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Inondazioni 2018: 277 milioni di euro dall’UE all’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Il PE ha approvato mercoledì 293,551794 milioni di euro in aiuti dal Fondo di solidarietà UE, in seguito agli eventi meteorologici estremi del 2018 in Austria, Italia e Romania.I 293,5 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) sono così ripartiti: 277,2 milioni di euro per l’Italia per le copiose piogge, i forti venti, le inondazioni e le frane avvenute nell’autunno 2018; 8,1 milioni di euro per l’Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici, e 8,2 milioni di euro per la regione nordorientale della Romania, dopo le inondazioni avvenute nell’estate 2018.Nell’autunno del 2018 quasi tutte le regioni italiane, da nord a sud, sono state colpite da fenomeni meteorologici estremi che hanno causato frane, alluvioni e caduta di alberi, e all’origine di decine di decessi. Fra i danni materiali, si sono registrati gravi interruzioni delle reti stradali e fluviali, allagamenti di edifici pubblici e privati, interruzioni delle reti elettriche e del gas, oltre a perdite significative nei settori del legname e del turismo.I finanziamenti sono stati approvati dal Parlamento con 645 voti favorevoli, 18 contrari e 30 astensioni.Maggiori informazioni sono disponibili nella proposta della Commissione e nel progetto di relazione del PE del relatore Siegfried Muresan, (PPE, RO). La relazione che approva il relativo progetto di bilancio rettificativo, presentata dal relatore John Howarth (S&D, Regno Unito), è stata approvata con 649 voti favorevoli, 19 contrari e 30 astensioni.

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Inondazioni 2018: in arrivo più di 250 milioni di euro in aiuti UE per l’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

La commissione per i bilanci ha approvato la mobilitazione di un totale di 293,5 milioni di euro, in seguito agli eventi meteorologici estremi del 2018 in Italia, Austria e Romania.I 293,5 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) approvati sono così ripartiti: 277,2 milioni di euro per l’Italia per le forti piogge, le inondazioni e le frane avvenute nell’autunno 2018; 8,1 milioni di euro per l’Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici e 8,2 milioni di euro per la regione nordorientale della Romania, dopo le inondazioni avvenute nell’estate 2018.Nell’autunno del 2018 quasi tutte le regioni italiane, da nord a sud, sono state colpite da fenomeni meteorologici estremi che hanno causato frane, alluvioni e caduta di alberi, e all’origine di decine di decessi. Fra i danni materiali, si sono registrati gravi interruzioni delle reti stradali e fluviali, allagamenti di edifici pubblici e privati, interruzioni delle reti elettriche e del gas, oltre a perdite significative nei settori del legname e del turismo.

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“Cristiani nel mirino: Cessino gli aiuti esteri ai Jihadisti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

«Se si continuerà a non intervenire il risultato sarà l’eliminazione della presenza cristiana da quest’area e forse in futuro anche dall’intero Paese». Così afferma ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Laurent Birfuoré Dabiré, vescovo di Dori, dopo l’ennesimo attacco anticristiano avvenuto in Burkina Faso.La violenza si è verificata il 27 giugno, ma soltanto nelle ultime ore si è diffusa la notizia. «È accaduto nella vicina diocesi di Ouahigouya – racconta il presule – mentre gli abitanti del villaggio di Bani si erano radunati per parlare tra loro. I fondamentalisti sono arrivati ed hanno costretto tutti i presenti a sdraiarsi per terra. Li hanno perquisiti. Quattro di loro indossavano delle croci. Li hanno uccisi perché erano cristiani». Dopo il massacro gli estremisti hanno intimato agli altri abitanti che se non si fossero convertiti all’Islam, avrebbero ucciso anche loro.Si tratta del quinto attacco anticristiano avvenuto dall’inizio dell’anno nel nordest del Paese, con un bilancio di 20 cristiani uccisi. Le violenze hanno colpito le tre diocesi di Dori, Kaya e Ouahigouya. Monsignor Dabiré riferisce come l’azione dei fondamentalisti si sia intensificata a partire dal 2015. «Prima agivano soltanto nelle zone di frontiera con il Mali e con il Niger. Pian piano sono penetrati nell’interno colpendo l’esercito, i funzionari e la popolazione. Oggi il loro obiettivo sono i cristiani e credo che vogliano scatenare un conflitto interreligioso».Se inizialmente si credeva che gli estremisti fossero stranieri, con il tempo si è scoperto che tra di loro non mancano i burkinabé. «Ci sono giovani che si sono uniti ai jihadisti per mancanza di denaro, lavoro e prospettive, ma anche elementi radicalizzati che partecipano a tali movimenti perché li ritengono espressione della loro fede islamica».Intanto cresce sempre più la paura all’interno della comunità cristiana. «È dal 2015 che siamo sotto questa pioggia di violenze», afferma il presule nella cui diocesi il 17 marzo scorso è stato rapito un sacerdote, don Joël Yougbaré. «Ancora oggi non abbiamo sue notizie – aggiunge – Il livello di insicurezza aumenta costantemente e ci ha costretti perfino a ridurre le attività pastorali». Monsignor Dabiré spiega infatti che vi sono zone alle quali è ormai impossibile accedere e che è stato costretto anche a chiudere due parrocchie per proteggere i fedeli, i sacerdoti e le religiose.Tra tanta sofferenza, feriscono anche la mancata azione a difesa delle comunità cristiane e soprattutto l’aiuto offerto dall’estero ai jihadisti. «Le armi che usano non sono fabbricate in Africa. Hanno fucili, mitragliatrici e tante munizioni, più di quante ne abbia a disposizione l’esercito burkinabé. Quando arrivano nei villaggi sparano per ore. Chi fornisce loro queste risorse? Se non avessero un sostegno dall’esterno si fermerebbero. Ecco perché mi rivolgo alle autorità internazionali. Chi ha il potere di farlo, ponga fine a queste violenze».

