Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘addizionale’

Aumenti Rc auto? Come difendersi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

La giunta della Provincia di Milano ha deliberato l’aumento dell’addizionale sulle assicurazioni Rc Auto dal 12,5 al 16%. La decisione deve essere ratificata dal consiglio e dovrebbe scattare nell’ultimo trimestre dell’anno, con un rincaro calcolabile tra i 12 e i 15 euro l’anno. Poche ore prima stessa decisione, all’unanimità, per la Provincia di Arezzo. Francisco Garcia, AD di Chiarezza.it, il comparatore online che fornisce un efficace strumento di confronto tra polizze assicurative, evidenzia come in periodi economici come quello attuale, i price comparison rivestano un ruolo ancora più importante e di supporto nella scelta della polizza più idonea e conveniente.
“Ancora aumenti, dunque, per l’RC Auto in Italia che rimane sempre il fanalino di coda in Europa per i prezzi dell’assicurazione auto, con premi anche doppi rispetto ad altri Paesi. Se il consiglio della Provincia di Milano dovesse ratificare questa decisione, come è immaginabile, questo comporterebbe ulteriori sacrifici per i consumatori – e da qui l’esigenza di risparmiare, anche su un prodotto obbligatorio come l’RC Auto. Il confronto di assicurazioni online è la soluzione più vantaggiosa per risparmiare sulla polizza auto: Chiarezza.it è il comparatore di polizze online che permette compilando un solo questionario di confrontare preventivi di tante compagnie, e scegliere la polizza più conveniente per le proprie esigenze”.

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Puglia: aumento addizionale Irpef

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

La necessità di ricorrere all’aumento dell’addizionale regionale Irpef da parte della Regione Puglia per rientrare dal deficit delle spese sanitarie è ovviamente una cattiva notizia. «Sono almeno due le ragioni per le quali questa notizia non ci piace» commenta Francesco Belletti, presidente del Forum. «Non ci piace perché si tratta di una scelta determinata da un mancato controllo della spesa sanitaria, e questo pretenderebbe un’assunzione di responsabilità da parte di un sistema politico-amministrativo (chi non ha controllato la spesa sanitaria?). E non ci piace perché aumenta la pressione fiscale – già troppo elevata in confronto a quasi tutti i Paesi europei – su cittadini e famiglie. «La morale, insomma, è sempre la stessa: alcuni sbagliano, ma a pagare sono sempre i soliti! «Ma, di fronte ad una scelta che appare di fatto obbligata, ci rammarichiamo soprattutto che si sia persa l’occasione di dare un segnale di innovazione sulle politiche sociali e familiari, introducendo nei meccanismi di incremento della tassazione il FattoreFamiglia, vale a dire una speciale attenzione alla giustizia fiscale nei confronti delle famiglie con figli. Eppure il Forum pugliese aveva già presentato all’amministrazione regionale il modello del FattoreFamiglia, in occasione delle consultazioni per il secondo piano sanitario regionale, un sistema che garantisce equità rispetto ai carichi familiari, sostenendo proprio le famiglie più affaticate, quelle con figli.
«Chiediamo quindi all’amministrazione regionale pugliese» conclude Belletti «di ripensare il meccanismo di aumento dell’addizionale Irpef, scegliendo il FattoreFamiglia come misura di equità fiscale: occorre il coraggio di scegliere a favore delle famiglie con figli, primo e insostituibile serbatoio di progetto, di speranza e di futuro per la Regione Puglia, ma anche per tutto il Paese».

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Roma: no addizionale ai pensionati

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Sale a 8.000 euro lordi annui la fascia di esenzione totale dal pagamento dell’addizionale comunale sui redditi Irpef prevista a beneficio dei pensionati. La Giunta di Roma Capitale, presieduta dal Sindaco Alemanno ha, infatti, approvato su proposta dell’Assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Maurizio Leo, la delibera che rende esecutiva una delle agevolazioni contenute nell’accordo sul Welfare siglato il 22 luglio scorso dall’Amministrazione capitolina con le principali organizzazioni sindacali. A partire dal 2011 la ‘no tax area’ per i pensionati passerà così da 7.500 a 8.000 euro, anche nel caso in cui il contribuente dichiari ulteriori redditi da terreni (ma il relativo importo non superi i 185,92 euro) o sia proprietario di  ‘prima casa’ e di eventuali ulteriori pertinenze (garage, cantine etc.).  Si tratta di un intervento ‘perequativo’ che uniforma la soglia di esenzione totale dall’imposta comunale a quella già prevista per i lavoratori dipendenti, e che integra la gamma di interventi  finanziari decisi per le fasce deboli e per i lavoratori in difficoltà utilizzando parte dai 32,7 mln di euro stanziati con l’ultimo bilancio in base all’accordo del marzo 2009.

