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Viaggiare low cost in aereo: Attenzione ai prezzi… che lievitano facilmente

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Un volo da Roma a Malaga a 30 euro, Copenhagen o Berlino a 60 euro… ecco come ci possono far sognare! Ma tra il prezzo pubblicizzato dalle compagnie low cost e la realtà, il prezzo può raddoppiare o anche triplicare. Inoltre, questi prezzi bassissimi sono di rado validi nel periodo estivo, quando invece le tariffe sono simili (se non più alte) a quelle delle compagnie “tradizionali”: numerosi costi aggiuntivi e supplementari fanno lievitare il prezzo finale pagato. Al biglietto aereo low cost le compagnie aeree aggiungono dei supplementi per un bagaglio in stiva che generalmente non è compreso nel prezzo pubblicizzato. Easyjet consente di portare in cabina un bagaglio di cm 56×45 (una valigia leggermente più grande di quelle abituali), ma oltre queste misure si dovranno pagare 9 euro per un bagaglio di 15 Kg e 12 euro per uno di 23 Kg. Transavia prevede aumenti tra i 9 e i 34 euro. Ryanair è più cara, con un costo compreso tra 25 e 40 euro per un bagaglio di 20 Kg. E non è necessario doverlo decidere prima: il supplemento può essere pagato anche direttamente in aeroporto, come accade per Vueling che fa pagare anche fino a 50 euro. In caso di scalo occorre informarsi bene che il prezzo del bagaglio non debba essere pagato per una seconda volta pur se si continua il viaggio prendendo un altro volo della stessa compagnia. E’ possibile che il bagaglio sia fatto pagare per ogni volo, come è previsto per esempio da Ryanair. E’ bene sapere che avere un bagaglio voluminoso come un passeggino, o portare il proprio animale domestico in viaggio o anche viaggiare con un bambino che non occupa un posto, costa tra i 25 e i 60 euro in più a seconda delle compagnie.
Scegliere il posto per avere magari più spazio per le gambe, o sedere accanto ad un proprio caro, anche un bambino, comporta dei costi supplementari.
Quando si fa la prenotazione occorre fare attenzione agli eventuali costi della stessa. Volotea prevede tra il 2,8 e il 4,5% in più del costo complessivo della prenotazione, mentre Easyjet applica spese fisse di 21 euro.
Mettendo insieme tutti questi importi, un volo Roma-Parigi pubblicizzato da Easyjet a 136,99, o da Vueling a 145,99, o da Ryanair a 285,99, può essere simile o andare anche oltre il costo di un volo Air France che viene venduto a 348,99 euro.
“In media il 5% dei passeggeri non riesce a prendere l’aereo”, dicono ad Easyjet. Ma in questo caso il regolamento europeo protegge i passeggeri e le compagnie aeree, low cost o meno che siano, devono aiutare i passeggeri a modificare il loro biglietto e devono indennizzarli con un importo che può arrivare anche a 600 euro.
Una volta a bordo, il prezzo del biglietto, a differenza delle compagnie tradizionali, non comprende cibo, bevande o anche alcuni passatempo. Occorre, per la maggior parte delle compagnie low cost, mettere in conto 3 euro per un caffè e 12 euro per un pasto. Per guardare un film o ascoltare della musica, Volotea propone un servizio a 1,99 euro per tratta e per passeggero. Questo importo, che sembra modico, diventa di un certo peso se si sta viaggiando con la famiglia.Viaggiare low cost implica quindi di viaggiare senza valigia e senza bimbo, di non mangiare e bere e di non scegliere il proprio posto!! Prima di prenotare, una confronto tra le diverse compagnie aeree è necessario per evitare di farsi attrarre da prezzi che poi difficilmente restano tali. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Viaggiare in aereo in classe economica. Il confronto con le ferrovie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Una volta c’erano i treni con i sedili di legno e lo sballottamento di un viaggio, soprattutto quelli lunghi, ti restava nei muscoli e nella testa per diverso tempo. Viaggi che oggi si fanno in poche ore, all’epoca necessitavano del triplo o del quadrupolo di tempo, dovendo anche passare la notte su questi sedili di legno. Certo, c’erano (rari, ma c’erano su alcune percorrenze) anche i vagoni letto, ma erano a costi totalmente inavvicinabili anche per chi apparteneva alle cosiddette classi medie (viaggi con treno e vagoni tipo Orient Express erano più che altro roba da romanzi o film). Per chi, intrepido o per necessità, voleva andare oltre l’Atlantico (New York, per esempio), anche negli anni ‘60 del secolo scorso, era più conveniente andare in nave da Napoli che non prendere la Pan Am o l’Alitalia da Roma… dove comunque per raggiungere la capitale, se andavi in treno, ti beccavi sempre i sedili di legno.
