Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘agricola’

Per una Politica Agricola Comune (PAC) a emissioni zero

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

Il convegno di chiusura del progetto “CNC. Per una PAC a emissioni zero” di Kyoto Club con il contributo della Direzione Generale “Agricoltura e Sviluppo Rurale” della Commissione europea e con il patrocinio del Ministero per la Transizione Ecologica e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, si terrà in diretta streaming il 20 luglio (ore 11-16,30). Durante l’evento a cui partecipano numerosi esperti del settore e dell’associazionismo di categoria, si farà un approfondimento sulla nuova PAC 2021-2027 e sui lavori per il Piano Strategico Nazionale e sul tema dell’agricoltura biologica insieme a rappresentati delle Associazioni di categoria. Si presenteranno i risultati raggiunti e le attività svolte nell’ambito del progetto “CNC. Per una PAC a emissioni zero”. L’evento si svolgerà martedì 20 luglio (ore 11-16,30) in diretta streaming sul canale YouTube di Kyoto Club.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dl Sostegni: Cia, bene svolta agricola in cessione credito d’imposta 4.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Il settore agricolo intravede finalmente l’opportunità di usufruire appieno del credito d’imposta 4.0. Una conquista importante per l’agricoltura che sollecita da tempo sostegno agli investimenti hi-tech e per il rinnovo del parco macchine ultraventennale, requisiti fondamentali per dare seguito al Green Deal Ue. Così Cia-Agricoltori Italiani soddisfatta dell’ok da parte delle Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato all’emendamento nel Dl Sostegni sulla cessione del credito. Una vittoria per tutte le imprese italiane e per Cia, intervenuta con proposte concrete sin dalla legge di Bilancio 2020 e durante i vari provvedimenti da inizio pandemia. Nel dettaglio, a partire dalla legge di Bilancio 2020, Cia ha sostenuto con specifiche proposte emendative, la necessità di consentire alle imprese non solo di scontare il credito in compensazione con imposte e contributi a debito, ma anche di poterlo cedere in modo da creare un sistema virtuoso e ancor più incentivante, a beneficio non soltanto del settore agricolo, ma di tutta la filiera della produzione di macchine e di attrezzature innovative.Per Cia, si concretizza così per il comparto agricolo, l’occasione importante di una reale transizione ecologica, con le imprese incentivate dalla misura 4.0 e della cessione del credito, al rinnovo dei mezzi con macchine più moderne, tecnologiche e a bassa emissione C02, in linea da una parte con le sfide ambientali Ue, dall’altra con l’urgenza di ridurre il rischio infortunistico o quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Senza dimenticare che l’integrazione con l’hi-tech, sostenuta dal contribuito della ricerca scientifica, resta cruciale nella produzione di cibo fresco e sano e, quindi, nella lotta alle fitopatie e ai cambiamenti climatici.“L’approvazione di questo emendamento -commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- arriva a tonificare l’attività delle imprese e premia la visione e la tenacia dell’organizzazione che da sempre considera il tema dell’innovazione di grande rilevanza strategica. Innovazione che non vuol dire solo robotica e digitale -aggiunge Scanavino- ma anche, e prima di tutto, risolvere il problema dei macchinari obsoleti, attraverso una programmazione pluriennale che ci attendiamo venga agevolata dai provvedimenti attuativi del PNRR”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un duro colpo per i giganti dell’industria agricola

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

La scorsa settimana è entrata in vigore una nuova normativa dell’UE che rende più difficile l’accesso al mercato ai pesticidi e alle sostanze tossiche presenti nel nostro sistema alimentare. Questo renderà il nostro sistema alimentare il più trasparente del mondo e garantirà l’accesso pubblico agli studi industriali che la Bayer voleva tenere segreti. Ci sono voluti anni di campagne prima che ciò accadesse, ma abbiamo vinto! Sono passati cinque anni da quando abbiamo lanciato la prima campagna d’azione per cercare di ottenere questa nuova legge. E non sarebbe stato possibile senza le piccole donazioni regolari dei membri di WeMove Europe come te. Le donazioni regolari ci hanno permesso di fare ciò che era necessario per vincere. Che si trattasse di incaricare i migliori scienziati indipendenti per verificare i “dati scientifici” inaffidabili della Bayer, di organizzare una grande trovata mediatica all’ ultimo minuto, o di preparare azioni di massa destinate ai responsabili delle decisioni. Siamo stati in grado di fare qualsiasi cosa. La nuova legge è un brutto colpo per la grande industria agricola e una vittoria per tutti gli europei. Potete essere sicuri che quelli come la Bayer non prenderanno questa sconfitta alla leggera, e quindi dobbiamo prepararci al prossimo attacco.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’anima agricola del “Recovery plan”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

