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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘aifa’

Nuovo Direttore Generale dell’Aifa

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

“A nome dei 3,8 milioni di senior rappresentati dalla nostra organizzazione”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “vogliamo rivolgere le migliori congratulazioni al nuovo Direttore Generale dell’Aifa Luca Li Bassi. Siamo convinti che la profonda esperienza che il Prof. Li Bassi ha maturato nel suo percorso di grande spessore internazionale, possa dare un significativo contributo alle necessità del nostro Sistema Sanitario”.“La figura del Prof. Li Bassi”, prosegue Messina, “riunisce qualità come l’alta competenza in ambito farmaceutico, la capacità manageriale e l’esperienza a confrontarsi con le criticità del Sistema Sanitario, in particolare quelle che emergono dal suo protagonista e fruitore, ovvero il paziente. Come organizzazione, auguriamo quindi buon lavoro al nuovo Direttore Generale dell’AIFA e, sin da ora, ribadiamo la disponibilità a dare il nostro contributo attivo per un Sistema Sanitario allo stesso tempo efficiente nel garantire il diritto alla salute e sostenibile”.

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Apertura di AIFA ai biosimilari

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Salute Donna Onlus e le Associazioni pazienti del gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” plaudono all’apertura da parte di AIFA all’utilizzo dei farmaci biosimilari, ma con le dovute cautele.Il position paper presentato da AIFA ha stabilito due importanti novità: primo, il principio dell’intercambiabilità, ovvero i biosimilari sono prodotti intercambiabili con i corrispondenti originatori di riferimento; secondo, l’intercambiabilità vale tanto per i pazienti naive, mai trattati prima, quanto per i pazienti già in cura con un farmaco biologico.Salute Donna Onlus e le altre Associazioni prendono atto dell’importanza che i biosimilari rivestono quale strumento indispensabile a garantire l’accesso tempestivo alle terapie innovative in aree come l’oncologia, la reumatologia, la gastroenterologia e la dermatologia, ma al tempo stesso frenano sul principio di intercambiabilità specie nei pazienti che sono avviati a un trattamento con farmaci biologici, e si fanno portavoce di tante altre Associazioni pazienti, preoccupate che l’utilizzo dei biosimilari diventi solo un’opzione terapeutica basata sul principio del risparmio.«Diciamo sì all’impiego dei farmaci biosimilari nei pazienti naive – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus – ma chiediamo maggiori garanzie per i pazienti già in trattamento con un biologico o con un biosimilare, nei quali la scelta di passare ad un altro biosimilare deve spettare al medico prescrittore che deve prendere questa decisione solo seguendo criteri rigorosamente scientifici, e non di risparmio per il SSN. Concordiamo sul fatto che i biosimilari possano contribuire ad un accesso più ampio ai trattamenti innovativi e in uno stadio sempre più precoce di malattia, ma vogliamo che i benefici reali siano più per i malati che per l’economia».

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AIFA: “I dentisti non possono eseguire trattamenti a fine estetico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

L’AIFA ci ripensa: gli odontoiatri non possono eseguire terapie solo a fine estetico. In una nota del 27 marzo indirizzata a SIMEO (Associazione Italiana Medicina Estetica Odontoiatrica), l’Agenzia italiana del farmaco modifica quanto deciso il 7 febbraio 2018: “In seguito alle numerose richieste di chiarimento e rettifica da parte di società di medicina e chirurgia estetica, comunichiamo che l’odontoiatra non può eseguire terapie estetiche. La cura estetica è ammessa solo in caso di malattie e anomalie congenite di denti, bocca, mascelle e tessuti”. Le cure estetiche da parte dei dentisti insomma non potranno essere esclusive, ma solo correlate a un iter terapeutico, limitandosi comunque alla zona labiale.“Si tratta di una retromarcia rispetto a quanto deciso dalla stessa AIFA nemmeno due mesi fa” dice Raffaele Rauso, professore presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e past president della Federazione Italiana Medici Estetici (FIME), associazione che si è da subito impegnata per modificare questa decisione insieme con il supporto del sindacato TME – Tutela dei Medici Estetici.
Il 7 febbraio 2018 l’AIFA comunicava che «il medico specialista in Odontoiatria e l’Odontoiatra sono stati inseriti fra gli specialisti autorizzati alla prescrizione e alla somministrazione dei medicinali Botox e Dysport. Non si ravvedono pertanto limitazioni all’utilizzo».
Immediata la mobilitazione delle società di medicina e chirurgia estetica, tra cui FIME che si è mossa per tempo inviando lettere e fissando incontri per chiarire meglio i termini della questione e spiegare per quali ragioni gli odontoiatri non siano adatti a eseguire trattamenti estetici: “Noi di FIME ci siamo impegnati fin da subito in riunioni con l’AIFA con l’avvocato Pietro Sicari e il supporto del sindacato TME, guidato dal presidente Andrea Servili – aggiunge il professor Rauso -. Per noi questa decisione è un traguardo importante, che permette di tutelare il paziente garantendo cure da parte di medici esperti e preparati all’utilizzo di sostanze a fine estetico. Siamo soddisfatti che AIFA abbia da subito riconosciuto la correttezza della posizione dei medici estetici, facendo un passo indietro”.

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Mauro Tavarnelli sarà alla guida dell’AIFI

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 ottobre 2017

associazione fisioterapistiRoma. Mauro Tavarnelli sara’ alla guida dell’AIFI anche per i prossimi tre anni. Alla fine del Congresso di Roma dell’Associazione Italiana Fisioterapisti e’ stato infatti riconfermato presidente, ricevendo 317 voti. A esprimersi 333 delegati (326 i votanti) delle realta’ regionali.
Al fianco di Tavarnelli, nella Direzione Nazionale sono stati eletti Simone Cecchetto (vicepresidente, 225 voti), Donato Lancellotti (204), Patrizia Galantini (193), Francesco Ballardin (149), Paola Pirocca (132) e Roberto Marcovich (126). Il Congresso ha portato anche all’indicazione dei Revisori dei Conti (Vincenzo Pedalino, Mario Donadi e Alessandra Amici in carica, Maria Rosaria Montanino e Carla Silvana Zucconi supplenti) e dei 5 Probiviri (Vincenzo Ziulu, Antonio Summa, Brunella Padovan, Anna Maria Dell’Eva e Mariagloria Ferrari).Ricominciare. Anzi, “ricominciamo”. Perche’ e’ “insieme che ce la faremo”. Mauro Tavarnelli, rieletto per i prossimi tre anni presidente dell’AIFI, riparte dai progetti portati avanti nello scorso mandato. E che ora saranno completati. “Dobbiamo da subito continuare quello che stavamo facendo- ha detto al termine del Congresso che lo ha confermato alla guida dell’Associazione Italiana Fisioterapisti, con 317 voti- Tutto cio’ che abbiamo in essere va immediatamente ripreso, perche’ cosi’ possiamo veramente puntare allo sviluppo della fisioterapia, al miglioramento della scienza e delle condizioni di salute dei cittadini”.
Le impellenze sono diverse, ma una e’ immediata: “Portare a termine nel miglior modo possibile il Ddl 3868, cioe’ il disegno di legge Lorenzin (sulla riorganizzazione degli Ordini e delle professioni sanitarie, ndr) che sara’ in discussione tra pochi giorni”. Poi sara’ “fondamentale riprendere tutte quelle attivita’ che possono portare all’affermazione della nostra professione e alla sua utilita’ sociale” ha aggiunto Tavarnelli. Il presidente rieletto, a conclusione del Congresso di Roma, ha quindi invitato tutti a una camminata “catartica” lungo l’Appia Antica. E da domani “parte una nuova avventura”.

