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2016

turchia-ist3SACE sostiene l’export l’italiano in Turchia garantendo una linea di credito da €40 milioni erogata da ING Bank a Yapi Kredi Leasing, destinata all’acquisto di beni e servizi da parte di imprese italiane, principalmente Pmi.”Turchia e Italia vantano una lunga storia di interscambi commerciali – ha dichiarato Özgür Maraş, general manager di Yapi Kredi Leasing -. Siamo lieti di poter offrire ai nostri clienti prestiti competitivi con rimborsi a lunga scadenza erogati da ING, con la garanzia di SACE. Il plafond di 40 milioni di euro sarà messo a disposizione delle imprese turche per l’importazione di beni e servizi italiani. Yapi Kredi Leasing continuerà a collaborare con partner commerciali forti come SACE per finanziare, a più livelli, le esigenze delle imprese turche”.La Turchia è un mercato strategico per SACE, come dimostrato dai dati in costante crescita e un portafoglio di operazioni assicurate nel Paese superiore ai 2 miliardi di euro. “Siamo felici di sostenere Yapi Kredi Leasing, uno dei principali operatori sul mercato turco, – ha dichiarato Yeliz Tufekcioglu, responsabile dell’ufficio di SACE a Istanbul – e siamo orgogliosi di dare il nostro contributo alla crescita delle opportunità di business per le imprese italiane in Turchia, fornendo servizi focalizzati al cliente e soluzioni personalizzate agli esportatori italiani e ai loro clienti turchi”.“Attraverso questa linea di credito garantita da SACE, Yapi Kredi Leasing può finanziare macchinari acquistati dall’Italia ottenendo allo stesso tempo una fonte alternativa di finanziamento a medio lungo termine. – ha dichiarato Cristina Morelli, head of Transportation & Special Industries di SACE – Si tratta di una modalità alternativa per canalizzare, sostenere e auspicabilmente aumentare la domanda estera per le esportazioni realizzate soprattutto da Pmi italiane sfruttando la potenzialità del mercato del leasing in Turchia, oggi in forte espansione. Ci auguriamo che questo modello sia replicabile anche in altre geografie”.

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Mele: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

melaLa mela ha avuto un posto di rilievo nella nostra cultura, come simbolo di tentazione e istigazione: da Adamo ed Eva, a Biancaneve e la Strega, a Guglielmo Tell e Isacco Newton. Nel mondo ci sono 7000 varieta’ di mele che maturano in climi e tempi diversi. In Italia il periodo di maggior raccolta va da agosto a novembre, per cui e’ meglio mangiarle in questi mesi che sono ancora fresche: nei prossimi mesi le troveremo sul mercato ma saranno quelle conservate a bassa temperatura e in atmosfera povera di ossigeno o di importazione. Un antico proverbio afferma che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, in effetti, la mela e’ un concentrato di sostanze benefiche: fibre (per l’intestino e il colesterolo), vitamina C (ossidoriduzioni, sintesi del collagene, distribuzione del ferro), fruttosio (per diabetici e sportivi), potassio (contrazioni muscolari, conduzione nervosa), acido malico (sbianca i denti, protegge dalla carie). La mela svolge anche una moderata azione diuretica.
Le mele provengono da coltivazioni tradizionali (uso di fertilizzanti, pesticidi, cere esterne) o biologiche, biodinamiche e da lotta integrata (uso minimo di sostanze chimiche abbinato a tecniche biologiche). Noi consigliamo ovviamente queste ultime anche se sono un po’ piu’ care. Se badiamo al rendimento e’ ovvio che le mele piu’ grandi hanno una maggiore quantita’ di polpa rispetto allo scarto, costituito dal torsolo, e sono quindi piu’ convenienti. Quando invecchia la mela produce un gas, l’etilene, che ha un effetto deleterio sulle altre mele, di qui l’antico detto sulla mela marcia che rovina le altre, e in genere anche su frutta e verdura. Va quindi conservata al fresco e nella spesa al supermercato sarebbe opportuno scegliere quelle che sono tenute a bassa temperatura. Anche in casa e’ preferibile la conservazione in frigorifero. Spesso si trovano mele ….splendenti, tirare a lucido con la cera; il motivo non e’ estetico ma pratico: la cera rallenta l’ossidazione e quindi l’invecchiamento, conservando al frutto un bell’aspetto. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Libri scolastici: Siano le scuole ad acquistarli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2015

