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Operatori telefonici e condotte aggressive

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Siamo ovviamente soddisfatti per la sanzione comminata dall’Antitrust alle compagnie telefoniche Wind Tre S.p.A, Telecom Italia S.p.A. e Vodafone Italia S.p.A che hanno posto in essere condotte aggressive: gli operatori inviavano lettere di sollecito di pagamento attraverso le quali minacciavano di iscrivere il nominativo in una banca dati, denominata S.I.Mo.I.Tel., non ancora operativa al momento dell’invio delle lettere, né ad oggi, con l’obiettivo ben preciso di indurre a pagare la somma addebitata. Inducevano i malcapitati a credere che fosse preferibile pagare l’importo richiesto, per evitare l’iscrizione nella banca dati.Soddisfatti si, ma si poteva evitare benissimo non costituendo la banca dati S.I.Mo.I.Tel. Ma che cos’è il SIMoITel?
Da definizione presente sul sito: “E’ una banca dati specifica del settore telefonico in cui possono essere trattati i dati personali dei soli clienti degli Operatori telefonici (aderenti a tale banca dati) che non hanno effettuato dei pagamenti dovuti a tali Operatori”. La costituzione del SIMoITel è stata autorizzata dal Garante della Privacy con suo Provvedimento del 8 ottobre 2015, che permette il trattamento dei dati dei clienti morosi (degli Operatori telefonici aderenti a tale banca dati) anche senza il loro espresso consenso, purché nel rispetto di determinate condizioni prescritte nel Provvedimento stesso. Il SIMoITel è gestito dalla società CRIF S.p.A.(Centrale Rischi Finanziari).
E’ stata creata con lo scopo di contrastare le notevoli perdite economiche subite dagli Operatori telefonici italiani a causa dei mancati pagamenti dei propri clienti. Notare come in seguito al fatto che probabilmente questo meccanismo di autotutela non fosse ancora in vigore, e tuttora non lo sia, gli Operatori hanno pensato bene di rifarsi con altri strumenti, sempre scorretti, quali ad esempio la tariffazione a 28 giorni.“Codici fu l’unica ad opporsi, inoltre in virtù dell’accordo tra operatori e consumatori, il Garante della Privacy diede il suo benestare autorizzando questa oscenità. Codici lo aveva previsto, afferma Luigi Gabriele – Responsabile Affari Istituzionali, per questo possiamo dire serenamente che non è stato fatto in nostro nome. Tirino fuori i verbali con i nomi di chi ha contribuito a realizzare questa lista di nera di consumatori”.

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Telefonate commerciali aggressive

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Mag 2015

telefoni-fissiAdiconsum chiede a Governo e MISE nuove regole per una vera tutela per i consumatori La normativa sul telemarketing che istituisce il Registro delle Opposizioni in regime di OPT-OUT non funziona.I consumatori continuano ad essere bersaglio di telefonate e la disciplina del 2010, già all’epoca criticata in quanto varata senza neanche una consultazione con le Associazioni Consumatori, di fatto favorisce il telemarketing a danno dei consumatori. Il regime di OPT-OUT di fatto comporta il diritto delle aziende di chiamare al telefono qualsiasi numero. Spetta ai cittadini che non vogliono essere chiamati attivarsi, comunicando il diniego e iscrivendosi nel registro. I dati parlano chiaro – afferma Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – Dopo 5 anni, solo i 1.379.730 numerazioni sono presenti nel Registro. Questo grazie alla poca informazione ma, soprattutto, grazie ad un sistema complesso che pone oneri a carico del consumatore. Da subito abbiamo denunciato le insufficienze dell’impianto legislativo, ma più volte abbiamo chiesto di attuare correttivi ad un sistema che, di fatto, assicura un’attenzione verso le aziende superiore a quella verso i consumatori.Il numero delle segnalazioni e delle lamentele dei consumatori che arrivano alle nostre sedi elevatissime – continua Giordano – Si tratta di segnalazioni che arrivano da consumatori tanto stressati quanto impotenti di fronte alle continue e sempre più numerose chiamate che, giornalmente ed a tutte le ore, ricevono.Il sistema OPT-OUT inoltre – prosegue Giordano – non tutela neanche i consumatori i cui numeri non compaiono negli elenchi telefonici pubblici e che non dovrebbero in teoria neanche essere chiamati, mentre nella realtà lo sono. Anche il Codice di autoregolamentazione voluto dalle aziende (ASSTEL) è inutile. Le telefonate, ad esempio, arrivano anche nei festivi o dopo le 21.30 e sempre più spesso le aziende affidano il proprio telemarketing a call center situati fuori dal territorio nazionale o dall’Europa per evitare più possibili vincoli imposti dalla legislazione.
È necessario prevedere una modifica complessiva del sistema. Adiconsum chiede che il Governo e il Ministro dello Sviluppo Economico rivedano con urgenza la legge assieme alle Associazioni dei Consumatori e con il coinvolgimento di Agcom e del Garante Privacy, prevedendo:
· tutele più forti per i consumatori
· sistemi di autoregolamentazioni verificabili e soggetti a controlli attraverso un monitoraggio attento che coinvolga le Associazioni dei Consumatori interventi condivisi con il garante Privacy per porre fine alle continue chiamate e disciplinare i profili relativi al codice privacy.La nuova disciplina dovrà essere improntata al regime di OPT-IN, a salvaguardia di un reale diritto di scelta del consumatore, in un sistema trasparente che tuteli anche la concorrenza e valorizzi le aziende corrette.Così facendo, infatti, tutte le aziende sono sullo stesso piano, potendo chiamare solo le numerazioni dei consumatori che ne fanno richiesta e che risultano inseriti in un apposito Registro.Basta concorrenza senza regole in danno dei consumatori – conclude Giordano – È necessario operare insieme, imprese-Associazioni dei Consumatori, per proporre al Governo modifiche del DPR 178/2010 capaci di assicurare una crescita sana dell’economia.

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