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Genova, Benifei: “Governo chieda la ZES, Commissione Europea pronta”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bruxelles. “Per l’ennesima volta, reiteriamo la nostra richiesta al Ministro Toninelli, alla Regione e al neo-insediato Commissario Bucci: si apra immediatamente un tavolo per istituire una Zona Economica Speciale (ZES) per la città metropolitana di Genova e per il Porto”. È quanto dichiara l’eurodeputato PD ligure Brando Benifei in occasione della visita della Commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulč. “La richiesta – prosegue – non viene soltanto dal Partito Democratico, ma dalle parti sociali, dai rappresentanti dalle categorie produttive genovesi e dal settore portuale. La Commissione europea, grazie all’impegno dichiarato della Commissaria Bulč, si farà trovare pronta ad accogliere un piano di ZES per il rilancio dell’economia del nostro territorio. Un’iniziativa di Governo e Regione su questo fronte è quanto mai urgente”. La Commissaria ha elencato le molte opportunità di finanziamento per infrastrutture del nostro territorio, tra cui il bando Connecting Europe, il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici e i fondi strutturali. “Le parole di supporto alla città di Genova da parte della Commissaria Violeta Bulč sono certamente benvenute. È essenziale – aggiunge Benifei – che la Commissione fornisca tutto il sostegno possibile alle autorità locali, regionali e nazionali per uscire dalla situazione di emergenza creatasi con il crollo del Ponte Morandi. Ministero e Regione devono mostrarsi all’altezza e saper utilizzare al massimo ogni risorsa europea messa a disposizione per il nostro territorio, anche facendo lo sforzo di modificare i programmi operativi esistenti per far fronte alle nuove necessità. Allo stesso tempo, la Commissione deve saper cogliere appieno la natura gravissima e straordinaria della situazione che investe la Valpolcevera e le ingenti ricadute dei tragici eventi di agosto sul tessuto sociale e produttivo della nostra città. Servono dunque interventi straordinari e urgenti, ben oltre l’ordinaria gestione dei fondi UE, ma anche di misure di intervento sul medio termine”.

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La FAO aiuta gli agricoltori kenioti a difendere il raccolto dal pericoloso parassita Lafigma

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Embu, KENYA/ PRN Africa/ “Con un buon raccolto, abbiamo abbastanza mais per il nostro consumo, ed un po’ per venderlo. Ma in questo momento dobbiamo invece comprarlo per il fabbisogno familiare”, dice Agnes Waithira Muli, contadina su piccola scala della contea di Embu, nel Kenya centrale. Lei e il marito hanno perso la maggior parte del loro ultimo raccolto a causa del Lafigma (Spodoptera frugiperda) (FAW), un insetto potenzialmente devastante che si è diffuso in gran parte dell’Africa.Grazie alla formazione fornita dalla FAO nel controllo del Lafigma, ora sono meglio in grado di proteggere il loro raccolto. “Ora che sappiamo come affrontare l’infestazione, le nostre perdite saranno minori”, afferma Agnes.Il parassita Lafigma è originario delle regioni tropicali e subtropicali delle Americhe, ma dal 2016 si è diffuso rapidamente in tutta l’Africa causando danni gravi soprattutto alle colture di mais.Nella contea di Embu, il parassita è apparso per la prima volta due stagioni fa. Come in tanti altri posti, i contadini presto si sono resi conto, disperati, che i pesticidi non servivano granché per combatterlo.
Durante la breve stagione delle piogge del 2017, la FAO ha avviato un progetto pilota in cui sono stati impiegati “scouts sul campo” appositamente addestrati per visitare i piccoli agricoltori ed assisterli nel controllo delle FAW, due volte a settimana per sei settimane. Il metodo utilizzato era un controllo manuale: identificare e distruggere a mano le uova e le larve. SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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L’UE annuncia aiuti di emergenza supplementari per aiutare i rifugiati in Serbia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

