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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Acquisto immobili: Gli stranieri continuano a scegliere l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Questo è il risultato del report annuale del 2018 del portale Gate-away.com, che monitora richieste provenienti da oltre 150 paesi, nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2018, paragonando il risultato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Il sito è tradotto in 10 lingue, le propietà pubblicate superano le 30 mila e sono solte 1 milione e 500 mila gli utenti che hanno cercato casa in Italia, +12,68% rispetto al 2017.Prime in classifica tra le regioni con più istanze sono Toscana, regina indiscussa da anni; la Puglia, che supera la Lombardia (terzo posto) e diventa seconda; poi ci sono la Liguria e l’Abruzzo, che balza al 5° posto (era al 7° nel 2017) registrando un +28.14%. A seguire la Sardegna, la Sicilia, il Piemonte, l’Umbria e una sorprendente Calabria che con un +45.23% per la prima volta entra nella classifica delle prime 10 regioni.Il valore medio dell’immobile per gli stranieri è 352.456 euro. È infatti aumentata la richiesta verso una fascia di prezzo che va da 0 a 100 mila (+16.6%) e dai 100 ai 250 mila (+14.98%).Il compratore tipo ha un’età compresa tra i 55 e i 64 anni, un elevato titolo di studio e cerca mediamente proprietà indipendenti e pronte per essere abitate.
Se la prima nazione nel 2017 è stata la Germania, questo 2018 ha visto un aumento consistente di istanze provenienti dagli Stati Uniti (+30.51%), che sale al primo posto, e del Regno Unito, che con una crescita del 18.26%,si guadagna la seconda posizione. Scende, invece, al terzo posto la Germania, poi abbiamo l’Italia (richieste di utenti stranieri mentre sono in Italia), la Francia, l’Olanda, il Belgio, la Svezia, la Svizzera e il Canada.
“Una considerazione su questo, la possiamo fare. Le richieste verso l’Italia nel 2018 – commenta il General Manager della Gate-away.com, Simone Rossi – sembrerebbero essere influenzate dalla situazione politica dei paesi di provenienza dei richiedenti. È probabile che proprio “l’effetto Trump” e il rischio Brexit abbiano contribuito a far crescere le istanze dagli Usa e dalla Gran Bretagna. Gli investitori sono condizionati dall’incertezza politica soprattutto quando realizzano il sogno di acquistare una casa. I dati contenuti nel nostro report confermerebbero che l’Italia, per americani e inglesi e non solo, attualmente rappresenta un porto considerato stabile e affidabile per investire e trasferirsi. Ma vorrei ricordare che l’eventuale incertezza politica del nostro paese potrebbe diventare un problema. Anzi, posso confermare che è già successo”.Infatti, se a inizio anno 2018, a gennaio e febbraio, le istanze si erano attestate a +49,31% (rispetto agli stessi mesi del 2017), con l’avvicinarsi delle elezioni, la richiesta di immobili da parte degli stranieri era cominciata a scendere. Infatti nei 3 mesi di marzo, aprile e maggio, l’interesse verso il patrimonio immobiliare italiano si era attestato complessivamente a + 5.38%, ma, nel a maggio, a elezioni concluse e con la vittoria di coloro che si definivano “antieuropeisti”, la Gate-away.com ha registrato un -7.81%. Solo con l’arrivo di giugno, quando il rischio dell’uscita dall’Euro è parso accantonato, il trend è ricominciato a crescere (+0.91).
Che l’Italia possa essere considerata all’estero come un’opportunità, lo stanno comprendendo sempre di più agenti immobiliare che si rendono conto del grande potenziale di questo mercato, che non è alternativo ma complementare a quello locale.

