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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘adolescenza’

La Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Roma 10 giugno 2019 ore 9.30 -13.00 Auditorium «Aldo Farina» – UNICEF Italia Via Palestro, 68 10.00/10.15 – Saluti ed apertura dei lavori Paolo Rozera, Direttore generale del Comitato Italiano per l’UNICEF Min.Plen. Fabrizio Petri, Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani
I Sessione. Introduce e modera i lavori: Andrea Iacomini, Portavoce del Comitato Italiano per l’UNICEF
10.15/10.20 Video-Messaggio da parte del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
10.20/11.00 – Le “Osservazioni conclusive” indirizzate all’Italia dal Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
Felix Nikel, Consulta dei ragazzi e delle ragazze dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Giada Falco, Consulta dei ragazzi e delle ragazze dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Giovanna Cecchetti, “YOUNICEF” – Movimento dei giovani volontari dell’UNICEF Alessandro Todero, “YOUNICEF” – Movimento dei giovani volontari dell’UNICEF Roberta Franchitti, volontaria Servizio civile, UNICEF
Anastasia Vasapollo, volontaria Servizio civile, UNICEF
Ibrahim Kondeh, Progetto U-Report on the Move, UNICEF
11.00/11.15 – Il ruolo dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza nel monitoraggio dello stato di attuazione della Convenzione ONU su Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
11.15/11.30 – Il ruolo del Terzo Settore nel monitoraggio dello stato di attuazione della Convenzione ONU su Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia Arianna Saulini, Coordinatrice e portavoce del “Gruppo di Lavoro per la CRC”
II Sessione Introduce e modera i lavori: Laura Guercio, Segretario del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani
11.30/12.45 – Tavola rotonda: l’impegno delle Istituzioni per dare seguito alle “Osservazioni conclusive” del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
Parteciperanno:
– Armando Bartolazzi, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute
– Michela Cocurullo, Segreteria del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, prof. Salvatore Giuliano
– Annaclaudia Servillo, Coordinatore del Servizio per i rapporti internazionali e gli Affari generali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Stefania Boscato, Divisione IV “Programmazione sociale. Segretariato della Rete della protezione e dell’inclusione sociale. Gestione e programmazione dei trasferimenti assistenziali. Politiche per l’infanzia e l’adolescenza” della Direzione Generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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“Nel 2019 si celebra il 30° anniversario della ratifica della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