serbiaBruxelles. La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 4 milioni di EUR supplementari in aiuti umanitari destinati alla Serbia per assistere le migliaia di rifugiati e di richiedenti asilo presenti nel paese. I nuovi contratti coincidono con la quarta visita nel paese del commissario UE per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, in occasione della quale valuta la situazione umanitaria in loco e discute con funzionari del governo del sostegno umanitario dell’UE per i rifugiati. Il nuovo progetto finanzia la distribuzione di generi alimentari nei centri di accoglienza, la protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili, in particolare durante l’inverno a venire nonché le attività connesse all’educazione.“La Serbia si è dimostrata un partner affidabile per l’Unione europea e il nostro partenariato ha consentito di rispondere efficacemente alla crisi dei rifugiati. Dal 2015 l’UE è un importante donatore di aiuti umanitari per accogliere i rifugiati in Serbia. Abbiamo aiutato a migliorare le condizioni in numerosi centri d’accoglienza, contribuito all’approvvigionamento alimentare nei campi, fornito educazione ai bambini in situazioni di emergenza ed erogato servizi sanitari. I progetti supplementari annunciati oggi verranno incontro alle esigenze della popolazione più vulnerabile, in particolare durante l’imminente stagione invernale”, ha dichiarato il commissario Stylianides.Dal 2015 l’UE è stata il principale donatore di aiuti umanitari alla Serbia. L’aiuto umanitario della Commissione ammonta ora a 25 milioni di EUR e ha consentito l’erogazione di assistenza in situazioni di emergenza (generi alimentari, acqua, igiene, beni di prima necessità, salute e protezione) presso i centri di transito e di accoglienza, comprese le frontiere e le aree di attesa. Dal 2015 sono stati erogati in totale oltre 80 milioni di EUR al paese in finanziamenti connessi alla migrazione nell’UE.
L’assistenza umanitaria dell’UE include il sostegno diretto ai rifugiati attraverso i partner umanitari della Commissione nonché lo sviluppo delle capacità per consentire alle autorità di rispondere più efficacemente. Gli sforzi più significativi sono stati compiuti per migliorare le condizioni nei centri d’accoglienza gestiti dall’amministrazione pubblica, dove l’UE è stata il principale e, talvolta, l’unico donatore. Le autorità sono state così in grado di ospitare fino a 6 000 persone.
Dal 2015 sono stati erogati oltre 80 milioni di EUR in finanziamenti, attraverso diversi meccanismi finanziari dell’UE, per aiutare la Serbia ad assicurare l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati nei centri di accoglienza, a sostenere l’erogazione di servizi sanitari e di altri servizi di prima necessità ai rifugiati, ai migranti e alle comunità ospitanti nonché a rafforzare le capacità di controllo alle frontiere.Nel 2015 la Serbia ha inoltre beneficiato del sostegno del meccanismo di protezione civile dell’UE, attraverso il quale 10 Stati membri hanno fornito oltre 246 000 beni di prima necessità per la crisi dei rifugiati, quali lenzuola, letti e abbigliamento caldo.
Da metà settembre 2017 sono registrati in Serbia oltre 4 000 rifugiati e richiedenti asilo, approssimativamente la stessa cifra di un anno fa.

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Terremoto: approvati 1,2 miliardi di euro in aiuti UE all’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

european parliamentI deputati europei hanno approvato mercoledì in via definitiva lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro circa in aiuti comunitari per riparare i danni causati dai terremoti nel centro Italia nel 2016 e nel 2017.
Il Parlamento ha dato il via libera allo stanziamento di 1.196.797.579 euro dal Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE) con 658 voti favorevoli, 6 contrari e 26 astensioni.I fondi del FSUE potranno essere utilizzati per le operazioni di ricostruzione, di emergenza e di bonifica e per la protezione dei monumenti. L’Italia è già il principale beneficiario del Fondo di solidarietà, avendo ricevuto sin dalla sua creazione 15 anni fa finanziamenti UE pari a 1,3 miliardi di euro.
L’Italia ha chiesto un anticipo di 30 milioni di euro (importo massimo possibile) che è stato concesso dalla Commissione europea il 29 novembre 2016 e versato integralmente.Tra la fine di agosto 2016 e la metà di gennaio 2017, una serie di terremoti di magnitudo compresa tra i 5,9 e i 6,5 gradi della scala Richter, seguita da numerose scosse di assestamento, ha colpito vaste aree della catena appenninica dell’Italia centrale, in particolare le regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. I terremoti hanno causato 333 morti e oltre 30 mila tra sfollati e bisognosi di assistenza. Le infrastrutture sono state gravemente danneggiate e le imprese, comprese le aziende agricole e turistiche, sono state colpite in modo significativo.Il relatore Giovanni La Via (PPE, IT) ha detto: “L’UE ha promesso di aiutare l’Italia ad affrontare questa tragedia; sono orgoglioso di affermare che stiamo compiendo progressi in questo senso. 1,2 miliardi di euro è il maggiore utilizzo mai compiuto del Fondo di solidarietà dell’UE, che saranno utilizzati per aiutare le popolazioni di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo, drammaticamente colpite dai terremoti, a pianificare un nuovo futuro. Contribuiranno alla ricostruzione intrapresa dal nostro governo e dalle autorità locali”.

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Pensioni: Anief contro i finti aiuti ai giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

Palazzo chigi1Il Governo starebbe lavorando per prevedere un assegno pensionistico minimo di 650-680 euro, in modo da aumentare la cumulabilità tra la pensione sociale e contributiva. Il problema è che le pensioni medie non supereranno di molto quella cifra. È esemplare l’assegno di quiescenza destinato agli ultimi docenti neo-immessi in ruolo: secondo l’Ufficio Studi Anief, gli assunti dal 2015 in poi, con l’entrata a regime della riforma Monti-Fornero e della Buona Scuola, sono destinati a percepire un assegno mensile decurtato tra il 38% ed il 45% rispetto a chi ha lasciato il servizio sino a quell’anno. Di fatto, un docente che due anni fa percepiva una pensione di 1.500 euro, verosimilmente non solo lascerà il servizio a a 70 anni suonati con 46 anni e mezzo di contributi versati, ma andrà a percepire una pensione collocata nella fascia 825 euro – 930 euro. Anche perché, nel frattempo, gli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi da nove anni, sono stati divorati dall’inflazione e non saranno certo gli 85 euro medi lordi in arrivo a risollevarli. Pesa sfavorevolmente sulla pensione, quindi, il fatto che da 10 anni è rimasta illegittimamente bloccata pure l’indennità di vacanza contrattuale che avrebbe assicurato almeno la metà dell’adeguamento. Versando meno contributi è infatti evidente che la pensione non potrà che uscirne ancora più penalizzata. Come è accaduto a partire della fine degli anni 90, con il potere di acquisto delle pensioni che in soli tre lustri ha perso il 33%. Purtroppo, la parabola discendente è solo all’inizio, perché il sistema contributivo attuale prevede un’incidenza sull’accantonamento previdenziale molto più sfavorevole al lavoratore rispetto ai modelli pre-Fornero.

