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Le agenzie di rating all’assalto dell’Africa

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

By Mario Lettieri già sottosegeretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Avendo perso mordente e spazio operativo negli Usa e in Europa, le agenzie di rating si sono “buttate” contro i paesi emergenti, in particolare quelli dell’Africa. Non è necessario essere un genio di competenza e di capacità di analisi per immaginare le difficoltà economiche in un mondo devastato dalla pandemia del covid-19. Soprattutto nei paesi cosiddetti emergenti, da sempre suscettibili a ciò che accade nelle economie avanzate.In momenti e in modi leggermente differenti, le “tre sorelle del rating”, Standard& Poor’s, Moody’s e Fitch, hanno declassato dieci paesi africani e i loro titoli di debito pubblico fino al livello di junk, di titoli spazzatura. Si tratta di Angola, Botswana, Camerun, Capo Verde, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Nigeria, Sudafrica, Mauritius e Zambia. Le valutazioni sono basate fondamentalmente sulle previsioni riguardanti la debolezza dei sistemi fiscali e sanitari di detti paesi. Ciò avviene mentre la Banca Mondiale ha opportunamente, invece, sostenuto la sospensione dei pagamenti degli interessi sui debiti dei paesi più poveri che fanno parte dell’International Development Associaztion (IDA). D’altra parte, la loro conoscenza dell’Africa è bassissima. La S&P, per esempio, si vanta di essere in grado di formulare valutazioni su ben 128 paesi del mondo. Ma ha un solo ufficio, a Johannesburg, per l’intero continente africano. I rating delle agenzie sono solitamente delle valutazioni più o meno banali. Però, com’è noto, sono presi in considerazione dai mercati per giudicare lo stato di salute delle varie economie e, di conseguenza, per definire i tassi d’interesse del debito pubblico dei singoli paesi. E’un fenomeno più volte sperimentato, con effetti devastanti sia sull’aumento del costo dei prestiti sia sugli investitori internazionali. In merito, è opportuno ricordare il ruolo svolto dalle agenzie nel “meltdown” finanziario negli anni della Grande Crisi del 2008, che ebbe un impatto sui mercati globali e, soprattutto, sull’economia reale di molti paesi, compresi quelli in via di sviluppo. Poiché sembra che la cosa non sia nella memoria collettiva, riteniamo utile ricordare le denunce istituzionali fatte nei loro confronti. Per esempio, il dettagliato rapporto “The financial crisis inquiry report” redatto da una Commissione bipartisan e pubblicato dal governo statunitense nel 2011. Vi si affermava, tra l’altro, che “la crisi non sarebbe potuta avvenire senza le dette agenzie. I loro rating, prima alle stelle e poi repentinamente abbassati, hanno mandato in tilt i mercati e le imprese”. Il solito giochino.Qualche anno fa, persino il “falco” tedesco Wolfang Schäuble, allora ministro delle Finanze, aveva detto:” Dobbiamo spezzare l’oligopolio delle agenzie di rating”. Si ricordi che in più circostanze, sia il G8 sia il G20 ha prodotto una copiosa letteratura, fatta di documenti e dichiarazioni, con i quali si stigmatizza il loro comportamento e si chiede una loro profonda riforma.Moody’s ha declassato a junk il Sudafrica facendogli perdere l’ultimo gradino di investment grade, sotto il quale gli investitori istituzionali non sono più autorizzati a comprare i titoli di stato. Essa ha stimato un notevole aumento del debito pubblico sudafricano che dovrebbe raggiungere il 91% del Pil entro il 2023. Quest’anno la crescita dovrebbe essere inferiore all’1% e poi sprofondare in terreno negativo a meno 5,8%. Moody’s non ha neanche aspettato per verificare l’impatto economico del coronavirus e i provvedimenti del governo di Pretoria. Le altre due agenzie, a onor del vero, avevano già da tre anni valutato come junk i titoli sudafricani. Adesso il Sud Africa dovrà lasciare l’importante World Government Bond Index dove ci sono tutti i titoli pubblici con il rating di investment grade. Di conseguenza il valore dei titoli sarà ridefinito senza una rete di protezione.
Fitch ha tagliato il rating sovrano del Gabon da B a CCC. La spiegazione del declassamento riguarda l’eventuale difficoltà di rimborso del debito sovrano per mancanza di liquidità determinata dalla caduta dei prezzi del petrolio.Moody ha rivisto in negativo il rating sovrano di Mauritius a causa della previsione di minori guadagni turistici per il coronavirus.
La Nigeria è stata declassata da S&P da B a B – perché il covid-19 aumenterebbe il rischio di choc fiscali derivanti dalla riduzione dei prezzi del petrolio e dalla recessione economica. S&P ha, da ultimo, anche declassato il Botswana, una delle economie più stabili dell’Africa, che aveva il rating A. L’agenzia ha citato l’indebolimento del bilancio statale a causa di un calo della domanda di materie prime e della prevista decelerazione economica provocata dalla pandemia. Il declassamento del Botswana è stato fatto quando nel paese non si era registrato neanche un caso di infezione! Questi downgrade a livello di spazzatura stanno provocando seri problemi, che possono avere conseguenze peggiori dello stesso coronavirus. Riducono, infatti, il valore delle obbligazioni sovrane usate come garanzia nelle operazioni di finanziamento delle banche centrali, aumentando allo stesso tempo il costo degli interessi e, quindi, del debito. Di conseguenza vi sarà un’ondata di declassamenti anche delle imprese private.
I paesi dell’Africa sono chiamati da più parti a disegnare un meccanismo di risposta collettiva contro l’abuso del rating. Si vorrebbe, tra l’altro, che l’Unione Africana creasse una sua autorità di controllo sulle attività delle agenzie e definisse degli standard di valutazione equi e realistici. I governi e le popolazioni del continente africano guardano sempre più all’Europa per trovare un sostegno e un modello. Purtroppo, anche sulla questione delle agenzie di rating l’Unione europea è ancora e inspiegabilmente paralizzata. Riguardo a particolari avvenimenti e a certi comportamenti umani, le popolazioni africane per descriverli usano figure di animali. Chissà quale bestia della savana utilizzeranno per le agenzie di rating?

