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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘aerei’

Sconti Iva su viaggi aerei, alberghi e pacchetti turistici

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Secondo i dati Istat, nel mese di marzo sono stati cancellati due voli su tre (66,3%) ed i passeggeri sono diminuiti dell’85%.”Crollo inevitabile. Il problema, ora, è come far ripartire il settore. L’Istat ci dice che turismo e trasporti sono fortemente connessi. Ecco perché, i due comparti vanno rilanciati insieme” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non appena si potrà passare ad una fase 3, con spostamenti liberi fuori dalla propria regione e dall’Italia, chiediamo che il Governo, contemporaneamente, preveda una riduzione temporanea dell’Iva, per alberghi, viaggi aerei e pacchetti turistici, così da invogliare gli italiani ad andare in vacanza, ridando liquidità immediata a questi settori” prosegue Dona. “In pratica, un mese o due di sconti sui servizi offerti al consumatore, come avviene durante il periodo dei saldi, a carico, però, dello Stato. E’ questo il modo migliore per rilanciare il settore aereo. Sbagliato, invece, derogare alla legislazione europea, consentendo alla compagnia aerea, in caso di cancellazione del volo, di dare un voucher al posto della restituzione in denaro. Non è privandoli dei loro diritti, che si invogliano i clienti a tornare a spendere e a viaggiare” conclude Dona.

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Voli aerei e compagnie in crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Air Italy in liquidazione e, al momento, sembra intenzionata a comportarsi bene nei confronti dei suoi clienti che avevano già acquistato dei biglietti. Alitalia…. anche se l’informato medio immaginiamo si sia perso per strada nel comprendere lo stato dei fatti… Alitalia è e continua ad essere quella macchina succhia-soldi pubblici che tutti sanno o hanno capito che sia e, come se non bastasse, in periodo di presunta riabilitazione economica (così ci era stato fatto credere da governi e governi che l’hanno foraggiata) ecco che viene fuori uno “scandalo” di spese di rappresentanza (per usare un termine gentile e apparentemente neutro) da capogiro in cui sono coinvolti tutti gli attori dell’operazione di salvataggio. E per questo vettore, se qualche passeggero ha problemi, avere rimborsi anche per loro errori evidentissimi, è una sorta di Odissea. Poi c’è il conto dei passeggeri negli aeroporti italiani (circa 195 milioni nel 2018, dati Enac) delle compagnie italiane (Alitalia, Air Italy, Blu Panorama, Neos, Air Dolomiti, Ernest, Mistral), 28.5 milioni nel 2018 (dati Aviation Industry) che tutte insieme non sono in grado di tener testa ai 37,9 milioni dell’irlandese Ryanair, in un contesto, sempre nazionale, di low cost che rappresentano il 51,3% del traffico. Tutto questo in un mercato internazionale (dati IATA di febbraio) in cui il traffico passeggeri nel 2019, rispetto al 2018, è cresciuto del 4,2%. Insomma, decisamente un settore in crescita, quello del trasporto aereo. Qualunque investitore interessato crediamo che si butterebbe a capofitto in questo ambito. Certo, ci sono gli alti e bassi, come la crisi dei trasporti da/per Cina (e non solo) dovuta al coronavirus. Ma non crediamo di essere superficiali nel credere che si tratti, sempre e solo in termini economici, di “scosse di assestamento” che, passate, verranno dimenticate. Le due maggiori compagnie italiane (Alitalia e Air Italy), invece sono una in liquidazione e l’altra in agonia in attesa del prossimo salasso dalle casse dello Stato. Torna tutto? Certo che no. Eppure in Italia le persone prendono l’aereo e tante compagnie non-italiane (Ryanair per tutte) vanno a gonfie vele. Quelle che vanno male sono quelle che sono controllate da capitali italiani (51% nel caso di Air Italy). Forse perché gli investitori italiani non sono capaci di far fruttare il proprio impegno economico e, magari, mettono i soldi e poi lasciano fare ad altri che, però, non avendo la cloche del comando, devono sottostare alle maggioranza del capitale italiano? Questo è il primo pensiero che ci viene in testa… anche perché non si capisce cosa potrebbe essere altrimenti: quindi solo incapacità manageriale nel muoversi in un mercato altamente concorrenziale e altamente in crescita. Ma da cosa nasce questa incapacità, visto che gli investitori italiani, in altri settori, non sono proprie degli incapaci (valga per tutti quello alimentare)? Non abbiamo risposte pronte in merito. Ma solo dubbi e domande.Dal nostro osservatorio, però, non possiamo non rilevare un certo deficit di attenzione verso il consumatore (Alitalia è il massimo di questo deficit). Air Italy in liquidazione sembra che sia vittima proprio di questo, nonostante le sue aspirazioni di vettore internazionale a prezzi contenuti… ma, per l’appunto, aspirazioni, ché, per esempio, il traffico passeggeri su alcune rotte che Air Italy aveva scelto (Usa ed estremo Oriente) è tutt’altro che in crisi. Deficit che non solo ha portato molti viaggiatori a scegliere altri vettori, ma che è diventato tale per investimenti più attenti agli specifici interessi di bottega che non ai consumatori. Ultimo, e non secondario deficit, l’estremo costo del lavoro che (vettori aerei e non solo) devono sostenere rispetto alla normativa italiana: infatti, se vengono superati da vettori come Ryanair, è anche perché i costi del lavoro presso il vettore irlandese (che applica i parametri della sua isola, comunque Ue) sono più bassi. E’ questo lo stato dell’arte di un Paese in ripresa? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Tassare il cherosene degli aerei per diminuire l’inquinamento?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 maggio 2019