E’ il 70° anniversario della Convenzione di Ginevra, ma oggi, un maggior numero di paesi è coinvolto in conflitti interni o internazionali più che in ogni altro momento degli ultimi 30 anni. I bambini che vivono in situazioni di conflitto sono fra coloro che hanno meno probabilità di avere i loro diritti garantiti. Gli attacchi contro i bambini devono finire”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF”.
In Siria, tra gennaio e settembre, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione di 870 bambini – il più alto numero di sempre nei primi 9 mesi di ogni anno da quando il conflitto è scoppiato nel 2011. Gli attacchi sono continuati per tutto l’anno, a novembre 30 bambini sono stati uccisi nel villaggio orientale di Al Shafa.
in Yemen, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione o il ferimento in attacchi di 1.427 bambini, compreso un attacco “inconcepibile” su uno scuolabus a Sa’ada. Scuole e ospedali sono stati oggetto di frequenti attacchi o sono stati usati per scopi militari, negando ai bambini l’accesso al loro diritto all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Questo sta ulteriormente alimentando una crisi in un paese in cui ogni 10 minuti un bambino muore a causa di malattie prevenibili e 400.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave.
In Afghanistan, le violenze e i massacri sono stati avvenimenti quotidiani con circa 5.000 bambini uccisi o feriti nei primi 9 mesi del 2018, pari al totale del 2017. I bambini rappresentano l’89% delle vittime civili a causa dei residuati bellici esplosivi.
Nel nordest della Nigeria, I gruppi armati, comprese le fazioni di Boko Haram, continuano a colpire le ragazze che vengono stuprate, costrette a sposare combattenti o utilizzate come “bombe umane.” A febbraio, il gruppo armato ha rapito 110 ragazze e 1 ragazzo in un college tecnico a Dapchi, nello Stato di Yobe. Mentre la maggior parte dei bambini sono stati rilasciati, 5 ragazze sono morte e una è ancora prigioniera come schiava.
In Somalia, oltre 1.800 bambini sono stati reclutati dalle parti in conflitto nei primi 9 mesi del 2018 e 1.278 sono stati rapiti.
In Repubblica Centrafricana, una drammatica ripresa dei conflitti ha coinvolto gran parte del paese, con 2 bambini su 3 che hanno bisogno di assistenza umanitaria.
In Repubblica Democratica del Congo la violenza interetnica e gli scontri tra forze di sicurezza e gruppi armati/milizie nella regione del Grande Kasai e nelle province orientali del Tanganica, del Kivu meridionale, del Nord Kivu e dell’Ituri hanno avuto un impatto devastante sui bambini. La risposta all’attuale epidemia di Ebola è stata seriamente ostacolata dalla violenza e dall’instabilità nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Inoltre, si stima che 4,2 milioni di bambini siano a rischio di malnutrizione acuta grave (SAM). La situazione è aggravata dalle violazioni dei diritti dei bambini, tra cui il reclutamento forzato da parte di gruppi armati e gli abusi sessuali.
In Iraq, anche se i combattimenti si sono ampiamente placati, quattro bambini sono stati uccisi a novembre nel nord del paese quando il furgone con cui andavano a scuola è stato attaccato. I bambini e le famiglie che ritornano alle loro case in zone precedentemente colpite da pesanti violenze continuano ad essere esposti al pericolo di ordigni inesplosi. Migliaia di famiglie rimangono sfollate e ora devono affrontare le ulteriori minacce di temperature invernali gelide e inondazioni improvvise.
Nel Bacino del Lago Ciad, il conflitto in corso, gli sfollamenti e gli attacchi sulle scuole, contro gli insegnati e le altre strutture scolastiche hanno messo a rischio l’istruzione per 3,5 milioni di bambini. Oggi, nel nordest della Nigeria, nella Regione del Lago Ciad, nell’estremo nord del Camerun e nella regione di Diffa in Niger, almeno 1.041 scuole sono chiuse o non funzionano a causa di violenza, paura di attacchi o disordini che coinvolgono circa 445.000 bambini.
Una recente ondata di violenze nella regione di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger ha causato la chiusura di 1.478 scuole.
In Myanmar, le Nazioni Unite continuano a ricevere notizie di violazioni dei diritti dei Rohingya rimasti nel nord dello Stato di Rakhine, che comprendono accuse di omicidi, scomparse e arresti arbitrari. Ci sono anche diffuse restrizioni dei diritti di libertà di movimento e ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari e scolastici nello Stato del Rakhine centrale. Assicurare che i bambini abbiano accesso ad un’istruzione di qualità e ad altri servizi di base eviterà una “generazione perduta” di bambini Rohingya; altrimenti perderanno le competenze di cui hanno bisogno per contribuire alla società.
In Palestina, quest’anno, oltre 50 bambini sono stati uccisi e altre centinaia sono rimasti feriti, molti mentre manifestavano contro il deterioramento delle condizioni di vita a Gaza. I bambini in Palestina e Israele sono stati esposti a paura, trauma e rischio di essere feriti.
In Sud Sudan, il conflitto inarrestabile e l’insicurezza durante l’annuale stagione magra hanno portato 6,1 milioni di persone alla fame estrema. Anche con l’arrivo della stagione delle piogge, oltre il 43% della popolazione rimane in condizioni di insicurezza alimentare. Mentre la promessa di un nuovo accordo di pace offre un barlume di speranza per i bambini, continuano le segnalazioni di estrema violenza contro donne e bambini, la più recente a Bentiu, dove oltre 150 donne e ragazze hanno raccontato di aver subito terribili aggressioni sessuali.
In Ucraina orientale, oltre 4 anni di conflitto rappresentano un peso devastante sul sistema scolastico dei bambini, dato che centinaia di scuole sono state distrutte e danneggiate e 700.000 bambini sono costretti ad imparare in ambienti delicati, tra combattimenti instabili e pericoli causati da ordigni di guerra inesplosi. La situazione è particolarmente grave per 400.000 bambini che vivono nel raggio 20km dalla linea di contatti che divide le aree controllate e non controllare dal Governo e dove bombardamenti e forti rischi causati da mine rappresentano una minaccia mortale.
In Camerun c’è stata un’escalation del conflitto nelle regioni Nord e Sud occidentali del paese, con le scuole, gli studenti e gli insegnanti spesso sotto attacco. A novembre, oltre 80 persone, compresi molti bambini, sono stati rapiti da una scuola a Nkwen, nel nord ovest del paese e rilasciati pochi giorni dopo. Ad oggi, 93 villaggi sarebbero stati bruciati parzialmente o totalmente a causa di conflitti, con molti bambini che hanno subito livelli estremi di violenza.
Secondo l’UNICEF, il futuro di milioni di bambini che vivono in paesi colpiti da conflitti armati è in pericolo, mentre le parti in guerra continuano a commettere gravi violazioni contro i bambini e i leader del mondo non imputano loro le responsabilità cui dovrebbero rispondere.
L’UNICEF chiede alle parti in conflitto di rispettare i loro obblighi secondo il diritto internazionale di porre fine immediatamente alle violazioni contri i bambini e all’utilizzo, come obiettivi, di infrastrutture civili che comprendono scuole, ospedali e infrastrutture idriche. L’UNICEF chiede anche agli stati che hanno un’influenza sulle parti in conflitto di utilizzare quest’influenza per proteggere i bambini.

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Istituito ‘Forum di Roma Capitale per l’infanzia e l’adolescenza’

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

laura baldassarreL’Amministrazione capitolina è fortemente impegnata nella costruzione di una città a misura di bambini e di ragazzi, sulla base delle migliori prassi nazionali e internazionali. In quest’ottica la giunta ha approvato una delibera che istituisce il ‘Forum di Roma Capitale per l’infanzia e l’adolescenza’, concepito come luogo permanente di confronto strategico.
Il Forum sarà coordinato dall’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale. Nelle prossime settimane verrà pubblicato un avviso per attivare un percorso di partecipazione indirizzato alle principali istituzioni italiane, a esperti del settore, a organizzazioni internazionali e alle associazioni. Verranno istituiti specifici gruppi di lavoro per favorire l’approfondimento di singoli percorsi tematici. Un gruppo permanente verrà dedicato appositamente alla partecipazione dei bambini e dei ragazzi, garantendo il loro coinvolgimento diretto.“Il nostro metodo di lavoro sta assumendo una configurazione sempre più definita: ascolto e partecipazione sono i pilastri su cui costruire una nuova stagione per l’attuazione dei diritti umani. Il Forum contribuisce a un maggiore coinvolgimento della popolazione nei processi decisionali, in perfetta coerenza con le linee programmatiche dell’Amministrazione. Una nuova educazione civica si diffonde partendo da bambini e ragazzi, che sono i protagonisti di un processo che li porterà a diventare interlocutori diretti e privilegiati”, commenta l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

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Pediatria: ecco le nuove linee guida sulle cure per infanzia e l’adolescenza

