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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Referendum giustizia. Come gli utenti spiegano la loro legittimità ad un sindacato di magistrati

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

“Valutazione di gradimento della magistratura” per formalizzare la scarsa fiducia che sembra ci sia nei confronti della magistratura”, e per questo l’Associazione nazionale magistrati (Anm) deve fermamente reagire. Questo il pensiero del presidente del sindacato dei magistrati nei confronti della prossima campagna referendaria per alcune riforme. Tristezza e preoccupazione. Il sindacato di alcuni amministratori di un potere dello Stato si mobilita contro la possibilità che cambino leggi che, evidentemente, per loro vanno bene come sono. E che, aggiungiamo noi semplici utenti dei loro servizi… leggi intorno alle quali alcuni magistrati hanno consolidato l’esercizio del loro potere. Come parte in gioco, invece di contestare i singoli quesiti entrando nel merito degli stessi e accettando che ognuno possa usare le leggi per quello che sono, anche per cambiare ciò che loro vogliono rimanga immobile, all’Anm scatta l’accusa della delegittimazione del fatto in sé, che si raccolgano le firme per dei referendum. Tristezza e preoccupazione. Anche per quando, sul banco degli imputati, ci dovesse capitare di essere da loro giudicati. E’ proprio anche grazie a questa levata arrogante di scudi che la raccolta firme per i referendum è importante. Non per contrapporsi a questo sindacato, ma per spiegare loro che così funziona la democrazia. Che i referendum servono anche a loro che sono “solo” un potere dello Stato, servitori di questo Stato e non lo Stato assoluto. Stato fatto da tutti, anche quelli per cui sarebbe un bene cambiare: 1) Elezioni del Csm; 2) responsabilità diretta dei magistrati; 3) equa valutazione dei magistrati; 4) separazione delle carriere dei magistrati; 5) limiti agli abusi della custodia cautelare; 6) abolizione del decreto Severino. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Pandemia e Aduc. Ce la faremo? Se siamo necessari…

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Ci scrive Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc: “Un’associazione come la nostra, basata sul volontariato e che per scelta non percepisce finanziamenti pubblici e pubblicità sui nostri media, vive alla giornata. Esiste perché necessaria per un progetto. É un’associazione fatta di persone, senza le quali non sarebbe possibile niente. E queste persone si dedicano molto, “rubando” tempo alle proprie professionalità, ai propri amori, ché consapevoli che quanto fatto in Aduc potrebbe servire anche a far stare meglio la propria intimità. In Aduc siamo liberi e dediti al bene pubblico, agli altri… e senza martiri. E per questo ne paghiamo lo scotto. Ché, per esempio, decidere di non prendere soldi dallo Stato o di non far parte dei Comitati di associazioni di consumatori presso il ministero dello Sviluppo Economico (Cncu), comporta scontate difficoltà economiche e la quasi impossibilità di partecipare ai processi formativi istituzionali delle norme e delle leggi. Se per norme e leggi siamo riusciti talvolta ad essere presenti ed interpellati, ciò è accaduto non per un nostro diritto di regime, ma perché singoli esponenti di diverse forze politico-isituzionali hanno ritenuto opportuno consultarci. Ed è bene ricordare, anche grazie alla “forza” che abbiamo acquisito nell’esser fuori dai benefit delle istituzioni, quello che è accaduto, in modo più istituzionale, in due legislature parlamentari di diversi fa dove, prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato, una nostra esponente è stata eletta. Ebbene, questa Aduc oggi si pone la domanda che abbiamo dato a questo nostro editoriale: Pandemia e Aduc. Ce la faremo? Oggi sono poco più di 130.000 gli iscritti all’associazione. Pochissimi se pensiamo ai compiti che ci siamo prefissi e quanto, ad un numero del genere, possa corrispondere un gettito finanziario. La pandemia ha colpito ovviamente anche noi. Le preoccupazioni dei consumatori sono giustamente più concentrate sul cosiddetto “pane quotidiano” che non a cercare di non farsi fregare o mettere i piedi in testa dall’arroganza di autorità pubbliche e di aziende private. Quindi in molti meno hanno sentito bisogno dei servizi che offriamo. Abbiamo per questo bisogno di una mano con un obiettivo: almeno 1.000.000 di iscritti entro un paio d’anni. Tantissimi. E senza escludere che, epidemia o meno, non si sia costretti a venire meno prima. Ma proprio perché abbiamo questo obiettivo, anche i momenti più drammatici (come quello di questi mesi) non ci devono far desistere dall’obiettivo. Un milione di iscritti per Aduc non significa potere, ma maggiori possibilità e speranze per coloro che avranno contribuito a dar forza e ragione ad un servizio che, da liberi a liberi, entri nel proprio quotidiano. (n.r. Sicuramente è poca cosa ma intendiamo lo stesso solidarizzare con questo appello testimoniando il ruolo insostituibile dell’Aduc nella nostra comunicazione giornalistica con decenni di rilanci delle sue note informative, i suoi interventi, le sue indicazioni a sostegno di quanti rivendicano un diritto, subiscono un arbitrio e segnalano il silenzio delle istituzioni per le legittime attese dei cittadini. Ci auguriamo, sinceramente, che i suoi iscritti siano i primi a stimolare i loro amici e conoscenti per rinforzare la squadra Aduc e a dimostrarne tutto il loro affetto per chi si offre per un servizio prezioso pagandone lo scotto per l’essere indipendente dalle centrali del potere pubblico e privato. E noi ne sappiamo qualcosa perché, come loro, siamo lontani dal farci governare se non da noi stessi.)

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I privilegi della Chiesa e non solo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Le parrocchie devono pagare l’imposta municipale (IMU) anche se svolgono le attività ricettive e scolastiche con finalità solidaristiche. Quello che i giudici tributari devono accertare è se le attività sono rivolte a un pubblico indifferenziato o a categorie predefinite di soggetti, se vengono svolte per tutto l’anno e quali tariffe e compensi vengono applicate. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (ordinanza 18831 del 10 settembre 2020), che ha annullato con rinvio la pronuncia dei giudici d’appello. Un ulteriore passo contro gli smisurati privilegi che la Chiesa cattolica ha in sede fiscale, pur svolgendo lo stesso servizio di altri suoi concorrenti (scuole private essenzialmente) e, di conseguenza, svolgendo concorrenza sleale. La collezione di sentenze in merito è smisurata, anche per i cosiddetti alberghi religiosi che, godendo di esenzioni fiscali, non pagano come fanno i loro concorrenti che – alcuni – nelle stanze per gli ospiti hanno solo la Bibbia in un cassetto e non anche un crocifisso appeso ad un muro.Tutto nasce dal Concordato che lo Stato italiano ha siglato con la Chiesa cattolica romana e, andando “più in alto” dall’art 7 della Costituzione che ha inserito i Patti Lateranensi nella nostra Carta principale. É bene ricordare che la Chiesa cattolica (e non solo) ha forme di finanziamento da parte dello Stato anche con l’8 per mille che viene devoluto alle confessioni religiose, e questo rende le esenzioni come quelle bocciate dalla Cassazione ancora più assurde e inique. Soprattutto se consideriamo il meccanismo di distribuzione di questo finanziamento: lo Stato comunque devolve alle chiese questo 8 per mille delle tasse che i contribuenti pagano, anche se questi ultimi non hanno indicato nella denuncia dei redditi la confessione a cui intendono devolverla: le percentuali di chi indica la confessione a cui versare il proprio 8 per mille vengono estese al totale dei contribuenti, anche quelli che non hanno dato indicazioni.La stessa logica, per esempio, che viene utilizzata per finanziare la tv di Stato: ognuno finanzia l’informazione e il divertimento di Stato con una imposta per il possesso di un tv (il cosiddetto canone)… ma la tv di Stato è in concorrenza nel mercato pubblicitario con altre tv che non hanno finanziamenti di Stato ma vivono solo di introiti pubblicitari.L’elenco dei privilegi dello Stato e dei suoi “fedeli” è sterminato. Questi sono solo due esempi venuti alla luce con l’attualità della sentenza di Cassazione dello scorso 10 settembre (il famoso “giudice a Berlino”?) Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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I ‘miracoli’ del Telemarketing: Come vengono in possesso dei nostri numeri di telefono?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