03 Più libri più liberi 2009 foto MatteoMignaniI libri di testo costano sempre di piu’? Una soluzione ci sarebbe, e non e’ certo quella di criminalizzare gli editori, che fanno il loro mestiere cercando di trarre il massimo profitto dalla loro attività: siano gli istituti scolastici ad acquistare i libri di testo e a distribuirli agli studenti, i quali a fine anno li restituiranno per gli studenti dell’anno successivo. Se i libri vengono danneggiati, lo studente paga per ripararli oppure riacquistarli.
In questo modo, non sarebbero soltanto gli editori a stabilire i prezzi, ma anche gli istituti scolastici, che avrebbero maggior potere contrattuale rispetto al singolo studente. Inoltre, il costo di un libro di testo sarebbe ripartito tra più studenti, in quanto quel testo verrebbe utilizzato per alcuni anni. Gli editori sarebbero infine disincentivati dal produrre una nuova edizione ogni anno con l’intento di evitare il “riciclaggio” dei libri usati, perche’ le scuole probabilmente non comprerebbero nuovi libri ed edizioni per diversi anni.
Questa e’ la soluzione adottata dal sistema educativo pubblico degli Stati Uniti, dove il primo giorno di scuola ogni studente, dalle elementari alle superiori, riceve gratuitamente i libri di testo.
Per ultimo, visto che i libri di testo rappresentano la maggiore spesa che le famiglie devono affrontare per mandare i propri figli alla scuola dell’obbligo, riusciremmo a rendere effettivo l’articolo 34 della Costituzione, laddove prevede che almeno l’istruzione inferiore sia gratuita oltre che obbligatoria. (Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc)

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Mercato immobiliare “Seconde Case”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2015

seconde caseSecondo un’indagine condotta dal network immobiliare RE/MAX in 16 paesi europei sul segmento delle seconde case è emerso che 1 europeo su 6 possiede un immobile che utilizza come casa per le proprie vacanze. Nonostante l’attuale crisi economica, il paese con la più alta percentuale di proprietari di seconde case è la Grecia, seguita da Polonia (25.1%) e Turchia (24.8%). Nello specifico, in merito alla situazione della Grecia, quasi un terzo della popolazione (il 32.8%) possiede una residenza secondaria e principalmente utilizza questo immobile per trascorrervi il periodo delle vacanza. Il 22.6% dei greci che possiedo una seconda casa invece vi trascorre particolari periodi dell’anno, l’11.6% la utilizza solo nei week end, ed il restante 7.6% acquista una seconda casa per motivi di lavoro.Risulta invece poco interessante in Germania e in Olanda l’investimento immobiliare in una seconda casa, dove rispettivamente solo il 5.4% e il 5.6% degli abitanti scegli di acquistare un immobile oltre alla casa principale.
In Italia, la percentuale dei nostri connazionali che decide di acquistare una seconda casa è del 15.2%. Di questi il 34.2% sceglie località turistiche, il 39.5% in città mentre solo l’11.8% opta per una metropoli.L’investimento economico per l’acquisto di una seconda casa viene effettuato principalmente da uomini, il doppio rispetto alle donne, che scelgono di comprare un immobile solitamente nello stesso Paese dove risiedono. Inoltre dalla ricerca condotta da RE/MAX emerge che le seconde case vengono utilizzate, nel 33.7% dei casi, per lunghi periodi di vacanza, nel 23.9% durante i fine settimana e solo nell’8.7 % per motivi professionali.Grazie alla capillarità del network RE/MAX, presente in Europa con più di 1.500 agenzie (di cui 210 solo in Italia) e oltre 14.000 agenti (di cui più di 1.300 affiliati a RE/MAX Italia) è possibile avere una visione completa ed approfondita della situazione attuale del Mercato immobiliare.Dagli ultimi dati raccolti e relativi al mese di giugno, risulta infatti che il maggior numero di compravendite è avvenuto in Portogallo, Malta, Turchia e nella Repubblica Ceca, paesi che si stanno dimostrando interessanti anche per quel 14.5% di italiani che scelgono di acquistare un immobile all’estero come investimento. (foto: seconde case)

