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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘agroalimentare’

Agroalimentare: Buona la performance del primario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

Si conferma buona la performance economica anche nel IV trimestre 2021, con un aumento del PIL sia nei confronti del trimestre precedente (+0,6%) sia a livello tendenziale (+6,2%), dovuto alla crescita del valore aggiunto di industria (1,1%) e dei servizi (0,4%). Ciò è legato alla domanda interna con la crescita dei consumi finali nazionali (+0,2%) e degli investimenti fissi lordi (+2,8%). È quanto emerge dalla fotografia scattata nel quarto trimestre del 2021 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. Rispetto allo stesso periodo del 2020, fra ottobre e dicembre 2021, si è verificato un aumento sia dell’indice della pro­duzione che di quello del fatturato: per l’industria alimentare rispettivamente +6,7% (con picco a novembre) e +13% nel complesso (e +18% sui mercati esteri); per l’industria delle bevande rispettivamente +16% (con un picco di 23,5 % a novembre) e +19% nel complesso (e +15% sui mercati esteri).Le esportazioni agroalimentari nel IV trimestre 2021 hanno superato i 13,75 miliardi di euro e, rispetto allo stesso periodo del 2020, crescono del +11,2% , confermando l’ottimo andamento rilevato nel trimestre precedente, in particolare verso la Spagna i Paesi Bassi, il Belgio e la Polonia. In aumento anche le importazioni (+24,5% rispetto al medesimo trimestre 2020 e del +14% rispetto al trimestre precedente), con la Francia come principale fornitore. I prodotti maggiormente esportati sono stati i vini, i derivati dei cereali e i prodotti lattiero-caseari. Sul fronte delle importazioni si segnala la crescita di oltre il 30% di cereali e “oli e grassi” e del comparto ittico (+21,6%) e di prodotti non alimentari (+87,5%).Sentiment analysis 2021: sulla base dei dati raccolti su twitter dal 13 dicembre 2021 e il 21 marzo 2022, emerge una lieve flessione (-1%) del clima di fiducia nei confronti del settore, probabilmente legata sia alla vasta diffusione della variante omicron in tutta Europa sia allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina con ripercussioni immediate sulle economie di tutti i paesi. Emerge, in ogni caso, una prevalenza dei giudizi positivi e molto positivi (66%) rispetto ai negativi e molto nega­tivi (32%).Impatto covid nel biennio 2020-2021: l’impatto è stato eterogeneo, con poche oscillazione del valore aggiunto del settore agricolo, mentre l’agroalimentare nell’ultimo trimestre 2021 ancora non è riuscito ad assorbirne l’onda d’urto. L’industria alimentare ha tenuto durante l’intero biennio 2020-21, ad eccezione dei mesi del lockdown. Luci ed ombre per quanto riguarda gli scambi con l’estero con la drastica riduzione di alcuni comparti mentre altri, come pasta e conserve di pomodoro, in netta crescita delle vendite. Più instabile il settore delle bevande, con un andamento negativo nei mesi di chiusura delle attività e la ripresa negli ultimi mesi del 2020 e tutto il 2021.

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E’ nato il Polo Logistico dell’Agroalimentare Italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Assologistica è uno dei partner del neo-costituito Polo Logistico dell’Agroalimentare Italiano, assieme a Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Cai RE e Confetra. Si tratta di un polo logistico con diverse infrastrutture su tutto il territorio nazionale per garantire un approvvigionamento più sicuro e sostenibile delle eccellenze dell’agroalimentare italiano.“Efficienza e sostenibilità sono gli obiettivi su cui si gioca la competitività del servizio logistico. Questo progetto nasce esattamente declinando queste finalità mettendo a sistema più soggetti della catena del valore, ciascuno con il proprio capitale di competenze e opportunità. Il possibile recupero di aree all’interno delle città per un impiego che incrementi l’efficacia del servizio distributivo è già di per sé un importante sviluppo che viene messo a disposizione di un comparto strategico del nostro Paese come quello rappresentato dalle nostre eccellenze agroalimentari”, commenta il Presidente di Assologistica Umberto Ruggerone.

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Ue: attivare ‘corridoi verdi’ per le esportazioni dell’agroalimentare ucraino

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2022

Non solo aiuti militari alla resistenza ucraina conto l’invasore russo ma, anche, la istituzione di “corridoi verdi” per aiutare le esportazione dei prodotti agroalimentari ucraini. Ricordiamo che l’Ucraina produce ed esporta notevoli quantità di grano, mais, orzo e semi di girasole. La via commerciale prioritaria è stata attraverso i porti del Mar Nero, attualmente inutilizzabili a causa del blocco russo. La Commissione europea si è detta pronta a organizzare i “corridoi verdi” per i prodotti ucraini, passando dalla Polonia per raggiungere i porti del mar Baltico. Questa iniziativa aiuterebbe l’economia ucraina e contribuirebbe alle importazioni di cereali dei Paesi africani, dipendenti dalle forniture europee per il proprio sostentamento. Tutto questo non sarà possibile se i russi decideranno di bombardare le linee di comunicazione con la Polonia. Alla crisi economica ucraina si aggiungerà quella alimentare dei Paesi africani. Altro possibile risultato di Putin, al quale i pavidi nostrani dovrebbero chiedere di smettere di aggredire invece di sollecitare la resa dell’aggredito. Comunque, tutto si metterà in conto quando Putin sarà trascinato davanti alla Corte penale internazionale per crimini di guerra. Primo Mastrantoni, Aduc

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Emergenza produttiva agroalimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