In tutti questi anni, da quando ho il telefonino, grossomodo ero riuscito a salvarmi dal Telemarketing, non avendo mai fornito il numero a qualcuno che in qualche modo avesse a che fare coi venditori di prodotti di telecomunicazioni ed energetici. Ovviamente il mio gestore aveva il numero, ma a parte i venditori dello stesso ogni tanto che cercavano di convincermi della bontà di altri contratti rispetto a quello che avevo, niente di particolarmente intrusivo. Ma da un annetto a questa parte è cambiato tutto. Cosa ho fatto o cosa è accaduto?
Telefono. Ho cambiato casa. Ho chiuso il vecchio contratto (tutto come legge comanda) e ne ho attivato uno diverso nella casa nuova, sempre con lo stesso gestore. Come spesso accade, purtroppo, il mio gestore non ha considerato la mia disdetta e, per il vecchio numero, ha continuato ad inviarmi bollette per più di un anno, bollette che io non ho mai visto perché le inviava sempre al vecchio indirizzo. Dopo un anno il gestore si è accorto che io, che secondo loro ero debitore nei loro confronti, ero lo stesso (nome, cognome e codice fiscale) che abitava altrove e che aveva un contratto diverso con loro. A quel punto, sulla bolletta del contratto della nuova abitazione mi hanno intimato di pagare anche le bollette della vecchia abitazione. Ovviamente li ho diffidati da questa pretesa, non mi hanno risposto e quindi ho fatto domanda di conciliazione al Corecom. Per legge la loro pretesa economica è bloccata fino alla definizione della vicenda. Dopo diversi mesi il gestore mi ha scritto che avevo ragione e nient’altro, ma siccome la legge prevede anche degli indennizzi in questi casi, nelle prossime settimane avrò udienza al Corecom dove il mio gestore non potrà che darmi questi indennizzi. In questa vicenda del telefono, il mo numero di cellulare è finito nelle “grinfie” dei loro uffici (esterni) di recupero credito. E da quel momento un paio di volte al giorno, ignaro di tutta la vicenda, mi telefona qualcuno da varie parti d’Italia e dell’Europa, dicendomi che se non pago la cifra xxx mi portano davanti a non so quale tribunale. Nel contempo giungono anche altre telefonate di gestori diversi dal mio, che mi propongono le bellezze dei loro servizi.
Energia-gas. Non ho fatto la domiciliazione bancaria delle bollette, ché non vorrei trovarmi ad aver già pagato cifre iperboliche per conguagli non dovuti, anche se puntualmente faccio l’autolettura e comunico i dati. Visto che il mio gestore ha la pessima abitudine di inviarmi le bollette quando le stesse sono già scadute, mi sono registrato online e, quando il gestore emette la bolletta, mi arriva una mail che mi consente di andare online e scaricarmi la stessa e pagarla prima della scadenza. Per fare questa registrazione ho dovuto fornire anche il numero del mio telefonino. Anche in questa vicenda, da quel giorno mi arrivano (tre/quattro volte la settimana) richieste non solo del mio gestore che mi propone sempre contratti che a suo dire sarebbero molto migliori di quello che già ho, ma anche le proposte di gestori concorrenti del mio. Il mio telefonino, per deliberata scelta dei mie gestori telefonico ed energetico, è finito nei circuiti illegali del Telemarketing. Questi gestori, ovviamente, anche sotto tortura negherebbero di aver mai fatto un tale mercimonio…. Ma chissà perché tutti questi altri, e gli stessi miei gestori, mi chiamano per offrirmi le loro meraviglie o minacciarmi di pagare insoluti che non esistono o sono in via di definizione legale (quindi sospesi). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Bollette: nuove regole per prescrizione e penali per le condotte illegittime. Le istruzioni di Aduc