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Massima fiducia nell’AIFA e massima attenzione da sempre agli abusi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

farmacie“L’Agenzia italiana del farmaco è l’autorità di riferimento sulla classificazione dei medicinali, nella quale riponiamo la massima fiducia da sempre. Che un medicinale possa passare da farmaco di automedicazione a farmaco soggetto a prescrizione è un fatto che avviene quando se ne presenta la necessità, così come il percorso inverso” dice il presidente della FOFI, Senatore Andrea Mandelli. “Sembra difficile attribuire a queste decisioni motivazioni diverse da quelle dettate dalle evidenze epidemiologiche e dal dovere di tutelare la salute. Rimane dunque poco comprensibile il comunicato del Presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie italiane, Davide Gullotta, che chiama anche in causa la Federazione a proposito di un ipotetico mancato controllo sulle dispensazioni abusive. Giova ricordare “conclude Mandelli “che la Federazione è intervenuta a più riprese sugli iscritti e sugli Ordini provinciali richiamando la necessità della più scrupolosa osservanza delle regole sulla dispensazione. Gli Ordini provinciali sono sempre intervenuti in sede disciplinare su tutti i comportamenti illeciti che siano stati oggetto di specifiche segnalazioni e non di denunce generiche”.

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Al via il tavolo Aifa medicina generale e territoriale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

aifaDopo alcuni anni di stallo riapre il tavolo della medicina generale e territoriale presso l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). La scorsa settimana si è tenuto un primo incontro tra i rappresentati dei medici e dei pediatri di famiglia e il prof. Mario Melazzini, Direttore Generale dell’AIFA. “Esprimiamo soddisfazione e plauso per l’iniziativa dell’Agenzia regolatoria perché finalmente possiamo ricominciare ad affrontare alcune questioni rimaste in sospeso – afferma il dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) che è una delle associazioni mediche che fanno parte del tavolo -. In particolare vogliamo dare il nostro contributo per la risoluzione di due problemi riguardanti la nostra professione, che non sono più rinviabili: il ruolo del medico di medicina generale nella prescrizione dei farmaci e la presa in carico dei pazienti cronici. Abbiamo preso l’impegno con il Direttore Melazzini di presentare a breve due piani operativi con proposte concrete e realizzabili. La nostra Società è l’unica che possiede tutti gli strumenti necessari per aiutare l’AIFA e le altre Istituzioni a prendere delle decisioni su questi aspetti della sanità. Grazie alla nostra rete di medici attivi su tutto il territorio nazionale conosciamo tutte le informazioni relative ai dati epidemiologici delle malattie croniche e alla presa in carico dei pazienti. Possiamo così valutare le performance e le considerazioni dei medici di famiglia su questi aspetti”. “In Italia i pazienti cronici sono oltre 19 milioni – aggiunge il dott. Cricelli -. Attualmente costituiscono il vero problema sia della rete assistenziale che dei costi dell’intero sistema sanitario nazionale. Avere numeri sempre aggiornati sulle condizioni di questi malati e di quali sono i volumi dei valori di riferimento della prescrizione dei farmaci risulta fondamentale. In questo modo sarà possibile consentire sia ai medici che all’AIFA la sostenibilità di alcuni interventi”.

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Aifa su equivalenza terapeutica: il parere di SIFO

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

psicofarmaciAnche SIFO (Società italiana dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali delle aziende sanitarie) ha preso parte al tavolo di discussione organizzato da Cittadinanzattiva–Tribunale per i diritti del malato con l’obiettivo di approfondire gli spazi di riflessione e i nuovi scenari aperti dalla Determina 458.Pur avendo contribuito con spirito costruttivo alla definizione di una position paper condivisa, SIFO ha deciso di non aderire al documento finale prodotto dal tavolo, non riconoscendosi nel suo posizionamento.
LUCI E OMBRE – Se, da un lato, la Determina 458 di AIFA raggiunge l’obiettivo di garantire equità e uniformità nell’accesso alle cure attraverso un parere di equivalenza motivato e documentato cui le Regioni devono attenersi, di contro non chiarisce le modalità per garantire la continuità terapeutica, con particolare riferimento ai pazienti affetti da malattie croniche nei quali il trattamento farmacologico è consolidato, efficace, sicuro e tale da permettere una qualità della vita accettabile, ovvero con un rapporto beneficio/rischio favorevole.
In questo senso sarà importante che le Centrali di Acquisto elaborino capitolati di gara secondo il nuovo codice degli appalti tenendo conto dell’equivalenza terapeutica espressa da AIFA ai fini dell’acquisto dei farmaci in concorrenza vera, ma al contempo consentano di rendere disponibili i farmaci necessari a garantire la continuità terapeutica per le aree di cronicità.
“I farmacisti di SIFO ritengono necessario- afferma il presidente SIFO, Marcello Pani- che AIFA definisca i criteri da utilizzare per stabilire l’equivalenza terapeutica anche attraverso un confronto con le Società Scientifiche e le Associazioni, recependo utili e costruttivi suggerimenti per il raggiungimento degli obiettivi comuni: appropriatezza delle cure e aderenza alle terapie, sostenibilità del SSN, riallocazione dei risparmi ottenuti nelle gare di acquisto per sostenere l’accesso ai farmaci innovativi”.
Il prossimo Congresso Nazionale SIFO (Milano 1-4 dicembre) sarà l’occasione per confrontarsi, discutere e condividere la nostre proposte con tutti gli stakeholder, le Società scientifiche e le associazioni.

