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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘agroalimentare’

Corre l’agroalimentare “made in Italy” sulla scena mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Grazie ai buoni risultati raggiunti nel 2018 e ad una previsione di crescita di oltre il 2% nel 2019, il comparto alimentare continua a fare la parte da leone dell’industria italiana con un fatturato superiore ai 137 miliardi di Euro nel 2017 (pari all’8% del PIL) e 385.000 addetti impegnati in oltre 6.800 imprese. E’ un quadro nel complesso positivo quello che emerge per il Belpaese dall’analisi che Atradius, tra i principali Gruppi a livello mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, fideiussioni e recupero crediti, dedica all’andamento del settore alimentare nei diversi paesi del mondo (Market Monitor Alimentare Dicembre 2018).
A confermare il trend positivo del settore, la buona performance dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati esteri, con una crescita delle esportazioni del 3,1% nel primo semestre del 2018, mentre resta più contenuto l’aumento dei consumi sul mercato interno (+0,9%). Sale anche la produzione, portandosi al +3,2% nel 2017 seguita da un +1,9% nel primo semestre del 2018.
I più importanti mercati di sbocco per il nostro Paese restano quelli dell’Unione europea (è pari al 66% il valore complessivo dei prodotti agroalimentari esportati dall’Italia, secondo gli ultimi dati Ismea), dove le principali destinazioni sono rappresentate da Germania, Francia e Regno Unito. La Germania, che vede una lieve crescita del fatturato nel primo semestre del 2018 (+1,1%), si comporta differentemente però dall’Italia, dove le buone previsioni per il settore non lasciano prevedere un aumento dei ritardi di pagamento e delle insolvenze nel 2019. Crescono infatti i casi di ritardo e di insolvenza soprattutto nel segmento della carne, delle bevande e dei prodotti ortofrutticoli, così come gli episodi di frode alimentare che colpiscono i segmenti del pesce, frutta e verdura.
Anche la Francia, secondo paese di destinazione dei prodotti italiani dopo la Germania, mostra alcune debolezze strutturali che ostacolano la performance del settore, ancora oggi uno dei pilastri dell’economia francese (6° esportatore mondiale di generi alimentari), provocando una flessione della produzione dello 0,6% nel 2017, seguita da un ulteriore calo nel primo semestre dello scorso anno (-1,1%). Come per la Germania, il livello dei ritardi di pagamento e di insolvenza aumenta nel 2018, in particolare nel segmento della carne, e si prevede un’ulteriore crescita nel 2019.
Una performance non molto ottimistica si delinea anche per il Regno Unito, terzo mercato di sbocco europeo per l’export alimentare italiano, dove la svalutazione della sterlina dopo il referendum Brexit ha portato ad una forte pressione sui margini di profitto delle imprese a causa dell’aumento dei costi delle importazioni. Ciò ha provocato una crescita dei ritardi di pagamento e di insolvenza, per i quali, anche questa volta, si prevede una tendenza a rialzo nel 2019.
In ambito extra Ue, l’analisi Atradius offre uno scenario interessante soprattutto per i paesi del NAFTA, caratterizzato da un andamento positivo nel 2018, tra i quali spicca la performance del Canada che Atradius premia con voto “eccellente”. Anche per questi Paesi però, il Gruppo mantiene un atteggiamento prudente lasciando intravedere alcune criticità all’orizzonte, in particolare per USA e Messico.
Negli Stati Uniti, primo mercato di destinazione tra i paesi terzi, nonostante il settore si mantenga molto solido con una previsione di crescita del 2,2% nel 2019, la forte concorrenza in tutti i principali segmenti determinerà come effetto negativo una flessione sui margini di profitto delle imprese nel 2019.
Il settore agroalimentare messicano si mantiene fortemente orientato all’export, con un aumento stimato delle vendite dell’8,7% rispetto al 2017. Tuttavia i possibili sviluppi dei negoziati USMCA, in particolare la mancata ratifica e una nuova escalation delle controversie commerciali, potrebbero avere forti ripercussioni sul settore a causa della potenziale imposizione di dazi sulle esportazioni negli USA.Come per gli altri paesi, anche per l’Italia, nonostante il quadro complessivamente positivo, restano alcune criticità dovute in particolare alla frammentazione e alla forte concorrenza nel segmento del retail alimentare, caratterizzato da imprese di piccole dimensioni, e a situazioni di forte indebitamento delle aziende di produzione e trasformazione alimentare. Infine, un numero significativo di dati finanziari non in linea con i livelli medi del settore, rappresenta un campanello d’allarme per la presenza di frodi alimentari nel settore.Nonostante, in linea generale, il settore alimentare continui a registrare una performance soddisfacente – commenta Massimo Mancini, country manager Atradius per l’Italia- le difficoltà che caratterizzano i contesti economici dei principali mercati d’esportazione del nostro Paese e le nuove sfide che si presentano per gli operatori del settore, dai cambiamenti delle abitudini di consumo al ricorso sempre maggiore alla tecnologia per l’approvvigionamento su scala globale, possono mettere sotto prressione le aziende alimentari. Per questo consigliamo ai nostri esportatori di tutelarsi con gli strumenti che il Gruppo mette a disposizione per proteggersi dal rischio credito e garantire il buon andamento delle pratiche commerciali all’estero”.

