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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Aiuto alla Chiesa che Soffre sarà insignita del Path to Peace Award

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

L’annuale riconoscimento conferito dalla Missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York e dalla Path to Peace Foundation è assegnato nel 2019 alla Fondazione pontifica «in riconoscimento del sostegno umanitario e pastorale offerto da ACS ai cristiani perseguitati in tutto il mondo».Ad annunciare la decisione è stato monsignor Bernardito Auza, Osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite e presidente della Path to Peace Foundation, un’entità che sostiene la Missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite e promuove progetti in Paesi in via di sviluppo. Monsignor Auza stesso testimonia il fondamentale contributo di Aiuto alla Chiesa che Soffre alla Chiesa di tutto il mondo, in quanto da giovane sacerdote ha potuto portare avanti i propri studi grazie ad una borsa di studio offerta dalla Fondazione pontificia.«Il conferimento ad Aiuto alla Chiesa che Soffre del Premio “Percorso di pace” 2019 rappresenta un riconoscimento alla generosità di centinaia di migliaia di benefattori i quali, in tutto il mondo, donano con gioia e sacrificio – commenta Alessandro Monteduro, direttore della sede italiana di ACS – Conferma anche la bontà del nostro metodo: reagire all’orrore della persecuzione con il pacifico rafforzamento delle comunità cristiane sofferenti. È il percorso che restituisce la speranza».A ritirare il premio, il prossimo 22 maggio a New York, sarà il presidente esecutivo internazionale di ACS, Thomas Heine-Geldern. «È un grande onore per noi – ha affermato ricordando che nelle passate edizioni è stato conferito ad importanti personalità quali il nunzio apostolico in Siria, il Cardinal Mario Zenari – Questo premio rappresenta un importante riconoscimento del lavoro da noi svolto in tutto il mondo, grazie alla generosità dei nostri benefattori ed in favore della Chiesa perseguitata e sofferente».Nata nel 1947, Aiuto alla Chiesa che Soffre finanzia ogni anno circa 5500 progetti in 140 Paesi. Nel 2018 ACS ha raccolto oltre 110 milioni di euro attraverso le proprie 23 sedi nazionali. L’area in cui l’intervento della Fondazione si concentra maggiormente è il Medio Oriente e in particolare l’Iraq e la Siria dove, dal 2011 ad oggi, ha donato oltre 70 milioni di euro destinati al finanziamento di progetti che hanno contribuito alla sopravvivenza delle comunità cristiane minacciate dallo Stato Islamico.

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Libano: aiuti per proteggere circa 40.000 bambini a rischio a causa delle tempeste invernali

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

L’impatto delle ultime tempeste in Libano ha lasciato molti bambini vulnerabili in una condizione di bisogno di protezione e calore, soprattutto i bambini rifugiati.L’UNICEF e i suoi partner, in stretto coordinamento con le autorità locali libanesi, l’UNHCR e altre agenzie delle Nazioni Unite, hanno agito immediatamente per rispondere ai bisogni dei bambini colpiti e delle loro famiglie. L’assistenza dell’UNICEF comprende la distribuzione di aiuti in denaro, servizi idrici e igienico-sanitari come il pompaggio e il drenaggio delle acque, la distribuzione di oltre 7.000 coperte e 5.500 vestiti invernali per i bambini, insieme a 1.500 kit igienici per le famiglie e le donne.I forti venti, la neve e le piogge torrenziali hanno colpito oltre 570 siti in tutto il paese, con inondazioni in oltre 11 rifugi informali. Oltre 11.300 persone, la metà delle quali bambini, sono state colpite dalla tempesta.La situazione dei bambini sfollati e delle loro famiglie è particolarmente grave in quanto le loro condizioni erano precarie già prima dell’arrivo del maltempo. Solo nella valle della Bekaa, si sono dovuti ricollocare almeno 847 rifugiati siriani a causa delle inondazioni o per gravi danni ai loro rifugi. Nel nord, sono stati segnalati finora oltre 700 ricollocamenti.“Le sofferenze dei bambini nelle aree colpite sono aumentate”, ha dichiarato Violet Speel-Warnery, vice rappresentante dell’UNICEF in Libano. “Nei 10 giorni passati, l’UNICEF ha raggiunto oltre 6.000 bambini rifugiati che avevano urgente bisogno di assistenza. I nostri team stanno lavorando con i partner giorno e notte per raggiungere i bambini che ne hanno bisogno con gli aiuti e per tenerli al caldo”.L’UNICEF, con i suoi partner sul campo, continua a rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie, in aumento. Ad oggi, l’UNICEF ha pompato e drenato acqua in eccesso da oltre 60 siti colpiti e distribuito aiuti salvavita a Bekaa, Libano del Nord, Beirut, Monte Libano e in aree colpite nel sud del paese. I partner sul campo dell’UNICEF stanno anche monitorando i bisogni per la salute, l’istruzione e l’igiene per prevenire un’epidemia di malattie.

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Il marito di Asia Bibi chiede aiuto al governo italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

«Faccio appello al Governo italiano affinché aiuti me e la mia famiglia ad uscire dal Pakistan». È il drammatico appello al telefono con Aiuto alla Chiesa che Soffre di Ashiq Masih, marito di Asia Bibi. Mentre la donna resta ancora in carcere in attesa della registrazione della sentenza di assoluzione, la famiglia vive nella paura. Le proteste dei fondamentalisti, che continuano a chiedere che Asia venga giustiziata, hanno costretto i familiari della donna a rimanere chiusi in casa in un luogo sicuro. Nei giorni scorsi anche l’avvocato difensore di Asia, Saif ul-Malook è stato costretto ad andare all’estero.«Siamo estremamente preoccupati perché la nostra vita in pericolo – dichiara l’uomo ad ACS – Non abbiamo neanche più da mangiare perché non possiamo uscire a comprarlo».Ashiq chiede dunque asilo al governo italiano e soprattutto un aiuto a lasciare il Paese. Al contempo l’uomo invita i media e la comunità internazionale a mantenere alta l’attenzione sul caso di Asia. «È stata proprio questa attenzione a tenerla in vita finora. E ringrazio in particolare Aiuto alla Chiesa che Soffre che, invitandoci al proprio evento del Colosseo rosso, ci ha offerto l’opportunità di parlare al mondo».