Poi il mondo ha cominciato a cambiare. I treni coi sedili di legno cominciarono a sparire, restando un po’ di tempo nelle tratte locali ma via via sempre meno. Comparve il mitico treno Settebello, furono ammodernate le linee, comparvero le nuove carrozze e oggi, 2019 (Trenitalia, Italo, etc), solo una sessantina di anni dopo, se si pensa a quell’epoca sembra di riferirsi ad un’era archeologica. In quattro ore, e anche meno talvolta, si va da Roma a Milano con dei treni veloci, dove quando scendi non devi metterci due giorni per riprenderti come coi sedili di legno, e dove tra wifi (quando funziona) e vari altri servizi, è come se sei stato in ufficio a lavorare, seduto su delle poltrone dove allunghi le gambe senza problemi, ti puoi fare un pisolino, andare al bar spendendo (a parte la diffusa qualità bassa) un po’ di più di un bar di una città media italiana.
E per l’aereo (a New York non si va più in nave) sempre oggi, 2019, Pan Am estinta per ingordigia dei suoi stessi padroni (privati diventati incapaci e disinteressati) e Alitalia ridotta (a parte pochissime rotte internazionali tipo Tokyo o Tel Aviv) ad una caricatura di se stessa sempre grazie al suo padrone (lo Stato italiano), andare da un posto ad un altro, se si scelgono le date “giuste” si può anche credere di aver vinto un premio per il biglietto più economico del secolo.
Qui ci soffermiamo sul trasporto aereo facendo un confronto tra la sua evoluzione e quella del treno. Mentre il treno è decisamente migliorato come qualità in generale (inclusi i costi… le offerte speciali, molte), per l’aereo è un po’ diverso. La qualità del trasporto aereo è migliorata perché costa molto meno di prima e, soprattutto, perché le sue destinazioni e frequenze si sono moltiplicate. E mentre il treno ti porta da un luogo ad un altro senza fisicamente “massacrarti” (non stiamo parlando del servizio pendolare…), non è così per l’aereo che, a parte le rotte di 1-2 ore dove il ”massacro” non ha tempo per manifestarsi appieno, se prendi un classico volo transoceanico o transcontinentale, quando arrivi, per riprenderti (a parte l’irrisolvibile problema del fuso orario) hai bisogno di svariato tempo. E’ ovvio che stiamo parlando della classe economica (Y e le altre varie sigle utilizzate alla bisogna), ché chi viaggia in business o prima classe
fa parte di un mondo che qui non stiamo considerando, un modo che paga come minimo quattro volte di più di chi viaggia in classe economica.
Perché?
La domanda ce la poniamo da tempo, ma ci è sembrata più urgente e di attualità da quando è ripresa una sorta di gara tra compagnie aeree su chi riesce a fare il volo più lungo senza scalo. Sembrava un successo, solo un anno fa, un volo di quasi 17 ore della Qantas no-stop da Londra a Perth, ed un altro volo da ottobre scorso di più di 18 ore della Singapore Airlines tra Singapore e New York. E’ di questi giorni la notizia che sempre l’australiana Qantas si sta organizzando per il 2022 con un volo no-stop di 21 ore che le consentirà di collegare Sydney o Melbourne con New York o Londra.
Chi scrive, in vita sua, ha al massimo volato senza scali per quasi 12 ore, in classe economica, e ogni volta si è sempre ripromesso che la prossima volta avrebbe spezzato il volo, magari anche con sosta prolungata e non il solito bivaccamento in aeroporto… ma poi ci è ricascato. Alle mie domande su perché si dovesse volare seduti in quelle scomode poltroncine, attaccati al proprio vicino sperando che lo stesso non fosse con una notevole massa corporale e/o particolarmente fastidioso rispetto al proprio essere altrettanto fastidiosi per questo vicino… ha solo trovato le solite risposte economiche: il volo alla compagnia costa 100 e per non fallire la stessa deve incassare 150 o giù di lì, in modo che questo 50 di avanzo le consenta utili e investimenti. Logica economica oggi molto stiracchiata dai vettori low-cost ma che, togliendo al servizio di bordo questo o quell’altro o facendo pagare presunti o meno servizi non essenziali o giocando sulla differenziazione dei prezziin base alle date, è sempre la stessa
