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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘adolescenti’

Uso di tabacco in bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

La US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha di recente pubblicato una bozza di raccomandazione di grado B (certezza di beneficio moderato) che invita i pediatri di assistenza primaria a fornire interventi, tra cui brevi sessioni educazionali e informative, per impedire a bambini e adolescenti in età scolare di iniziare a far uso di tabacco e sigarette elettroniche. L’USPSTF ha anche assegnato un grado “I” (prove insufficienti a stabilire un bilancio rischio beneficio) a una bozza di dichiarazione che indica la necessità di ulteriori ricerche su come sia possibile aiutare a smettere i giovani che usano il tabacco. «Per la prima volta, l’USPSTF ha inserito anche le e-cig nelle sue bozze di raccomandazioni» esordisce il membro della task force Michael Silverstein, del Dipartimento di pediatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Boston, spiegando che gli altri prodotti, peraltro già inclusi nelle precedenti raccomandazioni, sono sigarette, sigari, pipe e narghilè, ma anche i tabacchi non fumati come quello da fiuto e da masticare. Sebbene quella di livello “I” sia senza precedenti, la raccomandazione “B” integra e aggiorna la versione emessa nel 2013 dall’USPSTF nella medesima area clinica. «Prevenire l’uso del tabacco tra i giovani è fondamentale per la salute della nazione» ribadisce Silverstein, precisando che tutti, bambini e adolescenti, sono a rischio per l’uso di tabacco e che dovrebbero essere resi disponibili interventi preventivi che li aiutino a non iniziare mai. La raccomandazione, disponibile in bozza sul sito istituzionale della Task Force, suggerisce che i siti web di CDC, FDA, Surgeon General e National Cancer Institute mettano a disposizione risorse che possano essere utilizzate dai pediatri di assistenza primaria durante i colloqui con bambini e adolescenti sulle conseguenze derivate dall’uso del tabacco. Sebbene con raccomandazione “I”, l’USPSTF auspica anche studi futuri nelle seguenti aree: valutazione di interventi di counseling comportamentale che con risultati a 6 mesi o più; approfondimento dei benefici e danni dei farmaci usati per aiutare i giovani a smettere di fumare; modi per prevenire l’uso del tabacco e strategie per promuovere nei giovani la cessazione dell’uso dei sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (ENDS, Electronic Nicotine Delivery Systems). Il documento in bozza è disponibile per valutazioni e commenti da parte del pubblico fino al 22 luglio 2019 all’indirizzo: http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm. USPSTFwww. uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm (fonte doctor33)

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115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Secondo l’UNICEF – che oggi lancia il primo studio approfondito sugli sposi bambini – circa 115 milioni di ragazzi e uomini nel mondo si sono sposati da bambini, di questi 1 su 5 – circa 23 milioni – prima dei 15 anni. Attraverso i dati da 82 paesi, lo studio rileva che il matrimonio precoce tra i ragazzi è diffuso in diversi paesi nel mondo, che vanno dall’Africa sub sahariana all’America Latina e i Caraibi, dall’Asia del Sud all’Asia dell’Est e il Pacifico. Secondo i dati, il tasso più alto di matrimoni precoci di bambini si registra in Repubblica Centrafricana con il 28%, seguono Nicaragua con il 19% e il Madagascar con il 13%. I nuovi dati portano il numero totale di spose e sposi bambini a 765 milioni. Le ragazze rimangono quelle maggiormente colpite, con 1 giovane donna su 5 tra i 20 e i 24 anni che si è sposata prima del suo diciottesimo compleanno, rispetto a 1 giovane uomo su 30.
Mentre la percentuale, le cause e l’impatto dei matrimoni precoci tra le ragazze sono stati ampiamente studiati, sui matrimoni precoci di ragazzi e bambini sono state realizzate poche ricerche. I bambini maggiormente a rischio di matrimoni precoci provengono dai famiglie più povere, vivono in aree rurali e sono poco o per nulla istruiti.“Il matrimonio ruba l’infanzia” – ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore generale UNICEF. “Gli sposi bambini sono costretti ad assumersi responsabilità da adulti, per le quali potrebbero non essere pronti. Il matrimonio precoce comporta paternità precoce, e di conseguenza maggiore pressione di dover provvedere alla famiglia, l’interruzione dell’istruzione e scarse opportunità lavorative. Nell’anno in cui celebriamo l’anniversario dei 30 anni dall’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, dobbiamo ricordare che costringere al matrimonio ragazzi e ragazze quando sono ancora dei bambini è in contrasto con i diritti sanciti dalla Convenzione” – ha dichiarato Fore. “Attraverso ulteriori ricerche, investimenti e l’empowerment, possiamo porre fine a questa violazione.” Sito-web: http://www.unicef.it.

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Nuovi casi di melanoma

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Roma, 24 maggio 2019, ore 11.30 Ministero della Salute (Auditorium), Lungotevere Ripa 1. Il progetto sarà presentato a Roma nell’Auditorium del Ministero della Salute in una conferenza stampa con gli interventi di Fabrizio Nicolis (Presidente Fondazione AIOM), Stefania Gori (Presidente Nazionale AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica), Paola Queirolo (responsabile scientifico del progetto e Direttore Unità Operativa Tumori Cutanei dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova) e Monica Forchetta (Presidente Associazione Pazienti Italia Melanoma).
Nel 2018, in Italia, sono stati stimati circa 13.700 nuovi casi di melanoma. L’arma più efficace per combattere questa forma di cancro della pelle è la prevenzione. Con l’arrivo dell’estate, aumentano le occasioni per stare all’aria aperta. Ma attenzione all’abbronzatura “selvaggia”: i danni provocati da ripetute ed eccessive esposizioni solari si sommano ogni anno sulla pelle e aumentano il rischio di sviluppare la malattia. Per sensibilizzare i giovani, in particolare gli adolescenti, sull’importanza di adottare comportamenti corretti quando si espongono al sole, Fondazione AIOM lancia una campagna nazionale che sarà realizzata nelle spiagge italiane e prevede una forte ricaduta sui social network.

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EWORLD INDEX 2019. Bambine, bambini, adolescenti e donne: educazione e conflitti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Roma il 9 aprile 2019 dalle ore 11.00 alle ore 13.30 presso la Sala A. Moro, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Piazzale della Farnesina 1, ingresso centrale.Il WeWorld Index 2019 mette a fuoco il forte nesso tra i diritti dei bambini, delle bambine e le parità di genere. Il progresso di un Paese è misurato nella serie dei WeWorld Index attraverso indicatori economici e sociali che analizzano le condizioni di vita dei soggetti più a rischio di esclusione: l’approfondimento è dedicato ai conflitti, la principale barriera in molti Paesi interessati da crisi per l’accesso all’educazione di qualità.

