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Scuola: Assunzioni, il piano straordinario 2015/16 falsato dall’algoritmo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

L’ammissione del Ministro dell’Istruzione sugli errori commessi dal Miur non coincidono con un’azione risolutiva. Marcello Pacifico (Anief): Il Ministro chieda al Parlamento una modifica della norma che preveda un nuovo trasferimento straordinario su tutto l’organico dell’autonomia a partire dal prossimo anno scolastico. Quando si comprendono gli errori da parte anche di altri che ti hanno preceduto non basta ammetterli, ma bisogna assolutamente trovare soluzioni adeguate. Anief conferma i ricorsi per avvicinare quei docenti a casa
Il piano straordinario di assunzioni dei docenti del 2015/16 prodotto dal Governo Renzi non poteva funzionare. A distanza di tre anni, l’ammissione sulle procedure che hanno portato decine di migliaia di precari ad essere immessi in ruolo fuori regione, a centinaia di chilometri da casa, pur in presenza di posti liberi nelle loro province, arriva dall’attuale Ministro dell’Istruzione. Il quale in un’intervista a Panorama dice: “Sa quanto ho impiegato a capire che non funzionava?…. Dieci secondi”. La rivista Orizzonte Scuola dice oggi che su quella mobilità a carattere nazionale decisa da un algoritmo impazzito, i cui parametri di adozione non furono mai resi pubblici, pesa anche il giudizio derivante da una perizia tecnica conclusa nel 2017, che ha definito “Confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante, elaborato in due linguaggi di programmazione differenti, di cui uno risalente alla preistoria dell’informatica, costruito su dati di input gestiti in maniera sbagliata”. Ora, dinanzi a tali certezze, ci si sarebbe aspettati non solo una presa di coscienza del Miur, ma anche l’adozione di provvedimenti adeguati. Solo che l’amministrazione non è voluta andare oltre a delle quote allargate sui trasferimenti fuori provincia dei docenti, introdotte con il contratto sottoscritto a dicembre sulla mobilità del personale: per l’anno scolastico 2019/20 sono stati previsti il 40 % di trasferimenti interprovinciali e il 10% di passaggi di ruolo; per il 2020/21, il 30% di trasferimenti interprovinciali e il 20% di passaggi; per il 2021/22, il 25% di trasferimenti interprovinciali e il 25% di passaggi. Si è preferito, in pratica, dare solo un’opportunità ai tanti insegnanti ancora non rientrati nella terra d’origine. Lo stesso ministro dell’Istruzione ha ammesso: “Non è ancora finita… ci vorranno tre anni”. Preso atto dei tempi ancora lunghi, il M5S, attraverso il primo firmatario Marilotti, ha fatto partire un’interrogazione, “per chiedere al Ministro se intenda assumere urgenti iniziative al fine di consentire il rientro stabile nei luoghi di origine dei docenti del Sud che con la Buona Scuola hanno ottenuto il ruolo nelle province del Nord”. Per Anief, il Miur doveva prendere in mano la situazione: secondo il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, visto che l’errore dell’amministrazione è stato evidente, “giunti a questo punto deve intervenire il Ministro Marco Bussetti chiedendo in Parlamento una modifica della norma che preveda un nuovo trasferimento straordinario su tutto l’organico dell’autonomia a partire dal prossimo anno scolastico”. “Ancora di più – continua il sindacalista autonomo – perché ci troviamo in presenza di un alto numero di posti vacanti e disponibili, che coincide pure con l’abolizione degli ambiti territoriali. Come Anief, lo chiediamo a gran voce ad un’amministrazione che non può continuare a comportarsi in modo pilatesco. Quando si comprendono gli errori da parte anche di altri che ti hanno preceduto non basta ammetterli, ma bisogna assolutamente trovare soluzioni adeguate”, richiama il presidente Marcello Pacifico, il quale invita anche l’amministrazione scolastica a “predisporre dei corsi abilitanti per il personale di ruolo presso gli ex provveditorati per agevolare i passaggi di ruolo secondo le quote annualmente previste nell’ultimo contratto sulla mobilità”.