“L’intera filiera agroalimentare nazionale ha garantito cibo di qualità a prezzi ragionevoli agli italiani durante tutta la pandemia, nonostante i leciti timori e le difficoltà. Dinanzi a un’emergenza che riguarda i rincari energetici e dei carburanti, le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, come fertilizzanti e mangimi, dobbiamo necessariamente mettere in campo una serie di misure che abbiano impatto nell’immediato sulla pesca e agricoltura del nostro Paese. Ciò nel solco di quella transizione ecologica che il comparto primario sta già interpretando da protagonista e che deve essere reinterpretata nell’obiettivo di una maggiore autonomia produttiva nazionale”. Lo dichiarano i deputati Luciano Cillis e Gianpaolo Cassese, esponenti M5S in commissione Agricoltura, a margine del question time tenutosi oggi nell’Aula di Montecitorio.“Ringraziamo il ministro Patuanelli – proseguono – per la lucidità con cui sta affrontando questa fase drammatica per il comparto primario. Innanzitutto facendo una fotografia realtà delle nostre necessità produttive, agendo a livello diplomatico per diversificare i Paesi per l’approvvigionamento delle materie prime, convincendo l’Ungheria ad abbandonare il blocco ipotizzato sull’export sino alla revisione di alcuni regolamenti comunitari che sarà oggetto di discussione durante l’Agrifish della prossima settimana”.“A ciò si affiancano – aggiungono i deputati 5 Stelle – le tante misure che il Governo può mettere in campo autonomamente. Ci riferiamo alla rinegoziazione dei debiti con garanzie gratuite, alla moratoria dei mutui, al digestato equiparato, un contributo sui fertilizzanti, alla decontribuzione per dare maggiore liquidità alle imprese. Invitiamo, pertanto, il ministro Patuanelli e il Governo a lavorare su un decreto ad hoc, a cui saremo ben lieti di dare il nostro contributo per superare questa fase emergenziale drammatica che vive il comparto primario e per pianificare azioni strutturali per aumentare la produzione agroalimentare interna”

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Agroalimentare di qualità per vincere le sfide del mercato

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2022

“Il sistema di identificazione geografica nazionale, con le sue 841 tra Dop-Igp e Sgt in grado di generare 16,6 miliardi di euro e di imporsi sui mercati esteri, deve essere il fulcro del futuro dell’agroalimentare italiano. Il lavoro di analisi dei dati, di cui mi congratulo con gli autori, ci dà chiaramente l’idea di come il made in Italy agroalimentare di qualità coinvolga l’intero territorio nazionale, creando valore aggiunto. Lo dimostra la crescita delle IG minori che conquistano un 4 per cento sul valore totale della produzione”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, a margine del XIX Rapporto Qualivita-Ismea presentato oggi al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.“Con la sua organizzazione avanzata che non ha eguali in Ue e un sistema di controlli efficace – prosegue -, l’IG agroalimentare deve essere un modello da replicare, in grado di cogliere i nuovi bisogni dei consumatori in un’ottica di filiera corta. La sfida che ci attende è proprio quella della sostenibilità e delle 27 riforme da attuare previste dalla ‘Farm to Fork’”.“Dobbiamo essere capaci di ammodernare velocemente i disciplinari per recepire al loro interno i nuovi criteri di sostenibilità su cui già il 54 per cento dei Consorzi sta lavorando concretamente. All’Italia dell’agroalimentare di qualità vanno i miei più sentiti auguri per lasciarsi alle spalle finalmente una pandemia che non è riuscita a intaccarne la portata ma ne ha anzi aumentato il valore per le singole filiere” conclude Gallinella.

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Agroalimentare: Investimenti in crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2022

Si conferma buona la performance economica nel III trimestre 2021, con un aumento del PIL nei confronti sia del trimestre precedente (+2,6%) sia del medesimo periodo dell’anno precedente (+3,9%), dovuto alla ripresa del settore dei servizi e dell’industria. Ciò è legato alla domanda estera e a quella interna con la crescita dei consumi finali nazionali (+2,2%, di cui lo 0,9% per beni durevoli) e degli investimenti fissi lordi (+1,6%). È quanto emerge dalla fotografia scattata nel terzo trimestre del 2021 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. Rispetto allo stesso periodo del 2020, fra luglio e settembre 2021, si è verificato un aumento sia dell’indice della pro­duzione che di quello del fatturato: per l’industria alimentare rispettivamente +5,8% (con picco a settembre) e +8% nel complesso (e +13% sui mercati esteri); per l’industria delle bevande rispettivamente +8,3% (con un picco di 11 % ad agosto) e +12% nel complesso (e +21% sui mercati esteri).Le esportazioni agroalimentari nel III trimestre 2021 hanno superato i 12,5 miliardi di euro e, rispetto allo stesso periodo del 2020, crescono del +11,7% , confermando l’ottimo andamento rilevato nel trimestre precedente, in particolare verso la Spagna (+26%) e la Polonia (oltre 20%). In aumento anche le importazioni (+13,9%), con Brasile e Grecia che si confermano come principali fornitori (oltre il 30%). I prodotti maggiormente esportati sono stati vini e gli altri alcolici, carni preparate, prodotti dolciari e i lattiero-caseari. Sul fronte delle importazioni si segnala la ripresa del comparto ittico (+16%), fortemente colpito dalla pandemia nel 2020. Sentiment analysis 2021: sulla base dei dati raccolti su twitter dal 13 settembre 2021 e il 12 dicembre 2021, emerge un consolidato clima favorevole nei confronti del settore con percentuali piuttosto stabili rispetto al trimestre precedente. Si registra, infatti, un lieve aumento (+1%) del sentimento di fiducia, con prevalenza dei giudizi positivi e molto positivi (68%) rispetto ai negativi e molto nega­tivi (30%).

