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Posts Tagged ‘affitti’

Affitti: la pandemia trasforma quelli a medio termine: +330% l’offerta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

La pandemia ha ridefinito, tra le altre cose, anche il complesso mondo della locazione: crollati gli affitti turistici in mancanza di utenti, nel 2020 abbiamo assistito alla loro trasformazione in affitti a medio termine. Secondo i dati di Zappyrent, startup tecnologica italiana che punta a semplificare il mercato degli affitti a medio-lungo termine, l’offerta di case vacanza e B&B è diventata offerta di appartamenti in affitto per periodi più lunghi, compresi tra 1 e 24 mesi – in primis per studenti e lavoratori. La disponibilità di questa tipologia di immobili è cresciuta, in Italia, del +330% in un anno. Sono state Bologna, Milano e Roma le città che hanno visto mutare più velocemente la propria offerta di appartamenti: non a caso, è lì che si è sofferto maggiormente il crollo del turismo. Di contro, la domanda cala: smart working, didattica a distanza e interruzione degli scambi studio internazionali hanno liberato stanze e appartamenti, permettendo in alcune città di respirare e di trovare più facilmente alloggio dopo anni di vera penuria immobiliare. Si allunga, invece, il periodo di soggiorno medio: la durata media è passata da 5,9 a 8,1 mesi (+37,3%). L’aumento dell’offerta ha determinato una lieve diminuzione dei prezzi anche per gli affitti a medio termine, più drastica soprattutto per ciò che concerne stanze e posti letto: mediamente, i canoni richiesti sono calati del 15%.

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Manovra, Nardi: “Canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti commerciali”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

“Vista la grave crisi di tante imprese commerciali, soprattutto sui piccoli e medi esercizi, su bar, ristoranti, artigiani e industriali, è necessario trovare misure concrete per sostenerli in maniera strutturale, al di là degli aiuti che arrivano direttamente con i vari ristori. Per questo abbiamo studiato una proposta molto semplice: dare ai locali commerciali lo stesso trattamento riservato agli immobili in affitto alle famiglie con canone concordato e di conseguenza applicare la ritenuta d’acconto del 10% alle locazioni concordate commerciali”. Così la presidente della commissione Attività produttive della Camera, Martina Nardi, spiega il senso dell’emendamento alla legge di Bilancio a sostegno di canoni concordati anche nel settore economico presentato da tutto il gruppo Pd in Commissione Attività produttive.“Oggi- sintetizza Nardi – nel settore non abitativo non è previsto il canone concordato che invece è presente negli affitti per le famiglie dove associazioni di inquilini e associazioni di proprietari di immobili concordano un canone a metro quadro inferiore a quello di mercato e con garanzie maggiori per chi affitta e per chi prende in affitto, tutte garantite dall’ente pubblico. E proprio per questo che chi affitta a canone concordato ha una tassa più bassa e fissa, cioè la cedolare secca al 10%. Si deve fare la stessa cosa anche per gli affitti commerciali, dove invece il canone concordato non esiste e molti negozianti non riescono a pagare finendo sotto sfratto. Ciò produce un duplice danno: viene meno un’attività economica e il locatario perde una fonte di reddito”“La mia proposta quindi è semplice – aggiunge – prevede che le associazioni delle imprese commerciali artigiane e industriali e associazioni dei proprietari di immobili concordino affitti a canone concordato e quindi più bassi del mercato. Tutti i locatari che avranno così stipulato un contratto concordato con un commerciante o un artigiano potranno avvalersi della cedolare secca con l’aliquota fissa del 10%”. “In questa maniera – conclude la presidente Nardi – aiuteremo sia i locatari, che avranno un notevole sconto fiscale, sia i commercianti e gli artigiani che potranno pagare affitti molto più bassi di quelli che sono costretti a pagare oggi, nonostante spesso non abbiano la possibilità di lavorare a causa delle misure anti covid”.

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“Con norma affitti addio a Far West settore, ma evitare disuguaglianze”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Con la Legge di Bilancio 2021, secondo la prima bozza, coloro che affitteranno più di 4 immobili con contratti di locazione breve saranno considerati come un’impresa: un passaggio che comporterebbe per tutti loro non solo l’apertura di una partita Iva e l’iscrizione al Registro delle imprese, ma anche la dichiarazione del reddito di impresa anziché fondiario, con tassazione dei ricavi fuori dalla cedolare secca.E’ questo l’allarme lanciato da Property Managers Italia, Associazione Nazionale di categoria del Turismo Residenziale che rappresenta quasi un migliaio di aziende che operano in maniera professionale in questo settore, e più di 60.000 alloggi su unità immobiliari dislocate in tutta Italia. L’associazione è in contatto con parlamentari di entrambe le Camere: l’obiettivo è quello di apportare modifiche alla bozza di manovra, che arriva al termine di un anno che ha visto il turismo – e dunque anche le locazioni brevi – come uno dei settori più colpiti dalla pandemia e dal lockdown. “Un proprietario che fa gestire in maniera professionale i suoi immobili da un property manager – osserva Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia – e quindi da una società specializzata nella gestione degli immobili e che già è tassata con reddito da impresa, deve poter beneficiare della cedolare secca prevista sulla rendita fondiaria indipendentemente dal numero di immobili dati in gestione, siano questi immobili gestiti tramite locazioni brevi o tradizionali: non può essere costretto ad aprire una partita Iva o costituire una società, altrimenti si crea una disparità di trattamento ingiustificata”.

