Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘acquisto’

Gruppi di Acquisto Condominiali

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Roma, In questi tempi di emergenza si moltiplicano le iniziative di solidarietà promosse da attivisti e gruppi e associazioni di volontariato – anche in collaborazione con i servizi sociali dei Municipi – nei confronti delle persone e delle famiglie più in difficoltà per consegnare cibo e medicine ad anziani soli o fragili o a persone in crescenti difficoltà economiche, avvalendosi della Grande Distribuzione Organizzata.Contemporaneamente, però, molti piccoli produttori locali e cooperative sociali, a causa della chiusura dei mercati contadini e di molti mercati rionali, non hanno più sbocchi commerciali e spesso vedono distrutta la propria produzione, biologica e di qualità.Per rispondere a questo problema e – allo stesso tempo – a quello delle persone costrette a fare lunghissime file davanti ai supermercati, la Rete Romana di Economia Sociale e Solidale (Ress) lancia una campagna per attivare “Gruppi d’Acquisto Condominiali!”. L’idea è semplice: sostenere le economie virtuose dei piccoli produttori biologici a filiera corta disponibili a fare consegne a domicilio collegandoli a gruppi di famiglie di un condominio o vicini di casa o di quartiere che si autorganizzano per ordinare insieme la spesa settimanale che arriverà loro, secondo le norme di distanziamento sociale, con cassette o pacchi distinti
Tramite questa iniziativa – dicono dalla Ress – vogliamo raggiungere tre semplici obbiettivi: aiutare le persone che, responsabilmente, hanno risposto all’appello #io resto a casa; garantire a tutti il diritto al buon cibo a filiera corta e biologico; sostenere i piccoli produttori aggregando le zone di consegna.

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Acquistare libri senza impatto sulla circolazione delle persone

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Una rete di case editrici e librerie indipendenti per bambini e ragazzi che, in conseguenza e in ottemperanza del Dpcm del 11 marzo 2020, hanno deciso di accogliere le disposizioni del Governo e la richiesta di chiudere le attività commerciali per limitare e fermare la diffusione incontrollata del contagio da COVID-19 (rinunciando, pertanto, alle consegne a domicilio e alle consegne tramite corriere) nata dall’intento comune di dare una risposta concreta e responsabile.Abbiamo recuperato l’idea del “#librosospeso” e, più ci ragionavamo, più ci sembrava una delle possibili risposte da attuare. In essa troviamo coerenza con le direttive del Governo e una visione nell’ottica di condivisione e di sostegno reciproco. Ci sembra una modalità costruttiva che tutela, inoltre, il lavoro di tutti i protagonisti della filiera del libro.Sulla pagina dedicata http://www.facebook.com/librosospeso2020, saranno promossi i titoli degli editori aderenti, tra cui anche le novità in uscita alla riapertura delle librerie, che i lettori potranno acquistare e/o prenotare come #librosospeso in una delle librerie aderenti (l’elenco è pubblicato sulla stessa pagina e costantemente aggiornato). I lettori avranno, pertanto, modo di chiacchierare con i propri librai di fiducia e di avere uno sguardo d’insieme e ragionato sui cataloghi e sulle novità degli editori aderenti all’iniziativa. Questo, nella nostra ottica, ci permetterà di prendere le distanze da un presente che è buio, proiettandoci in avanti, utilizzandolo per costruire, perché le nostre attività possano continuare ad essere parte viva e fondamentale della società, creando inoltre una rete di collaborazione che supporterà ulteriormente la ripresa delle attività dopo che questa emergenza sarà finita.Il progetto #librosospeso è stato, finora, proposto a casa editrici e librerie indipendenti che abbracciano il nostro sentire. L’adesione è aperta a altri editori e altre librerie indipendenti che condividono la nostra stessa visione.

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Cresce ancora la domanda di acquisto di immobili italiani da parte degli stranieri e si attesta a +4,1%

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

Ciò nonostante la frenata registrata a luglio e agosto, per via del cambio di governo, che conferma come i possibili acquirenti esteri siano sensibili all’instabilità politica del paese in cui intendono investire ma anche di quello di origine. A riprova di questo, le richieste della Gran Bretagna scendono del -15,55%, condizionate, con tutta probabilità, dalla Brexit.Questo emerge dal Report 2019 di Gate-away.com, che ha monitorato richieste provenienti da oltre 150 paesi, nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2019, paragonando i risultati con l’anno precedente.Prima in classifica, tra le regioni con più istanze, è come sempre la Toscana, nonostante abbia registrato un -5,24%, rispetto al 2018. Seguono la Puglia (-9,66%), che supera la Lombardia, anch’essa in calo del -9,52%. La Liguria si conferma in quarta posizione (-0,12%). Al quinto posto troviamo la Sicilia dei record, in crescita del 37,05%, così come l’Abruzzo,con un +28.14% nel 2019. A seguire Umbria (+29,02%), Piemonte (+1,97%), al nono posto la Sardegna (-17,82%) e Calabria che continua a salire (+9,32%.), dopo l’exploit del 2018.“Questo è il segno che le richieste, da sempre incentrate maggiormente su alcune regioni, si stanno spalmando su tutta la penisola. Gli stranieri cominciano a conoscere l’Italia. Ciò avviene grazie alla promozione territoriale, in cui si concentra gran parte delle attività di Gate-away.com, e al lavoro delle agenzie che, in alcuni territori, hanno creato una rete che permette una maggiore cassa di risonanza dei borghi sconosciuti anche alla maggioranza degli italiani”, commenta Simone Rossi, General Manager di Gate-away.com.Il valore medio dell’immobile richiesto dagli stranieri è di 364.280 euro. La cifra è in leggero aumento rispetto al 2018. Maggiori sono state infatti le richieste per la fascia di prezzo che va dai 250 mila a 500 mila euro (+6,43%) e da 500 mila a 1 milione (+10.97%).Fra le nazione da cui provengono più istanze si confermano gli Stati Uniti (al primo posto con +15,84%), segue la Germania che perde terreno rispetto al 2018 di -3,81%, così come il Regno Unito, che conferma il 3 posto nonostante il -15,55%. Crescono dell’11,51% gli stranieri che fanno richieste di un immobile quando si trovano in Italia. I francesi, rispetto al 2018, guadagnano un +26,9%. Seguono Belgio, Olanda e Svezia, Canada, Svizzera, Austria.Il compratore tipo ha un’età compresa tra i 56 e i 65 anni, un elevato titolo di studio (23% laureato e il 20,3% con master) e dei figli (73%); a livello lavorativo, il 36,1% percepisce un salario come impiegato, mentre il 29,5% è un lavoratore autonomo. Questo emerge da un sondaggio che abbiamo effettuato sui 50 mila stranieri iscritti alla nostra newsletter.Chi sceglie l’Italia, sempre in base al sondaggio, l’ha già visitata almeno due volte nel 2019 (42,7%) per una vacanza (49%) o per una vacanza in cui ha approfittato per visitare degli immobili (34%).Gate-away.com ha interrogato gli stranieri anche sulla loro intenzione di comprare una casa in Italia: il 51,5% ha risposto che il Belpaese è l’unica scelta; mentre il 32,9% la considera come una delle opzioni. Il 28,7% degli intervistati ha risposto che passerebbe 6 mesi all’anno in Italia, mentre il 24,1% si trasferirebbe per tutto l’anno.
“Nel formulare le domande da inviare ai nostri utenti– commenta Annalisa Angellotti, Direttore del reparto Marketing e Comunicazione di Gate-away.com – ci siamo chiesti cosa spingesse uno straniero a scegliere l’Italia. Abbiamo verificato che il 57,5% cerca una qualità della vita, il 48,7% arte, cultura e tradizioni, il 48,1% natura e clima, il made in Italy al 33,6%, il 28,2% ha origini italiane, mentre il 15% per raggiungere degli amici che si sono già trasferiti”.

