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Aeham Ahmad: Taxi Damasco

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Storie, incontri, speranze di un popolo in guerra collana Oceani, trad. Francesca Gabelli, pp. 224, 20 euro Il nuovo libro dell’autore di Il pianista di Yarmouk, premio internazionale Beethoven per i diritti umani, la pace, la libertà. Una raccolta di storie ambientate in Siria per far luce su una delle tante guerre dimenticate. Mercoledì 13 luglio, presso la Rocca Sforzesca di Imola alle ore 21, Aeham Ahmad sarà ospite della Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, dove leggerà alcuni brani tratti dal suo nuovo libro e terrà un concerto al pianoforte, preceduto da un dialogo tra Lorena Cesarini e Tahar Ben Jelloun, che riceverà il Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle. Ahmed fa il tassista a Damasco, e per le strade della capitale siriana lotta a modo suo per guadagnare il necessario per mantenere la sua famiglia. Sul sedile del suo taxi giallo salgono i clienti più svariati: artisti poveri in canna, russi arroganti, ex prigionieri sopravvissuti alle torture, musicisti altezzosi, impiegati collerici, colleghi disperati rimasti senza benzina. Ahmed ascolta le loro storie, osserva i segni profondi che la guerra ha lasciato nelle loro anime. Prova a immaginare i loro drammi e i loro sogni, mentre attraversa la città tra speranze e miserie. Dopo il successo di Il pianista di Yarmouk, Aeham Ahmad torna a raccontare la sua Siria attraverso le storie di chi non è potuto fuggire, o è voluto rimanere. Uno sguardo poetico sulle vite degli altri, così lontane eppure così simili alle nostre.

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Aeham Ahmad: Taxi Damasco

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2022

Storie, incontri, speranze di un popolo in guerra collana Oceani, trad. Francesca Gabelli, pp. 224, 20 euro. Il nuovo libro dell’autore di Il pianista di Yarmouk, premio internazionale Beethoven per i diritti umani, la pace, la libertà. Mercoledì 13 luglio, presso la Rocca Sforzesca di Imola alle ore 21, Ahem Ahmad sarà ospite della Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, dove leggerà alcuni brani tratti dal suo nuovo libro e terrà un concerto al pianoforte, preceduto da un dialogo tra Lorena Cesarini e Tahar Ben Jelloun, che riceverà il Premio Jean-Claude e Nicky Fasquelle. Ahmed fa il tassista a Damasco, e per le strade della capitale siriana lotta a modo suo per guadagnare il necessario per mantenere la sua famiglia. Sul sedile del suo taxi giallo salgono i clienti più svariati: artisti poveri in canna, russi arroganti, ex prigionieri sopravvissuti alle torture, musicisti altezzosi, impiegati collerici, colleghi disperati rimasti senza benzina. Ahmed ascolta le loro storie, osserva i segni profondi che la guerra ha lasciato nelle loro anime. Prova a immaginare i loro drammi e i loro sogni, mentre attraversa la città tra speranze e miserie. Dopo il successo di Il pianista di Yarmouk, Aeham Ahmad torna a raccontare la sua Siria attraverso le storie di chi non è potuto fuggire, o è voluto rimanere. Uno sguardo poetico sulle vite degli altri, così lontane eppure così simili alle nostre. In libreria dal 22 luglio

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Arriva a Roma il leggendario Aeham Ahmad

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

aeham-ahmadRoma 7 gennaio 2017 all’Auditorium Parco della Musica di Roma ( ore 21, Sala Petrassi, biglietti 12 euro) concerto di Aeham Ahmad pianista di Yarmouk, dal campo profughi palestinese alle porte di Damasco dov’è nato nel 1989. Aeham Ahmad inaugura la sua prima tournée italiana il 6 gennaio a Locorotondo (Ba) per proseguire sabato 7 gennaio a Roma per poi proseguire la sua tornèe il 21 gennaio a Crema, il 22 gennaio a Mestre, il 27 a Taranto, il 2 febbraio a Firenze e il 4 febbraio ad Aosta. Un’occasione imperdibile per conoscere e ascoltare la malinconia dell’esilio di un pianista che concepisce la musica come un’arma per costruire la speranza di un mondo diverso.
Classe 1989, Ahmad è stato il primo artista a ricevere il Premio Beethoven, nel 2015, per il suo impegno in favore dei diritti umani. Nell’agosto 2016 è uscito “Music for hope”, il suo primo album composto da 18 tracce che raccontano il dramma della guerra in Siria attraverso una musica “classica”, dallo stile pienamente occidentale, armonicamente congiunta con i versi e la melodia del canto arabo. Un incontro sorprendente che si traduce in un universo musicale inedito e affascinante.Come racconta Ahmad:“Music for hope è dedicato al mio popolo, che vuole vivere libero ma non ha alcuna voce”.Le immagini di Aeham Ahmad al pianoforte, tra le macerie dei bombardamenti alla periferia della capitale siriana, hanno commosso il mondo intero. Lì Ahmad suonava ogni giorno un pianoforte montato su un carretto, circondato da bambini che lo accompagnavano con il canto. Una forma di resistenza alla guerra, il sollievo della musica contro il mortifero frastuono del conflitto militare. Il giorno in cui i miliziani dell’Isis gli hanno bruciato il pianoforte – perché la musica occidentale è considerata peccato mortale – e ucciso uno dei bambini che stavano intorno al piano, Ahmad ha deciso di lasciare il suo paese e fuggire verso l’Europa attraverso la rotta balcanica, insieme a migliaia di altri migranti. Fino all’arrivo in Germania, dove acquisisce lo status di rifugiato, inizia a suonare nei teatri, incontra Angela Merkel, pubblica il suo primo album e vince il premio Beethoven. Attualmente sta lavorando al suo secondo album e alla sua autobiografia, entrambe in uscita nel 2017.Una storia unica e, probabilmente, al tempo stesso, simile a quella di tanti esseri umani in fuga dalla guerra, costretti a lasciare le proprie radici alla ricerca non di un futuro migliore ma di un futuro e basta. Ahmad quel futuro lo ha trovato. E lo ha trovato in Europa, culla di quella musica classica che ha scoperto da piccolo a Damasco e che, tutto sommato, gli ha salvato la vita. (foto: Aeham Ahmad)

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