Per rendere l’Italia più sostenibile, digitale e resiliente, il Recovery Plan deve avere un’anima agricola e puntare sullo sviluppo tecnologico e ambientale delle aree rurali, che rappresentano oltre il 50% della superficie nazionale con 11 milioni di cittadini. Per questo, il settore primario vuole essere un alleato forte del nuovo ministero della Transizione ecologica, che dovrà gestire almeno 70 miliardi di fondi europei per la ripartenza. Lo ha detto il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino, in audizione al Senato, presso le commissioni Bilancio e Politiche europee, sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “La scelta di creare il ministero della Transizione ecologica coglie il senso della grande sfida che abbiamo davanti -ha detto Scanavino- e ci coinvolge pienamente e direttamente. Intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile, come chiede l’Europa, vuol dire riconoscere finalmente la centralità dell’agricoltura, il cui ruolo si evolve oggi in molte direzioni. C’è la funzione produttiva del settore, che resta evidentemente prioritaria, come dimostrato in questo anno di pandemia come garante dell’approvvigionamento di cibo. Ma l’agricoltura contribuisce anche alla tenuta dei territori e, ora, può fare da cardine dello sviluppo integrato del Paese, in un’ottica di trasversalità del piano, producendo energia da fonti rinnovabili, tutelando il paesaggio e gestendo le risorse idriche, salvaguardando il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorando la sostenibilità dei processi produttivi con nuove tecnologie digitali, blockchain e rinnovo del parco macchine per non inquinare”. “Parliamo di un progetto nazionale di manutenzione del territorio, per il quale serve un Recovery Plan con robusti investimenti nelle infrastrutture, nei servizi e nella digitalizzazione, a partire dalle aree interne dove ancora nel 40% delle case non arriva il wi-fi -ha aggiunto il presidente di Cia-. Il rilancio dell’Italia ha bisogno di progetti concreti e innovativi, realizzabili con tempi certi e monitorabili, con il contributo degli agricoltori italiani, custodi della terra e sentinelle del territorio, insieme a tutte le forze economiche e sociali del Paese”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Può esistere un’economia agricola oltre il profitto nel futuro nazionale?

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

By Pasquale Di Lena. La cultura della cessione del proprio territorio, una vera e propria regalia, che riguarda sia il pubblico che il privato, in cambio di quattro posti di lavoro o di qualche migliaia di euro, è tanta parte delle difficoltà dell’Italia nel progettare il suo futuro. Son passati quasi otto anni dall’annuncio dell’allora Sen. Ruta, a Larino, della grande stalla della Granarolo ed io non smetto mai di ringraziare quanti hanno portato avanti, con successo, la lotta politica che ha respinto al mittente la stalla di 12.000 manze, e, con essa, la cementificazione di una superficie di 100 ettari di suolo fertile; l’uso di ingenti quantitativi di acqua (un consumo pari al consumo del capoluogo regionale); l’inquinamento delle acque del Biferno, una vera bomba ecologica per il Basso Molise, che è tanta parte all’agricoltura molisana. Non smetto mai di ringraziare, dicevo, quanti hanno lottato e vinto un’importante, decisiva battaglia, che ha portato alla vittoria del territorio e, così, ad evitare, di sprecare il domani delle nuove generazioni con l’eredità lasciata da una classe dirigente e politica tutta – sottolineo tutta – schierata a ringraziare la Granarolo per aver scelto il Molise e, nel caso specifico, Larino. Anche questa volta una scelta considerata, dalla classe dirigente e politica del Molise, come un dono, oltretutto benedetto, a dimostrazione della scarsa o nulla sensibilità per la propria identità, nel momento in cui veniva messo in discussione la sua primaria espressione, il territorio, cioè il solo tesoro che il Molise, e non solo il Molise, ha.Scrivo questo mio commento dopo aver letto su l’ultimo numero di QualeFormaggio – il periodico che, insieme all’altro settimanale on line, Teatro Naturale, ha sostenuto la lotta contro la megastalla – l’ articolo “Inquinamento in Lombardia” e mostrando la cartina che segnala la Pianura padana come l’area geografica più inquinata d’Europa. Un primato che racconta tante cose e tutte di grande attualità, dovuto, se si fa riferimento alle campagne, alla concentrazione di” grandi stalle affollate di vacche e maiali, le cui deiezioni rappresentano, si sa, una vera bomba ecologica non più sostenibile” . Ad essere penalizzata dagli allevamenti intensivi, con gli abitanti che respirano sempre male e sempre peggio, anche l’agricoltura estensiva di quell’area e le stesse aziende biologiche. Una situazione che rende lontana la possibilità di uno sviluppo all’insegna della sostenibilità, da più parti (finalmente!) sostenuto e, anche, promosso. Le scelte politiche, ai diversi livelli istituzionali, tutte marcate da neoliberismo spinto, sono responsabili della situazione grave, pesante del territorio (nella sola “bassa lombarda” si concentra il 51% di tutti i suini e quasi il 25% dei bovini allevati nel territorio nazionale), nel caso specifico, decantato come quello trainante dell’intero sviluppo economico del Paese. Un esempio che dovrebbe far capire che siamo di fronte a uno sviluppo sbagliato, “fallito”, come afferma da qualche anno la FAO, proprio perché non contempla la qualità della vita, ma solo una fine lenta nelle mani delle industrie farmaceutiche e delle cliniche private. Dovrebbe far capire anche, soprattutto a quelli che hanno nelle mani le sorti del Paese e dei mille e mille territori che lo rappresentano, che c’è, ancor più oggi, l’urgente necessità di cambiare strada se si vuole risalire dal baratro dove ci ha fatto cadere il sistema delle banche e delle multinazionali con il suo dio onnipotente, quello del denaro, anche quando è solo carta straccia. La cultura della cessione del proprio territorio, una vera e propria regalia, che riguarda sia il pubblico (Comune e/o Regione) che il privato, in cambio di quattro posti di lavoro o di qualche migliaia di euro, è tanta parte delle difficoltà che registra il mio Molise e il nostro Meridione in generale. Il rischio di insediamenti che negano il domani alle nuove generazioni, costrette, come sono state e sono, ad abbandonare il proprio paese, il proprio territorio. Non a caso le previsioni di qualche anno fa di cinque milioni, soprattutto giovani, che lasceranno il sud, va avanti senza soluzione di continuità, con decine e decine di paesi che restano vuoti, ormai abbandonati. Un esodo che procede di pari passo con il furto di territorio e, soprattutto, di suolo tanto più se fertile, grazie ai gasdotti, elettrodotti, Xilelle importate, agricoltura industriale e allevamenti superintensivi, pannelli solari a terra, parchi eolici, voglia di autostrade e aeroporti. Tanto per dare continuità al trasporto su gomma, che vuol dire aria inquinata, cemento, asfalto, frane, dissesti, crolli di ponti e di gallerie, distruzione della biodiversità animale e vegetale. Tutto per il denaro dei nababbi che sfruttano le situazioni e, quello che è peggio, oggi come ieri, in cambio di un biglietto di sola andata per tanti giovani, le vere grandi risorse di cui il sud avrebbe bisogno per un suo sviluppo sostenibile ancora possibile. Uno sviluppo che è tale se ha nell’agricoltura la sua anima e il suo cuore pulsante di bellezza di paesaggi, bontà di ambienti, generosità e solidarietà di un mondo, quello rurale, che sa cos’è la reciprocità, cioè la capacità non solo di essere di aiuto, ma di contraccambiare. di Pasquale Di Lena (Fonte TEATRO NATURALE Editoriali http://pasqualedilena.blogspot.com/)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Politica agricola: norme transitorie e 8 miliardi di euro per la ripresa

