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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘alcol’

“Alcol, sostanze psicoattive e gravidanza: un’alleanza tra cultura, tutela e diritti”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma Lunedì 23 settembre 2019, Ore 9 – 13 Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72. Il termine FASD (Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati) descrive lo spettro di effetti che si possono manifestare in una persona esposta all’alcol in fase prenatale. Le conseguenze dell’uso di alcol durante la gravidanza comprendono un continuum di danni che includono disabilità e problemi di tipo fisico, mentale, comportamentale e/o di apprendimento, con implicazioni che possono durare tutta la vita. Diversi studi compiuti all’estero hanno dimostrato che la prevalenza della FASD è più elevata nei bambini e negli adolescenti in situazione di adozione, affidamento e tutela sociale. La maggior parte dei bambini adottati affetti da FASD proviene dall’Est Europeo, in particolare Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, dove l’etilismo rappresenta tutt’ora un grave problema medico e sociale.
In occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla FASD, che si celebra il 9 settembre, AIDEFAD – aps e CAMMINO in collaborazione con Mamme Matte, organizzano un incontro per affrontare le problematiche che la «nuova famiglia» può incontrare quando adotta un bambino che presenta problemi legati all’utilizzo dell’alcol da parte dei genitori biologici. L’obiettivo è quello di mettere in luce una situazione ancora poco conosciuta in ambito socio-sanitario e proporre un modello normativo in grado di garantire, al minore adottato e ai genitori, un’adeguata assistenza.

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Convegno.“Alcol, sostanze psicoattive e gravidanza:un’alleanza tra cultura, tutela e diritti”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Roma Lunedì 23 settembre 2019, Ore 9 – 13 Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72. Il termine FASD (Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati) descrive lo spettro di effetti che si possono manifestare in una persona esposta all’alcol in fase prenatale. Le conseguenze dell’uso di alcol durante la gravidanza comprendono un continuum di danni che includono disabilità e problemi di tipo fisico, mentale, comportamentale e/o di apprendimento, con implicazioni che possono durare tutta la vita. Diversi studi compiuti all’estero hanno dimostrato che la prevalenza della FASD è più elevata nei bambini e negli adolescenti in situazione di adozione, affidamento e tutela sociale. La maggior parte dei bambini adottati affetti da FASD proviene dall’Est Europeo, in particolare Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, dove l’etilismo rappresenta tutt’ora un grave problema medico e sociale.
In occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla FASD, che si celebra il 9 settembre, AIDEFAD – aps e CAMMINO in collaborazione con Mamme Matte, organizzano un incontro per affrontare le problematiche che la «nuova famiglia» può incontrare quando adotta un bambino che presenta problemi legati all’utilizzo dell’alcol da parte dei genitori biologici. L’obiettivo è quello di mettere in luce una situazione ancora poco conosciuta in ambito socio-sanitario e proporre un modello normativo in grado di garantire, al minore adottato e ai genitori, un’adeguata assistenza.

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“Alcol, sostanze psicoattive e gravidanza:un’alleanza tra cultura, tutela e diritti”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

Roma Lunedì 23 settembre 2019, Ore 9 – 13 Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72. Il termine FASD (Sindrome Feto Alcolica e Disturbi correlati) descrive lo spettro di effetti che si possono manifestare in una persona esposta all’alcol in fase prenatale. Le conseguenze dell’uso di alcol durante la gravidanza comprendono un continuum di danni che includono disabilità e problemi di tipo fisico, mentale, comportamentale e/o di apprendimento, con implicazioni che possono durare tutta la vita. Diversi studi compiuti all’estero hanno dimostrato che la prevalenza della FASD è più elevata nei bambini e negli adolescenti in situazione di adozione, affidamento e tutela sociale. La maggior parte dei bambini adottati affetti da FASD proviene dall’Est Europeo, in particolare Russia, Polonia, Ucraina, Bielorussia, dove l’etilismo rappresenta tutt’ora un grave problema medico e sociale.In occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sulla FASD, che si celebra il 9 settembre, AIDEFAD – aps e CAMMINO in collaborazione con Mamme Matte, organizzano un incontro per affrontare le problematiche che la «nuova famiglia» può incontrare quando adotta un bambino che presenta problemi legati all’utilizzo dell’alcol da parte dei genitori biologici. L’obiettivo è quello di mettere in luce una situazione ancora poco conosciuta in ambito socio-sanitario e proporre un modello normativo in grado di garantire, al minore adottato e ai genitori, un’adeguata assistenza.

