Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘agcom’

Agcom: bene, basta con la finta fibra!

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

L’Agcom ha approvato il provvedimento che definisce le modalità con cui le imprese dovranno d’ora in avanti comunicare le caratteristiche delle diverse tipologie di infrastruttura fisica utilizzate per l’erogazione dei servizi di connettività. Il termine “fibra” potrà essere usato solo se l’infrastruttura è ftth/fttb.”Bene, basta con la finta fibra! Finalmente si dà attuazione al decreto legge n. 148 del 16 ottobre 2017. Dopo le recenti condanne per pratica commerciale scorretta comminate dall’Antitrust, ora è la volta dell’Autorità delle Comunicazioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Migliaia di famiglie sono state prese in giro in questi anni, considerando che nel 2017 solo il 22% delle abitazioni aveva a disposizione reti interamente in fibra” conclude Dona.L’associazione di consumatori ricorda che nel Dl Fisco (decreto legge n. 148/2017, convertito dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172), si è previsto che costituisce pratica commerciale scorretta ogni comunicazione al pubblico dell’offerta di servizi di comunicazione elettronica che non rispetti le caratteristiche tecniche definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, tra le quali il collegamento in fibra fino all’unità immobiliare del cliente. Oggi arriva la definizione.

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Tariffe: Tar, legittimo intervento Agcom su bollette mensili

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Per il Tar del Lazio deve ritenersi del tutto legittima la delibera dell’Autorità delle comunicazioni che ha stabilito come corretta nelle bollette telefoniche la fatturazione mensile e non quella a 28 giorni.”Una motivazione del tutto condivisibile, che conferma quella che è sempre stata la nostra tesi, ossia che l’Authority è del tutto legittimata ad individuare un periodo minimo di un mese per le fatturazioni telefoniche e a dare un quadro di riferimento anche rispetto alle condizioni contrattuali, se è fatto in nome della trasparenza e della tutela dei consumatori, che hanno il diritto di poter confrontare in modo chiaro le diverse offerte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Diverso, ovviamente, il giudizio rispetto alla sospensiva concessa alle compagnie telefoniche, con la quale il Tar ha invece bloccato i rimborsi, sostenendo che il loro ammontare elevato appariva in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende ed era indeterminata la somma da corrispondere” prosegue Dona. “Una decisione alla quale, per fortuna, l’Authority delle Comunicazioni ha già posto prontamente rimedio, sostituendo il rimborso in denaro sotto forma di posticipo della fatturazione, ma che resta assurda nei suoi presupposti. Ora attendiamo i rimborsi, considerato che non ci sono più scusanti per indennizzare i consumatori” conclude Dona.

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Bollette telefoniche a 28 giorni. Agcom ordina ai gestori di restituire i giorni “erosi” ai consumatori

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Si apre un nuovo capitolo di quella che ormai possiamo definire la saga delle bollette telefoniche a 28 giorni.L’Agcom, con quattro delibere pubblicate il 14 marzo 2018, ha ordinato a Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb di restituire ai clienti di telefonia fissa (e pacchetti che la comprendono, ad esempio con offerte per fisso, internet e mobile) i giorni di servizio sottratti per effetto della tariffazione a 28 giorni. La prima fattura di aprile, quindi, dovrà slittare di un numero di giorni pari a quelli non goduti dall’utente. Non si tratta – come diversi hanno scritto per semplificare – di “giorni gratis”, che parrebbe un regalo, o di “sconti” ma di un risarcimento in forma specifica: anziché rimborsare l’importo equivalente ai giorni erosi, i gestori devono restituire il servizio illecitamente sottratto.Chi non è più cliente del gestore telefonico dell’epoca, dovrà invece attendere l’esito del giudizio al Tar (le udienze sono fissate fra il 31 ottobre e il 14 novembre 2018).Condividiamo appieno la determinazione con la quale l’Agcom sta difendendo i consumatori nella vicenda – ormai una vera e propria saga – delle bollette a 28 giorni.Giustamente l’Autorita rileva come sarebbe inefficiente e inutilmente dispendioso costringere i singoli consumatori ad attivare la conciliazione, ciascuno per un importo di pochi euro. I consumatori sarebbero costretti a prendere almeno una giornata di ferie dal lavoro per poter partecipare alla conciliazione, il che ha un costo, e i Corecom si troverebbero inondati di pratiche da gestire che possono essere facilmente evitate.Se infatti è vero che le singole conciliazioni sono gratuite per i consumatori che accedono alla procedura, non dobbiamo dimenticare che la “macchina” Corecom ha un costo, che sempre ricade sulle tasche del contribuente, che sempre il consumatore è. (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Dati referendum: AGCOM latita

