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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘alessandra mussolini’

Il governo di Banca Intesa

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2011

Alessandra Mussolini, Italian conservative pol...

Image via Wikipedia

Così lo ha definito l’on.le Alessandra Mussolini ed è anche il mio pensiero. Per la seconda volta nel giro di 24 ore ho dovuto dare ragione ad un partito di sinistra e ora a destra. Di certo la situazione è grave anche perché mi sembra strano che circa mille parlamentari, ad eccezione della Lega, non abbiano avuto la consapevolezza che l’Italia politica sia stata commissariata e di brutto. Hanno incominciato a farlo il Consiglio europeo seguito dalla Commissione europea e poi ancora la Bce, il Fondo monetario internazionale e perfino il governo statunitense. Poi, come se non bastasse, hanno preteso un nuovo governo considerando l’amministrazione italiana come una sorta di società per azioni che in odore di fallimento fosse necessario preservarla con un concordato preventivo che è, come noto, una procedura concorsuale attraverso la quale l’impreditore-Stato ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato fallito. Ma non basta. A gestire questa fase critica è stato imposta la presenza di un rappresentante delle banche creditrici (in questo caso l’amministratore delegato di Intesa-San Paolo Corrado Passaro) ed è indubbio che in questa evenienza si guarderà poco per il sottile pur di tutelare i capitali privati insidiati, ad avviso degli istituti di credito, dai tanti miliardi di titoli di stato depositati nei loro forzieri e che rischiano di perdere valore. Nell’insieme si tratta di una vera e propria task force che mette in ginocchio la politica, la democrazia, l’orgoglio nazionale, la tutela delle parti più deboli della società in nome del Dio denaro. E tutti sembrano se non proprio felici di certo rassegnati. Ma ci vogliamo rendere conto del come siamo caduti in basso? Del come ci siamo ridotti? Abbiamo avuto a ripetizione dei diktat umilianti attraverso i quali abbiamo buttato letteralmente alle ortiche la nostra sovranità e la nostra indipendenza economica. E tutto questo lo dobbiamo in primis a Silvio Berlusconi che pur di mantenersi a galla ha ignorato, già tre anni fa, i numerosi segnali d’allarme che provenivano dai mercati e alla fine ha fatto incancrenire la situazione e oggi, come se nulla fosse, si propone come “salvatore della patria”. Ciò che fa specie in questa circostanza non è Berlusconi ma il sistema Italia che continua a dargli credito e quasi plaude alla sua idea di continuare a calcare il palcoscenico della politica. In secundis è da deplorare l’atteggiamento delle opposizioni che invece di presentare un piano alternativo, una capacità di governare la crisi, si divide in tanti distinguo e finisce con il fare la parte di un’armata Brancaleone nella quale si discute di tutto fuorché di un’alternanza credibile al berlusconismo. E’ uno spettacolo tra il surreale e il comico ma diventa tremendamente serio se si pensa che noi stiamo recitando il de profundis dello stato sociale e tutto quel che ne segue e rischiamo di diventare una colonia nelle mani della finanza internazionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Editoriale: Alessandra Mussolini ad Otto e mezzo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

Editoriale Fidest. Alessandra Mussolini ha partecipato ieri alla trasmissione di La sette condotta da Lilly Gruber. Il tema del giorno era il trasferimento dei ministeri da Roma per destinazione Lombardia. A differenza dei suoi illustri colleghi Renata Polverini, governatore del Lazio e Gianni Alemanno sindaco di Roma non ha aderito alla pubblica sottoscrizione per scongiurarne lo spostamento, ma ha detto, in proposito, qualcosa che mi è piaciuta: “Io, sono favorevole ai ministeri al Nord Italia a condizione che siano assegnati in alta montagna, in località disagiate, ma, sia chiaro, una volta avvenuto il trasloco i leghisti non ci devono ripensare”. Per chi vuole intendere la Mussolini ha toccato realisticamente il nodo della questione. Prima di tutto i “ministeri” non sono una risorsa ma una macchina mangia soldi per lo Stato e, probabilmente, anche per le amministrazioni locali. Secondariamente la Lega sarebbe stata più credibile se avesse proposto la riduzione dei ministeri incominciando da quelli senza portafoglio e per finire ai sottosegretari (ne basterebbero al massimo una trentina). Perché il “leghista virtuoso” non si è chiesto quanto oggi costa all’erario gestire decine di sottosegretariati e di ministeri inutili come quello del loro leader carismatico, mentre quanto aggraverebbe il bilancio pubblico un trasferimento (per altro impossibile) o anche solo un ufficio di rappresentanza? Altro discorso andrebbe fatto se le regioni “tanto virtuose” del Nord  non incominciassero a chiudere i battenti delle loro rappresentanze romane e a Bruxelles e utilizzassero i soldi per finalità più adeguate ai bisogni regionali. E’ che la regola è sempre la stessa di chi dice “armiamoci e partite”. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi. E allora perché il popolo del web non si rende promotore di una petizione popolare per ridurre il numero dei ministeri e dei sottosegretari? Questo popolo della rete che tanto successo ha ottenuto per dimostrare ai politici che i referendum valgono qualcosa se si sanno sostenere con fermezza e determinazione ha oggi una nuova possibilità d’affrontare, a partire dagli sprechi ministeriali, il vero nodo che avviluppa i partiti e li rende schiavi delle loro stesse trame. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Omofobia nelle aule parlamentari

