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Posts Tagged ‘alberi’

Firenze: le allergie e gli alberi della tramvia

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Firenze: lettera aperta al sindaco di Firenzeda vivere la città. “Preg. Sindaco di Firenze, abbiamo ricevuto l’articolo, quì riprodotto, a firma del Dr. Francesco Zangari, e siamo rimasti veramente sconcertati nell’essere venuti a conoscenza che nei filari della tramvia sono state messe a dimora decine e decine di alberi della specie Carpinus betulus, una delle cinque specie notoriamente allergeniche da evitare in ambito urbano.
Pertanto, le domandiamo: Chi è stato a effettuare tale scelta? Quando saranno rimossi e messa a dimora una specie che potete scegliere tra Liquidambar, Liriodendro, Acero, Gledizia, Tiglio, Cedro, Gingko e Pero possono? Chi pagherà per dette sostituzioni?
Le ricordiamo che in primavera le persone che soffrono di allergia ai pollini avranno sintomi, come rinite, congiuntivite, asma: in sintesi milioni di starnuti, nasi che colano ed occhi rossi. Non solo, ma vi saranno enormi costi per acquistare farmaci e/o oneri a carico della sanità pubblica. Oggi si stima che un italiano su quattro soffra di una qualche forma di allergia e che nei prossimi 20 anni il problema possa crescere colpendo addirittura un italiano su tre. Una parte del problema deriva dalla maggiore diffusione delle piante allergiche e su questo punto è dovere dei sindaci di intervenire nel verde urbano per impedire e che siano messe a dimora nell’arredo urbano, varare un progetto per rimuoverle quando sono lungo le strade a una distanza dalla carreggiata inferiore a quella prevista dal Codice della Strada, provvedendo a sostituirle in opportuni spazi con realizzazioni di verde anallergico a zero emissione di pollini. Attendiamo di leggerla, Pier Luigi Ciolli.”

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Legambiente sui crolli di alberi a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

“Ogni soffio di vento fa crollare rami in tutta Roma, i tagli del comune, oltre a essere una follia in ambientali, sono una strage anche inefficace”Anche in queste ore, all’aumento del vento sono venuti giù in tutta Roma rami e alberi interi ad aggiungersi alle migliaia già crollati nei mesi scorsi, tutto ciò, per Legambiente, dimostra la completa inefficacia delle misure messe in campo dall’amministrazione comunale, fatte di soli abbattimenti continui del verde.”La strage di alberi messa in campo dall’amministrazione comunale, oltre a essere una vera follia in termini ambientali, è completamente inefficace per la sicurezza pubblica, a ogni soffio di vento infatti, continuano a crollare rami in tutta la capitale – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. In ogni quadrante cittadino sono stati abbattuti migliaia di grandi alberi ritenuti pericolosi, spogliando Roma delle sue arterie verdi e cambiando l’orizzonte in troppi quartieri dove, adesso, rimane asfalto, cemento, rami ammucchiati e tronchi mozzati; è evidente che a tutto ciò non è corrisposto alcun miglioramento in termini di sicurezza anzi, ogni albero in meno rende la città meno pronta ai mutamenti climatici scatenati dalle emissioni di gas climalteranti. Gli alberi non vanno abbattuti ma piantati, e quando sono alla fine del ciclo vitale o in condizioni di pericolo per la collettività, devono essere sostituiti con alberi grandi, più idonei e resistenti alla violenza del clima. Oggi a Roma ci sono migliaia di alberi abbattuti sulle strade sotto il vessillo della sicurezza, migliaia crollati per la violenza del vento o delle piogge, nessun progetto di reale riforestazione a bordo strade, troppo ossigeno in meno e meno difese contro il caldo estremo che tornerà: l’immenso patrimonio del verde stradale della capitale va gestito bene, assistiamo invece a una mattanza”.

