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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Posts Tagged ‘aiuti’

Aiuti alle imprese agricole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle Politiche Agricole dello scorso 19 maggio, diviene realtà il nuovo limite dell’importo complessivo degli aiuti “de minimis” per le imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nell’arco di un triennio. Alla base di una miriade di agevolazioni statali ma soprattutto regionali, il “de minimis” è stato portato dall’Unione europea nel febbraio 2019 a 20mila euro ma occorreva dare operatività concreta al “Registro degli aiuti” per avere finalmente l’importo massimo riportato nel Regolamento n. 316 del 2019, ovvero 25mila euro. Una volta accertata la funzionalità del registro, si è potuto procedere alla ripartizione dell’ammontare tra le singole regioni, a cui spetta il 75% della cifra totale che per l’Italia è pari a oltre 840 milioni di euro, e alla pubblicazione del relativo decreto ministeriale.
“Sebbene si tratti di un importante passo in avanti, basti pensare che sino al 2014 il de minimis è stato pari ad appena 7.500 euro, anno in cui fu portato a 15mila – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – parliamo comunque di un importo modesto se paragonato a quello delle imprese non agricole che possono contare su un de minimis a 200mila euro, in situazione standard no-Covid19. Ciò è frutto della convinzione da parte della Commissione Ue che la quota molto importante di bilancio comunitario in favore del settore agricolo non si concilia con aiuti di stato consistenti che potrebbero ledere la concorrenza tra imprese. Purtroppo questa considerazione non tiene conto, però, delle situazioni di blocco degli aiuti del secondo pilastro della PAC, erogati tramite i PSR, come accade attualmente in grandi regioni, come la Puglia. L’agricoltura, pertanto – prosegue il Sottosegretario L’Abbate (M5S) – non chiede maggiori aiuti ma l’utilizzo di quelli già concessi, in linea con quanto accade in tutti i Paesi industrializzati. Per il futuro, il corretto funzionamento del Registro consentirà anzitutto di semplificare l’accesso delle imprese a tali aiuti ma potrà anche essere la base per ulteriori auspicati incrementi”?

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COVID-19: Aiuti a favore degli agricoltori dal fondo di sviluppo rurale dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Bruxelles. Venerdì, i deputati hanno incrementato il sostegno finanziario del fondo di sviluppo rurale UE, per permettere ai Paesi UE di aiutare agricoltori e PMI agroalimentari a uscire dalla crisi.La misura d’emergenza, approvata dal Parlamento con 636 voti favorevoli a 21 contrari, con 8 astensioni, permetterà agli Stati membri dell’UE di utilizzare i fondi UE, rimanenti dai programmi esistenti di sviluppo rurale, per pagare una somma forfettaria una tantum, a titolo di compensazione, agli agricoltori e alle piccole imprese rurali particolarmente colpite dalla crisi COVID-19. Questo sostegno di liquidità mirato da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) dovrebbe aiutarli a rimanere in attività.L’indennizzo da versare agli agricoltori più colpiti può arrivare fino a 7.000 euro, ovvero 2.000 euro in più rispetto a quanto proposto dalla Commissione europea. Il tetto massimo per il sostegno alle PMI agroalimentari dovrebbe è stato confermato a 50.000 euro, in linea con la proposta originaria.L’importo per finanziare la misura di sostegno alla liquidità è stata portata al 2% della dotazione UE per i programmi di sviluppo rurale in ogni Stato membro, rispetto all’1% inizialmente proposto dalla Commissione UE.I deputati hanno anche deciso di dare agli Stati membri più tempo per sbloccare il sostegno. Hanno infatti prorogato la scadenza del 31 dicembre 2020 per i pagamenti fino al 30 giugno 2021, ma le domande di sostegno dovranno essere approvate dalle autorità competenti prima del 31 dicembre 2020.”Accolgo con molto favore i risultati della votazione plenaria di oggi. Questo dimostra ancora una volta che il Consiglio e il Parlamento possono lavorare insieme in stretta e rapida collaborazione quando l’agricoltura dell’UE ha urgente bisogno di aiuto. Abbiamo ora dato ai Paesi dell’UE un altro strumento per aiutare finanziariamente gli agricoltori durante la crisi del coronavirus. I miei ringraziamenti vanno anche alla Presidenza del Consiglio croata per la loro proficua e diretta collaborazione”, ha detto il relatore e presidente della Commissione Agricoltura Norbert Lins (PPE, DE).La bozza di regolamento, così come approvata dai deputati e, in via informale, dai rappresentanti degli Stati membri, sarà ora sottoposta al Consiglio UE per l’approvazione finale. Una voltaapprovata, la nuova legge UE sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore immediatamente dopo.

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Aiuti di Stato italiani per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

La decisione della Commissione europea di dare il via libera agli aiuti di Stato italiani per l’agricoltura può contribuire a dare respiro immediato alle aziende più colpite dalla crisi – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Dall’Europa arriva un segnale positivo, perché nella congiuntura attuale anche pochi mesi possono fare la differenza per le imprese in difficoltà. La Commissione, impegnata ad approntare un quadro provvisorio di regole per gli aiuti pubblici, ha infatti autorizzato l’anticipo di quattro mesi rispetto alla scadenza prevista dei fondi Pac, per un ammontare complessivo di 12 milioni di euro.Si stima che le risorse potranno beneficiare più di mille imprese attraverso sovvenzioni dirette destinate ad aziende di tutte le dimensioni, ma anche ai lavoratori autonomi attivi nel settore agricolo. Bruxelles ha giustamente riconosciuto che si tratta di una misura “necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro” – spiega Tiso.Il provvedimento giunge a pochi giorni dalla proposta della Commissione europea di destinare 24 miliardi in più alla Politica agricola comune e al Programma di sviluppo rurale. In questi mesi si possono porre le basi per una vera rinascita dell’agricoltura europea, in grado di beneficiare anche l’Unione nel suo complesso. Siamo convinti che questa crisi sia anche foriera di opportunità, a condizione di saperle cogliere e di non vincolare le nuove risorse a rigide condizionalità in un nome di un’austerità che nell’era post coronavirus non ha più ragione di essere.