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Boom export agroalimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2021

“L’agroalimentare italiano, trainato dagli acquisti natalizi, segna il record storico nelle esportazioni che fanno registrare un balzo dell’11%, rispetto al 2020, per un valore che raggiungerà la cifra record di 52 miliardi: il massimo di sempre. A trainare l’export sono spumanti, panettoni, formaggi, salumi ma anche tortellini e caviale con mercati privilegiati come Germania, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, in merito all’export italiano che ha raggiunto il valore assoluto di 423 miliardi di euro nei primi dieci mesi del 2021, superando anche i dati pre-pandemia.“Si tratta di un risultato importante – prosegue -, frutto del lavoro portato avanti da Luigi Di Maio al Ministero degli Affari Esteri con il ‘Patto per l’export’ nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown mondiale che ha colpito la ristorazione e la cucina italiana. Un segno evidente di come la pandemia abbia cambiato le abitudini alimentari a livello globale e a beneficiarne sia stata la Dieta Mediterranea, sinonimo di benessere. Tirando le somme, questi dati ci confermano una volta di più di come il made in Italy rappresenti un vero e proprio pilastro nella nostra economia, concorrendo a quasi un quarto del Prodotto Interno Lordo e occupando quattro milioni di lavoratori in tutto il Paese”.“Per mantenere l’Italia tra i Paesi leader, abbiamo destinato in Legge di Bilancio 1,5 miliardi di euro per i prossimi cinque anni per il rifinanziare il Fondo dedicato e ulteriori 150 milioni per il Fondo per la promozione integrata. L’obiettivo futuro sarà quello di diventare sempre più sostenibili e vogliamo comunicarlo come Paese in maniera univoca, anche attraverso loghi come il ‘Made Green in Italy’” conclude.

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Italia agroalimentare: Produzioni di qualità

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

A Riccardo Deserti, neo presidente di oriGIn, l’organizzazione mondiale che rappresenta oltre 575 Indicazioni Geografiche di 40 Paesi, va il più sentito augurio di buon lavoro. È la prima volta che l’Italia ottiene questa nomina che rappresenta, a suo modo, il coronamento delle eccellenti politiche imprenditoriali messe in campo dalle nostre produzioni di qualità”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, in merito alla nomina del direttore generale del Consorzio Parmigiano Reggiano, e vicepresidente di oriGIn Italia, che guiderà oriGIn per il prossimo biennio.A Deserti rinnovo il totale supporto della commissione Agricoltura della Camera per sostenere e incentivare il lavoro di rilancio post pandemia. L’Italia riesce sempre più a imporsi sui mercati internazionali come dimostrano i dati dell’export, in continua crescita. Il nostro sistema deve saper cogliere le opportunità delle politiche della sostenibilità, senza perdere in qualità. Il Parlamento farà la sua parte a sostegno delle filiere agroalimentari nazionali” conclude.

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Italia: Agroalimentare e procedura d’infrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione contro dodici Stati membri, tra cui l’Italia, solleva interrogativi ai quali il Governo è chiamato a dare una risposta motivata – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La Commissione si è attivata per la mancata ricezione delle norme Ue che vietano le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare.Chiediamo pertanto al ministro delle politiche Agricole Patuanelli di esporre nelle sedi deputate le ragioni del ritardo dell’Italia, indicando anche una strada per recuperare il terreno perduto e rimettersi in regola con la direttiva europea. Quest’ultima risale al 17 aprile 2019 e ha lo scopo di garantire tutti i produttori europei e i fornitori contro 16 pratiche commerciali scorrette esercitate dagli acquirenti della filiera alimentare. Se era inevitabile che la grave crisi sanitaria comportasse ritardi su tutti i fronti, è altrettanto vero che il settore agroalimentare italiano è ai primi posto in Europa per quantità e qualità delle produzioni e non può essere lasciato indietro. Non si possono infine ignorare le sanzioni che le procedure di infrazione aperte da Bruxelles comportano e il conseguente costo per l’erario – conclude Tiso.

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Commercio con l’estero: l’agroalimentare italiano tiene

