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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘agriturismi’

Dal 26 aprile riaprono 24 mila agriturismi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Si riaprono finalmente le porte degli agriturismi italiani. Dopo mesi di fermo totale e perdite per oltre 1,2 miliardi di euro dall’inizio della pandemia, da lunedì 26 aprile, con il ritorno delle zone gialle, si potrà tornare a tavola all’aperto nelle aziende ricettive agricole. Ma le limitazioni sugli orari serali potrebbero pregiudicare la piena ripartenza del settore. Questa è la preoccupazione espressa da Cia-Agricoltori Italiani.Le riaperture decise dal governo con il nuovo Decreto Covid rappresentano l’inizio della ripresa per i 24 mila agriturismi italiani e i 100 mila addetti del settore, dopo lo stop forzato di tutte le attività. Purtroppo, le scelte sull’orario serale penalizzano fortemente le strutture agrituristiche, visto che la distanza dalle aree urbane e metropolitane rende quasi impossibile la cena e il ritorno a casa entro le ore 22. Ecco perché, se la curva dei contagi proseguirà la sua discesa, anche grazie al buon andamento della campagna vaccinale, Cia-Agricoltori Italiani chiede alle istituzioni di prevedere già a metà maggio un allungamento degli orari di apertura serali. “La situazione in cui versano gli agriturismi in Italia è drammaticamente nota. È uno dei comparti più colpiti dagli effetti del Covid -ricorda il presidente nazionale Dino Scanavino- nonostante si tratti di strutture in campagna, spesso in località isolate, con ampi spazi all’aperto per la ristorazione, in cui si può garantire facilmente il distanziamento adeguato tra clienti. Per questo, ora il settore deve poter ricominciare a lavorare appieno, in vista dell’estate e di un rilancio del turismo, anche rurale. Gli agriturismi devono poter tornare ad appropriarsi del proprio ruolo, quello di leva economica e sociale per la ripartenza delle aree interne del Paese”.

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Agriturismi pronti per pranzi e cene a domicilio nel weekend

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Permettere alle famiglie italiane di assaporare prodotti locali e piatti tipici anche in un momento di emergenza come questo. Dopo aver promosso in tutt’Italia le consegne a domicilio di latte, carne, frutta e verdura, le aziende agricole di Cia-Agricoltori Italiani sono pronte a rilanciare per il fine settimana, l’iniziativa che invita a raggiungere gli agriturismi per un pranzo in sicurezza e all’aria aperta o a farsi consegnare direttamente a casa e anche per la cena, i piatti regionali preparati dagli Agrichef degli agriturismi associati. Tutto questo, per non rinunciare nei giorni di svago, ai sapori contadini delle ricette tradizionali, elaborati secondo stagionalità e legati al territorio.Nel pieno rispetto delle regole dettate dai decreti governativi, i cittadini che, dunque, preferiranno rimanere a casa oppure organizzare una cena con i piatti locali, potranno così ordinare dal loro agriturismo di riferimento, il menù della festa, il piatto di stagione, la specialità contadina, preparata dalle sapienti mani degli Agrichef di Cia, ovvero cuochi e cuoche di comprovata abilità ed esperienza che esercitano il loro mestiere all’interno della cucina delle strutture agrituristiche, impegnandosi a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali o di prossimità. “Un modo per non perdere il rito, importantissimo, del pranzo della domenica, anche ora che la routine quotidiana è sconvolta -spiega il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- e anche per rafforzare ancora il legame tra cittadini e agricoltori, per avvicinare sempre di più la campagna, l’azienda di prossimità alla vita in casa. Solo insieme possiamo superare quest’emergenza”. Tutte le iniziative che Cia-Agricoltori Italiani sta portando avanti dall’inizio della pandemia da Covid e in particolare con il lockdown per arginarne la diffusione, trovano spazio sul portale dedicato “I Prodotti dal campo alla Tavola” (https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it) con i riferimenti e i link utili per aderire e acquistare.

