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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

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High-level conference “Towards a renewed partnership with Africa”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 novembre 2017

european parliamentBruxelles. A conference on a new EU-Africa partnership will take place in the European Parliament on 22 November from 14.00 to 20.00 CET, ahead of the next EU-African Union summit.African political leaders, African Union representatives and UN officials will discuss with Parliament’s President Antonio Tajani, other MEPs, EU foreign affairs chief Federica Mogherini, and many other leading figures from the private sector and civic society, including Dr Denis Mukwege, Laureate of the 2014 Sakharov Prize about new responses to the challenges Africa is facing and how to deepen the partnership between the two continents. EP President Antonio Tajani said: “This time our approach should be different: it should be a people-centred partnership of equals with a focus on youth and job creation. We should look at Africa through African eyes. Cooperation should not be only political and institutional, but fully involve economic actors and civil society”. The dynamic demographic trend that will make Africa the youngest and most populous continent in the world with 2.5 billion inhabitants by 2050 poses challenges regarding economic growth and job creation, as well as for security, migration, climate change and political participation.The conference brings together political leaders, policy makers and experts, who will discuss in three panels:
· Peace & Security and democracy, good governance and human rights
· Attracting investments for sustainable and inclusive development and growth
· Migration, youth and human development
Parliament will vote on a resolution advocating a new EU-Africa strategy on 16 November.In July, Parliament gave its green light to an EU investment plan tackling root causes of migration in Africa.
The conference in the European Parliament will take place in the run-up to the African Union -EU summit on 29/30 November in Abidjan, Cote d`Ivoire. This year, the summit will focus on “Investing in youth”, a key priority for both Europe and Africa. Other priorities for the partnership include peace and security, governance – including democracy, human rights, migration and mobility – investment and trade, environmental preservation and climate change, skills development and job creation.

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Pubblicato il primo atlante dell’emigrazione rurale in Africa sub-sahariana

Posted by fidest press agency su sabato, 4 novembre 2017

Fao-RomaROMA/ PRN Africa /E’ stato pubblicato oggi il primo atlante che intende approfondire la comprensione dell’emigrazione rurale dell’Africa subsahariana. L’atlante – Rural Africa in motion. Dynamics and drivers of migration south of the Sahara- sottolinea inoltre il ruolo importante che le aree rurali continueranno a svolgere nel determinare i flussi migratori nei decenni a venire.Attraverso una serie di mappe e studi approfonditi, i 20 autori dell’atlante, che rappresentano diversi istituti di ricerca, think tank e organizzazioni internazionali africane e non, esplorano la complessità delle cause interconnesse che spingono le persone in Africa a lasciare le proprie case. Fanno luce sulle dinamiche e le prospettive della migrazione regionale e promuovono la comprensione della migrazione rurale.L’Africa occidentale e orientale sono le regioni più dinamiche con rispettivamente circa 5,7 milioni e 3,6 milioni di migranti intra-regionali nel 2015. I dati a disposizione suggeriscono inoltre che nella maggior parte dei paesi dell’Africa sub-sahariana la migrazione interna è il modello dominante. Ad esempio, la metà dei migranti del Kenya e del Senegal si spostano all’interno delle frontiere nazionali, e in Nigeria e in Uganda, la migrazione nel paese è pari all’80%. Questo avvalora le stime globali che indicano che il numero di persone che si spostano all’interno dei loro paesi è sei volte superiore al numero di emigranti.
La popolazione dell’Africa subsahariana tra il 1975 e il 2015 è cresciuta di 645 milioni di persone e dovrebbe aumentare di 1,4 miliardi nei prossimi quarant’anni (entro il 2055), un elemento demografico unico nella storia del mondo.Entro la metà di questo secolo, la popolazione rurale dell’Africa sub-sahariana si prevede aumenterà del 63%. L’Africa sub-sahariana è l’unica regione al mondo dove la popolazione rurale continuerà a crescere dopo il 2050.Per un’Africa prevalentemente rurale, questa crescita della popolazione significa una massiccia espansione della forza lavoro (circa 220 milioni di giovani rurali entreranno nell’età lavorativa nei prossimi 15 anni), aree rurali più fitte e una grande pressione sul settore agricolo, rendendo la necessità di diversificazione economica e la creazione di posti di lavoro più critici.
Circa il 60% dei migranti rurali sono in età compresa tra i 15 ei 34 anni. La maggior parte dei migranti sono uomini; tuttavia in alcuni paesi come il Mozambico, la Repubblica Democratica del Congo e il Burkina, le donne costituiscono la maggioranza di coloro che migrano.Le popolazioni rurali hanno in genere risultati scolastici inferiori rispetto alle loro controparti urbane, e i migranti rurali non costituiscono un’eccezione. I migranti, tuttavia, tendono a trascorrere altri anni a scuola rispetto chi resta.
A differenza di altre parti del mondo, l’Africa sub-sahariana è diventata più urbana ma senza diventare più industrializzata. Le città sono caratterizzate da un settore urbano precario, dalla povertà spesso persistente e da opportunità di lavoro formali limitate. Più che altrove, gli africani si muovono non solo verso le città, ma anche fuori da esse e tra le aree rurali.
L’Africa subsahariana è particolarmente vulnerabile al cambiamento climatico a causa della sua dipendenza dalla produzione alimentata dalla pioggia, che rappresenta il 96% del terreno agricolo, insieme a una capacità economica e istituzionale limitata di adattarsi agli impatti climatici.Gli studi indicano che le regioni tropicali sperimenteranno la perdita di grano e di mais come conseguenza perfino di piccoli cambiamenti di temperatura. Le perdite produttive per i cereali principali si stimano intorno al 20% entro il 2050 se non verranno prese misure per attenuare l’effetto del cambiamento climatico.
L’atlante riflette sul complesso legame tra cambiamento climatico e migrazioni rurali. Anche se le sfide ambientali possono influenzare la migrazione, la decisione di migrare è determinata anche da fattori sociali, economici e politici.
L’atlante osserva che la gestione del futuro della migrazione dovrebbe coinvolgere: canali migratori sicuri, ordinati e regolari; lo sviluppo di grandi città sostenibili; maggiori investimenti nelle città intermedie; e lo sviluppo di piccoli habitat rurali con la fornitura di servizi di qualità.
L’atlante è il risultato di una partnership tra il Centro di Ricerca Agricolo per lo Sviluppo Internazionale francese (CIRAD) e la FAO, con un sostegno tecnico del Centre for the Study of Governance Innovation (GovInn) del Sud Africa.L’atlante osserva che la grande maggioranza degli africani (il 75%) migrano all’interno dell’Africa, mentre la stragrande maggioranza dei nord africani (circa il 90%) emigrano verso l’Europa. Quindi, l’Africa sub-Sahariana “è in movimento”, ma principalmente all’interno del continente. (SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite FAO)

