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Cardiopatie congenite nell’adulto

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

L’European Society of Cardiology (Esc) ha stilato le nuove linee guida sulla gestione delle persone adulte che vivono con una malattia cardiaca congenita, un tipo di disturbo al quale sopravvivono oltre il 90% dei neonati e che può influenzare la salute fisica e mentale. «Avere una cardiopatia congenita, con una necessità di follow-up e trattamento a lungo termine, può avere un impatto anche sulla vita sociale, limitare le poaaibilità di impiego e rendere difficile ottenere l’assicurazione» ha affermato l’autore Helmut Baumgartner, della University Hospital of Münster in Germania. «Guidare e supportare i pazienti in tutti questi processi è una parte integrante delle loro cure», ha continuato.Le nuove linee guida tengono conto delle evidenze degli ultimi anni (le precedenti risalgono al 2010). Per alcuni difetti cardiaci ci sono nuove raccomandazioni per quanto riguarda il trattamento basato su catetere, che, come sottolineato dallo stesso Baumgartner, dovrebbe essere eseguito da specialisti in cardiopatie congenite nell’adulto che lavorano con un team multidisciplinare. Tutti i pazienti devono incontrare uno specialista in modo da determinare quanto spesso debbano essere visitati e i centri che li accolgono dovrebbero disporre di infermieri specializzati, lavoratori dei servizi sociali e psicologi. Vi sono poi raccomandazioni per ciò che concerne lo sport, a seconda delle condizioni. «Tutti gli adulti con cardiopatia congenita dovrebbero essere incoraggiati a fare esercizio, tenere in considerazione la natura del difetto sottostante e delle proprie capacità» ha spiegato Julie De Backer, della Ghent University Hospital in Belgio. De Backer si è inoltre soffermata sulla gravidanza. L’autrice raccomanda una consulenza prima del concepimento in modo che i futuri genitori possano discutere del rischio di difetti cardiaci dei figli e in merito allo screening fetale. In ogni caso, una gravidanza è controindicata in alcune condizioni, come quella di donne con alta pressione delle arterie polmonari. Per quanto riguarda le complicanze, le linee guida stabiliscono quando e come diagnosticarle e trattarle. Bisogna monitorare in modo proattivo le aritmie, eseguire imaging cardiaco ed esami del sangue. Si evidenzia inoltre l’importanza di un corretto e tempestivo rinvio a un centro di cura specializzato e si elenca quando considerare alcuni particolari trattamenti, ad esempio l’ablazione. Le linee guida sono state pubblicate a fine agosto su European Heart Journal e su il sito web di Esc. (fonte Doctor33)

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Covid-19: Basso rischio di diffusione da bambino a bambino e rara la trasmissione da bambino ad adulto