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Quanto taluni acquisti fanno riflettere: Low-cost. Luci ed ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Mi è capitato di recente di dover acquistare un libro di un centinaio di pagine su Amazon: una edizione, tradotta dalla lingua inglese, della casa editrice francese “Librio”, per la scuola di mia figlia. Già al momento della ricerca sono rimasto stupito per il prezzo, 2 euro, ma informandomi ho saputo che è una caratteristica di questa casa editrice e della sua politica divulgativa (così come la casa editrice italiana “Millelire”).
Ma sono rimasto perplesso quando ho ordinato il libro, sabato pomeriggio e lunedì mattina già ce l’avevo. Pur se sono abbonato alla formula “Prime” di Amazon, la mia perplessità si è comunque manifestata per il costo complessivo dell’operazione, sempre e solo 2 euro. Ho pensato a tutto il processo: ordine arrivato ad Amazon e processato elettronicamente. Un umano ha preso il libro, lo ha messo dentro la busta di cartone su cui è stato attaccato l’indirizzo. Un qualche meccanismo ha chiamato il corriere. Che con un mezzo è andato presso il deposito di Amazon e poi, dalla loro centrale operativa di zona, lo ha affidato ad un camion che si è diretto verso la mia città. Arrivato, il pacchetto è stato smistato e consegnato al corriere della mia zona che, con un mezzo, lo ha portato fino al mio indirizzo, dove è sceso, ha suonato il campanello, ha atteso, ha interloquito con me, mi ha fatto firmare ed è ripartito col suo mezzo. La consegna, ovviamente, è risultata
eseguita tutto in modo elettronico grazie al ricevitore in possesso del corriere che mi ha fatto firmare. Grossomodo è questo il meccanismo (forse mi sono perso qualche passaggio o qualche automatismo dello stesso, ma non cambia molto). Ah, poi ci sono ovviamente anche le tasse che tutti questi soggetti devono pagare, e che sono incluse nei 2 euro.
Non credo che Amazon e la casa editrice Librio ci guadagnino su questa transazione. Non conosco i loro bilanci (Amazon, casa editrice e corrieri), ma presumo che da qualche altra parte avranno ingressi che lascino un po’ di margine per far fronte a queste transazioni di 2 euro. Ovviamente non ho potuto non pensar alle più celebri low cost, quelle aeree…. ma lì, in qualche modo, tra bagaglio, servizio di ristoro a bordo, check-in strani e penali per qualche cambio che sono spesso più alte del costo del biglietto, un po’ di operazioni per introitare soldi ci sono. Qui, col mio libro di quasi cento pagine, questi margini non li vedo da nessuna parte. Sempre ovviamente non ho potuto non pensare alla precarietà di molte di queste compagnie aeree low-cost (soprattutto quelle che, esistendo spesso solo per marketing e deregolamentazione della concorrenza, non hanno giganti del cielo alle spalle, ma sono sono tentativi di business). Ma Amazon precaria, almeno al momento, proprio non ce la vedo, così come i corrieri che utilizza (aziende navigate), e non so della casa editrice francese (anche se alle spalle ha un colosso come Flammarion). E’ qui che nasce la mia riflessione su questo mercato, partendo da un dato di fatto: io – e non credo di essere un marziano – anche se avessi speso 8 euro (il quadruplo!) per quel libro e tutto l’ambaradan che ho ricordato per farlo giungere al mio indirizzo, avrei sempre avuto la certezza di aver speso poco. Otto euro che, invece, rispetto ai 2 euro incassati, avrebbero sicuramente fatto la differenza per produttore, venditore e distributore. Perché così non è stato? La risposta banale e buona per tutte le occasioni sarebbe: è il mercato, bellezza! Risposta che potrei accettare se avessi avuto a che fare con una promozione, una svendita, un’offerta speciale… ma non si trattava di niente del genere, ma solo una banale ordinarietà. C’è qualcosa che non mi torna. L’ordinario, in una economia capitalistica di mercato (come in linea di massima è anche la nostra) si basa sul dare/avere, con dei margini che nel caso che sto trattando non solo non vedo, ma mi danno numeri negativi. Ho provato a chiedere a mia figlia dodicenne, che sta fruendo di questo acquisto, che cosa ne pensa; la sua risposta è stata agghiacciante nel suo essere scontata, distratta e superficiale: di che ti lamenti, che costa troppo poco… Non le ho spiegato che domandavo solo per lenire i miei dubbi sulla solidità dell’economia che la riguarda e la riguarderà, il suo futuro soprattutto. Ma la sua risposta mi è servita a darmi, in un certo modo, il polso del cosiddetto senso comune, probabilmente lo stesso che – non all’età di mia figlia – pretende che diversi prodotti e servizi siano gratis, mentre in un’economia di mercato è giusto e doveroso che non lo siano (energia e trasporti pubblici, per esempio)… quelli che io, e non solo, chiamo retaggi di una cultura e una pratica monopolista che – per il nostro Paese – hanno terminato la funzione di recupero assistito dell’economia dopo il disastro e la giusta sconfitta nella seconda guerra mondiale. Retaggi
che se si manifestano anche in una ragazza di dodici anni, sono a mio avviso preoccupanti. Ma è così, ed è bene saperlo.
E finiamo sui 2 euro. Gli scenari di chi fa queste scelte economiche sono di diversi tipi. Sicuramente non durevoli, a detrimento di qualità e certezze, sue proprie e più in generale per tutti (si pensi agli specifici indotti). Visto anche che abbiamo disquisito non di prodotti che vengono da Paesi dove le materie prime e la forza lavoro hanno prezzi ridicoli se confrontati con quelli nostri (il caso più eclatante è il tipico negozio “cinese” in cui si trova tutto a prezzi incredibilmente bassi, non giustificati neanche dalla frequente scarsissima qualità). Abbiamo invece parlato di un’azienda, Amazon, che opera (nella fattispecie) in Italia/Europa, che usa servizi e corrieri del mercato italiano/europeo.
Concludiamo con un parallelo. Sul mondo del lavoro. I disperati che, spesso anche per 2 euro l’ora, raccolgono pomodori e altri prodotti simili nelle nostre campagne. Disperati che spesso vengono dal terzo e quarto mondo e che sono presenti illegalmente sul nostro territorio. Grazie a loro, uno dei nostri cibi preferiti e usati, il pomodoro, è presente sul mercato a prezzi molto bassi. Ma cosa succede a chi ha raccolto questi pomodori? Quali costi, per tutta la comunità, comporta il loro sfruttamento lavorativo e umano? Alti e, alla fine, il pomodoro ci costa molto di più. Riportando il parallelo al libro di 2 euro… cosa comporta questa illogica “concorrenza della concorrenza” sulla nostra economia? Siamo sicuri che ogni azienda privata riesca ad assorbire su se stessa una produzione e un lavoro che gli costa più di quanto incassa? E su chi ricadono questi deficit? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Roma capitale: acquisto di 227 autobus