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Dopo non aver risposto al nostro esposto, presentato ormai quasi un mese fa, con il quale facevamo richiesta di pubblicazione dei dati relativi alle presenze televisive (in Rai e nelle tivù private) di politici e non in merito al referendum costituzionale del prossimo autunno, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non ha dato alcun segno di vita neanche alla nostra formale richiesta di accesso agli atti relativi alle riunioni del Consiglio AgCom degli ultimi mesi, proprio quelle nelle quali sono stati analizzati i numeri da noi più volte rivendicati.
Un comportamento sconcertante da parte dell’Authority presieduta da Angelo Marcello Cardani. Una situazione grave e inaccettabile che continueremo a denunciare fino a rivolgerci all’autorità giudiziaria”.

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Portiamo l’Italia in testa allo sviluppo tecnologico delle telecomunicazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 24 aprile 2016

emittenti localiSi è conclusa positivamente la consultazione AGCOM e REA con un confronto tecnico circa l’opportunità del superamento definitivo dello standard televisivo SD/MPEG2 e con gradualità dell’MPEG4, per adottare l’innovativo T2/H265 a partire dal 2018. Questa Ë stata la proposta della REA unita alla necessità del rilascio contestuale della Banda 700 MHz come richiesto dalla Commissione Europea. Il progetto REA viene incontro sia al recupero tecnologico dell’Italia rispetto a Francia, Germania e Regno Unito per l’introduzione entro il 2018/2020 della banda larga mobile sia al definitivo assetto del sistema televisivo con la previsione di antonio diomedeuna nuova pianificazione basata sull’uso efficiente dello spettro mediante assegnazioni agli operatori di rete di porzioni di banda anziché di interi canali per la maggiore disponibilità di capacità trasmissiva permessa dall’introduzione del DVB-T2/H265. La REA ha consegnato all’AGCOM uno studio dettagliato dell’operazione che prevede un ricavo d’asta di 2,5 miliardi di euro per il rilascio della Banda 700 MHz dai quali verrebbero stornati max 1 miliardo per un “bonus” da erogare all’utenza per l’acquisto del nuovo decoder T2/H265 collegabile anche alla rete internet e max 1 miliardo di euro per l’ammodernamento delle reti di diffusione. Pertanto, rimarrebbe un attivo di 500 milioni di euro nel bilancio dello Stato. Ovviamente, secondo le previsioni della REA, alcun risarcimento “rottamazione” dovrebbe essere concesso a quegli operatori di Rete nazionali che lasceranno le frequenze della Banda 700 MHz ricevute gratuitamente, ma che hanno altre frequenze di utilizzo nella Banda 500/600 MHz per l’incremento di capacità trasmissiva introdotta dallo standard H265. Il Progetto REA va nella direzione del “buon governo” per il rinnovamento del Paese, ma Antonello Giacomelli, sottosegretario alle comunicazioni, nel suo intervento alla IX Commissione Trasporti, sull’argomento ha anticipato che il Governo è orientato a differire al 2025 il rilascio della banda 700 MHz in quanto sarebbe impopolare accollare all’utenza il costo del nuovo decoder. Ma, a questo punto, il Governo dovrebbe dirci come vorrebbe impiegare i prevedibili 2,5 miliardi di euro ricavati dall’asta delle dodici frequenze (canali 49-60). Per caso intende impiegarli per risarcire le Reti nazionali per frequenze avute gratuitamente dallo Stato? Il dibattito Ë aperto. Vedremo come andrà a finire, ma c’è da aspettarsi di tutto.