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Talend aiuta Save The Children UK a migliorare la vita dei ragazzi nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

REDWOOD CITY, Calif. Talend (NASDAQ: TLND), leader globale nelle soluzioni di integrazione cloud e big data, collabora con Save the Children in UK (SCUK) per migliorare la gestione dei dati e i processi di qualità al fine di aiutare più bambini in tutto il mondo. Save the Children è un’organizzazione senza scopo di lucro che offre programmi e attiviRedwood_Citytà di advocacy sia nel Regno Unito sia a livello internazionale ed è attiva su vari fronti come la sopravvivenza, l’istruzione e la protezione dei bambini nelle emergenze umanitarie causate da conflitti armati, malattie e disastri naturali.Come molte associazioni di questo genere, Save the Children sta affrontando una serie di sfide nell’adempiere alla sua missione, come la gestione dei dati dei propri sostenitori per quanto riguarda i requisiti normativi e di conformità come il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Nello specifico, la sfida chiave che SCUK ha dovuto affrontare nella gestione dei dati è stata quella di velocizzare la pulizia e il caricamento dei dati nel proprio sistema CRM su oltre 50 accessi diversi come, ad esempio, donazioni derivanti da addebito diretto, online, SMS, campagne TV e altro ancora. Grazie a Talend, Save the Children può eseguire lo stesso livello di elaborazione dei dati che una volta richiedeva il lavoro di tre persone ogni giorno, ora tutto ciò avviene in una mezza giornata e con una sola persona: una riduzione del 60% del tempo e delle risorse necessarie.
Garantire la trasparenza e il rispetto della regolamentazione, come il GDPR, è un tema di grande importanza per SCUK. La violazione delle disposizioni del GDPR può portare a un controllo dei dati con il rischio di infliggere ammende pari a 20 milioni di euro o al quattro per cento del fatturato annuale globale di un’azienda riferito all’esercizio finanziario dell’anno precedente. Per evitare situazioni di questo tipo, SCUK si è rivolta a Talend per disporre di una migliore visibilità sui dati e in qualsiasi momento del ciclo di vita del singolo dato. Ad esempio, Save the Children UK ha ampliato la capacità di tracciare i dati sensibili e determinare come vengono consultati o elaborati in qualsiasi momento, in modo da poter dimostrare esattamente dove e perché era necessaria la manipolazione dei dati in quella fase.Patrick Booth, VP UK e Irlanda di Talend ha sottolineato: “I dati rappresentano il bene più prezioso per le imprese di tutte le dimensioni e in tutti i settori, comprese le organizzazioni no-profit. Nel Regno Unito, dove operano migliaia di enti di beneficenza, i dati sono ovunque e un numero crescente di organizzazioni si affida ad essi per prendere decisioni basate sull’analisi dei dati. Negli ultimi anni abbiamo visto diverse iniziative digitali gestite da istituzioni pubbliche e organizzazioni senza scopo di lucro che utilizzano maggiormente i dati per determinare un impatto positivo sulla vita delle persone. Siamo molto orgogliosi di collaborare con Save the Children per aiutarli a creare un mondo migliore per i giovani”.

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Ricostruiamo l’Iraq

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

iraq-MMAP-mdAiuto alla Chiesa che Soffre manifesta vivo apprezzamento per lo stanziamento di almeno 75 milioni di dollari da parte degli Stati Uniti d’America per agevolare il rientro degli sfollati interni, prevalentemente cristiani e yazidi, nella Piana di Ninive e nella città di Sinjar, secondo quanto affermato dall’ambasciatore USA in Iraq Douglas Seelman in vista della Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Iraq in programma a Kuwait City a partire dal prossimo 12 febbraio.La fondazione pontificia ha auspicato un analogo impegno dei governi nazionali incontrando decine di ambasciatori accreditati presso la Santa Sede nel corso di una conferenza internazionale sulla Piana di Ninive svoltasi a Roma a fine settembre 2017, e alla quale ha partecipato anche il Segretario di Stato vaticano Card. Pietro Parolin. Si tratta di un impegno che ACS ritiene sia dovuto ad una popolazione vittima di un genocidio che l’ONU non ha ancora avuto il coraggio di riconoscere formalmente.Aiuto alla Chiesa che Soffre dal 2011 ha finanziato progetti per l’Iraq per un totale di circa 35,7 milioni di euro, e in questi mesi sta procedendo nella raccolta fondi per il Progetto di ricostruzione di 13.000 case danneggiate o distrutte dall’ISIS nei villaggi cristiani della Piana di Ninive. Il costo stimato di questo “piano Marshall” per l’Iraq è di oltre 250 milioni di dollari. Il sostegno alla minoranza cristiana irachena rappresenta un seme di speranza per popolazioni flagellate dal terrorismo di matrice islamica, ma non solo. La ricostruzione del tessuto sociale della Piana di Ninive costituirà anche un pacifico argine contro la diffusione dell’ideologia politico-religiosa dell’estremismo, niente affatto debellata nonostante la sconfitta militare dell’ISIS.ACS è quindi convinta dell’importanza strategica della ricostruzione di quest’area dell’Iraq per garantire la stabilizzazione del Medio Oriente nel suo complesso. Ora, dopo la decisione statunitense, auspica un maggiore coinvolgimento anche delle nazioni dell’Unione Europea, e lo fa con un solo, pressante, appello: per l’Iraq fate presto!

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Il tuo computer può aiutare gli scienziati a studiare la relazione tra batteri del corpo e malattie autoimmuni

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

computerChiunque disponga di un computer e di un collegamento a internet può aderire al World Community Grid e iscriversi per sostenere il Microbiome Immunity Project.
Il Microbiome Immunity Project è un nuovo progetto di citizen science promosso da IBM, condotto da scienziati del Broad Institute del MIT e di Harvard, del Massachusetts General Hospital, dell’Università della California di San Diego e del Flatiron Institute della Simons Foundation. Il progetto sfrutterà la potenza di calcolo non utilizzata dei computer dei volontari per condurre milioni di esperimenti virtuali per conto dei ricercatori. Questi esperimenti hanno l’obiettivo di mappare i tre milioni di batteri riscontrati nel microbioma umano e prevedere la struttura delle proteine associate. Il progetto inizierà con l’analisi del microbioma nell’apparato digerente. Lo scopo di questo studio è aiutare gli scienziati a comprendere meglio l’interazione del microbioma con la biochimica umana e determinare in che modo detta interazione possa contribuire a malattie autoimmune, quali diabete di tipo 1, morbo di Crohn e colite ulcerosa, che colpiscono centinaia di milioni di persone nel mondo e che vengono diagnosticate sempre più di frequente. Una migliore comprensione permetterebbe agli scienziati di prevenire e curare queste malattie con maggiore facilità.
I dati ottenuti da milioni di esperimenti del genere saranno analizzati dal team di ricerca del progetto. I ricercatori metteranno questi dati a disposizione di altri scienziati, accelerando il progresso delle conoscenze scientifiche e, in definitiva, il miglioramento delle cure relative alle malattie autoimmuni.
Dalla sua costituzione nel 2004, World Community Grid ha sostenuto 29 progetti per la ricerca in ambiti quali cancro, HIV/AIDS, virus Zika, acque pulite, energie rinnovabili e altre sfide umanitarie. A oggi, World Community Grid, ospitato in IBM Cloud, ha collegato i ricercatori a una potenza di elaborazione gratuita del valore di $500 milioni di dollari USA. Più di 730.000 persone e 430 istituzioni di 80 Paesi hanno donato più di un milione di anni di tempo di calcolo da più di tre milioni di computer e dispositivi Android. La partecipazione volontaria ha aiutato i ricercatori a identificare potenziali cure per il cancro infantile, nonché celle solari e sistemi di filtrazione delle acque più efficienti.
Per maggiori informazioni su World Community Grid e per offrire le proprie risorse informatiche inutilizzate, visitare il sito https://www.worldcommunitygrid.org/