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Ad Amatrice con aiuti concreti

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

amatrice3WeWorld, Organizzazione non Governativa che da quasi vent’anni si occupa di difendere i diritti delle donne e dei bambini in Italia e nel mondo, a un anno dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia e le cittadine di Amatrice e Accumoli, fa il punto della situazione.Nella città di Amatrice WeWorld Onlus ha dato vita al progetto “Aiuto diretto” per fornire un contributo in denaro che consentisse alle persone la ripresa di attività sociali ed economiche, in modo da accelerare, per quanto possibile, il ritorno alla normalità. Una forma di sostegno innovativa che dà fiducia e responsabilizza le persone.“260.000 euro di donazioni, 120 beneficiari diretti e 200 indiretti: sono questi i numeri dell’azione messa in campo da WeWorld già all’indomani del terremoto” – ha dichiarato Marco Chiesara, Presidente WeWorld Onlus – “chiunque sia stato colpito dal sisma vuole tornare nel minor tempo possibile a una vita normale; per questo abbiamo deciso di ascoltare e lavorare al fianco dei cittadini di Amatrice”. Un’auto, un pc, un telaio, una ricamatrice e corsi di perfezionamento: gli aiuti forniti da WeWorld Onlus sono risultati essenziali in un panorama ancora difficile per tutti i Comuni colpiti dal terremoto. Strumenti utili per ripartire e riprendere le attività economiche, sociali e lavorative.
“Sono ancora 2,3 milioni le tonnellate di macerie che invadono le strade di Amatrice e Accumuli – ha dichiarato Marco Chiesara – vi sono ritardi nell’assegnazione delle unità abitative, nella valutazione dello stato degli immobili, mentre i piani commerciali, che stentano a decollare, rallentano inevitabilmente la ricostruzione, ma nelle persone raggiunte dall’Aiuto Diretto di WeWorld Onlus abbiamo visto la voglia di tornare a progettare e sperare in un futuro più sereno”.

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Aiuti rifugiati in Turchia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

ankaraAnkara. E’ arrivato a 850.000 ed è in continua ascesa il numero dei rifugiati che in Turchia stanno ricevendo assistenza mensile in contanti attraverso un innovativo programma di aiuto. L’ESSN – Emergency Social Safety Net o Rete di sicurezza sociale di emergenza, è finanziato dall’Unione Europea e sostiene le famiglie di rifugiati più vulnerabili in Turchia attraverso delle carte di debito che le famiglie possono utilizzare per soddisfare bisogni di base come cibo, affitto, medicinali ed abiti.Come qualsiasi altra carta di debito, queste carte possono essere utilizzate nei negozi oppure possono essere usate per prelevare contanti dagli sportelli bancomat (ATM). I rifugiati iscritti al programma ricevono 120 Lire Turche (circa 30 €) al mese per ciascun membro della famiglia.“Prima di inziare a ricevere questo aiuto, ci potevamo permettere solo del tè e del pane per colazione. Dovevamo stare attenti ad ogni piú piccola spesa”, ha detto Nora, una rifugiata siriana che vive a Gaziantep insieme ai suoi cinque figli e al marito che non puó piú lavorare a causa di un infortunio. “Ora le cose vanno meglio. Ora sappiamo che possiamo anche pagare l’affitto”.Il programma ESSN è un partenariato tra la Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commissione europea (ECHO), il World Food Programme (WFP), la Mezzaluna Rossa turca e il governo turco.”Centinaia di migliaia di rifugiati sono stati assistiti attraverso il programma ESSN in questi mesi”, ha dichiarato Jane Lewis, capo dell’Ufficio di ECHO ad Ankara. “Questo straordinario traguardo è la testimonianza di ció che può essere raggiunto quando l’Unione europea e la Turchia lavorano insieme per raggiungere un obiettivo comune”.La Turchia sta generosamente ospitando il maggior numero di rifugiati al mondo, circa 3 milioni, la maggior parte dei quali costretta a lasciare le proprie case a causa del conflitto nella vicina Siria. La maggioranza dei rifugiati vive fuori dai campi profughi, nelle città e nei villaggi di tutta la Turchia, e spesso fatica a superare le difficili condizioni in cui si trova. Le famiglie di rifugiati piú vulnerabili fanno affidamento su questa forma di aiuto garantita tramite le carte di debito di ESSN, chiamate anche “Kizilay cards”.”Stiamo vedendo come questa assistenza riesca ad avere un impatto significativo sulle vite delle famiglie dei rifugiati”, ha dichiarato Jean-Yves Lequime, Rappresentante del WFP in Turchia. “Ricevere questo denaro ogni mese permette alle famiglie di pagare l’affitto o le tasse scolastiche, di acquistare cibo e medicine – qualunque cosa serva”.Il presidente della Mezzaluna Rossa turca (Turkish Red Crescent), Kerem Kınık, ha dichiarato: “Siamo davvero contenti che le carte Kizilay, distribuite ai primi beneficiari alla fine del 2016, abbiano raggiunto più di 850.000 rifugiati. Ciò si deve al determinato impegno di Mezzaluna Rossa turca, WFP, Ministero delle Politiche Sociali e Familiari, di Halkbank e di altre controparti. Spero che riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo nei prossimi mesi e ad assicurare così un sorriso sui volti di ancora più persone”.
I rifugiati che vivono in Turchia possono fare domanda per il programma attraverso gli uffici della Mezzaluna Rossa turca e quelli delle Fondazioni di solidarietà e assistenza sociale del Ministero delle Politiche Sociali e Familiari, che vagliano ogni settimana migliaia di richieste. Le famiglie che risultano essere tra le più vulnerabili ricevono un SMS che le informa di essere state accettate nel programma e che riceveranno assistenza mensile in denaro. Le famiglie che, al contrario, non vengono considerate idonee a partecipare al programma ricevono ugualmente un SMS di avviso. Nel caso in cui la composizione familiare cambiasse nel tempo, queste potranno nuovamente presentare la domanda.
Il WFP ha firmato l’accordo di partenariato con l’UE a settembre 2016. L’ESSN è il più grande progetto umanitario finanziato dall’Unione europea per numero di persone che intende sostenere e per l’importanza del contributo dell’UE.

