Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘affitti’

Contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione, al di là degli aspetti meramente tecnici, con una sentenza storica (la n. 8770/20) sono intervenuti mettendo una parola definitiva all’originario ricorso presentato dal Comune di Cattolica con cui chiedeva l’annullamento di alcuni contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario. Accogliendo in via definitiva l’istanza del Comune di Cattolica, le Sezioni unite ribadiscono il concetto che le decisioni fondamentali relative agli enti locali, come quelle che portano l’Ente ad indebitarsi, non possono non passare dal Consiglio Comunale.
Pone, infatti, l’accento sulle finalità ultime di questi contratti, ed in modo opportuno e saggio, fa emergere che la finanza degli enti locali non può essere considerata neanche lontanamente alla stregua di una finanza con finalità speculative. Da un lato richiama gli Amministratori alla massima cautela e prudenza, ma dall’altro impone al sistema bancario un approccio non speculativo.
Va in questa direzione, con le dovute differenze, il grande lavoro che stiamo facendo anche per la ristrutturazione dei debiti degli Enti Locali, intervenendo con norme semplici, trasparenti e chiare nel loro intento”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Mercato degli affitti: si inverte il trend di crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

HousingAnywhere, la piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti più grande al mondo, ha rilasciato l’International Rent Index per l’ultimo trimestre del 2020. Lo studio ha analizzato i dati di oltre 100.000 annunci di stanze private in alloggi condivisi, monolocali e bilocali pubblicati nelle principali città europee e disponibili sulla piattaforma tra gennaio 2019 e marzo 2020, riuscendo così a fotografare gli andamenti dei canoni d’affitto su tutto l’anno passato. I dati analizzati dimostrano come la pandemia di Covid-19 abbia avuto un impatto anche sul mercato immobiliare. L’aumento dei prezzi, finora in costante crescita, ha subito infatti una brusca battuta di arresto in tutta Europa. Se i mesi di gennaio e febbraio 2020 confermano i trend di aumento degli affitti dell’anno precedente, marzo ha invece assistito ai primi cali dei canoni d’affitto, interrompendo di conseguenza questo andamento.Cosa succede in Italia? Se nell’ultima parte dell’anno era Firenze ad aver registrato gli incrementi più importanti, adesso è proprio il capoluogo fiorentino che sembra risentire maggiormente della situazione, con una variazione percentuale praticamente nulla per i monolocali (0%) e le stanze singole (0,1%), e dello 0,4% per i bilocali. Anche Milano e Torino, che fino ad ora avevano sempre giocato alla corsa al rialzo dei prezzi, riscontrano un arresto di rilievo nonostante il trend sia ancora in crescita rispetto all’anno.
E all’estero? A Londra e Amsterdam, note per i loro affitti alle stelle, si è registrato l’incremento di prezzi minore dal 2015, rispettivamente +0,5% e +0,1%, mentre a Barcellona gli affitti sono scesi per la prima volta dal 2013, con una diminuzione rispetto al trimestre precedente dello 0,1% per i bilocali e dello 0,8% per le stanze private.

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Coronavirus e affitti: breve vademecum per gli inquilini

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

L’emergenza coronavirus ha messo in difficoltà molti affittuari che si trovano adesso, dopo quasi due mesi di lockdown, a dover far fronte ad un impegno economico sempre più difficilmente sostenibile.E’ fondamentale sapere che non esiste alcuna norma di legge che riconosce un diritto per gli inquilini o un obbligo per i proprietari, di rivedere l’ammontare del canone. Nessuna agevolazione è prevista come obbligatoria, nè esiste un apposito modello di domanda.Alcune Regioni e alcuni Comuni hanno previsto dei contributi a fondo perduto per gli affitti in questo periodo. Si tratta di agevolazioni legate anche al reddito basso degi affittuari. Per questo è bene anare a verificare nel Comune e/o nela Regione in cui si abita.Possono chiedere una riduzione solo gli studenti che pagavano l’affitto con il loro lavoro e lo hanno perso, o lo ha perso il genitore del quale erano a carico. Il fatto di lasciare la casa vuota infatti, non ha nessuna rilevanza, dato che il canone è dovuto anche se non si usa l’appartamento.
Possono invece chiedere la sospensione del pagamento gli studenti Erasmus richiamati nel loro Paese, dal momento che in questi casi non viene pagata la borsa di studio. Si potrà quindi prevedere il prolungamento della durata del contratto alla riapertura degli Atenei.In sostanza quindi, dinanzi alla difficoltà oggettiva del conduttore di continuare a sostenere il costo della locazione, l’unica possibilità è quella di contattare direttamente il proprietario dell’immobile locato. La possibilità di ridurre il canone in caso di difficoltà di pagamento da parte dell’inquilino, è ammessa a prescindere dalla tipologia di locazione. L’accordo, quindi, è possibile sia nel caso di locazione di immobili per uso abitativo che nel caso di locazione di immobili commerciali.Per quelli commerciali, il decreto Cura Italia ha previsto un credito d’imposta del 60% del canone di locazione per gli inquilini che hanno in affitto locali accatastati C/1. L’agevolazione al momento è per il solo il mese di marzo e per ottenere il bonus è comunque necessario pagare il canone per intero.
In queto caso, non ci sono differenze in riferimento alla durata del contratto, né relativamente al regime fiscale di tassazione ordinaria o cedolare secca.Non sono dovute spese di registrazione e l’atto è esente dal bollo, come espressamente previto dall’art. 10 del dl 133/2014. Per evitare di pagare le imposte sui canoni non riscossi però, è necessario che l’accordo sia registrato entro 30 giorni. Di conseguenza, il proprietario pagherà le imposte solo su quanto effettivamente riscosso e ciò renderà possibile ridurre anche l’ammontare delle imposte da pagare in acconto con la successiva deuncia dei redditi.Per la registrazione occorre compilare il Modello 69, reperibile sul sito delle Entrate.Nel Modello 69 dovranno essere riportati i dati del contratto di locazione e i relativi codici di registrazione riportati sul modello RLI. Si dovrà poi allegare l’accordo e inviare tutto allo stesso Ufficio presso il quale era stata fatta a suo tempo la registrazione.Gli indirizzi degli uffici sono riportati sul sito http://www.agenziaentrate.gov.it, nell’area nazionale e in quelle regionali.
Nel caso in cui l’inquilino, avendo perso il reddito, non sia più in condizione di pagare in alcun modo l’affitto, può dare disdetta per giusta causa dando al proprietario il preavviso di legge che però, poichè il contratto andrà comunque rispettato, dovrà essere pagato per tutta la sua durata.
Il proprietario, non potrà opporsi alla disdetta, né del resto avrebbe interesse a farlo dal momento che l’inquilino non è più in grado di pagare. Pur non essendo legalmente possibile, per semplificare, vista la situazione emergenziale, si può tentare di accordarci con il proprietario affinchè utilizzare a questo scopo la somma versata a titolo di cauzione. Qualunque comunicazione va sempre fatta via pec, o altrimenti, vista la situazione di restrizione imposta dal governo, chiedendo conferma della ricezione della mail ordinaria. (Giulia Barsotti, legale, consulente Aduc)