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Anche in un anno segnato dalla pandemia da Covid-19 e dalla conseguente crisi economica, l’agroalimentare italiano, rispetto ad altri settori, tiene sui mercati esteri. Nel 2020, da un lato le importazioni agroalimentari (42,3 miliardi di euro) segnano un calo del 4,7%, nettamente più contenuto rispetto a quello dell’import totale (-12,8%); dall’altro le esportazioni agroalimentari registrano addirittura un incremento dell’1,3% (per la prima volta vicine ai 45 miliardi di euro), sebbene con andamenti molto differenziati a livello merceologico. Dopo il pareggio raggiunto nel 2019, quindi, la bilancia agroalimentare diventa positiva (+2,6 miliardi di euro): il cambio di segno è un risultato di assoluto rilievo, considerando che cinque anni fa il deficit della bilancia raggiungeva i 5 miliardi. La riduzione delle importazioni potrebbe essere un campanello di allarme per l’approvvigionamento di materie prime per la nostra industria di trasformazione, ma per fortuna il segno negativo è complessivamente modesto. Di contro, il risultato positivo delle nostre esportazioni in un anno così difficile per l’economia globale è un dato decisamente incoraggiante per il sistema nel suo complesso. Il Made in Italy gioca un ruolo fondamentale, trainando la crescita dell’export agroalimentare, grazie all’ottima performance di prodotti come la pasta, le conserve di pomodoro e l’olio di oliva. Diminuiscono, invece, le vendite di altri importanti prodotti, come quelli dolciari e i vini DOP. Nel complesso il comparto dei vini subisce, nel 2020, un calo dell’export di circa il 2,4%, un risultato nettamente migliore rispetto a quello di altri importanti competitors stranieri, primo fra tutti la Francia, che ha visto le proprie esportazioni di vino contrarsi in valore di oltre il 10%.L’UE si conferma l’area di riferimento per le esportazioni agroalimentari dell’Italia, con una quota di oltre il 65%; seguono Nord America (13,1%) e Asia (7,6%). Nonostante la crisi pandemica, complessivamente si riscontrano incrementi delle vendite in valore verso molti dei principali clienti, tra cui Germania (+7,1%), Stati Uniti (+5,3%), Regno Unito (+3,1%) e Svizzera (+8,3%). Dal lato dell’import agroalimentare, Francia, Germania e Spagna restano i principali fornitori dell’Italia, con un peso superiore al 35%. Gli acquisti dalla Francia rimangono in linea con il 2019, mentre sono in netto calo quelli dalla Germania (-7,9%) e dalla Spagna (-11,7%). Focus impatto Covid-19 sugli scambi regionali. Gli effetti derivanti dalla pandemia da Covid-19 risultano fortemente differenziati a livello territoriale, legati alla specializzazione produttiva e ai mercati di riferimento delle regioni italiane. A fronte di un incremento complessivo dell’export agroalimentare dell’Italia, metà delle regioni registra nel 2020 un calo delle vendite all’estero. La contrazione, soprattutto nel secondo trimestre, dell’export di prodotti come vini, lattiero-caseari, carni preparate, caffè e prodotti dolciari, ha inciso sul risultato negativo di alcune regioni del Centro-Nord Italia, più specializzate in tali produzioni. Di contro, ben cinque regioni del Sud Italia hanno mostrato un andamento positivo anche nei mesi più colpiti dalle misure restrittive, grazie soprattutto alle maggiori vendite all’estero di pasta, conserve di pomodoro e olio di oliva. Nonostante queste specifiche perfomance settoriali, nel complesso, a partire dalla seconda metà del 2020, si osserva un miglioramento delle esportazioni agroalimentari in molte regioni italiane.

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I numeri dell’agroalimentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2021

Lieve ripresa economica nel I trimestre 2021, dopo la frenata, registrata in tutti i comparti produttivi, del trimestre precedente. Crescono, infatti, il prodotto interno lordo (+0,1%), il valore aggiunto dell’agricoltura (+3,9%) e dell’industria (+1,8%) e gli investimenti fissi lordi (+3,7%). È quanto emerge dalla fotografia scattata nei primi tre mesi del 2021 da CREAgritrend, il bollettino trimestrale messo a punto dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia. Rispetto allo stesso periodo del 2020, fra gennaio e marzo 2021, si è verificato un aumento dell’1,6% dell’indice della pro­duzione dell’industria alimentare (picco a marzo), mentre è stata riscontrata una contrazione del 3% di quello della pro­duzione delle bevande (con un picco a gennaio di -9,7%). Tiene, invece, la produzione di vini, grazie ai buoni risultati relativi al mese di marzo. In diminuzione gli indici del fatturato dell’industria alimentare (-0,7%) e delle bevande (-1,2%), ad eccezione di quello estero dell’industria alimentare (+1,5%).Le esportazioni agroalimentari nel I trimestre 2021 hanno superato gli 11,5 miliardi di euro e, rispetto allo stesso periodo del 2020, crescono dell’1,8% , con un aumento dei flussi verso Paesi Bassi e Svizzera (in calo verso Regno Unito e USA), mentre le importazioni continuano a calare (Stati Uniti -15,8% ). I prodotti maggiormente esportati sono stati vino e derivati dei cereali, oli e grassi e frutta fresca. Sul fronte delle importazioni ancora in forte calo gli acquisti di carni fresche e congelate (-18%) e di caffè greggio (-17%), mentre ritornano a crescere le importazioni di prodotti ittici (+4,4%).Sentiment analysis 2021: sulla base dei dati raccolti su twitter dal 16 marzo – 5 giugno 2021, emerge un forte aumento del clima di fiducia nei confronti del settore primario e delle sue politiche, con prevalenza dei giudizi positivi e molto positivi (69%) rispetto ai negativi e molto nega­tivi (29%) e sostanzialmente in linea con il periodo precedente.

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Necessario rilancio sistema agroalimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

La crisi economica dovuta per la pandemia ha mandato in fumo 24 miliardi di euro nel sistema agroalimentare italiano, ma i fondi previsti nel Pnrr rappresentano un “budget portentoso se si contano oltre ai 5,7 miliardi di euro destinati alle azioni squisitamente di settore anche i 23,78 miliardi dell’energia rinnovabile, i 15,22 dell’efficienza energetica e riqualificazione degli edifici e i 15 miliardi della tutela del territorio e della risorsa idrica, fondi che provvederanno alla salvaguardia dei territori deturpati dallo stato di abbandono e dalla cementificazione fuori legge”. A fornire una fotografia dello stato di salute dell’agricoltura del nostro Paese è il senatore Gianpaolo Vallardi, Presidente della Commissione agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, in un’intervista al quotidiano online labparlamento.it.