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Dislessia: aiutare a leggere

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2016

europa comunitaria2Supporto alle persone affette da dislessia o in chemioterapia, ma anche un’idea per rendere più funzionale la gestione dei device a casa: questi i migliori progetti degli studenti europei premiati mercoledì sera a Lucerna in occasione della JA Company of the Year Competition 2016, l’iniziativa che ha visto in gara le migliori idee imprenditoriali sviluppate da 200 studenti di tutta Europa.
La competizione è stata organizzata da Junior Achievement Europe, associazione non profit attiva in 39 Paesi europei per lo sviluppo dell’educazione imprenditoriale e dell’alfabetizzazione finanziaria a scuola.
Il team della Danimarca si è aggiudicato il premio di Miglior Impresa JA 2016 con SubReader. Si tratta di un’app che aiuta le persone dislessiche a leggere i sottotitoli nei film in varie lingue grazie all’utilizzo di una particolare voce. Il prodotto funziona in modo indipendente del televisore o altri dispositivi e quindi non richiede alcuna configurazione speciale.
Al secondo posto gli studenti slovacchi che hanno presentato Irdify: un’impresa che sviluppa e produce telecomandi universali per smartphone. Grazie a un particolare collegamento, il prodotto consente di controllare televisori, console e molti altri dispositivi.
Il team inglese di Enlighten Hope ha conquistato il terzo posto con la produzione e pubblicazione di storie illustrate a misura di bambino che aiutano i piccoli malati di cancro ad affrontare gli effetti della chemioterapia e radioterapia con più speranza, gioia e ispirazione. Il successo di questo programma, inserito nell’anno scolastico 2015/2016 tra ipercorsi di Alternanza Scuola-Lavoro ufficialmente proposti dal MIUR, è dovuto in gran parte al supporto di volontari d’azienda che svolgono il ruolo di mentor, affiancando gli studenti e trasferendo loro la propria esperienza. La partnership tra il mondo scolastico e quello del lavoro è essenziale per ridurre il gap tra le competenze acquisite negli anni di formazione e quelle effettivamente richieste dal mercato. Durante l’anno scolastico 2014/2015, più di 313.000 studenti di 40 Paesi europei hanno partecipato al programma Impresa in azione.Durante la serata sono stati consegnati altri sei premi:
AT&T Excellence: per la mini-impresa con la miglior idea innovativa nel campo della sostenibilità, lo vince Oculus, team della Romania. Oculus grazie ai sensori e ad algoritmi efficienti, ha sviluppato degli occhiali che forniscono un aiuto essenziale alle persone non vedenti mentre si muovono.
Citi Client Focus Award: Update, team svedese invece è stata considerata la startup più attenta alla gestione delle relazioni con i clienti. Update, in particolare si occupa di aiutare le aziende a tenere aggiornati costantemente i propri profili social, grazie alla conoscenza tecnologica che contribuisce a mantenere un dialogo dinamico e attivo tra le imprese ei loro follower su Facebook e Instagram. FedEx Access Award: l’impresa che, secondo i giudici ha mostrato la miglior capacità di connessione globale è stata Form Up, ideata dagli studenti belga. Forum Up è un gioco a incastro che ha già venduto 1.500 pezzi.
MetLife LifeChanger Award: il progetto Smileybin degli studenti greci è quello che, secondo la giuria, meglio abbraccia i concetti di impatto sociale, di performance finanziarie e di innovazione nella strategia di business. Infatti si tratta di un’app che aiuta i cittadini a riciclare, segnalando i punti della raccolta differenziata nelle città.
UBS Award: Shellbag, impresa spagnola, è stata giudicata una delle miglior imprese eco-sostenibili presentate. La startup ha creato un sacchetto biodegradabile, fatto con le bucce di banana, da poter portare sempre con sé in occasione di un picnic o di una pausa pranzo.Le iniziative di Junior Achievement in Europa e in tutti il Vecchio Continente raggiungono circa 3,2 milioni di studenti in 39 paesi. Queste attività verranno incrementate nel 2017 grazie al progetto internazionale The European Pact for Youth con lo scopo di realizzare in tutta Europa 10.000 partnership Scuola-Impresa di qualità entro il prossimo anno.All’interno di questo progetto, JA Italia è il primo Paese del network di JA Europe ad aver sviluppato l’EE-Hub (Entrepreneurship Education Hub) a carattere nazionale: si tratta di una rete degli attori impegnati nella diffusione di modelli virtuosi di educazione all’imprenditorialità su scala nazionale.

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Approvato l’aiuto UE alla Tunisia: più importazioni di olio d’oliva “duty-free”, ma con salvaguardie

