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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

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Chirurgia plastica: al via il 6° congresso Aicpe

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Firenze venerdì, 23 marzo, (23-24-25 marzo 2018) Palazzo Affari, via Adua 1 – Firenze il sesto congresso di Aicpe, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica. Tra le novità in programma, si segnala la partecipazione di numerosi ospiti stranieri e di una delegazione di chirurghi plastici cinesi. Nella tre giorni dedicata alla chirurgia estetica si affronteranno alcuni dei trend del momento, in particolare: medicina rigenerativa; addominoplastica, dalle problematiche del post parto al rimodellamento dell’ombelico; lifting per l’interno cosce; nuove protesi per il seno; lipolisi e tecniche per eliminare il grasso in eccesso; rinoplastica secondaria.In alcune sessioni specifiche saranno presenti ospiti internazionali e associazioni di settore per approfondire al meglio alcuni tematiche. Quest’anno interverranno la neonata Associazione Diastasi Italia ODV e l’Associazione italiana di chirurgia estetica e funzionale della faccia (Aiceff).Sono previste poi due tavole rotonde: una per discutere della controversa applicazione dell’IVA alle prestazioni di chirurgia estetica, grazie all’intervento di professori ordinari ed esperti di diritto tributario e una sul consenso informato dopo le nuove norme di giurisprudenza con magistrati, avvocati e medici legali.Durante il congresso si svolgerà anche l’assemblea dei soci durante la quale sarà eletto il nuovo direttivo Aicpe, che resterà in carica per i prossimi due anni. Nata nel 2011, Aicpe (www.aicpe.org) raggruppa oltre 300 specialisti che si dedicano prevalentemente alla chirurgia plastica a scopo estetico: per accedere all’associazione è necessario superare un rigido percorso di selezione. Rivolgendosi ai soci di Aicpe, il paziente ha quindi la garanzia di scegliere tra medici selezionati.

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Scomparsa di Pitanguy, Aicpe: «È stato il maestro di tutti noi»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2016

Ivo PitanguyDichiarazione dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) in seguito alla scomparsa del chirurgo plastico Ivo Pitanguy: «Molti possono fregiarsi del titolo di professore, pochi di quello di Maestro: Pitanguy è stato il Maestro, direttamente o indirettamente, di tutti noi. A lui l’onore e il rispetto che si deve ai grandi della storia».Un ricordo particolare è quello di Mario Pelle Ceravolo, past president di Aicpe, che è stato il braccio destro di Pitanguy, nella sua clinica in Brasile, tra gli anni ’70 e ’80: « Ho passato sei anni al suo fianco ed è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Sulla falsariga di Manzoni direi: ”Uno il carisma non se lo può dare!”. Al contrario di don Abbondio, Pitanguy di coraggio e di carisma ne aveva tanto. Negli anni ‘60, quando il Brasile era veramente Terzo mondo, grazie a una creatività geniale ha creato una moltitudine di tecniche di chirurgia estetica e in dieci anni è diventato il più famoso chirurgo plastico al mondo. Personalità eclettica, plurilingue, di grande cultura e di amplissime vedute, aveva capito 50 anni prima di tanti altri quanto la nostra branca sia utile e fondamentale nella vita di moltissime persone. Ho lavorato per sei anni nella sua clinica come suo braccio destro: non è stato facile vivere con una personalità così forte. Come tutti i geni amava avere il consenso. Quando io non ero d’accordo mi guardava in cagnesco e mi rimproverava, ma il giorno dopo mi lasciava eseguire un intervento difficile gratificandomi. Ha creato una scuola di migliaia di chirurghi disseminati in tutte le parti del mondo, ma siamo in pochissimi ad aver lavorato con lui nella sua clinica. Un tempio dove operavamo capi di stato e principesse di tutte le nazionalità. Era talmente convinto dell’importanza della chirurgia estetica che creò un servizio pubblico dove a costi ridicoli chiunque poteva farsi ringiovanire il volto o migliorare la propria estetica. Ciò permetteva a tutti di raggiungere o ritrovare una felicità e ad i suoi allievi di imparare attraverso una grande esposizione ad un vasto numero di operazioni. In nessuna parte del mondo neanche oggi si riesce a fare ciò che lui ha fatto».