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L’obesità negli adolescenti: aumenta il rischio da adulti di cirrosi e tumore del fegato

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Sta destando scalpore nella comunità scientifica uno studio appena pubblicato sulla rivista Gut che dimostra come l’obesità nell’adolescente rappresenti un importante fattore di rischio per cirrosi epatica e tumore del fegato. Lo studio è stato condotto su 1,2 milioni di giovani maschi svedesi dell’età compresa tra 17 e 19 anni, nati tra il 1951 e il 1976, i cui dati erano stati raccolti nei registri nazionali al momento della chiamata al servizio militare tra il 1969 ed il 1996, quando in quegli anni il servizio di leva era obbligatorio per cui tutti i ragazzi, eccetto una modesta percentuale del 2-3 per cento, erano stati registrati (HagstromGut 2018).
Lo studio prevedeva di registrare nel tempo un consistente numero di variabili riportate nei registri di patologie della popolazione generale, tra cui cirrosi, epatocarcinoma, ascite, encefalopatia, sindrome epatorenale, varici esofagee, scompenso epatico, tumori maligni del fegato e trapianto di fegato, incrociando i dati di segnalazione delle patologie con i dati di registrazione dei ragazzi al momento del servizio militare. Poi i ragazzi sono stati suddivisi in categorie in base al loro BMI (Body Mass Index) ed è stato osservato nel tempo lo sviluppo di diabete, malattie epatiche ed epatocarcinoma con la stima del tasso di mortalità per tali patologie, in base al BMI di partenza. Al momento della valutazione di base, un po’ più di 100 mila ragazzi erano in sovrappeso e quasi 200 mila erano obesi. A conferma di come l’epidemiologia dell’obesità sia cambiata in Europa negli ultimi 20 anni, anche lo studio svedese ha confermato che il BMI medio dei ragazzi nati nel 1976 era significativamente aumentato rispetto al BMI medio dei ragazzi nati nel 1951: non solo, ma la percentuale di ragazzi in sovrappeso, confrontata tra i due gruppi di ragazzi registrati per il servizio militare, era aumentato del 210 per cento (dal 5.7 per cento dei casi nati nel 1951 al 12 per cento dei casi nati nel 1976) e del 350 per cento era aumentata la percentuale di ragazzi obesi (dallo 0.8 dei nati nel 1951 al 2.8 per cento dei nati nel 1976). “Lo studio parla di 19.671 ragazzi obesi di cui 138 sviluppano cirrosi (0.7 per cento) e 10 sviluppano epatocarcinoma (0.05 per cento) e 20 sviluppano cirrosi se oltre all’obesità c’è anche il diabete (0.14 per cento)”, commentala professoressa Burra.Lo studio ha previsto un follow-up medio di 28,5 anni. Durante questa lunga osservazione temporale, si è visto che 5.281 persone avevano sviluppano malattie epatiche e di questi, 251 avevano sviluppato epatocarcinoma. E’ stata riscontrata associazione tra sviluppo di malattia epatica severa e presenza di sovrappeso ed obesità. Lo sviluppo di diabete aumentava ulteriormente il rischio di malattia epatica severa in tutte le categorie dei giovani suddivisi in base al BMI. Il rischio di malattia epatica aumentava se presenti sia obesità che diabete rispetto agli obesi, ma non diabetici. Quindi il messaggio finale è che l’obesità negli adolescenti si associa al rischio di sviluppare nell’età adulta malattia del fegato e tumore epatico, rischio aumentato se si sviluppa anche il diabete.Questo studio si basa sulla popolazione esclusivamente maschile, ma analogamente un precedente studio inglese svolto sulle donne di mezza età, aveva confermato l’associazione tra obesità e cirrosi epatica. Purtroppo in tale studio non si poteva confermare se la presenza di obesità nelle donne adolescenti si potesse associare o meno ad aumentato rischio di cirrosi epatica e tumore del fegato nell’età adulta (Liu B Br Med J 2010).La prevalenza della malattia epatica metabolica associata all’obesità – steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e steato-epatite non alcolica (NASH) – sta aumentando anche in Europa. La prevalenza globale della NAFLD è pari al 25 per cento con elevati picchi nel Medio Oriente ed in Sud America e tassi notevolmente inferiori in Africa. Come noto le co-morbidità associate con la NAFLD includono l’obesità, il diabete, l’iperlipidemia, l’ipertensione arteriosa e la sindrome metabolica. Purtroppo il 40 per cento delle malattie epatiche dovute a NAFLD progredisce in epatopatia con fibrosi (NASH). L’incidenza di epatocarcinoma nei pazienti con NAFLD è stata stimata pari a 0.44/1.000 persone-anno (YounossiHepatology 2016).Altro dato che sarebbe stato interessante disporre nello studio degli svedesi pubblicato su Gut, è l’associazione tra obesità e uso di bevande alcoliche durante il follow-up, essendo noto come la obesità peggiori la malattia epatica alcol-correlata. Gli stessi autori svedesi avevano dimostrato con uno studio precedente, sempre sugli adolescenti maschi, ben 45 mila casi con 40 anni di follow-up, che l’essere in sovrappeso rappresentava un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie epatiche indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio come l’assunzione di alcol (Hagström J Hepatol 2016).Un altro studio caso-controllo pubblicato alcuni anni fa aveva valutato se l’obesità presente in giovane età adulta potesse associarsi ad una peggiore prognosi nei pazienti con epatocarcinoma, confrontando 622 casi di giovani adulti obesi con epatocarcinoma con 660 controlli sani. Gli Autori concludevano che l’obesità presente trai 20 e 40 anni di età era un fattore di rischio per l’epatocarcinoma. Interessante dato emerso dallo studio, che per ogni unità di BMI in più, si era osservato un anticipo di circa 4 mesi nell’età in cui l’epatocarcinoma veniva diagnosticato. Nello stesso studio era stato poi dimostrato che vi era un effetto sinergico tra obesità ed epatiti virali. Però non sembrava che l’obesità si associasse ad una prognosi peggiore dell’epatocarcinoma (Hassan Gastroenterology 2015).L’obesità è riconosciuta come fattore di rischio non solo per il tumore del fegato, ma anche per il tumore del seno in donne in epoca pre-menopausale, tumore dell’endometrio e tumore del rene, colon, pancreas, colecisti ed adenocarcinoma dell’esofago (Larsson Int J Cancer 2007; Larsson Br J Cancer 2007).Anche l’associazione tra diabete e malattie epatiche, in particolare la NAFLD e l’epatocarcinoma, è ormai ampiamente riportata da diversi studi. Un vecchio studio di coorte su 173 mila casi con diabete confrontati con 650 mila casi senza diabete, aveva confermato che l’incidenza della NAFLD era pari a 18/100 mila persone/anno, nei pazienti diabetici, rispetto a circa 10/100 mila persone/anno nei soggetti non diabetici. Non solo, ma il diabete si associava allo sviluppo di epatocarcinoma, soprattutto in coloro con una storia cronica, di almeno 10 anni, di malattia metabolica (El-SeragGastroenterology 2004).

