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Posts Tagged ‘addominoplastica’

Chirurgia plastica: effetti sulla salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Mag 2016

sorrentoSorrento. La pancetta affligge gran parte della popolazione di tutte le età e quello addominale risulta un grasso resistente, difficile da debellare, tanto che l’intervento di rimodellamento è al 5° posto dei più richiesti negli Stati Uniti (con l’Europa che segue a ruota nel trend). In crescita rispetto all’anno precedente del 9% così come calcolato dall’ASPS (American Society of Plastic Surgeons) nell’ultimo report.
Inestetismo democratico che risente di età, fattori ereditari, gravidanze, scarsa attività fisica, fluttuazioni del peso, esiti di chirurgia addominale e bariatrica, errori alimentari. Insomma una pletora di fattori che allunga le fila delle sale operatorie. La buona notizia è che esiste una tecnica che aumenta e massimizza il risultato dell’addominoplastica tradizionale e che oggi è possibile ricorrere anche a tecniche mini invasive. E’ uno dei temi del meeting in corso a Sorrento in cui ci si è concentrati sulle più recenti tecniche di miglioramento e rimodellamento corporeo.
Come spiega il dottor Marco Moraci, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e ricercatore all’Università di Napoli: “una pancia piatta non è solo un vezzo estetico ma è un vero e proprio indicatore di salute, sappiamo infatti che il grasso addominale è un tessuto che secerne ormoni e sostanze infiammatorie ed è particolarmente subdolo perché anche nelle persone apparentemente in forma, si può annidare tra i visceri ed esercitare i suoi effetti negativi. Tanto che la misurazione del girovita è parzialmente indicativa per individuare un rischio in questo senso. Certamente le persone si sottopongono ad una addominoplastica per migliorare il proprio aspetto ma questo ha nell’90% dei casi un effetto collaterale positivo, ossia di indurre e motivare ad uno stile di vita più sano, a tenere sotto controllo il peso per mantenere il più a lungo possibile gli effetti positivi dell’intervento.
Comunemente si interviene con l’addominoplastica tradizionale ossia tirando la pelle in accesso verso il basso a partire da una sutura nascosta sotto la linea dello slip, ma questo intervento talvolta rende necessario riposizionare anche l’ombelico e non risponde all’esigenza di eliminare la lassità cutanea della parte al di sopra di esso, un problema che interessa circa il 15% di coloro che richiedono un rimodellamento della zona addominale.
La lassità della parte superiore dell’addome si riconosce per la forma tipica dell’ombelico, che, schiacciato dal peso della pelle assume l’aspetto di una bocca imbronciata.
Questo problema trova oggi la soluzione nell’ utilizzo di una tecnica molto utilizzata negli Stati Uniti . Tale tecnica , chiamata addominoplastica INVERSA capovolge letteralmente il razionale chirurgico. In pratica l’incisione viene effettuata al limite inferiore del solco mammario e la pelle tirata verso l’alto dopo aver eliminato la parte in eccesso. In questo modo l’ombelico rimane intatto e le cicatrici sono poco visibili perché nascoste nei solchi sottomammari. In questa procedura, ancora poco diffusa in Italia , si eseguono delle suture di sollevamento per ancorare la pelle in modo che resista alla fisiologica forza di gravità. L’intervento si esegue in anestesia generale e dura circa 2 ore durante le quali viene inciso il lembo di cute in eccesso che viene scollato e riposizionato dopo averne eliminato l’eccesso. Il decorso post operatorio dura un paio di settimane durante le quali si consiglia di indossare un indumento compressivo e stare a relativo riposo mentre per attività fisica e sollevamento di oggetti pesanti è bene avere pazienza per un periodo che va dalle 4 alle 6 settimane.
L’addominoplastica è spesso effettuata insieme ad intervento di liposuzione laddove è presente grasso in eccesso. Il grasso rimosso non verrà più gettato ma riutilizzato per rimodellare altre parti del corpo come glutei, seno, viso etc. Quando si effettua una liposuzione oggi il grasso si riutilizza sempre per rimodellare altro a differenza del passato. Oggi i tessuti autologhi vengono conservati o riutilizzati e mai rimossi. Da qui nasce il concetto di “BODY CONTOURING”
Nonostante non sia ancora un intervento di routine e che non sia adatta a tutti i casi il grande vantaggio è che può essere abbinata ad una addominoplastica ‘bassa’ (in cui si interviene, se necessario, anche sui muscoli retti dell’addome che vengono uniti e suturati insieme) per perfezionarne il risultato. Nella scelta è fondamentale la visita medica e l’analisi delle cause: può esserci una presenza di grasso dato da cattiva alimentazione o scarsa attività fisica, oppure un rilassamento cutaneo a causa di una perdita di peso, ma anche una o più gravidanze con il cedimento della massa muscolare che rappresenta una sorta di ‘pavimento’ addominale con rilassamento di tutte le strutture sottostanti. L’accesso sottomammario ha due importanti implicazioni: è adatto se la paziente ha già avuto un intervento di mastoplastica in modo da non creare nuove cicatrici e può essere utilizzato per un intervento combinato nel caso in cui la persona voglia eseguire una additiva con protesi e ricorrere quindi ad un make over completo.
Ne beneficiano anche pazienti che abbiano subito un intervento di chirurgia bariatrica o by pass gastrico e in cui vi sia un eccesso di pelle solo nella parte frontale del corpo (mentre se l’eccesso interessa anche la schiena di consiglia il più invasivo lifting ‘circonferenziale’). Per coloro che preferiscono evitare l’approccio chirurgico o il cui problema è lieve o moderato esistono soluzioni meno invasive, purché si tratti solo di lassità e cedimento cutaneo. I fili di sospensione rappresentano oggi una soluzione non chirurgica per quei casi di lieve lassità cutanea in persone molto magre.
Questi fili sono composti di acido polilattico, un materiale completamente riassorbibile che grazie a dei coni si agganciano ai tessuti molli permettendo di riposizionali laddove serve. Dopo 4 settimane questi fili si riassorbono ma la trazione dei tessuti rimane grazie ad un naturale processo di fibrosi sottocutanea provocato dai fili stessi. La durata di questa trazione e’ di circa 1 anno e mezzo. Tale metodica può essere combinata con lipofilling per correggere eventuali inestetismi dovuti a deficit di tessuti molli.Tale metodica , semplice, veloce e priva di rischi , è una buona soluzione per quei casi che hanno piccole lassità cutanee e non vogliono ancora sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico.

