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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 231

Posts Tagged ‘aiuti’

I terroristi colpiscono ancora nel nord del Mozambico mentre ACS aumenta gli aiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2022

I terroristi hanno colpito ancora nella regione di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, uccidendo un numero imprecisato di persone, sequestrando donne e bambini e costringendo almeno 11.000 alla fuga, portando il numero degli sfollati a ben oltre 800.000. Gli ultimi attentati sono avvenuti nei distretti di Ancuabe e Chiure dopo quasi un mese di relativa pace e sembrano confermare le modifiche al modus operandi del gruppo terroristico che si identifica come Provincia del Mozambico dello Stato Islamico. I terroristi hanno iniziato le loro attività nell’ottobre 2017 con offensive su larga scala e hanno persino preso il controllo della città di Cabo Delgado; ora tuttavia tendono ad attaccare in gruppi più piccoli che si infiltrano e saccheggiano piccole città e insediamenti con maggiore facilità. Il vescovo Juliasse Sandramo, insediatosi alla fine di maggio, invita il mondo a non dimenticare la difficile situazione dei mozambicani. «Cabo Delgado deve ancora affrontare un problema di terrorismo e ha bisogno del sostegno del mondo intero, sia con gli aiuti umanitari sia nella ricerca di soluzioni globali, affinché il Mozambico possa trovare stabilità, pace e progresso. Abbiamo parrocchie praticamente distrutte – prosegue il prelato -, sacerdoti che vivono situazioni difficili perché hanno dovuto abbandonare la loro missione a mani vuote; bambini, anziani e altri hanno grandi bisogni e non possiamo farcela da soli». Il Mozambico è prevalentemente cristiano, tranne nel nord, dove i musulmani sono la maggioranza. Un gran numero di sfollati interni dunque non è cristiano. Anche in minoranza, tuttavia, la Chiesa è fortemente impegnata nel fornire aiuto, contribuendo alla sicurezza di tutti coloro che sono stati colpiti dalle violenze nelle regioni settentrionali. «Le parrocchie e le comunità religiose continuano ad essere luoghi di soccorso. Sono presenti quando le persone arrivano, le accolgono, offrono cibo, riparo, assistenza spirituale e sostegno psico-sociale», racconta mons. Juliasse Sandramo. Il nuovo Vescovo di Pemba esprime la sua gratitudine ad Aiuto alla Chiesa che Soffre aggiungendo: «Sebbene l’intervento militare abbia generato qualche speranza che le persone possano tornare ai loro luoghi di origine, questa rimane una possibiltà molto remota. Aiuto alla Chiesa che Soffre è una grande amica di Cabo Delgado, del Mozambico e dell’Africa. Ha fatto molto per aiutare. Grazie a questo aiuto anche noi, come Chiesa, abbiamo potuto svolgere il nostro lavoro, seguire il nostro gregge ed essere strumento di evangelizzazione. Voglio ringraziare tutti coloro che aiutano ACS a sostenere le persone bisognose in tutto il mondo. Che Dio benedica tutti i suoi benefattori», conclude mons. Juliasse Sandramo.

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Decreto Aiuti: Cia, estendere credito d’imposta per acquisto gasolio agricolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2022

E’ urgente estendere il periodo di applicazione del credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo anche al secondo trimestre 2022. I prezzi dei carburanti sono sempre più insostenibili, ma le imprese già combattono con i rincari produttivi e gli effetti della siccità. Per questo, senza nuove agevolazioni, si rischia il blocco del settore in una fase importante di lavorazioni in campo. Questa la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani, che sollecita le modifiche al Decreto Aiuti del Governo. In questa fase, in particolare, il prezzo eccezionale del gasolio agricolo, arrivato fino a 1,60 euro al litro, sta mettendo in pericolo le trebbiature, soprattutto nelle aree marginali -evidenzia Cia- riducendo i raccolti di grano duro, quando i mercati internazionali sono ormai ampiamente sotto stress per il conflitto in Ucraina. “Come Cia -spiega il presidente nazionale, Cristiano Fini- abbiamo presentato nelle scorse settimane un emendamento al Decreto Aiuti per estendere la misura oltre il primo trimestre dell’anno. Abbiamo apprezzato la sensibilità dei principali gruppi politici, che hanno depositato la nostra proposta di modifica, rendendola prioritaria. Ora è necessario che le Commissioni riunite Bilancio e Finanze approvino l’emendamento, senza perdere tempo, per sostenere il settore agricolo, alle prese con una crisi senza precedenti, per la portata delle emergenze in atto, dalla guerra al clima”.