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Agenzie di rating, mercati e stabilità finanziaria

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel meeting di primavera del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, tenutosi per via telematica, ha affermato che senza liquidità e sostegno alle imprese, alle famiglie e ai lavoratori, il mondo rischia un default di massa. Non solo l’Italia, quindi. E ha aggiunto che “poiché la crisi è globale, la risposta deve essere globale”. E’ necessario, perciò, preservare la “funzionalità dei mercati finanziari e la stabilità del sistema finanziario”.
Non è la prima volta che le istituzioni italiane e i loro massimi rappresentanti si distinguono per chiarezza e lungimiranza in contesti e incontri internazionali. La puntualizzazione sull’aspetto finanziario merita, però, qualche riflessione aggiuntiva. Non per sminuire la gravità della situazione economica italiana, ma per meglio contestualizzarla nella ben più complessa e difficile situazione globale.
Per prima cosa intendiamo evidenziare l’importanza e le rilevanti ripercussioni della decisione della Banca centrale europea di “mettere fuori gioco” le agenzie di rating. Fino a qualche giorno prima, la Bce, sulla base di un singolare regolamento, accettava in garanzia da parte degli Stati membri soltanto titoli e obbligazioni con la pagella della tripla A fornita dalle agenzie di rating. Oggi la Bce si è “liberata” da questo obbligo e intende acquistare qualsiasi titolo pubblico, anche quelli sotto il rating BBB-, cioè “junk”, i cosiddetti titoli spazzatura. La mossa ha, tra l’altro, neutralizzato le solite superficiali valutazioni di rating nei confronti dell’Italia e di altri Paesi. Rating che solitamente abbassano la fiducia nei titoli dei debiti pubblici e che fanno aumentare i tassi di interesse da pagare. Ci auguriamo che questa decisione della Bce non valga solo fino a settembre 2021 ma che sia definitiva e che metta dette agenzie fuori dalla porta.
Si tenga presente che le tre sorelle del rating, Standard& Poor’s, Moody’s e Fitch, da anni non hanno più voce in capitolo negli Usa. Non si permettono più di esternare valutazioni critiche sui titoli di stato americani. Già ci fu un sonoro ceffone da Obama, adesso Trump sicuramente le “deporterebbe su un’isola deserta”, se osassero commentare negativamente l’andamento dell’economia americana. In Italia e in Europa, purtroppo, sono ancora le benvenute.
Forse è sfuggito agli autorevoli commentatori italiani il film-documentario “Inside Job” recentemente trasmesso nel programma “Atlantide” de La7. Esso evidenzia in modo efficace le storture finanziarie sistemiche, le perversioni della speculazione, il ruolo dei derivati e l’interessata complicità delle agenzie di rating nel provocare la Grande Crisi del 2008. Il documentario è basato sui dati raccolti dalla Commissione del Senato americano: “Wall Street and the financial crisis: Anatomy of a financial collapse”. Fonte, tra le più autorevoli, spesso citata nei nostri articoli.
Un’altra riflessione merita di essere fatta sul ruolo presente e futuro del mercato. Si pensi al petrolio e ai suoi andamenti di borsa. Nei giorni passati si è assistito, attoniti e in silenzio, a un fatto storico gravissimo e senza precedenti: i contratti future sul petrolio venduti a un prezzo negativo! Il che significa che chi vendeva petrolio ha dovuto pagare per farlo comprare. Il petrolio pompato sarebbe stato così tanto che, sia per gli altissimi costi di stoccaggio sia per la mancanza di spazio per conservarlo, le compagnie petrolifere hanno o avrebbero dovuto pagare i loro clienti per prenderlo. Pura pazzia. Frutto di speculazioni finanziarie e di irresponsabili “giochi geopolitici globali” in un momento economicamente già molto pericoloso.
Occorre sapere che la stragrande maggioranza dei contratti future sono solo virtuali e speculativi, non prevedono cioè alcuna vera compravendita di greggio o di altre materie prime o di generi alimentari e, quindi, nessun loro passaggio fisico dal venditore al compratore. E’ evidente che non c’è alcun vantaggio per l’economia e neanche per la formazione del cosiddetto giusto prezzo di mercato. La crisi odierna, per fortuna, sta facendo apprezzare il ruolo dell’economia reale e dello Stato. Non servono perciò straordinarie e complicate regole. Basterebbe imporne una: chi va sul mercato per qualsiasi business deve impegnarsi a portarlo a termine fisicamente. I veri operatori si comportano così. Per scoraggiare gli altri, cioè coloro che, invece, intendono soltanto lucrare sulla differenza di prezzo, dovrebbe essere loro imposto un significativo deposito di garanzia.
Lo stesso, ovviamente, dovrebbe essere fatto per tutte le operazioni finanziarie allo scoperto. Per esempio, vendere virtualmente un titolo qualsiasi per poi ricomprarlo a una certa scadenza, o viceversa. La finanza speculativa ha sempre giustificato simili operazioni come il toccasana dell’equilibrio di mercato. Non è così. La pandemia e il conseguente lockdown produttivo ci hanno insegnato empiricamente che contano le produzioni, i beni, e non le speculazioni. Queste ultime, così come i derivati otc, si basano anche su un’elevata leva finanziaria, cioè quel sistema che può generare enormi masse finanziarie sulla base di un piccolo capitale realmente a disposizione. In alcuni paesi europei, compresa l’Italia, tali operazioni allo scoperto sono state bandite per 3 mesi. A nostro avviso dovrebbe essere una misura definitiva da parte della Consob. Da alcune settimane continuiamo ad assistere a evoluzioni delle borse così forti da far apparire come delle semplici altalene per bambini anche le più spericolate montagne russe. Non sorprende affatto che il mondo della finanza appaia indifferente. Ma è più che mai inaccettabile che le autorità politiche e quelle di controllo restino, impotenti o incompetenti, alla finestra. Sembra che in diversi paesi sia stato richiesto l’intervento delle autorità competenti. La Consob avrebbe voluto farlo ma ha scoperto di non averne il potere. Riteniamo che l’emergenza pandemia ci insegni che l’interesse collettivo viene prima dell’interesse di parte. Come ha affermato recentemente anche il direttore del Fondo monetario internazionale, la signora Kristalina Georgieva, i governi a livello mondiale si sono finora responsabilmente impegnati a sostenere le economie minate dal corona virus con circa 8.000 miliardi di dollari e le banche centrali sono disposte a fornire “liquidità illimitata”.
Di fronte a questo straordinario impegno pubblico e a questa assunzione di responsabilità collettiva e condivisa non possiamo non chiederci perché ancora non si riformino i mercati e non si blocchino le speculazioni.