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High Level Conference on Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

european parliamentBruxelles. 22 november 14:00 – 15:30 Opening session Antonio Tajani, President of the European Parliament Ernest Bai Koroma, President of the Republic of Sierra Leon, Faustin-Archange Touadéra, President of the Central African Republic Federica Mogherini, High Representative of the EU for Foreign Affairs and Security Policy / Vice-President of the European Commission, Werner Hoyer, President of the European Investment Bank, Akinwumi Adesina, President of the African Development Bank
15:30 – 19:00 1st Roundtable: Peace & Security and democracy, good governance and human rights (in parallel) This roundtable could be divided into two parts.
1. Peace and Security – co-chaired by the AFET and SEDE Chairs
2. Democracy, good governance and human rights – co-chaired by the AFET and DROI Chairs
Guest speaker: Smail Chergui, African Union Commissioner for Peace and Security Cessouma Minata Samate, African Union Commissioner for Political Affairs
15:30 – 19:00 2nd Roundtable: Attracting investments for sustainable and inclusive development and growth via digitalization and industrialization Co-chaired by the DEVE and ITRE Chair
Guest speakers: Albert M. Muchanga, African Union Commissioner for Trade and Industry Neven Mimica, European Commissioner for International Cooperation & Development Mariya Gabriel, European Commissioner for Digital Economy and Society, Mukhisa Kituyi, Secretary-General of the Gold_AfricaUN Conference on Trade and Development (UNCTAD)
15:30 – 19:00 3rd Roundtable: Migration and human development (in parallel)Chaired by the LIBE Chair
Guest speakers: Amira El Fadil, African Union Commissioner for Social Affairs, Dimitris Avramopoulos, European Commissioner for Migration, Home Affairs and Citizenship, Mohamed Anacko, President of the Regional Council of Agadez,
15:30 – 19:00 4th Roundtable: Energy, agriculture, environment and water management Co-chaired by the DEVE and ENVI Chairs Guest speakers: Amani Abou-Zeid, African Union Commissioner for Infrastructure and Energy Sacko Josefa Leonel Correa, African Union Commissioner for Rural Economy and Agriculture
Firmin Edouard Matoko, UNESCO´s Assistant Director-General for Africa Sanusi Imran Abdullahi, Executive Secretary of the Commission of the Lake Chad Bassin
19:00 – 20:00 Closing session Michael Gahler, Chair of the Delegation for relations with the Pan-African Parliament Louis Michel, Chair of the Delegation to the ACP-EU Joint Parliamentary Assembly Leaders of the Political Groups.
Development in Africa is a necessity. There is a need to stabilize the continent, attract investments to create jobs to enable young Africans to have a future in their own countries. 2017 is a crucial year for our relations with Africa. Many political and legislative actions were undertaken at European and international level, for instance under the German Presidency of the G20. To list a few, in May, the High Representative and the European Commission issued a joint communication for a renewed impetus of the Africa-EU Partnership. In June, the Council adopted conclusions stressing the EU’s genuine strategic interest in deepening and strengthening its longstanding partnership with Africa. Conclusions that will also prepare the important Africa-EU Summit to take place end of November in Abidjan, Ivory Coast. Furthermore, recently, on September 28, the European Parliament and the Council have adopted the European Fund for Sustainable Development, the heart piece of the EU’s new External Investment Plan.
africa10Over the past months, the European Parliament has also had a crucial role establishing a direct political dialogue with Africa by inviting African leaders such as the Chairperson of the African Union Commission, Moussa Faki in May, as well as the President of Ivory Coast, Alassane Ouattara in June, to address the plenary in Strasbourg.The idea to organize a high-level conference on Africa on 22 November, one week before the Summit is to build upon these initiatives, to create a political momentum, and to raise the visibility and role of the European Parliament in Abidjan. This year the focus will be on “Investing in youth”, which has become a key priority for Europe as well as for Africa, in a context of African demographic trends creating major challenges in terms of economic development and job creation, security, political participation and migration. Therefore, youth and gender balance will be at the core of the high-level conference and discussed horizontally across the various panels.
The European Parliament, with its significant delegation including its President, the Chairs of the DEVE, AFET, INTA, SEDE, and DROI Committees and the Chairs of the Delegations to the ACP-EU JPA, the Pan-African Parliament and the relations with South Africa, can be a real added value to both the Parliamentary Summit and the Heads of State and Government Summit. These Members should have a key role in the conference. The aim of the high-level conference is also to use the expertise of the relevant parliamentary committees and delegations to feed in the message conveyed by the European Parliament to both Summits.

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Africa: firmato da Sant’Egidio e ospedale San Camillo un accordo per la sanità

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

africa7È stato firmato un accordo di cooperazione tra la Comunità di Sant’Egidio e l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, che prevede attività di formazione professionale specialistica, sia a Roma sia in diversi Paesi africani, ma anche assistenza tecnica, consulenza e ricerca. In particolare grazie al protocollo firmato da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, e da Fabrizio d’Alba, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, verrà sviluppata una piattaforma di telemedicina, che permetterà ai medici del polo ospedaliero romano di svolgere – gratuitamente e fuori dell’orario di servizio – consulenze diagnostiche, soprattutto per alcune specializzazioni: cardiologia, neurologia, chirurgia.
«L’accordo di oggi – del tutto gratuito per l’Ospedale San Camillo – è una buona notizia per migliaia di malati africani, perché consentirà loro l’accesso a consulenze mediche di alto livello anche in situazioni di estrema povertà o di scarsezza di mezzi diagnostici», ha osservato Marco Impagliazzo. «Oltre a favorire la formazione continua dei clinici africani, necessaria in Paesi dove i medici sono pochi e le specializzazioni rare, la collaborazione tra Sant’Egidio e l’ospedale San Camillo affronterà un aspetto problematico e finora ignorato, ossia la diffusione delle malattie croniche in Africa. Infatti, secondo l’OMS, patologie cardiovascolari, ipertensione e diabete – ha concluso il presidente di Sant’Egidio – sono in netto aumento in tutti i Paesi africani, al punto da divenire nei prossimi 10 anni la prima causa di morte nel continente».
Osservando che l’impegno del San Camillo in programmi di ricerca e cooperazione internazionale con istituzioni e strutture sanitarie di diversi Paesi africani è «stabile e duraturo», e ha già portato in tanti anni «medici ed infermieri in ogni angolo del mondo», Fabrizio d’Alba ha commentato: «La firma di oggi ci mette di fronte ad una nuova sfida perché in collegamento con una realtà “unica” come la Comunità di Sant’Egidio. La cooperazione sanitaria internazionale è un punto qualificante della “mission” del San Camillo, che riveste e non da oggi, un ruolo decisivo nella sfida rappresentata dalla cooperazione come contributo allo sviluppo dei Paesi più svantaggiati». «Sono certo che i nostri professionisti sapranno dare il sostegno necessario a questi progetti di cooperazione, e che questo lavoro “in tandem” saprà valorizzare non solo il loro impegno umanitario e professionale, ma quello di tutta l’Azienda», ha concluso il DG del San Camillo-Forlanini.
La Comunità di Sant’Egidio è presente con il programma DREAM (Disease Relief through Excellent and Advanced Means) in 11 Paesi dell’Africa Sub-Sahariana con 47 centri clinici e 25 laboratori. Oltre a garantire la cura a circa mezzo milione malati di AIDS, particolarmente donne e bambini, DREAM ha esteso il suo raggio d’azione alle malattie croniche e alla prevenzione dei tumori, offrendo cure gratuite complete a un livello di eccellenza dal punto di vista scientifico e tecnologico e formando decine di migliaia di professionisti della sanità: medici, infermieri, fisioterapisti.

