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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘alfano’

Meloni a Berlusconi: Nostro candidato in Sicilia è Nello Musumeci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

nello-musumeci«Nell’ambito del confronto con i principali esponenti del centrodestra ieri ho sentito Matteo Salvini convinto quanto me della impossibilità di allearsi con Alfano al governo con Renzi. Oggi ho avuto una lunga e cordiale telefonata con Silvio Berlusconi nella quale abbiamo parlato di come rinsaldare le fila della coalizione e ci siamo dati appuntamento a settembre per parlare di programmi in vista delle elezioni politiche. L’obiettivo è capire se ci siano i margini per una proposta di Governo comune, che sia vincente ma che soprattutto affronti con serietà le emergenze della Nazione. Nel corso della telefonata abbiamo parlato anche delle elezioni regionali in Sicilia. Ho tenuto a ribadire a Berlusconi la posizione di FdI: in Sicilia come a livello nazionale vogliamo vincere con una coalizione seria e credibile. FdI non è alleabile con il partito di Alfano ma rimandiamo al candidato presidente ogni scelta su possibili proposte politiche civiche di ispirazione sul modello di quanto è accaduto in Liguria. Nel corso della telefonata ho anche ribadito a Berlusconi che per noi l’unico candidato in grado di vincere in Sicilia è Nello Musumeci, persona competente, capace e onesta. E gli ho proposto di incontrarlo nella speranza che anche Forza Italia possa confluire su questa candidatura». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (foto fonte Giornale di Sicilia)

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Minniti fa persino rimpiangere Alfano

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

meloni«Ministro Minniti, purtroppo oggi la ascolto e quasi mi viene da rimpiangere Alfano. Ma le faccio i complimenti perché in pieno stile renziano ha gettato molto fumo negli occhi e dato poche risposte: se si mettesse anche lei a fare delle slide e istituisse un bonus per i clandestini allora potrebbe contendere a Renzi la guida del Pd». È quanto ha detto nel corso dell’informativa del ministro urgente del Ministro Minniti alla Camera sull’immigrazione il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Dalla informativa del governo non emergono grandi novità ma Fratelli d’Italia accoglie l’appello alla responsabilità e proprio per questo non vi aiuteremo a favorire l’invasione dell’Italia che state progettando. Il problema della nostra Nazione non sono i suoi confini e le sue coste: il problema dell’Italia è avere il Pd. L’unica proposta seria da fare ma sulla quale non date risposte è chiedere alla Ue solidarietà per un blocco navale al largo delle coste libiche con una missione europea, un accordo coi governi libici che costerebbe meno di quello che spendiamo per foraggiare le cooperative amiche del governo, l’apertura in Africa dei centri per stabilire chi è rifugiato e chi no e da lì distribuzione nei 27 paesi della Ue di chi ne ha diritto. Fratelli d’Italia continua a ritenere, per senso di responsabilità, di dovervi mandare a casa per dare a questa nazione un governo che faccia i suoi interessi e non quelli degli africani», ha concluso Meloni.

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Alfano un politico molto amato

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

santanchèLa deputata FI Daniela Santanché è stata recentemente aggredita mentre stava effettuando un collegamento tv dalla Stazione Termini di Roma. Come si sono svolti i fatti? Ospite di Rai Radio1 a Un Giorno da Pecora, la Santanché ha spiegato a Geppi Cucciari e Giorgio Lauro: “ero fuori dalla stazione Termini per un collegamento con il programma ‘Dalla Vostra Parte’, ora giro per le stazioni d’Italia perché voglio far capire che sono il simbolo del degrado e che ormai sono pezzi del territorio che non ci appartengono più”. E poi, cosa è accaduto? “Nelle stazioni troviamo spesso persone che non dovrebbero stare qui, che molto spesso sono clandestini, spacciatori di droga e padroni di quel territorio. Io ero li a fare questo collegamento, e due persone, con dei sanpietrini belli pesanti, li hanno presi e me li hanno tirati. Devo ringraziare la polizia e la sicurezza di Mediaset”. L’avevano riconosciuta? “Si, prima che avvenisse questo fatto mi dicevano delle parolacce, avevano ben presente chi fossi. E poi ringraziavano molto Alfano”. Alfano? “Si, ho capito che tra di loro è un politico molto amato”, ha concluso l’onorevole FI a Un Giorno da Pecora.