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Fiavet: il decreto “Salva Turismo” viene incontro alle agenzie di viaggi

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

“Pur in una situazione grave per i riflessi economici conseguenti al Covid-19 le agenzie di viaggi Fiavet si vedono per il momento aiutate nell’emergenza. La sospensione dei viaggi di istruzione sarà infatti solo fino al 15 marzo. Inoltre, per tutti i viaggi di istruzione è prevista la possibilità per le agenzie di viaggio di corrispondere alle scuole un voucher della validità di un anno. “Un congelamento del credito che consente alle agenzie di viaggio prorogare le prenotazioni e non mandare in fumo il lavoro svolto per la programmazione in questo modo le piccole aziende non perderanno liquidità, un fattore basilare per uscire dalla fase di crisi contingente, e allo stesso tempo si potrà permettere agli studenti e alle scuole di recuperare ciò che hanno versato”. Lo ha affermato a caldo, Ivana Jelinic Presidente nazionale della Federazione Italiana Agenzie di Viaggio ed Imprese Turistiche (Fiavet)“Il secondo punto che riprende la proposta Fiavet è la normativa relativa ai rimborsi corrisposti dai vettori aerei, marittimi e ferroviari, fornitori di agenzie di viaggio e tour operator, che rappresentano quasi sempre il costo più importante all’interno di un pacchetto di viaggio. Qui abbiamo il pieno accoglimento delle nostre richieste – ha continuato la presidente Jelinic – in caso di annullamento del pacchetto di viaggio per cause straordinarie, e obbligo di rimborso da parte delle agenzie di viaggio, queste hanno successivamente diritto di rivalsa sui vettori in base a una normativa di diritto internazionale privato applicabile in questi casi, come messo in evidenza da Fiavet, nella sua proposta di emendamento. I pacchetti turistici acquistati nella zona rossa che vedono le persone impedite a partire ovviamente sono annullati, possono essere rimborsati o rimandati. Fuori dalla zona rossa restano validi tutti i pacchetti acquistati tranne quelli verso Paesi che non accolgono gli italiani. Si può scegliere una nuova destinazione, slittare il proprio viaggio, comunque, nei casi in cui sono compatibili i rimborsi, da adesso in poi le agenzie hanno diritto di rivalersi sulle compagnie aeree” fa osservare la presidente. Sospeso anche il versamento delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria fino al 30 aprile. Per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna riconosciuto il trattamento di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di tre mesi”.

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Testate giornalistiche ed agenzie di stampa insostituibili per una corretta informazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Esprimo apprezzamento per le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’informazione, Andrea Martella, che in un momento difficile per il Paese ha invitato i cittadini ad informarsi sulle testate giornalistiche nazionali e locali e dalle agenzie di stampa per evitare messaggi fuorvianti e dannosi per la comunità”.Il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha così commentato le dichiarazioni di Martella sull’informazione in materia di diffusione del coronavirus.“In questi momenti difficili, la stampa è impegnata a coadiuvare lo sforzo di coloro che operano nel contrasto al diffondersi del coronavirus con una informazione corretta, verificata, attendibile. Le nostre testate giornalistiche – ha concluso il Presidente della Fieg – confermano la disponibilità a pubblicare quanto le Istituzioni riterranno utile ed opportuno, assicurando ai cittadini una informazione equilibrata, non allarmistica, attenta e consapevole del ruolo e dell’importanza che svolge”.

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Lettera aperta a un pentastellato: Egregio Senatore Vito Claudio Crimi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