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

Tunisi2Per contribuire a rafforzare l’economia tunisina, duramente colpita nel 2015 da attacchi terroristici, i deputati hanno approvato la proposta di un piano di emergenza dell’UE per importare 70 mila tonnellate extra di olive tunisine “duty-free” per il 2016 e il 2017. I deputati hanno emendato il testo affinché la Commissione presenti una valutazione di medio termine e modifichi tali misure, nel caso dovessero danneggiare i produttori di olio d’oliva dell’UE.In una risoluzione separata, anch’essa votata giovedì, i deputati hanno sostenuto i negoziati avviati recentemente per creare una zona di libero scambio con la Tunisia.Il Parlamento europeo ha sostenuto la misura d’emergenza di sostegno all’economia della Tunisia con 475 voti a favore, 126 contrari e 35 astensioni. La misura prevede importi di olio d’oliva nell’Unione per 35.000 tonnellate all’anno a dazio zero per due anni (2016 e 2017).”La Tunisia ha fatto molta strada dalla Primavera araba, come uno dei pochi Paesi che ha davvero raggiunto una transizione democratica. La Tunisia è stata il bersaglio di attacchi terroristici proprio perché è sulla strada per il consolidamento della propria democrazia. Questi attacchi hanno avuto un terribile impatto sul settore turistico e sull’economia in generale, in un periodo di grave crisi economica. Vogliamo che la Tunisia ce la faccia e dobbiamo aiutarla con misure concrete che promuovano subito la sua economia”, ha affermato la relatrice Marielle de Sarnez (ALDE, FR), nel dibattito prima del voto.Le preoccupazioni espresse dalle regioni produttrici di olio d’oliva nell’UE hanno portato i deputati a proporre alcune “misure correttive” nel medio termine, qualora l’equilibrio del mercato UE fosse turbato e il settore fosse colpito duramente.In particolare, i deputati hanno emendato il testo introducendo l’obbligo di tracciabilità delle merci, affinché i dazi zero si applichino solo all’olio d’oliva effettivamente prodotto in Tunisia, e cancellando la possibilità di prolungare le misure d’emergenza oltre il periodo deciso di due anni. Inoltre, il parlamento ha inserito la richiesta alla Commissione di presentare una valutazione intermedia sull’impatto sul mercato UE.Fra i paesi UE, l’Italia è uno dei maggiori importatori di olio d’oliva, come confermano sia i dati per il periodo 2014/2015, sia le stime per il 2015/2016. In particolare, le stime sulla produzione nazionale di olio d’oliva per il 2015/2016 parlano di 445.000 tonnellate, a fronte di un consumo stimato, per lo stesso periodo, di 592.794.In una risoluzione separata, anch’essa votata giovedì, i deputati accolgono con favore i negoziati per la creazione di una zona di libero scambio con la Tunisia lanciata lo scorso ottobre e hanno posto l’accento sulle difficoltà economiche affrontate dalla Tunisia dopo gli attacchi terroristici che hanno portato al collasso del turismo nel 2015. Loro chiedono un accordo “progressivo e asimmetrico” per “contribuire alla stabilità della Tunisia, al consolidamento della sua democrazia e al rilancio della sua economia”.L’olio d’oliva rappresenta il principale prodotto agricolo esportato dalla Tunisia verso l’Unione. Il settore dell’olio d’oliva in Tunisia impiega direttamente e indirettamente più di un milione di persone, ossia circa un quinto dell’occupazione agricola nazionale.
In base ai precedenti accordi commerciali con l’UE, la Tunisia già beneficia di una quota pari a 56.700 tonnellate a dazio zero per l’olio d’oliva vergine. Nel 2014/2015, le esportazioni di olio d’oliva tunisino verso l’UE hanno raggiunto la cifra di 145.200 tonnellate (contando sia i volumi soggetti al duty free che le esportazioni tassate normalmente). Nel 2013/2014, le esportazioni sono state dell’ordine di 32.000 tonnellate e nel 2012/2013 di 111.400 tonnellate.La quota extra di 35.000 tonnellate si applicherebbe una volta che la normale quota annuale sia esaurita, mantenendo quindi le importazioni di olio d’oliva all’interno dell’attuale volume.

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Unicef: circa 11 milioni di bambini a rischio a causa di El Niño

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

unicefTra i paesi più colpiti da El Niño:
Somalia: più di 3 milioni di persone hanno bisogno di aiuto per la scarsità dei raccolti e di cibo, mentre gravi inondazioni anticipate aggravano la situazione.
Etiopia: Il paese sta affrontando la peggiore siccità da 30 anni, con 8,2 milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare e 350.000 bambini che hanno bisogno di supporto nutritivo.
Indonesia: El Niño ha inasprito l’impatto degli incendi di torba e foreste. Solo ad agosto e settembre, il fumo degli incendi ha causato infezioni respiratorie gravi a 272.000 persone – in particolar modo bambini.
Nazioni del Pacifico: El Niño minaccia di lasciare oltre 4 milioni di persone senza cibo o acqua potabile.
America Centrale: La siccità causata da El Niño è arrivata ad uno dei livelli più gravi mai registrati con circa 3,5 milioni di persone colpite in Guatemala, Honduras e El Salvador.
Perù: Secondo il Governo circa 1,1 milioni di persone, compresi 400.000 bambini e adolescenti, potrebbero essere colpite.
Ecuador: Secondo le autorità 1,5 milioni di persone sono a rischio, circa la metà bambini.
El Niño è un modello climatico legato al riscaldamento delle acqua di superficie nell’Oceano Pacifico che può avere profondi effetti su tutti i modelli climatici del mondo. L’evento El Niño tende a ripresentarsi ogni 2 – 7 anni. Secondo l’UNICEF, se le comunità colpite non riceveranno supporto per contrastare la scarsità dei raccolti e la mancanza di accesso all’acqua potabile, le conseguenze di questo fenomeno potrebbero ripercuotersi su diverse generazioni, esponendo i bambini alla malnutrizione e al rischio di contrarre malattie mortali.
Oltre all’immediato rischio di morte e altri pericoli, El Niño può comportare un significativo aumento di malattie come malaria, febbre dengue, diarrea e colera – che sono i maggiori killer dell’infanzia. Quando estreme condizioni climatiche privano le comunità dei loro mezzi di sostentamento, i bambini spesso cominciano a soffrire di malnutrizione, essendo così esposti ad un rischio ancor maggiore di malattie, ritardi dello sviluppo mentale e morte prematura.
“I bambini e le loro comunità hanno bisogno del nostro aiuto per riprendersi dall’impatto di El Niño e per prepararsi a ulteriori danni che potrebbero derivarne”, ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Allo stesso tempo, l’intensità e il potenziale di distruzione di questo fenomeno dovrebbero rappresentare un allarme per i leader del mondo che si incontreranno a Parigi. Nel confrontarsi su un accordo per limitare il riscaldamento globale, dovrebbero ricordare che il futuro dei bambini di oggi e del pianeta che questi bambini erediteranno, saranno la posta in gioco”.
I leader del mondo si incontreranno a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre per la 21esima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, chiamata anche COP21. L’obiettivo è di raggiungere un accordo universale e vincolante per limitare il riscaldamento globale tagliando le emissioni di gas serra.
Questi fenomeni chiamati “El Niños” non sono causati dal cambiamento climatico, ma gli scienziati ritengono che stiano diventando più intensi a causa del cambiamento climatico. Molti paesi che stanno facendo i conti con El Niño, si trovano ad affrontare una più grave minaccia dovuta al cambiamento climatico. Molte delle aree colpite hanno già alti livelli di povertà.
E’ probabile che questo fenomeno climatico, tra i più forti mai registrati, se continuerà a rafforzarsi come previsto nei prossimi mesi, possa causare ancor più inondazioni e siccità, alimentare Tifoni e Cicloni nel Pacifico e colpire diverse aree.

