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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘acquisti’

Acquisti e pagamenti online al tempo del coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Un argomento che, sebbene sempre attuale, in questo periodo assume particolarmente rilievo: come il consumatore può tutelarsi nel caso in cui, dopo aver effettuato un pagamento online, la merce non venga consegnata oppure venga consegnata in misura diversa rispetto a quella ordinata.Cosa prevede la Legge? Gli acquisti online debbono essere consegnati entro e non oltre 30 giorni.
Unica deroga è costituita dall’accordo intercorso tra venditore ed acquirente. Cosa accade se il termine di consegna non viene rispettato? Il consumatore ha diritto tanto al rimborso di quanto pagato quanto al risarcimento del danno per la mancata consegna.
Come agire per la tutela dei propri interessi? La prima cosa da fare, nel caso in cui la merce non venga consegnata oppure vi sia un grave ritardo, è quella di sollecitare il venditore inviando una pec o una raccomandata a/r di diffida alla sede legale. Potrebbe anche andar bene utilizzare una chat oppure andare sul sito per inviare una segnalazione ma se la risposta non arriva in modo tempestivo consigliamo di utilizzare pec oppure raccomandata a/r di diffida.Nel caso di mancata consegna della merce è opportuno allegare la prova del pagamento, l’elenco dei beni acquistati, la bolla di consegna, se disponibile, e contestare che nell’ordine consegnato mancano alcuni beni che dovranno essere indicati precisamente e per i quali si richiede il rimborso della somma versata.Nel caso di ritardo nella consegna della merce le comunicazioni da inviare potrebbero essere tre.Nella prima occorre sempre allegare la prova del pagamento nonché indicare il bene o i beni acquistati, ma l’elemento più importante è costituito dall’indicazione della data entro cui la merce avrebbe dovuto essere consegnata. Tale passaggio è necessario per tutelare il proprio diritto!La formula da utilizzare, può essere di questo tipo: “la merce dovrà essere consegnata entro e non oltre la data del… . La mancata consegna nel termine indicato determinerà la risoluzione del contratto per inadempimento”.Altra raccomandazione: la tentazione di indicare un termine nell’immediato è sicuramente forte ma rischia di essere controproducente.Occorre evitare che il venditore possa eccepire di non aver potuto adempiere perché il termine rendeva la prestazione impossibile!Il consiglio è, quindi, quello di dare 15 giorni di tempo.Se la merce arriva… bene!Se la merce non arriva sarà necessario inviare la seconda pec, o seconda lettera raccomandata a/r di diffida, sempre indirizzata alla sede legale, in cui si comunicherà la formale disdetta per inadempimento del venditore utilizzando una formula del genere: “non avendo consegnato la merce nel successivo termine indicato, con la presente comunico formale disdetta determinata dal Vostro inadempimento”.Questa lettera deve essere inviata il giorno, o nei giorni successivi, alla scadenza del termine. Una doverosa precisazione: prima si invia meglio è.La disdetta sarà efficace solo dopo l’invio di questa comunicazione.Il che comporta che se la merce arriva, anche oltre il termine indicato, prima dell’invio della disdetta questa merce dovrà essere accettata.Una volta inviata la disdetta, si potrà, sempre a mezzo pec o raccomandata a/r di diffida (sarebbe la terza comunicazione) richiedere di annullare il contratto per inadempimento del venditore e conseguentemente chiedere il rimborso del prezzo.Altra strada percorribile, se la merce riveste particolare interesse, è quella, sempre con i soliti strumenti, di continuare a richiedere la consegna della merce esigendo, tuttavia, il risarcimento del danno subito a causa della spedizione tardiva.Sebbene superfluo si precisa che in questo caso non deve essere inviata alcuna disdetta!
Cosa fare se il venditore rifiuta il rimborso? Occorre ricorrere all’Autorità Giudiziaria.Il ricorso all’Autorità Giudiziaria può essere duplice.Agire in giudizio, dopo aver esperito la procedura di negoziazione assista, per ottenere il rimborso del prezzo ed il risarcimento del danno ed anche denunciare, entro e non oltre 90 giorni dal pagamento, l’accaduto.Da ultimo si ricorda che i siti delle aste online non sono responsabili di quanto accade con le transazioni e che le richieste vanno rivolte direttamente al venditore anche se l’acquisto è stato effettuato tramite una specifica piattaforma. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

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ZEISS: l’attenzione all’ambiente negli acquisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Nel 2018, ZEISS ha eliminato la quantità di plastica necessaria a produrre 2,5 milioni di sacchetti di plastica e ha evitato emissioni CO2 pari alla quantità generata da una persona che vola 40 volte da Taiwan a Berlino. Grazie al miglioramento dei processi produttivi, ZEISS Vision Care ha risparmiato più o meno la quantità di acqua che bevono, in un anno, 180.000 persone.Secondo un recente studio, il 79% degli italiani (più della media europea del 67%) quando compra un prodotto o un servizio tiene conto anche del potenziale impatto sul clima. Il 64% di essi, però, pensa che le aziende non si impegnino abbastanza su questo fronte.A livello globale, ZEISS Vision Care, uno dei leader a livello mondiale nella produzione di lenti per occhiali da vista, rappresenta un’eccellenza nel proprio settore anche per quanto riguarda l’impegno nella sostenibilità. Grazie alla propria esperienza e alla ricerca continua, l’azienda è in grado offre soluzioni per la salvaguardia del pianeta e venire incontro alle abitudini d’acquisto delle persone.Con oltre 240 iniziative attive in tutto il mondo, ZEISS Vision Care promuove una produzione e una logistica più ecologica, ispirata al motto “Green, Safe, Responsible”. Alcuni degli accorgimenti attuati dall’azienda sono:
Nell’ambito della produzione di lenti, grazie all’utilizzo della prima serie di nuovi semifiniti, ZEISS è riuscita a eliminare 50 tonnellate di rifiuti di plastica in un anno, la stessa quantità di plastica che serve per produrre 2,5 milioni di sacchetti di plastica;
grazie ad un minor utilizzo di materiale plastico, sono state evitate oltre 75 tonnellate di emissioni di CO2 più o meno la quantità generata da una persona che vola 40 volte da Taiwan a Berlino.
In Italia, a partire dal 1° dicembre 2019, ZEISS Vision Care ha attivato su tutto il territorio nazionale contratti di fornitura di energia elettrica ottenuta al 100% da fonti rinnovabili. In questo modo l’azienda non consumerà più energia prodotta da fonti fossili, ma solo da fonti rinnovabili come impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici etc.Anche l’acqua è un elemento primario quando si parla di produzione di lenti: migliorando i processi produttivi, ZEISS ha risparmiato 180.200 tonnellate di acqua, più o meno la quantità di acqua che bevono, in un anno, 180.000 persone. Risultati dell’indagine della Banca europea per gli investimenti (Bei), in collaborazione con YouGov (società internazionale di analisi dell’opinione pubblica)