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La gestione dei dati come opportunità di business al 5° Privacy Day Forum

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2015

e-commerceMentre in Italia la privacy è vista ancora come una burocrazia inutile, altre nazioni dell’area UE fanno affari d’oro con la gestione dei dati attraverso l’e-commerce, basti pensare a Francia, Germania, e Regno Unito che rispettivamente producono fatturati annui di 56,8 mld, 70 mld, e 122 mld di euro.
In Italia la situazione è paradossale, con 15 milioni di italiani che fanno abitualmente acquisti in Internet, solo il 4% delle nostre imprese vende però i propri prodotti e servizi online, evidenziando che gli internauti del Belpaese comprano soprattutto su siti web stranieri. Oltre che disporre di adeguate risorse tecnologiche, per affermarsi nel commercio online le aziende devono naturalmente anche conoscere bene le regole da rispettare nella gestione dei dati personali, per non rischiare sanzioni da parte dell’ Autorità Garante, richieste di risarcimenti danni da parte degli utenti, ed evitare inoltre danni reputazionali e l’insorgere di contenziosi legati a scarsa trasparenza. Al 5° Privacy Day Forum, che quest’anno si svolgerà a Roma il 21 ottobre, i più noti esperti di data protection affronteranno proprio le tematiche della materia nell’ottica di una gestione efficace dei dati personali rivolta al business, come spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy: “A parte le grandi realtà che già operano estesamente in Internet, lo scenario italiano presenta circa 250.000 pmi che si affacciano al mondo dell’e-commerce, ma molte di queste tendono purtroppo a trascurare le regole sulla privacy, esponendosi così a pericoli di multe ed altri rischi. Nella microimpresa, sono invece circa 5 milioni le aziende che non afferrano affatto l’opportunità dell’ e-commerce, probabilmente non considerando che molti servizi e prodotti potrebbero essere venduti efficacemente online attraverso un sito web che rispetti la normativa sulla protezione dei dati – sottolinea Bernardi – Poichè il nostro tessuto imprenditoriale ha bisogno di un’evoluzione soprattutto culturale, al Privacy Day Forum di quest’anno parleremo ampiamente delle opportunità di business che offre il mercato online, senza però compromessi che vadano a discapito del consumatore, il quale deve poter avere piena fiducia nel merchant per poter diventare un cliente fidelizzato.”
Oltre al focus su privacy e business, gli esperti della materia affronteranno molte altre tematiche di attualità per gli addetti ai lavori della data protection, tracciando un quadro aggiornato del nuovo regolamento europeo, parlando della figura del privacy officer e degli altri profili professionali privacy per cui è partito il progetto di Norma UNI, delle novità della videosorveglianza, di privacy e compliance aziendale, di profilazione online e cookies, dati biometrici, Internet of Things, marketing, ed altri nodi critici della protezione dei dati.Il panel dell’evento, vedrà avvicendarsi oltre 40 speakers tra plenaria e altre 4 sale meeting, con una previsione di 1.000 presenze. In attesa della pubblicazione del programma, è possibile prenotarsi gratuitamente online dal sito di Federprivacy.

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Feste: consigli per il dopo acquisti