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Intelsat 37e Launches, Bringing Enhanced Intelsat EpicNG Technology to Customers in Africa, Europe and the Americas

Posted by fidest press agency su domenica, 1 ottobre 2017

Transfert lanceur du BIL au BAF le 04/09/17Intelsat S.A. (NYSE: I), operator of the world’s first Globalized Network and leader in integrated satellite communications, announced the successful launch of the Intelsat 37e satellite aboard an Ariane 5 launch vehicle from the Guiana Space Center in Kourou, French Guiana. Liftoff occurred at 5:56 pm EDT. The Intelsat 37e satellite separated from the rocket’s upper stage at 6:25 pm EDT. Signal acquisition has been confirmed. Intelsat 37e, the fifth Intelsat EpicNG satellite, launches from the Guiana Space Center in Kourou. The all-digital Intelsat 37e is the first satellite to offer full, high-resolution interconnectivity between C-, Ku- and Ka-bands for use in wireless backhaul, enterprise VSAT, government and mobility networks. The C-band payload presents a comprehensive mix of high-power spot and wide beams, designed to deliver additional services and improved throughput. The Ku- and Ka-band steerable beams, which can be positioned as needed, have been added to increase network access and support high-demand areas for government and commercial mobility applications. They will complement the extensive Ku-band multi-spot beam coverage. In addition, Intelsat 37e improves the resiliency of the IntelsatOne Flex managed platform, bringing additional throughput to support enterprise, broadband, government and mobility applications in the Americas, Africa and Europe.Manufactured by Boeing and equipped with the highest throughput of the entire Intelsat EpicNG fleet, Intelsat 37e features enhanced power sharing technology to enable power to be assigned between shaped, fixed and steerable spot beams at Ku-band. This new capability augments flexibility within the payload to optimize connectivity and increase efficiency as requirements shift over time. Intelsat will be placed into service at 342° East. It will replace Intelsat 901, which will be repositioned. Companies such as Speedcast, Omni-Access – which will leverage satellites capabilities in the Mediterranean – Algeria Telecom and TIM Brazil will be among the first customers to deploy services on Intelsat 37e. (photo: Intelsat)

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Le “Mondine d’Africa” a VicenzaOro

Posted by fidest press agency su domenica, 24 settembre 2017

mondine africaneUna gigantografia di forte impatto con una raccoglitrice di alghe che guarda dritto negli occhi. Sarà lei l’ospite principale dello spazio espositivo Diva Gioielli a Vicenza Oro, la fiera internazionale del gioiello che si tiene dal 23 al 27 Settembre. Uno sguardo che interroga. Lo stesso che non ha lasciato indifferente Diva Concil, la fondatrice del brand italiano che disegna e produce gioielli in argento. Lei oggi si sente più consapevole che mai che il destino accomuna per molti aspetti le donne di tutto il mondo.
Grazie all’amicizia con Danilo De Marco ho deciso di contribuire alla stampa del libro Mondine d’Africa, così famigliarmente battezzate da Erri De Luca, uno degli autori in apertura. Si tratta di un volumetto di piccole dimensioni, che custodisce fotografie molto belle, curato nel dettaglio e già richiestissimo. Il nostro lavoro è quello di ideare gioielli in argento che la donna contemporanea indossa per esaltare la sua bellezza. Ma ci sono bellezze meno esposte, che abbiamo l’opportunità di far conoscere attraverso questo volumetto, stampato in tiratura limitata, non in vendita. L’amico Danilo De Marco mi ha fatto vedere questi ritratti di donne e i loro sguardi mi hanno parlato. Forse mi sono sentita interrogata, sicuramente coinvolta. Mondine d’Africa mostra i volti, i corpi, i sorrisi di donne che lavorano per coltivare le alghe rosse, alghe che noi donne occidentali ritroviamo nelle creme e nei preparati per la cura della nostra pelle. Con questo libro inauguriamo il progetto Conscious Woman. Perché ogni donna può fare molto per migliorare il destino delle altre donne, le più vicine e le più lontane. Farò tutto il possibile affinché questo libro arrivi tra le mani delle donne impegnate perché ciascuna possa fare qualcosa per le altre”.
Il book è composto da due piccoli tomi, uno totalmente fotografico e l’altro con i testi di Erri De Luca e Danilo De Marco stesso, tradotti oltre che nel doveroso Kiswahili, la lingua parlata in Tanzania, in altre 15 lingue, a dichiarare che l’argomento lavoro-autonomia femminile è planetario.
Se il libro “Mondine d’Africa” è a tiratura limitata, un ciondolo esclusivo in argento, inciso a mano, è il simbolo che contraddistingue l’iniziativa “Conscious Woman” lanciata da Diva Gioielli. Ogni donna che lo indossa sa che il 20% del ricavato dalle vendite sostiene progetti a favore delle bambine, ragazze o donne in difficoltà. Diva Gioielli aggiornerà il suo pubblico attraverso le pagine dei social. Chiunque raggiungerà la pagina Facebook “Conscious Women” potrà contribuire a divulgare i progetti di sostegno al mondo femminile già attivi e amplificare la conoscenza e la diffusione delle diverse situazioni affrontate.
Il ciondolo esclusivo in argento finito a mano, portato come ulteriore pendente al braccio o al collo, comunicherà a chiunque la incontra d’aver di fronte una donna a cui interessa essere e partecipare con fierezza a cambiare il destino del mondo.Questa iniziativa è pensata anche per le clienti Diva Gioielli. C’è infatti una forte affinità tra questo progetto e la donna che indossa Diva Gioielli. Quest’ultima è impegnata nella vita di tutti i giorni, sensibile ai mutamenti sociali con una forte volontà esserne lei stessa una protagonista.Ha uno stile deciso, essenziale, minimale, che le permette di passare durante il giorno da una situazione all’altra con estrema disinvoltura. Sceglie gioielli facili da indossare, concepiti per la donna in movimento. Una donna che dichiara il suo stile personale raffinato mantenendo vivo l’interesse per i linguaggi dell’arte, della moda, della cultura in genere.I risultati dell’iniziativa e i relativi beneficiari verranno resi pubblici attraverso le pagine dei social. Chiunque potrà interagire col progetto “Conscious Women” pubblicando sull’omonima community di Facebook i progetti di sostegno al mondo femminile così da amplificarne la conoscenza e la diffusione. (foto. mondine d’Africa)

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L’Africa ed i suoi drammi esistenziali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

