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Armonie viennesi a Lugano

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2011

Lugano Festival, venerdì 27 maggio, alle ore 20.30 al Palazzo dei Congressi di Lugano, Piazza Indipendenza 4 spetta all’OSI e al suo direttore onorario Alain Lombard, chiudere le manifestazioni con cui l’orchestra ha compiuto negli anni progressi enormi. Per valorizzare i fiati della formazione, il maestro ha scelto la più ampia e intensa pagina scritta da Mozart per questa famiglia di strumenti, la Gran Partita. Il programma si completa con un’opera perfetta, il Terzo Concerto per pianoforte di Beethoven. Solista il principe dei pianisti tedeschi,Gerhard Oppitz. Mentre fervono i preparativi per l’avvicinarsi del Progetto Argerich, la prima parte di Lugano Festival 2011 si chiude con un programma interamente dedicato ad una delle età più luminose della storia della musica, il Classicismo viennese. Mozart e Beethoven ne sono i protagonisti: il primo con la Gran Partita per fiati, il secondo con il Concerto n. 3 per pianoforte. Entrambe le opere sintetizzano miracolosamente la purezza architettonica che contraddistingue il Classicismo, con uno sguardo che sa andare oltre. Se Beethoven infatti anticipa già il Romanticismo, Mozart, dal canto suo, affranca la serenata en plein air dal suo ruolo di puro intrattenimento, per dedicare ai fiati uno studio timbrico intenso e raffinato. Doc anche gli interpreti del concerto: sul podio salirà infatti Alain Lombard, dal 2005 direttore onorario dell’OSI, con la quale collabora da oltre un decennio, e presenza costante a Lugano Festival. Mai come nelle opere del più puro stile classico, la sinergia e la consuetudine a lavorare insieme che si sono cementate negli anni, tra l’OSI e Lombard, possono dare i loro frutti più alti. Solista nel Concerto di Beethoven – ma non va dimenticato che gli stessi professori dell’Orchestra della Svizzera Italiana saranno di fatto solisti nella Gran Partita – il tedesco Gerhard Oppitz, fine conoscitore dell’opera del genio di Bonn, di cui ha più volte interpretato l’integrale. Oppitz è anche erede della lezione luminosa di Wilhelm Kempff, autentico mostro sacro nella storia dell’interpretazione beethoveniana al pianoforte. In Oppitz si fondono dunque il legame con la tradizione mitteleuropea, fatta di rigore, e la personale curiosità, che lo ha portato negli anni a cimentarsi in un repertorio vastissimo, facendosi anche interprete di tanta nuova musica. (gerhard oppitz, alain lombard)

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Lugano: Alain Lombard E Gerhard Oppitz

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2009

lombardLugano 24 aprile alle ore 20.30 al Palazzo dei Congressi di, Piazza Indipendenza 4 secondo appuntamento con Lugano Festival porta al Palazzo dei Congressi, alle 20.30, due grandi nomi: Alain Lombard, direttore onorario dell’Orchestra della Svizzera Italiana, ed il pianista tedesco Gerhard Oppitz. Artisti acuti e profondi nel leggere il repertorio ottocentesco, affrontano insieme il Concerto n. 2 di Brahms, compositore di cui Oppitz ha inciso l’integrale ed è richiestissimo interprete.  Il programma si completa con la Sinfonia n. 4 di Beethoven, un autore che attraversa come un filo rosso tutti i cartelloni di Lugano Festival, a sottolinearne la centralità nella cultura musicale di tutti i tempi. Dopo il concerto di gala inaugurale con la Filarmonica della Scala di Milano, tocca all’Orchestra della Svizzera Italiana il secondo appuntamento con Lugano Festival 2009. Sul podio non poteva mancare il maestro francese Alain Lombard, che dell’OSI è stato guida principale dal 1999 al 2005, quando ha assunto l’incarico di direttore onorario, che tuttora detiene. L’affiatamento palpabile tra orchestra e direttore rende memorabile ogni loro esecuzione, soprattutto nell’ambito della letteratura romantica, assai congeniale a Lombard – che iniziò la sua carriera come assistente di Karajan e di Bernstein. Il programma propone due pagine capitali del repertorio tedesco del secolo XIX. Il Beethoven della Sinfonia n.4, a torto ritenuta minore rispetto alle sinfonie sorelle, in realtà ricca di innovazioni formali e permeata da una straordinaria profondità emotiva. Ed il Brahms del Concerto n. 2 per pianoforte, affidato al virtuosismo tecnico ed all’intelligenza interpretativa di Gerhard Oppitz, che di Brahms è fine conoscitore. Cresciuto alla scuola di un gigante della tastiera quale Wilhelm Kempff, laureato da Arthur Rubinstein nel 1977 al Concorso di Tel Aviv, Oppitz è oggi uno dei massimi rappresentanti di una tradizione tipicamente tedesca del far musica, attenta ai valori poetici, aliena da esibizionismi istrionici, aperta trasversalmente alla letteratura di tutti i tempi, compresa la produzione contemporanea, ingiustamente disertata da molti virtuosi. (foto lombard)

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