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Chirurgia plastica: l’Italia è il nono Paese al mondo per numero di trattamenti estetici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

chirurgia esteticaL’Italia è il nono Paese al mondo per trattamenti eseguiti. La tossina botulinica è regina incontrastata dei trattamenti estetici, mentre l’aumento del seno si conferma l’intervento di chirurgia estetica più praticato. Sono questi alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto dalla International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), la più grande associazione al mondo di chirurghi plastici estetici, che anche quest’anno ha realizzato un’indagine sui principali trattamenti estetici realizzati nel 2015. «La ricerca Isaps è la più completa a livello mondiale, anche se sono molti i limiti di una ricerca condotta su così ampia scala – dice Eugenio Gandolfi, presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) -. Il sondaggio offre tuttavia una panoramica su quello che sta accadendo nel campo dell’estetica a livello mondiale».In tutto nel 2015 sono stati eseguiti 9 milioni 641mila interventi di chirurgia estetica e 21 milioni 696mila trattamenti di medicina per un totale di 31 milioni 610mila, un milione in più rispetto al 2014. Il trattamento più eseguito in assoluto è la tossina botulinica che continua a sovrastare gli altri sia tra gli uomini sia tra le donne con oltre 4.6 milioni di trattamenti. In medicina estetica, molto popolare è anche l’acido ialuronico (2 milioni 800 mila interventi, secondo posto), che ha registrato una crescita del 6.5% dal 2014 al 2015. In chirurgia invece l’aumento del seno continua a essere il più eseguito tra le donne (quasi un milione e mezzo di interventi), con una crescita del 10.4% rispetto al 2014, mentre la blefaroplastica risulta essere la più amata dagli uomini.Tra i Paesi che hanno effettuato il maggior numero di trattamenti, al primo posto c’è la conferma degli Stati Uniti, con oltre 4 milioni di interventi, il 18,6% del totale, seguita da Brasile (poco più di 2 milioni e 300mila, 10.7%) e Sud Corea (un milione 150mila, 5,3%). L’Italia è nona con 418.760 interventi, l’1,9% del totale.L’altra tendenza che emerge dai dati Isaps è l’aumento della presenza maschile negli studi medici dei chirurghi plastici. Pur essendo il mondo della bellezza ancora dominato dalle donne, (oltre 8 milioni di interventi, l’84.7% del totale), quasi un milione e mezzo di trattamenti estetici e operazioni hanno riguardato gli uomini, pari al 15,3% del totale: nel 2014 erano il 13.7%
Per quanto riguarda l’aumento del seno in ragazze minorenni, l’Italia è l’unico paese tra quelli nella top ten a non averne eseguiti. Anche negli altri Paesi la ragione principale dell’intervento è sempre dovuta a qualche motivo congenito, ma non manca chi l’ha fatto per motivi cosmetici: il 37.9% in Brasile, il 44.7% in Messico e il 4111.8% negli Stati Uniti.L’indagine Isaps fornisce dati anche per quanto riguarda il turismo medico nel 2005: in Italia un paziente su 10 proviene da un altro Paese, in particolare Russia, Romania e Svizzera. «L’Italia è considerata un punto di riferimento mondiale nella chirurgia estetica, come dimostrano i pazienti che arrivano anche da lontano per farsi operare dai nostri specialisti. Resta sempre la raccomandazione a rivolgersi a professionisti qualificati: Aicpe ha siglato con Isaps una “aesthetic alliance” per lo sviluppo di una chirurgia estetica di qualità e sensibile al tema fondamentale della sicurezza del paziente» dice ancora il presidente di Aicpe, Gandolfi.I dati del sondaggio Isaps sono stati raccolti grazie a un questionario inviato ad circa 35.000 chirurghi plastici di tutto il mondo . Le risposte analizzate da Industry Insight, azienda statunitense indipendente specializzata in queste ricerche da oltre 15 anni, sono state 1.398.
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza.