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I consigli per gli acquisti on line

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Il Black Friday è ormai un fenomeno in ascesa esponenziale anche in Italia, come attestato dalla stessa Istat, secondo la quale, stando a quanto riportato nel comunicato dello scorso anno relativo al commercio al dettaglio di novembre 2018, la voce Elettrodomestici, radio, tv registrò un boom delle vendite dell’11,7% rispetto a novembre 2017 ed il commercio elettronico registrò un rialzo del 22,4%, sempre su base annua.”Se si mantiene il trend degli ultimi anni, le vendite on line saliranno del 25,8% rispetto al novembre 2018, quando già si era registrato un incremento quasi da primato. Un balzo che si collocherebbe al terzo posto delle crescite tendenziali più alte mai state registrate dall’Istat, ossia dal 2016, considerato che le serie storiche cominciano nel gennaio 2015″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Al primo posto resta il mese di luglio 2017, +28% e al secondo posto settembre 2019, con un +26,3%. Anche per questo, per evitare fregature, è bene ricordare le regole per gli acquisti on line” conclude Dona.Di seguito i dieci consigli per lo shopping online in sicurezza:
1) Acquistate solo su siti protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo;
2) Confrontate le varie offerte prima di procedere all’acquisto, cercando anche online maggiori dettagli sulla reputazione del venditore;
3) Non fatevi prendere dalla fretta o dall’ansia; molti siti giocano su una comunicazione emotiva (timer che scadono, avvisi che indicano che l’articolo è in esaurimento, etc.) ma è il caso di ignorarla;
4) Diffidate dalle offerte estremamente vantaggiose (potrebbero essere siti che “giocano” con l’Iva o che mettono in vendita merce di incerta provenienza);
5) Non fatevi attrarre dallo sconto, ma chiedetevi sempre se state acquistando quello di cui realmente avete bisogno;
6) Controllate il prezzo finale comprensivo di spese di spedizione e altri costi aggiuntivi;
7) Controllate la data di consegna per scongiurare il rischio che il vostro acquisto non arrivi per tempo, se si tratta di un regalo o venga consegnato in un periodo in cui siete in vacanza;
8) Stampate sempre una copia dell’ordine e della pagina contenente l’offerta per conservarla in vista di future contestazioni;
9) Scegliete pagamenti con carta di credito prepagate o paypal (meglio evitare il bonifico) e non comunicate mai i riferimenti o altri dati personali via email (a riguardo leggi anche “Pagamenti on-line, quale scegliere?“)
10) Ricordate che comprando on-line vale il diritto di recesso (da esercitare qualora abbiate cambiato idea comunicandolo entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto). (by Mauro Antonelli)

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Nel 2019 gli acquisti online in Italia sfiorano i 31,6 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Prosegue la crescita dell’eCommerce B2c in Italia. Il valore degli acquisti online sfiora nel 2019 i 31,6 miliardi di euro, +15% rispetto al 2018: l’incremento in valore assoluto è il più alto di sempre (4,1 miliardi di €). Questo lo scenario presentato dall’Osservatorio eCommerce B2c, che quest’anno festeggia i 20 anni dalla prima rilevazione, al convegno promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm intitolato “L’eCommerce B2c: il motore di crescita e innovazione del Retail!”.*
“Anche quest’anno la crescita è trainata dall’acquisto di prodotti, che raggiungono i 18,1 miliardi di euro (+21%) grazie a 281 milioni di ordini e a uno scontrino medio di circa 66 euro. Sono positivi i risultati fatti registrare sia dai comparti storici (Informatica ed elettronica e Abbigliamento), sia da quelli emergenti (Arredamento & home living, Food&Grocery e Beauty). Nel 2019 le spedizioni eCommerce B2c, esclusi i resi, raggiungono il numero record di 318 milioni.” Afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano “La componente dei servizi è entrata, invece, in una fase di maturità: con un incremento di quasi un miliardo di euro (+8%), raggiunge i 13,5 miliardi di euro grazie a 60 milioni di ordini e a uno scontrino medio di circa 228 euro”. Tra i prodotti, l’Informatica & Elettronica si conferma il comparto più rilevante (+19% e un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro) seguito dall’Abbigliamento (+16%, 3,3 miliardi di euro). Tra i settori con il ritmo di crescita più elevato troviamo l’Arredamento & Home living (+30%, 1,7 miliardi di euro) e il Food&Grocery (+42%, 1,6 miliardi di euro).
L’Editoria supera il miliardo di euro (+8%) mentre gli acquisti in tutti gli altri comparti di prodotto valgono insieme 5,2 miliardi di euro nel 2019, in crescita del +21% rispetto al 2018. In questo aggregato si distingue il contributo dei Ricambi auto, con pezzi di ricambio e pneumatici per un valore di 760 milioni di euro (+24%), dei Giocattoli, con 602 milioni (+18%) e del Beauty, con l’acquisto di profumi e cosmetici per un valore di 568 milioni (+27%). Tra i servizi, il Turismo e Trasporti, con 10,9 miliardi di euro, è ancora il primo comparto dell’eCommerce italiano. La crescita (+9%) è determinata dagli acquisti di biglietti per i trasporti ferroviari e aerei, dalla prenotazione di appartamenti e case-vacanza (attraverso gli operatori della sharing economy) e dalla prenotazione di camere di hotel. Gli acquisti online nelle Assicurazioni valgono 1,5 miliardi di euro (+6%) e rimangono focalizzati sulle RC Auto. I comparti di servizio aggregati nell’Altro valgono 1,1 milioni di euro, in linea con il valore del 2018. Rimangono importanti, in questa categoria, i contributi del Ticketing per eventi e delle Ricariche telefoniche.

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Cresce il valore degli acquisti online di prodotti di cosmetica

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

Salendo del 21% nel 2018 rispetto all’anno precedente e facendo registrare un ritmo di crescita in linea con quello dell’intero eCommerce italiano, sfiorando i 390 mln euro.
Anche gli acquirenti online di prodotti di cosmetica sono cresciuti in media del 21% negli ultimi tre anni, raggiungendo i 6,4 milioni di individui nel 2018, 3,8 milioni dei quali sono acquirenti abituali (ovvero, hanno acquistato più di una volta un prodotto di cosmetica negli ultimi sei mesi).Per quanto concerne il valore degli acquisti online di cosmetica, la crescita si incrementa più velocemente (+31% medio Y/Y negli ultimi tre anni) del numero di acquirenti online e questo mostra come stia aumentando la spesa media per acquirente, guidata dall’aumento della frequenza degli acquisti.Il valore dell’acquistato eCommerce sul totale degli ordini (online + offline) è molto variabile in funzione della categoria di prodotto: si va dal 2% del trucco viso, al 6% dei Profumi fino all’11% dei prodotti per il trucco delle mani.Aumenta sempre più la concentrazione del mercato e pochi merchant dominano la scena: se nel 2015 i top 10 merchant della cosmetica online facevano registrare il 73% degli acquisti, nel 2018 la percentuale è cresciuta fino a toccare l’83%. Il peso dei retailer tradizionali è più forte nell’eCommerce di Cosmetica rispetto all’eCommerce di tutti i prodotti: per ogni acquisto online di un prodotto di cosmetica presso un retailer tradizionale se ne registrano 3,5 dagli eRetailer. Lo stesso rapporto nell’intero eCommerce di prodotti è pari al 6,3 nel 2018. La dinamica rilevata nel 2018 porta stimare per l’intero 2019 acquisti online per un valore di circa 470 M€.