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

Doctor with filesDopo una lunga attesa nei cassetti del Ministero approda alle Regioni il restyling delle cure pediatriche che prevede dieci linee di azione per migliorare qualità, sicurezza e appropriatezza nell’area pediatrico-adolescenziale, più un ampio approfondimento sulle cure d’emergenza-urgenza ai minori. Una revisione attesa da strutture, addetti ai lavori e famiglie, un tassello necessario a colmare disomogeneità nazionali e gravi lacune nel collegamento tra ospedale e territorio, nella formazione del personale, nel confezionare una rete di assistenza d’emergenza 118 ancora piena di buchi. Infine, ma non certo in ordine d’importanza, vi sono i bisogni emersi negli ultimi anni: la gestione delle cronicità pediatriche, le nuove emergenze in campo neuropsichiatrico, i percorsi assistenziali necessari alla gestione dei grandi prematuri. Queste, in sintesi, le linee d’indirizzo su cui focalizzare gli interventi: misure di politica sanitaria per l’integrazione dell’assistenza pediatrica; criteri e standard per l’assistenza pediatrica; hospice e terapia del dolore; assistenza al bambino con malattie croniche complesse e malattie rare; assistenza neuropsichiatrica in età evolutiva; riabilitazione in età evolutiva; formazione degli operatori; carta dei servizi e volontariato; monitoraggio e verifica delle attività; istituzione di una funzione di coordinamento permanente per l’assistenza in area pediatrico-adolescenziale. Il documento, elaborato dagli esperti del ministero della Salute già dal 2013 e tenuto in stand by fino a oggi, riscrive la rete delle cure d’emergenza a partire dalle criticità: l’insufficiente integrazione tra sistema di emergenza territoriale 118 con i Pronto Soccorso pediatrici, ove presenti, e con i Dea pediatrici di riferimento per l’emergenza-urgenza; la mancanza di sistemi di monitoraggio in tempo reale dei posti letto nelle terapie intensive neonatali e nelle terapie intensive pediatriche; la carenza di programmi formativi ad hoc per il personale. La griglia proposta prevede 4 livelli: i presidi ospedalieri di base (80.000-150.000 abitanti), i Dea di I livello (150.000-300.000 abitanti), i Dea di II livello (600.000-1.200.000 abitanti), i Dea di II livello pediatrico e il trauma center pediatrico. Nodo cruciale della rete, la terapia intensiva (Tip) e semintensiva pediatrica. Infine l’Obi, osservazione breve intensiva, va organizzata in tutti gli ospedali pediatrici. (fonte: doctor33) (foto doctor)

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Scuole di comON 2015

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

mostraComo. Sarà aperta fino al 25 ottobre (La mostra rimarrà aperta fino al 25 ottobre con i seguenti orari: 10.30 – 13.15 i giorni feriali, 10.30 – 18.30 il sabato, 10.30 -17.30 la domenica.Ingresso libero) presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti (ex Chiesa di S. Francesco), la mostra frutto del progetto scuole di comON 2015, dove sono esposti i lavori degli studenti delle scuole superiori locali e quelli delle più importanti università italiane del design e della moda, frutto della loro creatività – tema di comON 2015 – e della loro voglia di inventare, sperimentare, sovvertire gli schemi e innovare i materiali.La mostra, che si intitola “LAB. Vorrei un parco labirinto grande centinaia di km dal quale non si possa uscire”, racconta due fasi ben distinte della nostra vita: infanzia e adolescenza, considerate massima espressione dell’individualità e dell’aggregazione in contrapposizione.
Questi due “mondi” sono rappresentati con un percorso a labirinto, che richiama la complessità, pur strutturata, di queste fasi della vita.
La navata centrale vede l’esposizione dei progetti delle università di stile (Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, Istituto Marangoni, FIT in Milan – Politecnico e IED Moda Milano), a cui è stato chiesto di ispirarsi al mondo dell’adolescenza e, attraverso un linguaggio creativo, ideare outfit, con particolare declinazione verso il mondo sportswear, ed accessori che rispondano al meglio alle esigenze dei “teen” e che rappresentino la follia e l’esagerazione tipiche di questa fase di transizione tra l’infanzia e l’età adulta.
Le opere sono filtrate attraverso delle tende a filo, modulate da linee gialle che a pavimento aumentano la compenetrazione dello spazio e la disgregazione dello stesso.
Nell’abside – strutturata come due grandi videogiochi – sono posizionati i giochi realizzati dalle scuole medie superiori di Como (ISIS di Setificio Paolo Carcano, IIS Da Vinci-Ripamonti Moda, Casnati Liceo Artistico di Como, ENAIP di Cantù): ad esse è stato chiesto di ispirarsi al mondo dell’infanzia e, attraverso una creatività intuitiva, realizzare toys soffici e textile ispirati a forme antropomorfe.
Tra la navata principale e l’abside sono invece esposti accessori, ispirati al mondo dell’infanzia ma destinati ad un pubblico adolescente, come borse, shopping bag, buste, pin.Gli studenti delle scuole che hanno aderito al progetto sono stati seguiti nel corso dell’anno scolastico da tutor messi a disposizione da comON, con incontri informativi e preparatori, revisioni, incontri, e confronti.I referenti del Progetto Scuole di comON, Federico Colombo (Penn Italia srl), Cristina Zanfrini (Zanfrini srl) e Paola Moretti (Tintoria Moretti srl) sono entusiasti dei risultati ottenuti: “E’ stata un’esperienza davvero stimolante anche per noi – commentano -. I giovani delle scuole sono pieni di risorse, di idee, di freschezza e ci hanno contagiato con il loro entusiasmo e la loro creatività. E’ stato decisamente interessante per noi poter seguire il loro intero processo creativo, dalle idee iniziali allo sviluppo e alla realizzazione del prodotto finale”.
comON, è un progetto promosso da Unindustria Como con lo scopo di avvicinare i giovani creativi alle eccellenze produttive di tessile e design presenti nel territorio di Como.Il concept e l’allestimento della mostra sono curati da Monica Sampietro. (foto: mostra)

