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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘agricoltura biologica’

Agricoltura biologica: dal CREA nuove tecniche con il progetto SOILVEG

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2018

Conservare la fertilità del suolo e la biodiversità, favorire il risparmio energetico, ridurre le emissioni di CO2: ecco le più importanti sfide di un’agricoltura biologica che sempre più guarda alla sostenibilità ambientale. E proprio questi sono gli obiettivi di Soilveg, il progetto europeo triennale, coordinato dal CREA Agricoltura e Ambiente, i cui risultati finali vengono presentati oggi a Roma, presso la sede della Società Geografica Italiana.I ricercatori, dei diversi Paesi europei partner (Slovenia, Danimarca, Spagna, Estonia, Belgio, Francia e Lettonia, mentre per l’Italia c’è anche l’università di Bologna) si sono concentrati sulla non lavorazione – insieme di tecniche per seminare o trapiantare una coltura senza o quasi lavorare il terreno, che comporta vantaggi ambientali a fronte di rese inferiori – e sull’introduzione di colture di servizio agro-ecologico – cioè finalizzate non al reddito, ma ai servizi ecosistemici (es. impollinazione, controllo erosione, riduzione del dilavamento degli elementi nutritivi, riduzione dell’uso dei fertilizzanti azotati, se leguminose). La non lavorazione del suolo è abbinata all’uso del rullo pacciamante: si tratta di un rullo sagomato, utilizzato per allettare le colture di servizio agroecologico, invece di interrarle con una lavorazione (sovescio, che è la pratica ad oggi più diffusa), e permettere quindi la semina o il trapianto della successiva coltura da reddito. Ed è con questa modalità che sono stati coltivati in biologico: cavolfiore, peperone, pomodoro, zucca, utilizzando come colture di servizio agroecologico: favino, veccia, orzo, grano saraceno, secale.“L’identificazione delle specie di servizio agro ecologico più adatte e le proporzioni delle diverse specie e famiglie negli eventuali miscugli di semina sono aspetti cruciali da considerare per ottimizzare localmente questa tecnica – spiega il coordinatore del progetto Stefano Canali, ricercatore CREA – Inoltre, il cantiere di lavoro utilizzato deve essere adeguato ed adattato alle condizioni specifiche del suolo”.I risultati di Soilveg evidenziano come la tecnica della non lavorazione abbia un impatto positivo sui parametri microbici, indicatore importante della qualità del suolo. In generale, la densità delle infestanti è stata notevolmente inferiore nelle varianti non lavorate rispetto a quelle lavorate. E si è potuto riscontrare che le comunità vegetali delle parcelle lavorate, laddove la coltura di servizio agroecologico è stata sovesciata, sono state caratterizzate da piante infestanti annuali più competitive, con maggiore superficie fogliare specifica, maggiore altezza e con più lungo periodo di fioritura. La non lavorazione ha avuto risvolti positivi anche per la biodiversità delle comunità di artropodi predatori del suolo: infatti, la densità dei coleotteri del suolo (Carabidae), di altri insetti predatori (es. Staphylinidae), e in alcuni paesi anche di ragni, è risultata maggiore rispetto alle parcelle test lavorate. Inoltre, il consumo energetico è stato ridotto in media del 20% per unità di superficie nelle parcelle non lavorate rispetto alle varianti lavorate con il sovescio, mentre nella non lavorazione risultano minori anche le emissioni di gas serra.Le attività del progetto hanno consentito di identificare le principali criticità della tecnica di non lavorazione basata sull’utilizzo del rullo pacciamante. I ricercatori sono stati impegnati nell’adattare questa tecnica alle necessità locali, migliorando sia l’aspetto tecnico che quello ambientale e, allo stesso tempo, riducendo il suo impatto negativo su qualità e quantità della produzione.

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La settimana “Bio” in Puglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Dal 1.o al 9 marzo Unioncamere Puglia e il Consorzio Bridg€conomies, partner della rete Enterprise Europe Network, in collaborazione con CIBI – Consorzio Italiano per il Biologico – e con la Camera di Commercio di Bari, organizza e promuove “La settimana bio in Puglia: l’agricoltura biologica tra nuovi adempimenti normativi e opportunità di mercato”, un ciclo di seminari di approfondimento rivolti ai produttori pugliesi, sugli obblighi e opportunità derivanti dal nuovo regolamento CE 834/07 e 889/08, sulle nuove regole di certificazione ed etichettatura, sull’applicazione del PSR 2007/2012, sulla filiera corta e sul mercato biologico nazionale e estero.
L’agenda dei seminari informativi:
• 1 marzo 2010, ore 15:30 – Cciaa Bari Sala Verde – C.so Cavour 2
• 2 marzo ore 15:30 – Aula Magna Istituto Tecnico E. Pantanelli- Ostuni (BR).
• 3 marzo ore 15:30 Foggia, Sala Azzurra, CCIAA di Foggia
• 5 marzo ore 15:30  –Minervino Murge-  San Michele Vitivinicola – Coop. Agricola Strada Provinciale 230 Km 12+300 Minervino Murge (Ba)
• 8 marzo ore 15:30  –Cittadella delle imprese , Sala Resta, 74100 Taranto
• 9 marzo ore 15:30 – Sala Conferenze CCIAA Lecce -Viale Gallipoli, 39
L’agricoltura biologica ha raggiunto in Puglia un elevato livello di diffusione con oltre 130mila  ettari di superficie agricola utilizzata e più di 5mila operatori agricoli e agroalimentari impegnati a competere sui mercati internazionali con prodotti affidabili e di grande qualità. Oltre il 50% di tutti gli operatori pugliesi assoggettati al sistema di controllo hanno richiesto negli anni scorsi la Certificazione di Conformità cioè il documento necessario per poter immettere sul mercato biologico prodotti agroalimentari e mangimi; dalla buona pratica agricola biologica assunta unicamente per accedere ai giustificati premi agroambientali, si è passati quindi ad affrontare le difficoltà di mercato sempre più in crescita e caratterizzato da buone performances anche sul piano locale. L’adozione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche e la diffusione di sistemi di vendita diretta locale (tramite GAS o punti vendita aziendali) sta aprendo nuove opportunità di mercato a livello locale andando così ad integrare la già sviluppata vocazione all’export dei prodotti agroalimentari pugliesi ed in particolare dei prodotti tipici e cioè pasta di grano duro, olio extravergine di oliva e ortofrutta da consumo fresco.