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Il trattamento dell’adiposità localizzata

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Sovrappeso

Image by imorgillo via Flickr

Benché la chirurgia (liposuzione, liposcultura, addominoplastica) resti il gold standard per il trattamento dell’adiposità localizzata, la medicina estetica è alla continua ricerca di approcci terapeutici non invasivi, meglio accetti dal cliente. A tal fine, da qualche anno si sono imposti sul mercato macchinari emettitori di ultrasuoni a bassa frequenza, che hanno diviso la comunità scientifica sulla loro efficacia nel trattamento dell’adiposità localizzata. Il razionale del loro impiego è da ricercarsi nelle variazioni di pressione che il passaggio degli ultrasuoni genera nei liquidi corporei. Ne consegue un effetto cavitazionale, consistente nella formazione di zone di vapore all’interno del fluido che, implodendo, generano onde d’urto in grado di danneggiare le strutture limitrofe. Quando esse sono rappresentate da adipociti, la lisi cellulare che ne consegue si associa la riduzione del tessuto adiposo trattato. L’uso di ultrasuoni a bassa frequenza consente di ridurre l’eccesso di tessuto adiposo e, conseguentemente, di migliorare l’estetica del distretto corporeo trattato. L’entità del decremento (circa 2 cm) non è, tuttavia, tale da stravolgere positivamente la silhouette di coloro che si sottopongono a questo trattamento. Resta, in ogni caso, l’unico approccio terapeutico non invasivo contrastante l’adiposità localizzata. Se agli ultrasuoni si abbinassero procedure favorenti il drenaggio dei prodotti della lisi adipocitaria (ad es. massaggi o pressoterapia) e, in caso di sovrappeso/obesità, una dieta ipocalorica, si potrebbero avere dati più incoraggianti. (Prof. Laura Piombino, dott. Maria Paola Belfiore, prof. Giuseppe Belfiore, prof. Giovanni Messina, dott. Dario Dorato, dott. Nadia Fraone)