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La nuova legge UE, approvata mercoledì con 653 voti favorevoli, 19 contrari e 22 astensioni, proroga l’applicazione delle norme esistenti della politica agricola comune (PAC) fino alla fine del 2022. Ciò garantisce che i pagamenti agli agricoltori e ai beneficiari dello sviluppo rurale possano continuare.I Paesi UE saranno in grado di rendere più facile, per gli agricoltori, ricevere un indennizzo per le perdite causate da avversità atmosferiche, da epizoozie o fitopatie e da infestazioni parassitarie. Il Parlamento ha inoltre introdotto alcune misure che offrono ai Paesi UE un margine di manovra maggiore per il sostegno agli agricoltori, soprattutto durante la crisi COVID-19. Inoltre, i deputati hanno ottenuto di prolungare oltre i tre anni la durata dei nuovi programmi pluriennali di sviluppo rurale incentrati sull’agricoltura biologica, sul clima e sulle misure ecocompatibili, includendo nel pacchetto di misure anche i progetti per il benessere degli animali.Le modalità, recentemente concordate, per l’utilizzo da parte di agricoltori, produttori alimentari e per le aree rurali degli 8 miliardi di euro in aiuti per finanziare la ripresa dalla crisi COVID-19 nei prossimi due anni sono anch’esse parte dell’accordo complessivo. Circa il 30% di tali fondi sarà disponibile nel 2021, mentre il restante 70% sarà erogato nel 2022. Almeno il 37% dei finanziamenti dovrà essere destinato alla ripresa degli agricoltori biologici, alle azioni legate all’ambiente e al clima, e al benessere degli animali. Il 55% del fondo sosterrà gli investimenti aziendali che contribuiscono a una ripresa economica resiliente, sostenibile e digitale, e le start-up di giovani agricoltori.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La strategia dell’UE, la politica agricola comune e gli obiettivi del Green Deal