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Lettera AIFA /Ministero su utilizzo farmaci

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Mag 2016

farmaci“I pazienti reumatici, che da anni utilizzano la Ciclosporina e che vorranno continuare l’utilizzo del farmaco brand, saranno costretti a pagare di tasca propria un altissimo ticket (massimo € 67,00 a confezione) o a esporsi agli effetti collaterali di un sovradosaggio farmacologico, come evidenziato dalla stessa AIFA. Tutto ciò senza che la stessa Agenzia abbia tenuto in serio conto che la sostituzione del farmaco brand con l’equivalente comporterà oneri maggiori per le più frequenti visite di controllo e per il dosaggio della ciclosporinemia con conseguente possibile riduzione della compliance e della aderenza terapeutica da parte del paziente”. E poi l’affondo vero e proprio: “La Determina n. 5/2016 ha, di fatto, posto una discriminante tra categorie di pazienti”. Sono alcuni passaggi della lettera aperta che l’Associazione Nazionale Malati Reumatici ANMAR Onlus ha inviato con il Collegio dei reumatologi ospedalieri (Crel) e dei Professori ordinari di reumatologia (UNIREUMA) e con la Società Italiana di Reumatologia (SIR) al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla Direzione generale della programmazione sanitaria e a quella dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, e inoltre al Presidente dell’Agenzia del farmaco (AIFA), Mario Melazzini, al Direttore generale, Luca Pani e al Consiglio di Amministrazione AIFA. La richiesta delle Associazione pazienti ANAMR e gli specialisti reumatologi è che venga concessa la continuità terapeutica con il farmaco brand ai malati reumatici, adottando con chiarezza tutti i provvedimenti necessari affinché non si creino discriminazioni, tra regione e regione, per i cittadini portatori di patologie croniche o peggio ancora che per condizioni sociali ed economiche, non possano accedere al pagamento della differenza di prezzo imposta. «L’auspicio è che il Ministero e la stessa AIFA non creino discriminazioni sociali ed economiche tra cittadini portatori di patologie croniche –afferma Silvia Tonolo, vice presidente di ANMAR- Come associazione nazionale dei malati ci facciamo portavoce presso il Ministero della Salute, della necessità di rivedere la Determina AIFA del 12/01/2016 con la quale l’Agenzia impone la continuità terapeutica, relativamente alla Ciclosporina, per i soli pazienti trapiantati. I pazienti reumatici già in terapia con il farmaco brand, sono rimasti esclusi dal beneficio. Ad essi, salvo integrazione economica, è stato riservato unicamente l’utilizzo del farmaco generico, il quale, nello specifico, sottoporrà il paziente agli eventuali effetti collaterali indicati dalla stessa Agenzia, con notevole stress psico-fisico. E’ di tutta evidenza –conclude Tonolo- che la gestione della sostituzione comporterà un monitoraggio più frequente, così come specificato dalla stessa Agenzia, con un costo per il SSN di gran lunga superiore al mantenimento in terapia con il farmaco brand».

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Sanità: AIFI e ddl Lorenzin, la storia continua

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Mag 2016

associazione fisioterapistiRoma. “Con la discussione di ieri al Senato è entrato nel vivo l’iter legislativo del DDL 1324 che interessa molte migliaia di professionisti sanitari e che avrà un impatto rilevante per il sistema salute di questo paese”, l’Associazione Nazionale Fisioterapisti (AIFI) commenta così la prima giornata di discussione del provvedimento. Pur riconoscendo la portata e l’importanza dell’impianto generale della legge, AIFI è in obbligo di rilevare i rischi legati al sovvertimento delle regole poste a tutela del sistema, poiché il ddl Lorenzin prescinde dai requisiti previsti dalle normative vigenti in tema di istituzione di nuove professioni sanitarie. Omettendo il comma 3 dell’articolo 5 della legge 43/2006, che dispone l’acquisizione del parere preventivo e vincolante del Consiglio superiore di sanità, si espone a un rischio concreto la salute dei cittadini.“Non si comprende perché la regolamentazione di un settore dell’attività sanitaria esposto all’esercizio irregolare o abusivo, debba svolgersi al di fuori del controllo giustamente riservato alle professioni sanitarie attualmente normate – dichiara Mauro Tavarnelli, Presidente AIFI – su questo punto, quindi, la nostra attenzione resterà alta, così come continuerà l’azione di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e dei rappresentanti politici.Rileviamo positivamente il segnale di attenzione dimostrato dall’aula, – continua Tavarnelli – con l’approvazione di un ordine del giorno proposto dai senatori D’Ambrosio Lettieri, Spilabotte, Cardiello e Cervellini, che impegna il governo ad adottare specifiche misure al fine di istituire ordini professionali propri per le professioni che superino i 20.000 iscritti agli albi. Aspettiamo fatti concreti dopo il positivo parere sull’ordine del giorno da parte della relatrice De Biasi”. Il Presidente Tavarnelli tiene infine a sottolineare che AIFI stigmatizza senza mezzi termini i comportamenti verbalmente violenti che la Presidente De Biasi ha denunciato di aver subito da parte di non meglio identificati fisioterapisti che certamente non rappresentano la professione ribadendo al contempo che gli attacchi personali e le minacce nulla hanno a che fare con il lecito dissenso che AIFI ha manifestato mantenendo sempre un profondo rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta. (foto: associazione fisioterapisti)

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Spese farmaceutiche e oncologia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2016