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L’Autorità Nazionale Palestinese non ha accettato gli aiuti per fronteggiare la pandemia da Covid-19 inviati dall’Onu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

A darne notizia è stata la giornalista freelance di Ramallah Fadwa Hodali che, su Bloomberg News, ha spiegato che la leadership palestinese “non vuole servire da ponte per la normalizzazione dei legami tra Emirati Arabi Uniti e Israele”.Sulla stessa lunghezza d’onda i media palestinesi che, così come la Russia Today araba, hanno citato una fonte del governo sostenendo, che alla base del rifiuto di Ramallah c’è la volontà di non essere “strumento per la normalizzazione” delle relazioni diplomatiche tra Israele e gli Emirati Arabi.Secondo la fonte, il trasferimento degli aiuti era stato coordinato esclusivamente con Israele e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e non con l’Autorità Nazionale palestinese.A scagliarsi contro gli aiuti medici per far fronte alla grave emergenza sanitaria c’è anche l’ayatollah Ali Khamenei che in un tweet ha accusato di tradimento gli Emirati Arabi:“Oggi, alcuni stati del Golfo Persico hanno commesso il più grande tradimento contro la propria storia e la storia del mondo arabo. Hanno tradito la Palestina sostenendo Israele. Le nazioni di questi Stati tollereranno il tradimento dei loro leader?” Questo episodio evidenzia una cosa che dovrebbe riempire le pagine dei giornali e le aperture dei notiziari televisivi: la leadership palestinese odia più Israele di quanto ami il suo stesso popolo.Un popolo che, invece di essere aiutato, viene abbondato a sé stesso in questo momento drammatico.Gli aiuti medici transitati in Israele avrebbero potuto sostenere il popolo palestinese nella lotta contro il Coronavirus e invece l’Autorità Nazionale Palestinese ha preferito rimandarli al mittente, con l’assurda motivazione di non voler essere un mezzo di normalizzazione dei rapporti fra lo Stato ebraico e gli Emirati Arabi. Perché per l’ANP conta più l’odio per Israele che l’amore per il popolo palestinese.

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Commissione europea sugli aiuti umanitari per combattere il coronavirus destinati alla Siria nonostante le sanzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

La Commissione europea ha pubblicato orientamenti dettagliati su come gli aiuti umanitari collegati al coronavirus possano essere inviati a paesi e zone del mondo soggetti a sanzioni dell’UE.La nota di orientamento sulla Siria è la prima di una serie completa di domande e risposte che mirano a fornire orientamenti pratici su come rispettare le sanzioni dell’UE quando si forniscono aiuti umanitari, in particolare assistenza medica, per combattere la pandemia di coronavirus. Chiarendo le responsabilità e i processi per la fornitura degli aiuti, questa nota intende agevolare il compito degli operatori umanitari in Siria. Dovrebbe accelerare l’inoltro di attrezzature e assistenza per combattere la pandemia di coronavirus in Siria. La nota è rivolta a tutti i soggetti coinvolti nella fornitura di aiuti umanitari, quali le autorità competenti degli Stati membri dell’UE, che gestiscono l’applicazione delle sanzioni dell’UE, e gli operatori pubblici e privati (donatori, ONG, banche e altri attori coinvolti nelle attività umanitarie), che devono rispettare le sanzioni dell’UE quando forniscono assistenza.

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In Pakistan ai cristiani vengono negati gli aiuti contro il Coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

ONG e leader musulmani in Pakistan rifiutano aiuti di emergenza contro il Coronavirus ai cristiani e alle altre minoranze religiose, nonostante questi ultimi siano fra quelli più gravemente colpiti dalla pandemia. Cecil Shane Chaudhry, Direttore Esecutivo della Commissione Nazionale Giustizia e Pace, organizzazione cattolica per i diritti umani, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre riferisce di annunci di organizzazioni religiose e moschee rivolti ai cristiani affinché non si presentino per chiedere cibo e altri aiuti di emergenza. Chaudhry racconta in particolare il caso dei cristiani di un villaggio nei pressi di Lahore sulla Raiwind Road, ai quali sono stati negati aiuti alimentari, e quello di 100 famiglie cristiane escluse della distribuzione di cibo nel villaggio di Sandha Kalan, nel Punjab, distretto di Kasur. Chaudhry cita resoconti relativi a staff incaricati di distribuire sul territorio aiuti di emergenza contro la COVID-19, i quali rifiutano di fornire aiuto ai non musulmani poiché le donazioni sono frutto della zakat, l’elemosina rituale prevista dalla sharia, la legge islamica. Secondo gli ultimi rapporti in Pakistan ci sono 32.819 casi confermati di COVID-19, nonostante Chaudhry ritenga che molti altri non siano refertati. Il capo della Commissione Giustizia e Pace fa appello al Governo affinché si consulti con le minoranze per fare un miglior uso dei dati censuari al fine di destinare gli aiuti ai più vulnerabili. «Nonostante si lavori a dei programmi, per adesso non siamo a conoscenza di alcuna iniziativa che includa i membri di minoranze religiose per garantire che i loro bisogni non siano ignorati», conclude Chaudhry.