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ACS-Aiuto alla Chiesa che Soffre relativo all’attuale situazione ad Aleppo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

aleppo«Ai miei fedeli non mi stanco mai di dire: “Rimanete. Abbiamo Bisogno di voi!”. Perché se i cristiani lasciano la Siria per questo paese non c’è più alcuna speranza». Al telefono con Aiuto alla Chiesa che Soffre da Aleppo, monsignor Denys Antoine Chahda esprime preoccupazione per il massiccio esodo di cristiani dalla città.L’arcivescovo siro-cattolico di Aleppo riferisce come negli ultimi giorni un numero crescente di fedeli abbia richiesto il proprio certificato di battesimo al fine di poter emigrare. Per il presule tale aumento è legato alla grande accoglienza ricevuta dai siriani nei paesi europei. «Dopo quattro anni e migliaia di vite spezzate l’Europa apre le sue porte ai siriani – afferma – ma nessuno ci ha mai dato una ragione per restare in Siria».Monsignor Chahda descrive la tragica situazione di Aleppo, dove da diverse settimane la fornitura idrica e quella dell’energia elettrica sono state interrotte. «È davvero difficile resistere Denys Antoine Chahdasenz’acqua ed elettricità per 24 ore al giorno, mentre le bombe continuano a cadere sulla città e uccidono persone innocenti. Sono ormai più di quattro anni che viviamo questo stesso calvario. La fine della guerra è l’unica salvezza in cui possiamo sperare».I bombardamenti non hanno risparmiato la cattedrale, né l’arcivescovado siro-cattolico. Monsignor Chahda, racconta ad ACS che più della metà della comunità siro-cattolica di Aleppo – che prima del 2011 contava circa 10mila fedeli – ha abbandonato la città, mentre chi è rimasto si sta preparando a partire. «E come la nostra, anche le altre Chiese cristiane assistono impotenti a questa emorragia di fedeli».Il presule si rivolge dunque alla comunità internazionale affinché intraprenda azioni atte ad aiutare i siriani nel loro paese. «Stati Uniti e Unione europea devono agire in Siria, perché qui ci sono milioni di persone, fedeli di ogni religione, che hanno il diritto di vivere. Non sono abbastanza quattro anni di guerra? Per quanto ancora saremo costretti a soffrire?».
Dall’inizio della crisi in Siria nel 2011, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha donato oltre 8milioni di euro per progetti a sostegno della popolazione siriana. (foto aleppo, Denys Antoine Chahda)

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Filosofia: un aiuto a pensare

Posted by fidest press agency su martedì, 24 febbraio 2015

università santa croceA margine di un convegno all’Università della Santa Croce” tra studiosi e insegnanti a cura di Giovanni Tridente. La filosofia – afferma Juan José Sanguineti, docente di Filosofia della conoscenza alla Santa Croce -, apre orizzonti alla persona. Consente di avere una visione più globale e serena della realtà e di valutare aspetti come il lavoro, la politica, i valori morali, la questione del senso della vita”. In questo modo, aiuta “ad avere criteri di valutazione e di giudizio nei confronti delle ideologie, delle mode culturali, di miti di ogni tipo”. Senza un certo orizzonte filosofico -metafisico, antropologico, etico-, anche la vita professionale rischia di essere accolta “senza senso critico, con un puro affidamento a valori che altri trasmettono, e che non sempre sono valori autentici”. Giacomo Samek Lodovici, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, si spinge addirittura oltre, affermando che lo stesso “sviluppo di un paese andrebbe di pari passo con lo sviluppo del pensiero”. Se è vero che la filosofia non produce “cose materiali”, aggiunge Ariberto Acerbi, docente di epistemologia alla Santa Croce, essa “contribuisce senz’altro alla crescita e al miglioramento delle persone e della società nel suo insieme”. Basti pensare, suggerisce ancora Samek Lodovici, allo stretto legame che c’è stato nel mondo antico, in Grecia e nell’Occidente in genere, tra l’invenzione della filosofia e il progresso dal punto vista tecnico-scientifico.Dal canto suo, Maria Teresa Russo, dell’Università Roma Tre, è convinta che questa disciplina favorisca “l’attitudine a porsi domande e a non rinunciare a pensare con la propria testa”. A suo avviso, “la riflessione filosofica, intesa come ricerca del bene e del vero, è incompatibile con la menzogna, con la dissimulazione, con l’incoerenza, con la calunnia, con l’indiscrezione”.
Categorico Adelino Cattani, dell’Università degli Studi di Padova, per il quale, riprendendo Karl Jasper, “la filosofia insegna a non farsi ingannare”. Perciò, studiarla e lasciare che essa affini la nostra logica, può essere utile per svolgere meglio le attività lavorative, ma anche per sapersi orientare nel mondo che ci circonda.
Gli fa eco Giuseppe Savagnone, della LUMSA di Palermo, secondo il quale “un buon professionista, un buon funzionario, è chi riesce a capire i bisogni anche inespressi del suo cliente e le potenzialità finora inesplorate del proprio campo di competenza”. Ma questa dimensione del lavoro umano “esige il logos, che in greco significa ‘pensiero’, ma anche ‘collegamento’. E il logos è ciò a cui la filosofia da sempre educa le persone”.
La filosofia può anche aiutare a superare un’impostazione di società basata sul sentimentalismo, perché permette di integrare e armonizzare ragione e sentimento. Se ci si limita a “sentire” senza riflettere, avverte Sanguineti, “il rischio è di avere reazioni impulsive, non adeguate alla realtà”.“Il sentimento positivo o negativo – spiega Maria Teresa Russo – ci indica la presenza di un bene o di un male, ma non offre nessuna ragione sul perché quel bene o quel male va cercato o evitato”. Per l’assetato l’acqua è un bene e il vedere una sorgente produce desiderio, “ma è il cartello non potabile o potabile che mostra la ragione del perché bere o astenersi dal farlo”.La filosofia può generare “una visione più ampia del mondo, una migliore partecipazione alla vita sociale, più consapevolezza nell’uso delle tecnologie e più attenzione alle sorti del pianeta”, sostiene Francesco Perillo, dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. La condizione, però, è che venga “contagiata come una passione e non trasmessa come nozioni”.Se è tale il potere della filosofia, vale la pena interrogarsi su come rendere il suo insegnamento più interessante per i ragazzi e non limitarlo ad una semplice carrellata di autori e date. Su questo punto Savagnone afferma che bisogna “far vedere ai giovani che le teorie esposte nei manuali sono solo l’alveo disseccato di fiumi viventi costituiti dalle domande che hanno assillato alcuni uomini, alle prese con problemi molto simili ai nostri e a cui essi hanno cercato di dare risposta”.Studiare la storia della filosofia, aggiunge, non significa “descrivere le pietre e il fango, ma fare di nuovo scorrere il fiume nella mente e nella vita degli studenti”. Si tratta di partire dalle domande “evidenziandone la portata esistenziale, anche con esempi molto concreti, per spingere i ragazzi a capire che ne va del senso della loro vita e delle loro scelte di ogni giorno”.Occorre prendere il via dai grandi temi come la conoscenza, la natura, la morale, la psiche, l’economia, la società, per poi approfondire come diversi pensatori li hanno affrontati. “I grandi temi hanno la forza di catturare l’interesse e la passione dei giovani”, conclude Francesco Perillo.