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Algoritmo per la gestione dei pazienti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Rimini. L’esperienza “estrema” di Clinica Mobile sui circuiti nazionali ed internazionali nel Motomondiale, è nato l’algoritmo capace di ottimizzare l’organizzazione della gestione dei pazienti.Tanti pazienti da trattare in pochissimo tempo con risorse e spazi limitati, uscendo dal contesto puramente agonistico, e nell’ottica di migliorare l’organizzazione dei servizi per ogni paziente, ha visto così la luce nuovo progetto tecnologico, nato dall’incontro tra il Dr. Zasa, Direttore Sanitario di Clinica Mobile nel Mondo e Andrea Pari, AD di ArzaMed, realtà specializzata in software di gestione e ottimizzazione di servizi sanitari.L’applicazione interamente su cloud permetterà di gestire il flusso di appuntamenti medici in maniera ottimizzata in base a tre variabili: tempo, spazio e risorse. Tre variabili che vengono calcolate automaticamente e dinamicamente dall’algoritmo in base al flusso di informazioni inserite, modificando real time la pianificazione degli appuntamenti.I risultati attesi sono calcolati sullo storico di utilizzo del software medico da parte di 500 operatori sanitari, attivi in 16 regioni italiane ed in Svizzera. “Gli obiettivi del progetto – spiega Andrea Pari AD di ArzaMed – sono quelli di migliorare il percorso di cura e prevenzione dei pazienti attraverso l’automazione della gestione organizzativa, clinica e relazionale dei centri medici. Riduzione delle tempistiche di attesa e intervento ed accesso alle informazioni mediche anche in mobilità sono due delle prerogative a cui stiamo lavorando. I primi test, effettuati sulla versione Alpha dell’applicazione, hanno prodotto risultati al di sopra delle aspettative. Entro febbraio 2019, una versione Beta sarà resa disponibile ad un gruppo eterogeneo composto da studi medici specialistici, poliambulatori, equipe multidisciplinari, psicologi e fisioterapisti.”

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Agostino Sibillo, ricercatore ed inventore del Cloud

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

consegna medaglia2consegna medaglila1Camerino lunedi 16 novembre presso la Sala degli Stemmi dell’Università di Camerino si terrà il convegno “Innovare per crescere. Dal cloud all’economia dell’innovazione” al quale prenderà parte Agostino Sibillo, ricercatore ed inventore del Cloud. A lui si devono l’invenzione del “Cloud Computing System”, cioè il sistema rivoluzionario che permette di archiviare dati su un server remoto attraverso un qualsiasi device (computer, smartphone, tablet). Questo sistema è utilizzato da servizi come Google Drive, Amazon Cloud, e DropBox tanto per fare un esempio.Agostino Sibillo, inserito dalla New Hampshire University tra i cento inventori più importanti del XX e XXI secolo, si laurea prima in Giurisprudenza e svolge la professione di avvocato e ricercatore ma una volta in America prende una seconda laurea in Ingegneria Informatica e registra il primo di molti brevetti sulla tecnologia multitasking da cui ne deriva un enorme successo, primo di molti altri brevetti che riguardano svariati campi: Software per i Droni, Video Streaming, Televisione e Diagnostica Medica. Recentemente ha lanciato una nuova app negli Usa che dichiara una totale riservatezza delle comunicazioni internet: si chiama “Spychatter”. Spychatter contiene un nuovo algoritmo che effettua una incredibile criptazione dei dati con l’utilizzo di satelliti GPS, Mac Address e Informazione Termpo. Ne risulta un sistema di criptazione molto affidabile.L’incontro che si terrà presso l’Università di Camerino, organizzato dalla sezione di Informatica di Unicam, sarà l’occasione per far confrontare gli studenti e i moltissimi appassionati di nuove tecnologie con un ricercatore italiano che ha fatto dell’innovazione la sua forza in Italia e in tutto il mondo.
Agostino Sibillo terrà una Lectio dal titolo “Economia dell’innovazione informatica” dopo i saluti del Pro rettore Vicario prof. Claudio Pettinari e dell’introduzione del prof. Leonardo Mostarda, docente di IT security di Unicam. Al termine è previsto un dibattito con gli studenti. (foto: consegna medaglia)

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Pancreas artificiale: un algoritmo per amico