Posted by fidest press agency su martedì, 7 agosto 2018

La convenzione Consip, suddivisa in nove lotti per tipologia di autobus, prevede la fornitura in acquisto di 1.600 autobus urbani ed extraurbani, destinati al trasporto pubblico locale, con un ribasso medio rispetto ai prezzi a base d’asta del 23% circa, con riduzioni di prezzo che variano da un minimo del 7,5% ad un massimo del 36,5% tra i diversi lotti.L’iniziativa – integrata con il “Programma nazionale di rinnovo straordinario del parco materiale rotabile su gomma” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – prevede un cofinanziamento del 60% per gli acquisti effettuati attraverso la convenzione Consip. Il “negozio elettronico” della convenzione è stato aperto ieri e Roma Capitale è stato il primo cliente con un ordine di 227 nuovi autobus. Tre sono le diverse tipologie acquistate, con una particolare attenzione per l’ambiente: 20 autobus urbani 10 metri Euro 6, 116 autobus urbani da 12 metri Euro 6, 91 autobus urbani da 12 metri con alimentazione a metano (pari al 40% del totale).Virginia Raggi, Sindaca di Roma Capitale, commenta: “Con 227 nuovi autobus Roma compie un passo decisivo per il rilancio dei trasporti pubblici della città, con una attenzione speciale all’ambiente: 91 mezzi saranno alimentati a metano nell’ottica di una drastica riduzione delle emissioni inquinanti”.
Paolo Simioni, Amministratore Delegato di Atac S.p.A., commenta: “Il rinnovo della flotta e’ essenziale per il raggiungimento degli obiettivi del Piano di risanamento e rilancio di Atac. Con l’ordine dei Bus attraverso la piattaforma Consip, le previsioni di Piano diventano sempre più concreta realtà”.
Cristiano Cannarsa, Amministratore Delegato di Consip S.p.A., commenta: “Consip si conferma quale piattaforma strategica di collegamento tra le imprese, in questo caso italiane, e la razionalizzazione della spesa pubblica. Un acquisto di 227 autobus sono un impulso vivo per la città, l’industria e la crescita”.

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Abitazioni: Cresce la voglia di lusso

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2016

villa della pergola2Nei primi dieci mesi dell’anno i tedeschi continuano ad essere i più interessati ad immobili di lusso. Secondo i dati rilevati da Gate-away.com, le richieste dalla Germania per una seconda casa in Italia, dirette a proprietà oltre il milione di euro, rappresentano il 13,95% sul totale delle richieste in arrivo sul portale.Nella top ten stilata dalla web company immobiliare che copre i primi dieci mesi dell’anno, la Germania è in testa seguita dagli Stati Uniti (13,08%) e dalla Svizzera (10,22%).
Nelle prime cinque posizioni anche il Regno Unito (9,11%) e la Francia (7,41%), mentre chiudono la top ten Belgio (6,60%), Olanda (5,43%), Sudafrica (2,16%), Svezia (2,04%) e Canada (1,98%).“Il report conferma quanto rilevato nei nostri dati in primavera rispetto al segmento del lusso – commenta Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – ed è interessante notare che il tasso di crescita delle richieste specifiche per immobili di prestigio, ora al 67%, supera abbondantemente il tasso generale pari al 52%, che per noi è già un dato di per sé positivo. Ancor più positivo per chi desidera vendere casa agli stranieri.
Se nella Legge di Bilancio in attesa approvazione definitiva verrà confermata nelle misure dedicate ad attrarre i potenziali investitori esteri la cosiddetta norma attira-milionari, possiamo ragionevolmente pensare – conclude Simone Rossi – che le richieste per una seconda casa possano variare sensibilmente al rialzo. Con questa opportunità di agevolazioni fiscali per chi detiene redditi esteri ma porta la sua residenza in Italia, una parte consistente delle ricerche potrebbe essere per una prima casa e non più per una proprietà pensata come dimora per le vacanze o come l’investimento da far fruttare”.Ma quali sono le zone preferite da chi sta cercando una seconda casa di lusso in Italia? Nella classifica di Gate-away.com dedicata alle prime dieci regioni preferite dove trovare la super casa ideale, la Toscana detiene il primo posto, seguita da Lombardia, Liguria, Puglia e Sardegna. Si posizionano nella lista di preferenza anche Sicilia, Campania, Lazio, Umbria e Marche. Differisce invece la propensione di scelta se si esplora la tendenza di ricerca rispetto alle specifiche città: Ostuni è sempre in testa, seguita da Bellagio e Roma. Sanremo, Laglio, Cremia, Camogli, Menaggio, Como e Montepulciano chiudono la serie. Sintomo che si prediligono zone costiere e ambienti lacustri, con la zona sul Lago di Como che intercetta un costante interesse degli investitori.

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Bonus acquisto autocaravan: si parte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

camperIn partenza l’erogazione del bonus per l’acquisto di camper nuovi di classe “euro 5” o successiva sotto forma di sconto applicato dal venditore, per 5.000 euro, sugli acquisti avvenuti nel 2016 con contestuale rottamazione di un camper vecchio.
E’ approdato infatti in Gazzetta il decreto atteso, attuativo di una disposizione dell’ultima Legge di Stabilità, e il Ministero dei Trasporti ha dato il via sul proprio sito alle prenotazioni dei venditori.Vediamo i dettagli. Veicoli coinvolti.
Il bonus è applicato agli acquisti, avvenuti nell’anno 2016, di autocaravan nuovi (camper attrezzati per sette persone al massimo, compreso il conducente), ovvero mai immatricolati, di classe “euro 5” o successiva.
L’acquisto deve avvenire in sostituzione di un vecchio camper che contestualmente deve esser consegnato per la demolizione, di categoria «euro 0», «euro 1» o «euro 2».
L’incentivo è anticipato dal venditore sotto forma di sconto sul prezzo di vendita per acquisti effettuati dal 1/1/2016 fino al 31/12/2016 con immatricolazione entro il 31/3/2017.
Ciò fino al raggiungimento della disponibilità del fondo, 5 milioni di euro.
Contestualmente, come già detto, deve essere consegnato al venditore un camper vecchio da demolire, di categoria «euro 0», «euro 1» o «euro 2» immatricolato entro il 2015. Tale veicolo deve inoltre risultare intestato, da almeno un anno dalla data di immatricolazione del camper nuovo, allo stesso soggetto intestatario di quest’ultimo oppure ad uno dei suoi familiari conviventi. In caso di locazione finanziaria la stessa cosa vale per il soggetto utilizzatore.
I venditori che aderiscono devono ovviamente dare informazioni al riguardo, e prima di concludere la vendita devono verificare l’accessibilità al bonus e prenotarlo online sul sito del Ministero dei Trasporti.
Il consumatore deve quindi non solo verificare che il venditore applichi il bonus ma che tale bonus sia ancora disponibile. Da verificare anche che sul contratto di acquisto vengano indicati sia il bonus applicato come contributo statale sia l’avvenuta consegna del veicolo da rottamare. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Aumento di prestiti per acquisto di auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2016