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Medicina estetica tra gli adolescenti “Indagine tra gli studenti delle scuole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

medicina-esteticaE’ la prima volta che una società scientifica che si occupa di medicina estetica punta i riflettori su un comparto così ‘delicato’ come quello dell’adolescenza, come se i giovani fossero ‘esenti’ da questo tipo di sollecitazioni. E i risultati della nostra indagine – ancorchè tutt’altro che conclusivi e ancora preliminari – sembrano confermare una tendenza… assolutamente diversa. “Negli ultimi anni abbiamo notato un incremento delle domande da parte degli adolescenti per trattamenti di medicina estetica – spiega Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – A volte le richieste sono autonome, a volte i ragazzi sono spinti dagli stessi genitori e arrivano dal medico lamentando un inestetismo non sempre presente. Essendo questo un trend in aumento riferito con preoccupazione da gran parte dei soci della SIME, la Società ha ritenuto opportuno far chiarezza nella situazione attuale della percezione dell’Io corporeo negli adolescenti al fine di poter capire e provvedere alla loro tutela. Il tutto con lo scopo di proteggerli da interventi inopportuni e, soprattutto, con l’intento di educarli ad accettarsi, ponendo in risalto i lati fisiognomici positivi, oltre a far capire loro l’importanza della prevenzione, suggerendo regole di igiene cosmetologica, fisica, comportamentale. A questo scopo abbiamo somministrato agli adolescenti un sondaggio realizzato grazie alla partnership della SIME con l’Università Magna Graecia di Catanzaro, nella figura della professoressa Cristina Segura Garcia e con l’aiuto dell’Associazione Italiana di Medicina Estetica (AIdME) nella persona della presidente Rosanna Catizzone e con la supervisione della dottoressa Nadia Fraone, Consigliere SIME”.I risultati preliminari. Il campione è costituito da 2265 partecipanti di cui 880 maschi (38,9%) e 1385 femmine (61,1%). Sono più rappresentate le regioni del Sud Italia (69,3%) rispetto a quelle del Nord (18,1%) e del Centro (12,7%) (Tab.1), ma i dati restano comunque indicativi, mentre la distribuzione tra maschi e femmine è risultata omogenea per regioni. L’età dei giovani. L’età dei giovani intervistati varia tra i 13 e i 18 anni, proprio perché sono stati selezionati ragazzi in età ancora scolastica.

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“Percorsi d’Autore”: L’adolescenza e la notte

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

fontanellaRoma Martedì 19 maggio 2015 ore 17.30 FUIS , piazza Augusto Imperatore, 4 lo scrittore Luigi Fontanella con il libro di poesia “L’adolescenza e la notte” (ed. Passigli Poesia) sarà ospite della Fuis nell’ambito dell’iniziativa culturale “Percorsi d’autore”, incontri-conversazioni con poeti, romanzieri, saggisti curata da Elio Pecora. Ogni martedì, per due incontri al mese, il noto poeta, scrittore e saggista incontra e conversa con un autore: tema dell’incontro è non solo l’ultimo libro di ciascun autore, ma l’intero percorso artistico e culturale in cui un’opera letteraria si compie e si manifesta.
Gli incontri, iniziati il 4 novembre 2014, si svolgono il martedì alle ore 17.30 presso la sede della Fuis (Federazione unitaria italiana scrittori), in piazza Augusto Imperatore, 4 a Roma (in prossimità dell’Ara Pacis). L’evento può essere seguito in diretta streaming sul sito http://www.fuis.it. Ingresso libero.
Luigi Fontanella vive tra Long Island, New York e Firenze. Ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica. Fra I titoli più recenti L’angelo della neve. Poesie di viaggio (ed. Mondadori, Almanacco dello Specchio 1909), Controfigura (romanzo, ed.Marsilio 2009), Soprappensieri di Giuseppe Berto (ed. Aragno 2010), Migrating Words (Bordighera Press, 2012), Bertgang (ed.Moretti & Vitali, 2012, Premio Prata, Premio I Murazzi), Disunita ombra (ed. Archinto, RCS, 2013, Premio Città di Sant’Anastasia).
Dirige, per la casa editrice Olschki, “Gradiva”, rivista internazionale di poesia e poetologia italiana ( Premio per la Traduzione, Ministero dei Beni Culturali, Premio Catullo) e presiede la IPA ( Italian Poetry in America). Nel 2014 gli è stato assegnato il Premio Nazionale Frascati Poesia alla Carriera. (foto: fontanella)

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Adolescenza tradita: non mollare