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“Necessario intervenire subito sugli affitti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Alessio Russo rappresentante della U.C.E. UNIONE COMMERCIANTI ESERCENTI (Federazione Nazionale finalizzata alla difesa, rappresentanza, assistenza e tutela di quanti svolgano attività di commercio anche nei pubblici esercizi.) ha affermato oggi che è più che urgente intervenire sugli affitti e propone che lo Stato intervenga con un contributo al momento di una misura corrispondente a tre mesi di affitto. In sott’ordine ove lo Stato dovesse decidere di non poter intervenire al 100% di questa somma si propone:
a) Il conduttore versi 1/3 dell’affitto;
b) Il locatore rinunci ad 1/3 dell’affitto;
c) Lo Stato intervenga con 1/3 da dare al locatore con modalità da stabilire. In considerazione che le parti hanno ridotto le richieste lo Stato dovrebbe far pagare le tasse sull’immobile per 9/12;
d) Inoltre a partire da marzo 2020 i proprietari degli immobili pagheranno di tasse il 10% in meno di quanto pagano ora, misura che rimarrà anche negli anni futuri, accreditandone 1/3 ai locatori.

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Asia USB scrive al governo: urgente sospendere il pagamento di affitti e utenze

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Asia USB, i Movimenti per il Diritto all’Abitare e Noi Restiamo hanno sollecitato per iscritto il governo all’emanazione di un provvedimento urgente di sospensione del pagamento degli affitti e delle utenze per le famiglie, gli studenti e i lavoratori precari fuorisede.In una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, si chiede che il provvedimento riguardi tutta la durata dell’emergenza coronavirus e si trasformi poi in misure legislative in grado di far fronte alla potenziale grave situazione che toccherà milioni di persone nel nostro paese, vista la perdita di reddito totale o parziale per moltissimi cittadini, impossibilitati a pagare le rate d’affitto e i costi delle utenze nei mesi a venire.I provvedimenti presi finora non prevedono infatti nessuna iniziativa per il diritto all’abitare e sono assolutamente insufficienti per far fronte alle difficoltà economiche che molti sono e saranno prevedibilmente costretti ad affrontare anche a emergenza finita, in particolare modo le famiglie a basso reddito, i lavoratori precari, gli studenti e i lavoratori fuori sede.Inoltre non è prevista una rimodulazione o un blocco del pagamento dei canoni d’affitto delle abitazioni, mentre la legge 431/98 che regola i contratti di locazione ad uso abitativo prevede che l’inquilino inadempiente al pagamento di due mensilità sia soggetto allo sfratto per morosità.Blocco degli affitti, del pagamento delle utenze e soluzioni abitative per tutti;Reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, il quale preveda un’integrazione specifica a sostegno delle spese per l’abitazione che possa comprendere anche chi, per necessità, si è rivolto al mercato nero dei posti letto; Un provvedimento specifico che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante l’emergenza sanitaria; I fondi per il sostegno all’affitto non possono essere gli strumenti per affrontare la questione del caro affitti, neanche in condizioni normali, riteniamo che gli interventi necessari debbano avere carattere nazionale e debbano soprattutto avere la forma dell’integrazione al reddito dei nuclei familiari; non debbano essere sicuramente un sostegno economico erogato direttamente ai proprietari di casa influendo in maniera negativa su quello che sarebbe il livello fisiologico dei canoni. Per queste finalità vanno utilizzati anche i Fondi Regionali di sostegno all’affitto. Lo strumento della “Morosità Incolpevole” non è poi adatto ad affrontare la situazione d’emergenza anche per il solo fatto che interviene su morosità già conclamate a sfratto già intimato. Rimane il punto sulla necessità di avere misure generali, a carattere nazionale, che impegnino i fondi necessari e impediscano alle regioni di attuare criteri diversi, escludendo intere categorie di abitanti come troppo spesso accade, o erogando i fondi direttamente alle proprietà immobiliari. A tale proposito ci parrebbe piuttosto opportuna una misura, che non tocca certo a noi proporre, a tutela di quei piccoli proprietari che hanno come unico reddito quello derivante dall’abitazione locata, cioè sostenere questi provvedimenti anche prevedendo una tassazione specifica del patrimonio tenuto sfitto e delle grandi proprietà immobiliari. Finita l’emergenza si chiede:abrogazione della 431/98 per fermare il libero mercato degli alloggi, introducendo un canone equo per gli alloggi di civile abitazione; un piano di incremento e miglioramento dell’edilizia residenziale pubblica tassare con aliquote specifiche le forme di locazione inferiori ai 30 giorni(B&B), maggiorate rispetto a quelle previste per le locazioni di durata superiore e destinare le risorse all’incremento dell’offerta abitativa pubblica.