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Velvet Media rafforza la sua presenza nel mondo dell’agroalimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Lo fa grazie alla partnership con NewsFood.com.Il portale di informazione enogastronomica è nato nel 2005 e oggi è tra le più autorevoli testate giornalistiche online dedicate al food and beverage. Il direttore editoriale è Giuseppe Danielli, che ha fondato uno dei primi giornali dedicati all’enogastronomia, con il fiore all’occhiello dell’informazione rivolta alle aziende, la Gazzetta Normativa Alimentare Web. Oggi Newsfood.com pubblica 3.500 news al mese, c’è un archivio di oltre 170.000 notizie che costituisce lo storico degli argomenti trattati nel corso degli anni.Grazie a questa partnership le aziende del settore agroalimentare potranno aumentare ulteriormente la loro capacità di promuovere i prodotti e le loro unicità attraverso i diversi servizi offerti da Velvet Media, agenzia di marketing e vendita online.Il ceo di Velvet Media, Bassel Bakdounes: “Siamo orgogliosi di sviluppare la galassia editoriale di Velvet Media con questo nuovo progetto”, dichiara. “Dopo le brillanti esperienze di Storie di Eccellenza, StyleOn e The Green Army, con l’entrata di NewsFood nella nostra famiglia potremo ampliare i settori di interesse andando ad abbracciare il mondo dell’enogastronomia al quale siamo particolarmente affezionati, anche a causa della nostra vicinanza territoriale con le colline del Prosecco”. Il direttore Giuseppe Danielli: “Siamo contenti dell’accordo raggiunto”, dichiara. “Siamo sicuri che la comunicazione aziendale nel mondo dell’agroalimentare e dei settori collaterali sarà sempre più importante nei prossimi anni per questo Newsfood è anche “nutriMENTE … siamo quello che mangiamo ma anche ciò che nutre tutti i nostri sensi”, dice. “Newsfood.com ha trovato in Velvet la squadra corse ideale per aiutare le aziende italiane ad affrontare nel miglior modo le sfide che ci attendono oggi, in piena pandemia, e soprattutto per essere pronti a salire sul treno del nuovo Rinascimento digitale dell’economia Made in Italy. Gli obiettivi si potranno raggiungere solo ed esclusivamente utilizzando le nuove strategie di comunicazione sfruttando le più moderne tecnologie, dove Velvet Media è sicuramente maestra”.

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L’agroalimentare in Brasile: prospettive di crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

San Paolo, Brasile, Aumento pari al 2,06% dell’agroalimentare nel dicembre 2020, PIL del settore a fine anno di €0,30 bilioni (R$2 bilioni) su un totale pari a €1,10 bilioni (R$ 7,45 bilioni). Questi i numeri dell’agrobusiness in Brasile, che nonostante la diffusione della pandemia e il conseguente impatto sull’economia brasiliana, ha concluso il 2020 mantenendo le proprie attività, ottenendo buone performance e mostrando rilevanti potenzialità di crescita per il 2021. In questo contesto, il Ministero brasiliano dell’agricoltura, allevamento e approvvigionamento (Mapa) ha compiuto 160 anni con una nuova sfida: promuovere misure per garantire l’approvvigionamento di cibo e mantenere operativi i servizi essenziali, come l’ispezione sanitaria, oltre a ridurre gli impatti della crisi sul reddito dei produttori rurali, soprattutto di piccole e medie dimensioni. Il Mapa ha quindi istituito il Comitato CC-Agro-COVID19, formato da 14 membri delle segreterie ministeriali, la Società di Fornitura Nazionale (Conab) e la Società Brasiliana di Ricerca Agricola (Embrapa). “Si tratta di una grande opportunità per le aziende italiane che dispongano di offerte tecnologiche interessanti per la filiera dell’agrobusiness, per esempio macchinari agricoli, tecnologie per l’agricoltura 4.0 e, in generale, soluzioni per contribuire a migliorare i processi di lavorazione della terra così come i processi industriali, in ambito per esempio refrigerazione, efficienza energetica, efficienza di utilizzo della materia prima” – ha commentato l’Avvocato Giacomo Guarnera, Socio Fondatore di Guarnera Advogados – “Nonostante la complessità del periodo attuale, settori come l’agroalimentare resistono nel Paese e continuano a essere attrattivi per le imprese italiane.” Scenario economico e prospettive di crescita Considerato il più grande produttore mondiale di caffè e succo d’arancia, il secondo più grande produttore di zucchero, semi di soia in cereali, manzo e pollo e il terzo nella produzione di mais, il Brasile non è stato inferiore nei tempi del Coronavirus. Secondo i dati più recenti del ministero dell’Agricoltura, l’agroalimentare brasiliano ha esportato €0,96 miliardi (R$ 6,47 miliardi) nel febbraio 2021 (+2,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno). Il Brasile, inoltre, è il quarto esportatore mondiale di prodotti agricoli (dietro l’Unione Europea, gli Stati Uniti e la Cina). Il settore genera anche numerosi posti di lavoro, assorbendo praticamente un lavoratore brasiliano su tre. Secondo la più recente Indagine Nazionale (PNAD), su un totale di 94,4 milioni di lavoratori intervistati, il 32,3% (cioè 30,5 milioni) apparteneva all’grobusiness.