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Brasile: in aumento il numero di omicidi tra gli adolescenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 ottobre 2017

Rio de JaneiroRio de Janeiro. Il numero di omicidi tra gli adolescenti in Brasile continua a crescere, soprattutto negli stati nordorientali del paese e riguardano principalmente ragazzi neri. Queste sono le principali conclusioni di Indice de Homicidios na Adolescencia 2014 (IHA), studio realizzato in collaborazione tra UNICEF, il Ministero dei Diritti Umani (MDH), l’Osservatorio delle Favelas e Laboratorio di Analisi della Violenza e l’Università Statale di Rio de Janeiro (LAV-Uerj).Lo studio analizza gli omicidi di adolescenti tra i 12 e i 18 anni in 300 comuni brasiliani con più di 100mila abitanti. Secondo i dati raccolti, al 2014, per ogni mille adolescenti tra i 12 ei 18 anni, 3,65 ragazzi rischiano di essere uccisi prima di compiere 19 anni. Se le condizioni analizzate non cambieranno, entro il 2021, nei 300 comuni presi in analisi 43.000 adolescenti potrebbero esseri uccisi.
Il numero di morti di bambini sotto un anno di età è stato ridotto da 95.938 nel 1990 a 37.501 nel 2015. Nello stesso periodo, il numero di adolescenti di età compresa tra 10 e 19 anni uccisi è aumentato da 4.754 a 10.290, secondo Datasus (Dipartimento del Ministero della Salute Brasiliano).
Dal 2012, il numero di adolescenti morti per aggressione tra i 12 ei 18 anni è proporzionalmente più alto rispetto al numero di morti registrato nel resto della popolazione (nel 2014 ogni 100.00 adolescenti ne morivano 31,6, in generale nel resto della popolazione morivano 29,7 persone ogni 100.000).Un altro punto importante che lo studio mette in evidenzia è la concentrazione della violenza nel nord est del paese. Delle 10 capitali più violente per un adolescente, 7 sono nella regione nordorientale. Fortaleza registra il più alto IHA, con 10,94 omicidi ogni 1.000 adolescenti, seguita da Maceió (9,37). Le città di Rio de Janeiro e São Paulo hanno registrato le posizioni 19 e 22 tra le capitali (con tassi rispettivamente del 2,71 e del 2,19).Il sesso, il colore, l’età e i mezzi utilizzati negli omicidi incidono sulla probabilità per un adolescente di essere vittima di violenza letale. Nel 2014 gli adolescenti maschi avevano 13,52 possibilità in più di morire rispetto ad una ragazza adolescente, mentre un ragazzo adolescente nero aveva 2,88 probabilità in più di morire rispetto ad un adolescente bianco. Il rischio di essere ucciso per arma da fuoco è di 6,11 volte superiore rispetto ad altri mezzi.
Un altro studio condotto dall’UNICEF, l’Assemblea Legislativa dello Stato del Ceará e il Governo dello Stato del Ceará, Trajetoria Interrompidas, traccia un’analisi degli omicidi che si sono verificati a Fortaleza e in altri sei comuni del Ceará. La maggior parte delle vittime il 97,95% erano maschi, di questi il 65,75% erano neri o mulatti, residenti nelle periferie. La maggior parte degli adolescenti uccisi erano poveri: il 67,1% viveva in famiglie con uno o due salari minimi – e il 70% non frequentava la scuola da almeno sei mesi. A Fortaleza, la metà degli omicidi di adolescenti si è verificata in media a 500 metri da casa della vittima.

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Aumenta il consumo occasionale di alcol

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

istatNel 2016, certifica l’Istat, aumentano il consumo occasionale di alcol (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e il consumo lontano dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). A eccedere più frequentemente sono gli over 65, i giovani di 18-24 anni e gli adolescenti di 11-17 anni. La popolazione giovane è quella più a rischio per il binge drinking, ovvero consumare 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione.
Una tendenza rilevata anche in provincia di Bergamo: lo studio ESPAD commissionato da ATS Bergamo all’IFC-CNR di Pisa con la collaborazione del suo Osservatorio Dipendenze, mostra come tra i 15 e i 19 anni diminuisca in generale il consumo di alcol (dall’82% del 2011 al 79% del 2016), ma aumenti il consumo fuori pasto e occasionale, anche tra minorenni. L’86,2% degli studenti ha assunto bevande alcoliche almeno una volta nella vita, il 54,8% dei minorenni ha consumato alcol negli ultimi 30 giorni e il 4,5% lo ha fatto frequentemente nel 2016 (20 o più volte). Il 42,5% degli studenti della provincia ha riferito di aver bevuto alcolici al punto di camminare barcollando, di non riuscire a parlare correttamente, di vomitare e/o di aver dimenticare l’accaduto.
Dati sui quali ATS Bergamo invita a riflettere anche grazie alle numerose iniziative organizzate in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2017, del “National Alcohol Screening Day”, e più in generale del mese di aprile, interamente dedicato alle tematiche alcol-correlate. In particolare, ATS Bergamo continuerà a monitorare i comportamenti di consumo di alcol tra adolescenti e giovani, rafforzando la collaborazione con i gestori dei locali e promuovendo specifici programmi informativi. Proseguiranno, infatti, i progetti di prevenzione nelle scuole che complessivamente coinvolgono in quest’anno scolastico, 72 Istituti scolastici, più di 500 docenti e oltre 14.000 studenti, e nei luoghi del divertimento serale e notturno saranno rafforzate le iniziative promosse dal Tavolo provinciale Notti in Sicurezza, come “SAFE DRIVER”, interventi finalizzati a promuovere la pratica dell’autista designato.