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Utilizzare l’avanzo di bilancio di 6,4 miliardi di euro per aiuti ai rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

european parliamentBruxelles. 6,4 miliardi di euro del bilancio 2016 destinati ad essere restituiti agli Stati membri 4,9 miliardi di euro non spesi e destinati principalmente ai fondi di coesione 1,5 miliardi di euro per perdita di gettito dovuta al deprezzamento della sterlina britannica rispetto all’euro. I paesi UE dovrebbero utilizzare i 6,4 miliardi di euro, che saranno restituiti perché non spesi nel 2016, per rispettare gli impegni presi in materia di aiuti ai rifugiati. I deputati sono profondamente preoccupati dalle previsioni imprecise e dei ritardi nella gestione dei fondi UE a livello nazionale, che hanno portato a una significativa perdita di fondi per i paesi membri pari a 4.889 milioni di euro nel 2016.Gli Stati membri dovrebbero pertanto utilizzare i fondi rimasti dal 2016 “per onorare i propri impegni in relazione alla crisi dei rifugiati, e a far coincidere il contributo dell’Unione con i fondi fiduciari dell’UE e il nuovo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile”, ha affermato l’Aula.I deputati hanno inoltre richiamano l’attenzione sull’impatto negativo dovuto al deprezzamento della sterlina britannica contro l’euro, “che è la causa principale della diminuzione delle entrate pari a 1.511 milioni di euro”.
Hanno infine affermato che “tale diminuzione è imputabile alla decisione unilaterale del Regno Unito di uscire dall’Unione, ma che tutta l’Unione deve farsi carico della rettifica e che “tali costi dovrebbero essere tenuti in considerazione durante le negoziazioni sul regolamento degli obblighi finanziari tra il Regno Unito e l’Unione”.La risoluzione del relatore Jens Geier (S&D, DE) è stata approvata con 556 voti favorevoli 79 contrari e 61 astensioni.

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70 milioni di euro di aiuti supplementari ai frutticoltori europei

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

european commissionBruxelles. Le misure eccezionali già in atto a favore dei produttori di frutti deperibili colpiti dall’embargo sulle importazioni imposto dalle autorità russe saranno prorogate per un altro anno, fino alla fine di giugno 2018.Le misure sono state introdotte per la prima volta dalla Commissione a seguito dell’embargo sulle importazioni imposto dalla Russia nell’agosto 2014. Il regime prorogato, la cui dotazione raggiunge i 70 milioni di EUR destinati ai frutticoltori europei, offre una rete di sicurezza ai produttori che, a causa dell’embargo, rischiano di non trovare uno sbocco di mercato per i loro prodotti. Esso compenserà i frutticoltori europei che scelgono ad esempio di distribuire i prodotti in eccesso a determinate organizzazioni (enti di beneficienza, scuole) o di destinarli ad altri scopi (alimentazione degli animali, compostaggio, trasformazione).
In proposito, il commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan ha dichiarato: “La Commissione ha fatto tutto quanto era in suo potere per sostenere i produttori europei danneggiati dall’embargo russo. La nuova proroga concessa costituisce un altro chiaro segnale della nostra determinazione a restare saldamente e risolutamente a fianco dei nostri agricoltori. Queste misure di sostegno vanno di pari passo con l’opera di modernizzazione e semplificazione della PAC attualmente in corso a beneficio dei nostri agricoltori e della società europea in generale.” La proroga del regime viene ad aggiungersi a una serie di altre misure di sostegno eccezionali per il mercato agricolo connesse all’embargo russo. Le azioni di monitoraggio e valutazione del mercato condotte regolarmente dalla Commissione indicano che tali misure hanno migliorato la situazione di mercato per le colture non permanenti (come è il caso degli ortaggi). La maggior parte della produzione colpita dall’embargo russo è stata reindirizzata verso mercati alternativi e i prezzi di mercato si sono stabilizzati. Tuttavia, poiché le cosiddette colture permanenti (alberi da frutto) sono meno adattabili ai cambiamenti, le nuove misure sono destinate specificamente ad assistere questo settore. Nell’ambito delle misure eccezionali, i produttori individuali beneficiano di tassi di cofinanziamento UE più elevati rispetto a quelli delle misure di sostegno ordinarie. Gli agricoltori ricevono un finanziamento UE del 100% per i ritiri destinati alla cosiddetta distribuzione gratuita (ossia, cessione della frutta in beneficienza a fini di consumo), che consente di evitare gli sprechi alimentari. La frutta ritirata dal mercato ma non effettivamente consumata (ad esempio, inviata direttamente al compostaggio), o raccolta prima della maturazione (la cosiddetta vendemmia verde) o non raccolta affatto, riceve livelli di sostegno più bassi.
Il regime copre un quantitativo massimo di 165 835 tonnellate di frutta, suddivisa in quattro categorie di alberi: mele e pere; prugne; agrumi; pesche e pesche noci. La misura riguarda 12 Stati membri, a cui verranno applicati volumi di ritiro differenziati per garantire che il sostegno finanziario arrivi ai produttori che più ne hanno bisogno (cfr. la tabella seguente). In aggiunta alla proroga di queste misure eccezionali, i produttori ortofrutticoli europei continuano a beneficiare di altre misure nell’ambito della politica agricola comune dell’UE come i pagamenti diretti, il finanziamento dello sviluppo rurale e il sostegno finanziario per le organizzazioni di produttori, per un importo complessivo di circa 700 milioni di euro all’anno.