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Transizione ecologica del sistema agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Una lettera al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere di allineare l’Italia alle strategie di transizione ecologica dell’Unione europea. AIAB, Assobio, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e FederBio hanno inviato oggi una lettera al Presidente Mario Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere che lo sviluppo del biologico costituisca un elemento centrale della transizione ecologica del sistema agricolo e alimentare.Mentre l’Europa punta fortemente sulla conversione al biologico con il Green Deal e le strategie di attuazione Farm to Fork e Biodiversità, che hanno l’obiettivo ambizioso di triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030, l’Italia sta perdendo un’opportunità concreta per lo sviluppo di un settore che può contribuire alla ripresa economica del Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non prevede infatti investimenti strategici per favorire la conversione al biologico, settore che vede l’Italia fra i Paesi leader in Ue.Con oltre 80.000 imprese certificate e più di due milioni di ettari di superficie agricola coltivata o in conversione al biologico, il 16% della superficie agricola totale, l’Italia è un punto di riferimento non solo per la produzione ma anche per la trasformazione e l’esportazione, con quasi 7 miliardi di euro di fatturato complessivo.Il biologico è un settore che continua a crescere a ritmi decisamente elevati sia come consumi che come produzione, inoltre attrae imprenditoria giovanile, investimenti e genera nuova occupazione, inserendosi perfettamente nell’ambito di un’economia sempre più circolare e “verde”. Deluse dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che, a differenza delle strategie europee, non fa alcun riferimento al biologico, le principali Associazioni del bio hanno scritto al Presidente del Consiglio per sollecitare interventi finalizzati alla conversione al biologico, quale asset fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare.In particolare, nella lettera si auspica che nel percorso di stesura definitiva del PNRR possano essere accolte le proposte che le Associazioni avevano già avanzato nel corso dell’audizione presso la Commissione agricoltura della Camera, nessuna delle quali è stata inserita nel parere condizionato che è stato espresso.Nello specifico si fa riferimento alla digitalizzazione e innovazione del sistema del biologico per favorire la trasparenza delle filiere e la semplificazione per le imprese del settore, a interventi diretti a promuovere lo sviluppo dei distretti biologici e delle filiere di “Made in Italy Bio” e alla promozione di ricerca e innovazione per il biologico finalizzata alla transizione ecologica dei sistemi agricoli e alimentari.Infine, nelle riforme collegate al PNRR relative alla revisione del sistema della fiscalità ambientale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, le Associazioni sollecitano l’inserimento del biologico come sistema produttivo con impatto positivo sull’ambiente e sulla salute anche al fine d’incentivarne i consumi in coerenza con le strategie europee del Green Deal.

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Il 2021 non parte bene per l’export agroalimentare Made in Italy

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

Gli effetti della pandemia sul commercio internazionale continuano a pesare e fanno perdere a cibo e bevande tricolori il 5% annuo sui mercati esteri nel mese di gennaio. Così Cia-Agricoltori Italiani, analizzando i dati Istat pubblicati oggi.In forte calo sono tutti i principali mercati di sbocco, dal Regno Unito (-27,8%) agli Stati Uniti (-17,4%), dalla Francia (-10,5%) alla Germania (-1,5%). Fa eccezione solo il Giappone, dove le vendite di prodotti agroalimentari nazionali segnano +7,7% nel primo mese dell’anno. Per ora -osserva l’Ufficio studi Cia- la riduzione delle importazioni nello stesso arco temporale si traduce comunque in un surplus della bilancia agroalimentare che, in termini assoluti, vale 139 milioni di euro e consente all’Italia di confermarsi a gennaio esportatore netto di cibo e bevande. È chiaro, però, che diventa sempre più importante dare risposte nuove alle imprese del settore che combattono tuttora con la situazione pandemica.“Per preservare e rilanciare il Made in Italy agroalimentare sui mercati europei e internazionali -sottolinea il presidente Dino Scanavino- sicuramente serve un grande piano nazionale di promozione, strategie innovative sempre più focalizzate sui canali digitali, ma soprattutto, in questa fase di crisi globale, è sempre più urgente favorire tra Paesi accordi commerciali multilaterali e bilaterali”. A cominciare dagli Stati Uniti.Gli Usa infatti -ricorda Cia- continuano a rappresentare un mercato assolutamente strategico per l’export di cibo e bevande tricolori, con un valore complessivo di 4,9 miliardi nel 2020 (+5%). Nonostante il calo di gennaio, oggi ben l’11% dei prodotti agroalimentari Made in Italy finisce sulle tavole dei consumatori americani, con una crescita delle esportazioni che ha segnato nell’ultimo decennio quota +118%, guidata dall’ortofrutta trasformata (+143%), pasta e simili (+82%) e vino (+77%).“È chiaro, quindi, che la sospensione dei dazi Usa-Ue, relativi al contenzioso Airbus-Boeing, ora è di estrema importanza e permette alle nostre aziende di tirare un sospiro di sollievo in un momento difficile -evidenzia Scanavino-. Per Cia, però, questo ritorno al dialogo e al multilateralismo deve essere l’occasione non solo per sorpassare del tutto l’incubo dazi doganali, ma per riallacciare anche politiche di commercio bilaterali più strutturate e consolidate, come si stava facendo in passato con il negoziato sul TTIP, il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti, sulla scia degli accordi di libero scambio già entrati in vigore, ossia il CETA tra Ue e Canada e il JEFTA tra Ue e Giappone”.

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Il sistema agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