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Chirurgia plastica: è Eugenio Gandolfi il nuovo presidente Aicpe

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2016

Eugenio GandolfiEtica, solidarietà e organizzazione. Sono queste le parole d’ordine di Eugenio Gandolfi, il nuovo presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), una delle tre più grandi associazioni di chirurghi plastici estetici d’Europa, eletto nel corso del Congresso nazionale, che si è tenuto a Firenze dal 17 al 20 marzo.«È un onore per me essere stato eletto presidente di questa associazione di cui sono stato tra i fondatori, cinque anni fa – ha affermato Gandolfi -. Aicpe è nata da un sogno, quello di riunire i professionisti che si occupano del lato estetico della chirurgia. Troppo spesso il ruolo del chirurgo plastico sembra essere quello del “divo” inavvicinabile e distante dalle pazienti, interessato solo al profitto, mentre moltissimi professionisti, la stragrande maggioranza, svolgono il proprio lavoro con professionalità e coscienza. Il quarto congresso Aicpe che si è svolto a Firenze, a cui hanno partecipato 300 professionisti anche stranieri, è servito proprio a ribadire l’altissimo livello raggiunto oggi dalla chirurgia plastica italiana nel mondo».Oggi Aicpe raggruppa i chirurghi plastici italiani che si dedicano principalmente alla chirurgia estetica. I soci sono più di 270 soci, un numero sicuramente più ristretto rispetto ai migliaia di medici che in Italia eseguono interventi estetici: «Per entrare a far parte di Aicpe è necessario superare un severo iter di selezione – spiega Gandolfi – Non ci sono solo requisiti di tipo professionale, ma bisogna condividere anche gli stessi ideali e valori. Aicpe vuole essere una garanzia di serietà per i pazienti in un settore in cui c’è molta confusione».Eugenio Gandolfi, classe 1961, di Como, ha le idee chiare sugli obiettivi da perseguire nel suo mandato: «Il mio obiettivo è valorizzare sempre di più il lavoro che noi chirurghi plastici estetici portiamo avanti con serietà e professionalità. Per farlo è necessario puntare sempre di più sull’aspetto etico: fin dalla sua nascita, Aicpe si è dotata di un codice etico che tutti i soci devono sottoscrivere e accettare, che integra e rafforza il Giuramento d’Ippocrate, e che disciplina il comportamento del chirurgo anche al di fuori dell’esercizio della professione. Ora vorrei renderlo più efficace e aggiornato. Un altro obiettivo è migliorare l’organizzazione, promuovendo strumenti per far conoscere il nostro lavoro, dando così anche ai pazienti una bussola per orientarsi. Infine, vorrei puntare sempre di più sulla solidarietà: proprio con questo obiettivo abbiamo fondato AicpeOnlus, sodalizio che ha lo scopo di organizzare e sostenere missioni nel mondo umanitarie dedicate alla chirurgia plastica ricostruttiva, come da ormai quattro anni fanno alcuni nostri soci, me compreso, in Togo, Guatemala e Paraguay. Il chirurgo plastico estetico non si occupa solo di chirurgia estetica, ma nella sua formazione ha anche un vero bagaglio di chirurgia ricostruttiva».Oltre al presidente Eugenio Gandolfi, il nuovo consiglio direttivo Aicpe è composto da Alessandro Casadei, vicepresidente, Pierfrancesco Cirillo, confermato nel ruolo di segretario, e Claudio Bernardi, tesoriere. I consiglieri sono: Alessandro Gualdi, Luca Piovano, Giovanni Salti, Paolo Vittorini e Gabriele Muti. I probiviri sono: Andrea Paci, Giovanni Brunelli e Pietro Lorenzetti. Il consiglio direttivo resterà in carica per i prossimi due anni.
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE hanno aderito oltre 270 chirurghi in tutta Italia: oggi è una delle tre società di chirurgia plastica estetica più grandi d’Europa ed è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo,. Membri Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, accomunati da un codice etico comportamentale che li distingue dentro e fuori la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime Linee Guida del settore, consultabili sul sito internet, che stabiliscono i fondamentali parametri operativi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici: disciplinando l’attività professionale con riferimento sia all’attività sanitaria, sia alle norme etiche; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. (foto: Eugenio Gandolfi)