Ho partecipato, con altri colleghi, all’incontro, da lei presieduto in qualità di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria, del 28 maggio scorso presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dove i convenuti hanno discettato sul genere di futuro che le agenzie stampa avrebbero potuto ritagliarsi nel composito mondo dell’informazione.
Ho apprezzato gli interventi, le preoccupazioni emerse non solo legate all’inaffidabilità di talune fonti e al modo come porvi riparo, ma anche a livello occupazionale e alla necessità di collegare la riforma del settore a possibili accorpamenti o acquisizioni per meglio adeguarsi al passo dei tempi nuovi. Al di là di questi aspetti tecnici ed operativi, tipici di un’informazione certificata e di utilità pubblica, vi intravedo la necessità che la politica non prenda sottogamba un settore che ritengo nevralgico per misurare le pulsioni popolari e gli orientamenti che esprimono.
In tale ambito ho avvertito in più occasioni, e tra i più disparati ceti sociali, una crescente preoccupazione dell’agire politico e una forte delusione riguardo i pentastellati che hanno fin dalla loro scesa in campo, come soggetto politico, suscitato grandi speranze per un reale cambiamento al cospetto di un paese che da 20 anni a questa parte non riesce a crescere e a scrollarsi di dosso la pesante ipoteca di quei poteri che prosperano proprio sulla patologica inefficienza del sistema.
Lasciando da parte la dietrologia che ha portato il Movimento a responsabilità di governo del paese, stilando un contratto con la Lega di Matteo Salvini, posso dire che il malessere avvertito dalla base pentastellata, per una cogestione governativa, è stata accettata, dopo che il PD ha chiuso la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle. E’ stata e resta una coda polemica da parte PD, che continua tutt’oggi, sulla presunta identità politica di 5 stelle che è destinata a continuare e con il rischio di affossare qualsiasi tentativo di confronto odierno e futuro. Questa eventualità è stata percepita dallo stesso Salvini che non ha esitato considerare il sodalizio pentastellato dissolto e ad intravedere una contrapposizione solo con il PD. Tutto questo genera nell’opinione pubblica l’impressione che 5 stelle abbia esaurito la sua spinta propulsiva per essere, alla fine, assorbito dal sistema. A questo punto, e strano a constatarlo, sono proprio i commentatori politici di rango, che in passato non hanno lesinato critiche ai pentastellati, a rammaricarsi e a dirlo esplicitamente. E noi cronisti che viviamo tra la gente possiamo aggiungere che è un’amarezza popolare condivisa, ma accettata come un male inevitabile. Eppure ritengo sia possibile invertire la tendenza, ma per farlo il movimento deve scegliere con più cura la sua classe dirigente e saperla coinvolgerla convintamente nel suo progetto rinnovatore rivolto alla società civile fatta di associazioni, di movimenti, di centri culturali, mondo accademico, intellettuali e andando tra la gente più e meglio di prima. E i giornali dalla carta stampata al web possono fare agevolmente la differenza perché sono esercitati a convivere con le idee altrui e a saper dare il giusto risalto a quella informazione virtuosa che è costata la vita e anche la perdita del lavoro a tanti giornalisti in nome della loro coerenza e ricerca della verità. Così si ritorna al movimento di un tempo con un crescente consenso popolare e, facendosi perdonare gli errori fatti, durante la sua esperienza di governo. (Riccardo Alfonso direttore Fidest e dei centri studi Politici, sociali ed economici della Fidest)

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Reddito di cittadinanza e agenzie per il lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Nell’ambito dell’audizione svoltasi giorni fa presso le Commissioni riunite Lavoro e Affari Sociali della Camera dei Deputati, Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro che rappresenta l’87% del settore, ha illustrato una serie di proposte emendative finalizzate a rendere concretamente attuabile la parte del provvedimento che disciplina le modalità e le procedure di inserimento lavorativo dei percettori del Reddito di Cittadinanza (RdC).La delegazione di Assolavoro, composta dal Direttore Generale, Agostino Di Maio, e dal Consigliere con delega alle transizioni verso il lavoro, Antonio Bonardo, ha riportato i dati dell’Osservatorio Datalab dai quali emerge che da luglio a dicembre 2018 ci sono 39mila persone in meno occupate attraverso le Agenzie per il Lavoro; persone che avevano un contratto di somministrazione che prevede per legge retribuzione e diritti tipici del lavoro dipendente e che ora non lavorano più con le Agenzie.Il contestuale aumento del lavoro a chiamata (+15mila da luglio a dicembre 2018) e del lavoro occasionale (+50mila lo scorso anno) confermano la lettura secondo la quale con il Decreto Dignità le persone con maggiori competenze sono state stabilizzate prima, mentre chi ha una professionalità meno elevata è scivolato verso forme meno tutelate di lavoro o verso la disoccupazione. Da qui la necessità di rivedere il Decreto Dignità e in particolare le causali per il lavoro in somministrazione che hanno come unico effetto quello di scoraggiare l’utilizzo della forma di flessibilità con maggiori tutele per il lavoratore.​

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Agenzie di rating non immacolate