“Con oltre 522 miliardi di euro, il sistema agroalimentare italiano rappresenta il 15% del PIL nazionale: primi in Europa per valore aggiunto agricolo. ll sistema agro­alimentare, inteso complessivamente come agricoltura, silvicoltura e pesca, si conferma settore chiave della nostra economia, in tutte le sue componenti (agricoltura, agroindustria e commercio all’ingrosso e al dettaglio e ristorazione), raggiunge un peso del 15% del PIL italiano, come media stabile degli ultimi anni. Messo alla prova dalla pandemia, il sistema ha saputo essere resiliente rispetto alla media generale dell’economia (stime ISTAT). Nonostante la superficie nazionale sia circa la metà di quella spagnola e francese, l’agricoltura italiana conferma la sua leadership europea: è la prima agricoltura d’Europa per valore aggiunto e la terza per produzione lorda vendibile. L’Italia è primo produttore mondiale di vino in volume e primo produttore europeo in valore nella produzione di ortaggi. Nel 2019 il valore della produzione agricola è stato di 57,3 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente, di cui oltre il 50% dovuto alle coltivazioni, il 29% circa agli allevamenti e la restante parte alle attività di supporto e secondarie. Crescita significativa nell’ultimo decennio per l’industria alimentare con +12% di valore aggiunto (circa il doppio rispetto a quello del manifatturiero) e +8% dell’indice della produzione, a fronte di una diminuzione generale. Indiscusso il contributo dell’agricoltura e dell’industria alimentare (incidenza sul settore del 64%) alla bioeconomia, che, con un fatturato in crescita (+1,3%) di oltre 324 miliardi di euro, costituisce ormai uno degli elementi di forza dell’economia italiana.
Le produzioni di qualità certificata (DOP-IGP) che, meglio di altre, hanno fatto fronte alle difficoltà legate alla pandemia, si confermano tra le più dinamiche dell’agroalimentare italiano, con un valore che raggiunge i 17 miliardi di euro (+oltre il 4%), tra componente alimentare e vinicola, circa il 19% del totale dell’agro-alimentare italiano. Sempre più significativa è la crescita delle attività connesse all’agricoltura, ormai oltre un quinto del valore complessivo della produzione agricola realizzata: l’agriturismo con +3,3% in valore e +4,1% di aziende nel solo 2019, (brusca flessione nel 2020 per le restrizioni conseguenti alla pandemia) e il contoterzismo (+1,7% in valore), particolarmente attivo in termini di maggiore diffusione di innovazioni tecnologiche, di ricorso alle pratiche dell’agricoltura 4.0, di facilitazioni nel rispetto di alcune prescrizioni ambientali, di riduzione del digital divide. Dal punto di vista strutturale sono oltre 1,5 milioni le aziende agricole, di cui il 27% sono imprese che intrattengono rapporti stabili di mercato, ricoprono il 65% della SAU (superficie media di 21 ha, superiore alla media nazionale) e rappresentano il 75% della produzione standard complessiva. Le imprese non specificamente orientate al mercato, invece, sono circa il 66% del totale (di cui il 36% ha rapporti solo saltuari e il 30% dedito al solo autoconsumo) eoccupano complessivamente circa il 29% della SAU totale. Si conferma rilevante il sostegno pubblico al settore agricolo, circa 11,9 miliardi di euro nel 2019, ma in calo rispetto agli anni precedenti: dal 2015 al 2019, infatti, si è verificata una riduzione oltre 1,3 miliardi di euro (-10%), quasi totalmente derivante da minori agevolazioni nazionali. Sul fronte degli scambi commerciali, come evidenziato dal Rapporto sul commercio estero 2019, netta è stata la riduzione del deficit della bilancia agroalimentare italiana, sceso largamente al di sotto di 1 miliardo di euro nel 2019, a fronte dei 5 miliardi del 2015 e degli oltre 9 miliardi del 2011. Si tratta di un dato straordinario, confermato dai primi 9 mesi del 2020, in cui, addirittura, si verifica un cambio di segno nel saldo, per la prima volta positivo dall’inizio della serie storica, grazie alla crescita tendenziale delle esportazioni (+0,8%) a fronte di un importante calo delle importazioni (-4,4%). In particolare, l’export, dopo un’ottima performance nei primi tre mesi dell’anno (+6,3%) e un calo nel secondo trimestre (-4,6%) soprattutto a maggio, ha visto una ripresa dei flussi, confermata al termine del terzo trimestre 2020 (+0,8%). I settori dell’export più colpiti dagli effetti del Covid-19, nel secondo trimestre 2020, sono stati il florovivaismo, le carni, i prodotti dolciari e il vino, parzialmente compensati dalla crescita di altri importanti prodotti del Made in Italy, come la pasta, le conserve di pomodoro e l’olio di oliva.
Verrà infine presentato il Rapporto L’emergenza Covid-19 e il settore ittico italiano: impatto e risposte, realizzato dal CREA, in collaborazione con NISEA, dedicato al settore della pesca e dell’acquacoltura, che ha ampiamente risentito della crisi pandemica, con un calo della domanda di prodotto fresco (-29% in valore a marzo e -17% ad aprile). In termini di scambi commerciali con l’estero, il settore è tra i più colpiti dagli effetti delle misure di contenimento del Covid-19 e dalla conseguente crisi economica (-16% in valore le importazioni nel I semestre 2020). Le imprese di acquacoltura hanno subìto una forte riduzione nelle vendite, soprattutto tra marzo e aprile, ad eccezione del canale della grande distribuzione. Le attività di pesca hanno cercato di adattarsi alle richieste del consumo domestico, anche attraverso il ricorso a nuove modalità di commercializzazione, quali la vendita diretta, le prenotazioni a distanza, gli acquisti on-line e le consegne a domicilio. By Micaela Conterio abstract