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Cosa c’è di nuovo nella chirurgia estetica?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2016

firenzeFirenze Palazzo dei Congressi di Firenze Piazza Adua 1, dal 17 marzo Simposio Isaps e da venerdì 18 a domenica 20 marzo 2016 Congresso Aicpe quarto congresso annuale in programma fino a domenica 20 marzo. Si comincia giovedì 17 marzo con il Simposio dell’Isaps (International Society of Aesthetic Plastic Surgery), l’Associazione mondiale di chirurgia plastica. «È un onore per l’Italia ospitare il Simposio internazionale della più grande società mondiale di chirurgia estetica: un evento che sottolinea gli ottimi rapporti dell’Aicpe con tutte le altre società del mondo» dice Gianluca Campiglio, segretario generale Isaps e consigliere Aicpe.Il Congresso Aicpe, che ha il patrocinio del Ministero della Sanità e del comune di Firenze, si svolgerà da venerdì 18 a domenica 20 marzo. Sono attesi quasi 300 professionisti che si dedicano alla chirurgia plastica estetica; parteciperanno anche alcuni tra i più famosi chirurghi plastici provenienti da tutto il mondo.All’evento è prevista anche una relazione del direttore generale dei Dispositivi medici e del servizio farmaceutico, Marcella Marletta in tema di sicurezza e controllo dei dispositivi medici come protesi e filler.Sarà inoltre presentato ufficialmente per la prima volta in Italia e in Europa un nuovo dispositivo per la correzione delle orecchie a sventola, Earfold, e sarà presente il suo inventore, Norbert Kang consulente chirurgo plastico del Royal Free Hospital di Londra.
Una novità di quest’anno è la collaborazione di Aicpe con altre società, che contribuiscono alla realizzazione di sessioni specifiche, in particolare l’Associazione italiana di chirurgia plastica facciale (Aicef), l’Associazione italiana ginecologia estetica e funzionale (Aigef) e l’Associazione italiana terapia estetica botulino (Aiteb).«La chirurgia estetica va perfezionandosi sempre di più e noi riteniamo essenziale la presenza nel nostro congresso dei colleghi di specialità affini – afferma il presidente di Aicpe, Mario Pelle Ceravolo -. Il nostro primo obiettivo è il miglioramento del già alto livello della nostra specialità in Italia. Un obiettivo che stiamo ottenendo attraverso il continuo stimolo alla diffusione degli scambi scientifici a livello nazionale e internazionale e la frequente organizzazioni di corsi di perfezionamento. Molti chirurghi italiani sono costantemente invitati a conferenze negli Stati Uniti, in Brasile e in tanti altri Paesi, dove la chirurgia estetica ha raggiunto traguardi importanti. La chirurgia estetica italiana attualmente non ha più niente da invidiare a quella di altri paesi». Durante il congresso si svolgerà anche l’assemblea dei soci in cui sarà eletto il nuovo consiglio direttivo Aicpe.Ospiti d’onore dell’evento sono alcuni tra i chirurghi plastici più famosi, rappresentanti delle più importanti associazioni di chirurgia plastica del mondo, in particolare: Eric Auclair, francese, inventore della tecnica di mastoplastica composita in cui si combinano i vantaggi delle protesi mammarie e degli innesti di grasso; Laurie Casas di Chicago, portavoce dell’American Society of Aesthetic Plastic Surgery (Asaps); Claudio De Lorenzi, di Toronto, note per le sue competenze sulla prevenzione e trattamento delle complicazioni vascolari da dermal fillers; Jose Luis Martìn del Yerro, spagnolo, direttore del dipartimento di Chirurgia Plastica di Madrid e specializzato nell’estetica del seno; Vakis Kontoes, direttore del Dipartimento di Chirurgia estetica e Laser Chirurgia dell’ospedale Hygea di Atene e presidente onorario della Società Europea di Laser e Chirurgia Estetica; Apostolos Mandrekas, già presidente dell’Hellenic Society of Plastic, Reconstructive and Aesthetic Surgery e oggi vicepresidente; il rumeno Toma T. Mugea, presidente onorario e fondatore della Romanian Aesthetic Surgery Society; Foad Nahai, già presidente della Società internazionale di Chirurgia Plastica (Isaps) e della Società Americana di Chirurgia Plastica ed Estetica (Asaps) noto soprattutto per le tecniche di ringiovanimento del viso; il canadese Frank Lista, fondatore ed ex presidente della società di Chirurgia plastica dell’Ontario; lo svizzero Kai Uwe Schlaudraff esperto in rimodellamento del corpo attraverso Vaser, ossia una liposuzione a ultrasuoni; Patrick Tonnard, membro della Società Reale Belga di Chirurgia, che nel 2004 ha sviluppato, con il dottor Verpaele, il Macs Lift, una tecnica mini invasiva di lifting.