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

pancreas-01Il pancreas artificiale è passato dall’essere un oggetto misterioso a strumento di trattamento ormai quasi pronto per entrare nella vita di tutti i giorni, per aiutare ragazzini e adulti a tenere sotto controllo una glicemia che viaggia sulle montagne russe. La scuola di Padova è una delle più avanzate al mondo sia sul versante clinico, che bioingegneristico ed è sempre stata in prima linea nelle sperimentazioni più di frontiera: le ultime, un campo scuola per avvicinare bambini piccolissimi con il diabete al pancreas artificiale e una sperimentazione di trattamento continuativo per 6 mesi che si concluderà, con grande dispiacere dei pazienti, all’inizio di novembre. Un vero e proprio manager della glicemia, certo lontano dalla perfezione assoluta della natura, ma con un grado di efficienza ogni giorno maggiore: è il pancreas artificiale, un sistema tecnologico fatto di tre parti: il microinfusore di insulina, il sensore che misura in continuo la glicemia e un ‘cellulare’, deprivato delle funzioni di telefono, nel quale viene inserito l’algoritmo matematico che funge da controllore esterno. Sulla base della glicemia che viene letta in real time dal sensore, l’algoritmo – il cervello pensante del sistema – suggerisce al microinfusore quanta insulina infondere per mantenere la glicemia normale. In altre parole un calcolatore matematico intelligente (l’algoritmo) si sostituisce alle decisioni che quotidianamente la persona con diabete (o nel caso dei più piccoli, i genitori) è costretta a prendere per mantenere la glicemia sotto controllo. L’algoritmo che cerca di aggiustare la somministrazione di insulina è strutturato in modo di cercare di interpretare le esigenze del corpo; ad esempio, se si sta a riposo farà erogare una quantità maggiore di insulina per abbassare la glicemia, viceversa se si fa attività fisica la quantità di insulina necessaria a mantenere in range la glicemia si riduce. Il tutto senza che il paziente debba intervenire.Nel corso di una manciata di ultimi anni, i componenti di questo sistema sono diventati sempre più piccoli, fino a renderlo ‘indossabile’; sempre più sicuro e affidabile, il pancreas artificiale è passato dall’essere utilizzato per esperimenti di poche ore all’interno dell’ospedale all’ultimo, ancora in corso, nel quale il pancreas artificiale con il ‘cervello’ nel cellulare è stato utilizzato in piena autonomia da 6 pazienti per ben 6 mesi consecutivi. Quest’ultimo esperimento si concluderà tra un paio di settimane e chi vi ha preso parte non si rassegna al fatto di doversi separare dal ‘cellulare’-manager.“Abbiamo seguito gli studi sul pancreas artificiale fin dalle prime fasi – spiega Daniela Bruttomesso, dirigente medico di primo livello A.O. di Padova, Dipartimento di Medicina Clinica, UOC Malattie del Metabolismo, membro del consiglio direttivo SID e prossimo presidente regionale (Veneto) SID – I primi sono iniziati in ospedale; poi siamo andati all’esterno, ma sempre in ambiente protetto, riunendo i pazienti in un hotel sotto la nostra supervisione. Infine il grande passo: abbiamo dato il pancreas artificiale ai pazienti, perché lo utilizzassero a casa. Abbiamo appena pubblicato i risultati di uno studio(*) nel quale 32 soggetti adulti hanno indossato il pancreas artificiale a casa loro dalle 20 della sera fino alle 8 di mattina. Lo studio è durato 2 mesi con risultati molto incoraggianti: con il pancreas artificiale, c’è stato un miglioramento del tempo passato in euglicemia (tra 70 e 180 mg/dl) rispetto alla terapia con microinfusore e sensore, ma anche una riduzione del tempo trascorso in ipoglicemia. I risultati che abbiamo acquisito finora dimostrano che sicuramente il pancreas artificiale è migliore della terapia tradizionale nel controllare sia la glicemia notturna che quella diurna, rispetto al miglior sistema tradizionale rappresentato dal tandem microinfusore di insulina-sensore di glicemia (SAP). E’ attualmente in fase di pubblicazione un lavoro, fatto insieme agli americani, nel quale i pazienti hanno portato giorno e notte (24h/24h) il pancreas artificiale a casa per tre settimane. Anche in questo caso sono migliorati tutti i parametri del controllo glicemico. Ora, siamo tutti con il fiato sospeso in attesa dei risultati di uno studio condotto in contemporanea a Padova, a Montpellier e negli USA nel quale, alcuni pazienti sono stati trattati con un pancreas artificiale in maniera continuativa per 5 mesi. Non abbiamo ancora alcun risultato ma quello che possiamo dire è che man mano che si avvicina la fine dello studio, e dunque il momento di restituire il pancreas artificiale, i due pazienti italiani sono sempre più dispiaciuti”.Quello che qualunque paziente trattato con il pancreas artificiale riferisce è l’impressione di grande libertà che dà questo device, perché consente loro di preoccuparsi meno della gestione quotidiana del diabete. Naturalmente questo non significa che il pancreas artificiale tolga importanza all’educazione del paziente che anzi deve essere comunque sempre preparato a gestire il suo diabete. Infatti, qualora il pancreas artificiale per qualche motivo non dovesse funzionare, passa automaticamente alla funzione SAP, cioè torna al tandem abituale microinfusore-sensore che il paziente deve essere in grado di gestire.Campo scuola per i bimbi con il pancreas artificiale. Di recente abbiamo condotto uno studio pediatrico (‘campo scuola sul diabete’) nel quale per la prima volta abbiamo valutato l’utilizzo del pancreas artificiale in un gruppo di 32 bambini dai 5 ai 9 anni d’età. Lo studio è stato coordinato dal gruppo ingegneristico e clinico di Padova; i bambini sono stati inviati dalle pediatrie di Torino, Milano, Verona, Napoli e Roma. Sicuramente l’impatto emotivo di questa esperienza è stato fortissimo per quanto riguarda l’accettabilità del sistema da parte dei genitori: il 90% si è dichiarato favorevole al pancreas artificiale e disposto ad utilizzare lo strumento non appena disponibile; l’80% lo ha giudicato anche abbastanza facile da usare. L’impatto sulla notte è fortissimo perché per i genitori di un bambino con diabete le ore notturne sono sempre fonte di angoscia. La parte forse negativa è che il bambino deve sempre portare con sé il ‘cellulare’, anche se forse la cosa preoccupa più gli adulti che i bimbi. Nel corso del campo scuola li abbiamo visti prendere subito confidenza con il ‘cellulare’ e usarlo anche per giocare, fingendo di telefonarsi l’uno con l’altro. Una cosa che ci ha veramente colpito è con quanta facilità i bambini apprendono l’uso della tecnologia. Dai dati che abbiamo acquisito finora, possiamo dire che di certo l’uso del pancreas artificiale anche in questa fascia d’età riduce le ipoglicemie.Le sfide future. Gli ambiti di miglioramento del pancreas artificiale riguardano soprattutto la parte bio-ingegneristica, l’algoritmo, il ‘cervello’ pensante del sistema. In futuro saranno testati algoritmi previsionali cimentandoli con variabili difficili da interpretare, quali l’assunzione di pasti più variegatii, attività fisiche più complesse e condizioni stressanti. Andremo insomma a valutare come si comporta il pancreas artificiale in situazioni che esulano dalla routine quotidiana.L’italia è uno dei Paesi più avanzati al mondo nelle ricerche sul pancreas artificiale: clinici e bioingegneri dell’Università di Padova, in particolare, lavorano in collaborazione con gruppi francesi (Eric Renard) e olandesi (J. Hans DeVries) all’interno del consorzio europeo AP @T HOME. Collaborazioni che si estendono anche oltre oceano con Boris Kovatchev della Virginia e la sua squadra che ha sviluppato un ‘cellulare’ nel quale è inserito il ‘cervello’ del pancreas artificiale – un algoritmo – messo a punto dal professor Claudio Cobelli dell’Università di Padova e dal professor Lalo Magni dell’Università di Pavia.

