Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘aiuti’

Istat: 1,3 mln di anziani non ricevono aiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Secondo il rapporto Istat, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni.”Dati vergognosi. Abbandonare a se stessi gli anziani non è degno di un Paese civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In primo luogo bisogna potenziare gli aiuti domiciliari per non costringere gli anziani a entrare in case di riposo, sostenendoli sia dal punto di vista economico che sociale nelle loro abitazioni, assistendoli nei bisogni quotidiani. Quanto alle case di riposo, le rette, anche se commisurate al reddito, sono diventate proibitive per troppe famiglie” conclude Dona.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano di 1 milione di €

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Lo fa a sostegno degli organizzatori di eventi sportivi internazionali nel contesto della pandemia di coronavirus. Il sostegno pubblico assumerà la forma di sovvenzioni dirette alle imprese che hanno sostenuto costi per garantire la presenza sicura del pubblico a eventi previsti in Italia entro dieci giorni dal 26 ottobre 2020, data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020. Il decreto vietava la presenza del pubblico a tali eventi e, pertanto, i costi sostenuti per garantire la sicurezza pubblica sono andati persi. Il regime mira a soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari e ad aiutarli a proseguire le loro attività durante e dopo la pandemia. La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno i) non supererà 1,8 milioni di € per impresa; e ii) sarà concesso entro il 30 giugno 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano da 61,4 milioni di €

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

La Commissione europea ha approvato un regime italiano del valore di 61,4 milioni di € a sostegno dei datori di lavoro privati nel contesto della pandemia di coronavirus. La misura, approvata a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato, ha l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro sostenuto dai datori di lavoro privati che stanno subendo perturbazioni socioeconomiche a causa della pandemia di coronavirus, al fine di mantenere i livelli di occupazione.Il sostegno pubblico consisterà in un’esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali obbligatori a carico del datore di lavoro (ad eccezione di quelli relativi all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) per un periodo di quattro settimane, fino al 31 gennaio 2021. Al regime potranno accedere i datori di lavoro registrati in Italia e attivi in tutti i settori, ad esclusione di quelli finanziario e agricolo. I beneficiari sono imprese che avevano beneficiato della cassa integrazione ordinaria e in deroga nel giugno 2020, ma che non hanno presentato domanda per misure di integrazione salariale più recenti. Il regime integra un regime approvato dalla Commissione il 10 novembre 2020 (SA.59255), che prevedeva una misura analoga per un periodo massimo di quattro mesi, fino al 31 dicembre 2020.La Commissione ha constatato che la misura italiana è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, i) il sostegno non supererà 270 000 € per impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 1,8 milioni di € per impresa attiva negli altri settori; e ii) l’aiuto sarà concesso fino al 31 dicembre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA.61939 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione

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Commissione europea: Aiuti di Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

La Commissione europea ha pubblicato oggi un ulteriore modello di orientamento sugli aiuti di Stato per assistere gli Stati membri nell’elaborazione di piani nazionali per la ripresa e la resilienza in linea con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato per quanto riguarda il sostegno alla digitalizzazione dei mezzi di informazione. L’iniziativa fa seguito alla pubblicazione nel dicembre 2020 di 11 modelli di orientamento sugli aiuti di Stato.Nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, ciascun piano nazionale per la ripresa e la resilienza dovrà destinare almeno il 20% della spesa a sostegno della transizione digitale. Sostenere la trasformazione digitale dei mezzi di informazione è fondamentale per la vitalità del settore e per sostenere lo sviluppo a lungo termine dei media online e dell’editoria elettronica. La strategia annuale per la crescita sostenibile 2021 della Commissione sottolinea che occorre prestare particolare attenzione ai settori che svolgono un ruolo chiave per le nostre democrazie, in particolare il settore dei media, al quale il sostegno dovrebbe essere fornito in modo da rispettare e promuovere la libertà e il pluralismo dei media.Il modello di orientamento in questione, al pari degli altri, è un documento tecnico inteso a fornire orientamenti settoriali in merito ai casi in cui i) il sostegno non comporta aiuti di Stato e pertanto non è necessaria una notifica preventiva alla Commissione; ii) si configurerebbe un aiuto di Stato, ma non è necessaria alcuna notifica in quanto la misura di aiuto rientra in un’esenzione per categoria; e iii) si configurerebbe un aiuto di Stato ed è necessaria una notifica, alla luce delle principali norme applicabili in materia di aiuti di Stato.In base al modello di orientamento, i progetti per la digitalizzazione dei mezzi di informazione che possono ricevere aiuti dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di contenuti editoriali per l’editoria elettronica o sullo sviluppo di nuove soluzioni per il settore e per attirare l’attenzione sui contenuti pubblicati elettronicamente e aumentarne il consumo, oppure riguardare modelli imprenditoriali innovativi per l’editoria digitale. Gli Stati membri possono utilizzare la casella di posta elettronica e la linea diretta appositamente predisposte dalla Commissione per domande su questo e gli altri modelli di orientamento.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano modificato da 1,1 miliardi di €