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Acquisto delle azioni da parte di SHOWA DENKO K.K.

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

Hitachi Chemical Co., Ltd (detentore del 51% della quota di capitale di Fiamm Energy Technology), conferma la decisione intrapresa nell’incontro del 18 dicembre u.s., dove il Consiglio di Amministrazione di Hitachi Chemical ha deliberato l’avvio della partnership con SHOWA DENKO K.K. Lo stesso CdA ha espresso parere favorevole sull’offerta di acquisto, da parte della stessa SHOWA DENKO K.K., per le quote di Hitachi Chemical, suggerendo ai suoi azionisti di mettere a disposizione le loro quote nell’offerta di acquisto.
La finalizzazione dell’offerta di acquisto di SHOWA DENKO K.K. è prevista nel mese di Febbraio 2020, l’operazione avverrà nel rispetto completo di tutte le leggi e i regolamenti vigenti. Conseguentemente, l’impresa avvia un percorso per diventare una sussidiaria di SHOWA DENKO K.K.La stessa SHOWA DENKO K.K. procederà con atti formali volti a seguire la procedura di acquisto, nel rispetto completo di leggi e di regolamentazioni che tengono in considerazione anche la competizione nazionale e internazionale, nonché tutte le normative in materia. Tenuto conto che la procedura dipende dai sistemi di autorizzazione vigenti in ogni Paese, ad oggi non è possibile determinare ed indicare esattamente la data precisa di quando l’offerta di acquisto avrà inizio. Va sottolineato che questa operatività porterà la nostra impresa a far fronte alle procedure nel modo più agile possibile in modo da non creare nessuna problematica alle attività in corso.Sebbene la compagine azionaria sarà soggetta a cambi, Hitachi Chemical e tutte le sue aziende affiliate (come ad esempio FIAMM Energy Technology), conferma la stabilità sia dell’operatività e delle transazioni con gli attuali business partner con l’obiettivo di una futura e reciproca crescita.Hitachi Chemical e Fiamm Energy Technology comunicheranno prontamente ogni eventuale cambiamento nel processo di transizione futura e assicureranno supporto laddove eventualmente necessario.

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Istat: III trim 2019, sale potere d’acquisto, +0,3%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, nel terzo trimestre del 2019 il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,3%. “Bene. Anche se la salvaguardia del potere d’acquisto dipende dal raffreddamento dei prezzi, si tratta di un’ottima notizia, che si accompagna a quella positiva di un rialzo del reddito disponibile delle famiglie, che, su base annua, passa dal +1,3% del primo trimestre, al +1,4% del secondo, al +1,7% del terzo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Purtroppo, per quanto riguarda invece la spesa delle famiglie per i consumi finali, siamo ancora al palo, fermi al +1,1% su base annua già registrato nel primo trimestre e nel secondo trimestre, in calo rispetto al 2018, quando ad esempio nel terzo trimestre il rialzo era stato dell’1,8%” conclude Dona.

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Auto: acquisto o noleggio?

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

Noleggio a lungo termine o acquisto? Per alcune categorie, invece che comprare un’auto nuova e poi rivenderla dopo qualche anno, può essere vantaggioso affittarne una per un lasso di tempo? Altroconsumo ha analizzato – nel numero di InTasca di gennaio 2020 – le principali offerte presenti sul mercato confrontando i costi del noleggio a lungo termine (da 36 a 60 mesi) con quelli di acquisto relative a city car e auto di grossa cilindrata (con o senza rate).Grazie alle agevolazioni fiscali, il noleggio a lungo termine è particolarmente adatto a imprese e professionisti ma sta riscuotendo un grande successo anche tra i privati. Si tratta infatti di un trend in aumento nel nostro Paese: nell’ultimo anno c’è stato un incremento del 20% delle auto immatricolate per il noleggio, con 33.353 immatricolazioni di auto per il noleggio a maggio 2019, a conferma dell’interesse di sempre più persone alla formula dell’affitto tutto compreso (assicurazioni e manutenzione).
I risultati dell’analisi: poca convenienza sulle city car, più interessante sulle auto di grossa cilindrataAltroconsumo ha contattato le principali società presenti sul mercato – Arval, ALD automotive, Lease Plan e Leasys – per analizzare le condizioni contrattuali ed assicurative e per calcolare se convenga o meno il noleggio rispetto all’acquisto, paragonando i costi da dover affrontare, nello stesso periodo di tempo, sia per comprare un’auto che per noleggiarla. Dalle analisi effettuate è stato evidenziato che il noleggio a lungo termine conviene quasi sempre per le auto di grossa cilindrata vista la loro velocità nell’essere deprezzate, mentre non è così per le citycar, capaci di mantenere il proprio valore economico per periodi più lunghi.Se è vero che il costo del noleggio comprende bollo, l’assicurazione RC Auto, quella contro furto e incendio e i danni dell’auto, e la manutenzione ordinaria e straordinaria, nel valutare la convenienza del noleggio a lungo termine bisogna tenere però presente che il locatario è responsabile di tutto ciò che accade al veicolo, perché la proprietà dell’auto resta della società che si occupa del noleggio e il locatario deve mantenere l’auto in buone condizioni che saranno valutate al momento della riconsegna alla fine del noleggio.
Come funziona il noleggio a lungo termine?
La prassi per iniziare il rapporto con le società che si occupano di noleggio a lungo termine è pressoché uguale per tutte: al potenziale cliente viene fatto compilare online un preventivo generico per poi essere ricontattato telefonicamente per mettere a punto un preventivo personalizzato. Il tutto quindi avviene online e via telefono, senza poter parlare di persona con un venditore.Attenzione a richiedere e leggere con attenzione il contratto, Altroconsumo su 24 prove pratiche svolte a Roma, Milano e Napoli solo una volta ha ricevuto informazioni complete ed esaustive.In ogni caso, se il contratto è stato concluso a distanza, il cliente ha diritto a recedere entro 14 giorni dalla conclusione.Da tenere sotto controllo, poi, ci sono le varie voci dei costi del noleggio: oltre al canone mensile da versare, bisogna tenere presente che quasi sempre sarà richiesto un anticipo, di 10 o il 20% del prezzo di listino dell’auto, da non confondere con il deposito cauzionale, invece richiesto al cliente per ripagare eventuali canoni non versati o danni al veicolo. La cifra dell’anticipo è una componente economica che insieme al canone definisce il prezzo del noleggio; l’anticipo è in parte restituito se il cliente recede dal contratto prima del termine del contratto. Nel prezzo del noleggio sono comprese tutte le forme di manutenzione dell’auto, sia ordinaria che straordinaria, e le coperture assicurative, che cambiano a seconda delle condizioni stipulate; Altroconsumo consiglia di valutare bene penali e franchigie delle assicurazioni.