Una logica economica che non fa una grinza? Può darsi.Ma perché questa logica economica non viene utilizzata anche per il trasporto ferroviario? Certo che viene usata, ma non in modo così serrato come nei vettori aerei: un vagone medio di un Frecciarossa 2da classe ha una settantina di posti a sedere, decisamente comodi e che, se dovessero essere con la logica serrata degli aerei, come minimo potrebbero essere il 50% in più. Ma non è così. Anzi: più passa il tempo e più i sedili/poltroncine sono comodi e occupano più spazio a svantaggio della quantità. Sono matti questi delle ferrovie oppure, come nel caso di Trenitalia, essendo società di capitali ma con maggioranze statali, sono più dediti alla qualità del servizio che al profitto? Ipotesi tutte valide ma che, comunque, devono confrontarsi con bilanci che non devono andare in rosso… e al momento la situazione regge.E’ ovviamente improprio fare un paragone economico tra le logiche delle ferrovie e quelle dei vettori aerei, e poi non è ciò che ci interessa in questo momento … per cui ci fermiamo qui. Ci interessa invece la logica del servizio. Partiamo da una domanda: perché la comodità si è evoluta per i treni e non per gli aerei? Probabilmente perché i treni erano più popolari/diffusi che non gli aerei e quindi, per mantenere e attirare sempre più persone i treni hanno deciso di investire anche su sedili più comodi. Ma oggi anche gli aerei sono sempre più popolari/diffusi ma non solo continuano ad avere sedili sempre scomodi, ma ci sono addirittura progetti già ad un livello avanzato con il trasporto in piedi dei passeggeri, progetti per le tratte brevi (5); ma, di contraltare, non ci risultano progetti di migliorie degli spazi per le tratte lunghe (sempre ovviamente scartando le soluzioni più costose e già esistenti, e sempre piene di innovazioni, rispetto alla classe economica).
Dobbiamo forse arrivare ad un livello di saturazione della offerta (oggi inferiore alla domanda, soprattutto nelle prospettive)? Perché un domani, per andare per esempio a New York, per convincerci a scegliere un vettore piuttosto che un altro ci potrebbe essere offerto il sedile più comodo allo stesso prezzo di quello più scomodo, e non solo il sorriso delle pubblicità, o i motori di ricerca in Internet che mettono insieme tutti i vettori possibili e immaginabili (e inimmaginabili) per farci spendere meno magari anche con tre cambi di aereo, o la disponibilità limitata di posti nei periodi di punta?
Sì, a meno che qualcuno non voglia immaginare servizi solo garantiti di base dai soldi degli Stati (decisamente improbabile…), sembra che per poter viaggiare comodi dovremmo arrivare alla saturazione dell’offerta. Ma possibile che non ci sia nessun investitore (un po’ visionario e futurista?) che non voglia aspettare di doverlo fare per forza, quando i vettori cercheranno passeggeri “col coltello”, e si lanci al più presto per essere il pioniere di un mercato possibile che c’é già? Non sono le apparenti scelte ardite di questo tipo che cambiano l’economia e la storia? E poi, per mettere il dito lì dove nel settore (e non solo) si è più sensibili, il business: un aeromobile, per esempio, come l’Airbus A380 che oggi in versione charter (classe unica) può trasportare 853 persone (il primo al mondo per numero di passeggeri), se i sedili fossero molto più comodi sì da trasportare (esempio a caso) la metà dei passeggeri, mantenendo gli stessi prezzi della classe
economica oggi in vigore farebbe guadagnare meno alla compagnia aerea… ma questa compagnia “ardita” sarebbe l’unica con una politica del genere ed è probabile che questa sua innovazione la porterebbe ad avere gli aerei già prenotati e pagati per i successivi due o tre anni… una disponibilità finanziaria da non sottovalutare e che, ben orchestrata, potrebbe rappresentare un business maggiore di quello delle politiche attuali. Poi, probabilmente, non sarebbe solo l’unica ma la prima tra altre che potrebbero fare altrettanta scelta, il mercato comincerebbe a muoversi in una direzione nuova… quel movimento che rende le nostre economie, e il relativo business, sempre più interessante.
Intanto, per poterne meglio parlare in futuro, vado a prenotarmi un volo no-stop di 21 ore, sperando di arrivare a Sydney o Melbourne senza aver scannato il vicino o essermi fatto scannare dallo stesso.(by Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Mosca: aereo in fiamme durante l’atterraggio