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Giornata degli alberi: visite guidate gratuite a Villa Borghese

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Roma, Mercoledì 21 e sabato 24 gli appuntamenti con i cittadini In occasione della Giornata nazionale degli alberi, celebrata il 21 novembre, l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale ed il Servizio Giardini di Roma Capitale organizzano una visita guidata gratuita all’interno di Villa Borghese.Un trekking alla scoperta degli alberi e del grande patrimonio ambientale custodito all’interno di uno dei parchi storici più belli della Capitale.Durante la visita che avrà inizio alle ore 9.30 con appuntamento in piazzale del Museo Borghese, verrà illustrato ai partecipanti l’importanza degli alberi per il miglioramento della qualità dell’aria ed i loro ritmi di vita. Si attraverserà la valle del Graziano per ammirare i platani cinquecentenari e si farà una tappa presso il grande leccio monumentale salvato, con l’intervento gratuito di una equipe di esperti, da un attacco di parassiti che ne avevano compromesso la salute.La passeggiata si concluderà con la messa a dimora un albero donato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma. “Vogliamo sensibilizzare i cittadini sul ruolo fondamentale svolto dagli alberi nel riequilibro delle emissioni inquinanti, nel miglioramento della qualità dell’aria e della vivibilità della città. Ma, soprattutto, vogliamo coinvolgerli sempre di più nelle azioni mirate alla cura del verde e alla forestazione urbana che stiamo mettendo in campo. Un percorso di partecipazione che ci sta a cuore e che abbiamo avviato da tempo, per esempio, con il nuovo Regolamento del Verde Urbano scritto articolo per articolo con il contributo delle associazioni di categoria” dichiara l’assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari. L’appuntamento si ripeterà anche sabato 24 novembre per un’altra passeggiata guidata nel magnifico parco romano.

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Campidoglio, al via potatura e messa in sicurezza 82mila alberi con maggiori criticità

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

alberiRoma. A partire dal 4 luglio saranno firmati i contratti per la potatura e la messa in sicurezza di 82mila alberature di Roma Capitale. Gli interventi sono il risultato di un bando europeo per un valore di 3,5 milioni di euro. Lo riferisce, in una nota, il Campidoglio.“E’ il primo tassello di un percorso finalizzato a garantire un’attenzione costante e puntuale per i 330mila alberi della città. Partiamo dalle situazioni più critiche, ma stiamo lavorando per estendere il raggio d’azione”, spiega l’assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari. “Invertiamo la rotta dopo anni di incuria e di abbandono, garantendo un’oculata programmazione e assoluta trasparenza nelle procedure. Finalmente dopo Mafia Capitale creiamo le condizioni per ristabilire la normalità all’insegna di una pianificazione strategica”, conclude.

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Gli alberi del Vajont a forma di virgola e che oggi fanno ridere i bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 14 Mag 2017