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Affitti e seconda ondata Covid

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Il clima di incertezza e l’emergenza pandemica hanno avuto un effetto molto deleterio sul comparto degli affitti brevi: al momento il prezzo medio degli affitti brevi si è ridotto del 7% mentre l’ occupancy del 54,3%, il tutto al netto del periodo di lockdown. A registrare questi cambiamenti i dati di Hostmate.it, società specializzata in servizi dedicati ai proprietari di appartamenti. Secondo fonti interne a Hostmate è prevista una ulteriore riduzione del 25% del numero di appartamenti a disposizione per gli affitti brevi sui principali portali dedicati.Per quanto concerne l’affitto transitorio, quello superiori a 30gg, il prezzo al momento tiene, riducendosi solo del 5%, il tutto favorito dal cambio dell’abitudine dei consumatori (inquilini/turisti) e dalla possibilità di prenotare per periodi superiori a 30 giorni attraverso portali come Booking e Airbnb. Al momento il 70% del portafoglio in gestione da Hostmate risulta affittato attraverso questa formula.L’aumento della volatilità di mercato, generato dalla pandemia da Covid-19, ha aumentato la necessità da parte dei proprietari immobiliari di perfezionare i propri modelli previsionali di guadagno per poter prendere decisioni strategiche sulla base di dati di mercato aggiornati alla situazione attuale.Per rispondere a questo bisogno e permettere ai proprietari immobiliari di avere un quadro chiaro circa la migliore strategia di messa a reddito da adottare, Hostmate (www.hostmate.it) ha investito nel potenziamento dei propri tool di data & analytics lanciando l’Acceleratore Immobiliare.Attraverso i propri strumenti di analisi, affiancati dall’esperienza diretta sul campo, l’azienda identifica la migliore strategia di messa a reddito degli immobili sulla base dell’andamento corrente di mercato. Il tutto unito con le competenze nella gestione operativa di portafogli di immobili che permette l’implementazione delle soluzioni in tempi brevi ed in continuità.“I tool proprietari Hostmate – afferma Maurizio Sicuro, COO Hostmate – calcolano i guadagni attesi nell’arco dei prossimi 12 mesi in base a diverse soluzioni di messa a reddito: affitto breve, affitto transitorio e affitto lungo. In seguito, in base alla scelta del proprietario, Hostmate implementa la soluzione”. Fonte: http://www.hostmate.it.

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Affitti: grido d’allarme dei proprietari immobiliari

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

La domanda per appartamenti in affitto è in drastico calo in tutta Italia: secondo i dati immobiliare.it, nei mesi tra marzo e settembre 2020 il calo medio è stato del 13,2%. L’offerta media è cresciuta del 14,2% nei principali centri italiani, con un picco ingente a Milano (68,7%). Tantissime, quindi, le case da affittare e nessuno che possa/voglia farlo.E’ l’effetto dell’emergenza Covid: se, prima della pandemia, nel capoluogo lombardo la richiesta di case in affitto aveva superato quella degli alloggi in vendita e cresceva a ritmi importanti, negli ultimi sei mesi il trend si è fermato e fa registrare un minuscolo +0,5%.Per quanto concerne gli affitti di stanza, la situazione è ancora più fosca: ad agosto 2020 la disponibilità di stanze per studenti e lavoratori ha fatto registrare un +149% rispetto allo scorso anno. Anche qui Milano primeggia in negativo, +290% di stanze disponibili, seguita da Bologna (+270%).In questo quadro sconfortante spicca un dato positivo: i prezzi sono per ora stabili, circostanza che potrebbe indicare l’aspettativa di una ripresa rapida dei trend.Una figura centrale in questa “crisi immobiliare” è quella dei proprietari, che stanno vivendo il crollo verticale dei loro fatturati (anche -90%) e la difficoltà di mettere a reddito i propri alloggi. Secondo un sondaggio Hostmate (https://www.hostmate.it/), il 74% dei proprietari ha urgenza di trovare soluzioni nei prossimi due mesi, mentre il 68% è risultato insoddisfatto dei servizi offerti dagli operatori tradizionali, che non sono stati in grado di fornire una valutazione affidabile e un’analisi concreta delle opportunità economiche connesse alla messa a reddito dei propri immobili. Il risultato? Oltre il 90% degli immobili a portfolio Hostmate risulta al momento affittato.

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Affitti tradizionali: in sei mesi domanda a picco e boom di offerta

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Non solo sulle stanze, l’effetto Covid è evidente anche sul mercato delle locazioni tradizionali a medio e lungo termine. Lo dimostrano i dati relativi all’ultimo semestre (marzo – settembre 2020) registrati dall’Osservatorio di Immobiliare.it e Mioaffitto.it. Da una parte si riscontra un’offerta di appartamenti in locazione in aumento ovunque, con il record di Milano che in sei mesi l’ha vista gonfiarsi del 68,7%; dall’altra la domanda è in calo e tiene solamente nel capoluogo lombardo. Guardando proprio a Milano, se negli ultimi studi la richiesta di appartamenti in affitto aveva superato quella di immobili in vendita e continuava a crescere a ritmi molto sostenuti, in sei mesi la situazione si è fermata e si rileva un irrisorio +0,5%. Nonostante ciò, e nonostante un’offerta in costante aumento, non si è ancora assistito a un calo dei prezzi che questo quadro poteva far presagire. La variazione semestrale si è infatti fermata a +1%. La situazione è la medesima nelle grandi città, seppur con variazioni diverse. Anche qui l’offerta risulta in aumento (+14,2% in sei mesi) e i prezzi sono praticamente fermi rispetto a marzo 2020. Nei capoluoghi di regione più piccoli, in provincia e nei piccoli centri i prezzi subiscono la coda lunga della timida ripresa iniziata sei mesi fa, ma domanda e offerta indicano anche qui un mercato che nei prossimi mesi potrebbe tornare in sofferenza.