Posted by fidest press agency su domenica, 28 dicembre 2014

regalo-natalePuò accadere che un regalo di Natale non funzioni bene oppure sia della misura sbagliata. Ma il venditore rifiuta di sostituirli o di restituire quanto pagato (non si cambia nulla, manda il telefonino a riparare al centro assistenza, ecc.). Allora, vediamo quali sono i diritti del consumatore per quanto riguarda la garanzia (nel caso in cui il prodotto non funzioni come dovrebbe) ed il diritto di recesso (cosiddetto diritto di ripensamento).
Se un bene e’ guasto o non corrisponde a cio’ che e’ descritto sulla confezione, ci si potra’ avvalere di una di queste forme di garanzia:
– Garanzia legale a carico del venditore. Il venditore, a sua scelta, dovra’ riparare o sostituire il bene entro “tempi congrui”, da pattuire insieme al consumatore. Se la riparazione o la sostituzione non fossero possibili, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Questa garanzia e’ valida 2 anni, ma il difetto deve essere segnalato al venditore entro 2 mesi dalla scoperta.
– Garanzia del produttore. Questa e’ una garanzia contrattuale, e per sapere cio’ che ci e’ dovuto dal produttore e quindi dai suoi centri di assistenza, si dovra’ leggere attentamente il contratto di garanzia acquistato insieme al bene (di solito, lo si trova all’interno della confezione). Se invece si vuole esercitare il diritto di recesso (o ripensamento), la legge distingue tra i seguenti casi:
– Per gli acquisti fatti in negozio, la legge non prevede alcun diritto di recesso. In altre parole, una volta acquistato il bene, non si puo’ pretendere che il venditore lo cambi, a meno che non fosse stato pattuito al momento dell’acquisto.
– Per gli acquisti fatti a distanza (via Internet, telefono, ecc.) o fuori dai locali commerciali (per posta, a domicilio, negli alberghi, ecc.), la legge da’ diritto al recesso entro 14 giorni dall’acquisto oppure dal giorno in cui si riceve il bene. Solitamente, le modalita’ di recesso sono previste nel contratto di acquisto. Per sicurezza, e’ comunque consigliabile esercitare il recesso con una lettera raccomandata a/r ed eventualmente rispedire il bene tramite assicurata.Qualora il produttore o il venditore non rispettino questi diritti, sara’ necessario richiedere il dovuto tramite una lettera raccomandata a/r di messa in mora e fare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato . Eventualmente, si dovra’ ricorrere al giudice di pace per ottenere il dovuto. (fonte aduc)

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Termometri elettronici: cautele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

“Quando è in gioco la nostra salute l’accuratezza nella misurazione è fondamentale”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in merito ai dubbi sollevati da alcuni medici sulla minore precisione degli attuali termometri elettronici rispetto ai classici al mercurio.
“I termometri al mercurio sono stati banditi nel 2009 -spiega Agostino Macrì, esperto di sanità pubblica dell’UNC- in quanto giudicati pericolosi in caso di rottura e nocivi per l’ambiente. Da allora sono in commercio solo quelli elettronici, la cui precisione può leggermente variare in base a diverse contingenze esterne, come temperatura e umidità”. “Sul sito del Ministero della Salute (www.gov.salute.it) -prosegue Macrì- alla sezione dispositivi medici, sono illustrate nel dettaglio le informazioni che il consumatore deve ottenere all’atto dell’acquisto del termometro. È fondamentale dunque leggere sul foglietto illustrativo: le modalità d’uso (per evitare di commettere errori nell’utilizzo), i dati relativi alla ditta produttrice, il marchio.

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Tonno in scatola. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Praticissima, una scatola di tonno puo’ risolvere il problema di una cena estiva, di ritorno dal mare o dalla montagna, quando manca il tempo e, soprattutto, la voglia di preparare la cena. Gia’, ma quale tonno? I piu’ pensano che il tonno che consumiamo arrivi dai nostri mari, pescato nelle tonnare e prontamente inscatolato. Non e’ cosi’ perche’ la maggior parte del tonno “nostrano”, cioe’ il tonno rosso, viene acquistata dai giapponesi che ne sono estimatori e a noi non rimane che consumare il tonno giallo, o meglio a pinna gialla, pescato nei mari tropicali (magari dagli stessi giapponesi). Anche nel tonno ci sono parti piu’ o meno pregiate, come puo’ essere il filetto e la spalla per il bovino, ma questa informazione non e’ riportata nell’etichetta della maggior parte dei prodotti. La parte piu’ pregiata e’ quella ventrale, detta ventresca, poi quella dorsale, chiamata tonnina, e quella caudale e pinnale, indicata come busonaglia. Il tonno dovrebbe essere a trance intere perche’ quello sminuzzato proviene da rimanenze di lavorazione. Tutto il tonno è cotto a vapore e l’aggiunta di oli di varia natura e’ un indice di qualita’: l’olio extra vergine, l’olio di oliva, l’olio di semi rappresentano le scale, a scendere, della bonta’, a nostro avviso, del prodotto. In sintesi riassumiamo i consigli per acquistare il tonno in scatola (non tutte queste indicazioni sono riportate in etichetta):
Tonno rosso
Ventresca
Olio extra vergine d’oliva
Trance intere
Quattro semplici informazioni da tener presente nell’acquisto. Non rimane poi che assaggiarlo, ma sui gusti personali non mettiamo bocca. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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