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L’Albania è il mercato del futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 ottobre 2018

Albania terra promessa per le imprese in cerca di internalizzazione e nuove opportunità di business, in un contesto politico che agevola la crescita e lo sviluppo, facendo registrare numeri da record anche nelle esportazioni. Infatti, secondo dati e proiezioni dell’Università di Harvard, grazie ad un robusto tasso di crescita economica al 4,2%, l’Albania è destinata a raggiungere i livelli di reddito della Germania. I tempi bui della crisi hanno ormai lasciato posto a una nazione che è terreno fertile per gli investitori di tutto il mondo: risorse naturali, semplificazione burocratica e cultura d’impresa fanno del “Paese delle Aquile” una delle sedi più attrattive per le aziende ad alto tasso di know-how tecnologico.L’Italia è da sempre, per prossimità linguistica e culturale, partner privilegiato dell’Albania, e Consulcesi Group, network legale internazionale specializzato nella tutela dei professionisti della sanità, è da anni presente nel Paese e adesso vuole ulteriormente rafforzare le sue attività attraverso Consulcesi Tech, divisione hi-tech specializzata in soluzioni innovative legate alla Blockchain.«Tirana è il simbolo della nuova Albania, una nazione giovane e dinamica che ha saputo innescare un meccanismo virtuoso di sviluppo che a livello internazionale viene addirittura definito ‘il miracolo albanese’. Tutto ciò grazie alle scelte politiche mirate del suo Premier, Edi Rama», spiega Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi Group. L’aumento del debito pubblico per l’impiego in politiche economiche virtuose è infatti al centro del dibattito politico anche in Italia, in particolare dopo l’approvazione del Governo alla nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF).

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La conquista dell’Albania

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Il voler dimostrare ad Hitler che si permetteva di conquistare stati come se fossero noccioline e d’informare il Duce a cose fatte lo spinse alla conquista dell’Albania per dimostrare che anche l’Italia riusciva a impadronirsi di una nazione senza chiedere il permesso a nessuno. Fu una campagna di guerra dove si ebbe chiara la misura della disorganizzazione e della scarsezza di mezzi che le forze armate italiane potevano disporre. Con questa stessa chiave di lettura si registra, nei primi mesi del 1939, una visita a Roma dell’inglese Chamberlain e di Halifax. Tuttavia a spingere Mussolini tra le braccia della Germania fu il suo odio viscerale per la Francia, per uno sgarbo ricevuto, personalmente, dal presidente del consiglio dell’epoca. Lo stesso Patto d’Acciaio, che segnerà tragicamente il destino dell’Italia, nacque da queste esplosioni umorali, mentre il Paese non sapeva cosa si decideva sulla sua pelle. Queste, dunque, furono le premesse per arrivare al 22 maggio a Berlino, con la solenne cerimonia della firma. Il testo fu quello in sette paragrafi preparato dai tedeschi.
Al terzo c’era l’obbligo d’intervenire in guerra, automaticamente, a fianco di quella delle due parti contraenti che si fosse impegnata. Neanche ci si era cautelati con la clausola dei tre anni di preparazione e di pace, prima voluta dal Duce. Nella fretta se n’era dimenticato. Così tra il tintinnio dei calici di champagne, i brindisi e le toilette femminili molto ardite, l’Italia si avviò verso la catastrofe. (Riccardo Alfonso)

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Sant’Egidio: Appello di Pace

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

sant'egidio1Donne e uomini di religione diversa ci siamo riuniti su invito della Comunità di Sant’Egidio a Tirana, capitale di un Paese simbolo della convivenza tra religioni, dopo avere sperimentato la prepotenza del male che ha escluso Dio e la libertà dalla vita del popolo albanese. Ringraziamo le autorità e il popolo albanese per la splendida ospitalità in questi giorni.
Oggi il mondo cambia rapidamente. Forse non abbiamo saputo dare un’anima alla sua crescita e trasformazione. Il nostro mondo rischia di perdere il senso del limite e si sente onnipotente, mentre crescono poteri anonimi che giocano con i destini dei popoli.
Conosciamo le sofferenze che creano l’idolatria del potere e del denaro, la corruzione, l’allontanamento da Dio in nome dell’io, il consumo smodato e senza futuro del creato, il dominio dell’uomo sull’uomo, il progetto folle di un mondo senza l’altro, il dolore di guerre infinite, contagiose, fuori controllo.
70 anni dopo l’ecatombe nucleare e la fine della Seconda Guerra mondiale, l’umanità sembra avere dimenticato che la guerra è un’avventura senza ritorno. Sì, le guerre sembrano diventate normali e tanti sono attratti dal fascino terribile della violenza. La forza del male oggi colpisce a milioni bambini, donne, anziani, famiglie: crea combattenti prigionieri di una logica violenta e folle. Decine di milioni di profughi si affollano in Asia, ai bordi dell’Europa, e in altre zone del mondo.
Il nostro XXI secolo è a un bivio: tra rassegnazione e futuro, tra indifferenza e solidarietà. Dobbiamo globalizzare la solidarietà. Bisogna aprire le porte dei nostri cuori, i nostri paesi, perché non ci sono muri e fili spinati che possono fermare il bisogno di vivere e garantire un futuro ai propri figli. Alle religioni diciamo: aiutiamo il mondo a trovare una risposta umana alle guerre, alle migrazioni mondiali, alla crisi ambientale, alle tante povertà e alla domanda di senso di tanti.
Come leader di religioni e culture diverse sentiamo l’imperativo morale di aiutare il mondo a non distruggersi, a non sant'egidiofare morire i sentimenti di umanità. Ai governanti diciamo: la guerra non si vince con la guerra: è un abbaglio! La guerra sfugge di mano. Non illudetevi! La guerra rende disumani interi popoli. Ripartiamo dal dialogo, che è una grande arte e una medicina insostituibile per la riconciliazione tra i popoli. Alle nostre religioni ricordiamo: la guerra non è mai santa, l’eliminazione e l’oppressione dell’altro in nome di Dio è sempre blasfema. L’eliminazione e l’oppressione dell’altro, e della sua storia, usando il nome di Dio è un orrore.
Cresca un movimento di popoli per la pace e la resistenza al terrorismo e alla violenza. Lo Spirito di Assisi ci guidi a essere più audaci e coraggiosi nella ricerca della pace e nella costruzione di società dove il vivere insieme tra diversi sia pacifico e positivo.
La pace viene da Dio, per questo imploriamo il dono indivisibile della pace. E’ la lingua del futuro. Impariamo di nuovo, tutti, la lingua del dialogo e della pace. La pace è sempre possibile. Per questo dobbiamo costruirla insieme, tutti, credenti e non credenti. Costruiamo la pace! Con l’aiuto di Dio trasformeremo questo tempo in un tempo di pace. Perché niente è impossibile a Dio.