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

Lo è a sostegno delle imprese attive a livello internazionale colpite dalla pandemia di coronavirus. Il regime originario è stato approvato dalla Commissione il 31 luglio 2020 con il numero SA.57891. Il 10 dicembre 2020 la Commissione ha approvato la proroga del regime fino al 30 giugno 2021 (SA.59655).L’Italia ha notificato un aumento del bilancio totale stimato del regime pari a 828 milioni di €, corrispondente a un aumento della dotazione totale da 300 milioni a 1 128 milioni di €. Analogamente al regime originario, il regime modificato continuerà a sostenere le imprese ammissibili facilitandone l’accesso alla liquidità e non assumerà la forma di aiuti alle esportazioni subordinati alle attività di esportazione, in quanto non è vincolato a contratti di esportazione specifici.La Commissione ha concluso che il regime modificato rimane necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno continuerà a non superare gli 800 000 € per impresa e il regime è limitato nel tempo fino al 30 giugno 2021. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA. 60402 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza

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L’UNHCR è pronta a riprendere la consegna degli aiuti alle persone costrette a fuggire nel Tigrè

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, è pronta a riprendere pienamente le sue attività umanitarie nella regione del Tigrè, non appena la situazione lo permetterà, a seguito di un accordo per ripristinare l’accesso.L’accordo è stato raggiunto di recente tra l’ONU nel Paese e il Governo Federale al fine di facilitare l’accesso alle organizzazioni umanitarie che forniscono assistenza ai civili colpiti dal conflitto iniziato un mese fa.A Shire, nel Tigrè, il personale dell’UNHCR, insieme ai partner, ha già distribuito acqua, biscotti energetici, vestiti, materassi, materassini e coperte a circa 5.000 sfollati interni.Tuttavia, continuiamo a ricevere notizie inquietanti sui campi di rifugiati eritrei nella regione che rimangono isolati. I dettagli dei danni e delle distruzioni rimarranno sconosciuti fino a quando non saremo in grado di raggiungere i campi e verificare le informazioni.L’UNHCR sta discutendo con l’agenzia per i rifugiati del governo federale sulla logistica e sulla necessità di valutare la situazione di sicurezza prima della ripresa delle attività umanitarie.Si teme che molti rifugiati eritrei possano essere già fuggiti dai campi in cerca di sicurezza.Nel frattempo, i rifugiati etiopi continuano a fuggire nel vicino Sudan. Sono gia’ oltre 47.000 le persone arrivate. Più di 1.000 persone sono arrivate ieri, la maggior parte in serata. I rifugiati raccontano all’UNHCR di altre persone partite in cerca di sicurezza. Un numero contenuto di rifugiati eritrei è arrivato anche dalla regione del Tigrè negli ultimi giorni.L’UNHCR, insieme alle autorità sudanesi, ha trasferito circa 11.150 rifugiati dai valichi di frontiera di Hamdayet e Abderafi al campo di Um Rakuba, a 70 chilometri dal confine con l’Etiopia.Molti rifugiati – fra i quali i contadini, che sono fuggiti durante la stagione del raccolto -dicono che preferiscono rimanere vicino al confine per aspettare i familiari ancora in Etiopia, o nella speranza di poter tornare presto a casa. Ma i rifugiati dicono anche di temere altre violenze all’interno del Tigrè.