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Quando alle tempie impazzite sale la storia di un giovanissimo che, oppresso dalla prepotenza, decide di farla finita, viene da gridare: non mollare mai.
Quando le orecchie sono graffiate dalle urla silenziose di un ragazzo percosso e umiliato dalla violenza dialettica e fisica più gratuita, viene da pensare a voce alta: non mollare mai.
Frasi smozzicate, deturpate dall’impossibilità a chiedere aiuto, a fare un passo avanti per tentare di cambiare il corso della propria storia personale, è la paura a fermare il cuore, il sopruso e la prevaricazione a non fare più vedere a un palmo dal naso.
Forse in queste assenze che mordono le coscienze, c’è responsabilità di chi è deputato a vigilare, non solamente a stirare, riordinare, lavorare, oppure leggere i compiti, dare i voti, avendo elargito qualche nota scarna di appunti importanti.
Un giovanissimo è all’angolo, non parla, rimane all’ultimo banco coperto, nascosto, l’attenzione ha preso altre strade. Noi ce ne stiamo abbottonati alle nostre belle certezze, in fin dei conti: “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”, come a dire che non c’è da preoccuparsi, più semplicemente sono eventi critici messi nel conto per mandare avanti la baracca a nome società.
Quell’adolescente che non ce la fa più a sopportare la propria resa, è il sintomo di una collettività che non ha più numeri per rinnovarsi, per rendere creativa e prima ancora intuitiva la vita di ciascuno dei suoi componenti: quando c’è di mezzo un giovane, stiamo parlando di protagonisti, quelli che faranno la differenza domani.
Un ragazzo è stato messo sotto a scuola dal “famoso” di turno, un altro non regge alla “vergogna” della bocciatura, un altro ancora sta dentro l’adrenalina comprata per strada, dove nessuno è al corrente dello spaccio, ma la vendita, l’acquisto, il consumo di sostanze illegali non è celato, è uno status quo consolidato, prima dell’interrogazione, in ufficio, in oratorio, al pub, ogni fine settimana per sentirsi “finalmente” leoni.
“Non mollare mai”, è facile dire così, mandare in avanscoperta le parole, le formule magiche, poi ci sono le persone che rimangono lì paralizzate dall’incuria personale, tutto ciò che accade è dall’altra parte della strada, non a casa mia.
Durante un incontro, un uomo: è proprio vero, non basta un intero paese per educare un figlio. Poco più in là una donna: perché mio figlio e la droga, perché questo dolore che mi taglia a metà lo stomaco, perché mio figlio e il carcere, senza essere ancora un delinquente.
Quali le risposte da consegnare loro, forse si tratta di una ingiustizia che colpisce intensamente e direttamente il cuore di una intera collettività? Invece è un groppo in gola momentaneo, nulla di più, il passato è gia domani, perché irresponsabilmente lo autorizziamo a ricomporre la sua trama maledetta.
Forse per esorcizzare la radice malata di un pensiero degenerato, l’indifferenza che avvolge un ragazzo che si uccide nella propria cameretta, lasciando poche righe di denuncia alla vita, alle persone un congedo altrettanto violento, quanto le offese e le umiliazioni ricevute a tradimento.
“Non mollare mai”, neppure di fronte alla scoperta terribile e incomprensibile di essere improvvisamente soli, con la droga intesa normale, prevaricati da una prepotenza persistente, intenzionale, asimmetrica, è violenza che porta via gli indifesi, incapaci di parlare, di chiedere aiuto, li porta via pieni di segreti troppo spesso inascoltati.
Non mollare mai ragazzo, guardati attorno e non pensare di essere solo, perché non lo sei, c’è sempre qualcuno, che magari non ti aspetti, ma ti viene incontro, porta la sua mano a stringere la tua, a sradicarti dalla normalità quotidiana del tuo incubo.(Vincenzo Andraous)

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Infanzia, Save the Children

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Roma 19 Luglio a dalle 9.30 alle 13.30 presso la Sala Conferenze della Sioi, Piazza di San Marco 51, si terrà il seminario organizzato da Save the Children “I primi 180 giorni per il nuovo Garante dell’infanzia. Quali priorità alla luce delle misure generali di attuazione della CRC”. Il Seminario sarà un’occasione per approfondire il ruolo del futuro Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza – istituito con Legge S.2631 approvata in via definitiva in Senato il 22 giugno scorso. L’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza avrà il ruolo di promuovere la piena attuazione e la tutela dei diritti dei minori in Italia, secondo i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC). Save the Children intende, con questo incontro, aprire un confronto con le associazioni del terzo settore, i Garanti regionali e referenti istituzionali per contribuire a fissare i punti operativi della nuova autorità garante per i minori in Italia e discutere insieme le sue priorità d’intervento. Durante l’incontro sarà presentata la ricerca “Politiche per l’infanzia, a che punto siamo?”, realizzata da Save the Children Italia nell’ambito di un progetto finanziato dal Programma della Commissione Europea – Diritti Fondamentali e Cittadinanza sull’attuazione delle misure generali di attuazione della CRC in Italia.

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Attività garante dell’infanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Roma 19 luglio 9.30 – 13.30 Sala Conferenze della SIOI Piazza di San Marco 51 Seminario organizzato da Save the Children “I primi 180 giorni per il nuovo Garante dell’infanzia. Quali priorità alla luce delle misure generali di attuazione della CRC.” All’Incontro sarà presente tra gli altri il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, il Vice Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, Annamaria Serafini, il Presidente del Centro Nazionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, Simonetta Matone, il Presidente Comitato Italiano per l’Unicef e Luigi Fadiga – già Presidente del Tribunale dei minori di Roma. Troverete accluso il programma completo.

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“Adolescenza e disagio scolastico”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2011

Arezzo.21 Maggio 2011 ore 10.00 presso l’ITC “Buonarroti” in Piazza della Badia 2 con la psicologa Veronica Andreini in veste di esperta. Con il termine disagio s‟intende un malessere esistenziale, inerente problematiche di carattere psicologico e/o psicopatologico. Nell’ambito scolastico i ragazzi a volte mostrano difficoltà psicopedagogiche di vario genere che, se non fronteggiate in tempi brevi, possono dare l’avvio a forme di disadattamento e/o di disagio scolastici. La condizione sociale di svantaggio non sempre è legata ad un disturbo fisico e/o psichico, ma potrebbe trarre origine da occasioni di mancanza economica, affettiva, culturale e sociale. Solitamente, questa collocazione poco vantaggiosa relega il soggetto in una posizione gregaria e subalterna anche nei confronti del gruppo classe. Strettamente correlati con il disagio scolastico è il fenomeno della dispersione. Questa è un fenomeno complesso, oltre che per la pluralità di cause che lo determinano, anche per il modo in cui si manifesta. Con il termine “dispersione” ci si riferisce all’insieme dei fattori che prolungano o interrompono il normale percorso scolastico come: mancati ingressi; evasione dell’obbligo; frequenze irregolari; bocciature; ripetenze; abbandoni, vale a dire tutti quei fenomeni che modificano il normale svolgimento del percorso scolastico di uno studente. Quindi non sempre “dispersione” è sinonimo di “abbandono”, ossia di “interruzione di frequenza”. Tuttavia, gli insuccessi scolastici (il cui indicatore primario è rappresentato da bocciature e ripetenze), specie se reiterati, sono spesso una delle cause dell’allontanamento dei ragazzi dalla scuola.