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“Ogni parrocchia accolga una famiglia di rifugiati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2015

papa francescoTIRANA – L’appello silenzioso e disperato delle migliaia di profughi che stanno attraversando le frontiere austriache e tedesche in cerca di aiuto e di libertà ha varcato anche il confine dell’Albania ed ha trovato un potente megafono nella giornata inaugurale dell’Incontro Internazionale “La pace è sempre possibile”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Nella capitale albanese sono giunte migliaia di persone, in gran parte dall’Europa, per condividere la scelta di costruire la pace con oltre 400 leader delle grandi religioni mondiali, del mondo della cultura e delle istituzioni.Ha scritto papa Francesco nel messaggio inviato al convegno e letto da mons. Matteo Zuppi, vescovo ausiliare di Roma: “E’ violenza alzare muri e barriere per bloccare chi cerca un luogo di pace. E’ violenza respingere indietro chi fugge da condizioni disumane nella speranza di un futuro migliore”. Ha aggiunto il primo ministro albanese Edi Rama: “In un tempo di grandi migrazioni noi diciamo che ogni migrazione, se accolta e accompagnata, può essere fonte di pace, di sviluppo di un paese, inizio di futuro per molti. E’ una sfida per ogni paese e per l’intera Europa”. Ha fatto eco, nel suo messaggio, il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella: “Le fiamme della guerra lambiscono i nostri confini, provocando miseria, devastazioni e ondare di profughi che bussano alle porte dei paesi occidentali con la speranza di trovare salvezza, speranza e diritti. La risposta delle nazioni democratiche non può essere la chiusura e l’arroccamento. I muri e i fili spinati non fermeranno il divampare degli incendi. La soluzione è porsi alla guida dei processi mondiali. Per farlo, serve un’intelligente, lungimirante, coraggiosa azione politica. Che coniughi dialogo, sviluppo, integrazione e sicurezza per i cittadini”.Rispondendo all’autorevole all’invito del Papa nella preghiera dell’Angelus (“Ogni parrocchia accolga una famiglia di rifugiati”), il fondatore di Sant’Egidio Andrea Riccardi ha lanciato la sua proposta al governo italiano e all’Europa: introdurre subito la sponsorship, strumento essenziale per realizzare l’accoglienza di chi è già arrivato nel nostro continente e interrompere i rischiosi viaggi dei migranti attraverso il mare. “Per venire incontro al desiderio di tanti cittadini, e famiglie che vogliono ospitare i rifugiati, proponiamo – a nome di tutti i leader religiosi riuniti qui a Tirana – di introdurre nei sistemi legislativi europei lo strumento della sponsorship. Si tratta di permettere a cittadini europei, ad associazioni, parrocchie e organizzazioni varie della società civile, di farsi garanti dell’accoglienza: ospitare subito coloro che sono arrivati ma anche chiamare singoli e famiglie direttamente dalla zone a rischio”. Gli altri interventi che si sono susseguiti nella cerimonia inaugurale al palazzo dei Congressi di Tirana non si sono discostati da questo carattere di attualità e concretezza. Particolarmente appassionato l’appello del patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq, Louis Raphael I Sako: “La violenza che sta scuotendo l’Iraq, la Siria e il Medio Oriente è uno choc. Uno choc per i nostri paesi, ma anche un trauma per il mondo intero. L’umanità non può accontentarsi di restare a guardare”. E le grandi religioni mondiali hanno un preciso dovere da compiere per vincere le guerre e costruire la pace: proclamare, unite, che “la violenza è contro il piano di Dio e contro la natura dell’uomo”. In Medio Oriente, in particolare, l’ideologia jihadista, che ha le sue radici nelle divisioni tribali del paese, può essere combattuta solo realizzando “una riconciliazione politica in Iraq e in Siria e in tutto il Medio Oriente, basata sulla cittadinanza”, con una riforma delle Costituzioni “per includere tutte le componenti della società civile”.Nel suo saluto, pronunciato a nome del governo italiano, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha ringraziato gli organizzatori della Comunità di Sant’Egidio “che contribuiscono a tenere vivo lo spirito di Assisi nel segno del dialogo e della comprensione fra le diverse fedi religiose”, e ha evocato anch’egli la sfida “della gestione dei fenomeni migratori, che chiamano in causa l’Europa, la sua coesione e la sua capacità di governare la globalizzazione e i fenomeni complessi che la caratterizzano, attraverso politiche basate su criteri di solidarietà e di equità”. Uno spunto di ottimismo è venuto dal rabbino David Rosen, un veterano degli incontri di Sant’Egidio: ”Nella storia dell’umanità – ha detto – mai come oggi vi è stata tanta comunicazione, collaborazione e cooperazione tra persone di tante diverse origini religiose, per il bene della società nel suo insieme”. E l’Arcivescovo Anastasios, primate della Chiesa Ortodossa autocefala di Albania, che ha organizzato l’Incontro insieme alla Comunità di Sant’Egidio e alla Conferenza episcopale albanese, ha sottolineato come nel suo paese libertà religiosa e pacifica convivenza procedano di pari passo nella costruzione di una società solidale che si pone ad esempio per tutti i Balcani. E dunque: “Affinchè la pace risulti possibile, diviene necessario il prerequisito della pace tra le religioni”. Ha chiosato Andrea Riccardi: “Qualcosa si deve sbloccare nel mondo delle religioni: di fronte alla domanda di pace di tanti popoli, di fronte ai rifugiati che bussano, di fronte alle teologie della violenza. L’autoreferenzialità dei credenti è il sonno dello spirito. Le religioni devono esprimere la ribellione della coscienza morale contro la violenza e il male”.Nei prossimi giorni questa ribellione corale contro la violenza e il male avrà modo di esprimersi compiutamente nelle 27 tavole rotonde previste e nella preghiera finale per la pace.