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Aiuti agli italiani all’estero in difficoltà economica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Ho presentato una interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sui fondi aggiuntivi, per complessivi 6 milioni di euro (4 + 2), per i connazionali all’estero in difficoltà per la crisi economica dovuta alla pandemia. Lo scorso maggio, avevo già presentato una interrogazione in merito ma la risposta del Governo era stata vaga e poco chiara.Ora sono tornata ad incalzarlo per avere informazioni più dettagliate circa l’utilizzo di tali fondi.Ho chiesto al Ministro Di Maio di sapere “di quali strumenti si è avvalsa l’Amministrazione degli affari esteri per comunicare adeguatamente la notizia degli aiuti economici in favore delle Comunità all’estero, ai fini di una tempestiva richiesta da parte dei connazionali indigenti, e quali siano i dati aggiornati circa le modalità e la quantità di spesa fino ad oggi compiutamente effettuata, con particolare riferimento ai connazionali in difficoltà nella Ripartizione Nord e Centro America”.Auspico che questa volta il Governo dia risposte più chiare e trasparenti !” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Imprese: Aiuti per chi resta aperto ma ha un calo di fatturato

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Nelle prossime settimane va fatto un passo in più. Vogliamo intervenire anche nei confronti di quelle attività che non hanno chiuso per i DPCM ma che hanno subito cali di fatturato. Immaginiamo di poterli aiutare, come Movimento 5 Stelle stiamo cercando di costruire una misura per chi è rimasto aperto ma ha subito un calo di fatturato. È un momento delicato, aver scelto di differenziare aperture e chiusure, di non chiudere tutto, ci deve far pensare anche a soluzioni nuove. Che è quello che abbiamo imparato di più in questa emergenza, dobbiamo agire passo dopo passo. Di fronte a situazioni straordinarie vanno immaginate soluzioni straordinarie, è quello che stiamo facendo”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a “Il caffè della domenica”, condotto da Maria Latella su Radio 24.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano di aiuti alla ristrutturazione destinati alle PMI

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato un regime italiano di sostegno alle operazioni di ristrutturazione delle piccole e medie imprese (PMI) tramite equity, quasi-equity e sovvenzioni per un importo massimo di €10 milioni per impresa.Il sostegno nel quadro del regime può essere concesso solo alle PMI in difficoltà, quali definite nelle norme sugli aiuti di Stato, titolari di marchi storici di interesse nazionale o che svolgono attività economiche di importanza strategica. Il regime riguarda in particolare l’attuazione delle disposizioni dell’articolo 43 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa” per le PMI. La decisione non copre il sostegno sotto forma di aiuti alla ristrutturazione a favore delle grandi imprese.La Commissione ha valutato la misura alla luce degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà del 2014. Su queste basi, la Commissione ha concluso che il regime italiano è conforme alle norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito web della DG Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero SA.58790.

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Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione un regime italiano da 1,5 miliardi di €

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 1,5 miliardi di € destinato ad aiutare le imprese che operano nelle regioni del Sud Italia colpite dall’emergenza coronavirus, riducendone il costo del lavoro e aiutandole a mantenere il livello occupazionale in questo difficile momento. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.L’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito del quadro temporaneo, un regime di agevolazioni fiscali (che prevede la riduzione dei contributi previdenziali) per il periodo compreso tra il 1º ottobre 2020 e il 31 dicembre 2020 destinato ai datori di lavoro privati attivi nel Sud Italia.La misura prevede una riduzione del 30 % dei contributi previdenziali che i beneficiari devono versare nel quadro di contratti di lavoro che contemplano una sede di lavoro nelle regioni del Sud Italia. La misura si applica alle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), dove il PIL regionale è inferiore al 90 % della media UE e il tasso di occupazione è inferiore alla media nazionale. Del regime potranno beneficiare le imprese di tutte le dimensioni e attive in tutti i settori, ad eccezione dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico.La Commissione ha concluso che la misura del governo italiano contribuirà alla gestione dell’impatto economico del coronavirus nelle regioni del Sud Italia. La misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile, l’8 maggio e il 29 giugno 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti: i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e anticipi fino a 100 000 € a un’impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 120 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esigenze di liquidità. ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale. Tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse; sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche; v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”; vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri; vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a fronteggiare l’emergenza coronavirus fino alla prima applicazione industriale. viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia; x) sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa dell’emergenza Coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale; xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro temporaneo. Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Il quadro temporaneo rimarrà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine di giugno 2021, poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l’evolversi della crisi. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.