Uno studio su incarico della Commissione europea raccomanda di tassare il cherosene degli aerei. Una tassa di 33 centesimi al litro dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 dell’8% e il numero di voli nella stessa proporzione, senza impatto su occupazione ed economia nel suo insieme. Tassa che, secondo lo studio, dovrebbe far abbassare la pressione fiscale su altre categorie e nessun impatto sull’economia nel suo insieme.
Un buon proposito ma che, nella realtà – fatta di tasse in materia che hanno solo incrementato gli introiti fiscali degli Stati – non ha mai risolto nulla in termini ambientali. Inoltre, si tratterebbe di una tassa per le compagnie aeree europee… e quindi acuirebbe le difficoltà delle stesse per far fronte alla concorrenze dei vettori non comunitari (è questo lo zero impatto sull’economia?).
Il risultato immediatamente tangibile sarà quello dell’aumento dei prezzi dei biglietti aerei. Con un’altra contraddizione rispetto ai propositi enunciati di nessun impatto sull’economia generale: i prezzi al consumo non fanno parte dell’economia generale? Certo, ci sono ampie critiche rispetto al fatto che il “dio consumo” sia tale in questi ultimi decenni e che in nome di questa santità si siano perpetrati i peggiori crimini ambientali. E’ vero anche questo, e non a caso le politiche di “consumo sostenibile” sono sempre più prese in considerazione. Ma cosa significa “consumo sostenibile”, rinunciare o usare alternative? In teoria, per esempio, una tassa del genere potrebbe incrementare lo realizzazione del trasporto ferroviario, che dicono emettere CO2 40 volte meno per Km e passeggero rispetto a quello aereo (2). Bene, ma, in un ambito di liberalizzazione del trasporto ferroviario, come il maggiore introito degli Stati grazie a questa imposta avrebbe una ricaduta sul trasporto ferroviario? In termini vaghi si può intuire, ma, per l’appunto “vaghi”… a meno che non ci sia una nuova nazionalizzazione e un nuovo monopolio del trasporto ferroviario, e quindi lo Stato incassa e applica. Ma, salvo rivoluzioni in corso che ci sono sfuggite, non ci sembra che sia questa la tendenza. Anzi.
E’ ovvio che noi di Aduc non abbiamo le ricette precise, efficaci e più o meno credibili per ridurre l’inquinamento ambientale. Così come è ovvio che siamo anche noi interessati a sistemi sostenibili di trasporto che riducano questo inquinamento. Ma il nostro fervore civico e ambientale non ci porta a bloccare il cervello e a non farci capire che con queste tasse si fa solo pagare di più ai consumatori e non si realizzano politiche di contenimento dell’inquinamento. Perché, per esempio, un consumatore dovrebbe prendere un treno da Roma a Parigi che, al meglio in andata, ci mette 14 ore e costa più di 200 euro, rispetto ad un aereo che ci mette un paio d’ore e può costare anche il 75% in meno? Perchè inquina meno, risponderebbe chi perora imposte del genere. Ok, ma quando ci sarà questa imposta che magari farà costare il biglietto aereo 20-30 euro in più mentre il treno costerà uguale, il consumatore che mezzo utilizzerà per andare da Roma a Parigi? E’ ovvio
che userà sempre l’aereo, visto che sono una rarità i consumatori come la svedese Greta che prende il treno da Stoccolma a Roma (anche se la carica simbolica è notevole). Il problema, quindi, è che allo stato dei fatti non ci sono alternative praticabili rispetto all’aereo, e l’aumento dei costi per chi ci offre il trasporto aereo porta solo ad un maggiore esborso per i consumatori, con l’aggiunta della vaghezza (vicino alla beffa) degli incassi degli Stati che, con questi provvedimenti, sostengono di far qualcosa contro l’inquinamento. E, salvo nuove economie che al momento continuano a sfuggirci, il maggiore esborso da parte dei consumatori significa che questi ultimi spendono meno altrove. Un’imposta, quindi, che prende da una parte per togliere da un’altra: il famoso cane che si morde la coda. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Il 2019 vedrà più di 2 miliardi di passeggeri a terra in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