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Emergenza guerre

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2015

TiranaTirana dal 6 all’8 settembre migliaia di persone per discutere con i leader religiosi e gli esperti delle istituzioni internazionali di sviluppo, ambiente, diseguaglianze sociali e lanciare proposte concrete per fermare i conflitti. Su proposta della Comunità di Sant’Egidio, insieme alle Chiese cattolica e ortodossa di Albania, le grandi religioni mondiali hanno preso l’iniziativa di un Incontro Internazionale, “LA PACE E’ SEMPRE POSSIBILE – Religioni e Culture in dialogo”, che si svolgerà a Tirana. Un grande evento nello “spirito di Assisi” – la prima Preghiera per la Pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986 nella città di San Francesco – che avrà quest’anno un carattere speciale, non solo per l’attuale scenario di guerre e conflitti di diversa origine, ma anche per la crescita di un nuovo soggetto rappresentato dalla forza pacifica delle religioni che si contrappone alla violenza con proposte concrete e realizzabili. E’ atteso, nell’assemblea inaugurale, un importante messaggio di Papa Francesco. Ma per tre giorni, in decine di tavole rotonde, si alterneranno i più importanti leader religiosi di Europa e Mediterraneo, Asia e Africa, insieme ad esponenti della cultura e delle istituzioni: a questi ultimi verrà lanciato un forte appello perché si realizzino immediate tregue umanitarie e venga avviato con urgenza il complesso, ma al tempo stesso indispensabile, lavoro di costruzione della pace. Saranno interpellate tutte le istituzioni internazionali ma in particolare l’Europa che si trova di fronte ad un bivio: chiudere le sue porte e invecchiare tristemente oppure accettare le nuove sfide di fronte a cui si trova, come quelle della pace, dell’accoglienza e dell’integrazione.Ma l’evento avrà anche un carattere popolare: ogni giorno si allarga il numero di coloro che – da ogni parte di Europa e non solo – si uniranno, all’inizio di settembre, come pellegrini di pace per assistere all’incontro nella capitale albanese.
Perché proprio l’Albania? Perché per costruire la pace occorre partire dalle periferie. Papa Francesco, un anno fa, cominciò da qui a visitare l’Europa. E oggi proprio questo piccolo Paese, che ospita la più forte presenza musulmana del vecchio continente, è diventato un modello di coabitazione tra le religioni e le culture, un interessante laboratorio dove per tre giorni saranno affrontati argomenti che riguardano la pace come: lo sviluppo sostenibile, le emergenze ambientali (che riguardano il pianeta in generale, ma anche la vivibilità di tante periferie delle megalopoli mondiali) e le diseguaglianze sociali. Tanti saranno i testimoni dei Paesi in conflitto, come Siria, Iraq, Nigeria, Mindanao (Filippine) e Libia, perché tutti ascoltino le loro voci e contribuiscano alla costruzione della pace.