casa-vivaNel primo semestre dell’anno il numero dei prestiti finalizzati all’acquisto di auto richiesti da privati ha fatto registrare un incremento del +20,0% rispetto al pari periodo del 2015 malgrado un rallentamento del tasso di crescita rilevato negli ultimi mesi.
Questa la principale evidenza che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF che rileva con cadenza mensile le domande di prestiti finalizzati (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi) raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie. La dinamica positiva che continua a caratterizzare il comparto, sostenuta anche dalle offerte a tassi promozionali delle case automobilistiche e delle reti, emerge in modo inequivocabile anche dal confronto del dato aggregato relativo ai primi 6 mesi del 2016 rispetto al medesimo periodo degli anni precedenti.
Altro aspetto interessante che emerge dall’analisi di CRIF è rappresentato dal fatto che negli ultimi mesi di osservazione è andata via via consolidandosi il progressivo recupero verso valori più elevati dell’importo medio dei prestiti richiesti, che nel mese di giugno si è attestato a 13.609 Euro (contro i 13.160 Euro del mese di giugno 2015). Tuttavia, nell’aggregato relativo al I semestre dell’anno in corso l’importo medio richiesto è risultato pari a 13.083 Euro, con una flessione del -2,9% rispetto al corrispondente periodo 2015.
In generale, il fatto che l’importo medio richiesto si mantenga su livelli ancora contenuti trova riscontro nella consolidata tendenza da parte degli italiani – comune anche ad altre forme tecniche di finanziamento – a cercare soluzioni di indebitamento che gravino il meno pesantemente possibile sul reddito disponibile.
Relativamente alla distribuzione per fascia di età, nei primi sei mesi del 2016 la classe in cui si è concentrata la maggior parte delle richieste si è confermata essere quella compresa tra i 45 e i 54 anni, con il 26,7% del totale, seguita ancora una volta da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 22,0%.
“Questa prima metà dell’anno ha confermato l’andamento della domanda di prestiti finalizzati all’acquisto di auto in ulteriore crescita, sostenuta dal trend positivo delle immatricolazioni e trainata dalle promozioni a tassi particolarmente vantaggiosi delle case automobilistiche e dei propri concessionari – commenta Elisabetta Pancaldi, Channel Director di CRIF -. Il rallentamento della dinamica registrato negli ultimi mesi suggerisce però di attendere i dati relativi al secondo semestre per poter meglio valutare l’effettiva evoluzione del comparto”. http://www.Burson-Marsteller.com

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Acquisto seconde case: “Per gli acquirenti esteri Italia più appetibile con le nuove rotte Ryanair”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 agosto 2016

ryanairMaggiori rotte, maggiori arrivi. L’annuncio di Ryanair relativo all’investimento in Italia e all’apertura di oltre 40 nuove rotte aeree è ben accolto dagli operatori immobiliari che trattano con potenziali acquirenti esteri. Gate-away.com, il portale immobiliare esclusivamente dedicato agli stranieri che desiderano comprare una seconda casa in Italia, prevede un ulteriore sviluppo di richieste in arrivo. “L’interesse per il nostro Paese non è mai diminuito. Nonostante la crisi geopolitica attuale e la Brexit, si continua a guardare all’Italia come destinazione ideale – commenta Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – e questo è un incentivo per l’immobiliare che non è scollegato da tutto il resto: turismo, ricettività, enogastronomia, artigianato e made in Italy. Senza tralasciare il settore dell’edilizia e le maestranze dell’artigianato, richieste dagli stranieri nei progetti di ristrutturazione. Il fatto di poter raggiungere l’Italia con rotte dirette e più convenienti – aggiunge Rossi – facilita chi vuole realizzare il suo sogno di comprare casa in Italia. Non solo benestanti e milionari, che continuano a mantenere in salute il segmento lusso, ma anche coloro che vogliono investire i loro risparmi. Un esempio su tutti i pensionati, tedeschi inglesi o americani, che rappresentano una fetta predominante del mercato”. Secondo i trend già rilevati dal portale immobiliare estero, confermati dall’apertura delle nuove rotte Ryanair, si profila la continua crescita di Germania, Olanda e Danimarca nel numero di richieste, mentre nel 2017 potrebbero aumentare sensibilmente quelle in arrivo dalle nazioni in cui saranno implementati i collegamenti, come la Polonia e il Lussemburgo. “Un discorso a parte – conclude il direttore generale di Gate-away.com – va fatto per il Regno Unito: i voli aggiuntivi da e per Liverpool ed Edimburgo faranno da volano per le richieste UK. Nonostante l’esito del referendum, il legame speciale con il belpaese non sembra per ora affievolito a causa della Brexit. Aspetteremo di conoscere le altre rotte di Ryanair per monitorare gli esiti, come già accaduto per la Sardegna e la Calabria”. (foto: ryanair)