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Consip: nel I semestre 2019 acquisti delle PA per oltre 6,1 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

È di oltre 6,1 miliardi di euro il valore degli acquisti, effettuati nel primo semestre 2019, tramite gli strumenti di acquisto e gli strumenti di negoziazione messi a disposizione da Consip, la società controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il risultato segna un incremento del +21% rispetto allo stesso periodo del 2018.Un’offerta ampia e differenziata che fa segnare, al 30 giugno 2019, sempre più utilizzatori:
· Le pubbliche amministrazioni, con quasi 90mila “centri di spesa” abilitati al sistema, hanno concluso nei primi sei mesi dell’anno oltre 325mila ordini d’acquisto attraverso almeno una delle 92 iniziative attive.
· I fornitori aggiudicatari di gare o abilitati agli strumenti Consip, sono oltre 120mila (di cui il 99% Micro, Piccole e Medie Imprese). Di questi più del 40% ha concluso almeno un contratto dall’inizio dell’anno. Per quanto riguarda gli strumenti di acquisto (convenzioni e accordi quadro), nel corso dei primi sei mesi del 2019, il valore degli acquisti è stato di circa 2,1 miliardi di euro (+17% rispetto allo stesso periodo del 2018), a fronte di circa 45.000 ordini.Per quanto riguarda, invece, gli strumenti di negoziazione, nello stesso periodo:
· il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (Mepa) ha fatto segnare un valore degli acquisti pari a 2,1 miliardi di euro (+26% rispetto al I semestre 2018), a fronte di oltre 280mila contratti conclusi
· il Sistema dinamico d’acquisto della PA (Sdapa) ha registrato un valore degli acquisti di 1,9 miliardi di euro, mentre le gare bandite (appalti specifici) sono state 200 (+30% rispetto allo stesso periodo del 2018).
Dal punto di vista operativo, nel corso dei primi sei mesi del 2019, sono state pubblicate 13 gare che vedono Consip come stazione appaltante (per complessivi 98 lotti) – per un valore bandito di circa 5,3 miliardi di euro – e ne sono state aggiudicate 15 (per complessivi 52 lotti). Quest’ultimo dato conferma la grande attenzione riservata, anche dopo l’azione già sostenuta nel 2018, alla conclusione delle procedure avviate negli anni precedenti.Tra le pubblicazioni più rilevanti: energia elettrica, gas naturale, telefonia mobile e alcune gare in ambito sanitario come mammografi, stent coronarici, pacemaker e defibrillatori, service dialisi.
Tra le aggiudicazioni/attivazioni più rilevanti: posta elettronica, tecnologie server, illuminazione pubblica e alcune iniziative in ambito sanitario come stent vascolari, angiografi e tomografi.In notevole crescita anche le gare in modalità application service provider, per le quali Consip fornisce ad altre PA la piattaforma di negoziazione. Nei primi sei mesi del 2019 sono state bandite 582 gare (contro le 124 dell’intero 2018), per un valore bandito di oltre 3,3 miliardi di euro.

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Acquisti online e discriminazione geografica del consumatore

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

 

Dal Dicembre 2018 gli acquisti online in ambito europeo sono tutelati da nuove regole che proteggono il consumatore da discriminazioni legate alla propria nazionalità o residenza. Gli operatori commerciali devono infatti trattare gli acquirenti online di un altro Paese dell’UE allo stesso modo dei clienti locali, consentendo l’accesso ai propri siti e garantendo uniformità di condizioni di vendita.Il fenomeno, denominato “blocco geografico (geoblocking)”, è più diffuso di quanto si creda. Secondo indagini condotte dalla Commissione europea solo il 37% dei siti web permette al clienti di un altro Stato membro di arrivare alla fase finale che precede la conferma dell’ordine e sono numerose le denunce di casi di discriminazione.Le nuove regole sono state sancite dal Regolamento UE 2018/302 a cui è recentemente seguita la designazione, con la legge europea 37/2019, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust – AGCM) come organo di vigilanza e segnalazione.Da evidenziare che nell’Ue una normativa antidiscriminatoria già esisteva da anni (vedi la Direttiva 2006/123/CE recepita in Italia con il D.lgs. 59/2010) ma il Parlamento europeo, valutando la sua scarsa efficacia, ha ritenuto di doverla rafforzare e rinnovare.(Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Prenotare un acquisto e trovarsi con l’azienda fallita