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Contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2020

“Le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione, al di là degli aspetti meramente tecnici, con una sentenza storica (la n. 8770/20) sono intervenuti mettendo una parola definitiva all’originario ricorso presentato dal Comune di Cattolica con cui chiedeva l’annullamento di alcuni contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario. Accogliendo in via definitiva l’istanza del Comune di Cattolica, le Sezioni unite ribadiscono il concetto che le decisioni fondamentali relative agli enti locali, come quelle che portano l’Ente ad indebitarsi, non possono non passare dal Consiglio Comunale.
Pone, infatti, l’accento sulle finalità ultime di questi contratti, ed in modo opportuno e saggio, fa emergere che la finanza degli enti locali non può essere considerata neanche lontanamente alla stregua di una finanza con finalità speculative. Da un lato richiama gli Amministratori alla massima cautela e prudenza, ma dall’altro impone al sistema bancario un approccio non speculativo.
Va in questa direzione, con le dovute differenze, il grande lavoro che stiamo facendo anche per la ristrutturazione dei debiti degli Enti Locali, intervenendo con norme semplici, trasparenti e chiare nel loro intento”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Mercato degli affitti: si inverte il trend di crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2020

HousingAnywhere, la piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti più grande al mondo, ha rilasciato l’International Rent Index per l’ultimo trimestre del 2020. Lo studio ha analizzato i dati di oltre 100.000 annunci di stanze private in alloggi condivisi, monolocali e bilocali pubblicati nelle principali città europee e disponibili sulla piattaforma tra gennaio 2019 e marzo 2020, riuscendo così a fotografare gli andamenti dei canoni d’affitto su tutto l’anno passato. I dati analizzati dimostrano come la pandemia di Covid-19 abbia avuto un impatto anche sul mercato immobiliare. L’aumento dei prezzi, finora in costante crescita, ha subito infatti una brusca battuta di arresto in tutta Europa. Se i mesi di gennaio e febbraio 2020 confermano i trend di aumento degli affitti dell’anno precedente, marzo ha invece assistito ai primi cali dei canoni d’affitto, interrompendo di conseguenza questo andamento.Cosa succede in Italia? Se nell’ultima parte dell’anno era Firenze ad aver registrato gli incrementi più importanti, adesso è proprio il capoluogo fiorentino che sembra risentire maggiormente della situazione, con una variazione percentuale praticamente nulla per i monolocali (0%) e le stanze singole (0,1%), e dello 0,4% per i bilocali. Anche Milano e Torino, che fino ad ora avevano sempre giocato alla corsa al rialzo dei prezzi, riscontrano un arresto di rilievo nonostante il trend sia ancora in crescita rispetto all’anno.
E all’estero? A Londra e Amsterdam, note per i loro affitti alle stelle, si è registrato l’incremento di prezzi minore dal 2015, rispettivamente +0,5% e +0,1%, mentre a Barcellona gli affitti sono scesi per la prima volta dal 2013, con una diminuzione rispetto al trimestre precedente dello 0,1% per i bilocali e dello 0,8% per le stanze private.

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Coronavirus e affitti: breve vademecum per gli inquilini

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2020

L’emergenza coronavirus ha messo in difficoltà molti affittuari che si trovano adesso, dopo quasi due mesi di lockdown, a dover far fronte ad un impegno economico sempre più difficilmente sostenibile.E’ fondamentale sapere che non esiste alcuna norma di legge che riconosce un diritto per gli inquilini o un obbligo per i proprietari, di rivedere l’ammontare del canone. Nessuna agevolazione è prevista come obbligatoria, nè esiste un apposito modello di domanda.Alcune Regioni e alcuni Comuni hanno previsto dei contributi a fondo perduto per gli affitti in questo periodo. Si tratta di agevolazioni legate anche al reddito basso degi affittuari. Per questo è bene anare a verificare nel Comune e/o nela Regione in cui si abita.Possono chiedere una riduzione solo gli studenti che pagavano l’affitto con il loro lavoro e lo hanno perso, o lo ha perso il genitore del quale erano a carico. Il fatto di lasciare la casa vuota infatti, non ha nessuna rilevanza, dato che il canone è dovuto anche se non si usa l’appartamento.
Possono invece chiedere la sospensione del pagamento gli studenti Erasmus richiamati nel loro Paese, dal momento che in questi casi non viene pagata la borsa di studio. Si potrà quindi prevedere il prolungamento della durata del contratto alla riapertura degli Atenei.In sostanza quindi, dinanzi alla difficoltà oggettiva del conduttore di continuare a sostenere il costo della locazione, l’unica possibilità è quella di contattare direttamente il proprietario dell’immobile locato. La possibilità di ridurre il canone in caso di difficoltà di pagamento da parte dell’inquilino, è ammessa a prescindere dalla tipologia di locazione. L’accordo, quindi, è possibile sia nel caso di locazione di immobili per uso abitativo che nel caso di locazione di immobili commerciali.Per quelli commerciali, il decreto Cura Italia ha previsto un credito d’imposta del 60% del canone di locazione per gli inquilini che hanno in affitto locali accatastati C/1. L’agevolazione al momento è per il solo il mese di marzo e per ottenere il bonus è comunque necessario pagare il canone per intero.
In queto caso, non ci sono differenze in riferimento alla durata del contratto, né relativamente al regime fiscale di tassazione ordinaria o cedolare secca.Non sono dovute spese di registrazione e l’atto è esente dal bollo, come espressamente previto dall’art. 10 del dl 133/2014. Per evitare di pagare le imposte sui canoni non riscossi però, è necessario che l’accordo sia registrato entro 30 giorni. Di conseguenza, il proprietario pagherà le imposte solo su quanto effettivamente riscosso e ciò renderà possibile ridurre anche l’ammontare delle imposte da pagare in acconto con la successiva deuncia dei redditi.Per la registrazione occorre compilare il Modello 69, reperibile sul sito delle Entrate.Nel Modello 69 dovranno essere riportati i dati del contratto di locazione e i relativi codici di registrazione riportati sul modello RLI. Si dovrà poi allegare l’accordo e inviare tutto allo stesso Ufficio presso il quale era stata fatta a suo tempo la registrazione.Gli indirizzi degli uffici sono riportati sul sito http://www.agenziaentrate.gov.it, nell’area nazionale e in quelle regionali.
Nel caso in cui l’inquilino, avendo perso il reddito, non sia più in condizione di pagare in alcun modo l’affitto, può dare disdetta per giusta causa dando al proprietario il preavviso di legge che però, poichè il contratto andrà comunque rispettato, dovrà essere pagato per tutta la sua durata.
Il proprietario, non potrà opporsi alla disdetta, né del resto avrebbe interesse a farlo dal momento che l’inquilino non è più in grado di pagare. Pur non essendo legalmente possibile, per semplificare, vista la situazione emergenziale, si può tentare di accordarci con il proprietario affinchè utilizzare a questo scopo la somma versata a titolo di cauzione. Qualunque comunicazione va sempre fatta via pec, o altrimenti, vista la situazione di restrizione imposta dal governo, chiedendo conferma della ricezione della mail ordinaria. (Giulia Barsotti, legale, consulente Aduc)