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Mag 2011

“Almeno sull’omofobia forse qualcosa a destra si muove e c’è da augurarsi che non venga nessuno a imbullonare”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani, commentando le prese di posizione di Alessandra Mussolini (Pdl) e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché, seguite a quella del ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna, secondo cui con il voto contrario in Commissione ‘il Pdl ha perso un’occasione’. “Anche se un mondo ci divide dalle idee della Mussolini e di Micciché – osserva Serracchiani – le loro espressioni a favore della legge sull’omofobia assumono un rilievo emblematico, che potrebbe diventare molto significativo se condiviso da altri parlamentari del centrodestra”. Secondo Serracchiani “non dobbiamo smettere di fare tutto quel che serve per metterci alla pari con gli obiettivi che ci siamo dati in Europa e, in particolare su questioni come le discriminazioni, non bisogna mai smettere di sperare che le persone ragionino prima con la loro testa e coscienza e solo dopo con quella dei leader di partito”. (Giancarlo Lancellotti)

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Garfagna: Silvio colpisce ancora

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Quanti alla vigilia della “sceneggiata” Garfagna-Mussolini ci assicuravano che era un’azione diversiva per distogliere, ancora una volta, il paese dai problemi reali e anche per dimostrare l’autorevolezza di Berlusconi nel saper sanare le divergenze interne al Pdl, avevano ragione. Una ministra che offende, secondo la Mussolini, che dichiara di dimettersi da tutte le cariche compresa quella di parlamentare e poi basta un breve colloquio con il capo che tutto ritorna come prima, compresa la “monnezza” di Napoli. Ora le stesse persone che oggi ci dicono lo avevamo detto, del tipo “qui lo dico e qui lo nego”, ci spiegano che la mossa di Berlusconi ha un doppio taglio strategico. Primo vuole dimostrare che senza di lui l’Italia politica va a rotoli e, secondo, intende scoraggiare gli oppositori dimostrando che è l’uomo del destino sia se ottiene la maggioranza sia se è messo in minoranza. In quest’ultimo caso Fini sarà tramacinato da un voto anticipato che lo spiazzerà del tutto e non potrà incassare nemmeno il favore dell’elettorato in quanto gli addebiterà il tradimento e il ritorno forzato alle urne. E se il 50% degli italiani non andrà a votare tanto meglio. In quel 50% molti sono del centro sinistra e pochi del centro destra. E poi il Pd dove può andare? Se si allea con la sinistra perde l’appoggio dell’Udc e lo stesso accadrebbe se conferma l’alleanza con l’Idv. Se il Pd confida sulle forze della sinistra rischia di perdere altri pezzi oltre quelli di Rutelli e compagni, in specie dell’ala cattolica. In pratica resterà, nella migliore delle ipotesi, dietro al Pdl e in questo modo perderà il premio di maggioranza. Insomma dove lo troviamo un Berlusconi tanto forte? Può persino permettersi un successo della Lega, tanto Bossi sa bene che resta in sella solo in virtù del suo patto d’acciaio con il caro Silvio. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sondaggi: La Carfagna batte la Mussolini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Il “caso Carfagna” continua ad attirare l’attenzione degli italiani. Secondo l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche (effettuato il 22 novembre), l’86,7% degli intervistati ha seguito la vicenda delle dimissioni annunciate dal ministro delle Pari opportunità (contro il 13,3% che non ha dimostrato interesse). Tra chi ha seguito la vicenda, poi, c’e’ una netta maggioranza di italiani (il 74,3%) che “condivide le posizioni assunte dal ministro su cio’ che riguarda la Campania”. Anche nella disputa con Alessandra Mussolini, la maggioranza degli intervistati (64,8% contro 15,3%) si schiera con Mara Carfagna, con il 19,9% del campione che preferisce non prendere posizione. Schiacciante, infine, il consenso per il ministro nel “faccia a faccia” con il coordinatore del Pdl in Campania, Nicola Cosentino. Secondo il 76,3% dei cittadini, Silvio Berlusconi dovrebbe prendere “maggiormente in considerazione” la posizione del ministro, contro l’8,4% che preferirebbe Cosentino. Le ultime vicende sembrano aver rafforzato la fiducia degli italiani in Mara Carfagna: il 57,3% degli intervistati dichiara infatti di avere “molta” (22,4%) o “abbastanza” (34,9%) nel ministro; contro il 32,1% che ne ha “poca” (25,7%) o “nulla” (6,4%).

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Cittadinanzattiva su lettera 100 deputati in tema di DDl

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2009

“La lettera che 100 deputati del Popolo delle Libertà hanno inviato al Presidente del Consiglio è un atto compiuto con senso di responsabilità civica oltre che una piacevole sorpresa. Evidentemente, sono state raccolte le preoccupazioni espresse nei giorni passati anche dal Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, che ringraziamo, oltre che da tante espressioni della società civile e dagli stessi medici. All’on. Alessandra Mussolini e a ciascuno dei deputati firmatari va pertanto il nostro più vivo apprezzamento”. Nelle parole del vicesegretario generale Antonio Gaudioso, il commento di Cittadinanzattiva in merito all’odierna presa di posizione di una  buona fetta della Maggioranza che ha inteso chiedere al premier Berlusconi di non porre la fiducia sul ddl sicurezza in quanto contenente norme giudicate “inaccettabili”, prime fra tutte quella che obbligherebbe i medici a denunciare gli immigrati clandestini.  “Idealmente, è come se quella lettera fosse stata firmata da migliaia di cittadini” continua Gaudioso, che aggiunge: “In un paese civile, quando un ampio settore della Maggioranza, l’opposizione, la società civile e gli stessi ordini professionali coinvolti convergono nel non voler vedere approvato un provvedimento legislativo, il Governo ne dovrebbe trarre le debite conseguenze e ritirarlo immediatamente. Se ciò non dovesse avvenire, evidentemente in seno all’Esecutivo c’è che ha un debito politico da pagare, e intende saldarlo sulla pelle di indifesi”.

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