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Agroalimentare veneto: Andamento 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Legnaro-Pd oggi 24 gennaio (ore 11:00) presso la sede di Veneto Agricoltura (Agripolis) “tradizionale” conferenza stampa di inizio anno. Sono poco più di 63.400 le imprese agricole attive in Veneto iscritte nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio al terzo trimestre del 2018. Un numero ancora in leggero calo (-0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e in linea con l’andamento registrato dal settore anche a livello nazionale. È questo il primo dato che emerge dall’analisi della grande mole di numeri in corso di elaborazione da parte degli esperti di Veneto Agricoltura in vista del tradizionale incontro di inizio anno con i giornalisti sull’andamento del settore agroalimentare veneto nell’anno appena concluso. Com’è tradizione ormai da molti anni, gli esperti dell’Agenzia regionale forniranno un primo quadro sull’andamento economico-produttivo del comparto, comprendente numero degli occupati, superficie, produzione per singolo comparto, risultati dell’export agroalimentare regionale, ecc. La Conferenza Stampa rappresenta un importante momento per comprendere in anteprima lo stato di salute e il reale andamento dell’agricoltura veneta nel 2018, in attesa dell’incontro in programma nel mese di giugno quando sarà diffuso il Report consuntivo congiunturale.All’incontro saranno presenti l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan e il Direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro.

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“Sentenza Corte Europea, freno alla ricerca e all’innovazione in ambito agroalimentare”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

“C’è del rammarico – sottolinea Marcello Veronesi, presidente Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici) – di fronte alla decisione della Corte di Giustizia Europea che, di fatto, pone un freno normativo al rilancio competitivo della filiera agroalimentare europea e italiana”.“La spinta all’innovazione – prosegue Veronesi – è sempre finalizzata al miglioramento del prodotto finale da fornire al consumatore. Il processo che porta a tale prodotto è il risultato della costante ricerca scientifica, normativa e aziendale. Bloccare tale meccanismo virtuoso, vincolando le novità tecnico-scientifiche a norme pensate nei decenni scorsi per regolamentare gli organismi geneticamente modificati, rappresenta un elemento preoccupante rispetto al futuro”.“L’agricoltura europea e italiana – aggiunge il presidente Assalzoo – ha bisogno della ricerca per migliorare la qualità e la quantità delle produzioni. Una grande alleanza per l’innovazione che sappia unire la parte pubblica e l’imprenditoria privata è la via maestra per immaginare un’attività agricola sostenibile a livello ambientale e sicura a livello alimentare. Rimane quindi forte l’esigenza, soprattutto per la situazione dell’agroalimentare italiano, che non ci siano pregiudizi e forme di regressione anti-scientifica. È un’esigenza di tutti gli attori della filiera, di cui le autorità pubbliche dovrebbero farsi carico. Un’agricoltura moderna, efficiente, innovativa, scientificamente all’avanguardia è infatti la condizione indispensabile per garantire la specificità delle produzioni italiane e la loro capacità di penetrazione sui mercati internazionali”.“La decisione della Corte di Giustizia europea – conclude il presidente Assalzoo – dovrebbe ora fare riflettere sulla necessità di rivedere la normativa europea in tema di biotecnologie che oggi è – erroneamente – basata sulla tecnica, mentre sarebbe opportuno che l’attenzione fosse rivolta alla valutazione del prodotto che si ottiene. Un passaggio necessario se non vogliamo che l’Europa resti un fanalino di coda nell’innovazione e nello sviluppo, rinunciando in questo modo ad incrementare le proprie produzioni e a tenere nel mirino l’obiettivo prioritario della sostenibilità, sicurezza e qualità delle produzioni agroalimentari”

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Agroalimentare, l’Abruzzo protagonista a New York: Oscar al Pan’Agrumato

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Eletto “New best product 2018” il Pan’Agrumato al Montepulciano d’Abruzzo, specialità dolciaria creata dall’imprenditore Francesco Ricci di Lanciano (Ch) e da “Agrumato srl”, la sua azienda di famiglia. Il prodotto, che da nove anni viene esportato in tutto il mondo, è stato insignito in questi giorni a New York del prestigioso SOFI AWARDS, l’Oscar del food, nel Paese in assoluto più ricettivo ed attento alle produzioni alimentari italiane d’eccellenza. “Un successo – commenta semplicemente, emozionato, Francesco Ricci, dagli States, dove si trova inseme alla figlia Lucrezia -. Abbiamo appena ritirato le statuette. Un risultato incredibile, in un’annata in cui i riconoscimenti internazionali si susseguono e rincorrono”. Il Pan’Agrumato è l’evoluzione creativa e salutista del classico panettone natalizio, perché viene realizzato solo con olio Agrumato, che sostituisce il burro, trasformando così un prodotto altamente calorico, in uno a bassissimo contenuto di grassi, di colesterolo, privo di lattosio e derivati del latte, e quindi con molte meno calorie, ma che mantiene inalterate morbidezza e fragranza, con una maggiore digeribilità e lasciando il palato con una piacevolissima sensazione di pulito. “Che sia ben chiaro – puntualizza Ricci -, il Pan’Agrumato non è un panettone, è molto di più!!!” Una delizia… Per il Pan’Agrumato si tratta di una sorta di consacrazione dopo le affermazioni a Roma, quando nel 2014 fu proclamato “Prodotto innovativo”, e a Londra, quando, nel 2017, ha conquistato il “Bellavita Awards”. Per l’azienda Agrumato si tratta invece di un’annata eccezionale in fatto di successi a… stelle e strisce, dato che i suoi oli all’inizio dell’anno hanno fatto incetta di primi premi al “Los Angeles International Extra Virgin Olive Oil Competition”, autorevole rassegna olivicola, la quinta a livello mondiale, accaparrandosi ben 5 medaglie d’oro e bissando il successo del 2017. Il SOFI AWARDS è un premio creato nel 1972 e che viene assegnato, durante il Fancy Food Show di New York, la più importante fiera alimentare Usa e tra le prime 3 al mondo, ai migliori e più innovativi prodotti, nel campo delle eccellenze agroalimentari presenti sul mercato mondiale. Quest’anno il comitato di valutazione era composto da 56 giudici, selezionati tra chef, giornalisti, buyers ed esperti di categoria. Essi, nelle tre settimane prima dello show, si sono riuniti per assaporare e valutare, attraverso una degustazione cieca, più di 260 prodotti selezionati tra le migliaia presenti alla rassegna statunitense.Il Pan’Agrumato al Montepulciano si aggiudica il SOFI AWARDS come NEW BEST PRODUCT 2018, ma anche la statuetta d’argento per la sua categoria, ovvero per le produzioni dolciarie.Doppio Oscar quindi…