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

A tranquillizzare insegnanti e genitori in occasione della riapertura del nuovo anno scolastico è l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) che in un articolo pubblicato su JAMA Pediatrics1 mette in evidenza come nei bambini la suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 sia dimezzata rispetto agli adulti e come essi non ricoprano un ruolo di rilievo nella circolazione del nuovo coronavirus.
A fotografare l’impatto psicofisico che la chiusura della scuola ha avuto sui bambini e ragazzi è un’indagine tutta italiana condotta su un campione di 2.064 studenti tra gli 11 e 19 anni. Angoscia e tristezza sono stati causati da un sentimento di solitudine avvertito dal 42,5% degli intervistati di sesso femminile e dal 32,5% di sesso maschile, per un totale del 75% dei casi. Altro fattore che ha tinto di grigio le giornate di bambini e adolescenti è stata la mancanza di senso di comunità, tipicamente generato dalla scuola, emersa nel 42,5% dei casi (26,5% femmine; 16% maschi) e lo stop delle attività sportive svolte a scuola nel 20% dei casi (6,7% femmine; 13,4% maschi). L’abbassamento del tono dell’umore non pare, invece, essere legato al virus: solo il 4%, infatti, ha dichiarato di sentirsi triste per paura della malattia.Inoltre, il 48,7% delle femmine ha riferito di piangere durante il giorno (13,4% nei maschi). Non solo tristezza: ansia e agitazione hanno colpito quasi il 40% degli intervistati (24.6% femmine; 14,6% maschi) a causa della separazione dai propri compagni, mentre oltre il 27% ha sviluppato sintomi di ansia per timore di non riuscire a stare dietro allo studio. La chiusura delle scuole ha, inoltre, provocato disturbi del sonno: a dormire meno il 43% delle femmine, mentre la percentuale di maschi che ha fatto le ore piccole si attesta al 24%. Il senso di affaticamento era più significativamente frequente nelle femmine (49%) rispetto ai maschi (35,3%) e nel gruppo di 14-19 anni.Disturbi emotivi di rilievo, dunque, quelli causati dalla chiusura della scuola a bambini e adolescenti, ancor di più se di sesso femminile. Da ultimo, il 51,5% delle femmine e il 44,7% dei maschi desidererebbe parlare di COVID-19 con un medico, informazione importante anche per i programmi formativi scolastici su tematiche relative alla salute.Secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive gli istituti scolastici possono e devono rimanere aperti in virtù dello scarso ruolo del bambino nella trasmissione della malattia, sebbene con il mantenimento di tutte le misure igieniche e di distanza fisica per la prevenzione delle infezioni respiratorie e un monitoraggio epidemiologico continuo della circolazione di SARS-CoV-2.
Quanto all’uso delle mascherine, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito alcune precise indicazioni: da zero a 5 anni non deve essere indossata e la motivazione è da ricercarsi nel ruolo minore del bambino piccolo nella diffusione della malattia e nella sua scarsa capacità di utilizzare in modo appropriato una mascherina; da 6 a 11 si valuta a seconda della situazione epidemiologica scolastica o cittadina e, quindi, se è presente una trasmissione diffusa di SARS-CoV-2 nell’area in cui risiede il bambino. Ai bambini di età pari o superiore a 12 anni è richiesto di indossare la mascherina come agli adulti, in particolare quando non possono garantire una distanza di almeno 1 metro dagli altri. In ogni caso, è importante assicurarsi che la mascherina sia della misura giusta per coprire naso e bocca, non toccarne la parte anteriore e non tirarla sotto il mento o nella bocca. Una volta sfilata dal volto, la mascherina deve essere riposta in una borsa o in un contenitore e non deve essere condivisa con altri o gettata per terra. È importante che insegnanti e genitori educhino il bambino che utilizza la mascherina e ne correggano comportamenti errati ogni qualvolta sia necessario.

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La tutela internazionale dell’adulto vulnerabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

Roma Lunedì 10 Aprile 2017, ore 10:00 Dipartimento di Giurisprudenza, Aula 4 Via Ostiense 139.La tutela internazionale dell’adulto vulnerabile, seminario del professore Pietro Fanzina nell’ambito del ciclo Incontri di diritto internazionale privato. Il professor Franzina, autore di una monografia sul tema dell’incontro, ha partecipato alla redazione di un documento di studio commissionato dal Parlamento europeo ai fini della presentazione di una iniziativa legislativa alla Commissione dell’Ue.

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La vaccinazione nell’adulto-anziano rimane una strategia sanitaria sottoutilizzata