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Alcol e droghe alla guida

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Bergamo. Mercoledì 10 ottobre mattinata di studio Auditorium “Lucio Parenzan” dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII al convegno “Alcol e droghe 4.0. La tecnologia al servizio della sicurezza stradale”. L’incontro è aperto tutti ed è gratuito con registrazione obbligatoria sul sito formazione.asst-pg23.it.
Le stime dicono che dal 30% al 50% degli incidenti stradali sono causati da alcol e droga alla guida, che resta la prima causa di morte nei giovani. Un binomio pericoloso quello tra sballo e volante che mette seriamente a rischio la sicurezza sulle strade. Anche in questo campo però la tecnologia può venire in aiuto: simulatori e tute che riproducono la guida in stato di ebrezza o disturbata da fattori come la stanchezza, etilometri collegati all’automobile che non parte se il risultato è positivo, alcol e drug test di ultima generazione, applicazioni per smartphone, ma anche modelli innovativi di controllo sulle strade e interventi educativi nei giovani che tengano conto delle nuove modalità di aggregazione nei locali del divertimento.
Ad aprire i lavori alle 9 del mattino Marco Riglietta, direttore dell’Unità Dipendenze del Papa Giovanni. A seguire si entrerà nel vivo del convengo con la prima sessione dedicata al controllo sulle strade, con interventi di Mirella Pontiggia, Comandante della Polizia Stradale di Bergamo, e di Marcel Solèr della Polizia stradale svizzera, che presenterà la nuova procedura seguita dalla Polizia Cantonale Dei Grigioni per accertare l’inabilità alla guida, che inizia con l’osservazione diretta dei comportamenti degli automobilismi da parte dei poliziotti che eseguono il controllo, secondo criteri specifici. Nella seconda sessione, dedicata ai locali del divertimento, interverranno Giordano Vecchi, gestore della discoteca Bolgia, e il deejay Tommaso Dapri, che porteranno la loro esperienza in prima linea come organizzatore di eventi di richiamo per i giovani.La terza e ultima sessione sarà invece dedicata alla prevenzione, con Andrea Noventa, psicologo del SerD di Bergamo e responsabile scientifico del convegno, che porterà l’esperienza del Progetto Safe Driver – che prevede, direttamente nei luoghi della movida bergamasca, l’affiancamento ai ragazzi nel proporre un’alternativa sicura alla guida in stato di ebrezza – e Roberto Cosentini che spiegherà la consulenza offerta al Pronto Soccorso ai pazienti che arrivano con intossicazione da sostanze psicoattive. Infine interverrà Monica Mecacci di Ford Italia, che presenterà il progetto Driving Skills For Life, programma di training rivolto in particolare ai neopatentati, per imparare tecniche di guida responsabile e acquisire maggiore destrezza nel riconoscere i pericoli, nel controllare l’auto, nel gestire la velocità e nell’evitare le distrazioniTra gli sponsor del convegno, oltre a Brembo e Associazione Genitori Atena, anche la ditta Dräger, multinazionale tedesca attiva da oltre 125 anni nel settore della sicurezza industriale e medicale. Dräger sarà presente con tutta la gamma di diagnostica (dagli etilometri precursori fino al DrugTest di ultima generazione) dotata di sensori molto sofisticati che sono in grado di rilevare con la massima precisione la presenza di alcool nell’espirato o sostanze stupefacenti nel liquido salivale.Il tema della guida sicura e della tecnologia applicata in questo ambito sarà protagonista anche dell’edizione di quest’anno di BergamoScienza. Dall’8 al 21 ottobre all’ex Chiesa della Maddalena (Via S. Alessandro, n. 39/D) si terrà il laboratorio “Test Driver droghe e sicurezza stradale”, organizzato dall’Associazione Genitori Atena (in collaborazione con ACI, SERD dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ATS di Bergamo, Polizia Stradale di Bergamo, Polizia Municipale di Bergamo, Istituto Pesenti di Bergamo, Rotary Centenario di Dalmine e FORD Italia) e pensato per i più giovani, per sensibilizzarli sui rischi connessi all’uso di alcol e droga alla guida. I partecipanti potranno provare dei simulatori e capire da sobri gli effetti che alcol e droghe hanno sull’orientamento, l’attenzione e la reattività alla guida. Verranno utilizzate anche le tute Drink Suite, Drug Suite e Hangover Suite, studiate dalla casa automobilistica Ford per simulare gli effetti sui riflessi e la coordinazione alla guida.Le tute progettate da Ford saranno protagoniste anche dello spettacolo teatrale “Driving skills” organizzato dalla Compagnia La Pulce sempre nell’ambito di Bergamo Scienza e in programma venerdì 19 ottobre alle 21 all’Auditorium di Bergamo (Piazza della Libertà). Uno spettacolo provocatorio, interattivo, in cui vengono simulati gli stati psico-fisici dovuti all’ebbrezza da alcol, all’assunzione di sostanze e agli effetti del post-sbornia. L’intento è, come sempre, parlare chiaro a ragazzi e adulti, perché conoscenza e consapevolezza sono l’unica arma che abbiamo contro i comportamenti a rischio.

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Abuso di alcol e danni epatici