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Estate 2015, le mete mare alternative: la sorpresa è l’Albania

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2015

albaniaIl turismo nel Mediterraneo sta vivendo un’estate turbolenta. Vivono una frenata delle prenotazioni alcune mete che per anni sono state i capisaldi delle vacanze, come la Grecia, per cui pesa il periodo di incertezza economica, ed Egitto e Tunisia, alle prese con una difficile situazione interna. «Il Nordafrica ha subito un calo del 30% delle prenotazioni rispetto allo scorso anno, mentre le ultime vicende della Grecia hanno fatto sì che numerosi clienti si orientassero su altro. I viaggiatori hanno quindi cominciato a richiedere ai nostri consulenti nuove destinazioni da scoprire» conferma Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio. A rimpiazzare le destinazioni in calo ci sono due mete mare in forte ascesa: Portogallo e Albania, quest’ultima la vera novità dell’estate 2015. CartOrange ha inserito da un anno l’Albania nel suo catalogo “Viaggi nel Tempo”, dedicato ai turisti che intendono unire alle spiagge anche attività culturali. «Noi definiamo l’Albania l’ultimo segreto d’Europa –spiega sempre Romano–. L’antica Illiria è una meta low cost che rivela spiagge splendide e un patrimonio culturale tanto ricco quanto sconosciuto. E oggi è un paese sicuro e attrezzato per accogliere i turisti». Si può esplorare anche in autonomia, e infatti CartOrange propone un fly & drive che tocca le antichità classiche e bizantine di Butrinto e Apollonia, la città di Berat patrimonio dell’Unesco, Durazzo, Saranda, e Argirocastro. Non solo cultura: spiagge e calette rocciose non ancora toccate dal turismo di massa e meraviglie naturali come la sorgente di Syri i Kaltër, “l’occhio blu”. La durata consigliata per l’itinerario storico-culturale è di minimo 8 giorni e la quota base individuale parte da 1.220 euro. È possibile anche realizzare un tour di 5 giorni nelle tappe più importanti e concludere abbinare un soggiorno mare, ad esempio nella zona di Ksamil (dove si trova Bora Bora Beach). Per i clienti più esigenti che vogliono approfondire la conoscenza culturale, è stata pensata la formula fly&guide che accompagna i visitatori attraverso un tour con guide altamente specializzate e archeologi locali. Molti viaggiatori si stanno orientando anche sul Portogallo. «Anche questa –spiega Romano– è una scelta che attira chi vuole mettere insieme la scoperta di bellissime città ricche di storia, come Porto, Coimbra e Lisbona, alla vita da spiaggia. È vero che l’Atlantico che lambisce le coste continentali è poco adatto a fare il bagno, quindi è molto apprezzata l’estensione a Porto Santo, isola dell’arcipelago di Madera che si è conquistata l’appellativo di “Caraibi d’Europa”». Durata minima consigliata 12 giorni, quote individuali a partire da 2.450 euro. Infine, per chi desidera andare più lontano, un itinerario novità che permette di abbinare tre mete molto trendy: Miami, con la sua vita notturna, le Isole Bermuda, atolli corallini di sabbia rosa a meno di due ore di volo dalla costa orientale degli Stati Uniti e ancora poco frequentate dagli italiani, e infine Londra, per terminare il viaggio tra shopping e cultura. 15 giorni a partire da 2.700 euro.
CartOrange – Viaggi su misura (www.cartorange.com) è la più grande azienda di Consulenti per Viaggiare®, attiva in Italia da oltre dieci anni con più di 400 professionisti e svariate filiali sul territorio nazionale. Con il progetto Viaggi nel Tempo CartOrange aggiunge una dimensione nuova al viaggio: gli itinerari sono pianificati da storici e archeologi che curano lezioni preparatorie per i partecipanti e poi li accompagnano sul posto di persona o con un e-book dedicato.

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Albania: PM considers Energy sector a most important source of economic growth

