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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘agitazione’

Scuola: Anief proclama lo stato di agitazione di tutto il personale della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Dal concorso straordinario, le cui domande di partecipazione sono state rinviate per via dell’emendamento approvato in Senato al Decreto scuola contro cui il sindacato annuncia l’ennesimo ricorso per far inserire tutti i precari nella graduatoria di merito al Decreto rilancio dove il miliardo e mezzo stanziato non consente la riapertura in sicurezza. Il sindacato autonomo si fa portavoce dell’enorme malcontento del personale scolastico a tempo indeterminato e determinato e procede con il primo passo verso la mobilitazione generale: la comunicazione è stata inviata oggi alle istituzioni ministeriali di competenza. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i motivi della protesta riguardano la mancata attuazione di un piano di investimenti urgente, anche in relazione all’emergenza sanitaria in atto, che avrebbe consentito al settore Scuola del comparto Istruzione e ricerca di rispondere in modo appropriato a una situazione particolarmente difficile, che a settembre, quando rientreranno in classe più di otto milioni di alunni e un milione e 300 mila tra docenti, Ata e dirigenti, diventeranno impossibili da fronteggiare. Sul precariato non ci sono state le risposte adeguate anche rispetto alle istituzioni europee e alle corti dei tribunali nazionali”. Alla richiesta di reclutare dalle graduatorie di istituto si accompagnano altre questioni, tutte motivate: ridurre a 15 unità il numero massimo di alunni per classe; trasformare tutti i posti oggi in organico di fatto in quello di diritto; reintrodurre il “doppio canale” di reclutamento; confermare in ruolo tutto il personale docente assunto con riserva; dare seguito agli attuali contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva del personale scolastico attualmente impegnato nella didattica a distanza e nel lavoro agile; procedere alle modalità per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento curriculare e ai corsi di specializzazione di sostegno; rivedere l’attuale suddivisione per ateneo dei posti nei corsi di specializzazione su sostegno; svolgere i corsi in modalità telematica; avviare la procedura concorsale straordinaria per l’assunzione a tempo indeterminato come Dsga; assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo di istruzione attraverso la loro assunzione a tempo indeterminato; introdurre un piano di sicurezza adeguato a preservare dal rischio contagio da Covid-19; assumere a tempo indeterminato un numero congruo di collaboratori scolastici e di assistenti amministrativi; approvare un piano straordinario di edilizia scolastica per la messa in sicurezza e l’adeguamento alle odierne esigenze didattiche degli edifici scolastici; avviare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e un piano straordinario di mobilità.

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Stato agitazione per rinnovo Sanità Privata e Rsa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del contratto nazionale. Per interrompere l’assordante silenzio che investe questa vicenda Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proclamano lo stato di agitazione del personale, con iniziative di mobilitazione in tutti i territori”. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil rilanciano così la mobilitazione della Sanità Privata e delle Rsa per il rinnovo del contratto nazionale, disegnando un percorso per arrivare, in assenza di un riscontro risolutivo, all’indizione dello sciopero generale nazionale.Da oltre 13 anni, scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera indirizzata ai vertici di Aris e Aiop e, per conoscenza, al ministro della Salute Speranza e al presidente delle Regioni Bonaccini, “le lavoratrici e i lavoratori che operano presso le strutture della Sanità Privata stanno attendendo il rinnovo del contratto nazionale: professioniste e professionisti che, al pari dei loro colleghi che operano nelle strutture pubbliche, sono stati pienamente coinvolti nella gestione dell’emergenza Covid-19, subendone anche loro le conseguenze. A differenza però dei loro pari colleghi del settore pubblico non stanno vedendo riconosciuto in alcun modo il loro ‘lavoro quotidiano’, sia nell’ordinarietà che dovrebbe tradursi nel diritto al giusto rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che nella straordinarietà dell’attuale momento che vedrà riconoscere al personale pubblico ulteriori elementi economici”.Dopo oltre due anni e mezzo di trattativa per giungere al rinnovo del contratto della Sanità Privata, ripercorrono i sindacati, “di accordi raggiunti anche al Ministero della Salute e disattenti dalle controparti Aris e Aiop, pur nella consapevolezza della delicata situazione che il paese sta vivendo, non possiamo più accettare che tale problema continui ad essere rinviato. Siamo in attesa, ormai da diverse settimane, di una convocazione che possa porre fine a questa situazione e consenta la rapida conclusione della trattativa”. Insieme a questa vertenza, continuano, “si aggiunge la situazione nella quale versano i lavoratori delle Rsa che meritano una risposta altrettanto tempestiva, che garantisca anche a loro di vedere rinnovato il contratto collettivo nazionale”.Per queste ragioni, “alla luce dell’assordante silenzio a cui stiamo assistendo, non siamo più disposti ad attendere ancora: i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. È pertanto proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale, con conseguente sospensione di ogni forma di lavoro supplementare e/o straordinario di tutto il personale delle suddette strutture. In tutte le regioni saranno definite ulteriori iniziative da svolgersi a livello regionale/locale/aziendale. Contestualmente si procede con la formale comunicazione agli organismi preposti di richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione onde poter procedere, in assenza di qualsiasi riscontro che consenta la rapida conclusione della vertenza, all’indizione dello sciopero generale nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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Vigili del Fuoco: Cgil e Cisl, al via lo stato di agitazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2020