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Ensemble Algoritmo

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Roma 22 marzo ore 20.30 Aula Magna – Sapienza Università di Roma – Piazzale Aldo Moro 5  Quartetto d’Archi di Torino Ensemble Algoritmo Marco Angius direttore Fabio Ferri sound engineer Nicola Sani regia del suono  “Four Darks in Red” Note e visioni sui colori di Rothko  Mahler  Quartettsatz in la minore per pianoforte e archi Sani  Four Darks in Red per quartetto d’archi e spazio elettronico su otto canali * Webern  Langsamer Satz per quartetto d’archi Debussy  Prémiere Rapsodie per clarinetto e pianoforte Sani Black Area in Reds, per clarinetto, pianoforte, percussioni, quartetto d’archi Prima esecuzione assoluta, commissione e produzione dell’Institut International de Musique Electroacoustique di Bourges Prima esecuzione assoluta, commissione IUC  Il concerto rientra nel progetto “InConcerto – Capolavori dal barocco ad oggi” realizzato con il sostegno della Regione Lazio –  Assessorato alla Cultura, Arte e Sport  Nicola Sani ha ottenuto premi e riconoscimenti internazionali per le sue composizioni, ha all’attivo numerose collaborazioni con artisti dell’area video e delle arti elettroniche, è stato direttore artistico dell’Opera di  Roma e attualmente dirige  il Festival “Kryptonale” di Berlino ed è stato appena nominato consulente artistico del Teatro Comunale di Bologna. Tra le sue composizioni, eseguite nei principali centri musicali europei,  si ricorda Il tempo sospeso del volo, un’opera di teatro musicale sulle ore che precedettero la morte di Giovanni Falcone. Proprio il giorno dopo il concerto, sarà rappresentata al Teatro Massimo di Palermo la sua nuova opera Cenerentola.com. BIGLIETTI: Interi: da 12 euro a 20 euro (ridotti da 10 euro a 17 euro)  Giovani: (under 30): 8 euro Bambini: (under 14): 4 euro.