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2010: crescita tasse locali

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2009

Le tasse locali cresceranno nel 2010 del 5,3% passando da 106,2 a 111,8 miliardi mentre quelle statali aumenteranno dello 0,7%. La studio, condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani sarà pubblicato nel prossimo numero di gennaio del mensile Contribuenti.it. Napoli prima, Campobasso ultima, ma stavolta i contribuenti del capoluogo campano avrebbero fatto a meno di questo primato. È infatti Napoli, tra tutti i comuni capoluogo d’Italia, dove la pressione tributaria locale crescerà di più nel 2010. Ogni abitante del comune partenopeo verserà nel 2010 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.468,26 euro contro una media nazionale di 1.670,21 euro anche se il capoluogo partenopeo è da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tribut arie comunali annovera la tassa rifiuti, che «falsa» la classifica: da sola incide per 452,80 euro contro la media nazionale di 228,50 euro. Al secondo posto c’è Milano con 2425,00. Al terzo posto si trova Aosta con 2291,76 euro e al quarto posto Bologna con 2251,23 euro. All’ultimo posto, a livello nazionale, si trova Campobasso con soli 703,44 euro pro capite.  Nello studio, Krls Network of Business Ethics ha analizzato tutti i “balzelli” applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti ai Comuni, Provincie e Regioni. Imposte che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche. Per i Comuni sono state esaminate le principali fonte di gettito quali l’Ici, l’addizionale comunale Irpef e la tariffa rifiuti urbani. Per la Provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel e l’imposta di trascrizione. Per la Regione, infine, l’Irap, la compartecipazione all’Iva, all’addizionale regionale sull’Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina.  Nello studio di Contribuenti.it è emerso anche come avviene la ripartizione delle imposte tra gli enti locali: il 54,3% va alle Regioni, il 40,6% dei Comuni ed il rimanente 5,1% alle Province.  “Le ragioni di questa crescita – secondo Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – sono da ricercarsi principalmente nella assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi. Bisogna istituire presso le Prefetture la figura di ‘Mister Fisco’. La Sua attività dovrà essere indirizzata verso tre filoni principali d’azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all’evasione fiscale e all’aumento dei tributi, favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti delle riscossione”.

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L’Eni contro la “tassa Gheddafi”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

Dichiarazione di Matteo Mecacci, Deputato radicale, Membro della Commissione Esteri, Relatore OSCE su Democrazia, Diritti Umani e questioni umanitarie “Lo scorso 14 settembre in un articolo pubblicato su Affari e Finanza di Repubblica, il giornalista Giovanni Pons riportava la notizia che qualche giorno prima l’Eni avrebbe presentato un’istanza presso l’Agenzia per le Entrate contro l’addizionale Ires (oltre 200 milioni di euro all’anno) che gli azionisti della società del cane a sei zampe dovranno pagare per finanziare il Trattato di amicizia con Gheddafi: e cioè  per finanziare le opere che altre società italiane si vedranno appaltate e che dovranno essere realizzate in Libia. Quello di oggi è l’ennesimo vertice politico bilaterale che si è svolto nel corso degli ultimi mesi tra Italia e Libia e cade, non a caso, a pochi giorni dalla visita in Libia del Sottosegretario Urso accompagnato da decine e decine di imprese che dovrebbero essere beneficiate dalla “tassa Gheddafi” imposta all’Eni. Per queste ragioni sarebbe interessante conoscere quale sia la posizione del Presidente del Consiglio e del Governo rispetto a quest’iniziativa intrapresa dall’Eni contro l’addizionale Ires, considerato anche che il Ministero del Tesoro è, tra gli altri, un azionista non irrilevante dell’Eni. Inoltre, sarebbe interessante conoscere anche quale sia la reazione delle autorità libiche a questa iniziativa dell’Eni e se nel vertice di oggi se ne sia discusso”.

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