Ministero salute“Plaudiamo alla proposta di dividere il tetto della spesa farmaceutica per macroaree. Uno dei settori più critici è rappresentato proprio dall’oncologia. In dieci anni il prezzo dei farmaci anti-cancro è duplicato, passando da 4.500 dollari a più di 10mila al mese. L’Italia finora è riuscita a reggere l’impatto di questa crescita, grazie ai sistemi di rimborso concordati con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Infatti nel nostro Paese il prezzo medio dei trattamenti antitumorali è fra i più bassi d’Europa. La suddivisione per macroaree risponde al nostro appello di istituire un fondo nazionale dedicato ai farmaci oncologici innovativi, che potrebbe essere finanziato attraverso il gettito derivante dal tabacco, un centesimo in più a sigaretta, con il duplice obiettivo di sostenere il fondo e contrastare il tabagismo. In questo modo le nuove armi sarebbero garantite a tutti i pazienti”. Il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), sostiene con forza l’ipotesi di “spacchettare” il tetto della spesa farmaceutica in diverse parti attribuendo più risorse alle aree terapeutiche che ne hanno maggiore necessità. La proposta sarà esaminata giovedì prossimo nella riunione del tavolo per la Governance farmaceutica con la presenza dei Ministri della Salute e dell’Economia e dei rappresentanti delle Regioni e dell’AIFA. “Nel 1971 il Presidente USA, Richard M. Nixon, volle affrontare la sfida contro i tumori annunciando alla Nazione l’istituzione di un fondo ad hoc di 100 milioni di dollari per dare impulso ad una ‘campagna intensiva nella ricerca di una cura per il cancro’. Nacque così il National Cancer Act – sottolinea il prof. Pinto -. A quarantacinque anni di distanza il Presidente Obama ha rilanciato e sostenuto con importanti risorse il progetto della ‘Precision Medicine’ che vede al centro l’oncologia. In questo periodo sono stati compiuti importanti passi avanti sia sul fronte della prevenzione che del trattamento delle neoplasie. La portata delle innovazioni che stanno per essere introdotte richiedono tuttavia uno sforzo della stessa portata. Sia in Europa che negli Stati Uniti, infatti, sono in fase di approvazione numerose molecole innovative destinate a trasformare il panorama dei trattamenti oncologici”. Nel 2015 sono stati registrati nel nostro Paese 363.300 nuovi casi di tumore, ma le percentuali di sopravvivenza sono in costante aumento. Oggi infatti il 60% dei pazienti sconfigge la malattia. “Fra il 2010 e il 2014 sono stati introdotti, a livello globale, 45 nuovi farmaci anticancro per 53 indicazioni – continua il prof. Pinto -. E tra pochi mesi 15 nuove terapie saranno a disposizione dei clinici. Gli avanzamenti nelle misure di controllo e nelle tecnologie, i progressi nella chemioterapia più attiva e meglio tollerata, l’introduzione delle terapie a bersaglio molecolare e più di recente dell’immuno-oncologia, che sblocca le difese immunitarie contro il tumore, stanno sempre più producendo un allungamento della sopravvivenza con una buona qualità di vita”. “Il 2016 potrebbe rappresentare l’anno di svolta per un intervento nazionale sul cancro – conclude il prof. Pinto – con l’istituzione di un fondo ad hoc che contribuisca al rimborso alle Regioni dei farmaci oncologici a forte carattere innovativo. Un vero e proprio ‘Fondo Nazionale per l’Oncologia’ per la prima volta in Italia. Questo fondo costituirebbe la risposta politica alla sfida del secolo: curare i malati di cancro, garantendo loro le armi più efficaci”.

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Novità tecnologiche in alcune delle neoplasie più frequenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2015

bariSignificativo l’incremento dei pazienti vivi colpiti da tumore del seno (+20%) e del pancreas (+27%) in fase avanzata. Prospettive importanti anche nel polmone. Il presidente Carmine Pinto: “Con nab-paclitaxel oggi possiamo parlare di chemioterapia intelligente. Il trattamento è più efficace e si riducono gli effetti collaterali. Non vengono danneggiati i tessuti sani”
Oltrepassa le barriere fisiologiche per portare con forza il farmaco al centro della cellula malata e bloccare la crescita del tumore. Si chiama chemioterapia “intelligente” e utilizza particelle di dimensioni nanometriche, 100 volte più piccole di un globulo rosso. In questo modo è possibile superare la spessa barriera che circonda il cancro e somministrare il farmaco in dosi maggiori rispetto alla formulazione tradizionale (+33%), quindi aumentandone l’efficacia con meno effetti collaterali. La sopravvivenza è migliorata in maniera significativa in due fra i tumori più frequenti come quelli del seno e del polmone, che nel 2014 in Italia hanno fatto registrare 48.000 e 40.000 nuovi casi. E, per la prima volta in 20 anni, sono emersi risultati positivi anche nel pancreas, storicamente molto difficile da trattare. Le nanotecnologie sono al centro del convegno nazionale sulle “Nuove frontiere nel trattamento dei tumori”, realizzato con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), che si apre oggi a Bari. “Un nanometro equivale a un miliardesimo di metro. Le nanotecnologie stanno cambiando radicalmente la lotta alle neoplasie – spiega il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -, perché aprono nuovi orizzonti nella personalizzazione del trattamento. Per la prima volta, infatti si può parlare di chemioterapia target. Una particella di circa 100 nanometri infatti è in grado entrare nella cellula, che ha un diametro compreso fra i 10.000 ai 20.000 nanometri, e di interagire con il DNA e con le proteine. La nuova terapia, nab-paclitaxel, consiste nell’impiego dell’albumina, una proteina umana naturalmente presente nell’organismo in dimensioni nanometriche, in cui viene racchiuso un farmaco chemioterapico (paclitaxel) che viene così trasportato direttamente nella sede del tumore”. È già stata approvata nel nostro Paese nel tumore del seno e, lo scorso febbraio, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ne ha stabilito la rimborsabilità per il trattamento del cancro del pancreas. “La chemioterapia – sottolinea la dott.ssa Stefania Gori, segretario nazionale AIOM – costituisce un’arma fondamentale nella neoplasia del seno. Oggi, grazie ai progressi compiuti negli ultimi anni, l’87% delle pazienti guarisce. Però, quando la malattia è in fase metastatica, le opzioni si riducono. Ecco perché è fondamentale disporre di un nuovo trattamento che ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza del 20% nella patologia avanzata”. Nel 2014 in Italia si sono registrati 12.700 nuovi casi di tumore del pancreas. Con il 7% dei decessi, rientra tra le prime 5 cause di morte per cancro soltanto nel sesso femminile, ma nelle età centrali della vita (50-69 anni) occupa il quarto posto tra gli uomini (7%) e le donne (7%). “È un nemico insidioso perché in fase precoce non mostra sintomi specifici e solamente il 15-20% dei casi è individuato in stadio iniziale – afferma il dott. Michele Reni, dell’Oncologia Medica IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano -. La chirurgia offre l’unica possibilità realistica per curare questa neoplasia. Ma, al momento della diagnosi, circa l’80% dei pazienti si trova in uno stadio in cui non è possibile garantire una radicale resezione chirurgica, perché la malattia è già metastatica o localmente avanzata. In questi casi l’aspettativa di vita media è compresa fra 3 e 6 mesi. Con nab-paclitaxel la sopravvivenza dei pazienti è aumentata del 27%. Si tratta di un risultato davvero straordinario”. “Si stanno aprendo prospettive importanti anche nel carcinoma del polmone non a piccole cellule, che comprende l’85-90% di tutti i casi di cancro del polmone – afferma il prof. Pinto -. Nab-paclitaxel ha dimostrato di raggiungere un vantaggio in termini di risposte tumorali rispetto a uno degli standard internazionali di trattamento, rappresentato dalla combinazione di carboplatino e paclitaxel”. Il 40% delle neoplasie può essere evitato seguendo uno stile di vita corretto (no al fumo, attività fisica costante e dieta equilibrata). In particolare il fumo di sigaretta è responsabile del 90% dei casi di tumore del polmone ed è il fattore di rischio principale anche per quello del pancreas. I tabagisti presentano una probabilità di sviluppare questa malattia da doppia a tripla rispetto ai non fumatori. La proporzione di carcinoma pancreatico attribuibile a questo vizio è del 20-30% nei maschi e del 10% nelle femmine. Esercitano un’influenza notevole anche obesità, ridotta attività fisica e abuso di alcol. “Non esiste a oggi la possibilità di uno screening di massa per il tumore del pancreas, per questo è fondamentale informare i cittadini sull’importanza di seguire uno stile di vita corretto – continua il prof. Pinto -. AIOM nel 2015 realizzerà un tour in cinque Regioni per sensibilizzare medici e cittadini sulla prevenzione e sulle innovazioni nei trattamenti in questa patologia, come quella costituita da nab-paclitaxel, già impiegato con successo nel trattamento del carcinoma mammario metastatico nei casi in cui la terapia di prima linea non risulti più efficace”.
Come evidenziato da uno studio indipendente (“GeparSepto”) condotto su più di 1.200 donne, questo farmaco ha dimostrato di essere efficace anche nella neoplasia del seno in stadio iniziale ad alto rischio. “Nab-paclitaxel, somministrato prima dell’intervento chirurgico – conclude la dott.ssa Gori -, ha evidenziato nelle pazienti colpite da questo tipo di cancro di migliorare del 9% la risposta patologica completa. Si tratta di un parametro molto importante perché consiste nell’assenza di tumore invasivo sia nel seno che nei linfonodi ed è strettamente legato all’esito favorevole a lungo termine, cioè alla sopravvivenza”.

