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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘acuta’

Sindrome aortica acuta, nuove linee guida per agevolare la diagnosi

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

Sul Canadian Medical Association Journal è stata pubblicata una nuova linea guida che potrà aiutare i medici a identificare la sindrome aortica acuta (Aas) di difficile diagnosi. «Il tasso di diagnosi errata per questa patologia arriva fino al 38% e il rischio di morte può aumentare del 2% per ogni ora di ritardo nella diagnosi» spiega Robert Ohle, della Northern Ontario School of Medicine di Sudbury, in Canada, primo autore del documento.Il pubblico di riferimento per la linea guida comprende medici di emergenza, medici di base, internisti, radiologi, chirurghi vascolari, chirurghi cardiotoracici e medici di terapia intensiva, nonché decisori e pazienti. La linea guida tratta prima di tutto della valutazione dei fattori di rischio, delle caratteristiche del dolore e dei risultati degli esami fisici per stabilire il rischio della malattia. I fattori di rischio comprendono la malattia del tessuto connettivo, la malattia della valvola aortica, una recente procedura aortica, l’aneurisma aortico e una storia familiare di Aas. Il dolore ad alto rischio comprende dolore ad insorgenza improvvisa, dolore grave o gravissimo, dolore lacerante, migrante o radiante. I risultati degli esami fisici ad alto rischio includono rigurgito aortico, deficit di polso, deficit neurologico e ipotensione o effusione pericardica. Gli esperti propongono poi una guida per la strategia diagnostica, raccomandando di non indagare su soggetti a basso rischio, ma di sottoporre persone a rischio moderato a test del D-dimero e soggetti ad alto rischio a Tac dell’aorta sincronizzata al ciclo cardiaco. I ricercatori hanno anche creato un supporto al processo decisionale che accompagna la linea guida. Le raccomandazioni possono essere adattate dai medici in base alle circostanze locali, in quanto un approccio a dimensione unica potrebbe non essere fattibile. «Il nostro documento può servire come base ed essere adattato nelle linee guida locali, regionali o nazionali. Questo perché, solo per fare un esempio, l’implementazione delle linee guida in un centro urbano con accesso 24 ore su 24 alla tomografia computerizzata può variare da quella realisticamente possibili in una situazione rurale o remota che richiede il trasferimento di un paziente con personale medico al seguito» concludono gli autori.
(fonte doctor33)

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Leucemia mieloide acuta

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Milano 11:00-13:00 Mercoledì 12 settembre, 2018 Palazzo Affari, Piazza dei Mercanti, 2. La leucemia mieloide acuta (LMA) rappresenta circa il 25% di tutte le leucemie nell’adulto e fa registrare il tasso di sopravvivenza più basso[1]. Anche grazie alla ricerca clinica italiana è stato sviluppato un nuovo approccio terapeutico che interferisce nella crescita, nella progressione e nella diffusione di questa malattia. Per la prima volta dopo 25 anni i pazienti avranno a disposizione un trattamento in grado di colmare dei bisogni di cura fino ad ora insoddisfatti.Qual è la reale portata innovativa di questa nuova terapia? Quali le prospettive future per la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti? Quali utilizzi in altre aree terapeutiche dove non esiste oggi un trattamento efficace? Intervengono:
Francesco Lo Coco, Professore Ordinario di Ematologia – Università Tor Vergata di Roma
Felicetto Ferrara, Medico specialista in ematologia e Primario della Divisione di Ematologia dell’Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli. Membro del working group GIMEMA
Giuseppe Rossi, Direttore della Struttura Complessa di Ematologia e del Dipartimento di Oncologia Clinica degli Spedali Civili di Brescia. Modera: Vera Martinella, Corriere della Sera.