Stato di agitazione dei Vigili del Fuoco. A proclamarlo sono Fp Cgil e Fns Cisl che puntano il dito contro la decisione di dichiarare inammissibile, e successivamente accantonato in attesa di una possibile riformulazione, l’emendamento al milleproroghe necessario alla definizione di un apposito accordo negoziale per la rapida distribuzione al personale delle risorse previste in legge di Bilancio riguardanti la valorizzazione economica del personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.Una decisione, quella relativa all’inamissibilità dell’emendamento, che Fp Cgil e Fns apprendono “con grande disappunto e preoccupazione”, attribuendone la scelta a “una presa di posizione di diniego manifestata dai vertici del Dipartimento dei Vigili del Fuoco”. Tale atteggiamento, proseguono, “incomprensibile, oltre a provocare danni economici ai lavoratori del Corpo derivanti dal ritardo nella distribuzione degli emolumenti faticosamente conquistati con le diverse iniziative sindacali sostenute dalle lavoratrici e dai lavoratori in questi ultimi anni conferma, senza ombra di dubbio, la volontà dell’Amministrazione, del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, di voler negare alle Organizzazioni Sindacali del Corpo il legittimo strumento democratico rappresentato dalle corrette relazioni sindacali. Una posizione altresì avvalorata dal fatto che, a tutt’oggi, sul tema dell’apertura del tavolo negoziale o sulle possibili modalità da intraprendere quest’ultima non ha inteso ancora dare alcuna comunicazione formale al riguardo”.Fp Cgil e Fns Cisl “non intendono più tollerare comportamenti che non favoriscano il personale rappresentato, nel caso di specie sotto il profilo del più alto valore sindacale, ovvero quello della retribuzione”. Insieme a questioni riguardanti la mobilità del personale, Fp Cgil e Fns Cisl dichiarano “lo stato di agitazione della categoria e richiedono contestualmente l’attivazione della procedura di raffreddamento dei conflitti, con riserva di ogni ulteriore legittima iniziativa a tutela delle donne e degli uomini del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”. (Giorgio Saccoia)

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“2020 – l’anno dell’agitazione?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