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

La pandemia di COVID-19 ha evidenziato le profonde interrelazioni tra salute pubblica, ecosistemi e sistemi alimentari. In un parere elaborato da Guido Milana (IT/PSE) e adottato nella sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni (CdR), i leader locali e regionali accolgono con favore la strategia “dal produttore al consumatore”, ma chiedono di porre maggiormente l’accento sulle filiere corte e sulle forme di produzione a livello territoriale, basate sul benessere degli animali, sul rispetto dell’ambiente e sulla qualità nutrizionale.La strategia “dal produttore al consumatore” per un’alimentazione sostenibile è un pilastro sia del Green Deal europeo (una delle iniziative faro dell’UE) che del piano di ripresa dell’Unione. La strategia, che è stata presentata dalla Commissione europea lo scorso 20 maggio, riguarderà ogni fase della filiera alimentare, dalla produzione al consumo, e punterà a creare nell’UE un sistema alimentare sostenibile che salvaguardi la sicurezza alimentare, proteggendo al contempo la salute delle persone e l’ambiente. Con il parere sul tema Dal produttore al consumatore (dai campi alla tavola): la dimensione locale e regionale – elaborato da Guido Milana (IT/PSE), consigliere comunale di Olevano Romano (Roma) ed ex membro del Parlamento europeo – il CdR sottolinea che è essenziale che la politica agricola comune (PAC) e la politica comune della pesca (PCP) per il periodo successivo al 2020 siano pienamente in linea con gli obiettivi sia della strategia “dal produttore al consumatore” che della strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. Il CdR appoggia la strategia “dal produttore al consumatore” e gli obiettivi proposti dalla Commissione per la riduzione dei pesticidi, dei fertilizzanti chimici e degli antimicrobici, oltre che per il potenziamento dell’agricoltura biologica. Il CdR chiede altresì una valutazione d’impatto approfondita degli obiettivi quantificati e un monitoraggio dei progressi compiuti.Le regioni e le città possono fungere da protagonisti nella transizione verso un sistema alimentare più sostenibile. Poiché il loro ruolo è questo, devono essere coinvolte nell’attuazione e nel monitoraggio della strategia. Per tenere conto in misura maggiore delle loro esigenze, gli enti regionali dovrebbero poter continuare a svolgere la funzione di autorità di gestione e dovrebbero essere coinvolti nella definizione dei regimi ecologici a livello sia europeo che nazionale.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’Italia si conferma terza forza agricola in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Lo è nonostante una burocrazia farraginosa e i danni sempre più frequenti causati dai cambiamenti climatici – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi dall’Eurostat per il 2019 collocano il nostro Paese dietro a Francia e Germania per valore della produzione, con un ammontare di 57,8 miliardi di euro, equivalenti al 14% del totale europeo. E’ motivo di grande soddisfazione vedere come il lavoro di centinaia di migliaia di aziende del nostro territorio contribuisca a farci restare tra le potenze agricole del Vecchio continente. Un’agricoltura in salute ha ripercussioni positive su tutti gli altri settori economici – continua Tiso. Anche se in Italia c’è stata una leggera flessione (meno 1,2% rispetto al 2018), i numeri dell’Eurostat mostrano la resilienza del settore primario europeo, che nel 2019 è cresciuto del 2,4% a dispetto di un ciclo economico sfavorevole. In attesa di capire quali saranno gli effetti sull’agricoltura dell’emergenza in corso, all’Europa e ai suoi Governi spetta il compito di sostenere il rilancio del settore dopo mesi difficili. La recente votazione del Parlamento europeo sulla riforma della Pac ha deluso quanti si attendevano un passo avanti verso il Green Deal. Uguale preoccupazione desta il veto di Ungheria e Polonia sul Recovery Fund, che blocca l’erogazione di oltre 10 miliardi di aiuti agli agricoltori europei. In questa fase delicata, è compito dell’Europa fornire il sostegno necessario a uno dei settori trainanti dell’economia, senza perdersi in particolarismi che finirebbero per ritorcersi contro gli interessi degli stessi Stati membri.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una politica agricola dell’UE più verde e equa