Il 2018 è stato l’anno record delle interruzioni di volo e dei disagi per i viaggi aerei. Sono più di 10 milioni i passeggeri di tutto il mondo che hanno diritto a un risarcimento dopo che l’anno scorso sono rimasti bloccati in aeroporto a seguito di ritardi e cancellazioni. Il 2019 probabilmente non sarà migliore: AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri che subiscono ritardi o cancellazioni aeree, prevede 33 mila voli con interruzioni ogni giorno in tutto il mondo, previsione che potrebbe portare a disagi per oltre 2 miliardi di passeggeri globali.
Per l’Italia, l’ultimo studio di AirHelp prevede per il 2019 più di 137 mila voli con interruzioni che causeranno disagi a oltre 17 milioni di italiani. Nel 2016, erano quasi 14 milioni i passeggeri italiani coinvolti in interruzioni di volo e ad oggi è aumentato del 21% superando di gran lunga i 16 milioni. Negli ultimi tre anni i voli in ritardo o cancellati hanno subito un incremento del 20%.“L’incertezza della Brexit, gli scioperi annunciati dalle compagnie aeree, la carenza di piloti e il crescente fenomeno dell’overtourism saranno le principali cause che influenzeranno il traffico aereo di quest’anno” afferma Roberta Fichera, portavoce di AirHelp. “Ci aspettiamo potenziali risarcimenti per oltre 11 milioni di passeggeri ai sensi del regolamento europeo CE 261 e per questo motivo chiediamo a tutti i passeggeri di viaggiare consapevolmente, conoscendo i loro diritti e rivendicando ciò che gli spetta”.
La carenza dei piloti e della capacità aeroportuale nel gestire il traffico aereo sono i due fattori che influenzano maggiormente le interruzioni di volo. L’International Air Transport Association (IATA) riferisce che il 48% dei professionisti delle risorse umane dell’industria aerea sta lottando per trovare nuovi piloti, sia per la mancanza di candidati, sia per le crescenti richieste di stipendio. Per i prossimi 20 anni, Boeing stima una domanda di 637 mila piloti, in un’industria che soffre ormai di molte carenze.
Il fenomeno dell’overtourism è l’altra causa maggiore per le interruzioni di linea. IATA stima una crescita del 3,5% all’anno per quanto riguarda la domanda e la frequenza dei viaggi e prevede oltre 8,2 miliardi di passeggeri in tutto il mondo entro il 2037 (nel 2016 erano 3,8 miliardi). Con meno piloti, le compagnie aeree non riusciranno a stare al passo con la crescente domanda dei voli e gli aeroporti faranno sempre più fatica ad accogliere e gestire l’afflusso dei viaggiatori.
La normativa europea CE 261 parla chiaro: per voli in ritardo, cancellati o imbarchi negati, tutte le compagnie aeree (low cost comprese) devono corrispondere da 250€ a fino 600€ di rimborso a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Si tratta di un diritto dei passeggeri il più delle volte a loro sconosciuto (o omesso dalle compagnie aeree), tant’è che meno del 2% degli aventi diritto ha richiesto e ottenuto il risarcimento. AirHelp supporta i passeggeri nella gestione delle richieste del rimborso.
L’ultima relazione della Corte dei Conti Europea ha affermato che le compagnie aeree sono restie all’applicazione della legge e due terzi dei passeggeri non reclamano la giusta compensazione perché, o ne ritengono improbabile l’ottenimento, o perché non sono consapevoli dei propri diritti. Alla luce di queste difficoltà, AirHelp, insieme ad altre società di supporto, ha fondato APRA (Association of Passenger Rights Advocates), l’Associazione dei difensori dei diritti dei passeggeri che si propone di colmare il divario tra la consapevolezza dei passeggeri e la legge.