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Consiglio nazionale degli utenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Profonda soddisfazione del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) per il varo, da parte dell’Agcom, del nuovo Consiglio nazionale degli utenti. Il presidente del Copercom, Domenico Delle Foglie, facendosi interprete del pensiero delle 28 associazioni aderenti, “ringrazia il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, per aver rimesso in moto un organismo lungamente atteso e decisivo per un equilibrato rapporto fra la società civile e il mondo sempre più complesso della comunicazione”. “In particolare – osserva Delle Foglie – le dinamiche della comunicazione mettono sempre più in luce la necessità della tutela dei diritti dei cittadini, in particolare dei minori utenti dei servizi radiotelevisivi e di telecomunicazione. In quest’ottica, la composizione del Consiglio degli utenti, nel rispetto del pluralismo culturale e valoriale del Paese, sembra poter rispondere in pieno a queste istanze di tutela”. “Nell’augurare buon lavoro al nuovo Consiglio, a lungo atteso – conclude Delle Foglie – si auspica il consolidarsi di un dialogo costruttivo con quegli organismi che, come il Copercom, rappresentano una consistente fascia dell’opinione pubblica italiana a cui sta a cuore sia una comunicazione libera e pluralista sia il rispetto dei diritti dei cittadini”. I nuovi membri nominati sono Luca Borgomeo, Maria Micaela Fagiolo, Elisabetta Gavasci, Elisa Manna, Angela Nava Mambretti, Paolo Piccari, Isabella Poli, Marco Ramadori, Stefania Schettini Perillo, Laura Sturlese, Rosario Trefiletti.

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Internet: FLI presenta mozione su delibera Agcom

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2011

In relazione alla delibera 668/2010/CONS dell’Autorità garante per le comunicazioni, appena pubblicata, il gruppo alla Camera dei Deputati di Futuro e Libertà per il Terzo Polo ha presentato una mozione parlamentare, con la quale s’impegna il Governo “a richiedere – si legge nella mozione – all’Autorità garante per le comunicazioni che sottoponga la delibera sul diritto d’autoreall’attenzione delle Commissioni parlamentari competenti in materia, perché queste possano esprimere i propri pareri a riguardo e verificare che l’atto dell’autorità non ecceda la portata delle funzioni attribuite alla stessa autorità dal Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 44 (c.d. Decreto Romani)”. Nella mozione si chiede altresì all’esecutivo di “intraprendere quanto prima una riforma organica del diritto d’autore, allo scopo di modernizzare la normativa e contemperare le esigenze di protezione del diritto d’autore con la piena tutela della libertà della Rete, tenendo conto delle proposte già avanzate in materia e coinvolgendo nel processo decisionale tutti i soggetti coinvolti nel sistemadell’informazione, della comunicazione e dell’intrattenimento via web”.
Secondo il documento che FLI sottoporrà alla conferenza dei capigruppo per una rapida calendarizzazione, “l’attenzione suscitatanell’opinione pubblica impone al Parlamento un dibattito ampio sul ruolo delle istituzioni pubbliche e della normativa rispetto alla Rete, che è sempre di più un fattore determinante per il funzionamento della democrazia, per la tutela della libertà di pensiero e di stampa e per l’innovazione economica e sociale”.

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Contro il bavaglio Agcom

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

No al bavaglio alla rete

Image by david.orban via Flickr

Roma. Non sarà una vigilia tranquilla per l’Agcom: sarà, piuttosto, la “Notte della Rete”. Oggi, 5 luglio, a 24 ore dall’approvazione della Delibera definita “ammazza-Internet” dai blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma per una no-stop contro il provvedimento. Come noto, il 6 luglio l’Autorità per le Comunicazioni si appresta a votare una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice. Su internet oltre 130.000 cittadini hanno espresso il loro dissenso via email all’Agcom e cresce di ora in ora il passaparola su Facebook, una mobilitazione on-line e off-line che ha già dimostrato con il referendum quanto possa risultare incisiva. Intanto il clima si è ulteriormente surriscaldato a seguito delle dimissioni del relatore del provvedimento Gianluigi Magri. Ma la protesta continua anche fuori dal web: “La notte della rete”, il 5 luglio alla Domus Talenti a Roma (via delle Quattro Fontane 113), è una no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web – tra cui l’associazione radicale Agorà Digitale – politici, giornalisti, cantanti, esperti: tutti contro il bavaglio alla rete. L’evento sarà rigorosamente in diretta streaming sul Fattoquotidiano.it e su una rete di tv locali, accompagnato dai tweet e dai messaggi indirizzati all’Agcom.