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Brussels.Venerdì i deputati hanno adottato la posizione del Parlamento sulla riforma della politica agricola (PAC) post 2022. La squadra negoziale del Parlamento è pronta ad avviare il dialogo con i ministri dell’UE.I deputati hanno confermato un cambiamento politico che dovrebbe far corrispondere meglio la politica agricola dell’UE ai bisogni dei singoli paesi, ma insistono nel mantenere parità di condizioni in tutta l’Unione. Ai governi nazionali spetterà la redazione di piani strategici, approvati poi dalla Commissione, in cui delineare le modalità concrete di attuazione degli obiettivi dell’UE. La Commissione valuterà i risultati, e non soltanto la loro conformità alle norme dell’UE.Gli obiettivi dei piani strategici sono perseguiti in linea con l’Accordo di Parigi, dicono i deputati.Il Parlamento ha rafforzato le pratiche rispettose del clima e dell’ambiente obbligatorie, la cosiddetta condizionalità, che gli agricoltori devono applicare per poter ottenere sostegno diretto. Inoltre, i deputati intendono dedicare almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale a qualsiasi tipo di misura legata al clima o all’ambiente. Almeno il 30% del bilancio per i pagamenti diretti sarà destinato a regimi ecologici volontari che potrebbero aumentare il reddito degli agricoltori.I deputati insistono affinché siano istituiti servizi di consulenza aziendale in tutti i Paesi UE e almeno il 30% dei finanziamenti dell’UE sia destinato al sostegno degli agricoltori per la lotta al cambiamento climatico, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la tutela della biodiversità. Invitano poi gli Stati membri a incoraggiare gli agricoltori a destinare almeno il 10% dei propri terreni a interventi paesaggistici a sostegno della biodiversità, quali siepi, alberi non produttivi e stagni.Riduzione dei contributi alle aziende più grandi e sostegno alle piccole aziende e ai giovani agricoltori. I deputati hanno votato per ridurre progressivamente i pagamenti diretti annuali agli agricoltori al di sopra dei 60.000 euro e poi fissarne il massimale a 100.000 €. Sarà tuttavia possibile agli agricoltori di detrarre il 50% dei salari collegati alle attività agricole dall’importo totale prima di effettuare la riduzione. Almeno il 6% dei pagamenti diretti nazionali dovrebbe servire al sostegno delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni. I deputati aggiungono che in caso più del 10% fosse utilizzato, la riduzione diventerebbe volontaria.I Paesi UE avrebbero la possibilità di destinare almeno il 2% delle dotazioni per i pagamenti diretti a sostegno dei giovani agricoltori. I finanziamenti per lo sviluppo rurale potrebbero fornire un sostegno complementare in grado di dare la priorità agli investimenti dei giovani agricoltori.Il Parlamento sottolinea che i finanziamenti dell’UE dovrebbero essere riservati a chi svolge almeno un livello minimo di attività agricola. Coloro che gestiscono aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari, terreni sportivi e aree ricreative permanenti sono automaticamente esclusi.I deputati hanno respinto tutte le proposte per modificare le norme attuali per i nomi dei prodotti con carne a prodotti contenenti carne. Non cambierà quindi nulla per i prodotti a base di piante e per gli appellativi che sono utilizzati attualmente quando sono messi in vendita.Il Parlamento ha richiesto ulteriori misure per aiutare gli agricoltori a gestire rischi e possibili crisi future. Auspica una maggiore trasparenza del mercato, una strategia di intervento per tutti i prodotti agricoli, e l’esenzione dalle norme sulla concorrenza per quelle pratiche che adottano standard ambientali o sulla salute o sul benessere degli animali più elevati.Il Parlamento ha chiesto inoltre che la riserva per le crisi, prevista per aiutare gli agricoltori in caso di instabilità dei prezzi o dei mercati, sia convertita da strumento ad hoc a strumento permanente dotato di un bilancio adeguato.Il Parlamento intende comminare sanzioni più elevate nel caso di inosservanza dei requisiti dell’UE, ad esempio in materia di ambiente, benessere degli animali o qualità degli alimenti. L’importo della sanzione è pari ad almeno il 10% dell’importo totale dei pagamenti (un incremento rispetto all’attuale 5%).I deputati chiedono infine l’istituzione di un meccanismo di denuncia ad hoc attraverso il quale gli agricoltori e i beneficiari che subiscono un trattamento iniquo o che si trovino in situazione di svantaggio per quanto riguarda l’accesso ai fondi dell’UE, possano presentare denuncia se il loro governo nazionale non gestisce il loro reclamo in modo soddisfacente.Il regolamento sui piani strategici è stato approvato con 425 voti favorevoli, 212 voti contrari e 51 astensioni.Il regolamento sull’organizzazione comune dei mercati è stato approvato con 463 voti favorevoli, 133 voti contrari e 92 astensioni.Il regolamento sul finanziamento, la gestione e il monitoraggio della PAC è stato approvato con 434 voti favorevoli, 185 voti contrari e 69 astensioni.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Per una politica agricola europea più efficace

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2020

Assegnare un ruolo più diretto alla regioni nelle politiche di sviluppo rurale può tradursi in una politica agricola europea più efficace, ma le amministrazioni locali devono mostrarsi all’altezza dei compiti loro assegnati – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo le notizie che arrivano oggi da Bruxelles, per l’entrata in vigore della nuova Pac dovremo aspettare almeno fino al 2023. Se da un lato la proroga delle regole attuali impedisce di imprimere una svolta immediata, dall’altro concede più tempo per analizzare i punti deboli di un’architettura che mostra ormai i segni del tempo.
Durante il Consiglio europeo sull’agricoltura, la ministra Bellanova ha sottolineato che la riforma della Pac non consente ancora di soddisfare appieno le aspettative delle regioni. Un maggiore coinvolgimento delle regioni è sicuramente auspicabile nell’ottica della semplificazione e di una vera sussidiarietà. Il decentramento, tuttavia, non è di per sé sufficiente ad assicurare una migliore gestione dei fondi. Lo dimostra il caso della Puglia, che non è riuscita spendere 142 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo rurale entro il termine previsto del 31 dicembre 2019 – ricorda Tiso.Le amministrazioni locali conoscono più da vicino le esigenze dei loro territori ed è logico pensare che possano allocare le risorse europee per l’agricoltura in modo più rapido ed efficiente. Il decentramento delle competenze amministrative deve però essere accompagnato da un’attenta verifica delle competenze gestionali dell’ente che è chiamato a svolgere le nuove funzioni. L’esperienza mostra infatti che il solo decentramento non è in grado di migliorare l’operato della nostra burocrazia, in assenza di politiche volte a semplificare gli adempimenti e ad avvicinare le amministrazioni ai reali bisogni delle imprese.Riteniamo infine positiva la proposta avanzata dalla ministra Bellanova di utilizzare una parte degli aiuti diretti per far fronte alle future emergenze climatiche e fitosanitarie.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Proposte per reclutare manodopera agricola