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Carenza fondi e aiuti agli sfollati yemeniti e rifugiati

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Quasi un milione di sfollati e rifugiati vulnerabili presenti in Yemen sono a rischio di perdere alloggio, assistenza in denaro di vitale importanza per l’acquisto di beni essenziali come cibo e farmaci, e molto altro. Lo ha reso noto oggi l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Si tratta di persone già alle prese con condizioni di povertà e privazioni degradanti, per le quali, nelle prossime settimane, è necessario assicurare con urgenza fondi per l’implementazione di programmi di assistenza salvavita.
Quella in corso in Yemen era già considerata la crisi umanitaria di più vaste proporzioni su scala mondiale. Alla gestione di quest’ultima, il Paese ora vede accavallarsi anche la minaccia della pandemia e l’impatto delle piogge torrenziali e delle inondazioni recenti che hanno colpito aree come Aden, Abyan, Lahj, Marib, e i governatorati di Sana’a e di Amanat Al Asemah. Le prime testimonianze riferiscono che in tutto lo Yemen sono oltre 100.000 le persone danneggiate. Piogge e inondazioni improvvise hanno inflitto danni estesi agli insediamenti di sfollati interni e alle infrastrutture pubbliche.Si stima che più di 3,6 milioni di persone siano stati costretti a fuggire dalle proprie case in Yemen dalla recrudescenza del conflitto nel 2015. Solo Siria, Colombia e Repubblica Democratica del Congo accolgono al proprio interno popolazioni sfollate di dimensioni maggiori in fuga da conflitti. Il rapporto annuale sugli sfollati interni nel mondo pubblicato oggi dall’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC) stima che, solo nel 2019, siano state quasi 400.000 le persone costrette alla fuga da conflitti e violenze.L’UNHCR mira a raccogliere con urgenza 89,4 milioni di dollari da destinare a programmi di protezione e assistenza salvavita a favore di famiglie di sfollati interni, rifugiati, richiedenti asilo e comunità di accoglienza. Con il conflitto in Yemen che entra nel sesto anno e la maggioranza della popolazione fatica ormai a sopravvivere, questi fondi consentiranno all’UNHCR di continuare ad assicurare aiuti salvavita tanto alle famiglie di sfollati interni, rifugiati, e richiedenti asilo quanto agli yemeniti delle povere comunità che li accolgono. È necessario assicurare gli aiuti con urgenza, dato che queste categorie di persone sono quelle più vulnerabili alla minaccia del COVID-19. La diffusione del virus potrebbe comportare conseguenze gravi se le agenzie umanitarie non dovessero essere in grado di assicurare sostegno adeguato. In assenza dei fondi necessari, l’UNHCR rischia di dover ridurre drasticamente o terminare immediatamente numerosi programmi e piani di sostegno vitali, come l’erogazione diretta di assistenza in denaro contante. Tale eventualità lascerà in stato di disperato bisogno 655.000 sfollati interni e una popolazione di rifugiati e richiedenti asilo che in Yemen comprende circa 281.000 uomini, donne e bambini. Tutte queste persone resteranno senza mezzi adeguati per assicurare cibo alle famiglie o farmaci ai figli malati, trovare riparo, o proteggersi dalle intemperie, costringendo alcune di loro a vivere all’aperto durante la stagione delle piogge in arrivo. Per molti rifugiati e famiglie sfollate, è una questione di vita o di morte. L’UNHCR, inoltre, offre sostegno agli sfollati interni nell’acquisizione di documenti di identità validi, necessari per permettere l’iscrizione dei bambini a scuola e l’accettazione dei pazienti negli ospedali.L’Agenzia, infine, esprime profonda preoccupazione per l’esposizione a rischi più elevati di entrambe le comunità di sfollati e di accoglienza, viste le disperate condizioni abitative e igieniche in cui vivono e le carenze complessive delle strutture sanitarie locali, nel momento in cui, il 10 aprile, nella provincia meridionale di Hadramaut è stato registrato il primo caso confermato di COVID-19. In collaborazione coi partner locali, l’UNHCR sta coinvolgendo le comunità di sfollati interni e rifugiati affinché siano consapevoli dei rischi e delle misure di prevenzione e possano proteggersi dal contagio.Dopo cinque anni di conflitto, oltre l’80 per cento dell’intera popolazione yemenita necessita di una qualche forma di assistenza. Per sopravvivere, attualmente quasi 4 milioni di sfollati interni, rimpatriati, rifugiati, e richiedenti asilo devono fare regolarmente affidamento sugli aiuti umanitari. Ad oggi, l’UNHCR ha raccolto 58,4 milioni di dollari, vale a dire il 28 per cento dei fondi richiesti per proteggere e assicurare aiuti vitali a sfollati interni, rifugiati e comunità di accoglienza nell’arco del 2020.