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

La legge di bilancio 2020 introduce apprezzabili novità per i consumatori: viene ridotto il termine di prescrizione per il pagamento delle bollette telefoniche, internet e pay tv da cinque a due anni.Già la legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017, articolo 1, commi 4-10) aveva portato a due anni il termine di prescrizione per le forniture di energia elettrica (per le bollette emesse successivamente al 1 marzo 2018), gas (per le bollette emesse successivamente al 1 gennaio 2019) e per le utenze idriche (per le bollette emesse successivamente al 1 gennaio 2020). Con questa modifica normativa quindi tutti i pagamenti relativi alle utenze luce, acqua, gas, telefonia e pay tv saranno soggetti alla prescrizione biennale.Ancor più significativa per i consumatori la norma della legge di bilancio 2020 che impone a tutti i gestori di telefonia, energia elettrica, luce, gas, acqua e pay tv di pagare una penale del 10% dell’importo contestato (e comunque mai inferiore a 100,00 euro) per condotte illegittime e addebiti illegittimi in bolletta, dovuta ogni volta che il gestore:
1) Viola le modalità di rilevazione dei consumi. E’ il caso, ad esempio, delle fatture che non tengono conto dell’autolettura effettuata dal cliente oppure del mancato rispetto della frequenza delle letture dei contatori accessibili anche in assenza del proprietario (per il gas con contratto a maggior tutula consumi annuali inferiori a 500 smc, la lettura deve essere effettuata una volta l’anno, mentre per consumi annuali superiori a 500 smc la lettura deve avvenire almeno due volte l’anno; se invece la fornitura è in libero mercato, occorrerà verificare cosa prevede il contratto. Per la fornitura di energia elettrica con contatore elettronico la lettura deve avvenire ogni mese, altrimenti deve avvenire con cadenza annuale).
2) Viola le modalità di esecuzione dei conguagli, ad esempio – per i contratti a maggior tutela – fatturando importi significativi senza consentire la rateizzazione in caso di mancato invio delle bollette; oppure omettendo di registrare i pagamenti effettuati o ancora omettendo il rimborso dei crediti maturati dai consumatori.
3) Viola le modalità di fatturazione. Per i contratti a libero mercato la cadenza di invio delle fatture è indicata dal contratto mentre per gli utenti in maggior tutela le bollette devono essere inviate ogni due mesi per l’energia elettrica e – per il gas – con cadenza al massimo quadrimestrale per consumi annuali inferiori a 500 smc e al massimo trimestrali per consumi annuali superiori a 500 smc.
4) Addebita spese ingiustificate. I tipici casi di addebiti di spese non giustificate riguardano i gestori telefonici che spesso addebitano penali non dovute per recesso anticipato o “restituzione” sconti promozionali nonostante la disdetta del contratto sia avvenuta dopo la scadenza del periodo minimo di durata contrattuale.
5) Addebita costi per consumi, servizi o beni non dovuti. Nell’ambito della telefonia è il caso sicuramente più frequente, pensiamo ad esempio ai costi per servizi non richiesti, alle bollette che il gestore continua ad inviare nonostante sia avvenuta una migrazione verso un’altra compagnia, agli importi richiesti per le “sim dormienti”; nella sezione Telecomunicazioni del nostro sito si contano quasi 65.000 lettere di utenti che ci raccontano le loro disavventure in materia di bollette telefoniche.
Per ognuna di queste condotte (e/o per ogni fattura in cui simili voci siano addebitate) il consumatore, dal 1 gennaio 2020 ha diritto al pagamento di una penale pari al 10% dell’importo contestato e comunque non inferiore a 100 euro. Ad esempio, se nella bolletta telefonica vengono addebitati 5,00 euro per un servizio non richiesto, il gestore dovrà pagare al cliente 100,00 euro di penale, un importo 20 volte superiore all’addebito illecito.Ogni volta che il fornitore/gestore pone in essere le condotte sopra descritte, il consumatore dovrà:
– contestare l’addebito con una raccomandata AR o pec di messa in mora spiegando perchè l’importo non è dovuto e quindi chiedere il formale riconoscimento da parte del fornitore dell’illegittimità dell’addebito ed il pagamento della penale pari a 100 euro, di cui all’art. 1, commi 292 e 293 della legge 160 del 2019 (legge di bilancio 2020) (oppure, per importi non dovuti superiori a 1.000,00 euro, pari al 10% dell’importo contestato);
– diffidare il gestore dall’addebitare, nelle bollette successive, ulteriori importi illegittimi rappresentando che altrimenti, per ogni fattura successiva, sarà dovuta una ulteriore penale del medesimo importo;
– specificare se preferisce ricevere il pagamento della penale tramite una decurtazione dalla fattura successiva oppure indicare le modalità di versamento.
A questo punto, se il gestore/fornitore riconosce l’illegittimità dell’addebito dando quindi positivo riscontro alla comunicazione, ha 15 giorni di tempo per pagare. Dalla nostra esperienza possiamo immaginare che la maggior parte delle volte il fornitore non risponderà oppure insisterà nella regolarità dell’addebito.
In questo caso, l’utente dovrà rivolgersi alla “autorità competente”, cioè al Corecom per telefonia e pay tv o al servizio di conciliazione Arera per acqua, luce e gas e, in caso di insuccesso della conciliazione, al giudice di pace .
Una volta che sarà accertata l’illegittimità dell’addebito degli importi contestati il gestore sarà tenuto a rimborsare gli importi eventualmente pagati e a versare al consumatore una penale pari al 10% dell’importo contestato e comunque mai inferiore a 100,00 euro.Quella che abbiamo descritto è sicuramente una procedura lunga: la legge non prevede penali “automatiche” se non c’è l’accordo del gestore (e temiamo che quasi mai ci sarà) ma è di certo un notevole passo avanti per i consumatori perchè finora le condotte illegittime dei vari gestori/fornitori venivano sanzionate dall’Antitrust o dall’Agcom con multe milionarie (spiccioli se paragonate al fatturato delle singole società) versate alle casse dello Stato che però non portavano alcun beneficio economico diretto al consumatore che le subiva.
E siccome il più delle volte i singoli addebiti illegittimi sono per importi esigui, il consumatore non è incentivato ad attivarsi per recuperarli: in pochi si avventurano in una conciliazione davanti al Corecom per una decina di euro.
L’introduzione di una penale del 10% (comunque mai inferiore a 100,00 euro) per ogni violazione commessa dai gestori avrà a nostro avviso un benefico duplice effetto: da un lato, invoglierà i consumatori ad attivarsi per ottenerne il pagamento e dall’altro potrebbe dissuadere i gestori dal porre in essere pratiche illegittime, visto che per ogni addebito non dovuto da – poniamo il caso – 2,00 euro devono pagarne al consumatore 100,00. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Black Friday: Informati per acquistare durante il prossimo 29 novembre. Indicazioni di Aduc

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2019

Il prossimo venerdì 29 novembre è il “Black Friday”, il giorno che i grandi operatori del commercio hanno deciso di dedicare ai primi acquisti scontati prima delle feste di fine anno, quando, in attesa dei saldi che partono dopo la Befana, i prezzi sono invece tutt’altro che bassi. Questo in linea generale, perché è bene ricordare che prezzi scontati – black friday o saldi che siano – si possono trovare sempre e ovunque, basta cercare e non essere impulsivi.
Il modo migliore per approfittare del Black Friday è pianificare gli acquisti ed evitare gli impulsi dell’ultimo minuto. Di seguito alcuni suggerimenti che ogni acquirente dovrebbe prendere in considerazione prima di acquistare prodotti online durante questo venerdì 29 novembre.
1. Confrontare i prezzi. Anche se l’ondata di annunci, di offerte e pubblicità possono farci credere che è possibile trovare i migliori sconti su qualsiasi prodotto, è importante confrontare sempre i prezzi. Quindi mai fermarsi alla prima offerta e decidere quando si avrà contezza di aver individuato la migliore, compatibilmente con il sopraggiungere di stanchezza e “rigetto” della ricerca.
2. Pianificare i propri acquisti. Il concetto di offerta è quello di poter acquistare ciò che è necessario senza spendere troppo.
3. Controllare le condizioni di acquisto. Molti negozi offrono possibilità di cambio della merce con proprie tempistiche e modalità, ma è bene ricordare che per legge la si può solo restituire, quando si acquista fuori degli esercizi commerciali fisici, entro 14 giorni dall’acquisto e/o da quando questa merce ci è arrivata a casa (diritto di recesso o ripensamento: restituzione con spese di spedizione a carico dell’acquirente *). Inoltre, se il prodotto o il servizio acquistato hanno un difetto di conformità (non è come avrebbe dovuto essere – difformità rispetto a descrizione, pubblicità, etichetta) o di produzione (difetto materiale), il commerciante è tenuto a sostituzione o rimborso (spese di spedizione a carico del commerciante); questo entro due anni dall’acquisto. Infine, è bene verificare se il prezzo indicato include IVA e costi di spedizione, in quanto ciò potrebbe aumentare in modo significativo il costo finale e ridimensionare gli sconti.
4. Controllare l’affidabilità del negozio. L’acquisto nei siti più conosciuti di solito offre sufficienti garanzie per sapere con certezza che il nostro acquisto è sicuro.
5. Navigare in modalità incognito. Quasi sempre, le aziende installano cookie sul computer del navigatore e quindi sanno che lo stesso ha già visto un prodotto, per cui inviano notifiche per avvisare di acquistarlo perché sta per scadere o perché sta per aumentare il prezzo.
6. Modalità di pagamento. Evitate le carte di credito tradizionale e preferite quelle ricaricabili. Verificate, anche in termini di costi, se si possa pagare con un bonifico
Problemi e spiegazioni più dettagliate? Aduc offre un canale del suo web alla bisogna, con informazioni, schede pratiche e modulistica: https://sosonline.aduc.it/ Per la consulenza, invece: https://sosonline.aduc.it/info/consulenza.php

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Trasparenza sugli investimenti: Nuova iniziativa di Aduc sul web

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Gli italiani sono un popolo di risparmiatori ma spesso non si informano sui costi dei servizi legati ai loro soldi: è un errore, perché questi oneri possono abbassare notevolmente i rendimenti. Per questo Aduc ha aperto sul web un nuovo sito “Trasparenza & Investimenti” https://trasparenzainvestimenti.it/ Il nuovo web intende “Sensibilizzare i risparmiatori per far sì che la trasparenza dei costi diventi normale, con resoconti chiari e semplici”. La base del servizio gratuito che offriamo ai risparmiatori è un Test per verificare la trasparenza del proprio istituto di credito. Il test consente di conoscere i veri costi sostenuti per la gestione dei propri risparmi: inserendo i dati generici sulla propria banca e il proprio rapporto con la stessa, viene subito fornita una risposta se la banca stessa abbia o meno i minimi requisiti previsti dalla legge sulla Trasparenza (https://analisibanca.trasparenzainvestimenti.it/)
Il test è inoltre utile alla nostra campagna perché possiamo acquisire informazioni statistiche per spingere le autorità competenti (Consob e Parlamento) a migliorare l’applicazione delle norme europee in Italia sulla trasparenza negli investimenti.Aduc dal 1991 aiuta i risparmiatori ad investire dopo essersi informati. La direzione editoriale dello specifico web di Aduc è affidata a Nicola Borzi, veterano del giornalismo d’inchiesta nel settore finanziario. Le informazioni e l’assistenza sono fornite da consulenti finanziari indipendenti coordinati da Alessandro Pedone, Responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio.