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Oltre 90% pensionati ha perso potere d’acquisto

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Secondo i dati Spi-Cgil, oltre il 90% dei pensionati ritiene di aver perso parte del proprio potere d’acquisto ed il 41% ritiene urgente il miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni.”Vero! E’ la pura verità. Tutti i pensionati hanno perso potere d’acquisto, anche quelli che percepiscono una pensione inferiore a 3 volte il trattamento minimo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In questi anni, infatti, i pensionati hanno avuto un’inflazione sempre superiore rispetto a quella ufficiale, talvolta anche doppia, visto che per loro pesano molto di più i prezzi del carrello della spesa e di voci come alimentazione e abitazione, rispetto ad altre divisioni di spesa come le comunicazioni, sempre in deflazione. Insomma, i pensionati, specie quelli al minimo, hanno un’inflazione diversa rispetto ad un operaio o alla media degli italiani e serve un indice ad hoc per misurarla, altrimenti avranno sempre una perdita del potere d’acquisto” prosegue Dona. “Quanto al blocco delle rivalutazioni, in manovra si porta al 100% la rivalutazione delle pensioni da 3 a 4 volte il minimo, ossia da 1.539,03 a 2.052,04 euro. Un provvedimento che va nella giusta direzione. Peccato che si traduca in meno di 3 euro all’anno, visto che avevano già la rivalutazione al 97% e l’inflazione è bassa. Inoltre bisognerebbe tornare ad un sistema di rivalutazione delle pensioni per scaglioni, ossia per fasce di importo, anche se magari riviste rispetto allo schema della legge 388/2000, invece di rivalutarle come ora sull’importo complessivo” conclude Dona.

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Campidoglio, al via gara acquisto treni metro A-B

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Il dipartimento Mobilità e trasporti ha pubblicato la procedura di gara per la fornitura di 20 treni delle metropolitane A-B e B1 di Roma. Il primo contratto applicativo prevede l’acquisto dei primi 14 convogli di cui 12 andranno a servizio della linea B e 2 a potenziamento della linea A, per una cifra pari a 134,4 milioni.A gennaio 2019 è stata sottoscritta la Convenzione tra il ministero delle Infrastrutture e Roma Capitale per il finanziamento degli interventi e lo sviluppo infrastrutturale per un totale di 425,52 mln.“Nuovi treni per un servizio più puntuale ed efficiente a beneficio della nostra città. Investimenti importanti che consentiranno di aumentare la qualità del servizio, la sua frequenza e il comfort degli utenti. Risorse che si aggiungono a quanto già destinato per la manutenzione delle infrastrutture”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.“Abbiamo definito – spiega l’assessore alla Città in Movimento Pietro Calabrese – un programma puntuale e realizzato interventi sugli armamenti e scambi dei binari. Ora queste risorse vanno a rinnovare una flotta di treni che sconta un gap infrastrutturale decennale”.

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Americani, tedeschi e inglesi, sono i primi a voler comprare casa in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Ai primi posti sempre la Toscana e la Puglia, ma si è registrato un boom di richieste per la Sicilia. Questo è il risultato del report semestrale che la Gate-away.com – il portale immobiliare italiano esclusivamente dedicato agli stranieri che vogliono comprare case italiane – presenta ogni anno a luglio. Dopo aver analizzato i dati dei primi 6 mesi del 2019 e averli messi a confronto con quelli dello stesso periodo del 2018, anche questa volta si può parlare di una crescita dell’interesse per l’Italia, da parte degli stranieri, che si attesta all’1,3%.“Ricordo che il mese di gennaio del 2018 lasciava presagire un anno record – commenta Simone Rossi, General Manager di Gate-away.com – registrammo un +44,89% rispetto a gennaio 2017. Ma poi, con l’instabilità di Governo e, soprattutto, il rischio Italexit, nel mese di maggio 2018 arrivammo a -7,31% (sempre rispetto al 2017). Il panorama di questo inizio 2019, invece, riequilibra di fatto l’andamento di crescita. Se nei primi mesi (gennaio, febbraio e marzo) abbiamo registrato un leggero segno meno rispetto alle cifre record di inizio 2018, da aprile a giugno le domande hanno ripreso a crescere, raggiungendo anche +28.9% a maggio”.Una prima novità di questi primi sei mesi del 2019 è la crescita di domande per regioni come la Sicilia (+43,96%), l’Abruzzo (+18,36%), l’Umbria (+31,46%) e la Calabria (+40,03%) che si posizionano rispettivamente al quinto, sesto, settimo e nono posto nella classifica delle 10 regioni più ambite, in cui da anni, spicca al primo posto la Toscana, che subisce una lieve flessione del 10,15%. Seguono Puglia, Lombardia (a cui fa da traino la zona del Lago di Como, che resta la più richiesta a livello italiano), Liguria, all’ottavo posto il Piemonte e al decimo la Sardegna.
Le nazioni da cui provengono più richieste sono gli Usa (17,97% sul totale); la Germania (13,04%), Regno Unito (12,42%), l’Italia, ovvero acquirenti esteri che inviano richieste dal territorio italiano, (8,22%) e Francia (6,83%).Anche se le case indipendenti sono preferite ad appartamenti, la richiesta di questi ultimi è cresciuta dell’11,06% rispetto allo scorso anno, offrendo più opportunità a coloro che hanno appartamenti da vendere. Oltre il 66% delle richieste riguarda abitazioni completamente ristrutturate o già abitabili, mentre sono il 13,63% quelle per case da ristrutturare. Il nuovo rappresenta il 8,67% delle richieste in arrivo su Gate-away.com.Nel primo semestre del 2019 crescono le richieste per immobili con un prezzo inferiore ai 100 mila euro e quelle sopra i 500 mila euro (settore lusso). Il valore medio degli immobili richiesti rispetto al totale delle istanze è pari a 353,885 euro mila euro.