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Decreto Aiuti: Anp-Cia, sostegno necessario a pensionati e famiglie a basso reddito

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Il Decreto Aiuti del Governo contiene misure importanti: un aiuto alle famiglie a basso reddito colpite dall’inflazione e dal caro-bollette e, finalmente, un sostegno ai pensionati alle prese con il rincaro generalizzato dei costi. Così il presidente di Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, Alessandro Del Carlo, commenta il provvedimento pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che prevede un contributo una tantum di 200 euro da erogare in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi e dei pensionati con reddito fino a 35 mila euro annui lordi – calcolati al netto del reddito della casa di abitazione e delle prestazioni assistenziali – oltre alla proroga, anche per il terzo trimestre 2022, del bonus sociale per l’energia, ossia dello sconto previsto per i clienti domestici economicamente svantaggiati e i clienti domestici in gravi condizioni di salute.Si tratta di un aiuto che, in qualche modo, cerca di riequilibrare il reddito disponibile dei pensionati, ridotto da mesi a causa della spirale inflazionistica che ha messo in seria difficoltà migliaia di anziani, soprattutto quelli con assegni al minimo. “Ce lo dicono i nostri associati, soprattutto gli ex agricoltori, le donne, o le persone che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua -sottolinea Del Carlo- e che oggi si ritrovano con assegni mensili parecchio al di sotto dei 780 euro previsti dalla pensione di cittadinanza”. Ecco perché, secondo Anp-Cia, per fronteggiare le conseguenze di pandemia e crisi, oltre a misure una tantum come quelle prevista nel decreto appena pubblicato, bisogna pensare a un aumento degli assegni, con interventi strutturali in primis sulle pensioni basse.Allo stesso modo, occorre intervenire per migliorare la vita dei pensionati incapienti in modo più incisivo rispetto a quanto fatto nell’ultima legge di Bilancio, con cui è stata aumentata solo di poco la “no tax area”, prevedendo nuove misure che consentano anche ai titolari di pensione che non raggiungono la soglia di tassazione di recuperare a detrazione fiscale le spese mediche e sanitarie sostenute nel corso dell’anno. “È urgente restituire sicurezza economica agli anziani -ribadisce Del Carlo- evitando il rischio di povertà e di esclusione sociale”. L’una tantum di 200 euro, ricorda Anp, sarà erogata dall’ente previdenziale, che riconoscerà la somma aggiuntiva con la rata di pensione in pagamento a inizio luglio.

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UE: Rendere trasparenti gli aiuti alla Siria e sostenere anche le regioni curde!

Posted by fidest press agency su domenica, 22 Maggio 2022

Relativamente agli aiuti umanitari che negli ultimi anni sono diretti nell’area di crisi siriana, l’Associazione per i popoli minacciati (APM), tramite Kamal Sido denuncia le evidenti distorsioni dell’intero sistema di aiuti, a partire da quello tedesco ma non solo. “Secondo le nostre informazioni, gli aiuti del Ministero degli Esteri di Berlino sono stati finora destinati principalmente alle aree controllate dalle milizie islamiche radicali e dal regime turco. Quasi nulla arriva nelle aree abitate dai curdi”, ha criticato Kamal Sido. Per l’APM si ha la netta impressione che gli aiuti vengano dati solo a chi professa la sharia islamica e sostiene la politica espansionistica turca, cioè le aree controllate dalle milizie filoturche. Alla conferenza dei donatori per la Siria, tenutasi a Bruxelles la scorsa settimana, sono stati raccolti più di sei miliardi di euro per la Siria, martoriata da crisi e guerre, 4,1 miliardi di euro per il 2022 e 2,3 miliardi di euro per il prossimo anno. Con 1,05 miliardi di euro, la Germania vuole contribuire a quasi la metà del denaro promesso per il 2023. L’obiettivo è migliorare le prospettive di vita delle persone in Siria e nei Paesi limitrofi gravemente colpiti dalla guerra siriana, che hanno accolto milioni di rifugiati. In Siria, quasi 15 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari e l’alimentazione di dodici milioni di persone è a rischio. Al più tardi dopo l’inizio della guerra di aggressione russa all’Ucraina, tutti i governi europei dovrebbero rendersi conto che non si dovrebbero sostenere dittatori e autocrati che, come il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ovviamente non hanno tra le loro priorità il diritto internazionale e i diritti delle minoranze. Dovremmo dimostrare alle vittime delle sue politiche in Kurdistan, Siria settentrionale e Iraq settentrionale che crediamo davvero nei nostri valori e prendiamo sul serio i nostri obblighi. La maggior parte dei curdi e delle altre minoranze ha già perso la fiducia in un ordine internazionale giusto. Accusano la NATO di insistere sul diritto internazionale solo quando serve agli interessi dell’Alleanza, per lo più geopolitici. Nel caso dei curdi, non si tratta solo di silenzio e di copertura di crimini di guerra commessi dall’esercito turco, ma anche di aiuti politici, diplomatici e finanziari attivi, nonché di forniture di armi e armamenti a Erdogan. Dopo diverse guerre di aggressione contro le regioni settentrionali della Siria – Afrin nel 2018 e Serekaniye nel 2019 – ora l’esercito turco compie quotidianamente attacchi di droni contro curdi, yezidi e cristiani per sfollarli e insediare rifugiati stranieri nelle loro aree. Anche la Germania ad esempio partecipa alla realizzazione dei sistemi di droni turchi.