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Il fascismo dell’antifascismo? No! Solo pericolose e dannose distrazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

E’ difficile, ce ne rendiamo conto. E’ difficile non apostrofare come “fascista” un qualunque comportamento che possa essere lesivo della libertà propria e altrui. E’ la storia del nostro Paese che ci ha “condannato” a dover far uso di questa terminologia. Che, per esempio, da amici di provata fede democratica e illuminata – ma non addetti ai lavori, storici e politici – che abitano in un’isola del Pacifico del Sud mi hanno chiesto “ma che vuol dire di preciso ‘fascismo’ e quale differenza col nazismo?”. Una “condanna” che, ovviamente, porta a dare valore all’antifascismo. A parte la nostra diffidenza per tutte le pratiche civiche e politiche che per caratterizzarsi hanno bisogno del prefisso “anti”, è innegabile che i comportamenti apostrofati come fascismo sono spesso negazione delle libertà di tutti? Secondo alcuni sembra proprio di sì. E tra questi, per esempio, chi ha negato la presenza di una casa editrice
riconosciuta come fascista alla fiera del libro di Torino, oppure alcuni candidati alla carica di Sindaco del Comune di Firenze che, invitati ad un confronto fra tutti i concorrenti, hanno rifiutato di esserci perché era stato invitato anche il candidato di un movimento riconosciuto come fascista.
E’ proprio da questo ultimo esempio che vogliamo sviluppare una riflessione di pratica civica. Se questo candidato Sindaco “fascista” è candidato, vuol dire che lo può essere, oppure sono complici del cattivo controllo gli addetti all’accettazione della candidatura? Non ci pare di aver sentito e registrato una denuncia in questo senso. Non solo, ma chi si candida a Sindaco e non ha voluto partecipare a questo confronto, sembra che abbia tra le sue prerogative di campagna elettorale quella della difesa della legalità… è illegale un candidato a Sindaco che ha passato “indenne” tutto l’iter burocratico per proporsi al voto? Crediamo di no. Nello stesso tempo, crediamo che in campagna elettorale non bisogna solo attirare i voti dalla parte di coloro che sono già convinti che il fascismo sia stato un crimine per il nostro Paese (tipico “sport” che si manifesta tra le varie liste di sinistra antifascista), ma convincere soprattutto coloro che la pensano
diversamente, spiegando loro la bontà delle proprie proposte rispetto alle altre… ma se questa spiegazione avviene in termini del tipo “non faccio parlare e metto in galera quelli che la pensano come te, a meno che non la pensino come me”, crediamo che si vada poco lontano per una chiara scelta sulla governabilità.
Una serie di domande (che in parte hanno anche delle risposte) che tutti dovrebbero porsi. Un po’ come accade in Usa, dove è anche sdoganato il simbolo nazista… forse gli Usa non sono un Paese democratico?
Alcuni, leggendoci, potrebbero dire: ecco i soliti ispirati dal pensiero liberale che poi si alleano anche coi fascisti pur di governare. A parte che noi (Aduc) non ci alleiamo con nessuno perché non chiediamo voti e poteri ma dispensiamo servizi e opinioni per chiunque (e sottolineiamo che questo ci è concesso proprio dall’appartenenza del nostro Paese ai cosiddetti regimi occidentali, di cui gli Usa sono il maggior punto di riferimento)… se storicamente alcune organizzazioni che taluni chiamano fasciste esistono, ci sarà pure un motivo perché esistono e non sono bandite: dal vecchio MSI (Movimento Sociale Italiano di Almirante) ai suoi eredi di Alleanza Nazionale o Fratelli d’Italia, fino ai diversi gruppi della cosiddetta estrema destra (Forza Nuova, Casa Pound, etc). Noi crediamo che ciò accada perché ci sono alcune storture nei nostri codici (reati d’opinione, per esempio) che non aiutano alla chiarezza, ma lasciano aperte per l’appunto le porte alle diverse
interpretazioni che, poi, avvalorano come cultura dominate essere “anti” e non qualcosa di positivo in sé. Per concludere, per i maligni: chi scrive era in piazza in il 25 aprile :-)E aggiungiamo, non crediamo che chi si dice antifascista abbia un comportamento fascista, ma solo che sia vittima di pericolose e dannose distrazioni per il buon e giusto governo civico di una città, una Regione, un Paese che non può che contenere tutti, soprattutto i diversi da noi stessi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Aduc osservatorio Firenze: Le mirabolanti avventure degli utenti Ataf