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

TiranaPrime Minister Edi Rama inaugurated the Albania Oil, Gas & Energy 2015 Summit on 17th-18th March at the Sheraton Tirana Hotel by giving the Welcome Address. HE stated that the energy sector is seen by the Government as one of the most important sources of economic growth of the country.Following his speech, Energy Minister Damian Gjiknuri announced that there are still 13 unexplored onshore and offshore oil blocks in Albania, which the Government aims to offer to private sector investors. He added that the Albanian Government will “ensure a transparent and competitive process to attract serious companies and investors that can afford exploration and production activities.” Albania aims to increase its extraction to two million tons and its domestically refined crude to 700,000 tons this year, the Energy Minister said.International Research Networks, Global Summits Organiser, was the host of this very high-level Summit with the exclusive attendance of His Excellency the Prime Minister of Republic of Albania, Edi Rama; the Minister of Energy and Industry of Albania, Damian Gjiknuri; and the Minister of Economic Development, Trade and Entrepreneurship, Arben Ahmetaj.The Summit attracted more than 200 delegates from international oil, gas and renewables companies, including current and potential operators in the country, as well as Government representatives and bodies. Amongst the companies in attendance were: Aggreko, AKBN, Albpetrol, Alma Petroli, Armo Refinery, Bankers Petroleum, BB Energy, BP, Dana Petroleum, Devoll Hydropower, Eagle LNG, Edison, Eni, Ernst & Young, ExxonMobil, Gas Plus International, Hunt Oil, KUFPEC, Management Force Group, National Oilwell Varco, Noble Energy, OMV, Petrobras, Petromanas, Polyeco, Repsol, San Leon Energy, Shell, Sigal Uniqa Group Austria, Spectrum, Su-Yapi Engineering, Trans-Adriatic Pipeline (TAP), Weatherford, and many more.During the first morning, major operator in Albania and Lead Sponsor of the event, Bankers Petroleum, represented by their General Manager and VP, Loni Cobo, presented on their operations and presence in Albania, stating that they are the firmest supporter of the Ministry’s plans and actions.The highlight of the event, announced by the Prime Minister, was the privatisation of Albpetrol, details of which were presented by Endri Puka, showing the high value and importance of Albpetrol.Another announcement was made by the main E&P consortium in Albania, composed by the event’s Platinum Sponsor, Petromanas, and Gala Dinner Sponsor, Shell. They declared that they will start drilling the third well in the Shpirag area within 2015, after the first two wells have confirmed oil reserves.TAP, Elite Speaking Sponsor, supported the event with a detailed presentation on the ins and outs of the most important pipeline for the region, by showing the roadmap to drive forward with important deadlines and strategic plans.
SOCAR, the Azeri gas giant, was also there to speak about their thoughts on the important Gas Master Plan to be implemented in order to set the grounds of an integrated gas infrastructure and market in Albania. The Summit has also provided the audience with the opportunity to discuss the new key role of Albania for Europe’s energy security.Additionally, a strong outlook on Albania’s developed refining sector, was given by the Summit’s Lunch Break Sponsor, ARMO Refinery’s representative Mr Christophe Darbord.So far, Albania’s energy security has been 100% dependent on hydropower energy, as Devoll illustrated with their presentation, however the Ministry will now take full advantage of Albania’s hydrocarbon production, and gasification of the country through TAP and Eagle LNG. They will diversify their resources.To do so, as the PM, Economy and Energy Ministers discussed, investment is needed, both from national majors as well as from foreign institutes or companies, either already familiar with Albania or new but willing to invest in the immense potential of the country.The two-day Summit also featured key presentations from Polyeco and Ernst & Young. At the same time, the several coffee breaks offered by Weatherford have fostered private business discussions in parallel with the main talks.Official Exhibitor Sponsors of the Summit included Aggreko, Management Force Group, NOV/FluidControl and Sigal Uniqa Group Austria.The event was also supported by the National Agency of Natural Resources of Albania (AKBN), Albania Energy Association, the Foreign Investors Association of Albania, the Albanian Centre for Energy Regulation & Conservation, Cedigaz, the British Chamber of Commerce and Industry in Albania, the German Association of Industry and Trade in Albania (DIHA) and the Albania International Chamber of Commerce. IRN donated a substantial amount of the Summit proceedings to its Charity Partner, Down Syndrome Albania.

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Energy Resources conferma la sua presenza in Albania siglando un contratto d’appalto con la società E.R.A. Milot shpk

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2015

TiranaL’appalto per la realizzazione di un impianto eolico da 36 MegaWatt è stato stipulato a seguito dello sviluppo portato avanti dalla società di diritto albanese E.R.A. Milot shpk che già dal 2012 ha avviato il monitoraggio dei dati vento attraverso l’installazione di torri anemometriche raccogliendo risultati eccellenti rispetto alle previsioni di generazione di energia elettrica da fonte eolica. Tale attività ha visto la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche attraverso la stipula di una convenzione con il dipartimento di ingegneria industriale e scienze matematiche (www.west-lab.it) per l’analisi dei dati del vento e la certificazione degli stessi. La consolidata presenza sul territorio albanese, la grande ventosità, l’estrema conoscenza del mercato e la grande professionalità che ha contraddistinto lo sviluppo e la progettazione, rendono il progetto eolico E.R.A. Milot il primo progetto eolico realizzabile su territorio albanese. Il progetto per la creazione del parco eolico da 36 MegaWatt è in attesa di ricevere a giorni l’autorizzazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del governo albanese e fino ad ora ha ottenuto le autorizzazioni preliminari e i permessi ambientali oltre che il parere positivo, da parte dell’ente preposto, per l’allaccio dell’impianto alla rete elettrica. Inoltre sono stati già contrattualizzati tutti i terreni dove saranno installate le turbine eoliche e la sottostazione per la connessione alla rete albanese.
Il parco eolico, il cui valore di EPC per Energy Resources è di 37,8 milioni di euro, produrrà oltre 100 milioni di kWh all’anno di energia pulita che verrà immessa nella rete elettrica nazionale albanese. L’obiettivo è quello di avviare i lavori di realizzazione dell’impianto per la seconda metà del 2016 compatibilmente con gli accordi che si raggiungeranno in sede di stipula del PPA.
Energy Resources e Energie Rinnovabili Albania shpk sono in fase di contrattualizzazione di nuovi progetti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, con forte attenzione anche verso il solare, dato il grande interesse da parte dei paesi dei Balcani nell’attuare un modello di sviluppo ed uno swap energetico che risponda alle direttive europee 2030 per il clima e guardando con particolare attenzione alle aziende attive sui propri territori che abbiano rapporti consolidati con EPC italiani, università e poli di ricerca tecnica e scientifica.