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Coronavirus: Arrivi in aiuto dall’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Cosi l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ,l’Unione Medica Euro Mediterranea(UMEM). La Comunità del Mondo Arabo in Italia(Co-mai) e il Movimento Internazionale Transculturale Inter professionale Uniti per Unire (UxU) esprimono apprezzamento e riconoscenza a tutti i paesi che si sono mossi subito per sostenere l’Italia e il popolo italiano in grande difficoltà sanitaria ,medica e umanitaria .Ringraziamo tutti i paesi che hanno inviato delegazioni di medici e infermieri come la Cina ,Cuba,Albania ,Romania ,Polonia,Russia ,Ucraina e quelli che hanno inviato aiuti materiali sanitari o donazioni ospedaliere come Qatar ,Egitto ,Emirati Arabi ,India ,Brasile,Kuwait e numerosi altri hanno espresso solidarietà e ci stanno contattando che vorrebbero inviare medici in particolare laureati in Italia che parlano ancora l’italiano e hanno ancora il cuore in Italia il paese che li ha ospitati e gli ha consentito di laurearsi e costruirsi una famiglia e un lavoro nel paese di origine .anche tutte le comunità e associazioni di origine straniera si uniscono a questo coro umano ,internazionale e sincero verso l’italia appoggiando il nostro appello #SosteniamolaNostraItalia in attesa che rispondi anche la Commissione Europa che ancora una volta tardiva , assente e divisa per colpa dell’egoismo dei paesi membri.”Nel momento di grande tristezza e sofferenza per i morti in italia e nel mondo e per la difficoltà enorme del SSN italiano, queste buone notizie che arrivano in particolare dai paesi dell’Europa dell’Est, paesi arabi e africani ,dalla Russia ,Cuba ,Cina e numerosi altri sicuramente registrano un momento importante a favore di una solidarietà e #Alleanza Sanitaria Mondiale lanciata proprio dai nostri movimenti all’inizio dell’emergenza Coronavirus tramite comunicati in varie lingue e numerose interviste che mi vedono coinvolto tutti i giorni da Gennaio da TV, Radio e giornali euro mediterranei,paesi del Golfo ,America e Europa. Sicuramente non sarà mai come prima e spero che saranno archiviate tutte le polemiche e strumentalizzazioni politiche e minacce nei nostri confronti accusandoci ingiustamente che rubiamo il lavoro ai professionisti della sanità italiani e ci classificano di serie B per l’obbligo della cittadinanza per sostenere i concorsi pubblici .Cosi Dichiara Foad Aodi presidente Amsi e Umem e Membro del registro esperti e membro del Gruppo di Lavoro Salute Globale Fnomceo che fa’ l’appello a tutti i medici e professionisti della sanità italiani e di origine straniera compreso Albi professionali,sindacati ,società scientifiche ,sanità privata e pubblica di unirsi per salvare e rinforzare la nostra sanità italiana e alzare la voce per farci ascoltare e rispettare da una politica distratta, insensibile e non ci ha coinvolto in questi lunghi anni quando chiedevamo ;medici specialisti,borse di specializzazione,tutela e sicurezza sui posti di lavoro ,combattere la fuga all’estero ,sotto pagamento,sfruttamento lavorativo e la medicina difensiva per l’interesse comune. Non siamo eroi stagionali. E quando è comodo al mondo politico per mascherare tutto il loro fallimento e incapacità di ascoltarci e proteggerci anche in questa grande emergenza dove ci hanno mandati in guerra senza armi e protezioni. Conclude Foad Aodi senza giri di parole avvertendo che non ci scordiamo di questo pessimo e disumano trattamento riservato al nostro #Esercito_Bianco#. (fonte:Ufficio Stampa Amsi)

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Online il sito RomaAiutaRoma, attivo per tutta la durata dell’emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

È online il sito RomaAiutaRoma, creato per raccogliere tutte le informazioni relative all’emergenza coronavirus: numeri utili, ordinanze, provvedimenti. Si tratta anche di una piattaforma con cui i cittadini potranno interagire. Sarà possibile, infatti, segnalare criticità e bisogni, offrire servizi per la comunità, conoscere tutti i contenuti che Roma Capitale sta rendendo disponibili giorno dopo giorno per portare la cultura e lo svago direttamente nelle case dei cittadini.Navigando su RomaAiutaRoma, si accede a molte opportunità. In “Numeri utili” è possibile conoscere i servizi rivolti alla fascia di popolazione più fragile e a coloro che sono stati coinvolti in prima persona. Nelle altre sezioni si potranno consultare le misure adottate dal Campidoglio, in attuazione dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri per contenere la diffusione del coronavirus, e i provvedimenti, settore per settore.
In “Collabora”, imprese, piccoli commercianti e cittadini possono rendersi disponibili per un’iniziativa di pubblica utilità scrivendo a una mail dedicata.Attraverso la sezione “Dona” si può invece aderire alla raccolta fondi avviata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi destinata ad aiutare, nell’immediato, coloro che più di altri sono stati messi in difficoltà dalla diffusione del coronavirus e, successivamente, a sostenere la ripresa delle attività cittadine. Nella sezione “Le belle abitudini” sono invece raccolte le iniziative di pubblica utilità promosse dai cittadini.“Durante queste giornate delicate ognuno sta facendo la propria parte. C’è chi è impegnato in prima linea e chi sta aiutando la collettività rimanendo a casa per contenere e frenare il contagio. Questa piattaforma digitale vuole coinvolgere tutti e dare la possibilità di reperire facilmente ogni informazione relativa all’emergenza. Perché solo insieme, con determinazione e responsabilità, riusciremo a superare questo momento difficile” dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.
Il sito RomaAiutaRoma è raggiungibile a questo link: https://www.comune.roma.it/romaiutaroma/, o tramite un banner sul sito istituzionale di Roma Capitale. Il sito resterà online per tutta la durata dell’emergenza Coronavirus.