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Cura del dolore

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 febbraio 2015

doloreQuando si parla di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e trattamento del dolore cronico, le parole d’obbligo sono “attenzione all’abuso”. Una pratica tutta italiana che ci pone tra i primi Paesi al mondo per l’impiego, spesso inappropriato, di questi farmaci. Tuttavia, i segnali di un’inversione di tendenza non mancano. Come dimostra il progetto CardioPain. Implementato da diverse altre strutture in tutt’Italia, oggi CardioPain arriva anche a Padova: le Cardiologie degli Ospedali S. Antonio e Immacolata Concezione di Piove di Sacco inseriranno d’ora in poi un esplicito monito circa l’uso di FANS e di inibitori selettivi della COX-2 sulla scheda di dimissione ospedaliera dei pazienti cardiopatici, nel momento in cui questi ultimi, lasciando l’ospedale, tornano in carico al medico di famiglia.“Come per ogni progettualità innovativa, abbiamo accolto con entusiasmo CardioPain”, dichiara il Dr Domenico Marchese, Direttore Cardiologia Ospedale S. Antonio di Padova e dell’Ospedale Piove di Sacco. “Riteniamo possa rappresentare un utile strumento per dare concreta attuazione alla nota AIFA 66 e per migliorare l’assistenza e l’informazione ai pazienti”.I FANS e gli inibitori selettivi della COX-2 sono farmaci antinfiammatori il cui impiego, secondo la letteratura scientifica e le più recenti indicazioni delle Autorità regolatorie, andrebbe limitato al dosaggio minimo efficace e al più breve tempo possibile. Questo a causa degli effetti collaterali a livello cardiovascolare, epatico, renale e gastrointestinale che un loro utilizzo cronico può indurre. Secondo la nota n. 66 dell’AIFA, FANS e COXIB sono controindicati nei pazienti interessati da scompenso cardiaco moderato e grave, cardiopatia ischemica, patologie cerebrovascolari e arteriose periferiche. Ciononostante il consumo di questi farmaci si mantiene ancora elevato. Stando a un recente Rapporto OSMED, quasi il 4% dei soggetti a rischio cardiovascolare fa un uso improprio di FANS, assumendoli per oltre 90 giorni all’anno.“Il progressivo invecchiamento della popolazione – prosegue Marchese – ci porta ad avere pazienti anziani che seguono terapie complesse perché sono sempre più affetti da patologie concomitanti, in particolare quelle cerebro-cardiovascolari e quelle degenerative osteoarticolari. Qui è fondamentale fare attenzione alle interazioni tra i diversi farmaci e alle controindicazioni. Impiegare per lungo tempo gli antinfiammatori, con l’obiettivo di curare il dolore artrosico o di altra natura, può essere controproducente sul fronte della salute di cuore e arterie. CardioPain vuole sensibilizzare i medici e i loro assistiti proprio su questo problema. Auspichiamo che anche altre cardiologie aderiscano affinché cresca, di conseguenza, l’informazione ai cittadini”.Passo imprescindibile per il buon esito del progetto, il coinvolgimento dei medici di famiglia del territorio. A loro saranno infatti dedicati specifici incontri che avranno lo scopo di sensibilizzare le cure primarie sul progetto CardioPain e sulla necessità di una maggiore appropriatezza terapeutica nel trattamento del dolore, soprattutto nei soggetti più fragili.

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La Società Italiana di Diabetologia per il monitoraggio Aifa