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UNC: fondo affitti, 46 milioni non bastano

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“I 46 milioni stanziati per gli inquilini che non possono far fronte al pagamento dei canoni di locazione e per chi ha subito sfratti esecutivi per morosità incolpevole, per quanto siano un passo avanti, sono del tutto inadeguati. L’emergenza è tale che servirebbe uno zero in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se, finalmente, ci si occupa non solo degli affitti dei commercianti ma anche di quelli delle famiglie, lo stanziamento va rimpinguato. Speriamo, poi, che la burocrazia corra veloce tanto quanto i problemi degli inquilini” conclude Dona.

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Coronavirus, provvedimenti Regione Toscana per affitti, bollo auto e Isee

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Non si deve dimenticare in questi tempi di seguire non solo le disposizioni di legge nazionali ma anche quelle locali, che potrebbero derivare da decisioni del Governo (come i buoni spesa per i meno abbienti rilasciati dai Comuni, ma anche da iniziative proprie.
La Regione Toscana per esempio ha preso diverse misure tra cui il sostegno agli affitti e lo slittamento del pagamento del bollo auto.
La Regione Toscana ha destinato circa 8 milioni di euro a misure di sostegno straordinario all’affitto. I Comuni, a cui le somme sono destinate, dovranno emettere bandi straordinari per assegnare i fondi a copertura degli affitti del mese di aprile, con possibilità di estensione a maggio e giugno 2020.Potranno beneficiare del sostegno le famiglie di lavoratori dipendenti o autonomi che hanno un reddito certificato Isee 2019 inferiore a 28.600 euro e che attestino che l’emergenza Coronavirus ha comportato per loro una riduzione del reddito di almeno il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il comunicato aggiunge che “sarebbe auspicabile che anche i proprietari degli immobili affittati adottassero forme di agevolazioni nei confronti degli affittuari più in difficoltà”.
Occhio ai siti istituzionali dei Comuni, quindi, e alle notizie locali al riguardo:
Slittamento pagamenti bollo auto. I pagamenti del bollo auto in Toscana scadenti il 31 marzo, il 30 aprile e il 30 maggio sono differiti senza sanzioni ed interessi al 30 giugno 2020. Il comunicato chiarisce che ovviamente il bollo può essere pagato alle scadenze regolari e che non sono previsti rimborsi per chi avesse già provveduto.
Slittamento validità Isee e autocertificazioni in ambito sanitario. È prorogata fino al 30 giugno 2020 la validità delle autocertificazioni in scadenza il 31/03/2020, utili per le prestazioni rese in ambito sanitario, per alcune casistiche (autocertificazione esenzione E01 per i minori di 6 anni fino all’eventuale compimento dei 6 anni; autocertificazione esenzione E02 sia per il titolare che per i beneficiari; autocertificazioni esenzioni E04 per utenti con età inferiore a 65 anni sia per il titolare che per i beneficiari; autocertificazione fascia di reddito ERA, ERB, ERC.).
Slittamento al 30 giugno 2020 anche per la validità degli attestati ISEE presentati nel 2019.

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Affitti: in sei mesi canoni stabili, anche a Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Negli ultimi sei mesi il mercato delle locazioni ha ripreso la via della stabilità, sia nelle città in cui gli ultimi aumenti dei costi iniziavano a far temere un rischio bolla sia in quelle in cui gli indicatori di domanda, offerta e prezzi erano ancora in sofferenza. Questa è la principale evidenza dell’Osservatorio di Immobiliare.it e Mioaffitto.it, che ha analizzato l’andamento del settore affitti nei sei mesi da settembre 2019 a febbraio 2020. A Milano, che rimane un caso unico e la città più cara con una media di quasi 1.300 euro per un bilocale da 65 metri quadri, l’aumento dei canoni ha frenato: nel semestre oggetto dello studio infatti l’affitto medio risulta quasi fermo, con una variazione dello 0,3% in positivo. Non si ferma però la crescita costante della domanda (+1,9%) a cui l’offerta non riesce a rispondere, tanto che anche questo semestre si chiude con un calo degli immobili sul mercato pari al 3%.Gli altri grandi capoluoghi di regione si trovano in un momento di sostanziale stabilità: qui infatti i prezzi in sei mesi sono rimasti quasi fermi, perdendo appena l’1,4%, così come rimane invariata la domanda (+0,8%).Nei capoluoghi regionali più piccoli il mercato tiene ma rimane fermo, apparendo ancora lontano da una situazione di ripresa. Piccoli centri e provincia sono ancora in sofferenza e qui tutti gli indicatori di mercato rilevati riportano ancora valori in perdita, giustificati soprattutto da una domanda che continua a calare e che, in sei mesi, ha perso due punti percentuali (-1,7%).