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

Arrivano le nuove pagelle delle agenzie di rating sull’Italia! La maggioranza dei media e tanti politici sono contenti come a Natale, sotto l’albero. Finalmente sapremo che i nostri titoli si avvicinano sempre più al livello di «spazzatura» e la cosa sembra consolare molti.In passato, abbiamo più volte messo in guardia da queste «incursioni». Lo abbiamo fatto quando al governo c’era Silvio Berlusconi e le opposizioni usavano i rating per provare che tutto andava male. Lo abbiamo fatto quando al governo c’erano i vari governi del centrosinistra e le opposizioni sventolavano le pagelle negative. Lo facciamo anche ora con il nuovo governo e le nuove opposizioni.I rating di Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch non sono valutazioni fatte da enti indipendenti ed eticamente impeccabili. Le agenzie sono imprese private con base negli Usa che hanno la pretesa di giudicare le economie del resto del mondo. In America, invece, sono annualmente tenute d’occhio dalle istituzioni di controllo per scovare eventuali conflitti d’interesse e non sono per niente amate dalle autorità di governo. Il loro ruolo nefasto e corresponsabile nella Grande Crisi del 2007-8, i loro trascorsi e i legami con le grandi banche e con la finanza speculativa, non depongono bene.Fitch è posseduta dal colosso della comunicazione Hearst, che ha capitali e partecipazioni in centinaia di differenti business privati. Tra i suoi executive vanta dirigenti che hanno lavorato con banche e finanziarie come Merryl Linch, Lehman Brothers, Goldman Sachs , l’inglese Lloyd Bank, la Beneficial Corporation, ecc. Moody’s Corp. ha un fatturato di 4,2 miliardi di dollari per i suoi servizi finanziari e di rating. I suoi grandi azionisti sono fondi d’investimento e grandi banche. I suoi dirigenti si sono fatti le ossa nella Federal Reserve, nella City Group, nella JP Morgan Chase, nelle multinazionali della farmaceutica e del petrolio, come l’ExxonMobil.La S&P Global controlla anche l’omonima agenzia di rating. Prima era controllata dal conglomerato Mc Graw Hill Financial, una multinazionale dei servizi finanziari, che ha cambiato nome. I grandi azionisti sono i chiacchierati fondi d’investimento Black Rock e Vanguard. Vanta dirigenti che sono stati in posizioni di comando alla City Bank, alla JP Morgan Chase, alla banca olandese ING, al francese Credit Agricole, al Credit Suisse, e anche in grandi corporation tra cui la PepsiCo, la Lockeed Martin (tecnologia militare), ecc.Basterebbe una veloce occhiata ai loro siti internet per farsi un’idea precisa dei tanti passaggi dal mondo della grande finanza e della speculazione a quello delle grandi corporation che dominano i mercati e viceversa. È più che opportuno, quindi, ricordare quanto detto su di loro dalle massime autorità americane.Il documento «The financial crisis inquiry report», preparato da una Commissione bipartisan e pubblicato dal governo americano nel 2011, evidenzia in oltre 650 dettagliatissime pagine le nefandezze perpetrate prima e durante la Grande Crisi finanziaria del 2007-8. Così sintetizza: «Noi affermiamo che i fallimenti delle agenzie di rating sono stati delle cause essenziali della distruzione finanziaria. Le tre agenzie sono state le provocatrici chiave del meltdown finanziario. I titoli legati alle ipoteche immobiliari, centrali nello scatenamento della crisi, non potevano essere valutati e venduti senza il marchio di approvazione delle agenzie. Gli investitori, spesso in modo cieco, hanno fatto affidamento sui loro rating. In alcuni casi erano persino obbligati a comprare tali titoli, pena un aggravamento degli standard relativi alle regole sui capitali loro impostogli. La crisi non sarebbe potuta avvenire senza le dette agenzie. I loro rating, prima alle stelle e poi repentinamente abbassati, hanno mandato in tilt i mercati e le imprese».Anche il dossier del Senato americano «Wall Street and the financial crisis: anatomy of a financial collapse», pubblicato nel 2011, sulla base di approfondite indagini e di numerose audizioni, dettaglia il ruolo centrale e nefasto delle agenzie nel provocare la Grande Crisi. Evidenzia, in particolare, il loro ruolo fraudolento nel propinare titoli taroccati dai loro rating.Non deve quindi sorprendere se nel 2015 solo la S&P ha pagato 1,5 miliardi di dollari di multa per simili comportamenti fraudolenti. Una sanzione monetaria molto conveniente, sia per il modesto importo, sia perché l’agenzia ha evitato che le indagini andassero più a fondo, facendo eventualmente emergere risvolti più scabrosi e penalmente perseguibili.Evidenziamo tutto ciò certo non per occultare gli evidenti problemi economici del nostro paese. Ci sembra, però, insopportabile la mancanza di critiche nei confronti delle citate agenzie private di rating, che, dopo aver contribuito grandemente a provocare la crisi finanziaria più grande della storia, di cui il mondo e l’Italia soffrono ancora, imperterrite, e riverite, proseguono a dare pagelle a tutti, governi e imprese.
Se i loro rating fossero degli esercizi innocui di dispensare giudizi non richiesti, si potrebbe lasciarle giocare. Purtroppo i rating sono presi in considerazione dai mercati per giudicare le varie economie nazionali e, di conseguenza, per definire anche i tassi d’interesse sul debito pubblico. Si rammenti, inoltre, che la Bce li usa per definire l’affidabilità delle obbligazioni pubbliche dei paesi membri dell’Ue e per decidere se accettare o no tali titoli in garanzia per operazioni di credito e di finanziamento. Ciò, in verità, ci sembra una cosa del tutto «indigesta». (di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista) (fonte: Società Libera online)