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Il lato B di Andressa Urach in decomposizione

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

Andressa UrachLa notizia del suo lato B in decomposizione sta facendo il giro del mondo. La reginetta di bellezza brasiliana Andressa Urach sta infatti avendo una serie di problemi in seguito all’iniezione di idrogel unito al polimetil-metacrilato (PMMA), che ha provocato nella star uno shock settico di estrema gravità. A questo proposito l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) fa alcune considerazioni: «Si tratta di una sostanza che è vietata in Brasile e che in Italia è fuori produzione da parecchi anni –afferma Alessandro Casadei, chirurgo plastico tesoriere di Aicpe -. Il problema nel nostro Paese è piuttosto quello del silicone iniettabile, sostanza vietata dal 1995, che viene ancora iniettato nei glutei, talvolta da medici poco esperti e con pochi scrupoli, ma molto più spesso da personaggi disonesti o da praticanti stranieri che vengono in Italia a prestare la loro opera senza alcuna autorizzazione e clandestinamente. Non si tratta per fortuna di casi drammatici come quello della reginetta brasiliana, ma anche in Italia esiste la pratica di iniettare sostanze non autorizzate».
Nei glutei, essendo maggiore la quantità di prodotto iniettata, si rischiano problemi maggiori. Tra le sostanze autorizzate c’è l’acido ialuronico che lentamente viene riassorbito dal corpo, mentre tra gli interventi più richiesti c’è il “butt lift”, ossia il riempimento di natiche con il grasso precedentemente prelevato dalla stessa paziente. Un’altra alternativa è l’impianto di protesi, da usare con molto cautela e solo rivolgendosi a chirurghi esperti, in quanto la zona dei glutei rischia spesso di causare problemi.
«I fillers, ovvero le sostanze iniettabili, sono usate in Italia con estrema facilità, e molti pazienti, per ragioni di conoscenze, più spesso per spendere meno, si affidano a persone non abilitate a esercitare questi trattamenti o con scarsa preparazione in questo campo – prosegue Casadei -. A volte i rischi dei fillers sono addirittura più importanti di quelli conseguenti a impianti protesici, che, invece sono molto limitati. Nel caso in cui una protesi mammaria crei un infezione, il che avviene molto raramente, può essere facilmente rimossa con la completa guarigione della paziente, mentre rimuovere alcuni tipi di filler può essere addirittura impossibile». Aicpe esorta tutti i pazienti ad affidarsi soltanto a medici specialisti del settore anche per un solo trattamento con sostanze iniettabili e a farsi rilasciare l’etichetta del prodotto utilizzato. Tale documentazione deve essere conservata e sarebbe opportuno mostrarla al medico nei successivi trattamenti.
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria, sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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Chirurgia estetica

