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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘agricoli’

Nuovo impianto per la miscelazione ed il lavaggio dei mezzi agricoli

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2022

Arriva dal Trentino Alto Adige dove, in località Canè di Mezzocorona, il Consorzio Trentino di Bonifica ha inaugurato un nuovo impianto per la miscelazione ed il lavaggio dei mezzi agricoli, capace di depurare e riutilizzare il 95% dell’acqua utilizzata, mentre una frazione minima del 5% viene stoccata in apposite vasche interrate, dalle quali sarà successivamente prelevata ed inviata in centri di smaltimento specializzati”: a renderlo noto è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).Per quanto riguarda le ricadute e le esternalità positive, garantite dal nuovo impianto, va evidenziata la messa in sicurezza dei processi di lavaggio dei mezzi agricoli e di preparazione degli interventi fitosanitari, con importanti benefici sul rapporto fra agricoltura, cittadinanza ed ambiente.” Il servizio è a disposizione di tutti i contribuenti del Consorzio Trentino di Bonifica, operanti in un raggio di 4 chilometri attorno alla nuova struttura, corrispondenti a circa 1000 ettari di territorio: gli agricoltori potranno accedere all’impianto, 24 ore al giorno, tramite un badge per il lavaggio dei mezzi utilizzati negli interventi fitosanitari, usufruendo del servizio di pulizia “a circuito chiuso”. La struttura consiste in due stazioni di lavaggio, coperte e dotate di lance ad alta pressione, spazzole collegate ad un braccio rotante per la pulizia dei mezzi, un locale tecnico. Ciascuna piazzola è inoltre dotata di un punto di carico acqua, orientabile e flessibile, per la preparazione e miscelazione dei prodotti fitosanitari con la possibilità, in caso di sversamenti, di convogliarli al depuratore in assoluta sicurezza.La realizzazione del lavaggio per mezzi agricoli ha comportato una spesa complessiva di 555.900 euro coperti in parte (200.000 euro) da fondi del P.S.R. (Piano Sviluppo Rurale), gestiti attraverso il G.A.L. (Gruppo di Azione Locale), mentre il rimanente è stato interamente coperto dall’ente consorziale tramite fondi propri.L’Amministrazione Provinciale di Trento ha già esternato interesse per altri impianti di questo tipo, che rappresentano un’anticipazione delle misure e delle linee di indirizzo europee in tema di qualità dell’ambiente; a tal proposito è già stato confermato l’avvio di altri progetti sperimentali in accordo con le rappresentanze del mondo agricolo.

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Aumento dei prezzi agricoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2022

L’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli di base non può più essere ignorato e richiede un intervento straordinario del governo per tutelare un settore strategico, mobilitando tutte le risorse disponibili – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Le quotazioni di mais, grano, soia e riso hanno raggiunto il record degli ultimi dieci anni per via del conflitto in Ucraina e delle difficoltà legate ai raccolti, generando inflazione e carenza di alcune derrate essenziali. Se si vuole davvero salvaguardare l’agricoltura e la popolazione, il tempo degli indugi è finito.Circa l’11% delle aziende agricole italiane sono state costrette a cessare le loro attività, mentre il 30% lavora in perdita a causa dell’aumento dei costi – continua Tiso. La situazione è particolarmente critica per il riso, con ben 3mila ettari che quest’anno potrebbero non essere seminati. I capitoli di spesa delineati nell’ultima legge di bilancio vanno al più presto rivisti in ragione degli ultimi sviluppi della crisi internazionale, che hanno mutato completamente il contesto politico ed economico.Il cosiddetto business as usual non è un’opzione praticabile in questo momento. Nell’esecutivo non si intravede tuttavia la necessaria consapevolezza e le azioni a cui quest’ultima dovrebbe spingere. La tentazione più forte è quella di aprire i nostri mercati all’importazione di prodotti d’oltreoceano non in regola con le normative europee per trovare un sollievo immediato. In questo modo si abbasserebbero gli standard di qualità e si renderebbe il Paese ancora più dipendente dall’import. La soluzione va trovata andando nella direzione opposta: occorrono un piano di salvataggio delle imprese agricole in difficoltà e un programma di incentivi per promuovere produzioni sostenibili, economia circolare e autosufficienza alimentare.