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Affitti short term

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Si muove e cresce nel punto di tangenza tra mondo immobiliare e turismo: stiamo parlando di Hostmate (www.hostmate.it), società nata per offrire ai proprietari di appartamenti un servizio professionale che permetta loro di conciliare il carico della gestione operativa con le opportunità offerte dagli affitti di breve periodo, il tutto con semplicità e trasparenza.Gli affitti brevi stanno vivendo un vero e proprio boom in Italia: il Bel Paese è al terzo posto al mondo per numero di annunci presenti su Airbnb (400mila). Lo scorso anno 9 milioni 600mila persone hanno scelto Airbnb per soggiornare in Italia. Nel 2016 il guadagno complessivo degli host italiani è stato di 621 milioni di euro.Secondo alcune stime, il mercato degli affitti brevi in Italia potrebbe interessare circa un milione di immobili, con un fatturato possibile di 4.1 miliardi di euro.Come gestire e massimizzare, però, le numerose opportunità di guadagno che si prospettano per i proprietari di appartamenti? Gli affitti di breve periodo si sono dimostrati un’alternativa innovativa e più remunerativa rispetto all’affitto di lungo termine (dal 25 al 50% in più, in media), ma quasi sempre i proprietari non hanno il tempo di gestire in modo adeguato tutte le operazioni, non hanno dimestichezza nell’approccio ai canali digitali e alla comunicazione legata all’alloggio e non hanno nemmeno la possibilità di aggiornarsi in modo coerente rispetto alle normative vigenti. Senza contare le problematiche poste dalla pulizia e da altri aspetti, come quelli manutentivi.Per questo motivo è nata Hostmate: per semplificare la vita dei proprietari immobiliari italiani attraverso soluzioni di messa a reddito e gestione completa degli immobili.Fondata nel febbraio 2017 da un gruppo di amici con esperienze professionali molto eterogenee, è presto cresciuta fino a divenire un primario attore sul mercato nazionale.Tra i punti di forza, la gestione ancora “umana” del cliente-proprietario, che viene seguito da persone in carne e ossa, ossia da veri Account Manager che si occupano di verificare lo stato dell’appartamento, con annesso servizio fotografico professionale e creazione (e messa online) dell’annuncio per le piattaforme Airbnb e Booking effettuato da copywriter ed esperti di marketing digitale.Hostmate si occupa quindi della selezione e gestione degli ospiti durante il soggiorno, gestisce le prenotazioni, garantendo un supporto multilingua (l’85% degli ospiti è straniero), massimizzando l’occupazione dell’appartamento stesso. Gestisce inoltre check-in e check-out, offrendo servizio di pulizia e lavanderia.
Hostmate è attiva anche nella gestione di eventuali emergenze, mettendo a disposizione una rete di professionisti in grado di risolvere qualsiasi problematica in tempo reale.I founder credono così tanto al progetto che si sono spinti oltre, omaggiando i proprietari di una polizza assicurativa dedicata per il primo anno di attività.Dichiara Felipe Aguilera, Marketing Director: “Al momento Hostmate è operativa su Milano, Venezia, Cinque Terre, Torino. Stiamo progettando la nostra espansione su altre zone d’Italia. Da qui a cinque anni vogliamo passare da 100 appartamenti attualmente gestiti a 1000”.

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Il mercato degli affitti brevi e medi in Italia continua a crescere

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

E a offrire grandi opportunità ai proprietari di casa. Nei primi 10 mesi del 2019, Sweetguest ha registrato un incremento del numero di ospiti accolti del +70% e delle notti prenotate del +50% rispetto al 2018, e ha esteso il servizio di gestione in 13 città e destinazioni turistiche italiane. Ogni casa ha caratteristiche uniche e distintive, che la rendono ideale per esigenze diverse. Secondo le ultime analisi condotte da Sweetguest, gli appartamenti di taglio grande come triplo, quadri e pentalocali, con più posti letto, due bagni e servizi, capaci di accogliere famiglie e piccoli gruppi, offrono le migliori opportunità di rendita e occupazione durante le festività come il Natale e il Capodanno e in occasione di grandi eventi come concerti, fiere e manifestazioni sportive. Un altro fattore determinante della resa dell’appartamento è la sua ubicazione, che deve essere quanto più possibile vicino al centro, alle zone d’interesse, ai mezzi di trasporto pubblici e ai servizi.

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La corsa al rialzo degli affitti universitari

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 agosto 2019

Non sembra conoscere battute d’arresto: dopo il +4% dello scorso anno, nel 2019 i canoni di locazione delle camere singole sono cresciuti del 6%, con incrementi significativi soprattutto nelle città universitarie principali: Milano (+2%), Roma (+6%), Firenze (+12%) e Torino (+25%). È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 300 agenzie in Italia.“Per una camera singola – spiega Isabella Tulipano, dell’ufficio studi di Solo Affitti – si pagano mediamente 312 euro al mese, contro i 218 euro a persona richiesti per un posto letto in doppia. I prezzi di queste stanze sono in aumento soprattutto nelle grandi città, dove i canoni medi delle singole sono più alti, inducendo gli studenti a ripiegare sulla condivisione della camera”.
Le stanze singole. Con un canone medio di 575 euro mensili, Milano si conferma la città italiana dove si paga di più per affittare una stanza singola. I prezzi diventano più abbordabili a Roma (399 euro/mese), nonostante i canoni siano cresciuti di circa 20 euro. Secondo l’analisi di Solo Affitti gli universitari a Torino pagano circa 360 euro al mese per una camera, 73 in più rispetto allo scorso anno. A seguire Firenze (358 euro), dove l’esborso mensile è cresciuto di circa 40 euro, e Bologna (350), invariata rispetto allo scorso anno. I canoni di locazione presentano una certa dinamicità anche a Padova (335 euro /mese, con prezzi in crescita di 35 euro), Genova, Pavia (300 euro ciascuna), dove l’aumento è compreso tra i 50 e i 75 euro. Le quotazioni delle singole sono più a “misura” delle tasche degli studenti a Siena (300 euro), che si conferma sugli stessi livelli dell’anno scorso, Napoli (283 euro), dove i canoni sono calati del 19%, e a Parma (275), con prezzi in diminuzione di circa il 12%. Chi vuole avere una camera tutta per sé pagherà in media 250 euro al mese a Cagliari e Catanzaro, dove i prezzi sono cresciuti di 20 euro rispetto al 2018, 230 euro a Bari (-6%) ; 225 euro a Pescara (-6%) e 200 euro nella più economica Perugia, con canoni stabili rispetto allo scorso anno.
Le stanze doppie. I prezzi mensili delle stanze doppie sono cresciuti mediamente di 14 euro (+7%), con il capoluogo meneghino (+11%) che anche in questo caso è in cima alla classifica delle città più care d’Italia: 395 euro/mese a persona per un posto letto in doppia. Quotazioni più basse di un terzo a Bologna e Rimini (270 euro ciascuna), dove i canoni per questa tipologia di camere sono più alti che a Roma (258 euro/mese, +5% rispetto al 2018). Solo Affitti rileva prezzi in crescita anche a Torino (+2%), Firenze (+7%) e Padova (+25%), dove un universitario alla ricerca di un posto letto in stanza doppia paga circa 250 euro. In controtendenza Napoli, dove i canoni medi si sono ridotti di 10 euro (-5%) rispetto allo scorso anno, attestandosi attorno ai 190 euro, poco più che a Parma (180), dove il calo dei prezzi è stato di 20 euro. Le camere doppie sono più a buon mercato a Genova, Bari (150 euro ciascuna) e Pescara (130 euro).
Le tipologie contrattuali. I contratti agevolati trovano larga applicazione soprattutto nelle città dove gli accordi territoriali tra comune e associazioni di proprietari e inquilini sono stati aggiornati di recente o risultino comunque sufficientemente allineati ai valori di mercato degli affitti, come ad esempio a Roma, Firenze e Napoli (93% ognuno). La percentuale di utilizzo dei contratti a canone calmierato è praticamente totale a Genova, Modena, Pavia e Rimini. Solo Affitti evidenzia come, invece, i contratti agevolati stentino a decollare in alcune città nonostante il recente aggiornamento degli accordi territoriali: a Milano, ad esempio, sono utilizzati solo nel 22% dei, casi perché i canoni calmierati sono troppo distanti da quelli di mercato e i proprietari, di conseguenza, non trovano conveniente utilizzarli.Nella ricerca dell’alloggio gli studenti privilegiano la vicinanza alla facoltà (62,3%) e, a pari merito, un’adeguata presenza di mezzi pubblici. Solo Affitti ha rilevato che, soprattutto nelle città dove il costo dei posti letto è più elevato, gli studenti sono, ancor più quest’anno rispetto al passato, disposti a rinunciare alla vicinanza alla sede universitaria per una casa meno costosa ma ben collegata alla facoltà con i mezzi pubblici. Restano inoltre molto sostenute le richieste di stanze singole (60,4%). Infine, vista la crescita dei prezzi degli affitti e l’esigenza conseguente di condividere la stanza o l’appartamento con altri studenti, aumenta la richiesta di immobili in cui alloggino persone dello stesso sesso (15,1%).