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“Necessario intervenire subito sugli affitti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 Maggio 2020

Alessio Russo rappresentante della U.C.E. UNIONE COMMERCIANTI ESERCENTI (Federazione Nazionale finalizzata alla difesa, rappresentanza, assistenza e tutela di quanti svolgano attività di commercio anche nei pubblici esercizi.) ha affermato oggi che è più che urgente intervenire sugli affitti e propone che lo Stato intervenga con un contributo al momento di una misura corrispondente a tre mesi di affitto. In sott’ordine ove lo Stato dovesse decidere di non poter intervenire al 100% di questa somma si propone:
a) Il conduttore versi 1/3 dell’affitto;
b) Il locatore rinunci ad 1/3 dell’affitto;
c) Lo Stato intervenga con 1/3 da dare al locatore con modalità da stabilire. In considerazione che le parti hanno ridotto le richieste lo Stato dovrebbe far pagare le tasse sull’immobile per 9/12;
d) Inoltre a partire da marzo 2020 i proprietari degli immobili pagheranno di tasse il 10% in meno di quanto pagano ora, misura che rimarrà anche negli anni futuri, accreditandone 1/3 ai locatori.

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Asia USB scrive al governo: urgente sospendere il pagamento di affitti e utenze

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Asia USB, i Movimenti per il Diritto all’Abitare e Noi Restiamo hanno sollecitato per iscritto il governo all’emanazione di un provvedimento urgente di sospensione del pagamento degli affitti e delle utenze per le famiglie, gli studenti e i lavoratori precari fuorisede.In una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, si chiede che il provvedimento riguardi tutta la durata dell’emergenza coronavirus e si trasformi poi in misure legislative in grado di far fronte alla potenziale grave situazione che toccherà milioni di persone nel nostro paese, vista la perdita di reddito totale o parziale per moltissimi cittadini, impossibilitati a pagare le rate d’affitto e i costi delle utenze nei mesi a venire.I provvedimenti presi finora non prevedono infatti nessuna iniziativa per il diritto all’abitare e sono assolutamente insufficienti per far fronte alle difficoltà economiche che molti sono e saranno prevedibilmente costretti ad affrontare anche a emergenza finita, in particolare modo le famiglie a basso reddito, i lavoratori precari, gli studenti e i lavoratori fuori sede.Inoltre non è prevista una rimodulazione o un blocco del pagamento dei canoni d’affitto delle abitazioni, mentre la legge 431/98 che regola i contratti di locazione ad uso abitativo prevede che l’inquilino inadempiente al pagamento di due mensilità sia soggetto allo sfratto per morosità.Blocco degli affitti, del pagamento delle utenze e soluzioni abitative per tutti;Reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, il quale preveda un’integrazione specifica a sostegno delle spese per l’abitazione che possa comprendere anche chi, per necessità, si è rivolto al mercato nero dei posti letto; Un provvedimento specifico che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante l’emergenza sanitaria; I fondi per il sostegno all’affitto non possono essere gli strumenti per affrontare la questione del caro affitti, neanche in condizioni normali, riteniamo che gli interventi necessari debbano avere carattere nazionale e debbano soprattutto avere la forma dell’integrazione al reddito dei nuclei familiari; non debbano essere sicuramente un sostegno economico erogato direttamente ai proprietari di casa influendo in maniera negativa su quello che sarebbe il livello fisiologico dei canoni. Per queste finalità vanno utilizzati anche i Fondi Regionali di sostegno all’affitto. Lo strumento della “Morosità Incolpevole” non è poi adatto ad affrontare la situazione d’emergenza anche per il solo fatto che interviene su morosità già conclamate a sfratto già intimato. Rimane il punto sulla necessità di avere misure generali, a carattere nazionale, che impegnino i fondi necessari e impediscano alle regioni di attuare criteri diversi, escludendo intere categorie di abitanti come troppo spesso accade, o erogando i fondi direttamente alle proprietà immobiliari. A tale proposito ci parrebbe piuttosto opportuna una misura, che non tocca certo a noi proporre, a tutela di quei piccoli proprietari che hanno come unico reddito quello derivante dall’abitazione locata, cioè sostenere questi provvedimenti anche prevedendo una tassazione specifica del patrimonio tenuto sfitto e delle grandi proprietà immobiliari. Finita l’emergenza si chiede:abrogazione della 431/98 per fermare il libero mercato degli alloggi, introducendo un canone equo per gli alloggi di civile abitazione; un piano di incremento e miglioramento dell’edilizia residenziale pubblica tassare con aliquote specifiche le forme di locazione inferiori ai 30 giorni(B&B), maggiorate rispetto a quelle previste per le locazioni di durata superiore e destinare le risorse all’incremento dell’offerta abitativa pubblica.