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

tumore fegatoNon solo l’abuso costante di alcol, ma anche un ‘abuso saltuario’, può determinare seri problemi di salute. La diffusione dell’alcol tra i teenager suscita allarme tra gli esperti: nei fine settimana o durante l’‘happy hour’ spesso si ubriacano senza pensare alle conseguenze. Se bere alcolici è utilizzato per superare difficoltà relazionali diventa un bere problematico e si ricorrerà all’alcol ogni volta che si avranno difficoltà: in pratica è dipendenza. L’analisi dell’ISS dice che 3 ragazzi su 4 tra 16 e 25 anni bevono alcolici e se si abbassa l’età a 15 anni, un anno in meno del limite di legge per poterli acquistare, i dati non cambiano: beve il 67%. Il problema, oltre che sociale, è anche medico: negli adolescenti l’alcol viene metabolizzato con maggiore difficoltà e i danni al fegato ed al sistema nervoso sono maggiori che negli adulti. Così si facilita l’insorgenza di malattie del fegato, come la steatosi (o fegato grasso) e la steatoepatite che, nel corso degli anni, possono trasformarsi in cirrosi ed epatocarcinoma.” Solo a 18-20 anni si sviluppa maggiore capacità di metabolizzare l’alcol: perciò, come ricorda l’Oms, fino ai 20 anni non bisognerebbe bere più di un bicchiere di vino al giorno. “I giovani però non si accontentano di vino o birra, preferiscono i drink a base di superalcolici, ma devono capire che il loro è un errore gravissimo che può preludere alla dipendenza. Superare la soglia indicata dall’Oms – chiarisce il professor Caporaso – aumenta la probabilità di contrarre un danno epatico indipendentemente dalle bevande che si assumono, siano esse vino, birra o superalcolici. I dati sono preoccupanti: il 7% dei giovani fa abuso di alcol almeno una volta la settimana e il primo approccio alle bevande alcoliche si è abbassato a 10-11 anni. È importante anche non sottovalutare altri elementi come lo stile di vita nel suo complesso (abitudini alimentari, attività fisica, ecc.) e le modalità con cui ci si avvicina all’alcol. Bevute, quotidiane e lontane dai pasti, fumo e malnutrizione sono fattori altrettanto importanti nel determinismo del danno epatico.” Studi recenti dimostrano che l’abuso di alcol, sotto ogni forma, crea più problemi dell’epatite da virus HCV confermandosi, sia al Nord che al Sud Italia, il principale fattore di rischio per l’insorgenza di malattie epatiche, quali la steatosi alcolica o ‘fegato grasso’, una condizione molto diffusa in Italia. Un ruolo lo svolgono anche il sesso maschile e l’età: l’attività dell’alcol-deidrogenasi, infatti, risulta significativamente ridotta nelle donne giovani ed in quelle con più di sessant’anni. Negli uomini, invece, è del cinquanta per cento in meno nella fascia che va dai sessanta agli ottant’anni. Esistono geni che regolano la sintesi degli enzimi deputati alla neutralizzazione dei metabolici tossici dell’alcol e dei cosiddetti mediatori del danno quali, ad esempio, le citochine”. Cosa fare allora? Smettere di bere resta l’arma principale. Lo dicono i dati epidemiologici: la sopravvivenza a cinque anni delle persone affette da cirrosi è del 90%, ma scende al 70% se il paziente continua ad assumere alcol e, addirittura, al 30% se quello stesso soggetto è scompensato. Al momento non esistono farmaci che hanno la capacità di far regredire questa patologia ma sono disponibili sostanze antiossidanti (silibina, estratta dal cardo mariano, vitamina E) che hanno la proprietà di contrastare l’azione dei radicali liberi che rappresentano i vettori del danno epatico da parte dell’alcol. Queste sostanze potrebbero contribuire all’approccio terapeutico non solo nelle forme legate all’abuso di alcol ma anche al danno da farmaci, da tossici ambientali, ecc.

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Aumenta il consumo occasionale di alcol

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

istatNel 2016, certifica l’Istat, aumentano il consumo occasionale di alcol (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e il consumo lontano dai pasti (dal 26,1% al 29,2%). A eccedere più frequentemente sono gli over 65, i giovani di 18-24 anni e gli adolescenti di 11-17 anni. La popolazione giovane è quella più a rischio per il binge drinking, ovvero consumare 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione.
Una tendenza rilevata anche in provincia di Bergamo: lo studio ESPAD commissionato da ATS Bergamo all’IFC-CNR di Pisa con la collaborazione del suo Osservatorio Dipendenze, mostra come tra i 15 e i 19 anni diminuisca in generale il consumo di alcol (dall’82% del 2011 al 79% del 2016), ma aumenti il consumo fuori pasto e occasionale, anche tra minorenni. L’86,2% degli studenti ha assunto bevande alcoliche almeno una volta nella vita, il 54,8% dei minorenni ha consumato alcol negli ultimi 30 giorni e il 4,5% lo ha fatto frequentemente nel 2016 (20 o più volte). Il 42,5% degli studenti della provincia ha riferito di aver bevuto alcolici al punto di camminare barcollando, di non riuscire a parlare correttamente, di vomitare e/o di aver dimenticare l’accaduto.
Dati sui quali ATS Bergamo invita a riflettere anche grazie alle numerose iniziative organizzate in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2017, del “National Alcohol Screening Day”, e più in generale del mese di aprile, interamente dedicato alle tematiche alcol-correlate. In particolare, ATS Bergamo continuerà a monitorare i comportamenti di consumo di alcol tra adolescenti e giovani, rafforzando la collaborazione con i gestori dei locali e promuovendo specifici programmi informativi. Proseguiranno, infatti, i progetti di prevenzione nelle scuole che complessivamente coinvolgono in quest’anno scolastico, 72 Istituti scolastici, più di 500 docenti e oltre 14.000 studenti, e nei luoghi del divertimento serale e notturno saranno rafforzate le iniziative promosse dal Tavolo provinciale Notti in Sicurezza, come “SAFE DRIVER”, interventi finalizzati a promuovere la pratica dell’autista designato.