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

IMG_0325Il tema vaccinale è attualmente inadeguato, principalmente orientato verso i bambini ed eccezionalmente esteso anche alla popolazione anziana (sopra i 65 anni) e per gruppi ad alto rischio di contrarre patologie infettive, il tutto soltanto in alcuni casi specifici come la vaccinazione antiinfluenzale.
Questo scenario si sviluppa in quanto, al contrario dei programmi di immunizzazione nei confronti dei bambini, la vaccinazione nell’adulto non è considerata un intervento sanitario di routine e prioritario. La conseguenza principale di questa scelta politico-sanitaria è che:
• l’utilizzo di vaccini negli anziani è basso;
• c’è una completa assenza di programmi coordinati relativi all’immunizzazione negli adulti;
• gli anziani non sono protetti da patologie prevenibili.
Paradossalmente anche verso la vaccinazione antiinfluenzale, sicura, raccomandata e molto pubblicizzata, la sensibilità rimane bassa, alto lo scetticismo (spesso anche tra gli operatori sanitari), con una percentuale di vaccinazione ridotta e presente soprattutto in alcuni particolari gruppi a rischio.
Se prendiamo come esempio (riguardo gli anziani) l’influenza stagionale, abbiamo dati significativi: colpisce ogni anno il 5-10% della popolazione globale, i tassi d’incidenza possono raggiungere il 40-50% nei soggetti a rischio, gli anziani però, sono la fetta di popolazione maggiormente interessata da complicanze gravi, ospedalizzazioni e decessi. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno 250.000-500.000 persone nel mondo muoiono a causa dell’influenza, con incidenza maggiore tra gli ultra 65enni. In Europa sono circa 40.000 l’anno le morti premature per influenza secondo le stime del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC).
IMG_0328Le conseguenze principali che ne possono derivare, sono rappresentate dall’aumento del tasso di ospedalizzazione per malattie correlate all’influenza, ed un incremento del rischio di mortalità, che nei soggetti over 65 con malattie respiratorie croniche e/o malattie cardiache, è di 20 volte superiore rispetto a chi non ha comorbidità. Non secondario è però l’impatto economico, in particolare a fronte di una spesa media di circa 1,3 miliardi di euro l’anno, nel 2014-2015 sono stati stimati costi diretti e indiretti dell’influenza per un totale di circa 3,5-4 miliardi di euro.
Numerosi studi epidemiologici che hanno valutato l’impatto della vaccinazione verso le patologie prevenibili nell’anziano sono stati in grado di dimostrare come la vaccinazione sia una strategia ottimale se riferita alla popolazione anziana e relativamente ad esempio, alla vaccinazione antiinfluenzale i risultati come il rapporto costo-efficacia sia valido in tutti i casi esaminati.
Oltre l’influenza sono presenti altre patologie invalidanti e/o in grado di ridurre la qualità di vita in una persona anziana, ma prevenibili tramite immunizzazione con vaccini testati, validati e sicuri, tra cui herpes e polmonite pneumococcica. Se per l’influenza, la cui vaccinazione è enfaticamente consigliata su ogni mezzo di comunicazione, il dato più eclatante è rappresentato dai circa 8000 decessi/anno che in Italia sono attribuibili direttamente o indirettamente alla sua infezione, relativamente alla polmonite pneumococcica, la cui pratica di vaccinazione è poco diffusa (probabilmente sia per superficialità medica che per scarsa pubblicizzazione) globalmente si stima come 1.6 milioni di persone muoiono per la sua infezione ogni anno, con un tasso di ospedalizzazione in Europa del 2%. Il tutto prevenibile con un semplice vaccino da somministrare dopo i 65 anni.
L’infezione da Herpes Zoster rappresenta invece, un argomento sensibile e particolare nella sfera della persona anziana, che attualmente è prevenibile tramite vaccino specifico. L’herpes zoster rappresenta una patologia invalidante nella popolazione anziana, nella quale occorre il 70% dei nuovi casi stimati d’infezione, le sue complicanze sono a volte considerate come parte del normale processo d’invecchiamento e per tale motivo da sopportare spesso anche in silenzio.
La più frequente complicanza di un’infezione da herpes zoster è rappresentata dalla nevralgia posterpetica, la quale si manifesta prevalentemente con un dolore severo che diventa cronico, in grado di ridurre progressivamente la qualità di vita e la performance delle persone anziane.
A oggi fino al 45% delle persone con più di 60 anni presenta un’esperienza di dolore cronico severo per 6-12 mesi legato all’infezione da herpes zoster. Tuttavia questa infezione e questa tipologia di dolore sono spesso sotto-stimati dai medici e sopportati dai pazienti, come qualcosa di inevitabile o facente parte del processo d’invecchiamento. (Graziano Onder Ricercatore Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia, Università Cattolica di Roma)