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AccorHotels continua la trasformazione di HotelInvest con l’acquisto di portafogli di asset da tre investitori europei

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2015

renzo iorioAccorHotels annuncia l’acquisto di tre portafogli di asset hotel in Europa rappresentati da 29 Hotel (3.677 camere), per un totale di € 284 milioni. Le transazioni sono composte da:
· Un portafoglio acquistato da AXA Investment Managers – Real Assets, che agisce per conto dei propri clienti, per un totale di € 56 milioni. Il portafoglio, che comprende 19 hotel a Francia (1.512 camere), ha operato in locazioni variabili per AccorHotels dal 2008, sotto i marchi ibis budget, ibis, Novotel e Mercure.
· Un portafoglio acquistato da Invesco per € 152 milioni che comprende sei Alberghi (1.347 camere). Situati in Germania (2), Italia (2), Olanda e Austria, gli hotel sono stati gestiti in locazioni fisse e variabili sotto i marchi Novotel e Mercure.
Le due prime acquisizioni sono state pianificate per essere perfezionate nel corso del primo semestre 2016 e sono soggetti alle condizioni usuali per questo tipo di transazione. Esse comprendono clausole di sostituzione per l’acquirente, consentendo a HotelInvest di integrare gli alberghi direttamente nel suo programma dinamico di gestione patrimoniale. “Dopo la recente acquisizione di 43 hotel da Foncière des Régions, queste transazioni dimostrano ancora una volta la competenza di HotelInvest nella gestione dinamica del patrimonio immobiliare”, ha dichiarato John Ozinga, COO di HotelInvest, l’investitore alberghiero leader in Europa. “La trasformazione di HotelInvest continua a ritmo veloce, vicino a €1.0 miliardo di transizioni real-estate assicurate nel 2015. Siamo sulla strada giusta con la nostra tabella di marcia e con il completamento del nostro piano triennale per aumentare significativamente le performace del Gruppo.” (foto. renzo iorio)

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Buoni pasto: detassazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2015

buoni pastoDopo 17 anni torna a salire la soglia di detassazione per i buoni pasto, utilizzati oggi da circa 2,3 milioni di lavoratori in circa 150mila esercizi convenzionati, per un totale di oltre 500 ml di transazioni annue. Dal 1 luglio il valore esentasse dei soli buoni pasto elettronici passerà, quindi, da 5,29 a 7 euro, allineandosi così progressivamente al costo della vita, come accade in altri Paesi europei.Pochi giorni prima dell’entrata in vigore della legge, Edenred, inventore del Ticket Restaurant® e leader nel mercato italiano, registra già un sensibile aumento delle richieste di buoni pasto digitali“Rispetto ad un anno fa – spiega Andrea Keller, Amministratore Delegato di Edenred Italia – abbiamo l’85% in più di volumi derivanti da card elettroniche e da soluzioni mobile. Ciò significa che le aziende italiane hanno capito il potenziale insito negli incentivi introdotti a dicembre con la Legge di Stabilità e reputano il buono pasto uno strumento di welfare utile per contribuire al benessere, alla produttività e al potere d’acquisto dei propri dipendenti”.La riforma offre alle aziende l’opportunità di investire fino a 500 milioni di euro supplementari sul potere di acquisto dei propri dipendenti. Avere a disposizione 1,71 euro in più al giorno equivale infatti a circa 400 € in più all’anno di reddito netto disponibile per ogni lavoratore beneficiario. Se poi si moltiplica il valore del buono pasto per 220 giorni lavorativi, 2 milioni e 300mila dipendenti possono accedere ad un potere d’acquisto fino a 1.500 euro all’anno, spendibili nella filiera dei prodotti alimentari di immediato consumo a sostegno del commercio di prossimità del nostro Paese.
“Nel giro di tre anni – conclude Keller – i buoni pasto digitali, che oggi hanno una quota di mercato del 15-20%, saranno la metà di quelli in circolazione. Questa riforma contribuisce, inoltre, alla digitalizzazione della rete degli esercenti aprendo nuove opportunità per il pagamento elettronico. La nostra rete di terminali elettronici si estende del 30% all’anno e ha raggiunto circa 35mila POS capaci di accettare anche il pagamento tramite carta di debito, credito o bancomat. Si tratta oggi della rete di accettazione più diffusa del mercato”. Anche i lavoratori, infine, si dicono consapevoli dei benefici che possono scaturire da questa forma di welfare aziendale: da una recente indagine commissionata da Edenred all’istituto di ricerca Ipsos, infatti, emerge che più del 70% degli italiani è convinto che i buoni pasto sostengano i consumi e aumentino il potere d’acquisto. (foto: buoni pasto)

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Pesce: con il caldo va comperato sotto ghiaccio