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Confagricoltura Salerno punta sul Distretto Agroalimentare di Qualità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Si è tenuta nella sede di Confagricoltura a Battipaglia la riunione del Comitato promotore del Distretto Agroalimentare di Qualità della Piana del Sele, Irno-Picentini e Parco del Cilento.
L’obiettivo di Confagricoltura Salerno è quello di precorrere i tempi: il distretto agroalimentare di qualità – una volta riconosciuto tale da Regione Campania – sarà candidato a Distretto del Cibo, la nuova tipologia individuata dal comma 499 della legge di bilancio dello Stato per il 2018, che ha emendato l’articolo 13 della legge di orientamento in agricoltura: il Decreto legislativo 288/2001.E per i distretti del Cibo e i loro programmi di valorizzazione dell’agroalimentare c’è un budget di 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni per il 2019, stanziati proprio dalla legge di bilancio.Hanno partecipato alla riunione del comitato promotore, oltre a Confagricoltura Salerno, nella persona del Presidente Antonio Costantino, il delegato del Parco del Cilento Vincenzo Inverso, il presidente del Consorzio Olio Dop Colline Salernitane e Nocciola di Giffoni Igp Gerardo Alfani, il presidente di Rago Group Rosario Rago, il responsabile della Azienda Agricola San Salvatore Giuseppe Pagano, il presidente della Noschese Srl Guglielmo Noschese, la delegata del Consorzio di Tutela Vini Salernum Mila Vuolo, i direttori del Gal Colline Salernitane e Gal Irno-Cavese “Terra è Vita” Eligio Troisi e Giovanni Giugliano.“E’ il primo passo verso quella che sarà un’iniziativa in grado di unire i territori che rivestono un ruolo importante nel panorama della nostra regione, dal punto di vista agricolo, turistico e culturale. Il Distretto Agroalimentare di Qualità è uno strumento, riconosciuto dalla Legge Regionale n. 20 del 2014, in grado di fornire alle nostre realtà economiche una marcia in più nella crescita socio-economica delle aree coinvolte.” Così ha dichiarato il Presidente di Confagricoltura Antonio CostantinoCostantino inoltre sottolinea: “L’idea della realizzazione e della candidatura del distretto parte da lontano, in seguito ad incontri con le aziende, vero motore economico della società, che ci hanno fatto optare per il perseguimento di tale obiettivo al fine di essere un interlocutore nazionale ed internazionale per il rilancio delle nostre splendide realtà agroalimentari, turistiche e culturali che saranno, negli anni a venire, la vera ricchezza del nostro paese”.Il tavolo tecnico – che ha visto la presenza di tante realtà locali importanti – sarà presto allargato ad altri attori pubblici e privati.

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“SSICA-UNIPR: un sistema sinergico per la ricerca e il trasferimento tecnologico nell’agroalimentare”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 maggio 2018

Parma Giovedì 10 maggio, a partire dalle ore 10.30, nella Sala “P. Barilla” delle Fiere di Parma, nell’ambito di Cibus si terrà il convegno SSICA-UNIPR: un sistema sinergico per la ricerca e il trasferimento tecnologico nell’agroalimentare, evento di presentazione della collaborazione tra la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari e l’Università di Parma.Dopo l’introduzione del Presidente SSICA Andrea Zanlari e del Rettore Paolo Andrei, interverranno Nicola Levoni, Presidente di Levoni SpA, Stefano Romei di CFT SpA e Marco Sachet, Direttore dell’Istituto Italiano Imballaggio, sulle prospettive del trasferimento tecnologico nel comparto alimentare, impiantistico e nel packaging, moderati da Gabriele Costantino dell’Università di Parma e Antonio Trifirò di SSICA. A seguire, nella seconda parte della mattinata, sono in programma gli interventi di Nicoletta Simoncini, Andrea Brutti e Chiara Zurlini di SSICA e di Camilla Lazzi, Giuseppe Vignali e Gianni Galaverna dell’Ateneo sui pilastri scientifico-tecnologici di riferimento nella collaborazione presente e futura tra i due enti.