vajontFranceschini: “Ecco gli alberi che sopravvissero all’immane tragedia del 1963. Sono tutti da tutelare. Oggi 54 anni dopo possiamo andare sul corpo di frana che oramai non fa più paura ma nell’immaginario comune custodisce i corpi delle centinaia di persone non più ritrovate”. “Il Bosco Vecchio del Vajont è un luogo da tutelare . Al suo interno ci sono gli unici alberi testimoni sul corpo di frana. A distanza di 54 anni dalla tragedia possiamo andare sulla frana che travolse la Valle del Vajont , proprio sul corpo di frana che sosta immobile dentro a due chilometri di Valle e che oramai non fa più paura. Nell’immaginario comune questa frana custodisce i corpi di centinaia di persone mai più ritrovate. Dunque è davvero un luogo sacro dove possiamo vedere ancora oggi i pochi sopravvissuti a quella tragedia . Si tratta di un gruppo di alberi con più di 60 anni di storia e che riuscirono a resistere all’immane tragedia e possono raccontarcela . Ecco perché il Bosco Vecchio della Valle del Vajont è un luogo da tutelare sempre”. Lo ha affermato Giovanna Franceschini , Guida Ambientale Escursionistica AIGAE della valle del Vajont.“Poco lontano dalla diga – ha proseguito Franceschini – si sviluppa un’area boschiva denominata “il Bosco Vecchio di Erto”. E’ la parte residua del bosco preesistente al catastrofico evento franoso del 9 Ottobre del 1963. Vi convivono, con una composizione tipica di un’associazione ecologica secondaria, essenze arboree – Abete rosso, Larice e Pino mugo, Betulla e Faggio, Pino silvestre, Pino nero e diverse specie di Pioppo – ed arbustive – Nocciolo e Ginepro dal cui diametro si comprende essere risalenti a non più di 40 anni fa ma allo stesso tempo si incontrano alberi con più di 60 anni di vita e dall’aspetto davvero insolito. Infatti , tali alberi , presentano dei tronchi che partono fortemente obliqui fin dalla base e poi, disegnando un’ampia curvatura, si raddrizzano con la punta in assetto verticale. Altri, esposti a leggeri avvallamenti, hanno le radici ancorate al bordo e i tronchi orizzontali, non poggianti direttamente sul terreno, ma sorretti dai rami rivolti verso il basso, morti, mentre i rami vegeti, rivolti verso l’alto, si sono trasformati in nuovi alberi con propri tronchi verticali, diritti, e una folta chioma. Presso le radici del tronco “madre” si osserva il consistente rigonfiamento generato dall’incremento delle strutture interne atte a mantenere in vita i tronchi “figli”. Fra questi due aspetti, estremi, ve n’è un gran numero di intermedi, alcuni mostrati da individui morti.
Tutte queste strane forme derivano da una straordinaria storia vissuta da quegli alberi: nacquero verticali su un pendìo fortemente obliquo, si ritrovarono obliqui a causa del franamento in un unico blocco, e della conseguente diminuzione di pendenza, dell’intero versante montuoso sul quale erano nati e, infine, negli ultimi 53 anni hanno messo in atto un potente sforzo vegetativo per riconquistare, con la verticalità, la luce del sole indispensabile alla loro esistenza. Ecco che in questo Bosco vera memoria di quanto accadde abbiamo insieme un’area, dove la vegetazione ha ricolonizzato il terreno precedentemente deforestato e all’altra i segni della sofferenza e della resistenza a quanto accadde quella notte”.
Cosa accadde il 9 Ottobre del 1963 “Alle 22:39 una frana di 260 milioni di m3, l’intero versante settentrionale, lasciò il Monte Toc scivolando su una superficie rocciosa sepolta in profondità e inclinata oltre i 40°. Viaggiando alla velocità iniziale di 60 m al giorno – ha ricordato Franceschini – e finale di 98 km all’ora, in meno di un minuto quella frana si immerse nel lago sottostante, artificialmente generato sbarrando il torrente Vajont con la diga a doppia curvatura allora più alta del mondo, 261 metri e 60; lago che partecipava con altri sette invasi artificiali all’impianto per l’approvvigionamento idroelettrico denominato “il Grande Vajont” negli anni del boom economico italiano. L’immersione della frana nel lago causò l’espulsione di 50 milioni di m3 d’acqua che nei successivi quattro minuti rasero al suolo 9 frazioni di Erto e Casso e i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Villanova e Rivalta causando la morte di 1.910 persone, 487 delle quali erano bambini e ragazzi con meno di 15 anni, alcuni non ancora nati”. “Proprio sulla montagna possiamo ritrovare tracce di quanto c’era prima dell’onda . Ad esempio possiamo vedere pavimenti in cotto o graniglia – ha concluso Giovanna Franceschini – e addirittura numerosi cenotafi di cui alcuni innalzati ad una famiglia proprio dove prima sorgeva la casa. Oggi possiamo percorrere l’intero sentiero del Bosco Vecchio con gli alberi sopravvissuti, il percorso sulla frana, vedere i cenotafi in Val Vajont, essere sull’attuale lago del Vajont, visitare i centri storici di Erto e di Casso, la sede espositiva dell’ EcoMuseo Vajont, la bottega di Mauro Corona, La Chiesa monumentale di G. Michelucci a Longarone, il Cimitero monumentale delle Vittime a Fortogna”.