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Pacchetti-viaggio e responsabilità agenzie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Lo scorso febbraio è stato presentato il decreto legge che dovrà recepire in Italia la direttiva europea sui pacchetti turistici (2015/2302). Siamo in fase di pareri dei relatori alla Camera (Pd) e al Senato(M5S), ed entrambi, in merito ai pacchetti viaggio, si sono espressi a favore di una sorta di responsabilita’ solidale, nei confronti del viaggiatore che li acquista, di tour operator e agenzia viaggi.
Era ora, visto che le direttive comunitarie (gia’ recepite anche in Italia da diverso tempo), prevedono per qualunque altro tipo di prodotto e servizio anche la repsonsabilita’ del venditore rispetto ai vizi di conformita’ e/o produzione, la ben nota legge di garanzia dei due anni.
Il settore turismo ha goduto fino ad oggi una sorta di esclusione, ma oggi, nello specifico, ecco che arriva la norma che prevede anche la responsablita’ dell’agenzia viaggi. E, in questa logica gia’ vigente in quasi tutto il commercio, e’ bene che sia cosi’, altrimenti a cosa dovrebbe servire la professionalita’ dell’agente di viaggi se non a selezionare un prodotto rispetto ad un altro per la sua affidablita’, che lui -professionista- dovrebbe essere in grado di meglio riconoscere che non il consumatore-viaggiatore? Fino ad oggi non e’ stato cosi’, e l’agente di viaggi ha svolto le semplici funzioni di passacarte, esentandosi da qualunque responsabilita’ del prodotto che vendeva. Quindi, come in tante altre materie relative ai diritti dei consumatori e degli utenti, meno male che l’Europa c’e’!!!
Ma nella fattispecie sembra che alcuni addetti ai lavori non siano soddisfatti e, pur di indurre il legislatore a non recepire la direttiva comunitaria, si inventino le balle. “Sarebbe come pretendere che un negozio di alimentari sia responsabile solidalmente con il produttore qualora gli ingredienti del prodotto preconfezionato non corrispondano a quanto riportato sull’etichetta”; usa questa metafora Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio, neo-confermato membro per l’Italia, per il biennio 2018-2020, del Board di Ectaa (Organizzazione europea delle Associazioni delle agenzie di viaggi e tour operator). Una balla perche’ la responsabilita’ del negozio di alimentari, che lui usa per cercare di rendere ridicola l’estensione di altrettanta responsabilita’ degli agenti di viaggi per i pacchetti-viaggio, invece e’ proprio tale e prevista dalla legge, comunitaria ed italiana.
Brutta osservazione (probabilmente perche’ non e’ ha altre per giustificare la sua bramosia di continuare a mantenere un privilegio) da parte di un soggetto economico, professionale e politico che -bonta’ sua e malasorte nostra – ci rappresenta in sede comunitaria.
Se queste sono le premesse di parte degli addetti ai lavori, e’ conseguenziale non rimanere stupiti del fatto che molti viaggiatori non si sentano attratti dai servizi forniti dalle agenzie di viaggi. Non generalizziamo, ma prendiamo atto di tanta autorevole figura che usa argomentazioni di questo tipo che, anche se fossero frutto di una sua mancanza di informazione, non sarebbero comunque giustificate. Ci auguriamo che si tratti di un incidente di percorso verso una migliore civilta’ giuridica, di cui anche gli operatori del settore (agenzie o tour operator che siano) avrebbero invece necessita’. E – repetita iuvant: meno male che l’Europa c’e’!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Ibm: Acquisizione di Cúram Software

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2011

IBM ha siglato un accordo definitivo per l’acquisizione di Cúram Software Ltd., per aiutare le pubbliche amministrazioni a migliorare l’efficienza, l’efficacia e l’accessibilità dei programmi sociali per città più intelligenti. Non sono stati resi noti i termini finanziari dell’accordo. Il software Cúram è utilizzato in più di 80 progetti di agenzie pubbliche in tutto il mondo, per fornire programmi sociali più adeguati ai cittadini e alle loro famiglie in modo tempestivo, per erogare servizi con più efficacia e monitorare costantemente i progressi raggiunti. Il software è usato dalle organizzazioni che erogano servizi sanitari ai cittadini, dai servizi previdenziali per fornire assistenza e programmi sociali sia su base individuale sia aziendale. Cúram Software è in grado di offrire un’unica vista dei benefici e dei servizi disponibili tra le varie agenzie, tra i diversi livelli di governo locale e organizzazioni private e non-profit. La Social Industry Platform comprende i processi per fornire tutti i tipi di programmi, con la flessibilità necessaria per aggiornarli rapidamente, man mano che i decisori reagiscono alle diverse situazioni
economiche. Cúram, che significa “cura e protezione” in irlandese, è stata fondata nel 1990 e ha sede a Dubino, Irlanda. Tra i suoi investitori figurava Enterprise Ireland. Attraverso l’iniziativa Smarter Cities, IBM aiuta città e pubbliche amministrazioni a servire meglio i cittadini, utilizzando modi più intelligenti ed efficienti di analizzare i dati, prevedere i problemi e coordinare le risorse. IBM ha diretto oltre 2.000 progetti per raggiungere questi obiettivi e, grazie all’acquisizione di Cúram Software, prevede di espandere la propria leadership in quest’area. Secondo le stime di IDC Government Insights, l’opportunità di mercato per l’information technology nell’ambito delle Smarter Cities si aggira sui 34 miliardi di dollari nel 2011, con un aumento di più del 18% annuo per raggiungere i 57 miliardi di dollari entro il 2014. Questo annuncio rafforza inoltre le iniziative Smarter Cities di IBM in Irlanda. Lo scorso anno, l’azienda ha aperto il suo primo Smarter Cities Technology Center a Dublino, presso il laboratorio di R&S di IBM, dove collabora con autorità municipali, università e piccole e grandi imprese alla ricerca, allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi modi per rendere i sistemi urbani più connessi, sostenibili e intelligenti. Con l’aggiunta del Cúram Research Institute – che lavora per sviluppare e implementare nuovi modelli di business per la gestione di programmi sociali – IBM accrescerà la sua capacità di aiutare i clienti ad aumentare il potenziale sociale ed economico delle persone e delle loro famiglie. “Stiamo lavorando per aiutare comuni e pubbliche amministrazioni, a tutti i livelli, a trasformare il loro modo di interagire con i cittadini, migliorando parallelamente l’efficienza”, spiega Craig Hayman, General Manager di IBM Industry Solutions. “Insieme a Cúram, IBM può trasformare le modalità in cui i cittadini interagiscono con la pubblica amministrazione, in modo vantaggioso per tutti”.
Dal 1999 IBM e Cúram collaborano per mettere a punto soluzioni dedicate a programmi sociali a livello federale, statale, locale e provinciale in tutto il mondo. Più del 90% dei clienti Cúram’s usa middleware IBM WebSphere e circa il 70% dei suoi clienti usa hardware IBM. Il software Cúram è certificato per l’uso con IBM Government Industry Framework e fa parte della soluzione Integrated Case Management di IBM Global Business Services dal 2001.
L’annuncio di IBM dei piani di acquisizione di Cúram Software fa seguito a una serie di azioni intraprese da IBM quest’anno per potenziare le proprie offerte destinate alle città e alle pubbliche amministrazioni. In giugno, l’azienda ha presentato IBM Intelligent Operations Center, che fornisce una vista unificata di tutte le agenzie municipali, per consentire ai funzionari di predire gli eventi e rispondere rapidamente alle necessità. Subito dopo, IBM ha annunciato i piani di acquisizione di i2, fornitore leader di intelligence analytics per la prevenzione dei reati e delle frodi. L’acquisizione si è conclusa in ottobre.
Cúram Software è il fornitore leader delle migliori soluzioni software per programmi sociali. Cúram Software ha sede a Dublino (Irlanda) e uffici in tutto il Nord America, in Europa, Australia e India. Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.cúramsoftware.com.