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In forma dopo la gravidanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Negli Stati Uniti e in Canada propongono addirittura i pacchetti “tutto incluso”, quei “Mummy jobs” che promettono alle neomamme di riconquistare in un lampo la loro forma pre-gravidanza con liposuzione, addominoplastica, e operazioni al seno. Sono richieste estreme, ma gli ultimi dati dell’ASPS – American Society of Plastic Surgeons parlano chiaro: questi interventi sono nella top 5 dei più praticati sulle donne fra i 20 e i 29 anni: al primo posto c’è la mastoplastica additiva, al terzo la liposuzione, al quarto la mastopessi (il sollevamento del seno) e al quinto l’addominoplastica. Poco cambia per le trentenni, fra cui solo il lifting al seno diventa meno popolare, sesto. Le donne fra i 20 e i 40, dunque, scelgono proprio quel tipo di interventi estetici che aiutano a recuperare l’immagine di sé che si aveva prima della nascita del bambino. Per l’Italia mancano statistiche precise, ma aumentano le donne che vogliono prendersi cura della propria forma fisica dopo aver avuto un figlio. «Molte si avvicinano alla chirurgia estetica per la prima volta dopo la gravidanza» conferma Roberto Tranò, chirurgo plastico di Reggio Emilia che partecipa al progetto “Cuore di mamma corpo di donna”, nato per sostenere le donne nell’allattamento e per fare chiarezza su alcuni aspetti, anche estetici, della maternità. «Le più giovani sono le più decise, e già a sei mesi dal parto prendono un appuntamento. Chi diventa mamma dopo i trent’anni, invece, aspetta qualche anno, magari provando senza successo creme e altri trattamenti. Alla fine vengono da me, e mi dicono “dottore, così non mi vedo”». I punti deboli delle neomamme sono sempre gli stessi. «Per l’addome prominente, la classica “pancetta” -continua Tranò- la liposuzione o l’addominoplastica sono risolutive, ma si possono tentare dei farmaci che sciolgono il grasso. In ogni caso consiglio di attendere qualche mese perché il rilassamento dei muscoli spesso è un problema che si risolve da sé. Anche per fianchi e cosce si può pensare alla liposuzione, ma se il problema sono cellulite e ritenzione idrica sono più indicati massaggi e linfodrenaggi». È sul seno che si concentra l’attenzione delle neomamme: soprattutto in caso di allattamento può svuotarsi e perdere tono, con ricadute sulla percezione che le donne hanno della propria femminilità. «Qui “l’aiutino” del chirurgo è l’unica strada -spiega Tranò-. Non molte però sono disposte a sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva o di mastopessi o di lifting al seno: la separazione dalla famiglia per l’operazione e la degenza è lunga, e i rischi che comunque comporta un intervento fanno paura. Molto più apprezzate le soluzioni con acido ialuronico, che con una semplice iniezione consentono di ritrovare il tono perduto. Non è un’alternativa all’intervento vero e proprio, ma rende il seno più bello». Il gel rimodellante Macrolane permette di rassodare il seno con tempi di recupero rapidissimi e poche controindicazioni e dopo la seduta ambulatoriale si torna alla vita normale. L’intervento dura circa un’ora e viene praticato in anestesia locale in ambulatorio: il gel a base di acido ialuronico macromolecolare viene iniettato in profondità sotto la ghiandola mammaria con una cannula, senza lasciare alcuna cicatrice. I risultati sono visibili fin da subito ed è subito possibile tornare alle normali attività quotidiane facendo attenzione ad evitare per alcuni giorni qualsiasi azione che possa mettere pressione alla zona trattata. Gli effetti non sono permanenti: trattandosi di un prodotto riassorbibile e altamente biocompatibile, ha una durata di circa un anno. Dopo 9/12 mesi si può decidere se continuare con interventi periodici oppure passare alle protesi.
Cuore di mamma corpo di donna. È un progetto a sostegno di allattamento e maternità promosso da QMed. Scopo dell’iniziativa è aiutare le neo mamme a trovare il giusto equilibrio tra madre “moderna” e “tradizionale”, riuscendo a far convivere il nuovo ruolo con la propria femminilità. Sui siti http://www.senzabisturi.it e http://www.cuoredimammacorpodidonna.it si trovano consigli e informazioni sul tema.