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Scuola: Agia-Cia, agriturismi e fattorie didattiche offrono spazi alternativi alle aule

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

A poco più di un mese dal ritorno degli studenti in classe, Cia-Agricoltori Italiani e i suoi giovani imprenditori riuniti nell’Agia, raccolgono l’appello dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci), che lamenta la mancanza di 20mila aule su tutto il territorio nazionale. Agia-Cia è, dunque, disponibile a candidare gli agriturismi e le fattorie didattiche dei propri associati a spazi alternativi alle aule scolastiche, garantendo il distanziamento sociale necessario all’attività didattica e rispettando tutti i requisiti di capienza, sicurezza e igiene.In Italia ci sono circa 24mila aziende agrituristiche, strutture già pronte a rispondere, per loro stessa natura, alle esigenze dei tanti Comuni italiani alla ricerca di luoghi ad hoc per le lezioni del nuovo anno. I locali degli agriturismi sarebbero immediatamente pronti al supporto del mondo dei giovani e della scuola, con il quale hanno già instaurato una partnership feconda, organizzando in sicurezza attività ricreative e educative per bambini nelle fattorie didattiche durante i periodi estivi. Le aziende agrituristiche potrebbero, così, svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere i Comuni italiani in difficoltà e, allo stesso tempo, ricavarne una fonte di reddito, andando a compensare le perdite di una stagione irrimediabilmente compromessa dal Covid-19, che ha colpito in modo drammatico tutto il settore del turismo rurale e enogastronomico.

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Agriturismi e bonus braccianti sono buone notizie

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2020

“Due buone notizie per il mondo agricolo italiano. La prima viene direttamente da Palazzo Chigi dove, grazie alla pubblicazione di una FAQ sul sito governo.it, si scioglie finalmente il nodo riguardante le attività turistico-alberghiere, includendo gli agriturismi. La seconda riguarda i braccianti agricoli che, grazie all’interessamento della ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, potranno contare su un bonus anche per aprile, così come già accaduto lo scorso marzo”. A dichiararlo è Giuseppe L’Abbate, Sottosegretario alle Politiche Agricole.Sul sito del Governo, infatti, si legge che le strutture turistico-ricettive di varia tipologia come gli alberghi, i bed and breakfast, affittacamere, casavacanze e le altre strutture extralberghiere potranno proseguire la propria attività, ma esclusivamente per le persone autorizzate agli spostamenti previsti dalle normative vigenti, e dunque non solo per quelli necessari per rientrare il prima possibile nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio ma anche per lo svolgimento delle attività produttive e industriali, appena riavviate con il recente Dpcm 26 aprile 2020 .“Abbiamo anche risolto l’altra importante questione che era stata posta per cui non ricade sulla struttura ricettiva l’onere di verificare la sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche – prosegue Giuseppe L’Abbate – Ringrazio, poi, la ministra Nunzia Catalfo per aver accolto le richieste dei sindacati agricoli, Uila in testa, compiendo uno sforzo incredibile per trovare le risorse necessarie per garantire il bonus anche per questa categoria di lavoratori tra le più precarie e fragili del paese. Mi auguro – conclude il Sottosegretario L’Abbate – che venga riconfermato dal Consiglio dei Ministri e non si dia ulteriore adito a voci che hanno parlato di una loro volontaria esclusione”.

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Agriturismi vegani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

In occasione del World Vegan Day del 1 novembre, la giornata in cui in tutto il mondo si celebra e si promuove uno stile di vita cruelty free, Agriturismo.it ha analizzato il comparto degli agriturismi votati alla filosofia vegana. Complice la maggiore consapevolezza dei viaggiatori che scelgono sempre più spesso soggiorni ecosostenibili ma anche cruelty free, la richiesta da parte degli utenti di agriturismi con ristorazione vegetariana e vegana è aumentata del 15% in un solo anno.
Come spesso accade, a una domanda in crescita è corrisposta un’offerta in aumento, sinonimo di una risposta positiva del settore che si sta velocemente adeguando alle richieste del mercato. Anno su anno l’offerta di agriturismi con menu vegetariani e vegani è aumentata infatti del 10%.E guardando alle regioni che stanno recependo più in fretta questo cambiamento si scopre che Umbria, Sicilia e Toscana, nell’ordine, sono quelle che offrono più strutture con opzioni cruelty free, catalizzando insieme il 32% dell’offerta totale presente sul portale. Seguono Lazio, Puglia ed Emilia Romagna.