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Parlamento europeo agenzie di rating

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2011

 

Michel Barnier

Image by michelbarnier via Flickr

Alla fine della presentazione del Commissario per il mercato interno Michel Barnier della nuova proposta legislativa sulle agenzie di rating, il relatore per il Parlamento Leonardo Domenici (S&D, IT) ha detto: “Il provvedimento appare oggi privo di alcune parti significative rispetto alle anticipazioni ed è ridimensionato rispetto alle attese”.Domenici ha inoltre criticato la procedura seguita ed espresso preoccupazione: “Ci siamo trovati oggi di fronte a una procedura piuttosto travagliata e inusuale in occasione della presentazione di un provvedimento molto importante quale quello sulla regolamentazione delle Agenzie di Rating. E’ questo un evidente sintomo di difficoltà di decisione da parte della Commissione su un argomento assai delicato e forse spiega anche il ritardo con cui si è giunti ad approvarlo. Il provvedimento, per ammissione dello stesso Commissario Barnier, appare oggi privo di alcune parti significative rispetto alle anticipazioni ed è ridimensionato rispetto alle attese”. Domenici ha poi aggiunto: “Il Parlamento europeo attende ancora di essere informato sia per ciò che riguarda la procedura fin qui seguita e la tempistica sia circa il contenuto ufficiale e finale del testo. Il fatto che ci si trovi in questa situazione su un provvedimento molto atteso come questo, non può che suscitare preoccupazione sia sotto l’aspetto istituzionale che sotto il profilo politico”.

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Giochi, tassate le agenzie prive di concessione

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Punto strategico del maxiemendamento alla Legge di Stabilità, presentato dal Governo alla Commissione Bilancio della Camera, è la stretta sul gioco illegale, da realizzare soprattutto attraverso il recupero dell’evasione fiscale nel settore. Chi sottrae “base imponibile all’imposta unica dei concorsi pronostici o delle scommesse è punito con la sanzione amministrativa del 120 o 240% della maggior imposta e se la base imponibile sottratta è superiore a 50 mila euro, anche con la chiusura dell’esercizio da uno a sei mesi”. Per chi non presenta dichiarazioni di inizio attività o lo fa con indicazioni non esatte, rende noto Agipronews, è prevista una sanzione da 516 a 2000 euro. Ma la novità più importante è nei termini di “soggetto passivo d’imposta”, che può essere chiunque, anche in assenza di concessione dei Monopoli di Stato e che gestisca “con qualunque mezzo, anche telematico, per conto proprio o di terzi, anche ubicati all’estero, concorsi pronostici o scommesse di qualsiasi genere. Se l’attività è gestita per conto di terzi, il soggetto per conto del quale l’attività è esercitata è obbligato solidalmente al pagamento dell’imposta e delle relative sanzioni”. Anche i cosiddetti centri di trasmissioni dati saranno quindi sottoposti a tassazione.

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Agenti immobiliari a congresso

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Roma 23 e il 24 giugno Auditorium di via Nazionale 60 si riuniranno i 180 delegati provinciali in rappresentanza dei 10 mila iscritti all’ A.N.A.M.A., l’associazione agenti e mediatori d’affari. Sul piatto della discussione le conseguenze della soppressione del ruolo, voluto dalla direttiva Bolkestein e il decreto governativo di recepimento della Direttiva europea che ha introdotto la qualifica professionale. Una rivoluzione per la categoria che, sostanzialmente, non cambia le modalità di accesso alla professione. Per diventare mediatori immobiliari in Italia serve un diploma di scuola media superiore, la frequenza di un specifico corso di formazione e il superamento di un esame in Camera di Commercio. A.N.A.M.A. chiede maggior considerazione verso le agenzie immobiliari e lo fa imponendo alla categoria, oggi stimata a quota 100 mila operatori, i crediti formativi, che obbligheranno gli operatori ad una formazione biennale obbligatoria.
Al Congresso A.N.A.M.A., interverranno il sottosegretario alle infrastrutture, sen. Mario Mantovani, il capogruppo del PD in commissione Attività Produttive on. Andrea Lulli e il capo gruppo dell’UDC alla Camera on. Michele Vietti.

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Unione Europea: formazione professionale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

La Commissione Europea approva l’Invito a presentare proposte 2010 EACEA/31/09 Cooperazione UE-Stati Uniti in materia di istruzione superiore e di formazione professionale. Possono proporre richieste di contributi a titolo del presente invito gli istituti d’istruzione superiore e quelli di istruzione e formazione professionali. Per le misure relative alle politiche, l’invito è aperto anche ad altre organizzazioni quali agenzie di accreditamento, agenzie od organizzazioni di istruzione, ditte private, gruppi industriali e aziendali, organizzazioni non governative, istituti di ricerca e organismi professionali. I candidati devono essere stabiliti in uno dei paesi dell’Unione europea. Per partecipare al programma Atlantis, ciascun consorzio deve soddisfare i  requisiti specificati nel bando.  Scadenze: 08-04-2010.