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

Il quotidiano La Repubblica, cronaca fiorentina, ha posto 4 domande all’azienda monopolista dei trasporti urbani della città: Cara La Repubblica di Firenze, il tuo commento di domenica 23 settembre, dedicato all’Ataf e alla vicenda delle tessere Unica, finisce con una domanda: qualcuno è in grado di spiegare questi misteri? Ci provo.
1 – le tessere si possono fare anche online, anche se -esperienza personale- invece dei tre giorni dichiarati, a spedirtela a casa ci mettono 20 giorni. Almeno la mia, perché quella della figliola, studentessa minorenne, richiesta insieme alla mia, si sono riservati di accettarla dopo una verifica delle mie dichiarazioni (mistero da aggiungere ai tuoi, visto che il sistema accetta la domanda solo se le risposte rispondono a certi standard…); e comunque, ad annoscolastico inziato, non è ancora arrivata. Sulle code massacranti, credo si chiami economia, cioé risparmiare, tanto “chi se ne frega” se poi le persone si devono fare anche due ore di coda… nonostante le scuse anodine profuse ipocritamente dalla dirigenza dell’azienda.
2 – rimborso del Comune per tutti gli studenti presentando dichiarazione Isee, ma che non serve a nulla visto che il rimborso viene dato a tutti. Una sola parola: burocrazia di incapaci, quello che fa la mano destra, la mano sinistra non deve saperlo…
3 – abbonamenti a data rigida di inizio. Si chiama furbizia economica, per prendere più soldi. Il sistema informatico per una gestione non a date rigide costerebbe uguale, ma vuoi mettere tutti i soldi in più che si incassano se, facendo l’abbonamento a metà mese, lo stesso ti vale solo per il mese in corso? E’ obbligo fare una riflessione su queste furbizie e gli affidatari di un servizio di pubblica utilità che ne fanno uso.
4 – Abbonamento da portarsi dietro e vidimare sul bus. Qui dissento con la tua osservazione. L’esibizione del titolo di viaggio (e la vidimazione per monitorare le presenze) mi sembra buona. Certo, se dimentichi a casa l’abbonamento e ti fanno la multa, dovresti fartela levare esibendo successivamente l’abbonamento. Un minimo di “fatica” (portarsi dietro l’abbonamento e vidimarlo sul mezzo -a Brisbane/Australia ho visto che vidimano anche quando scendono) per aiutare l’azienda ad essere più efficiente, non mi sembra un gran fastidio per l’utente.
Comunque, la mia opinione sui primi 3 punti che hai rilevato, è netta. Tu domandi: perché accade? Da utente o osservatore rispondo: sono incapaci, senza professionalità e non meritano la nostra fiducia. Sono eccessivo? Un esempio a valorizzare quanto sostengo: per le code allucinanti agli sportelli l’azienda si è scusata, uno si aspetta che vengano presi provvedimenti a rimedio… e invece no, la situazione -dopo le scuse- è anche peggiorata.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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L’irriverente fa lo storico… non più di tanto. Cina e resto del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Alcuni mesi fa, a Mosca, ho visitato il museo della Cosmonautica. Un esperienza toccante che mi ha fatto ripercorrere diversi anni della mia gioventù, quando in tanti sognavamo che di lì a poco saremmo andati senza problemi in giro per lo spazio. Poi tutto si è grossomodo fermato, e non solo per i sovietici (all’epoca non erano solo russi come oggi). Davanti alle immagini e reperti del viaggio di Jurij Gagarin, come primo di una lunga lista di astronauti, mi sono soffermato ricordando a mia figlia con cui visitavo questo museo, che il giorno dopo che quell’uomo era andato a girare intorno alla Terra, in tutto il Pianeta (ma proprio tutto e tutto) non si parlava d’altro, ed eravamo nel 1961, quando le comunicazioni non erano veloci e fluenti come ora; per l’occasione ho anche ricordato alla figliola, che altrettanto clamore mediatico e totale ci fu solo il 20 luglio del 1969 con lo sbarco dell’americana Apollo 11 sulla Luna. Solo quando non ero
più un ragazzino, ho focalizzato quella gara enorme che si era scatenata per la conquista dello spazio tra americani e sovietici. Gara, che se aveva il suo culmine e la massima rappresentazione nelle imprese spaziali, comunque si manifestava anche ad altri livelli, quasi sempre perdenti per i sovietici e vincenti per gli americani. La conquista dello spazio continua tuttora ad essere nei programmi sia russi (non più sovietici) che americani, ma abbastanza angolata rispetto agli interessi, alle speranze, alle curiosità e agli occhioni sbarrati di ragazzi e ragazze che non vorrebbero accontentarsi solo di film di fantascienza.
Oggi, 4 luglio, ho letto una notizia che mi ha fatto ricordare quanto sopra. Eccola, dal quotidiano La Repubblica: “Cina. Un paese ossessionato dal Guiness dei primati. Registrazioni al Guiness in crescita del 10% l’anno. Ma si punta anche ai primati con “caratteristiche cinesi”, come una pulizia delle orecchie di massa o un ballo di gruppo”. Ho fatto subito un flashback con l’Unione Sovietica degli anni 60 del secolo scorso, quando, a partire dai cosmonauti, era tutta una gara tra americani e sovietici, a chi riusciva a sembrare più bello agli occhi del mondo (il fallimento del modello comunista sovietico era ancora in alto mare, e i vari partiti comunisti nel mondo erano difficilmente in rotta col “babbo” di Mosca, per quanto avesse già dimostrato al mondo che lo stalinismo non fosse proprio quel futuro dell’avvenire per umani liberi e laboriosi che voleva far intendere). Ma, a differenza degli americani, i sovietici avevano proprio “una fissa” per i loro tentativi di supremazia; una “fissa” utile quando durante la seconda guerra mondiale fu grazie al loro contributo che si sconfissero nazisti e fascisti, ma un po’ maniacale proprio a partire dalle imprese di Gagarin e dello Sputnik 1 intorno all’orbita terrestre. Quella stessa maniacalità che ho percepito in questa notizia sui Guiness che ci arriva dalla Cina. Vizio comune dei regimi autoritari? Premessa di un declino e di una corrosione culturale come per l’Urss a suo tempo? Si’, lo so, corro troppo e ci sono tante implicazioni che dovrebbero essere considerate. Ma tutto va inquadrato nella specifica epoca. L’Urss era il secolo scorso, e proprio poco dopo le vicende dei cosmonauti che ho ricordato, con una “gloria” mondiale diffusa soprattutto nei diseredati ed emarginati e sfruttati dell’affermazione liberista, cominciò quella erosione che portò alla dissoluzione (con la Russia che oggi continua, ma è comunque tutta un’altra cosa). La Cina è oggi. Non mi addentro in tutte le analisi e constatazioni possibili ed immaginabili (a partire dal fatto, per esempio, tra le “super novità” che, a parte qualche residuo territoriale francese, oggi Africa e Cina sono un binomio economico non indifferente).
Per noi che siano attenti alle evoluzioni e involuzioni dell’individuo consumatore, e che crediamo che bisogna dar corpo a istituzioni globali che disciplinino il magma economico mondiale che sempre più ci fa essere sudditi e non governati, questi fenomeni ci devono far alzare le antenne per meglio osservare, capire, elaborare, riflettere. Poi, ovviamente, ci sono gli amanti dei “corsi e ricorsi storici” (tra cui non ci annoveriamo), ma siamo nel 2018 ed io che domani devo andare a Sydney, non a caso il volo migliore che ho trovato (qualità ed economicità) è via Canton/Shangai, e non le “solite” Singapore o Bangkok. Così come quelle “cineserie” che tutti acquistiamo dal “cinese dietro l’angolo che è sempre aperto e costa pochissimo” e poi – magari, non io ovviamente- si sbraita contro i troppi cinesi presenti nelle nostre città. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Direttiva pagamenti e novità per le carte: nuova scheda pratica di Aduc

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

A Gennaio 2018 è entrato in vigore il decreto di recepimento della Direttiva europea “Psd2” (payment services directive) che ha aggiornato le regole relative ai sevizi di pagamento, conti e carte in ambito europeo nella cosiddetta “area SEPA” (area pagamenti unica europea), adeguando inoltre le normative italiane al regolamento europeo che disciplina il tetto delle commissioni sui pagamenti con carte.
Alcune regole sono state semplicemente riscritte con aggiornamenti non sostanziali, altre sono nuove.Tra quelle nuove rileviamo le più importanti:
– l’obbligo per gli emittenti di carte di pagamento di preavvisare i clienti prima della loro iscrizione al CAI -la cenrale d’allarme interbancaria- a causa per esempio di un debito relativo all’utilizzo di una carta di credito o di una carta revolving non andato a buon fine, dando loro la possibilità di pagare evitando l’iscrizione;
– abbassamento da 150 a 50 euro della franchigia di “responsabilità” nel caso di utilizzo indebito della carta di pagamento a seguito di furto o smarrimento, stante la regolare segnalazione del fatto alla banca o altro istituto di emissione con blocco dello strumento. Si tratta in pratica della massima perdita sopportabile dal cliente nel caso ovviamente in cui non venga ravvisato un suo comportamento fraudolento o incauto in termini di conservazione della carta stessa (o dei suoi codici di utilizzo).
– nuovi limiti alle commissioni interbancarie sulle carte di debito e prepagate: per ogni singolo utilizzo commissione non superiore a 5 centesimi di euro in combinazione con una percentuale massima dello 0,2% del valore dell’operazione.Per i micropagamenti -di importo inferiore a 5 euro- da Aprile 2018 dovranno essere applicate commissioni inferiori rispetto alle altre operazioni di pagamento.Altre novità arriveranno in futuro, dopo l’adozione di decreti tecnici con ampi termini di adeguamento per le banche. Si tratta di un nuovo metodo di identificazione del cliente più stringente -detta “autenticazione forte” e della possibilità di affidare singoli ordini di pagamento o accessi alle informazioni sui propri conti a prestatori di servizi di pagamento diversi da quello presso il quale si ha il conto corrente.Si fa presente in ultimo che i clienti titolari di contratti attivi al Gennaio 2018 -precisamente al 13/1/18- dovranno essere preavvisati dalla propria banca -o altro istituto di pagamento- relativamente alle novità introdotte a seguito del recepimento della nuova Direttiva entro il 12 Marzo 2018, con una comunicazione scritta o effettuata mediante altro supporto durevole accettato preventivamente.
Il cliente, lo ricordiamo, ha conseguentemente il diritto di recedere senza spese dal contratto entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, con applicazione in sede di liquidazione del rapporto delle condizioni preesistenti. ( Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Banche venete: Aduc lancia contro-offerta a due euro!