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Creare una piattaforma telematica unica per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e permettere l’impiego dei percettori di Reddito di cittadinanza senza alcuna sospensione del sussidio. Sono alcune delle proposte che abbiamo avanzato oggi nella video conferenza convocata dall’onorevole Susanna Cenni per discutere degli strumenti più adeguati per non perdere i raccolti a causa della carenza di manodopera agricola – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i Capigruppo delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato Antonella Incerti e Mino Taricco, e Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici alla commissione Agricoltura dell’Europarlamento. Altre misure urgenti sono per Confeuro la sanatoria degli stagionali irregolari e una riforma del diritto e dei contratti agricoli. La carenza di manodopera nei campi è ora la priorità assoluta e bisogna affrontarla utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, perché i raccolti non possono aspettare – continua Tiso. Ma occorre pensare anche a innovazioni che si potranno rivelare utili in futuro. Con la sanatoria degli irregolari, per esempio, si favorirebbe l’emersione del lavoro nero agricolo, sottraendo così i migranti ai ricatti delle mafie e del caporalato e riconoscendo una volta per tutte la dignità di questi lavoratori. Sempre in tema di lavoro stagionale, collegare la piattaforma unica nazionale a una app, consentirebbe alle aziende di comunicare in modo rapido le ore lavorate senza bisogno di ricorrere ai voucher.In generale, gli strumenti messi a disposizione delle aziende agricole dal DL Cura Italia e dal DL Crescita sono positivi, ma per produrre risultati saranno fondamentali la sburocratizzazione e la celerità nell’erogazione dei prestiti. Infine, elemento per noi centrale è l’indispensabile cambio di paradigma dello sviluppo agricolo, che deve diventare la vera forza ispiratrice di qualunque misura futura: è giunto il tempo di promuovere un’agricoltura più solida in termini ecologici, bio-diversificata, resiliente, sostenibile e socialmente alternativa – conclude Tiso.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Emergenza idrica per l’agricoltura calabrese

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

“Comprendiamo e siamo vicini alla preoccupazione delle Organizzazioni Professionali Agricole ed al Presidente di Coldiretti, Franco Aceto in particolare, di fronte alla crescente crisi idrica calabrese, che sta pregiudicando le colture in vaste aree della regione, ma ci corre l’obbligo di ricordare che era il 31 Luglio 2017, quando ANBI presentò a Crotone la proposta di riforma regionale dei locali Consorzi di bonifica, indicandone la riduzione di numero per migliorarne l’efficienza gestionale e l’operatività nelle aree irrigue, di cui è peraltro evidente la necessità di ampliamento e chiedendo alla regione coerenza e serietà rispetto alla annosa questione dei forestali, in cui i Consorzi di bonifica e gli stessi operai forestali sono vittime in una palese sciatteria amministrativa.
A ricordarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI), che prosegue: “Da allora, però, nulla si è mosso per il disinteresse della Regione Calabria verso i temi della gestione irrigua e della prevenzione idrogeologica, aggravato da atteggiamenti autoreferenziali di alcuni protagonisti della politica e della rappresentanza locale.”“Non solo – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – la Regione Calabria ha costretto i Consorzi di bonifica ad adire le vie legali per vedere onorati i riconosciuti 70 milioni di crediti vantati verso l’ente ed oggi addirittura soggetti a decreti ingiuntivi, a seguito di sentenze giudiziarie. Nonostante le comprensibili difficoltà economiche, i Consorzi di bonifica hanno proseguito il loro lavoro, continuando nella manutenzione ordinaria preventiva e nella gestione dell’acqua irrigua ed anche dimostrando una capacità progettuale, che ha loro consentito di ottenere alcuni finanziamenti nell’ambito del Piano Nazionale di Sviluppo Rurale e del Fondo Sviluppo e Coesione.” “Per questo – insiste Vincenzi – ANBI torna a chiedere l’immediato avvio di un confronto istituzionale, teso ad avviare politiche virtuose per il settore agricolo, rigettando al contempo qualsiasi strumentalizzazione degli enti consorziali per interessi, che nulla hanno a che fare con quelli dei cittadini e del territorio calabrese.” “Se liberati dai lacciuoli di certa politica e burocrazia inadeguata – conclude il DG di ANBI – i Consorzi di bonifica possono essere un cuore pulsante dell’economia calabrese, contribuendo a ridurre il divario con altre zone d’Italia. Per fare ciò serve il contributo di tutti, abbandonando la mera logica degli stati di calamità, il cui ricorso è pur comprensibile, ma ristorna, come abbiamo dimostrato dati alla mano, solo il 10% dei danni subiti. Ci piace ricordare il grido di aiuto per i 4.000 ettari che se non irrigati non solo non produrranno le orticole e reddito per le imprese ma non genereranno dalle 230 alle 250 giornate di lavoro ettaro all’anno che solo grazie all’irrigazione sono possibili. È evidente la scelta da fare.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il futuro della politica agricola comunitaria

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Nel vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea in programma a Bruxelles, è in gioco il futuro della Politica agricola comune – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La proposta presentata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel prevede infatti tagli di 54 miliardi di euro per la Pac, con una diminuzione del 14 per cento del bilancio complessivo.Il Parlamento europeo si è già detto all’unanimità contrario alla proposta Michel, perché inadeguata per affrontare le future sfide dell’Ue e a realizzare il programma della nuova Commissione europea – continua Tiso. In una trattativa che si preannuncia difficile, sarà importante impedire che la Pac sia ridimensionata contraddicendo così in modo netto la Commissione, che ha fatto del Green New Deal una priorità. Proprio in questo passaggio cruciale per l’Unione, è al contrario fondamentale rilanciare il settore primario mettendo al centro la tutela delle produzioni di qualità, il sostegno alle giovani generazioni e alle piccole e medie imprese. Queste ultime sono una risorsa preziosa per la difesa della qualità e dell’ambiente, ma troppo spesso sono state trascurate per privilegiare le grandi multinazionali dell’agroalimentare con conseguenze negative sia per i produttori che per i consumatori.Una riforma ambiziosa della Pac, che registri decisi passi avanti verso l’agroecologia è possibile, così come è possibile una riforma che non vada oltre l’ordinaria amministrazione e perpetui strumenti ormai inefficaci e datati.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La crescita della produttività agricola