Posted by fidest press agency su martedì, 7 ottobre 2014

diabete_21-300x224La società di diabetologia esprime piena soddisfazione per il risultato dei dati del monitoraggio AIFa su sitagliptin, vildagliptin ed exenatide. Pubblicato oggi sulla rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases il risultato dei primi anni di monitoraggio AIFa delle terapie basate sulle incretine. Lo studio rappresenta la fotografia real life dello stato di salute di tutti gli italiani trattati con sitagliptin, vildagliptin e exenatide dal febbraio 2008 all’agosto 2010. Si tratta dunque primo ed unico registro globale sulla prescrizione, gli effetti collaterali e l’efficacia e di questa nuova classe di farmaci L’efficacia di queste terapie è risultata superiore alle aspettative: la riduzione dell’emoglobina glicata è stata di circa l’1% (nei trial clinici è dell’ordine dello 0,6-0,8%). Sul fronte degli effetti collaterali, le terapie basate sulle incretine si confermano molto sicure e ben tollerate. Su 75.283 pazienti iscritti nel registro AIFa, sono stati registrati solo 12 casi di pancreatite, una percentuale inferiore sia a quella registrata nei trial clinici, ma anche a quella attesa per la popolazione diabetica. In Italia, la prescrizione delle terapie basate sulle incretine (analoghi del GLP-1 e DPP4-inibitori), è soggetta al monitoraggio dell’agenzia del farmaco (AIFa), sin dal momento della loro introduzione sul mercato. La rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases pubblica oggi i tanto attesi dati, relativi ai primi anni di monitoraggio delle terapie basate sulle incretine, dal febbraio 2008 all’agosto 2010, relativi a 75.283 pazienti con diabete iscritti nel registro AIFa.La popolazione in oggetto, registrata da 3.741 specialisti diabetologi afferenti a 1.278 centri, presentava un ampio range di età (6.125 pazienti avevano un’età uguale o superiore ai 75 anni), di indice di massa corporea (22.015 pazienti presentavano un BMI uguale a superiore a 35 Kg/m2) e di controllo metabolico (3.151 pazienti presentavano un’emoglobina glicata uguale o superiore all’11%).I pazienti arruolati nel registro di monitoraggio costituivano dunque un gruppo assai eterogeneo, non contemplato nella popolazione arruolata nei trial clinici registrativi di questi farmaci. Anche per questo i dati del registro AIFa forniscono preziose e inedite informazioni circa l’azione terapeutica e gli effetti indesiderati delle terapie basate sulle incretine, in una condizione di vita reale.La maggior parte dei soggetti era in terapia anche con metformina, con o senza aggiunta di sulfaniluree, mentre rari erano i pazienti in trattamento con glitazone. Meno dell’1% dei trattati era in monoterapia con sitagliptin.“Questo lavoro – afferma il professor Enzo Bonora, Presidente della Società Italiana di Diabetologia – reso possibile grazie alla collaborazione di migliaia di diabetologi italiani, che hanno registrato per anni moltissimi dati su oltre 75 mila pazienti e la cui stesura ha visto il contribuito come autore del professor Giulio Marchesini, autorevole membro della SID, presenta dati sui nuovi farmaci anti-diabete, raccolti usando un punto di osservazione diverso rispetto a quello dei classici studi registrativi (trial clinici randomizzati).E’ uno spaccato del mondo reale – prosegue Bonora – che non ha le forzature imposte da trial, il cui il contesto è ‘artificiale’ . I risultati di questo studio sono molto incoraggianti e rassicuranti. Incoraggianti perché i benefici dei farmaci in esame sul controllo glicemico sono stati superiori a quelli attesi e si sono osservati anche in soggetti anziani (in genere trascurati nei trial), in soggetti molto obesi e in soggetti con emoglobina glicata molto alta (1 su 5 di quelli con un valore superiore a 9% raggiungeva un valore inferiore al 7%). Rassicuranti perché gli eventi avversi sono stati rari, e quelli severi ancora di più, meno di 0.5 per 1000 pazienti per anno. Tassi ben inferiori a quelli attesi. Rarissime poi le pancreatiti (solo 12 casi in 30 mesi in 75 mila trattati): un’incidenza bassissima. Quanto alle ipoglicemie, un evento temibile perché condizionante la qualità della vita e foriero di complicanze anche fatali, sono state rare e confinate in genere ai soggetti che assumevano anche sulfoniluree, le vere responsabili dell’ipoglicemia. Si ha quindi una conferma solidissima – conclude Bonora – che si tratta di farmaci efficaci e sicuri, in armonia con un vecchio concetto ippocratico: la sicurezza è ancora più importante dell’efficacia (primum non nocere)”. “Ringrazio il professor Luca Pani – afferma il professor Andrea Giaccari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, editor della rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases – di aver scelto NMCD, quinta rivista al mondo di diabetologia, per pubblicare i dati del registro AIFa. Sono certo che questi risultati di AIFa saranno molto utili a tutto il mondo del diabete. Si tratta infatti del primo ed unico registro davvero globale sulla prescrizione, gli effetti collaterali e l’efficacia e di questa nuova classe di farmaci. Grazie ad AIFa ed a NMCD, per una volta, l’Italia è prima nel mondo”.
“Negli ultimi tempi – conclude il prof. Bonora – è stata instaurata una proficua collaborazione fra le società scientifiche dell’area diabetologica (SID e AMD) e AIFa al fine di individuare strategie sostenibili per garantire ai 4 milioni di persone con diabete italiane i frutti della ricerca nel campo di terapia. Oltre alle incretine, sono in arrivo anche altre classi di farmaci per il diabete e il loro uso potrà essere possibile solo con un rispetto attento dell’appropriatezza prescrittiva, non solo dei farmaci ma anche dei dispositivi, degli esami di laboratorio e strumentali e dei ricoveri ospedalieri. Una saggia spending review per liberare risorse per avvantaggiarsi dell’innovazione”.

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Da Aifa ok a primo vaccino contro meningococco B

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2013

Dopo l’ok da parte della Commissione europea nel gennaio scorso, anche l’Aifa ha approvato il primo vaccino contro il meningococco di sierogruppo B, responsabile di oltre 6 casi su 10 di meningite menigococcica in Italia. L’annuncio è stato dato ieri a Milano, in un incontro in cui Chiara Azzari, direttore della Clinica pediatrica II all’Aou A. Meyer di Firenze, ha ricordato che «le classi d’età a maggiore rischio sono due: la fascia 0-12 mesi e gli adolescenti tra 12 e 18 anni. Ecco perché, per otten ere risultati effettivi nella riduzione dei casi, la prima barriera deve essere posta ai 2 mesi, con programmi di vaccinazione adeguati». La malattia è particolarmente pericolosa: attacca persone sane senza alcun segnale di preavviso e su 10 persone che contraggono la malattia, una è destinata a morire e, su 5 che sopravvivono, una rischia gravi disabilità permanenti (danni cerebrali, problemi di udito, amputazioni). «Per creare i vaccini in grado di proteggere contro i ceppi A, C, Y e W135 si sono usate tecniche classiche, non efficaci nel caso del vaccino anti MenB, tanto che si è dovuto ricorrere alla reverse vaccinology» spiega Rino Rappuoli, responsabile mondiale della ricerca Novartis Vaccines. «Infatti, il batterio ha una guaina polisaccaridica del tutto identica a quella di strutture dell’organismo che non è riconosciuta come estranea dal sistema immunitario. Mediante l’analisi del genoma del patogeno, invece, si sono individuate alcune proteine esposte sottodominanti. Il vaccino è così costituito da 4 antigeni altamente immunogenici indipendenti l’uno dall’altro e che, nell’insieme, possono proteggere da un’ampia gamma di ceppi patogeni». «Per la meningite menigococcica non si può sperare in un’eradicazione perché i ceppi sono molti e le campagne vaccinali non sono applicate universalmente» osserva Michele Conversano, presidente della Società italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità pubblica (Siti). «Possiamo però puntare ragionevolmente al controllo della malattia (ossia alla riduzione del numero dei casi) mentre solo con l’offerta attiva e gratuita delle due vaccinazioni (A, C, W135, Y e B) si potrà puntare all’eliminazione, ossia all’assenza di casi pur in continuità di circolazione degli agenti patogeni)».(fonte farmacista33)