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Condizione dell’infanzia nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Investendo negli 1,2 miliardi di adolescenti tra i 10 e i 19 anni presenti in tutto il mondo si possono interrompere cicli radicati di povertà e disuguaglianza. Lo ha dichiarato oggi l’UNICEF nel suo rapporto 2011 sulla Condizione dell’infanzia nel mondo, intitolato “Adolescenza: Il tempo delle opportunità”.  L’adolescenza è un’età di fondamentale importanza. È durante questo secondo decennio di vita che le disuguaglianze e la povertà si manifestano più duramente. I giovani poveri o emarginati hanno meno probabilità di compiere durante l’adolescenza il passaggio all’istruzione secondaria, mentre hanno più probabilità di patire forme di sfruttamento, di abuso e di violenza come il lavoro domestico e il matrimonio precoce, soprattutto se sono di sesso femminile. Nel mondo in via di sviluppo (Cina esclusa), le adolescenti povere hanno circa il triplo di probabilità di sposarsi prima dei 18 anni rispetto alle loro coetanee appartenenti al quintile delle famiglie più ricche. Le ragazze che si sposano troppo presto rischiano maggiormente di cadere in un ciclo negativo di gravidanza precoce, di tassi elevati di mortalità materna e di malnutrizione infantile. Inoltre, le ragazze patiscono tassi più elevati di violenza domestica e/o sessuale rispetto ai ragazzi, e sono più soggette al rischio di infezioni da HIV.  La stragrande maggioranza degli adolescenti di oggi (88%) vive in paesi in via di sviluppo. Molti di loro si trovano a dover affrontare una serie unica di sfide. Sebbene oggigiorno, in tutto il mondo, gli adolescenti siano generalmente più sani che in passato, restano significativi molti rischi per la salute, tra cui gli infortuni, i problemi connessi all’alimentazione, l’abuso di determinate sostanze e i problemi di salute mentale; si stima che circa un adolescente su cinque soffra di problemi di salute mentale o comportamentali.Per consentire agli adolescenti di affrontare efficacemente queste sfide, sono necessari degli investimenti mirati nei seguenti ambiti chiave:Miglioramento della raccolta dei dati per comprendere meglio la situazione degli adolescenti e onorare i loro diritti;Investimento nell’istruzione e nella formazione professionale, affinché gli adolescenti abbiano i mezzi per sollevarsi dalla povertà e contribuire allo sviluppo delle loro economie nazionali;Ampliamento delle opportunità per i giovani di partecipare alla vita sociale e di dar voce alle proprie opinioni, per esempio in consigli nazionali della gioventù, forum giovanili, iniziative al servizio della comunità, forme di attivismo online e altri canali attraverso cui gli adolescenti possono far sentire la propria voce;Promozione di leggi, politiche e programmi che tutelino i diritti degli adolescenti e consentano loro di superare eventuali ostacoli alla fornitura di servizi essenziali;Intensificazione della lotta contro la povertà e la disuguaglianza attraverso dei programmi specifici per i minori, al fine di impedire che gli adolescenti vengano catapultati prematuramente nell’età adulta.“Milioni di giovani in tutto il mondo stanno aspettando maggiori interventi da parte di tutti noi. Il fatto di fornire a tutti i giovani gli strumenti di cui hanno bisogno per migliorare la propria vita favorirà la nascita di una generazione di cittadini economicamente indipendenti e pienamente impegnati nella vita civile, nonché capaci di offrire un contributo attivo alle loro comunità”, ha dichiarato Lake.

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Dalla vita prenatale all’adolescenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Padova 24, venerdì 25 e sabato 26 febbraio 2011, I primi due giorni del Convegno si svolgeranno all’Auditorium del centro congressi san Gaetano (Via Altinate 71); la conclusione nella mattinata di sabato 26 febbraio, si terrà invece all’Aula magna del palazzo del Bo, sede dell’Università di Padova (Via VIII Febbraio).Questo Congresso Internazionale, in collaborazione con l’Università di Padova, la Facoltà di Psicologia e con il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, per chiamare a raccolta i maggiori esperti nazionali e mondiali sul questo delicato tema, sul quale sono invitati a riflettere anche tutti i servizi che si interessano alle problematiche, di dipendenza e non, che coinvolgono questa fascia di età. I lavori affronteranno i temi riguardanti i fattori di rischio e di protezione presenti nel bambino già in fase fetale e nei primi mesi di vita, e nel minore adolescente che fa uso si droghe o alcol.Dal 1996 la Comunità San Francesco ha, infatti, avviato un programma specifico rivolto a donne tossicodipendenti o alcoldipendenti con figli. Inizialmente il progetto era nato per dare la possibilità ai neonati e bambini di non subire la separazione dalla madre che andava in comunità per curarsi; negli anni si è invece evidenziata la necessità di interventi di sostegno dedicati specificatamente a questi minori che hanno subìto direttamente (vita intrauterina) o indirettamente attraverso forme di relazione alterata, l’effetto di droghe o alcol. Dal 2003 la Comunità ha iniziato a riflettere costruttivamente, assieme ai Servizi per le Dipendenze del Veneto e con l’aiuto della Regione Veneto, sulla realtà dei minori adolescenti che iniziano ad usare alcol e droghe, sensibilizzando il personale delle aziende sociosanitarie e formando il personale interno per costruire un’equipe idonea ad accogliere famiglie che portano questo grave disagio. Nel 2007 è stato quindi avviato il Programma Residenziale strutturato per minori adolescenti tossicodipendenti o alcoldipendenti come risposta a questi giovani e alle loro famiglie, un servizio oggi altamente accreditato e riconosciuto dalla Regione Veneto.