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

troisi2Nel film di Massimo Troisi “Scusate il ritardo” è famosa la scena del regalo dei figli alla mamma in cui Vincenzo (Troisi) cerca di coinvolgere il più facoltoso fratello Alfredo mettendo assieme “Cinquemila lire io, cinquemila lire Patrizia e un milione e due tu!”
E’ quello che sta accadendo con le banche venete, che vengono regalate ad Intesa Sanpaolo ad un euro ed “il milione e due”, anzi almeno una dozzina di miliardi di euro, ce lo mettono i contribuenti italiani.Per evitare questo scandalo, Aduc ha deciso pertanto di rilanciare, offrendo per le due banche venete l’importo di due euro! Come Intesa Sanpaolo, Aduc non si farà carico delle pendenze passate, non rileverà i crediti difficili, farà pagare ai contribuenti le migliaia di esuberi tra i dipendenti e non si impegnerà nemmeno al rifornimento di carta igienica alle agenzie.E se ad Intesa Sanpaolo credono di poterci intimidire rilanciando a tre euro, sappiano sin da ora che possiamo arrivare fino a cinque!

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Biotecnologie che aiutano l’agricoltura. Aduc aderisce alla “Carta 24 gennaio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

biotecnologiaIn occasione del Convegno “Biotecnologie che aiutano l’agricoltura” organizzato, presso la Camera dei Deputati, dall’Associazione Luca Coscioni per la liberta’ di ricerca scientifica, e’ stata predisposta la “Carta 24 gennaio” sulla Libertà Scientifica in tema di tecnologie applicate all’agricoltura. Considerato che:
– la ricerca scientifica, in generale, produce risultati conoscitivi e applicativi che migliorano la qualita’ della vita e dell’ambiente;
– il diritto alla liberta’ di ricerca scientifica e di accesso ai risultati e’ garantito dalla Costituzione Italiana e in particolare dalla Convenzione ONU per i diritti economici e sociali (Carta dei diritti fondamentali: articolo 13 – Libertà di scienze; articolo 3 del TUE: l’UE promuove il progresso scientifico e tecnologico; articolo 173 TUE: favorire un migliore sfruttamento del potenziale industriale delle politiche d’innovazione, di ricerca e sviluppo tecnologico);
– in campo agroalimentare la ricerca scientifica, e le sue applicazioni, ha storicamente consentito spettacolari avanzamenti quantitativi e qualitativi per rispondere alle crescenti domande alimentari;
– limitazioni alle innovazioni tecnologiche possono rendersi indispensabili al fine della promozione della salute umana, dell’ambiente e della biodiversita’, sulla base di valutazioni scientifiche rigorose, che dimostrino i possibili danni e siano scevre da pregiudizi ideologici di qualsiasi segno o natura;
– a tal fine, sono fattori fondamentali sia la divulgazione delle conoscenze scientifiche pertinenti, sia il dialogo tra la comunita’ scientifica da una parte e, dall’altra, i cittadini e i responsabili istituzionali.
I convenuti presso la Camera dei Deputati il 24 gennaio 2017 auspicano:
– che il Governo italiano investa nella ricerca scientifica delle cosiddette biotecnologie verdi anche attraverso la tecnica della correzione del genoma (genome editing);
– che l’Unione europea sottragga tale ricerca ai divieti attualmente imposti per i cosiddetti Organismi Geneticamente Modificati, concentrando la regolamentazione sul prodotto e non sul processo;
– che le istituzioni di ogni livello e la comunita’ scientifica investano sul confronto e il dialogo costante per valutare l’impatto delle nuove tecnologie in campo agroalimentare, coinvolgendo i cittadini nel rispetto dei principi fondamentali della democrazia liberale;
– che il Governo si impegni per consentire la sperimentazione in pieno campo dei prodotti della ricerca scientifica sulle nuove biotecnologie in modo da non accumulare ritardi incolmabili con i principali Paesi sviluppati. (fonte http://www.aduc.it)

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Bioteconologie che aiutano l’agricoltura

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2017

biotecnologiaRoma Martedì 24 gennaio ore 9,45-13, Camera dei Deputati, Sala Aldo Moro Interverra’ il segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni. Obiettivo: superare le contrapposizioni fondate su pregiudizi Recentemente, si sono registrati passi avanti nel dibattito sulle soluzioni innovative mirate a rilanciare la competitività dell’agricoltura italiana, nell’ottica di valorizzare la ricerca pubblica e i punti di forza dell’agroalimentare. Le nuove tecnologie, unitamente a un rinnovato interesse per il ruolo della ricerca pubblica in agricoltura, fanno sperare nel superamento le contrapposizioni che hanno caratterizzato gli ultimi 20 anni di dibattito sul tema, e nella possibilità di fondare il dibattito innanzitutto su dati di fatto e non su pregiudizi.
Quale la via ed i percorsi per trasformare tali primi segnali positivi in una reale opportunità di crescita per la ricerca pubblica, il settore agricolo e alimentare? Ne vogliamo discutere assieme a rappresentanti istituzionali, media, scienziati e portatori di interesse in un contesto di dialogo costruttivo e scevro da pregiudizi.

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L’Aduc segnala la “Marzianite” della giunta Raggi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

cassonettiRoma capitale. Mentre i cassonetti sono stracolmi di rifiuti, le strade sporche, le foglie (“si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”) coprono tombini e caditoie, presagio per i prossimi allagamenti, l’assessore alla Sostenibilita’ Ambientale, Pinuccia Montanari, ha un lampo d’ingegno e propone l’istallazione di videocamere per identificare coloro che gettano i rifiuti fuori dai cassonetti. Bella pensata, peccato che istallare le video costa. Costa l’acquisto, l’istallazione, la trasmissione dati, la memorizzazione, l’operatore e la manutenzione. Poi, una volta individuato sul terminale il/la trasgressore, occorre cercarlo nel quartiere sguinzagliando i poliziotti capitolini che, muniti di trasmittente dati, dovranno girare per vie e piazze alla ricerca del contravventore.
Piano difficile e costoso (tanto pagano i cittadini). Sembra che i frequentatori del Campidoglio siano colpiti da una malattia: la “marzianite”. (n.r. avevamo già indicato alla Raggi la possibile soluzione di quello che è, purtroppo, un’amara verità e che la stessa Aduc lo aveva rilevato qualche mese fa in un suo comunicato. E’ che vi sono dei romani che si fanno pochi scrupoli nel lasciare i sacchetti d’immondizie ai piedi dei cassonetti vuoti o semi pieni. Prima di tutto occorre aumentare i passaggi dei mezzi Ama per lo svuotamento e pulizia delle strade e in seconda battuta organizzare, su base volontaria, degli osservatori costituiti da pensionati che già, come abbiamo potuto constatare, sono attivi, in alcuni quartieri, nel tenere in ordine i cassonetti della loro strada e con appositi avvisi cercano di scoraggiare, soprattutto, quelli che vanno a rovistare nel cassonetto e per loro comodità lasciano sovente i sacchetti scartati per terra).

