Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘aggrediti’

Giornalisti aggrediti: Solidarietà a collega Nemo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 novembre 2017

Giornalisti“Le immagini rese pubbliche dalla redazione di Nemo Rai Due sono la prova oggettiva di quello che è successo ieri a Ostia, quartiere di Roma. L’aggressione ad una troupe del settimanale di approfondimento di Rai Due. L’inviato Daniele Piervincenzi e il filmaker Edoardo Anselmi sono stati violentemente aggrediti da Roberto Spada, membro della famiglia Spada coinvolta in diverse inchieste giudiziarie. gli Spada sono gli stessi che costringono la giornalista di Repubblica Federica Angeli, a vivere sotto scorta. Un atto di una gravità enorme. Un crimine che non può rimanere impunito. La magistratura romana e gli investigatori procedano rapidamente. Il Gip si esprima rapidamente. Quel signore merita la condanna, secondo la legge. Noi giornalisti, cronisti di strada, esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi di Nemo. Chiediamo a tutti, all’opinione pubblica innanzitutto, ma anche alle associazioni e alle istituzioni, di non sottovalutare episodi come quello avvenuto ieri ad Ostia.
Noi cronisti di strada rileviamo che aggressioni e minacce ai giornalisti si susseguono pericolosamente anche perché da tempo alcune forze politiche delegittimano l’informazione, creando un clima di isolamento, del quale fanno le spese giornalisti che cercano di raccontare i territori. La libertà di informazione è un bene che va salvaguardato da tutti”. E’ quanto scrivono per Articolo 21 i giornalisti Federica Angeli, Paolo Borrometi, Sandro Ruotolo e Nello Trocchia.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Agenti aggrediti a Roma durante sgombero e le omissioni dei media

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

pianeseIl sindacato Coisp della polizia ci scrive: “E’ inaccettabile e fuorviante la polemica che alcuni stanno alimentando su una frase attribuita ad un poliziotto impiegato nei servizi connessi allo sgombero di piazza Indipendenza, a Roma. Troviamo anzi ridicolo che qualcuno tenti di far dimenticare la guerriglia organizzata dagli immigrati che abusivamente occupavano un intero stabile, affittando illecitamente a disperati abbandonati dalla politica e dai servizi assistenziali. Bisognerebbe capire come mai sono repentinamente spariti i filmati di ore di aggressioni indiscriminate e violentissime ai danni dei poliziotti, con evidenti tentativi di ucciderli, persino facendo esplodere delle bombole di gas che solo grazie alla buona sorte oltre che alla competenza e professionalità dei colleghi non hanno causato una strage fra gli appartenenti alle forze dell’ordine. Come mai su questi filmati scomparsi nessun commento, nessuna polemica, nemmeno un timido atteggiamento di riprovazione o anche solo un vago rimprovero? Come mai nessuna richiesta di individuare e punire in modo esemplare i responsabili?”.
E’ il commento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo lo strascico polemico seguito ai fatti di Roma dove le Forze dell’Ordine sono state inviate a effettuare lo sgombero di un centinaio di migranti accampati a piazza Indipendenza, dopo essere stati sgomberati dal vicino palazzo di via Curtatone ed aver rifiutato una sistemazione alloggiativa alternativa. Contro gli agenti sono stati lanciati sassi, bottiglie e bombole di gas, tanto che si è reso necessario utilizzare gli idranti per sedare la rivolta neutralizzando il rischio di scoppi o incendi. Ma poche ore dopo la rivolta i media si sono concentrati su una frase pronunciata nelle concitate fasi dello sgombero da un funzionario, il quale evidentemente si aspettava una reazione violenta da parte degli abusivi. “Oggi – conclude Pianese – avremmo voluto piuttosto conoscere il numero delle persone arrestate per aver attentato alla vita dei poliziotti, e non sentire inutili chiacchiere montate ad arte a proposito di una frase carpita e usata strumentalmente al di fuori del contesto e senza avere la minima contezza né la minima percezione delle circostanze emergenziali in cui si stava operando. Certi benpensanti a senso unico prima di sputare sentenze dovrebbero provare l’ebbrezza di restare per ore bersagliati dal lancio di oggetti di ogni genere, rischiando di diventare torce umane a causa di un innesco incendiario o di morire a seguito di un’esplosione, poi noi saremmo i primi disposti a certificare la serafica calma che normalmente usano quando giudicano il lavoro dei poliziotti, se davvero riuscissero ancora a conservarla a quel punto. La verità è che ci indigna sentire certe farneticanti considerazioni, per un motivo semplice e lapalissiano: chi attacca i poliziotti e cerca di ucciderli non merita alcuna solidarietà, merita di andare in galera”. (n.r. Come non dare ragione al sindacato di polizia per i fatti di Roma? Abbiamo visto tutti cosa hanno fatto gli immigrati per strada e affacciati ai balconi dell’edificio da sgomberare. Perché non si dice che da tre anni sono stati occupati abusivamente dei locali e nel complesso l’edificio è ridotto in condizioni pietose. Questa circostanza come molte altre ci rende consapevoli del fatto che siamo giunti a un livello di degrado sociale e intellettuale molto grave. Non si cerca la pacificazione degli animi ma la volontà ad esasperarli e a trovare legittimo ciò che nei fatti è un illecito penalmente e civilmente rilevabile. Se si fa passare tra gli immigrati che si possono esercitare violenze e distruzioni della proprietà pubblica impunemente e che i poliziotti possono diventare il loro bersaglio preferito senza pagarne le conseguenze allora davvero stiamo toccando il fondo.)