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Dati export agroalimentare: pomodoro pelato prodotto più amato

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Con un fatturato export di circa 1,5 miliardi di euro, l’industria del pomodoro e dei suoi derivati si conferma, anche nel 2017, uno dei punti di forza dell’agroalimentare italiano. “Negli ultimi dieci anni l’export dei derivati del pomodoro continua a registrare trend positivi. In particolare, crescono le quote di mercato dei nostri prodotti tradizionali, pelati, polpe e passata, che rappresentano oltre l’80% del volume delle esportazioni, a testimonianza che, anche in periodi di crisi, i consumatori scelgono la qualità” – dichiara il Presidente di ANICAV Antonio Ferraioli.Nei mercati consolidati, pelati, polpe e passata continuano a registrare segni positivi: Regno Unito (+5%), USA (+4%), Francia (+7%) e Australia (+6%). Si evidenzia, invece, una flessione in Giappone (-4%), in Germania (-5%) e in Belgio (-2%).In forte crescita le quote di export nei nuovi mercati di sbocco, in particolare l’Est Europa (+6%) e, per le aree extra UE, Sud America – Brasile ed Argentina – (+ 35%) e Sud Africa (+16%). Buone le performance anche in Corea del Sud (+7%) e negli Emirati Arabi Uniti (+7%) e nell’area ASEAN (+6%).Positivo il saldo della bilancia commerciale, con un export di circa 2 Milioni di tonnellate a fronte di un import di circa 170 mila tonnellate, per un valore di export pari a 1,5 Miliardi di euro contro un valore import di circa 113 milioni di euro.
Sul fronte delle importazioni di concentrato, che rappresentano circa 160mila tonnellate sugli oltre 5 milioni di tonnellate di pomodoro trasformato in Italia nel 2017, si rileva una importante riduzione da poco più di 200mila tonnellate nel 2016 a 164mila tonnellate nel 2017. Si evidenzia in particolare un significativo calo, pari a -63,6%, delle importazioni dalla Cina che passano da poco più di 90.000 tonnellate nel 2016 a 33.000 tonnellate nel 2017.
Oltre alla Cina, che rappresenta circa il 20% dell’import di concentrato, altri mercati di approvvigionamento sono gli USA (37%) e Spagna e Portogallo (39%).“Alle positive performance dell’export, che, in un settore export oriented come il nostro, da sempre riescono a bilanciare il calo dei consumi interni – afferma il Direttore di ANICAV, Giovanni De Angelis – si accompagna un’importante politica di investimenti da parte delle aziende finalizzati all’accrescimento dimensionale e allo sviluppo delle produzioni, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale dell’impresa.”

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Economia Circolare: la via alla sostenibilità per il settore agroalimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

agricolturaCremona. Sicurezza alimentare, riduzione degli sprechi e rimodulazione di una filiera agroalimentare capace di accogliere le sfide della sostenibilità ambientale. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro promosso da Assalzoo nel corso della Fiera internazionale del Bovino da Latte in corso a Cremona, dal titolo “Economia circolare: un approccio strategico per il comparto mangimistico”.
Le indicazione della normativa dell’Unione Europea sull’economia circolare indicano una via precisa da percorrere attraverso il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti e degli ex-prodotti alimentari. E il settore della mangimistica si muove già da tempo in questa direzione. La riduzione degli sprechi alimentari e la sostenibilità delle produzioni rappresentano da sempre una sfida per l’industria zootecnica italiana. Questa esigenza va sempre coniugata con una rigorosa attenzione agli standard di sicurezza. Il livello dei controlli lungo tutta la filiera rimane infatti uno degli impegni essenziali degli operatori del settore mangimistico, ma non solo. La visione complessiva di questo intero processo è alla base della giornata di studi che ha visto la partecipazione di tutti gli attori della filiera.Insieme ad Alberto Allodi, presidente di Assalzoo, hanno partecipato Giuseppe Pulina, professore dell’Università di Sassari, esperto di nutrizione animale e sostenibilità, oltre che coordinatore del comitato scientifico per l’innovazione di Assalzoo, Gabriele Canali, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, esperto di filiere agroalimentari, e Luca Falasconi, professore dell’Università di Bologna, esperto di tematiche relative alla riduzione degli sprechi e alle forme di riutilizzo dei prodotti nella produzione agroalimentare, in rappresentanza del mondo scientifico e della ricerca. A completamento del percorso di filiera c’è stata la partecipazione di Valentina Massa, appartenente all’Effpa (European former foodstuff processors association) e imprenditrice con un’azienda mangimistica attiva nella valorizzazione degli ex-prodotti alimentari, in rappresentanza della componente industriale, e Rosario Trafiletti, dell’Istituto studi del Consumi, come espressione del mondo dei consumatori.Dal confronto tra le varie professionalità presenti nel corso della tavola rotonda è emerso un profondo senso di consapevolezza rispetto alla necessità di accogliere la sfida di un futuro produttivo in grado di riutilizzare al meglio i prodotti già esistenti. Sostenibilità e sicurezza sono le due categorie chiave con il quale vano costruite le fondamenta della filiera agroalimentare, quella capace di garantire cibo di qualità a quasi 10 miliardi di persone nel pianeta. Assalzoo, con questa iniziativa, che supera i confini del solo settore mangimistico, dimostra, ancora una volta, una visione d’insieme e un approccio operativo di lungo periodo in grado di coniugare la presenza industriale con il benessere dei cittadini/consumatori.