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Con questo caldo il pesce fresco va comperato solo se e’ sotto ghiaccio. Un consiglio a tutti i consumatori per evitare spiacevoli disturbi intestinali. Il pesce, come peraltro altri tipi di carne, e’ decomposto dai microrganismi, dagli enzimi contenuti nel pesce stesso e dall’azione della luce e dell’ossigeno. E’ noto a tutti che il caldo favorisce la moltiplicazione dei batteri e delle muffe, meno noto e’ che al processo di decomposizione partecipano la luce e l’ossigeno che ossidano (irrancidiscono) facilmente i grassi insaturi contenuti nella carne e gli enzimi, i quali, proprio perche’ il pesce e’ un animale a sangue freddo e vive in mare al “fresco”, sono attivi anche a temperature di 10 gradi centigradi, condizioni termiche che si superano facilmente in questi giorni. Il pesce che e’ venduto, soprattutto nei mercati rionali, e’ esposto alla vendita con poco o punto ghiaccio e questo lo porta al rapido deterioramento perche’ vi concorrono tutti glielementi responsabili dell’alterazione: microorganismi, enzimi, luce e ossigeno. Occorre, quindi, che il pesce sia letteralmente sommerso dal ghiaccio al fine di rallentare la moltiplicazione dei microrganismi, rendere piu’ lenta l’attivita’ enzimatica e ridurre l’esposizione alla luce e all’ossigeno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Medicinali e contraffazione online

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2013

Sarà l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a guidare il progetto Fakeshare per il contrasto ai pericoli del commercio illegale di farmaci on line. Il progetto presentato dalla stessa Aifa, di durata biennale, è stato approvato dalla Commissione europea, che lo finanzierà con oltre 350.000 euro nell’ambito del programma “Prevention of and fight against crime”. Al quadro di attività parteciperanno, in qualità di co-beneficiari, le Agenzie regolatorie di Spagna, Portogallo e Cile, l’università di Trento e La Sapienza di Roma, il ministero dello Sviluppo Economico. Il prog etto ha l’obiettivo di coordinare e ottimizzare le iniziative di contrasto portate avanti dai singoli Paesi europei, garantendo la condivisione delle attività di monitoraggio sulle e-pharmacy attraverso sistemi di Information technology gestiti dall’Aifa. «La vendita online di farmaci contraffatti o pericolosi è un fenomeno che va affrontato a livello globale» ha detto Luca Pani, direttore generale dell’Aifa che «si fa promotrice di un innovativo modello di collaborazione e di scambio di informazioni a livello internazionale». L’iniziativa intende contrastare il crescente fenomeno del commercio on line di farmaci illegali e pericolosi, anche alla luce del prossimo recepimento della Direttiva europea 2011/62, che introdurrà rilevanti novità in relazione alle modalità di vendita dei farmaci attraverso il web. Intanto ieri, l’Assemblea del Senato ha approvato l’ordine del giorno, a firma dei senatori PdL Luigi d’Ambros io Lettieri e Andrea Mandelli, per vietare la vendita online e a distanza dei medicinali soggetti a prescrizione medica, a garanzia della sicurezza e della salute dei cittadini. L’impegno è stato presentato in sede di discussione del disegno di legge AS 587 recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013”. «La vendita di farmaci on-line, a oggi, non è consentita dalle leggi italiane ma, al contempo, è possibile procedere all’acquisto da farmacie estere di unità medicinali» hanno sottolineato i due senatori «l’utilizzo della rete per l’acquisto di farmaci registra un significativo aumento anche per l’assenza di una normativa quadro a livello internazionale sulle farmacie on-line e in assenza, anche nel nostro Paese, di una normativa specifica di settore». (E.L.)

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Farmaci online

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2012

La vicenda della donna morta per somministrazione di un farmaco acquistato online ci riporta ad una vicenda che abbiamo sollevato da anni.Ricordiamo che vendere farmaci online e’ vietato dalla legge italiana. Chi acquista online lo fa illegalmente a proprio rischio e pericolo, come se acquistasse un farmaco sul mercato nero. L’Italia e’ uno dei Paesi dove la vendita (illegale) online di farmaci e’ maggiormente diffusa anche grazie all’attuale normativa. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti, contrariamente all’Italia, le compagnie farmaceutiche possono vendere medicinali direttamente ai pazienti tramite consegna a domicilio. Questa pratica e’ utilizzata in gran parte per pazienti affetti da malattie croniche che richiedono la somministrazione continuata e regolare di medicinali su ricetta, come Hiv, artrite reumatoide, emofilia e sclerosi multipla. Sarebbe quindi, opportuno legalizzare e controllare la vendita online di farmaci, affinche’, i milioni di italiani che oggi non rinunciano all’acquisto via internet abbiano la possibilita’ di farlo in modo sicuro e controllato sulla base di quanto gia’ esposto dall’Aduc in una audizione al Senato
http://www.aduc.it/articolo/farmaci+online+audizione+aduc+senato+dilagano_15962.php (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Acquisto della As Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2011

«Il via libera dell’Antitrust all’acquisto della As Roma da parte della cordata guidata da Thomas DiBenedetto è una notizia positiva. Questo passaggio era necessario e rappresenta una tappa fondamentale per il futuro della società giallorossa, che lavorerà per riportare la Roma ai vertici del calcio italiano e internazionale». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Customer Service 2011