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Easyviaggio dà voce ai rimborsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Le due truffe subite dai clienti Myair e Todomondo si stanno rivelando peggio di quel che si credeva. Ad aggravare la situazione infatti ci si mette il sistema dei rimborsi italiano. Sulla carta, esiste un “Fondo nazionale di garanzia del consumatore di pacchetti turistici” destinato a garantire al consumatore il rimborso del prezzo versato in caso di fallimento o di accertata inadempienza del venditore o organizzatore di viaggi e vacanze. Il fondo è costituito dal 2% dell’ammontare dei premi delle polizze assicurative che le agenzie di viaggi versano per l’esercizio della propria attività. In realtà, il Fondo è vuoto. Per rimediare al buco, il ministro del turismo Michela Brambilla ha attivato la scorsa settimana un fondo riservato ai soli clienti Todomondo. Notizia positiva per metà, in quanto il Ministro ha comunicato che gli unici beneficiari del Fondo saranno ”i turisti che abbiano acquistato pacchetti turistici in Italia da agenzie regolarmente autorizzate dall’autorità competente”, vale a dire un’agenzia di viaggi tradizionale. Conseguenza inevitabile di questa vicenda è di certo un’accresciuta diffidenza verso chi vende on-line. Il vero problema, spiega Easyviaggio, non è tanto quale sia l’acquisto più sicuro (on-line o presso agenzia), ma se esista una garanzia di essere rimborsati in caso d’inadempienza dell’operatore o fallimento. Questo tenuto conto che le agenzie di viaggi falliscono in numero almeno pari a chi opera on-line! A differenza di altri Paesi, come Francia o Gran Bretagna, dove esistono istituzioni preposte come garanzia delle agenzie viaggi tradizionali o on-line, e di conseguenza alla tutela dell’acquirente (in Francia la SNAV, Organizzazione nazionale dei professionisti del viaggio, esistente fin dal 1945, e CETO, Organizzazione dei Tour operators), in Italia tutto è di competenza del Ministero del Turismo. L’esistenza di un ente superiore incaricato di impedire frodi a livello telematico e di controllare i circuiti delle carte di credito eliminerebbe la nozione stessa di “incauto acquisto” legato a internet (si sta infatti profilando l’ipotesi di una sorta di responsabilità dei consumatori stessi perché hanno “incautamente acquistato” dei pacchetti online). Come fare, allora, per ottenere un rimborso? Sul sito dell’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (ADUC) è disponibile un vademecum efficace (Todomondo e MyAir.  Parte del gruppo Easyvoyage.com, lanciato in Francia nel 2001 da Jean-Pierre Nadir, Easyvaggio.com approda in Italia l’11 marzo 2008. Primo portale d’infomediazione completamente dedicato al turismo, Easyviaggio.com ha già raggiunto dei risultati molto importanti: oltre 504 mila visitatori unici al mese, più di 200 mila clic rimandati ogni mese verso gli operatori e oltre 1.300.000 di abbonati alle newsletter. Easyviaggio.com offre un approccio originale grazie alla combinazione di cinque elementi: forti contenuti editoriali, comparazione tra le offerte del mercato (voli, circuiti, soggiorni, hotel), classificazione degli hotel, community on-line e la newsletter con selezione di offerte speciali

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Campioni del mondo di rugby

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

Firenze 21 novembre Stadio «Artemio Franchi» Si tratta di una competizione internazionale che stabilisce la graduatoria di merito tra le maggiori nazionali di rugby di tutto il mondo ai fini della partecipazione ai campionati internazionali. Nel 2008 l’Italia, nazione ospite, ha incontrato l’Australia a Padova, l’Argentina a Torino e i Pacific Islanders a Reggio Emilia. Nel 2009 la nostra rappresentativa affronterà le squadre più forti del pianeta: i famosi «All Blacks» neozelandesi (a Milano il 14 novembre), i blasonati «Springboks» sudafricani, Campioni del Mondo in carica (a Firenze il 21) e infine la nazionale di Samoa (Ascoli, 28 novembre). La nazionale sudafricana è la rappresentante ufficiale del Sud Africa nelle competizioni e nei Test Match di Rugby Union. È una delle migliori squadre di rugby a 15 e, dopo aver vinto la Coppa del Mondo nel 2007, occupa oggi la seconda posizione nel ranking mondiale. Il rugby è uno spettacolo sportivo di crescente richiamo in tutto il mondo, e si basa su valori importanti: • il valore del sacrificio, perché richiede una dura preparazione fisica e atletica, e ogni partita è come una battaglia; • il valore della lealtà, perché ha regole precise e condivise da tutti; • il valore dell’aggregazione, che affratella vincitori e vinti, arbitri e dirigenti, giocatori e spettatori (quasi sempre giocatori a loro volta) nel rispetto per le regole, nel plauso verso il merito, e in modo speciale nel “terzo tempo”, momento unico di questo sport, che vede tutti – alla fine di ogni incontro – serenamente insieme a festeggiare con un boccale di birra. «Per questo», conclude Diana Cora Tenderini, «anche le scuole saranno coinvolte in un vero e proprio progetto educativo, non solo perché è bene che soprattutto i giovani siano attivi e propositivi in questa circostanza, ma anche per trasmettere questi valori in tutta la loro ricchezza e attualità».www.conventionbureau.it
Il Firenze Convention Bureau (FCB) è una società no-profit nata nel 1995 per coordinare al meglio la ricca filiera congressuale fiorentina. Raccoglie oltre 50 soci con le quattro associazioni alberghiere più importanti (con oltre 350 unità), centri congressi, Aeroporto di Firenze, event agency, società di allestimenti e arredi, audiovisivi, cartellonistica e catering, centri prenotazione, agenzie di ricerche di mercato, ristoranti, provider di servizi culturali; agenzie di spettacolo e intrattenimento, di traduzione e interpretariato e di trasporti. Si propone come interlocutore indispensabile per consigli e appoggio nell’organizzazione di qualsiasi tipologia di evento e garantire assistenza tecnica secondo i più alti standard internazionali.

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