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Aiuti di Stato alle imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

La Commissione europea ha approvato un regime italiano da €403 milioni per rimborsare i costi sostenuti dalle imprese italiane per introdurre misure di protezione sul posto di lavoro al fine di ridurre il rischio di contagio nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato e la misura sarà aperta alle imprese di tutte le dimensioni attive in tutti i settori tranne quello finanziario. Il regime mira a preservare la continuità dell’attività economica durante e dopo la pandemia di coronavirus, tutelando nel contempo la salute e la sicurezza delle persone. La misura prevede il rimborso del 100% dei costi sostenuti dai beneficiari per l’acquisto di dispositivi e attrezzature di protezione individuale, conformemente alle misure introdotte dalle autorità italiane a marzo per limitare la diffusione del coronavirus nei luoghi di lavoro.L’importo minimo dell’aiuto sarà di €500, mentre l’importo massimo sarà di €15 000 per le imprese con un massimo di 9 dipendenti, di €50 000 per le imprese che hanno dai 10 ai 50 dipendenti e di €100 000 per le imprese con oltre 50 dipendenti. La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare: i) l’aiuto non supererà i €100 000 per impresa attiva nella produzione primaria di prodotti agricoli, i €120 000 per impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e gli €800 000 per impresa attiva in altri settori; e ii) il regime durerà fino al 31 dicembre 2020.La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi, la Commissione ha approvato le misure in conformità alle norme UE sugli aiuti di Stato.Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre azioni intraprese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile con il numero SA.58727 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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Sud Sudan: Aiuti umanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Un carico di aiuti umanitari raccolti dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, è giunto nei giorni scorsi a Juba, capitale del Sud Sudan, con un volo organizzato attraverso l’iniziativa “Ponte aereo umanitario” dell’Unione Europea.Gli aiuti – cibo, mascherine, gel igienizzante e sapone per la prevenzione del coronavirus – sono destinati ai profughi che hanno dovuto abbandonare i propri villaggi a causa dei recenti, violenti, scontri in diverse regioni del Paese. In questa situazione sono i civili, particolarmente le donne, gli anziani e i bambini, a pagare il prezzo più alto degli scontri fra gruppi armati. Molti di loro sono costretti a vivere sotto gli alberi nel mezzo della stagione delle piogge. Le loro condizioni sono rese ancora più difficili a causa della pandemia in un Paese privo di strutture sanitarie adeguate.Il Ministero degli Affari Umanitari e il Consiglio Ecumenico delle Chiese del Sud Sudan, con cui la Comunità collabora da anni e con cui ha stretto un accordo di cooperazione, provvederanno alla distribuzione degli aiuti.
Gli aiuti sono un gesto concreto di amicizia e sostegno al popolo sud sudanese che ha tanto sofferto a causa della guerra: una violenza che sembra non avere mai fine, nonostante gli importanti passi avanti compiuti di recente, anche grazie alla mediazione di Sant’Egidio.L’iniziativa di dialogo politico, con sede a Roma, è stata interrotta dalla diffusione del Covid-19, ma rimane l’unica via percorribile per per dare un futuro a questo Paese.

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Aiuti alle imprese agricole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle Politiche Agricole dello scorso 19 maggio, diviene realtà il nuovo limite dell’importo complessivo degli aiuti “de minimis” per le imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nell’arco di un triennio. Alla base di una miriade di agevolazioni statali ma soprattutto regionali, il “de minimis” è stato portato dall’Unione europea nel febbraio 2019 a 20mila euro ma occorreva dare operatività concreta al “Registro degli aiuti” per avere finalmente l’importo massimo riportato nel Regolamento n. 316 del 2019, ovvero 25mila euro. Una volta accertata la funzionalità del registro, si è potuto procedere alla ripartizione dell’ammontare tra le singole regioni, a cui spetta il 75% della cifra totale che per l’Italia è pari a oltre 840 milioni di euro, e alla pubblicazione del relativo decreto ministeriale.
“Sebbene si tratti di un importante passo in avanti, basti pensare che sino al 2014 il de minimis è stato pari ad appena 7.500 euro, anno in cui fu portato a 15mila – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – parliamo comunque di un importo modesto se paragonato a quello delle imprese non agricole che possono contare su un de minimis a 200mila euro, in situazione standard no-Covid19. Ciò è frutto della convinzione da parte della Commissione Ue che la quota molto importante di bilancio comunitario in favore del settore agricolo non si concilia con aiuti di stato consistenti che potrebbero ledere la concorrenza tra imprese. Purtroppo questa considerazione non tiene conto, però, delle situazioni di blocco degli aiuti del secondo pilastro della PAC, erogati tramite i PSR, come accade attualmente in grandi regioni, come la Puglia. L’agricoltura, pertanto – prosegue il Sottosegretario L’Abbate (M5S) – non chiede maggiori aiuti ma l’utilizzo di quelli già concessi, in linea con quanto accade in tutti i Paesi industrializzati. Per il futuro, il corretto funzionamento del Registro consentirà anzitutto di semplificare l’accesso delle imprese a tali aiuti ma potrà anche essere la base per ulteriori auspicati incrementi”?