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Secondo il Barometro Customer Service 2011 di American Express, redatto da Echo Research, in Italia la qualità del servizio clienti influenza le decisioni d’acquisto: per nove italiani su dieci (89%), una buona esperienza di customer service rende, infatti, più probabili altri acquisti con la stessa azienda/marca, mentre una povera o cattiva esperienza porta, in sette casi su dieci (69%), a non completare l’acquisto. In linea con l’anno scorso, quindi, i consumatori italiani ritengono molto importante il servizio clienti di un’azienda: quest’anno è circa il 60% dei nostri connazionali conferma il trend secondo cui gli italiani sarebbero disposti a pagare il 9% in più. Sebbene, secondo il 76% degli intervistati, si ottiene un miglior trattamento rivolgendosi ai rappresentanti del servizio clienti in modo amichevole e rispettoso, ben il 68% degli italiani rivela di aver perso la pazienza almeno una volta nel relazionarsi con un customer service. L’inclinazione a perdere la pazienza con i customer service accomuna il nostro paese a Messico (86%), Francia (75%) e India (73%). In certi casi, addirittura, nostri connazionali preferirebbero passare le vacanze con i propri suoceri (52%) ochiedere un aumento al proprio capo (48%), piuttosto che relazionarsi con un customer service per risolvere un problema (47%). Ma cosa fa perdere davvero la pazienza ai consumatori italiani? Essere messi in attesa o dover passare da un addetto al customer service all’altro mette a dura prova la pazienza dei consumatori italiani che nel ranking delle frasi che più odiano sentirsi dire da un servizio clienti ci sono nell’ordine: “Siamo spiacenti, ma abbiamo un traffico di telefonate molto elevato. Potrebbe attendere o richiamare più tardi? Ci scusiamo per l’inconveniente”, Il sondaggio è stato condotto online da Echo Research, tra il 8 e il 15 febbraio 2011, su un campione casuale di 1.000 consumatori in Italia di età superiore ai 18 anni. Nel complesso, i risultati hanno un margine di errore di + / – 3,1% a livello del 95 per cento di fiducia. La stressa metodologia di indagine è stata usata in Canada, Messico, Francia, Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Australia, India e Giappone.
American Express è una società di servizi globale, che fornisce ai clienti l’accesso a prodotti, intuizioni ed esperienze che arricchiscono la vita e costruiscono il successo aziendale. American Express è stata vincitrice per tre volte consecutive del premio “JD Power Award”, ha fatto due apparizioni consecutive nella lista del “BusinessWeek Customer Service Champs” ed è un destinatario della “Forrester Research 2010 Voice of the Customer Award”. American Express ha anche ricevuto il “Call Center of the Year Award” da ICMI per il suo centro servizi nel Regno Unito, ha ricevuto il Premio Nazionale per “Excellence in Customer Relationship Management and Contact Centers” dall’Istituto messicano dei Teleservizi, ed è stato nominato vincitore della categoria Customer Experience dei “Netherlands National Contact Centre Awards”.

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Il carciofo. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

Di questa pianta ricordiamo sia la pubblicita’ di un liquore, il Cynar, che prometteva di combattere il “logorio della vita moderna” sia l’attribuzione del termine “carciofo” a persona non particolarmente brillante. Vediamo di capirne i motivi. Il carciofo grazie al suo principio attivo, la cinarina, stimola la produzione della bile, che facilita la digestione dei grassi e agisce sui reni, facilitando il drenaggio delle tossine. Inoltre, abbassa il colesterolo, perciò è un ortaggio molto indicato per chi soffre di iper-colesterolemia. Lo stress quotidiano altera la funzionalità epatica e intestinale e un tonificante naturale non puo’ che far bene, meglio se assunto direttamente dalla pianta perche’ il liquore per il suo contenuto alcolico non e’ il rimedio migliore. La cinarina e’ termolabile (si degrada con il calore) per cui e’ consigliabile mangiare l’ortaggio crudo. Il carciofo:rapportato al costo è caro, infatti, circa il 65% del prodotto viene scartato;ha uno scarso apporto calorico;e’ povero di vitamine;e’ ricco in potassio e ferro (poco utilizzabile);e’ ricco di fibra alimentare, cellulosa non assimilabile, che favorisce il transito intestinale.Insomma il carciofo vale poco dal punto di vista alimentare e questo ne giustifica il nome attribuito a persona, come detto, non particolarmente brillante. Del carciofo ne esistono tante varietà, disponibili sul mercato in periodi diversi dell’anno. Per essere sicuri della freschezza occorre scegliere carciofi con foglie dure e lucide, che si spezzino facilmente e in cima siano ben serrate l’una contro l’altra. Un particolare curioso: sembra che la cinarina stimoli i ricettori dei sapori dolci nelle papille gustative della lingua, di conseguenza il cibo acquista un sapore dolce. I carciofi, infine, per il loro alto contenuto di ferro, lasciano in bocca un sapore quasi metallico ed è quindi difficile abbinarvi un vino. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Roma: gara per i treni linea B1

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

Metro of Rome, Line B, station Garbatella.

Image via Wikipedia

La Giunta capitolina, su indirizzo dell’assessore alle Politiche della Mobilità, Sergio Marchi, ha approvato oggi l’indizione della procedura di gara per  l’acquisto dei 15 nuovi convogli che andranno a coprire il servizio sulla  nuova Linea B1 della Metropolitana di Roma. L’importo complessivo dell’acquisto, pari a 150 milioni di Euro, è già coperto dall’assestamento di  bilancio 2010.«L’acquisto dei nuovi treni – spiega Marchi – andrà a migliorare la qualità del servizio della Linea B, che potrà così contare complessivamente su 23 treni di nuova generazione».«Si tratta – conclude Marchi – di una buona notizia per la cittadinanza, che conferma la ferma volontà di questa amministrazione di procedere a un profondo rinnovamento e potenziamento del Trasporto Pubblico Locale».