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Trattati e accordi come il Ceta possono determinare gravi minacce per il mondo agroalimentare

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

agricolturaI rischi sono prevalentemente quelli di indebolire ulteriormente le Pmi agricole a vantaggio delle multinazionali dell’agroindustria. Da elementi come il principio di precauzione, le normative sulla garanzie sulle produzioni agroalimentari e la possibilità per le grandi imprese di contrapporsi ai governi nazionali possono infatti derivare colpi pesantissimi ad un settore già in forte crisi.
C’è poi un altro aspetto che genera una ulteriore preoccupazione; ed è la pressione mediatica e politica che si sta facendo per cercare di far passare definitivamente il Ceta, il quale, se approvato, avrebbe ripercussioni pesantissime nel prossimo futuro, sia in termini economici, sia in termini di fiducia verso le istituzioni internazionali da parte di cittadini e consumatori.
Come Confeuro il nostro auspicio è che il governo italiano si faccia portavoce della volontà del mondo agricolo nostrano e che non si faccia invece deviare dalle ambizioni e velleità della feroce logica del profitto che guida l’operato di diverse grandi imprese del primario.

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Svendita del patrimonio agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

050211_5303_3612_Continua la svendita del patrimonio agroalimentare italiano alle multinazionali, questa volta a vantaggio dei costruttori del gasdotto Tap che intendono portare il metano dell’Azerbaijan in Italia (Salento). Un’operazione di questo genere – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso –, avallata poche ore fa dal Consiglio di Stato, non solo provocherà lo sradicamento di circa 200 ulivi del comune di Melendugno, ma rischia anche di compromettere seriamente il futuro dell’intera aria pugliese. Un aspetto che non viene sottolineato sufficientemente dai media è infatti quello legato della pericolosità dell’opera: la pineta sulla quale si intende realizzare l’impianto è stata più volte oggetto di incendi, ed è allo stesso tempo situata in una zona particolarmente ventosa. Per tutte queste ragioni non dovrebbe essere difficile dedurre i rischi che verrebbero corsi dai cittadini pugliesi per soddisfare gli interessi privati di una multinazionale.
Ancora una volta – conclude Tiso – il governo ha scelto di mettersi al fianco delle grandi imprese e di calpestare i diritti dei cittadini e degli agricoltori. La battaglia per il gasdotto, però, sarà molto lunga e la Confeuro, in linea con la sua storia, farà tutto quello che è in suo potere per sostenere le ragioni di chi non intende svendere la propria casa e la propria dignità.

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Serve un ministero dell’agroalimentare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2016

050211_5303_3612_Se c’è qualcosa che conta davvero poco in un ministero – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è il nome del ministro. La differenza vera infatti si fa con i programmi e con i metodi, e non con un nominativo piuttosto che un altro.
Il nostro auspicio – continua Tiso – è che il nuovo ministero dell’Agroalimentare faccia un atto di discontinuità con il passato e che guardi prima di tutto al supporto delle Pmi agricole e al coinvolgimento della totalità del mondo agricolo.
Il primario nostrano ha subito notevoli flessioni nel recente passato, e questo si deve soprattutto ad una sua gestione “distratta” e figlia più della logica della lottizzazione politica che del merito. Come Confeuro – conclude Tiso – offriamo tutto il nostro supporto al nuovo ministro, ma la condizione essenziale per una collaborazione costruttiva è quella di una immediata inversione di rotta.

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L’agroalimentare pugliese al Sial di Parigi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

alimentareDa domenica 16 ottobre 2016 il meglio dell’agroalimentare pugliese sarà presente al Sial di Parigi. La fiera, di frequenza biennale si concluderà il 20 ottobre. Unioncamere Puglia, in collaborazione con il Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Tutela dell’Ambiente della Regione Puglia, e nell’ambito del “Programma Promozionale 2016”, ha organizzato la presenza di ventiquattro aziende pugliesi all’interno della “Collettiva ICE”, che si articolerà esclusivamente nell’area allestita nella HALL 1. “SIAL Paris con 7000 espositori e 104 Paesi rappresentati, su 27 ettari di spazio espositivo, è l’equivalente di 100 supermercati messi assieme. Per Unioncamere Puglia – spiega il presidente Alessandro Ambrosi, – è un appuntamento fisso nel calendario fieristico, in quanto rappresenta un vero e proprio barometro dei trend di consumo nonché un efficace cassa di risonanza dell’ industria agroalimentare europea ed internazionale oltre ad essere fedele osservatorio sulle innovazioni nel ramo alimentare globale. E’ importante esserci, è importante contribuire a livello istituzionale a supportare in termini di servizi la presenza delle nostre imprese sui mercati esteri”.