Posted by fidest press agency su domenica, 5 Mag 2019

Un aereo passeggeri Sukhoi Superjet 100 della compagnia di bandiera russa Aeroflot, ha preso fuoco e ha compiuto un atterraggio d’emergenza nell’aeroporto moscovita di Sheremetzevo. I passeggeri, fanno sapere i media russi, sono stati messi in salvo evacuando il velivolo con gli scivoli d’emergenza ma l’aereo ha continuato a bruciare sulla pista, mandando nell’aria una grande colonna di fumo nero. Secondo i media russi dieci persone sono morte e ci sarebbero diversi feriti. L’aereo, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, era decollato da Mosca diretto a Murmansk ed è stato costretto a un atterraggio di emergenza poco dopo. Funzionari citati dall’agenzia Interfax affermano che i 78 passeggeri a bordo sono stati evacuati. L’incendio è stato domato solo alle 18,50.

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Precipita un Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

L’aereo era diretto a Nairobi. E’ precipitato dopo il decollo da Addis Abeba. Non vi sono stati superstiti tra i 157 a bordo (149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio). Otto viaggiatori erano italiani tra i quali l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale. Scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Oggi è un giorno di dolore. Nell’aereo della Ethiopian Airlines precipitato dopo il decollo da Addis Abeba vi erano anche nostri connazionali. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri” A sua volta Vittorio Sgarbi ricorda l’archeologo Sebastiano Tusa: «Resta il suo pensiero l’intelligenza, la disponibilità ad ascoltare, la gentilezza, e tanti studi, tante ricerche sospese, tanti sospiri di conoscenza. In pochi casi l’archeologo, lo scienziato si era fatto politico con tanta naturalezza, continuando a vedere le cose, la storia e il mondo senza calcoli e strategia, per amore della bellezza, per la certezza che il mondo antico in Sicilia era ancora vivo. Potevano risorgere sculture, rinascere kouroi, uscire Venere dall’acqua. E come vive la storia con noi, vive anche lui oltre la sua apparente fine» Sebastiano Tusa fu nominato assessore nella giunta di Nello Musumeci nell’aprile del 2018.

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La contraerea siriana ha abbattuto un aereo russo

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

Nei giorni scorsi, mentre gli ebrei di tutto il mondo erano concentrati sulla ricorrenza di Kippur, un grave incidente è accaduto sui cieli del Mediterraneo prospiciente la Siria. Subito dopo che l’aviazione israeliana aveva bombardato un sito vicino al porto di Latakia, dove sembra ci fosse una fabbrica di guide di precisione per i missili destinati all’uso di Hizbullah per colpire Israele, la contraerea siriana ha abbattuto un aereo russo di raccolta dati e coordinamento militare di ultima generazione, uccidendo 15 soldati russi. Immediatamente il ministero della difesa della Russia ha dato la colpa a Israele, ma poi Putin ha smorzato la polemica. L’incidente è molto grave perché rompe un equilibrio delicatissimo fra Israele e Russia, la quale è alleata dell’Iran ma vuole mantenere buoni rapporti con lo stato ebraico. Ma perché è accaduto?Vale la pena di guardare alla dinamica dei fatti. Ci sono due versioni. La prima è quella russa, che sostiene che i jet israeliani si siano infilati nella scia del loro aereo spia per condurre il bombardamento senza rischio, approfittando della traccia radar molto più grande di quest’ultimo per non essere rilevati e usandolo come scudo contro l’antiaerea siriana. Israele inoltre avrebbe avvertito la Russia solo un minuto prima dell’azione, violando il patto di consultazione militare reciproca che è stato stabilito fra i due paesi per evitare incidenti, impedendo in pratica all’aereo spia di togliersi dal teatro di battaglia. La versione israeliana è assai diversa: l’aereo spia non sarebbe stato vicino durante l’azione e sarebbe stato colpito dagli spari indiscriminati dei siriani quando già i bombardieri erano nello spazio aereo israeliano, distante circa 400 chilometri da Latakia (un quarto d’ora di volo). Israele ha mandato il capo dell’aviazione a Mosca a esibire i documenti (probabilmente le tracce radar) che dimostrano la sua versione e lo stesso Putin ha parlato di “una catena di casualità”.
Bisogna notare che questo incidente mostra una fragilità insospettata dello schieramento militare russo in Siria. Se davvero le forze russe sono rimaste sorprese dall’azione israeliana, questo significa che il loro decantato sistema radar, che dovrebbe coprire l’intero Medio Oriente, funziona malissimo, anche perché Latakia è la loro principale base navale in Siria e avrebbe potuto essere colpita facilmente da qualunque nemico. Inoltre un aereo di guerra elettronica dell’ultima generazione, che non solo viaggiava non scortato, ma non si era accorto neanche lui del pericolo e soprattutto non era stato in grado di mettere in atto le contromisure elettroniche per evitare i razzi dell’antiaerea, che pure sono di fabbricazione russa, non i più moderni e dunque conosciuti benissimo dall’aviazione russa. Infine, è evidente che l’antiaerea siriana funziona molto male essendo incapace di distinguere amici (che pure dovrebbero essere forniti di un segnale in codice nel trasponder radar, che li identifica) dai nemici. Fra l’altro l’aereo spia è un quadrielica molto più lento dei jet israeliani, tanto più per il fatto di essere su una rotta di atterraggio. O forse i siriani (e i loro capi iraniani) non si fidano dei russi, credono, come si era detto in altre circostanze, che i russi abbiano passato i codici a Israele.Insomma, la posizione russa risulta seriamente indebolita, al di là della perdita di una aereo e dei militari. Ma la Russia è una potenza mondiale, che può rafforzare il suo dispositivo in Medio Oriente, anche se a rischio di innescare una spirale di guerra che potrebbe coinvolgere tutta la potenza di Israele e anche gli Usa. Putin ha scelto di bloccare l’escalation anche verbale. Probabilmente è consapevole del costo dell’egemonia che ha ottenuto in Medio Oriente e del rischio di un’alleanza con paesi infidi e aggressivi come l’Iran e i suoi satelliti. Nel migliore dei casi potrebbe capire perché Israele chiede con forza che sia smantellato l’apparato militare iraniano in Siria, che mette a rischio la pace nella regione. Certamente però nella calma raggiunta dopo l’incidente ha avuto grande peso il rapporto personale di fiducia che Netanyahu ha raggiunto con Putin, la credibilità che Israele ha come potenza forte e responsabile nella regione. Sono risorse essenziali nella lunga guerra che Israele si trova a condurre contro l’aggressione iraniana. https://www.progettodreyfus.com/russia-siria-israele/