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E’ in arrivo il volo con gli aiuti dall’Ucraina

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

Sin dai primi giorni dell’epidemia di coronavirus in Italia, l’Ucraina ha vissuto come proprio il dolore degli ammalati, delle famiglie delle numerose vittime e la complicata situazione epidemiologica nel Paese amico, seconda casa per molti dei nostri concittadini ucraini.A seguito della conversazione telefonica tra il Presidente d’Ucraina Volodymyr Zelenskyy e il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Capo dello Stato Ucraino ha seguito personalmente la preparazione degli aiuti umanitari principalmente destinati alle Marche e in particolare alla Provincia di Pesaro.Su iniziativa del Ministro degli Esteri Dmytro Kuleba e del Ministro degli Interni Arsen Avakov, in concerto con gli esperti del Ministero della Salute d’Ucraina, è stato programmato un piano di assistenza sanitaria che si svolgerà in più fasi, e che vede la donazione di strumenti di assistenza necessari ed efficaci per l’Italia in questo difficile momento.Oggi un gruppo degli specialisti in terapia intensiva arrivano in Italia, mentre la settimana prossima arriveranno i disinfettanti e i dispositivi di protezione individuale. Inoltre, l’Ucraina si è resa disponibile a fornire elicotteri speciali laddove ci fosse necessità di evacuazione di pazienti residenti in località di montagna difficili da raggiungere.Siamo convinti che gli sforzi congiunti dei medici ucraini e dei loro colleghi italiani non solo aiuteranno a sconfiggere il nemico invisibile, ma saranno anche un esempio efficace della cooperazione bilaterale per il superamento delle sfide comuni.Cari amici italiani l’Ucraina è con voi in questo momento difficile!

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Covid-19: Micron offre aiuti finanziari

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Micron Technology, Inc. (Nasdaq: MU), ha annunciato oggi l’intenzione di devolvere 35 milioni di dollari a beneficio delle persone colpite in misura sproporzionata dal virus COVID-19. L’azienda lancerà un nuovo fondo di beneficenza Micron Foundation per un totale di 10 milioni di dollari, aumenterà i cofinanziamenti sovvenzionati e istituirà un programma di aiuti economici per il personale. Micron offrirà inoltre assistenza in natura per velocizzare il pagamento dei piccoli fornitori locali e donerà strutture e forniture mediche per rispondere all’emergenza sanitaria.

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Aiuti di stato per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2020

L’innalzamento del tetto per gli aiuti di Stato destinati all’agricoltura infonde fiducia a uno dei pochi settori produttivi che continua a lavorare anche durante l’emergenza – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Con la decisione di aumentare i limiti massimi del sostegno pubblico a 100mila euro per l’agricoltura e a 120 mila euro per la pesca e l’acquacoltura, la Commissione europea ha risposto in modo positivo alle richieste del nostro ministero delle Politiche Agricole.Mai come in queste settimane il settore primario si rivela decisivo per la tenuta stessa del Paese e per la risposta alla crisi causata dal coronavirus – continua Tiso. E’ necessario prevedere da subito misure straordinarie per prendere atto del nuovo scenario e far sì che gli Stati possano allocare maggiori risorse, senza dover rispettare limiti stringenti che non hanno più ragione di essere. Per raggiungere questo obiettivo non basta innalzare il tetto degli aiuti a livello nazionale, ma è indispensabile che l’Europa intervenga con un piano economico coordinato per difendere l’agricoltura di tutti gli Stati membri.Nonostante la nuova stretta del Governo all’esercizio di attività non strategiche, l’agricoltura resta aperta per garantire l’approvvigionamento di cibo a tutti i cittadini. Le ripercussioni economiche della crisi si fanno tuttavia sentire anche per il settore primario, a causa del forte calo della domanda di alcuni prodotti con ricadute negative sull’intera filiera agroalimentare. Chiediamo pertanto al Governo di continuare a lavorare anche a livello europeo, per fornire riposte rapide a una crisi in pieno corso e con conseguenze a lungo termine ancora difficili da quantificare.

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Un ponte aereo dell’UNHCR consegna aiuti umanitari destinati ai rifugiati sudanesi in Ciad