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“Decalogo per acquistare una casa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Dieci indicazioni per acquistare un immobile in totale sicurezza, dieci regole auree per fornire ai consumatori tutti gli elementi di controllo necessari per non avere brutte sorprese.
E’ questa la sostanza del “Decalogo informativo per l’acquisto di un immobile”, stilato dallo Studio Archingegno di Milano come strumento di autodifesa per i consumatori impegnati nell’acquisto di una casa.  Il Decalogo delinea un metodo utile a tutelare e difendere gli utenti impegnati nell’acquisto di un bene immobiliare. Tale metodo è la diagnosi strumentale, un vero e proprio test sulle prestazioni dell’edificio e sulla sua conformità alle leggi vigenti.
Si va dal controllo delle dispersioni termiche per verificare l’isolamento dell’abitazione all’accertamento del tasso di umidità relativa, dal check up degli impianti elettrico ed idraulico all’analisi sulla presenza del gas Radon che, se altamente concentrato, fa aumentare il rischio di tumori polmonari. E così via per dieci operazioni, come quelle relative al controllo delle strutture portanti o il test sulla presenza di campi elettromagnetici, che aiutano ad avere una visione completa e certa dello stato dell’edificio, verificandone l’efficienza energetica e la biocompatibilità.

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Dati Istat e potere acquisto pubblici dipendenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

I dati sui prezzi al consumo pubblicati oggi dall’Istat riportano per il mese di novembre una crescita congiunturale nulla dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo  (IPCA)  e una variazione nei primi undici mesi del 2010 – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – pari all’1,6%.   Confrontati con gli ultimi dati Istat diffusi lo scorso 14 dicembre sulle retribuzioni di fatto e il costo del lavoro nell’industria e nei servizi viene confermato, come già più volte sottolineato in passato, la tenuta del potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti,  al netto dei cassaintegrati. Nel terzo trimestre 2010 le retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalente hanno registrato una crescita tendenziale del 3,2%, a fronte della crescita dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato  solo dell’1,7%. In termini reali l’incremento è, quindi, sinora stato dell’1,5%. Anche il confronto congiunturale conferma un moderato trend positivo: tra il secondo e il terzo trimestre 2010 le retribuzioni sono cresciute dello 0,5%, a fronte di una crescita dei prezzi limitata allo 0,3%. Il miglioramento del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti è un segnale incoraggiante, che si aggiunge a quelli evidenziati nei comunicati Istat della scorsa settimana sulla crescita della produzione industriale e sull’andamento del Pil. Nei prossimi mesi ne potrà, infatti, derivare un rafforzamento della ripresa dell’economia italiana attraverso il canale dei consumi.

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Un miliardo di euro per acquisto armamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

“Sono rimasto sconcertato nell’apprendere che la IV Commissione permanente (Difesa) della Camera senza avere – pur avendoli richiesti – i necessari chiarimenti ha espresso parere favorevole ai programmi pluriennali per l’acquisto di mezzi e armamenti sui quali il Ministro della difesa ha chiesto il parere.  Sulla questione il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), ha presentato una interrogazione (4-09396)  al Ministro La Russa perché abbiamo ritenuto grave che il Governo non abbia messo a disposizione gli atti idonei a consentire ai deputati la piena cognizione del Ministero dei citati programmi pluriennali, a comprendere le ragioni poste a fondamento di ciascun atto e conoscere gli effettivi riparti annuali degli impegni di spesa. A fronte delle numerose manifestazioni di protesta pervenute alla cronaca ed alle sedi parlamentari da parte dei rappresentanti del personale militare, in ordine agli indiscriminati tagli economici effettuati sul bilancio della difesa, con particolare riguardo alle spese per il personale e alla disastrosa politica economica in materia di sicurezza e difesa attuata dal Governo, il costo complessivo degli investimenti di 933,8 milioni di euro che il Ministero della difesa dovrà sostenere fino al 2018 ci sembra del tutto illogico e oltremodo contraddittorio con le rassicurazioni e gli impegni derivanti dall’accoglimento degli ordini del giorno presentati da esponenti della maggioranza di Governo all’indomani dell’approvazione della manovra finanziaria aggiuntiva di cui al decreto-legge 78 del 2010. Per questi motivi abbiamo chiesto al Ministro «se non ritenga di dover sospendere i programmi di acquisizione pluriennale in premessa e conseguentemente destinare le risorse eventualmente disponibili all’adeguamento dei trattamenti economici del personale militare ed alla stabilizzazione dei precari delle Forze armate.»  Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Stufette elettriche. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

Con l’arrivo della stagione  fredda i negozi offrono in vendita le stufette elettriche: un po’ di calore quando ancora non sono accesi i riscaldamenti non fa male. D’obbligo, quindi, alcuni consigli per gli acquisti. Vediamo. Innanzitutto occorre tener presente che l’utilizzo delle stufette elettriche e’ particolarmente oneroso: 800, 1000 o 1500 o 3000 W/h possono incidere pesantemente sulla bolletta elettrica, specialmente se l’utilizzo e’ prolungato nel tempo e potrebbero rendere indisponibili l’utilizzo di altri apparecchi elettrici, per esempio l’asciugacapelli. Da preferire i termoventilatori perche’ riscaldano piu’ rapidamente l’ambiente circostante. La qualita’ del prodotto e, soprattutto, la sicurezza devono essere oggetto di particolare attenzione: molte stufette sono prodotte nei Paesi asiatici, in particolare in Cina, e il marchio CE, che dovrebbe garantire la conformita’ alla normativa europea, non sempre la garantisce.  Le stufette da bagno devono essere a prova di umidita’. Sarebbe opportuno, quindi, controllare che vi sia anche il marchio IMQ che certifica la sicurezza elettrica del prodotto, il quale viene sottoposto ad una serie test specifici. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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