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Viaggi tutto compreso: Vademecum dell’Aduc

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

viaggiatoriViaggi e vacanze in vista delle ferie. I viaggi organizzati sono comodi, basta una firma e tutto e’ a posto o quasi. Abbiamo predisposto un elenco di consigli per i turisti.
* Leggere attentamente il depliant: oltre alla pubblicita’ ci devono essere scritte le condizioni generali del contratto. Se non ci sono, eliminate quel tour operator o agenzia di viaggi.
* Farsi rilasciare copia del contratto con timbro e firma. Se l’agenzia vuole rilasciare solo la ricevuta della caparra, non firmate il contratto.
L’anticipo o caparra non puo’ superare il 25% del prezzo totale. Se vi chiedono di piu’ lasciate stare. Nei casi invece in cui sia inadempiente il tour operator, il consumatore puo’ recedere e pretendere il doppio della cifra.
* Controllare le ipotesi di aumenti previste dal contratto o dal depliant (variazioni del costo di trasporto, delle tasse aeroportuali e del cambio). Se non sono scritte, diffidate. In ogni caso gli aumenti non possono superare il 10% del valore del viaggio.
* Se improvvisamente non si puo’ partire e’ possibile essere sostituiti, almeno quattro giorni prima del viaggio, o si puo’ pagare la penalita’. La penalita’ per i voli di linea e’ diversa dai voli speciali.
* L’agenzia o il tour operator devono avere un’assicurazione per la responsabilita’ civile verso l’utente, che deve essere indicata nel contratto.
* Se, prima del viaggio, ci sono delle variazioni significative della vacanza (es:cambio della categoria dell’albergo, slittamento di piu’ giorni della partenza, ecc.), il contratto puo’ essere annullato dal turista o si puo’ scegliere una altra vacanza senza aumento dei costi.Se le variazioni avvengono durante il viaggio il tour operator deve rifondere la differenza di costo.
* In caso di contestazione documentare tutto e, al ritorno, inviare all’agenzia e al tour operator, entro 10 giorni, una lettera di protesta (raccomandata con ricevuta di ritorno), chiedendo il rimborso o il risarcimento dei danni. In caso di risposta insoddisfacente si puo’ ricorrere al giudice di pace. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Traghetti: Consigli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2016

traghettoSi avvicinano le vacanze e molti utilizzeranno i traghetti per arrivare alle agognate isole. I consigli sono d’obbligo per evitare arrabbiature ed iniziare bene un periodo di relax. Vediamo.
le compagnie migliori hanno un proprio sito internet, attraverso il quale e’ possibile avere le informazioni sugli orari, sui prezzi, sui percorsi, sulla tipologia della nave, compreso l’anno di costruzione, le foto con i locali comuni e le cabine. Una visita al sito e’ sempre utile;
chiedere spiegazioni sulla classificazione delle cabine, la loro dislocazione e i servizi offerti. Le cabine basse, vicine ai motori, sono piu’ rumorose e il rischio e’ quello di passare la notte in bianco;
osservare attentamente i depliant illustrativi; spesso si vede solo la prima classe, il che puo’ indurre a credere in un servizio standard;
per coloro che sono privi di auto chiedere se esiste una scala mobile interna o ascensori per salire;
i biglietti andata e ritorno possono essere scontati;
i residenti o i nativi delle isole possono avere riduzioni sul prezzo;
prima di partire telefonare alla Compagnia per conoscere eventuali variazioni o problemi insorti;
in caso do sovraprenotazione (overbooking) si ha diritto al rimborso del biglietto o a partire con il traghetto successivo,
se il traghetto non puo’ partire per cause di forza maggiore (es. mare mosso) si ha diritto al rimborso del biglietto o a partire con un traghetto successivo. Se non si parte per colpa della Compagnia il biglietto puo’ essere rimborsato, utilizzato in data successiva o trasferito su un’altra Compagnia, in piu’ si ha diritto al pernottamento in albergo e altre spese. Si puo’ far causa, presso il Giudice di Pace, per mancato godimento delle vacanze;
in caso di ritardo superiore ai 90 minuti si ha diritto a scelta tra trasporto alternativo e rimborso del biglietto; l’assistenza commisurata al caso (spuntini, pasti o bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa, ed in casi estremi soggiorno di una o piu’ notti a bordo o in una struttura a terra);
va dichiarata la vettura alimentata a GPL pena il marcato imbarco. L’automobile che con i bagagli supera 1.80 metri paga come una roulotte;
le contestazioni sulla classe delle cabine assegnate, o per altri disservizi, vanno accompagnate da una dichiarazione del commissario di bordo. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Compendium Value: cosa è? Lo domandiamo alla Consob

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 maggio 2016

Borsa Merci Telematica ItalianaUna persona che ha partecipato ad una loro presentazione ci ha segnalato la società inglese Compendium Value Limited, che propone investimenti in vari settori che spaziano dall’immobiliare alle acquisizioni di partecipazioni societarie, dalle materie prime ai metalli preziosi.Il prodotto di punta, come viene definito, è Compendium Value. Dalla brochure e dalla descrizione nel sito web, non molto dettagliate nonostante siano rivolte a professionisti, si arriva a comprendere che si tratta di contratti di associazione in partecipazione o simili ed incentrati nei settori dell’oro, delle pietre preziose e delle materie prime.
“Compendium Value, con i suoi partner, ha messo a punto una esclusiva strategia che permette ai soci di poter partecipare al ciclo industriale della lavorazione delle commodities, avendo protezione del capitale ed elevato rendimento su soluzioni di impiego a medio e lungo termine” mediante la “possibilità di entrare in joint venture con veri partner industriali e di partecipare così alla creazione di valore realizzata da tutta la catena produttiva, e che va dall’estrazione e produzione delle commodities fino alla loro vendita a clienti istituzionali e industriali”. Si parla di protezione del capitale, ma in un altra sezione si afferma che vi sono rischi correlati a investimenti internazionali e globali (specialmente in mercati in via di sviluppo), a investimenti in società di piccole dimensioni limitate ad un unico settore di business.I contratti di associazione in partecipazione o analoghi rientrano a pieno titolo nella categoria dei prodotti finanziari, come previsto dal Testo Unico della Finanza all’articolo 1, comma 1, lettera u, dove si considerano “prodotti finanziari” sia le figure “tipizzate” degli “strumenti finanziari”, sia “ogni altra forma di investimento di natura finanziaria” vale a dire un investimento dove sono contemporaneamente presenti un impiego di capitale, un’aspettativa di rendimento di natura finanziaria e l’assunzione di un rischio direttamente connesso e correlato all’impiego di capitale.In questi casi, per vendere al pubblico occorre seguire tutte le regole di legge, in primis prospetto informativo autorizzato dalla Consob e promotori finanziati abilitati. Nella brochure, come nel sito internet di Compendium Value Limited, si trova l’indicazione che le informazioni si rivolgono soltanto ad investitori professionali e ad intermediari finanziari e che non riguarda il pubblico al dettaglio. Negli incontri di presentazione, però, viene prospettata la possibilità di vendere i prodotti ai propri clienti, tra l’altro con provvigioni elevate che vanno dal 6% al 10%.La proposta appare molto generica, i rischi -per forza di cose elevati data la tipologia di investimento- non sono evidenziati come dovrebbe avvenire. Ce n’è abbastanza, insomma, per declinare le offerte che dovessero pervenire da parte di qualche venditore prima che la Consob, cui abbiamo segnalato la vicenda, arrivi a sospendere prima ed a vietare poi l’offerta per mancanza delle previste autorizzazioni.Chi intendesse vendere questi certificati senza essere iscritto all’albo dei promotori deve anche rendersi conto di commettere i reati di abusivismo finanziario assieme a quelli legati alla normativa anti-riciclaggio.I promotori finanziari devono prestare ancora più attenzione perché, oltre i reati di cui sopra, sussiste la responsabilità in solido della società mandante per i danni provocati a terzi, ed in tal caso è sicuro che sarebbe esercitata la rivalsa sul venditore. Per non tacere dei provvedimenti disciplinari che di sicuro verrebbero assunti nei loro confronti. (Giuseppe D’Orta, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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L’irriverente. Ecco perchè l’Italia è, nel mondo, un Paese provinciale. Grazie ministra Pinotti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2016