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ACS passa alla seconda fase di aiuti destinati all’Ucraina

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

A 46 giorni dall’inizio dell’invasione militare dell’Ucraina Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) passa alla seconda fase di aiuti. Subito dopo l’aggressione militare la Fondazione Pontificia aveva infatti stanziato 1,3 milioni di euro per le diocesi, le eparchie e gli esarcati dell’Ucraina orientale e occidentale. Tali fondi sono già giunti alle rispettive destinazioni. In questa seconda fase, appena apertasi, gran parte dell’aiuto andrà a beneficio delle religiose, dei sacerdoti e dei seminaristi che stanno accogliendo e sostenendo i milioni di sfollati ucraini in viaggio verso i confini e bisognosi di rifugio e nutrimento, sia fisico sia spirituale. Il valore dei nuovi aiuti già approvati è di euro 687.180. Ad essi stanno per aggiungersi ulteriori contributi, in fase di approvazione, del valore approssimativo di 202.500 euro. Oltre a queste iniziative ACS ha approvato 27 progetti finalizzati a convogliare le offerte per Messe a beneficio dei sacerdoti ucraini, per un valore di 579.491 euro. «Gli aiuti materiali stanno raggiungendo le persone attraverso i Paesi confinanti occidentali, principalmente la Polonia, per questo motivo i veicoli, nelle aree di conflitto, sono uno strumento necessario per la consegna di cibo, acqua, pannolini e medicinali. Sono pertanto in cantiere diversi progetti di ACS per assicurare la fornitura di furgoni e camioncini», spiega il direttore di ACS Italia, Alessandro Monteduro. «Al perdurare degli scontri armati si contrappone una articolata reazione di carità, necessaria per difendere le famiglie sfollate dalla disperazione», conclude Monteduro.

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Ucraina: si agli aiuti, anche in armi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

Per capire facciamo un esempio, tornando indietro di 80 anni: Hitler dichiara guerra alla Polonia. In difesa, scendono in campo Regno Unito e Francia (poi USA). E’ la Seconda guerra mondiale e, secondo i pacifisti di turno, si doveva fare appello a Germania e Polonia affinché deponessero le armi, non distinguendo tra aggressore e aggredito. Non fornire supporto alla Polonia, di fatto, significava favorire l’aggressore nazista. Anzi, la Polonia doveva arrendersi al primo colpo di fucile per evitare morti e distruzioni. Oggi la Russia ha invaso l’Ucraina. Dopo l’appello alla pace dei pacifisti, dei quali nelle settimane scorse abbiamo visto le manifestazioni, cosa doveva fare l’Ucraina? Arrendersi all’invasore? E cosa dovevano fare le democrazie occidentali? Osservare l’occupazione dell’Ucraina da parte della Russia, limitandosi all’invio di generi alimentari e, di fatto, sostenendo l’aggressore? Per analogia, nel 1939, Regno Unito e Francia avrebbero dovuto organizzato solo aiuti umanitari alla Polonia! Oggi, se possiamo vivere in un sistema di democrazie liberali, lo dobbiamo al sacrificio di milioni di persone che hanno combattuto con le armi le dittature nazifasciste.Quella di Putin in Russia è una dittatura che dura da venti anni, mascherata da finte elezioni nelle quali si impedisce la partecipazione alle liste di opposizione, si uccidono gli avversari (Politkovskaja, Nemcov, Litvinenko), si incarcerano i dissidenti (Navalny) e si reprimono brutalmente le manifestazioni di protesta.Putin in 20 anni di potere assoluto non è riuscito a far uscire dalla povertà il popolo che governava: il Pil della Federazione russa è minore di quello dell’Italia e il Pil procapite russo è circa 3 volte inferiore a quello italiano. Un fallimento che cerca di coprire rivendicando una inesistente identità tra Russia e Ucraina che giustifichino l’invasione. La motivazione è altra: quando si ha un problema interno si cerca un nemico esterno, ma non c’è nessun nemico alle porte. In 73 anni di esistenza, la Nato non ha mai invaso alcun Paese e gli Stati che hanno aderito alla Ue hanno visto crescere il benessere del proprio popolo (es. la Polonia ha raddoppiato il PIL). L’invasione della Ucraina è il frutto di una mente criminale che vuole conservare il proprio potere e quello dei suoi accoliti, provocando morte e distruzione. Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Aiuti UE per 801 lavoratori licenziati in Sardegna