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La chirurgia estetica può attendere

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Mag 2010

La tossina botulinica, il più efficace agente miorilassante utilizzato anche per le rughe glabellari, è affiancata oggi dalla gamma di filler Juvéderm, la più grande e affermata famiglia di dermal filler nel mondo. Una ricerca dell’American Society of Plastic Surgeons appena pubblicata rileva come il 14% degli iscritti ad un famoso social network sui trattamenti di chirurgia plastica ed estetica ha pianificato nel 201 un intervento con filler (11%) e botulino (3%).  Una percentuale che supera quella di coloro che hanno deciso per una addominoplastica (12%), mastoplastica additiva (8%) o liposuzione (8%). In principio era il lifting facciale, poi declinato nella sua versione ‘mini’, ma il presente vede protagonisti i “dermal filler” e il botulino, trattamenti iniettivi e mini-invasivi che hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo per la loro versatilità.  Il botulino innanzitutto, noto in Italia con il nome commerciale Vistabex, indicato per le rughe glabellari da moderate a severe, ha il vantaggio di permettere un risultato prevedibile, ma anche modulabile a seconda della diluizione scelta dal medico. Basta una piccola quantità per ottenere un risultato naturale. Le pazienti chiedono spesso al medico: ‘ma mio marito, o le amiche, se ne accorgeranno?’ La risposta è no, in nessun modo, anche se avranno l’impressione di un aspetto DISTESO (e non TIRATO), RIPOSATO e fresco come dopo una lunga vacanza.   “L’utilizzo della molecola è infatti uno dei cardini di un trattamento che può essere modulato per ottenere il risultato desiderato – dice il Professor Niccolò Scuderi, Presidente del Collegio dei Professori di Chirurgia Plastica – rilassare rughe anche molto profonde e marcate oppure addolcire una mimica eccessiva che rende le espressioni del volto sgradevoli e stanche”.  L’obiettivo non è  spianare in maniera indiscriminata, talora basta bloccare alcuni muscoli e non quelli adiacenti. L’importante è sapere dove andare ad agire e quale risultato si vuole ottenere, per questo i medici che utilizzano il botulino per uso cosmetico e farmacologico sono sottoposti a training specifici per imparare ad usare questa sostanza nel migliore dei modi.   E poi la variegata famiglia di filler a base di acido ialuronico, Juvéderm, che permettono invece un trattamento medico-estetico delle rughe statiche, quelle dovute all’eredità genetica, al crono e al foto-invecchiamento. Filler a diverso peso molecolare a seconda della zona del volto da trattare e del risultato che si vuole ottenere. Ed oggi anche per il delicato tessuto delle labbra per le quali era necessario un filler morbido ma estremamente stabile per resistere al continuo movimento di questa zona: Juvéderm ULTRA SMILE, infatti, non solo permette un risultato armonico e naturale, ma ha una durata di circa 12 mesi, il che lo rende gradito alle pazienti più impegnate oltre a non diventare un onere economico troppo gravoso.  A completamento della gamma di filler riassorbibili mirati per le diverse zone del volto, oggi la famiglia Juvéderm può annoverare anche un trattamento specifico per la profonda idratazione della pelle del viso, Juvéderm HYDRATE, che combina le caratteristiche di morbidezza proprie della linea dei dermal filler Juvéderm a base di acido ialuronico con un anti-ossidante (il mannitolo) e può essere considerato il complemento ideale per altri trattamenti anti-aging. La ricerca è  quindi volta sempre di più ad ottenere una serie di trattamenti sempre più mirati e precisi per rendere personale e individuale il trattamento alla luce dei risultati globali armoniosi per un look che soddisfa, fidelizza e seduce chi ancora non l’ha provato.  “E i filler riassorbibili – continua il Professor Scuderi – a base di acido ialuronico e lidocaina, soddisfano sia il paziente per la personalizzazione del trattamento, che il medico per la facilità di somministrazione, un’esperienza indolore che permette di fidelizzare il cliente“.  La combinazione di entrambi i trattamenti per le diverse zone del volto è ormai la scelta più gradita sia dalle giovani donne che vogliono rallentare l’andamento del tempo, sia per i baby-boomers (la grande percentuale di persone nate nel dopoguerra) che hanno ancora molti anni davanti a sé.   Sono proprio loro, e vengono compresi anche gli uomini, a chiedere trattamenti correttivi mininvasivi, ambulatoriali, di medicina estetica. Non vogliono dimostrare più anni di quelli anagrafici e soprattutto vogliono stare bene con loro stessi, ma soprattutto chiedono trattamenti che li faccia apparire più freschi e non che stravolgano i lineamenti e l’espressività.