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Cuba, aereo passeggeri precipita al decollo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Mag 2018

Bilancio pesantissimo per l’incidente aereo avvenuto a L’Avana a Cuba. Alle 12.08 ore di oggi, un aereo passeggeri, un Boeing 737 del volo 0972, si è schiantato al decollo. L’aereo, partito dall’Avana verso Holguin, è precipitato subito dopo il decollo nei pressi dell’aeroporto Jose Marti della capitale cubana e Santiago de Las Vegas. Il volo era della compagnia Damojh e a bordo c’erano 104 passeggeri. Le immagini che si stanno diffondendo in rete mostrano un’enorme colonna di fumo alzarsi dal luogo dello schianto. Al momento non è dato sapere il numero delle vittime. Secondo la tv di Stato cubana il velivolo era stato noleggiato dalla compagnia italiana Blue Panorama. «Numero elevato di vittime» – Parlando dell’aereo caduto, il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha detto alla televisione che appartiene alla Dajmoh, una compagnia low cost con base a Guadalajara, in Messico. «Sembra che ci siano molte vittime», ha aggiunto Diaz-Canel, intervistato mentre si recava sul posto dell’incidente, aggiungendo che il velivolo è precipitato a circa 13 km dal centro dell’Avana. Ci sono tre superstiti  che viaggiavano sull’aereo  poco dopo il decollo dall’aeroporto dell’Avana. Sono sopravissuti all’incidente, e sono stati ricoverati in condizioni critiche all’Ospedale Universitario Generale Calixto García. (Giovanni D’Agata)

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Traffico aereo: voli fermi

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2016

aereoSabato 9 aprile per chi viaggerà in aereo si prevedono forti disagi. In tutti gli aeroporti italiani (isole comprese) è stato proclamato uno sciopero della durata di 4 ore, dal sindacato autonomo UN.I.C.A. (Unione Italiana Controllo e Assistenza al Volo). Dalle 10 alle 14 si stima che verranno cancellati oltre 250 voli. Si registreranno le maggiori criticità soprattutto negli aeroporti di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Catania considerato il gran numero di voli che insistono su di essi. “Il nostro sindacato – spiega il coordinatore nazionale Gianluca Labigi – ha deciso di esprimere il proprio dissenso nei confronti del contratto di settore organizzando uno sciopero che, viste le alte percentuali di adesione avute ultimamente (50% e più), sappiamo bene che creerà non pochi disagi. Ci scusiamo sin da ora con i passeggeri ma questa per noi era la sola scelta possibile. Abbiamo tentato, invano, di avviare un dialogo per essere anche il linea con le scelte del governo, ovvero trattare sulle basi di un contratto aziendale, ma in controtendenza assoluta ENAV non ha accettato nessun compromesso. I rimandi sono ormai inaccettabili. Mentre Enav avvia l’ingresso in Borsa, dunque, tanti sono i problemi che, però, si tende a non affrontare. Accanto ad UN.I.C.A., – aggiunge il coordinatore – sciopererà anche l’ANPCAT (Associazione Nazionale Professionale Controllori e Assistenti al Traffico aereo) che incrocerà le braccia per protestare contro l’assurda regola pensionistica che applica due diverse età per il collocamento in quiescenza (60 e 67 anni) dei controllori di volo”. Durante lo sciopero di entrambe le sigle sindacali, comunque, saranno garantiti i servizi minimi previsti per legge.

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Viaggiare in aereo e perdere i bagagli

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2011

Terminate le vacanze si torna, si aspetta il bagaglio davanti al nastro trasportatore e, con un tonfo al cuore, si constata che la propria valigia non c’e’ o arriva con la maniglia divelta o il carrellino privo di ruote. Che fare? La prima cosa e’ quella di andare all’Ufficio oggetti smarriti (lost&found), presentare il proprio biglietto, il tagliando del bagaglio e compilare un modulo. Queste operazioni servono per avviare le ricerche del bagaglio perso. Il viaggiatore che vuole essere risarcito, per il bagaglio perso o danneggiato, deve presentare anche una denuncia alla compagnia aerea entro 21 giorni in caso di ritardo e entro 7 giorni in caso di danneggiamento. Spesso si dimentica di effettuare quest’operazione, confortati dalle assicurazioni degli addetti all’Ufficio oggetti smarriti che il bagaglio sara’ prontamente ritrovato e riconsegnato. Occorre pero’ fare attenzione ai tempi entro i quali fare la denuncia, poichè si rischia di non ricevere il risarcimento dovuto. La Convenzione di Montreal o di Varsavia stabiliscono valori diversi e prevedono un rimborso a bagaglio, indipendentemente dal valore del bene perduto (salvo il caso di maggiore dichiarazione di valore):
• Per gli Stati che aderiscono alla Convenzione di Montreal: in caso di distruzione, perdita, danno o ritardo si ha diritto ad un risarcimento fino a 1.134 euro;
• Per gli Stati che non aderiscono alla Convenzione di Montreal: per smarrimento o danno si ha diritto ad un risarcimento di 19 euro a kg di bagaglio.
Si può chiedere anche il rimborso degli abiti acquistati, allegando le ricevute e il risarcimento del danno “biologico” subìto, la cui quantificazione e’ lasciata alla valutazione del passeggero che, per avere soddisfazione, dovra’ con molta probabilita’ rivolgersi al Giudice di pace.