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COVID-19: Aiuti a favore degli agricoltori dal fondo di sviluppo rurale dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Bruxelles. Venerdì, i deputati hanno incrementato il sostegno finanziario del fondo di sviluppo rurale UE, per permettere ai Paesi UE di aiutare agricoltori e PMI agroalimentari a uscire dalla crisi.La misura d’emergenza, approvata dal Parlamento con 636 voti favorevoli a 21 contrari, con 8 astensioni, permetterà agli Stati membri dell’UE di utilizzare i fondi UE, rimanenti dai programmi esistenti di sviluppo rurale, per pagare una somma forfettaria una tantum, a titolo di compensazione, agli agricoltori e alle piccole imprese rurali particolarmente colpite dalla crisi COVID-19. Questo sostegno di liquidità mirato da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) dovrebbe aiutarli a rimanere in attività.L’indennizzo da versare agli agricoltori più colpiti può arrivare fino a 7.000 euro, ovvero 2.000 euro in più rispetto a quanto proposto dalla Commissione europea. Il tetto massimo per il sostegno alle PMI agroalimentari dovrebbe è stato confermato a 50.000 euro, in linea con la proposta originaria.L’importo per finanziare la misura di sostegno alla liquidità è stata portata al 2% della dotazione UE per i programmi di sviluppo rurale in ogni Stato membro, rispetto all’1% inizialmente proposto dalla Commissione UE.I deputati hanno anche deciso di dare agli Stati membri più tempo per sbloccare il sostegno. Hanno infatti prorogato la scadenza del 31 dicembre 2020 per i pagamenti fino al 30 giugno 2021, ma le domande di sostegno dovranno essere approvate dalle autorità competenti prima del 31 dicembre 2020.”Accolgo con molto favore i risultati della votazione plenaria di oggi. Questo dimostra ancora una volta che il Consiglio e il Parlamento possono lavorare insieme in stretta e rapida collaborazione quando l’agricoltura dell’UE ha urgente bisogno di aiuto. Abbiamo ora dato ai Paesi dell’UE un altro strumento per aiutare finanziariamente gli agricoltori durante la crisi del coronavirus. I miei ringraziamenti vanno anche alla Presidenza del Consiglio croata per la loro proficua e diretta collaborazione”, ha detto il relatore e presidente della Commissione Agricoltura Norbert Lins (PPE, DE).La bozza di regolamento, così come approvata dai deputati e, in via informale, dai rappresentanti degli Stati membri, sarà ora sottoposta al Consiglio UE per l’approvazione finale. Una voltaapprovata, la nuova legge UE sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore immediatamente dopo.

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Aiuti di Stato italiani per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

La decisione della Commissione europea di dare il via libera agli aiuti di Stato italiani per l’agricoltura può contribuire a dare respiro immediato alle aziende più colpite dalla crisi – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Dall’Europa arriva un segnale positivo, perché nella congiuntura attuale anche pochi mesi possono fare la differenza per le imprese in difficoltà. La Commissione, impegnata ad approntare un quadro provvisorio di regole per gli aiuti pubblici, ha infatti autorizzato l’anticipo di quattro mesi rispetto alla scadenza prevista dei fondi Pac, per un ammontare complessivo di 12 milioni di euro.Si stima che le risorse potranno beneficiare più di mille imprese attraverso sovvenzioni dirette destinate ad aziende di tutte le dimensioni, ma anche ai lavoratori autonomi attivi nel settore agricolo. Bruxelles ha giustamente riconosciuto che si tratta di una misura “necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro” – spiega Tiso.Il provvedimento giunge a pochi giorni dalla proposta della Commissione europea di destinare 24 miliardi in più alla Politica agricola comune e al Programma di sviluppo rurale. In questi mesi si possono porre le basi per una vera rinascita dell’agricoltura europea, in grado di beneficiare anche l’Unione nel suo complesso. Siamo convinti che questa crisi sia anche foriera di opportunità, a condizione di saperle cogliere e di non vincolare le nuove risorse a rigide condizionalità in un nome di un’austerità che nell’era post coronavirus non ha più ragione di essere.