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Acquisto immobili: Gli stranieri continuano a scegliere l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Questo è il risultato del report annuale del 2018 del portale Gate-away.com, che monitora richieste provenienti da oltre 150 paesi, nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2018, paragonando il risultato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Il sito è tradotto in 10 lingue, le propietà pubblicate superano le 30 mila e sono solte 1 milione e 500 mila gli utenti che hanno cercato casa in Italia, +12,68% rispetto al 2017.Prime in classifica tra le regioni con più istanze sono Toscana, regina indiscussa da anni; la Puglia, che supera la Lombardia (terzo posto) e diventa seconda; poi ci sono la Liguria e l’Abruzzo, che balza al 5° posto (era al 7° nel 2017) registrando un +28.14%. A seguire la Sardegna, la Sicilia, il Piemonte, l’Umbria e una sorprendente Calabria che con un +45.23% per la prima volta entra nella classifica delle prime 10 regioni.Il valore medio dell’immobile per gli stranieri è 352.456 euro. È infatti aumentata la richiesta verso una fascia di prezzo che va da 0 a 100 mila (+16.6%) e dai 100 ai 250 mila (+14.98%).Il compratore tipo ha un’età compresa tra i 55 e i 64 anni, un elevato titolo di studio e cerca mediamente proprietà indipendenti e pronte per essere abitate.
Se la prima nazione nel 2017 è stata la Germania, questo 2018 ha visto un aumento consistente di istanze provenienti dagli Stati Uniti (+30.51%), che sale al primo posto, e del Regno Unito, che con una crescita del 18.26%,si guadagna la seconda posizione. Scende, invece, al terzo posto la Germania, poi abbiamo l’Italia (richieste di utenti stranieri mentre sono in Italia), la Francia, l’Olanda, il Belgio, la Svezia, la Svizzera e il Canada.
“Una considerazione su questo, la possiamo fare. Le richieste verso l’Italia nel 2018 – commenta il General Manager della Gate-away.com, Simone Rossi – sembrerebbero essere influenzate dalla situazione politica dei paesi di provenienza dei richiedenti. È probabile che proprio “l’effetto Trump” e il rischio Brexit abbiano contribuito a far crescere le istanze dagli Usa e dalla Gran Bretagna. Gli investitori sono condizionati dall’incertezza politica soprattutto quando realizzano il sogno di acquistare una casa. I dati contenuti nel nostro report confermerebbero che l’Italia, per americani e inglesi e non solo, attualmente rappresenta un porto considerato stabile e affidabile per investire e trasferirsi. Ma vorrei ricordare che l’eventuale incertezza politica del nostro paese potrebbe diventare un problema. Anzi, posso confermare che è già successo”.Infatti, se a inizio anno 2018, a gennaio e febbraio, le istanze si erano attestate a +49,31% (rispetto agli stessi mesi del 2017), con l’avvicinarsi delle elezioni, la richiesta di immobili da parte degli stranieri era cominciata a scendere. Infatti nei 3 mesi di marzo, aprile e maggio, l’interesse verso il patrimonio immobiliare italiano si era attestato complessivamente a + 5.38%, ma, nel a maggio, a elezioni concluse e con la vittoria di coloro che si definivano “antieuropeisti”, la Gate-away.com ha registrato un -7.81%. Solo con l’arrivo di giugno, quando il rischio dell’uscita dall’Euro è parso accantonato, il trend è ricominciato a crescere (+0.91).
Che l’Italia possa essere considerata all’estero come un’opportunità, lo stanno comprendendo sempre di più agenti immobiliare che si rendono conto del grande potenziale di questo mercato, che non è alternativo ma complementare a quello locale.