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Madri adolescenti: un fenomeno da non sottovalutare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2016

Maternità.Benché i numeri dell’Italia (poco meno di 8.000 nascite da madri under 19) siano distanti da quelli di altri Paesi – come ad esempio gli Stati Uniti, dove nel 2014 i bimbi nati da madri tra i 15 e i 19 anni sono stati quasi 250.000, cioè circa 3,5 ogni cento giovani della stessa età, o la Gran Bretagna, con 48.000 nascite e un tasso del 2,9% che la piazza ai vertici dei Paesi europei – il fenomeno delle madri adolescenti merita probabilmente più attenzione di quanta normalmente gli si dedica. Spesso, infatti, prevalgono atteggiamenti quali la rimozione da un lato. e lo stigma dall’altro, mentre invece servirebbero servizi preparati a gestire situazioni certamente non facili – sia per i genitori adolescenti che per i loro familiari – ma da cui si può anche uscire con una rinnovata fiducia nelle proprie possibilità di vivere una vita piena e soddisfacente.
Risulta quindi particolarmente interessante l’esperienza del centro Saga dell’Ospedale San Paolo di Milano, presentato con dovizia di particolari dall’Agenzia SIR. Si tratta di un servizio che punta ad un intervento mirato, preciso, frutto del lavoro di un’équipe multidisciplinare che conta neuropsichiatra infantile, neuropsicomotricisti e psicologi, ed è orientato a mantenere la vita della ragazza il più possibile adatta a lei, diventando un’adulta consapevole e responsabile, superando con l’aiuto del servizio esterno le caratteristiche disfunzionali che la gravidanza in così giovane età quasi sempre comporta. Un servizio pubblico, gratuito, che, come afferma la responsabile, la dottoressa Margherita Moioli, è «disponibile a collaborare anche con altre realtà italiane, perché la rete è fondamentale».(Pietro Boffi)

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Tutti gli adolescenti vanno a scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 14 febbraio 2015

ferraraFerrara. La giornata di studio organizzata da Promeco, in programma – mercoledì 18 marzo 2015 a Ferrara – intende focalizzare i propri lavori intorno alla centralità della scuola in ambito preventivo saldando gli interessi degli insegnanti, delle famiglie e degli operatori del territorio per individuare, affrontare e cercare di risolvere i problemi che i ragazzi manifestano.
Promeco, il servizio pubblico che nel territorio della provincia di Ferrara si occupa di prevenzione nelle scuole, ha realizzato e sperimentato fin dal 2008 il progetto “Punto di Vista” basato sull’applicazione e la rielaborazione dei criteri definiti dalla ‘prevenzione indicata e selettiva’, ottenendo risultati più che interessanti.
Nel corso della giornata i ricercatori dell’Università di Bologna presenteranno l’approfondito Studio di Valutazione svolto dalla loro équipe nel corso degli ultimi tre anni mettendolo a disposizione di esperti e decisori politici. Un modo per condividere in ambito pubblico i risultati dell’indagine fra esecutori e committenti e definire concretamente la qualità del progetto e i possibili sviluppi futuri.
Allo scopo di favorire la discussione il convegno si svilupperà nel corso della giornata con interventi di autorevoli relatori chiamati a dare un contributo di conoscenza utile a fare nascere nuove idee e progetti di lavoro da mettere in campo fra scuola e territorio.
Il convegno è dedicata a un pubblico di insegnanti, operatori dei servizi territoriali pubblici e del privato sociale, alle famiglie, oltre a quanti nutrono un interesse personale o professionale riguardo agli argomenti trattati. La somma dei contributi presentati, la valutazione scientifica del progetto Promeco “Punto di Vista”, intende dimostrare come la prevenzione nella scuola sia possibile, valutabile, e quindi utile alla comunità.

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Summer school per adolescenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2013

125 ragazzi e ragazze provenienti da diverse regioni italiane, carichi dell’entusiasmo di chi ha scelto di arrivarci ed esserci oggi a Crotone, con alle spalle già brevi ma significative esperienze all’interno dei progetti di Save the Children e, in animo, di dare il proprio contributo di idee, proposte e pensieri su cosa fare per promuovere i diritti di bambini e adolescenti in Italia. Eccolo il primo gruppo di giovanissimi che da oggi fino a sabato 6 luglio sono a Crotone, alla Summer School di Save the Children affinché la voce degli under 18 sia presente all’interno di Save the Children e si esprima sui temi che vedono impegnata l’organizzazione in Italia, dalla povertà minorile, alla protezione dei minori a rischio di sfruttamento (come i minori stranieri non accompagnati), dall’educazione e la scuola all’uso delle nuove tecnologie, o alla tutela dei minori nelle emergenze (vedere anche scheda in calce).Sono ragazzi come Alessandro di Napoli, 12 anni che partecipa ad un progetto di Save the Children per il contrasto alla dispersione scolastica; Beatrice di Milano, 12 anni peer educator di Save the Children per la promozione dell’uso positivo e responsabile delle nuove tecnologie; Clara di Palermo, 17 anni che ha condotto con un gruppo di coetanei una ricerca tra pari per approfondire il fenomeno del lavoro minorile nel nostro paese.“La partecipazione dei bambini e dei ragazzi alle decisioni che li riguardano non è un privilegio concesso dagli adulti o un merito da conquistare ma è una pratica fondamentale che va riconosciuta ad ogni bambino e adolescente, per essere cittadini a pieno titolo della propria comunità”, spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia.Nel corso della Summer School di Save the Children, i ragazzi, divisi in gruppi, si cimenteranno nella costruzione di vere e proprie “mappe” della città di Crotone, ascoltando testimoni, realizzando interviste e visite nei luoghi più significativi. Una vera inchiesta civica che consentirà di approfondire tematiche relative alla scuola, l’ambiente, la legalità e la cittadinanza, la povertà. Il lavoro dei ragazzi andrà a formare una “story map” della città di Crotone con immagini, testi, interviste audio, presentando così una inedita lettura della città dal punto di vista dei più giovani.“I protagonisti della Summer School sono 125 ragazzi e ragazze dai 12 ai 18 anni già coinvolti nei nostri progetti in Italia, che hanno deciso di mettersi in gioco e di misurarsi con questa stimolante esperienza ”, spiega Francesca Bilotta, Responsabile Unità Educazione di Save the Children.
A partire dall’esperienza della Summer School, daranno poi vita ai primi 10 gruppi locali, nelle città da cui provengono – Milano, Venezia, Torino, Genova, Roma, Napoli, Ancona, Bari, Crotone e Palermo – e in cui Save the Children è già presente con attività progettuali .”“La metodologia che i ragazzi utilizzeranno per coinvolgere altri adolescenti sarà quella peer to peer, cioè da “pari a pari”, spiega ancora Francesca Bilotta. “Ecco perché i 125 ragazzi in questi giorni a Crotone sperimenteranno tutte le fasi del processo di partecipazione in linea con gli standard di Save the Children: dall’informazione, alla definizione di una propria opinione, all’espressione del proprio punto di vista e alla considerazione da parte degli adulti dell’opinione espressa”.Tra gli ulteriori strumenti che saranno messi in campo per raccogliere le opinioni dei ragazzi ci sarà anche una community online .“Siamo certi che le idee e la voce dei ragazzi e delle ragazze, soprattutto di quelli in situazioni di maggiore difficoltà, daranno un contributo importante al lavoro di Save the Children in Italia e, in ultima battuta, al miglioramento delle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro paese”, conclude Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.