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Insufficienza epatica acuta nei bambini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

ospedale-bergamo-papaBergamo. Quasi la totalità dei bambini con insufficienza epatica acuta curati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sopravvive, sia che vengano sottoposti a trapianto di fegato sia che vengano trattati con approcci non chirurgici. Sono il 93% del totale e questa è la percentuale più alta nota in letteratura. Lo dimostra uno studio retrospettivo condotto sui 55 casi seguiti a Bergamo dal 1996 al 2012 e pubblicato sul numero di giugno della rivista Digestive and Liver Disease. A firmare l’articolo i rappresentanti di molte delle specialità coinvolte nella cura di una patologia grave, che insorge improvvisamente e con gravi rischi per la sopravvivenza dei pazienti: i pediatri Angelo Di Giorgio e Lorenzo D’Antiga, direttore dell’Unità, il direttore del Dipartimento di Chirurgia Michele Colledan, il patologo Aurelio Sonzogni, il responsabile della Terapia intensiva pediatrica Ezio Bonanomi, il medico del Laboratorio analisi Maria Grazia Alessio e il medico della Direzione medica di presidio Antonio Piccichè, esperto di statistica sanitaria. I pazienti, con un’età media di 2 anni e mezzo e un range che spazia dai pochi giorni di vita ai 10 anni, sono stati divisi in due gruppi: il primo ha considerato i 27 bambini per cui non è stato necessario ricorrere al trapianto e il secondo i restanti 28 bambini che invece hanno ricevuto un fegato, o parte di esso, da un donatore. Nella maggioranza dei casi (26) la causa di insufficienza epatica è rimasta sconosciuta, mentre tra le cause riconosciute ci sono state epatiti autoimmuni (10), disturbi metabolici (9), overdose di paracetamolo (6), intossicazione da funghi (3) e infezioni (1).Le percentuali di sopravvivenza sono stati simili: 92,5% nel primo gruppo e 92,8% nel secondo, con un tasso di sopravvivenza complessivo a 4 anni del 93%, una percentuale superiore a quella riportata in studi precedenti e in altri ospedali nel mondo. Tra gli indicatori più significativi per la prognosi sono stati individuati la quantità di bilirubina nel sangue e il livello di gravità di una eventuale encefalopatia epatica, che si manifesta con confusione mentale, alterato livello di coscienza e anche coma, come conseguenza dell’accumulo nel sangue di sostanze tossiche che normalmente vengono rimosse dal fegato.“Il nostro studio dimostra che i bambini con insufficienza epatica acuta possono essere gestiti con successo sia con un trattamento medico che ricorrendo, quando necessario, al trapianto – ha spiegato Lorenzo D’Antiga, direttore della Pediatria del Papa Giovanni XXIII -. Il tasso di sopravvivenza che abbiamo registrato è molto più alto rispetto a tutti gli studi precedenti. Questo, secondo la nostra analisi, è da ricondurre sia al miglioramento generale delle conoscenze e dei trattamenti offerti a bambini con un fegato malato registrati negli ultimi anni, sia all’efficienza dell’organizzazione della reta donazione-trapianto esistente in Italia, senza tralasciare una caratteristica peculiare dell’Ospedale di Bergamo: il ricorso intensivo allo split liver, cioè l’utilizzo di una sola parte di fegato invece che il fegato intero nei trapianti pediatrici”.“A Bergamo di fatto una lista d’attesa per i trapianti di fegato pediatrico non esiste. Questo perché la possibilità di ricavare due porzioni di fegato partendo da un solo organo di un donatore adulto, molto più frequente di uno pediatrico, ha raddoppiato la disponibilità degli organi – prosegue Michele Colledan -. Questo studio lo dimostra: nel nostro centro la mortalità in lista d’attesa, anche in casi di emergenza-urgenza, è un fenomeno molto raro ed è da considerare un’eccezione. Anche a distanza di anni dal trapianto per insufficienza epatica acuta, il tasso di sopravvivenza è del tutto sovrapponibile a quello dei bambini trapiantati a causa di condizioni croniche”.