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Dalla chirurgia plastica italiana un aiuto per le Filippine

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2014

filippineUn contributo per aiutare le Filippine a rimettersi in piedi dopo il devastante tifone che le ha colpite a novembre. È la prima buona notizia del 2014 di AicpeOnlus, la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza e al volontariato. «Nonostante anche in Italia si viva quotidianamente fra mille difficoltà, i problemi nostrani sono insignificanti se paragonati a quelli di chi ha davvero perso tutto: la casa, il lavoro e la possibilità di avere istruzione e cure adeguate – dice Claudio Bernardi, chirurgo plastico presidente di AicpeOnlus -. Per questo Aicpe si è impegnata a raccogliere fondi tra i propri soci, pur in questo periodo di grave crisi economica, raggiungendo un considerevole e concreto traguardo» Definito dagli scienziati una delle tempeste più forti che abbia mai colpito la terra, il tifone Haiyan ha causato 3.600 morti e lasciato milioni di persone senza casa e accertati il super tifone che ha colpito a novembre le Filippine. A due mesi di distanza dal cataclisma, il Paese sta cercando tra mille difficoltà di rimettersi in piedi. L’iniziativa promossa da AicpeOnlus ha permesso di raccogliere 10mila euro, che sono stati devoluti all’associazione No One In Need, attiva nella ricostruzione di case e scuole nelle Filippine. «Per avere la certezza che il denaro inviato venga utilizzato nella maniera migliore è stata identificata un’organizzazione molto seria e affidabile, già attiva localmente da molto tempo, grazie anche all’aiuto di chirurghi plastici filippini, con i quali siamo in costante contatto – afferma Marco Stabile, tesoriere di AicpeOnlus -. Nei prossimi mesi verrà fornito un graduale resoconto di come sarà utilizzato il denaro inviato». Questo progetto va ad affiancarsi ai numerosi altri che AicpeOnlus sta portando avanti da tempo in Africa, con missioni gestite in prima persona da medici che fanno parte dell’associazione.
AicpeOnlus: è la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza ed al volontariato. Nata nel 2012 con l’intento di sostenere in modo concreto i soci che sono impegnati in prima persona in progetti no profit in giro per il mondo, AicpeOnlus raccoglie e gestisce i fondi in rapporto ad esigenze specifiche. Per il 2014 l’obiettivo è centrato nell’Ospedale Saint Jean de Dieu in Togo, Africa, dove si sta realizzando il primo progetto di chirurgia plastica umanitaria nei paesi in via di sviluppo, con tre missioni annuali. A questo si affiancano poi altre azioni di sostegno nella realizzazione di progetti insieme ad altre associazioni di volontariato.

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Rientro in citta’, per affrontare il rientro 7 espetti su 10 consigliano la Book Therapy

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2013

Finite le ferie estive, gli italiani ritornano a popolare le citta’. Per affrontare l’ansia da rientro, 7 esperti su 10 consigliano di affidarsi a letture che aiutino a riprendere gradualmente i consueti ritmi di vita. Arriva la Book Therapy, le letture di qualita’ aiutano ad affrontare al meglio il ritorno dalle ferie. Permettono di mantenere la spensieratezza mentale tipica delle vacanze, stimola la mente in maniera graduale, aiuta ad evadere dalla realtà non sempre paicevole. Secondo 7 esperti su 10, leggere rappresenta il miglior antidoto contro l’ansia da rientro post-vacanze. Psicologi e studiosi la chiamano Book Therapy, il modo ideale affrontare il ritorno dalle ferie attraverso letture di qualita’. Critici e addetti ai lavori concordano nell’affermare che leggere romanzi d’avventura (31%), rosa (26%), grandi classici (22%) e saggi d’attualita’ (17%) permette di mantenere il buonumore (42%), aiuta a riprendere gradualmente i ritmi di vita quotidiana (31%) e a non farsi trovare impreparati nell’affrontare la realtà ed il futuro che ci attende (24%).
E’ quanto emerge da un’indagine promossa da Libreriamo (www.libreriamo.it), il social book magazine per la promozione dei libri e della lettura ideato da Saro Trovato, condotto attraverso 100 interviste a psicologi, sociologi, professori, critici, i quali hanno analizzato in che modo i libri e la lettura possono favorire il ritorno alla vita quotidiana dopo le vacanze estive.
Lasciate le localita’ di villeggiatura, il rientro dalle ferie spesso viene vissuto come un trauma. Per 7 oltre esperti su 10 (74%) tra psicologi, critici e addetti ai lavori, la lettura rappresenta uno dei migliori rimedi per combattere l’ansia da rientro post-vacanze. “La lettura permette di recuperare il giusto spazio psichico interiore – afferma lo psicologo e psicanalista Roberto Pani – che aiuta a riflettere e ad avere un senso di consapevolezza maggiore. In questo particolare momento per ritrovare benessere spesso ci si rifugia in compulsioni attraverso internet, gioco d’azzardo, shopping, mentre una sana abitudine per evadere dallo stress della realtà è rappresentato senz’altro dalla lettura”.Quali sono gli stati d’animo piu’ comuni del post-vacanze? Depressione (32%), ansia (26%), malinconia (24%), sfiducia (19%) sono secondo gli esperti i sentimenti che accomunano milioni di italiani al rientro dalle ferie. Cosa fare per combattere l’ansia da rientro ed iniziare nel migliore la lunga stagione autunnale che sta per iniziare? Oltre a iniziare a riprendere gradualmente le consuete attivita’ e a mantenere i contatti con le persone conosciute in vacanza, gli esperti consigliano particolari tipi di letture: romanzi d’avventura (31%) e rosa (26%), sono consigliati per chi preferisce nel tempo libero evadere dalla realta’, in una dimensione fantastica, che possa ricordare magari luoghi e atmosfere vissute nel corso del proprio soggiorno estivo.
Per i piu’ salutisti, amanti del benessere sia fisico che psicologico, psicologi e addetti ai lavori consigliano libri di cucina (18%) o legati al benessere (14%). Per chi vuole affrontare il post-vacanze nel segno della consapevolezza, gli esperti consigliano di leggere i grandi classici (22%), sempre utili per interpretare la realta’ e le difficolta’ che la caratterizzano, o pubblicazioni piu’ legate all’attualita’ (17%).Quali sono, quindi, gli immediati effetti di una buona lettura in questo delicato periodo dell’anno? Leggere un libro orientato ai propri gusti letterari e di vita permette di mantenere il buonumore (42%), aiuta a riprendere gradualmente i ritmi di vita quotidiana (31%) e a prepararsi nel migliore dei modi alla lunga stagione che sta per iniziare (24%). Il momento migliore per leggere? Quando non si e’ ancora a pieno regime, le opportunita’ per leggere sono maggiori: leggere un libro mentre si e’ sui mezzi (28%) dedicare tempo per la lettura prima d’andare a letto (25%) o prima di andare a lavoro (23%) o in pausa (18%) favorisce la ripresa graduale delle proprie attivita’, sia fisiche che cognitive.