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Agriturismi d’autunno: +21% la domanda

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

agriturismoOliage, tartufi, fresche passeggiate nell’arte ma anche… mare: questo è l’autunno in Italia e sempre più turisti scelgono il mese di ottobre per una fuga dalla città, per concedersi una pausa in uno dei tanti agriturismi del nostro Paese. Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it) e Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), i due portali confluiti in un unico grande polo italiano del turismo extra-alberghiero, per l’autunno 2016 hanno evidenziato un aumento del 21% di richieste di disponibilità rispetto ad ottobre 2015. Considerando le 20 province più gettonate, le regioni che dominano la classifica sono Toscana, Sicilia e Piemonte.
La Toscana vanta la presenza di ben sei delle sue province. La prima, anche a livello nazionale, è Siena, conosciuta in tutto il mondo per i suoi paesaggi e il suo mix di natura e storia: tra i comuni con il più alto affollamento di turisti d’autunno troviamo Pienza, San Gimignano, Montepulciano e Siena. Molto richieste sono le province di Firenze (Pontassieve e Barberino di Mugello i centri al top), Pisa (con Pomarance e Volterra), Grosseto (Manciano) e Lucca. Quest’ultima in particolare sembra prediletta dagli italiani, considerando che l’80,88% delle richieste arriva da connazionali. Scorrendo ancora la classifica compare un’altra meta da agriturismo, Arezzo.
Raccolgono molto interesse anche due località piemontesi: Cuneo è seconda nella graduatoria nazionale, grazie soprattutto alla stagionalità del tartufo bianco d’Alba (Alba, Monforte d’Alba, La Morra e Treiso sono i comuni più amati); sesta in classifica è Asti, grazie agli agriturismi nella campagna del Monferrato che offrono un’imperdibile occasione di ammirare il foliage.
Al terzo posto arriva la provincia di Perugia dove, grazie a una posizione centrale e facilmente raggiungibile da molte regioni, l’86% delle richieste arrivate giunge da italiani: i comuni che hanno ricevuto il maggior interesse sono stati Assisi, Gubbio e la stessa Perugia. Non manca la voglia di montagna: per questo ottobre sono protagoniste le due province del Trentino Alto Adige. Anche la Lombardia conta due aree nella classifica degli agriturismi in autunno, Mantova e Brescia.
Per ricaricare le batterie dopo il rientro estivo e arrivare sereni alle vacanze di Natale, i soggiorni che si prenotano in questa stagione sono relativamente lunghi e la media della permanenza è di 3,9 giorni. In generale, mentre per i turisti italiani l’inizio dell’autunno è il momento per un weekend fuori porta (2,3 giorni in media) chi arriva dall’estero soggiorna più a lungo (4,4 giorni, che diventano 5,3 se prendiamo in considerazione i turisti di lingua tedesca).
Se, poi, la destinazione del viaggio è nel Sud Italia le ferie si allungano e superano i 5 giorni. La provincia che ha registrato il record di permanenza è quella di Ragusa, dove il soggiorno medio dura 5,9 giorni, seguita da Lecce (5,4) e Siracusa (5,2).
Ad approfittare di un meteo autunnale molto generoso con il Sud Italia sono stati principalmente i turisti stranieri. Guardando alla classifica, nelle province del Sud oltre il 70% delle richieste proviene dall’estero. Le due aree record sono Catania e Napoli, con un volume di ricerche straniere pari rispettivamente al 79,96% e al 79,77% del totale. Lo scarso interesse degli italiani verso le mete del Sud è confermato anche dal dato di Ragusa, dove il 78,24% di chi ha cercato un agriturismo proviene dall’estero, e da quelli di Siracusa e Lecce, dove oltre il 60% delle richieste non arriva da italiani.
Capitolo prezzi: la provincia, tra le 20 con i volumi maggiori di prenotazioni, che permette di soggiornare spendendo meno è Perugia, con una media di 35€ a persona per notte, mentre la zona in cui si spende di più per una vacanza d’autunno è quella di Firenze: 619€ la media per uno short break in famiglia (3,6 notti per 4,4 persone).
Di seguito la classifica delle 20 mete più richieste per il mese di ottobre 2016, la durata media del soggiorno e la percentuale di ricerche provenienti dall’estero. (foto: agriturismo)

