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Il risultato netto aggregato di Crédit Agricole in Italia nel 2020 è pari a 737 milioni di euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con 14 mila collaboratori e più di 4,6 milioni di clienti grazie ad un Gruppo composto, oltre che dal Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, anche dalle società di Corporate e Investment Banking (CACIB), Servizi Finanziari Specializzati (Agos, FCA Bank), Leasing e Factoring (Crédit Agricole Leasing e Crédit Agricole Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez Wealth Italy e CA Indosuez Fiduciaria). Il Gruppo Crédit Agricole ha ottenuto un utile netto sottostante nel 2020 di 6,720 miliardi di euro, con proventi operativi netti sottostanti di 34,035 miliardi di euro.

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Il risultato netto aggregato di Crédit Agricole in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Nel primo semestre del 2020 è pari a 334 milioni di euro. Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con circa 14 mila collaboratori e più di 4,5 milioni di clienti grazie ad un Gruppo composto, oltre che dal Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, anche dalle società di Corporate e Investment Banking (CACIB), Servizi Finanziari Specializzati (Agos, FCA Bank), Leasing e Factoring (Crédit Agricole Leasing e Crédit Agricole Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez Wealth Italy e CA Indosuez Fiduciaria). Il Gruppo Crédit Agricole ha ottenuto un utile netto sottostante nel primo semestre 2020 di 2,767 miliardi di euro, con proventi operativi netti sottostanti di 16,914 miliardi di euro.

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Il risultato netto aggregato del Crédit Agricole

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2020

In Italia nel primo trimestre del 2020 è pari a 145 milioni di euro. “Prosegue in maniera forte il sostegno del Crédit Agricole in Italia a famiglie e imprese nonostante il momento di grande incertezza per il Paese. Stiamo intervenendo con concretezza operativa in tutti gli ambiti, favorendo la programmazione degli investimenti per la ripresa – ha dichiarato Giampiero Maioli, Responsabile del Crédit Agricole in Italia –. Abbiamo messo in campo non solo liquidità e finanziamenti, ma anche la solidità di un Gruppo internazionale che in Italia è presente con tutte le linee di business e che offre un servizio veloce e a 360°.”Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con circa 14 mila collaboratori e più di 4,5 milioni di clienti grazie ad un Gruppo composto, oltre che dal Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, anche dalle società di Corporate e Investment Banking (CACIB), Servizi Finanziari Specializzati (Agos, FCA Bank), Leasing e Factoring (Crédit Agricole Leasing e Crédit Agricole Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez Wealth Italy e CA Indosuez Fiduciaria). Il Gruppo Crédit Agricole ha ottenuto un utile netto sottostante nel primo trimestre 2020 di 981 milioni di euro, con proventi operativi netti sottostanti di 8,378 miliardi di euro.

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Ufa: I Brics si istituzionalizzano