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Bambini e adolescenti: Internet più sicura

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2012

La Commissione ha recentemente elaborato un piano destinato a garantire ai bambini le competenze e gli strumenti necessari per beneficiare pienamente e in modo sicuro del mondo digitale. Internet non è stato concepito per i bambini, ma oggi il 75% di essi ne fa uso, di cui un terzo attraverso la telefonia mobile. La nuova strategia consiste nello sviluppo di un mercato dei contenuti in linea interattivi, creativi ed educativi, in collaborazione fra la Commissione europea e gli Stati membri, gli operatori di telefonia mobile, i fabbricanti di telefoni cellulari e i prestatori di servizi di socializzazione in rete. L’esistenza di approcci nazionali diversi fa sì che i bambini di varie parti dell’UE godano di livelli diversi di emancipazione e protezione in linea. Ciò crea anche delle difficoltà per le imprese che desiderano commercializzare in tutta l’UE servizi e prodotti adatti all’infanzia. Per superare questi ostacoli, la Commissione ha delineato una serie di misure che saranno attuate con modalità diverse, fra cui l’autoregolamentazione settoriale, e che dovrebbero portare a soluzioni flessibili e rapide in questo campo. La cooperazione in forum quali la coalizione per fare di internet un posto migliore e più sicuro per i bambini e i ragazzi (fonte aiccre)

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Come proteggersi dai fulmini

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2011

fulmini

Image by Kumitey via Flickr

I fulmini sono delle scariche elettriche che si verificano nell’atmosfera, ad alta intensità di corrente. Si originano nelle nuvole e solo nel 10% dei casi si scaricano al suolo, con potenziali effetti distruttivi su uomini e cose. Per questo motivo, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), rielaborando le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, ha ritenuto opportuno mettere a punto alcune regole di comportamento, finalizzate alle attività che coinvolgono maggiormente i bambini e gli adolescenti. Ecco come comportarsi in casa o all’aperto:
Se ci si trova all’aperto: bisogna evitare di stare sotto un albero, oppure accanto ad oggetti appuntiti o metallici, nonché accanto a strutture che potrebbero crollare, quali pali, ecc. Nei campeggi, è raccomandabile rimanere al di fuori delle tende. E’ sempre meglio stare rannicchiati, piuttosto che distesi, o in piedi. Grotte e anfratti costituiscono condizioni di protezione
Se ci si trova in prossimità di fiumi o di laghi, è pericoloso stare sulla riva, e soprattutto fare il bagno poiché l’acqua conduce bene la corrente elettrica. Inoltre bisogna ricordare che l’acqua dolce, specie se a basse temperature, rappresenta un particolare pericolo per gli annegamenti
Se si naviga in barca, è preferibile attraccare, oppure andare al largo, poiché le zone interessate sono solitamente circoscritte. Bisognerebbe stare lontano dall’albero e cercare di creare un collegamento diretto tra l’albero ed il mare. A pericoli analoghi è esposto chi fa il bagno a mare, o soggiorna sulla riva
Se si sta in casa, si è abbastanza sicuri, purché si abbia un impianto elettrico a norma. È però sempre preferibile non fare il bagno, staccare dalle prese di corrente le apparecchiature elettroniche, informatiche e gli elettrodomestici non indispensabili in quei momenti, staccare il cavo dell’antenna tv, evitare di parlare al telefono fisso e non stare accanto ai camini
I mezzi di trasporto (auto, roulotte, treni, funivie) sono sicuri, in quanto si comportano da “gabbia di Faraday”, scaricando la corrente al suolo. Gli aerei solitamente volano al di sopra delle nubi temporalesche. Secondo il Sistema Italiano di Rilevamento dei Fulmini (SIRF)

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Stili di vita dei bambini e adolescenti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Roma, 7 giugno 2011 p.v. presso lo spazio Bloomsbury Auctions in Via della Pilotta 19 alle ore 11.00, verranno presentati i dati dell’indagine conoscitiva realizzata da IPSOS per Save the Children e Kraft Foods Italia sugli stili di vita dei bambini e dei ragazzi di età compresa tra i 6 e i 17 anni in Italia. La ricerca, condotta su un campione di genitori e dei loro figli, esplora a livello nazionale e locale i diversi aspetti cruciali della problematica, quali ad esempio la sedentarietà, l’alimentazione e l’attività motoria. Sarà questa l’occasione per il lancio di “Pronti, partenza, via!”, un progetto nazionale per sostenere con interventi mirati la pratica motoria e sportiva e l’educazione alimentare (oppure stili di vita salutari) alla salute dei bambini in aree periferiche delle nostre città. Il progetto, di durata triennale, è promosso da Save the Children insieme a Kraft Foods Foundation con il patrocinio del Ministro della Gioventù del Governo Italiano, e realizzato in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP). Interverranno a commento dei dati e nella presentazione del progetto: Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia, Valerio Di Natale, Presidente del Gruppo Kraft Foods per il Sud Europa, Massimiliano Rosolino, campione olimpico e mondiale di nuoto, Massimo Achini, Presidente Nazionale CSI, Filippo Fossati, Presidente Nazionale UISP.