Roberta PinottiHo seguito casualmente una trasmissione di una tv nazionale in cui la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, si districava tra due giornalisti che facevano di tutto per farle dire anche quello che non sapeva e/o non voleva dire. Disquisivano sui contingenti militari italiani (una volta si chiamavano guerre, ma oggi si preferisce “missione di pace”) sparsi per il mondo, in particolare dopo gli “inviti” Usa perche’ il nostro Paese sia piu’ presente nello scacchiere mediorentiale e quello -molto probabile a breve termine- libico. Molto diplomatica, la nostra ministra, proprio come un comune mortale si aspetta che sia un ministro che fa il gioco di squadra del proprio governo, della Nato e degli accordi internazionali a vari livelli.
Ma i giornalisti sono degli incontentabili, per cui, proprio alla fine della trasmissione e’ scattata una domanda che proprio non c’entrava nulla col contesto, ma che serve forse a fare qualche titolo e qualche chiosa. Ed eccoci qui. Giornalista: ministro, lei per chi tifa nelle elezioni Usa? E Pinotti, sorridendo e mentre si alzava dalla sua sedia per andare via: io tifo per Hilary. Sorrisi da entrambe le parti, buonasera a tutti.
Hillary Diane Rodham, anche perche’ vive in un Paese (Usa) il cui il maschilismo dei nomi e’ straripante, e’ nota quasi esclusivamente come “la Clinton” poiche’ moglie di quel Bill che e’ stato presidente Usa per ben due volte in passato. E comunque una persona che, per le sue qualita’, e’ stata anche senatrice e Segretaria di Stato (il nostro ministro della Difesa), ma che comunque ha il marchio del cognome del marito.
Bene, la candidata piu’ probabile per il partito democratico (quello americano…) alla nomination Usa per le prossime elezioni presidenziali, in continuita’ con l’attuale innovatrice politica di Barack Obama, contrapposta a dei bacchettoni repubblicani che fanno sembrare dei laici estremisti i “due milioni” del Foro Massimo di sabato scorso a Roma… la signora Clinton, per la nostra Roberta Pinotti e’ Hillary. Non solo, ma per la nostra ministra della Difesa e’ la sua candidata preferita al piu’ importante scranno politico mondiale. Per capire: ve l’immaginate se il presidente Barack Obama, in occasione delle primarie del nostrano partito democratico, avesse trovato un giornalista che gli avesse chiesto per chi tifava come premier per l’Italia, e avesse risposto Matteo Renzi? Roba da mantenersi la pancia dalle risate? Si’, nel caso di Obama, ma non nel caso della ministra Pinotti. Che invece e’ drammatico e sintomatico della politica italiana in casa e nel contesto
internazionale. Non bisogna essere irriverenti per aspettarsi che un ministro, ad una domanda cosi’ inopportuna in quel contesto, avesse risposto qualcosa tipo: non parteggio per nessuno e avro’ ottimi rapporti col futuro ministro Usa alla Difesa e con tutto il Governo che gli elettori americani sceglieranno, visto che e’ un Paese con cui non siamo in guerra e i cui consigli seguiamo con molta solerzia ed attenzione. Ma la Pinotti.. no. Lei e’ partigiana, e’ un ministro che -diciamo- dimentica di esser tale e si comporta come una qualunque segretaria di sezione del Pd della sua Genova. E’ molto probabile che questa presa di posizione in quella trasmissione “non se la filera’” nessuno. Ma, a noi che ci piace il diritto, il savoir-faire, la lealta’, l’impegno nei ruoli e nei contesti, se fossimo stati un ministro della Repubbica, non ci sarebbe mai venuto in testa di dire, come potrebbe forse accadere per l’elezione di un consigliere di quartiere di un piccolo comune italiano, che si’, noi fidiamo che Mario sia eletto. This is Italy, people. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Overbooking aerea: I diritti del passeggero

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2015

aereo“Spiacente non abbiamo posti”. E’ la ferale notizia che un passeggero, munito di regolare biglietto e prenotazione confermata e in procinto di partire per le agognate vacanze pasquali, puo’ sentirsi dire in uno degli aeroporti italiani o dell’Unione europea. Si chiamo overbooking (sovraprenotazione) ed e’ un sistema che praticamente tutte le compagnie aeree adottano: vendono cioe’ piu’ biglietti di quanti siano i posti a disposizione. Saltano viaggio e nervi percio’ abbiamo voluto elencare le opzioni alle quali ha diritto il malcapitato turista .In caso di overbooking la compagnia aerea deve offrire al passeggero una delle seguenti scelte:
* Rimborso del prezzo del biglietto per la parte di viaggio non usufruita oppure, in alternativa, ad un nuovo volo (riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva piu’ conveniente per il passeggero, a condizioni comparabili.
* Assistenza, ovvero:
– pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;
– adeguata sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o piu’ pernottamenti;
– trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
– due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.
(l’assistenza va data in precedenza alle persone con mobilita’ ridotta e ai loro eventuali accompagnatori nonche’ ai bambini non accompagnati).
* Compensazione pecuniaria di:
– euro 250 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;
– euro 400 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i 3.500 km;
– euro 600 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.
Se al passeggero viene offerta la possibilita’ di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi , rispetto al volo prenotato, rispettivamente le due, le tre o le quattro ore, la compagnia puo’ ridurre queste compensazioni del 50%.
La compensazione va pagata in contanti, con assegno bancario o con bonifico oppure, in accordo col passeggero, con buoni viaggio e/o altri servizi.
Ovviamente il pagamento della compensazione non impedisce al viaggiatore di avanzare una richiesta di rimborso del danno ulteriore, soggettivo, subito a causa del disservizio.
Il passeggero ha diritto alla differenza di prezzo se viaggia in una classe inferiore a quella prenotata. Il passeggero non e’ tenuto a chiedere i risarcimenti e i servizi elencati perche’ devono essere erogati dalla compagnia aerea che deve informare i passeggeri dei loro diritti. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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