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Viaggiare in aereo e perdere i bagagli

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

Terminate le vacanze natalizie si torna, si aspetta il bagaglio davanti al nastro trasportatore e, con un tonfo al cuore, si constata che la propria valigia non c’è o arriva con la maniglia divelta o il carrellino privo di ruote. Che fare? La prima cosa è quella di andare all’Ufficio oggetti smarriti (lost&found), presentare il proprio biglietto, il tagliando del bagaglio e compilare un modulo. Queste operazioni servono per avviare le ricerche del bagaglio perso. Il viaggiatore che vuole essere risarcito, per il bagaglio perso o danneggiato, deve presentare anche una denuncia alla compagnia aerea entro 21 giorni in caso di ritardo e entro 7 giorni in caso di danneggiamento. Spesso si dimentica di effettuare quest’operazione, confortati dalle assicurazioni degli addetti all’Ufficio oggetti smarriti che il bagaglio sara’ prontamente ritrovato e riconsegnato. Occorre pero’ fare attenzione ai tempi entro i quali fare la denuncia, poiche’ si rischia di non ricevere il risarcimento dovuto. La Convenzione di Montreal o di Varsavia stabiliscono valori diversi e prevedono un rimborso a bagaglio, indipendentemente dal valore del bene perduto (salvo il caso di maggiore dichiarazione di valore): * Per gli Stati che aderiscono alla Convenzione di Montreal: in caso di distruzione, perdita, danno o ritardo si ha diritto ad un risarcimento fino a 1.134 euro;
* Per gli Stati che non aderiscono alla Convenzione di Montreal: per smarrimento o danno si ha diritto ad un risarcimento di 19 euro a kg di bagaglio. Si puo’ chiedere anche il rimborso degli abiti acquistati, allegando le ricevute e il risarcimento del danno “biologico” subìto, la cui quantificazione e’ lasciata alla valutazione del passeggero che, per avere soddisfazione, dovra’ con molta probabilita’ rivolgersi al Giudice di pace. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Maroni regala un aereo ai vigili di Chiari

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Il commento di Franco Maccari segretario generale del sindacato Coisp di polizia: “Un aereo ci sarebbe sembrato davvero troppo, ma se solo il Governo ci avesse regalato un paracadute forse saremmo riusciti ad atterrare sul morbido ed evitare i colpi bassi inferti alla Polizia di Stato anche attraverso azioni eclatanti che si tenta di tener nascoste”. E soggiunge: “A parte la singolarità del regalo poiché normalmente i delinquenti non volano, ma di solito corrono su auto potentissime, né tanto meno le macchine in divieto di sosta vengono parcheggiate sulle nuvole – dice Maccari –, ed a parte che vorremmo capire con quali soldi il Comune di Chiari manterrà il mezzo, da dove verranno stornati i fondi, ci chiediamo anche se lo stesso controvalore dell’aereo non sarebbe stato più opportuno quantificarlo e suddividerlo tra tutte le Forze di Polizia presenti sul territorio trasformandolo magari in auto, benzina, mezzi che sarebbero serviti a rinforzare gli organici” “In Lombardia – dice il Segretario Generale del Coisp – l’organico della Polizia di Stato è sotto di più di un migliaio di unità: magari gli stessi soldi sarebbero potuti servire per coprire le falle in termini di uomini e mezzi. Ma purtroppo quando c’è di mezzo questo Governo – conclude Maccari – siamo costretti a parlare sempre con il condizionale per descrivere ciò che sarebbe potuto essere e non è stato e intanto mentre i Vigili Urbani di Chiari solcheranno il cielo con un aereo che nulla aggiungerà alla lotta contro la criminalità ma molto toglierà dalle casse del Comune per la manutenzione, la Polizia di Stato è costretta a correre dietro i delinquenti a piedi e troppo spesso persino con le scarpe rotte”