Posted by fidest press agency su sabato, 18 dicembre 2021

I deputati hanno approvato martedì in via definitiva un importo di circa 5,4 milioni di euro in aiuti UE per gli ex lavoratori sardi di Air Italy e del Porto Canale di Cagliari.I deputati hanno approvato le due richieste di sostegno dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori in esubero (FEG) dell’Italia per i lavoratori sardi di Air Italy e di Porto Canale, affermando che “le incidenze sociali degli esuberi dovrebbero essere considerevoli per l’economia sarda, anch’essa fortemente colpita dalla crisi della COVID-19, in cui il numero di posti di lavoro è diminuito del 4,6 % nel 2020 rispetto a un calo del 2,0 % nell’intera Italia”. Un importo di circa 5,4 milioni di euro è stato stanziato in aiuto degli 801 lavoratori licenziati dai loro impiego nei settori del trasporto aereo e di magazzinaggio in Sardegna. Di questi, 3.874.640 di euro andranno ai lavoratori sardi di Air Italy mentre i restanti 1.493.407 di euro euro ai lavoratori di Porto canale.Il testo su Air Italy è stato approvato con 662 voti favorevoli, 17 contrari e 18 astensioni.Il testo su Porto Canale è stato approvato con 665 voti favorevoli, 17 contrari e 15 astensioni.La pandemia di COVID-19 ha avuto pesanti ripercussioni sul mercato del lavoro sardo, con la perdita di 6000 posti di lavoro nel 2020, principalmente nei settori del turismo, dello spettacolo e dei servizi ricreativi, nonché del trasporto marittimo di merci. Nel 2020 il tasso di attività è diminuito di 3,1 punti percentuali rispetto al 2019, attestandosi al 60,3%.In base al nuovo regolamento del FEG 2021-2027, il Fondo continuerà a sostenere i lavoratori dipendenti e autonomi la cui attività è cessata. Le nuove regole consentono di dare sostegno a un maggior numero di persone colpite dalla ristrutturazione lavorativa o settoriale. I Paesi UE possono richiedere il finanziamento UE quando almeno 200 lavoratori perdono il loro posto di lavoro in uno specifico periodo di riferimento.