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E anche sugli F35 aveva ragione il MoVimento 5 Stelle

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

di battistadi Alessandro Di Battista. La Corte dei Conti ha certificato quel che il MoVimento 5 Stelle dice da 4 anni. Ovvero che il programma F35 (i cacciabombardieri) è un programma fallimentare. Io ne parlai in aula alla Camera nel 2013. In pratica i posti di lavoro creati da questo programma sono pochissimi e i costi (per noi cittadini) sono raddoppiati. Chi ci ha fatto entrare in questo programma dovrebbe essere preso a calci. È sempre la stessa storia. Ci fanno entrare in progetti fallimentari (TAV, TAP, guerra in Afghanistan, programma F35), poi ci dicono che si sono sbagliati ma è tardi per uscire perché i costi sarebbero esagerati. Sono vili traditori della Patria, sono i cosiddetti esperti che danno degli inesperti ai portavoce 5 Stelle. Aprite gli occhi in tempo! (fonte blog cinque stelle)

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Trasporto aereo: differimento scioperi

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

aeroporto firenzeL’USB Lavoro Privato, aderendo all’invito del Ministro delle Infrastrutture per facilitare la mobilità nazionale in seguito al sisma che ha colpito il centro Italia, differisce al prossimo 22 settembre gli scioperi proclamati in Alitalia Sai, Cityliner e Meridiana.
Questo gesto di solidarietà è legato esclusivamente al senso di responsabilità e non intende minimizzare la gravità delle vertenze in atto: mentre in Meridiana sono in corso centinaia di licenziamenti discriminatori, nonostante un contratto al ribasso rispetto a quello nazionale, ed ancora non è stato presentato un abbozzo di piano industriale da parte dell’acquirente Qatar Airways, in Alitalia assistiamo a licenziamenti per superamento del periodo di comporto in cui sono stati conteggiati dei periodi d’infortunio sul lavoro; provvedimenti disciplinari pesanti ed “esemplari”, per finire alla negazione delle attenzioni finora garantite al personale per necessità di carattere sociale e familiare.In queste due aziende, come nel resto del trasporto aereo, i lavoratori sono alle prese con ristrutturazioni, licenziamenti, carichi di lavoro eccessivi, atti unilaterali spesso di carattere vessatorio e discriminatorio.“E’ ora che al senso di responsabilità evocato dal Ministero e dimostrato dall’USB, adesso corrisponda la stessa attenzione da parte delle Istituzioni”, evidenzia Francesco Staccioli, dell’USB Lavoro Privato.“A fronte del differimento di scioperi con motivazioni così urgenti, ci aspettiamo che il Ministero affronti le problematiche di un settore che, nonostante tassi di crescita importanti, continua a produrre disoccupazione, precarietà e tagli ai salari. Abbiamo a che fare con dirigenze incapaci di accettare dinamiche di confronto normali in un Paese come il nostro, dove all’investitore straniero si aprono porte e portoni senza curarsi di ciò che succede dopo”, conclude il rappresentante USB.