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Trasporto aereo e costi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Non possono essere solo i consumatori a pagare i costi dell’ammodernamento e dello sviluppo degli aeroporti e del traffico aereo – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum.
In relazione alle dichiarazioni del Presidente di Enac, Adiconsum condivide che sia un Ente terzo a stabilire le nuove tariffe, ma al contempo chiede che le compagnie aeree e tutte le aziende del volo, dalle compagnie aeree agli handling, facciano la loro parte. Adiconsum – continua Giordano – propone da mesi la costituzione di un Fondo Bilaterale, tra associazioni dei consumatori e associazioni imprenditoriali sotto il controllo del ministero o dell’Enac, capace di indennizzare realmente e velocemente i consumatori danneggiati per vacanze rovinate, perdita di bagagli, overbooking, ritardi o annullamenti di volo. Basterebbero 50 centesimi – conclude Giordano – a tratta aerea o a contratto di agenzia viaggi o tour operator, a carico delle aziende del settore, per realizzare un Fondo consistente capace di dare risposte reali e non virtuali ai consumatori, eliminando così la vergogna dei mancati indennizzi che nei mesi si sono verificati a causa dei fallimenti di intere grandi compagnie aeree e di grandi tour operator.

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Islamabad: disastro aereo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Islamabad (Pakistan) E’ precipitato a Margla Hills a circa 2 chilometri dal centro un aereo della  compagnia privata Air Blue. Portava 146 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. I soccorsi data la natura del terreno sono stati laboriosi. Alcuni testimoni hanno dichiarato di aver visto l’aereo esplodere in volo. Va tuttavia precisato che la causa del disastro potrebbe attribuirsi alle pessime condizioni del tempo tanto che alcuni voli erano stati cancellati. Si parla di alcune persone vive comprese il personale di bordo e di feriti.

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Trasporto aereo: tavolo di confronto

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Si è svolto il primo incontro del tavolo di confronto istituito fra Adiconsum e le altre Associazioni dei Consumatori e Assaeroporti. Un tavolo che non vuole solo risolvere le situazioni di emergenza, ma dare una continuità affinché il trasporto aereo nel nostro Paese diventi a misura di passeggero. Tra le criticità che affliggono il trasporto aereo e che saranno oggetto del lavoro del tavolo, Adiconsum evidenzia: i ritardi, gli annullamenti dei voli, l’overbooking, la perdita del bagaglio, ma soprattutto  il mancato rimborso del biglietto o il mancato risarcimento  così come invece disposto dalla Carta dei diritti del Passeggero. In sede di tavolo, Adiconsum chiederà l’istituzione di un Fondo paritetico, costituito tra Associazioni Consumatori e Associazioni degli imprenditori del volo, sotto il diretto controllo dell’Enac, che risarcisca i passeggeri danneggiati e nel quale dovranno conferire anche le risorse derivate dalle multe comminate dall’Ente stesso. Sempre in sede di tavolo, le Associazioni Consumatori presenti chiedono al Governo che l’Enac diventi un’Autorità vera e propria di regolazione nel trasporto aereo al pari delle altre Authority indipendenti.

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Trasporto aereo eccezionale

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Mag 2010

Con un aereo Antonov, l’azienda veneta ha finalizzato una grande operazione logistica per trasportare tre macchine soffiatrici rotative Con trent’anni di esperienza, SIPA è una delle aziende leader a livello mondiale nell’offerta completa di sistemi per la produzione di contenitori in plastica, di imbottigliamento e pallettizzazione.  SIPA si propone come partner organizzato in grado di offrire soluzioni molto innovative proprio sul piano della fornitura completa, che va dal granulo di PET fino alla bottiglia pronta per essere inviata alla grande distribuzione.  L’azienda può contare su 16 filiali, 5 centri produttivi nel mondo e 23 centri di assistenza in grado di supportare il cliente dall’avviamento in cantiere fino alla fornitura ricambi. Un servizio a 360° che vuole essere sempre innovativo, all’avanguardia ed estremamente personalizzato sul cliente.  Per questo un Antonov-124-100, è uno dei più grande aerei da trasporto strategico mai costruito, partirà alla volta del Giappone per trasferire 3 sistemi di soffiaggio ad alta velocità per bottiglie in PET, targate Sipa. Questa è la soluzione logistica di trasporto organizzata dall’azienda del gruppo Zoppas per Coca Cola West Japan. Nell’ottica di offrire il massimo grado di servizio, SIPA ha deciso di supportare Coca-Cola con un trasporto aereo di tale portata al fine di garantire l’entrata in produzione per la stagione. La spedizione con Antonov assicurerà la consegna delle 3 macchine in circa 10 ore presso l’aeroporto di Osaka contro un tempo standard di 40 giorni previsti dalla spedizione via mare standard. SIPA si era già avvalsa di questo eccezionale trasporto solo un’altra volta in precedenza, in occasione della consegna di 7 sistemi per la produzione di contenitori in Iraq.
L’Antonov-124-100, in partenza dall’aeroporto Marco Polo di Venezia, è lungo 84 metri, ha un’apertura alare di 88,74, un’altezza oltre 18 metri e una capacità di carico di ben 200.000 kg. Insomma, un colosso dei cieli. (antonov)

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Tutti giù per aria: L’aereo di carta