A cura di William Davies, Chief Investment Officer. Il 2020 si preannuncia agitato, a causa dei disordini civili e delle guerre commerciali in atto oltre che a causa di rivolgimenti politici e volatilità di mercato. Crediamo che l’economia mondiale continuerà a espandersi a ritmi più blandi e disarmonici tra le varie regioni. In questo scenario di prolungata crescita debole, bassi tassi d’interesse e timida inflazione, ci muoviamo lungo una sottile linea di equilibrio tra rischi al rialzo – come un’improvvisa accelerazione della crescita – e al ribasso, tra cui la minaccia di una recessione più profonda. Il nostro approccio globale e l’intensità della nostra attività di ricerca in un contesto simile ci permettono di destreggiarci abilmente tra questi sviluppi macroeconomici e di mercato. A fine estate abbiamo raggiunto un punto critico, quando i principali indicatori di mercato hanno toccato livelli storicamente precursori di recessione nei mercati sviluppati. Infatti, la storia recente insegna che un’inversione della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense è spesso seguita da una recessione. Tuttavia, pur esistendo ancora questa probabilità, non è detto che si arrivi a una recessione e, con il passare dei mesi, siamo ora più propensi a ipotizzare un rallentamento meno marcato, sotto forma di crescita bassa ma positiva o leggermente negativa.Sotto un profilo storico, quando il nostro indicatore interno di recessione per gli Stati Uniti raggiunge il 30% significa che una recessione è probabile. A settembre ha toccato il 24%, ma questo rischio ora è in via di stabilizzazione. Tuttavia, forse non importa molto se entreremo o meno in una recessione, perché probabilmente sarà solo di modesta entità. La Germania, ad esempio, ha solo sfiorato la recessione quest’anno e i mercati non manifestano segni di panico, almeno finché la disoccupazione resta bassa.Nel nostro scenario di base riteniamo improbabile un’accelerazione della crescita e altrettanto improbabile l’ipotesi di profonda recessione. In tale contesto, l’elemento di lunga duration dei mercati, siano essi obbligazionari o azionari, resta relativamente interessante. Le questioni geopolitiche continuano a innervosire gli investitori, con il protrarsi delle guerre commerciali e della Brexit in un’economia già alle prese con la fase conclusiva del ciclo, ma le tendenze di crescita strutturale offriranno opportunità a lungo termine, a prescindere dalla nostra previsione leggermente positiva o negativa sulla crescita.
E allora dov’è tutta questa agitazione? O meglio, quali fattori potrebbero turbare la situazione? I riflettori delle cronache sono puntati sul commercio ma la mia preoccupazione è altrove: sui disordini civili che stanno avvenendo in tutto il mondo, pur con ragioni molto differenti da regione a regione. Le proteste di inizio anno dei Gilet Gialli contro le misure di austerità del governo hanno assunto maggiore importanza. Abbiamo assistito alle proteste di Hong Kong, inizialmente incentrate sul trattato di estradizione, che rischiano verosimilmente di aggravare le tensioni tra Stati Uniti e Cina, se non altro nel contesto della guerra commerciale in atto. Le proteste hanno determinato un cambio di rotta politico. A questo si aggiungono le proteste in Cile per il rincaro dei biglietti della metropolitana, la crisi bancaria in Libano e molti altri esempi in tutto il mondo. L’aggravarsi delle disuguaglianze è in parte dovuto all’azione di forze strutturali, come la sottoccupazione (l’aumento dei contratti a zero ore e una forza lavoro più flessibile), il crollo delle adesioni sindacali e le tecnologie e innovazioni dirompenti. La reazione a queste forze è un fattore determinante e potrebbe addirittura portare a invertire il processo di globalizzazione (che ha consentito alle aziende di aggiudicarsi forza lavoro a basso costo da tutto il mondo). Facendo leva su questo tema, in effetti, Donald Trump ha costruito una campagna elettorale incentrata su politiche protezionistiche tese a persuadere la forza lavoro nazionale, soprattutto nei settori dell’acciaio e dell’industria automobilistica. Anche la sua guerra commerciale è intrisa degli stessi toni populisti. La disoccupazione resta bassa ma ciò non basta a fermare le proteste. Con l’elezione di Trump, gli Stati Uniti hanno già segnalato un’inversione della globalizzazione. Nel Regno Unito invece, la svolta estremista potrebbe giungere nella persona di Jeremy Corbyn, che graverebbe allo stesso modo sulla redditività aziendale, anche se in questo momento sembra improbabile che Corbyn, se eletto, ottenga la maggioranza. Lo stesso vale per Boris Johnson, anche se la fragilità del nostro sistema politico attuale non esclude cambiamenti repentini. Dopotutto, cinque settimane prima delle ultime elezioni statunitensi Donald Trump era considerato “ineleggibile”. La Brexit, dal canto suo, impatterà certamente la fiducia all’interno del e verso il Regno Unito, ma non dovrebbe avere grosse ripercussioni a livello globale e difficilmente produrrà una recessione, anche in caso di un esito ritenuto “sfavorevole”. Se l’esito della Brexit è importante per il Regno Unito e gli Stati confinanti, non va dimenticato che il Paese produce solo il 3% del PIL mondiale. (articolo pubblicato in abstrac da http://www.columbiathreadneedle.com)

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Ospedale San Carlo di Nancy: personale in stato di agitazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2018