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, giovedì 19 marzo con un ponte aereo ha trasportato in Ciad 93,5 tonnellate di aiuti di emergenza provenienti dalle scorte globali dei magazzini di Dubai da distribuire ai rifugiati sudanesi presenti nel Paese. Il Boeing 777 noleggiato dall’UNHCR è atterrato nella capitale ieri sera.Gli scontri scoppiati a El Geneina, nello Stato del Darfur Occidentale, in Sudan, a partire da dicembre 2019 hanno costretto oltre 16.000 persone, soprattutto donne e bambini, a fuggire dalle violenze e varcare il confine per rifugiarsi nel vicino Ciad.Sono arrivati esausti, traumatizzati e, spesso, hanno presentato segni di malnutrizione. La maggior parte di essi vive all’aperto o ha trovato riparo sotto alloggi di fortuna, privi di adeguata protezione dalle intemperie. In questa fase in cui i rifugiati sono gradualmente trasferiti lontano dalla frontiera per assicurare loro protezione e condizioni di vita sicure, è necessario garantire con urgenza alloggi, cibo, acqua e assistenza sanitaria di base.Quest’ultimo afflusso di persone porta il numero totale di rifugiati sudanesi in Ciad a 360.000 unità.Il ponte aereo completato ieri ha permesso di consegnare 10.000 coperte, 12.000 taniche, 12.000 zanzariere, 10.640 secchi di plastica, 6.000 set da cucina, 4.000 materassini, 2.000 lampade a energia solare e 2.000 teli di plastica, oltre a un’ambulanza. Questi aiuti di emergenza dovrebbero consentire di rispondere alle esigenze umanitarie di circa 10.000 rifugiati.Il volo charter, che ha trasportato aiuti umanitari per un valore di 308.000 dollari, è stato organizzato da UPS grazie al personale di stanza a Dubai. I costi di trasporto sono stati coperti interamente da UPS.L’UNHCR sta operando senza sosta per assistere le persone costrette a fuggire dalle proprie case a causa di violenze e persecuzioni. Gli articoli consegnati garantiranno a migliaia di famiglie di rifugiati sudanesi l’aiuto di cui hanno estremo bisogno.
L’UNHCR esprime gratitudine nei confronti di UPS per la tempestiva donazione che ha coperto i costi di trasporto, e di International Humanitarian City, hub globale per la preparazione e la risposta alle emergenze umanitarie con sede a Dubai, per il sostegno ininterrotto.Il magazzino di scorte globali dell’UNHCR con sede a Dubai è stato istituito nel 2006 ed è il polo di stoccaggio di più vaste dimensioni al mondo di proprietà dell’Agenzia. Nella struttura sono conservate scorte di tende familiari e di altri materiali per alloggi, nonché coperte, set da cucina e altri aiuti umanitari per le esigenze di oltre 250.000 persone

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Coronavirus: Governo tedesco stanzia 550 miliardi in aiuto all’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Il Governo tedesco, tramite la sua portavoce Angela Merkel, ha comunicato un maxipiano per rimediare ai danni del Covid-19 stanziando almeno 550 miliardi di euro per aiutare l’economia del Paese a sopravvivere la crisi causata dalla pandemia di Covid-19. Sono misure senza precedenti per la Germania. Lo Stato mette infatti a disposizione crediti illimitati alle imprese, con un valore minimo annunciato di 550 miliardi di euro, e senza un tetto massimo. La Cancelliera ha aggiunto che in caso di necessità il Governo è pronto a preparare altri fondi per combattere questa crisi. «Useremo tutti i mezzi a nostra disposizione» ha dichiarato Olaf Scholz, Ministro delle finanze. Principalmente, i miliardi messi a disposizione dal Governo serviranno a compensare la riduzione del salario per coloro che sono costretti al lavoro ridotto, e per garantire crediti agli imprenditori in crisi di liquidità. La somma verrà stanziata mediante la KfW, la grande banca per lo sviluppo. L’effetto delle dichiarazioni del Governo tedesco è ancora più forte se messo a confronto con il nostro Paese. Giuseppe Conte, il Premier italiano, ha infatti comunicato mercoledì un aiuto all’economia di 25 miliardi di euro. Chiaramente, il contesto sociopolitico ed economico attuale è molto importante e non si possono fare determinati paragoni, l’Italia è infatti in crisi da lungo tempo, ed è anche il Paese al momento più colpito dal Covid-19. Malgrado ciò, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello lo “Sportello dei Diritti”, le misure attuate in Italia danno un’idea di quanto la Germania stia impiegando in aiuto alle sue imprese.

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Inondazioni 2018: 277 milioni di euro dall’UE all’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Il PE ha approvato mercoledì 293,551794 milioni di euro in aiuti dal Fondo di solidarietà UE, in seguito agli eventi meteorologici estremi del 2018 in Austria, Italia e Romania.I 293,5 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) sono così ripartiti: 277,2 milioni di euro per l’Italia per le copiose piogge, i forti venti, le inondazioni e le frane avvenute nell’autunno 2018; 8,1 milioni di euro per l’Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici, e 8,2 milioni di euro per la regione nordorientale della Romania, dopo le inondazioni avvenute nell’estate 2018.Nell’autunno del 2018 quasi tutte le regioni italiane, da nord a sud, sono state colpite da fenomeni meteorologici estremi che hanno causato frane, alluvioni e caduta di alberi, e all’origine di decine di decessi. Fra i danni materiali, si sono registrati gravi interruzioni delle reti stradali e fluviali, allagamenti di edifici pubblici e privati, interruzioni delle reti elettriche e del gas, oltre a perdite significative nei settori del legname e del turismo.I finanziamenti sono stati approvati dal Parlamento con 645 voti favorevoli, 18 contrari e 30 astensioni.Maggiori informazioni sono disponibili nella proposta della Commissione e nel progetto di relazione del PE del relatore Siegfried Muresan, (PPE, RO). La relazione che approva il relativo progetto di bilancio rettificativo, presentata dal relatore John Howarth (S&D, Regno Unito), è stata approvata con 649 voti favorevoli, 19 contrari e 30 astensioni.

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Inondazioni 2018: in arrivo più di 250 milioni di euro in aiuti UE per l’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

La commissione per i bilanci ha approvato la mobilitazione di un totale di 293,5 milioni di euro, in seguito agli eventi meteorologici estremi del 2018 in Italia, Austria e Romania.I 293,5 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) approvati sono così ripartiti: 277,2 milioni di euro per l’Italia per le forti piogge, le inondazioni e le frane avvenute nell’autunno 2018; 8,1 milioni di euro per l’Austria, a seguito degli stessi eventi meteorologici e 8,2 milioni di euro per la regione nordorientale della Romania, dopo le inondazioni avvenute nell’estate 2018.Nell’autunno del 2018 quasi tutte le regioni italiane, da nord a sud, sono state colpite da fenomeni meteorologici estremi che hanno causato frane, alluvioni e caduta di alberi, e all’origine di decine di decessi. Fra i danni materiali, si sono registrati gravi interruzioni delle reti stradali e fluviali, allagamenti di edifici pubblici e privati, interruzioni delle reti elettriche e del gas, oltre a perdite significative nei settori del legname e del turismo.

