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Posts Tagged ‘aiuti umanitari’

Burkina Faso: la perdurante situazione di insicurezza ostacola gli aiuti umanitari

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime viva apprensione per la perdurante situazione di insicurezza, specialmente nella regione settentrionale del Burkina Faso, che colpisce i civili, fra i quali sfollati interni e rifugiati.Dal 2015, il Burkina Faso è teatro di una crescente situazione di insicurezza, segnata da una serie di attacchi di inaudita gravità nella capitale Ouagadougou e dal moltiplicarsi delle rivolte nelle regioni settentrionali e orientali del Paese.Nonostante le misure di sicurezza e il dispiegamento di forze militari, alcune parti del Paese hanno assistito a un incremento vertiginoso delle violenze a partire dal 2018. Tali violenze, che sempre più prendono di mira anche gli operatori umanitari, riducono la capacità della comunità internazionale di assicurare assistenza cruciale nelle aree colpite. In seguito agli incidenti più recenti, vi sono ora oltre 115.000 sfollati interni, mentre più di 11.000 persone sono state costrette a fuggire dal Burkina Faso per cercare rifugio nei Paesi confinanti. Le violenze hanno inoltre seriamente ostacolato l’accesso della popolazione sfollata nel Burkina Faso agli aiuti umanitari.L’UNHCR teme che altri civili possano divenire vittime di ulteriori violenze e, insieme ad altri partner umanitari, chiede che siano assicurati la loro sicurezza e il rispetto della neutralità degli operatori umanitari, al fine di poter assistere ininterrottamente quanti necessitano di protezione.Oltre il 90 per cento degli sfollati interni sono accolti da comunità locali. Circa il 70 per cento si trova nella regione del Sahel, di cui il 30 per cento nella sola città di Djibo. L’UNHCR è presente con due uffici nel Sahel, uno a Djibo e l’altro a Dori.Il Burkina Faso attualmente accoglie circa 25.000 rifugiati provenienti dal Mali, anch’essi colpiti dal conflitto. Le violenze hanno limitato le nostre possibilità di accesso a migliaia di rifugiati insediati fuori dai campi nelle province di Soum e Oudalan nella regione del Sahel, in prossimità del confine con il Mali. L’UNHCR esorta i rifugiati presenti in queste aree a spostarsi verso campi in cui l’Agenzia e i partner potranno assicurare loro protezione e l’accesso ai servizi sociali di base. Tuttavia, è necessario raccogliere ulteriori fondi. Nel 2018, solo il 26 per cento dei 27,3 milioni di dollari USA necessari per il Burkina Faso è stato finanziato.
8.500 dei 10.000 burkinabé fuggiti in Mali vivono ora a Gossi, Timbuktu, N’Tilit e Gao, aree anch’esse segnate da instabilità. Si ritiene che solo quest’anno circa 3.000 rifugiati siano fuggiti in Mali. L’UNHCR, attualmente, sta registrando e assistendo questi nuovi arrivati.Circa 300 persone, inoltre, si sono recate in Ghana, dopo essere state costrette a fuggire dalla regione settentrionale del Burkina Faso, in seguito al conflitto fra capitribù scoppiato a Zoaga.

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Innovativo programma di aiuti umanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 Maggio 2017