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

La vicenda del fallimento della cosiddetta “Ikea italiana” (povera Ikea…) “Mercatone Uno” è tornata sulle cronache dopo il fallimento della Holding che la gestiva e che aveva preso in gestione questa azienda, in amministrazione straordinaria dal 2015, da solo nove mesi dopo che, ad agosto scorso, le era stata venduta dai tre commissari di questa amministrazione straordinaria, che ora la riprendono in mano. Le vicende finanziarie, occupazionali e creditizie sono cronaca, mentre rimangono una sorta di “nulla” le storie di chi (sembra siano circa 20 mila) aveva versato qualcosa come 3,8 milioni di acconti per ordinare una merce che non ha ritirato prima della chiusura. “Nulla” per il fatto che gli acquirenti, nella ipotetica divisione di quanto dovrebbe/potrebbe essere rimasto del patrimonio, non sono “creditori privilegiati” al pari di dipendenti e fornitori: una situazione in cui abitualmente queste persone rimangono senza nulla. Questa di “Mercatone Uno” è occasione per mettere i puntini sulle “i” di situazioni come questa, che accadono e finiscono sempre male per chi ha un acquisto o un servizio in sospeso, dal venditore di mobili ad uno studio dentistico o ad un mediatore di trading online. Prima di tutto c’è da mettere sul “chi va là” rispetto a facili promesse (che spuntano come funghi, soprattutto in Rete, e in particolare per le vittime del trading online, falliti o spariti che siano gli operatori) di chi, magari facendosi pagare un qualche acconto, invita a usare il proprio servizio per recuperare i soldi versati: il fatto stesso che chiedano soldi in anticipo per un recupero e non, magari, una percentuale su quanto recuperato e da trattenere solo ad operazione conclusa, la dice lunga sulla reale utilità ed onestà di queste proposte. Poi ci sono coloro che, magari anche in buona fede, chiedono che sia lo Stato a farsi carico dei crediti di queste persone. E’ di ieri una richiesta dell’associazione Codacons: “…chiediamo … al Governo di attivarsi per tutelare i cittadini coinvolti nella chiusura dei punti vendita di Mercatone Uno, garantendo loro il rimborso di quanto pagato nei casi di mancata consegna della merce, istituendo un apposito fondo di garanzia”. Cioè l’intera comunità, lo Stato, si dovrebbe far carico di garantire ad un privato che acquista da altrettanto privato, che il suo acquisto sia garantito. Senza neanche tanto estremizzare, sarebbe come chiedere allo Stato di garantire che la verdura e la frutta acquistata dall’ortolano siano buone, ché in caso contrario tutti gli altri cittadini devono pagare per rimborsarmi di questa cattiva qualità. E’ una estremizzazione, ma il concetto è lo stesso: il Leviatano a garanzia di tutto. Neanche le rappresentazioni letterarie e cinematografiche di George Orwell sono arrivate a tanto…. Ma forse abbiamo sottovalutato la fantasia di chi crede che lo Stato ci debba garantire e assistere dalla culla alla bara: una sottovalutazione che in un’economia di libertà monca come la nostra, non ci vergogniamo a valutare come una nostra pecca o illusione del contrario. Oltre queste due situazioni c’é la realtà. Che è quella che ci preme evidenziare, per amara che possa essere in casi del genere. Quella di consumatori che decidono di acquistare un prodotto o un altro, in un luogo o in un altro, rispetto a quello che viene offerto dal mercato. Pieno di insidie, per carità, ma proprio per questo “mercato” e non monopolio (ed associazioni come Aduc cercano di dare una mano a non essere vittime di queste insidie). “Mercato” perché, grazie alla concorrenza, consente una ampia scelta di prezzi e qualità. In cui districarsi è meglio che non acquistare, per esempio, il frigorifero unico prodotto dallo Stato… per cui vale la pena di correre il rischio di essere anche gabbati, truffati o magari di scegliere in modo superficiale facendosi ingannare da apparenze o semplici e facili occasioni… e non essere costretti al frigorifero unico che, proprio perché tale, presuppone che le esigenze di uso e consumo siano uniche e stabilite dallo Stato. E’ questa la leva delle economie e delle culture dei cosiddetti Paesi occidentali… di cui, al momento, sembra che facciamo ancora parte. Realtà che può portare un consumatore anche a finire a “gambe all’aria” come sembra sia accaduto nel caso di “Mercatone Uno”. Il consumatore ha scelto di acquistare da questo negozio per tanti e diversi motivi, ed ha fatto un patto (contratto) che se non rispettato da uno dei due contraenti, ci sono le leggi a cui appellarsi per costringere la parte inadempiente a non essere più tale (codice civile, codice penale, norme antitrust, codice del consumo, etc). Ma se il consumatore non ha più soldi per far fronte al proprio impegno verso il commerciante, quest’ultimo può cercare di rifarsi sul patrimonio del consumatore, nei modi e nei limiti dell’esistenza di questo patrimonio. E viceversa: se il commerciante non è più in grado di mantenere il proprio impegno contrattuale, il consumatore può cercare di rifarsi sul patrimonio (restante come nel caso di fallimento) del commerciante. Stiamo parlando di regole base della nostra economia, dove entrambi i contraenti sono uguali di fronte alla legge.
Così, almeno, abbiamo capito che funziona il mercato, pur nella sua non piena libertà come quello del nostro Paese. Ad ognuno le proprie responsabilità. Forse i soggetti più deboli (spesso i consumatori) non sono consapevoli di queste responsabilità, ed allora è proprio il caso che si facciano istanze e richieste perché fin dalle prime scuole si sia messi in grado di avere questa consapevolezza (coscienza e conoscenza civica), ma chiedere che la consapevolezza del consumatore sia sostituita da quello dello Stato (cioè dai soldi di tutti gli altri), ci sembra proprio una cosiddetta bestemmia.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Spesa PA: a 3,1 miliardi di euro (+24%) gli acquisti effettuati tramite Consip

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

È di oltre 3,1 miliardi di euro il valore degli acquisti effettuati nel primo trimestre 2019 dalle Amministrazioni pubbliche tramite gli strumenti messi a disposizione da Consip, la società controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il risultato segna un incremento del +24% rispetto allo stesso periodo del 2018.In crescita anche l’indice di copertura, ovvero il livello di utilizzo del sistema rispetto al potenziale massimo di spesa delle amministrazioni nei settori merceologici in cui sono attivi strumenti Consip; il dato al 31 marzo 2019 è del 33%, rispetto al 31% registrato a fine 2018. In altri termini 1 euro di spesa ogni 3 passa attraverso strumenti Consip.In ultimo, il risparmio annuo generato dagli strumenti Consip, al 31 marzo 2019, è pari a circa 3,2 miliardi di euro.Commenta l’Amministratore Delegato di Consip, Cristiano Cannarsa: “Il dato del primo trimestre conferma la fiducia delle pubbliche amministrazioni negli strumenti di procurement messi a disposizione da Consip, dimostrando che il Programma di razionalizzazione degli acquisti della PA – gestito da Consip per conto del Mef – non solo è garanzia di trasparenza ed efficienza ma anche un efficace ‘ponte’ di collegamento tra domanda e offerta”.Nell’ambito della PA sempre più utenti fanno ricorso alle procedure Consip:
· Le pubbliche amministrazioni – con oltre 88mila “centri di spesa” abilitati al sistema – hanno concluso nei primi tre mesi dell’anno circa 159mila ordini d’acquisto attraverso almeno una delle 87 iniziative attive.
· I fornitori aggiudicatari di gare o abilitati a uno degli strumenti di negoziazione, al 31 marzo 2019, sono 106.851. Di questi uno su tre (32%) ha già concluso almeno un contratto nel corso dell’ultimo anno.
Per quanto riguarda le gare di importo superiore alla soglia comunitaria – che vedono Consip come stazione appaltante – nel corso del I trimestre 2019 sono stati pubblicati 42 lotti – per un valore di circa 1,9 miliardi di euro – e sono stati aggiudicati 50 lotti. Quest’ultimo dato conferma la grande attenzione riservata, anche dopo l’azione già sostenuta nel 2018, alla conclusione delle procedure avviate negli anni precedenti.Tra le pubblicazioni si ricordano la nuova gara per la Telefonia mobile della PA e l’innovativo Accordo quadro per i Servizi di pulizia negli uffici della PA, che segna l’avvio di una nuova strategia di Consip per lo specifico settore.Tra le aggiudicazioni si segnalano quelle per la fornitura di Energia elettrica alla PA, le autovetture destinate alle forze di sicurezza, i Tomografi a risonanza magnetica per le strutture sanitarie pubbliche.
In notevole crescita anche il numero di gare per le quali Consip fornisce ad altre PA la piattaforma di negoziazione. Nei primi tre mesi del 2019 sono state bandite 269 gare, più del doppio di quelle pubblicate in tutto il 2018, per un valore bandito di quasi 2,2 miliardi di euro.