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Nessuna censura alla rete

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Zitta, zitta, senza dire niente a nessuno, l’Agcom si prepara a lanciare la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete. Dal 6 luglio entrerà in vigore una delibera grazie alla quale, se un detentore di copyright denuncerà all’Agcom stessa un sito per violazione del diritto d’autore, l’Autorithy potrà chiedere al gestore la rimozione dei contenuti indicati entro 48 ore e, se ciò non avverrà, oscurare il sito senza bisogno di rivolgersi all’autorità giudiziaria.
In questa norma ci sono almeno tre elementi inaccettabili anche per chi, come me, ritiene che il diritto d’autore vada protetto e garantito. Il primo è che non si può oscurare un sito o rimuovere d’autorità un contenuto senza che a deciderlo sia l’autorità giudiziaria. In caso contrario si affiderebbe infatti all’Authority un potere di censura illimitato e incontrollato. La presenza del giudice garantisce il diritto, la sua assenza rende possibile e forse probabile l’arbitrio.
In secondo luogo, la tabella fissata dall’Agcom nega di fatto il diritto alla difesa dei siti “incriminati”. Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell’oscuramento, non c’è nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni che già ti ritrovi oscurato. E che cosa succede se il sito, come spesso capita sulla Rete, è estero? Con i tempi concessi dall’Agcom non avrebbe nemmeno il tempo di essere avvertito dell’imminente oscuramento! Infine, la regola fissata dall’Authority è cieca. Nel senso che non distingue tra i differenti tipi di siti, come se una banca dati o un sito privato fossero la stessa cosa o come se si potessero valutare allo stesso modo un sito costruito a scopo di lucro e uno che quello scopo non ce l’ha. C’è infine un’ulteriore motivo per opporsi in ogni modo a questa delibera liberticida.Decisioni di questa portata, nelle democrazie parlamentari, spettano al Parlamento, che invece non è stato neppure consultato. E comunque vanno concertate di comune accordo con le parti interessate. Invece l’Agcom ha scritto il regolamento ascoltando solo la lobby dei titolari dei diritti, esculdendo dalla concertazione necessaria gli utenti e le associazioni sulle libertà digitali. Su questo ho già chiesto al ministro Romani una risposta e, come IDV, abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri e per questo credo che si debba aderire a qualsiasi forma di protesta che miri a bloccare questa norma e a difendere la libertà della Rete, che è la chiave stesa della democrazia del futuro. (Antonio Di Pietro)

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Rischio censura web da parte dell’AGcom

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Il prossimo 6 luglio l’AGcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) approverà la delibera 668/2010 contenente la disposizione “Sistema di cancellazione per i siti sospettati di violare il diritto d’autore”, ma che di fatto minaccia la libertà di espressione in rete. Il Garante dopo un procedimento sommario potrebbe ordinare, infatti, al gestore del sito la cancellazione del contenuto che viola il copyright entro cinque giorni dalla sua pubblicazione su siti pubblici, blog, portali, pagine private senza alcuna distinzione. Addirittura potrebbe ordinare la chiusura di siti o la rimozione di contenuti innocenti con abusi del sistema. La denuncia arriva dai promotori dell’iniziativa Sitononraggiungibile, che si stanno mobilitando per una petizione rivolta ai parlamentari italiani per evitare la censura sul web.
Brunetto Fantauzzi, responsabile per l’Informazione dell’Italia dei Diritti, ha commentato: “Ritenere assurde le decisioni dell’AGcom e il provvedimento che sta per emettere sul diritto d’autore è puro eufemismo, per non parlare di decisione liberticida. La legge attesa per il 6 luglio ci vede impegnati come movimento in prima persona per la tutela della libertà di espressione, perché porterà a pesanti limitazioni e controlli sulla rete, tanto da penalizzare gli utenti del servizio. Il fatto che l’AGcom tende ad avocare il potere di emanare a tutela dell’interesse del diritto d’autore provvedimenti inibitori – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – senza alcuna contrapposizione e dibattito, comporta l’irraggiungibilità dell’ente sanzionatore. Per di più la delibera colpirebbe soprattutto e solo siti internet italiani. Infine, è contrastante il parere giuridico degli esperti di diritto internazionale e la nostra posizione è nettamente negativa”.