Displaced People At Dadaab Refugee Camp As Severe Drought Continues To Ravage East AfricaE’ un continente troppo grande per poterlo descrivere. Forse così grande e complesso, per molti lontano, scriveva Sara Melchiori su Avvenire anni fa, che risulta più facile tacere o ricordarsene solo di fronte all’emergenza, all’esplodere di nuovi drammi, di nuovi focolai di guerra, in breve dimenticati.» E’ questa l’Africa. Una realtà che ha come minimo denominatore la povertà e che è alimentata dai disastri ambientali e dal retaggio dei vari colonialismi che l’hanno predata in largo e in lungo come tante cavallette che dove passano lasciano solo miserie e distruzioni. Oggi i paesi africani debitori sono tanti per nulla aver saputo fare per la costruzione di una società civile aperta alla democrazia e alla civiltà. Oggi i 715 milioni di abitanti risultano essere i più indebitati del mondo. Sono riusciti a trovare soldi solo per acquistare armi e scannarsi a vicenda. E’ una soglia della povertà che spaventa: nell’Africa subsahariana il 75% della popolazione vive di sotto la soglia della povertà, l’80% non ha accesso all’energia elettrica, il 75% non dispone di adeguate strutture igieniche, ogni anno circa tre milioni di africani muoiono di Aids ed oltre 23 milioni ne restano contagiati. Per non parlare di altri mali come la malaria, la tubercolosi, la diarrea, il morbillo, le infezioni respiratorie che in Africa diventano facilmente malattie mortali in specie per i bambini fino ai 5 anni. Basterebbe una sola cifra in comparazione per capire il dramma di questo continente: la spesa sanitaria pro-capite mediamente in Africa si attesta sui 10-15 dollari su base annua contro i 1.855 dell’Italia ed i 4.187 degli U.S.A. Di questa spesa sanitaria in Africa il 60-65% è in carico al privato. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Menarini: 15000 pasti solidali per l’Africa

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

africaLa formazione dei dipendenti che fa bene anche alla solidarietà: nell’ottica di questo connubio si è svolta oggi un’attività formativa per alcuni dipendenti della farmaceutica Menarini, impegnati a realizzare 15.000 pasti in risposta alle esigenze dei paesi in grave stato di crisi.Una iniziativa che nasce in collaborazione con l’Associazione Stop Hunger Now (Rise against Hunger), una Onlus determinata a fornire un contributo tangibile nella lotta alla fame nel mondo ed al sostegno dei diritti dell’infanzia, Dynamo Academy, impresa sociale attiva nella formazione sui temi dell’imprenditoria sociale, e Giunti O.S. Psychometrics, azienda specializzata in interventi di valutazione e sviluppo delle risorse umane.La sede di questa attività di formazione è stata il Campus toscano di Dynamo Academy a Limestre (Pistoia).Alcuni dipendenti Menarini hanno lavorato in squadra un giorno intero per confezionare 15.000 pasti che consentiranno ad una delle comunità assistite dall’Associazione in Zimbabwe l’accoglienza di 50 nuovi ragazzi per un intero anno scolastico. Il corso di oggi ha consentito di sviluppare e migliorare varie competenze quali: efficacia organizzativa, team working, problem solving e anche la negoziazione tra i colleghi, oltre alla adattabilità ad un contesto nuovo, lontano dalle solite pareti di un normale ufficio aziendale. Di grande valore anche il riscontro sociale della giornata, che consentirà a bambini che hanno difficoltà quotidiane ad alimentarsi, di ricevere una scorta di pasti per se stessi e le loro famiglie. Un contributo che “fa bene al cuore” di chi ha preparato i pasti e di chi li riceverà.Il contesto in cui sono state svolte le attività dei dipendenti Menarini ha rappresentato metaforicamente quello di una azienda complessa, dove pianificare con attenzione, produrre con elevati standard qualitativi e distribuire in modo capillare sono attività in cui è strategico ed essenziale lavorare tutti insieme e comunicare efficacemente tra colleghi. Tutti per uno, uno per tutti.

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Il Piano d’investimenti EU per l’Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

africa7Il programma dell’UE che mira a mobilitare 44 miliardi di euro in investimenti privati in Africa e nei paesi vicini dell’UE è stato approvato in via definitiva giovedì. Come parte del Piano europeo per gli investimenti esterni, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), tenterà di mobilitare 44 miliardi di euro in investimenti privati verso Stati “fragili”, offrendo una combinazione di sovvenzioni, prestiti e garanzie finanziarie pubbliche del valore di 3,3 miliardi di euro, per incoraggiare lavoro, crescita e stabilità, affrontando così le cause profonde della migrazione.
Nel corso dei recenti negoziati sulle regole operative dell’EFSD, i deputati hanno convinto i ministri UE sui seguenti punti:Concentrarsi su povertà, lavoro, cambiamento climatico e piccole imprese. L’EFSD si focalizzerà sulla lotta alla povertà creando impieghi dignitosi offrendo supporto in particolare a giovani, donne e piccole imprese. Il supporto finanziario deve rispettare gli standard di sviluppo riconosciuti a livello internazionale.Clima. Almeno il 28% degli investimenti finanzierà progetti sul clima per favorire l’implementazione dell’Accordo di Parigi.Aziende responsabili. I beneficiari devono rispettare i diritti umani, gli standard dell’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) e le norme internazionali sull’investimento responsabile. I cittadini interessati dai progetti devono avere accesso ad una procedura di reclamo.
Regole severe assicureranno che le imprese che si trovano sotto giurisdizioni che non cooperano sulla trasparenza fiscale e la lotta al riciclo di denaro non beneficeranno delle risorse. Controllo democratico. Il Parlamento sarà osservatore del Consiglio strategico dell’EFSD e la Commissione dovrà informare il Parlamento prima che venga presa qualsiasi decisione importante. Il nuovo programma è strato approvato con 503 voti favorevoli, 78 contrari e 51 astensioni.

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“Africa is increasingly important to the EU”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

africa7The recent Business Beyond Borders (BBB) event at African Utility Week was praised by H. E. the Danish Ambassador to the Republic of South Africa, Trine Thygesen, as a “project to help EU businesses, in particular SMEs and clusters, to operate internationally by engaging in business opportunities – and our doors are open for Africa”.
The Danish Ambassador represented the voice of the EU at the first BBB event to take place outside Europe – which was held at African Utility Week (AUW), Cape Town (16th – 18th May), and focused on small and medium enterprises (SMEs) and clusters in the water, power and utilities sector. Speaking during AUW’s opening keynote session, Ms Thygesen said: “Africa is increasingly important to the EU. Major African markets with strong growth rates represent significant increased cooperation between our continents. May AUW be the platform for engaging in new sustainable and inclusive economic development in Africa as well as the EU.” The Danish Ambassador to the Republic of South Africa also underlined the potential for private investment in energy and water, as Ms. Thygesen believes that “the answer to unlocking more potential lies in the formulation of PPP’s within the water sector”. Joining Ms. Thygesen during AUW’s keynote programme, were high-profile governmental and entrepreneurial personalities such as Dikobe Ben Martins, South African Deputy Minister of Public Enterprises; and Ben Ngubane, ESKOM’s Board Chairman.
During his keynote speech, Dikobe Ben Martins highlighted the fair’s potential to “share content and best practices” in the power and water sector: “The conference comes at a time when Africa is dealing with mounting challenges with regards to access to sustainable, modern energy services, which are a prerequisite for meeting basic human needs and for economic and social development”.
BBB is a European Commission-funded initiative which helps EU businesses to expand regionally and globally. By facilitating a series of Business-to-Business (B2B), Cluster-to-Cluster (C2C), and Business-to-Cluster (B2C) matchmaking events at the top international trade fairs around the world, the aim of the initiative is for new international business partnerships to be formed and deals to be brokered.
Over the course of AUW’s three days, BBB facilitated over 900 matchmaking meetings between more than 729 companies representing 60 countries.
Besides the one-to-one matchmaking sessions at the BBB Connecting Platform, SMEs and clusters also had the opportunity to present their business and technology to a wider audience at the BBB Demo Zone stand. Other BBB-supported activities included a Workshop on Hydropower organised by the European Renewable Energies Federation (EREF), and the BBB Social Media Competition, which sought to help participating companies increase their visibility online.
Coming from Finland, the winner of the BBB Social Media Competition, Gregory Neethling of FINNZA, considered the BBB matchmaking sessions to be positive for his company: “I really benefited from being here and having all these business meetings, which can lead to very successful projects”.
The next BBB matchmaking event will take place on 18th-21st September at TEXWORLD, Paris, and will be aimed at companies operating in the textile and apparel industry.