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Il Generale Cittadella al DISAA CO-OPEN DAY

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

generale cittadella1Milano. Una “Finestra sulla Cooperazione”, questo il tema affrontato dal Generale di Brigata Michele Cittadella, Comandante Militare Esercito Lombardia durante il “DISAA CO-OPEN DAY 2016”, la giornata di convegni e laboratori attorno al tema della cooperazione allo sviluppo agroalimentare organizzata ieri presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università Statale di Milano.
Il convegno, moderato dai professori Guido Sali, Stefano Bocchi, Claudia Sorlini e dalla giornalista Michela Coricelli, attraverso gli interventi del Magnifico Rettore di UNIMI prof. Gianluca Vago e di una moltitudine di illustri rappresentanti delle Istituzioni Nazionali e Locali, ONGs, Organizzazioni Internazionali e Associazioni di produttori, ha focalizzato l’attenzione sul ruolo del mondo della ricerca nel settore della cooperazione allo sviluppo in campo agroalimentare.
generale cittadella2«L’obiettivo del mio intervento – ha esordito il Generale Cittadella – è spiegare l’importanza della “Cooperazione a monte della Cooperazione”, parlando di un compito fondamentale dell’Esercito Italiano e far vedere, in questo modo, quanto il mondo militare e quello accademico non siano poi così distanti». Il Generale Cittadella ha poi aggiunto che «in tale contesto è imprescindibile il ruolo della “Riserva Selezionata”, un bacino di Ufficiali, uomini e donne, in possesso di un background culturale e professionale di interesse per la Forza Armata i quali, dopo un ciclo formativo di cinque settimane, sono impiegati in territorio nazionale o internazionale per soddisfare esigenze operative, addestrative e logistiche dell’Esercito».
I lavori sono stati suddivisi in 4 sessioni: un primo livello di analisi è stato fornito dal panel “istituzionale” nel quale le autorità locali e nazionali hanno fornito una cornice generale dell’azione nel campo della cooperazione internazionale.
Il ruolo universitario è stato analizzato attraverso il dialogo con ONGs, Organizzazioni Internazionali, Autorità locali e Associazioni di produttori che si sono confrontate, nel secondo panel, sulla visione e sulle competenze specifiche di ciascun attore.
Nel terzo panel la discussione è stata incentrata su alcune esperienze di collaborazione del DISAA con altri dipartimenti della Statale e altre organizzazioni nel campo dello sviluppo agroalimentare; elemento qualificante di questo panel è stato costituito dagli interventi di controparti locali che hanno descritto, dal loro punto di vista, il ruolo del mondo universitario nella cooperazione.
Infine, con il quarto e ultimo panel è stato affrontato il tema della cooperazione internazionale e agroalimentare alla luce di un tema di attualità, le “Migrazioni o Sustainable Development Goals – SDGs”, in modo da darne una lettura trasversale e coinvolgente.
(Magg. Andrea Maria Gradante)

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Cile-Italia: Ricerca agroalimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

alimentareSi rafforza la collaborazione tra Italia e Cile nella ricerca agroalimentare. Dopo l’arrivo di 150 imprese cilene a Expo2015 e dopo 5 anni di collaborazione tra il Parco Tecnologico di Lodi – Science Park e la Fondazione EuroChile, si è tenuta ieri a Santiago del Cile un incontro, presenti i rappresentanti del mondo economico, politico e diplomatico dei due Paesi. Nel corso dell’incontro, cui hanno partecipato il Ministro cileno all’Economia, Luis Felipe Céspedes, e Daniel Calleja, Direttore Generale all’Ambiente in Commissione Europea, è stato consegnato un premio a Gianluca Carenzo, Direttore Generale del Parco Tecnologico di Lodi.Carenzo è stato premiato come “segno di riconoscimento per il suo impegno nello sviluppo della partnership tra Europa e Cile, ritenuta strategica e nella stesura e gestione di progetti di innovazione e trasferimento tecnologico, in particolare nel settore agroalimentare e delle biotecnologie”. La Fondazione EuroChile Business è stata fondata nel 1993 come iniziativa congiunta tra l’Unione Europea e il Cile, con la missione di promuovere e favorire le relazioni tra Paesi e sostenere le piccole e medie imprese.

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“Responsabilità amministrative e penali da reato agroalimentare”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

reato agroalimentareParma 16 novembre 2015, (inizio dei lavori alle 9,30) presso la Sala Convegni della SSICA – Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari, si terrà un incontro promosso da ACCREDIA, FederQuality e S.S.I.C.A. di Parma, dove magistrati, ispettori dell’ICQRF e rappresentanti di ACCREDIA, approfondiranno tutte le tematiche giuridiche e operative necessarie, collegate all’operato dei principali attori del sistema di certificazione dei prodotti agroalimentari oltre a porre l’accento sulla valenza delle prove analitiche chimico-fisiche e sensoriali e sull’accreditamento dei laboratori di prova.Sarà il Prof. Andrea Zanlari, presidente della SSICA di Parma, ad aprire questo incontro di fondamentale importanza per aziende di produzione, laboratori di analisi, organismi di certificazione e per tutte le figure operanti a vario titolo nel settore del controllo qualità degli alimenti.Alla luce dell’inchiesta del Procuratore di Torino Guariniello sull’ Olio venduto come «extravergine» che in realtà non lo era si parlerà della legge SalvaOlio e si affronterà anche il tema delle revisioni in materia di giudizio di conformità sui rapporti di prova.L’incontro trae origine dai recenti fatti di cronaca giudiziaria e i relativi sequestri effettuati dagli Organi di controllo in regioni quali Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Puglia e Campania che hanno evidenziato un “sistema” complesso, talvolta con più ombre che luci e probabilmente non sempre compreso appieno dalle parti attrici delle varie filiere di produzione, dal prosciutto al vino, dai formaggi all’olio d’oliva.
La certificazione “di prodotto”, nel settore agroalimentare, come ben noto, è regolamentata da un articolato complesso normativo, essenzialmente costituito da Regolamenti CE, dalle norme UNI-ISO e – per quanto riguarda gli Enti terzi di certificazione ed i laboratori di analisi – dai requisiti previsti da ACCREDIA.Un sistema normativo multidisciplinare che riconosce e distribuisce responsabilità giuridiche di natura civile, penale e risarcitoria non solo in capo all’azienda, ma anche in capo al tecnico ispettore e all’Organismo di Controllo e Certificazione, con responsabilità oggettive anche per i laboratori di analisi chimiche e sensoriali che operano, talvolta, solo con metodi interni e/o privi dell’accreditamento dei metodi ufficiali di analisi.
Un sistema complesso dunque, dove luci e ombre si alternano e dove il confine tra “colpa cosciente e dolo eventuale” può apparire spesso troppo sottile o addirittura invisibile. (foto: reato agroalimentare)