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L’Autorità Nazionale Palestinese non ha accettato gli aiuti per fronteggiare la pandemia da Covid-19 inviati dall’Onu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

A darne notizia è stata la giornalista freelance di Ramallah Fadwa Hodali che, su Bloomberg News, ha spiegato che la leadership palestinese “non vuole servire da ponte per la normalizzazione dei legami tra Emirati Arabi Uniti e Israele”.Sulla stessa lunghezza d’onda i media palestinesi che, così come la Russia Today araba, hanno citato una fonte del governo sostenendo, che alla base del rifiuto di Ramallah c’è la volontà di non essere “strumento per la normalizzazione” delle relazioni diplomatiche tra Israele e gli Emirati Arabi.Secondo la fonte, il trasferimento degli aiuti era stato coordinato esclusivamente con Israele e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e non con l’Autorità Nazionale palestinese.A scagliarsi contro gli aiuti medici per far fronte alla grave emergenza sanitaria c’è anche l’ayatollah Ali Khamenei che in un tweet ha accusato di tradimento gli Emirati Arabi:“Oggi, alcuni stati del Golfo Persico hanno commesso il più grande tradimento contro la propria storia e la storia del mondo arabo. Hanno tradito la Palestina sostenendo Israele. Le nazioni di questi Stati tollereranno il tradimento dei loro leader?” Questo episodio evidenzia una cosa che dovrebbe riempire le pagine dei giornali e le aperture dei notiziari televisivi: la leadership palestinese odia più Israele di quanto ami il suo stesso popolo.Un popolo che, invece di essere aiutato, viene abbondato a sé stesso in questo momento drammatico.Gli aiuti medici transitati in Israele avrebbero potuto sostenere il popolo palestinese nella lotta contro il Coronavirus e invece l’Autorità Nazionale Palestinese ha preferito rimandarli al mittente, con l’assurda motivazione di non voler essere un mezzo di normalizzazione dei rapporti fra lo Stato ebraico e gli Emirati Arabi. Perché per l’ANP conta più l’odio per Israele che l’amore per il popolo palestinese.

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Commissione europea sugli aiuti umanitari per combattere il coronavirus destinati alla Siria nonostante le sanzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

La Commissione europea ha pubblicato orientamenti dettagliati su come gli aiuti umanitari collegati al coronavirus possano essere inviati a paesi e zone del mondo soggetti a sanzioni dell’UE.La nota di orientamento sulla Siria è la prima di una serie completa di domande e risposte che mirano a fornire orientamenti pratici su come rispettare le sanzioni dell’UE quando si forniscono aiuti umanitari, in particolare assistenza medica, per combattere la pandemia di coronavirus. Chiarendo le responsabilità e i processi per la fornitura degli aiuti, questa nota intende agevolare il compito degli operatori umanitari in Siria. Dovrebbe accelerare l’inoltro di attrezzature e assistenza per combattere la pandemia di coronavirus in Siria. La nota è rivolta a tutti i soggetti coinvolti nella fornitura di aiuti umanitari, quali le autorità competenti degli Stati membri dell’UE, che gestiscono l’applicazione delle sanzioni dell’UE, e gli operatori pubblici e privati (donatori, ONG, banche e altri attori coinvolti nelle attività umanitarie), che devono rispettare le sanzioni dell’UE quando forniscono assistenza.

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In Pakistan ai cristiani vengono negati gli aiuti contro il Coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

ONG e leader musulmani in Pakistan rifiutano aiuti di emergenza contro il Coronavirus ai cristiani e alle altre minoranze religiose, nonostante questi ultimi siano fra quelli più gravemente colpiti dalla pandemia. Cecil Shane Chaudhry, Direttore Esecutivo della Commissione Nazionale Giustizia e Pace, organizzazione cattolica per i diritti umani, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre riferisce di annunci di organizzazioni religiose e moschee rivolti ai cristiani affinché non si presentino per chiedere cibo e altri aiuti di emergenza. Chaudhry racconta in particolare il caso dei cristiani di un villaggio nei pressi di Lahore sulla Raiwind Road, ai quali sono stati negati aiuti alimentari, e quello di 100 famiglie cristiane escluse della distribuzione di cibo nel villaggio di Sandha Kalan, nel Punjab, distretto di Kasur. Chaudhry cita resoconti relativi a staff incaricati di distribuire sul territorio aiuti di emergenza contro la COVID-19, i quali rifiutano di fornire aiuto ai non musulmani poiché le donazioni sono frutto della zakat, l’elemosina rituale prevista dalla sharia, la legge islamica. Secondo gli ultimi rapporti in Pakistan ci sono 32.819 casi confermati di COVID-19, nonostante Chaudhry ritenga che molti altri non siano refertati. Il capo della Commissione Giustizia e Pace fa appello al Governo affinché si consulti con le minoranze per fare un miglior uso dei dati censuari al fine di destinare gli aiuti ai più vulnerabili. «Nonostante si lavori a dei programmi, per adesso non siamo a conoscenza di alcuna iniziativa che includa i membri di minoranze religiose per garantire che i loro bisogni non siano ignorati», conclude Chaudhry.