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 novembre 2014

chirurgia esteticaGran parte degli interventi di chirurgia estetica, in Italia come nel resto del mondo, avvengono in ambulatori chirurgici o strutture di day surgery e non in cliniche. «Si tratta di strutture sicure e controllate periodicamente dalla Asl, che devono garantire altissimi standard di qualità per aprire e per restare aperte. Sbagliato quindi puntare il dito contro questo tipo di realtà, facendo passare l’idea che l’Italia sia una sorta di Far West della chirurgia estetica, con medici che operano nel sottoscala o in sale operatorie improvvisate. Ci sono anche queste realtà, ma sono l’eccezione: la norma è tutt’altra». Parola di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) che, attraverso il segretario Pierfrancesco Cirillo, intende fare chiarezza, in particolare dopo il recente fatto di Napoli e quello di qualche mese fa a Cagliari, dove due pazienti sono morte in seguito a interventi eseguiti appunto in ambulatori chirurgici. «In Italia sono centinaia le strutture private di day surgery e di chirurgia ambulatoriale, che danno lavoro a migliaia di persone ed erogano migliaia di interventi chirurgici ogni anno – afferma Cirillo -. I controlli sull’esistenza dei requisiti sono deputati in prima battuta alle ASL, che con il servizio tecnico ispettivo verifica severamente prima del rilascio di un’autorizzazione, e quindi ai Carabinieri del NAS, che effettuano controlli a campione per monitorare l’attività». Dall’indagine realizzata dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), la chirurgia estetica in Italia si pratica in oltre il 65% dei casi in day hospital o day surgery (34,4%), o in ambulatorio chirurgico (31,2%), mentre nel rimanente 33.9% in clinica (dati 2013). «Esistono da anni regole e linee guida che prevedono che certi interventi si possono eseguire in tutta sicurezza in regime ambulatoriale o di day surgery – afferma Cirillo -. Purtroppo i regolamenti non sono uniformi e variano da regione e regione: Aicpe è stata la prima a denunciare questa situazione, auspicando che si possano rendere omogenei i criteri per il rilascio dell’autorizzazione a livello nazionale. Dagli anni ’60 la chirurgia ambulatoriale è una realtà negli Stati Uniti e nel 1989 sono state definite le linee guida con un documento che ha come obiettivo la qualità e non dell’inutile burocrazia. Non dimentichiamo che la percentuale di mortalità in chirurgia plastica è molto bassa, dello 0,02%, ma si tratta pur sempre di interventi chirurgici, quindi una percentuale di rischio, anche se bassa, esiste, e spesso è imponderabile. Nei casi di Napoli e Cagliari la magistratura farà il suo corso, ma nonostante gli operatori siano chirurghi plastici di provata esperienza, le cose accadono anche per complicazioni imprevedibili. Ci risulta che in ambedue i casi, le strutture fossero autorizzate per la chirurgia ambulatoriale». La gran parte degli interventi estetici, per la loro natura e complessità, possono essere effettuati con assistenza chirurgica a ciclo diurno, quindi senza pernottamento nella struttura, consentendo così di contenere i costi e di proporre comunque interventi in sicurezza. I modelli organizzativi sono due: la chirurgia ambulatoriale e la day surgery. La chirurgia ambulatoriale può essere effettuata in ambulatori attrezzati secondo rigidi requisiti. Si tratta di interventi di facile esecuzione, da condurre in anestesia locale o analgesia su pazienti dichiarati idonei a questo trattamento, con assistenza anestesiologica. in base a una selezione che comprende condizioni generali e anche aspetti psicologici, logistici e familiari.La day surgery comprende procedure con un ricovero che prevedono un regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno con una sorveglianza clinica e un’organizzazione specifica all’interno di strutture per le quali siano definite norme e caratteristiche. In questo contesto, è possibile eseguire operazioni non meno importanti di quelle erogate con il regime di assistenza chirurgica tradizionale. I risultati garantiti e la qualità sono gli stessi, con la riduzione del rischio al minimo accettabile per il paziente, e contenendo i costi. I pazienti adatti per la day surgery sono selezionati in base alle condizioni generali, età, fattori logistici e familiari. In regime di chirurgia ambulatoriale e di day surgery si possono eseguire la stragrande maggioranza degli interventi, in particolare blefaroplastica, rinoplastica, mastoplastica additiva, lifting, otoplastica, mastopessi, lipofilling, trapianto dei capelli, mentoplastica, protesi zigomatiche, lifting del sopracciglio, cheiloplastica e ginecomastia. Anche la liposuzione può essere eseguita in regime ambulatoriale, se la percentuale di grasso prelevato non supera il 5% del peso corporeo e se le zone trattate sono limitate.
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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Chirurgia plastica estetica: il 16% delle operazioni effettuate per rimediare al primo intervento