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La variabile finanziaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

Scrive Paolo Camanzi Responsabile modelli di  valutazione del credito Confidi Emilia Romagna Servizi: “Spesso tra gli aspetti più trascurati dalle aziende italiane vi è la variabile finanziaria; al contrario, tale variabile deve sempre essere attentamente valutata, anche in relazione al notevole impatto che essa ha su Basilea 2 * Se è assodato che Basilea 2 dà un voto complessivo e sintetico (rating) alla qualità della gestione aziendale, deve essere altrettanto chiaro che i ‘fondamentali’ dell’azienda (dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario) hanno un peso consistente all’interno dell’algoritmo di determinazione del rating.  E non dobbiamo dimenticare che i finanziatori e chi fornisce una garanzia sul finanziamento (in pratica, banche e confidi) tendono a prediligere gli aspetti finanziari per il semplice motivo che si aspettano la restituzione del capitale dato a prestito e dei relativi interessi; soprattutto nel caso di start-up, l’attenzione può concentrarsi sulla business idea, tendenza questa che rappresenta una semplice valutazione di opportunità: si valuta positivamente la business idea perché ritenuta in grado di generare flussi futuri di cassi sufficienti alla restituzione del capitale e degli interessi. Da questa semplice analisi è possibile comprendere come il merito creditizio di un’impresa (in pratica, il suo ‘biglietto da visita’ nei confronti del sistema finanziario) dipenda in larga misura dalla capacità di generare cassa e il rischio per i finanziatori (banca) e i per garanti (confidi) risiede nell’eventualità che i flussi futuri (di per sé probabilistici) non siano in grado di remunerare il capitale di debito e gli interessi dovuti * E’ necessario quindi che banca e confidi (ma anche altri stakeholders) dispongano di una serie di dati che permettano di valutare correttamente l’impresa e gli investimenti da essa posti in essere. La reportistica di natura finanziaria sarà sempre più importante se si considera che i sistemi di rating avanzato delle banche si baseranno in misura consistente sulla valutazione di dati quantitativi (i cosiddetti ‘fondamentali di bilancio’) e presumibilmente, per avere un rating migliore, sarà importante porre attenzione sulla composizione del debito, sul peso dell’equity e sulla redditività, vale a dire sugli aspetti direttamente e indirettamente connessi alla funzione finanziaria aziendale * Ai fini della possibilità di ottenere finanziamenti (e garanzie sugli stessi) è bene sapere che per anni l’analisi si è concentrata sul solo stato patrimoniale dell’impresa, sui cosiddetti ‘beni al sole’, ma dalla fine degli anni Settanta si è compreso come oltre agli immobili debbano essere considerati altri aspetti, quali ad esempio le capacità reddituali. Negli ultimi anni, con l’effetto derivante dalla globalizzazione dei mercati, l’attenzione si è concentrata sulle capacità di generare flussi finanziari adeguati e sull’analisi del business plan; questo anche grazie a una presenza sempre più massiccia degli operatori anglosassoni sul territorio nazionale, che ha permesso un’ampia diffusione di nuovi strumenti di analisi * Previsto originariamente come documento da redigere in occasione di start-up aziendali, il business plan è divenuto sempre più un ordinario strumento di pianificazione impiegato a supporto delle decisioni di tipo strategico da intraprendere ogni qualvolta si è in presenza di un nuovo progetto imprenditoriale (come nel caso di una Joint-Venture all’estero)”. (fonte J. Buon Giorno Impresa)

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