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Sicilia: assicurare tariffe scontate per i trasporti aerei

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2015

viaggiatori“È necessario assicurare ai cittadini tariffe scontate sia per i trasporti aerei che per quelli marittimi con l’introduzione della continuità territoriale. Infatti, i siciliani negli ultimi mesi hanno subìto un aumento spropositato delle tariffe. Bisognaintegrare la Sicilia nel decreto legge sulle misure urgenti per interventi sul territorio, per quanto riguarda la continuità territoriale. Presenterò un emendamento per cui chiederò la firma ed il sostegno di tutti i colleghi siciliani senza distinzione partitica”. E’ quanto chiede Nino Minardo, deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc) e Vice Presidente della Commissione Attività Produttive che ha presentato un’interrogazione.“La Regione Sicilia – sottolinea – offre proprio a motivo della sua insularità gli svantaggi strutturali il cui perdurare ostacola il generale sviluppo economico e sociale della stessa. Il diritto alla mobilità costituisce un servizio di interesse economico generale e, quindi, tale da dover essere garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro dislocazione geografica. La Regione Sicilia non può essere penalizzata: occorre pertanto consentire ai suoi cittadini di usufruire di tariffe sostenibili come accade non solo per la Sardegna ma anche ad altre regioni d’Italia mediante l’applicazione del principio della continuità territoriale.
E conclude: “pertanto condivido e sottoscrivo la petizione, partita da Comiso, dove è sito l’aeroporto, struttura definita dal Governo di interesse strategico nazionale, avviata dal Codacons per avere garantita anche in Sicilia la continuità territoriale e rivolgo l’appello a tutti i cittadini a sottoscriverla on line attraverso il sito del Codacons Sicilia”.

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Approvate norme per accelerare riforma servizi di controllo del traffico aereo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 marzo 2014

aereiIl progetto legislativo per semplificare la gestione del traffico aereo, con l’obiettivo di rendere le compagnie aeree europee più competitive, migliorare l’utilizzo dello spazio aereo e ridurre l’inquinamento, è stato approvato mercoledì dai deputati.L’aggiornamento proposto delle regole in vigore sul “Cielo unico europeo”, soprannominato “SES2+”, le raggrupperà in un unico regolamento comunitario volto ad accelerare la riforma dei servizi di navigazione aerea, pur mantenendo le finalità e principi originari.L’aggiornamento proposto irrigidisce le norme sulla sorveglianza, dando più indipendenza alle autorità aeronautiche nazionali. I deputati hanno detto che i paesi membri dovrebbero incoraggiare la cooperazione tra le autorità aeronautiche nazionali al fine di coordinare meglio la gestione dello spazio aereo in tutta Europa e rendere il controllo del traffico aereo meno frammentato.Le norme dovrebbero consentire alla Commissione di designare un organismo indipendente e imparziale per aiutare le autorità aeronautiche nazionali a soddisfare gli obiettivi di prestazione per il miglioramento dei servizi.

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Il Parlamento europeo vuole diritti più adeguati per i passeggeri aerei

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2014

parlamento europeoSecondo il progetto di legge approvato in prima lettura dal Parlamento mercoledì, i passeggeri di aerei ritardati o bloccati dovrebbero ottenere più facilmente un risarcimento e le compagnie aeree avrebbero regole più chiare su come gestire i reclami.”I diritti dei passeggeri aerei riguardano praticamente ogni cittadino dell’Unione europea. E’ la storia di Davide contro Golia, poiché solo il 2% dei passeggeri ottiene realmente un risarcimento dopo la presentazione di una denuncia contro una compagnia aerea. Credo che il testo che abbiamo votato oggi rappresenti un ragionevole equilibrio tra compagnie aeree e diritti dei passeggeri. Abbiamo migliorato la protezione dei consumatori da un lato, pur riconoscendo la flessibilità che questo settore richiede, dall’altro”, ha dichiarato il relatore Georges Bach (PPE, LU).Le nuove norme richiederebbero ai vettori aerei di prevedere personale di contatto presso ogni aeroporto per informare i passeggeri sui loro diritti, sulle procedure di reclamo, sull’assistenza, sul rimborso e sulla riprogrammazione dei voli. I passeggeri potrebbero rivolgersi a detto personale per presentare reclami, compresi quelli per il bagaglio perso o danneggiato.