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UNC: fondo affitti, 46 milioni non bastano

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“I 46 milioni stanziati per gli inquilini che non possono far fronte al pagamento dei canoni di locazione e per chi ha subito sfratti esecutivi per morosità incolpevole, per quanto siano un passo avanti, sono del tutto inadeguati. L’emergenza è tale che servirebbe uno zero in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se, finalmente, ci si occupa non solo degli affitti dei commercianti ma anche di quelli delle famiglie, lo stanziamento va rimpinguato. Speriamo, poi, che la burocrazia corra veloce tanto quanto i problemi degli inquilini” conclude Dona.

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Coronavirus, provvedimenti Regione Toscana per affitti, bollo auto e Isee

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Non si deve dimenticare in questi tempi di seguire non solo le disposizioni di legge nazionali ma anche quelle locali, che potrebbero derivare da decisioni del Governo (come i buoni spesa per i meno abbienti rilasciati dai Comuni, ma anche da iniziative proprie.
La Regione Toscana per esempio ha preso diverse misure tra cui il sostegno agli affitti e lo slittamento del pagamento del bollo auto.
La Regione Toscana ha destinato circa 8 milioni di euro a misure di sostegno straordinario all’affitto. I Comuni, a cui le somme sono destinate, dovranno emettere bandi straordinari per assegnare i fondi a copertura degli affitti del mese di aprile, con possibilità di estensione a maggio e giugno 2020.Potranno beneficiare del sostegno le famiglie di lavoratori dipendenti o autonomi che hanno un reddito certificato Isee 2019 inferiore a 28.600 euro e che attestino che l’emergenza Coronavirus ha comportato per loro una riduzione del reddito di almeno il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il comunicato aggiunge che “sarebbe auspicabile che anche i proprietari degli immobili affittati adottassero forme di agevolazioni nei confronti degli affittuari più in difficoltà”.
Occhio ai siti istituzionali dei Comuni, quindi, e alle notizie locali al riguardo:
Slittamento pagamenti bollo auto. I pagamenti del bollo auto in Toscana scadenti il 31 marzo, il 30 aprile e il 30 maggio sono differiti senza sanzioni ed interessi al 30 giugno 2020. Il comunicato chiarisce che ovviamente il bollo può essere pagato alle scadenze regolari e che non sono previsti rimborsi per chi avesse già provveduto.
Slittamento validità Isee e autocertificazioni in ambito sanitario. È prorogata fino al 30 giugno 2020 la validità delle autocertificazioni in scadenza il 31/03/2020, utili per le prestazioni rese in ambito sanitario, per alcune casistiche (autocertificazione esenzione E01 per i minori di 6 anni fino all’eventuale compimento dei 6 anni; autocertificazione esenzione E02 sia per il titolare che per i beneficiari; autocertificazioni esenzioni E04 per utenti con età inferiore a 65 anni sia per il titolare che per i beneficiari; autocertificazione fascia di reddito ERA, ERB, ERC.).
Slittamento al 30 giugno 2020 anche per la validità degli attestati ISEE presentati nel 2019.

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Affitti: in sei mesi canoni stabili, anche a Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Negli ultimi sei mesi il mercato delle locazioni ha ripreso la via della stabilità, sia nelle città in cui gli ultimi aumenti dei costi iniziavano a far temere un rischio bolla sia in quelle in cui gli indicatori di domanda, offerta e prezzi erano ancora in sofferenza. Questa è la principale evidenza dell’Osservatorio di Immobiliare.it e Mioaffitto.it, che ha analizzato l’andamento del settore affitti nei sei mesi da settembre 2019 a febbraio 2020. A Milano, che rimane un caso unico e la città più cara con una media di quasi 1.300 euro per un bilocale da 65 metri quadri, l’aumento dei canoni ha frenato: nel semestre oggetto dello studio infatti l’affitto medio risulta quasi fermo, con una variazione dello 0,3% in positivo. Non si ferma però la crescita costante della domanda (+1,9%) a cui l’offerta non riesce a rispondere, tanto che anche questo semestre si chiude con un calo degli immobili sul mercato pari al 3%.Gli altri grandi capoluoghi di regione si trovano in un momento di sostanziale stabilità: qui infatti i prezzi in sei mesi sono rimasti quasi fermi, perdendo appena l’1,4%, così come rimane invariata la domanda (+0,8%).Nei capoluoghi regionali più piccoli il mercato tiene ma rimane fermo, apparendo ancora lontano da una situazione di ripresa. Piccoli centri e provincia sono ancora in sofferenza e qui tutti gli indicatori di mercato rilevati riportano ancora valori in perdita, giustificati soprattutto da una domanda che continua a calare e che, in sei mesi, ha perso due punti percentuali (-1,7%).