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Aumenti prezzi agricoli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2022

L’aumento dei prezzi agricoli rischia di minare la ripresa del primo settore e di rendere inefficaci le nuove misure di sostegno previste dalla legge di Bilancio e dal Pnrr – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi dall’Onu disegnano un quadro che esige un intervento immediato a livello nazionale ed europeo: in un anno i prezzi agricoli sono cresciuti del 30% a causa della politica di accaparramento delle scorte alimentari messa in atto dalla Cina. Siamo di fronte a una crisi che è prima di tutto politica e richiede quindi una risposta del Governo e dell’Europa, sia sul fronte interno, calmierando i prezzi, sia su quello esterno, avviando un negoziato con la Cina.Un aumento dei prezzi di tali proporzioni ha messo in allerta anche il Parlamento europeo, spingendo l’eurodeputato Antonio Tajani a presentare un’interrogazione alla Commissione europea sull’aggressività delle politiche cinesi – continua Tiso. In assenza di un intervento deciso, le ripercussioni dei prezzi agricoli schizzati alle stelle sono destinati a farsi sentire dal campo alla tavola, con un ulteriore aggravio per i consumatori che già affrontano rincari in bolletta senza precedenti.Occorre andare oltre la retorica per rendere concreta la ripartenza. Quest’ultima non può avvenire in uno scenario in cui i prezzi di beni e servizi di primissima necessità come l’energia e gli alimenti continuano ad aumentare, costringendo le fasce meno abbienti a contrarre i consumi e i produttori a sopportare un nuovo peso in una congiuntura già incerta. L’azione dell’Europa è indispensabile, ma non basta. Chiediamo pertanto che anche il Governo e il Parlamento si attivino al più presto per rispondere a livello interno all’emergenza prezzi.

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Indennità una tantum per lavoratori agricoli e della pesca

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

“Come comunicato ufficialmente sul sito dell’Inps, braccianti agricoli e pescatori possono presentare domanda per l’indennità Covid-19, che abbiamo fortemente voluto fosse inserita all’interno del Decreto Sostegni Bis. Ringraziamo il ministro Stefano Patuanelli per aver ascoltato le nostre sollecitazioni, che hanno fatto eco alle istanze dei sindacati di categoria, prevedendo uno stanziamento di oltre 450 milioni di euro. Ora i lavoratori hanno tempo sino al 30 settembre prossimo per fare richiesta”. Lo dichiara la deputata Anna Bilotti, esponente M5S in commissione Agricoltura a seguito della pubblicazione sul sito dell’Inps delle procedure operative.“A tutti gli operai agricoli a tempo determinato che nel 2020 abbiano svolto almeno 50 giornate di lavoro – prosegue – sarà riconosciuto un bonus una tantum di 800 euro. Un aiuto esteso, come da noi fortemente richiesto, anche a favore dei pescatori autonomi, compresi i soci di cooperative, che esercitano professionalmente la pesca in acque marittime, interne e lagunari a cui spetterà una indennità una tantum pari a 950 euro”.“Braccianti agricoli e pescatori sono tra le categorie che hanno eroicamente continuato a lavorare durante il lockdown, nonostante i leciti timori di contrarre il Covid-19, e garantendo l’approvvigionamento di cibo di qualità sulle tavole di tutti gli italiani ma che, a causa delle chiusure imposte al canale Ho.re.ca, hanno comunque subito una flessione delle giornate lavorative. Era, dunque, importante dimostrare vicinanza e attenzione a dei lavoratori che operano in situazioni delicate e difficili, come dimostrano i tristi fatti di cronaca di questi giorni” conclude.

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270 miliardi di fondi agricoli europei agli amici?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

“I fondi agricoli europei contribuiscono alla frode e alla corruzione, minando lo Stato di diritto in cinque paesi della Ue: Ungheria, Bulgaria, Slovacchia, Romania e Repubblica Ceca”.Così la denuncia degli europarlamentari del gruppo Verdi nel rapporto “Dove finiscono i soldi europei?”. Da notare che i Paesi elencati sono quelli cosiddetti “sovranisti”, in frequente contestazione dell’Ue dalla quale, però, ricevono soldi per utilizzarli a fini clientelari e politici. Questi Paesi sono beneficiari netti, vale a dire che ricevono più soldi di quanto versano alla cassa comunitaria, a differenza di altri Paesi che sono contributori netti, Italia compresa. Insomma, anche il contribuente italiano contribuisce a mantenere le oligarchie sovraniste che contestano le regole comuni europee. Della serie: dateci i soldi, ci pensiamo noi come spenderli e non ci disturbate con le regole sullo Stato di diritto.Il problema dei fondi della Politica agricola comune (PAC) si ripropone in queste settimane, perché è in discussione il nuovo PAC per un valore di 270 miliardi.Il Parlamento europeo vorrebbe attivare un sistema informatico per controllare dove finiscono i fondi europei, ma alcuni Stati (si indovini chi) si oppongono.Considerato che i 270 miliardi sono soldi del contribuente europeo, anche italiano, è necessario che si controllino destinazione e utilizzo.In questo senso abbiamo sollecitato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, a insistere affinchè sia obbligatorio il sistema di controllo sulla destinazione e l’utilizzo dei fondi agricoli comunitari.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Calo redditi agricoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

Gli agricoltori non sono stati ripagati per i loro sforzi durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, mentre l’incremento dei consumi alimentari è andato a esclusivo beneficio della grande distribuzione, dimostrando ancora una volta il profondo squilibrio delle forze in campo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Gli ultimi dati Eurostat rivelano che il reddito agricolo nell’Unione è diminuito in media dell’1,5%, ma in Italia il calo è più che triplicato (4,9%). Tra i fattori determinanti, ci sono le difficoltà logistiche e di reclutamento di manodopera dovute alle restrizioni che hanno causato un calo complessivo della produzione e dell’occupazione nel settore primario.Il coronavirus ha evidenziato tutte le forze e le fragilità dell’agricoltura. Se da una parte il nostro settore ha dimostrato di saper resistere anche a una crisi del tutto inedita, dall’altra si conferma lo scarso peso negoziale dei produttori che restano l’anello debole della filiera agroalimentare – continua Tiso. La Pac è stata fondamentale per evitare che le ricadute fossero ancora peggiori, grazie alle misure di gestione dei mercati e ai trasferimenti diretti che permettono a molte imprese di proseguire le loro attività.Si aprono adesso due capitoli fondamentali: l’utilizzo dei fondi del Recovery Plan e la definizione della nuova Politica agricola comune, che dovrebbe entrare nella fase decisiva in queste settimane. Il settore primario non è chiamato solo a contribuire alla ripresa economica, ma anche a permettere agli agricoltori di far sentire la loro voce quando è il momento di negoziare i prezzi e di prendere decisioni a livello europeo e nazionale.

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Sanatoria dei lavoratori agricoli

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Maggio 2020

Seppur con le limitazioni previste, l’accordo sulla sanatoria dei lavoratori agricoli è una buona notizia per la difesa dei diritti e della legalità, oltre che per la nostra economia – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il compromesso raggiunto tra le forze di Governo è un passo indispensabile per far emergere lavoratori rimasti finora invisibili e privi di qualsiasi tutela. In questo modo è finalmente possibile procedere al loro impiego rispondendo alla carenza di manodopera nei campi e garantendo il rispetto della legge.Resta però aperta la questione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, che deve essere agevolata con ogni strumento disponibile per poter reclutare i lavoratori nel più breve tempo possibile – prosegue Tiso. La piattaforma telematica prevista dal Governo non esiste ancora. E’ urgente rendere operativo questo strumento o un altro equivalente per evitare che le aziende siano costrette a investire troppo tempo e risorse per riuscire a impiegare la manodopera regolarizzata.In generale il Decreto Rilancio sembra impostato su buone basi, anche se è necessario dare ulteriore impulso allo sviluppo delle esportazioni delle nostre produzioni sui mercati dove il made in Italy è sempre stato protagonista. Occorre inoltre stimolare la domanda interna, cercando di far ripartire le attività in modo sicuro ma rapido. La chiusura di alberghi, bar e ristoranti ha infatti provocato un netto calo della richiesta di prodotti alimentari. Per ottenere migliori risultati, la riapertura dovrebbe infine essere accompagnata da una strategia per promuovere il consumo di prodotti italiani.

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“Musumeci blocchi i prezzi dei prodotti agricoli e tuteli la salute dei siciliani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Palermo.”Il Governo Musumeci blocchi subito i prezzi dei prodotti agricoli, come ha fatto il Governo spagnolo, così tutelerà l’agricoltura e la salute dei siciliani”. L’appello è di Franco Calderone, responsabile in Sicilia del Movimento 24 Agosto per l’Equità territoriale, movimento fondato dal giornalista e scrittore meridionalista, Pino Aprile.
“Nei giorni scorsi il governo spagnolo ha varato questa misura per risollevare le sorti dei suoi agricoltori. In pratica, in Spagna, si potranno sempre importare prodotti che arrivano da ogni parte del mondo ma, – sottolinea Calderone- non potranno più essere rivenduti a prezzi inferiori al costo di produzione degli stessi prodotti agricoli spagnoli. Un provvedimento chiesto a gran voce dai sindacati degli agricoltori che adesso tirano un sospiro di sollievo”. “Per la Sicilia- dichiara il responsabile del Movimento per l’equità territoriale- sarebbe un toccasana, sia per gli agricoltori che non rimarrebbero più schiacciati dalla concorrenza dei prodotti esteri, sia per i cittadini siciliani che, dinnanzi ad una parità di prezzi, sceglierebbero di comprare prodotti locali, rinunciando a tutta quella merce che arriva da ogni dove e che rappresenta un rischio per la salute”.”Sappiamo, ad esempio, -osserva Calderone – che tanti siciliani acquistano frutta estiva africana perché molti agricoltori siciliani non hanno alcuna convenienza a coltivarla perché dovrebbero venderla sotto costo. Lo stesso vale per gli agrumi e per tutto quello di cui ci nutriamo. La Spagna ha detto basta e anche noi dobbiamo farlo per la nostra salute e per la nostra agricoltura “.
“Il Governo Musumeci ha l’occasione di dimostrare che, al di là delle chiacchiere, ha veramente a cuore l’agricoltura e la salute dei siciliani. Quello che è certo- chiosa Calderone- è che il Movimento 24 Agosto per l’equità territoriale metterà al centro della propria azione politica il rilancio delle aziende agricole che, tornando a produrre reddito, creeranno occupazione. Misure come il reddito di cittadinanza non avrebbero più motivo di esistere”.

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Dati sui prezzi dei terreni agricoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

L’andamento dei prezzi della terra mantiene il segno positivo per il secondo anno consecutivo, senza discostarsi da quanto emerso nella precedente indagine curata come sempre dalle sedi regionali del CREA, Politiche e Bioeconomia. In sostanza i valori fondiari a livello medio nazionale registrano un leggero aumento (+0,2%) con incrementi più robusti in Piemonte, Lombardia e Toscana, mentre le regioni centro-meridionali si posizionano su variazioni positive più contenute.Segno negativo solo per Umbria, Campania, Basilicata e soprattutto Veneto (-1%) dove continua il processo di assestamento dei valori medi regionali.Appaiono in controtendenza soltanto i prezzi per terreni adatti a colture di pregio – in primis la vite – dove il successo commerciale crea in molti casi un forte aumento della domanda con conseguente rialzo dei valori fondiari.Di fatto le contrattazioni per terreni adatti a vigneto o altre produzioni di pregio, in zone che hanno saputo avvantaggiarsi del crescente interesse dimostrato dai consumatori per i prodotti di qualità, dominano il mercato fondiario e rappresentano i casi, purtroppo abbastanza infrequenti, in cui la domanda supera l’offerta. Nel resto delle aree agricole esiste una potenziale offerta molto consistente che non si tramuta in vendita a causa del livello dei prezzi giudicato poco appetibile…