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Adozioni internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

L’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani condivide l’ambizioso progetto del Parlamento Europeo di facilitare le adozioni internazionali al fine di impedire, o quantomeno ridurre, il fenomeno della compravendita illegale di bambini o la sosta di questi ultimi presso internat o strutture simili. In merito il presidente nazionale AMI avv. Gian Ettore Gassani dice: “ Da anni si parla in Europa e nel mondo di semplificare il percorso delle adozioni internazionali.
Tuttavia manca una politica comune che concretamente miri ad assicurare sostegno all’infanzia e all’adolescenza abbandonate. A parere dell’AMI per facilitare le adozioni internazionali occorrerebbe innanzitutto prevederne la gratuità atteso che l’adozione, nobile ed alta scelta
d’amore e di coraggio, rappresenta un lusso finanche per i benestanti e che in altri ceti sociali è possibile solo accendendo un mutuo. Occorre inoltre velocizzare le pratiche burocratiche: i tempi dell’adozione internazionale, specie nel nostro Paese, sono ancora lunghi ed incerti”. I costi di un’adozione internazionale per due coniugi italiani variano tra 5 e 20.000 euro (senza tenere conto di tante spese accessorie, ma spesso indispensabili, da sostenere all’estero). I tempi sono compresi tra i 18 ed i 40 mesi, a seconda del Paese di origine del bambino da adottare. “Fin quando i genitori adottivi italiani ed europei saranno vessati sul piano economico e burocratico, le
adozioni internazionali saranno sempre difficili ed i bambini abbandonati saranno sempre più alla mercé di organizzazioni criminali che, facendo leva sulle debolezze ed imperfezioni dell’attuale sistema, continueranno a proporne la compravendita al mercato nero. ‘Comprare’ un bambino o adottarlo costa la stessa cifra (circa 15-20 mila euro). La differenza è che il mercato nero consegna i bambini in tempo reale mentre l’attuale sistema sempre più burocratico ed ipocrita, costringe le coppie ad attese insopportabili. Pertanto il Parlamento Europeo spieghi bene cosa intende quando dichiara di voler facilitare le adozioni internazionali. Vi è la netta sensazione che si tratti dell’ennesima, vuota, enunciazione di principio”.

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Adolescenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Manuale per genitori e figli sull’orlo di una crisi di nervi L’adolescenza è la fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta, ma anche il momento più difficile nella vita di un genitore, che si ritrova in casa un figlio che spesso non riesce a capire. In 65 punti Gustavo Pietropolli Charmet e Loredana Cirillo affrontano i temi scottanti legati all’adolescenza e rispondono ai dubbi dei genitori sull’orlo di una crisi di nervi.  di Gustavo Pietropolli Charmet e Loredana Cirillo Edizioni San Paolo 384 pagine € 15,00

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Concorso sui diritti all’infanzia

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Parlare dei diritti dei bambini non è mai abbastanza, se davvero vogliamo che diventino diritti reali e non soltanto belle enunciazioni di principio. Dopo il successo della prima edizione “Sono un bambino e ho diritto a…”, è con grande soddisfazione che inviamo il bando di partecipazione del Concorso Artistico Letterario Nazionale sul tema dei diritti dell’infanzia indetto dall’Associazione Genitori A.Ge. “Alice e Flavio” di Aulla. Il 20 novembre ricorre infatti il ventunesimo anniversario della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata all’unanimità dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 1989. Ogni autore partecipante o classe scolastica dovrà far pervenire, entro domenica 31 ottobre 2010, un solo elaborato in prosa, poesia o artistico disegno, in unica copia, sul tema dei diritti dell’infanzia alla Segreteria Concorso Nazionale “Ho diritto a…” c/o Sig.ra Nilla Luciani Via Cisa n. 38 54028 Fornoli di Villafranca in Lunigiana (MS). La partecipazione al Concorso costituisce espressa autorizzazione al trattamento dei dati di cui sopra. La partecipazione al Concorso è gratuita. La giuria, presieduta dallo scrittore dott. Roberto Sarra, sarà composta da poeti, critici letterari, artisti, insegnanti e rappresentanti delle Istituzioni. La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 20 novembre 2010, Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia, alle ore 15.30 presso il Castello Malaspina in Terrarossa di Licciana Nardi (MS).  I premi per gli elaborati premiati e segnalati consisteranno in coppe, medaglie, artistici diplomi.
L’A.Ge. “Alice e Flavio” di Aulla è un’Associazione recente ma che già ha maturato un interessante percorso sulla tutela dei diritti dei bambini: dal corso di lingua inglese per bambini diversamente abili “Together” a “Cuore della Lunigiana”, pensato per offrire cure mediche ai bambini di Betlemme; dalla Baby corale al corso “Animatori con il sorriso”; dagli incontri con Marco Scarpati e con Gian Carlo Caselli alla riflessione sulla Shoah fatta insieme ai ragazzi di medie e superiori.

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Leonardo Manera in aspettando Gibaud

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

San Polo Di Piave (Tv) 1 settembre alle 21.00 il celebre comico di Zelig salirà sul palco della Corte dell’Agenzia Giol di San Polo di Piave in uno show divertente ed imprevedibile dal titolo Aspettando Gibaud, Pensieri in libertà di un uomo in attesa della pancera.  Lo spettacolo è  promosso ed organizzato dalla Biblioteca Comunale e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di San Polo di Piave, in collaborazione con il Circuito Teatrale Regionale Arteven – Regione Veneto in occasione dell’apertura dei “Festeggiamenti Sanpolesi”.
In Aspettando Gibaud Leonardo Manera, come tutti i suoi coetanei, si trova sospeso fra la tarda adolescenza e la mezza età, a metà strada fra giovanilismo e responsabilità, fra il Viagra per diletto o per necessità. Ma si può accettare a cuor leggero il fatto di diventare adulti? Si può sorridere degli acciacchi e dell’incipiente decadenza fisica? Si può riempire di risate e comprensione il distacco generazionale con i figli? Si può trovare un divertimento nuovo guardando il nostro Paese e le sue stranezze? Un’ora e mezza di personaggi e monologhi, tutta da ridere, e con qualche emozione da ricordare tornati a casa… mentre ci si infila la pancera per la notte.   I biglietti sono in vendita il giorno dello spettacolo ed prevendita in differenti siti della città di San Polo di Piave. Biglietto unico € 10. http://www.comune.sanpolodipiave,tv.ithttp://www.arteven.it (manera)