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Affitti short term

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Si muove e cresce nel punto di tangenza tra mondo immobiliare e turismo: stiamo parlando di Hostmate (www.hostmate.it), società nata per offrire ai proprietari di appartamenti un servizio professionale che permetta loro di conciliare il carico della gestione operativa con le opportunità offerte dagli affitti di breve periodo, il tutto con semplicità e trasparenza.Gli affitti brevi stanno vivendo un vero e proprio boom in Italia: il Bel Paese è al terzo posto al mondo per numero di annunci presenti su Airbnb (400mila). Lo scorso anno 9 milioni 600mila persone hanno scelto Airbnb per soggiornare in Italia. Nel 2016 il guadagno complessivo degli host italiani è stato di 621 milioni di euro.Secondo alcune stime, il mercato degli affitti brevi in Italia potrebbe interessare circa un milione di immobili, con un fatturato possibile di 4.1 miliardi di euro.Come gestire e massimizzare, però, le numerose opportunità di guadagno che si prospettano per i proprietari di appartamenti? Gli affitti di breve periodo si sono dimostrati un’alternativa innovativa e più remunerativa rispetto all’affitto di lungo termine (dal 25 al 50% in più, in media), ma quasi sempre i proprietari non hanno il tempo di gestire in modo adeguato tutte le operazioni, non hanno dimestichezza nell’approccio ai canali digitali e alla comunicazione legata all’alloggio e non hanno nemmeno la possibilità di aggiornarsi in modo coerente rispetto alle normative vigenti. Senza contare le problematiche poste dalla pulizia e da altri aspetti, come quelli manutentivi.Per questo motivo è nata Hostmate: per semplificare la vita dei proprietari immobiliari italiani attraverso soluzioni di messa a reddito e gestione completa degli immobili.Fondata nel febbraio 2017 da un gruppo di amici con esperienze professionali molto eterogenee, è presto cresciuta fino a divenire un primario attore sul mercato nazionale.Tra i punti di forza, la gestione ancora “umana” del cliente-proprietario, che viene seguito da persone in carne e ossa, ossia da veri Account Manager che si occupano di verificare lo stato dell’appartamento, con annesso servizio fotografico professionale e creazione (e messa online) dell’annuncio per le piattaforme Airbnb e Booking effettuato da copywriter ed esperti di marketing digitale.Hostmate si occupa quindi della selezione e gestione degli ospiti durante il soggiorno, gestisce le prenotazioni, garantendo un supporto multilingua (l’85% degli ospiti è straniero), massimizzando l’occupazione dell’appartamento stesso. Gestisce inoltre check-in e check-out, offrendo servizio di pulizia e lavanderia.
Hostmate è attiva anche nella gestione di eventuali emergenze, mettendo a disposizione una rete di professionisti in grado di risolvere qualsiasi problematica in tempo reale.I founder credono così tanto al progetto che si sono spinti oltre, omaggiando i proprietari di una polizza assicurativa dedicata per il primo anno di attività.Dichiara Felipe Aguilera, Marketing Director: “Al momento Hostmate è operativa su Milano, Venezia, Cinque Terre, Torino. Stiamo progettando la nostra espansione su altre zone d’Italia. Da qui a cinque anni vogliamo passare da 100 appartamenti attualmente gestiti a 1000”.

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Il mercato degli affitti brevi e medi in Italia continua a crescere

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

E a offrire grandi opportunità ai proprietari di casa. Nei primi 10 mesi del 2019, Sweetguest ha registrato un incremento del numero di ospiti accolti del +70% e delle notti prenotate del +50% rispetto al 2018, e ha esteso il servizio di gestione in 13 città e destinazioni turistiche italiane. Ogni casa ha caratteristiche uniche e distintive, che la rendono ideale per esigenze diverse. Secondo le ultime analisi condotte da Sweetguest, gli appartamenti di taglio grande come triplo, quadri e pentalocali, con più posti letto, due bagni e servizi, capaci di accogliere famiglie e piccoli gruppi, offrono le migliori opportunità di rendita e occupazione durante le festività come il Natale e il Capodanno e in occasione di grandi eventi come concerti, fiere e manifestazioni sportive. Un altro fattore determinante della resa dell’appartamento è la sua ubicazione, che deve essere quanto più possibile vicino al centro, alle zone d’interesse, ai mezzi di trasporto pubblici e ai servizi.

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La corsa al rialzo degli affitti universitari