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Quando la coppia decide di sposarsi

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

Esposas de Matrimonio 1

Image via Wikipedia

Giù sfarzosità (31%), magnificenza (23%) e le classiche citta’ (31%). Adesso 1 coppia su 2 sta ricalibrando i parametri che dovrebbe rispettare il “fatidico giorno”, improntandoli maggiormente all’essenzialità e alla semplicità. Ecco perché gli italiani stanno riscoprendo la spiritualità del matrimonio (29%), e lo vivono come il coronamento di una bellissima storia d’amore (34%). Anche nella scelta della location deputata ai festeggiamenti, 1 coppia su 3 si orienta in favore di agriturismi e cascine di campagna a scapito di ristoranti di lusso (21%) e ville eleganti (12%), facendo prevalere il significato sull’estetica. E per quanto riguarda il menu’? Gli italiani riscoprono il gusto per la cucina classica e tradizionale (48%), a vantaggio di quella etnica (9%), internazionale (21%) e della tendenza del finger food (19%).
Ma come dovrebbe essere il matrimonio ideale? 1 coppia su 2 lo vuole semplice ed essenziale e per il 39% deve rappresentare un momento che rinsaldi l’unione con le persone piu’ care, dai famigliari agli amici. Per questo i novelli sposi vogliono che il loro matrimonio trasmetta pace, armonia (30%) e spiritualità (29%), mentre scarsa importanza hanno la magnificenza (23%) oltre che la ricchezza e il grande stile(14%).
A cambiare e’ anche la mappatura dei luoghi in cui dirsi il tanto atteso “si’”, che vengono scelti dagli italiani sulla base dei loro desideri ricalibrati e improntati a una maggiore sobrietà e valorizzazione dei significati. Piu’ di 6 coppie su 10 indicano Assisi come la città ideale in cui sposarsi, seguono Loreto (53%) e Venezia (44%), mentre la citta’ eterna, Roma, si colloca solo al quarto posto, scelta da poco meno di 4 coppie su 10.
Sobrieta’ e ritorno alla tradizione che caratterizzano anche l’aspetto piu’ festoso del gran giorno. Per 1 coppia su 3, infatti, a prevalere devono essere i significati sull’estetica mentre solo 2 su 10 pensano al loro ricevimento come un party in grande stile. E a vincere sono agriturismi e cascine di campagna, scelte da 1 coppia su 3, e le classiche masserie rurali fortificate (29%), luoghi preferiti di gran lunga airistoranti di lusso (21%) e alle grandi ville eleganti (12%). E quale menu’ scelgono? Anche qui ritorna il grande gusto per la cucina tradizionale e genuina italiana (48%), a scapito di quella internazionale(21%), del finger food (19%) e di quella etnica (8%). (fonte: indagine pubblicata su Vdg Magazine – in sintesi. Uno studio realizzato su 610 coppie in procinto di unirsi in matrimonio attraverso un monitoraggio dei principali social network, blog e forum dedicati.)

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Una vacanza a due passi da casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 aprile 2011