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Milano, affitti alle stelle: il massimale è sempre più vicino

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Dopo i continui, e talvolta vertiginosi, aumenti degli affitti nelle principali città europee nel corso degli ultimi anni, secondo l’HousingAnywhere International Rent Index di luglio 2019 i prezzi sembrano essersi stabilizzati a livelli elevati. HousingAnywhere International Rent Index ha analizzato i dati di oltre 88.417 annunci di camere private (in alloggi condivisi), monolocali e appartamenti con una camera da letto a Barcellona, Berlino, Bruxelles, Madrid, Milano, Rotterdam e Vienna, coprendo un arco di tempo che va dal primo trimestre 2018 al secondo trimestre 2019. “Abbiamo già constatato che i prezzi degli affitti hanno raggiunto un massimale nell’ultimo trimestre, e ora la tendenza è stata confermata”, afferma Djordy Seelmann, CEO di HousingAnywhere. “Gli inquilini non sono disposti o non sono in grado di pagare affitti più alti; al contempo la scarsità sul mercato immobiliare rimane preoccupante, come lo era un anno fa”.L’aumento tra il primo e il secondo trimestre del 2019, a Milano, è minimo, ma conferma la tendenza che va avanti da un anno e mezzo, con un massimale sempre più vicino. Una stanza singola è aumentata dell’1,10% e un appartamento dell’1,096% (costa in media 1147,82 euro). Un po’ più significativo il rincaro dei prezzi dei monolocali, che supera il 4,13%. Percentuale praticamente identica per tutti (leggermente sotto il 4%) se si mette in relazione il secondo trimestre del 2019 con lo stesso periodo del 2018.
Anche se tutti i mercati hanno registrato ancora un aumento dei prezzi degli affitti nel secondo trimestre del 2019, l’aumento è stato notevolmente inferiore a quello dei trimestri precedenti. Tra tutte le città indicizzate, nell’arco dell’anno Barcellona ha visto l’aumento complessivo maggiore. Guardando però a quest’ultimo trimestre, Barcellona è ora tra le città che hanno registrato il minor aumento complessivo. “Stiamo arrivando a un limite massimo dei prezzi. Questo rallentamento, però, non è dovuto a un aumento del numero di appartamenti, monolocali e camere in offerta”, dice Seelmann. “Infatti c’è ancora un bisogno urgente di soluzioni per aumentare la disponibilità di appartamenti e camere, con l’obiettivo di risolvere il problema dell’alloggio per giovani, professionisti e studenti”.

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Affitti: Milano da record, bene le grandi città, soffrono piccoli centri e periferia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

(By Federica Tordi – Immobiliare.it) L’andamento del mercato delle locazioni in Italia rivela una ripresa che si muove a velocità molto differenti fra loro. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it su questo settore, Milano va catalogata come una caso a parte, con canoni che crescono costantemente (+9% in un anno), una domanda sempre più corposa (+7%) e un’offerta che, di contro, scende (-5%) e non riesce a reggere i ritmi della richiesta. Chi affitta un monolocale in città oggi spende mediamente 750 euro al mese.È in ripresa, ma a una velocità più contenuta, anche il comparto delle locazioni nelle grandi città: qui i canoni, rispetto al 2018, sono saliti del 3%, stessa crescita che ha interessato l’offerta.L’altro lato della medaglia è rappresentato dai piccoli capoluoghi di regione e poi dalla provincia: l’analisi ha rilevato un mercato in sofferenza, con tutti gli indicatori fermi o in perdita. La causa è da individuare nell’assenza di domanda che sempre di più si concentra verso i grandi centri, spopolando il resto del Paese.