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Why Albania will be in the news in the upcoming months

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 febbraio 2015

TiranaThe country has proven to be exceptionally rich in renewable energy sources with most of its electricity generated by hydropower plants, but the increased electricity demand has led to regular power shortages, and the country is only exploiting 35% of its hydropower potential at the moment. These factors have encouraged the Government to reform its electricity model through the implementation of new EU regulations and the development of its infrastructure; Albania is now looking for further investments in the renewable sector.Moreover, Albania is currently exploiting its offshore oil and gas resources with private companies performing offshore test drillings. Albania could also play a role in improving Europe’s energy security, through possible investment in liquefied natural gas (LNG) terminals and new gas pipelines. The European demand-supply gap is of growing concern to many EU countries and one of the solutions still under development, is the Trans-Adriatic Pipeline (TAP), which is designed to bring in natural gas from Azerbaijan via Greece and Albania. There is little doubt that in 2015, Albania will take centre stage in the energy industry.The Albania Oil, Gas & Energy 2015 Summit, organised by IRN in Tirana on 17-18th March 2015, will discuss Albania’s potential and its next step towards energy efficiency. This Forum, fully endorsed by the Ministry of Energy and the National Agency of Natural Resources (AKBN), is the first to be dedicated to Albania to allow an in-depth assessment of the new ventures available at the country level. Dr Lutz Landwehr, Commercial and Finance Director at Trans Adriatic Pipeline (TAP) will present on the significance of the TAP for the development of the Balkan region and assess the most significant updates at the Summit.The two-day Summit will gather key industry leaders to assess the huge investment opportunities offered by this resource rich country. In fact, Albania is one of the most attractive developing countries for energy investors; apart from being strategically located in South-eastern Europe, with a natural opening to European markets and the Balkan region, and at the crossroads of major European corridors, Albania possesses low construction prices and labour force salaries.During the Oil & Gas International Licensing Summit, a senior level petroleum gathering that took place last month in London, also hosted by IRN, Dritan Spahiu, Director of Policies and Development of Hydrocarbons at the Ministry of Energy and Industry of Albania, reviewed the past and future of the Albanian licensing round system. He told international companies and Ministerial delegations in attendance that ‘Albania has very high potential in crude oil, it is very positive for investors’. He then invited the audience to join the Albania Oil, Gas & Energy 2015 Summit in March, where more details around the opportunities will be unveiled.

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What’s next for Albania’s energy sector?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 dicembre 2014

tiranaMinistry of Energy and Bankers Petroleum to discuss on 17-18th March in Tirana. Over the past year, Albania has made significant progress in establishing itself as a credible, multi-party democracy and investment-friendly economy. The new Government implemented reforms to bring a middling business environment up to global standards. In fact, in the World Bank’s 2015 Doing Business Report launched last week, and Albania rose for the first time into the top half of the global ranking for ease of doing business, growing by 40 places in one year.Albania has also proven to be able to maintain positive growth rates and financial stability despite the ongoing international economic crisis. Albania has become a leading reformer in the Balkans, and the granting of EU candidate status reflects this increasing momentum.The Albania Oil, Gas and Energy 2015 Summit, taking place on 17-18th March 2015 in Tirana, will assess the most recent developments in the Albanian Energy sector. The Ministry of Energy will give an overall analysis of the industry and discuss the several initiatives implemented in the hydrocarbon and renewables sectors; starting with an open-door licensing round for 12 onshore blocks and 1 offshore block; significant updates on the TAP – the Trans Adriatic Pipeline; new fiscal initiatives, as well as modernising hydropower stations.Mark Hodgson, Vice-President of Business Development at Bankers Petroleum, the main E&P company in Albania and Lead Sponsor of the Summit, will also review the Canadian operator’s development in the country, the evolution of its assets and the industry as a whole. Over the past ten years, Bankers has contributed up to 30% of the foreign direct investment in Albania and the investment grows every year, said Hodgson.Petromanas, Weatherford and National Oilwell Varco are also supporting the forum as Platinum, Coffee Break and Exhibition Sponsors respectively.
2015 will see Albania highly focused on developing its Energy sector and creating a business environment that is attractive to investors. The Albania Oil, Gas and Energy 2015 Summit will be the only platform for the Government, investors, main operators, leading service providers and experts to gather and, together, build Albania’s future within Europe.

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Albania Oil, Gas and Energy

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 ottobre 2014

TiranaGlobal Summits organiser IRN is proud to announce that the inaugural Albania Oil, Gas and Energy 2015 Summit will take place on 17-18th March 2015 in Tirana, in partnership with and under the Official Auspices of the Albanian Ministry of Energy and Industry and the National Agency of Natural Resources (AKBN).Albania, one of the oldest and most consistent oil and gas producers in Europe, is now ready for the next licensing round with 13 available oil and gas Blocks to allocate. IRN and the Ministry of Energy and Industry of Albania have thus partnered to launch the inaugural senior level platform for discussions to take place on all new hydrocarbon developments in Albania; examining competitive licensing procedures, and the business opportunities that entail.The Summit will gather high level delegation composed of Governmental Officials, senior level executives from national and international oil companies, major service providers, along with oil and gas experts to focus specifically on Albania’s oil, gas and energy (renewables) industries.
Albania is very attractive in terms of hydrocarbons as it is one of Europe’s largest onshore oil producing regions. The Patos-Marinza field, the largest onshore oil field in Europe, proves the country’s potential as an oil and gas producer. Discovered in 1927, it reached peak production in the 60’s and is still the largest onshore field in the continent, with 5.2 billion barrels of crude oil yet to be produced. Albania also promotes favourable fiscal terms that have already triggered the interest of international oil companies. The country’s National Gas Master Plan includes several projects for gas infrastructure and pipelines, creating multiple investment opportunities.