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“Combattere l’inquinamento con gli alberi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2015

alberiBologna Giovedì 29 Ottobre, ore 17, presso la sala del Cubiculum Artistarum dell’Archiginnasio di Bologna, Piazza Galvani 1, si terrà l’incontro “Combattere l’inquinamento con gli alberi”.All’interno degli eventi mensili organizzati dall’Accademia Nazionale di Agricoltura in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Emilia Romagna Riccardo Adversi – Dottore agronomo forestale e landscape designer – tratterà il tema dell’utilizzo della vegetazione come valido strumento di contrasto dell’inquinamento urbano.Il costante innalzamento di polveri sottili, gas, allergeni, CO2 e temperature è, ormai, diventato una costante delle aree urbane e un problema per la salute degli abitanti. La vegetazione all’interno delle città può rivelarsi un valido aiuto nel contenere e regolare gli effetti negativi del microclima all’interno dei centri abitati. In particolare gli alberi svolgono una costante e significativa azione favorendo molteplici funzioni benefiche: estetico-paesaggistica, termoregolatrice, igienico-sanitaria, climatico-ambientale.Gli alberi però, come ogni essere vivente, necessitano di spazi e cure adeguate che, inevitabilmente, portano a costi per l’impianto e la manutenzione di aree verdi efficaci. Il tema è attualmente tra i più dibattuti, non solo in ambito scientifico, ma anche dall’opinione pubblica sempre più interessata ai temi della salvaguardia ambientale, in particolare, quando si unisce alla vivibilità e salubrità delle zone urbane. Una risposta potrebbe, infatti, provenire dallo sviluppo accordi volontari con aziende private poste sul territorio, come già avviene in molti paesi europei, allo scopo di compensare la loro impronta ambientale (carbon footprint) attraverso uno studio delle emissioni prodotte con il sistema LCA – Life-Cycle Assessment. Queste e altre possibilità saranno trattate all’interno del pomeriggio.
Riccardo Adversi: Dottore Agronomo e forestale è stato, dal 1987 al 1996, Collaboratore esterno della Cattedra di Paesaggistica, Parchi e Giardini della ex Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna. Oggi è membro della Commissione Edilizia e Qualità Ambientale del Comune di San Lazzaro di Savena (BO) e socio dell’Associazione Italiana di Architettura e del Paesaggio (AIAPP).
L’incontro “Combattere l’inquinamento con gli alberi” che si terrà, alle ore 17, presso il Cubiculum Artistarum dell’Archiginnasio di Bologna in Piazza Galvani 1, vedrà l’introduzione dei relatori da parte del prof. Gianpietro Venturi – Accademia Nazionale di Agricoltura. Ingresso libero fino a esaurimento posti. (alberi)

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Roma: Villa Ada e i suoi alberi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