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Affitti case: Tornano a crescere i canoni

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

mappa3Dopo lo stallo del 2016 (-0,2%), i canoni di locazione in Italia sono tornati a crescere del 2,6% (+4,1% per le case arredate) con Cagliari (+12,0%), Genova (11,4%) e Venezia (+9,1%) che segnano gli incrementi maggiori e Catanzaro (-10,0%), Palermo (-7,2%), Perugia (-5,3%), Roma (-4,1%) e Firenze (-1,4%) che si muovono in controtendenza. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle locazioni 2017 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con circa 300 agenzie, elaborato con il supporto scientifico di Nomisma.“Nel 2017 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – il mercato delle locazioni ritorna più vivace e dinamico, con canoni in crescita soprattutto per monolocali, trilocali e quadrilocali (+2,8% ciascuno), anche se non in egual misura in tutte le città. Sotto il profilo fiscale, ormai oltre il 90% dei proprietari opta per la cedolare secca, prevalentemente associata (nel 64,5% dei casi) ai contratti a canone concordato”.In linea anche con la ripresa economica, a Milano i canoni di locazione sono cresciuti dello 0,8%, ma l’incremento arriva anche al +8% per le abitazioni arredate. Il capoluogo meneghino nel 2014 era stato il primo ad anticipare il trend al rialzo dei canoni (+6,7% sul 2013), proseguito anche nel 2015 (+2,4%) e 2016 (+1,7%). Secondo le rilevazioni di Solo Affitti, di segno opposto risulta l’andamento dei valori dei canoni nella Capitale; il segno meno è più marcato per gli immobili arredati (-5,5%). Segno – fanno notare da Solo Affitti – che molti romani, non riuscendo più a sostenere canoni elevati, sono costretti a ripiegare o su case maggiormente periferiche o su metrature più piccole.Dopo il calo dell’anno scorso (-5,4%), sono tornati a salire gli affitti anche a Bari (+8,3%). Allo stesso modo a Campobasso, dove lo scorso anno si era registrata una contrazione dei canoni del 4,9%, quest’anno si assiste a una decisa inversione di tendenza (+7,8%)*. L’incremento più marcato è quello dei prezzi d’affitto a Cagliari, dove si registra un +12,0%; crescono anche i prezzi a Genova (+11,4%) e a Bologna, la cui crescita si attesta a +7,7%.Dal 2009 al 2014 i canoni medi di locazione sono sempre diminuiti, con punte più elevate nel 2012 (-6%)* e 2013 (-4,5%). Nel 2015 (+1,7%)* è ripartita la crescita dei prezzi che, dopo il rallentamento dello scorso anno, prosegue anche quest’anno. Negli ultimi 9 anni il costo mensile delle abitazioni ha raggiunto il suo minimo nel 2014 (507 euro) e i livelli attuali (528 euro) sono ben lontani dai valori del 2009 (587 euro).
I prezzi della locazione. Per una casa ammobiliata si pagano mediamente 586 euro al mese, il costo sale di 11 euro in presenza di un garage. Il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti evidenzia un classifica 2allargamento della forbice dei canoni medi tra Roma (789 euro) e Milano (938 euro), che quest’anno arriva a 149 euro (era 108 euro nel 2016). Tra i capoluoghi con i canoni più elevati ci sono anche Firenze (652 euro)*, Venezia (631 euro), Trento (591 euro), Bologna (589 euro) e Napoli (572 euro). I prezzi più bassi sono a Catanzaro (327 euro), seguita da Perugia (356 euro), Potenza (367 euro), Campobasso (391 euro) e Palermo (393 euro).Sempre più lavoratori, studenti e turisti scelgono l’affitto. Secondo il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti, scende dal 55,9% del 2016 al 47,5% di quest’anno la quota di inquilini che sceglie la casa in affitto come “abitazione principale”. Cresce, invece, la quota di lavoratori in trasferta (dal 27% al 30,3%) e degli studenti (dal 16,2% al 20,1%), che cercano appartamenti di grandi dimensioni per vivere in condivisione, determinando un incremento dei prezzi dei trilocali. Quasi triplicata la quota di chi sceglie gli affitti brevi (dallo 0,8% al 2,1%), per turismo, trasferte occasionali o per assistere famigliari ricoverati in ospedali di città diverse da quelle di residenza.
Nei prossimi mesi il numero dei contratti di affitto dovrebbe crescere nella maggior parte dei capoluoghi, con un andamento più dinamico nelle aree urbane centrali. I canoni si stabilizzeranno, gli eventuali incrementi riguarderanno soprattutto le zone centrali e semicentrali. (grafico case)

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Italia: La micro ricettività cresce

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

affittiIn Italia questa è stata un’estate d’oro per Airbnb, il più celebre fra i portali per affittare a breve termine una casa o una stanza. Airbnb ha fatto sapere che fra il 1° giugno e il 31 agosto il nostro Paese è stato la terza meta più gettonata fra gli utenti: oltre tre milioni hanno soggiornato in Italia, in uno degli oltre 200mila alloggi disponibili sul portale. Poi, da sempre, ci sono coloro che intraprendono una vera e propria attività: nel 2016 l’Istat ha censito oltre centomila strutture tra appartamenti in affitto e bed and breakfast. «La micro ricettività è sempre più sotto i riflettori, un volano per il turismo nel nostro paese e un’importante opportunità per mettere a reddito immobili fermi sul mercato. È ora di esserne consapevoli e di portare professionalità nel settore» affermano Fosca de Luca e Michela Galletti, presidente e vicepresidente dell’associazione nazionale Home Staging affitti1Lovers, che riunisce un centinaio di esperti di home staging, o valorizzazione immobiliare: ossia quell’insieme di tecniche per presentare al meglio un immobile sul mercato.
Rispetto all’home staging classico per le case in vendita, dove l’allestimento è temporaneo, tempi e costi di intervento diventano più importanti, ma comunque contenuti: «Nel caso di immobili destinati alla micro ricettività interventi e arredi sono permanenti, quindi il lavoro dell’home stager è quello di ricercare e proporre ai proprietari gli elementi che poi installerà» precisano de Luca e Galletti.La giusta illuminazione, un colore nuovo per una parete, un mobile che acquista nuova vita se ridipinto, tanti accorgimenti che aumentano il senso di relax e accoglienza, ricordano de Luca e Galletti: «Sono i piccoli dettagli che fanno la differenza e che solo un occhio esperto sa cogliere». (foto. affitti)