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Il voto europeo segna la condanna a morte dell’agricoltura europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Ieri sera i ministri dell’agricoltura, riuniti in Lussemburgo per decidere sulla PAC, hanno raggiunto un accordo in cui almeno il 20 per cento della dotazione nazionale degli aiuti diretti dovrà essere dedicata a incentivi per pratiche agronomicheverdi. In attesa di conoscere i dettagli però, e consci che il 20 per cento non è assolutamente sufficiente ad affrontare la crisi in corso, ancora una volta non si è guardato in faccia alla gravità del problema e agito con la necessaria fermezza per un cambio di rotta urgente del sistema agroalimentare europeo. I negoziati a tre, ovvero il trilogo, tra Commissione europea, Parlamento europeo e governi nazionali dovrebbero iniziare presto, sotto la presidenza tedesca del Consiglio europeo, per concludersi all’inizio del 2021. Il voto di ieri sera della plenaria del Parlamento europeo ha segnato la condanna a morte dell’agricoltura europea. Gli eurodeputati non sono riusciti a riformare la PAC (Politica agricola comune) – che plasmerà l’agricoltura Ue per i prossimi sette anni – per consentirle di affrontare la crisi climatica ed ecologica in corso.Il Parlamento Ue ha adottato un accordo preconfezionato tra i gruppi PPE, S&D e Renew, respingendo le proposte della Commissione ambiente del Parlamento Ue di tagliare i sussidi per il sistema degli allevamenti intensivi o di aumentare sostanzialmente i finanziamenti per le misure ambientali.“I deputati hanno firmato una condanna a morte per ambiente, clima e aziende agricole di piccole dimensioni, che continueranno a scomparire a un ritmo allarmante. Per oltre 60 anni, la politica agricola europea è stata cieca rispetto all’impatto dell’agricoltura sull’ambiente e il Parlamento europeo sta continuando volontariamente nella stessa direzione mentre gli scienziati avvertono che l’agricoltura deve cambiare rotta per affrontare la crisi climatica. Questo voto potrebbe rivelarsi una condanna a morte anche per gli obiettivi del Green Deal europeo” dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia.C’era così tanta insoddisfazione tra i deputati al Parlamento europeo per l’accordo presentato dai tre gruppi politici che 166 di loro, molti in opposizione alla leadership del proprio partito, hanno votato per annullare l’intera proposta della PAC e chiedere alla Commissione di tornare al tavolo di programmazione. Anche il Commissario europeo per l’agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha affermato che l’accordo raggiunto dal Parlamento è incompatibile con il Green Deal europeo.

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Export Italy agroalimentare verso il Regno Unito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Nonostante la crisi globale da Covid-19, l’export del Made in Italy agroalimentare verso il Regno Unito, con un valore di 2,2 miliardi di euro tra gennaio e agosto, cresce del 5% sullo stesso periodo del 2019. Cia-Agricoltori Italiani commenta i dati Istat pubblicati oggi, mettendo in rilievo il rischio per 40mila aziende italiane di perdere un importante sbocco commerciale senza l’accordo post Brexit, attualmente in discussione nel Consiglio Ue. L’impatto di un “no deal” sul settore agroalimentare interromperebbe una scia positiva che ha portato nel decennio 2010-20 a un aumento del 46% nelle esportazioni del cibo Made in Italy Oltremanica.Dal 1° gennaio 2021, con una Brexit “no deal”, le vendite di prodotti tricolore rischierebbero una forte contrazione a causa dell’introduzione di barriere tariffarie, di una minore domanda interna e del deprezzamento della sterlina. Il Regno Unito -ricorda Cia- è il quarto mercato di sbocco per l’export agroalimentare nazionale, che nel 2019 ha raggiunto i 3,4 miliardi di euro. Nella top ten dei prodotti più esportati, il vino resta il prodotto più venduto (19%), seguono l’ortofrutta trasformata (14%), prodotti da forno e farinacei (10%), i lattiero-caseari (10%) e le carni trasformate (+6%). Hanno un forte impatto su questo primato i prodotti a indicazione geografica protetta (Igp), che incidono per oltre il 30% sulle nostre esportazioni verso Londra e non saranno più riconosciute e tutelate in territorio britannico, senza un accordo commerciale.E’ fondamentale –conclude Cia- che l’Europa resti protagonista di un rapporto privilegiato con il Regno Unito e si arrivi a una positiva conclusione delle trattative, poiché un addio al buio comporterebbe un ulteriore trauma per un’economia già flagellata dallo shock da Covid-19.

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L’agroalimentare alla sfida dell’export per il rilancio delle imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Un sistema integrato di promozione del made in Italy che potrà contare su Ambasciate, Istituti di Cultura e ICE (Istituto per il Commercio Estero) e tante linee di finanziamento in grado di supportare le imprese che vorranno esplorare i mercati internazionali. Questo è lo scenario delineato durante il convegno “Fatto in Italia, richiesto nel mondo: l’export che ci rende eccellenti” organizzato dall’associazione “Il Chiostro per la trasparenza e professionalità delle lobby” presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con la partecipazione del Sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, e del Sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate. Uno scenario che il patrimonio agroalimentare nazionale dovrà essere in grado di sfruttare pienamente per continuare il trend positivo che non si è arrestato neppure durante il blocco forzato dovuto all’emergenza Covid-19. Nel primo semestre 2020, infatti, l’export agroalimentare made in Italy ha raggiunto 221,1 miliardi di euro, in progressione del 3,5% su base annua, pari all’11% dell’esportazione complessiva di beni e servizi. Risultati positivi che spingono il Governo a sostenere con ancor più decisione le politiche di supporto alle esportazioni. L’ultima Legge di Bilancio ha potenziato il contingente di esperti presso le sedi diplomatiche italiane nel mondo e, su suggerimento del MIPAAF, sono stati individuati anche 6 esperti agricoli che opereranno presso le Ambasciate italiane a Londra, New Delhi, Brasilia, Tokyo, Washington e Pechino, ovvero dove è emersa maggiore necessità da parte del comparto agroalimentare.“Un ulteriore strumento è poi quello del portale Export.gov.it che fornisce un quadro chiaro, attraverso step semplici e intuitivi, alle piccole e medie imprese permettendogli di venire a conoscenza sia dei fondi a disposizione sia dei possibili mercati di interesse rispetto al proprio settore commerciale e alle proprie produzioni” – ha proseguito il Sottosegretario Di Stefano.

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