villa ada maneggioIl 5 maggio 2015 l’assessore all’Ambiente, Estella Marino, ha dichiarato:
“A ottobre saranno effettuati i lavori di messa a dimora delle nuove alberature”.
Il 4 agosto 2015, ha poi ribadito:
“In autunno, come previsto dal progetto, partirà la piantumazione di nuove essenze per sostituire quelle abbattute”.
Gentile assessore Marino,
siamo qui a ricordarle che lo scorso 21 settembre è iniziato l’autunno – unica stagione propizia per la messa a dimora di nuove piante – dunque siamo certi che sia tutto pronto per provvedere nelle prossime settimane alla completa sostituzione dei 52 alberi abbattuti durante l’estate nel Parco di Villa Ada.Se così non fosse, vorrebbe dire che le sue parole sono state solo una beffa per i cittadini e vane promesse per edulcorare l’opera delle motoseghe che hanno mutilato e parzialmente desertificato questa splendida villa storica.
Non vogliamo credere che sia così, nonostante il verde pubblico di Roma sia ridotto allo stremo dopo mesi di insano abbandono di ogni manutenzione per lo stop ai bandi in conseguenza dell’indagine su Mafia Capitale.A contrappunto villa ada penisolavilla adadell’abbandono della cura, per Villa Ada c’è stato un eccesso di sfruttamento lucrativo con strascico di proroghe sino a pochi giorni fa della privatizzazione della penisola del lago grande per gli impattanti concerti estivi.Il lascito per la villa (come da foto allegate) sono rifiuti, alberi danneggiati e prati ridotti a polverose spianate. Peccato che l’area – come da Bando – avrebbe dovuto essere restituita nelle stesse condizioni in cui era alla presa in consegna: quindi prato prima vuol dire prato dopo!Per non parlare del maneggio che si va allargando nella pineta (foto allegata) – con un canone irrisorio che non ci risulta essere stato ancora adeguato – o dei lavori di ristrutturazione segnalati nell’ex casa del custode (ma quell’immobile non doveva tornare nella piena disponibilità pubblica?).
In conclusione attendiamo fiduciosi la tempestiva ripiantumazione degli alberi di Villa Ada. Vigileremo che ciò avvenga, pronti in caso contrario a mobilitare i tantissimi romani che frequentano e amano questo parco unico al mondo. (I Leprotti di Villa Ada Osservatorio ambientale “Sherwood”) (foto: villa ada maneggio)

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Alberi di Natale

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Acquistare un albero di Natale: come risparmiare? Il consiglio primario e’ di rinunciare all’abete vero e scegliere quelli finti: le produzioni sono diversificate e l’effetto “abete vero” si puo’ facilmente ottenere anche con quello finto; la maggiore precauzione, specialmente per quelli piu’ economici che provengono dai mercati asiatici, e’ di porre attenzione ai marchi di garanzia di produzione e al materiale utilizzato: trattandosi di un oggetto che sara’ sicuramente molto palpeggiato dai bambini, la sensibilità di questi ultimi a materiali irritanti e’ maggiore di quella degli adulti, quindi la precauzione non e’ mai troppa e i consigli del commerciante, se si ha verso questi un buon rapporto, possono essere importanti. Se proprio non si puo’ fare a meno dell’abete vero, ci sono due metodi: – non fermarsi alla prima offerta e, soprattutto, non credere che quelli venduti per strada da improvvisati ambulanti debbano necessariamente costare meno; – aspettare ad acquistarlo fino agli ultimi giorni prima di Natale, quando la possibilita’ di un esubero di una merce invendibile dopo il 25 dicembre, indurra’ i commercianti a piu’ disponibilita’ nel praticare sconti.
Infine -consiglio valido anche per chi non e’ interessato a risparmiare- scegliere l’abete vero solo se si ha possibilita’ di ripiantarlo. Se non si ha un giardino proprio, dove magari l’albero potra’ essere riutilizzato anche l’anno successivo con una suggestione diversa rispetto al chiuso delle mura domestiche, conviene informarsi presso le locali associazioni ambientaliste e il corpo forestale dello Stato: ripiantarlo in un luogo giusto (per armonia, anche estetica, della natura), oltre ad arrecare un beneficio all’ambiente, serve meglio alla propria coscienza ecologica.

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“Nel Paese chiamato Alberi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Roma 8 ottobre alle ore 19  presso la libreria Il Filo (Via basento 52)  “Nel Paese chiamato Alberi”  favole per bambini un po’ adulti e adulti un po’ bambini Conobbi Giuseppe Mistretta anni fa, a Londra. Lo sguardo vispo, la profondità del  pensiero, il parlare semplice e con parole argute lo distinguevano dagli altri. Leggere i tre racconti contenuti in questo volume è una gioia. Come per tutti i libri che meritano, non si dimentica: la sottile ironia e il sottofondo serio della sua scrittura ritornano durante la giornata e nel ricordo la arricchiscono. Questo è un libro che si rilegge con piacere:una rarità. Descrive antichi popoli e nazioni emergenti accomunati da mores assurdi e vacui, aspirazioni stolte e anche nefanda, ma anche il buon senso degli individui, delle persone umili, o, dovrei dire,delle cose più umili, come le suole eroine del terzo racconto. Oltre a dilettare il lettore, Giuseppe Mistretta dà un messaggio di speranza velata di leggera amarezza….