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Tifosi Milan: rimborsi per disagi aerei

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

“I tifosi del Milan in partenza per Barcellona hanno diritto ad un rimborso”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi ai disagi, a causa di uno sciopero dei controllori di volo in Francia, di quanti nei giorni scorsi avevano prenotato un volo per la Catalogna per la partita di Champions League Barcellona–Milan. “Lo stop ha provocato il 20 per cento di voli cancellati -spiega Dona- già lunedì i giocatori della squadra rossonera erano giunti a destinazione con tre ore di ritardo, ma ieri anche i tifosi in partenza hanno subito numerosi disagi e ritardi: alcuni supporter, addirittura, sono stati costretti a partire in automobile perché il loro volo è stato cancellato”. “Tutti coloro che sono rimasti coinvolti nella vicenda -conclude l’avocato Dona- possono rivolgersi alla nostra associazione mandando una email all’indirizzo di posta elettronica turismo@consumatori.it (scrivendo nell’oggetto: ‘Milan-Barcellona’) per richiedere il rimborso del biglietto aereo e dello stadio”.

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Trasporto aereo: vietati gli scioperi?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

L’Unione Sindacale di Base chiede alla magistratura di indagare e pronunciarsi sul comportamento del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, il quale ha ripetutamente vietato l’esercizio del diritto di sciopero in numerose occasioni, anche quando la Commissione di Garanzia aveva ritenuto l’azione di sciopero legittima e regolare. L’ipotesi, confermata da innumerevoli e documentate motivazioni, se ritenuta fondata dal giudice riconoscerebbe il Ministro colpevole di abuso di potere.
Da anni USB denuncia sindacalmente il comportamento di Matteoli, il quale, nella valutazione degli scioperi, sembra ormai orientato esclusivamente alla tutela degli interessi delle aziende senza alcun contemperamento con l’esercizio costituzionale del diritto di sciopero da parte dei lavoratori, come invece previsto dalla legge. Secondo USB, ciò impedisce al sindacato di svolgere il proprio ruolo, rendendolo assolutamente disarmato di fronte alle aziende nella difesa degli interessi dei lavoratori.  USB sta inoltre predisponendo un ricorso presso la Corte di Giustizia Europea al fine di vedere riconosciuto e garantito un diritto pressoché negato nel nostro Paese.

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Viaggi aerei e valige smarrite

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2010

Per una valigia persa o danneggiata, la cifra massima che la compagnia aerea e’ tenuta a sborsare e’ di 1.134 euro; di più un passeggero non può pretendere a meno che non si metta d’accordo prima con la societa’. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea in un caso che riguardava una valigia smarrita tra Barcelona e Porto. Il passeggero aveva chiesto un risarcimento di 3.200 euro cosi’ ripartiti: 2.700 per la merce e 500 di danno immateriale, ossia per qualcosa che lui giudicava insostituibile. La vicenda ha avuto un lungo iter ed è finita davanti alla Corte europea, la quale ha deciso che  il passeggero aveva si’ il diritto di esigere un compenso per il danno immateriale subito (foto o oggetti affettivi difficili da valutare)  ma entro un massimo di 1.134 euro. Semmai avrebbe dovuto mettersi d’accordo prima e pagare un supplemento più alto.  Abbiamo cosi una sentenza definitiva sul valore massimo che puo’ avere una valigia, indipendentemente dal contenuto. Infatti, se nella valigia ci sono oggetti di valore (gioielli, orologi, pellicce, ecc.) conviene stipulare una assicurazione per il valore che si intende salvaguardare. In vista delle prossime vacanze, e dei relativi problemi, ricordiamo che  la prima cosa da fare in caso di mancata riconsegna del bagaglio registrato e’ compilare un rapporto/denuncia presso gli sportelli “lost and found” dell’aeroporto di arrivo, utilizzando i moduli predisposti detti PIR (Property Irregularity Report); entro 21 giorni dalla consegna della prima denuncia in aeroporto, in assenza di ritrovamento del bagaglio, deve essere inviata una richiesta di risarcimento alla compagnia aerea quantificando e documentando il danno. Per ulteriori approfondimenti si veda la Scheda Pratica:  http://sosonline.aduc.it/scheda voli+aerei+diritti+ dei+passegger +regole_15533.php