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Imu sui terreni agricoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2015

agricolturaCon l’approvazione definitiva del decreto – legge sull’IMU sui terreni agricoli, il Governo e la maggioranza arrecano oggi un durissimo colpo all’agricoltura italiana, valida per il Ministro Martina, soltanto quando si tratta di promuovere l’immagine del made in Italy nel mondo, ma che diventa invece utile da spremere quando si tratta di fare cassa per finanziare il bonus degli 80 euro ! Così in una nota Monica Faenzi, capogruppo di Forza Italia in Commissione Agricoltura della Camera, che oggi nel corso delle dichiarazioni per il voto finale del provvedimento, ha annunciato in Aula, la presentazione di una mozione finalizzata all’esonero totale dell’IMU per tutti i terreni ubicati in qualsiasi area e a qualsiasi titolo, che rappresenta una vera e propria patrimoniale per le imprese agricole. Questa assurda vicenda non finisce oggi, sostiene la deputata di Grosseto. Penalizzare il settore agricolo, gravandolo ancor di più con quest’ennesimo onere fiscale iniquo, vessatorio e incostituzionale, anziché recuperare le risorse nell’oceano degli sprechi esistenti nell’amministrazione pubblica, rappresenta una decisione sbagliata e dimostra come questa sinistra tassaiola o almeno una parte di essa, continua ad avere nel suo DNA le patrimoniali, colpendo questa volta gli agricoltori italiani ! Per questo, conclude la Faenzi, faremo di tutto affinché si possa eliminare in via permanente, quest’ennesimo tributo che rischia di determinane una fortissima decrescita per il comparto agricolo.
La conversione in legge del decreto sull’Imu agricola – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – rappresenta un’altra terribile figura per chi, soprattutto tra le istituzioni, ama praticare la facile arte della retorica sulla necessità di supportare il mondo agricolo, ma poi lo penalizza ulteriormente con provvedimenti di questo genere.
In Italia – continua Tiso – non si contano le risorse sprecate per la realizzazione di opere inutili e per riuscire ad accontentare gli appetiti di affaristi senza scrupoli, ma quando invece c’è da fare un atto concreto per supportare le categorie lavorative in difficoltà non viene dato nessun segno da parte del governo o dai ministeri di riferimento.
La vicenda legata all’Imu agricola – prosegue Tiso –, coincidente con le nuove vergogne emerse dalle inchieste della magistratura, rappresenta un ulteriore colpo a quella fascia produttiva della popolazione che vorrebbe semplicemente poter lavorare per garantirsi una vita dignitosa. Mentre nel frattempo c’è chi, mai sazio, continua a tessere sistemi di potere con i quali arricchirsi sempre di più senza passare per il merito. Almeno per una volta – conclude Tiso – vorremmo che la politica desse seguito alla propria retorica e che per questo attivasse una spending review su se stessa: riuscirebbe facilmente a risparmiare senza danni e a cancellare l’Imu agricola.
«Imu agricola: il Pd ammette senza pudore che saranno gli agricoltori a pagare le marchette elettorali di Renzi. Che vergogna».
Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dopo l’approvazione del dl sull’Imu agricola che come spiegato dai deputati Pd concorre alla copertura del bonus di 80 euro.