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Affitti studenti: canoni ancora in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 settembre 2017

Stanze fuori sedeRicomincia la corsa agli alloggi da parte degli studenti fuori sede. Sul fronte prezzi le notizie per loro non sono positive, considerando che secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it, nelle 14 città più popolate da fuori sede, i canoni risultano in aumento per il terzo anno consecutivo. Per una camera singola, in Italia, si spendono mediamente 416 euro al mese, cifra che equivale al 4% in più rispetto allo scorso anno e addirittura al 9% in più in confronto a tre anni fa. Come negli anni passati, quando si parla di stanze in affitto, Milano è la città in cui si deve mettere in conto la cifra più alta, vale a dire 528 euro al mese per una singola (+4% in un anno).
Rimangono stabili i prezzi delle singole a Roma: qui servono mediamente 439 euro. Sono aumentati sensibilmente, di contro, i costi di chi vive nelle camere doppie e si trova a pagare l’11% in più rispetto al 2016, ossia 333 euro al mese.La terza in classifica, Firenze, è la città che quest’anno ha visto più delle altre aumentare i prezzi delle locazioni di stanze: per una singola si spendono 401 euro, mentre per un posto in doppia 284 euro, rispettivamente il 13% e 14% in più rispetto al 2016.Le due città siciliane di Palermo e Catania si confermano in assoluto le più economiche per le locazioni ai fuori sede. Se però nella prima i prezzi delle stanze sono aumentati di circa il 10%, nella seconda gli alloggi risultano più economici dell’anno scorso, con costi ribassati del 2%. (foto: stanze fuori sede)

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Affitti brevi: novità sulla tassazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

case al mareDallo scorso Giugno anche per le locazioni brevi tra privati/persone fisiche -stipulate generalmente per uso turistico- è applicabile la tassazione con la cedolare secca in alternativa a quella ordinaria, grazie alla conversione in legge del decreto 50/2017 (Legge 96/2017).Si tratta di contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata fino a 30 giorni inclusi quelli dove è prevista la fornitura di biancheria e/o di pulizia, stipulati da persone fisiche direttamente o tramite agenzie o siti di intermediazione (come Airbnb o Booking). Sono interessati i contratti stipulati tra persone fisiche, sia il locatore che il locatario, che agiscono al di fuori dell’eventuale attività di impresa esercitata. Non sono coinvolti quindi i contratti stipulati con una ditta, impresa, professionista, etc.Si ricorda che i contratti di locazione di durata inferiore ai 30 giorni non devono essere registrati e quindi non è dovuta imposta di registro, ma i redditi che ne derivano sono soggetti ad irpef.A regime ordinario i redditi da affitto vengono tassati in sede di dichiarazione dei redditi applicando l’irpef sull’importo più alto tra il canone (annuo) di locazione ridotto del 5% e la rendita catastale (art.37 del TUIR, Dpr 917/86).
Dal 1 Giugno 2017 -per la precisione per i contratti stipulati da tale data- a questi redditi si può applicare in alternativa e in via opzionale la cedolare secca con aliquota 21%. Stessa cosa per i contratti di sub-locazione e di comodato non gratuito aventi le stesse caratteristiche. L’opzione per la cedolare secca può essere trasmessa all’Agenzia delle entrate tramite il modello Rli oppure direttamente in sede di dichiaraizone dei redditi. Trattandosi di contratti non soggetti a registrazione obbligatoria la compilazione è semplificata.In alternativa la tassa sostitutiva può essere pagata dagli intermediari (agenzie o siti) intervenuti nella conclusione del contratto se questi si occupano anche della riscossione dei canoni di affitto o intervengono nei pagamenti, tramite applicazione di una ritenuta d’acconto sui canoni stessi, con modello F24 ed utilizzando il codice tributo appositamente creato “1919” entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata. In questo caso gli intermediari operano come sostituti d’imposta e quanto pagato figura come a+cconto se il locatore/beneficiario non ha esercitato l’opzione per la cedolare.Gli intermediari inoltre devono comunicare annualmente all’Agenzia delle entrate i dati dei contratti di affitto breve stipulati a seguito del loro intervento. Chi incassa i canoni o interviene nel pagamento degli stessi è tenuto anche a incassare la tassa di soggiorno per conto del Comune (Dl 78/2010 art.14 c.16). (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Alienazione patrimonio immobiliare di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 febbraio 2015

campidoglioL’alienazione di una parte del patrimonio immobiliare di Roma Capitale costituisce la prima grande operazione di trasparenza dopo tanti anni di nebbia. Si fa un’attenta e dettagliata ricognizione di questo patrimonio, delle condizioni in cui si trova, delle assurde situazioni di privilegio di chi abita appartamenti a prezzi irrisori, dello scandalo di ingenti arretrati pur in presenza di affitti bassissimi. La Giunta e la maggioranza rivendicano la paternità di questa importante iniziativa.
La situazione attuale non comporta benefici, ma soprattutto spese di gestione e manutenzione, che gravano sulle casse della città e quindi sulle tasche di tutti. D’altra parte per un’amministrazione pubblica non ha alcun senso mantenere proprietà immobiliari che non abbiano una finalità strategica o sociale e per di più fino ad ora gestite in modo pessimo.
Con l’alienazione sarà invece possibile realizzare ricavi stimabili intorno ai 300 milioni di euro, che saranno utili per migliorare le infrastrutture urbane, per interventi di rigenerazione, per far partire progetti fermi per assenza di fondi, per quelle strutture che sono davvero di utilità pubblica come scuole e alloggi popolari. A chi protesta per la mancanza di dati trasparenti voglio inoltre sottolineare che i consiglieri hanno già avuto tutti gli elementi necessari per pronunciarsi sulla delibera, che sono stati forniti nel dettaglio, salvo raccomandare la massima riservatezza sui nomi e altri dati sensibili per la tutela della privacy. Mi chiedo, infine, come mai, dopo anni di silenzio, questa bagarre scoppi proprio nel momento in cui si vuol mettere in piedi un’operazione di chiarezza e trasparenza con la finalità di reperire risorse per servizi e investimenti. Quelli che ora si indignano per gli affitti da anni bassi degli immobili al centro di Roma dove erano fino ad oggi? Come mai prima che noi denunciassimo questa situazione non hanno aperto bocca? È quanto dichiara Alessandra Cattoi, assessora al Patrimonio, Politiche UE, Comunicazione e Pari Opportunità

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Affitti di lusso: Napoli la città più richiesta del Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Italiano: Giorgio Sommer (1834-1914), "Na...