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Fondo fiduciario dell’UE per la Siria

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

siriaBruxelles. Il Fondo fiduciario regionale dell’UE in risposta alla crisi siriana ha adottato nuovi progetti per un totale di 275 milioni di euro. I nuovi progetti sono destinati a fornire assistenza ai rifugiati e alle loro comunità di accoglienza, messe a dura prova, in Turchia, Libano, Giordania, Iraq, nei Balcani occidentali e in Armenia.
I progetti riguardano l’istruzione, l’assistenza sanitaria, il sostegno alle comunità locali, l’inclusione sociale e la parità di genere. Grazie al pacchetto di assistenza appena adottato, l’attuale volume complessivo del Fondo fiduciario dell’UE ha superato la soglia del miliardo di euro, che era l’obiettivo fissato dal Presidente Juncker il 23 settembre 2015 durante la riunione informale del Consiglio europeo sulla migrazione e ribadito nella comunicazione dal titolo “Gestire la crisi dei rifugiati”.
Federica Mogherini, Alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: “I nostri programmi rappresentano un’ancora di salvezza per milioni di siriani all’interno del paese e in tutta la regione e contribuiscono a offrire un futuro ai profughi siriani e alle comunità di accoglienza. Garantendo a ragazze e ragazzi l’accesso a un’istruzione di qualità, contribuiamo a scongiurare il rischio che il conflitto siriano provochi una “generazione perduta” di giovani le cui esistenze sono state sconvolte dalla guerra. È un dovere morale, ma anche l’investimento più oculato che possiamo fare nella sicurezza, nella stabilità e nella prosperità della nostra regione; in ultima analisi, è quindi un investimento nel nostro proprio futuro”.Nel quadro degli incontri del comitato direttivo del Fondo fiduciario dell’UE si sono riuniti la Commissione europea, gli Stati membri dell’UE e i rappresentanti di Turchia, Libano, Giordania, Iraq e della Banca mondiale per concordare programmi di sostegno a favore dei rifugiati siriani della regione.
Il nuovo pacchetto di aiuti, forte di 275 milioni di euro, si concentrerà sul miglioramento dell’accesso ai mezzi di sussistenza, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e alle infrastrutture di protezione e prevede le seguenti azioni:
pacchetto di assistenza di 126,5 milioni di euro a favore della Turchia:
o 105 milioni di euro per migliorare la resilienza dei siriani che si trovano sotto protezione temporanea e delle comunità di accoglienza. I principali obiettivi sono l’accesso alla formazione professionale, la creazione di reddito e di posti di lavoro e l’organizzazione di corsi di turco;
11,5 milioni di euro per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria per i rifugiati e le comunità di accoglienza.
10 milioni di euro per consolidare le competenze dei rifugiati e le capacità delle autorità locali in Turchia.
Il Fondo fiduciario è uno strumento fondamentale per realizzare gli impegni che l’UE ha assunto, nel quadro della conferenza di Londra sulla Siria del 2016 e della conferenza di Bruxelles dell’aprile 2017, per fronteggiare la crisi; si pone inoltre come sostegno degli speciali patti che l’UE ha concordato con la Giordania e il Libano per offrire loro assistenza durante la prolungata crisi dei rifugiati.

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Rifugiati: i deputati chiedono aiuti di emergenza per l’ondata di freddo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

Strasburgo Dibattito: giovedì 19 gennaio. In un dibattito che si terrà giovedì mattina, il Parlamento inviterà la Commissione e il Consiglio a fornire aiuti di emergenza per le migliaia di migranti e rifugiati che si trovano in difficoltà a causa delle condizioni climatiche con gelo e neve in varie parti d’Europa. La situazione è particolarmente grave nelle isole greche, dove ci sono ancora circa 15 mila richiedenti asilo.

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Siria: aiuti per 75.000 persone bloccate al confine tra Siria e Giordania

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

siriaIl Direttore generale del World Food Programme Ertharin Cousin, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi, il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake e il Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni William Lacy Swing hanno annunciato oggi il completamento di un’operazione di soccorso in cui sono stati garantiti ad oltre 75.000 persone alimenti e aiuti umanitari.“Oggi WFP, UNHCR, IOM e UNICEF hanno concluso un’operazione di soccorso urgente per garantire razioni di un mese di cibo e rifornimenti igienico sanitari ad oltre 75.000 persone bloccate su un terrapieno al confine tra la Siria e la Giordania.” “Senza avere la possibilità di superare il confine o di tornare indietro, la situazione che stanno affrontando donne, uomini e bambini si fa sempre più disperata. Rifugiati in tende di fortuna, affrontano le dure condizioni del deserto – con temperature che raggiungono fino a 50 gradi – e le improvvise tempeste di sabbia, senza avere né cibo a sufficienza, né abbastanza acqua per sopravvivere. Sono estremamente urgenti anche le cure mediche salvavita. Le donne incinta, i bambini, i più anziani e i malati sono i più vulnerabili.”Ringraziamo il Governo del Regno Hascemita di Giordania per il supporto dato per questa delicata operazione. Confidiamo in ulteriori sforzi affinché le persone sul terrapieno possano essere raggiunte con aiuti umanitari, in tempo per salvare le loro vite.”