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Ancona Università. Per far conoscere a un pubblico vasto e non specializzato le grandi capacità scientifiche dei ricercatori dell’Ateneo, sulla Home Page dell’Università Politecnica delle Marche è presentato il “Lavoro scientifico della settimana” (www.univpm.it dal titolo “Convergenza e divergenza nella crescita della produttività agricola regionale. Le regioni italiane nel periodo 1951-2002”) che porta la firma di Roberto Esposti, docente di Economia dell’ambiente e dei territori protetti alla Facoltà di Economia, uscito su Agricultural Economics, 42 (2), pagg. 153-169. Nell’articolo si analizza la crescita della Produttività Totale dei Fattori (PTF) agricola nel lungo periodo a livello regionale mediante la verifica delle proprietà statistiche delle relative serie storiche e identificando i fattori che determinano processi di divergenza piuttosto che di convergenza. L’applicazione empirica riguarda le regioni italiane nel periodo 1951-2002. In definitiva, la scomposizione della crescita della PTF consente di attribuire la crescita di perfomance osservata a queste forze contrapposte (divergenza vs. convergenza). I risultati indicano che gli spillover tecnologici costituiscono il principale fattore di convergenza indipendentemente da come questi spillover vengono calcolati. Allo stesso tempo, tali forze che inducono convergenza sono quasi interamente annullate da fattori di divergenza (in primo luogo gli effetti di scala e di learning a livello regionale). Tale scomposizione può spiegare la persistenza, nel lungo periodo, dei divari nei tassi di crescita della PTF agricola tra le regioni italiane e potrebbe essere analogamente applicata in altri contesti settoriali e nazionali.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Legambiente: lo scempio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

“Il nuovo importante intervento della magistratura e delle forze dell’ordine nella lotta all’abusivismo edilizio che colpisce il territorio di Ardea evidenzia una vicenda che ha dell’incredibile, vista la mole di manufatti coinvolti e l’estensione dell’area agricola: il provvedimento emesso dal gip di Velletri ed eseguito dagli uomini della Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma ha svelato l’ennesimo caso di scempio nei confronti del nostro territorio” – così commenta la notizia il Presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati.  Il sequestro, infatti, riguarda un’area agricola di circa 35 mila metri quadri sulla quale sulla quale sono stati realizzati 168 manufatti destinati ad abitazioni civili ed ulteriori immobili per ristoranti, bar, piscine e campi da calcio, per complessivi 25.000 mq.  L’intervento si inserisce in un quadro devastante: negli ultimi 15 anni la popolazione di Ardea è cresciuta del 41%, ma dal 2004 al 2009, secondo i più recenti dati della Regione Lazio, sono stati censiti la bellezza di 657 abusi edilizi, un incredibile numero di 4,3 ogni 1.000 abitazioni e addirittura 2,7 ogni 1.000 abitanti. Insomma un campionario completo che fa di Ardea uno dei paradisi dell’abusivismo laziale, dove quasi tutto si può fare, meglio se senza autorizzazione, ma dove non mancano importanti segnali positivi legati ai recenti abbattimenti sul lungomare voluti dall’amministrazione. Peraltro, secondo i dati dell’ultimo Rapporto Ecomafie di Legambiente, nel Lazio nel 2009 sono stati accertati 881 reati ambientali legati al ciclo del cemento (ovvero l’11,8% del totale), che collocano il Lazio al terzo posto nella classifica nazionale degli illeciti consumati nel settore dell’edilizia.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La cooperazione agricola a misura di studente

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Udine. Sono quasi 200 le cooperative agricole in Fvg, per un fatturato complessivo che sfiora i 600 milioni di euro. A livello nazionale, il valore della produzione agricola del mondo cooperativo raggiunge i 16 miliardi di euro. Dati e caratteristiche dell’agricoltura cooperativa sono stati illustrati da Confcooperative Fvg (relatore, il tecnico dell’organizzazione cooperativa, Giovanni Dean) agli studenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Udine. Obiettivo del seminario, presentare il modello d’impresa cooperativa applicata al settore agroalimentare per illustrare ai giovani le opportunità di tirocinio nelle cooperative vitivinicole, lattiero-casearie, ortofrutticole e attive nell’ambito dell’agricoltura sociale: si tratta di un progetto formativo-lavorativo promosso da Confcooperative in sinergia con la Facoltà e il Centro Orientamento e Tutorato dell’ateneo udinese, che coinvolge già un migliaio d’iscritti al percorso accademico. L’incontro, organizzato dal docente Sandro Sillani con la collaborazione del preside della Facoltà di Agraria Roberto Pinton, ha permesso di focalizzare l’attenzione sulla storia e le motivazioni che hanno dato vita al movimento cooperativo nel settore agroalimentare, sugli esempi e i marchi cooperativi d’eccellenza a livello regionale e nazionale, nonché sui vantaggi economico-sociali del modello cooperativo e le sfide dello stesso per affrontare il futuro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Futuro della Politica Agricola