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Alfano fa solo “propaganda”?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2016

alfano“Non ci abitueremo mai al candore con cui Angelino Alfano mente clamorosamente in tema di sicurezza e, soprattutto, in tema di Poliziotti e altre Forze dell’Ordine. Ancora una volta ieri abbiamo letto le sue menzogne e di presunti turn over sbloccati, di investimenti per le dotazioni e le risorse delle Forze dell’Ordine, di ‘strumenti particolari’ che qualcuno secondo lui ci invidia, di sicurezza percepita che è talmente ‘alle stelle’ da aver incentivato il turismo! Pura propaganda di regime. Eppure, una bugia ripetuta all’infinito finisce per essere percepita come verità, ma questo non è accettabile quando in ballo c’è il diritto alla sicurezza dei cittadini, nonché le sorti e la stessa dignità degli Operatori del Comparto. Ecco perché sarebbe giusto ed onesto che Alfano si confrontasse pubblicamente su certi temi con chi può smentirlo e non ha paura di farlo per asservimento politico o per qualsiasi altra convenienza, come accade purtroppo nel caso di altri colleghi. Quando Alfano risponderà pubblicamente a ciò che noi siamo in grado di dire in tema di sicurezza, di condizioni del Comparto e dei suoi Appartenenti, allora i cittadini sapranno a chi poter credere. Intano non fanno altro che credere ai loro sentimenti di abbandono e di paura dovuta al fatto di sentire lo Stato lontano dai loro veri bisogni e dalle loro reali necessità,come testimoniano chiaramente le continue proteste di piazza”.
Questo il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, ad alcuni passaggi sul tema della sicurezza dell’intervista al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, pubblicata ieri da Il Tempo.
“La realtà sotto gli occhi di tutti, purtroppo, è ben altra – insiste Maccari -. E’ fatta di carenze gravissime e di disfunzioni che ancora ci assillano e non ci consentono di stare accanto ai cittadini come vorremmo e come potremmo. Gli Operatori di Polizia fanno tutto ciò che è nelle loro possibilità con sacrifici ed investimenti del tutto personali, ma combattono con la mancanza di strumenti minimi di tutela, come può essere un banale spray antiaggressione in libera vendita da anni, o un ancor più banale gps che non obblighi i reparti anticrimine ad accorrere sui luoghi di servizio con l’ausilio dei propri telefoni privati per raggiungere l’obiettivo o altrimenti a chiedere indicazioni ai passanti, e la lista degli altri esempi che potrei fare è davvero molto molto lunga. I colleghi che lasciano il servizio sono tuttora rimpiazzati con un numero pari alla metà, visto che il turn over è fermo al 51%, e quelli in servizio si trovano a dover affrontare criminali di ogni risma in qualsivoglia circostanza ad un’età che li dovrebbe vedere al massimo impiegati dietro a una scrivania a dare il loro prezioso contributo di esperienza ma certo non di più. La sicurezza percepita dalla gente non ha mai conosciuto una soglia così bassa, e non è un caso se non facciamo che leggere titoli che parlano di gente perbene finita nei guai nel disperato tentativo di difendersi da sola da una delinquenza sempre più sfrontata e violenta che gli invade le case e la vita, per non parlare di quella che reagisce esasperata a problemi come l’immigrazione incontrollata che sono gestiti in maniera assolutamente dilettantistica. L’addestramento, le dotazioni e soprattutto gli strumenti di tutela e di garanzia degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine su cui possono contare i colleghi all’estero ci fanno impallidire dalla vergogna e dall’invidia, perché in Italia non abbiamo neppure una tutela legale e quando finiamo nei guai, come accade spesso per via dell’ovvia e scontata volontà di tutti di vendicarsi o di farci del male, dobbiamo arrangiarci da soli e persino quando veniamo assolti ci vediamo pignorare la casa per le spese in attesa che qualcuno si degni di rifonderci anche solo un misera cifra. In Italia ancora non abbiamo protocolli operativi e neppure norme specifiche che garantiscano la dignità e la serietà del lavoro che svolgiamo, ma anzi dobbiamo fare i conti con le continue ‘pugnalate’ che ci riserva un sistema in cui veniamo trattati come servi invece che come Servitori, ed ogni occasione è buona per criminalizzarci e tentare di punirci a prescindere o limitare ogni diritto e ogni libertà delle persone che stano dentro alla divisa”. “Caro Alfano – conclude il Segretario Generale del Coisp -, l’unica cosa che veramente il mondo ci invidia sono gli uomini e le donne che appartengono alle Forze dell’Ordine e che hanno una storia, una volontà, una tenacia, un senso del dovere e del sacrificio che non ha pari. I risultati che arrivano puntuali, la lotta incontrastata al crimine, la prevenzione di cui tanti politici ottusi si riempiono la bocca senza sapere cosa costa, dipendono unicamente dal valore di quegli uomini e quelle donne. Quelli cui non si fa altro che continuare a mentire ma che ormai hanno ben capito come stanno le cose”.