Roma. Si fa sempre più dura la vertenza dei lavoratori dell’Ospedale San Carlo di Nancy. Dopo la proclamazione dello stato di agitazione del personale, Fp-Cgil Roma e Lazio Cisl-Fp Roma Capitale Rieti e Uil-Fpl Roma e Lazio insieme alle Rappresentanze sindacali aziendali, hanno infatti chiesto la convocazione urgente al Ministero del lavoro. “Occorrono soluzioni alla grave carenza di personale nei reparti di degenza, nei servizi, nelle sale operatorie, nei reparti di terapia intensiva e nel pronto soccorso dell’Ospedale” denunciano le organizzazioni sindacali in una nota. “Carenze che mettono a rischio i percorsi di cura e assistenza e che riguardano tutti i profili” proseguono le federazioni di categoria di Cgil Cisl e Uil. “A partire dal personale infermieristico, continuamente spostato di reparto per sopperire alle emergenze e spesso spedito nelle aree critiche senza opportuna formazione, con conseguente riduzione dei Livelli minimi di assistenza previsti dalla Legge. Così come avviene per il personale ausiliario e per gli Oss, ormai ridotti all’osso tanto da rendere impossibile garantire tutte le funzioni previste e finendo per gravare sulle attività lavorative dell’infermiere di turno. O per gli amministrativi, costretti a svolgere continuamente lavoro straordinario”. “Per questo dopo 8 mesi di tentativi che si sono inesorabilmente scontrati con l’assoluta chiusura dei vertici dell’Ospedale, abbiamo scritto al Ministero del lavoro per chiedere una convocazione urgente”, concludono le tre sigle sindacali. “E non ci fermeremo finché non avremo trovato una soluzione condivisa che garantisca i lavoratori e la qualità dei servizi alla salute”.
L’Ospedale San Carlo di Nancy, nato nel 1932, sorge sulla Via Aurelia a poca distanza dalla Città del Vaticano.La struttura ospedaliera, classificata ospedale generale di zona sin dal settembre del 1976, è in grado di assistere circa 14mila pazienti l’anno in regime di ricovero ordinario .
Negli ultimi anni, il complesso ospedaliero ha subito una profonda riconfigurazione, caratterizzandosi progressivamente in senso specialistico e trovando una sua identità come ospedale prevalentemente chirurgico, con una forte vocazione oncologica e un consistente rafforzamento di tutta l’area dell’emergenza sanitaria. L’Ospedale San Carlo di Nancy eroga le proprie prestazioni in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale della Regione Lazio sia per le attività di ricovero che per quelle ambulatoriali e di pronto soccorso.

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Stato di agitazione ad oltranza nel pubblico impiego

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

Palazzo chigi1“Il Dipartimento Pubblico Impiego dell’Ugl proclama lo stato di agitazione ad oltranza delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i comparti della Pubblica Amministrazione”.
Lo annuncia il segretario confederale dell’Ugl, Augusto Ghinelli, spiegando che “la decisione è stata deliberata di concerto con i segretari nazionali delle federazioni Ugl (Funzione pubblica, Autonomie Locali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sanità e Scuola) che compongono il settore al fine di sollecitare il governo ad una immediata convocazione per un reale confronto sull’ormai annoso tema dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici. All’Aran ci è stato chiesto di votare la riduzione dei Comparti da 11 a 4, quale fase introduttiva all’immediato avvio dei rinnovi contrattuali, ad oggi ancora fermi. Le risorse economiche stanziate nella legge di Stabilità, oltre ad essere irrisorie variano ogni giorno con preoccupante alternanza, senza tener conto che l’intera categoria sopporta un blocco contrattuale da ben sette anni e senza i previsti recuperi degli arretrati. Il blocco del turn over ha impoverito l’intero settore di risorse umane e professionalità senza essere state rimpiazzate da giovani leve”.
“Il Dipartimento Pubblico Impiego dell’Ugl chiede oltre all’immediata apertura dei tavoli contrattuali, con lo stanziamento di risorse economiche adeguate agli standard europei, un adeguato riordino dei profili professionali, per un equo adeguamento del personale alle innovazioni tecnologiche e normative intervenute in questi ultimi anni; la riapertura dei concorsi pubblici, con la stabilizzazione di tutti i precari, riservando a questi ultimi dei posti percentuale stabiliti, per non disperdere esperienze di lavoro già acquisite; l’avvio delle procedure per la mobilità volontaria per tutto il personale, che concilino realmente le esigenze dei lavoratori, con quelle delle amministrazioni pubbliche”.
“Per l’Ugl – conclude Ghinelli – lo stato di agitazione è un atto dovuto nei confronti di tutte le lavoratrici e i lavoratori della Pubblica Amministrazione e, per questo motivo, si protrarrà fino a un concreto e reale segnale di apertura da parte dell’esecutivo”.