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Relazione bambino-adulto

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

Roma 12 giugno 2010  ore 8.30/18.00 Seraphicum – Via del Serafico, 1 conferenza Organizzata da:  Scint scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo  interpersonale  Aut Miur 15-07-08, GU n. 180 del 02-08-08 e  con la collaborazione di: AIPPC, Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, Psicologi protagonisti per l’Italia Futura,  FederPsi, Alta Formazione, di UGL Medici, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum,  Camera Minorile in Cammino, Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura – Seraphicum. Il programma prevede, moderato dal prof. Tonino Cantelmi, la lezione magistrale del prof Vincenzo Caretti dell’Università di Palermo e la conferenza dell’avv. prof.ssa Maria Giovanna Ruo, LUMSA, Roma su “Il bambino nella crisi della relazione familiare”. Seguono la discussione e gli interventi della  Dott.ssa Ana Cristina Villa Betancourt, P.C. per i Laici; Rev. P. Gianfranco Grieco, P. C. per la Famiglia; Dott.ssa Maria Lombardi, giornalista, Il Messaggero; Dott. Giovanni Parente, giornalista, Il Sole 24ore, la Riunione opzionanti Scuola di Specializzazione SCINT con la Relazione  “Io – tu – Il mondo: la costruzione dell’identità personale” della Dott.ssa Paola Gaetano, Psichiatra, Giudice Onorario; Roma e la Lezione Magistrale “Sviluppo Psicorelazionale nell’era dei nuovi media” del Prof. Daniele La Barbera, Università di Palermo. Altri interventi saranno della Dott.ssa M.Beatrice Toro, Scint (Co-Autrice del libro “Avatar”); Prof. F. Bianchi di Castelbianco, Ist. di Ortofonologia; Prof. Stefano Vicari, O.P.B.G.; Dott.ssa Barbara Cataldi Tassoni, giornalista, il Salvagente, di T. Cantelmi, M. B. Toro, E. Lambiase, M. Aiello, P. Laselva, B. Costantini, M. Pensavalli. Nel pomeriggio si terranno le relazioni tra nuove patologie e nuove normalità moderate dalla Dott.ssa Maria Beatrice Toro. Seguono la Relazione “Bambini e Salute: considerazioni bioetiche” della Prof.ssa Laura Tortorella, Ist. Mulieris Dignitatem, Roma e “Messaggi familiari, regole implicite  e sviluppo della personalità” del Prof. Francesco  Di Nocera , Sapienza, Roma. Al termine si apre la discussione libera sul tema dell’educazion sentimentale nella società liquida. Interverranno Interverranno la Dott.ssa Michela Pensavalli, SCINT, Roma (Co-Autrice del libro “Scusa se non ti chiamo più amore”), della Dott.ssa Barbara Carbone giornalista; della Dott.ssa Monica Maggi, scrittrice e del Prof. Arturo Bevilacqua, “La Sapienza” Roma. A seguire la  mostra fotografica a cura dell’Opera Don Calabria, la Relazione “L’emergenza educativa: una storia di amore”, Prof. German Sanchez APRA, Prof. Enrica Rosanna, Auxilium Roma e la Tavola rotonda conclusiva “Relazioni e intimità: l’egodistonia sessuale” Con gli interventi del Dott. Emiliano Lambiase, ITCI (Co- Autore del libro “Omosessualità e Psicoterapie”); della dott.ssa Antonella Montano,  Istituto Beck e del Prof. Davide Déttore, Università di Firenze. A chiusura dei lavori ci sarà l’Assemblea Generale dei SOCI AIPPC- Presentazione “La vita consacrata salverà il mondo”(T.Cantelmi)

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