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 ottobre 2014

chirurgia esteticaNon sempre è buona la prima. Nell’ambito della chirurgia plastica estetica può capitare che l’intervento non soddisfi le aspettative del paziente o che insorga qualche complicazione imprevedibile che rende necessario sottoporsi a un nuovo ritocco.Secondo l’indagine condotta dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), nel 2013 le operazioni secondarie, eseguite per rimediare a una precedente andata male, sono state il 16% di quelle eseguite a scopo estetico, pari a 37.884 interventi. Per tornare in sala operatoria, i pazienti si sono rivolti allo stesso dottore da cui sono stati operati la prima volta nel 31,1% dei casi, mentre la maggioranza (68.9%) ha preferito optare per un altro collega.«Il rapporto fra il chirurgo e un paziente che si rivolge a lui dopo essere stato operato da altri, rappresenta una situazione delicata e spinosa. Il secondo intervento deve essere gestito in maniera seria e professionale per evitare che si creino problemi per il primo chirurgo, il secondo operatore e, ancora di più, per il paziente» afferma il presidente di Aicpe, Mario Pelle Ceravolo.Per informare correttamente i pazienti ed evitare spiacevoli sorprese o disillusioni, Aicpe ha messo a punto una sorta di vademecum: «La chirurgia plastica non è una disciplina perfetta: pur essendo una scienza medica oggettiva, agisce su individui diversi che reagiscono in maniera differente allo stesso trattamento – spiega il presidente di Aicpe -. Anche se ci si rivolge a un bravo chirurgo, il risultato può non essere ottimale a causa di una reazione particolare dei tessuti del paziente o, più spesso, di situazioni contingenti imprevedibili».Il primo consiglio di Aicpe, valido per medici e pazienti, è avvalorare l’importanza del consenso informato,un documento che porta il paziente a conoscenza dei rischi e delle complicazioni inerenti l’operazione cui sta per sottoporsi. «Un consenso che spieghi esaustivamente i rischi di ogni intervento è una testimonianza di serietà da parte del chirurgo – dice Pelle Ceravolo -. Quindi non uno sgravio di responsabilità, ma la testimonianza di aver accuratamente informato il paziente. Uno dei motivi più frequenti dell’insoddisfazione dei pazienti è proprio la mancanza di informazione da parte del medico. Spesso la delusione è la conseguenza più di un fraintendimento tra le parti che di incapacità tecnica o di errori chirurgici. Non sempre è facile capire e farsi capire, soprattutto quando si parla di estetica».Secondo consiglio, in caso di richiesta di risarcimento, evitare di andare in giudizio, in quanto tale modalità di solito finisce per essere svantaggiosa per entrambe le parti. «Trovare un accordo transattivo è il modo più semplice ed economico per evitare una causa lunga e dispendiosa per tutti, e dagli esiti incerti» chiosa il presidente.Per i pazienti non soddisfatti, la prima opzione del paziente è farsi rioperare dallo stesso medico: «Di solito è lo stesso chirurgo plastico a proporre un secondo intervento correttivo, generalmente a condizioni economicamente più vantaggiose di quanto farebbe un nuovo chirurgo – afferma il presidente Aicpe -. Se, per una serie di ragioni, si decide di non ricorrere allo stesso medico, è bene scegliere un professionista di maggiore esperienza, accertandosi sulla sua capacità nel gestire casi già operati, con il quale creare un nuovo rapporto di massima sincerità e fiducia. È necessario approfondire con il secondo chirurgo tutti gli argomenti relativi alla dinamica dell’insuccesso e alle aspettative del paziente, che a volte, per la delusione o la rabbia perde la capacità di ragionare con oggettività e realismo. È infine consigliabile che il paziente autorizzi il secondo operatore a entrare in contatto con il primo per conoscere quello che è stato fatto e per avere altre informazioni che il paziente potrebbe non conoscere».
Quando si perde la fiducia in un medico e si decide di rivolgersi a un altro, non si può pensare che l’ultimo possa risolvere perfettamente tutti i problemi e offrire una soluzione magica: «Un secondo intervento è sempre più difficile del primo, è come un sarto che deve confezionare di nuovo un vestito tagliato male in precedenza – aggiunge Pelle Ceravolo -. Se errore c’è stato dev’essere riconosciuto e il paziente risarcito delle spese affrontate e dei danni subiti. Tra tutte le parti deve però instaurarsi un rapporto onesto che gioverà ai due chirurghi operatori e ancora di più al paziente che potrà essere assistito dal nuovo professionista nella maniera migliore».
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) sostiene lo spot di Amami