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Stato agitazione personale capitolino

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Roma. A seguito delle trattative interrotte unilateralmente da parte dell’Amministrazione Comunale di Roma, RdB-USB Pubblico Impiego conferma lo stato di agitazione di tutto il personale capitolino. Nei prossimi giorni partiranno le prime assemblee di consultazione dei lavoratori, per arrivare a iniziative di lotta diversificate tra cui anche lo sciopero. “L’indisponibilità da parte della Giunta Alemanno a mettere in moto una vera politica del personale, e la confusione dei ruoli messa in atto dall’Assessore Cavallari, sono la causa principale della proclamazione del nostro stato di agitazione”, dichiara Roberto Betti, RdB–USB P.I. del Comune di Roma. “L’amministrazione ha ricevuto da parte nostra serie e approfondite proposte che sono scaturite dalle esigenze espresse dai lavoratori – continua il rappresentante RdB–USB – come dimostrano, ad esempio, le 6.000 firme raccolte nei mesi scorsi per chiedere l’incremento del buono pasto, inchiodato da quasi 10 anni a 5,25 Euro; o le proposte per il potenziamento del settore educativo e scolastico, o ancora quelle per onorare il piano assunzionale, sia per la concorsualità pubblica, sia per quella interna, sia per il completamento delle assunzioni dei precari”. “Purtroppo – sottolinea Betti – dobbiamo registrare la sistematica denigrazione di RdB–USB da parte dell’Assessore Cavallari e la reiterata violazione delle più elementari regole delle relazioni sindacali: relazioni che continuano ad avvenire in forma riservata solo con alcune organizzazioni e non con i nostri rappresentanti, i quali si distinguono invece per la massima concretezza. Per questo auspichiamo che il Comune di Roma si presenti alla conciliazione in Prefettura e si riapra al più presto il negoziato sindacale. In caso contrario riteniamo opportuno che Alemanno tragga le opportune conseguenze circa l’operato dei suoi assessori e prenda nelle sue mani le redini della trattativa”, conclude il rappresentante sindacale RdB-USB.

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Stato agitazione personale dogane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

Contro la pervicace e palese strategia  volta a ”consegnare” ad altri enti il totale controllo e le attività delle postazioni  doganali  dell’Ufficio Viaggiatori dell’Aeroporto di Fiumicino, per CGILFP UILPA SALFI RDB è stato superato ogni  limite e proclamano lo stato di agitazione, Lo fanno “per   l’incosciente indifferenza  nella tutela della salute del personale e nell’igiene  per    la continua erosione, malgrado la gravissima carenza  già in atto, di personale  preparato,  solo a volte  sostituito  da nuovi arrivati totalmente inesperti,  provenienti spesso da Enti e  Uffici  non doganali,  privi quindi di ogni elementare  conoscenza del lavoro e mai messo nelle condizioni di avere una formazione univoca, ufficiale e formale; Per   continuare a mantenere gli uffici operativi senza mezzi  idonei, senza supporti  informatici in linea, senza  l’indispensabile  possibilità  per  tutto il personale di potersi  collegare ad internet,  con annose promesse di  idonea  cartellonistica internazionale. Contro il  metodo autoritario di gestione che vuole prescindere continuamente dal rispetto del Ruolo dei Rappresentanti  del  Personale.   In particolare quando le iniziative riguardano la mobilità del lavoratori, esse sono  comunque materia nella quale le Organizzazioni Sindacali  devono  essere  coinvolte !! chiedono   di conoscere  una volta per tutte quale sia la strategia di gestione dell’Ufficio delle Dogane del più importante  aeroporto del Paese  e se vi siano nuove strategie dell’Agenzia volte all’annullamento della presenza  della Dogana presso  l’Aeroporto Leonardo da Vinci”.

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Manovra e stato agitazione comparto difesa-sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2010

Le Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato, nonché quelle dei Vigili del Fuoco, del Cocer Guardia di Finanza e le rappresentanze militari dell’Aeronautica e della Marina hanno appreso da una conferenza stampa dei ministri dell’Interno e della Difesa Maroni e La Russa, la volontà politica di presentare un emendamento (art.8 comm.11 bis) alla manovra correttiva, con la previsione di uno stanziamento di 80 milioni di euro/annui per il biennio 2011 – 2012 al fine di salvaguardare la specificità professionale e la funzione di polizia degli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa. Da una dettagliata lettura del testo dell’emendamento, tale volontà non trova riscontro nell’analisi tecnica dello stesso che lascia inalterati gli effetti delle norme penalizzanti, previste dalla manovra in materia di blocco l trattamento economico complessivo della massa salariale, blocco degli avanzamenti stipendiali legati alle funzioni  e grave penalizzazione del trattamento di fine rapporto per gli operatori del comparto, che pregiudicano in modo irreversibile la funzione di polizia e delle forze armate poste a tutela della sicurezza dei cittadini. Condizione imprescindibile per la legalità e lo sviluppo economico del Paese. Nell’attesa di comprendere e chiarire se sia prevalente la volontà politica espressa dai ministri rispetto al contenuto dell’emendamento, le OO. SS. e le rappresentanze militari proseguono nello stato di agitazione e mobilitazione, preannunciando sin d’ora eclatanti iniziative di protesta per tutelare la dignità e professionalità di poliziotti, militari e appartenenti ai Vigili del Fuoco, al fine di salvaguardare la specificità delle loro funzioni, la dignità degli operatori e l’efficacia di un sistema sicurezza adeguato alle mutate e accresciute esigenze sociali e di sviluppo che il Paese richiede.