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Ritorno norma salva-dirigenti Rai

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

“La maggioranza fa rientrare dalla finestra ciò che Fini aveva cacciato fuori dalla porta: la norma salva dirigenti Rai”. Lo dice in una nota il vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Antonio Borghesi. “In Commissione XIV, Politiche dell’Unione Europea, mentre l’attenzione generale era puntata sull’Aula per ovvie ragioni – spiega Borghesi – è stata riproposta la vergognosa norma che sospende l’azione dell’Agcom contro i dirigenti Rai in relazione alla nomina del direttore generale. Questo provvedimento era stato cancellato da Fini, in quanto la commissione avrebbe dovuto dichiararlo inammissibile per estraneità di materia. Ora la maggioranza è riuscita a trovare il modo per infilare nel testo un collegamento al fine di riproporre la norma”. “Chiediamo sin d’ora al presidente Fini – conclude Borghesi – per quando il provvedimento arriverà in Aula, un nuovo atto di coraggio per ripristinare la salvaguardia della legalità”.

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Agcom censore dei siti internet

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Adiconsum, insieme ad Agorà digitale, Assoprovider, Altroconsumo, Studio legale Sarzana e Assonet, attraverso una lettera aperta ai Parlamentari italiani dice no all’Agcom censore di Siti internet, chiedendo che blocchino l’iniziativa censoria finché il Parlamento non deciderà in maniera esplicita sull’equilibrio tra diritto d’autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure. Siamo contrari – dichiara il Segretario Nazionale Pietro Giordano – all’impostazione data della Delibera 668/2010 del 12/2010 dell’Autorità, che introdurrebbe un meccanismo censore in mano alla stessa Agcom, in grado di impedire completamente l’accessibilità ai siti italiani ed esteri. In tale maniera verrebbero rimossi anche contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico entro cinque giorni dall’accertamento, prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria. Un’azione censoria di tale portata – prosegue Giordano – senza garanzia della certezza del reato e senza una corretta difesa, ai limiti del rispetto costituzionale, non può avvenire senza un intervento Parlamentare.  Adiconsum chiede quindi ai Deputati di intervenire velocemente per riportare la discussione in Parlamento e ad Agcom di sospendere ogni regolamentazione sul diritto d’autore finché il Parlamento non riuscirà ad essere sede di un grande dibattito pubblico. Adiconsum invita tutti i cittadini ad aderire alla lettera aperta utilizzando il sito http://sitononraggiungibile.e-policy.it/lettera-ai-parlamentari/ dove è possibile anche scaricare il testo della lettera.

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Professione forense: Corporativismo?

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2009

La riforma della professione forense, che ha raccolto i pieni elogi del ministro della Giustizia, l’onorevole avvocato Angiolino Alfano, è a nostro avviso simbolo di degrado civile, sociale ed economico. Sono diversi gli aspetti che meritano di essere stigmatizzati e nei prossimi giorni li concretizzeremo nella proposta di alcuni emendamenti che faremo presentare in Senato. Oggi ci preme sottolineare un aspetto: l’obbligo della presenza di un avvocato nelle procedure di conciliazione. Modifica fortemente sostenuta dall’ordine degli avvocati e che ieri ha visto le critiche da parte dell’Autorita’ garante nelle Comunicazioni (Agcom) perche’ violerebbe alcuni fondamenti comunitari per l’accesso alla giustizia conciliativa. Noi crediamo che gli ordini professionali -tutti- siano la tomba del diritto, del lavoro e dei servizi: corporazioni messe in piedi per elargire privilegi ai membri in accordo coi vari poteri dello Stato e dell’amministrazione, facendoli pagare agli utenti -obbligati- di quei servizi. L’ordine degli avvocati non e’ da meno e, insieme a quello dei giornalisti, e’ la punta di un iceberg. Rendere obbligatorio l’uso dell’avvocato nei procedimenti di conciliazione e’ un triplo danno per il cittadino utente e consumatore: – far costare di piu’ il ricorso alla giustizia per piccole questioni (si pensi alla telefonia, al condominio, al commercio, etc) con, tra l’altro, avvocati che dovrebbero rispettare i minimi tariffari imposti per legge e corporazione; – allontanare i cittadini dal ricorso alla giustizia e favorire quindi le piccole, diffuse e frequenti truffe da parte dei gestori di servizi (telefonia soprattutto); – sopprimere di fatto la molteplicità di servizi di consulenza e assistenza che associazioni e sindacati hanno messo in piedi in questi anni per meglio rendere consapevoli i cittadini dei loro diritti e, di conseguenza, stimolare il legislatore ad intervenire dove necessario. Nel giorno in cui anche il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, critica questa riforma della professione come debilitante del mercato e della concorrenza, l’ordine degli avvocati e il ministro Alfano sembra che dicano “la giustizia e’ cosa nostra!” e non del cittadino. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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