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Agroalimentare, delegazione di imprese friulane ad Anuga

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2015

fiera anugaDal 10 al 14 ottobre, una delegazione di 7 imprese regionali dell’agroalimentare sarà presente in collettiva a Colonia (Germania), alla fiera Anuga, uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi del settore, che con cadenza biennale raccoglie oltre 150 mila visitatori professionali da quasi 190 Paesi del mondo, con 6.777 espositori solo nell’ultima edizione. La collettiva del Fvg, con il coordinamento delle Camere di Commercio di Udine e Pordenone, sarà dunque presente in fiera, dove, come dimostrato anche nelle passate partecipazioni, le aziende aderenti potranno allargare le proprie conoscenze e ampliare le opportunità di collaborazione internazionale e di esportare il proprio prodotto su un mercato d’interesse.Il mercato tedesco rappresenta peraltro la più importante opportunità commerciale per le aziende italiane ed è il primo partner commerciale per l’export agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, con circa 59,2 milioni di euro di valore (il 15,7% dell’export di settore). Il settore agroalimentare della Germania è disponibile ad assorbire nuove specialità gastronomiche (quanto a imballaggio e ingredienti) con favorevole rapporto qualità-prezzo. Permane notevole l’interesse, inoltre per i prodotti “convenience” e bio. Le aziende friulane partecipanti ad Anuga sono: da Udine Villa Food, Eat Friuli e Sapori Antichi, da Pordenone Food Industry, Luigi Tomadini, Macoritto Valentino & C. e Sapori di casa.
E sempre in tema di agroalimentare, dopo Anuga continuano le opportunità di promozione per le nostre imprese, con le iscrizioni già aperte in Cciaa per la partecipazione a due grandi eventi del 2016 – per cui è necessario aderire con largo anticipo –: Foodex Japan, in marzo a Tokyo, e Sial Parigi, per ottobre 2016.

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Tutelare il patrimonio agro-alimentare Made in Italy

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2015

alimentare“L’Italia si deve battere per la tutela del nostro patrimonio agroalimentare in Europa”: non usa mezzi termini il presidente dei giovani imprenditori di Confapi Angelo Bruscino che interverrà questo pomeriggio a Milano ad Expo 2015 al forum “Il Ruolo dell’Europa nella tutela del patrimonio agroalimentare” a cui parteciperanno tra gli altri il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. L’evento si terrà alle 18 nella sala Workshop Cascina di Triulza ed è organizzato dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati.“L’Italia- dichiara Bruscino- è uno dei pochi paesi che riesce ad esprimere nel mondo un ecosistema di eccellenze che vanno dall’artigianato, all’industria, dai beni culturali a quelli paesaggistici, dalla manifattura, al design. Naturalmente nella produzione di beni e prodotti agroalimentari, che da soli costituiscono ogni anno per il nostro paese tra mercato interno ed export circa 250 miliardi di euro, ossia il 15% del nostro Pil, impegnando circa 1,6 milioni di aziende agricole, che tra i vari primati conseguiti a livello globale, continuano a mantenere quelli della sicurezza con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità con la decisione di non coltivare OGM, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico e quindi della sostenibilità delle nostre produzioni al punto tale da potersi giustamente titolare come quella più “Green” d’Europa.
Il nostro paese vanta 272 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) oltre 20.000 agriturismi, ed il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari, le regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino, regole che nei paesi dell’Unione nostri competitor spesso non vengono applicate, anzi la tendenza a snaturare l’identità degli alimenti, anche a scapito delle nostre eccellenze continua a crescere, complice l’assenza di una vera politica e di controlli capaci di tutelare chi invece non solo crede nelle regole, ma con la loro applicazione crea benessere diffuso e protegge le nostre tradizioni ed i nostri luoghi.
L’Italia, soprattutto nel settore della produzione Bio è campione europeo, come lo è anche nella produzione di valore aggiunto e siamo i primi anche in termini di occupazione, con 7,3 milioni di addetti, con una potenziale crescita prevista nei prossimi anni anche grazie ai nuovi modelli di economia circolare di un altro milione di unità.””Il tema vero- continua Bruscino- attorno al quale si declina il tutto, cioè cura del territorio, equilibrio, tradizione, innovazione, buon lavoro soprattutto giovane in questi ultimi anni, rende il nostro Made in Italy sinonimo di qualità e potrei aggiungere esclusività. Eppure nonostante questo indiscutibile successo celebrato anche ad Expo 2015 non siamo mai riusciti ad imporci in Europa come i titolari di una cultura millenaria, anzi abbiamo e ancora oggi subiamo la dittatura di altri paesi nostri concorrenti che per incomprensione, per la natura dei loro territori, per la volontà esplicitata o nascosta di batterci su un mercato nel quale siamo leader mondiali cerca di vincere anche in maniera sleale.””Per questo- conclude Bruscino- il ruolo dell’Europa diventa centrale, nel combattere l’agropirateria unitamente ad azioni di contrasto all’italian sounding che sono tra i primissimi obbiettivi da raggiungere, ma per farlo abbiamo necessità di esprimere a Bruxelles il meglio del nostro paese, solo se sapremo essere determinanti nelle scelte comunitarie, costanti nell’impegno e convinti che sulla produzione agroalimentare si gioca il futuro non solo dell’Italia, ma probabilmente quello del nostro pianeta, riusciremo a determinare il passo di un settore che ha la capacità di trasformare tutto, i nostri territori, le nostre abitudini, la nostra salute ed infine le nostre vite.”