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Stato agitazione del personale di “Cristo Re”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2009

Roma alla Clinica Cristo Re, struttura religiosa,ospedale classificato, ci sono seicento lavoratori che non hanno ricevuto lo stipendio e  rischiano di non avere neanche la tredicesima. Lo dichiarano in una nota il Dirigente Regionale Ugl Sanità Pietro Bardoscia e  il Segretario Ugl Sanità di Roma e Provincia Antonio Cuozzo. La UGL Sanità –prosegue Cuozzo – ha dichiarato lo Stato di Agitazione;  intanto, insieme alle altre sigle sindacali sta organizzando dei Presidi Permanenti mattina/pomeriggio presso la struttura.  La Regione Lazio intervenga prontamente perchè in ballo c’è la vita di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie. Temiamo  – conclude Cuozzo – che,  a cascata,l’emergenza possa investire anche altri ospedali religiosi.

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Stato di agitazione in tutti gli atenei italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2009

La RdB-CUB Università, convocata al Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca per un tavolo tecnico  sul disegno di riforma dell’università del Ministro Gelmini, ha denunciato  l’espulsione del personale Tecnico Amministrativo da tutti gli organi istituzionali rappresentativi. Ha denunciato la sua ferma opposizione all’Università impresa che accentra tutta la “governance” in un ristretto ma potentissimo Consiglio di Amministrazione in cui entrano su chiamata diretta i privati e i politici trombati del territorio. Si introduce l’indebitamento degli studenti con i prestiti d’onore, altro che diritto allo studio.  Questo disegno di legge è una vergogna che viola apertamente gli articoli 3 e 33 della Costituzione e scarica i costi della riforma universitaria su lavoratori, precari e studenti. Il  disegno di legge proposto dal Ministro avvia una riforma autoritaria imponendo la modifica degli statuti universitari minacciando il commissariamento degli atenei. E’ un atto di forza, parallelo ai tagli che aumentano il sotto-finanziamento degli Atenei, che impone  lo  svilimento del Senato Accademico declassato a mero istituto propositivo sottomesso al CdA, per mettere in condizione i Rettori di accelerare il processo di aziendalizzazione privatistica degli Atenei italiani. Cavalcando la demagogia della meritocrazia  questo disegno di legge rafforza il progetto di smantellamento dell’Università Pubblica; per questo respingiamo questo DDL. Invitiamo alla discussione tutte le diverse componenti della comunità universitaria, a partire dalle RSU degli atenei insieme alle forze politiche parlamentari ed extraparlamentari del territorio,  per dare corpo ad un’opposizione di massa che riesca a gennaio ad imporre al Parlamento la bocciatura della riforma Gelmini.

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Protesta de lavoratori del Gruppo Intesa Sanpaolo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

Torino 30 aprile con presidio davanti alla sede di Piazza San Carlo a dalle 10,00 alle 12,00. è stato indetto lo sciopero degli straordinari e proclamato lo sciopero di tutto il Gruppo Intesa Sanpaolo. La costituzione della società consortile del Gruppo Intesa Sanpaolo, effettuata ufficialmente per ragioni di esenzione Iva, sta creando forti preoccupazioni tra i lavoratori. L’accordo sindacale lampo, concluso da otto sigle sindacali, è stato accolto con scetticismo e forti dissensi. La Cub-Sallca ha deciso di dare voce al malessere dei lavoratori, proclamando lo stato d’agitazione a sostegno di una piattaforma che prevede il miglioramento dell’accordo e la possibilità per i lavoratori, destinati alla società consortile, di scegliere l’istituto del distacco, restando dipendenti della banca.

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