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Natale, consigli per il dopo acquisti: Garanzia e diritto di recesso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Può accadere che un regalo di Natale non funzioni bene oppure sia della misura sbagliata. Ma il venditore rifiuta di sostituirli o di restituire quanto pagato (non si cambia nulla, manda il telefonino a riparare al centro assistenza, ecc.).
Allora, vediamo quali sono i diritti del consumatore per quanto riguarda la garanzia (nel caso in cui il prodotto non funzioni come dovrebbe) ed il diritto di recesso (cosiddetto diritto di ripensamento).Se un bene è guasto o non corrisponde a ciò che è descritto sulla confezione, ci si potrà avvalere di una di queste forme di garanzia:
1. Garanzia legale a carico del venditore (1). Il venditore, a sua scelta, dovra’ riparare o sostituire il bene entro “tempi congrui”, da pattuire insieme al consumatore. Se la riparazione o la sostituzione non fossero possibili, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Questa garanzia e’ valida 2 anni, ma il difetto deve essere segnalato al venditore entro 2 mesi dalla scoperta.
2. Garanzia del produttore. Questa è una garanzia contrattuale, e per sapere cio’ che ci e’ dovuto dal produttore e quindi dai suoi centri di assistenza, si dovra’ leggere attentamente il contratto di garanzia acquistato insieme al bene (di solito, lo si trova all’interno della confezione).Se invece si vuole esercitare il diritto di recesso (o ripensamento), la legge distingue tra i seguenti casi:
1. Per gli acquisti fatti in negozio, la legge non prevede alcun diritto di recesso. In altre parole, una volta acquistato il bene, non si può pretendere che il venditore lo cambi, a meno che non fosse stato pattuito al momento dell’acquisto (alcuni negozi, ad esempio, espongono cartelli in cui danno la possibilità di essere rimborsati entro alcuni giorni se non si è soddisfatti).
2. Per gli acquisti fatti a distanza (via Internet, telefono, ecc.) o fuori dai locali commerciali (per posta, a domicilio, negli alberghi, ecc.) (2), la legge dà diritto al recesso entro 14 giorni dall’acquisto oppure dal giorno in cui si riceve il bene. Solitamente, le modalità di recesso sono previste nel contratto di acquisto. Per sicurezza, è comunque consigliabile esercitare il recesso con una lettera raccomandata a/r o PEC, o qualche altro mezzo scritto con conferma di ricevimento, ed eventualmente rispedire il bene tramite assicurata entro i 14 giorni successivi.Se il produttore o il venditore non rispetta questi diritti, è necessario intimare il dovuto tramite una lettera raccomandata a/r o PEC di messa in mora (3) e fare una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (4). Eventualmente, si dovrà ricorrere al giudice di pace (5) per ottenere il dovuto, senza bisogno di avvocato per importi inferiori a 1.100 Euro. (fonte: Ufficio stampa Aduc)

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Robot domestici: Crescono gli acquisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

ECOVACS ROBOTICS, società leader nel settore dei robot domestici, ha registrato un periodo pre-natalizio di grande successo: grazie al Black Friday, le vendite online sono aumentate rapidamente in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, Cina e Giappone, ECOVACS ROBOTICS si è classificata prima in tutte le classifiche di vendita.In aggiunta agli ottimi risultati raggiunti su scala globale, ECOVACS ROBOTICS sta percorrendo la strada giusta anche a livello europeo: i consumatori di Germania, Spagna, Italia, Francia e Regno Unito hanno mostrato particolare interesse per il DEEBOT OZMO 930 – grazie alla tecnologia di mappatura avanzata, la potente capacità di aspirazione e pulizia, il dispositivo ha fatto battere i cuori agli amanti della tecnologia del centro e del sud Europa. L’annuncio del nuovissimo ECOVACS KI “AIVI” (Artificial Intelligence and Visual Interpretation) all’IFA di Berlino dello scorso settembre ha acceso ulteriormente l’interesse dei clienti. “ECOVACS ROBOTICS ha ottenuto risultati eccezionali nelle vendite durante il Black Friday in oltre dieci paesi”, ha affermato David Qian, CEO di ECOVACS ROBOTICS. “La qualità della nostra azienda è stata riconosciuta in tutto il mondo. Siamo molto soddisfatti della nostra tecnologia che fa la differenza nella vita delle persone aiutandole a risparmiare tempo e permettendo loro di fare ciò che più amano”.
Negli Stati Uniti, ECOVACS sta collaborando con i principali rivenditori specializzati del paese per rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato ed aumentare le vendite. Durante il Black Friday, ECOVACS ha ottenuto un grande successo nella vendita omnicanale e ha registrato una crescita del 100% del fatturato. All’inizio di maggio ECOVACS ha lanciato l’hub di vendita e marketing APAC a Hong Kong, facendosi largo in un mercato locale altamente competitivo.
Soprattutto in Cina la stagione delle vendite è iniziata l’11 novembre, circa due settimane prima del Black Friday. ECOVACS ha raggiunto un record di vendite di circa 700 milioni di CNY ed è stato classificato come il marchio numero uno nella categoria degli aspirapolvere robot. Nel frattempo, ECOVACS si è classificato tra le prime dieci società di elettrodomestici. Secondo la tradizione, il Black Friday è il primo venerdì dopo il giorno del Ringraziamento, che, insieme alla successiva Cyber ​​Week, inaugura la stagione delle offerte a buon mercato non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo. La festività cinese “Singles Day” è diventato altrettanto popolare nella nazione per i rivenditori online: l’11 novembre, in Cina, i giovani si ritrovano per stringere nuove amicizie o fare nuovi incontri e ormai il “Singles Day” è diventato il giorno con il più alto fatturato per i commercianti online di tutto il mondo.