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Estate e la campagna antidipendenza da droghe e alcol

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

droghe«Basta veramente poco per superare indenni questa pausa estiva, Ferragosto compreso, uno strano giorno dove, inspiegabilmente vige l’anarchia alcolica più assoluta, il mio appello è rivolto soprattutto ai ragazzi, “cari giovani, non mixate alcol e droghe, festeggiate in strutture professionali dove possono soccorrervi in caso di bisogno ed andate a piedi oppure fate guidare chi non ha bevuto o prendete un taxi”». È l’accorato appello che ha lanciato oggi sui social network dj Aniceto, uno dei dj più impegnati nel sociale, e già membro della Consulta Antidroga presso il Dipartimento governativo a Palazzo Chigi. «I ragazzi possono divertirsi e magari anche essere ribelli, senza necessariamente rischiare la propria vita e quella degli altri, che è una e preziosa». «Amo le feste di ferragosto sul mare, organizzate in lidi e strutture professionali e spero che se ne facciano sempre di più, ma dobbiamo stare attenti e non trasformare in tragedia quella che dovrebbe essere la notte più divertente e spensierata dell’anno!. – sottolinea Dj Aniceto, promotore di campagne antidipendenza su facebook e twitter, testimonial dei sani valori in tv con Piero Chiambretti e protagonista di tante notti in discoteca, dal Nord al Sud d’Italia. “Trovo che sia davvero triste cercare la spensieratezza della bella età nello stordimento dell’alcol e della droga e non in quel che di bello il mondo ha ancora da offrire; mi piacerebbe, inoltre, che tutti gli addetti ai lavori e sto parlando anche dei troppi politici del nostro Paese – spiega Dj Aniceto – si passassero una mano sulla coscienza e tra una crisi e una spending review trovassero il tempo per lanciare iniziative e messaggi concreti soprattutto in questi giorni di festa, per ribadire un secco no a sostanze dannose come le droghe e i superalcolici a favore del sano divertimento!».

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Istat: over 65 a rischio per l’alcol

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

(Centro Maderna) I comportamenti a rischio nel consumo di alcol riguardano otto milioni e 179 mila persone. I dati arrivano dal report dell’Istat “L’uso e l’abuso di alcol in Italia”, secondo cui le fasce di popolazione in cui i comportamenti a rischio sono più diffusi sono gli anziani di 65 anni e più (il 43,0% degli uomini contro l’10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 22,8% dei maschi e l’8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l’8,4% delle femmine). Il modello di consumo degli anziani è di tipo essenzialmente tradizionale, caratterizzato, in particolare, dal consumo di vino durante i pasti. Per questo motivo, in queste fasce di popolazione il tipo prevalente di comportamento a rischio è pressoché coincidente con un consumo giornaliero non moderato, soprattutto durante il pasto (81,9% degli uomini e 66,4% delle donne). La presenza molto elevata di anziani tra i consumatori a rischio va anche messa in relazione alla possibile non conoscenza da parte di questo segmento di popolazione della quantità di alcol da consumare senza incorrere in rischi per la salute. Gli anziani probabilmente mantengono comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli degli aumentati rischi per la salute all’avanzare dell’età. Infatti, le unità alcoliche considerate a rischio per la popolazione adulta fino a 64 anni sono 4 o più per i maschi e 3 o più per le femmine, mentre per gli over 65, già una quantità di 2 o più unità è considerata a rischio.
È comunque importante sottolineare il trend discendente che si osserva negli ultimi anni nella quota di popolazione di 65 anni e più con un consumo giornaliero non moderato di bevande alcoliche (più di 1 unità al giorno). Infatti, tra il 2003 e il 2011 tale quota passa dal 49,8% al 42% per gli uomini e dal 13% al 10,3% per le donne.

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Iss: da alcol 20mila morti l’anno, più vittime della droga

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2012

Sono cifre che pesano quelle sui decessi legati all’uso di alcol in Italia, ventimila morti all’anno, più di quelli dovuti alla droga (mille all’anno) e agli incidenti stradali (cinquemila), soprattutto perché potrebbero essere evitabili. E pesano ancora di più se si guarda ai dati in Europa: nella fascia d’età 15-29 anni, il 25% dei decessi registrati tra i ragazzi e il 10% tra le ragazze è causato dal consumo rischioso di questa sostanza. A tracciare il quadro è Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol Cnesps dell’Istituto superiore di sanità, in occasione dell’Alcohol Prevention Day. «Nel 2007» spiega «la stima della mortalità alcol-correlata in Italia ha evidenziato che il 4,4% dei decessi tra gli uomini e il 2,5% tra le donne era legato al consumo di alcol per un totale di 20.102 morti. A queste cifre vanno aggiunte le morti dei minori di 20 anni, che condurrebbero a una stima complessiva di almeno 30mila decessi alcol-correlati». Gli effetti dell’alcol, continua Scafato, «sono assimilabili a quelli delle altre droghe: tale sostanza induce alla dipendenza fisica e psichica, provoca assuefazione e disturbi comportamentali come la compulsività e il craving. È inoltre causa di circa 60 tipi diversi di condizioni patologiche e danni alla salute, tra cui lesioni, disordine psichico e comportamentale, tumori, patologie gastrointestinali, malattie cardiovascolari, immunologiche, dell’apparato scheletrico, infertilità e problemi prenatali». Ed è anche sulla base di questo qua dro (sono di qualche giorno fa i dati dell’Istat che hanno messo in luce come i comportamenti a rischio nel 2011 per quanto riguarda l’alcol riguardano oltre otto milioni di persone), che il Codacons lancia la sua proposta di apporre avvertenze sulle etichette di bottiglie di birra, vino e alcolici in genere, per informare i consumatori circa la pericolosità di questa sostanza, al pari di quanto già avviene per le sigarette.(fonte farmacista33)