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Serve un piano per le PMI agricole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

agricolturaOramai non si può più attendere. Nonostante siano stati volutamente stati ignorati dal ministero per le Politiche Agricole, dal governo e da alcune organizzazioni di rappresentanza – dichiara il Presidente nazionale di Confeuro, Rocco Tiso – i dati del 2013 forniti recentemente dall’Istat sullo stato dell’agricoltura italiana sono inequivocabili: il 9,2% delle imprese agricole ha cessato la propria attività. A subire i numeri della crisi sono soprattutto le Pmi agricole, totalmente abbandonate al proprio destino da politiche spesso sciagurate ed utili solo alle grandi aziende della distribuzione e della commercializzazione dell’agroalimentare. Quel che evidentemente si fa fatica a comprendere però – prosegue Tiso – è che non c’è nulla da esportare se non si sostiene chi produce.
La vera spina dorsale di questo Paese – continua Tiso – è il settore primario. E la vera spina dorsale del primario sono le tantissime piccole e medie aziende agricole che sono ancora oggi depositarie di antiche tradizioni e valori.
Il nostro auspicio – conclude Tiso – è che il governo la smetta di assicurarsi solo del benessere dei potenti personaggi che affollano i dietro le quinte di Expo. Da ora in poi è necessario guardare finalmente al vero motore del Paese, e non a chi lo ha affossato ed ora si erge a suo salvatore.

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Export agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2013

Apulia Molise Campania 2009

Apulia Molise Campania 2009 (Photo credit: Wikipedia)

Grazie alla diffusione nel mondo della “Dieta mediterranea”, cresce nei primi 6 mesi del 2013 l’export dei prodotti agroalimentari ed enogastronomici italiani verso il Nord America con +4,3 per cento, la UE con +3,2 per cento, ed il sud Asia con 2,6 per cento.
In media, le esportazioni dei prodotti agroalimentari ed enogastronomici sono aumentate del +3,9 per cento dei primi sei mesi del 2013, con il Sud in crescita del +12,7 per cento, il Centro del +6,9 per cento, mentre dati negativi si registrano nel Nord est con -1,1 per cento e nel nord ovest con -0,8 per cento.
La Sicilia batte tutti con +23,8 per cento, seguita dalla Campania con +18,2 per cento e Puglia con +12,3 per cento. Bene anche il Lazio con +7,5 per cento, l’Abruzzo con +6,8 per cento ed il Molise con +6,2 per cento. Nello stesso periodo decrescono nell’export tutti i paesi concorrenti ad eccezione della Spagna con +2,2 per cento e Portogallo con +1,7 per cento. Male va la Francia con il -4,2 per cento, la Germania con il -3,3 per cento e la Gran Bretagna con -2,6 per cento.
Č quanto diffuso dal presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani Vittorio Carlomagno, nel corso del convegno su «Dieta mediterranea e sviluppo economico” organizzato dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics nell’ambito del progetto YAMABELL 2.0, promosso dall’Associazione Contribuenti Italiani, che si rivolge alle imprese che sono interessate a lavorare in rete avvalendosi dell’esperienza di Teams professionali di Business Conselors e Coaches Aziendali, con la mission di supportare, promuovere e sviluppare l’aggregazione di piccole e medie imprese, italiane ed europee, su programmi comuni, centrati sui mercati esteri. “L’aggregazione, o rete d’imprese, – ha affermato Vittorio Carlomagno – puň offrire una risposta ai limi ti dimensionali delle nostre aziende, favorendone l’accesso all’estero e accrescendo o diversificando la gamma di prodotti e servizi offerti”
“Contribuenti.it intende promuovere tali iniziative – ha concluso Vittorio Carlomagno – incentivando i processi di cambiamento delle aziende italiane, adeguandole agli standard internazionali (Europa, Usa e Giappone), rendendo il sistema economico piů competitivo”.

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