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L’Associazione Culturale Italiana di New York dona aiuti economici agli alluvionati della Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Scende in campo concretamente per aiutare Catania dopo l’alluvione disastroso degli scorsi giorni. Grazie al presidente dell’associazione Tony Di Piazza, imprenditore di successo ed ex presidente del Palermo Calcio, e in particolar modo al commendatore Joseph Ficalora, ex presidente della New York Community Bank, sono in arrivo dei fondi che saranno destinati a due associazioni che operano sul territorio colpito. Le due associazioni scelte sono: la Locanda del Samaritano, missionari vincenziani che da 10 anni prestano servizio nel territorio catanese per dare assistenza agli indigenti e l’associazione di cucina, turismo Ristoworld Italy. I cuochi di Ristoworld Italy, in questi giorni di maltempo hanno donato un pasto caldo a tutti gli ospiti del Pala Spedini a Catania, aperto dal comune etneo per accogliere i senza fissa dimora della città ma non solo, anche tutti gli sfollati a causa degli allagamenti. La notizia della donazione è stata accolta con gioia e gratitudine da Marcello Proietto di Silvestro e dallo chef Andrea Finocchiaro, rispettivamente presidente di Ristoworld Italy il primo e responsabile di Ristoworld Emergency il secondo, lo speciale dipartimento di Ristoworld Italy che entra in campo nei momenti di calamità naturale, come già avvenuto in Emilia Romagna e ad Amatrice negli anni scorsi.«I cuochi e il mondo della ristorazione – commenta Proietto di Silvestro – provengono da un periodo di crisi e disagio economico con la chiusura delle attività a causa della pandemia. Questo non ha impedito l’intervento immediato e operativo. Il grande cuore delle berrette bianche si è manifestato anche in questa occasione e i nostri cuochi hanno risposto alla grande con abnegazione ed entusiasmo. Questa donazione del presidente Di Piazza e del commendator Ficalora ci rende felici e dona valore aggiunto al lavoro che svolgiamo: mettersi a disposizione degli altri e fare del bene è la migliore risposta alle emergenze e al disagio che in questi giorni sta colpendo tutto il territorio siciliano e non solo».

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Istat: 1,3 mln di anziani non ricevono aiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Secondo il rapporto Istat, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni.”Dati vergognosi. Abbandonare a se stessi gli anziani non è degno di un Paese civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In primo luogo bisogna potenziare gli aiuti domiciliari per non costringere gli anziani a entrare in case di riposo, sostenendoli sia dal punto di vista economico che sociale nelle loro abitazioni, assistendoli nei bisogni quotidiani. Quanto alle case di riposo, le rette, anche se commisurate al reddito, sono diventate proibitive per troppe famiglie” conclude Dona.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano di 1 milione di €

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Lo fa a sostegno degli organizzatori di eventi sportivi internazionali nel contesto della pandemia di coronavirus. Il sostegno pubblico assumerà la forma di sovvenzioni dirette alle imprese che hanno sostenuto costi per garantire la presenza sicura del pubblico a eventi previsti in Italia entro dieci giorni dal 26 ottobre 2020, data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020. Il decreto vietava la presenza del pubblico a tali eventi e, pertanto, i costi sostenuti per garantire la sicurezza pubblica sono andati persi. Il regime mira a soddisfare il fabbisogno di liquidità dei beneficiari e ad aiutarli a proseguire le loro attività durante e dopo la pandemia. La Commissione ha constatato che il regime è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno i) non supererà 1,8 milioni di € per impresa; e ii) sarà concesso entro il 30 giugno 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE. Su queste basi la Commissione ha approvato la misura in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano da 61,4 milioni di €

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

La Commissione europea ha approvato un regime italiano del valore di 61,4 milioni di € a sostegno dei datori di lavoro privati nel contesto della pandemia di coronavirus. La misura, approvata a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato, ha l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro sostenuto dai datori di lavoro privati che stanno subendo perturbazioni socioeconomiche a causa della pandemia di coronavirus, al fine di mantenere i livelli di occupazione.Il sostegno pubblico consisterà in un’esenzione dal pagamento dei contributi previdenziali obbligatori a carico del datore di lavoro (ad eccezione di quelli relativi all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) per un periodo di quattro settimane, fino al 31 gennaio 2021. Al regime potranno accedere i datori di lavoro registrati in Italia e attivi in tutti i settori, ad esclusione di quelli finanziario e agricolo. I beneficiari sono imprese che avevano beneficiato della cassa integrazione ordinaria e in deroga nel giugno 2020, ma che non hanno presentato domanda per misure di integrazione salariale più recenti. Il regime integra un regime approvato dalla Commissione il 10 novembre 2020 (SA.59255), che prevedeva una misura analoga per un periodo massimo di quattro mesi, fino al 31 dicembre 2020.La Commissione ha constatato che la misura italiana è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, i) il sostegno non supererà 270 000 € per impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 1,8 milioni di € per impresa attiva negli altri settori; e ii) l’aiuto sarà concesso fino al 31 dicembre 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato. Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA.61939 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione

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Commissione europea: Aiuti di Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