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Alcol e vendite su internet

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

La docente Nancy Puccinelli della prestigiosa Università di Oxford, studiosa del comportamento dei consumatori, non ha dubbi sull’influenza dell’alcol sulle scelte dei consumatori ritenendo che gli alcolici possono avere un effetto stimolante all’acquisto in quanto aumenterebbe l’interesse verso i prodotti in vendita.
Proprio sulla connessione tra alcool e propensione all’acquisto il “New York Times” ha pubblicato un articolo in cui si svela che sono molti i negozi online che sono soliti piazzare le proprie offerte speciali di sera o nelle ore notturne per attrarre coloro che navigano un po’ brilli in rete. Indizi di questa tendenza, come si legge su “20min.ch”, sono le informazioni raccolte dai clienti e l’aumento delle visualizzazioni dei siti di compravendita su internet nelle tarde ore serali e della notte. Anche Steve Yankovich, vicepresidente di Ebay mobile, ne è certo: il consumo di alcoolici è uno dei motivi per cui Ebay vede il suo picco di vendite tra le 18,30 e le 22,30. Gilt Groupe, boutique online specializzata negli articoli di design, per esempio, ha moltiplicato le offerte speciali a partire dalle 21 in avanti. Andy Page, presidente dell’azienda, spera che attraverso le bevute serali ai clienti si accenda lo stimolo a “sani e spontanei acquisti”. Che sia nota l’influenza dell’alcool sul comportamento e la tendenza all’acquisto lo ha precisato anche lo psicologo Christian Fichter dell’alta Scuola di Kalaidos, secondo cui tale “farmaco” riduce il controllo degli impulsi, fa venire meno le inibizioni e offusca la capacità di giudizio e la sua influenza porta il compratore ad acquistare con più leggerezza un prodotto che da sobri, invece, difficilmente si comprerebbe. Per tali ragioni, Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” che da tempo si appella ai consumatori sulla necessità di raggiungere la massima responsabilità possibile quando si effettua qualsiasi acquisto, specie su internet, invita i potenziali acquirenti ad essere maggiormente attenti quando si è bevuto più di un drink e ci si accosta al proprio pc.

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Trattamento dipendenza da alcol

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Mag 2011

Roma 16 maggio 2011 ore 11:00 Hotel Hassler Piazza Trinità dei Monti, 6 Conferenza Stampa che illustrerà le opportunità di trattamento per la dipendenza dall’alcool, una malattia che si può e si deve curare. Grazie alla terapia adeguata, oggi è possibile ridurre il craving – ossia il desiderio incoercibile di bere – e diminuire l’incidenza, la severità e la frequenza delle ricadute. Nel corso della conferenza stampa si darà ampio spazio all’alcolismo, malattia che solo nel nostro Paese colpisce 1 milione e mezzo di persone, saranno resi noti, inoltre, i dati epidemiologici in Italia ed in Europa. Intervengono:
• Professor Mauro Ceccanti, Professore Associato Cattedra di Metodologia Clinica e Semeiotica Medica Responsabile del Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio
• Professor Alfio Lucchini, Psichiatra, Direttore Dipartimento Dipendenze ASL Milano 2 e Presidente nazionale FeDerSerD
Modera: Alessio Vinci, giornalista Mediaset

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L’alcol nel corso dei diversi stadi di vita

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Roma, 9 Maggio dalle 10.30 presso l’Aula Magna del CNR, in piazzale Aldo Moro 7, lo scienziato americano Kenneth R. Warren, Direttore del prestigioso NIAAA (National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism), insieme ai ricercatori del suo Istituto illustrerà i risultati delle loro ultime ricerche in tema di danni da alcol. Il Prof. Mauro Ceccanti, Docente Università Sapienza e Direttore del CRARL (Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio), sottolinea l’importanza di questo convegno con cui, avviata l’importante collaborazione tra gli Alcologi italiani ed il NIAAA americano, si aprono importanti prospettive sia per implementare le diverse conoscenze sul tema, sia per procedere verso la migliore formazione degli operatori e verso l’individuazione e codifica delle prassi e delle procedure diagnostiche e di intervento più efficaci e moderne. Chiuderà la prima giornata di lavori una panoramica sui farmaci e sugli strumenti terapeutici oggi a disposizione, mentre l’intera giornata di martedì 10 Maggio sarà impegnata in un corso di formazione (NIAAA – Università Sapienza) dedicato allo screening e al trattamento della dipendenza da alcol e dei disturbi correlati. I Problemi e le Patologie Alcol Correlate (PPAC) rappresentano una delle emergenze principali che l’Italia deve affrontare, con enormi implicazioni a livello medico, psicologico e sociale. I costi di tale problematica, sostiene Ceccanti, sono spesso sottovalutati e, a fronte di circa 30.000 – 40.000 morti/anno, le politiche di tutela sanitaria in materia alcologica sono ancora insufficienti. Pure i riscontri di un anno di lavoro dell’”Osservatorio Alcol e Pubblicità” del CRARL, che confermano drammaticamente come la continua pressione pubblicitaria televisiva di bevande alcoliche sia subita quotidianamente anche dai bambini e dagli adolescenti, in barba alle normative vigenti, la dice lunga sulla generale scarsa presa di coscienza del problema. Purtroppo le professionalità coinvolte parlano spesso linguaggi diversi ed hanno grandi difficoltà a comprendersi e a collaborare. La scarsa conoscenza del problema, il ridotto numero di centri che se ne occupano e le poche risorse investite nel territorio determinanoseri problemi di gestione di questo fenomeno, che coinvolge circa il 13% della popolazione con più di 18 anni e più del 20% dei soggetti ricoverati negli ospedali.