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L’Africa si salva con l’istruzione delle sue donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

africa7Roma Venerdì 28 Aprile 2017, ore 10:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159. Riflettendo sulla sua lunga ed eccezionale carriera scientifica che le aveva meritato il Premio Nobel, Rita Levi-Montalcini si rese conto che alla base del suo personale successo c’era stata la possibilità di studiare e di frequentare l’università. Opportunità che a lei era stata concessa, ma che non era frequente per le ragazze all’epoca. A quattro anni dalla scomparsa di Rita Levi-Montalcini, la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus e l’Università degli Studi Roma Tre di Roma organizzano un convegno che intende ricordare la figura del premio Nobel tornando su quella che è stata una delle sue più profonde intuizioni. L’istruzione è sempre stata considerata dalla professoressa Rita Levi-Montalcini come una condizione indispensabile per il progresso nella vita delle donne, quindi un problema di genere, ma anche la condizione di una loro piena partecipazione alla vita dei loro Paesi e quindi un grande fattore di sviluppo. Il convegno sarà l’occasione di dibattito sugli interventi relativi alle politiche di empowerment, le strategie di partecipazione femminile attraverso lo strumento dell’istruzione e la promozione del ruolo delle donne nei processi di sviluppo.
Programma: Saluto Prof. Mario Panizza, Magnifico Rettore dell’Università Roma Tre. Saluto Prof.ssa Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli, Presidente Onorario della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus. Ricordo di Rita Levi-Montalcini Avv. Giovanni Fontana, membro Cda rita levi montalciniFondazione Rita Levi-Montalcini Onlus. Dott.ssa Anna Maria Cacciami, Tesoriera Nazionale Fidapa BPW Italy. Dott.ssa Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. Prof. ssa Paola Gallo, Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università Roma Tre. Proiezione del discorso pronunciato in sede Nazioni Unite dal Premio Nobel per la Pace, Malala Yousufzai “One Child, one Teacher, one Book, one Pen can change the world”. Interventi: Moderatore Piero Badaloni, giornalista e scrittore. On. Cecile Kashetu Kyenge, parlamentare europeo e membro del Cda Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus. “L’istruzione delle donne africane, come strumento delle politiche di genere”. On. Silvia Costa, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Parlamento Europeo. Prof. Pasquale De Muro, docente di Economia dello Sviluppo e delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali (Africa sub Sahariana):“L’istruzione femminile, come strumento di sviluppo per i Paesi più poveri”. Prof.ssa Anna Rita Puglielli, Pres. Onorario Centro Interdipartimentale Studi Somali, Università Roma Tre: “Il caso della Somalia”. Conclusioni: Ambasciatore Francesco Aloisi de Larderel, Vice Presidente della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus.

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Il Direttore Generale della FAO visita il nord-est della Nigeria

Posted by fidest press agency su domenica, 9 aprile 2017

Fao-RomaRoma. E’ fondamentale intensificare immediatamente l’assistenza umanitaria alle comunità rurali minacciate dalla fame nella regione del bacino del Lago Ciad tormentata dai conflitti. Questo il messaggio lanciato oggi dal Direttore Generale della FAO in occasione della sua visita ad alcune comunità colpite dalla crisi nel nord-est della Nigeria.La situazione di insicurezza nel bacino del Lago Ciad – che comprende parti del Cameroon, del Ciad, del Niger e del nord-est della Nigeria – si è trasformata nella più ampia crisi umanitaria del continente africano. Si stima che, nel solo nord-est della Nigeria, il conflitto abbia costretto 1,9 milioni di persone ad abbandonare le proprie case e i propri mezzi di sussistenza – per la maggior parte – agricoli.Nell’intera regione del Lago Ciad, circa 7 milioni di persone sono a rischio di livelli gravi di insicurezza alimentare durante la stagione di magra, e hanno bisogno immediato di assistenza alimentare e di sostegno ai mezzi di sussistenza.Oltre un milione di returnee (ex- sfollati ora rientrati N.D.T.) e la maggior parte degli sfollati interni, insediatisi in zone di recente diventate relativamente sicure, hanno oggi accesso alla terra e potrebbero beneficiare della prossima stagione delle piogge (che inizierà a maggio) se si riuscirà a far arrivare loro input agricoli sufficienti.
Il Direttore Generale ha poi visitato diversi agricoltori beneficiari del sostegno della FAO nei pressi di Gongolong e di Old Maiduguri nello stato nigeriano di Brono, accompagnato dal Ministro federale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale T.H Audu Ogbeh.
Oltre 1,16 milioni di persone nel bacino del Lago Ciad riceveranno assistenza dalla FAO nei prossimi mesi grazie all’impegno dell’agenzia e dei suoi partner di rafforzare le attività nella regione.Le attività principali comprenderanno: la distribuzione di semi di cerali e di mangime per gli animali, trasferimento di denaro e cure veterinarie. Questo permetterà ai contadini sfollati e a coloro che sono rientrati volontariamente di avere un raccolto sufficiente a rifornire le proprie scorte e a prevenire la perdita di bestiame da parte degli allevatori.Uno dei contadini, Alhaji Mustapha Ali Gaji racconta di quando i ribelli hanno attaccato e occupato il suo villaggio, Fariya, nel governatorato di Jere dello stato di Borno.”Fui catturato e stavo per essere ucciso. Ma sono risuscito a scappare e con l’aiuto della FAO ora sono tornato a fare il contadino. I miei pomodori, l’amaranto e l’acetosella stanno crescendo bene”.
Mentre l’aiuto fornito dalla FAO e da altri partner sarà fondamentale per mitigare l’impatto della crisi, la mancanza di fondi a sostegno dell’assistenza agricola d’emergenza sta mettendo a repentaglio la capacità di raggiungere la maggior parte dei chi ne ha bisogno.Ad oggi, solo un quinto – 12,5 milioni di dollari – dei fondi necessari per sostenere la produzione di cibo nel nord-est della Nigeria è stato raccolto. Oltre 1,1 milione di persone riceveranno input agricoli durante la prossima stagione di semina, ma questo rappresenta poco meno della metà della popolazione da raggiungere.
La FAO ha sviluppato una strategia di tre anni per migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione nel bacino del Lago Ciad, e per migliorare la resilienza delle comunità vulnerabili nelle aree colpite dalla crisi. Con un budget richiesto per i prossimi tre anni di 232 milioni di dollari – 191 milioni per la sola Nigeria nord-orientale – la strategia mirerà a sostenere tre milioni di persone nella regione, soprattutto donne e giovani. (Copyright © PR Newswire Association LLC. All Rights Reserved)