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Sicurezza fuori servizio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2016

alfanoIl Ministro dell’Interno Alfano ha rivolto l’invito a tutti gli Agenti “a portare l’arma di ordinanza anche fuori dagli incarichi specifici e dall’orario di servizio, sollecitando alla vigilanza sempre”.A quanto pare, il capo del Viminale non ha perso l’abitudine di fuorviare l’opinione pubblica su cosa possa o non possa effettivamente fare una categoria per la sicurezza dei cittadini, una categoria prostrata da un’età media elevatissima per le ben note, scellerate scelte degli anni passati ed alla quale si sta tentando di rimediare in modo del tutto insufficiente.
Non si sa che veste attribuire alle “sollecitazioni” del Ministro e se intenda affrontare il problema della sicurezza con una sorta di volontariato “gratis et amore dei”, passando sulla testa delle famiglie dei poliziotti portate alla soglia della povertà dalle ben note politiche governative (cioè sue) degli ultimi anni.
Non ha neppure idea del tipo di armamento in dotazione individuale a Polizia e Carabinieri che, per peso ed ingombro è tra i meno adatti ad essere portato con sufficiente discrezione fuori dal servizio e che, a causa del munizionamento da guerra che ci si ostina a far adoperare,in caso di effettivo utilizzo in ambiente urbano, rischierebbe di produrre effetti disastrosi non tanto per gli eventuali terroristi, ma anche per chi, suo malgrado, venisse a trovarsi nelle vicinanze.
Con le conseguenze che già conosciamo per gli ultimi anelli della catena, da sempre i soli a pagare. La tardiva resipiscenza avuta sull’introduzione del reato di tortura salva di certo il Ministro dalle reiterate scelte, del tutto incongruenti rispetto all’esigenza di garantire il personale di Polizia dai continui bersagliamenti di una delinquenza che ha alzato il tiro per costringere alla resa lo Stato di diritto.Il “Daspo” per tenere lontano i soggetti pericolosi dalle città è poi un vero e proprio “capolavoro”. Anche a voler ammettere la “fattibilità” giuridica di un simile strumento di prevenzione, quali sarebbero le sanzioni per chi lo viola? Il carcere? E lo sa il Ministro che in carcere non c’è posto perché in Italia non se ne vogliono costruire?
L’auspicio è che il Ministro la smetta di vendere fumo alla popolazione e scelga anche e finalmente di porre a capo degli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza Dirigenti di comprovata competenza, rimuovendo immediatamente e per sempre chi, proprio per incompetenza e contro ogni criterio di efficienza, si circonda di “yes men” per governare per ordini e senza trasparenza alcuna, dando così prova di resistenza al necessario ammodernamento di cui la Polizia ha urgente necessità.

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