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Alcol emergenza nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

<<I dati che sono stati illustrati oggi dimostrano come sia preoccupante la situazione in Italia per quanto riguarda l’abuso di alcol soprattutto tra i giovani. L’operazione “Naso Rosso” è di grande aiuto per capire quali strumenti si potranno utilizzare per contrastare questa grave piaga, ma per aumentarne l’efficacia andrebbe estesa su tutto il territorio nazionale>>. Ad affermalo è Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale per la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani in merito all’operazione “Naso Rosso” portata avanti dal Ministro della Gioventù, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. <<Quelli che sentiamo – ha spiegato Lentino – sono dati agghiaccianti. Il 36,6% dei morti sulle strade nel 2009 aveva meno di 30 anni e ad oggi una percentuale elevatissima di ragazzi che entrano in discoteca ha un tasso di alcol nel sangue già superiore al limite consentito. Come dice il Ministro Meloni, serve un’azione di sistema e noi, ancora una volta chiediamo che venga istituita l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Stradale, un organo con poteri simili a quelli della Protezione Civile, che possa coordinare gli interventi su tutto il territorio, avendone piena coscienza>>. <<I giovani sono impegnati in prima linea per contrastare questo fenomeno, come del resto conferma l’attività del Forum Nazionale dei Giovani o del Ministro della Gioventù, ma gli strumenti non sono sufficienti. Oltre all’impegno dei giovani serve quello di tutte le categorie coinvolte ed una sinergia si può ottenere solo attraverso un coordinamento unitario. È  da molto tempo che chiediamo – conclude Lentino – un’Agenzia Nazionale ed ora crediamo che i tempi siano maturi affinché il Governo ed il Parlamento si impegnino per istituirla>>.

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Stop al consumo di alcol in gravidanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

La carenza d’informazione specifica e la pressoché generale assenza di campagne d’informazione sono alla base di una questione sottovalutata da moltissime donne e che oggi Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori nonché fondatore dello “Sportello dei Diritti” porta alla pubblica attenzione affinché gli organi deputati ed in particolare dal Ministero della Salute sino alle Aziende ospedaliere siano sensibilizzate: il fenomeno del consumo di alcol tra le donne in stato di gravidanza. Gli effetti del consumo di alcol in gravidanza sono ormai noti e sono connessi con certezza scientifica a difetti alla nascita e considerati quali la principale causa prevenibile di ritardo mentale del bambino, nonché ritenuti uno dei maggiori problemi di sanità pubblica nella maggior parte dei Paesi del mondo. Le puerpere che bevono alcol aumentano i fattori di rischio di successivi problemi mentali del nascituro, anche a dosi inferiori ad un bicchiere alla settimana. E persino il consumo di 1-2 bicchieri al giorno, è associato a disturbi dell’attenzione e del comportamento nell’infanzia.
Alcuni studi hanno dimostrato che l’ingestione di alte dosi ripetitive causino nella misura del 6-10% delle probabilità che il feto sviluppi la sindrome feto-alcolica (difetti di crescita, dismorfismi cranio-facciali specifici, ritardo mentale, problemi comportamentali ed altre anomalie maggiori).
Per dosi ripetitive moderate, invece, c’è il rischio di “effetti alcolici”, quali moderata disabilità intellettiva, disturbi della crescita ed anomalie del comportamento, per il binge drinking (saltuario consumo di elevate dosi di alcol con finalità di “sballo” o ubriacatura) il bambino può essere soggetto a  moderati deficit intellettivi. Non resta che avviare nell’immediato, sulla falsariga di quanto ha già fatto l’Azienda USSL di Treviso, campagne di marketing sociale che portino avanti il messaggio che l’astensione totale dal consumo di alcol in gravidanza sia l’unica modalità di prevenzione di effetti negativi sui bambini.

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Alcol: Nove tipi di bevitori

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Si beve per dimenticare, ma non solo: secondo quanto è emerso da uno studio britannico infatti, coloro che bevono regolarmente piu’ del limite considerato sicuro per la salute, si possono dividere in 9 categorie, dagli annoiati per i quali l’alcol e’ un passatempo, ai depressi che lo usano per trovare conforto e spesso bevono a casa da soli. La ricerca servirà ora alla sanità pubblica del Regno Unito per sviluppare campagne di informazione e di lotta all’alcolismo piu’ adeguate, che tengano conto delle diverse situazioni e motivazioni che spingono la gente all’etilismo. Oltre a chi beve perchè è depresso o annoiato, le cui motivazioni sono evidenti, i ricercatori hanno identificato questi altri 7 gruppi di bevitori: – gli edonisti: sono contenti di bere e ubriacarsi e incoraggiano gli altri a fare altrettanto. – i macho: bevono da tanto tempo, credono essere in grado di controllarsi quando bevono e di controllare la propria abitudine; – gli stressati: bevono per moderare e controllare le proprie emozioni; – gli amici: bevono per rimanere in contatto con la propria cerchia di conoscenze  e amicizie; – i gregari: hanno bisogno di appartenere ad un gruppo e bevono appunto in gruppo; –  i conformisti: bevono per essere se’ stessi; –  i dipendenti: per loro il pub e’ una ‘casa fuori da casa. Commentando i risultati della ricerca, un portavoce del ministero della Sanita’ britannica ha dichiarato: “per queste persone, l’alcol e’ parte del loro stile di vita. Al punto che cercare di sconfiggere le loro abitudini, li porta a mettersi sulla difensiva, a negare e a rifiutare aiuto”. Il ministero dara’ ora inizio ad un programma sperimentale nel nord-ovest dell’Inghilterra mirato ad aiutare 4.000 persone a smettere di bere o a ridurre considerevolmente il loro consumo di alcol nell’arco di un anno. Se il progetto avra’ successo, il programma verra’ esteso al resto del Paese. Ogni anno in Italia circa 25.000 decessi sono associati all’alcol. Individuare le categorie per meglio intervenire su un tragedia sociale ci sembra piu’ che urgente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Baclofen, toglie l’acol salva il fegato

