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Elezioni politiche: Italiani all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Mag 2018

In seguito alle ultime vicende politiche da cui si evince un probabile ritorno alle urne, ho depositato una interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed al Ministro dell’Interno concernente la questione dell’allineamento dei dati AIRE con quelli dell’ANPR (Anagrafe nazionale popolazione residente).
Infatti, sto lavorando per un miglior funzionamento del voto all’estero a cominciare dalla correzione degli errori degli indirizzi degli aventi diritto al voto, in modo che non si commettano errori nell’invio dei plichi elettorali, soprattutto in previsione di un ritorno alle urne a breve termine. Quindi, anche se non ci sarà il tempo di riformare la legge sul voto all’estero, spero che vengano presi in considerazione almeno questi piccoli accorgimenti che permetteranno una maggiore efficienza ed efficacia nel garantire il diritto di voto all’estero.Nel testo dell’interrogazione, ho evidenziato che ” in occasione delle scorse elezioni politiche, ho potuto personalmente constatare l’esistenza di tali discordanze (tra elenchi AIRE ed elenchi ANPR) che provoca disagi agli elettori e spreco di danaro con l’invio di plichi elettorali presso indirizzi non reali”. Per tali ragioni, ho chiesto ai ministri competenti “quali iniziative intendano adottare i Ministri interrogati, nella loro sfera di competenza, per fare in modo che l’allineamento dei dati in questione sia effettivo e venga garantita la massima coerenza degli elenchi elettorali”.

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Benvenuto in Argentina Presidente Mattarella

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 Mag 2017

mattarella1Per un italiano all’estero l’arrivo del primo cittadino é un evento sicuramente storico. Dall’ultima visita di Ciampi sono passati molti anni e crediamo che la comunità più grande del mondo non e giusto che sia abbandonata in questo modo dalla patria. Soltanto in Argentina risiede la quarta parte di tutti gli iscritti all’AIRE, senza dimenticare il piccolo Uruguay, forse, il paese più italiano del mondo.
Mattarella, giurista, politico, uomo DC, poi Ulivo e PD (come tanti) è uno dei pochi politici della “vecchia guardia” con esperienza e moderatezza. Dagli anni ’80 è stato un protagonista in silenzio della storia repubblicana, dopo aver occupato il Parlamento con la DC, il Partito Popolare, la Margherita e il PD. Vicesegretario della DC, Ministro della Pubblica Istruzione, Vicepresidente del Consiglio, Ministro della Difesa e Giudice Costituzionale. Insomma, un politico di stirpe che, a basso profilo, è giunto alla massima carica dello Stato in un momento difficilissimo della vita italiana, dopo un settennale allargato di Napolitano ed un’eterna crisi. Visitare l’America Latina, più che un piacere, per un Presidente italiano dovrebbe essere un dovere. Qui risiede quasi la metà di tutti gli italiani all’estero e qui le radici di Cristoforo Colombo sono calate in profondità. Ma perché Argentina? Perché Uruguay? Suvvia! Perché qui c’è stato Garibaldi, all’Associazione Unione e Benevolenza di Buenos Aires si fece la prima colletta per i 1000 di Garibaldi, a Montevideo l’eroe dei due mondi ebbe 4 figli e fu un fiero combattente per le idee d’indipendenza.
Come si fa per recuperare lo spirito italiano? Non è facile! Il mondo è cambiato profondamente e cambia giorno dopo giorno, senza pausa. I movimenti emigratori, nel 2017 sono ormai pane quotidiano e, con rammarico, ma anche con piacere, vediamo che stiamo difronte all’ennesimo flusso di italiani verso il Sudamerica, un continente che, con i suoi “comodities”, continua a dar cibo ed energia a tutto il pianeta. Il tessuto produttivo italiano in America Latina è spaventoso. Soltanto una delle più grandi multinazionali italiane come la Pirelli, in Brasile produce la terza parte del suo fatturato, la FIAT ha grandi impianti, la Benetton 1 milione di ettari in Argentina, insomma, il “hardware” italiano continua a farsi strada e non da ieri. La visita di un Presidente della Repubblica è una necessità strutturale per il mondo emigratorio, un obbligo istituzionale e argentinacommerciale. Nel deposito più grande del mondo di acqua, petrolio, gas naturale o la più ricca fauna e flora, la presenza del nostro paese è strategica, ma, non possiamo negare che, in alcuni settori, gli obblighi sono tralasciati e di brutto. Ancora, nel nostro paese, non esiste una politica precisa e coerente sull’emigrazione. Mentre la Spagna, la Francia o la Gran Bretagna, con molto meno “figli” di noi, hanno presenza e scommettono con serietà, la nostra Italia fa acqua dappertutto. Le banche se ne sono andate cercando fortuna altrove, gli investimenti e la cooperazione calano e le reti consolari fanno pena. C’è sempre quell’Italia che lavora, che riforma, che gioca in Serie A, ma anche quell’altra che non definisce strategie e continua a parlarci come se fossimo degli ignoranti. Quante volte abbiamo ascoltato frasi fatte come: “Gli italiani all’estero sono un’enorme risorsa per l’Italia”? Da una parte facciamo finta di essere un paese sul serio e approviamo una legge per la quale, chiunque voglia adottare la cittadinanza italiana, presentando la documentazione giusta e pagando 300 Euro, la potrà ottenere, dall’altra abbiamo una pagina web del consolato che non ci risponde mai e ci lascia mesi senza un semplice rinnovo di passaporto, senza parlare di coloro che vogliono la nostra cittadinanza e devono aspettare, in certi casi, oltre 10 anni per vidimarla. Presidente Mattarella, non vogliamo ascoltare in questa visita le solite parole “gli italiani all’estero sono una risorsa per il nostro paese” o “….faremo di tutto per avvicinarci a voi”! Siamo stufi di tante chiacchiere, di CGIE che non ottengono risultati, siamo stufi di caramelle o aspirine. Vogliamo sentirci cittadini di Serie A, come quelli che sono nati a Roma, Milano o Morano Calabro. È per questo che il nostro appello, Sig. Presidente, è di starci a sentire, di capirci, di portare avanti un discorso idoneo e coerente. (Adriano Cairo)

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Appello pensionati italiani dall’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Giacomo Bertone segretario della Federazione pensionati ci segnala l’appello che gli è pervenuto dai pensionati italiani che vivono all’estero: “ Vi  e’ nel nostro paese un ampio dibattito su l’imposta sulle persone fisiche, abbiamo notato tra l’altro che vi sono ben 134  sconti tra deduzioni, deduzione, detrazioni e credito di imposta ed esenzioni varie. In questo quadro ed in questa riforma noi, pensionati non residenti in Italia, non tutelati da accordi bilaterali tra stati ed iscritti a  l’aire,  chiediamo  la 135* esenzione se non di tutto l’imponibile almeno di una parte. Vogliamo ricordare ai nostri   governanti  che sono migliaia i pensionati che si trovano in  queste condizioni e cioe’ pagano  le imposte allo stato, l’irpef alle regioni ed agli ex comuni di appartenenza senza avere nulla in cambio,  non abbiamo assistenza ospe- daliera ne’ nel paese in cui viviamo ed in compenso perdiamo anche quella che abbiamo in Italia. Ci appelliamo pertanto al  Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ai ministri ed a tutti i parlamentari della circoscrizione estera. Noi ci rifiutiamo di credere che il mondo politico voglia ancora ignorare questa realtà.”

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