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“Adolescenza nel contesto sociale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Cesano Maderno (Mb) 17 Marzo 2010 ore 20:30 Sala Aurora – Palazzo Arese Borromeo  Conferenza su: Giurisprudenza, sociologia, psicologia e omeopatia nel disagio giovanile  Ad iniziativa dell’Associazione senza fini di lucro ADIMO – Associazione Di Informazione sulla Medicina Omeopatica  e con il patrocinio dell’Assessorato Servizi alla Persona della città di Cesano Maderno Relatori: dott.ssa Anna Maria Fiorilli sostituto procuratore del Tribunale dei Minori di Milano don Claudio Burgio vice cappellano del carcere “Beccaria” Presidente dell’Associazione Kayròs dott. M. Bahà el Din Ghrewati neuropsichiatra medico chirurgo omeopata unicista dott.ssa Gabriella Mastore psicologa e psicoterapeuta integrativa certificata dott.ssa Roberta Minotti avvocato penalista del Foro di Monza Coordinamento dott.ssa Mirella Cagnetta Responsabile Adimo per la Lombardia. Ingresso Libero
Adimo è una associazione senza fini di lucro composta da volontari, che opera senza sponsor e si finanzia con le sole tessere degli associati. Si occupa di Omeopatia organizzando incontri, conferenze, discussioni e dibattiti centrati sui principi generali dell’Omeopatia e sui metodi di preparazione, di confezionamento e di distribuzione dei rimedi omeopatici, basati sui principi della farmacopea tedesca.

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Riordino scuole superiori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

“Condividiamo lo spirito della protesta contro i regolamenti sul riordino delle scuole superiori organizzata dal Coordinamento lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma. I provvedimenti sono caotici e discriminatori, e soprattutto, sono frutto della politica dei tagli indiscriminati voluti dal Governo” lo dichiarano in una nota congiunta l’on. Pierfelice Zazzera, capogruppo IDV in Commissione alla Camera, il sen. Fabio Giambrone, capogruppo IdV in commissione Cultura al Senato e l’on. Anita Di Giuseppe, membro della Commissione bicamerale dell’infanzia e dell’adolescenza. “Per questo, aderiamo alla mobilitazione contro il riordino delle scuole superiori organizzato dal coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma presenziando all’iniziativa che si svolgerà domani, mercoledì 27 gennaio, a Piazza Navona, dalle ore 14.30 alle ore 18.00” concludono nella nota congiunta.

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Henry Hastings

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2009

A cura e traduzione di Maddalena De Leo Per la prima volta in traduzione italiana, il romanzo redatto nel 1839 rappresenta, per quel che concerne la prosa di Charlotte Brontë, l’acme del processo creativo preparatorio che dovette poi confluire nella sua successiva brillante attività di scrittrice.  Il racconto appartiene al ciclo di Angria, grande saga immaginaria inventata nell’Ottocento dalla giovane autrice inglese in collaborazione con il fratello Branwell negli anni dell’adolescenza e nella quale i giovani autori riversarono molto del proprio vissuto e del loro forte legame. Bellissimo è proprio nel capitolo undicesimo questo passo, in realtà amaramente riferito al carattere di Branwell: …come un bambino, aveva inseguito per tutta la vita l’arcobaleno, e in quali abissi profondi questa ricerca l’aveva precipitato! Quanto spesso lo aveva distolto dai più seri propositi! In maniera speculare Elizabeth Hastings, poco appariscente e preoccupata del proprio modesto aspetto fisico contrapposto alla bellezza delle precedenti eroine di Angria, anche insofferente all’insegnamento, riflette la personalità stessa di Charlotte autrice e donna. Molto bello il modo in cui la voce narrante cerca di entrare nei pensieri della protagonista descrivendola in un momento nel racconto in cui è sola con se stessa: Non saprei dire se in quel momento i suoi pensieri fossero tristi o gai; ma sicuramente erano molto assorti perché ella aveva dimenticato cielo e terra e ogni cosa che le era intorno, grazie al fascino in cui essi l’avvolgevano. Il lungo racconto, anche se ambientato nel XIX secolo, affronta temi e conflitti morali di grande attualità e attraverso la caratterizzazione attenta dei suoi tre personaggi principali contribuisce ad aggiungere nuova luce alla fama ormai immortale della Brontë, scrittrice appassionata, capace di esprimere una tensione emotiva che non conosce cedimenti nel corso della narrazione. Corredato da un’esauriente introduzione, il libro cerca di rendere al meglio nella nostra lingua, attraverso una traduzione puntuale e pedissequa dall’inglese, il pensiero creativo che è alla base del testo. Charlotte Brontë nacque il 21 aprile 1816 a Thornton, nello Yorkshire, ma visse quasi sempre a Haworth. Condivise con le due sorelle Emily ed Anne e il fratello Branwell un’infanzia spensierata e ricca di ‘sperimentazioni letterarie’. La fama le arrise nel 1847 con Jane Eyre, romanzo che ebbe ed ha ancora oggi un successo incredibile. Scrisse altri famosi romanzi (Shirley, Villette) e nel 1854 sposò il reverendo Arthur Bell Nicholls, curato del padre. Morì però meno di un anno dopo, il 31 marzo 1855, nei primi mesi di gravidanza. Il suo romanzo The Professor fu pubblicato postumo.  Maddalena De Leo, docente di inglese nella scuola secondaria di primo  grado e socia della Brontë Society sin dal 1975, fa parte della sezione italiana della predetta società letteraria ed è consulente editoriale per l’Italia della rivista letteraria Brontë Studies. Ha pubblicato per le edizioni Ripostes: nel 2002 Componimenti in francese di Emily Brontë e nel 2004 il volume All’Hotel Stancliffe e altri racconti giovanili, anch’essi una novità editoriale nella nostra lingua. La risposta di Afşin  Mediart – BIMED, Salerno, 2005  e  Un’@ mica dal passato – Simone per la Scuola, Napoli, 2006,  sono entrambi narrativa per ragazzi, con romanzi ispirati sia al mondo mediterraneo che anglosassone.

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