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Quanto taluni acquisti fanno riflettere: Low-cost. Luci ed ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Mi è capitato di recente di dover acquistare un libro di un centinaio di pagine su Amazon: una edizione, tradotta dalla lingua inglese, della casa editrice francese “Librio”, per la scuola di mia figlia. Già al momento della ricerca sono rimasto stupito per il prezzo, 2 euro, ma informandomi ho saputo che è una caratteristica di questa casa editrice e della sua politica divulgativa (così come la casa editrice italiana “Millelire”).
Ma sono rimasto perplesso quando ho ordinato il libro, sabato pomeriggio e lunedì mattina già ce l’avevo. Pur se sono abbonato alla formula “Prime” di Amazon, la mia perplessità si è comunque manifestata per il costo complessivo dell’operazione, sempre e solo 2 euro. Ho pensato a tutto il processo: ordine arrivato ad Amazon e processato elettronicamente. Un umano ha preso il libro, lo ha messo dentro la busta di cartone su cui è stato attaccato l’indirizzo. Un qualche meccanismo ha chiamato il corriere. Che con un mezzo è andato presso il deposito di Amazon e poi, dalla loro centrale operativa di zona, lo ha affidato ad un camion che si è diretto verso la mia città. Arrivato, il pacchetto è stato smistato e consegnato al corriere della mia zona che, con un mezzo, lo ha portato fino al mio indirizzo, dove è sceso, ha suonato il campanello, ha atteso, ha interloquito con me, mi ha fatto firmare ed è ripartito col suo mezzo. La consegna, ovviamente, è risultata
eseguita tutto in modo elettronico grazie al ricevitore in possesso del corriere che mi ha fatto firmare. Grossomodo è questo il meccanismo (forse mi sono perso qualche passaggio o qualche automatismo dello stesso, ma non cambia molto). Ah, poi ci sono ovviamente anche le tasse che tutti questi soggetti devono pagare, e che sono incluse nei 2 euro.
Non credo che Amazon e la casa editrice Librio ci guadagnino su questa transazione. Non conosco i loro bilanci (Amazon, casa editrice e corrieri), ma presumo che da qualche altra parte avranno ingressi che lascino un po’ di margine per far fronte a queste transazioni di 2 euro. Ovviamente non ho potuto non pensar alle più celebri low cost, quelle aeree…. ma lì, in qualche modo, tra bagaglio, servizio di ristoro a bordo, check-in strani e penali per qualche cambio che sono spesso più alte del costo del biglietto, un po’ di operazioni per introitare soldi ci sono. Qui, col mio libro di quasi cento pagine, questi margini non li vedo da nessuna parte. Sempre ovviamente non ho potuto non pensare alla precarietà di molte di queste compagnie aeree low-cost (soprattutto quelle che, esistendo spesso solo per marketing e deregolamentazione della concorrenza, non hanno giganti del cielo alle spalle, ma sono sono tentativi di business). Ma Amazon precaria, almeno al momento, proprio non ce la vedo, così come i corrieri che utilizza (aziende navigate), e non so della casa editrice francese (anche se alle spalle ha un colosso come Flammarion). E’ qui che nasce la mia riflessione su questo mercato, partendo da un dato di fatto: io – e non credo di essere un marziano – anche se avessi speso 8 euro (il quadruplo!) per quel libro e tutto l’ambaradan che ho ricordato per farlo giungere al mio indirizzo, avrei sempre avuto la certezza di aver speso poco. Otto euro che, invece, rispetto ai 2 euro incassati, avrebbero sicuramente fatto la differenza per produttore, venditore e distributore. Perché così non è stato? La risposta banale e buona per tutte le occasioni sarebbe: è il mercato, bellezza! Risposta che potrei accettare se avessi avuto a che fare con una promozione, una svendita, un’offerta speciale… ma non si trattava di niente del genere, ma solo una banale ordinarietà. C’è qualcosa che non mi torna. L’ordinario, in una economia capitalistica di mercato (come in linea di massima è anche la nostra) si basa sul dare/avere, con dei margini che nel caso che sto trattando non solo non vedo, ma mi danno numeri negativi. Ho provato a chiedere a mia figlia dodicenne, che sta fruendo di questo acquisto, che cosa ne pensa; la sua risposta è stata agghiacciante nel suo essere scontata, distratta e superficiale: di che ti lamenti, che costa troppo poco… Non le ho spiegato che domandavo solo per lenire i miei dubbi sulla solidità dell’economia che la riguarda e la riguarderà, il suo futuro soprattutto. Ma la sua risposta mi è servita a darmi, in un certo modo, il polso del cosiddetto senso comune, probabilmente lo stesso che – non all’età di mia figlia – pretende che diversi prodotti e servizi siano gratis, mentre in un’economia di mercato è giusto e doveroso che non lo siano (energia e trasporti pubblici, per esempio)… quelli che io, e non solo, chiamo retaggi di una cultura e una pratica monopolista che – per il nostro Paese – hanno terminato la funzione di recupero assistito dell’economia dopo il disastro e la giusta sconfitta nella seconda guerra mondiale. Retaggi
che se si manifestano anche in una ragazza di dodici anni, sono a mio avviso preoccupanti. Ma è così, ed è bene saperlo.
E finiamo sui 2 euro. Gli scenari di chi fa queste scelte economiche sono di diversi tipi. Sicuramente non durevoli, a detrimento di qualità e certezze, sue proprie e più in generale per tutti (si pensi agli specifici indotti). Visto anche che abbiamo disquisito non di prodotti che vengono da Paesi dove le materie prime e la forza lavoro hanno prezzi ridicoli se confrontati con quelli nostri (il caso più eclatante è il tipico negozio “cinese” in cui si trova tutto a prezzi incredibilmente bassi, non giustificati neanche dalla frequente scarsissima qualità). Abbiamo invece parlato di un’azienda, Amazon, che opera (nella fattispecie) in Italia/Europa, che usa servizi e corrieri del mercato italiano/europeo.
Concludiamo con un parallelo. Sul mondo del lavoro. I disperati che, spesso anche per 2 euro l’ora, raccolgono pomodori e altri prodotti simili nelle nostre campagne. Disperati che spesso vengono dal terzo e quarto mondo e che sono presenti illegalmente sul nostro territorio. Grazie a loro, uno dei nostri cibi preferiti e usati, il pomodoro, è presente sul mercato a prezzi molto bassi. Ma cosa succede a chi ha raccolto questi pomodori? Quali costi, per tutta la comunità, comporta il loro sfruttamento lavorativo e umano? Alti e, alla fine, il pomodoro ci costa molto di più. Riportando il parallelo al libro di 2 euro… cosa comporta questa illogica “concorrenza della concorrenza” sulla nostra economia? Siamo sicuri che ogni azienda privata riesca ad assorbire su se stessa una produzione e un lavoro che gli costa più di quanto incassa? E su chi ricadono questi deficit? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Roma capitale: acquisto di 227 autobus