Per 6 italiani su 10 il modo di trascorrere le vacanze e’ cambiato notevolmente negli ultimi anni. Infatti il 58% preferiva la classica capitale europea e quasi uno su due sognava i paradisi esotici extraeuropei. Adesso motivi strettamente economici (82%) e legati alla vicinanza (57%) spingono sei italiani su dieci a dichiarare di voler trascorrere i prossimi week end e ponti festivi in agriturismi e masserie immediatamente fuori città, per riscoprire il gusto della qualita’ enogastronomica (73%) e l’eccellenza dei prodotti e degli alimenti tipici locali (57%). Ma cosa rappresentano questi piccoli viaggi? Un modo per staccare la spina dalla quotidianita’ (63%) per scoprire l’Italia e territori vicini ma di fatto sconosciuti (46%). Questo e’ quanto emerge da uno studio promosso da “VdG Magazine”, la rivista diretta da Domenico Marasco e in edicola nei prossimi giorni, condotto da su 1700 italiani, donne e uomini dia 18 ai 65 anni, attraverso un monitoraggio su blog, forum, community a cui e’ stato chiesto come trascorrono i fine settimana liberi dal lavoro e i ponti in occasione delle festivita’. Quello che oggi gli italiani richiedono alla propria vacanza durante i ponti festivi e nel week end e’ soprattutto una maggiore ricercatezza della qualita’ enogastronomica (73%) e della tipicita’ e del gusto degli alimenti locali (57%). Uno su due vuole tornare a vivere un rapporto non artefatto con la natura e gli animali (49%) per tornare a vivere un po’ di relax, benessere e tranquillita’ (43%). La montagna resta la meta preferita di 1 italiano su 2 (51%), le grandi capitali europee riscuotono il gradimento di quasi 3 intervistati su 10 (37%), le localita’ marine del 26% mentre addirittura quattro su dieci dichiarano che resteranno a casa (43%). Le strutture che piu’ saranno prese d’assalto, secondo gli intervistati, sarannoagriturismi (38%) e bed&breakfast (33%), mentre gli hotel restano ai margini della classifica con solo il13% di gradimento. Questo perché sono riusciti a intercettare il bisogno degli italiani di staccare la spina dalla quotidianita’(63%) e la loro voglia di scoprire l’Italia e territori vicini ma sconosciuti (46%), capaci di regalare nuove e piu’ sane abitudini alimentari (37%). Uno su due (51%) dichiara infatti di fare “spesa” di prodotti enogastronomici tipici dei luoghi che visita, portando a casa tutto ciò che di buono possono offrire, come salumi e insaccati (53%), vini e liquori (49%), formaggi (45%), frutta e verdura (41%).

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Agriturismi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

Susanna Cenni ha introdotto i temi i lavori del focus sugli agriturismi alla festa nazionale sul turismo del Pd  Cenni (Pd), Agriturismo: “Problemi da affrontare e non sottovalutare, ma ancora grandi potenzialità di crescita” “Grande attenzione alla qualità dell’offerta, integrazione con le peculiarità territoriali, un impegno del governo per la promozione all’estero e nel confronto con le Regioni e con le imprese su snellimento burocratico, controlli e classificazione, creazione di un marchio collettivo delle imprese agrituristiche italiane. Sono queste le linee di indirizzo fondamentali utili a sostenere il settore agrituristico nel nostro Paese, che, nonostante la crisi economica, sta ‘tenendo’ e rappresenta ancora un importante sostegno al reddito agricolo oggi in caduta libera. Un’opportunità di crescita e di valorizzazione dei territori minori, per un turismo più attento alle specificità culturali, gastronomiche e ambientali dei nostri territori”. Queste le parole di Susanna Cenni, deputata del Pd, che ieri, lunedì 19 luglio, nell’ambito della festa nazionale sul turismo del Pd in corso a La Spezia ha introdotto i lavori del focus dedicato all’agriturismo, al quale hanno partecipato i vertici “agricoli” del Pd e dei gruppi di Camera e Senato,  assessori regionali e rappresentanti delle associazioni agricole. “Il quadro – sottolinea Cenni – sul settore agrituristico presenta luci ed ombre. Da un lato ci sono le oltre 18mila strutture presenti su tutto il territorio nazionale, l’incremento del 3 per cento di presenze registrato fino a questo momento rispetto al 2009, i 5 milioni di italiani che hanno deciso di trascorrere le vacanze estive 2010 in agriturismo. Dall’altro, però ci sono carenze nella promozione all’estero sulle quali il governo deve intervenire, ed esiste ancora un fenomeno diffuso di elusione delle regole e di concorrenza sleale che necessita di un controllo adeguato. Gli agriturismi rappresentano una straordinaria forma di promozione del territorio, ed è per tanto evidente quanto sia fondamentale una grande attenzione alla qualità dell’offerta. Come Pd – conclude Cenni – lavoreremo sollecitando da un lato il governo e dall’altro le regioni, per supportare un settore che può rappresentare ancora un consistente sostegno al reddito agricolo ed una bella carta di identità nel nostro Paese”.

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