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Roma: Potatura estiva alberi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

«Il programma estivo di potature degli alberi non è nocivo ed è mirato solo ad un alleggerimento delle chiome». Lo afferma Tommaso Profeta, direttore del Dipartimento Tutela ambientale e del Verde, in merito alle perplessità che, ciclicamente, vengono sollevate sugli interventi estivi di potatura che il Servizio giardini del Comune opera regolarmente in estate sugli alberi più a rischio.
«Il programma – spiega Profeta – è iniziato lo scorso 19 luglio e si concluderà il 30 agosto e riguarderà un totale di oltre 800 essenze (tra pini e platani) di “prima forza” potati e messi in sicurezza. I giardinieri comunali hanno già realizzato la “rimonda” dei pini di via Prenestina e via Palmiro Togliatti oltre che dei platani di viale Regina Margherita e viale Liegi. Dopo gli interventi sui platani di viale delle Milizie, ora in corso, le operazioni si concluderanno con la potatura, già in parte realizzata, dei platani di viale Giulio Cesare e di viale Angelico». «Si tratta di interventi necessari soprattutto a garantire la stabilità delle essenze vegetali – chiarisce Profeta – che comportano un alleggerimento delle chiome per mantenere l’architettura delle essenze arboree e scongiurare il pericolo di schianti e le interferenze con i cornicioni e le facciate dei palazzi. Le piogge autunnali, infatti, appesantiscono fortemente il fogliame, aggravando i rischi di rottura delle branche o di caduta dell’intera pianta, nei casi di alberi fortemente antropizzati o anziani». «In quest’ottica – prosegue Profeta – speriamo di chiarire una volta per tutte le perplessità ciclicamente sollevate circa l’opportunità di questi interventi estivi. Il periodo più idoneo, infatti, per le potature degli alberi spoglianti è da novembre a fine marzo, quando è possibile effettuare interventi più severi. Nel periodo estivo, per effetto del caldo, le piante sono in quasi totale riposo e i nostri interventi sono rivolti al prelievo di un terzo della vegetazione in modo da limitare la traspirazione naturale che è dannosa per la pianta. Si aggiunga che il primo dovere che questa Amministrazione intende perseguire è quello di garantire la sicurezza dei cittadini, realizzando le potature di sicurezza e approfittando dell’assenza di traffico svolgendo un accurato monitoraggio delle essenze più antropizzate». «Per garantire la sicurezza, dunque, quest’estate abbiamo impegnato ogni giorno 40 giardinieri di ditte specializzate e 10 giardinieri comunali – conclude Tommaso Profeta – con cantieri che operano contemporaneamente anche su sei alberate diverse, in modo da intervenire con rapidità e la massima efficacia».

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Sofia saluta Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

