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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Posts Tagged ‘agricolo’

Urgenza di un supporto da parte di Banche e Istituzioni al sistema agricolo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Ai forti aumenti dei costi energetici e del trasporto e ai rincari dei mezzi tecnici (come fertilizzanti e antiparassitari) e delle materie prime si somma l’esposizione finanziaria dei commercianti (stoccatori e rivenditori di mezzi tecnici) rappresentati da Compag che, da sempre e ancor più nella situazione contingente, si trovano a sostenere gli anticipi di credito a vantaggio degli agricoltori. Un’attività creditizia comprensibile e sostenibile se vista in ottica di filiera, ma diventata insostenibile con l’attuale congiuntura dei mercati nazionali, europei e mondiali. Da qui l’appello di Compag a banche e istituzioni affinché supportino concretamente l’operato di attori di filiere agricole fondamentali per l’agroalimentare italiano. “Perché – continua Acciarri – è doveroso un distinguo tra filiere: la situazione attuale ha reso ancora più evidente che vi sono filiere vere, operose e attive, e altre che al contrario sono nate sotto la spinta di aiuti nazionali e che, di fronte a un mercato come quello attuale, vacillano e perdono il legame con la parte agricola che preferisce vendere il prodotto sul mercato.Compag, che rappresenta un settore con un fatturato stimato di circa 3,8 mld di euro e circa 4.000 imprese, ritiene necessario uno sforzo comune della politica e del sistema bancario per evitare che il mercato agricolo nazionale crolli sotto i colpi del caro prezzi e della carenza di materia prima, come già sostenuto lo scorso marzo in occasione del tavolo convocato dal Sottosegretario Centinaio per affrontare la situazione emergenziale relativa ai cereali. Già in quell’occasione la federazione aveva segnalato l’urgenza di lavorare sulla reperibilità dei fertilizzanti (fondamentali per le produzioni per il fabbisogno nazionale), vista anche la chiusura – causa forte aumento dei costi energetici – dello stabilimento del principale produttore italiano di urea a livello UE. Compag aveva proposto al Governo di intervenire in emergenza al fine di rimettere in produzione lo stabilimento italiano, oltre a prevedere dei contributi per rendere accessibile il prezzo dell’urea e a rivedere le limitazioni nell’utilizzo di alcuni fertilizzanti, come i liquami.Come emerso durante il convegno dei DurumDays, la siccità ha compromesso i raccolti delle campagne 2020/21 e 2022/23, per cui gli stock continueranno a restare ai minimi storici. Per questo motivo, a metà maggio 2022 i prezzi del grano duro si aggirano sui 540 €/t, con valori superiori di oltre l’80% rispetto a quelli registrati a maggio dello scorso anno. Le prospettive di riduzione dei prezzi per il grano duro, peraltro modeste, rimangono subordinate ai rischi di ulteriore deterioramento delle produzioni. Difficile, dunque, ipotizzare grandi ribassi dei prezzi, anche per il sostegno che arriva da condizioni sempre più critiche sul generale mercato dei cereali, dove i prezzi record del frumento tenero sono vicini a far da pavimento anche al mercato del frumento duro.www.compag.org

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Boom del mercato Agricolo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

Nonostante la crisi Covid-19, negli ultimi due anni l’Agricoltura 4.0 ha continuato il percorso di crescita ed evoluzione in Italia. Il mercato è esploso, passando dai 540 milioni di euro di fatturato del primo semestre del 2020 a 1,3 miliardi a fine 2020, fino ad arrivare a 1,6 miliardi nel 2021 (+23). Una crescita guidata dalla spesa per macchine e attrezzature agricole nativamente connesse, pari al 47% del mercato e in aumento del +17%, seguita da quella per sistemi di monitoraggio e controllo applicabili a mezzi e attrezzature agricole post-vendita (35%). In parallelo, è cresciuta la superficie coltivata con strumenti di Agricoltura 4.0 da parte delle aziende agricole, che nel 2021 ha toccato il 6% del totale, il doppio dell’anno precedente. Il 60% degli agricoltori italiani nel 2021 utilizza almeno una soluzione di Agricoltura 4.0, +4% rispetto al 2020, e oltre quattro su dieci ne utilizzano almeno due, in particolare software gestionali e sistemi di monitoraggio e controllo delle macchine. Si segnala anche la crescente attenzione ai sistemi di analisi dei dati e supporto delle decisioni, confermata dal 26% di aziende agricole che prevede investimenti in questo ambito dell’Agricoltura 4.0 per il prossimo futuro.La crescita del mercato è trainata dagli incentivi, in particolare dalle agevolazioni dei Programmi di Sviluppo Rurale e dal Piano transizione 4.0: tre quarti delle aziende agricole hanno impiegato almeno un incentivo di Agricoltura 4.0 e l’84% sostiene che abbiano avuto un impatto determinante sulle scelte di investimento, consentendo di anticiparli (per il 44% delle aziende), di investire in più soluzioni (20%) o in una soluzione più costosa (20%). Anche se non mancano le criticità, in particolare l’eccesso di burocrazia e incentivi non del tutto mirati alle esigenze delle aziende agricole. Sono questi alcuni risultati della ricerca realizzata dall’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia*, presentata oggi durante il convegno “Smart agrifood: raccogliamo i frutti dell’innovazione digitale!”.

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La nuova figura dell’imprenditore agricolo professionale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

“L’accertamento del possesso dei requisiti relativi alla qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale (IAP), effettuato dalle singole Regioni, esercita piena efficacia su tutto il territorio nazionale. È stato, infatti, approvato un emendamento del MoVimento 5 Stelle al decreto Semplificazioni e Governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nelle commissioni riunite Ambiente e Affari Costituzionali”. A renderlo noto è il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura e promotore della modifica normativa.“Superiamo così il principio – prosegue – che si andava affermando in sede giurisprudenziale in base a cui le certificazioni rilasciate dalle Regioni per il riconoscimento della qualifica di IAP esercitano i loro effetti solamente in ambito regionale, con conseguente disconoscimento di tale ‘status’ soggettivo degli imprenditori agricoli che operano in altre regioni. Orientamenti che minavano un principio di unitarietà del sistema normativo causando, di fatto, una frammentazione dell’ordinamento civile che però rientra nella competenza esclusiva statale”.“A fondamento della qualifica di IAP vi sono, infatti, principi di carattere generale che devono, dunque, ricevere applicazione uniforme e omogenea. Pertanto, con il nostro emendamento facciamo sì che l’accertamento regionale della qualifica, di cui al decreto n. 99 del 2004, abbia valenza sull’intero territorio nazionale e risolvendo definitivamente una incresciosa e paradossale situazione” conclude Gallinella.

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Trasformare il nostro sistema agricolo

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Le misure di sostegno inserite nel Decreto rilancio possono contribuire a rispondere ai bisogni più immediati del settore primario, ma nel medio e lungo periodo sono necessari interventi strutturali per trasformare il nostro sistema agricolo e renderlo finalmente sostenibile – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro.Rispondendo ieri in Senato a un’interrogazione, il sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate ha confermato lo stanziamento di 500 milioni di euro per il fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, l’aumento al 70% degli anticipi Pac e i 100 milioni di euro destinati al settore vitivinicolo in crisi. Sarà consentita inoltre maggiore flessibilità agli enti locali per la concessione di contributi alle imprese agricole. L’incremento delle risorse per la ripresa dell’agricoltura è un fatto senz’altro positivo, ma manca ancora una visione chiara della direzione da prendere per il futuro – continua Tiso.E’ bene ricordare che tra le aziende più colpite dall’emergenza ci sono quelle già convertite al biologico. Un recente sondaggio della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) su un campione di 400 produttori, ha rivelato che la crisi ha investito il 73% delle imprese bio e che per oltre due aziende su tre la possibilità di sopravvivere è di massimo tre mesi se mancherà un adeguato sostegno pubblico. In questo periodo abbiamo appreso quanto sia importante la filiera agroalimentare per tutela dell’ambiente e della salute. E’ giunto il momento di andare oltre gli indispensabili interventi di salvataggio e di elaborare politiche di lungo respiro che puntino sull’agroecologia come cardine della rinascita del settore primario.

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Per un nuovo modello di sviluppo agricolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

Il miglior cammino per l’Europa del futuro è quello che conduce a una sovranità alimentare in grado di valorizzare il commercio interno al Vecchio continente – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Nel medio e lungo termine è necessario che tutti gli Stati membri lavorino in questa direzione, che deve essere prioritaria anche rispetto al necessario sostegno alle esportazioni. In occasione della Giornata Mondiale per l’Ambiente, dedicata al declino della biodiversità, è bene inoltre ricordare che Il concetto di sovranità alimentare nasce proprio col fine di rimettere al centro la piccola e media agricoltura sostenibile che rispetta il pianeta, privilegia la qualità e minimizza gli sprechi. Se questo obiettivo era già parte della mission dell’Unione europea, lo è a maggior ragione adesso che la crisi sanitaria si è inevitabilmente trasformata in una crisi economica – continua Tiso. La fornitura di cibo e bevande è diventata ormai un fattore chiave per la ripresa e l’Europa non può dipendere dalle importazioni per garantirla. Le implicazioni di una vera sovranità alimentare sono molteplici. Tra queste ci sono il diritto a un cibo sano e alle risorse per produrlo – mantenendo se stessi e la società – e il diritto di decidere quale sistema alimentare adottare e su quali basi fondarlo. In questo periodo l’Unione europea è chiamata a compiere scelte decisive. Rispetto della biodiversità e sviluppo agricolo saranno obiettivi raggiungibili se in queste settimane raccoglieranno il consenso degli Stati membri per diventare principi guida della nuova politica agricola europea.

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Lavoro agricolo e capolarato

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

L’Unione Sindacale di Base ha partecipato oggi al Ministero del Lavoro alla riunione nazionale del Tavolo operativo sul caporalato e lo sfruttamento nella filiera agricola, durante la quale è stato licenziato il Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020 – 2022.USB ha ribadito l’importanza del Tavolo – la cui istituzione aveva richiesto subito dopo l’assassinio di Soumaila Sacko – e delle buone intenzioni sottostanti al Piano Triennale, ma ha messo in guardia tanto il governo quanto gli altri partecipanti: il piano ha un senso soltanto se mette mano concretamente alle condizioni disumane di sfruttamento e ghettizzazione dei braccianti. Bisogna cioè rimettere al centro dell’attenzione le condizioni nelle quali vivono e lavorano un milione di lavoratori della filiera agricola. Questo può avvenire soltanto attraverso una scelta politica chiara, in grado di affrontare situazioni che non possono essere risolte attraverso tecnicismi.Per far questo, secondo il Coordinamento lavoro agricolo USB, occorrono presupposti irrinunciabili quali:
– Presenza al Tavolo sul caporalato della Grande Distribuzione Organizzata, finora assente, che attraverso le sue scelte continua a schiacciare contadini e braccianti.
– Condizionare l’accesso ai contributi Pac (Politica Agricola Comune) al rispetto dei diritti sindacali, salariali, previdenziali, abitativi e di sicurezza del lavoro. Non è possibile che in Italia, paese che dalla Pac ha avuto nel periodo 2014-2020 ben 408,37 miliardi di euro, la filiera agricola si regga sulle spalle di lavoratori che non riescono a soddisfare i propri bisogni vitali.
– Emersione degli invisibili grazie al rilascio dei permessi di soggiorno, da estendere anche ad altri settori lavorativi. Tema condiviso da più interventi al tavolo.
– Soluzione della questione di genere: le lavoratrici della filiera agricola sono spesso colpite da una doppia discriminazione, in quanto donne e in quanto migranti.
– Una chiara definizione della collaborazione tra Il Tavolo operativo e la Rete del Lavoro agricolo di qualità, al quale andrebbe estesa a livello nazionale e territoriale con la partecipazione e l’inclusione di tutte le organizzazioni.
L’Unione Sindacale di Base continuerà per parte sua il controllo e il monitoraggio delle aree agricole italiane, allo scopo di verificare se esiste la volontà politica di combattere sfruttamento e caporalato e come essa viene tradotta nella pratica.

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Sviluppo agricolo e lotta alla fame

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

Roma. Il 26 novembre 2015 si svolgerà nella sede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dell’Università Europea di Roma il convegno internazionale “Sviluppo agricolo e lotta alla fame. L´appello dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco”. L’incontro è promosso dalla Missione permanente della Santa Sede presso FAO, IFAD e PAM insieme all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e all’Università Europea di Roma e con la collaborazione della Cattedra UNESCO di Bioetica e Diritti Umani. L’obiettivo è quello di far conoscere ed approfondire il pensiero della recente Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco e il suo appello a una conversione ecologica integrale per una cura premurosa dell´ambiente naturale e sociale in cui noi viviamo.“Sono veramente felice di questa iniziativa – ha spiegato Padre Jesus Villagrasa LC, Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum – per due motivi: primo, perché il convegno nella prima parte della giornata tocca la principale preoccupazione che mi sembra fosse a cuore al Papa quando ha scritto l’Enciclica. Lui stesso, nella recente intervista a ‘Paris Match’, ha dichiarato di aver iniziato l’Enciclica Laudato si’ con le parole del Cantico delle creature, perché ha cercato di mostrare quali legami profondi esistano tra l’impegno per sradicare la povertà e la cura del creato. Secondo, perché nella sessione pomeridiana ci saranno docenti dell’Ateneo ad approfondire la ricchezza dottrinale dell’Enciclica”.Il Rettore dell’Università Europea di Roma, Padre Luca Gallizia LC, ha dichiarato: “Il tema del convegno è di particolare importanza per il momento culturale che stiamo vivendo e anche per la missione di una università. Papa Francesco ha approfondito, nella lettera Enciclica Laudato si’, il paradigma tecnocratico che domina la nostra cultura post-moderna. Pur riconoscendo il valore della ricerca scientifica e i benefici che le scoperte tecniche, specialmente negli ultimi due secoli, hanno apportato alla soluzione di numerosi e nodali problemi dell’umanità, il Santo Padre sottolinea il rischio che questo enorme potere si rivolti contro l’uomo, se non è accompagnato da uno sviluppo dell’essere umano per quanto riguarda la responsabilità, i valori e la coscienza”.Ciò che accade nella nostra “casa comune” é quanto mai allarmante. Ci troviamo di fronte a una crisi ambientale senza precedenti. Il grido delle persone che soffrono la fame nel mondo é oggi, più che mai, un imperativo etico e politico. E’ importante che la nuova generazione trovi la sua vocazione in una vera e propria cittadinanza ecologica. Allo stesso tempo va auspicata una cooperazione internazionale più efficace per venire incontro alle persone più povere e in grave difficoltà.La Laudato si’è un documento che si integra nel fecondo fiume del patrimonio della dottrina sociale della Chiesa. Ciò nonostante sono molte le sfide scientifiche, tecnologiche, filosofiche, teologiche e sociali che conviene ancora affrontare, nell’ottica di un umanesimo integrale e solidale, affinché i cattolici, ma non solo, possano portare avanti una pastorale sociale più incisiva, aperta a tutti e con la partecipazione di tutti. Un lavoro di ponte e fermento nella società che dobbiamo assumere per offrire un contributo responsabile ed efficace. Impegno che nasce da una mente e un cuore solidale, incentrato nella via eccellente dell’amore e della carità verso l’altro, particolarmente nei confronti dei più vulnerabili della nostra società. La Missione permanente della Santa Sede presso la FAO, IFAD e PAM é impegnata nel dialogo creativo e propositivo nella comunità internazionale. Una prova è, appunto, il suo apporto nell’organizzazione di questo convegno universitario che intende offrire informazione e ispirazione alle persone di buona volontà che lavorano per il bene comune. A questo riguardo è importante non dimenticare che la cura della casa comune é un compito di tutti. L’ambiente é patrimonio dell’intera umanità. Per lottare contro la fame, il primo che deve essere sconfitto é l’egoismo, l’individualismo atroce che ci chiude in noi stessi, che genera ermetismo e ci allontana dagli altri, che frantuma la fraternità e la trasforma in rivalità.Sulla tematica dell’incontro, il Prof. Alberto García, direttore della Cattedra UNESCO di Bioetica e Diritti Umani, ha affermato: “Il nostro mondo globalizzato ha bisogno di uomini e donne con competenza e virtù atti ad assumere l´impegno della cura del nostro focolare comune; persone creative capaci di trovare le convergenze nelle idee, dei talenti e delle risorse che puntano al bene comune. Con dedizione, ottimismo e mutuo rispetto per l’altro. Ora è il tempo della trascendenza: uscire da noi stessi, cercare l’Altro e gli Altri. Oggi è il tempo di assumere un impegno solidale in favore degli altri, non di nostalgie e sterili lamentele”.