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Avvisi di sicurezza dall’Aifa su quattro medicinali

Posted by fidest press agency su martedì, 18 giugno 2013

L’Agenzia italiana del farmaco ha recepito 4 avvertimenti, relativi alla sicurezza di altrettanti medicinali, varati dal Prac, il comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell’Ema. Il primo è un provvedimento di sospensione delle autorizzazioni all’immissione in commercio delle soluzioni per infusione contenenti amido idrossietilico, utilizzate per la gestione dell’ipovolemia e dello shock ipovolemico in pazienti critici ed, in particolare, nei pazienti con sepsi perché, a seguito di una revisione delle evidenze disponibili, il Prac ha concluso che i benefici non superano più i rischi. Vi sono poi importanti misure per minimizzare i rischi di sicurezza relativi ai medicinali contenenti codeina, quando usati per alleviare il dolore nei bambini: devono essere utilizzati soltanto per il trattamento acuto del dolore moderato al di sopra dei 12 anni di età e solo se non sostituibili con altri antidolorifici come paracetamolo o ibuprofene, a causa del rischio di depressione respiratoria. Inoltre, la codeina non deve essere usata in tutti i minori che si sottopongono a intervento chirurgico per l’asportazione delle tonsille o delle adenoidi a causa di apnea ostruttiva nel sonno, poiché questi pazienti sono più suscettibili a problemi respiratori, né in bambini con condizioni associate a problemi respiratori. Limitazioni d’uso anche per medicinali orali e le supposte a base di flupirtina: devono essere utilizzati solo per il trattamento del dolore acuto negli adulti che non possono usare altri antidolorifici; il trattamento non deve super are le due settimane. I pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio della funzionalità epatica ogni settimana e il trattamento deve essere interrotto se ci sono segni di problemi al fegato. Flupirtina non deve essere usata nei pazienti con pre-esistente malattia epatica o che abusano di alcol, così come nei pazienti che assumono altri medicinali che causano problemi al fegato. Infine la revisione sull’antidolorifico diclofenac ha concluso che gli effetti sul cuore e sulla circolazione, quando somministrato per via sistemica, sono simili a quelli degli inibitori selettivi della COX-2, in particolare quando è usato a dosi elevate (150 mg/die) e per trattamenti a lungo termine. I benefici di diclofenac sono ancora superiori ai rischi, tuttavia per ridurre al minimo i rischi di eventi tromboembolici arteriosi si devono applicare le misure già in atto per i COX-2 inibitori.(fonte farmacista33)

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Aifa: sicurezza e nuove posologie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2012

L’Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato sul sito diverse comunicazioni emanate dall’Ema relative alla sicurezza di alcuni farmaci. In particolare, ha reso noto che l’associazione di aliskiren, inibitore diretto della renina, con Ace-inibitori e con un bloccante del recettore dell’angiotensina (Arb) non è più raccomandata per i pazienti, ed è anzi ora controindicata, in pazienti con diabete o insufficienza renale. Pertanto i medici devono interrompere la prescrizione di medicinali a base di aliskiren in tali soggetti e se necessario considerare un trattamento antiipertensivo alternativo. Inoltre, ha reso disponibili nuove informazioni su medicinali anti-tubercolosi emerse dalla revisione delle raccomandazioni per la posologia nei bambini. Il Chmp, infatti, in accordo con l’Oms, ha fissato la posologia, per i bambini al di sopra di tre mesi, per etambutolo a 20 (15-25) mg/kg, per isoniazide a 10 (10-15) mg/kg, pirazinamide 35 (30-40) mg/kg e rifampicina a 15 (10-20) mg/kg. Per quanto riguarda, poi, medicinali per uso sistemico contenenti nimesulide, la Commissione europea ha stabilito che è limitato esclusivamente alle condizioni acute: trattamento del dolore acuto e della dismenorrea primaria. Ne consegue tali farmaci non sono più prescrivibili per l’uso cronico del trattamento sintomatico dell’osteoartrite dolorosa. Infine, una nota informativa della stessa Aifa interessa la tossina botulinica e i rischi da uso estetico per indicazioni non autorizzate. Si ribadisce che il farmaco è stato approvato unicamente per il trattamento delle rughe glabellari e si raccomanda ai medici di attenersi rigorosamente a quanto autorizzato, di informare adeguatamente i pazienti sia dei rischi che dei benefici e tenerli sotto stretta osservazione. (fonte farmacista33)

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Avvisi Aifa su atomoxetina, aliskiren, niaprazina

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 gennaio 2012

English: A images of Eli Lilly medicines, acco...