Roma, 22- 24 luglio Giardini di Castel Sant’Angelo, ore 21.30,  Mondo Fitness, Parco di Tor di Quinto, ore 22.00 24 luglio Giardini di Castel Sant’Angelo, ore 21.30 Un appuntamento per conoscere un popolo poliedrico animato da una creatività e da una voglia di vivere dirompenti: dal 22 al 24 luglio prossimi la terza edizione di Sofia saluta Roma si sdoppia fra “Letture d’estate. lungo il fiume e tra gli alberi” a Castel Sant’Angelo e Mondo Fitness presso il Parco di Via Tor di Quinto: una rassegna di cultura e spettacolo bulgari ideata ed organizzata dall’Istituto Bulgaro di Cultura a Roma e dall’Associazione Culturale Italo-Bulgara “La Fenice”  con il Sostegno del Comune di Sofia con l’obiettivo di far conoscere al pubblico italiano la creatività di un Paese spesso ignota. Un rapporto culturale ed economico ratificato di recente da un importante protocollo d’intesa espressamente voluto dai Sindaci di Sofia e di Roma. Fra i protagonisti della rassegna
Si apre quindi il 22 luglio (Castel Sant’Angelo, ore 21.15) con i Wladigheroff Brothers And Band: dopo il successo del 13 marzo scorso alla Casa del Jazz, il trio Wladigheroff torna nella Capitale accompagnato dallo splendido violoncello di Linda Mancheva.
La sera del 23 si sdoppierà fra Castel Snt’Anelo e il Parco di Tor di Quinto.
In programma, infatti, presso i Giardini di Castel Sant’Angelo, moda, danza e cinema. La serata si apre con un’esposizione e sfilata di bigiotteria. A firmarla creativi come Monika Naydenova, Miroslav Milev, Milka Alexandrova /Buci. A presentare questi lavori sarà Raliza Kavaljieva, ballerina nonchè direttrice della Scuola di danza “Stelle dell’Est” supportata da allievi e ballerini della sua Scuola. Mentre presso Mondo Fitness al Parco di Tor di Quinto alle 22.00 sarà protagonista la musica di Elitza Todorova e Stoyan Yankoulov: voce e percussioni per una serata fra disco e jazz.
Si torna a Castel Sant’Angelo (ore 21.30) il 24 e si chiude con I Ragazzi prodigio di Sofia.    Esiste una prodigiosa Fondazione, la Madonna di Vitocha, a Sofia che combatte da anni per fornire il giusto appoggio ai ragazzi bulgari di talento. Raccoglie fondi, ovviamente, e sostiene i giovani che hanno numeri nella formazine e nello sviluppo. Ma li accompagna anche nel loro debutto. Castel Sant’Angelo sarà scenario di alcune delle proposte più curiosi e interessanti. Dai dipinti ed oggetti dei più piccoli, i ragazzi delle elementari e  delle medie provenienti dalle Scuole d’Arte. Alle realizzazioni dei più grandi, gli studenti dell’Accademia presentati in un film video sui lavori più recenti. (buchi)

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Silvia Camporesi: Eravamo persone come alberi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2010

Modena fino al 30/4/2010  Via Giovanni Muzzioli 8  Betta Frigieri Arte Contemporanea a cura di Luca Panaro La galleria Betta Frigieri presenta in anteprima i nuovi lavori fotografici e video di Silvia Camporesi (Forli’ 1973), pensati appositamente per questa occasione espositiva. Il misticismo laico che spesso caratterizza la ricerca dell’artista e’ quanto mai evidente in questa serie ispirata ai Quaderni (1941-42) di Simone Weil. Gli scritti della filosofa francese, venuti alla luce in forma pressoche’ clandestina e dunque pubblicati quasi interamente postumi, costituiscono un interessante laboratorio di pensiero, fonte di profonde riflessioni e testimonianza di una rara integrità esistenziale.  La posizione etica fondamentale di Weil è quella di mettersi sempre dalla parte degli oppressi. Silvia Camporesi prende spunto da questa esperienza per indagare cinque figure di donne costantemente in bilico fra il normale e l’anormale, autoritraendosi nei loro panni. Uno di questi ritratti fotografici si riferisce proprio a Simone Weil che, coerentemente al suo pensiero, decide di lavorare per otto mesi nelle officine Renault per comprendere quella condizione operaia che poi testimonierà sotto forma di diario e di lettere (1951). “Dalla figura umana al paesaggio, Silvia Camporesi ritrae in una suggestiva installazione una natura malinconica, a tratti surreale, ricca di riferimenti letterari. La mostra si completa di un video che, in armonia con le altre opere, riflette sulla possibilità di elevarsi spiritualmente partendo dalla bellezza e dall’eleganza delle arti marziali. Protagonista del video e’ infatti una campionessa europea di Karate che esegue il kata UNSU (un combattimento simulato da realizzarsi con grande precisione e agilità); la donna, chiusa in una cella, ulteriore citazione della figura di Simone Weil, attraverso il corpo esplora lo spazio e lo trascende”. (silvia)