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Agricoltura in piazza contro l’Imu

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2012

Per richiamare l’attenzione del Governo, delle istituzioni e dell’intera società per una politica tesa a valorizzare il ruolo centrale dell’agricoltura, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura e Copagri scenderanno in piazza a Roma. L’appuntamento è fissato per martedì 13 marzo,dalle 9.30 alle 14, davanti alla Camera dei Deputati, in piazza Montecitorio. Molti gli agricoltori mobilitati dalla Cia del Fvg. Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli (l’imposta su stalle, serre, fienili, ricoveri attrezzi sarà dalle 5 alle 20 volte superiore rispetto all’Ici), ”caro-gasolio”, aumenti dei contributi previdenziali. Sono queste le grandi emergenze dell’agricoltura italiana che rischiano di mettere fuori mercato migliaia di imprese, oberate da costi divenuti sempre più insostenibili. Uno scenario difficile al quale fanno riscontro prezzi sui campi non remunerativi, un vero e proprio assalto all’agroalimentare “made in Italy”, la prospettiva di una riforma della Politica agricola comune il cui negoziato si preannuncia tutto in salita e con nuovi complessi problemi per gli agricoltori di casa nostra. Insieme a centinaia di imprenditori agricoli, saranno presenti alla manifestazione i presidenti della Cia nazionale, Giuseppe Politi; della Confagricoltura, Mario Guidi e della Copagri, Franco Verrascina. Obiettivo comune è quello di una revisione della manovra economica del Governo che sta penalizzando pesantemente il settore e di interventi e provvedimenti mirati alla riduzione dei gravosi costi e al rilancio di sviluppo e competitività delle aziende. Il tutto per creare le premesse per una nuova politica agraria nazionale.

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I problemi agricoli provinciali

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Udine. La crisi della cooperazione agricola provinciale, i problemi legati alle modalità di smaltimento dei rifiuti agricoli, i danni provocati alle colture dai selvatici, le criticità delle zone sic e zps. Di questi temi si è parlato recentemente nella sede della Provincia tra il presidente della Cia di Pordenone, Elio Battistin, il direttore, Davide Vignandel, e l’assessore all’agricoltura provinciale, Michele Boria, a cui è anche stato consegnato uno specifico documento politico. Un documento riassuntivo delle problematiche agricole provinciali, risultato da una serie di incontri che la Cia ha tenuto sul territorio parlando con un migliaio di imprenditori. Per far fronte alle gravissime difficoltà in cui sta versando la cooperazione provinciale, è emersa la necessità di fare gruppo, di superare i campanilismi storici che non consentono di affrontare il mercato internazionale in maniera unitaria. L’attuale gestione di raccolta dei rifiuti agricoli è obsoleto e non funzionale a un’agricoltura moderna e competitiva. C’è bisogno di un cambiamento verso un sistema più snello e più professionale prevedendo un servizio di raccolta degli imballaggi direttamente presso i punti vendita visto anche che, al momento dell’acquisto, le aziende versano il contributo Conai per lo smaltimento. Per limitare i danni della fauna selvatica (sempre più insostenibili), la Cia ha chiesto di intervenire controllando il più possibile il numero degli animali anche con piani ad hoc di caccia selettiva. Relativamente alle aree sic e zps, è stato auspicato da entrambe le parti che, nell’istituzione dei piani di gestione, ci sia un forte coinvolgimento delle aziende agricole interessate in modo che le stesse possano continuare a investire e ampliare l’attività senza eccessivi vincoli. È emerso anche il problema delle aree montane dove gli agricoltori lamentano un’emarginazione da parte delle istituzioni che li costringe ad abbandonare l’attività. Sarebbe utile avviare delle sinergie tra tutti i settori economici, anche perché l’agricoltura multifunzionale favorisce lo sviluppo del turismo, assai importante pure per la provincia di Pordenone. A conclusione dell’incontro, è stato consegnato all’assessore Boria anche il documento, stilato a livello nazionale, da Cia, Confagricoltura e Copagri con le proposte in merito alla nuova Pac dopo il 2013.