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Occhiali da sole: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

Con la bella stagione e la maggiore incidenza dei raggi solari diventa frequente l’uso di occhiali da sole, il cui scopo, e’ bene ricordarlo, e’ quello di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari. La tentazione di rivolgersi alla prima bancarella e’ forte, vista la differenza tra i prezzi praticati dal tradizionale negozio di ottica e quelli del venditore ambulante. A differenza della falsa borsetta griffata, il cui acquisto non provoca un danno alla salute, gli occhiali da sole, quando non sono conformi alle prescrizione di legge, possono causare danni alla vista, cioe’ cataratta, degenerazione maculare e congiuntiviti. Spesso gli occhiali da sole fuori legge sono proprio quelli messi in vendita sulle bancarelle, per strada o sulle spiagge da improvvisati venditori. Come scegliere dunque un buon paio di occhiali? Gli occhiali da sole devono essere accompagnati dalla nota informativa, prevista tra l’altro dalla legge, dove sono indicati:
* il fabbricante o mandatario;
* il grado di protezione, la categoria (da 0 a 4, dal piu’ chiaro al piu’ scuro);
* i limiti di impiego;
* le istruzioni d’uso;
* la marchiatura CE (conformita’ europea).
Certo tutto questo non basta, perche’ la nota informativa puo’ essere allegata anche ad un paio di occhiali fasulli. Allora? Non rimane che rivolgersi ad un ottico di fiducia ricordando che, a parita’ di prestazioni, spesso e’ la marca che fa lievitare il prezzo. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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In Italia costi di acquisto degli immobili tra i più bassi d’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Torino. In Italia i costi correlati all’acquisto della prima casa sono tra i più bassi d’Europa. Lo evince uno studio nato per valutare i costi correlati all’acquisto di una prima casa realizzato da Homstate.it, piattaforma per la vendita immobiliare online senza commissioni.
Ad esclusione delle commissioni d’agenzia che non sono state oggetto di analisi perché stanno variando molto con l’ingresso sul mercato di operatori online come Homstate.it, che puntano ad industrializzare il processo di commercializzazione con tariffe fisse low cost, sono stati analizzati i costi accessori per l’acquisto di un immobile come l’onorario notarile, le imposte di registro e le altre tasse e diritti correlati.Oggi un compratore che intende acquistare una prima casa usata deve calcolare mediamente spese accessorie nell’ordine del 3% del valore dell’immobile per far fronte a imposta di registro,
tassa d’archivio, imposta ipotecaria, imposta catastale, onorario notarile, contributo Cassa Nazionale Notariato, C.N.N., tassa consigliare e visure.L’onorario notarile viene calcolato sulla base del prezzo di vendita e definito in base a degli scaglioni indicati dal Notariato. Mediamente per un compravendita da 200.000€ l’onorario notarile è compreso tra lo 0,75% e l’1,10% ossia una parcella media di 1.650€, un range che consente ai notai di avere un minimo di discrezionalità in fase di proposta di preventivo.Come emerge dalla ricerca disponibile alla pagina https://www.homstate.it/blog/mercato/505/costi-notaio.html per un immobile adibito a prima casa con un prezzo di 200.000€, senza usufruire del credito d’imposta e senza un mutuo, le spese accessorie sono mediamente di 5.750€.
Ma cosa succede negli altri Paesi d’Europa?La ricerca di Homstate.it si è focalizzata sulla comparazione con altri stati Europei, con una serie di limiti dovuti ai diversi meccanismi di calcolo della base imponibile su cui viene richiesta l’imposta di registro.
Sono stati messi a confronto 9 Paesi dove le normative sulla proprietà sono simili. Per l’Italia le imposte di registro sono state calcolate sul prezzo di vendita, ma essendo la base imponibile, la rendita catastale rivalutata, quasi sempre più bassa del prezzo di vendita questo dato è sopravalutato.Primo classificato in Europa è il Lussemburgo che ha notai con costi di stipula bassi e una tassazione agevolata per la abitazione principale da far invidia a tutti.
Grazie al Bëllegen Akt un acquirente ha diritto ad un credito d’imposta di 20.000€ che diventa di 40.000€ se a comprare è una coppia: quando è possibile applicare il Bëllegen Akt l’imposta di registro ha un importo fisso di 100€.Dallo studio emerge anche che gli onorari notarili italiani sono tra i più bassi d’Europa, che pone l’Italia come terzo paese più conveniente dopo Spagna e Portogallo.Da notare che per quanto concerne il Regno Unito l’onorario notarile è stato sostituito con la prestazione professionale dell’avvocato che stipula il contratto.Dallo studio emerge infine che anche sul fronte dell’imposta di registro (tenendo conto che è calcolata sulla rendita rivalutata e del credito d’imposta) è vantaggioso acquistare la prima casa in Italia rispetto al resto d’Europa.Tra i Paesi con i costi più elevati emergono infine Grecia, Francia e Spagna.Secondo Ivan Laffranchi, ceo di Homstate che ha realizzato lo studio, “Ad esclusione del Lussemburgo, che conferma anche nel settore immobiliare tutti i suoi vantaggi fiscali, l’Italia è un Paese dove i costi per l’acquisto della prima casa sono interessanti, con tariffe notarili tra le più basse d’Europa, ma con un elevato livello di sicurezza sulle transazioni immobiliari”.

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Buone nuove da Bruxelles per tutti i consumatori che acquistano online

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

I deputati del Parlamento Europeo hanno infatti approvato (30 voti a favore, 5 contro, 1 astenuto) un mandato per iniziare nuove trattative con il Consiglio UE a tema normativo. Obiettivo dichiarato fare sì che i cittadini che acquistano online abbiano diritto agli stessi risarcimenti di cui godono coloro che comprano in maniera tradizionale.La richiesta degli eurodeputati è che i prodotti difettosi vengano sostituiti o rimborsati anche nei negozi online, esattamente come avviene in quelli “fisici”. L’obiettivo di questa proposta direttiva sulla vendita di beni materiali è l’abbattimento delle barriere che derivano dai contratti di legge nazionali che rischierebbero di ostacolare il commercio internazionale.Nuove norme potrebbero infatti armonizzare diversi diritti contrattuali quale il risarcimento garantito al consumatore nel caso in cui il prodotto sia difettoso, magari indicando le varie situazioni in cui i clienti possono beneficiare di questo tipo di compenso.A tal proposito sono molto chiare le parole dell’europarlamentare Pascal Arimont del Partito Popolare Europeo, ovvero il diretto responsabile del provvedimento: “Un consumatore dovrebbe essere tutelato dalle stesse leggi ogni qual volta compra un prodotto, indipendentemente da parte d’Europa egli si trovi”. Secondo Arimont la proposta di cui sopra finirà per favorire anche le piccole imprese “permettendo loro di avere una possibilità di un’equa condivisione dell’e-commerce andando a competere contro giganti come Amazon”.A tal proposito noi di CODICI ci teniamo a ricordare ai cittadini che hanno diversi modi per tutelarsi dal punto di vista degli acquisti online. Uno di questi è controllare se l’azienda da cui intendono acquistare è dotata o meno del marchio di Netcomm: un consorzio che si monitora diversi operatori online e lega il proprio sigillo esclusivamente a coloro che si comportano in maniera corretta e non ingannano il consumatore. Detto ciò, qualora riteniate di avere subito un comportamento scorretto, potete rivolgerci direttamente a noi di CODICI: abbiamo recentemente firmato un protocollo di conciliazione paritetica proprio con il consorzio Netcomm ed il nostro sportello legale può assistervi in eventuali controversie. Il nostro numero di telefono è 065571996.