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

La ricerca  italiana ha dimostrato con successo che il baclofen, un agonista dei recettori B del GABA, offre un sostegno efficace agli alcoolisti durante l’astinenza da alcool senza effetti collaterali sul fegato. A differenza di altre molecole che hanno dimostrato epatotossicità ragion per cui gli alcoolisti con cirrosi epatica venivano esclusi dai trial. Quello condotto presso l’Istituto di Medicina Interna dell’Università Cattolica di Roma ha invece incluso pazienti con cirrosi epatica. Nel campione sono stati inclusi pazienti rispondenti al profilo di alcolista secondo i criteri del DSM-IV, con diagnosi di cirrosi, che bevevano pesantemente (almeno cinque drink gli uomini, almeno quattro le donne) per almeno due giorni alla settimana per un totale settimanale 21 drink per gli uomini e di 14 per le donne. Circa 80 soggetti sono stati avviati, in doppio cieco, al farmaco o a un placebo, tutti sostenuti da incontri con lo psicoterapeutica, per 12 settimane, e poi monitorati per altre quattro. Il 71% del braccio farmaco era riuscito a mantenere l’astinenza contro il 29% del braccio palcebo, con una riduzione significativa dei marcatori di danno epatico. Inoltre il 14% dei soggetti trattati con il farmaco abbandonava il programma contro il 31% del gruppo di controllo

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Contro l’abuso di alcol

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

“Fare il pieno non porta lontano” è il titolo dell’iniziativa nata per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della guida in stato di ubriachezza e sui problemi derivanti dall’abuso di sostanze alcoliche per la salute dei cittadini. Nelle Farmacie Farmacuore dal 27 Giugno al 4 Luglio verrà omaggiato ai clienti un etilometro tascabile monouso (del tipo “soffia e sai”), personalizzato per l’occasione con il logo Farmacuore. Farmacuore ha acquistato 10.000 confezioni dell’articolo che, successivamente alla settimana della campagna, resterà in vendita al prezzo scontato di 1,99 ¬ in tutte le farmacie del network. Le farmacie del consorzio Farmacuore organizzano periodicamente campagne di tipo sociale o informativo per sensibilizzare i propri clienti sui temi più importanti per salvaguardare la propria salute e il proprio benessere.Le farmacie Farmacuore sono presenti a Torino e provincia, nella provincia di Cuneo, a Savona e Genova. L’elenco completo su http://www.farmacuore.it.

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“Mese della consapevolezza sull’alcol”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2010

Ad una settimana dal “Mese della consapevolezza sull’alcol”, che si è tenuto ad aprile, il programma Narconon® di riabilitazione e di educazione sulle droghe ricorda alla gente che l’alcol è probabilmente la sostanza più pericolosa in America. Secondo il National Survey on Drug Use and Health (NSDUH), circa il 6% (7.100.000) della popolazione al di sopra dei 12 anni di età, che avevano consumato bevande alcoliche nell’ultimo mese, ha anche riportato di aver fatto uso di droghe illecite nelle due ore successive all’ultima assunzione di alcol. L’ultimo rapporto ha anche mostrato che più di 17 milioni di americani sono considerati fare uso pesante di alcol. Dalla stima dei 22 milioni di persone, classificate come dipendenti o facenti uso di sostanze stupefacenti nell’anno precedente, 15 milioni risultarono essere dipendenti o abusare di alcol, ma non di droghe illecite. Altri 3 milioni erano dipendenti o abusavano sia di alcol che di droghe illecite. In altre parole, l’alcol è implicato in più dell’80% di tutto l’abuso di droghe del paese. Di recente, l’uso di alcol fra i giovani di età compresa fra i 12 e i 17 anni si è rivelato in declino, per quanto riguarda il bere in eccesso e l’ubriacarsi, con un calo dal 9,7% all’8,8% nell’arco di un anno. Il programma di studio del programma Narconon per la prevenzione dell’uso di droghe comprende 8 corsi composti da conferenze e video, che affiancano i piani delle lezioni per insegnanti. La sua efficacia è stata studiata e i risultati sono stati pubblicati nel 2008 sulla rivista Substance Abuse Treatment, Prevention and Policy. Lo studio mostra come siano state individuate significative riduzioni per quanto riguarda l’uso di alcol. http://italiano.narconon.org

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L’alcol fa danni nel giovane e nell’anziano