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“Cristiani nel mirino: Cessino gli aiuti esteri ai Jihadisti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

«Se si continuerà a non intervenire il risultato sarà l’eliminazione della presenza cristiana da quest’area e forse in futuro anche dall’intero Paese». Così afferma ad Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Laurent Birfuoré Dabiré, vescovo di Dori, dopo l’ennesimo attacco anticristiano avvenuto in Burkina Faso.La violenza si è verificata il 27 giugno, ma soltanto nelle ultime ore si è diffusa la notizia. «È accaduto nella vicina diocesi di Ouahigouya – racconta il presule – mentre gli abitanti del villaggio di Bani si erano radunati per parlare tra loro. I fondamentalisti sono arrivati ed hanno costretto tutti i presenti a sdraiarsi per terra. Li hanno perquisiti. Quattro di loro indossavano delle croci. Li hanno uccisi perché erano cristiani». Dopo il massacro gli estremisti hanno intimato agli altri abitanti che se non si fossero convertiti all’Islam, avrebbero ucciso anche loro.Si tratta del quinto attacco anticristiano avvenuto dall’inizio dell’anno nel nordest del Paese, con un bilancio di 20 cristiani uccisi. Le violenze hanno colpito le tre diocesi di Dori, Kaya e Ouahigouya. Monsignor Dabiré riferisce come l’azione dei fondamentalisti si sia intensificata a partire dal 2015. «Prima agivano soltanto nelle zone di frontiera con il Mali e con il Niger. Pian piano sono penetrati nell’interno colpendo l’esercito, i funzionari e la popolazione. Oggi il loro obiettivo sono i cristiani e credo che vogliano scatenare un conflitto interreligioso».Se inizialmente si credeva che gli estremisti fossero stranieri, con il tempo si è scoperto che tra di loro non mancano i burkinabé. «Ci sono giovani che si sono uniti ai jihadisti per mancanza di denaro, lavoro e prospettive, ma anche elementi radicalizzati che partecipano a tali movimenti perché li ritengono espressione della loro fede islamica».Intanto cresce sempre più la paura all’interno della comunità cristiana. «È dal 2015 che siamo sotto questa pioggia di violenze», afferma il presule nella cui diocesi il 17 marzo scorso è stato rapito un sacerdote, don Joël Yougbaré. «Ancora oggi non abbiamo sue notizie – aggiunge – Il livello di insicurezza aumenta costantemente e ci ha costretti perfino a ridurre le attività pastorali». Monsignor Dabiré spiega infatti che vi sono zone alle quali è ormai impossibile accedere e che è stato costretto anche a chiudere due parrocchie per proteggere i fedeli, i sacerdoti e le religiose.Tra tanta sofferenza, feriscono anche la mancata azione a difesa delle comunità cristiane e soprattutto l’aiuto offerto dall’estero ai jihadisti. «Le armi che usano non sono fabbricate in Africa. Hanno fucili, mitragliatrici e tante munizioni, più di quante ne abbia a disposizione l’esercito burkinabé. Quando arrivano nei villaggi sparano per ore. Chi fornisce loro queste risorse? Se non avessero un sostegno dall’esterno si fermerebbero. Ecco perché mi rivolgo alle autorità internazionali. Chi ha il potere di farlo, ponga fine a queste violenze».

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Genova, Benifei: “Governo chieda la ZES, Commissione Europea pronta”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bruxelles. “Per l’ennesima volta, reiteriamo la nostra richiesta al Ministro Toninelli, alla Regione e al neo-insediato Commissario Bucci: si apra immediatamente un tavolo per istituire una Zona Economica Speciale (ZES) per la città metropolitana di Genova e per il Porto”. È quanto dichiara l’eurodeputato PD ligure Brando Benifei in occasione della visita della Commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulč. “La richiesta – prosegue – non viene soltanto dal Partito Democratico, ma dalle parti sociali, dai rappresentanti dalle categorie produttive genovesi e dal settore portuale. La Commissione europea, grazie all’impegno dichiarato della Commissaria Bulč, si farà trovare pronta ad accogliere un piano di ZES per il rilancio dell’economia del nostro territorio. Un’iniziativa di Governo e Regione su questo fronte è quanto mai urgente”. La Commissaria ha elencato le molte opportunità di finanziamento per infrastrutture del nostro territorio, tra cui il bando Connecting Europe, il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici e i fondi strutturali. “Le parole di supporto alla città di Genova da parte della Commissaria Violeta Bulč sono certamente benvenute. È essenziale – aggiunge Benifei – che la Commissione fornisca tutto il sostegno possibile alle autorità locali, regionali e nazionali per uscire dalla situazione di emergenza creatasi con il crollo del Ponte Morandi. Ministero e Regione devono mostrarsi all’altezza e saper utilizzare al massimo ogni risorsa europea messa a disposizione per il nostro territorio, anche facendo lo sforzo di modificare i programmi operativi esistenti per far fronte alle nuove necessità. Allo stesso tempo, la Commissione deve saper cogliere appieno la natura gravissima e straordinaria della situazione che investe la Valpolcevera e le ingenti ricadute dei tragici eventi di agosto sul tessuto sociale e produttivo della nostra città. Servono dunque interventi straordinari e urgenti, ben oltre l’ordinaria gestione dei fondi UE, ma anche di misure di intervento sul medio termine”.