ankaraANKARA – E’ arrivato a 500.000 ed è in continua ascesa il numero dei rifugiati che in Turchia stanno ricevendo assistenza mensile in contanti attraverso un innovativo programma di aiuto. L’ESSN – Emergency Social Safety Net o Rete di sicurezza sociale di emergenza, è finanziato dall’Unione Europea e sostiene le famiglie di rifugiati più vulnerabili in Turchia attraverso delle carte di debito che possono utilizzare per soddisfare bisogni di base come cibo, affitto, medicinali e vestiti.Come qualsiasi altra carta di debito, queste carte possono essere utilizzate nei negozi oppure possono essere usate per prelevare contanti dagli sportelli bancomat (ATM). Il programma fornisce 100 lire turche (circa 26 euro) al mese per ciascun membro delle famiglie vulnerabili. Le registrazioni per il programma sono iniziate nel novembre 2016 e stanno ora proseguendo in tutto il paese, con l’obiettivo di assistere almeno un milione di rifugiati nel 2017.”La carta mi sta aiutando davvero molto a comprare il cibo e pagare l’affitto. Ho una famiglia numerosa e sarebbe difficile cavarsela senza questa carta” ha spiegato Şaban, un rifugiato siriano che attualmente vive con la madre, la moglie e sei figli nella città di Gaziantep, nella Turchia meridionale.Il programma ESSN è un partenariato tra la Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commissione europea (ECHO), il World Food Programme (WFP), la Mezzaluna Rossa turca e il governo turco.”Raggiungere mezzo milione di persone in meno di sei mesi è un risultato enorme. Il sistema tradizionale di erogazione di aiuti avrebbe richiesto molto più tempo e soldi e non avrebbe risposto alle reali esigenze della popolazione: cioè avere un reddito di base necessario per soddisfare le esigenze di ogni giorno. Grazie alla collaborazione tra attori umanitari e governo, saremo presto in grado di raggiungere almeno il doppio di persone bisognose”, ha affermato Christos Stylianides, Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi. La Turchia sta ospitando il maggior numero di rifugiati al mondo, circa 3 milioni, la maggior parte dei quali costretti a lasciare le proprie case nella vicina Siria. Il 90 per cento di loro vive fuori dai campi profughi, nelle città e nei villaggi di tutta la Turchia, e sono centinaia di migliaia le persone che a fatica superano le difficili condizioni in cui si trovano e fanno affidamento su questa forma di aiuto per andare avanti.”L’assistenza in denaro contante è la soluzione giusta per i rifugiati in Turchia. Tutto ciò di cui hanno bisogno è facilmente reperibile nei negozi e così il denaro che spendono ritorna alle comunità che li ospitano”, ha detto David Beasley, Direttore Esecutivo del WFP. “Questo tipo di sostegno sta aiutando migliaia di genitori a garantire ai propri figli la stabilità di cui hanno bisogno a casa.”Il presidente della Mezzaluna Rossa turca, il Dott. Kerem Kınık, ha dichiarato: “Con l’Unione europea e il WFP abbiamo fatto un lavoro esemplare nel garantire condizioni di vita più umanitarie per i rifugiati. I nostri programmi umanitari per i rifugiati siriani, che per 6 anni abbiamo condotto con solo i nostri mezzi, hanno raggiunto un altro livello con l’ESSN. D’ora in poi, sono sicuro che lo standard definito da ESSN sarà un punto di riferimento nell’assistenza alle persone vulnerabili”.I rifugiati che vivono in Turchia possono fare domanda per il programma attraverso gli uffici della Mezzaluna Rossa turca e quelli delle Fondazioni di solidarietà e assistenza sociale del Ministero delle Politiche Sociali e Familiari, che vagliano ogni settimana migliaia di richieste. Le famiglie che risultano essere tra le più vulnerabili ricevono un SMS che le informa di essere state accettate nel programma e che riceveranno assistenza mensile in denaro. Le famiglie che, al contrario, non vengono considerate idonee a partecipare al programma ricevono ugualmente un SMS di avviso. Nel caso in cui la composizione familiare cambiasse col tempo, queste potranno nuovamente presentare la domanda.Il WFP ha firmato l’accordo di partenariato con l’UE a settembre 2016. L’ESSN è il più grande progetto umanitario finanziato dall’Unione europea per numero di persone che intende sostenere e per l’importanza del contributo dell’UE.

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Vertice FAO: Intervento Barroso

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Al vertice della FAO di Roma il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha proposto che per la sicurezza alimentare venga istituito un sistema di allarme rapido basato su dati scientifici. Nel suo discorso ai capi di Stato e di governo il presidente Barroso ha attirato l’attenzione sul nesso tra sicurezza alimentare, sicurezza mondiale e lotta contro il cambiamento climatico. Al vertice FAO hanno partecipato anche i commissari europei per l’agricoltura, Marian Fischer-Boel, e per lo sviluppo e gli aiuti umanitari, Karel De Gucht.  Il presidente Barroso ha dichiarato: “Un mondo dove un miliardo di persone sono affamate è non solo una macchia sulla nostra coscienza collettiva, ma anche una crescente minaccia per la nostra sicurezza mondiale. Come la lotta contro il cambiamento climatico, anche la lotta contro la fame non può aspettare: dobbiamo riuscire a dimezzare la fame nel mondo entro il 2015, secondo quanto previsto dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. E per la sicurezza alimentare dobbiamo creare un sistema mondiale di allarme rapido basato su dati scientifici, simile a quello istituito nell’ambito della lotta contro il cambiamento climatico. Questa conferenza deve affrontare tre importanti questioni, che sono interconnesse: la sicurezza alimentare, il cambiamento climatico e la biodiversità. Queste sono sfide importanti e difficili, ed io sono determinato ad affrontarle durante il prossimo mandato della Commissione europea.”  La scorsa settimana il presidente Barroso ha incontrato il direttore generale della FAO Jacques Diouf ed ha sottolineato come finanziamenti continui e investimenti mirati siano necessari per migliorare la sicurezza alimentare nel lungo periodo. Ma gli investimenti – ha sottolineato Barroso – devono essere accompagnati da una buona governance. Inoltre, il coordinamento delle organizzazioni internazionali è essenziale per completare e rafforzare le iniziative multilaterali e bilaterali esistenti.

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L’Identità Europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2009

Milano, 22 giugno 2009 ore 17,00 via Moscova, 28 Mediateca di Santa Teresa Commissione europea Parlamento europeo Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dip. Politiche comunitarie in collaborazione con il Ministero Affari Esteri Emma Bonino Vice Presidente del Senato della Repubblica affronterà il tema della Identità europea e di valori fondamentali da promuovere come gli aiuti umanitari, il riequilibrio tra disparità del pianeta, la lotta alla fame, la povertà, l’analfabetismo, le malattie, per una vera integrazione tra i popoli. Conduce Giuseppe Sarcina – Corriere della Sera  http://www.lezionideuropa.eu

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