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

La convenzione Consip, suddivisa in nove lotti per tipologia di autobus, prevede la fornitura in acquisto di 1.600 autobus urbani ed extraurbani, destinati al trasporto pubblico locale, con un ribasso medio rispetto ai prezzi a base d’asta del 23% circa, con riduzioni di prezzo che variano da un minimo del 7,5% ad un massimo del 36,5% tra i diversi lotti.L’iniziativa – integrata con il “Programma nazionale di rinnovo straordinario del parco materiale rotabile su gomma” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – prevede un cofinanziamento del 60% per gli acquisti effettuati attraverso la convenzione Consip. Il “negozio elettronico” della convenzione è stato aperto ieri e Roma Capitale è stato il primo cliente con un ordine di 227 nuovi autobus. Tre sono le diverse tipologie acquistate, con una particolare attenzione per l’ambiente: 20 autobus urbani 10 metri Euro 6, 116 autobus urbani da 12 metri Euro 6, 91 autobus urbani da 12 metri con alimentazione a metano (pari al 40% del totale).Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale, commenta: “Con 227 nuovi autobus Roma compie un passo decisivo per il rilancio dei trasporti pubblici della città, con una attenzione speciale all’ambiente: 91 mezzi saranno alimentati a metano nell’ottica di una drastica riduzione delle emissioni inquinanti”.
Paolo Simioni, Amministratore Delegato di Atac S.p.A., commenta: “Il rinnovo della flotta e’ essenziale per il raggiungimento degli obiettivi del Piano di risanamento e rilancio di Atac. Con l’ordine dei Bus attraverso la piattaforma Consip, le previsioni di Piano diventano sempre più concreta realtà”.
Cristiano Cannarsa, Amministratore Delegato di Consip S.p.A., commenta: “Consip si conferma quale piattaforma strategica di collegamento tra le imprese, in questo caso italiane, e la razionalizzazione della spesa pubblica. Un acquisto di 227 autobus sono un impulso vivo per la città, l’industria e la crescita”.

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Abitazioni: Cresce la voglia di lusso

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

villa della pergola2Nei primi dieci mesi dell’anno i tedeschi continuano ad essere i più interessati ad immobili di lusso. Secondo i dati rilevati da Gate-away.com, le richieste dalla Germania per una seconda casa in Italia, dirette a proprietà oltre il milione di euro, rappresentano il 13,95% sul totale delle richieste in arrivo sul portale.Nella top ten stilata dalla web company immobiliare che copre i primi dieci mesi dell’anno, la Germania è in testa seguita dagli Stati Uniti (13,08%) e dalla Svizzera (10,22%).
Nelle prime cinque posizioni anche il Regno Unito (9,11%) e la Francia (7,41%), mentre chiudono la top ten Belgio (6,60%), Olanda (5,43%), Sudafrica (2,16%), Svezia (2,04%) e Canada (1,98%).“Il report conferma quanto rilevato nei nostri dati in primavera rispetto al segmento del lusso – commenta Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – ed è interessante notare che il tasso di crescita delle richieste specifiche per immobili di prestigio, ora al 67%, supera abbondantemente il tasso generale pari al 52%, che per noi è già un dato di per sé positivo. Ancor più positivo per chi desidera vendere casa agli stranieri.
Se nella Legge di Bilancio in attesa approvazione definitiva verrà confermata nelle misure dedicate ad attrarre i potenziali investitori esteri la cosiddetta norma attira-milionari, possiamo ragionevolmente pensare – conclude Simone Rossi – che le richieste per una seconda casa possano variare sensibilmente al rialzo. Con questa opportunità di agevolazioni fiscali per chi detiene redditi esteri ma porta la sua residenza in Italia, una parte consistente delle ricerche potrebbe essere per una prima casa e non più per una proprietà pensata come dimora per le vacanze o come l’investimento da far fruttare”.Ma quali sono le zone preferite da chi sta cercando una seconda casa di lusso in Italia? Nella classifica di Gate-away.com dedicata alle prime dieci regioni preferite dove trovare la super casa ideale, la Toscana detiene il primo posto, seguita da Lombardia, Liguria, Puglia e Sardegna. Si posizionano nella lista di preferenza anche Sicilia, Campania, Lazio, Umbria e Marche. Differisce invece la propensione di scelta se si esplora la tendenza di ricerca rispetto alle specifiche città: Ostuni è sempre in testa, seguita da Bellagio e Roma. Sanremo, Laglio, Cremia, Camogli, Menaggio, Como e Montepulciano chiudono la serie. Sintomo che si prediligono zone costiere e ambienti lacustri, con la zona sul Lago di Como che intercetta un costante interesse degli investitori.

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Bonus acquisto autocaravan: si parte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

camperIn partenza l’erogazione del bonus per l’acquisto di camper nuovi di classe “euro 5” o successiva sotto forma di sconto applicato dal venditore, per 5.000 euro, sugli acquisti avvenuti nel 2016 con contestuale rottamazione di un camper vecchio.
E’ approdato infatti in Gazzetta il decreto atteso, attuativo di una disposizione dell’ultima Legge di Stabilità, e il Ministero dei Trasporti ha dato il via sul proprio sito alle prenotazioni dei venditori.Vediamo i dettagli. Veicoli coinvolti.
Il bonus è applicato agli acquisti, avvenuti nell’anno 2016, di autocaravan nuovi (camper attrezzati per sette persone al massimo, compreso il conducente), ovvero mai immatricolati, di classe “euro 5” o successiva.
L’acquisto deve avvenire in sostituzione di un vecchio camper che contestualmente deve esser consegnato per la demolizione, di categoria «euro 0», «euro 1» o «euro 2».
L’incentivo è anticipato dal venditore sotto forma di sconto sul prezzo di vendita per acquisti effettuati dal 1/1/2016 fino al 31/12/2016 con immatricolazione entro il 31/3/2017.
Ciò fino al raggiungimento della disponibilità del fondo, 5 milioni di euro.
Contestualmente, come già detto, deve essere consegnato al venditore un camper vecchio da demolire, di categoria «euro 0», «euro 1» o «euro 2» immatricolato entro il 2015. Tale veicolo deve inoltre risultare intestato, da almeno un anno dalla data di immatricolazione del camper nuovo, allo stesso soggetto intestatario di quest’ultimo oppure ad uno dei suoi familiari conviventi. In caso di locazione finanziaria la stessa cosa vale per il soggetto utilizzatore.
I venditori che aderiscono devono ovviamente dare informazioni al riguardo, e prima di concludere la vendita devono verificare l’accessibilità al bonus e prenotarlo online sul sito del Ministero dei Trasporti.
Il consumatore deve quindi non solo verificare che il venditore applichi il bonus ma che tale bonus sia ancora disponibile. Da verificare anche che sul contratto di acquisto vengano indicati sia il bonus applicato come contributo statale sia l’avvenuta consegna del veicolo da rottamare. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Aumento di prestiti per acquisto di auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