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Il microcredito in aiuto ai terremotati

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

A meno di una settimana di distanza dal sisma che ha colpito le province di Modena, Ferrara e Bologna, un dato è ormai evidente: sono le imprese ad aver subito i danni economici più ingenti, danni destinati ad aumentare di giorno in giorno a causa del rallentamento o addirittura dell’arresto delle attività produttive. Etimos Foundation, la fondazione che ha ideato e coordinato il progetto di inclusione finanziaria post terremoto “Microcredito per l’Abruzzo” e che ora sta lanciando un Fondo di Microcredito per l’Italia per estendere l’esperienza ad altre regioni (anche in risposta alla grave situazione di crisi economica e disagio sociale), crede che anche nel contesto dell’Emilia Romagna il microcredito possa essere lo strumento più adatto per aiutare in modo efficace e non assistenziale il sistema produttivo locale: «Ci rivolgiamo ai principali soggetti politici ed economici del territorio colpito dal terremoto, in primo luogo agli enti pubblici, sollecitandoli a valutare l’utilizzo dello strumento del microcredito a sostegno delle imprese danneggiate, soprattutto quelle di piccola e media dimensione». «Siamo pronti fin da subito – annuncia Santori – a mettere a disposizione la nostra esperienza e le competenze maturate in Abruzzo, coordinandoci con le politiche di ricostruzione degli enti deputati e lavorando in alleanza alle forze economiche e sociali del territorio».Con un fondo iniziale di 4 milioni e mezzo di euro, i finanziamenti erogati grazie al progetto “Microcredito per l’Abruzzo” sono stati pari a 5 milioni di euro in un anno e mezzo, risorse destinate al 90% proprio alle imprese danneggiate dal sisma, con un plafond potenziale di oltre 50 milioni: «Un modello di intervento che ha trovato una delle leve maggiori della propria efficacia nel network di attori costruito in loco» conclude sempre Santori.

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Appello di un parroco

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2012

Moltissimi mass media (TV, carta stampata e sul web) hanno riportato tempestivamente la notizia del crollo della volta della chiesa di san Martino a Borgo del Ponte (Massa). Nella nostra piccola parrocchia del centro storico è stata dichiarata inagibile anche l’altra chiesa quella di santa Lucia. Al momento Celebriamo la s. Messa festiva nel salone seminterrato sotto la scuola materna e quella feriale nella sacrestia di san Martino (la chiesa parrocchiale) dove conserviamo anche il SS. Sacramento. Difficile fare previsioni: i muri portanti delle due chiese sono robusti ma le volte di mezzane a san Martino hanno subito un crollo sopra l’altare della Madonna Immacolata, a s. Lucia hanno subito lesioni in 4 punti diversi.La mia speranza è di poter montare un ponteggio che rimetta in sicurezza almeno la chiesa parrocchiale entro la Pasqua di resurrezione.Ad amici, ditte con cui intratteniamo rapporti e uomini e donne di buona volontà chiedo un aiuto, anche piccolo – ogni goccia nel mare della carità è significativa ci insegna la beata Teresa di Calcutta – ed il supporto della preghiera perché nonostante i disagi la comunità resti fedele all’ascolto della Parola, alla celebrazione Eucaristica, nella carità fraterna. (don Lorenzo Corradini parroco di Borgo del Ponte)

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Appello in aiuto del popolo greco

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

 

Grecia

Image by joluka via Flickr

In riferimento alle drammatiche notizie provenienti dalla Grecia per la crisi finanziaria, a seguito della quale si registrano gravissime ripercussioni sullo stato di salute della popolazione più debole (bambini, anziani, malati), la CVDP – movimento astensionista politico per il rilancio della sovranità popolare, lancia un appello affinchè il Popolo Italiano corra in soccorso di quello Greco. Nello stesso tempo, aderendo alla campagna “Per fermare l’acquisto dei cacciabombardieri JSF”, il movimento esorta il Governo italiano e le Forze politiche che lo sostengono affinchè rinuncino all’acquisto previsto dei 131 cacciabombardieri, che costeranno all’Italia la bellezza di 14 miliardi di euro, destinando parte di tali ingenti risorse per inviare aiuti alimentari e farmacologici al Popolo Greco che versa ormai in una gravissima difficoltà a causa della corruzione politica e delle conseguenti ritorsioni finanziarie subìte.
Si investa nel valore più grande e prezioso in dono all’umanità, che è la vita stessa degli esseri umani, dando al tempo stesso uno schiaffo forte e deciso alle multinazionali della morte e della distruzione dei popoli.
Intente, tra l’altro, ad annientare le radici stesse della storia, della civiltà e della cultura nate proprio dall’asse italo-ellenico.

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Premiata la solidarietà di molti cittadini

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2011

Torino. 10 maggio alle ore 11 nella Sala della Colonne del Teatro Carignano in Piazza Carignano, 6 a In Italia oltre 1.500.000 persone sono coinvolte in iniziative di sostegno a distanza a favore di bambini, famiglie e comunità in situazioni di povertà e difficoltà. È un tipo di aiuto particolare che consente di sostenere “a distanza” una persona senza sradicarla dalla realtà in cui vive, permettendogli una crescita dignitosa e offrendogli pasti regolari, vestiario, assistenza medica, istruzione di base o formazione professionale attraverso Organizzazioni Non Governative, Congregazioni missionarie, Onlus o Associazioni presenti sul luogo. Il Comune di Torino e la Provincia di Torino si occupano di questo tema dal 2003, promuovendo un Coordinamento sul sostegno a distanza a Torino (a cui aderiscono attualmente 51 organizzazioni locali attive in questo settore) e aderendo a ELSAD – Coordinamento nazionale Enti Locali sul Sostegno A Distanza (che ad oggi riunisce 43 Comuni, Province e Regioni italiane impegnate a promuovere il sostegno a distanza quale strumento di riequilibrio delle ingiustizie sociali e quale misura di accompagnamento a interventi di cooperazione decentrata. L’attuale capofila è la Provincia di Milano). Un altro soggetto fondamentale è ForumSaD, con sede a Roma e articolazioni regionali, tra cui in Piemonte, una Onlus che dal 2004 promuove il confronto e le esperienze delle principali organizzazioni italiane del settore. Attualmente è composto da 83 membri. È intenzione dei tre enti promotori offrire una CARD DEL SOSTENITORE A DISTANZA per riconoscere l’importanza del ruolo del sostenitore ed esprimere gratitudine nei confronti di chi, con regolarità, è impegnato in questa forma di solidarietà internazionale. La Card consentirà di usufruire, sino a dicembre 2012, di agevolazioni nel campo culturale offerte da tre Enti prestigiosi: la Fondazione Torino Musei, il Teatro Regio di Torino e il Teatro Stabile di Torino. Avranno diritto alla Card, gratuita, i residenti nella provincia di Torino che abbiano in corso, da almeno tre anni, un sostegno promosso da una delle 12 organizzazioni aderenti all’iniziativa: CISV, Comitato di Solidarietà con il Popolo del Guatemala, Compassion Italia,Coopi Piemonte, Fondazione Fratelli Dimenticati, La Ragnatela della Solidarietà, Missione del Sorriso, Missioni Faà Di Bruno, NAAA, NutriAid, OAF-I, UAI Brasil.