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Addominoplastica e riduzione del seno

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2010

Non solo le donne, ma sempre di più anche gli uomini si preparano per la “prova costume” rivolgendosi al chirurgo plastico per un “ritocchino”. «In questo periodo registro nel mio studio un aumento di pazienti maschi di circa il 30% rispetto allo scorso anno – afferma il chirurgo bolognese Alessandro Gennai, socio dell’European academy of facial and plastic surgery (Eafps) -. Pur restando una minoranza, gli uomini oggi hanno meno problemi a rivolgersi a un chirurgo per migliorare i difetti fisici, mentre fino a qualche anno fa c’era più pudore nel farlo». Gli uomini che si rivolgono al chirurgo in questo periodo lo fanno soprattutto per interventi del “penultimo minuto”, ossia quelli a cui si ricorre, di solito, quando non si sono raggiunti i risultati desiderati con dieta e ginnastica, ma c’è ancora abbastanza tempo per un’operazione chirurgica e la relativa convalescenza. «Il torace e l’addome sono parti importanti per il corpo maschile – afferma Gennai-. In questo periodo sto registrando un vero e proprio boom di interventi legati a questa zona. Il problema principale che gli uomini cercano di risolvere è legato alla “pancia” e ai chili di troppo: l’intervento più praticato è la liposcultura addominale e dei fianchi, ossia la riduzione del grasso in eccesso, ma sono in forte aumento anche le riduzioni del seno. A seconda del risultato che si vuole ottenere e della situazione di partenza, per migliorare gli addominali si può praticare una liposcultura, che riduce l’addome, o una plastica addominale consigliata quando c’è rilassamento ed eccesso di pelle. I pazienti che hanno raggiunto il peso forma sono i candidati ideali per una plastica addominale, mentre chi lo usa come scorciatoia per dimagrire, rischia di ritrovarsi in qualche mese al punto di partenza. È necessario infatti cambiare abitudini alimentari e stili di vita, per non ingrassare di nuovo.
Alessandro Gennai – Profilo professionale. Laureato con lode nel 1988 in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, per poi proseguire gli studi all’estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). In particolare è stato negli Stati Uniti, dove ha appreso, primo fra gli italiani, la tecnica del lifting endoscopico dal suo “padre fondatore”, Nicanor Isse. Gennai è socio della Eafps, European Academy of Facial Plastic Surgery. Lo studio si trova in via delle Lame a Bologna.

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