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MaxSolinas. In silenzio tra gli alberi

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 Mag 2009

MaxOderzo (TV), Calle Pretoria 6.dal 30 maggio al 18 luglio Ristorante Gellius, Orari di apertura: da martedì a domenica 10.30 – 21.30 Le opere di MaxSolinas in mostra fino al prossimo 18 luglio al Ristorante Gellius di Oderzo Taglio del nastro venerdì 29 maggio alle ore 18.00 presso il ristorante Gellius di Oderzo per l’esposizione dedicata allo scultore veneto MaxSolinas. Un appuntamento con l’arte e la cultura che costituisce il secondo momento de “I Sensi dell’Arte”, percorso di promozione e valorizzazione della creatività veneta inaugurato dal locale opitergino lo scorso febbraio con la mostra dedicata a Simon Benetton. L’evento, premiato da grande successo di pubblico e critica – per gran parte inedite le opere esposte, tutte accompagnate da riflessioni poetiche dell’artista – ha ora in MaxSolinas il suo ideale seguito. Ideale: perché da sempre questo artista ha proprio in Benetton uno dei suoi grandi riferimenti artistici, ma anche perché con la scelta di questo autore si delinea la volontà di offrire una vetrina sulle presenze artistiche più originali e significative espresse dal territorio. Legno, pietra, bronzo e ferro. Diverse forme delle materia per un’esposizione da gustare con gli occhi e con il cuore, omaggio alla bellezza e all’energia vitale della Donna come Madre Terra e icona di ogni forza generatrice. Ed è il corpo femminile il protagonista assoluto dell’esposizione: plasmato nelle sue linee essenziali, in un susseguirsi di forme rotonde nelle quali si perde ogni spigolosità. Tutto è morbido, della stessa avvolgente consistenza di un abbraccio sottinteso con la materia. A rappresentarlo gli alberi: silenziose braccia della terra, Madre e Dio per eccellenza. Una presenza rievocata dal titolo dell’esposizione, “In silenzio tra gli alberi”, provocatoria sfida all’immaginazione dei visitatori che percorreranno le sale del Gellius – tra antichi reperti di età imperiale e moderne architetture – alla scoperta delle 13 creazioni esposte di Max Solinas.

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De Lillo: “nuovi alberi per Roma”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

“La Giunta comunale, su mia proposta ha, approvato la  ripiantumazione di nuovi alberi in sei aree di pregio ambientale con uno stanziamento in via preliminare di  1,1 milioni di euro”.  Lo comunica l’assessore all’ambiente Fabio De Lillo precisando che “è in questo modo, con azioni concrete, che  Roma ribadisce il suo impegno per il raggiungimento dell’obiettivo del Protocollo di Kyoto che per la Capitale prevede un taglio delle emissioni di gas nocivi del 6,5% entro il 2012”.   “Con la riforestazione – aggiunge De Lillo – riusciremo a creare serbatoi naturali per assorbire l’anidride carbonica in eccesso e rilanciare con forza l’azione dell’amministrazione nella lotta all’inquinamento dell’aria e la difesa del verde”. Saranno sei le aree interessate agli interventi tra cui l’Inviolatella per 182.130 Euro (200.000 Euro lordi); la Tenuta Marcigliana per 100.166 euro (110.00 Euro lordi), il Parco archeologico del Tiburtino per 182.130 euro (200.000 Euro lordi), Madonnetta per 100.166 Euro (110.000 Euro lordi); Volusia per 136.591 Euro (150.000 lordi) e Albuceto 200.347 Euro (220.000 Euro lordi). Al totale generale paria  980.000 Euro lordi andranno ad aggiungersi altri 120.000 Euro, fondi necessari alla progettazione.

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