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Aiuti per la salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Mentre cresce l’aiuto pubblico allo sviluppo dei 15 Paesi europei membri del Dac (i dati del 2010 appena diffusi da Ocse/Dac segnalano una cifra di 70,2 miliardi di dollari, con un aumento del 6,7%), l’Italia riduce dell’1,5% la cifra destinata a finanziare lo sviluppo. Questa diminuzione si aggiunge al taglio già operato nel 2009, “annus horribilis” per la cooperazione italiana in cui gli aiuti sono scesi addirittura del 31,4%. In sostanza, la contrazione sfiora il 35% in due anni.Azione per la salute globale (Afgh) è una rete europea di organizzazioni non governative presente in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna e chiede che l’Europa aumenti i fondi per la salute globale e assicuri una politica di aiuti stabili e capaci di rafforzare i sistemi sanitari del Sud del mondo. Di cinque Paesi europei presi in esame (Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania e Italia), solo il Regno Unito ha raggiunto il target di aiuti per la salute indicato dall’Oms per il 2010, pari allo 0,076% del Pil. Per quanto riguarda l’Italia, invece, “nel 2009 – dichiara Marco Simonelli, Hiv/Aids and health programmer di ActionAid – i drastici tagli al budget degli aiuti hanno fatto scendere il Paese al penultimo posto fra i 23 Paesi donatori del Dac. Anche gli aiuti per la salute sono scesi allo 0,017% del Pil, un valore cinque volte inferiore a quello 0,1% raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità per il 2015. E le previsioni per il futuro sono peggiori, considerando che l’Italia non ha pagato il contributo 2009 e 2010 al Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria e non ha preso un impegno per il 2011-2013”. Il rapporto, costruito sulla base di ricerche di campo condotte in El Salvador, Mozambico, Tanzania e Uganda e sugli esiti di un forum online, offre un contributo di conoscenza nella corsa verso il raggiungimento entro il 2015 degli Obiettivi di sviluppo del Millennio per la salute: accesso universale ai servizi per la salute riproduttiva, riduzione della mortalità materna e infantile, lotta all’Hiv/Aids e alle pandemie. Sono in gioco diritti umani fondamentali, in particolare delle donne, soggetti attivi dello sviluppo spesso dimenticati dalla politica. Stando al rapporto, il coordinamento internazionale degli aiuti provenienti dai Paesi occidentali non ha ancora avuto un impatto positivo sui sistemi sanitari: secondo Uber Alberti, presidente di Cestas, ong partner di Afgh, “non c’è una soluzione uguale per tutti; è necessario invece prevedere un mix di meccanismi di finanziamento, differenziati in base alle esigenze, ai contesti e alle politiche sanitarie di ciascun Paese destinatario degli aiuti”. Altri ostacoli riguardano il mancato coinvolgimento della società civile – parlamenti, associazioni, organizzazioni, gruppi di donne – nei processi decisionali sulle politiche sanitarie dei Paesi destinatari degli aiuti. Inoltre, la “gestione orientata ai risultati”, un metodo di investimento nato per affrontare i problemi sanitari mettendo al primo posto i destinatari dei servizi,viene spesso interpretata come un metodo per condizionare l’erogazione dei fondi al raggiungimento di risultati predeterminati, che spesso sono estranei alla reale situazione del paese.

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Banane: compensazione per i Paesi ACP

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

L’Unione europea ha accettato di porre gradualmente fine al trattamento preferenziale riservato agli esportatori di banane dall’Africa, Caraibi e Pacifico (ACP) in cambio dell’impegno da parte dei Paesi latino-americani di ritirare il loro esposto in sede OMC. I Paesi ACP produttori di banane riceveranno inoltre un sussidio di 200 milioni di euro proveniente dal budget europeo, in aggiunta a quello già stanziato dall’UE, per compensare l’incremento degli scambi commerciali con l’America latina. I deputati avvertono tuttavia che il sostegno ai paesi ACP potrebbe rivelarsi insufficiente e troppo breve per fornire un aiuto concreto ai produttori locali di banane e respingono fermamente ogni tentativo di finanziare tale sovvenzione con denaro destinato alla cooperazione allo sviluppo. Chiedono pertanto alla Commissione di indicare chiaramente come le risorse da investire nei sussidi possano essere ricavate da fonti diverse e di presentare un nuovo accordo di finanziamento pluriennale. L’Unione Europea è il mercato più esteso per quanto riguarda il commercio di banane. Più del 70% delle banane vendute in Europa, proviene dall’America latina (principalmente da Ecuador, Colombia, Costarica e Panama) e circa il 20% proviene dai paesi ACP (fondamentalmente Cameroon, Costa D’Avorio, Repubblica Dominicana, Belize and Suriname); la restante parte è prodotta nei paesi dell’Unione stessa (Cipro, Grecia, Madeira, Isole Canarie e i dipartimenti francesi d’oltremare di Guadalupe and Martinica).

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Viaggi Egitto: ecco cosa fare

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

“Chi ha prenotato un viaggio in Egitto in questo periodo, può recedere dal contratto senza pagare alcuna penale.” E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), rispondendo ai molti turisti che stanno contattando l’Associazione chiedendo aiuto. “Lo stato di emergenza in cui versa l’Egitto -spiega Dona- è un fatto non imputabile al consumatore il quale, come previsto dal Codice del Consumo, può quindi liberamente scegliere di:
•    usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza dover corrispondere alcun supplemento di prezzo;
•    usufruire di un altro pacchetto qualitativamente inferiore previa restituzione della differenza del prezzo;
•    richiedere il rimborso della somma di denaro già versata che dovrà essere corrisposta dall’operatore turistico entro 7 giorni lavorativi e senza l’addebito di alcuna penale.”
“Consigliamo quindi a tutti coloro che volessero annullare il proprio viaggio -conclude Dona- di provvedere tempestivamente a darne comunicazione scritta al tour operator/agenzia di viaggio (meglio se a mezzo raccomandata a.r.), indicando chiaramente una delle suddette richieste.”
Coloro che volessero segnalarci il proprio caso possono contattare il nostro sportello dedicato ‘Vacanza rovinata’ disponibile sull’home page del sito http://www.consumatori.it.”

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