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

bricsL’Europa, concentrata sui propri problemi e sul suo difficile quanto insostituibile processo di unificazione, purtroppo sta sottovalutando le recenti importanti decisioni assunte dai paesi BRICS. Eppure esse sono destinate ad incidere profondamente sugli assetti mondiali.
Dall’8 al 10 luglio si è svolta a Ufa, in Russia, la settima conferenza dei BRICS. Nella stessa sede si sono tenute anche la riunione dell’Unione Economica Euroasiatica e quella della Shanghai Cooperation Organization, che coinvolge tutti i Paesi dell’Asia. I tre incontri hanno oggettivamente assunto una valenza politica di grande rilevanza perché, oltre agli aspetti economici, sono stati trattati anche quelli relativi alla sicurezza.
Oggi il peso geo-economico dell’alleanza tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa è accresciuto. Insieme occupano il 30% della terra, hanno il 43% della popolazione mondiale e il 21% del Pil del pianeta. La loro produzione agricola è il 45% del totale, mentre la produzione delle merci e dei servizi rappresenta rispettivamente il 17,3% e il 12,7% del totale.
Il loro Pil aggregato supera i 32 trilioni di dollari e fa registrare un aumento del 60% rispetto al momento della loro costituzione 6 anni fa. Sono dati in continua crescita, nonostante gli inevitabili riverberi della crisi occidentale, delle bolle speculative e delle “politiche monetarie non convenzionali” delle banche centrali.
Nella dichiarazione finale si sottolinea che il summit di Ufa segna l’entrata in vigore della Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS (con 100 miliardi di capitale) e del Contingent Reserve Arrangement (Cra), che è un fondo di riserva di 100 miliardi di dollari contro eventuali destabilizzazioni monetarie e delle bilance dei pagamenti negli stati membri.
E’ significativo il fatto che la suddetta Nuova Banca di Sviluppo si impegni a collaborare con le altre istituzioni finanziarie aventi la stessa mission, in particolare con l’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) recentemente promossa dalla Cina, che registra una grande positiva partecipazione anche europea.
”The strategy for BRICS economic partnership” di Ufa prevede l’avanzamento nella cooperazione in tutti i settori fondamentali dell’economia e della società, soprattutto nelle relazioni sud-sud. Comunque la suddetta Banca si impegnerà nella promozione di grandi progetti infrastrutturali e di sviluppo sostenibile anche in altri Paesi emergenti e in via di sviluppo, di cui una cinquantina già avviati.
Sul fronte monetario e finanziario le banche di sviluppo dei singoli Paesi del BRICS daranno luogo ad un “Financial Forum”, per definire nuovi accordi relativi al sistema dei pagamenti, e ad un “meccanismo di cooperazione interbancaria” che preveda tra l’altro l’utilizzo di linee swaps, cioè trasferimenti di liquidità per far fronte anche “all’impatto negativo di politiche monetarie realizzate da Paesi che emettono monete detenute anche nelle riserve”: Cioè gli Usa e l’Ue, quindi il dollaro e l’euro. L’intento è l’utilizzo delle monete nazionali nelle transazioni commerciali, fino al 50% del totale. Evidentemente tale svolta vuole essere una spinta per la costruzione di un paniere di monete rispetto all’attuale dominio del dollaro. Al centro della crescente cooperazione vi sono non solo i tradizionali settori portanti dell’economia ma anche quelli relativi alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione nei campi delle nanotecnologie, della biomedicina e della ricerca spaziale. Da ciò si evince l’errore che spesso nei cosiddetti Paesi avanzati si commette banalizzando i Paesi BRICS e ignorando quanto di nuovo in essi si muove.
E’ indubbio che l’”istituzionalizzazione dei BRICS”, così come è emersa a Ufa, rappresenta una notevole pressione verso le grandi istituzione politiche ed economiche internazionali. Anzitutto l’ONU che, a settant’anni dalla sua creazione, è chiamato ad assolvere un ruolo decisivo nelle sfide globali garantendo un ordine internazionale più giusto. Perciò i BRICS sostengono con forza l’iniziativa dell’ONU in merito alla ristrutturazione del debito pubblico dei Paesi più poveri e più esposti, non solo della Grecia, e complessivamente di quello mondiale.In quest’ottica i BRICS intendono rilanciare il ruolo del G20 come “primo forum internazionale di cooperazione finanziaria ed economica”, soprattutto nella definizione di una nuova architettura finanziaria internazionale che tenga conto dell’economia reale. La presidenza della Cina del G20 l’anno prossimo dovrebbe essere il primo banco di prova. La prima vera occasione per vincere le resistenze, soprattutto americane, verso la riforma della governance del Fondo Monetario Internazionale Riteniamo che anche per l’Unione europea, anche se fragile e divisa, non sia più tollerabile sottovalutare quanto si muove in quella parte del mondo. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Barometro sulla domanda di prestiti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2015

Barometro-aneroideIn particolare, l’analisi mette in evidenza come nel mese di febbraio appena concluso, il numero delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane (nell’aggregato prestiti personali e prestiti finalizzati) ha fatto segnare un +10,1% rispetto a febbraio 2014, determinando la miglior performance in termini assoluti degli ultimi 4 anni. Si consolida quindi la dinamica positiva iniziata nello scorso ottobre, che riflette l’aumentata fiducia delle famiglie italiane verso il futuro dopo anni di forte incertezza che avevano determinato un approccio estremamente cauto nelle scelte di spesa e di indebitamento. Nello specifico, nel mese di febbraio 2015 i prestiti personali hanno fatto segnare +11,1% di richieste rispetto al corrispondente mese del 2014 (con il dato assoluto più elevato degli ultimi 20 mesi malgrado la perdurante prudenza da parte delle famiglie), lievemente superiore all’incremento registrato per i prestiti finalizzati, che si sono fermati ad un seppur positivo +9,3%, trainati in particolare dalle esigenze di rateizzazione dell’acquisto di auto e moto rispetto a quelli riconducibili ad articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, ecc, che continuano invece a segnare il passo. Dal Barometro CRIF emerge anche che a febbraio 2015, nel complesso dei prestiti personali più finalizzati, l’importo medio richiesto è stato pari a 7.879 Euro, in contrazione rispetto a quello registrato nello stesso mese del 2014 e ben al di sotto dei valori registrati negli anni pre crisi, ma per il secondo mese consecutivo in aumento dopo mesi di continue contrazioni.

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