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“Genitori si diventa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Carmignano (PO) 23 marzo alle 17,00 presso la sede dell’Istituto Comprensivo “Il Pontormo”, viale Parenti 4 con “Genitori si diventa: dalla pancia ai primi passi” in cui si tratterà delle aspettative dei genitori, dalle prime emozioni e le prime difficoltà, per proseguire poi a cadenza settimanale con “L’infanzia e le regole”, primi rapporti con il mondo esterno, la scuola e la socialità; “Adolescenti: questi sconosciuti!”, primi veri ‘scontri’ e grandi cambiamenti della vita, come essere vicini ai nostri figli in una fase tanto delicata; “Essere genitori di adolescenti oggi!”tutte le paure che assalgono i genitori in questa società sempre più esigente, multimediale e globalizzata.  Gli incontri saranno condotti dalle dott.sse Ilaria Talanti e Nicoletta Calenzo, che già operano presso l’Istituto “Il Pontormo” nell’ambito del progetto “Sportello Amico”. L’idea è quella di incontrarsi per scambiare esperienze sul ‘mestiere’ del genitore con la guida di chi vede i nostri figli ‘dal di fuori’, per capire meglio i nostri figli e le difficoltà che incontrano a crescere. E’ importante capire meglio il nostro ruolo di genitori, attraverso i nostri desideri e le nostre aspettative” afferma Tiziana Proni, la giovane mamma che ha organizzato questo ciclo di incontri (cell. 333 4412058) A seguire due incontri di formazione per genitori impegnati nella scuola: venerdì 25 marzo alle 17 presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo in via Tito Speri 1 a San Vincenzo (LI) la presidente dell’A.Ge. Toscana Rita Manzani Di Goro terrà il corso “Partecipare nella scuola da genitori: come e perché”, mentre lunedì 28 marzo alle 15,30 presso l’Istituto agrario “Leopoldo di Lorena” Cittadella dello Studente a Grosseto, Jachen Gaudenz, presidente dell’A.Ge. Arcipelago toscano, parlerà de “Il ruolo del Presidente del Consiglio di Istituto e di Circolo”. I nostri corsi sono finalizzati a formare e motivare i rappresentanti dei genitori, impedendo così che le molteplici risorse che essi mettono a disposizione della scuola vadano disperse”. (Info tel 349 4421035). A Grosseto l’iniziativa, promossa dal Forum provinciale delle associazioni dei genitori Fo.P.A.G.S., con il patrocinio dell’Ufficio Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Ufficio XI, ambito territoriale di Grosseto, e in collaborazione con l’A.Ge. Toscana, affronterà i seguenti temi: cenni su consiglio di istituto e giunta esecutiva; il presidente, competenze e funzioni; nozioni di bilancio, privacy ed edilizia scolastica. Sarà dato ampio spazio al dibattito e all’approfondimento di situazioni concrete proposte dai partecipanti.”Con questo corso il Forum provinciale delle associazioni di genitori vuole fornire una adeguata formazione e informazione per mettere in risalto l’importanza del ruolo che il Presidente del consiglio di istituto svolge all’interno della scuola –dichiara la coordinatrice provinciale Angela Rigucci- Durante il corso, attraverso l’incontro tra i vari Presidenti del nostro territorio, sarà possibile un positivo e proficuo scambio di idee e proposte.

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Ivan Cotroneo a Grosseto

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Grosseto 26 febbraio alle ore 17.00, in collaborazione con Arcigay Leonardo Da Vinci e Associazione Storie di Cinema, viene presentato alla Chiesa dei Bigi in Piazza Baccarini, il libro “Un bacio” di Ivan Cotroneo. L’autore sarà intervistato dalla voce “visionaria” di Federico Raponi di Radio Onda Rossa. Subito dopo, intorno alle 19.30, Cotroneo sarà protagonista di un dj set all’insegna degli anni ’80 al Caffè Ricasoli. “Un bacio” è un romanzo a tre voci. Lorenzo, Antonio e Elena, due adolescenti e un’insegnante animano questo giallo psicologico, edito da Bompiani. Ispirato da una storia vera accaduta negli USA nel 2008, il romanzo affronta senza pregiudizi quel bullismo omofobo sempre più dilagante nella società italiana e per farlo si serve di tre personaggi ben caratterizzati, ognuno con la sua storia di vita alle spalle. Cotroneo è stato sceneggiatore di film pluripremiati come “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek –per cui ha vinto il Globo d’oro per la migliore sceneggiatura- e di altri lungometraggi come “La prima linea” e “Paz!” di Renato De Maria, “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino, “Piano, solo” di Riccardo Milani, è autore anche dello script della fiction tv “Tutti pazzi per amore”. Attualmente sta preparando il suo primo film da regista tratto dal suo libro “La kriptonite nella borsa” che vedrà tra gli interpreti Valeria Golino e sta lavorando alla terza serie di “Tutti pazzi per amore”.

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Gli adolescenti colpiti da neoplasie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Gli adolescenti ammalati di tumore troppo spesso sono lasciati in una “terra di nessuno” e non vengono curati né dall’oncologo pediatra né dall’oncologo dell’adulto. Ogni anno in Italia a circa 1000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni viene diagnosticata una neoplasia, ma solo il 10% riesce a raggiungere un centro di eccellenza e a ricevere le migliori cure disponibili. Il dato allarmante emerge da uno studio condotto dall’Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica (AIEOP) e pubblicato su European Journal of Cancer. “Il lavoro – spiega il prof. Fulvio Porta, presidente AIEOP – ha coinvolto oltre 22.000 pazienti, di cui 1745 adolescenti. Circa l’80% dei bambini sotto i 15 anni colpiti da cancro è trattato in centri specializzati AIEOP. Ma, nonostante due terzi dei tumori degli adolescenti siano neoplasie tipiche dell’età pediatrica, la maggior parte dei giovani tra i 15 e i 19 anni non è curata in strutture adeguate. Si pone con forza un problema di accesso alle cure per questo sottogruppo di malati oncologici, che hanno quindi minori probabilità di guarire dei bambini, a parità di condizione clinica”. Le cause? “Un elemento importante – sottolinea il dott. Andrea Ferrari, oncologo pediatra dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano e primo autore dello studio  – è rappresentato dalla ridotta partecipazione degli adolescenti ai protocolli clinici di oncologia pediatrica e quindi dal limitato accesso alle migliori cure possibili. I limiti di età, spesso fissati arbitrariamente a 18, 16 o 15 anni, rappresentano un ostacolo per l’inclusione degli adolescenti in protocolli clinici pediatrici e il raggiungimento di alti standard di cura. L’AIEOP ha istituito una Commissione con l’obiettivo di superare queste barriere: verrà prodotto un documento che indichi azioni programmatiche a livello istituzionale (nel Piano Oncologico Nazionale, nelle Università e nelle scuole di specialità), mediatico, locale (proponendo la modificazione dei limiti di età nei diverse strutture), nazionale (collaborando in maniera strutturata con le associazioni e i centri di oncologia dell’adulto), internazionale (creando sinergie con i vari gruppi di lavoro, tra cui l’International Working Group on Adolescents and Young Adults della International Society of Pediatric Oncology SIOP, la Livestrong Foundation, la Teenager Cancer Trust TCT). “Una reale svolta – continua il dott. Ferrari, responsabile della Commissione AIEOP – ci potrà essere solo se saremo capaci di migliorare la collaborazione tra il mondo dell’oncologia pediatrica e quello dell’oncologia medica. È necessario un cambiamento culturale: anche gli esperti dell’adulto devono essere coinvolti in questi protocolli, altrimenti i giovani malati continueranno a esserne esclusi”.