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Tartufi: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tartufo neroPrezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, “profumo” intenso. Sono queste le caratteristiche dei tartufo, un fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi (es. quercia) e che può essere individuato grazie all’utilizzo di cani addestrati. Anticamente gli venivano attribuite proprieta’ afrodisiache, tant’è che era stato dedicato a Venere. Quello piu’ pregiato e’ quello bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varietà meno costose (es. nero di Norcia – Perugia). Il prezzo elevato, anche 3.000 euro al kilo, induce i disonesti a truffare i consumatori. Ci sono tartufi provenienti dall’Asia senza alcuna particolare qualità organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese. Difficile, per i profani, distinguere l’uno dall’altro anche perche’, furbescamente, si uniscono a quelli
italiani per farne assumere l’odore. A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo piu’ grande e’ piu’ costoso) o si mescolano specie piu’ e meno pregiate. Insomma, attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; individuare un venditore di fiducia ci pare cosa utile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Stranieri che vogliono comprare casa in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 luglio 2017

casaSi tratta soprattutto di tedeschi (15,86% delle richieste in arrivo), statunitensi (14,5%) e britannici (14,18%), seguiti dai francesi (6,21%) e acquirenti esteri che inviano richieste dal territorio italiano (5,98%). Chiudono questa top ten delle nazionalità olandesi (5,33%), belgi (4,8%), svizzeri (4,4%), svedesi (3,51%) e canadesi (3,19%).
“È interessante soffermarsi sulla situazione delle richieste che arrivano dal Regno Unito – annota Simone Rossi – perché nonostante i timori legati alla Brexit e alla svalutazione della sterlina rispetto all’euro, le richieste inglesi stanno aumentando rispetto all’anno passato con un incremento del 25,38%. Stanno rimontando la classifica e gli scarti rispetto agli americani sono davvero minimi. Inoltre il valore medio in euro degli immobili da loro ricercati è rimasto pressoché invariato nonostante il minore potere di acquisto della valuta inglese: ciò dimostra una propensione ad investire somme maggiori per comprare casa in Italia.
Anche se le case indipendenti sono preferite ad appartamenti, tre richieste su quattro sono per questa tipologia di immobili, il trend sembra in fase di cambiamento: gli appartamenti crescono di quasi il 38% rispetto allo scorso anno offrendo molte più opportunità a coloro che hanno appartamenti da vendere e ora possono puntare in maniera decisa sulla domanda estera. Oltre il 65% delle richieste riguarda abitazioni completamente ristrutturate o già abitabili, mentre sono quasi il 25% quelle per case da ristrutturare in toto o in parte. Il nuovo rappresenta una fetta pari a quasi il 10% delle richieste in arrivo su Gate-away.com. Per quanto riguarda dotazioni e caratteristiche aggiuntive, piscina, giardino o terreno non sono indispensabili per attirare l’interesse dei compratori stranieri ma sicuramente rappresentano un elemento sempre apprezzato.
Nel primo semestre del 2017 i dati rivelano un aumento della propensione all’investimento. Crescono le richieste per immobili che hanno un prezzo superiore ai 250mila euro e cresce anche il settore del lusso dai 500mila euro, intercettando quasi il 15% delle richieste totali.In particolare, la fascia di prezzo fra i 500mila e il milione di euro vede un incremento maggiore. Questo sviluppo è confermato dal valore medio degli immobili richiesti rispetto al totale delle istanze, pari a 647mila euro.
La regina delle preferenze regionali rimane sempre la Toscana, che nella classifica delle regioni preferite mantiene il primo posto con il 14,68% delle richieste. Exploit della Lombardia che si aggiudica il secondo posto (13,30% delle richieste) con un trend di crescita notevole di quasi il 75%. La Liguria si attesta al terzo posto (12,11%) seguita da Puglia (10,79%) e Abruzzo (6,68%). Sardegna (6,68%), Sicilia (6,06%), Piemonte (5,53%), Umbria (4,32%) e Marche (4,06%) chiudono la top ten delle regioni preferite. Da notare che nonostante le vicende legate al terremoto che ha portato una diminuzione temporanea delle richieste, Marche e Umbria restano nella classifica delle prime dieci regioni.
Analizzando invece le province, al primo posto troviamo la provincia di Como. Nelle quattro posizioni successive si piazzano le province di Imperia, Brindisi, Chieti, e Siracusa. Per quanto riguarda la lista delle città preferite, Ostuni e Carovigno si confermano le più richieste, seguite da Siracusa, Scalea e Menaggio. “La lista delle zone preferite è un’altra delle novità di questo report – aggiunge Simone Rossi – e la nuova lista riguarda aree di interesse che possono comprendere province o regioni diverse, un parametro che l’utente straniero può eventualmente inserire nella sua ricerca sul nostro portale. La zona è un elemento che può fornire informazioni aggiuntive rispetto alle preferenze territoriali e paesaggistiche, considerando laghi, riviere, montagna o zone collinari più conosciute”. La lista delle aree preferite vede in prima posizione il Lago di Como, seguito dal Salento e la Valle d’Itria. Lunigiana, Chianti e Lago d’Iseo sono le altre zone più richieste insieme con le Cinque Terre, la Maremma, le Langhe e il Lago Trasimeno.
Gate-away.com è la web company italiana che ha creato il portale immobiliare in Italia dedicato esclusivamente ad acquirenti internazionali che desiderano comprare un immobile nel nostro Paese. La società nasce nel 2007 ed è una realtà unica in Italia.

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Saldi, budget medio di 250 euro per famiglia, 1 su 4 compra online

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

saldiNon più di 250 euro per famiglia, pari a circa il 10% del reddito mensile disponibile. Questa è la somma destinata, in media, all’acquisto di capi a saldo, secondo le previsioni dell’Adoc. Spesa in leggera crescita rispetto allo scorso anno, anche se sempre contenuta.
“La spesa delle famiglie per i saldi non supererà i 250 euro, secondo le nostre previsioni – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – purtroppo la combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Anche perché i saldi arrivano, come sempre, dopo le festività natalizie, una circostanza che limita ulteriormente la corsa agli acquisti, almeno nel periodo iniziale. Gli acquisti più ingenti si concentreranno infatti nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%. E’ importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime, circa il 25% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo online. Un dato che non sorprende, vista la crescita esponenziale dell’e-commerce. Che, ricordiamo, è un settore che riesce a fare affari tutto l’anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%. Questo è uno dei motivi per cui la spesa per i saldi è sempre più contenuta: i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l’anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo. Crediamo sia opportuno che anche i negozi fisici possano adottare questa soluzione, offrirebbe un vantaggio sia per i consumatori che per i commercianti.”
Per Adoc anche quest’anno i piccoli esercizi continueranno a soffrire gli effetti della crisi. “I saldi sono un momento favorevole per le grandi catene commerciali, che spesso operano in franchising, ma per i piccoli esercizi, soprattutto se dislocati nelle periferie, i guadagni non sono alti – continua Tascini – ad ogni modo, dobbiamo sottolineare che continuano le “storture” di mercato. Circa il 20% degli esercizi, come di consueto, cerca di essere più furbo degli altri e “anticipa” il periodo dei saldi, lanciando promozioni dirette, via sms o email, ai propri clienti o camuffando gli sconti con liquidazioni e svendite. Questi “trucchetti” minano pesantemente la fiducia dei consumatori verso i commercianti e penalizzano fortemente gli esercenti onesti, che puntano sulla qualità dei prodotti e sulla bontà delle offerte”.