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 Mag 2010

L’abuso di alcol non interessa solo le fasce giovanissime ma anche gli ultrasessantacinquenni: gli anziani preferiscono il vino, i giovani la birra e superalcolici e comunque, in media, 4 milioni di italiani di tutte le età si ubriacano nel corso dell’anno. Il dato emerge da un rapporto dell’Istituto superiore di sanità (ISS) in cui viene ancora una volta evidenziato la diffusione del binge drinking, consumo di alcol compulsivo concentrato in un’occasione, fino a sei bevande alcoliche. Nel 2008 si è registrata una prevalenza di binge drinking del 22,1% tra i maschi 18-24enni e del 6,5% tra le coetanee. La distribuzione territoriale dell’abuso di alcol fa rilevare nei maschi il valore più alto nell’Italia Nord-Orientale (15,5%), seguita dall’Italia Meridionale (12,3%) e Nord-Occidentale (12,5%). Oltre alle fasce giovanili, la massima frequenza di consumatori a rischio si registra tra gli ultra 65enni uomini e donne. Un dato che spiega perché tra gli anziani si registra la più elevata frequenza di consumatori a rischio, ma anche di complicanze alcol-correlate registrate in termini di carico di malattia (cirrosi epatica, tumori, malattie cardiovascolari, incidenti stradali e domestici). Nell’anziano viene meno la capacità di metabolizzazione dell’alcol per la riduzione dell’attività dell’alcol-deidrogenasi, l’alcol circola immodificato incrementando il rischio di conseguenze tossiche e cancerogene e la possibilità di interazioni con determinati farmaci. (fonte farmacista33)

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Alcol: è allarme giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2009

É allarme per la tendenza al consumo eccessivo di alcol, soprattutto da parte dei giovani. Su un totale di alcoldipendenti, la tendenza all’aumento appare ancora più evidente con riferimento ai soli nuovi utenti di 20-29 anni, che passano dal 10,7% del 1998 al 14% del 2008; in questa fascia di età si rileva la crescita maggiore nel tempo, a partire dal 1996.  Quando si parla di alcol, le criticità maggiori sono ascrivibili proprio ai giovanissimi.  Oltre 740 mila minori sono consumatori a rischio. Tra i ragazzi 11-15enni, 1 ragazzo su 5 è un consumatore a rischio; tra i 16-17enni, 14 minorenni su 100 bevono secondo modalità rischiose. Inoltre la quota delle ragazzine a rischio 11-15enni al di sotto dell’età legale (16,8 %) supera il valore della media nazionale delle consumatrici a rischio (7,8 %) .  Oltre 700.000 18-24enni risultano a rischio. Tutti i comportamenti a rischio sono più diffusi tra i maschi che non tra le femmine. Sono dati che emergono dal report Consumi di alcol e impatto alcol correlato elaborato da Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS, Istituto Superiore di Sanità e Centro OMS Ricerca Alcol nell’ottobre 2008. L’adolescente è un soggetto alla ricerca di un’identità ma allo stesso tempo vuole scappare dal limite che assumersi un’identità comporta. In questo percorso evolutivo, l’uso di sostanze psicoattive illegali può assumere il significato di rinforzo delle difese narcisistiche: l’uso sperimentale si protrae quanto più si percepiscono gli effetti rinforzanti della sostanza assunta. L’alcol diviene così, agli occhi dell’adolescente, un mezzo efficace per proteggere e rinforzare l’autostima, regalare la sensazione di un dominio sulle proprie ansie sociali e sui sentimenti depressivi, e appare anche talora in sintonia con alcune caratteristiche del nostro tempo e del nostro modo di vivere la vita (velocità, consumismo, efficienza, rischio). Gioca un ruolo determinante il gruppo. La costruzione dei legami con il gruppo diviene un patto che ha uno straordinario potere decisionale sulla vita psichica dei suoi membri e nasce dal bisogno di compiere in compagnia il “viaggio” della crescita. Il gruppo di pari allenta i vincoli familiari e costruisce la nuova famiglia sociale di riferimento. Uno dei compiti primari degli adulti nei confronti degli adolescenti può allora essere sostenere la speranza e promuovere le competenze. Ma come?   “In una società adulta dove sembra venire a mancare ogni paradigma valoriale di riferimento -ha dichiarato il presidente della C.O.I.R.A.G., Claudio Merlo-, ci sono metodi alternativi che insegnano ai nostri ragazzi a costruire e progettare insieme il proprio percorso di vita. Senza paura”.  La Peer Education. L’educazione tra pari rappresenta uno dei più significativi modelli di lavoro con e per gli adolescenti, in quanto basa i propri presupposti teorico–metodologici sul riconoscimento e sulla valorizzazione del ruolo centrale che il gruppo riveste lungo il cammino evolutivo adolescenziale, strutturandosi come modello per lo sviluppo di strategie di prevenzione dei comportamenti a rischio e divenendo un’occasione, a disposizione dell’adolescente e del gruppo di pari, per discutere liberamente. E di disagio adolescenziale e metodi di prevenzione del rischio si discuterà al 17mo Congresso Internazionale Gruppi in Tempo di Conflitti che si terrà a Roma dal 24 al 29 agosto 2009. Esperti ed ospiti di livello internazionale affronteranno le grandi questioni globali che hanno una diretta influenza sui singoli individui e sulle società, analizzando quelle istanze sociali e culturali e i loro effetti sulla vita di tutti i giorni.

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