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Albania: sì al futuro ingresso nell’UE, ma a certe condizioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 dicembre 2012

Bisogna garantire all’Albania lo status di paese candidato all’ingresso nell’UE senza altri indugi, a patto che il suo governo proceda con delle riforme in ambito giudiziario, della pubblica amministrazione e del funzionamento del Parlamento. È quanto affermano dai deputati in una risoluzione approvata giovedì.I deputati riconoscono che il dialogo politico in Albania è stato un fattore importante per ottenere dei progressi nelle 12 priorità stabilite con l’UE, in particolare sul funzionamento del Parlamento e sulla nomina di un difensore civico. Tuttavia, è stato rilevato che il ruolo di controllo del Parlamento deve essere ulteriormente potenziato. Si accoglie con favore l’impegno della Commissione nel porre lo Stato di diritto al centro delle politiche di allargamento dell’UE. Ciò nonostante, il Parlamento è preoccupato dalla lentezza dei progressi delle riforme giudiziarie in Albania. È necessario che siano parte di un processo irreversibile, perché si giunga all’indipendenza, all’integrità e alla trasparenza della giustizia albanese, libera dalle interferenze della politica e dalla corruzione. Inoltre, i deputati temono che la pubblica amministrazione rischi la politicizzazione e che la lotta contro la corruzione sia inadeguata.
L’alto tasso di disoccupazione in Albania – sebbene in diminuzione – e il numero di albanesi che vivono sotto la soglia della povertà sono tra i temi che preoccupano di più i deputati. Perciò raccomandano al governo balcanico di condurre delle riforme sullo Stato di diritto (la cui debolezza rende difficile il rispetto dei contratti e ostacola gli investimenti) e di approfondire la questione dei diritti di proprietà.

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Antonella Colonna Vilasi ci parla dell’Albania

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

L’Albania, il paese delle aquile, è il nostro vicino meno conosciuto. Da severo custode dell’ortodossia comunista è diventato un paese neoliberista. Un Paese affacciato al futuro, pur restando legato ad un passato antico.
Gli albanesi parlano quasi tutti italiano, visto che ricevono i canali RAI, e sono un popolo molto ospitale. L’Albania è divisa tra un sud dove si concentrano i poli dello sviluppo ed il nord espressione della tradizione rurale.
E’ un paese in crescita. L’economia albanese non è più legata solo agli aiuti internazionali e alle rimesse degli emigrati, ma si sta collocando positivamente nel consesso internazionale. Membro della Nato dal 2009, è in attesa dello status di candidato all’Unione Europea. L’oggi dell’Albania è composito, veloce, è una quotidiana collisione di tempi. Nell’immaginario collettivo gli albanesi sono percepiti come emigranti e non come cittadini di un paese vivo e affascinante, realtà di un paese in continua evoluzione. Una nazione che, dopo la Seconda guerra mondiale, ha costruito un comunismo rigorosissimo. Un paese rimasto tagliato fuori dal mondo per quasi 50 anni. Il 1991 è stato l’anno che ha segnato la caduta del comunismo in Albania. Evento che ha avviato un vero e proprio stravolgimento nella società albanese. A partire dal 1991 fortissimo è stato il fenomeno dell’emigrazione; sono circa 700.000 gli albanesi all’estero. La specificità albanese è la convivenza pacifica esistente tra le diverse religioni presenti nel Paese, che si riassume nel concetto di “shqiptaria”, forma sui generis di nazionalismo, insito nello spirito del popolo albanese, per la sua storia chiuso ad influenze esterne ed auto-referenziale. L’Albania ha subito continue invasioni: dai greci ai romani, dai goti ai bizantini, ai bulgari, ai serbi, ai normanni, ai veneziani, agli svevi, agli angioini e infine ai turchi, una successione di popoli diversi per origine etnica e per civiltà. Giorgio Castriota, detto Skandeberg, principe di Kruja, capeggiò una lega di nobili albanesi in una eroica e accanita lotta contro i turchi.
Dopo la breve dominazione italiana all’inizio della II Guerra Mondiale, la resistenza portò il paese, nel dopoguerra, ad abbracciare il marxismo sovietico. Nel 1961 si verificò una brusca rottura con Mosca e l’ avvicinamento alla Cina di Mao che portò squadre di tecnici cinesi nel Paese. Il dittatore Hoxha chiuse per decenni il paese in assoluto isolamento,con pochi contatti anche con gli altri stati comunisti. (antonella)

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Aziende: missione in Albania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2011