Posted by fidest press agency su sabato, 1 marzo 2014

chirurgia esteticaIn merito alle polemiche seguite alla grande risonanza che ha ottenuto la presentazione dello spot «Medici-Pazienti-Avvoltoi» di Amami, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), che è tra le firmatarie dell’iniziativa, ritiene opportuno fare alcune precisazioni: «Sosteniamo lo spot di Amami (Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente) e ne condividiamo i contenuti. Tuttavia vogliamo prendere le distanze da alcune interpretazioni che sono state date, in particolare quelle in cui si identifica nella figura degli avvoltoi una sola categoria professionale» afferma Mario Pelle Ceravolo, vice-presidente dell’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica.«L’intento del messaggio pubblicitario di Amami è denunciare l’attività di una serie di persone che operano in diverse categorie, approfittando dei pazienti per ricavarne profitto. Quello che si vuole condannare quindi non è una particolare categoria professionale, ma un comportamento che è, purtroppo, trasversale. È erroneo quindi identificare gli avvoltoi dello spot con gli avvocati».
Conclude Pelle Ceravolo: «Ci sono due diritti importanti da difendere: quello dei pazienti, che devono essere curati da medici responsabili e conservare il proprio diritto ad ottenere la migliore qualità della cura, e quello dei medici, che devono essere posti nelle condizioni di esercitare la propria professione con coscienza e tranquillità senza avvoltoi intorno che possano disturbare ed inquinare il rapporto medico-paziente».
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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Chirurgia plastica, dati Aicpe: ecco gli interventi più richiesti in Italia nel 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 marzo 2012

Al primo posto l’aumento del seno, seguito da liposuzione e ringiovanimento dello sguardo. In crescita la medicina estetica, con iniezioni di acido ialuronico e botulino Anche con la crisi, gli italiani non rinunciano alla bellezza. È quanto emerge dal sondaggio condotto da Aicpe, Associazione italiana di chirurghi plastici estetici, tra i chirurghi plastici italiani. Al questionario a risposta multipla hanno partecipato 347 specialisti in tutta Italia (la regione più rappresentata è l’Emilia Romagna, a seguire Lombardia e Veneto). Gli interventi chirurgici effettuati nel 2011 dagli intervistati sono stati 52.878, mentre quelli non chirurgici, ossia di medicina estetica, oltre 170mila. L’intervento di chirurgia plastica più praticato nel 2011 è la mastoplastica additiva: 11.300 le operazioni per l’aumento del seno. Segue la liposuzione per togliere il grasso in eccesso (10.267 interventi) e al terzo posto la blefaroplastica per ringiovanire lo sguardo (8.121). Tra gli interventi non chirurgici, l’iniezione di acido ialuronico è la più richiesta (46.909), a seguire la tossina botulinica (40.394) e al terzo posto la laser-depilazione (13.374).Rispetto all’anno precedente, per il 2011 gli intervistati hanno dichiarato un calo di interventi di chirurgia plastica dell’8-12%, mentre quelli non chirurgici sono aumentati del 7-9%. «Sono dati molto significativi che ci permettono di fotografare un settore in evoluzione – commenta il presidente di Aicpe -. Innanzitutto, resta elevata l’attenzione in Italia nei confronti del proprio aspetto fisico. Le italiane si confermano amanti del proprio decolleté e non rinunciano a una o due taglie in più di reggiseno. Così come il rimodellamento del corpo, con l’eliminazione del grasso in eccesso, è un indicatore della grande attenzione che viene posta al propri aspetto». La diminuzione degli interventi chirurgici rientra in un trend di medio termine. «Credo possa imputarsi a una minore disponibilità di spesa, anche se il calo non è così marcato come si sarebbe potuto immaginare in un contesto economico a tinte fosche come l’attuale – afferma Botti -. Per gli italiani la cura di sé è prioritaria: a fronte di un budget più limitato, si orientato verso interventi di medicina estetica, meno costosi della chirurgia, come dimostra l’aumento in questo settore». Da sottolineare è l’aumento delle iniezioni di botulino nel viso per spianare le rughe: al momento è al secondo posto dietro un altro iniettabile, l’acido ialuronico, ma è in fortissima crescita. Un punto resta fermo. «E’ importante che i pazienti si rivolgano a professionisti anche per interventi non chirurgici: la professionalità e l’esperienza sono basilari per evitare spiacevoli effetti collaterali o risultati non soddisfacenti», osserva Botti. «La gente deve identificare nel chirurgo plastico la figura di riferimento per questo tipo di interventi, in quanto sono le persone più qualificate per svolgere questo tipo di attività».
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica, la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza.

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