casa-vivaNel primo semestre dell’anno il numero dei prestiti finalizzati all’acquisto di auto richiesti da privati ha fatto registrare un incremento del +20,0% rispetto al pari periodo del 2015 malgrado un rallentamento del tasso di crescita rilevato negli ultimi mesi.
Questa la principale evidenza che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF che rileva con cadenza mensile le domande di prestiti finalizzati (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi) raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie. La dinamica positiva che continua a caratterizzare il comparto, sostenuta anche dalle offerte a tassi promozionali delle case automobilistiche e delle reti, emerge in modo inequivocabile anche dal confronto del dato aggregato relativo ai primi 6 mesi del 2016 rispetto al medesimo periodo degli anni precedenti.
Altro aspetto interessante che emerge dall’analisi di CRIF è rappresentato dal fatto che negli ultimi mesi di osservazione è andata via via consolidandosi il progressivo recupero verso valori più elevati dell’importo medio dei prestiti richiesti, che nel mese di giugno si è attestato a 13.609 Euro (contro i 13.160 Euro del mese di giugno 2015). Tuttavia, nell’aggregato relativo al I semestre dell’anno in corso l’importo medio richiesto è risultato pari a 13.083 Euro, con una flessione del -2,9% rispetto al corrispondente periodo 2015.
In generale, il fatto che l’importo medio richiesto si mantenga su livelli ancora contenuti trova riscontro nella consolidata tendenza da parte degli italiani – comune anche ad altre forme tecniche di finanziamento – a cercare soluzioni di indebitamento che gravino il meno pesantemente possibile sul reddito disponibile.
Relativamente alla distribuzione per fascia di età, nei primi sei mesi del 2016 la classe in cui si è concentrata la maggior parte delle richieste si è confermata essere quella compresa tra i 45 e i 54 anni, con il 26,7% del totale, seguita ancora una volta da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 22,0%.
“Questa prima metà dell’anno ha confermato l’andamento della domanda di prestiti finalizzati all’acquisto di auto in ulteriore crescita, sostenuta dal trend positivo delle immatricolazioni e trainata dalle promozioni a tassi particolarmente vantaggiosi delle case automobilistiche e dei propri concessionari – commenta Elisabetta Pancaldi, Channel Director di CRIF -. Il rallentamento della dinamica registrato negli ultimi mesi suggerisce però di attendere i dati relativi al secondo semestre per poter meglio valutare l’effettiva evoluzione del comparto”. http://www.Burson-Marsteller.com

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Acquisto seconde case: “Per gli acquirenti esteri Italia più appetibile con le nuove rotte Ryanair”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2016

ryanairMaggiori rotte, maggiori arrivi. L’annuncio di Ryanair relativo all’investimento in Italia e all’apertura di oltre 40 nuove rotte aeree è ben accolto dagli operatori immobiliari che trattano con potenziali acquirenti esteri. Gate-away.com, il portale immobiliare esclusivamente dedicato agli stranieri che desiderano comprare una seconda casa in Italia, prevede un ulteriore sviluppo di richieste in arrivo. “L’interesse per il nostro Paese non è mai diminuito. Nonostante la crisi geopolitica attuale e la Brexit, si continua a guardare all’Italia come destinazione ideale – commenta Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – e questo è un incentivo per l’immobiliare che non è scollegato da tutto il resto: turismo, ricettività, enogastronomia, artigianato e made in Italy. Senza tralasciare il settore dell’edilizia e le maestranze dell’artigianato, richieste dagli stranieri nei progetti di ristrutturazione. Il fatto di poter raggiungere l’Italia con rotte dirette e più convenienti – aggiunge Rossi – facilita chi vuole realizzare il suo sogno di comprare casa in Italia. Non solo benestanti e milionari, che continuano a mantenere in salute il segmento lusso, ma anche coloro che vogliono investire i loro risparmi. Un esempio su tutti i pensionati, tedeschi inglesi o americani, che rappresentano una fetta predominante del mercato”. Secondo i trend già rilevati dal portale immobiliare estero, confermati dall’apertura delle nuove rotte Ryanair, si profila la continua crescita di Germania, Olanda e Danimarca nel numero di richieste, mentre nel 2017 potrebbero aumentare sensibilmente quelle in arrivo dalle nazioni in cui saranno implementati i collegamenti, come la Polonia e il Lussemburgo. “Un discorso a parte – conclude il direttore generale di Gate-away.com – va fatto per il Regno Unito: i voli aggiuntivi da e per Liverpool ed Edimburgo faranno da volano per le richieste UK. Nonostante l’esito del referendum, il legame speciale con il belpaese non sembra per ora affievolito a causa della Brexit. Aspetteremo di conoscere le altre rotte di Ryanair per monitorare gli esiti, come già accaduto per la Sardegna e la Calabria”. (foto: ryanair)

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AccorHotels continua la trasformazione di HotelInvest con l’acquisto di portafogli di asset da tre investitori europei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2015

renzo iorioAccorHotels annuncia l’acquisto di tre portafogli di asset hotel in Europa rappresentati da 29 Hotel (3.677 camere), per un totale di € 284 milioni. Le transazioni sono composte da:
· Un portafoglio acquistato da AXA Investment Managers – Real Assets, che agisce per conto dei propri clienti, per un totale di € 56 milioni. Il portafoglio, che comprende 19 hotel a Francia (1.512 camere), ha operato in locazioni variabili per AccorHotels dal 2008, sotto i marchi ibis budget, ibis, Novotel e Mercure.
· Un portafoglio acquistato da Invesco per € 152 milioni che comprende sei Alberghi (1.347 camere). Situati in Germania (2), Italia (2), Olanda e Austria, gli hotel sono stati gestiti in locazioni fisse e variabili sotto i marchi Novotel e Mercure.
Le due prime acquisizioni sono state pianificate per essere perfezionate nel corso del primo semestre 2016 e sono soggetti alle condizioni usuali per questo tipo di transazione. Esse comprendono clausole di sostituzione per l’acquirente, consentendo a HotelInvest di integrare gli alberghi direttamente nel suo programma dinamico di gestione patrimoniale. “Dopo la recente acquisizione di 43 hotel da Foncière des Régions, queste transazioni dimostrano ancora una volta la competenza di HotelInvest nella gestione dinamica del patrimonio immobiliare”, ha dichiarato John Ozinga, COO di HotelInvest, l’investitore alberghiero leader in Europa. “La trasformazione di HotelInvest continua a ritmo veloce, vicino a €1.0 miliardo di transizioni real-estate assicurate nel 2015. Siamo sulla strada giusta con la nostra tabella di marcia e con il completamento del nostro piano triennale per aumentare significativamente le performace del Gruppo.” (foto. renzo iorio)