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Dati Istat: Reddito agricolo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2015

agricolturaI dati Istat evidenziano un’eccessivo calo dei vegetali e della frutta fresca, che se da una parte sono dovuti a fattori stagionali, dall’altra evidenziano – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – gravi difficoltà per gli operatori del primario.Gli eccessivi costi di produzione, uniti all’aumento del carico fiscale – continua Tiso – portano molti agricoltori a non raccogliere i frutti della terra poiché economicamente sconveniente rispetto al reddito che ne deriverà e non sono in grado di superare la difficile congiuntura economica anche per le ingenti difficoltà di accesso al credito. Quello di cui ha bisogno il comparto agroalimentare – conclude Tiso – non è legato a nessuna forma di assistenzialismo, ma alla possibilità di investire sul proprio lavoro, ed è proprio qui che devono intervenire le istituzioni per alleggerire l’enorme peso della burocrazia e per favorire gli investimenti nel settore.

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Newsletter dall’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2013

E’ consultabile on line (www.inea.it) il mensile Newsletter dall’Europa – INEA Bruxelles a cura dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria. Il settimo numero riporta informazioni sulle priorità della Presidenza Lituana nel settore agricolo, sull’accordo tra le tre principali istituzioni europee sulla riforma della Pac 2014/2020 e sul futuro del settore orticolo in Europa. Altre notizieriguardano le due conferenze svoltesi nel mese di luglio: Le politiche della terra e la scarsità alimentare. Una sfida per l’Unione Europea e Meeting of the Minds on Nutrition Impact of Food Systems. Altre informazioni relative al settore agricolo sono state concentrate nei Briefs del mese. La sezione Eventi avvisa gli interessati dello svolgimento di una serie di conferenze sul tema della quote latte, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile che si svolgeranno nel mese di Settembre 2013

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Finanziaria per il comparto agricolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Udine. All’incontro del Tavolo Verde, l’assessore regionale alle risorse agricole, Claudio Violino, ha annunciato i tagli al settore che saranno proposti con la nuova finanziaria. <<Non entriamo nel merito dei tagli (circa 15 milioni di euro) – dichiara Ennio Benedetti, presidente regionale della Cia -, ma così come è stato proposto si tratta un bilancio inaccettabile che mette a repentaglio parecchie attività fondamentali al servizio dell’agricoltura. In bilancio sono previsti dei forti tagli alla spesa corrente relativa alle attività agricole – prosegue Benedetti -, ma nulla si prevede sulla razionalizzazione della struttura regionale che è palesemente sproporzionata rispetto al numero delle imprese operative sul territorio e alla sostenibilità stessa del settore. Facciamo appello – conclude il presidente della Cia del Fvg – affinché il presidente Tondo e tutta la Giunta regionale nel suo insieme, capiscano l’importanza che riveste il settore agricolo comprendendo pure che, in questo momento di gravissima crisi, esso non ha a disposizione nessun tipo di ammortizzatore sociale>>.

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