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1,4 milioni di bambini a rischio di morte in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

unicefSecondo l’UNICEF, quest’anno, circa 1,4 milioni di bambini sono a rischio di morte imminente per malnutrizione acuta grave, viste le incombenti carestie in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen.“Il tempo sta per finire per oltre 1 milione di bambini”, ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Possiamo ancora salvare tante vite. La malnutrizione acuta e l’incombente carestia sono principalmente causate dall’uomo. Il nostro comune sentire richiede azioni più veloci. Non dobbiamo ripetere la tragedia della carestia nel Corno d’Africa del 2011.”
In Sud Sudan, un paese colpito da conflitti, povertà e insicurezza, oltre 270.000 bambini sono gravemente malnutriti. La carestia è stata recentemente dichiarata in alcune zone dello Stato di Unity nella parte centrosettentrionale del Paese, dove vivono 20.000 bambini. Se non sarà fatto nulla per bloccare la gravità e la diffusione della crisi alimentare, il numero totale di persone colpite nel paese ci si aspetta crescerà da 4,9 a 5,5 milioni con il culminare della stagione secca a luglio.
In Somalia, la siccità sta minacciando una già fragile popolazione danneggiata da anni di conflitto. Circa la metà della popolazione, 6,2 milioni di persone, stanno affrontando una grave situazione di insicurezza alimentare e hanno bisogno di assistenza umanitaria. Quest’anno si prevede che circa 185.000 bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave, nei prossimi mesi questo dato ci si aspetta arriverà a 270.000.
Nel Nordest della Nigeria, il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave ci si aspetta che quest’anno arriverà a 450.000 negli stati colpiti dal conflitto di Adamawa, Borno e Yobi. Secondo il Fews Net- il Sistema di allerta precoce della carestia che monitora l’insicurezza alimentare – l’anno scorso la carestia probabilmente era presente in alcune delle aree precedentemente inaccessibili degli Stati del Borno, è probabilmente in corso e si espanderà in altre aree che non sono ancora state raggiunte dagli aiuti umanitari.
In Yemen, a causa degli ultimi due anni di violenti conflitti, 462.000 bambini sono attualmente colpiti da malnutrizione acuta grave – con un aumento dal 2014 di circa il 200%.
Quest’anno, l’UNICEF sta lavorando con i suoi partner per garantire cure terapeutiche a 220.000 bambini gravemente malnutriti in Nigeria; oltre 200.000 bambini gravemente malnutriti in Sud Sudan; oltre 200.000 bambini gravemente malnutriti in Somalia e 320.000 bambini in Yemen.

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Gravi carenze alimentari dei rifugiati in Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

africa7Il Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (WFP/PAM) Ertharin Cousin e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi esprimono profonda preoccupazione per la grave carenza alimentare che sta interessando circa 2 milioni di rifugiati in dieci Paesi africani.
La disponibilità di alimenti potrebbe diminuire ulteriormente nei prossimi mesi se non si troveranno nuove risorse a cui attingere.
Il numero di rifugiati in Africa è quasi raddoppiato passando dai 2,6 milioni del 2011 ai quasi 5 del 2016. Se da un lato, in questo periodo, sono aumentate le donazioni per l’assistenza ai rifugiati, dall’altro non hanno tenuto il passo con la crescita repentina dei bisogni. Di conseguenza, la risposta umanitaria risulta fortemente sotto finanziata e ciò ha portato a dover ridurre la distribuzione di alimenti per alcuni gruppi di rifugiati.
Il Direttore Esecutivo del WFP e l’Alto Commissario dell’UNHCR avvertono che questa carenza alimentare produrrà conseguenze disastrose sulla salute e sui sistemi di protezione di queste popolazioni così vulnerabili, se non si riuscirà a garantire maggiore assistenza.
“Non possiamo nemmeno immaginare quanto possa essere difficile la vita per le migliaia di famiglie rifugiate che non hanno cibo sufficiente e, spesso, non hanno la possibilità di lavorare o trovare altri mezzi di sostentamento. I rifugiati sono persone straordinariamente resilienti, ma i tagli alla distribuzione di alimenti – a volte perfino del 50 per cento – stanno avendo un impatto devastante sulla salute e sulla nutrizione di migliaia di famiglie”, ha dichiarato l’Alto Commissario Filippo Grandi. “Il diritto al cibo è un diritto fondamentale. Collaboriamo con il WFP per assicurarci che nessun rifugiato debba soffrire la fame, ma è necessario ottenere ulteriore sostegno al più presto”.
“Per poter sopravvivere, milioni di rifugiati dipendono dagli aiuti alimentari distribuiti dal WFP e dal nostro lavoro per gestire e prevenire la malnutrizione. Ma in Africa essi rischiano di passare in secondo piano a causa delle grandi crisi umanitarie in corso altrove”, ha dichiarato il Direttore Esecutivo Ertharin Cousin. “I nostri sostenitori si sono dimostrati davvero generosi di fronte a crisi globali senza precedenti. Tuttavia, nessun rifugiato merita di essere abbandonato e dimenticato”.
L’UNHCR e il WFP riconoscono che la situazione nel Corno d’Africa in termini di sicurezza alimentare e nutrizione è estremamente preoccupante e che i bisogni di assistenza sono di una portata senza precedenti. Le persone in fuga dalla Somalia e dal Sud Sudan arrivano nei campi di accoglienza in condizioni critiche. A partire da gennaio oltre il 75 per cento dei minori somali che sono arrivati a Dollo Ado, in Etiopia, erano gravemente malnutriti.
Dieci operazioni di assistenza per i rifugiati in Africa sono state interessate da tagli che hanno avuto ripercussioni sulla quantità e la qualità degli alimenti da distribuire a circa 2 milioni di rifugiati. Le razioni di cibo sono state drasticamente ridotte – in alcuni casi anche del 50 per cento – nelle operazioni su vasta scala quali quelle in Camerun, Ciad, Kenya, Mauritania, Sud Sudan e Uganda.
I rifugiati di Burkina Faso, Gibuti, Burundi ed Etiopia hanno subito tagli alla distribuzione di prodotti specifici quali gli alimenti fortificati contenenti micronutrienti, necessari per garantire una dieta adeguata.
L’UNHCR e il WFP temono che i significativi tagli alla distribuzione di alimenti avranno gravi conseguenze sulla nutrizione e sulla protezione dei rifugiati, che saranno spinti ad adottare espedienti per far fronte alla situazione come saltare i pasti o tenere i figli a casa o mandarli a lavorare piuttosto che a scuola.
La situazione nutrizionale di questi rifugiati destava preoccupazione prima ancora dei recenti tagli all’assistenza alimentare e ora sta peggiorando. Le analisi sulla nutrizione effettuate nel 2016 hanno documentato elevati livelli di malnutrizione acuta, anemia e di arresto della crescita. In molti campi rifugiati in Etiopia, Ciad, Sudan e Gibuti la malnutrizione acuta ha raggiunto uno stato critico e l’anemia è diffusa in oltre il 40 per cento della popolazione, dati che indicano una crisi di salute pubblica.