Skanderbeg Square in Tirana, Albania

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Bilancio più che positivo per le imprese pugliesi e lucane che hanno aderito alla “Missione imprenditoriale in Albania”, organizzata dal 23 al 25 novembre 2011 da Unioncamere Puglia – membro del Consorzio Bridg€conomies, partner della rete Enterprise Europe Network – in collaborazione con la sede Unioncamere Puglia di Tirana. Apprezzamenti oltremodo positivi sulla qualità degli incontri e sulle opportunità profilatesi. Oltre cento i business to business che hanno visto protagoniste le 12 aziende che hanno incontrato in Albania imprenditori locali, selezionati dalla sede Tirana di Unioncamere Puglia. La delegazione ha partecipato altresì il 23 novembre presso il Palazzo della Cultura a Tirana ad un workshop dedicato agli aspetti fondamentali degli scambi economici in materia commerciale, fiscale e doganale, nonché agli aspetti qualitativi degli scambi, con riguardo al mercato albanese. Tra gli intervenuti: il dr. L. Triggiani, Direttore della Sede Unioncamere Puglia di Tirana; il dr. A. Papajani, Direttore del “Dipartimento del Contribuente”, Direzione Generale Tasse Imposte; l’Avv. F. Duka, consulente in diritto societario; il dr. S. Lacej, Direttore del Settore “Tariffe, Origine, Valore”, Direzione Generale delle Dogane. La missione in Albania, rivolta alle aziende del settore metalmeccanico ed engineering (materiali e sistemi per l’edilizia e bioedilizia; produzione macchinari, utensili, carpenteria metallica) è stata completata dalle visite aziendali e ha avuto lo scopo di favorire accordi di cooperazione tecnologica, licence agreement, trasferimento di know-how e accordi commerciali con imprese ed enti albanesi. Gli incontri BtoB si sono svolti allo Sky Hotel di Tirana il 24 novembre. Oltre cinquanta tra imprenditori, enti ed istituzioni albanesi intervenuti al brokerage event.
Le aziende partecipanti: F.I.A.S. srl, Galatone (Lecce); Sud Calce srl, Taurisano (Lecce); Arkilight, Lecce; Cestaro & Rossi, Bari; Lamin Project, Altamura (Bari); SRB costruzioni, Monopoli (Bari); Panebianco costruzioni di Palo del Colle (Bari); Officine Tecniche De Pasquale srl – Modugno (Bari); Area Turismo S.r.l. Melendugno (Lecce); Cooperativa La Traccia di Matera; Innova di Matera; F.C. srl di Taranto

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Council of european bishops’ conferences

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2011

Tarcisio Cardinal Bertone in dress for hot tro...

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Tirana. In a message from the Cardinal Secretary of State, Tarcisio Bertone, addressed to Cardinal Péter Erdő, President of CCEE, Pope Benedict XVI encourages the European bishops to “identify with missionary courage new paths of evangelisation especially at the service of the new generations” and “encourages [them] to continue the work of this valuable structure of liaison between the European episcopates [CCEE] which for forty years has been promoting worthwhile collaboration in pastoral and ecumenical activity”. The message (written in Italian) was read by the Apostolic Nuncio to Albania, Mgr Ramiro Moliner Inglés, at the opening of the Plenary Assembly of the Council of European Episcopal Conferences, being held in Tirana from 29 September – 2 October. The meeting will continue in the afternoon with the opening address from the Cardinal President of CCEE, Péter Erdő, and other speeches of welcome. Highlights of the Assembly include the meeting with the President of the Republic of Albania, Bamir Topi, tomorrow morning (1130) and the election of the new CCEE Presidency for the five-year period 2011-2016 scheduled for late tomorrow afternoon. Journalists who may be interested are reminded that the Press Dossier is available in the featured today section on the homepage of the CCEE (www.ccee.ch ).

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Albania: conoscere, fare affari, investire

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Saranno i temi del seminario che la Camera di commercio di Udine organizza per mercoledì 30 giugno, alle 10.30, in Sala Valduga. L’appuntamento, che sarà introdotto dal vicepresidente della Cciaa Marco Bruseschi, vedrà la presenza del presidente e del direttore delle relazioni internazionali della Camera di commercio di Tirana, Nikolin Jaka e Koli Sinjari, in questi giorni in visita in Friuli, che avranno il compito di introdurre il mercato albanese, illustrando le opportunità commerciali e d’investimento. Dopo il loro intervento, sarà la volta di Daniela Maizeni, rappresentante dell’Ente camerale di Tirana in Fvg, che spiegherà le modalità di approccio al mercato dell’Albania, cui seguirà la presentazione di un caso di successo di un imprenditorie friulano nel Paese balcanico, tramite la testimonianza di Paolo Marpillero, di Marpillero e associati Architetti. Settori di interesse prevalente per le aziende che vorranno partecipare all’approfondimento sono logistica, nautica, turismo, costruzioni, energia e ambiente.
L’Italia è uno dei principali partner commerciali per l’Albania. Secondo dati Istat, il Pil reale è cresciuto del 6% su base annua nel primo trimestre del 2009, con una crescita su base quadrimestrale rallentata all’1,1%. Per il 2010 è prevista una crescita del 3%. Per l’Albania, dunque, sia per la vicinanza geografica, sia per gli intensi rapporti politico-commerciali, l’Italia rappresenta il principale mercato di sbocco, con interessanti possibilità per le nostre imprese.
Il valore dell’interscambio negli ultimi anni è in costante aumento, con saldo commerciale stabilmente positivo per l’Italia.

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