La Commissione europea ha pubblicato oggi un ulteriore modello di orientamento sugli aiuti di Stato per assistere gli Stati membri nell’elaborazione di piani nazionali per la ripresa e la resilienza in linea con le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato per quanto riguarda il sostegno alla digitalizzazione dei mezzi di informazione. L’iniziativa fa seguito alla pubblicazione nel dicembre 2020 di 11 modelli di orientamento sugli aiuti di Stato.Nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, ciascun piano nazionale per la ripresa e la resilienza dovrà destinare almeno il 20% della spesa a sostegno della transizione digitale. Sostenere la trasformazione digitale dei mezzi di informazione è fondamentale per la vitalità del settore e per sostenere lo sviluppo a lungo termine dei media online e dell’editoria elettronica. La strategia annuale per la crescita sostenibile 2021 della Commissione sottolinea che occorre prestare particolare attenzione ai settori che svolgono un ruolo chiave per le nostre democrazie, in particolare il settore dei media, al quale il sostegno dovrebbe essere fornito in modo da rispettare e promuovere la libertà e il pluralismo dei media.Il modello di orientamento in questione, al pari degli altri, è un documento tecnico inteso a fornire orientamenti settoriali in merito ai casi in cui i) il sostegno non comporta aiuti di Stato e pertanto non è necessaria una notifica preventiva alla Commissione; ii) si configurerebbe un aiuto di Stato, ma non è necessaria alcuna notifica in quanto la misura di aiuto rientra in un’esenzione per categoria; e iii) si configurerebbe un aiuto di Stato ed è necessaria una notifica, alla luce delle principali norme applicabili in materia di aiuti di Stato.In base al modello di orientamento, i progetti per la digitalizzazione dei mezzi di informazione che possono ricevere aiuti dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di contenuti editoriali per l’editoria elettronica o sullo sviluppo di nuove soluzioni per il settore e per attirare l’attenzione sui contenuti pubblicati elettronicamente e aumentarne il consumo, oppure riguardare modelli imprenditoriali innovativi per l’editoria digitale. Gli Stati membri possono utilizzare la casella di posta elettronica e la linea diretta appositamente predisposte dalla Commissione per domande su questo e gli altri modelli di orientamento.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime italiano modificato da 1,1 miliardi di €

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

Lo è a sostegno delle imprese attive a livello internazionale colpite dalla pandemia di coronavirus. Il regime originario è stato approvato dalla Commissione il 31 luglio 2020 con il numero SA.57891. Il 10 dicembre 2020 la Commissione ha approvato la proroga del regime fino al 30 giugno 2021 (SA.59655).L’Italia ha notificato un aumento del bilancio totale stimato del regime pari a 828 milioni di €, corrispondente a un aumento della dotazione totale da 300 milioni a 1 128 milioni di €. Analogamente al regime originario, il regime modificato continuerà a sostenere le imprese ammissibili facilitandone l’accesso alla liquidità e non assumerà la forma di aiuti alle esportazioni subordinati alle attività di esportazione, in quanto non è vincolato a contratti di esportazione specifici.La Commissione ha concluso che il regime modificato rimane necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, il sostegno continuerà a non superare gli 800 000 € per impresa e il regime è limitato nel tempo fino al 30 giugno 2021. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA. 60402 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza

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L’UNHCR è pronta a riprendere la consegna degli aiuti alle persone costrette a fuggire nel Tigrè

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, è pronta a riprendere pienamente le sue attività umanitarie nella regione del Tigrè, non appena la situazione lo permetterà, a seguito di un accordo per ripristinare l’accesso.L’accordo è stato raggiunto di recente tra l’ONU nel Paese e il Governo Federale al fine di facilitare l’accesso alle organizzazioni umanitarie che forniscono assistenza ai civili colpiti dal conflitto iniziato un mese fa.A Shire, nel Tigrè, il personale dell’UNHCR, insieme ai partner, ha già distribuito acqua, biscotti energetici, vestiti, materassi, materassini e coperte a circa 5.000 sfollati interni.Tuttavia, continuiamo a ricevere notizie inquietanti sui campi di rifugiati eritrei nella regione che rimangono isolati. I dettagli dei danni e delle distruzioni rimarranno sconosciuti fino a quando non saremo in grado di raggiungere i campi e verificare le informazioni.L’UNHCR sta discutendo con l’agenzia per i rifugiati del governo federale sulla logistica e sulla necessità di valutare la situazione di sicurezza prima della ripresa delle attività umanitarie.Si teme che molti rifugiati eritrei possano essere già fuggiti dai campi in cerca di sicurezza.Nel frattempo, i rifugiati etiopi continuano a fuggire nel vicino Sudan. Sono gia’ oltre 47.000 le persone arrivate. Più di 1.000 persone sono arrivate ieri, la maggior parte in serata. I rifugiati raccontano all’UNHCR di altre persone partite in cerca di sicurezza. Un numero contenuto di rifugiati eritrei è arrivato anche dalla regione del Tigrè negli ultimi giorni.L’UNHCR, insieme alle autorità sudanesi, ha trasferito circa 11.150 rifugiati dai valichi di frontiera di Hamdayet e Abderafi al campo di Um Rakuba, a 70 chilometri dal confine con l’Etiopia.Molti rifugiati – fra i quali i contadini, che sono fuggiti durante la stagione del raccolto -dicono che preferiscono rimanere vicino al confine per aspettare i familiari ancora in Etiopia, o nella speranza di poter tornare presto a casa. Ma i rifugiati dicono anche di temere altre violenze all’interno del Tigrè.