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Banca Montepaschi e aiuti di Stato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

monte dei paschi di sienaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interpellanza urgente al ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, per chiarire l’effettiva portata dell’operazione cosiddetta “di mercato” voluta dal governo con riferimento al caso Monte dei Paschi di Siena.
“Innanzitutto – afferma Brunetta – il ministro si trincera dietro la frase per cui il Fondo Atlante sarebbe ‘visto con favore dalla vigilanza bancaria della Bce’, pur sapendo che il nodo degli aiuti di Stato lo pone la Commissione e non la Banca Centrale Europea.
Inoltre, come ha fatto notare recentemente il Financial Times, il progetto Atlante ‘viene guardato molto da vicino da Bruxelles’, perché le regole europee sugli aiuti di Stato si intendono comunque violate in quanto, anche se ‘si tratta di un’operazione che coinvolge il settore privato’, come sostiene Padoan, il governo agisce lo stesso come ‘custode’ e in ogni caso le decisioni su come e quando utilizzare il Fondo sono imputabili al decisore pubblico.
Ancora, la valutazione che è stata fatta dei crediti deteriorati (32% del valore nominale invece del 17,6% applicato a Banca Etruria, poi rivisto al 22,4%) non rispetta le regole di mercato, e conferisce, quindi, a Mps un ‘vantaggio selettivo da parte di un’autorità pubblica nazionale’: l’esatta definizione di aiuto di Stato.
Infine, oltre a quanto già detto, la fattispecie sanzionata dalla Commissione europea si configura nel caso Monte dei Paschi non solo per il ruolo ambiguo di Cassa Depositi e Prestiti, ma anche per gli incontri diretti che il presidente Renzi ha avuto con i principali attori coinvolti nel piano di salvataggio. Chiediamo a premier e ministro di smetterla di prendere in giro gli italiani. Perché non serve a niente. Anzi, ne va della credibilità dell’intero sistema bancario italiano e del paese tutto.
Non solo: ricordiamo al Renzi e a Padoan che quando la Commissione europea boccerà il loro piano di aiuti di Stato, per le banche italiane scatterà necessariamente il Bail in. E questo significa perdite per i risparmiatori che, dopo tutto quello che hanno già subìto nell’ultimo anno, sono stufi di pagare le inefficienze e la superficialità di questo governo”, conclude Brunetta.

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Unicef: Aiuti per i bambini siriani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2016

siriani sfollatiCirca 13,5 milioni di persone hanno urgente bisogno di aiuti salvavita all’interno della Siria, compresi 6 milioni di bambini: 6,5 milioni di persone – tra cui 2,8 milioni di bambini – sono rimaste sfollate all’interno dei confini nazionali. Più di 4 milioni di persone sono fuggite dal paese nei paesi limitrofi: 2,3 milioni sono bambini. In Siria, circa il 26% degli ospedali non sono funzionanti, con il risultato che il 42% della popolazione non ha accesso ai servizi sanitari di base e circa 1/3 dei bambini sotto i 5 anni non sono stati raggiunti con le vaccinazioni di routine. Una scuola su 4 è distrutta, danneggiata o occupata e più di 2 milioni di bambini non hanno accesso alla scuola. Il 70% della popolazione vive senza regolare accesso all’acqua potabile,
“Dopo quasi 5 anni di conflitto, la popolazione siriana sta affrontando la più grande crisi umanitaria al mondo e i bambini stanno pagando il prezzo più alto. Per questo l’UNICEF Italia rilancia la campagna di raccolta fondi “Assediati dalla fame”, con cui sarà possibile garantire aiuti salvavita a questi bambini, con donazioni attraverso il sito http://www.unicef.it”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.
Nonostante questa terribile situazione, l’azione dell’UNICEF non si è mai interrotta. Alcuni giorni fa, un convoglio di 7 camion UNICEF/SARC ha raggiunto Nubul e Zahra – due città del Governatorato di Aleppo difficili da raggiungere, con limitato accesso umanitario da più di tre anni – con forniture idriche e servizi igienico-sanitari per 20.000 persone, kit sanitari per 30.000 persone e scorte alimentari per 20.000 bambini e donne in gravidanza e in allattamento. Nella parte occidentale della città di Aleppo, l’UNICEF continua ad ampliare le sue operazioni di distribuzione dell’acqua tramite autobotti: attualmente fornisce 5 milioni di litri di acqua al giorno, sufficienti a soddisfare le esigenze di oltre 330.000 persone.
Nella parte orientale della città, l’accesso rimane limitato. Di conseguenza, le persone, per il proprio uso domestico, fanno prevalentemente affidamento su pozzi contaminati correndo gravi rischi per la salute. Se l’assistenza umanitaria non verrà consentita in questa area di 300 mila persone, saranno 129.000 i bambini a rischio di essere tagliati fuori dagli aiuti e dai servizi essenziali. L’UNICEF si sta preparando ad iniziare il trasporto dell’acqua nella zona est di Aleppo. Non appena sarà garantito l’accesso, l’UNICEF invierà 100 serbatoi di acqua e 50 generatori per Aleppo orientale; così sarà possibile alimentare i pozzi esistenti che servono almeno 150.000 persone.