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

Non sembra conoscere battute d’arresto: dopo il +4% dello scorso anno, nel 2019 i canoni di locazione delle camere singole sono cresciuti del 6%, con incrementi significativi soprattutto nelle città universitarie principali: Milano (+2%), Roma (+6%), Firenze (+12%) e Torino (+25%). È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 300 agenzie in Italia.“Per una camera singola – spiega Isabella Tulipano, dell’ufficio studi di Solo Affitti – si pagano mediamente 312 euro al mese, contro i 218 euro a persona richiesti per un posto letto in doppia. I prezzi di queste stanze sono in aumento soprattutto nelle grandi città, dove i canoni medi delle singole sono più alti, inducendo gli studenti a ripiegare sulla condivisione della camera”.
Le stanze singole. Con un canone medio di 575 euro mensili, Milano si conferma la città italiana dove si paga di più per affittare una stanza singola. I prezzi diventano più abbordabili a Roma (399 euro/mese), nonostante i canoni siano cresciuti di circa 20 euro. Secondo l’analisi di Solo Affitti gli universitari a Torino pagano circa 360 euro al mese per una camera, 73 in più rispetto allo scorso anno. A seguire Firenze (358 euro), dove l’esborso mensile è cresciuto di circa 40 euro, e Bologna (350), invariata rispetto allo scorso anno. I canoni di locazione presentano una certa dinamicità anche a Padova (335 euro /mese, con prezzi in crescita di 35 euro), Genova, Pavia (300 euro ciascuna), dove l’aumento è compreso tra i 50 e i 75 euro. Le quotazioni delle singole sono più a “misura” delle tasche degli studenti a Siena (300 euro), che si conferma sugli stessi livelli dell’anno scorso, Napoli (283 euro), dove i canoni sono calati del 19%, e a Parma (275), con prezzi in diminuzione di circa il 12%. Chi vuole avere una camera tutta per sé pagherà in media 250 euro al mese a Cagliari e Catanzaro, dove i prezzi sono cresciuti di 20 euro rispetto al 2018, 230 euro a Bari (-6%) ; 225 euro a Pescara (-6%) e 200 euro nella più economica Perugia, con canoni stabili rispetto allo scorso anno.
Le stanze doppie. I prezzi mensili delle stanze doppie sono cresciuti mediamente di 14 euro (+7%), con il capoluogo meneghino (+11%) che anche in questo caso è in cima alla classifica delle città più care d’Italia: 395 euro/mese a persona per un posto letto in doppia. Quotazioni più basse di un terzo a Bologna e Rimini (270 euro ciascuna), dove i canoni per questa tipologia di camere sono più alti che a Roma (258 euro/mese, +5% rispetto al 2018). Solo Affitti rileva prezzi in crescita anche a Torino (+2%), Firenze (+7%) e Padova (+25%), dove un universitario alla ricerca di un posto letto in stanza doppia paga circa 250 euro. In controtendenza Napoli, dove i canoni medi si sono ridotti di 10 euro (-5%) rispetto allo scorso anno, attestandosi attorno ai 190 euro, poco più che a Parma (180), dove il calo dei prezzi è stato di 20 euro. Le camere doppie sono più a buon mercato a Genova, Bari (150 euro ciascuna) e Pescara (130 euro).
Le tipologie contrattuali. I contratti agevolati trovano larga applicazione soprattutto nelle città dove gli accordi territoriali tra comune e associazioni di proprietari e inquilini sono stati aggiornati di recente o risultino comunque sufficientemente allineati ai valori di mercato degli affitti, come ad esempio a Roma, Firenze e Napoli (93% ognuno). La percentuale di utilizzo dei contratti a canone calmierato è praticamente totale a Genova, Modena, Pavia e Rimini. Solo Affitti evidenzia come, invece, i contratti agevolati stentino a decollare in alcune città nonostante il recente aggiornamento degli accordi territoriali: a Milano, ad esempio, sono utilizzati solo nel 22% dei, casi perché i canoni calmierati sono troppo distanti da quelli di mercato e i proprietari, di conseguenza, non trovano conveniente utilizzarli.Nella ricerca dell’alloggio gli studenti privilegiano la vicinanza alla facoltà (62,3%) e, a pari merito, un’adeguata presenza di mezzi pubblici. Solo Affitti ha rilevato che, soprattutto nelle città dove il costo dei posti letto è più elevato, gli studenti sono, ancor più quest’anno rispetto al passato, disposti a rinunciare alla vicinanza alla sede universitaria per una casa meno costosa ma ben collegata alla facoltà con i mezzi pubblici. Restano inoltre molto sostenute le richieste di stanze singole (60,4%). Infine, vista la crescita dei prezzi degli affitti e l’esigenza conseguente di condividere la stanza o l’appartamento con altri studenti, aumenta la richiesta di immobili in cui alloggino persone dello stesso sesso (15,1%).

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Milano, affitti alle stelle: il massimale è sempre più vicino

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Dopo i continui, e talvolta vertiginosi, aumenti degli affitti nelle principali città europee nel corso degli ultimi anni, secondo l’HousingAnywhere International Rent Index di luglio 2019 i prezzi sembrano essersi stabilizzati a livelli elevati. HousingAnywhere International Rent Index ha analizzato i dati di oltre 88.417 annunci di camere private (in alloggi condivisi), monolocali e appartamenti con una camera da letto a Barcellona, Berlino, Bruxelles, Madrid, Milano, Rotterdam e Vienna, coprendo un arco di tempo che va dal primo trimestre 2018 al secondo trimestre 2019. “Abbiamo già constatato che i prezzi degli affitti hanno raggiunto un massimale nell’ultimo trimestre, e ora la tendenza è stata confermata”, afferma Djordy Seelmann, CEO di HousingAnywhere. “Gli inquilini non sono disposti o non sono in grado di pagare affitti più alti; al contempo la scarsità sul mercato immobiliare rimane preoccupante, come lo era un anno fa”.L’aumento tra il primo e il secondo trimestre del 2019, a Milano, è minimo, ma conferma la tendenza che va avanti da un anno e mezzo, con un massimale sempre più vicino. Una stanza singola è aumentata dell’1,10% e un appartamento dell’1,096% (costa in media 1147,82 euro). Un po’ più significativo il rincaro dei prezzi dei monolocali, che supera il 4,13%. Percentuale praticamente identica per tutti (leggermente sotto il 4%) se si mette in relazione il secondo trimestre del 2019 con lo stesso periodo del 2018.
Anche se tutti i mercati hanno registrato ancora un aumento dei prezzi degli affitti nel secondo trimestre del 2019, l’aumento è stato notevolmente inferiore a quello dei trimestri precedenti. Tra tutte le città indicizzate, nell’arco dell’anno Barcellona ha visto l’aumento complessivo maggiore. Guardando però a quest’ultimo trimestre, Barcellona è ora tra le città che hanno registrato il minor aumento complessivo. “Stiamo arrivando a un limite massimo dei prezzi. Questo rallentamento, però, non è dovuto a un aumento del numero di appartamenti, monolocali e camere in offerta”, dice Seelmann. “Infatti c’è ancora un bisogno urgente di soluzioni per aumentare la disponibilità di appartamenti e camere, con l’obiettivo di risolvere il problema dell’alloggio per giovani, professionisti e studenti”.