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La nube vulcanica raggiunge l’Italia del Nord-Est

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2010

Il Vulcano islandese con la sua colonna di cenere ha già causato in Europa la chiusura di gran parte degli spazi aerei. Si calcola che non meno di sei milioni di passeggeri sono rimasti a terra con la cancellazione di 17mila voli. I paesi che risultano più colpiti sono la Gran Bretagna, la Danimarca, la Francia, l’Olanda, l’Austria, la Germania, i paesi Baltici, ma anche la Polonia e la Russia non sembrano escluse. Ora tocca all’Italia del nord nell’area che va dalla Malpensa di Milano a Trieste. Per gli islandesi  si profila un altro rischio che è quello delle inondazioni nei pressi del ghiacciaio Eyjafjallajokull, teatro dell’eruzione vulcanica e che per via del calore sprigionato dal vulcano tende a sciogliersi. Gli esperti avvertono che le ripercussioni possono durare anche mesi modificando la situazione meteorologica delle regioni maggiormente interessate al fenomeno. Si parla di oscuramento del sole, della perturbabilità delle correnti d’aria, della modifica dell’umidità dell’aria e nel provocare, per via della condensazione dell’aria, piogge nere e pesanti. Precedenti di questo genere li abbiamo già avuti con l’eruzione del vulcano Pinatubo nelle Filippine nel 1991 e altre negli anni precedenti. Si ricorda, ad esempio, i cento chilometri cubici di cenere sparse nell’aria dal vulcano Tamboro in Indonesia e che provocò pioggia, grandine e perfino neve da aprile a settembre in Europa e in Nord America. Ma ciò che preoccupa di più nell’immediato è la circolazione aerea. Com’è noto queste particelle di cenere presenti nell’aria, nelle alte quote, diventano corrosive per gli aerei incollandosi alla fusoliera. Il danno maggiore, tuttavia, e più immediato, è che le ceneri si incollano ai paletti dei rotori, erodendoli, e provocando lo spegnimento dei motori durante il volo. Si calcola che nella sola Italia, in un giorno, sono rimasti a terra oltre diecimila passeggeri.qui

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Aerei: è ora di fare chiarezza!

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Diatriba tra Catricalà e Matteoli sulla tratta Roma-Milano di Alitalia. Solo una distinzione chiara dei ruoli potrà permettere di ordinare un comparto colabrodo come quello del trasporto aereo Adiconsum chiede al Governo un vero ruolo di Autority Per Catricalà e l’Enac attraverso un piano dei trasporti Ancora una volta una “storia all’italiana”, dichiara Paolo Landi Segretario  Generale di Adiconsum, che manifesta quanto la confusione dei ruoli e delle  responsabilità finisca col penalizzare i consumatori. Un’economia liberale e una politica riformista, dichiara Pietro Giordano  Segretario Nazionale di Adiconsum, richiede distinzioni di ruoli. Il ruolo del Governo e’ quello di proporre leggi, quello del Parlamento di vararle  e quello delle Autority di operare il controllo su un’economia troppo spesso  portata alla privatizzazione degli utili ed alla socializzazione delle perdite. Adiconsum chiede al Governo di varare un piano dei trasporti che metta ordine  ad un comparto colabrodo evitando i monopoli, ma anche agendo per evitare i  mille disagi e raggiri che sopratutto in questa estate sono emersi con  dirompenza: perdita bagagli, ritardi, vacanze rovinate, ecc. Un’azione di Governo efficacie sarà quella che metterà in condizioni sia  Catricalà che l’Enac di assumere realmente il ruolo di vera Autority del comparto del volo. Solo così si eviteranno posizioni di monopolio, ma anche posizioni di vantaggio  espresse da compagnie low cost, non tutte, fori controllo che mascherano costi  aggiuntivi per i consumatori e finiscono col fallire con danni pesanti per turisti e passeggeri.

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