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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘aiuti economici’

Codacons su aiuti economici ad autonomi e lavoratori stagionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

“Per le parti c’è la parte di fondo perduto, che lo scorso mese è stata di 600 euro e questa volta dovrebbe essere aumentata a 700-800. Si stanno cercando le risorse ad hoc per ripartire al meglio, anche se questa volta nella seconda tornata che si vadano a garantire queste risorse a quelli meno ricchi “. Lo ha detto il vice ministro dello sviluppo Stefano Buffagni a “Notizie oggi” su Canale Italia 83. “Chi ha una dichiarazione dei redditi molto alta non credo che ne abbia totalmente bisogno nel breve”, ha aggiunto. Tuttavia si tratta di aiuti che non bastano a tutelare gli autonomi. Molte scadenze contributive e fiscali permangono nonostante l’attività lavorativa pressoché ferma, in più occorre far fronte alle spese quotidiane: affitto, bollette e spese per generi alimentari. Già aiuto di 600 euro – per chi l’ha ricevuto – si è rivelato del tutto inadeguato per chi abita nella grandi città come Roma o Milano, dove con la somma si è riusciti a malapena a pagare l’affitto per una stanza. Il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli: “Viviamo un momento particolare che sta mettendo in serie difficoltà le famiglie italiane. Per i dipendenti sono state stabilite CIG in deroga, ma per gli autonomi gli aiuti sono insufficienti ”. Per tali motivi il Codacons ha inviato una lettera al Viceministro Buffagni, chiedendo interventi e aiuti economici più adeguati per gli autonomi, prevedendo la sospensione dei versamenti degli oneri contributivi per il 2020 e l’aumento degli aiuti economici a 1.000 euro per autonomi e lavoratori stagionali.

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Aiuti economici ai genitori separati

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

Torino. Per la prima volta in Italia i genitori separati potranno beneficiare di soluzioni abitative temporanee e  definitive (come già accade in Liguria), ma  anche – il Piemonte unica regione in Italia- di sostegni economici insieme alla possibilità di stornare dal conteggio del proprio reddito per accedere ai benefici previsti da altre leggi regionali anche gli alimenti che il coniuge separato deve versare per legge.  Infatti il Consiglio Regionale ha votato un testo di legge, di cui il consigliere regionale Gian Luca Vignale è stato primo firmatario e relatore, che ha raccolto le proposte di legge precedentemente presentate dal consigliere Vignale stesso e dal consigliere Bossuto e che, grazie al loro lavoro di mediazione e responsabilità, ha incontrato già in Commissione il favore, oltre che del centro destra, anche del PD e di Rifondazione Comunista. A dispetto della parità  dei diritti tra uomini e donne nel nostro paese è oramai consolidata la prassi di privilegiare nell’affidamento dei minori il ruolo materno rispetto a quello paterno. A fronte di ciò in Italia, nel 90% dei casi, il padre deve versare alimenti mensili che spesso equivalgono ad un terzo dello stipendio (in media 400 euro) e nel 71% dei casi la casa è assegnata alla madre. Il che significa che un padre nel momento del divorzio si trova senza casa e con uno stipendio diminuito di un terzo che spesso gli permette appena di poter soddisfare il proprio sostentamento e lo costringe a ricorrere a sua volta all’aiuto dei propri genitori con un senso di frustrazione e sconfitta facilmente comprensibili. Il testo promuove sostegni ed iniziative volti a stabilire non solo le condizioni di parità  di diritti tra genitori, ma anche il recupero dell’autonomia psicologica e materiale del genitore separato attraverso una promozione e valorizzazione dei centri di assistenza e mediazione familiare e della consulenza legale necessaria. Ma soprattutto per la prima volta vengono individuati incentivi economici a favore dei genitori separati in difficoltà che garantiscono a ciascun genitore separato di poter affrontare con dignità e responsabilità, ed in completa indipendenza, la propria vita e la fondamentale responsabilità assunta verso i propri figli.

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Un carteggio di san Giovanni Bosco

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Torino  16 aprile alle 12,30 Palazzo Cisterna (sede della Provincia di Torino, in via Maria Vittoria 12). il Vicario dell’Ispettore dei Salesiani per il Piemonte e la Valle d’Aosta e Rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice, don Sergio Pellini, è ospite del Presidente Saitta per mostrargli alcuni dei documenti più preziosi della Biblioteca Storica della Provincia di Torino: 21 lettere autografe di San Giovanni Bosco ed un biglietto (datato gennaio 1888), che coprono  un lungo arco di tempo, dal 1856 al 1888, gli anni in cui si rafforzò l’amicizia del santo sociale piemontese con il barone Feliciano Ricci des Ferres, durata fino alla morte di don Bosco, il 31 gennaio 1888. Dal carteggio, acquistato dalla Provincia di Torino e custodito, appunto, nella Biblioteca Storica, emerge con evidenza il leit-motiv della continua richiesta di aiuti economici al nobile piemontese: dal denaro ai più svariati oggetti che potessero essere di  utilità per gli oratori, le case salesiane, gli stabilimenti di lavoro e le altre opere di don Bosco. In un lessico sempre sobrio, immediato e naturale, le richieste del Santo sono accompagnate da sincere espressioni di riconoscenza verso il barone Ricci des Ferres, al quale il sacerdote sa trasmettere, anche sulle questioni in apparenza più banali, la sua profonda spiritualità e trepidazione per quel che più conta: la salvezza eterna. Il biglietto del gennaio 1888 è vergato con mano tremante dal Santo, ormai al termine di una vita spesa per aiutare i più deboli. “O Signor Barone, – scrive don Bosco – voi dovete assolutamente salvarvi l’anima, ma voi dovete dare ai poveri tutto il vostro superfluo quanto vi ha dato il Signore. Prego Dio che vi conceda questa grazia straordinaria. Spero che ci vedremo nella beata eternità. Pregate per la salvezza dell’anima mia”. Tra le lettere di maggior interesse va segnalata quella dell’11 ottobre 1883, relativa alle Missioni in Patagonia, in cui si legge che “il Santo Padre ha diviso la Patagonia e le isole adiacenti in tre vicariati apostolici. Ne affidò tutta la cura ai Salesiani ma non un soldo”. Vengono quindi richiesti al Ricci i mezzi per inviare trenta tra preti e catechisti, onde venire “in aiuto della nostra spedizione, che è pure venire in aiuto del Santo Padre e della propaganda fide che, a motivo dei tempi che traversiamo, non sono in grado di venirmi minimamente in  soccorso”. Accanto alle lettere firmate da Don Bosco, sono conservate nella Biblioteca Storica della Provincia di Torino altre missive inviate al barone Ricci da sacerdoti stretti collaboratori del Santo e prosecutori della sua missione: tra di essi don Federico Oreglia, il Beato Filippo Rinaldi, don Paolo Albera e don Carlo Cays

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