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Affitti: Milano da record, bene le grandi città, soffrono piccoli centri e periferia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

(By Federica Tordi – Immobiliare.it) L’andamento del mercato delle locazioni in Italia rivela una ripresa che si muove a velocità molto differenti fra loro. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it su questo settore, Milano va catalogata come una caso a parte, con canoni che crescono costantemente (+9% in un anno), una domanda sempre più corposa (+7%) e un’offerta che, di contro, scende (-5%) e non riesce a reggere i ritmi della richiesta. Chi affitta un monolocale in città oggi spende mediamente 750 euro al mese.È in ripresa, ma a una velocità più contenuta, anche il comparto delle locazioni nelle grandi città: qui i canoni, rispetto al 2018, sono saliti del 3%, stessa crescita che ha interessato l’offerta.L’altro lato della medaglia è rappresentato dai piccoli capoluoghi di regione e poi dalla provincia: l’analisi ha rilevato un mercato in sofferenza, con tutti gli indicatori fermi o in perdita. La causa è da individuare nell’assenza di domanda che sempre di più si concentra verso i grandi centri, spopolando il resto del Paese.

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Affitti case: Tornano a crescere i canoni

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

mappa3Dopo lo stallo del 2016 (-0,2%), i canoni di locazione in Italia sono tornati a crescere del 2,6% (+4,1% per le case arredate) con Cagliari (+12,0%), Genova (11,4%) e Venezia (+9,1%) che segnano gli incrementi maggiori e Catanzaro (-10,0%), Palermo (-7,2%), Perugia (-5,3%), Roma (-4,1%) e Firenze (-1,4%) che si muovono in controtendenza. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle locazioni 2017 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con circa 300 agenzie, elaborato con il supporto scientifico di Nomisma.“Nel 2017 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – il mercato delle locazioni ritorna più vivace e dinamico, con canoni in crescita soprattutto per monolocali, trilocali e quadrilocali (+2,8% ciascuno), anche se non in egual misura in tutte le città. Sotto il profilo fiscale, ormai oltre il 90% dei proprietari opta per la cedolare secca, prevalentemente associata (nel 64,5% dei casi) ai contratti a canone concordato”.In linea anche con la ripresa economica, a Milano i canoni di locazione sono cresciuti dello 0,8%, ma l’incremento arriva anche al +8% per le abitazioni arredate. Il capoluogo meneghino nel 2014 era stato il primo ad anticipare il trend al rialzo dei canoni (+6,7% sul 2013), proseguito anche nel 2015 (+2,4%) e 2016 (+1,7%). Secondo le rilevazioni di Solo Affitti, di segno opposto risulta l’andamento dei valori dei canoni nella Capitale; il segno meno è più marcato per gli immobili arredati (-5,5%). Segno – fanno notare da Solo Affitti – che molti romani, non riuscendo più a sostenere canoni elevati, sono costretti a ripiegare o su case maggiormente periferiche o su metrature più piccole.Dopo il calo dell’anno scorso (-5,4%), sono tornati a salire gli affitti anche a Bari (+8,3%). Allo stesso modo a Campobasso, dove lo scorso anno si era registrata una contrazione dei canoni del 4,9%, quest’anno si assiste a una decisa inversione di tendenza (+7,8%)*. L’incremento più marcato è quello dei prezzi d’affitto a Cagliari, dove si registra un +12,0%; crescono anche i prezzi a Genova (+11,4%) e a Bologna, la cui crescita si attesta a +7,7%.Dal 2009 al 2014 i canoni medi di locazione sono sempre diminuiti, con punte più elevate nel 2012 (-6%)* e 2013 (-4,5%). Nel 2015 (+1,7%)* è ripartita la crescita dei prezzi che, dopo il rallentamento dello scorso anno, prosegue anche quest’anno. Negli ultimi 9 anni il costo mensile delle abitazioni ha raggiunto il suo minimo nel 2014 (507 euro) e i livelli attuali (528 euro) sono ben lontani dai valori del 2009 (587 euro).
I prezzi della locazione. Per una casa ammobiliata si pagano mediamente 586 euro al mese, il costo sale di 11 euro in presenza di un garage. Il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti evidenzia un classifica 2allargamento della forbice dei canoni medi tra Roma (789 euro) e Milano (938 euro), che quest’anno arriva a 149 euro (era 108 euro nel 2016). Tra i capoluoghi con i canoni più elevati ci sono anche Firenze (652 euro)*, Venezia (631 euro), Trento (591 euro), Bologna (589 euro) e Napoli (572 euro). I prezzi più bassi sono a Catanzaro (327 euro), seguita da Perugia (356 euro), Potenza (367 euro), Campobasso (391 euro) e Palermo (393 euro).Sempre più lavoratori, studenti e turisti scelgono l’affitto. Secondo il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti, scende dal 55,9% del 2016 al 47,5% di quest’anno la quota di inquilini che sceglie la casa in affitto come “abitazione principale”. Cresce, invece, la quota di lavoratori in trasferta (dal 27% al 30,3%) e degli studenti (dal 16,2% al 20,1%), che cercano appartamenti di grandi dimensioni per vivere in condivisione, determinando un incremento dei prezzi dei trilocali. Quasi triplicata la quota di chi sceglie gli affitti brevi (dallo 0,8% al 2,1%), per turismo, trasferte occasionali o per assistere famigliari ricoverati in ospedali di città diverse da quelle di residenza.
Nei prossimi mesi il numero dei contratti di affitto dovrebbe crescere nella maggior parte dei capoluoghi, con un andamento più dinamico nelle aree urbane centrali. I canoni si stabilizzeranno, gli eventuali incrementi riguarderanno soprattutto le zone centrali e semicentrali. (grafico case)

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