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Carenza fondi e aiuti agli sfollati yemeniti e rifugiati

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Quasi un milione di sfollati e rifugiati vulnerabili presenti in Yemen sono a rischio di perdere alloggio, assistenza in denaro di vitale importanza per l’acquisto di beni essenziali come cibo e farmaci, e molto altro. Lo ha reso noto oggi l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Si tratta di persone già alle prese con condizioni di povertà e privazioni degradanti, per le quali, nelle prossime settimane, è necessario assicurare con urgenza fondi per l’implementazione di programmi di assistenza salvavita.
Quella in corso in Yemen era già considerata la crisi umanitaria di più vaste proporzioni su scala mondiale. Alla gestione di quest’ultima, il Paese ora vede accavallarsi anche la minaccia della pandemia e l’impatto delle piogge torrenziali e delle inondazioni recenti che hanno colpito aree come Aden, Abyan, Lahj, Marib, e i governatorati di Sana’a e di Amanat Al Asemah. Le prime testimonianze riferiscono che in tutto lo Yemen sono oltre 100.000 le persone danneggiate. Piogge e inondazioni improvvise hanno inflitto danni estesi agli insediamenti di sfollati interni e alle infrastrutture pubbliche.Si stima che più di 3,6 milioni di persone siano stati costretti a fuggire dalle proprie case in Yemen dalla recrudescenza del conflitto nel 2015. Solo Siria, Colombia e Repubblica Democratica del Congo accolgono al proprio interno popolazioni sfollate di dimensioni maggiori in fuga da conflitti. Il rapporto annuale sugli sfollati interni nel mondo pubblicato oggi dall’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC) stima che, solo nel 2019, siano state quasi 400.000 le persone costrette alla fuga da conflitti e violenze.L’UNHCR mira a raccogliere con urgenza 89,4 milioni di dollari da destinare a programmi di protezione e assistenza salvavita a favore di famiglie di sfollati interni, rifugiati, richiedenti asilo e comunità di accoglienza. Con il conflitto in Yemen che entra nel sesto anno e la maggioranza della popolazione fatica ormai a sopravvivere, questi fondi consentiranno all’UNHCR di continuare ad assicurare aiuti salvavita tanto alle famiglie di sfollati interni, rifugiati, e richiedenti asilo quanto agli yemeniti delle povere comunità che li accolgono. È necessario assicurare gli aiuti con urgenza, dato che queste categorie di persone sono quelle più vulnerabili alla minaccia del COVID-19. La diffusione del virus potrebbe comportare conseguenze gravi se le agenzie umanitarie non dovessero essere in grado di assicurare sostegno adeguato. In assenza dei fondi necessari, l’UNHCR rischia di dover ridurre drasticamente o terminare immediatamente numerosi programmi e piani di sostegno vitali, come l’erogazione diretta di assistenza in denaro contante. Tale eventualità lascerà in stato di disperato bisogno 655.000 sfollati interni e una popolazione di rifugiati e richiedenti asilo che in Yemen comprende circa 281.000 uomini, donne e bambini. Tutte queste persone resteranno senza mezzi adeguati per assicurare cibo alle famiglie o farmaci ai figli malati, trovare riparo, o proteggersi dalle intemperie, costringendo alcune di loro a vivere all’aperto durante la stagione delle piogge in arrivo. Per molti rifugiati e famiglie sfollate, è una questione di vita o di morte. L’UNHCR, inoltre, offre sostegno agli sfollati interni nell’acquisizione di documenti di identità validi, necessari per permettere l’iscrizione dei bambini a scuola e l’accettazione dei pazienti negli ospedali.L’Agenzia, infine, esprime profonda preoccupazione per l’esposizione a rischi più elevati di entrambe le comunità di sfollati e di accoglienza, viste le disperate condizioni abitative e igieniche in cui vivono e le carenze complessive delle strutture sanitarie locali, nel momento in cui, il 10 aprile, nella provincia meridionale di Hadramaut è stato registrato il primo caso confermato di COVID-19. In collaborazione coi partner locali, l’UNHCR sta coinvolgendo le comunità di sfollati interni e rifugiati affinché siano consapevoli dei rischi e delle misure di prevenzione e possano proteggersi dal contagio.Dopo cinque anni di conflitto, oltre l’80 per cento dell’intera popolazione yemenita necessita di una qualche forma di assistenza. Per sopravvivere, attualmente quasi 4 milioni di sfollati interni, rimpatriati, rifugiati, e richiedenti asilo devono fare regolarmente affidamento sugli aiuti umanitari. Ad oggi, l’UNHCR ha raccolto 58,4 milioni di dollari, vale a dire il 28 per cento dei fondi richiesti per proteggere e assicurare aiuti vitali a sfollati interni, rifugiati e comunità di accoglienza nell’arco del 2020.