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Buoni pasto: detassazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2015

buoni pastoDopo 17 anni torna a salire la soglia di detassazione per i buoni pasto, utilizzati oggi da circa 2,3 milioni di lavoratori in circa 150mila esercizi convenzionati, per un totale di oltre 500 ml di transazioni annue. Dal 1 luglio il valore esentasse dei soli buoni pasto elettronici passerà, quindi, da 5,29 a 7 euro, allineandosi così progressivamente al costo della vita, come accade in altri Paesi europei.Pochi giorni prima dell’entrata in vigore della legge, Edenred, inventore del Ticket Restaurant® e leader nel mercato italiano, registra già un sensibile aumento delle richieste di buoni pasto digitali“Rispetto ad un anno fa – spiega Andrea Keller, Amministratore Delegato di Edenred Italia – abbiamo l’85% in più di volumi derivanti da card elettroniche e da soluzioni mobile. Ciò significa che le aziende italiane hanno capito il potenziale insito negli incentivi introdotti a dicembre con la Legge di Stabilità e reputano il buono pasto uno strumento di welfare utile per contribuire al benessere, alla produttività e al potere d’acquisto dei propri dipendenti”.La riforma offre alle aziende l’opportunità di investire fino a 500 milioni di euro supplementari sul potere di acquisto dei propri dipendenti. Avere a disposizione 1,71 euro in più al giorno equivale infatti a circa 400 € in più all’anno di reddito netto disponibile per ogni lavoratore beneficiario. Se poi si moltiplica il valore del buono pasto per 220 giorni lavorativi, 2 milioni e 300mila dipendenti possono accedere ad un potere d’acquisto fino a 1.500 euro all’anno, spendibili nella filiera dei prodotti alimentari di immediato consumo a sostegno del commercio di prossimità del nostro Paese.
“Nel giro di tre anni – conclude Keller – i buoni pasto digitali, che oggi hanno una quota di mercato del 15-20%, saranno la metà di quelli in circolazione. Questa riforma contribuisce, inoltre, alla digitalizzazione della rete degli esercenti aprendo nuove opportunità per il pagamento elettronico. La nostra rete di terminali elettronici si estende del 30% all’anno e ha raggiunto circa 35mila POS capaci di accettare anche il pagamento tramite carta di debito, credito o bancomat. Si tratta oggi della rete di accettazione più diffusa del mercato”. Anche i lavoratori, infine, si dicono consapevoli dei benefici che possono scaturire da questa forma di welfare aziendale: da una recente indagine commissionata da Edenred all’istituto di ricerca Ipsos, infatti, emerge che più del 70% degli italiani è convinto che i buoni pasto sostengano i consumi e aumentino il potere d’acquisto. (foto: buoni pasto)

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Pesce: con il caldo va comperato sotto ghiaccio

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Con questo caldo il pesce fresco va comperato solo se e’ sotto ghiaccio. Un consiglio a tutti i consumatori per evitare spiacevoli disturbi intestinali. Il pesce, come peraltro altri tipi di carne, e’ decomposto dai microrganismi, dagli enzimi contenuti nel pesce stesso e dall’azione della luce e dell’ossigeno. E’ noto a tutti che il caldo favorisce la moltiplicazione dei batteri e delle muffe, meno noto e’ che al processo di decomposizione partecipano la luce e l’ossigeno che ossidano (irrancidiscono) facilmente i grassi insaturi contenuti nella carne e gli enzimi, i quali, proprio perche’ il pesce e’ un animale a sangue freddo e vive in mare al “fresco”, sono attivi anche a temperature di 10 gradi centigradi, condizioni termiche che si superano facilmente in questi giorni. Il pesce che e’ venduto, soprattutto nei mercati rionali, e’ esposto alla vendita con poco o punto ghiaccio e questo lo porta al rapido deterioramento perche’ vi concorrono tutti glielementi responsabili dell’alterazione: microorganismi, enzimi, luce e ossigeno. Occorre, quindi, che il pesce sia letteralmente sommerso dal ghiaccio al fine di rallentare la moltiplicazione dei microrganismi, rendere piu’ lenta l’attivita’ enzimatica e ridurre l’esposizione alla luce e all’ossigeno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Medicinali e contraffazione online

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2013

Sarà l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a guidare il progetto Fakeshare per il contrasto ai pericoli del commercio illegale di farmaci on line. Il progetto presentato dalla stessa Aifa, di durata biennale, è stato approvato dalla Commissione europea, che lo finanzierà con oltre 350.000 euro nell’ambito del programma “Prevention of and fight against crime”. Al quadro di attività parteciperanno, in qualità di co-beneficiari, le Agenzie regolatorie di Spagna, Portogallo e Cile, l’università di Trento e La Sapienza di Roma, il ministero dello Sviluppo Economico. Il prog etto ha l’obiettivo di coordinare e ottimizzare le iniziative di contrasto portate avanti dai singoli Paesi europei, garantendo la condivisione delle attività di monitoraggio sulle e-pharmacy attraverso sistemi di Information technology gestiti dall’Aifa. «La vendita online di farmaci contraffatti o pericolosi è un fenomeno che va affrontato a livello globale» ha detto Luca Pani, direttore generale dell’Aifa che «si fa promotrice di un innovativo modello di collaborazione e di scambio di informazioni a livello internazionale». L’iniziativa intende contrastare il crescente fenomeno del commercio on line di farmaci illegali e pericolosi, anche alla luce del prossimo recepimento della Direttiva europea 2011/62, che introdurrà rilevanti novità in relazione alle modalità di vendita dei farmaci attraverso il web. Intanto ieri, l’Assemblea del Senato ha approvato l’ordine del giorno, a firma dei senatori PdL Luigi d’Ambros io Lettieri e Andrea Mandelli, per vietare la vendita online e a distanza dei medicinali soggetti a prescrizione medica, a garanzia della sicurezza e della salute dei cittadini. L’impegno è stato presentato in sede di discussione del disegno di legge AS 587 recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013”. «La vendita di farmaci on-line, a oggi, non è consentita dalle leggi italiane ma, al contempo, è possibile procedere all’acquisto da farmacie estere di unità medicinali» hanno sottolineato i due senatori «l’utilizzo della rete per l’acquisto di farmaci registra un significativo aumento anche per l’assenza di una normativa quadro a livello internazionale sulle farmacie on-line e in assenza, anche nel nostro Paese, di una normativa specifica di settore». (E.L.)

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