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Suicidi in carcere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

“Sono davvero sconcertato dalle esternazioni estemporanee di certi esponenti di questo Governo di centro-destra in materia penitenziaria, tanto più se Sottosegretari alla Giustizia, e mi chiedo se esse sintetizzano l’effettivo intendimento dell’Esecutivo Berlusconi sull’argomento. Garantire il sesso in carcere ai detenuti dovrebbe essere l’ultimo dei pensieri di chi ha responsabilità di governo della Giustizia, vista l’esplosiva situazione penitenziaria, con 68mila detenuti presenti in celle adatte per ospitarne regolarmente 43mila, con appartenenti alla Polizia penitenziaria impegnati nella prima linea delle sezioni detentive sempre più frequentemente aggrediti e feriti”. E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria, alle dichiarazioni della Sottosegretaria alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati durante uno speciale di Rai Gr Parlamento dedicato al tema dei suicidi nei penitenziari italiani. “La Sottosegretaria alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, che con decreto del Ministro della Giustizia Alfano ha ricevuto per l’Amministrazione penitenziaria competenze ben definite relativamente alla Direzione generale delle risorse materiali dei beni e dei servizi e alla Direzione generale del bilancio e della contabilità e non quindi di indirizzo della politica penitenziaria del Paese o di gestione dei detenuti (“Che c’azzecca?” mi dovrei dunque domandare) dice che non vede equazione tra sovraffollamento e suicidi penitenziari. Si vede che ignora i pertinenti studi fatti dall’Organizzazione mondiale della Sanità proprio sui suicidi in carcere, studi che sottolineano come anche l’affollamento delle celle è un fattore che influenza i suicidi in carcere. Dovrebbe saperlo se non altro perché è stata Sottosegretaria alla Salute dal maggio 2005 al maggio 2006… Ma non solo. Casellati, non nuova a esternazioni del genere,  ha invitato a valutare soluzioni già adottate in altri Paesi che riguardano la sfera sessuale dei detenuti. Che a fare queste dichiarazioni sia un Sottosegretario alla Giustizia che evidentemente ignora quali siano le reali priorità in materia carceraria in Italia (come ad esempio i gravi disagi connessi alla presenza oggi nelle 200 galere italiane di oltre 68mila a fronte di 43mila posti letto con una conseguente pesante assenza di posti letto nelle celle tale da costringere molti detenuti a dormire per terra) mi stupisce non poco e mi sento in dovere di tornare a chiedere al Ministro Guardasigilli Alfano se le dichiarazioni della Sottosegretario Casellati rispecchiano la linea del Governo in materia carceraria. La Sottosegretaria, che va ben oltre quanto tentarono di fare – non riuscendovi – i governi e i ministri della Giustizia di centro-sinistra succedutisi negli anni passati, pensa forse che si debba distogliere il già insufficiente personale di Polizia Penitenziaria dai compiti istituzionali di controllo e sicurezza in carcere per impiegarli e fare da ‘baby sitter’ o ‘guardoni di Stato’ al detenuto e ai suoi familiari mentre si scambiano effusioni in carcere? Ha pensato di chiedere un parere prima alle Associazioni dei familiari delle vittime della criminalità o a chi ha subìto un reato e poi anche ai suoi colleghi di coalizione di centro-destra, la Sottosegretaria Casellati, su cosa ne pensano della sua bizzarra idea di stanze del sesso nelle carceri? Il sesso per i detenuti è dunque da considerare una priorità di Governo per l’Esecutivo Berlusconi? Crede forse, la Casellati, che il dettato costituzionale che sancisce come le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato passi anche attraverso il sesso in carcere?”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Poliziotti aggrediti in diverse parti d’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2009

«Mentre la politica italiana si accapiglia su veline, accompagnatrici e festini di ogni tipo, riducendo il dibattito politico a una farsa da avanspettacolo e mortificando la dignità delle Istituzioni, gli uomini chiamati a tutelare l’ordine ed a garantire la sicurezza dei cittadini diventano il principale bersaglio delle violenze e del dileggio di chi non ha alcun rispetto delle regole della convivenza civile». A sostenerlo è il Segretario Generale del Coisp – Sindacato indipendente di Polizia, Franco Maccari, dopo le notizie delle aggressioni subite da esponenti delle Forze dell’Ordine nelle ultime ore in varie parti d’Italia. «Siamo solidali – prosegue Maccari – con gli 8 agenti della Polizia municipale assaliti a Roma da un numeroso gruppo di rom, con i poliziotti di Palermo aggrediti da un posteggiatore abusivo nigeriano, con il poliziotto andriese accoltellato da un extracomunitario e dal collega coratino preso a pugni da un giovane. Un vero bollettino di guerra che dimostra quanto siano esposti al pericolo gli uomini in divisa che operano sul territorio, lasciati privi di mezzi e di risorse e persino della tutela “morale” garantita dal ripristino del reato di oltraggio a pubblico ufficiale». «Dopotutto – conclude Maccari – se le politiche del governo in materia di sicurezza possono sintetizzarsi nell’istituzione delle ronde e nell’invio dei militari a passeggio nei centri città, se non si ha il coraggio di attuare serie politiche di contrasto all’immigrazione clandestina, se si continua a tagliare le risorse da destinare al comparto sicurezza, se l’autorità e la credibilità dello Stato sono demolite da una classe politica che pensa solo a festicciole e allegre donnine, è evidente che le Forze dell’Ordine appaiono impegnate in un nobile ma forse patetico tentativo di combattere una battaglia già persa in difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini».

Posted in Cronaca/News, Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »