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Posts Tagged ‘alberghi’

Milano: al 2° posto per calo prezzi alberghi, -20,2%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat dell’inflazione di settembre resi noti, stilando la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i maggiori ribassi annui per quanto riguarda i servizi di alloggio. Questa volta a spiccare è il dato di Milano, che registra un crollo dei prezzi degli alloggi del 20,2% rispetto a settembre 2019 (in agosto erano invece saliti del 2,1% su base annua), evidentemente per la mancanza di convegni, fiere, congressi, grandi eventi fieristici e convention aziendali che in passato si tenevano al rientro dalle ferie.Resta eclatante il dato di Venezia, città turistica per eccellenza, che si colloca al quarto posto della classifica nazionale con una frenata dei prezzi del 17,7% ed il terzo posto di Firenze, città d’arte per antonomasia, che in agosto era solo in dodicesima posizione con -7,5%, ma che ora sale sul podio con una riduzione delle tariffe dei servizi di alloggio del 19,6%, più di 2 volte e mezza rispetto al dato di un mese fa.Il primato, come in agosto, spetta comunque a Trapani con -20,3%. Al quinto posto Verona, -14,5%, poi Bologna, -13,8% e al settimo posto Roma, con -13,1%, che in agosto era solo in 22° posizione con -4,8%In media nazionale i prezzi degli alberghi scendono su base annua del 6,3%, esattamente il triplo rispetto ad agosto quando erano diminuiti appena del 2,1%”Prosegue la deflazione record per gli alberghi, dovuta alla perdita di turisti registrati per tutta l’estate per via dell’emergenza Covid. Ma mentre in agosto la deflazione riguardava soprattutto le città d’arte, ora tocca anche a quelle che a settembre organizzavano manifestazioni importanti, come Milano e Genova. Gli albergatori hanno ridotto i prezzi pur di attrarre clienti, anche se non è bastato, essendo pure le famiglie in difficoltà. Il bonus vacanze, che peraltro gravava finanziariamente per l’80% sugli albergatori già in crisi di liquidità, si è dimostrato un flop. Ecco perché abbiamo chiesto di non congelare le risorse inutilizzate fino al 2021 ma di reinvestirli subito in altre forme di sussidi, come la riduzione temporanea dell’Iva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Dall’altra parte della classifica, i rialzi annui più alti per Cosenza (+12,2%) Pescara (+9,3%) e Rovigo (+8,5%).A livello regionale, la regione più in deflazione è il Lazio, al primo posto con una flessione dei prezzi degli alberghi del 12,2%, poi la Liguria (-11,1%) e al terzo posto la Toscana (-10%).Alzano i prezzi, invece, in Calabria (+5,7%), Trentino Alto Adige (+4,6%) e Valle d’Aosta (+0,8%).

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Calo prezzi alberghi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat dell’inflazione di agosto, stilando la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i minori rincari annui per quanto riguarda i servizi ricettivi e di ristorazione, distinguendo quelli di alloggio da quelli di ristorazione. Dall’analisi emerge che le principali località turistiche sono in deflazione per quanto riguarda i prezzi degli alberghi. Eclatante il dato di Venezia, città turistica per eccellenza, che registra un calo dei prezzi degli alloggi del 22,2% rispetto ad agosto 2019, collocandosi al secondo posto della graduatoria nazionale che vede al primo posto Trapani, con un calo annuo del 29,8%, ossia quasi un terzo. Al terzo posto Grosseto, -14,8%, poi Lucca, -13,9% e al quinto posto Rimini, -10,3% (cfr. tabella n. 1). In media nazionale i prezzi scendono su base tendenziale del 2,1%. “E’ evidente che questa deflazione record è il segno della crisi e del minor afflusso turistico di italiani e di stranieri registrato questa estate per via dell’emergenza Covid. Al crollo della domanda gli albergatori hanno reagito come potevano e dovevano, ossia abbassando i prezzi, così da cercare di contenere le perdite. Un calo dei prezzi di cui si sono avvantaggiati i consumatori, risparmiando sul costo della vacanza. Purtroppo temiamo che non sia bastato per risollevare il settore né il calo dei prezzi né il bonus vacanze, decisamente sottoutilizzato. Vista la drammatica situazione serviva una scossa maggiore. Per questo avevamo proposto al Governo di eliminare l’Iva per 3 mesi per tutto il settore turistico, così che allo sconto fatto dagli albergatori si sarebbe potuto aggiungere quello a carico dello Stato, rendendo più appetibili le vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Dall’altra parte della classifica, i rialzi annui più alti per Parma (+11,4%), Cosenza (11,1%) e Cuneo (+8,4%).”Tra la città più in deflazione e quella con i maggiori rincari, ossia tra Trapani e Parma, ci sono oltre 40 punti percentuali di differenza (41,2), segno di come la reazione degli albergatori sia stata molto differente a seconda della città e, soprattutto, dei flussi turistici, evidentemente molto diversificati. Alcune località hanno maggiormente risentito della riduzione dei turisti stranieri. Non per niente, le regioni più in deflazione (cfr. tabella n. 2) sono la Toscana, al primo posto con una flessione dei prezzi degli alberghi del 6,7%, poi il Veneto (-6,5%) e al terzo posto la Liguria (-6,3%). Alzano i prezzi, invece, nel Trentino Alto Adige, con il rialzo record del 5,3% ed in Campania, +4,1%.Secondo l’analisi dell’associazione, invece, i ristoranti hanno lievemente aumentato i prezzi. In media nazionale, infatti, in agosto salgono del 2,1% su base annua e non si registrano disparità così evidenti sul territorio nazionale. Solo 3 città (cfr tabella n. 3) hanno impercettibilmente ridotto i loro prezzi: Livorno (-0,2%), La Spezia (-0,1%) e Bergamo (-0,1%). I rialzi maggiori per Trapani (+4,6%), Grosseto (+4,2%) e Pordenone (+3,9%). per quanto riguarda le regioni (cfr. tabella n. 4) stabili i prezzi solo in Valle d’Aosta. I maggiori rincari in Friuli-Venezia Giulia (+2,7%) e Trentino (+2,1%).

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Alberghi per la Gioventù: il Parlamento sollecita intervento

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Non ha ancora una soluzione la salvaguardia delle funzioni dell’ente Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, anche a seguito delle reiterate sollecitazioni da parte del Parlamento, compreso un ordine del giorno approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati, la cui rete di strutture, la distribuzione e il radicamento in ogni regione italiana svolgono un prezioso ruolo sociale ed educativo, oltre ad essere opportunità di conoscenza del nostro Paese, a livello nazionale e internazionale, garantendone anche crescita e coesione sociale. Solo negli ultimi 60 giorni sono state presentate, proprio sul tema, 8 interrogazioni parlamentari, da parte dei Gruppi Parlamentari di maggioranza e opposizione, al Ministro del Turismo, Dario Franceschini, ed al Governo. Ma, ad oggi, ancora nessuna risposta. E intanto l’ente rischia la definitiva chiusura.
«Ho sempre ritenuto che il territorio debba essere al centro del sistema mentre c’è sempre stata una profonda spaccatura tra questo e gli ospedali, due mondi che hanno sempre dialogato poco e male. Nessun ospedale riuscirà mai a soddisfare il bisogno del territorio, per questo serve una rete che funzioni, che scambi informazioni, che ottimizzi lo sforzo che ognuno quotidianamente fa nel proprio ambito. Chiedo a Senior Italia un nuovo incontro anche con la Commissione Salute per parlare del futuro della presa in carico del paziente cronico alla luce di quanto emerso oggi, per lavorare a un modello nuovo basato sulla prevenzione, sulla comunicazione tra i vari attori, sulle nuove tecnologie» ha dichiarato Giuseppe Simeone, Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio.

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Ristoranti e alberghi in ginocchio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Il lockdown disposto per contenere i contagi da Covid19 porterà nel 2020 in Italia ad un crollo del fatturato per le srl del settore Ristoranti e alberghi (72.748 società che nel 2019 hanno fatturato 37,8 miliardi di euro), di 16,7 miliardi di euro, pari ad un calo, rispetto al 2019, del -44,1%. In particolare, il comparto della ricettività alberghiera è colpito da una perdita di 7,9 miliardi di euro, pari a -53,8%, mentre la ristorazione da una contrazione di 8,8 miliardi di euro pari a -37,9%. A livello regionale la più colpita la Lombardia con un calo di 3,5 miliardi di euro, seguita dal Lazio con -2,7 miliardi di euro e dal Veneto con -1,6 miliardi di euro.
Sono le stime quantificate dall’Osservatorio sui bilanci 2018 delle SRL del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’impatto è dovuto sia al calo della domanda che ha colpito il settore ancora prima che scattasse l’emergenza in Italia, sia al blocco delle attività imposto per decreto, al fine di fronteggiare l’emergenza sanitaria. La stima è stata condotta su un campione di società includendo tutte le Srl che hanno presentato almeno un bilancio nell’ultimo triennio disponibile(2016-2018). Si tratta, in questo caso, di 72.748 società (53.145 operanti nel settore della ristorazione e 19.063 operanti nel settore ricettivo) alle quali è imputabile un volume complessivo di ricavi pari a 37,8 miliardi di euro nel 2019. Si precisa, inoltre, che le stime qui presentate sono relative ai soli bilanci delle Srl del settore Ristorante e alberghi e non sono, pertanto, riferibili all’intero settore che, sulla base di dati Istat 2017 è costituito da circa 328 mila imprese, tra cui circa 160 mila ditte individuali e 90 mila società di persone oltre a quasi 3 mila cooperative. Le quantificazioni sono state condotte sulla base di alcune ipotesi relative all’impatto della crisi provocata dall’emergenza coronavirus separatamente per le Srl del comparto “Alloggio” e per quelle del comparto “Ristorazione”. In particolare, per il primo si è tenuto conto della forte stagionalità dell’attività produttiva, adoperando i dati Istat sui flussi turistici 2019 stagionalizzati per trimestre. Per ottenere le stime finali sui bilanci annuali, sono state utilizzate due differenti misure di impatto mensili per i comparti di cui sopra, costruite tenendo conto del blocco delle attività nei mesi di marzo e aprile e della graduale ripresa dell’attività nei mesi successivi. Le ipotesi impiegate hanno previsto cali di attività sin dal mese di gennaio 2020. Si è tenuto conto, in particolare per il settore della ristorazione, di attività in continuità anche nei mesi di lockdown (ad esempio per cibi da asporto o per particolari servizi di catering e mense), e, in ogni caso, di una non completa ripresa dell’attività produttiva fino a dicembre 2020.
Nell’Osservatorio infatti emerge come nel 2018 in Italia, gli addetti e i ricavi aumentavano rispettivamente del +5,9% e del +5,7% rispetto all’anno precedente seguendo una tendenza positiva dell’ultimo periodo. Tra i singoli comparti produttivi spiccava la performance di ristoranti e attività di ristorazione mobile mentre l’andamento per macroaree territoriali registrava la più alta crescita di fatturato nel Sud (+6,4%) e nel Nord Ovest per quanto riguarda il valore aggiunto(+7,9%). A livello regionale sul podio si posizionava la Basilicata con la crescita più elevata del fatturato del settore Ristoranti e Alberghi nel 2018 (+9,4%), seguita dalla Sicilia (+7,1%), dall’Emilia Romagna (7%) e dalla Campania (+7%). Le regioni che invece mostravano i cali più significativi dei tassi di crescita del fatturato nel 2018 rispetto al 2017 l’Abruzzo (-5,7%), il Molise (-3,7%), la Lombardia (-3,2%) e la Sardegna (-3,2%), pur rimanendo comunque in territorio positivo. Tra tutte, si segnala il Molise, unica regione a presentare una decrescita del fatturato nel 2018 rispetto al 2017 (- 0,4%).

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In crisi il settore Turistico-Alberghiero Siciliano

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Nota Ufficiale al Governo di Giuseppe Conte del Coordinatore Politico dell’Udc in Sicilia, On. Decio Terrana, affinché il Presidente del Consiglio possa intervenire con urgenza anche sulla grave crisi socio-economica che sta causando l’allarme di questi giorni sulla propagazione del “Coronavirus”.“La diffusione del Virus COVID-19 in Italia, ed adesso in tutta Europa, sta facendo gravemente crollare l’economia locale, trainata dalle strutture ricettive e di ristorazione. Migliaia sono le cancellazioni nelle nostre strutture siciliane; diversi albergatori ci contattano seriamente preoccupati di non poter più garantire nemmeno i servizi essenziali, trovandosi costretti a chiudere a giorni tutte le attività. Di certo la continua presenza dell’argomento sui Media ha anche scatenato misure preventive eccessive che, comunque, oggi si stanno dimostrando efficaci sul contenimento della diffusione dell’epidemia. E’ però passata, soprattutto all’estero, una forte preoccupazione sul rischio di pandemia in aeree del tutto sicure; le ulteriori misure decise dal Governo, per quanto necessarie, hanno portato i turisti a disdire ogni prenotazione ed evitare ogni luogo affollato. Il risultato è che gli alberghi ed i ristoranti, trovandosi meno gli incassi preventivati in questo periodo, rischiano una grave crisi che costringerà a bloccare l’attività turistica nel nostro territorio”.
Il Segretario Regionale dell’Udc invita tutti alla calma, ma vuole sollecitare il Governo a prendere misure rapide e che possano rendere meno grave la crisi in arrivo.“Siamo in continuo contatto con Federalberghi, che ha già segnalato come la situazione turistico-ricettiva sia precipitata in poche ore” – continua Decio Terrana – “così come ci stiamo già muovendo, a livello regionale, per dare un primo aiuto alle imprese in difficoltà, con la mozione presentata dai nostri Deputati Regionali Vicenzo Figuccia, Danilo Lo Giudice ed Eleonora Lo Curto per garantire quantomeno l’esenzione temporanea del versamento degli adempimenti fiscali alle Imprese coinvolte. Ma sappiamo che può essere troppo poco. Chiediamo anche che si possa sospendere la tassa di soggiorno nei luoghi turistici e che quanto accumulato possa servire per dare una prima boccata d’ossigeno alle strutture ricettive. Inoltre, riteniamo doveroso che il Governo, gestita l’emergenza sanitaria, si preoccupi adesso anche di evitare il completo crollo economico dei nostri territori con misure d’urgenza che mirino ad evitare la chiusura delle nostre attività turistico-alberghiere”.

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Prezzi in forte calo: dove ora è particolarmente conveniente viaggiare

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2015

hotel forum romaI prezzi più bassi degli hotel, il costo inferiore del petrolio e le deboli valute estere fanno sì che viaggiare non sia stato mai così conveniente. Quali destinazioni convengono in maniera particolare, lo mostra il barometro dei prezzi nel portale di prenotazioni internazionali HOTEL INFO.Mentre i prezzi al consumo in Italia, secondo i calcoli dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), a settembre sono aumentati in maniera minima dello 0,2%* rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli ospiti degli hotel, in base ad una ricerca del portale di prenotazioni HOTEL INFO, hanno potuto godere di più del 4% in meno sui prezzi delle camere (in media 96,36 euro). Tuttavia l’andamento dei costi di pernottamento varia molto da città a città, come illustrato dall’attuale barometro dei prezzi degli hotel di HOTEL INFO.
Il settore alberghiero di Venezia si presenta ancora ad un livello alto nel corrente barometro dei prezzi, con un leggero aumento del 2 % a 162,58 euro. Allo stesso modo gli albergatori di Milano. Nella metropoli della moda c’è stato un aumento della domanda di camere, a causa di diverse fiere e dell’Expo, che potrebbe essere responsabile di un incremento dei costi di pernottamento di quasi il 10% a 140,61 euro.
Mentre anche a Verona (più 6,15 % a118,76 euro) e Firenze (più 4,52 % a 113,28 euro) chi ricerca una camera deve spendere di più, i clienti hanno potuto risparmiare decisamente in altre città. A Napoli il prezzo medio per camera a notte è diminuito, rispetto all’anno precedente, del 15% circa a 73,05 euro. Ma anche a Bologna (94,78 euro) e Roma (92,53 euro) i costi di pernottamento sono in forte calo, di circa il -12%. Il settore alberghiero della capitale è relativamente conveniente a livello nazionale, ma anche in confronto alle altre capitali europee occupa un buon 12° posto.
“Varie manifestazioni, fluttuazioni valutarie così come la situazione economica generale sono responsabili, a livello internazionale, dello sviluppo dei costi di pernottamento” spiega Jörg Malang, Chief Product Officer di HOTEL INFO.
Londra, la metropoli economica europea n° 1, è la capitale europea più cara in fatto di prezzi di pernottamento con i suoi 197,44 euro di media. Il significativo sovrapprezzo di circa il 16% rispetto all’anno precedente, è il risultato del confronto tra l’euro e la sterlina più forte e delle numerose fiere che hanno fatto aumentare la domanda di pernottamenti.
Anche a Stoccolma e Varsavia gli ospiti degli hotel hanno dovuto spendere molto di più. Nella capitale svedese (più 10,68 % a quasi 154,92 euro) possono aver contribuito all’aumento dei costi di pernottamento le qualificazioni al prossimo campionato europeo di calcio nella vicina Solna. Nella capitale polacca (più 11,44 % a 88,73 euro) la domanda di camere è aumentata a causa della Maratona di Varsavia, una delle più grandi in Europa.
Molto diversa la situazione a Oslo e Mosca. In Norvegia il basso prezzo del petrolio pesa sull’andamento dell’economia e la valuta locale ha perso chiaramente valore rispetto allo scorso anno. Con i costi di pernottamento di circa il 30% in meno, di cui la metà dovuta ai tassi di cambio, i prezzi delle camere a Oslo sono al loro livello più basso da anni. Il prezzo basso del petrolio e le sanzioni economiche causate dalla crisi ucraina rendono difficile la situazione economica della Russia. Il rublo, rispetto allo scorso anno, ha perso più della metà del suo valore. Chi cercava una camera dalla zona euro ha potuto pernottare in un hotel a Mosca con meno di 100 euro in media. Tre anni fa i costi per un hotel nella metropoli russa erano quasi due volte più alti, nella capitale ucraina erano addirittura di circa tre volte più alti. Mentre a Kiev nel settembre 2012, – anche a causa della EM, – si dovevano pagare in media123,01 euro a camera per notte, attualmente un pernottamento costa solo 42,21 euro. Perciò Kiev è la città più conveniente d’Europa.

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Maggio: le mete più e meno care per viaggiare in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2015

riminiL’arrivo di maggio porta con sé l’inizio del primo assaggio d’estate ma a salire, oltre alle temperature, sono anche i listini hotel. Secondo l’Osservatorio trivago questo mese segna rialzi sia nelle principali città d’arte italiane sia in alcune rinomate marittime. Ma non mancano anche mete economiche: trivago.it propone una panoramica sulle destinazioni più e meno care* attraverso i dati del tHPI (trivago Hotel Price Index).Le mete più care – A guidare la classifica delle mete che segnano il maggiore rincaro è Venezia, dove soggiornare in hotel costa in media il 40% in più rispetto ad aprile. A maggio le tariffe degli hotel lagunari superano la soglia dei 300€, per la prima volta dall’inizio del 2015, attestandosi su una media di 335€ a notte per camera doppia standard. Nel novero delle città spicca anche l’aumento di Firenze, i cui hotel costano il 19% in più rispetto ad aprile con una media di 203€. Chiude il quadro Milano dove i listini hotel, trainati dall’effetto Expo, salgono del 17% con una media di 232€. Spostandoci invece verso i centri costieri, maggio segna l’inizio della stagione estiva di alcune tra le mete di mare più rinomate del Paese, facendo lievitare sensibilmente i prezzi hotel. Succede a Positano e Taormina dove si registrano incrementi rispettivamente del 45% e del 15%, con tariffe medie a notte che arrivano a 286€ per la meta campana e a 209€ per quella siciliana.
Le mete più economiche – Non solo aumenti, ma anche diverse opportunità di concedersi un primo bagno riscoprendo alcune destinazioni italiane. Tra le mete più convenienti del mese emerge Rimini, che non risente dei primi rincari estivi: le tariffe aumentano solo del 2% rispetto ad aprile con prezzi medi che si attestano sugli 81€ a notte per camera doppia standard. Economici sono anche gli hotel di Pescara che segnano un -7% rispetto allo scorso mese con listini medi di 78€ a notte.
Maggio inoltre è anche il mese giusto per riscoprire il patrimonio archeologico di Pompei (+2% e prezzo medio di 76€) e gli stupendi panorami di Trapani (+1%, 69€). Infine, coloro che vogliono rivivere antiche tradizioni, possono concedersi una visita a Sassari (+7%, 60€), dove gli eventi del “maggio sassarese” animeranno la città sarda durante buona parte del mese.

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Vacanze rovinate

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

Quante volte è capitato e continua a succedere: una meritata vacanza nella meta esotica si trasforma in un soggiorno da dimenticare per i turisti che avevano acquistato il pacchetto vacanze. Nella camera dell’hotel a quattro stelle il condizionatore d’aria non sono non funziona ma addirittura perde anche acqua. Ed allora la vicenda finisce in Tribunale perché il disagio degli acquirenti per la sistemazione inadeguata in albergo supera la soglia della normale tollerabilità e determina il risarcimento anche del danno non patrimoniale. A pagare solidalmente sono l’agente di viaggio e il tour operator, ma quest’ultimo è assicurato e si fa garantire dall’assicurazione per quanto gli tocca da pagare a seguito della lesione da vacanza rovinata. Un lieto fine, insomma, quello scritto dalla sentenza 191/13, pubblicata dal tribunale di Ferrara, che Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene meritevole di diffusione in quanto ha accolto le richieste dei due viaggiatori anche se probabilmente nessuna cifra potrà ripagare gli effettivi disagi patiti per una vacanza che doveva essere indimenticabile ed invece si cerca di dimenticare subito.Ad ogni modo il giudice unico del tribunale romagnolo, Caterina Arcani, ha accertato che il pacchetto turistico era di quelli “tutto compreso” laddove l’offerta sul depliant prevedeva soggiorno, trasferimento e altri servizi combinati.A sostegno della decisione del togato vi è anche la giurisprudenza della Corte di giustizia europea che ha ormai “sdoganato” il danno da vacanza rovinata. Nel caso in questione, peraltro, è stato ritenuto sussistente anche il pregiudizio di natura non patrimoniale per gli acquirenti del pacchetto turistico in virtù del fatto che i disagi patiti durante il soggiorno si rivelano al di sopra della soglia della normale tollerabilità, dovendosi ritenere che la prova dell’inadempimento da parte del tour operator e dell’agente di viaggio, responsabili in solido, esaurisce in sé anche la prova del danno non patrimoniale dovendo essi desumersi dalla mancata realizzazione della finalità turistica.

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Terremotati sfrattati dagli alberghi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Un gruppo di parlamentari radicali ha reso noto: “Quanto emerso in questi giorni, con il rischio che le vittime del terremoto siano sfrattate dagli alberghi per morosità dello Stato mentre il Ministero dei Beni Cultrali non riesce nemmeno a spendere i ricavi delle donazioni private, e’ la conferma che non si puo’ continuare a gestire il dopo terremoto sulla base di ordinanze d’urgenza. Occorre subito una legge organica che permetta di superare il metodo emergenziale restituendo competenze piene agli enti locali e individuando le coperture finanziarie oggi  mancanti .Su queste basi abbiamo presentato in Parlamento, come Radicali, un ordine del giorno allegato alla manovra finanziaria, a cui seguira’ una proposta complessiva che fara’ tesoro di quanto abbiamo appreso all’Aquila durante il nostro ultimo Comitato Nazionale. Per quanto riguarda, invece, i buchi di bilancio lasciati dai debiti contratti dalla Protezione civile nella fase di emergenza, cosi’ come sull’abnorme allestimento dei ponteggi, e’ bene che si faccia chiarezza sino in fondo. Delle due l’una: o la Protezione Civile di Bertolaso ha sprecato il denaro pubblico oppure il Ministro Tremonti ha consapevolmente scelto di non coprire le spese effettuate”.

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Cosa accade al settore alberghiero?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2009

Resistenti alla crisi! Gli alberghi italiani superano lo stress della recessione e perdono solo punti marginali di occupazione camere. Negli ultimi 12 mesi (periodo luglio 2008-giugno 2009) l’occupazione camere media degli alberghi nelle città italiane subisce una lieve flessione, dai 3 punti in meno di Verona ai 7 punti in meno di Milano e Roma. Questo significa che, nonostante la fortissima diminuzione del movimento congressuale che penalizza l’Europa, le città turistiche e commerciali italiane saranno le prime ad uscire dal tunnel. I dati dell’Italian Hotel Monitor, sondaggio mensile di Trademark Italia che dal settembre 2000 studia il movimento alberghiero in 47 città italiane, dimostrano che la media dei prezzi e di occupazione camere negli ultimi 12 mesi flettono, ma resistono. A Napoli, ad esempio, nel 2007 l’occupazione media delle camere sfiorava il 77%, nel gennaio 2008 era scesa al 38%, oggi la ripresa è evidente (l’occupazione media dell’ultimo anno è al 55%, il prezzo medio è tornato a 106 euro) e la situazione è addirittura migliore di quella che gli albergatori prevedevano.Unico segnale di allarme è quello del livello medio di occupazione camere. Quando si colloca al di sotto del 60% diminuisce o si azzera la redditività. Un caso negativo straordinario è quello di Bologna, vittima di un’ondata di overbuilding, che passa da un invidiabile occupazione camere nell’ottobre 2000 pari al 79,2%, ad una media annua attuale del 49% nelle strutture alberghiere di categoria upscale.  In generale i prezzi espressi dal Monitor (che comprendono piccola colazione e IVA) sono scesi. La variazione negativa vede gli operatori costretti a ridurli per inseguire il mercato, anziché aumentarli per seguire l’inflazione. Sintesi dei prezzi: a giugno 2009 la soglia di resistenza media dei 4 stelle si fissa a 118 euro, mentre negli alberghi a 3 stelle raggiunge i 63 euro.L’Italia alberghiera spesso criticata, in un anno terribile, di altissima difficoltà per la finanza, l’economia e il commercio mondiali, mostra una sorprendente resistenza. Ad andare meglio sono le grandi città turistiche: Venezia, Roma e Firenze. Anche Milano resta sul 63% di occupazione. La contrazione del turismo internazionale, il crollo delle attività congressuali, un minore movimento commerciale facevano presumere una sostanziosa flessione dell’occupazione camere media di queste 10 città, con perdite stimate del 12-15%. Questa ipotesi è stata smentita dai fatti. Considerando il calo a due cifre maturato nello stesso periodo da finanza, mercati e industria, gli alberghi – senza dubbio alcuno – hanno avuto una performance soddisfacente.