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La bronchite acuta: sintomi e segni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2012

La bronchite acuta è una patologia tipica del periodo autunnale/invernale, caratterizzata da un’iperemia delle vie respiratorie che può portare ad una vera e propria ostruzione. Le cause possono essere:
– infettive: rinovirus, adenovirus, virus influenzali, paramixovirus, Coxsackie virus e micoplasmi. Ovviamente il quadro clinico e anche la prognosi sono peggiori in un paziente che soffre già di una Bpco.
-irritative: dovute all’esposizione a sostanze tossiche e irritanti come l’ammoniaca, l’anidride solforosa, polveri minerali e acidi organici.
Dal punto di vista istopatologico è caratterizzata da iperemia, infiammazione tracheo-bronchiale e un’infiltrazione leucocitaria che porta ad una produzione di muco. I sintomi principali sono infatti: dispnea, febbre, malessere, mialgia, prodromi delle sindromi influenzali e una tosse quasi convulsa e continuativa. Un escreato purulento è indice di una bronchite su base batterica. Diagnosi differenziale: Ards, Bpco, Tbc, polmonite e neoplasia polmonare. Una rx torace e valutazione dei sintomi spesso sonosufficienti per escludere altre patologie. Domande essenziali
Il paziente è un fumatore? Siamo in presenza di una Bpco cronica? È asmatico? Che lavoro fa? Vi è un escreato? È iniziato tutto da un raffreddore? (causa principale delle bronchiti). a cura di Fabio Simonetto, Farmacista

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Teatro: Italiani si nasce e noi lo nacquimo

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

Mestre 13 a sabato 16 gennaio, ore 21.00 domenica 17 gennaio, ore 16.30 teatro Toniolo Stagione di Prosa 2009-2010 organizzata dal Comune di Venezia, produzioni culturali e Spettacolo in collaborazione con il Circuito Teatrale Regionale Arteven, riprende, dopo la pausa natalizia, con “Italiani si nasce e noi lo nacquimo”. L’Italia sta per festeggiare i 150 anni della sua Unità. Quale miglior occasione per riflettere sugli aspetti del nostro costume e del nostro carattere nazionale che, malgrado il passare dei secoli, non sembrano cambiati e puntualmente si ripropongono. E, dato che l’ironia è di tutte le riflessioni la più acuta ed efficace, e il teatro il luogo perfetto per significare la propria identità, qualcuno, Micheli e Solenghi, con la complicità di due amici, di buone riletture, di sfiziose canzoni, propongono lo spettacolo Italiani si nasce.  E postillano e noi lo nacquimo, implicito omaggio al genere del varietà teatrale che, stagionato almeno quanto “l’Unità Nazionale”, rimane a tutt’oggi una ispirazione irresistibile. L’azzardo non è quello della rievocazione nostalgica, bensì del raccontare con l’occhio critico di oggi il carattere degli italiani nel tempo. E così, in una piazza italiana, ai piedi dei due monumenti di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II°, una compagnia teatrale comincia a raccontare una storia d’Italia che si dipana a partire dai lombi supremi, quelli di Adamo, con la creazione (molto fa pensare che Adamo ed Eva fossero Italiani….ante litteram, serpente compreso). Per poi passare ad alcuni protagonisti altolocati della storia (Leonardo, Colombo, Galilei,  Cavour, Casanova) ma anche alle più umili comparse (due cristiani che stanno per essere sbranati dai leoni del Colosseo, italiani anche loro, infatti a furia di piccoli espedienti rimandano l’esecuzione fino all’arrivo dell’immancabile indulto…).
Scopriremo così che tutti sono accomunati dallo stesso irresistibile denominatore comune: l’Italianità. Esiste ancora? E come si manifesta oggi? E che fine hanno fatto “Dio Patria e Famiglia” o gli inevitabili e invadenti “poeti santi e navigatori”? Forse lo si può meglio scoprire e raccontare scandagliando la storia patria proprio con la comicità del teatro. E di quel teatro speciale, così tipicamente italiano, che è il varietà di sangue nobile con musiche, lepidezze, umorismo, prose e versi e canzoni (il repertorio non manca, notoriamente). I due protagonisti, Micheli e Solenghi, coadiuvati da una compagnia di altri sei attori, si caleranno nel funambolismo dei personaggi, per ripercorrere attraverso caratterizzazioni, trucchi, dialetti, travestimenti, le mille identità necessarie a raccontare i loro ITALIANI.  Del resto loro, Italiani lo “nacquettero”…

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