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2010

Roma 12 Aprile alle ore 20.00, presso il Nuovo Cinema Aquila in via L’Aquila, 68, Roma, all’interno della nona edizione del RIFF, il festival romano di film e documentari indipendenti, sarà proiettato, tra i film in concorso, “Tutti giù per aria – L’aereo di carta” il docufilm sulla vertenza Alitalia. Tutti giù  per aria è una coraggiosa opera di denuncia ideata e prodotta da Alessandro Tartaglia Polcini, ex assistente di volo cassaintegrato, che ne è anche autore insieme a Guido Gazzoli (co-produttore) e Francesco Staccioli,  anch’essi cassaintegrati Alitalia. Il docufilm, è frutto di mesi di riprese effettuate durante le contestazioni che hanno avuto come protagonisti i lavoratori dell’ex Alitalia molti dei quali, in seguito al commissariamento della Compagnia di Bandiera e alla successiva nascita della CAI (Compagnia Aerea Italiana), hanno perso il loro posto di lavoro. Situazione oggi di grande attualità e trasducibile a molte altre realtà lavorative.La regia è stata affidata a Francesco Cordio che oltre a raccogliere le immagini dei giorni “caldi” della vertenza, racconta attraverso una trama fiction, la rabbia e il dolore di migliaia di persone. L’attore Fernando Cormick interpreta il ruolo di un assistente di volo cassaintegrato e sarà lui a guidare e ad accompagnare lo spettatore lungo le vicende di quei mesi indimenticabili e a far comprendere, attraverso il suo sguardo, il dramma umano della perdita del posto di lavoro.La voce off è  di Roberto Pedicini, noto doppiatore, voce tra gli altri di Kevin Spacey.Nel docufilm sono presenti i contributi del Premio Nobel Dario Fo, di Marco Travaglio e inoltre un monologo ironico e dissacrante di Ascanio Celestini dal titolo L’aereo di carta. Francesco Cordio è anche regista del videoclip di Tutti giù per aria, la canzone composta e interpretata dal cantautore romano Luca Bussoletti che, insieme a Riccardo Corso, ha realizzato la colonna sonora del film. Il videoclip è stato premiato alla 13a edizione del MEI, Meeting degli Indipendenti di Faenza con il Premio Speciale Pivi 2009.“Tutti giù per aria” è stato realizzato grazie all’appoggio dell’Associazione Culturale Cogito e con il supporto tecnico della Xanadu s.r.l. http://www.tuttigiuperaria.it

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Body scanner, sicurezza e salute

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2010

Il “body scanner” negli aeroporti serve a tutelare la nostra sicurezza. E’ la frase che in questi giorni abbiamo sentito ripetere da telegiornali e radiogiornali. Posta la questione  in questi termini, i cittadini intervistati, a stragrande maggioranza si sono espressi favorevolmente all’istallazione del “body scanner”. E’ proprio cosi’? Basta prendere in considerazione le parole del presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, in merito al mancato attentato, il 25 scorso, ad un aereo diretto negli Usa. Obama ha dichiarato che le informazioni utili sono state raccolte ma non sono state utilizzate in modo corretto. Il problema, allora, sono le persone e le strutture che non hanno funzionato. Rilevatore o non rilevatore il problema rimane comunque e sollecitare la paura dei passeggeri serve a nascondere i prossimi grandi affari, il business della paura insomma. C’e’, inoltre, il problema della salute dovuto al bombardamento di radiazioni ionizzanti sul corpo umano dovuto al “body scanner”. La preoccupazione non riguarda tanto il passeggero occasionale quanto quello abituale, le donne in gravidanza e i bambini. Scopriremo tra qualche anno che le leucemie nei bambini sono state prodotte dai “body scanner”? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Primo airbus a380 con i colori di Air France

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Il primo Airbus A380 di Air France è stato dipinto, ad Amburgo-Finkerwerder, con i colori della nuova livrea della compagnia. Questo aereo entrerà in servizio, a novembre 2009, sulla rotta Parigi Charles de Gaulle – New York JFK. Air France sarà la prima compagnia aerea europea ad offrire ai propri clienti il comfort dell’Airbus A380 e sarà la prima al mondo a collegare l’Europa e gli Stati Uniti con il più grande aereo commerciale esistente. A bordo dell’A380 vi saranno 3 cabine di viaggio per un totale di 538 passeggeri: sul ponte superiore 80 posti in classe Affaires (business) e 106 in classe Voyageur (economy), sul ponte principale 9 posti in classe Première (first) e 343 in classe Voyageur (economy). Equipaggiato con quattro motori GP7200 concepiti appositamente da Engine Alliance, l’Airbus A380 di Air France trasporterà 538 passeggeri su una distanza massima di 13.000 km.  Nel panorama degli aeromobili di nuova generazione, l’A380 è tra quelli che consumano meno carburante per passeggero. Air France ha ordinato 12 Airbus A380, di cui 4 entreranno in servizio tra l’inverno 2009 e la primavera 2010.

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