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Aiuti agli italiani all’estero in difficoltà economica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

Ho presentato una interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale sui fondi aggiuntivi, per complessivi 6 milioni di euro (4 + 2), per i connazionali all’estero in difficoltà per la crisi economica dovuta alla pandemia. Lo scorso maggio, avevo già presentato una interrogazione in merito ma la risposta del Governo era stata vaga e poco chiara.Ora sono tornata ad incalzarlo per avere informazioni più dettagliate circa l’utilizzo di tali fondi.Ho chiesto al Ministro Di Maio di sapere “di quali strumenti si è avvalsa l’Amministrazione degli affari esteri per comunicare adeguatamente la notizia degli aiuti economici in favore delle Comunità all’estero, ai fini di una tempestiva richiesta da parte dei connazionali indigenti, e quali siano i dati aggiornati circa le modalità e la quantità di spesa fino ad oggi compiutamente effettuata, con particolare riferimento ai connazionali in difficoltà nella Ripartizione Nord e Centro America”.Auspico che questa volta il Governo dia risposte più chiare e trasparenti !” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Imprese: Aiuti per chi resta aperto ma ha un calo di fatturato

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“Nelle prossime settimane va fatto un passo in più. Vogliamo intervenire anche nei confronti di quelle attività che non hanno chiuso per i DPCM ma che hanno subito cali di fatturato. Immaginiamo di poterli aiutare, come Movimento 5 Stelle stiamo cercando di costruire una misura per chi è rimasto aperto ma ha subito un calo di fatturato. È un momento delicato, aver scelto di differenziare aperture e chiusure, di non chiudere tutto, ci deve far pensare anche a soluzioni nuove. Che è quello che abbiamo imparato di più in questa emergenza, dobbiamo agire passo dopo passo. Di fronte a situazioni straordinarie vanno immaginate soluzioni straordinarie, è quello che stiamo facendo”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, a “Il caffè della domenica”, condotto da Maria Latella su Radio 24.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano di aiuti alla ristrutturazione destinati alle PMI

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato un regime italiano di sostegno alle operazioni di ristrutturazione delle piccole e medie imprese (PMI) tramite equity, quasi-equity e sovvenzioni per un importo massimo di €10 milioni per impresa.Il sostegno nel quadro del regime può essere concesso solo alle PMI in difficoltà, quali definite nelle norme sugli aiuti di Stato, titolari di marchi storici di interesse nazionale o che svolgono attività economiche di importanza strategica. Il regime riguarda in particolare l’attuazione delle disposizioni dell’articolo 43 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 “Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività d’impresa” per le PMI. La decisione non copre il sostegno sotto forma di aiuti alla ristrutturazione a favore delle grandi imprese.La Commissione ha valutato la misura alla luce degli orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà del 2014. Su queste basi, la Commissione ha concluso che il regime italiano è conforme alle norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito web della DG Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero SA.58790.