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Il nostro sogno è di un’Africa libera dall’AIDS

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

dreamQuesta settimana vogliamo parlare di DREAM, il programma di cura e prevenzione dell’AIDS della Comunità di Sant’Egidio, completamente gratuito e attivo in 10 paesi africani.DREAM nasce dal sogno di rendere accessibile la terapia antiretrovirale anche in Africa, laddove non era mai arrivata, allo stesso livello di qualità e di eccellenza che c’è nei paesi ricchi. DREAM è un sogno che si può realizzare: ce lo dicono i 300.000 pazienti sieropositivi che hanno potuto beneficiare dei trattamenti, ce lo confermano i 63.000 bambini che grazie al programma sono nati sani da madre malata di AIDS.E’ così che l’11 novembre l’Accademia Nazionale dei Lincei ha conferito a DREAM il premio Antonio Feltrinelli per “un’impresa eccezionale e di alto valore morale e umanitario”. Siamo orgogliosi e grati per questo riconoscimento, che andrà a sostenere il nuovo Centro di salute di Zimpeto, in Mozambico, che ha l’ambizione di diventare un riferimento per la cura delle donne e i bambini per l’intero paese.Per questo siamo grati ai tanti che hanno sostenuto DREAM, e che ci aiutano a realizzare il sogno di salvare la vita e restituire un futuro a tante donne e bambini in Africa. (foto: dream)

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WIN is going to Africa and organizing its first WINConference in Nigeria

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2016

abujaAbuja, on 22.23.24 November, at The Sheraton Abuja Hotel. After 19 Global WIN Conferences in Europe, regional conferences in India and Japan, WIN has decided to bring its expertise, values and spirit to Africa and is partnering with local NGO Human Resource Working Partners.
“Over the years, we have increasingly seen the number of women coming from the African continent to attend the Global WINConference – says WIN founder and president Kristin Engvig -. We have a long-standing relationship with Nigerian women, who have been attending the WINConference from the very beginning in Milan in the 90s. WIN is a global organization and our purpose is to connect and learn from women around the world and support leaders worldwide”. She continues: “Nigeria has a strong economy and WIN was invited to collaborate with the emerging women leaders who are fighting various socio-economic disadvantages. True empowerment fights inequality and helps in the progress of the whole society and we believe in the wisdom of non-western women that can positively impact the condition of women all around the world”.
Nigeria is Africa’s biggest economy, surpassing South Africa in 2014 and it is Africa’s largest producer of oil. Growth in gross domestic product is forecasted to be 3.8 percent in 2016 from an estimated 3 percent last year, according to the National Bureau of Statistics. However, the plunge in oil prices has hurt the economy and it has been pushing for transformation. Nevertheless, oil still generates two-thirds of state revenue. With a population of over 180 million with over 40% under 14 years of age, it is a country of great potential and great inequality: more than 40% of Nigerians live below the poverty line. The country’s deficit has also widened to 3 trillion naira in 2016 and suffers from terrorist violence and attacks from Boko Haram which especially targets girls and young women.

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Kuwait’s Al-Sumait 2015 Health Prize For Africa Development Awarded to Briton For Tackling Malaria In Children

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2016

professor-kevin-marshKuwait City, Tuesday October 18, 2016 – The 2015 Kuwait-sponsored Al-Sumait Health Prize for African Development has been awarded to Britain’s Professor Kevin Marsh of the University of Oxford and African Academy of Sciences, Kenya, for his sustained efforts to control and eradicate malaria, which impacts the health of tens of millions of African children. The choice was announced at a meeting Monday in Kuwait City of Al-Sumait’s Board of Trustees, which comprises Bill Gates, co-chair of the Bill & Melinda Gates Foundation, and Kuwait’s First Deputy Prime Minister and Minister of Foreign Affairs, H.E. Sheikh Sabah Khaled Al-Hamad Al-Sabah.Professor Marsh said: “I am tremendously honoured and excited to have been awarded the Al-Sumait 2015 Health Prize, which I see as recognition of the work of many wonderful colleagues who I have been fortunate to work with over the last thirty-five years. The award will be used to continue to support the development of science in the continent, particularly through supporting emerging young African research leaders.” Dr. Adnan Shihab-Eldin, Director General of the Kuwait Foundation for the Advancement of Sciences (KFAS), which administers the awards, said: “Professor Marsh has spent over half his life living and working in Africa where he’s had a major impact on malaria and other infectious diseases through his ground-breaking work that has helped the health of millions of children.” Noting that declining rates of malaria have spared the lives of an estimated 6 million children in Africa in the last 15 years, Dr. Adnan Shihab-Eldin said Professor Marsh has played a key role over the past decade in widening the focus on better control and eventual eradication of the malaria.Professor Marsh will receive the prestigious one-million dollar prize for African development – sponsored by the Kuwait government – during an award ceremony at the Fourth Arab African Summit in Equatorial Guinea on November 22, 2016. The citation from the Board of Trustees noted that Professor Marsh has published over 450 medical articles with African colleagues in peer reviewed journals and built training and research centers in Africa that have educated numerous medical scientists, including many now holding leadership positions in Africa and globally.
The citation continued: “Professor Marsh has gained the trust and respect of his African colleague with his work in the African Academy of Sciences to promote health sciences among scientists. His leadership in the development of AESA, a new pan African platform for supporting excellence in science, is having a continent wide effect in building the scientific and technological base on which Africa’s development depends.”Al-Sumait Prizes, which honor individuals or institutions who help advance economic and social development, human resources development and infrastructure in Africa, were instigated on the initiative of His Highness Sheikh Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, the Amir of the State of Kuwait.The awards acknowledge the work of the late Dr. Abdulrahman Al-Sumait, a Kuwaiti doctor who dedicated his life to addressing the health challenges confronting Africa and established the Direct Aid humanitarian organization. Al-Sumait awards are administered by the Kuwait Foundation for the Advancement of Sciences (KFAS) and a Board of Trustees who oversee the selection of the recipients.“Each of the Al-Sumait prize winners represent innovative, exciting initiatives underway to address the challenges facing Africa,” said Dr. Adnan Shihab-Eldin.(photo: Professor Kevin Marsh)

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La BIC guarda con speranza al futuro dell’Africa