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Coronavirus: Arrivi in aiuto dall’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Cosi l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ,l’Unione Medica Euro Mediterranea(UMEM). La Comunità del Mondo Arabo in Italia(Co-mai) e il Movimento Internazionale Transculturale Inter professionale Uniti per Unire (UxU) esprimono apprezzamento e riconoscenza a tutti i paesi che si sono mossi subito per sostenere l’Italia e il popolo italiano in grande difficoltà sanitaria ,medica e umanitaria .Ringraziamo tutti i paesi che hanno inviato delegazioni di medici e infermieri come la Cina ,Cuba,Albania ,Romania ,Polonia,Russia ,Ucraina e quelli che hanno inviato aiuti materiali sanitari o donazioni ospedaliere come Qatar ,Egitto ,Emirati Arabi ,India ,Brasile,Kuwait e numerosi altri hanno espresso solidarietà e ci stanno contattando che vorrebbero inviare medici in particolare laureati in Italia che parlano ancora l’italiano e hanno ancora il cuore in Italia il paese che li ha ospitati e gli ha consentito di laurearsi e costruirsi una famiglia e un lavoro nel paese di origine .anche tutte le comunità e associazioni di origine straniera si uniscono a questo coro umano ,internazionale e sincero verso l’italia appoggiando il nostro appello #SosteniamolaNostraItalia in attesa che rispondi anche la Commissione Europa che ancora una volta tardiva , assente e divisa per colpa dell’egoismo dei paesi membri.”Nel momento di grande tristezza e sofferenza per i morti in italia e nel mondo e per la difficoltà enorme del SSN italiano, queste buone notizie che arrivano in particolare dai paesi dell’Europa dell’Est, paesi arabi e africani ,dalla Russia ,Cuba ,Cina e numerosi altri sicuramente registrano un momento importante a favore di una solidarietà e #Alleanza Sanitaria Mondiale lanciata proprio dai nostri movimenti all’inizio dell’emergenza Coronavirus tramite comunicati in varie lingue e numerose interviste che mi vedono coinvolto tutti i giorni da Gennaio da TV, Radio e giornali euro mediterranei,paesi del Golfo ,America e Europa. Sicuramente non sarà mai come prima e spero che saranno archiviate tutte le polemiche e strumentalizzazioni politiche e minacce nei nostri confronti accusandoci ingiustamente che rubiamo il lavoro ai professionisti della sanità italiani e ci classificano di serie B per l’obbligo della cittadinanza per sostenere i concorsi pubblici .Cosi Dichiara Foad Aodi presidente Amsi e Umem e Membro del registro esperti e membro del Gruppo di Lavoro Salute Globale Fnomceo che fa’ l’appello a tutti i medici e professionisti della sanità italiani e di origine straniera compreso Albi professionali,sindacati ,società scientifiche ,sanità privata e pubblica di unirsi per salvare e rinforzare la nostra sanità italiana e alzare la voce per farci ascoltare e rispettare da una politica distratta, insensibile e non ci ha coinvolto in questi lunghi anni quando chiedevamo ;medici specialisti,borse di specializzazione,tutela e sicurezza sui posti di lavoro ,combattere la fuga all’estero ,sotto pagamento,sfruttamento lavorativo e la medicina difensiva per l’interesse comune. Non siamo eroi stagionali. E quando è comodo al mondo politico per mascherare tutto il loro fallimento e incapacità di ascoltarci e proteggerci anche in questa grande emergenza dove ci hanno mandati in guerra senza armi e protezioni. Conclude Foad Aodi senza giri di parole avvertendo che non ci scordiamo di questo pessimo e disumano trattamento riservato al nostro #Esercito_Bianco#. (fonte:Ufficio Stampa Amsi)

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