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La FAO aiuta gli agricoltori kenioti a difendere il raccolto dal pericoloso parassita Lafigma

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Embu, KENYA/ PRN Africa/ “Con un buon raccolto, abbiamo abbastanza mais per il nostro consumo, ed un po’ per venderlo. Ma in questo momento dobbiamo invece comprarlo per il fabbisogno familiare”, dice Agnes Waithira Muli, contadina su piccola scala della contea di Embu, nel Kenya centrale. Lei e il marito hanno perso la maggior parte del loro ultimo raccolto a causa del Lafigma (Spodoptera frugiperda) (FAW), un insetto potenzialmente devastante che si è diffuso in gran parte dell’Africa.Grazie alla formazione fornita dalla FAO nel controllo del Lafigma, ora sono meglio in grado di proteggere il loro raccolto. “Ora che sappiamo come affrontare l’infestazione, le nostre perdite saranno minori”, afferma Agnes.Il parassita Lafigma è originario delle regioni tropicali e subtropicali delle Americhe, ma dal 2016 si è diffuso rapidamente in tutta l’Africa causando danni gravi soprattutto alle colture di mais.Nella contea di Embu, il parassita è apparso per la prima volta due stagioni fa. Come in tanti altri posti, i contadini presto si sono resi conto, disperati, che i pesticidi non servivano granché per combatterlo.
Durante la breve stagione delle piogge del 2017, la FAO ha avviato un progetto pilota in cui sono stati impiegati “scouts sul campo” appositamente addestrati per visitare i piccoli agricoltori ed assisterli nel controllo delle FAW, due volte a settimana per sei settimane. Il metodo utilizzato era un controllo manuale: identificare e distruggere a mano le uova e le larve. SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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L’UE annuncia aiuti di emergenza supplementari per aiutare i rifugiati in Serbia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

serbiaBruxelles. La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 4 milioni di EUR supplementari in aiuti umanitari destinati alla Serbia per assistere le migliaia di rifugiati e di richiedenti asilo presenti nel paese. I nuovi contratti coincidono con la quarta visita nel paese del commissario UE per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, in occasione della quale valuta la situazione umanitaria in loco e discute con funzionari del governo del sostegno umanitario dell’UE per i rifugiati. Il nuovo progetto finanzia la distribuzione di generi alimentari nei centri di accoglienza, la protezione delle fasce di popolazione più vulnerabili, in particolare durante l’inverno a venire nonché le attività connesse all’educazione.“La Serbia si è dimostrata un partner affidabile per l’Unione europea e il nostro partenariato ha consentito di rispondere efficacemente alla crisi dei rifugiati. Dal 2015 l’UE è un importante donatore di aiuti umanitari per accogliere i rifugiati in Serbia. Abbiamo aiutato a migliorare le condizioni in numerosi centri d’accoglienza, contribuito all’approvvigionamento alimentare nei campi, fornito educazione ai bambini in situazioni di emergenza ed erogato servizi sanitari. I progetti supplementari annunciati oggi verranno incontro alle esigenze della popolazione più vulnerabile, in particolare durante l’imminente stagione invernale”, ha dichiarato il commissario Stylianides.Dal 2015 l’UE è stata il principale donatore di aiuti umanitari alla Serbia. L’aiuto umanitario della Commissione ammonta ora a 25 milioni di EUR e ha consentito l’erogazione di assistenza in situazioni di emergenza (generi alimentari, acqua, igiene, beni di prima necessità, salute e protezione) presso i centri di transito e di accoglienza, comprese le frontiere e le aree di attesa. Dal 2015 sono stati erogati in totale oltre 80 milioni di EUR al paese in finanziamenti connessi alla migrazione nell’UE.
L’assistenza umanitaria dell’UE include il sostegno diretto ai rifugiati attraverso i partner umanitari della Commissione nonché lo sviluppo delle capacità per consentire alle autorità di rispondere più efficacemente. Gli sforzi più significativi sono stati compiuti per migliorare le condizioni nei centri d’accoglienza gestiti dall’amministrazione pubblica, dove l’UE è stata il principale e, talvolta, l’unico donatore. Le autorità sono state così in grado di ospitare fino a 6 000 persone.
Dal 2015 sono stati erogati oltre 80 milioni di EUR in finanziamenti, attraverso diversi meccanismi finanziari dell’UE, per aiutare la Serbia ad assicurare l’accoglienza dei migranti e dei rifugiati nei centri di accoglienza, a sostenere l’erogazione di servizi sanitari e di altri servizi di prima necessità ai rifugiati, ai migranti e alle comunità ospitanti nonché a rafforzare le capacità di controllo alle frontiere.Nel 2015 la Serbia ha inoltre beneficiato del sostegno del meccanismo di protezione civile dell’UE, attraverso il quale 10 Stati membri hanno fornito oltre 246 000 beni di prima necessità per la crisi dei rifugiati, quali lenzuola, letti e abbigliamento caldo.
Da metà settembre 2017 sono registrati in Serbia oltre 4 000 rifugiati e richiedenti asilo, approssimativamente la stessa cifra di un anno fa.

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