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2016

bahaiADDIS Abeba, (BWNS) — L’Africa può offrire un grande contributo al futuro della civiltà del mondo, spiega il professor Techeste Ahderom, rappresentante dell’Ufficio regionale della Baha’i International Community (BIC) in Africa.La BIC è un’organizzazione internazionale non governativa che rappresenta la comunità baha’i in tutto il mondo. Fondata nel 1948, la BIC ha uffici presso le Nazioni Unite a New York e a Ginevra e uffici regionali a Bruxelles e più recentemente Jakarta e Addis Abeba.L’istituzione dell’Ufficio della BIC in Addis Abeba due anni fa è stato un importante passo avanti delle attività svolte dalla comunità baha’i per contribuire allo sviluppo e alla prosperità del continente africano. L’Ufficio della BIC in Addis Abeba lavora in collaborazione con enti governativi, intergovernativi e non governativi che operano in Africa per il miglioramento della società. «Siamo interessati a conoscere le scottanti domande e i problemi del popolo africano e della nostra società che sono stati formalmente identificati dall’Unione Africana come centrali per il progresso del continente», dice il professor Ahderom. «Le istituzioni e i governi stanno dicendo: “Faremo tacere tutte le armi in Africa” e “Senza pace non ci può essere sviluppo”. Ma oltre a esprimere queste speranze, dobbiamo imparare che cosa queste idee significano in pratica e come si possano realizzare». In questo contesto, lavorare con l’Unione Africana è stato particolarmente importante per l’Ufficio della BIC. L’Unione Africana è un’organizzazione che mira a conseguire una maggiore unità e solidarietà tra i paesi africani e tra i loro cittadini.
Nel gennaio 2015, la BIC è stata una delle quindici organizzazioni basate sulla fede invitate a contribuire alla “Agenda 2063 dell’Unione africana: L’Africa che vogliamo”, un documento approvato dai leader africani. L’Agenda 2063 offre una visione e una strategia per il futuro del continente. Coglie le aspirazioni molto diffuse fra il popolo africano di porre fine al conflitto, di sancire la libertà di attraversare le frontiere, di riconoscere i diritti delle donne e dei bambini e di garantire che la prosperità sia condivisa tra tutte le popolazioni.«È stato molto interessante notare che ciò che essi intendono ottenere nei prossimi 50 anni è in linea con la visione della Fede baha’i — non più guerre, i conflitti risolti, pace in tutti i sensi», ha detto il professor Ahderom. «Le donne svolgeranno nella società il loro giusto ruolo. E le persone saranno in grado di attraversare le frontiere senza problemi».«Naturalmente ci sono scettici e detrattori, ma noi non pensiamo che questo sia l’atteggiamento giusto».Uno degli sviluppi emozionanti degli ultimi due anni è che l’Ufficio della BIC in Addis Abeba ha lavorato con numerosi associati appartenenti alla comunità baha’i in tutto il continente, mentre l’Ufficio concentrava le sue energie sull’esame di alcuni dei problemi più critici che l’Africa ha ora: l’ambiente e il cambiamento climatico, le disuguaglianze tra i ricchi e i poveri, la parità tra le donne e gli uomini, il finanziamento dello sviluppo, l’istruzione universale e naturalmente la pace e la sicurezza.L’Ufficio della BIC in Addis Abeba ritiene che gli obiettivi a lungo termine dell’Agenda 2063 siano ottenibili solo se ci si occupa dell’educazione dei bambini e dei giovani africani. Per questo, l’Ufficio ha deciso di partecipare a incontri che affrontano questo tema vitale ed è stato invitato a parlare ai partecipanti all’annuale Giornata del bambino africano in giugno.«L’educazione dei bambini è una strategia a lungo termine per il continente africano. Se i bambini sono precocemente educati ai principi dell’unità del genere umano e dell’unità nella diversità, se le loro capacità intellettuali sono coltivate con qualità spirituali, allora potremo costruire il futuro che vogliamo», ha dichiarato la BIC in una presentazione alla Giornata.Commentando ulteriormente l’argomento, il professor Ahderom dice: «L’obiettivo a lungo termine dell’educazione e dell’uguaglianza in Africa sarà conseguito poco per volta. L’obiettivo a breve termine è la fine dei conflitti, ma la visione a lungo termine è un processo di costruzione.«Contribuire ai processi costruttivi in Africa è quello che anche le comunità baha’i stanno cercando di fare. Siamo all’inizio di questo processo, siamo ancora in fase di apprendimento».Quanto al futuro, il professor Ahderom è molto ottimista. «Sì, le sfide sono sicuramente molte, sono sfide molto difficili. Ma l’Africa ha le risorse, l’ingegno e il cuore non solo per affrontarle, ma anche per diventare una luce per il resto del mondo. «Questa è la visione che la BIC dell’Africa». (foto: bahà’i)

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Africa: alla scoperta di un continente

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

africa7Lunedì 5 Settembre 2016, ore 9:00 / 23 Settembre 2016 Biblioteca di area di Studi politici Via Gabriello Chiabrera, 199 – Roma, Italy
Fino al 23 settembre la Biblioteca di area di studi politici Pietro Grilli di Cortona allestisce il suo quinto percorso bibliografico per offrire agli studenti un saggio del ricco patrimonio librario dedicato all’Africa. Nel corso di un ventennio mirate acquisizioni, i doni del prof. Luigi Goglia e l’arrivo della Biblioteca del Centro di Studi internazionali e (CeSPI) hanno creato una solida ossatura bibliografica, alla quale si è aggiunta, in anni recenti, la donazione della piccola ma pregiata collezione del funzionario coloniale Agostino Chiofalo, raccolta di testi pubblicati nella prima metà del ventesimo secolo sul continente africano con particolare riguardo alle colonie italiane. Il percorso è stato realizzato da Sonnya Megnekou, volontaria del Servizio Civile Nazionale.

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International conference on human trafficking within and from Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2016

vaticanoCaritas is committed to fighting against the sale and trafficking of men, women and children into slavery as beggars, prostitutes and forced labourers.Sixty million people were either refugees or forcibly displaced in 2015. In Africa thousands of adults and children are being forced to flee conflict, poverty and persecution and are particularly susceptible to traffickers.
Driven by a desperate need to survive and desire to build a better life, they are particularly vulnerable to both sexual and labour exploitation.Caritas is part of the COATNET network —Christian Organisations Against Trafficking in Human Beings—which works across borders to raise awareness about trafficking and to assist victims. COATNET fights the root causes of trafficking, such as poverty and lack of opportunity, while pressing for laws to protect victims, punish perpetrators and secure decent working conditions.
Caritas Internationalis (within the framework of its network against trafficking COATNET) and the Pontifical Council of Pastoral Care for Migrants and Itinerant People, are co-organising an international conference, hosted by Caritas Nigeria. from September 5 -7 in Abuja, Nigeria to raise awareness, give hope and combat human trafficking in Africa. AGENDA.The conference will provide an opportunity to promote dialogue and cooperation between key stakeholders such as Faith-Based Organisations International and regional organisations, law enforcement and other NGOs , share practices on cooperation and challenges and identify common strategies for prevention regarding:
– The trafficking of children;
– Labour exploitation and sexual exploitation
– Trafficking in the maritime industry
– Trafficking in emergency situations
Cardinal Luis Antonio Tagle, the president of Caritas, , Mons. Robinson Wijesinghe, Director of Office, the Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People from PCMI, and high level representatives of the Catholic Church in Nigeria will join representatives from the Nigerian Government and the African Union, the Former Special Rapporteur on Trafficking in Humans (OHCHR), the Sultan of Sokoto, the first Independent Anti-Slavery Commissioner of UK, the Pontifical Academy of Social Sciences, representatives of international organizations and others to highlight this urgent problem.Caritas is currently working on trafficking projects in Nigeria, Kenya, Ivory Coast, Uganda, Ghana, Zimbabwe and Mali with plans for another project in Senegal. The conference intends to create stronger links between concerned parties, promote joint actions and share best practices of combating trafficking and slavery while offering assistance and giving hope to victims, as well as advocating for the implementation of anti-trafficking conventions and legislations in order to speak out with one voice against human trafficking in Africa.

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