Image via Wikipedia

RentClass, società specializzata nell’affitto di immobili di lusso e “chiavi in mano”, sceglie di espandersi al Sud e parte da Napoli. Dopo Milano, Roma, Londra, Parigi e Mosca, dove RentClass gestisce oltre 200 immobili di prestigio per affittanze anche a breve/medio termine, ora è la città adagiata sul Golfo a rivelarsi interessante per una clientela di alto profilo. Spiega perché Guido Edoardo Alliata, titolare di RentClass: «Napoli è una città di grande fascino ma anche molto dinamica, dove una grande opportunità è data dal turismo business e dalla presenza di manager in trasferta per periodi di tempo limitati. C’è molta richiesta di case in affitto, ma devono essere di grande pregio e dotate di tutti i comfort. Dall’altra parte, note famiglie della città possiedono un patrimonio immobiliare di altissimo profilo, adatto proprio alle esigenze di una clientela business e internazionale».RentClass ha l’obiettivo di mettere in contatto la domanda e l’offerta, rendendosi disponibile a gestire le dimore messe a disposizione dai proprietari in modo impeccabile, occupandosi di tutti gli aspetti di manutenzione, pulizie e piccole riparazioni. «Siamo a Napoli da poco meno di un anno -continua Alliata-. Abbiamo iniziato con tre appartamenti di lusso, fra cui due attici con vista Vesuvio, e adesso ci stiamo espandendo: contiamo di arrivare presto a un pacchetto di una quarantina di case nelle zone più richieste, come Chiaia, Mergellina e Posillipo». Una realtà che Alliata conosce molto bene perché, pur facendo base a Milano, il titolare di RentClass ha una nonna napoletana doc, di Chiaia, e ha conservato con questa città un legame non solo commerciale, ma anche affettivo.
Ma cosa cerca un manager, magari straniero, in trasferta a Napoli? «Comfort, stile e una formula “chiavi in mano”. Case bellissime e in posizione strategica, per vivere il meglio della città. Ma anche rapidità nel chiudere le trattative e servizi “tutto compreso”: canone, spese, utenze, pulizie e piccole manutenzioni».
Tutti punti di forza di RentClass, che uguale cura riserva anche ai rapporti con i proprietari di case che decidono di affidare alla società milanese i loro appartamenti. «Garantiamo controlli meticolosi e un’attenta selezione degli inquilini -conclude Alliata-. E se l’immobile è di pregio, ma arredi e complementi sono un po’ démodé, forniamo un esclusivo servizio di home staging che, con qualche semplice accorgimento, cambia il volto dell’appartamento, donando personalità e un tocco di glamour».
RentClass – Nata a Milano nel 2005, RentClass offre un pacchetto di 200 immobili di prestigio in diverse città del mondo: Milano, Roma, Bologna, Napoli, Londra, Parigi, Mosca. Specializzata nelle affittanze di breve e medio periodo, RentClass gestisce direttamente o conto terzi abitazioni di lusso perfette per una clientela internazionale di aziende e privati che esigono il massimo dello stile e del comfort. Ai proprietari di immobili, RentClass offre una gestione curata in ogni dettaglio e affittuari selezionati. RentClass è iscritta all’Aspesi – Associazione nazionale tra Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare. http://www.rentclass.com, tel. 02-89051681.

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Roma: gli affitti delle case

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2012

Rome

Image by ryarwood via Flickr

«Ho presentato oggi un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Roma, per denunciare la strisciante cultura della discriminazione della famiglia, specie di quella con molti figli, che viene diffusa attraverso gli annunci per gli affitti delle case nella nostra città. È necessario, su questo, lanciare un segnale chiaro e forte alle famiglie». È quanto dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, Gianluigi De Palo, commentando l’inchiesta, pubblicata oggi su un quotidiano romano, che denuncia la lunga serie di messaggi di locazione immobiliare disponibili su siti Internet e su giornali specializzati in cui viene esplicitamente negata la possibilità di accesso alla casa a nuclei familiari, soprattutto se numerosi. «In realtà – aggiunge l’Assessore capitolino – la nostra azione legale ha più che altro un significato simbolico. Vuole mettere sotto i riflettori della cittadinanza una silenziosa, ma continua e quindi pericolosa negazione del valore universale della vita e dell’istituto che è naturalmente preposto a questo, ovvero la famiglia». «Roma Capitale è da tempo impegnata a promuovere iniziative che possano rendere questa città sempre più a dimensione familiare. Entro gennaio presenteremo alla stampa i primi frutti concreti del dialogo tra Istituzioni e associazioni familiari, che abbiamo potuto approfondire anche grazie alla Prima Conferenza con la Famiglia, vissuta lo scorso 17 dicembre alla Limonaia di Villa Torlonia. Tra questi, due servizi i cui bandi sono stati appena pubblicati: un numero verde ‘Pronto famiglia’ e un percorso sperimentale di formazione ed ‘educazione’ alla vita familiare. Insieme all’implementazione del ‘quoziente-Roma’ per tutte le tariffe che fanno capo all’Amministrazione, come accade già per il nido, che è gratuito dal terzo figlio in poi – conclude De Palo – queste iniziative vogliono essere un messaggio che Roma vuol dare alla società civile e alle Istituzioni, anche a livello nazionale: un figlio non può diventare un problema, ma deve continuare a essere una risorsa per la famiglia e per la città».

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