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Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione un regime italiano da 1,5 miliardi di €

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Bruxelles. La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 1,5 miliardi di € destinato ad aiutare le imprese che operano nelle regioni del Sud Italia colpite dall’emergenza coronavirus, riducendone il costo del lavoro e aiutandole a mantenere il livello occupazionale in questo difficile momento. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.L’Italia ha notificato alla Commissione, nell’ambito del quadro temporaneo, un regime di agevolazioni fiscali (che prevede la riduzione dei contributi previdenziali) per il periodo compreso tra il 1º ottobre 2020 e il 31 dicembre 2020 destinato ai datori di lavoro privati attivi nel Sud Italia.La misura prevede una riduzione del 30 % dei contributi previdenziali che i beneficiari devono versare nel quadro di contratti di lavoro che contemplano una sede di lavoro nelle regioni del Sud Italia. La misura si applica alle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), dove il PIL regionale è inferiore al 90 % della media UE e il tasso di occupazione è inferiore alla media nazionale. Del regime potranno beneficiare le imprese di tutte le dimensioni e attive in tutti i settori, ad eccezione dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico.La Commissione ha concluso che la misura del governo italiano contribuirà alla gestione dell’impatto economico del coronavirus nelle regioni del Sud Italia. La misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile, l’8 maggio e il 29 giugno 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti: i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e anticipi fino a 100 000 € a un’impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 120 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esigenze di liquidità. ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale. Tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse; sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche; v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”; vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri; vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a fronteggiare l’emergenza coronavirus fino alla prima applicazione industriale. viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia; x) sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa dell’emergenza Coronavirus e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale; xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro temporaneo. Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Il quadro temporaneo rimarrà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine di giugno 2021, poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l’evolversi della crisi. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.

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Aiuti di Stato alle imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

La Commissione europea ha approvato un regime italiano da €403 milioni per rimborsare i costi sostenuti dalle imprese italiane per introdurre misure di protezione sul posto di lavoro al fine di ridurre il rischio di contagio nel contesto della pandemia di coronavirus. Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato e la misura sarà aperta alle imprese di tutte le dimensioni attive in tutti i settori tranne quello finanziario. Il regime mira a preservare la continuità dell’attività economica durante e dopo la pandemia di coronavirus, tutelando nel contempo la salute e la sicurezza delle persone. La misura prevede il rimborso del 100% dei costi sostenuti dai beneficiari per l’acquisto di dispositivi e attrezzature di protezione individuale, conformemente alle misure introdotte dalle autorità italiane a marzo per limitare la diffusione del coronavirus nei luoghi di lavoro.L’importo minimo dell’aiuto sarà di €500, mentre l’importo massimo sarà di €15 000 per le imprese con un massimo di 9 dipendenti, di €50 000 per le imprese che hanno dai 10 ai 50 dipendenti e di €100 000 per le imprese con oltre 50 dipendenti. La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare: i) l’aiuto non supererà i €100 000 per impresa attiva nella produzione primaria di prodotti agricoli, i €120 000 per impresa attiva nel settore della pesca e dell’acquacoltura e gli €800 000 per impresa attiva in altri settori; e ii) il regime durerà fino al 31 dicembre 2020.La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi, la Commissione ha approvato le misure in conformità alle norme UE sugli aiuti di Stato.Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre azioni intraprese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile con il numero SA.58727 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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Sud Sudan: Aiuti umanitari

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Un carico di aiuti umanitari raccolti dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, è giunto nei giorni scorsi a Juba, capitale del Sud Sudan, con un volo organizzato attraverso l’iniziativa “Ponte aereo umanitario” dell’Unione Europea.Gli aiuti – cibo, mascherine, gel igienizzante e sapone per la prevenzione del coronavirus – sono destinati ai profughi che hanno dovuto abbandonare i propri villaggi a causa dei recenti, violenti, scontri in diverse regioni del Paese. In questa situazione sono i civili, particolarmente le donne, gli anziani e i bambini, a pagare il prezzo più alto degli scontri fra gruppi armati. Molti di loro sono costretti a vivere sotto gli alberi nel mezzo della stagione delle piogge. Le loro condizioni sono rese ancora più difficili a causa della pandemia in un Paese privo di strutture sanitarie adeguate.Il Ministero degli Affari Umanitari e il Consiglio Ecumenico delle Chiese del Sud Sudan, con cui la Comunità collabora da anni e con cui ha stretto un accordo di cooperazione, provvederanno alla distribuzione degli aiuti.
Gli aiuti sono un gesto concreto di amicizia e sostegno al popolo sud sudanese che ha tanto sofferto a causa della guerra: una violenza che sembra non avere mai fine, nonostante gli importanti passi avanti compiuti di recente, anche grazie alla mediazione di Sant’Egidio.L’iniziativa di dialogo politico, con sede a Roma, è stata interrotta dalla diffusione del Covid-19, ma rimane l’unica via percorribile per per dare un futuro a questo Paese.

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