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Teloni agricoli esausti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Chi attraversando le Nostre campagne, specie quelle coltivate a vigneti e comunque adibite ai più svariati tipi di colture intensive si sarà chiesto: ma i teloni agricoli in PVC e PE dove andranno a finire una volta utilizzati? Poiché trattasi di teli composti da materie plastiche di non semplicissimo smaltimento e se si pensa che poi sugli stessi finiscono anticrittogamici, antiparassitari, composti solforosi, gli stessi sono considerati rifiuti speciali ed è previsto dalla legge un contributo ambientale all’acquisto ai fini della facilitazione dello smaltimento anche in termini di costi. Se tutti pagassero il contributo e smaltissero correttamente tali rifiuti speciali presso i centri di raccolta sparsi sul territorio, probabilmente non solo non vedremmo le Nostre campagne invase da ettari di polietilene gettato sulla nuda terra, ma vedremmo sensibilmente ridotti i rischi ambientali da inquinamento con conseguenti ricadute benefiche sulla Nostra salute. Ma come tante cose in Italia, anche nel settore pare ci sia una forte evasione e soprattutto una certa noncuranza nella corretta eliminazione, perché la raccolta non è di semplice realizzazione e non è strutturalmente organizzata mediante il recupero “porta a porta” o meglio “fondo a fondo”, tant’è che ci sono giunte alcune segnalazioni che i teloni, una volta esausti, vengano in parte rivenduti ed imbarcati su navi che li trasportano addirittura nella Repubblica Popolare Cinese ove verrebbero ridotti in polimeri e riutilizzati come plastica riciclata. Un nuovo businnes che starebbe assumendo proporzioni preoccupanti e che riteniamo debba essere fermato. Ma proprio da un progetto italo – cinese verrebbe la soluzione al problema: la sostituzione degli attuali teli con nuovi di materiale completamente biodegradabile e dei quali a fine vita utile il film si degraderebbe naturalmente nel terreno.  Secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale“Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, anche se in agricoltura si è assistito ad un graduale aumento della sensibilità per le tematiche ambientali, ma poiché sul territorio purtroppo sussistono ancora sacche di resistenza che al contrario dimostrano noncuranza, la proposta illustrata pare l’unica percorribile per evitare gli scempi ecologici che abbiamo segnalato poc’anzi.

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I rendimenti dei prodotti agricoli

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Sono stati estremamente diversificati – andando da un 18% di crescita in ETFS coffee ad una flessione del 40% in ETFS Sugar, riflettendo così l’ampia varietà di fattori che influenzano i mercati agricoli. Gli ETC del comparto agricolo hanno visto complessivamente gli afflussi più stabili dalla crisi del credito di fine 2008, con acquisti netti nella maggior parte dei trading settimanali da inizio 2009. Fonte: Bloomberg e gli emittenti più rilevanti del settore

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Contributi agricoli versati in eccesso

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2010

Mentre versa le rate all’Inps, l’Agea gli trattiene lo stesso importo. Del doppio pagamento si è accorta la Cia di Pordenone durante un controllo effettuato per conto di un agricoltore di San Quirino, inerente la rateizzazione per contributi versati per conto di dipendenti stagionali. In pratica, mentre l’imprenditore stava pagando le rate, l’Agea (Agenzia per i pagamenti in agricoltura), relativamente alle contribuzioni pubbliche previste per legge, gli tratteneva lo stesso importo. Il produttore, al ricevimento della “seconda” cartella di esazione, essendo impossibilitato a pagare, ha successivamente ricevuto un’ulteriore “sollecitazione” accompagnata dal blocco amministrativo del veicolo primario, mettendolo in una situazione di grandissimo disagio. Per sbloccare il veicolo, l’agricoltore ha dovuto provvedere, con grande difficoltà, al pagamento delle cartelle. A fronte di questo ennesimo caso di malaburocrazia, l’agricoltore ha richiesto all’Inps la restituzione del dovuto o quantomeno lo sgravio di altre cartelle di pagamento che erano in corso. Nella domanda, il produttore ha specificatamente richiesto il blocco dei pagamenti attualmente in atto, finché non venga sistemata la situazione attuale.

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