Image via Wikipedia

A dicembre sono stati modificati i foglietti illustrativi di due medicinali: atomexetina e aliskiren, in seguito ai risultati di alcuni studi clinici, a comunicarlo è l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Una recente analisi dei dati combinati dagli studi clinici controllati e non controllati con atomoxetina (Strattera di Eli Lilly and Company) ha indicato che una percentuale di pazienti (circa il 6-12% di bambini ed adulti) presenta una variazione clinicamente importante della frequenza cardiaca (20 battiti al minuto o maggiore) o della pressione sanguigna (15-20 mmHg o maggiore). Il farmaco quindi non deve essere usato in pazienti con gravi patologie cardiovascolari o cerebrovascolari le cui condizioni sono destinate a peggiorare nei casi di aumenti clinicamente importanti della pressione sanguigna o della frequenza cardiaca e deve essere usato con cautela nei pazienti con ipertensione, tachicardia, o con malattia cardiovascolare o cerebrovascolare. Sussiste invece un rischio potenziale di eventi avversi cardiovascolari e renali in pazienti con diabete di tipo 2 e insufficienza renale e/o malattie cardiovascolari trattati con aliskiren (Rasilez di Novartis). A seguito dei risultati ad interim dello studio clinico Altitude (Aliskiren trial in type 2 diabetes using cardio-renal endpoints) in pazienti con diabete di tipo 2, come misura precauzionale, si raccomanda di programmare una rivalutazione (non urgente) dei pazienti che assumono medicinali contenenti aliskiren. Inoltre si segnala che aliskiren, o medicinali contenenti aliskiren in associazione fissa, non devono essere utilizzati in associazione con Ace-inibitori o bloccanti del recettore dell’angiotensina (Arb) in pazienti diabetici. Non per motivi di sicurezza ma in seguito alla sospensione delle autorizzazioni da parte dallAgenzia regolatoria francese alle ditte produttrici, il 2 gennaio 2012 è stato ritirato dal commercio il Nopron Enfant, sciroppo in commercio solamente in Italia e in Francia. Al momento non esistono altri medicinali aventi come principio attivo niaprazina, perciò l’Agenzia Italiana del Farmaco, in collaborazione con l’Agenzia europea dei medicinali e con le altre Agenzie regolatorie nazionali europee, sta cercando di reperire nuovi siti di fabbricazione per niaprazina che consentano la ripresa della produzione del medicinale Nopron sciroppo.(fonte farmacista33)

 

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Farmacie e fascia C

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

Otavalo farmacie

Image by francisbonte via Flickr

Tutti i farmacisti, in quanto abilitati alla professione, sanno come trattare i medicinali di fascia C e questo perché lo Stato ne ha riconosciuto con una laurea e un esame la capacità di farlo. Di conseguenza, sia il farmacista che opera all’interno della farmacia sia quello che opera all’esterno è in grado di dispensare tutti i farmaci. Con queste parole le associazioni che rappresentano le parafarmacie (Mnlf, Anpi, Fef) rispondono alle dichiarazioni Guido Rasi e Luca Pani, rispettivamente direttore generale uscente ed entrante dell’Aifa (Farmacista33 del 14 novembre). «Vogliamo ricordare a entrambi» si legge nella nota «che l’Aifa ha come scopo l’accesso sicuro al farmaco e non quello di fare politica o sostenere lobby e corporazioni. Affermare che i farmaci di fascia C debbano rimanere in farmacia perché hanno particolari avvertenze, norme di stoccaggio o di conservazione, significa denunciare apertamente la propria malafede». D’altra parte, ricorda la nota, «nel settore farmaceutico la soppressione del monopolio dei farmaci di fascia C da parte delle farmacie è una necessità ineludibile che porterebbe risparmi per i consumatori, nuovi investimenti e nuova occupazione. Opportunità ed equità debbono diventare le parole d’ordine di una nuova classe politica responsabile che pensa al bene comune e non agli umori del proprio particolare elettorato di riferimento. L’Italia non può più sostenere il peso economico e sociale determinato dalla tutela di privilegi, l’Italia ha necessità e voglia di cambiare definitivamente pagina». (fonte farmacista33)

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Aifa, fascia C rimanga in farmacia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2011

Farmacia

Image by TreintagenariO -Serie B- via Flickr

No alla vendita dei farmaci di fascia C fuori dalle farmacie e no alle farmacie online, se non come estensione di quelle già presenti sul territorio. È questa la posizione, netta, dell’Agenzia italiana del farmaco, sostenuta sia da Guido Rasi, già direttore dell’Agenzia e ora a capo dell’Ema, sia da Luca Pani, nuovo direttore generale dell’Aifa formalmente in carica dal 16 novembre. «L’Aifa si mette completamente di traverso di fronte alla possibilità di vendere i farmaci di fascia di C al di fuori delle farmacie» ha spiegato Rasi intervenendo a un incontro sull’utilizzo di psicofarmaci al Nobile collegio chimico farmaceutico «perché se riconosciamo il valore e il lavoro del farmacista non si capisce perché dovremmo fare una scelta di questo tipo». Inoltre, ha aggiunto Rasi, «ci sono delle regole precise di conservazione, il farmaco in fascia C non è un farmaco di banco, può dover essere conservato, può essere stoccato in determinati modi e può dover avere delle avvertenze. Dunque ritengo che deve stare in farmacia e non nelle parafarmacie». Stessa linea, a dimostrazione di una continuità di intenti, per Luca Pani, secondo cui «se c’è una prescrizione medica il farmaco deve rimanere in farmacia». Riguardo invece al tema delle farmacie online, ha aggiunto Rasi, «l’Europa ha deciso che ci saranno e quindi noi ci adeguiamo, ma certo si dovrà aumentare il livello di controllo e sorveglianza per distinguere quelle vere da quelle false e questo è lavoro aggiuntivo di cui non avevamo tanto bisogno. In ogni caso sono assolutamente contrario, non alla vendita online della farmacia sul territorio, ma all’esistenza della farmacia virtuale, ovvero solo online». Allineato sul tema anche Pani: «Sono d’accordo sul fatto che le farmacie vere possano vendere online, su questo non siamo contrari, ma credo che le farmacie legali online siano meno dell’1%».

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Accordo sui farmaci innovativi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

“Siamo molto soddisfatti dell’accordo firmato ieri, che ha dato il via all’inclusione automatica dei farmaci innovativi nei Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali, a seguito della loro approvazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco” così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec – l’Associazione nazionale per lo Sviluppo delle Biotecnologie, che fa parte di Federchimica – a commento dell’approvazione, da parte della Conferenza Stato-Regioni, dell’accordo per il diretto recepimento nei Prontuari terapeutici ospedalieri regionali dei farmaci valutati come innovativi dall’AIFA. “Si tratta di un passo importante, che tutela ulteriormente i pazienti, permettendo loro di avere pieno accesso alle cure migliori oggi disponibili, e che incentiva le imprese innovative che investono in ricerca e sviluppo” prosegue Sidoli. “Esprimiamo un grazie particolare al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, al quale va il merito di aver avanzato questa proposta un anno fa, oltre che alle Regioni, che l’hanno accolta positivamente”. “E’ ora auspicabile proseguire con il lavoro, già avviato con l’industria, di verifica e di approfondimento dei criteri di valutazione dell’innovatività delle nuove terapie, indispensabile per rafforzare il passo compiuto ieri con la sigla dell’accordo. In questo senso Assobiotec offre piena disponibilità al confronto su questo come su altri temi di grande rilevanza per il sistema-salute” conclude il Presidente di Assobiotec.

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