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Prodotti illegali. Acquisti in crescita. Irrimediabile? Come creare legalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

confcommercio consumiLa Confcommercio ci fa sapere che gli acquisti di prodotti illegali sono in crescita nel nostro Paese, soprattutto abbigliamento, audiovisivi, videogiochi e musica. Non solo non ci stupiamo, ma ci meravigliamo che le percentuali di crescita siano cosi’ contenute. Quando manca armonia -e in alcuni casi c’e’ un vero e proprio contrasto- tra domanda e offerta, questi sono i risultati: cresce l’illegalita’. E soprattutto, dato piu’ preoccupante in democrazia: cresce l’accettazione e la giustificazione da parte degli attori principali, i consumatori. Mentre dall’altra parte -commercianti e produttori illegali- si e’ sempre pronti e organizzati a far fronte alla domanda. Lo e’, ovunque, per un prodotto super vietato e super richiesto come le droghe, non si capisce perche’ non dovrebbe essere altrettanto per un capo d’abbigliamento, per un brano musicale o per un film o videogioco.
La domanda che il legislatore e chi ci governa si deve porre -e le conseguenti azioni- sono determinanti per cercare di invertire questa tendenza: dov’e’ l’errore?Gli elementi sono tanti, ma viste le percentuali in crescita, e’ evidente che sono tutti poco considerati.
Ci sono gli elementi piu’ facili da affrontare: le mancate o finte liberalizzazioni (dove la presenza delle pubbliche amministrazioni in regime di monopolio di fatto o reale, e’ determinante); le imposte e la burocrazia per produttori, commercianti e consumatori. Piu’ facili perche’ si tratterebbe “solo” di mettere in pratica quelle che sono le leggi che gia’ ci sono, o di farne migliori rispetto agli impegni presi in sede comunitaria.Ci sono gli elementi piu’ difficili da affrontare: gli accordi internazionali che favoriscano circolazione delle merci con abbattimento degli alti dazi doganali ancora in vigore (tipo il Ceta tra Ue e Canada o l’attualmente immobile TTIP con gli Usa). E, di conseguenza, il miglioramento e rafforzamento di quelle istituzioni che aiutano in tal senso, come -essenzialmente- l’Unione europea.
Insomma, e’ questione di volonta’ politica. Quella politica che fa della legalita’ e della trasparenza il suo punto base. Poi, ovviamente, ci sono anche coloro che credono che un po’ di illegalita’ e’ bene che ci sia, come valvola di sfogo per contesti in cui lo Stato non si puo’ permettere di metterci il naso e le mani piu’ di tanto, che’ altrimenti si scontenterebbero alcune corporazioni e alcune imprese (multinazionali o meno che siano) che -allo stato e come contropartita- consentono di mantenere quelli equilibri di potere che interessano per conservare lo stesso. Ma e’ proprio qui il problema. Abbiamo bisogno di segnali e di dati. Nel primo caso -segnali- sembra che ce ne siano… ma per l’appunto “sembra”, perche’ -invece- sono smentiti da queste percentuali in crescita sul gradimento dei consumatori per l’illegalita’. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Tartufi: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

tartufo neroPrezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, “profumo” intenso. Sono queste le caratteristiche dei tartufo, un fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi (es. quercia) e che puo’ essere individuato grazie all’utilizzo di cani addestrati. Anticamente gli venivano attribuite proprieta’ afrodisiache, tant’e’ che era stato dedicato a Venere. Quello piu’ pregiato e’ quello bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varieta’ meno costose (es. nero di Norcia – Perugia). Il prezzo elevato, anche 3.000 euro al kilo, induce i disonesti a truffare i consumatori. Ci sono tartufi provenienti dall’Asia senza alcuna particolare qualita’ organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese. Difficile, per i profani, distinguere l’uno dall’altro anche perche’, furbescamente, si uniscono a quelli italiani per farne assumere l’odore. A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo piu’ grande e’ piu’ costoso) o si mescolano specie piu’ e meno pregiate. Insomma, attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; individuare un venditore di fiducia ci pare cosa utile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Milkman decidi tu a che ora ricevere i tuoi acquisti online, senza inquinare

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

MilkmanMilano. Milkman, la startup italiana che permette agli e-shopper di decidere giorno ed ora nei quali ricevere le proprie spedizioni, tramite l’omonima App (gratuita per iOS e Android), promuove la logistica “verde”.E-commerce e shopping online rappresentano uno dei più significativi cambi di abitudini degli ultimi anni: 120 milioni i pacchi consegnati in Italia, solo nel 2015 con una tendenza al raddoppio dei volumi di anno in anno.Due le soluzioni adottate da Milkman per abbassare l’impatto di questo inarrestabile trend sull’ambiente: la prima è una flotta di veicoli elettrici, riconoscibili grazie al colore verde anice e al logo del “lattaio che corre”, già operativa sulle strade di Milano: prima città in cui il servizio è disponibile.La seconda è la possibilità di consolidare le proprie consegne. Non tutti i pacchi, infatti, sono così urgenti Milkman1da dover essere consegnati uno per uno. La App Milkman, tra le sue diverse funzionalità, permette all’utente di aspettare che tutti gli acquisti online siano arrivati in giacenza presso il magazzino della startup, per poi programmarne la consegna in un’unica soluzione, allo stesso prezzo, evitando che decine di furgoni entrino in città, spesso col vano di carico semi-vuoto.Milkman nasce per rispondere alle esigenze di chi non dispone di una portineria, non può o non vuole ricevere pacchi sul posto di lavoro o si scontra troppo spesso con gli sgradevoli avvisi di consegna mancata. Lo fa raccogliendo in una sorta di “nuvola” fisica gli acquisti e consegnandoli a qualsiasi ora: in giornata o la sera, in fasce orarie scelte dall’utente, fino a 60 minuti.Basta registrarsi per creare un indirizzo Milkman e indicarlo sempre come indirizzo di consegna al momento del check-out dalla sessione di shopping online. Non appena Milkman riceve la merce ordinata, invia una notifica al cliente sullo smartphone. La app comunica inoltre, attraverso notifica “push” con accuratezza crescente, l’esatto momento in cui avverrà la consegna. A partire da euro 1,90. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì (presto anche il sabato) fino alle 22:00. (foto: Milkman)

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