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L’UE deve continuare ad aiutare la Libia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2016

libia mercenariDal dibattito di mercoledì con il ministro degli Affari esteri olandese, Bert Koenders, è emerso come la disgregazione economica e la violenza in Libia stiano permettendo alle organizzazioni estremiste di fiorire. Per i deputati le ripercussioni dei conflitti in Libia stanno destabilizzando anche la regione del Sahel. In una risoluzione posta in votazione giovedì, il Parlamento chiede all’UE e alla comunità internazionale di prepararsi a sostenere gli sforzi dei libici nell’attuazione dell’Accordo politico libico.
Nel testo approvato con 478 voti favorevoli, 81 contrari e 81 astensioni, il Parlamento europeo accoglie con favore l’Accordo politico libico siglato il 17 dicembre 2015 e sostiene il governo d’intesa nazionale di recente formazione e le istituzioni nazionali che devono guidare la Libia verso una transizione post rivoluzionaria, riportandola sul cammino della costruzione di un Paese democratico, pacifico, stabile e prosperoso.
I deputati esprimono preoccupazione circa le ripercussioni del conflitto libico sulla sicurezza in Egitto e, in modo particolare, in Tunisia, oltre che in Algeria e nei suoi giacimenti petroliferi e sottolineano il ruolo del conflitto libico nell’esacerbare l’estremismo in Tunisia. La crescente presenza di organizzazioni e di movimenti estremisti in Libia è altrettanto preoccupante e i deputati considerano questi gruppi come la principale minaccia alla stabilità e alla sicurezza dell’intera regione, come pure alla sicurezza dell’Europa.Il Parlamento europeo chiede che l’UE e la comunità internazionale continuino a fornire assistenza umanitaria, finanziaria e politica per far fronte alla situazione umanitaria in Libia, alle difficoltà degli sfollati interni e dei rifugiati e a quelle dei civili che affrontano l’interruzione dell’accesso ai servizi di base.

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UNICEF-OMS: appello per le comunità sotto assedio in Siria

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2016

unicef“Questa settimana, la distribuzione degli aiuti umanitari alle comunità sotto assedio di Madaya, Foua’a e Kafraya, ha rappresentato un passo importante per una popolazione che ha disperato bisogno di aiuto.
Durante la missione a Madaya, le nostre squadre hanno trovato molti bambini stressati e affamati – alcuni dei quali gravemente malnutriti, così come gli adulti. La popolazione della città, composta da 40.000 persone, ha potuto contare soltanto sull’aiuto di 2 medici con limitate possibilità di salvare le vite dei civili. I servizi sanitari, comprese le vaccinazioni sono al collasso. I bambini più piccoli a Madaya non sono stati vaccinati contro la polio, morbillo o altre malattie negli ultimi 10 mesi.
Quello di Madaya non è un caso isolato. In tutta la Siria, ci sono 15 diverse aree con civili tenuti sotto assedio dalle parti in conflitto. Circa 400.000 persone sono state intrappolate in queste aree, a volte per anni, con un accesso molto ridotto al cibo, all’acqua potabile, ai servizi sanitari o altri servizi di base. Molte vite sono andate perdute, in particolare tra i bambini e gli anziani. Nel paese, oltre 4 milioni di persone vivono in aree difficili da raggiungere. A queste aree è consentito solo un ingresso sporadico agli aiuti umanitari. L’assedio e la mancata possibilità dell’accesso umanitario ai civili continua ad essere utilizzato come tattica di guerra che vìola le leggi del Diritto internazionale umanitario. La malnutrizione è una grave minaccia per le persone e i bambini che hanno malattie croniche e sono intrappolati in queste aree, che li rende ancor più vulnerabili ed è causa di un sottosviluppo nel lungo periodo. Inoltre, le madri malnutrite hanno più probabilità di avere bambini malnutriti.
Se gli aiuti umanitari non saranno distribuiti prontamente e con regolarità in tutte le aree sotto assedio e in quelle difficili da raggiungere in Siria, i livelli di malnutrizione continueranno a crescere e molte vite andranno perdute. L’accesso accordato per una limitata consegna di aiuti umanitari non è abbastanza. E’ necessario che gli assedi in Siria terminino subito, che vengano effettuate ricognizioni sullo stato di salute delle popolazioni e sui loro altri bisogni, che sia presente sul posto personale medico, che vengano garantite cure terapeutiche nutrizionali e siano evacuati i malati e i feriti che devono essere curati.
L’OMS e l’UNICEF chiedono a tutte le parti in conflitto di rispettare i loro obblighi in accordo con il Diritto internazionale umanitario per consentire e facilitare un accesso umanitario immediato e senza interruzioni a tutte le aree nel paese”.

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Aiuti alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

gazaIn questi giorni sono stati consegnati i primi aiuti della campagna solidale in favore della popolazione palestinese della Striscia di Gaza lanciata da Solidarité Identités, nel luglio dello scorso anno.Dopo i raid israeliani su Gaza della scorsa estate, l’Associazione di volontariato europeo, da anni in prima linea nel campo dellacooperazione internazionale a beneficio delle minoranze offese, ha messo a disposizione di chiunque avesse a cuore le sorti di quasi 2 milioni di abitanti inermi, tra cui donne e bambini, la possibilità di offrire loro un aiuto concreto.“Di fronte ai nostri occhi si sta consumando un terribile conflitto, per vittime civili senz’altro il più sanguinoso che il Vicino Oriente abbia mai conosciuto dal 2009, restare a guardare o limitarsi a condannare ciò che sta accadendo non solo non è sufficiente ma è criminale, per queste ragioni – annunciava Solidarité identités – abbiamo deciso diattivare immediatamente una raccolta fondi in aiuto del Popolo palestinese”.Così lo scorso sabato, in collaborazione con l’Associazione Al Baqyat Al Salehat, è avvenuta la consegna dei primi 40 pacchi alimentari per le famiglie palestinesi, per un totale di ca. 1.000 kg tra cui 200 kg di riso, 80 kg di pasta, 120 litri di olio d’oliva, 40 litri di tahini, 120 kg di zucchero, 40 kg di latte in polvere e 100 kg carne in scatola. A breve sarà lanciata una nuova raccolta fondi per l’acquisto di nuovi pacchi alimentari da destinare sempre alle famiglie palestinesi della Striscia di Gaza. (foto: Gaza)

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