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Adolescenti e sostanze psicoattive

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Presentato oggi, 23 febbraio, nel corso di un incontro sul tema Adolescenti e sostanze psicoattive svoltosi a Bologna, uno studio sui percorsi che possono condurre all’uso di sostanze psicoattive, realizzato dall’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Bologna. Lo studio parte dal dato, ormai acquisito in letteratura, che le prime esperienze nell’utilizzo di sostanze illegali si verificano attorno agli 11-12 anni di età. La percentuale di ragazzi che utilizzano o hanno utilizzato almeno una volta nella vita sostanze illegali cresce nettamente a partire dai 16 anni, per toccare anche il 40% dei giovani attorno ai 18 anni, e cala successivamente, a partire dai 25 anni.   La ricerca dell’Osservatorio non è uno studio di prevalenza, quindi non misura il fenomeno, ma si occupa dei fattori di rischio e dei fattori protettivi rispetto all’uso di sostanze psicoattive nella fascia di età compresa tra i 13 e i 16 anni. Particolare attenzione è dedicata alla  descrizione dei significati attribuiti all’uso o al non uso delle stesse sostanze, alla percezione del rischio, alle motivazioni, all’età media del primo uso. Allo studio hanno partecipato 7 scuole medie superiori e 1 scuola media inferiore di Bologna. Sono stati intervistati 1.300 giovani tra i 13 e 16 anni di età, scelti in modo casuale e non rappresentativi di un campione statistico della popolazione giovanile. Il 16% degli intervistati ha 13 anni, il 46% 14 anni, il 29% 15 anni, il 9% 16 anni. Poco più della metà di essi, il 54%, è rappresentato da ragazze. L’8% dei giovani intervistati dispone di oltre 50 euro al mese, il 19% abita con un solo genitore, nell’82% dei casi entrambi i genitori lavorano. Sui 1.300 adolescenti oggetto dello studio, 1.210 (93%) non hanno mai fatto uso di sostanze illecite nel corso dell’ultimo anno, 403 (31%) hanno fumato sigarette almeno una volta, 332 (26%) hanno bevuto alcolici e 90 (7%), hanno utilizzato almeno una volta una sostanza illecita (per 85 di essi cannabis). Confrontando questi dati con quelli dell’indagine Espad 2007, riguardante il consumo di sigarette, alcol e sostanze tra i giovani di età tra 15 e 16 anni, e condotta su 35 mila studenti italiani, la percentuale di adolescenti bolognesi che usa tabacco, 37,9%, è all’incirca sovrapponibile a quella dei coetanei di tutta Italia, 37%. Più basse, invece, le percentuali di ragazzi bolognesi che fanno uso di alcol (20,9% contro 27%), di cannabis (11,3% contro 19%) e di altre sostanze illecite (1,4% contro 9%).   Tra le motivazioni principali che hanno spinto i 403 adolescenti bolognesi ad accendere almeno una sigaretta, la curiosità, il piacere e l’emulazione. I 332 adolescenti che hanno bevuto alcolici hanno dichiarato di averlo fatto per divertimento, desiderio di socializzare e curiosità, mentre tra i 90 ragazzi che hanno provato sostanze illegali prevalgono curiosità, desiderio di socializzare e il piacere derivante dall’uso della sostanza. Sul fronte della percezione del rischio, circa un terzo dei ragazzi intervistati è convinto che l’uso di sostanze illecite provochi danni neurologici, altrettanti pensano che causi danni fisici, il 19% disturbi psichici, ma i danni più temuti sono rappresentati in assoluto dalla dipendenza fisica e dalla morte. In generale, le sostanze illegali più presenti sui media come cocaina, eroina, crack ed exstasy sono percepite come molto pericolose. Le sostanze legali, invece, sono considerate pressoché innocue, soprattutto il tabacco. Per quanto riguarda l’età di primo uso di sostanze, lecite e illecite, gli intervistati hanno dichiarato di aver bevuto alcol per la prima volta a 13 anni, di aver acceso la prima sigaretta attorno ai 13 anni e mezzo e di aver fumato cannabis a 14. Chi ha usato sostanze illegali, ha iniziato prima a fumare tabacco. Infine, per 184 adolescenti, pari al 14% degli intervistati, si è verificato nel corso dell’ultimo anno almeno un episodio di alterazione alcolica.  La maggiore disponibilità di denaro sembra giocare un ruolo nel consumo di sostanze. Gli intervistati che dispongono di più di 50 euro al mese hanno il 67% di probabilità di usare sostanze, percentuale che si abbassa di oltre la metà, scendendo al 32%, per chi può contare su una cifra mensile inferiore a 11 euro.

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Le informazioni degli adolescenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2010