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Aprile: bilancio in rosso per gli alberghi delle città italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2009

Dai dati dell’Italian Hotel Monitor emerge una ulteriore flessione degli indici di occupazione delle camere. Generale riduzione dei prezzi (non nei 5 stelle) Peggiorano anche ad aprile i dati dell’industria alberghiera italiana. L’indice medio nazionale di occupazione camere si ferma al 65,2%, un calo di 4,8 punti rispetto allo scorso anno. Continua la flessione della domanda in tutte le città d’affari: Milano  (-9,9%), Torino, Como e Brescia perdono tra il 9 e il 13% di presenze rispetto allo stesso mese del 2008. La situazione risulta leggermente migliore nelle 3 grandi città d’arte: 3-4% in meno per Venezia e Firenze, mentre Roma perde il 4,5% delle presenze. Diminuzioni pesanti anche Verona, Pisa e Siena che perdono tra il 5 e il 6%. Prezzi ancora in discesa, con il ricavo medio per camera in flessione del -6,5%. Previsioni generali negative anche per giugno. Le areee business, fiere e congressi rallentano ancora.  La recessione economica non è finita e continua a produrre i suoi effetti sull’industria dell’ospitalità italiana. L’Italian Hotel Monitor (IHM) del mese di aprile 2009, elaborato da Trademark Italia grazie alla collaborazione di 550 albergatori italiani, conferma che la crisi resta in agguato. Il calendario di aprile 2009 beneficiava delle festività Pasquali, ma la Pasqua si è risolta con leggeri vantaggi solo per le città d’arte e cultura, caratterizzate da quote importanti di clientela turistica. Dove tutto dipende dal movimento commerciale e d’affari le flessioni sono pesanti, ma ancora sostenibili. Nel complesso delle città monitorate si rileva un calo dell’occupazione camere di 4,8 punti rispetto allo stesso mese del 2008, che corrisponde al 5,3% in meno di presenze alberghiere (una diminuzione mensile di circa 10.000 pernottamenti) rispetto al 2008 nelle 47 città italiane del Monitor. L’impatto è meno grave per le strutture ricettive a 3 stelle (la cui flessione media è di 2,7 punti di occupazione e -4% del movimento), che però hanno mediamente ridotto i prezzi del 4,6%. Gli alberghi a 4 stelle registrano una flessione del -6,9% delle presenze alberghiere. Novità nella categoria “alberghi a 5 stelle”, dove la flessione delle presenze arriva al 10%, ma a fronte di un aumento dei prezzi del +6,8% rispetto ad un anno fa.
Italian Hotel Monitor (IHM), grazie alle risposte di oltre 550 corrispondenti e ai dati di forniti da gruppi alberghieri e catene, misura mensilmente il polso dell’industria alberghiera di 47 capoluoghi di provincia italiani. IHM è uno strumento scientifico indipendente, regolarmente consultato da investitori, fondi internazionali, istituti di credito, albergatori e stakeholders del sistema turistico. Da settembre 2000 è il più affidabile strumento di monitoraggio del mercato alberghiero italiano.

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