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Alimentazione biologica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Roma In occasione della presentazione della Manifestazione “Biodomenica 2009”, promossa dall’Aiab, Associazione italiana agricoltura biologica, in collaborazione con Coldiretti e Legambiente, l’assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma, ha coinvolto gli alunni della scuola elementare e dell’Infanzia “Principe di Piemonte” in una prima lezione-laboratorio interamente dedicata all’alimentazione biologica. “L’Iniziativa ben si coniuga con le azioni adottate dall’Assessorato per quanto riguarda l’alimentazione nelle mense scolastiche romane, dove ben il 70 per cento dei prodotti sono biologici – spiega l’assessore Laura Marsilio –  la maggior parte di questi prodotti provengono da 400 aziende biologiche nazionali, di cui 80 del Lazio; così come  il 26 per cento di prodotti DOP e IGP  sono tipici del Lazio e di produzioni locali a filiera corta”. Il Comune di Roma  offre quotidianamente il servizio di ristorazione scolastica a circa 150 mila bambini e ragazzi delle scuole dell’infanzia, comunali e statali, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado. Di questi 150 mila pasti giornalieri, circa 10 mila sono diete speciali (7 mila per patologia, e 3 mila per motivi religiosi e/o etnici).  Il servizio viene erogato in 740 scuole dotate di cucina, mentre solo l’ 8 per cento dei refettori riceve i pasti trasportati. Le mense scolastiche del Comune di Roma creano quindi un importante indotto per l’economia agro-alimentare  laziale e nazionale. Tra i prodotti biologici obbligatori distribuiti: frutta, verdura, legumi, cereali, pane, prodotti da forno, pasta, riso, pasta all’uovo, gnocchi di patate, pomodori, uova, olio extravergine di oliva, succhi di frutta e cioccolato al latte e/o fondente.  È  stata inoltre prevista la possibilità di offrire, da parte delle Imprese, ulteriori prodotti biologici (mozzarella, parmigiano, burro e altri formaggi) e prodotti a filiera dedicata bio per orto frutta, pane e  olio.  La preparazione dei pasti avviene nella cucina della scuola rispettando il menù, le quantità in grammi e le modalità di preparazione e cottura, fissate dal Comune di Roma. Le pochissime scuole che non sono dotate di cucina interna, ricevono invece i pasti preparati, con identiche modalità, nella scuola più vicina e trasportati in contenitori termici.

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VIII Edizione “Vieni in Provincia 2009”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Roma, 30 Aprile/3 Maggio 2009 Galoppatoio di Villa Borghese  Se il Made in Italy è nato e si è affermato sui mercati internazionali come espressione del settore manifatturiero, oggi il biologico offre l’opportunità di estendere il prestigioso marchio di riconoscimento anche ai prodotti della terra, offrendo nuove opportunità di crescita e di sviluppo economico e culturale alle Province italiane, storicamente legate al settore agricolo. Etica dell’alimentazione, salvaguardia della biodiversità e agricoltura biologica saranno oggetto d’incontro e d’approfondimento nell’VIII Edizione di “Vieni in Provincia 2009”, rassegna espositiva dedicata al mondo della Provincia italiana che si terrà a Roma dal 30 Aprile al 3 Maggio, nello splendido scenario del Galoppatoio di Villa Borghese. Sull’onda dell’attualità che queste tematiche hanno acquisito negli ultimi mesi, con la signora Michelle Obama impegnata in prima persona nella promozione di un’alimentazione più sana, le Province italiane dimostrano di essere all’avanguardia nel settore, presentando progetti ed iniziative finalizzati a rilanciare un modello di agricoltura di qualità.  Emblematico è, da questo punto di vista, il caso di Giovanni Bernabei, agricoltore del Frusinate diventato famoso a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti, che oggi riforniscono le cucine dell’American Academy di Roma e sembra abbiano ispirato anche la “rivoluzione alimentare” della Casa Bianca. L’ingresso degli operatori agricoli italiani nei mercati globalizzati è il segnale della grande attenzione che l’opinione pubblica riserva oggi al “viver sano”, preferendo prodotti stagionali, non trattati e di origine controllata.  Di particolare interesse è l’iniziativa della Provincia di Ascoli Piceno. Nelle vesti di “Provincia biologicamente corretta”, Ascoli Piceno sarà presente con il suo Sportello della Filieracorta, per valorizzare la nuova “Rete del Biologico Piceno”. Questa “Rete” ha creato un filo diretto tra produttore e consumatore: da una parte, i cittadini hanno nuove opportunità di acquistare alimenti biologici direttamente dai produttori a prezzi decisamente competitivi e di ricevere informazioni su come formare gruppi d’acquisto; dall’altra, ai produttori biologici della Provincia sono offerte nuove interessanti opportunità di commercializzazione.

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