McAfee, Inc (NYSE:MFE) la più grande azienda al mondo focalizzata sulle tecnologie di sicurezza, ha commissionato e diffuso una ricerca dal titolo “La vita segreta degli adolescenti” condotta tramite Internet da Harris Interactive nel periodo dal 4 al 17 maggio 2010. Lo studio ha coinvolto 955 giovani americani dai 13 ai 17 anni (includendo 593 teenager dai 13 ai 15 anni e 32 in età compresa dai 16 ai 17) e rivela il comportamento dei teenager americani e l’area di competenza dei genitori. I risultati sono stati suddivisi in base ad età, genere, razza/etnia e altri fattori variabili. I dati complessivi di questa ricerca sono rappresentativi dei ventenni e degli adolescenti, in età compresa dai 10 ai 17 anni. Se ne trae che il:
69% di adolescenti dai 13 ai 17 anni effettua aggiornamenti del proprio stato sui social network divulgando anche la propria posizione esatta
28% dei teenager chatta con persone che non conosce nel mondo offline rivelando alcuni dati personali, quali: 43% il proprio nome, 24% proprio indirizzo email, 18% una foto personale,  12% il numero di cellulare. Le ragazze sono più propense dei ragazzi a chattare con le persone che non conoscono nel mondo offline (32% contro il 24%) e le giovani dai 13 ai 15 anni (16%), che hanno dato una descrizione del loro aspetto fisico, sono di più dei ragazzi della stessa età (7%) che hanno fatto la stessa cosa
“I ragazzi sanno che non devono parlare con gli estranei, è una delle prime cose  che vengono insegnate. Ma online c’è un senso di fiducia e anonimia che permette ai ragazzi di abbassare la guardia”, ha detto Mooney. “ I ragazzi non darebbero mai il loro nome e indirizzo a un estraneo nel mondo reale, per questo è allarmante vedere quanti giovani compiono molte cose online”.
Malgrado le tragedie, il fenomeno del cyber bullismo resta: circa il 50% degli adolescenti non sa come comportarsi se subisce attacchi di questo tipo
14% dei ragazzi tra i 13 e 17 anni ammette di aver preso parte a qualche azione di cyberbullismo nel 2010
22% dice che non saprebbero come comportarsi nel caso fossero vittime di azioni di cyberbullismo
Molti ragazzi accedono al web fuori casa
87% dei giovani utilizza il web da qualsiasi parte, tranne che a casa
54% vi accede dalla casa degli amici o di familiari
30% vi accede tramite il cellulare e il 21% tramite i videogame
23% va online da qualsiasi parte con la rete Wi-fi
I giovani nascondono quello che fanno online
38% dei ragazzi chiude o riduce il browser quando i genitori entrano nella loro stanza
32% cancella la memoria del browser dopo l’utilizzo
55% dei teenager dai 13 ai 17 anni nasconde ciò che fa online ai genitori
Uno su quattro giovani responsabile di aver infettato il Pc di casa
Più di un quarto dei giovani (27%) ha permesso che un virus, uno spyware o altri software infettassero il computer di famiglia
Circa la metà degli adolescenti (46%) ammette di scaricare musica o video da servizi gratuiti, che è ancora peggio che infettare il computer di casa con bachi, virus, ad-ware, spyware o backdoor che permettono alle persone l’accesso al computer
16% dei ragazzi dai 16 ai 17 anni hanno scaricato contenuti vietati ai minori
Per maggiori informazioni sulle soluzioni internet di sicurezza e sui consigli per la famiglia, visitare il sito http://www.mcafee.com/family.
Con sede principale a Santa Clara, California, McAfee Inc., è la principale azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza. McAfee è costantemente impegnata nella lotta contro le più pericolose minacce alla sicurezza.  http://www.mcafee.com.
Harris Interactive è una delle principali società di ricerche di mercato al mondo, che sfrutta ricerche, tecnologia e fiuto negli affari per trasformare l’intuito in azioni. Conosciuta molto bene per Harris Pool e per i metodi di ricerca particolarmente innovativi, Harris offre competenza in molti settori industriali e conta clienti in più di 215 paesi e territori.  http://www.harrisinteractive.com.

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Aggressione figlio sindaco Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

“Voglio esprimere la mia ferma condanna e la mia piena solidarietà a Manfredi Alemanno e ai suoi amici vittime di un’aggressione che si è compiuta a Piazza Euclide. Purtroppo è stato uno scambio di persone e alla base di questa aggressione non vi è nessuna motivazione politica o razziale, certo però colpisce il fatto che una banda di adolescenti, in questi caso figli di immigrati, giri per la città nel tentativo di saldare i propri conti e aggredisce in questa maniera due giovani che hanno avuto l’unica sfortuna di trovarsi in quel momento a Piazza Euclide”. Dichiara Federico Rocca Consigliere Comunale del PdL. “Sarà forse per questo motivo che tutta la sinistra ancora non ha detto una parola su questa vicenda? Hanno forse qualche problema ad esprimere la propria solidarietà e condanna dell’aggressione? Non credo che ci sia differenza se viene aggredito un immigrato da una banda di italiani o al contrario se ci sono degli italiani aggrediti da una banda di immigrati perchè se qualcuno dovesse fare questa distinzione vuol dire che la situazione è decisamente preoccupante di quanto si possa pensare. Voglio augurarmi di no, anzi, come ho avuto modo di dire ieri intervendo al presidio della comunità bengalese alla Magliana, la politica si deve ritrovare unita e compatta senza distinzione alcuna per condannare e combattare ogni forma di violenza, intollerenza e razzismo. In questo momento particolarmente teso e con un clima che mi piace poco, invito tutti ad usare la testa e il senso di responsabilità che dovrebbe appartenere soprattutto a chi ha dei ruoli istituzionali. Gettare benzina sul fuoco non serve a nessuno, non sarà alimentando odio e tensioni tra le parti politiche o tra cittadini italiani e stranieri che riusciremo a migliorare la situazione. Spero che a breve il mondo politica dica la sua anche su questa vicenda ma non per polemizzare ma per dire basta, per dire collaboriamo insieme per garantire la sicurezza a tutti e per favorire l’integrazione dei cittadini immigrati nel nostro paese, al tempo stesso – conclude Rocca – sono convinto che quanto accaduto alla Magliana e a Piazza Euclide sia frutto anche di un disagio sociale e di un degrado valoriale che colpisce alcune fasce della nostra società”.

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Elke Warth: Personale di pittura

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Torino fino al 31/3/2010 via Francesco D’Assisi, 14 (Palazzo Bertalazone di San Fermo) a cura di Roberto Allegretti  La figura femminile, sempre centrale nella sua pittura, non s’identifica, come nei lavori precedenti, in donne che l’artista ha conosciuto attraverso il medium dell’immagine, attrici o modelle, ma in adolescenti a cui è legata personalmente. Nel ritrarne le sembianze e’ quindi inevitabile che dipinga anche ciò che la unisce emotivamente a ciascuno di quei volti, alle loro storie reali e ai comuni ricordi.  In particolare, l’ispirazione delle tele Natalia, Franzi, Lisa, Maria, Aura e Neve, Carlotta e Ida trae origine da una precisa esperienza: l’aver trovato le foto scattate proprio da alcune delle adolescenti ritratte, in cui inscenavano una loro morte solitaria, alterando col trucco l’effettiva giovane età. (Allegretti Contemporanea) (elke)

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