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Sono state approvate in Senato tutte le mozioni sul futuro della Politica Agricola Comune presentate dal Pd e dagli altri gruppi parlamentari a suo seguito.  Innovazione e dinamicità sono le parole chiave per una svolta necessaria :occorre introdurre più protagonismo ed autonomia dei produttori, nuovi fattori di competitività. Dobbiamo avere il coraggio di dire che l’attuale PAC non è abbastanza proiettata su questi obiettivi, che è una politica troppo rivolta al passato, servono nuovi parametri di valutazione.  Si è poi fortemente sottolineato come presupposto per un accesso ai mercati sia farli funzionare prevedendo parametri chiari, norme condivise, sistemi di controllo efficaci e sanzioni tempestive che contrastino contraffazioni e forme di illegalità. All’Unione Europea spetta su questo un ruolo rilevante. Nelle misure di mercato, poi, si è proposto il sostegno al rafforzamento dei produttori dentro la catena alimentare e quindi l’incentivo a una più forte responsabilizzazione delle organizzazioni dei produttori, ma è oggi indispensabile anche studiare nuove misure di gestione del rischio sia per le emergenze climatiche che stanno crescendo, sia per una volatilità dei prezzi troppo forte. “Alti e bassi” non sopportabili nelle normali dinamiche di mercato. Il riconoscimento, poi, di beni pubblici creati dal fare agricoltura è l’altro aspetto che deve essere sostenuto. Non in termini generici, ma attraverso interventi misurabili. Occorre incentivare il patrimonio naturale come elemento distintivo per dare non assistenza, ma elementi di competitività alle zone rurali. Una nuova attrattiva per giovani generazioni.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Filiera agricola corta

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Budoia 19 settembre, alle ore 17.00, presso la sala comunale la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) di Pordenone in occasione della 43a “Festa dei funghi e dell’ambiente”, ha organizzato un convegno di grande attualità. Il tema da dibattere sarà legato a: “La valorizzazione dei prodotti agricoli nei circuiti brevi di commercializzazione”, con gli interventi di Michele Boria, assessore all’agricoltura della Provincia di Pordenone; Roberto De Marchi, sindaco di Budoia; Omar Carlon, assessore alle attività produttive del comune di Budoia ed Ennio Benedetti, presidente di Cia Fvg. La relazione principale sarà a cura di Matteo Ansanelli, della Cia nazionale.  Il convegno, aperto a tutti gli operatori e ai consumatori, vuole concentrare l’attenzione sulle norme, le discipline, la regolamentazione delle tante modalità di attivazione della vendita diretta. Verranno illustrati progetti o iniziative che hanno avuto impatti positivi a favore delle aziende agricole, in un contesto di valorizzazione della vendita diretta dei prodotti locali.  La filiera corta, decisamente, rappresenta una concreta opportunità per far crescere il reddito delle imprese e per ridurre i prezzi che, nel passaggio dai campi alla tavola, subiscono incrementi di prezzo sino a 5 volte il costo di produzione. Nella consapevolezza che la vendita diretta non è la soluzione ai tanti problemi dell’agricoltura, né l’unica risposta alla valorizzazione dell’impresa e delle sue produzioni, vale la pena ragionare sull’ipotesi e le prospettive legate a una strategia che avvicina l’impresa al mercato in maniera significativa.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vocazione agricola e “stile” di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

Perché ci chiediamo nella regione Trentino Alto Adige e nello specifico nella provincia di Bolzano molti giovani tra i 14 ed i 29 anni si dedicano all’agricoltura? Lo fanno forse perché siamo in presenza di un ambiente agricolo tra i più progrediti in Italia? Eppure i giovani, si accontentano di un fatturato aziendale più modesto rispetto a quello dei loro coetanei impegnati nell’industria (diciamo di quasi la metà). Il restare in agricoltura per i giovani alto atesini significa in qualche modo difendere la loro cultura. Ul Deutschum. Il loro salario bipartisce, parte in e denaro e parte in consolazioni patriottiche nella consapevolezza di fare il proprio dovere sociale. Lo stesso accade in Sardegna dove il giovane pastore, da perfetto macho, sa che il minor guadagno è compensato dai favori del pubblico femminile cui piace. E ciò, evidentemente, lo appaga dalle minori retribuzioni percette, rispetto ad altri settori produttivi della regione. Forse è troppo poco per immaginare una vita giovanile che sappia monetizzare l’immagine che altri traggono del proprio lavoro nei campi e restarne appagati sino al punto dal sacrificare altre possibili opportunità meglio remunerate. Eppure una riflessione in tal senso va fatta e vorremmo che gli esperti del settore ci fornissero altri dati sulla presenza giovanile nella vita dei campi nelle altre regioni italiane aggiungendo al dato statistico anche un sondaggio d’opinione. Probabilmente tutto ciò lo dobbiamo alla possibilità che il restare lontani dai centri urbani non ci impedisce di avvalerci delle comodità offerte dalle attuali tecnologie: radio, cellulare, televisione satellitare ecc.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »